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Pavoletti-Napoli, non è a rischio la trattativa: problemi legati ai diritti di immagine

Pavoletti-Napoli, non è a rischio la trattativa: problemi legati ai diritti di immagine

Ai microfoni di radio Crc, Ciro Venerato, giornalista Rai, ha commento così il ritardo delle visite mediche di Pavoletti: “Tutto nella norma quando si parla del Napoli, si sta limando l’aspetto burocratico-contrattuale, sono emerse nelle ultime ore delle voci che Chiavelli vuole definire meglio, legate all’immagine del calciatore, alle prestazioni extra sportive, dettagli già affrontati nei giorni scorsi e già risolti per gran parte, ora bisogna solo trascrivere, e fare in fretta perché Mariani dovrebbe lasciare Roma domani quindi il ragazzo dovrebbe fare le visite in giornata. Al di là di tutto sono beghe contrattuali che sono pane quotidiano nel calciomercato, l’operazione non salterà”.

Amichevole, Virtus Palma-Juve Stabia 2-4: il tabellino del match

Amichevole, Virtus Palma-Juve Stabia 2-4: il tabellino del match

Amichevole disputata dai classe 2003 della Juve Stabia contro la Virtus Palma. Il risultato finale è di 2 a 4, grazie ai gol messi a segno da Martino, Tosto, Romilli, Damiano.

Così in campo:

Spina (Tornincasa), Criscio, Minicozzi, Campagnuolo, Vinciguerra, Roma, Fabrizio, Damiano, Romilli, Tosto, Martino (Sannino)

a cura di Ciro Novellino

 

I nostri sponsor:

 







 

Ass.Borriello: “Napoli-Real Madrid? Esagerato il costo dei biglietti”

Ass.Borriello: “Napoli-Real Madrid? Esagerato il costo dei biglietti”

Ai microfoni di Radio Crc, è intervenuto l’assessore allo sport del comune di Napoli, Ciro Borriello, il quale ha dichiarato: “Chi è appassionato del Napoli sarà disposto a sostenere una tale spesa per il Real. I grandi spettacoli si pagano. Ammetto però che ci sono delle esagerazioni nei settori popolari, sui quali abbiamo fatto una battaglia. I napoletani non troveranno alcuna modifica strutturale nell’impianto. I primi interventi riguarderanno la tribuna stampa e le parti interne del ‘San Paolo’. I tifosi saranno coinvolti dall’anno prossimo”.

Gabbiadini via, si valutano le condizioni di Milik e Pavoletti

Gabbiadini via, si valutano le condizioni di Milik e Pavoletti

Gabbiadini lascerà Napoli non prima del 20 gennaio. La Repubblica, infatti, spiega che il Napoli, prima di lasciar andare il bergamasco, dovrà accettarsi sulle condizioni di Arek Milik e Pavoletti. Sul numero 23 c’è il Wolfsburg, che ha offerto ad ADL una cifra intorno ai 16 milioni di euro( in estate l’offerta fu di 30 mln). Il presidente azzurro ne chiede 20, ma la distanza tra le parti non è di quelle insuperabili.

Arrivano conferme, slittano le visite mediche di Pavoletti: le ultime

 Arrivano conferme, slittano le visite mediche di Pavoletti: le ultime

Slittano le visite mediche di Leonardo Pavoletti. Di Marzio, attraverso il suo sito ufficiale, ha spiegato: “Leonardo Pavoletti era atteso alle 11 a Villa Stuart per effettuare le visite mediche con il Napoli. Appuntamento per il momento slittato al pomeriggio: si stanno risolvendo gli ultimi discorsi contrattuali legati ai diritti d’immagine, con gli avvocati all’opera. Si attende l’accordo totale su ogni voce del contratto per dare il via libera alle visite mediche,alla presenza del dottor De Nicola, responsabile dello staff sanitario azzurro che si trova ancora a Benevento, con Pavoletti che invece è già a Roma in attesa che si sblocchi la situazione. Tutto rinviato dunque al primo pomeriggio, per un primo assaggio di Pavoletti in maglia Napoli”.

Lippi: “La rivale scudetto della Juve è il Napoli, Sarri sfortunato”

Le sue parole…

Marcello Lippi ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport:

La Juve avrà qualche problema, ma in campionato allunga perché le altre non sono continue. Qual è la vera rivale?

“Roma e Napoli sono sullo stesso piano per giocarsi il ruolo di antagonista. Ma tutte le inseguitrici, chi più chi meno, hanno avuto da tempo qualche problemino. In particolare il Napoli”.

Perché?

“Sarri è stato sfortunato. Ha perso sul mercato il miglior centravanti del mondo e, dopo aver trovato in Milik uno che segnava allo stesso ritmo, s’è ritrovato di nuovo senza. Però è stato bravo a inventarsi questo attacco senza 9, senza punto di riferimento centrale, ma con Insigne, Mertens e Callejon che si muovono e fanno tagli con e senza palla, mettendo in difficoltà chiunque”.

Mertens alla Maradona se l’aspettava?

“Mertens è un grandissimo giocatore che vede la porta come un 9. In area mi ricorda Paolo Rossi per le giocate rapide, i triangoli stretti, lo sprint”.

Quadriennale del Bayern per Ghoulam, offerto il triplo dell’ingaggio

Quadriennale del Bayern per Ghoulam, offerto il triplo dell’ingaggio

Il Corriere della Sera analizza la questione rinnovi in casa Napoli, citando i casi di Insigne e Mertens oltre a quello di Fouzi Ghoulam scontento proprio per lo stesso motivo. Il calciatore algerino sarebbe stato avvicinato dal Byern Monaco con una proposta di triennale, mentre in azzurro ha ancora un contratto di 900mila euro all’anno: “Oltre a Insigne e Mertens (in attesa di rinnovo), si è aggiunto Ghoulam alla lista degli scontenti. Il difensore che guadagna 900 mila euro è stato avvicinato dal Bayern Monaco che gli propone un quadriennale da 3 milioni a stagione”.

Maradona-De Laurentiis, rapporti tesi: difficile che Aurelio lo inviti per il Real

Maradona-De Laurentiis, rapporti tesi: difficile che Aurelio lo inviti per il Real

La Gazzetta dello Sport scrive sulle parole di Maradona rilasciate ieri a Sky: “Diego Maradona ha parlato a Dubai e a Napoli da ieri sera non si fa che discutere delle sue frasi ad effetto. Una in particolare, quella che il Pibe de oro ha dedicato al presidente De Laurentiis in relazione alla vicenda Higuain: «I 36 gol in campionato con la maglia azzurra sono un miracolo – ha detto il campione argentino a Sky –, ma De Laurentiis è disposto a vendere anche la moglie e ha sfruttato le necessità delle Juventus». Anche se in effetti i bianconeri hanno esercitato la clausola di rescissione prevista sul contratto, senza trattare col Napoli. Certo, però, che adesso è decisamente difficile immaginare un ruolo per Maradona nell’organigramma del Napoli nonostante nell’ultimo periodo ci fossero stati in tal senso dei segnali distensivi da parte di De Laurentiis e dello stesso Maradona. I rapporti tra le parti, evidentemente, restano tesi o semplicemente Maradona è abituato a dire sempre quel che pensa senza preoccuparsi più di tanto di quelle che sono le conseguenze. Pensare adesso ad un invito da parte di De Laurentiis per Napoli-Real, dopo le «carezze» ricevute, non è facile”.

Problemi per il rinnovo di Keita, la Lazio pensa ad un doppio colpo azzurro

Ecco di chi si tratta

I problemi per il rinnovo di Keita potrebbero portare la Lazio a pensare a due giocatori del Napoli per gennaio, come riporta la Gazzetta dello Sport: “La situazione di Keita è molto complessa. Affonda le radici nelle tensioni di questa estate, superate sul campo attraverso la cura Inzaghi che ha riportato l’attaccante a un ruolo da protagonista: 5 gol e 2 assist. In estate era entrato nel mirino del Monaco e del Valencia. Timidi approcci. Anche perché la richiesta di Lotito per farlo partire non scendeva sotto i 25 milioni. Cifra che in casa Lazio viene considerata ancora attuale. Intanto, però la scadenza del contratto è ormai all’orizzonte. La Lazio ha sempre ritenuto di poter arrivare al rinnovo: ora però lo scenario non è incoraggiante. Per prolungare il contatto fino al 2020 o 2021 si pensa a una pesante clausola rescissoria (attorno ai 30 milioni) a far da scudo agli interessi della Lazio. Keita intanto non ha mostrato segnali di avvicinamento. Vede il suo futuro lontano da Roma. Per sostituirlo, nel breve quanto nel lungo termine, è venuta fuori la pista Giaccherini del Napoli. Che ha in uscita pure un altro vecchio obiettivo del d.s. Tare per l’attacco, Gabbiadini. Ma prima di tutto la Lazio cercherà di procedere verso il rinnovo di Keita”

Rinnovo Mertens, spunta la data della firma con clausola a 40 milioni

Rinnovo Mertens, spunta la data della firma con clausola a 40 milioni

Secondo il Corriere dello Sport, il rinnovo di Dries Mertens sarebbe ormai solo questione di giorni. Il belga firmerà presumibilmente il nuovo contratto intorno all’Epifania, verso la gara contro la Sampdoria. La clausola rescissoria di cui si era parlato già in precedenza si aggirerà intorno ai 40 milioni (e non 50). Si legerà all’azzurro fino al 2020.

Ritardo per Pavoletti: visite mediche slittate ma resta la fiducia

Ritardo per Pavoletti: visite mediche slittate ma resta la fiducia

Era previsto per le 11 l’appuntamento di Leonardo Pavoletti presso Villa Stuart a Roma per sostenere le visite mediche. Tutto posticipato probabilmente nel pomeriggio, ma nulla è compromesso. Pavoletti arriverà solo più tardi, ma sosterrà comunque le visite mediche. Il collega di Sky, Francesco Modugno, dichiara: “Sembra ci sia stato un intoppo per la questione burocratica legata alla contrattualistica per un accordo che sembrava esserci tra le parti e sembrava fosse assoluto. Chiaramente qualcosa ancora deve essere formalizzato, le parti ne stanno parlando. Visite slittate almeno di qualche ora. I contratti del Napoli sono molto articolati, molto ampi, probabilmente (solo un’ipotesi) qualcosa legato anche ai diritti d’immagine. Resta comunque la fiducia da parte di entrambe le parti, anche fronte Genoa per l’evoluzione dell’affare”. 

Juve Stabia – Fabio Caserta: A Melfi sarà importante tenere alta la concentrazione. Puntiamo a chiudere bene l’anno

Per la tradizionale conferenza stampa pre gara è intervenuto al posto di Mister Fontana, febbricitante, Fabio Caserta. Il tecnico in seconda ha analizzato ai nostri microfoni le insidie della partita di Melfi.

Ecco le parole di Caserta:

La partita col Catania ha dimostrato che se giochiamo ai nostri ritmi e mettendo in campo le nostre idee di gioco possiamo mettere in difficoltà chiunque. Domani affrontiamo un Melfi che comunque è in grado di fare buone cose; noi dobbiamo accantonare quanto di buono fatto giovedì e pensare solo alla gara di domani.
Ringrazio di cuore tutta la squadra, il mister e la società per la vittoria dedicatami in seguito alla scomparsa di mio zio. Ancora una volta Castellammare mi ha dimostrato il suo affetto e ne sono fiero e felice.
Al di là dell’avversario di domani, conterà il nostro atteggiamento. Tante volte fuori casa non ci siamo espressi come al Menti; evidentemente dobbiamo crescere in personalità in trasferta per proseguire su questo ruolino di marcia, e sicuramente speriamo di crescere già da domani.
Salvezza matematica raggiunta? Ovviamente è un obiettivo, non il principale cui puntiamo. Il nostro fine principale era riportare entusiasmo ai tifosi e lo stiamo facendo. Per quanto riguarda obiettivi più importanti, vogliamo rimanere agganciati a corazzate che puntano alla vittoria di campionato. Proveremo a dare fastidio anche noi fino alla fine.
Mister Fontana è oggi assente causa febbre, ma sono sicuro che domani sarà in panchina pronto a guidare con me la squadra.
I ragazzi stanno bene, salvo qualche acciacco. Dobbiamo dare il massimo domani così da goderci al meglio la sosta e recuperare bene in vista della ripresa di gennaio.
L’abbraccio di ieri tra squadra e tifosi al Palazzetto del Mare è stato emozionante. E’ l’ennesima conferma di quanto questa Curva e questi tifosi tengano alla Juve Stabia. Quella di Castellammare è una tifoseria passionale e che dimostra vicinanza alla squadra e maturità anche nei momenti difficili, con la speranza ovviamente che ci possano essere solo momenti esaltanti e positivi.
Giocare il 22 e il 29 dicembre? Sinceramente avrei preferito trascorrere questo periodo natalizio in famiglia, ma ci adeguiamo a quanto deciso dalla Lega. Spero che questo tour de force non mini la concentrazione dei nostri calciatori.
Se ho sentito Lanzaro, Gammone e gli altri ex? No, ho già pagato dazio senza aver fatto nulla, ormai il cellulare lo uso pochissimo, soprattutto prima delle gare!

Raffaele Izzo

Stefano Lepri nel suo editoriale: ”L’Italia rischia di fare un tuffo nel passato”

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”Tenere insieme l’Europa non sarà facile” spiega Stefano Lepri nel suo editoriale. “L’Italia rischia di fare un tuffo nel passato”.

Evitiamo le trappole del passato

Tenere insieme l’Europa non sarà facile, nel 2017. Le istituzioni del nostro continente si trovano in un equilibrio precario, che si conserverà solo se non saranno troppo forti gli choc esterni a cui saremo sottoposti. L’Italia non rischia catastrofi, ma davvero è una sfida sempre più ardua sottrarla al lento declino che i giovani sperimentano per primi nella difficoltà di trovare un buon lavoro.

Il più potente choc esterno si avrebbe se Donald Trump mettesse in atto le misure protezionistiche promesse in campagna elettorale.

I mercati credono che resteranno chiacchiere, e sono ottimisti; si vedrà. Ma in ogni caso con il suo «America First» conservare un senso alla cooperazione internazionale sarà problematico, proprio nell’anno in cui l’Italia presiederà il G7.

In Europa, la fragilità viene innanzitutto da un divario che al momento non sembra poter essere colmato tra due concezioni diverse dell’unione monetaria. La soluzione proposta dalla Commissione europea – più investimenti nei Paesi con bilanci sani, per ottenere più crescita – viene respinta dalla Germania e dai suoi alleati.

In mancanza di un compromesso, il rischio è di continuare il ripetitivo teatrino in cui i Paesi deboli accusano i nordici di inutile rigore e la Germania accusa i mediterranei di irresponsabilità. Una speranza è che il nuovo presidente francese sappia dalla prossima estate, riformando il suo Paese, indicare una via accettabile da entrambe le parti; è dubbio che ne avrà la forza.

In Italia abbiamo un governo a termine quando i problemi irrisolti richiederebbero un impegno di ampio respiro, e i conti pubblici resteranno sotto costante critica europea. La crescita lenta, la scarsa innovazione, istituzioni poco funzionali, corporazioni attaccate alle loro fette di potere, sono mali di sempre che si sono aggravati negli anni, che ci svantaggiano sempre di più nel mondo come è oggi.

All’opposizione abbiamo una forma di populismo che è diversa e più insidiosa – perché capace di sfuggire alle tradizionali distinzioni tra destra e sinistra – di quelle presenti negli altri Paesi. Ma il prezzo che il Movimento 5 Stelle paga alla sua forza è di non saper indicare una sua idea di interesse generale dei cittadini contro la vecchia politica paralizzata da piccoli e grandi gruppi di potere.

La maniera in cui l’Italia vive la vicenda del Monte dei Paschi è appunto un chiaro esempio. Altrove, qualche opposizione si sarebbe levata contro il salvataggio di una banca con il denaro dei contribuenti. Qui no, ci si preoccupa soltanto di non danneggiare i gruppi di interesse capaci di farsi sentire, mentre se paga Pantalone il prezzo di impopolarità appare basso. E si scoprirà magari domani che molti dei piccoli risparmiatori truffati la perdita l’hanno già subita mesi fa vendendo i loro titoli a speculatori.

Nelle richieste anche di altri di interventi dello Stato in aziende si nasconde poi il pericolo di rassegnarsi a un ripiego dell’Italia su sé stessa, costoso in tasse quanto senza prospettive, utile solo a conservare assetti dati per paura di cambiare. Se degli stranieri si ha paura, se le riforme non si fanno perché politicamente non pagano e comunque nessuno le chiede, non resta che vivacchiare.

Un tuffo nel passato sono anche i referendum della Cgil che il governo Gentiloni dovrà cercare di disinnescare. Facile sarà rivedere i «voucher» perché si limitino a raggiungere lo scopo originario, far emergere lavoro nero. Ma scoraggia dover discutere su una estensione di tutele a chi lavora in una azienda tra 5 e 15 dipendenti quando l’ansia dei giovani oggi riguarda tutt’altro.

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L’allarme di Calenda su Mediaset, rassicurazione su MPS

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Intervistato da Marco Zatterin il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda avverte che “Bollorè rischia di paralizzare Mediaset” riferendosi alla scalata del gruppo francese. Su Mps assicura che “l’intervento è in regola con l’Europa” ed a proposito del sistema bancario sottolinea il ruolo “cruciale di Intesa Sanpaolo”. Per il ministro il 2017 “sarà l’anno in cui dobbiamo sconfiggere i populismi e salvare le riforme”.

Calenda: “Il 2017 sarà decisivo per sconfiggere i populismi”

Il ministro dello Sviluppo: Bolloré rischia di paralizzare Mediaset. Su Mps c’è l’ok Ue, ruolo cruciale di Intesa nel sistema bancario

Carlo Calenda vede nel 2017 «l’anno in cui dobbiamo salvare i nostri Paesi dai populismi», perché in pericolo c’è l’Europa e il destino di chi ambisce a riformare per crescere. Poi ci sono i casi italiani del momento, Alitalia e Mps da salvare, e anche Mediaset da tutelare dall’offensiva di Bolloré: «C’è il rischio che si faccia questa operazione per paralizzare la governance di una azienda importante in un settore delicato». Al ministro dello Sviluppo economico confermato da Paolo Gentiloni pare anche il momento in cui sfidare le diseguaglianze e ridare abbrivio alla crescita con gli investimenti.

È una sfida globale, convinto com’è che i governi debbano superare «la paura della modernità» e battere chi predica «la fuga dalla realtà come Beppe Grillo».

Ministro Calenda, che Paese è quello in cui lo Stato salva una banca, le banche salvano la compagnia di bandiera e il colosso privato della tv rischia di diventare straniero?  

«Possono sembrare circostanze straordinarie, ma non lo sono. L’Italia interviene in una banca mentre altri Paesi, in epoche precedenti, sono intervenuti sull’intero sistema. Lo abbiamo fatto dopo esserci rivolti al mercato e perché si trattava del terzo istituto del Paese: non potevamo esporre clienti e risparmiatori al rischio di una risoluzione. Alla fine siamo stati quelli che più hanno aderito alla sostanza delle regole europee».

Un bene o un male?

«Si può discutere se sia bene o male. Ma non sul fatto che non si tratta di una anomalia».

Il governo ha stanziato 20 miliardi. Possono saltare i parametri sui conti pubblici negoziati con l’Europa?  

«La procedura che ha portato all’intervento pubblico è stata seguita passo-passo dalla Commissione. L’intervento principale è considerato fuori dal Patto di Stabilità. Ci saranno maggiori interessi, ma è una cifra contenuta. Oltretutto, è una “una tantum” che non pesa sulla dinamica del deficit strutturale».

La manovra di Vivendi su Mediaset vi dà dei pensieri.

«Dobbiamo rispettare le regole del mercato, accettare il caso spesso positivo e normale che uno straniero acquisti una azienda italiana. Ciò che non è normale, però, è come si sono verificati i fatti sinora. E’ stato tutto molto opaco e le intenzioni poco chiare».

Dunque non vi piace.  

«Il governo ha sui metodi di questa operazione un parere negativo, anche se questo non vuol dire che intendiamo stravolgere le regole del mercato. O che ci sarà un intervento pubblico».

Una mediazione pubblica c’è stata con Alitalia.  

«Il piano industriale non ha funzionato, gli azionisti hanno lavorato con le banche finanziatrici, e il governo ha dato una mano, ben consapevole che non era una azienda statale ma certamente fondamentale per un paese che vive di turismo e “made in Italy”. Abbiamo agito da facilitatori e continueremo a farlo».

A sentire lei, è tutta ordinaria amministrazione.

«Per nulla. Mps, Alitalia e Mediaset sono fattispecie differenti e straordinarie che, però, ritroviamo dappertutto. Il governo tedesco ha avuto una discussione accesa sui cinesi che hanno fatto shopping nel settore meccanico. Le difficoltà delle linee aeree sono all’ordine del giorno in molti paesi, per non parlare degli interventi sulle banche, massicci in tutta Europa. Parliamo della normalità di un momento anormale. Anormale, perché vengono al pettine nodi che la crisi ha esacerbato».

Intesa Sanpaolo e Unicredit sono molto attive nel backstage dei grandi affari. C’è un ritorno delle banche al timone dell’economia?

«No, i casi sono differenti. L’unico intervento di sistema delle banche è avvenuto con Atlante. Detto questo, non vedo banchieri italiani che abbiano velleità di playmaker, se non nel senso più positivo, assumendosi responsabilità in situazioni difficili. Non è una anomalia neanche questa. Penso a Banca Intesa che, in questo momento, ha un ruolo importante, essendo una delle banche più forti d’Europa, guidata da un management capace».

Intanto il paese non cresce.  

«Si tende a dimenticare che l’Italia è uscita dalla crisi, ma non ha recuperato neanche lontanamente quanto perso dal 2007 al 2014. E’ successo perché nei quindici anni precedenti il governo Renzi ci si è occupati di tutto meno che di economia. Nella Seconda Repubblica è stato un tema marginale. Ci siamo occupati di conti pubblici nei momenti di crisi, ma di crescita e politica industriale non se parlato. Questo ci ha indebolito».

Che fare?  

«La prima leva parte dal dato che ci preoccupa di più: gli investimenti. Sono crollati, In Italia, del 30% rispetto a prima della crisi. Nasce qui il piano di incentivi fiscali automatici, “Industria 4.0”, che punta sulle nuove tecnologie e la meccanica tradizionale. Il secondo elemento è la riforma del lavoro, il Jobs Act è stato produttivo. L’occupazione comincia a riprendersi. Non basta, ma è un segnale chiaro».

Ci sono talenti che volano e aziende bloccate. Come mai?

«Quando è cominciata la crisi, il sistema era già fratturato. L’Italia era già il paese in Europa con più divari: geografici, generazionali, imprenditoriali. Crisi, globalizzazione e innovazione tecnologica hanno ampliato il soldo fra vincitori e vinti, così che oggi non manca solo la crescita, ma si pone l’esigenza di rimettere in moto il paese. Le diseguaglianze sono aumentate, fra ricchi e poveri, piccoli e grandi, nord e sud, internazionalizzati e no. Abbiamo perso il 25 per cento di base industriale mentre l’export batte ogni record».

Che differenza c’è fra il governo Gentiloni e quello Renzi?  

«C’è continuità sostanziale di linea politica e di persone. Renzi e Gentiloni rappresentano la stessa cultura riformista. Molto è però cambiato dopo il referendum che avrebbe finalmente aperto la Terza Repubblica. Non è andata così. Il mondo nuovo è difficile da capire e certamente abbiamo commesso molti sbagli. Il punto è che non mi sembra una soluzione tornare alla prima repubblica, dobbiamo trovare un modo diverso per coinvolgere le persone su un’agenda che deve dare l’impressione di essere fatta non solo per le eccellenze per chi ce la può fare».

Tutti dicono che il governo non dura.  

«Non so se dura o no. Quello che conta è che sinché dura deve mantenere un’agenda ambiziosa. Dobbiamo vincere la paura della modernità governando il cambiamento e investendo. In tutto l’Occidente la politica è divisa in due campi: chi vuole affrontare il futuro e chi pensa di poterlo chiudere fuori della porta. Il riformismo accomuna Angela Merkel con Renzi e Gentiloni. L’alternativa è il populismo. O, nel caso italiano, la fuga dalla responsabilità e dalla realtà rappresentata da Beppe Grillo».

Non sarebbe ora di introdurre il salario minimo?  

«Se ne può discutere, ma è piuttosto ora che in Italia ci sia più salario legato alla produttività. Ed è anche ora di avviare un ragionamento serio sul rapporto tra apertura di mercato e tutele. Nel caso dei call center, che sono l’anello più debole della struttura produttiva, le delocalizzazioni spesso spinte dai grandi committenti alla ricerca di risparmi marginali è una piaga su cui siamo intervenuti duramente con la legge di Bilancio».

Fra economia e campagne elettorali, il 2017 si annuncia un anno da paura per l’Europa.  

«Sarà da paura davvero per l’Europa e l’Occidente che vivono la crisi più grave dagli anni Trenta, una crisi di fiducia che colpisce la classe dirigente e mina le relazioni globali. Vedo con preoccupazione il ritorno al protezionismo che è cosa ben diversa da una governance più equilibrata della globalizzazione. Difficile vedere progressi nella costruzione europea per il 2017, mentre sarà fondamentale dare spazio di manovra ai governi nazionali per poter vincere le sfide elettorali col fronte populista».

Roba da Rischiatutto.  

«È l’anno di un “Whatever it takes” che ridia forza alla componente europeista della società. Immigrazione, sicurezza e investimenti sono le priorità: la Commissione dovrà aiutare a affrontare questi temi invece che scegliere il galleggiamento tra i veti dei singoli stati. L’anno prossimo si deve lavorare perché col 2018 si possa ripartire. L’anno del rilancio. O l’anno in cui ci sarà solo il grande mercato unico. E poca Europa intorno».

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Cinque gli incontri in campionato tra Melfi e Juve Stabia. Tutti i precedenti

Mai pari in terra lucana tra Melfi e Juve Stabia

Melfi e Juve Stabia, si sono affrontate in terra lucana in gare di campionato cinque volte, una al vecchio Comunale e le altre quattro al nuovo stadio “Arturo Valerio”; mai gare col segno ics, il confronto vede tre vittorie per i potentini e due per le vespe, vediamo nei dettagli tutti i precedenti:

– 1967 / 1968 – Campionato di Serie D girone ‘ G‘

9° giornata d’andata: MELFI – JUVE STABIA 2 – 0.

Sandro AMBROSI

– 2004 / 2005 – Campionato Nazionale di Serie C2 girone ‘ C ‘

16 gennaio 2005 – 2° giornata di ritorno: MELFI – JUVE STABIA 0 – 1 (arbitro Paolo Bernardoni di Modena) per le vespe realizzò il gol della vittoria il bomber Sandro AMBROSI (foto) a metà ripresa.

– 2009 / 2010 – Campionato Nazionale di Seconda Divisione girone ‘ C ‘

25 aprile 2010 – 15° giornata di ritorno: MELFI – JUVE STABIA 1 – 2 (arbitro Giordano Bruno D’Alesio di Forlì) uno-due gialloblù nel primo tempo con gli attaccanti stabiesi doc Gianluca DE ANGELIS (foto) e Vincenzo VARRIALE; ad inizio ripresa accorciò per i gialloverde Arcamone.

Gianluca DE ANGELIS

– 2014 / 2015 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

25 aprile 2015 – 17° giornata di ritorno: MELFI – JUVE STABIA 2 – 1 (arbitro Andrea Mei di Pesaro) lucani in vantaggio sul finire del primo tempo con Dermaku, ad inizio ripresa dopo il calcio di rigore fallito da Samuel Di Carmine, i gialloverde raddoppiarono con Tortori e a meno di dieci dal termine Ciccio RIPA dimezzò le distanze.

– 2015 / 2016 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

6 settembre 2015 – 1° giornata d’andata: MELFI – JUVE STABIA 2 – 0 (arbitro Federico Dionisi di L’Aquila) i gialloverde asfaltarono i gialloblù con una doppietta di Cason nella seconda frazione di gioco.

Giovanni MATRONE

 

Calciomercato, la Juve soffia Rincon alla Roma. Giallorossi su Pellegrini e Defrel

NOTIZIE AS ROMA – Il 3 gennaio si aprirà ufficialmente la finestra di calciomercato invernale, ma la lista degli obiettivi è già stilata da tempo. In casa Roma, si punta a rinfoltire la mediana con un giocatore che possa far rifiatare i titolarissimi e, perché no, che sappia essere anche un costruttore di gioco. Le attenzioni del club di Trigoria erano ricadute sul venezuelano Tomàs Rincon in forza al Genoa. Classe ’88, giocatore di grande sostanza e personalità, avrebbe potuto fare al caso di Luciano Spalletti, visto che sarebbe arruolabile anche per l’Europa League. Tuttavia, nelle ultime ore si è inserita prepotentemente la Juventus mettendo sul piatto 2 milioni per il prestito oneroso più 7-8 mlioni per il riscatto obbligatorio. Secondo Sky Sport l’affare è praticamente fatto con i bianconeri che hanno dunque soffiato alla Roma uno dei primi obiettivi di questa campagna di rafforzamento. L’arrivo di Rincon a Torino non esclude quello del belga Witsel, con cui ci sono gli accordi da 6 mesi,ma bisogna rimettersi al tavolo con lo Zenit. A questo punto, si scalda l’asse Roma-Reggio Emilia: due giocatori del Sassuolo interessano al club giallorosso. Si tratta di Lorenzo Pellegrini, cresciuto nel vivaio giallorosso su cui la Roma ha un diritto di riacquisto valido da luglio, ma ora si sta cercando di anticiparlo. Altro neroverde monitorato è Defrel, giocatore molto duttile: può fare sia l’esterno d’attacco che la punta centrale. Infine, Gandini oggi era a Dubai dove si trovava anche l’agente di El Ghazi. La Roma è vigile sul classe ’95 dei Paesi Bassi ma vorrebbe prenderlo con diritto di riscatto mentre l’Ajax, che detiene il suo cartellino, vorrebbe cederlo a titolo definitivo.

Claudia Demenica Copyright vivicentro

Maradona: “Higuain alla Juve? De Laurentiis venderebbe anche la moglie. Contro il Real sarà dura”

Diego Armando Maradona ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport a margine del ‘Globe Soccer Awards’ di Dubai. Ecco quanto evidenziato:
” Higuain alla Juventus? De Laurentiis è disposto a vendere la moglie, i bianconeri lo volevano e l’ha venduto. Ognuno nel suo cuore sceglie: io ho scelto Napoli, lui ha scelto la Juventus. I tempi sono cambiati, prima eravamo attaccati più alla maglia che ai soldi.
Non c’è tanta differenza tra Juventus e Napoli, nel gioco sono alla pari. E il Napoli può fare ancora di più quando rientreranno gli infortunati. Contro il Real Madrid sarà dura, il Napoli avrà di fronte un top club. Mi sarebbe piaciuto se si fossero affrontate oggi perché il Napoli è in forma e loro hanno diverse assenze.
Gol di Mertens al Torino? L’ho visto, dobbiamo chiedergli se volesse fare un cross o tirare in porta (Ride ndr). Resta comunque un gol bellissimo,in un ruolo inedito per lui, sta facendo un campionato meraviglioso”.

Carrie Fisher, l’icona di Star Wars, è morta a 60 anni

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Continua la maledizione dell’anno nero: muore anche Carrie Fisher, la principessa Leila di ‘Guerre Stellari’. Lo ha annunciato un portavoce della famiglia al magazine ‘People*’.

L’attrice americana era stata ricoverata con urgenza venerdì scorso, dopo aver subìto un infarto nel volo tra Londra e Los Angeles 15 minuti prima dell’atterraggio in California ed è morta, all’età di 60 anni, a causa dell’attacco di cuore. 

Era ricoverata in terapia intensiva all’Ucla Medical di Los Angeles. In un breve comunicato inviato da un portavoce della famiglia al magazine ‘People’, si legge che “è con profonda tristeza che Billie Lourd (la figlia dell’attrice) conferma che la sua amatissima madre è morta alle 8,55 di questa mattina”, le 17,55 in Italia. “Il mondo l’ha amata e ne sentirà profondamente la mancanza”, si legge ancora nella nota della figlia che ringrazia “per i pensieri e le preghiere”.

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El Kaddouri: “Futuro? Non so nulla, stiamo discutendo il rinnovo con il Napoli”

Intercettato dai microfoni di TMW Radio a Dubai, dove è in corso il Globe Soccer Awards, il calciatore del Napoli Omar El Kaddouri ha affrontato diversi argomenti.

Iniziamo parlando dell’evento. “È un evento molto bello, è la prima volta che sono qui. Ma è anche la prima volta che sono a Dubai, sono stato invitato con Benatia. Mi sembra un evento carino”.

La tua stagione al Napoli va avanti tra alti e bassi. “No (sorride, ndr), ci sono molti bassi. È una stagione un po’ così, spero che migliori dopo la sosta, vedremo come andrà”.

Che Coppa d’Africa ti aspetti per il Marocco? “Io non sono stato convocato, visto il mio minutaggio di quest’anno. Mi dispiace, sarebbe stata la mia prima grande competizione con il Marocco. Ma fa niente, ora devo pensare a questa stagione”.

Quale futuro per El Kaddouri? “Sul Nizza non so nulla, sono venuto in vacanza e ho staccato la spina. Avevo bisogno di rilassarmi. Rinnovo? Stiamo parlando col Napoli, vedremo come andrà a finire”.

 

da tuttomercatoweb.com

Juve Stabia – brindisi tra squadra e tifosi: il resoconto e le foto della serata

Si è tenuto questa sera alle 18 al Palazzetto del Mare il consueto brindisi di fine anno in casa Juve Stabia, alla presenza di squadra, società e tifosi.
Clima disteso ed unione di intenti sono stati palpabili, a testimonianza della grande armonia che regna nell’ambiente gialloblù.
All’evento, organizzato dalla Curva Sud, ha partecipato anche l’amministrazione comunale nella persona del vicesindaco Andrea Di Martino, il quale non ha nascosto la soddisfazione per l’ottimo campionato delle Vespe. Di Martino ha inoltre svelato che nella pausa di gennaio il Menti sarà oggetto di un ulteriore restyling, e che per la prossima estate è prevista la sostituzione del manto erboso. Il vicesindaco non ha addirittura nascosto l’ambizione dell’amministrazione di dedicarsi nei prossimi anni al progetto di un nuovo stadio per la Juve Stabia.
Assente, causa influenza, Mister Fontana, a nome della società hanno parlato Fabio Caserta e Clemente Filippi. Il viceallenatore ha ancora una volta sottolineato la sua simbiosi con la Juve Stabia e con la città di Castellammare, grazie alle quali ha potuto allungare la sua carriera da calciatore quando molti lo davano per finito.
Il D.G. Filippi ha invece manifestato la soddisfazione della società per la stagione in corso, elogiando la Curva Sud, il cui sostegno è fondamentale per la squadra.
Ha poi preso la parola Capitan Capodaglio, che a nome della squadra ha ringraziato i tifosi per la vicinanza, confermando le ambizioni dei suoi compagni di tentare di raggiungere un obiettivo importante..non nominato per scaramanzia.
La serata si è conclusa tra selfie, bottiglie di spumante stappate, auguri ed applausi tra la soddisfazione generale.

     

 

 

Raffaele Izzo