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Obesità, a Roma installazione campagna ‘Perdere peso non dipende solo da te’

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(Adnkronos) – L'obesità va ben oltre il semplice 'mangiare meno e muoversi di più'.E' una malattia cronica progressiva, multifattoriale e recidivante, influenzata da meccanismi genetici, endocrini, ambientali e psicologici.

Eppure lo stigma sociale e la colpevolizzazione dei pazienti continuano a essere tra i principali ostacoli per chi convive con questa patologia.Per cambiare questa narrazione, Lilly lancia la campagna 'Perdere peso non dipende solo da te.

Il tuo corpo può fare resistenza', realizzata con il patrocinio dell'associazione pazienti Amici obesi Onlus, accompagnata dall'inaugurazione di un'installazione unica, 'The Impossible Gym', nella rinnovata piazza dei Cinquecento, presso la Stazione Termini di Roma, aperta fino al 4 febbraio.  L'installazione – spiega una nota – rappresenta le sfide quotidiane di chi vive con l'obesità.All'interno, attrezzi da palestra resi inutilizzabili da elastici gialli simboleggiano la 'resistenza' del corpo al calo ponderale, un fenomeno biologico che rende particolarmente difficile perdere peso e mantenerlo nel tempo.

Un'esperienza immersiva che raffigura gli ostacoli fisici, biologici e psicologici con i quali devono convivere ogni giorno le persone con obesità.Per tutta la settimana, nell'area aperta al pubblico saranno presenti dietisti qualificati per rispondere alle domande dei visitatori, che potranno calcolare il proprio indice di massa corporea (Bmi) utilizzando una bilancia dedicata.

All'interno dell'installazione anche un fitto calendario di incontri informativi con medici specialisti, per approfondire le tematiche legate alla gestione della patologia. Alla conferenza stampa di inaugurazione di 'The Impossible Gym', questa mattina, era presente anche la cantante Noemi: "Credo profondamente nella necessità di un cambiamento culturale sul tema del peso e, quindi, dell'obesità – dice – Il corpo di una persona è costantemente sotto gli occhi di tutti, e il giudizio e pregiudizio purtroppo spesso accompagnano il pensiero e le parole delle persone.Ogni persona ha una storia diversa, che a volte racconta anche di una patologia difficile da comprendere.

La corretta informazione e il superamento di pregiudizi possono cambiare le cose e creare una società più empatica e consapevole, in cui ogni persona possa sentirsi compresa e supportata nel proprio percorso.La salute deve rimanere l'aspetto più importante: riconoscere l'obesità come una patologia e il proprio corpo come qualcosa di cui prendersi cura è fondamentale".

Oggi in Italia 1 adulto su 2 è in sovrappeso (circa 23 milioni) o affetto da obesità (circa 6 milioni, il 12% della popolazione).I numeri sono in crescita, specie nei Paesi Occidentali, tanto che l'Organizzazione mondiale della sanità parla da tempo di 'globesità'.

L'impatto sulla qualità della vita e sui costi sociali e sanitari è allarmante: è una delle principali sfide per i sistemi sanitari mondiali, paragonabile ai tumori e alle malattie cardiovascolari.  Perdere peso è la cosa più difficile per chi soffre di obesità e non è una questione di forza di volontà, ma di come funziona il nostro corpo. "L'obesità è legata a una modificazione patologica dei meccanismi che nel nostro organismo regolano la fame e la sazietà – illustra Rocco Barazzoni, presidente Società italiana obesità (Sio) e professore associato di Medicina interna, Dipartimento di Scienze mediche, università degli Studi di Trieste – Si tratta di meccanismi neurologici in gran parte localizzati nel cervello, ma che rispondono anche a segnali che arrivano dal tessuto adiposo e dall'intestino".Le persone che soffrono di obesità "presentano alterazioni di tali processi biologici", con aumento della massa grassa. "A questi meccanismi si associano anche fattori genetici, endocrini e ambientali.

In questi ultimi anni sono stati introdotti farmaci innovativi e molto efficaci, che permettono non solo una riduzione marcata del peso corporeo, ma promettono anche di ridurre, prevenire e curare molte complicanze gravi e temibili.Ovviamente resta anche in questo caso fondamentale l'approccio bilanciato e sano alla dieta, e l'aumento dell'attività e dell'esercizio fisico in un approccio globale alla persona e alla malattia". La comunità medica è sempre più consapevole che il solo peso corporeo non è sufficiente a definire lo stato di salute di un individuo.

Alla valutazione del Bmi si deve almeno aggiungere la valutazione della distribuzione del grasso in eccesso: quello addominale è più pericoloso per lo sviluppo di altre patologie cardiovascolari, metaboliche, endocrine e molte altre.La Lancet Commission e, qualche mese prima, la stessa Società europea dell'obesità hanno stabilito che il peso di per sé è importante, ma non sufficiente a stabilire il rischio clinico generale: il Bmi dovrebbe restare al di sotto di 30 Kg/m2 per stabilire la soglia oltre la quale si parla di obesità, mentre tra 25 e 30 si parla di sovrappeso.

A questa misurazione va aggiunto il parametro del grasso viscerale localizzato sull'addome, del 'girovita'.Una circonferenza dell'addome elevata associata a un Bmi anche inferiore a 30 dovrebbe essere considerata sufficiente per fare diagnosi di obesità. Sono necessarie una nuova narrativa dell'obesità e azioni strategiche forti ed efficaci, evidenziano gli esperti.

Secondo il documento 'Obesità in Italia.Percezioni, costi e sfide per il futuro', realizzato nel 2024 da Ipsos, I-Com e università del Piemonte orientale (Upo) con il contributo di Lilly, meno della metà degli italiani riconosce l'obesità come patologia cronica e fattore di rischio di altre patologie, mentre per più della metà è il risultato di cattive abitudini e solo un fattore di rischio per altre patologie.

Emerge anche quanto, nell'immaginario collettivo, l'obesità sia considerata una 'colpa' dell'individuo e della mancanza di volontà: lo pensa il 64% del campione. "Nessuna persona con obesità è contenta della propria condizione, anche se in apparenza la vive con il sorriso: scavando emerge sempre la sofferenza e il disagio – afferma Iris Zani, presidente associazione Amici obesi – Il paziente avverte i limiti fisici del proprio corpo nella quotidianità, i limiti psicologici, e poi ci sono i limiti non tangibili, quei complessi meccanismi che regolano la fame, la sazietà e il peso, che si oppongono al calo dei chili in eccesso e al mantenimento del peso raggiunto nel tempo.La maggior parte delle persone è convinta che l'obesità sia una responsabilità e una colpa dell'individuo.

Ocorre scardinare questa non-cultura così radicata e mettere in atto cambiamenti collettivi e individuali con politiche che facciano leva su educazione, maggiore accesso a servizi e terapie mediche, campagne di sensibilizzazione per aumentare e diffondere la conoscenza sull'obesità.Cruciale il ruolo della stampa e dei media". Sebbene l'obesità rappresenti una minaccia per la sostenibilità sociosanitaria ed economica del Paese, per decenni non è stata riconosciuta come una patologia cronica prioritaria nell'agenda politica.

Negli anni più recenti questo scenario sta subendo un'evoluzione, con una crescente attenzione delle istituzioni verso la patologia. "L'obesità è una delle sfide più urgenti per la salute pubblica, una patologia complessa che richiede un'azione coordinata da parte di istituzioni, sistema sanitario e società – dichiara Stefano Benigni, membro XII Commissione Affari sociali, Camera dei deputati – L'istituzione del Fondo strutturale per la prevenzione e cura dell'obesità nella legge di Bilancio rappresenta un passo decisivo per migliorare l'accesso e la continuità delle cure, sviluppare percorsi regionali di prevenzione e sostenere ricerca e formazione per i professionisti della salute.Il mio impegno sarà quello di assicurare che questo Fondo sia l'inizio di un percorso più ampio, per colmare i gap diagnostico-terapeutici e creare una rete integrata che migliori la qualità della vita dei pazienti". Lilly è storicamente impegnata nel contrasto delle principali patologie croniche, tra cui diabete e obesità, con la ricerca e lo sviluppo di farmaci in queste aree al fine di mettere a disposizione terapie sempre più innovative per una migliore gestione della patologia. "Con questa campagna vogliamo compiere un altro passo fondamentale per accrescere la consapevolezza sull'obesità, una malattia cronica complessa spesso fraintesa, e rompere gli stereotipi che affliggono i pazienti, dando loro voce – sottolinea Elias Khalil, presidente e amministratore delegato Italy Hub di Lilly – L'installazione 'The Impossible Gym' presso la Stazione Termini, un luogo ad altissimo passaggio, simboleggia le sfide quotidiane delle persone con obesità, sensibilizzando il pubblico e promuovendo empatia.

Con questa iniziativa – conclude – Lilly ribadisce il proprio impegno nel riconoscere l'obesità come una malattia e nel sostenere chi la affronta".Ulteriori informazioni disponibili su patologiaobesita.it. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Emis Killa si ritira, Gasparri: “Ne sono felice ma la Rai poteva evitare questo sconcio”

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(Adnkronos) – "Sono veramente contento che Emis Killa si sia ritirato dal festival.Non so se la mia dichiarazione lo abbia indotto, io avevo informato i vertici della Rai di questa vergogna: via la gente inadeguata dal festival".

Così Maurizio Gasparri all'Adnkronos, commentando a caldo la notizia del ritiro dal festival di Sanremo di Emis Killa a seguito della notizia che l'artista è indagato per associazione a delinquere. "Io avevo fatto un'interrogazione in Vigilanza, avevo informato verbalmente, la Rai aveva tutte le possibilità di evitare questo sconcio", scandisce il senatore Gasparri, che proprio qualche ora fa aveva definito 'inaccettabile' la partecipazione del rapper milanese alla manifestazione. "Spero che lo abbiano indotto al ritiro sia le mie parole che un ritorno di saggezza della Rai, perché di questa Rai in servizio pubblico concorso canoro ci siamo anche seccati -tuona il capogruppo di Forza Italia al Senato nonché componente della Commissione Vigilanza Rai- Il decoro e l'onore valgono per tutti, non solo per i politici.Che Emis Killa si trovi un lavoro".

Nell'interrogazione che Gasparri aveva presentato all'ad Rai si citava, tra gli altri, proprio Emis Killa: "Aveva un rapporto professionale di amicizia professionale" con il capo ultrà del Milan Luca Lucci, si legge nell'atto visionato dall'Adnkronos. "Ha fatto concerti per la società della moglie di Lucci" e "ci sono varie foto che lo ritraggono insieme a Lucci e ad altri personaggi".  Per Gasparri, la vicenda non dovrebbe "finire qui.La cosa riguarda anche altri, ad esempio Tony Effe, che scrive testi sessisti e contro le donne.

Se se lo tengono fanno male, perché la Rai quello che non fa prima lo subisce dopo.Potevano evitarlo, erano stati informati pubblicamente di quello a cui andavano incontro". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

OpenAI accusa DeepSeek: “Ha copiato ChatGpt, ecco le prove”

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(Adnkronos) –
OpenAi sostiene di aver trovato le prove che la start-up cinese di intelligenza artificiale DeepSeek ha utilizzato i modelli proprietari dell'azienda statunitense per addestrare la sua app mentre crescono le preoccupazioni per una potenziale violazione della proprietà intellettuale.Il produttore di ChatGpt con sede a San Francisco ha dichiarato al 'Financial Times' di aver riscontrato alcune prove di "distillazione". Questa tecnica, scrive ancora il quotidiano britannico, "viene utilizzata dagli sviluppatori per ottenere prestazioni migliori su modelli più piccoli utilizzando i risultati di modelli più grandi e più capaci, consentendo loro di ottenere risultati simili su compiti specifici a un costo molto inferiore.

La distillazione è una pratica comune nel settore, ma il timore era che DeepSeek potesse farlo per costruire un proprio modello concorrente, violando così i termini di servizio di OpenAi. "Il problema è quando lo si toglie dalla piattaforma e lo si fa per creare un proprio modello per i propri scopi", ha detto una persona vicina a OpenAi.OpenAI ha rifiutato di commentare ulteriormente o di fornire dettagli sulle sue prove.

I suoi termini di servizio stabiliscono che gli utenti non possono "copiare" nessuno dei suoi servizi o "utilizzare l'output per sviluppare modelli in concorrenza con OpenAi". 
Il modello R1 di DeepSeek ha sorpreso i mercati, gli investitori e le aziende tecnologiche della Silicon Valley.Lunedì le azioni di Nvidia sono scese del 17%, facendo crollare il suo valore di mercato di 589 miliardi di dollari, per il timore che i grandi investimenti nel suo costoso hardware per l'intelligenza artificiale potessero non essere necessari.

Martedì il titolo ha recuperato il 9%, insieme ad altri titoli tecnologici. L'anno scorso OpenAi e il suo partner Microsoft hanno indagato su account ritenuti di DeepSeek che utilizzavano l'interfaccia di programmazione delle applicazioni (Api) di OpenAi e ne hanno bloccato l'accesso per sospetta distillazione che violava i termini di servizio, ha dichiarato un'altra persona a conoscenza diretta. In precedenza, lo zar dell'Ia e delle criptovalute del presidente Donald Trump, David Sacks, ha affermato che "è possibile" che si sia verificato un furto di proprietà intellettuale. "C'è una tecnica nell'Ia chiamata distillazione…quando un modello impara da un altro modello e in un certo senso succhia la conoscenza dal modello madre", ha detto Sacks a Fox News martedì. "E ci sono prove sostanziali che ciò che DeepSeek ha fatto in questo caso è stato distillare la conoscenza dai modelli di OpenAi, e non credo che OpenAi sia molto felice di questo", ha aggiunto Sacks, anche se non ha fornito prove. DeepSeek ha dichiarato di aver utilizzato solo 2.048 schede grafiche Nvidia H800 e di aver speso 5,6 milioni di dollari per addestrare il suo modello V3 con 671 miliardi di parametri, una frazione di quanto OpenAi e Google hanno speso per addestrare modelli di dimensioni comparabili.

Alcuni esperti hanno affermato che il modello ha generato risposte che indicano che è stato addestrato sui risultati del Gpt-4 di OpenAi, il che violerebbe i suoi termini di servizio.  Gli addetti ai lavori, scrive ancora il 'Ft', affermano che è prassi comune per i laboratori di Ia in Cina e negli Stati Uniti utilizzare i risultati di aziende come OpenAi, che hanno investito nell'assunzione di persone per insegnare ai loro modelli a produrre risposte che sembrino più umane.Si tratta di un'attività costosa e ad alta intensità di manodopera, che spesso viene sfruttata dai piccoli operatori. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salute, in Italia solo 6 pazienti su 10 accedono a Stroke Unit

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(Adnkronos) – Ogni anno in Italia 120mila persone sono colpite da ictus, ma solo 6 su 10 (dal 50 al 70%) accedono alle Stroke Unit, le unità specializzate nel trattamento di questa patologia, a causa della distribuzione insufficiente e non uniforme sul territorio nazionale.Arginare questa situazione è uno degli obiettivi dello Stroke Action Plan for Europe (Sap-E), che si prefigge di permettere al 90% dei pazienti l'accesso a cure specializzate per l'ictus entro il 2030.

Le Unità in Italia oggi sono 208: il 52% si trova al Nord, mentre Sud e Centro ne accolgono rispettivamente solo il 22 e il 26%.Dell'accesso alle Stroke Unit, oltre che di monitoraggio e qualità dei trattamenti, si è discusso recentemente a Sofia, durante il National Coordinators Meeting del Sap-E, a cui, per l'Italia, hanno partecipato Paola Santalucia, Ettore Nicolini, Paolo Candelaresi, Simona Sacco e Francesca Romana Pezzella, per presentare le attività intraprese nel nostro Paese per raggiungere gli obiettivi definiti nel Piano europeo.  "Il mancato accesso dei pazienti alle Stroke Unit in Italia è un problema che è fondamentale risolvere rapidamente, per questo come Associazione italiana ictus (Isa-Aii) stiamo lavorando con grande impegno alla stesura dello Stroke Action Plan fo Italy (Sap-I), una versione nazionale del riferimento europeo, il Sap-E – spiega Santalucia, presidente di Isa-Aii – Il Piano italiano, in linea con quello europeo, avrà come obiettivo necessario l'accesso di almeno il 90% dei pazienti colpiti da ictus alle Stroke Unit, contro il 50-70% circa che registriamo oggi.

Una volta ufficializzato, il Sap-I rappresenterà le linee guida di riferimento della Società e indirizzerà le azioni dei professionisti sanitari che si occupano di ictus.Toccherà temi che vanno dalla prevenzione al trattamento in acuto, fino alla riabilitazione".  Tra gli obiettivi ci sono: "Una maggiore informazione al cittadino riguardo i rischi della malattia, con maggiore consapevolezza del ruolo di fattori di rischio modificabili come l'ipertensione arteriosa – elenca Santalucia – un'educazione e sensibilizzazione all'importanza del rapido riconoscimento dei segni, anche con campagne di sensibilizzazione e il coinvolgimento di scuole e Regioni; il miglioramento della catena del soccorso, dalla chiamata alle centrali operative del 118 fino all'arrivo negli ospedali 'pronti' al trattamento del paziente con ictus, con riduzione dei tempi di trattamento e miglioramento degli esiti.

Specifica attenzione è data anche ai piani di riabilitazione post-ictus e alla vita dopo l'ictus”.  E' importante "che pazienti e familiari ricevano informazioni approfondite riguardo le possibilità riabilitative – aggiunge Santalucia – definire protocolli regionali e il corretto indirizzo in strutture riabilitative di almeno il 40% delle persone colpite da ictus.Puntiamo poi a effettuare monitoraggi di qualità in ospedali e altri servizi sanitari, fino anche a un anno post evento.

Perché tutto ciò avvenga è necessaria un'intesa forte con le istituzioni, a partire dalla finalizzazione del riconoscimento della Dichiarazione di azione del Sap-E da parte del ministero della Salute, come è già avvenuto in 14 altri Paesi della Comunità europea: un impegno comune nella lotta contro l'ictus è un primo passo per garantire che entro il 2030 tutti i 53 Paesi europei possano condividere piani nazionali che abbiano una base comune e obiettivi chiari per affrontare un comune nemico ad altissimo impatto epidemiologico, sociale ed economico". "L'incontro con le altre realtà europee in occasione del National Coordinators Meeting è stato uno stimolo per promuovere attivamente in Italia azioni mirate al raggiungimento degli obiettivi sfidanti del Sap-E – sottolinea Nicolini, ricercatore presso il Dipartimento di Neuroscienze umane all'università di Roma Sapienza – I passi in avanti fatti negli ultimi anni sono stati notevoli.Per esempio, rispetto al 2021, sono disponibili 10 nuove Stroke Unit in grado di effettuare trombectomie meccaniche, l'intervento più efficace in caso di ictus, che permette una riduzione importante delle disabilità causate dalla patologia.

Molte delle persone colpite presentano infatti invalidità più o meno gravi, come paralisi, difficoltà motorie e del linguaggio.Tra i disturbi più comuni c'è la spasticità, che colpisce il 20% dei pazienti a 3 mesi dall'evento.

E' un problema che riguarda una grande fetta della popolazione, non solo gli anziani: sono infatti 12mila gli under 55 colpiti ogni anno da questa patologia.E' quindi importante intervenire sulla fetta di persone che alle Stroke Unit ancora non può accedere, e siamo fiduciosi che il Sap-I ci guiderà verso questo scopo". "Il ricovero in Stroke Unit è il primo trattamento per il paziente con ictus, ischemico o emorragico che sia – osserva Candelaresi, responsabile della Stroke Unit dell'Aorn Cardarelli di Napoli e membro della Commissione per le certificazioni delle Stroke Unit della Eso – La Stroke Unit", grazie a elevata specializzazione, "permette di ridurre morte e dipendenza.

L'obiettivo del Sap-I dovrà essere anche quello di tracciare delle linee di indirizzo nazionali per misurare gli esiti.E' fondamentale che tutti parlino la stessa lingua, utilizzando le stesse misure di esito, per uniformare i dati e permetterne il confronto.

La frammentazione attuale dei dati sanitari in Italia, le enormi diversità interregionali e, addirittura, inter-ospedaliere, ostacolano la possibilità di misurare univocamente gli esiti e di conseguenza generalizzare i risultati.Avere una piattaforma unica che consenta di omogeneizzare le misure di esito è la base comune su cui costruire il futuro". "Il Sap-E sta accelerando, grazie all'impegno di tutti i coordinatori nazionali, per poter garantire ai cittadini europei la possibilità di combattere l'ictus cerebrale e le sue temibili conseguenze – aggiunge Pezzella, segretario Isa-Aii e co-chair Stroke Action Plan for Europe di Eso, European Stroke Organisation – Ricordiamo anche che i costi sanitari legati a ogni paziente sono molto alti e, nel prossimo futuro, le stime indicano un possibile aumento di persone colpite, anche a causa degli stili di vita scorretti.

Garantire a sempre più pazienti una rapida presa in carico e un'adeguata riabilitazione per aumentare la sopravvivenza e ridurre le disabilità è un obiettivo che prende sempre più forma, grazie al gruppo eccezionale che sta lavorando al Piano.La disomogeneità di cura è un fenomeno purtroppo presente in Italia, ma sul quale siamo pronti a intervenire". "Le persone colpite da ictus in Europa sono oltre 1 milione – conclude Sacco, presidente Eso – ed è proprio considerando le stime di aumento per i prossimi anni che nel 2018 abbiamo lanciato lo Stroke Action Plan for Europe.

In Europa molti governi hanno già aderito all'Action Plan e stanno mettendo in atto e monitorando politiche per ridurre l'impatto della patologia sia a livello individuale che sociale.Il monitoraggio degli esiti e dei servizi mostra che le strategie proposte sono valide e percorribili.

L'adattamento dell'Action Plan nella sua versione italiana serve a facilitare che nel nostro Paese siano implementati i servizi e le strategie che ancora mancano.Siamo ad un buon livello, ma è necessario un ulteriore impegno per garantire equità nei servizi e il raggiungimento di standard di eccellenza.

Gli obiettivi sono facilmente raggiungibili.L'impegno delle società scientifiche e di tanti operatori c'è.

Auspichiamo in un analogo impegno del Governo nazionale e delle istituzioni regionali per poter garantire un'adeguata prevenzione e cura per questa patologia, e per raggiungere gli standard di altre nazioni europee che hanno già dei piani nazionali per l'ictus”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il curling a Milano-Cortina 2026: regole e programma

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(Adnkronos) – Dopo lo storico oro nel doppio misto a Pechino 2022, con Amos Mosaner e Stefania Constantini, l'Italia torna a guardare al curling per arricchire il medagliere di Milano-Cortina 2026.Si tratta di uno sport che ha debuttato nel programma olimpico ai Giochi di Chamonix 1924, con il solo evento maschile, per tornare a scopo dimostrativo a Lake Placid 1932, Calgary 1988 e Albertville 1992 e poi a livello ufficiale a Nagano 1998. Ma come funziona il curling?

Le partite dei tornei maschili e femminili prevedono 10 mani, dette

end
.Ogni squadra gioca dunque 8 stone per end e il punteggio finale è determinato dopo il lancio dell'ultima stone.

Una squadra può avere così una o più stone vicine al centro della "casa" e segnare più punti per ogni end.La vittoria va alla squadra capace di segnare più punti a fine partita (in caso di parità al temine dell’ultima mano, a decidere le sorti della partita sarà un extra end).

Diverso il discorso per il doppio misto, in cui gli end da giocare sono otto (ogni squadra lancia cinque pietre per ogni end).Altra nota: nei tornei indoor, il ghiaccio creato in maniera artificiale ha la sua superficie cosparsa di pepple (goccioline d'acqua che si congelano, dando vita a piccoli rilievi sulla superficie).

Questa superficie aiuta poi lo scivolamento e le traiettorie delle pietre, favorendo un gioco più regolare. Nei prossimi Giochi invernali, le partite di curling si giocheranno a Cortina d’Ampezzo e verranno assegnati 3 ori (maschile, femminile e doppio misto). Questo sport vanta una tradizione centenaria.Il curling ha debuttato nel programma olimpico a Chamonix 1924 e si è poi rivisto a scopo dimostrativo otto anni dopo, a Lake Placid 1932 e quindi a Calgary 1988 e Albertville 1992.

Per il ritorno ufficiale serve aspettare i Giochi invernali di Nagano, nel 1998.A Pyeongchang 2018 un’altra grande novità è stata rappresentata dall’introduzione del doppio misto. I ricordi dell’Italia in questa disciplina sono tutti legati alla storica impresa di Stefania Constantini e Amos Mosaner a Pechino 2022.

In Cina, la coppia azzurra ha centrato un oro clamoroso, davanti a Norvegia e Svezia. —milano-cortina-2026webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Anvcg, a Firenze venerdì l’evento celebrativo in Palazzo Vecchio

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(Adnkronos) – Venerdì 31 gennaio nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze si terrà l'evento di celebrazione della Giornata Nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo, istituita con la Legge 25/01/2017 n. 9. Questa ricorrenza ha lo scopo di commemorare le vittime civili di tutte le guerre e di sensibilizzare sull'impatto umanitario dei conflitti contemporanei sulle popolazioni coinvolte.Giunta alla sua ottava edizione la Giornata vede, di anno in anno, la crescente partecipazione dei Comuni italiani, grazie al protocollo d'intesa siglato con Anci, che, nella sera del 1° febbrai, illumineranno di blu Municipi e monumenti simbolo in tutto il Paese.

L'iniziativa coinvolge anche le istituzioni centrali e, dallo scorso anno, numerose Regioni. "Come vittime civili che hanno conosciuto gli orrori del secondo conflitto mondiale chiediamo incessantemente il rispetto del diritto internazionale affinché, con la sua reale applicazione, possa svolgere la funzione per cui è stato creato: evitare la sofferenza delle popolazioni civili durante i conflitti.Siamo in molti a reclamarne il rispetto, senza distinguo né eccezioni, e a voler riaffermare un principio di umanità che non è negoziabile", dichiara Michele Vigne, presidente Nazionale Anvcg e vittima civile di guerra.  "Nel 2024 le vittime civili causate da armi esplosive sono aumentate del 67% rispetto all’anno precedente, una crescita vertiginosa che ci impone di pretendere il reale rispetto ed applicazione del diritto internazionale affinché si proteggano le vite, le case, le scuole e gli ospedali", prosegue Vigne. Al centro dell'evento ci sarà la premiazione dei vincitori del concorso scolastico nazionale in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione e del Merito intitolato "1945: la guerra è finita!

Le gravose eredità che guerre e conflitti lasciano alla popolazione civile", a cui hanno partecipato oltre 1,100 studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado da tutta Italia. Sul palco del Salone dei Cinquecento sarà inoltre presentata la tredicesima edizione dell'Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, annuario aggiornato delle guerre contemporanee, cui l'Anvcg collabora attraverso "L'Osservatorio", il proprio centro di ricerca internazionale sulle vittime civili dei conflitti. Tra gli interventi previsti: il sottosegretario all'Istruzione Paola Frassinetti; il presidente della Commissione Finanze della Camera, Marco Osnato; Claudio Betti, presidente della Confederazione sulle associazioni combattentistiche; Nicola Labanca, docente di Storia Contemporanea dell’Università di Siena e responsabile del Dipartimento Studi e Ricerche Storiche dell'Anvcg; Chiara Fantozzi dell'Università di Pisa; Nicolas Marzolino, consigliere nazionale Ancvg; Lorenzo Bernard, consigliere provinciale Anvcg di Torino e bronzo paralimpico a Parigi 2024; Raffaele Crocco, direttore dell'Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo; rappresentanti dell'Anci e del Comune di Firenze. L'evento, che sarà moderato dalla conduttrice e attivista Metis Di Meo, vede la collaborazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, il patrocinio del Comune di Firenze, della Regione Toscana e dell’Anci. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sul palco di Sanremo anche Puccini, Recano e gli attori di ‘Champagne-Peppino di Capri’

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(Adnkronos) – Le fiction Rai saranno, anche quest'anno, protagoniste al Festival di Sanremo, a partire da quelle dedicate alla musica: tra gli ospiti che saliranno sul palco dell'Ariston – a quanto apprende l'Adnkronos – ci saranno, infatti, gli interpreti del film tv 'Champagne – Peppino di Capri', in onda su Rai1 il 18 febbraio: il piccolo Alessandro Gervasi, 5 anni, che impersona il cantante caprese da piccolo e Francesco Del Gaudio (Peppino da grande).E non è escluso che i due possano essere coinvolti in un omaggio canoro a Di Capri.  Non solo: ospiti di Carlo Conti saranno anche Vittoria Puccini e Carmine Recano per la serie tv 'Belcanto', su Rai1 da lunedì 24 febbraio, ma anche il sostituto procuratore Imma Tataranni-Vanessa Scalera e tutti i ragazzi del cast di 'Mare fuori'.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

AMARONE OPERA PRIMA 2020 dal 31 Gennaio al 2 Febbraio a Verona nello storico Palazzo della Gran Guardia

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Amarone Opera Prima, l’evento dedicato al debutto dell’annata 2020 del grande Rosso della Valpolicella.  Sarà un’edizione speciale che vuole celebrare anche l’importante traguardo dei 100 anni del consorzio vini Valpolicella nato nel 1925.  Arrivata alla sua 21ª edizione, la manifestazione inizierà sabato 1 febbraio con una conferenza inaugurale riservata alla stampa e ospiti accreditati; a seguire l’apertura dei banchi d’assaggio.Amarone icona del fine dining nei 50 migliori ristoranti al mondo e un viaggio, nella memoria del tempo, tra le annate storiche tra cui spicca la bottiglia più antica certificata del Grande Rosso frutto della vendemmia 1950 uscita sul mercato nel 1953.  Sono i temi delle due masterclass  che aprono ufficialmente il programma di Amarone Opera Prima, l’evento del Consorzio vini Valpolicella in programma a Verona dal 31 gennaio al 2 febbraio all’ombra dell’Arena, in piazza Brà (palazzo della Gran Guardia).

Un’edizione, quella di quest’anno, che inaugura l’anno del centenario dell’ente con il record di partecipazione tra i produttori: 78 aziende pronte a incontrare 106 giornalisti, di cui 73 provenienti da 26 nazioni (Argentina, Australia, Austria, Canada, Cina, Corea del Sud, Danimarca, Emirati Arabi Uniti, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Hong Kong, Israele, Kazakistan, Lettonia, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Russia, Singapore, Svezia, Ucraina, UK e Usa).

Programma Amarone Opera Prima 2025

L’anteprima dell’annata 2020, prende il via venerdì 31 gennaio (ore 10.30) con la prima degustazione dedicata a esplorare il posizionamento dell’Amarone nei 50 ristoranti top  segnalati dal mensile britannico Restaurant.  Sono sette i vini in batteria nella masterclass guidata dall’esperto JC Viens: Meroni Il Velluto 2011 (nella lista vini del Mountain Beak St, Londra), Ca La Bionda Vigneti di Ravazzol 2012 (Sezanne, Tokyo), Monte dall’Ora Stropa 2013 (Le Calandre, Italia), Zymé 2013 (Cenci, Kyoto, Asia) , Buglioni Il Lussurioso 2016 (SingleThread, Sonoma Valley), Tezza Brolo delle Giare 2016 (Fat Duck, Londra) e Quintarelli 2017 (Eleven Madison Avenue, NYC).

 

La giornata prosegue con il pranzo tristellato di Giancarlo Perbellini (Teatro Filarmonico, solo su invito) e la masterclass – viaggio tra le annate storiche affidata al MW e vicepresidente del Consorzio, Andrea Lonardi.  Nei calici gli Amarone Bolla 1950, Montresor 1969, Bertani 1975, Santa Sofia 1983, Cecilia Beretta 1985, Mazzi 1997, Bussola 2000, Marion 2007, Cesari 2010.Il secondo atto di Amarone Opera Prima va in scena sabato 1 febbraio dalle 10.30.Ad aprire la giornata, il tema  “Valpolicella: 100 anni tra passato e futuro della denominazione” con gli interventi di Christian Marchesini, presidente del Consorzio vini Valpolicella e di Carlo Flamini, responsabile dell’Osservatorio del vino di Unione italiana vini, moderati da Andrea Andreoli, direttore di Telenuovo.  A seguire, l’inedito spettacolo “Amarone, epopea in Valpolicella”, ideato dall’attore, drammaturgo e regista teatrale Andrea Pennacchi per il centenario del Consorzio vini Valpolicella.Alle 12.30 via alle degustazioni ai banchi dei 78 produttori che, dalle 16.00, accoglieranno anche gli ‘Amarone lover’, protagonisti anche nella giornata di domenica 2 febbraio (dalle 10 alle 17) che si concluderà con l’aperitivo “Valpolicella: freschezza e creatività nel calice” a cura del Gruppo Giovani del Consorzio.

 

Da cartella Stampa Consorzio Valpolicella
Francesco Cecoro

 

Il bob a Milano-Cortina 2026: regole e programma

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(Adnkronos) – Il bob arricchirà lo spettacolo delle Milano-Cortina 2026.A Cortina d’Ampezzo, andranno in scena le gare di questa disciplina, in cui gli atleti dovranno mettere insieme tecnica, strategia e sangue freddo per strappare una medaglia. Intanto, una prima panoramica sulle cose da sapere.

L’equipaggio di un monobob è composto da una sola atleta, un bob a due prevede un frenatore e un pilota e un bob a quattro presenta anche altri due atleti per la fase di spinta.Dal punto di partenza, l'equipaggio spinge la slitta per 50 metri (coperta generalmente in meno di sei secondi) e in seguito prende posto.

La particolarità è che le gare si articolano in due giorni, con due discese giornaliere: il tempo totale minore, misurato al centesimo di secondo, incorona il vincitore.Se due squadre completano però la gara con lo stesso tempo, occuperanno la stessa posizione.

C'è un netto vantaggio nell'essere tra i primi lungo la pista mentre il ghiaccio è ancora fresco e non ruvido e tagliato.Un’altra peculiarità si lega alla partenza: alle Olimpiadi, l'ordine di discesa per la prima manche prende come riferimento la classifica mondiale, con i primi 10 equipaggi che scelgono l'ordine di partenza da 1 a 10 (dall'undicesimo si segue la classifica).

Nella seconda manche, invece, i primi 25 equipaggi classificati partiranno in ordine invertito, seguiti dal ventiseiesimo classificato in poi.Nella terza, l'ordine di partenza seguirà la classifica dopo le prime due manche, mentre nell'ultima partiranno solo i 20 equipaggi meglio classificati (in ordine invertito).  Quando si parla di bob, si fa riferimento a una slitta (singola, a 2 o a 4 posti in base alla gara), con quattro pattini disposti a due a due.

Qui, la prima coppia è mobile e dà la direzione al veicolo (guidato da un pilota con due tiranti di corda), la seconda è fissa.Nella parte posteriore, c’è un freno con denti metallici, che messo in moto da una leva morde il ghiaccio e viene usato per fermare il mezzo superato il traguardo.

Saranno 4 gli ori nel bob assegnati a Milano-Cortina 2026: bob a 4 uomini, bob a 2 uomini e donne, mono bob donne. Si tratta di uno sport invernale inventato dagli svizzeri alla fine del XIX secolo, su una pista stretta ricavata nel ghiaccio e con una slitta a disposizione per sfidare il tempo.Le slitte in legno delle prime competizioni divennero ben presto d’acciaio.

Oggi, si gareggia soprattutto su piste di ghiaccio artificiali e con slitte di alta tecnologia, in vetroresina e acciaio.In Italia, il bob club più antico si trova proprio a Cortina d'Ampezzo.

A due passi dal teatro delle prossime gare olimpiche. Qualche nome per ripercorrere la tradizione italiana nel bob alle Olimpiadi invernali.Intanto, Gerda Weissensteiner è stata la prima (e unica) italiana in grado di vincere medaglie in due discipline diverse: un oro nello slittino a Lillehammer 1994 e un bronzo nel bob a Torino 2006.

Proprio lei, con sei edizioni vissute da protagonista, detiene il primato italiano di presenze ai Giochi Olimpici Invernali (insieme a Wilfried Huber e Armin Zöggeler, nello slittino).Un altro fuoriclasse è stato Eugenio Monti: nel 1956, l’azzurro vinse alle Olimpiadi di Cortina due medaglie d’argento, nel bob a due con Renzo Alverà e nel bob a quattro con Ulrico Girardi, Renato Mocellini e Renzo Alverà.

Dodici anni dopo, nel 1968, Monti riuscì anche a vincere due ori scintillanti a Grenoble.Nel bob a due, con Luciano De Paolis, e nel bob a quattro, sempre con De Paolis, affiancato da Mario Armano e Roberto Zandonella.  —milano-cortina-2026webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il biathlon a Milano-Cortina 2026: regole e programma

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(Adnkronos) – Milano e Cortina, ma non solo.Le Olimpiadi invernali del 2026 riempiranno anche Anterselva, nella Provincia Autonoma di Bolzano.

Un luogo che ha fatto la storia del biathlon, disciplina nata in Scandinavia alla fine del XVIII secolo e combinazione di tiro a segno con carabina e sci di fondo.Ecco tutte le cose da sapere su questo sport in vista del febbraio 2026. Intanto, una prima panoramica sulle regole.

Nel biathlon, le prove di sci di fondo (a tecnica libera) si svolgono su anelli da percorrere più volte, secondo la lunghezza della gara.A ogni giro gli atleti effettuano una prova al poligono – in piedi, a terra – sparando 5 colpi (il numero cambia a seconda della specialità).

I bersagli sono di due diametri (45 mm per il tiro da terra, 115 mm per quello in piedi), sistemati a 50 m dalla linea di tiro, e quando vengono mancati c’è una penalità.Come 150 metri in più da coprire (dunque, un giro aggiunto) o un minuto in più rispetto al tempo complessivo nelle gare individuali. Alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, saranno 11 gli ori assegnati nel biathlon.

Cinque al maschile (10 km sprint, 20 km individuale, 12.5 km di inseguimento, 15 km mass start e 4 x 7.5 km a staffetta) e cinque al femminile (7.5 km sprint, 15 km individuale, 10 km inseguimento, 12.5 km mass start e staffetta 4 x 6 km).L’undicesimo sarà quello della staffetta mista 4 x 6 km. Un po’ di storia.

Il biathlon può essere considerato un diretto antenato della pattuglia militare, parte del programma dei Giochi invernali dalla prima edizione, Chamonix 1924.In quel periodo la prova veniva disputata da squadre di quattro uomini (un ufficiale, un sottoufficiale e due soldati).

Alle Olimpiadi di St.Motitz 1928, Garmisch-Partenkirchen 1936 e St.

Moritz 1948 la pattuglia militare è stata presente come disciplina dimostrativa.Il biathlon è invece presente nel programma olimpico dai Giochi di Squaw Valley del 1960 (le competizioni femminili sono state regolamentate nel 1980 e inserite nel programma olimpico dal 1992).

La curiosità è che si tratta dell'unico sport sugli sci regolamentato dall'Ibu (International Biathlon Union) e non dalla Fis (in Italia, dipende invece dalla Fisi).  E l’Italia com'è andata fin qui?Nel biathlon, gli azzurri hanno conquistato sette medaglie olimpiche, ma manca quella più pregiata.

La prima arrivò a Calgary 1988 con il bronzo di Johann Passler, che in quella edizione centrò anche un terzo posto nella staffetta 4×7,5 km con Werner Kiem, Gottlieb Taschler e Andreas Zingerle.Pieralberto Carrara vinse poi uno splendido argento nella 20 km a Nagano 1998.

A Sochi 2014, ecco un altro bronzo: nella staffetta mista con Dorothea Wierer, Karin Oberhofer, Dominik Windisch e Lukas Hofer.Ancora due terzi posti a Pyeongchang 2018, con Dominik Windisch nella sprint e nella staffetta mista sempre con Windisch, insieme a Lisa Vittozzi, Dorothea Wierer e Lukas Hofer.

L’ultimo sigillo a Pechino 2022 con Dorothea Wierer, nell’individuale di sprint. —milano-cortina-2026webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ponte sullo Stretto, Salini (Webuild): “Si può fare senza rischi e nel rispetto della legalità”

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(Adnkronos) – “La scelta di realizzare o no il Ponte sullo Stretto di Messina è politica e non tecnica, quello che possiamo affermare è che come Gruppo con la filiera abbiamo tutte le competenze tecniche e le tecnologie per realizzarlo bene, senza rischi, e nel massimo rispetto della legalità, come dimostriamo ogni giorno in Italia e nel mondo progettando, realizzando e consegnando opere complesse”. È quanto ha dichiarato Pietro Salini, Amministratore Delegato Webuild, ospite oggi di ReStart su Rai 3.  “Questo progetto si inserisce in un piano di investimenti infrastrutturali molto più ampio portato avanti dal Governo Meloni e dal Ministro Salvini.Realizzare quest’opera significa dare ai 5 milioni di cittadini siciliani l’opportunità di essere connessi al Paese come tutti gli altri, con gli stessi diritti.

Significa concretizzare un piano articolato di infrastrutture facendo sì che l’alta velocità ferroviaria su cui abbiamo già investito in Italia oltre 100 miliardi di euro raggiunga la Sicilia, dove forse mai come in questo momento si stanno realizzando ingenti investimenti in infrastrutture”.  Prosegue Salini: “Dobbiamo immaginare un ampio piano di sviluppo infrastrutturale per la Sicilia nell’ambito del quale abbiamo lavorato ad un piano in grado di affrontare e risolvere in due anni il grave problema dell’acqua e della siccità con intervento di mercato di investitori interessati, rispondendo a quanto richiesto dalla Regione Siciliana.Come dimostriamo ogni giorno con gli impianti realizzati in Medio Oriente, con il nostro piano possiamo metter fine una volta per tutte all’emergenza idrica di cui soffrono oltre 2,3 milioni di siciliani in aree critiche, soggette a razionamento dell’acqua e aggravate dal precario stato di conservazione delle reti acquedottistiche e del sistema dei bacini di accumulo”, ha proseguito Salini.  “Con il progetto del Ponte l’Italia si proietta sulla scena mondiale con un’opera incredibile dal punto di vista ingegneristico e trasportistico.

Il progetto comprende anche importanti opere di collegamento sui versanti Sicilia e Calabria funzionali al Ponte, opere non funzionali al Ponte e opere di mitigazione ambientale, perché unite, Reggio Calabria e Messina danno luogo ad una grande metropoli.In Sicilia, infatti saranno realizzate tre fermate ferroviarie in sotterraneo che, unite alle stazioni di Villa San Giovanni, Reggio Calabria e Messina, daranno concretezza al sistema metropolitano interregionale per l’area dello Stretto, una metropolitana al servizio dei suoi oltre 400mila abitanti.

In Calabria, tra le altre cose, sarà realizzato un centro direzionale multifunzionale”.  Il Progetto del Ponte “è stato assegnato al consorzio Eurolink a seguito di una gara internazionale, e oggi Webuild è al lavoro con gli spagnoli di Sacyr, con cui abbiamo già realizzato la straordinaria opera dell’ampliamento del Canale di Panama, e i giapponesi di IHI, specializzati nel settore ponti e cavi.Con queste competenze il Ponte si può fare”.  Per quanto riguarda il tema delle faglie, Salini ricorda che è necessario far chiarezza su cosa sia una faglia. “Di faglie inattive ce ne sono infinite e ovunque nella crosta terrestre, anche in zone non soggette a rischio sismico, come, ad esempio, sotto il centro di Milano.

Solo le faglie attive e capaci vanno tenute in considerazione nella progettazione delle opere.La faglia di cui si è parlato tanto in questi giorni non è grandi ponti sospesi costruiti in aree fortemente sismiche come il Ponte di Akashi Kaikyō in Giappone, che ha resistito al devastante sisma di Kobe del 1995, e il Ponte di Çanakkale in Turchia, che attraversa lo stretto dei Dardanelli con una campata centrale di 2023 metri, e che è stato costruito proprio sulla base del modello di impalcato elaborato per il Ponte sullo stretto di Messina.

Questi esempi dimostrano che è possibile realizzare strutture sicure e durature anche in zone ad alta pericolosità sismica e contesti geologicamente complessi.Che il Ponte si possa fare è un fatto, che è sicuro è un altro fatto, se si vuole fare o meno è una scelta per l’Italia”, ha concluso Salini. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

FedEx, sequestrati 46 milioni. Procura: “Illecita somministrazione di manodopera”

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(Adnkronos) – I finanzieri del Comando provinciale di Milano stanno eseguendo un decreto di sequestro preventivo d’urgenza emesso dalla procura di Milano, nei confronti della filiale italiana di FedEx, colosso specializzato nel settore dei trasporti e delle spedizioni, per l'importo complessivo di oltre 46 milioni di euro.Le indagini, eseguite dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Milano con la collaborazione del Settore contrasto illeciti dell'Agenzia delle Entrate, attengono il fenomeno della somministrazione illecita di manodopera.  Le ipotesi investigative riguardano "una complessa frode fiscale derivante dall'utilizzo, da parte della beneficiaria finale, del meccanismo illecito di fatture per operazioni giuridicamente inesistenti a fronte della stipula di fittizi contratti d'appalto per la somministrazione di manodopera", in violazione della normativa di settore, si legge nella nota firmata dal procuratore di Milano Marcello Viola.  In particolare, ricostruendo la 'filiera della manodopera', sarebbe emerso che i rapporti di lavoro con la società committente "sono stati 'schermati' da società 'filtro' che a loro volta si sono avvalse di diverse società cooperative (società 'serbatoio'), che hanno sistematicamente omesso il versamento dell'Iva nonché degli oneri di natura previdenziale e assistenziale".

Risultano indagati due responsabili del gruppo e la società.  Il sequestro d'urgenza di oltre 46 milioni di euro, da parte dei pm di Milano Paolo Storari e Valentina Mondovì, si legge nel decreto di sequestro preventivo, è dettato dall'aver "rilevato che il meccanismo fraudolento è tutt'ora in atto, con rilevantissime perdite per l'erario e situazioni di sfruttamento lavorativo che perdurano, a tutto vantaggio di FedEx Express Italy srl".Nell'atto emerge che la società specializzata nel settore dei trasporti "non risulta avere a oggi adottato alcun effettivo presidio né alcuna diversa modalità di gestione, finalizzata a interrompere gli effetti illeciti, che la vede direttamente coinvolta nel preminente ruolo di soggetto committente e diretto beneficiario sia delle prestazioni svolte in suo favore dai singoli lavoratori, sia degli indebiti e ingenti vantaggi patrimoniali conseguiti in danno dell'erario".  Nel provvedimento si parla di "sistematico sfruttamento dei lavoratori" e con "ingentissimi danni all'erario" che dura "da anni".

Per la procura non si tratta di "iniziative estemporanee e isolate di singoli dovute a fatti contingenti, ma di una illecita politica di impresa", dove "in parallelo alla struttura formale dell'organizzazione volta a rispettare le regole istituzionali, si sviluppa un'altra struttura, 'informale', volta a seguire le regole dell'efficienza e del risultato.In questo modo, la costante e sistematica violazione delle regole genera la normalizzazione della devianza, in un contesto dove le irregolarità e le pratiche illecite vengono accettate e in qualche modo promosse, in quanto considerate normali" si legge nel decreto.  La ricostruzione degli inquirenti restituisce l'esistenza di "una struttura fraudolenta complessa a carattere piramidale, dove grazie agli indebiti vantaggi fiscali, conseguiti nei livelli più bassi della piramide, si consegue un risparmio in termini di carico fiscale o contributivo di cui si avvantaggiano, a cascata, i soggetti presenti nei livelli superiori e con all'apice FedEx Express Italy srl, che beneficia delle risultanze del meccanismo fraudolento medesimo, che consentono alla stessa di essere competitiva sul mercato, acquisendo commesse economicamente rilevanti".    —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia e Napoli: Affare in vista tra le due società? Le parole del presidente Langella

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Un’indiscrezione di mercato sta infiammando gli animi dei tifosi di Juve Stabia e Napoli. Il presidente delle Vespe, Andrea Langella, ha confermato l’esistenza di una trattativa in corso tra i due club. In un’intervista esclusiva a Radio Capri, il presidente ha svelato alcuni dettagli su questa operazione, che potrebbe portare nuovi talenti in maglia azzurra e rafforzare ulteriormente il rapporto di collaborazione tra le due società.

La sinergia tra Juve Stabia e Napoli è ormai nota nel panorama calcistico italiano. Numerose sono state le amichevoli e le operazioni di mercato che hanno coinvolto i due club negli ultimi anni, ultima in ordine di tempo l’arrivo di Sgarbi. Questa nuova trattativa rappresenta un’ulteriore conferma del solido legame che unisce le due realtà.

Il presidente della Juve Stabia, Andrea Langella, ha recentemente rilasciato dichiarazioni molto interessanti sui rapporti tra le due squadre campane. “Il legame tra la Juve Stabia e il Napoli è solidissimo,” ha affermato Langella. “C’è un profondo rispetto reciproco e un affetto sincero tra le due tifoserie. Ho la fortuna di poter seguire spesso le partite del Napoli al fianco di De Laurentiis, e questo mi permette di consolidare ulteriormente questo rapporto.”

La collaborazione tra i due club va ben oltre l’amicizia. “Abbiamo avuto in passato diversi calciatori provenienti dal Napoli,” ha continuato Langella. “Sono stati ragazzi di grande talento. Al momento, siamo impegnati in nuove trattative con il Napoli. Ci sono diverse piste che stiamo valutando attentamente, ma come sempre con gli azzurri è difficile prevedere l’esito finale. Il mercato è dinamico e le situazioni possono cambiare rapidamente.”

Il presidente stabiese ha poi aggiunto: “C’è un’ipotesi molto concreta che stiamo seguendo. Si tratta di un giovane calciatore che potrebbe fare al caso nostro. Cerchiamo sempre di accontentare il nostro mister e di migliorare la nostra rosa che ha dimostrato già di essere molto competitiva. Valuteremo attentamente tutte le opzioni disponibili e sceglieremo la soluzione più adatta per raggiungere i nostri obiettivi.”

Quando gli è stato chiesto se ci fossero movimenti in uscita, Langella è stato categorico: “Non abbiamo intenzione di privarci di alcun giocatore in questo momento. La nostra priorità è la salvezza e per raggiungerla abbiamo bisogno di tutti. Soprattutto di coloro che si stanno impegnando al massimo in campo. A fine stagione faremo un bilancio e valuteremo eventuali cambiamenti.”

In conclusione

L’affare tra Juve Stabia e Napoli è ancora in fase di definizione, ma le dichiarazioni del presidente Langella lasciano intendere che si tratta di un’operazione concreta. Sarà interessante scoprire quale giovane talento azzurro vestirà la maglia gialloblù.

Sanremo 2025, Emis Killa indagato: “Mi ritiro dal Festival”

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(Adnkronos) –
Emis Killa si ritira dal Festival di Sanremo 2025.Il rapper, all'anagrafe Emiliano Rudolf Giambelli, è indagato dalla procura di Milano per associazione a delinquere ed è stato colpito dal Daspo che gli vieta di assistere agli incontri di calcio come riferisce il Corriere della Sera.  "Dopo 15 anni di carriera ero felice di affrontare il mio primo Sanremo.

Ringrazio Carlo Conti per avermi voluto ma preferisco fare un passo indietro e non partecipare", scrive il rapper sui social.  "Apprendo oggi dai giornali che sono indagato (a me è stato notificato esclusivamente il daspo, che è un atto amministrativo e non penale) e se questo corrisponderà al vero sarà importante che l'indagine faccia il suo corso e la magistratura possa lavorare in serenità senza polemiche o pressioni e circhi mediatici", scrive il rapper in una nota dopo che il suo nome è stato iscritto nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta 'Doppia curva', che a fine settembre ha portato a 19 misure cautelari e all'azzeramento delle due curve del tifo di Milano.Killa, all'anagrafe Emiliano Rudolf Giambelli, risulta indagato per associazione a delinquere.  "Dopo 15 anni di carriera ero felice di affrontare il mio primo Sanremo.

Ringrazio Carlo Conti per avermi voluto ma preferisco fare un passo indietro e non partecipare", sottolinea.Per poi concludere: "Confido che tutto si risolverà al più presto, per il meglio, e spero di poter affrontare in futuro un Festival in cui ad essere centrale sia la musica, poter portare la mia canzone, parlare solo di quella e divertirmi, come avrebbe dovuto essere quest’anno e come è giusto che sia per tutti gli Artisti che decidono di mettersi in gioco e partecipare alla gara".   "Trovo corretto che una persona che ha un'indagine per reati così gravi, sempre che questo venga confermato, preferisca non presentarsi per evitare di finire sotto il clamore dei riflettori", dice all'Adnkronos il sindaco di Sanremo, Alessandro Mager, commentando la decisione di Emis Killa. "Ritengo la sua scelta rispettosa delle istituzioni", conclude il primo cittadino.  Il nome di Emis Killa risulta nel registro degli indagati dell'inchiesta 'Doppia curva', coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, che a fine settembre ha portato a 19 misure cautelari e all'azzeramento delle due curve del tifo di Milano. La mattina del 30 settembre i poliziotti della Mobile avevano perquisito la casa del rapper in Brianza e avevano sequestrato 40mila euro in contanti, sette coltelli, tre tirapugni e un taser.

Secondo le indagini, il 35enne tifoso rossonero avrebbe assistito a un pestaggio al Meazza nei confronti di uno steward l'11 aprile in occasione della partita Milan-Roma.Emis Killa era stato identificato dalla polizia insieme ad altri 14 ultrà della Sud mentre un gruppo di tifosi colpiva uno steward "colpevole" di aver tentato di fermare l'ingresso di due di loro che volevano entrare con un unico biglietto.

Le telecamere lo riprendono mentre osserva l'aggressione prima di essere accompagnato in curva.  Emis Killa è "amico e socio della banda della Curva Sud.Tanto da gestire insieme all'ultrà Fabiano Capuzzo (arrestato anche lui a fine settembre) la barberia 'Italian Ink' di Monza.

Catena che, attraverso una sorta di franchising, è considerata la cassaforte di Lucci (capo ultrà, ndr)".  Il 26 dicembre 2022 gli investigatori della Mobile "lo immortalano mentre partecipa a Scanzorosciate a casa di Luca Lucci, in quel momento ai domiciliari, alla cena di Natale.Al suo fianco ci sono altri ultrà criminali che finiranno in carcere: Islam Hagag, amico stretto del 'collega' Fedez, Luciano Romano, Fabiano Capuzzo, Rosario Calabria (legato alle cosche calabresi) e Daniele Cataldo, accusato ora del tentato omicidio del 'rivale' di Lucci, Enzo Anghinelli nel 2019".

Le stesse persone "con cui il primo aprile 2023 Emis Killa viene fotografato a Cologno Monzese fuori dal bar gestito da Lucci.Sui social – si legge ancora sul quotidiano – invece sfoggia fotografie con altri personaggi considerati dagli inquirenti vicini alle cosche calabresi come Alfonso Cuturello e Antonio Favasuli".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Congo, cooperante italiano: “Siamo scappati sotto una pioggia di bombe”

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(Adnkronos) – Ha ''temuto per la sua vita'' e quella di sua moglie e suo figlio.Roberto Solagna, cooperante italiano e referente nella Repubblica democratica del Congo dell'ong Ai.Bi. (Amici dei bambini), è fuggito da Goma, dove viveva dal 2014, in Ruanda ''sotto una pioggia di bombe e proiettili'', come racconta all'Adnkronos, approfittando della ''frontiera che era ancora aperta''.

Ora, spiega, ''la frontiera con il Ruanda è chiusa e non si può più uscire'', quindi gli italiani che non hanno ''approfittato dell'opportunità offerta dall'ambasciata italiana a Kinshasa'' sono rimasti lì.  ''Non escono di casa, non è sicuro – spiega – un mio amico congolese è stato ferito alla gamba da un proiettile vagante ed è stato operato.Per fortuna sta bene''.

Tra gli italiani rimasti ''ci sono quelli che lavorano con la Croce Rossa negli ospedali nelle zone periferiche della città di Goma che sono sommersi da feriti'', spiega.In sicurezza anche i ''duecento bambini'' che l'Ai.Bi.

assiste a Goma, ''50 presso le loro famiglie e gli altri nei due orfanotrofi'' in città.   Solagna, unico italiano presente a Goma per Ai.Bi.e in Africa con vari progetti di cooperazione dal 2007, spiega di essere ''in contatto con i responsabili dei due orfanotrofi.

I bambini sono 'in ibernazione', dormono sotto i letti, non escono dalle loro camere, stanno in luoghi sicuri lontani dalle finestre per evitare di essere colpiti da proiettili vaganti''.Rischio che ha corso anche il cooperante veronese, ex consulente informatico, che ha puntato verso Kigali quando, appena a 5 chilometri dal confine con il Ruanda, ''una bomba è esplosa a poche centinaia di metri da noi''. Nella capitale ruandese, spiega, ''la situazione è sicura, anche se tutto è precario e non si può mai sapere''.

Arrivato a Goma dal Burundi, dove si era recato nel 2007, Solagna ammette: ''Non mi sarei mai aspettato una situazione come quella che stiamo vivendo in questi giorni''.Anche se, spiega, ''da due anni a questa parte la situazione della sicurezza e quella umanitaria è andata sempre peggiorando''.

Ad esempio, cita il fatto che ''negli ultimi mesi si è registrato un numero di bambini di strada che non si era mai visto.In ogni piccolo angolo della città ci sono piccole tende appoggiate ai muri, con bambini dai 6 ai 9 anni che ci vivono''. Ora ''i ribelli dell'M23 hanno conquistato Goma e la città è sotto il loro controllo'', prosegue Solagna ricordando che una situazione simile si era già creata nel 2012. ''Lo stesso gruppo era riuscito a prendere il controllo di Goma e di alcune province del Nord Kivu.

Dopo un po' è rientrato tutto'', ma ora i ribelli ''si sentono traditi e vogliono negoziare ponendo loro le condizioni''.   Sul futuro, il cooperante afferma che ''se si trova un accordo e si smette di sparare, si può riprendere una vita normale''.E sul suo futuro personale, Solagna dice: ''Vorrei sapere se c'è ancora la nostra casa.

Da domenica vari gruppi criminali stanno saccheggiando negozi e case…''.Sull'ipotesi di tornare in Italia conclude: "Se le condizioni non ci permetteranno di tornare a Goma, non avremo altra scelta se non rientrare in Italia'', ma la speranza è che ''la situazione si stabilizzi, mio figlio possa tornare a scuola, mia moglie congolese alla sua famiglia''. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Problemi al motore per aereo Lufthansa, volo dirottato a Londra

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(Adnkronos) – Un aereo della compagnia Lufthansa in volo da Manchester a Monaco è stato costretto a un atterraggio non programmato a Londra mercoledì a causa di problemi tecnici al motore. Una portavoce di Lufthansa, la compagnia di bandiera tedesca, ha dichiarato a Francoforte che il volo LH2507 è stato dirottato all'aeroporto di Heathrow di Londra dopo aver subito "problemi al motore nei pressi della Manica".L'aereo è atterrato in sicurezza e rimarrà a Londra per un'indagine tecnica. Tutti i 107 passeggeri sono stati imbarcati su altri voli. "Lufthansa si rammarica per l'inconveniente causato a tutti i passeggeri di questo volo", ha affermato la portavoce. "La sicurezza a bordo è la massima priorità di Lufthansa". —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Harry, le droghe e la domanda per il visto in Usa: “Trump non lo proteggerà”

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(Adnkronos) – Il principe Harry nel mirino di Donald Trump?Il think tank conservatore Heritage Foundation ha riaperto il caso affinché i documenti privati ​​sul visto di immigrazione del principe Harry siano resi pubblici.  Si terrà il 5 febbraio la prima udienza in tribunale dall'insediamento del presidente Donald Trump, che l'anno scorso dichiarò che non avrebbe protetto il secondogenito di re Carlo, qualora dovesse venir fuori che nella sua domanda ha mentito in merito al consumo di droghe.

L'organizzazione sostiene che il governo degli Stati Uniti dovrebbe pubblicare i documenti relativi alla richiesta di visto del duca del Sussex, che gli consente di rimanere in California, per dimostrare se ha rivelato o meno il suo passato utilizzo di stupefacenti.  Secondo la legge statunitense, i richiedenti il ​​visto devono dichiarare se hanno assunto droghe e possono essere deportati se non lo fanno.Il principe Harry aveva raccontato di aver fatto uso ricreativo di marijuana, cocaina e funghi psichedelici nel suo bestseller di memorie 'Spare', in cui ha descritto nel dettaglio come avesse fatto uso di droghe come mezzo per affrontare la sua infanzia traumatica.

In un passaggio del libro del 2023, il principe Harry parla apertamente delle sue esperienze con la cocaina da "ragazzo diciassettenne profondamente infelice", confessando che "non è stato molto divertente e non mi ha reso particolarmente felice, come invece sembrava rendere tutti quelli intorno a me, ma mi ha fatto sentire diverso e questo era il mio obiettivo principale.Sentirmi diverso".  Questa ammissione, tuttavia, non è stata accolta con favore dalla Heritage Foundation, che ha accusato il principe o di aver mentito nei suoi documenti per il rilascio del visto sul suo uso di droga o di aver ricevuto un trattamento speciale dall'amministrazione dell'ex presidente Joe Biden, che gli ha permesso di continuare a vivere a Montecito.

Questo è quanto afferma una sentenza visionata da Newsweek, che rivela che il giudice Carl J.Nichols ha ordinato agli avvocati di Heritage e al principe Harry di incontrarsi presso una corte federale a Washington DC mercoledì 5 febbraio.

Il think tank di destra aveva già perso una causa a settembre intentata contro il Dipartimento per la sicurezza interna, dopo che una richiesta di divulgazione dei documenti del principe Harry era stata respinta, con il giudice Nichols che aveva stabilito che i documenti dovevano rimanere riservati. Trump espresse le sue opinioni sulla questione, precedentemente alla prima sentenza del giudice Nichols.In un'intervista con l'Express del 2024 dichiarò: "Non lo proteggerei.

Ha tradito la Regina. È imperdonabile.Se dipendesse da me, sarebbe da solo".

Pochi giorni dopo, fu interrogato sulla sua posizione sui Sussex durante un'intervista di Gb News con Nigel Farage.Quando Farage gli chiese se al principe Harry sarebbero stati concessi dei "privilegi speciali", il tycoon Trump affermò: "No.

Se ha mentito, dovranno essere prese misure appropriate".   —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Minsait, Erminio Polito nuovo ad in Italia

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(Adnkronos) –
Erminio Polito è il nuovo amministratore delegato di Minsait in Italia e prende il posto di Pedro García, che ha guidato la crescita dell’azienda nel Paese dal 2012 e che, dopo il successo dell’espansione in Italia, è stato nominato direttore di sviluppo del business Internazionale della Difesa del gruppo Indra.García guiderà un'area chiave per la crescita internazionale del gruppo, secondo le linee stabilite dal Piano Strategico Leading the Future.

Lo annuncia una nota. Erminio Polito vanta un’ampia esperienza in Minsait, dove dal 2019 ha guidato i mercati Energy & Utilities, Telco e Media.Dopo la laurea in Ingegneria Elettronica presso l’Università di Napoli Federico II, Polito si è specializzato in Marketing alla Krannert Graduate School of Management della Purdue University in Indiana, Stati Uniti, conseguendo successivamente un Master al Politecnico di Milano.

Il manager vanta un’esperienza ventennale nel settore It, avendo lavorato per aziende multinazionali come Ericsson e società di Business e Technology Consulting in progetti Ict per grandi clienti del mercato pubblico e privato italiano e internazionale. "Sono molto orgoglioso della crescita che abbiamo conseguito in Italia negli ultimi anni, durante i quali, grazie al talento dei suoi professionisti, Minsait si è affermata come una delle principali aziende tecnologiche del Paese.Una realtà solida che non potrei lasciare in mani migliori: Erminio Polito ha dimostrato una capacità e una leadership che, sono certo, porteranno l'azienda a nuove vette di crescita, mantenendo sempre i valori di eccellenza e innovazione che ci hanno caratterizzato", ha affermato García.

Mentre aggiunge Polito: "Grazie alla crescita degli ultimi anni, l'Italia è diventata la principale filiale del Gruppo Indra in Europa e una delle più importanti in tutto il mondo.Il nostro Paese è chiamato ad essere uno dei motori della crescita nel continente europeo, secondo le linee del Piano Strategico Leading the Future, con un management rinnovato e un'ampia conoscenza del contesto geografico e del mercato locale". —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Usa, Trump limita assistenza medica a minori che vogliono cambiare sesso

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(Adnkronos) –
Gli Stati Uniti non "finanzieranno, sponsorizzeranno, promuoveranno, assisteranno o sosterranno" i minori di 19 anni che intendono cambiare sesso.E' quanto si legge nell'ordine esecutivo firmato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump con cui viene ridotta l'assistenza medica per i minori che intendono avviare una transizione da un sesso a un altro.

Nel documento, intitolato 'Proteggere i bambini dalle mutilazioni chimiche e chirurgiche', sono contenute limitazioni all'accesso a cure mediche per l'affermazione di genere, come i bloccanti della pubertà, terapie ormonali e la chirurgia per i minori di 19 anni. Insomma, spiega l'Nbc, l'ordinanza vieta i finanziamenti federali per questo tipo di assistenza ai minori, limita le sovvenzioni per la ricerca e l'istruzione alle scuole di medicina e agli ospedali.Viene inoltre ordinato a tutte le agenzie federali di revocare le linee guida della World Professional Association for Transgender Health (Wpath), un'associazione senza scopo di lucro dedicata all'assistenza medica alle persone transgender.

Con la motivazione di ''mettere fine alla pratica di affidarsi alla scienza spazzatura'' perché la Wpath, sostiene l'ordine, ''manca di integrità scientifica''. "Oggi in tutto il Paese i professionisti sanitari stanno mutilando e sterilizzando un numero crescente di bambini facilmente influenzabili con la falsa e radicale affermazione che gli adulti possono cambiare il sesso di un bambino attraverso una serie di interventi medici irreversibili", si legge nell'ordine esecutivo.Il documento aggiunge che un numero sempre maggiore di bambini si pentirà di aver ricevuto queste cure e saranno "spesso intrappolati in complicazioni mediche per tutta la vita" e nella sterilizzazione. "Di conseguenza – prosegue l'ordine esecutivo – la politica degli Stati Uniti è quella di non finanziare, sponsorizzare, promuovere, assistere o supportare la cosiddetta 'transizione' di un bambino da un sesso all'altro e di far rispettare rigorosamente tutte le leggi che proibiscono o limitano queste procedure distruttive e che cambiano la vita".  Lambda Legal, un gruppo di difesa legale Lgbtq, ha promesso di combattere l'ordine esecutivo.

Negli Usa le principali organizzazioni mediche, l'American Medical Association, l'American Academy of Pediatrics e l'American Psychological Association sostengono l'accesso all'assistenza transitoria per i minori e si oppongono alle restrizioni.  Trump ha anche ordinato il congelamento dei finanziamenti destinati ai programmi federali.Ma una corte federale degli Stati Uniti ha sospeso il provvedimento, come riportato da diversi organi di informazione statunitensi.

Il blocco degli aiuti, che ha creato confusione a causa delle preoccupazioni circa la copertura medica per milioni di persone, avrebbe dovuto entrare in vigore alle 17:00 ora locale di martedì.A seguito di un appello da parte di ONG e potenti stati democratici, la sentenza è stata sospesa fino a lunedì prossimo, 3 febbraio, da un giudice federale di Washington. La portavoce di Trump, Karoline Leavitt in un briefing, il suo primo, alla Casa Bianca, aveva spiegato che non erano inclusi "i finanziamenti per i programmi di assistenza alle persone, inclusi i benefici del Social Security, Medicare, i buoni alimentari, e altre forme di assistenza di cui beneficiano direttamente le persone". "Responsabilità di questo Presidente e di questa amministrazione è quella di gestire bene il denaro dei contribuenti", ha concluso.

Leavitt non ha voluto commentare l'impatto di questo congelamento su college e università.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

È morto Fabio Postiglione, giornalista del Corriere della Sera aveva 44 anni

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(Adnkronos) –
Fabio Postiglione, giornalista del Corriere della Sera, è morto nella notte tra martedì 28 e mercoledì 29 in un incidente stradale a Milano.Aveva 44 anni.

Postiglione era alla guida del suo scooter ed è finito contro il guard-rail della Tangenziale Est di Milano, mentre rientrava a casa dopo una giornata al quotidiano milanese.  Fabio Postiglione è nato a Napoli, laurea in giurisprudenza, ma con l'anima da cronista.I primi passi al quotidiano “Il Roma”, dove si fa le ossa tra notizie di cronaca nera e giudiziaria.

Una penna precisa, che racconta senza paura fatti di camorra.E quei fatti, a un certo punto, gli si rivolgono contro.

Corre il 2015, e Fabio finisce nel mirino dei boss.  Minacce pesanti, intimidazioni che non lasciano spazio all’immaginazione: l’auto e il motorino danneggiati, una folle corsa contromano per inseguirlo fino sotto casa.Un giornalista scomodo, dice qualcuno nelle intercettazioni.

Perché lui – assicurano i colleghi – non si tira mai indietro.Racconta tutto, senza paura.

Alla fine gli assegnano la scorta.Una vita blindata che non lo ferma mai.

Nel 2016, la direzione dell’edizione lucana del Corriere del Mezzogiorno.Poi il grande salto: Milano, il Corriere della Sera, dove dal 2020 trova casa.

Fino all'ultima corsa di notte in moto verso Cernusco sul Naviglio, dove abitava con sua moglie.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)