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Juve Stabia vs Unicusano Fondi in convocati di Mister Gaetano Fontana

Juve Stabia vs Unicusano Fondi sarà la partita della svolta. Le vespe sono obbligate a vincere. Le Vespe dopo una settimana di silenzio e concentrazione si apprestano a dare uno scossone e una risposta all’ambiente dopo le ultime 3 partite che hanno fruttato un misero punticino in casa con il Monopoli.

Per l’occasione tutti i calciatori gialloblè, anche quelli con piccoli problemi fisici, si mostrano disponibili alla “battaglia”. Il solo Montalto, ormai in organico solo per occupare un posto “over”, resta fermo ai box nella sua Erice in provincia di Trapani.

La partita sarà disputata in notturna alle ore 20:30.

Questo il comunicato ufficiale della società stabiese in merito ai convocati di mister Fontana:

Il tecnico Gaetano Fontana ha reso nota la lista dei nr.25 calciatori convocati per il match Juve Stabia-Unicusano Fondi, valevole per la 25^ giornata del campionato di Lega Pro Unica Girone C, in programma domani, sabato 11 febbraio 2017, con inizio alle ore 20,30 presso lo Stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia.

Portieri: Bacci, Russo e Tabaglio.

Difensori: Allievi, Atanasov, Camigliano, Cancellotti, Giron, Liviero, Morero e Santacroce.

Centrocampisti: Capodaglio, Esposito, Izzillo, Mastalli, Matute e Salvi.

Attaccanti: Cutolo, Kanoute’ Lisi, Manari, Marotta, Paponi, Ripa, e Rosafio.

Indisponibile: Montalto.

Partita con un successo l’avventura della Thunder nelle World Series 2017 #WSBVII

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Partita l’avventura dell’Italia Thunder nella VII Stagione delle World Series of boxing. Stasera la compagine tricolore ha sfidato, in quel del Palazzetto delle Sport di Via Vertumno a Roma, i British Lionhearts in un macth valido per la prima giornata del Gruppo Europeo-Africano. Sfida, cui ha assistito un numero consistente di spettatori, conclusasi con la vittoria 3-2 dell’Italia Thunder.

(AFA) Roma, Italia 9 Febbraio 2017. Boxe- WSB World Series of Boxing, edizione VII 1a Giornata Italia Thunder vs British Lionhearts. CLEMENTE RUSSO

Molte le personalità presente tra cui: I Vice Presidenti FPI, Vittorio Lai e Walter Borghino, il Segretario Generale FPI, Alberto Tappa, i Consiglieri Federalim Massimo Scioti, Flavio D’Ambrosi, Sergio Rosa, Angelo Musone, il Presidente del Gruppo Sportivo Fiamme Oro, Francesco Montini, il Responsabile Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre, Maresciallo Tolu, Nino Benvenuti.

Nel primo match, quello dei 49 kg (Arbitro Abdellatif Marocco) , l’inglese Yafai ha incrociato i guantoni con il nostro Serra. A spuntarla (3-0 – 45-50; 46-49; 44-50) è stato il boxer britannico, regalando così il primo punto della serata alla sua squadra.

Maietta e Bateson sono saliti sul ring per l’incontro valido per i 56 Kg (Arbitro Aslanov Azerbaijan). Vittoria che è andata al nostro portabandiera, impostosi per (3-0 – 49-46; 50-45; 49-46) su Bateson. 1-1 il parziale, quindi, dopo i primi due confronti.

Terzo match, quello dei 64 Kg (Arbitro Asanau Bielorussia), che ha visto salire sul ring Di Lernia e Smith. Quest’ultimo, che vincendo per 2-1 (49-46; 47-48; 48-47), ha regalato ai Lionhearts il secondo punto della serata.

Cavallaro e Plantic si sono dati battaglia nei 75 Kg (Arbitro Alsanov Azerbaijan). Il 3-0 finale (49-46; 49-46; 50-45) per il boxer Siciliano ha consentito alla Thunder di pareggiare il conto, lasciando così all’ultimo match, quello dei Massimi, il compito di decidere la squadra vincitrice della contesa.

Match decisivo che ha vissuto del confronto tra Clemente Russo e il croato Filipi. Il successo di Tatanka per 3-0 (50-45; 50-45; 49-46) ha consegnato alla Thunder il punto della vittoria finale (3-2)

L’Altro incontro del Girone, quello che vedrà sfidarsi i in Marocco i Morocco Atlas e i French FIghting Roosters, avrà luogo sabato 11 febbraio. La Thunder risalirà sul ring il prossimo 23 febbraio a Roma, sempre in quel del PalaSport di Via Vertumno, per il match contro i Morocco Atlas

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Promozione-Nuova Ischia,Mister Isidoro Di Meglio: “Non possiamo permetterci altri passi falsi”

La vittoria alla Nuova Ischia manca ormai da quattro turni. Nel 2017  sono arrivate due sconfitte in trasferta con Bacoli e Puteolana, con due pareggi consecutivi in casa con Rione Terra e San Giuseppe. Proprio nell’ultimo turno,il tecnico alla vigilia aveva dichiarato che non si poteva più sbagliare. Invece è arrivato l’ennesimo passo falso. Nella gara di domani pomeriggio in programma alle ore 15:00 presso lo stadio “Paudice di San Giorgio”,contro la Rinascita Sangiovannese non ci sono più alibi. I gialloblu sono chiamati a portare a casa l’intera posta in palio. ” E’ una partita da non sbagliare assolutamente-commenta il tecnico Isidoro Di Meglio- bisogna tornare a casa con tre punti. E’ una partita alla nostra portata,non possiamo permetterci ulteriori passi falsi”. Dopo il pareggio con il San Giuseppe,a fine partita l’allenatore isolano in sala stampa evidenziò il motivo dei risultati e delle prestazioni negative nelle ultime partite,con il chiaro segno che c’era un problema nella testa dei giocatori. Dopo una settimana intensa di lavoro,come sta la squadra ? “E’ sempre difficile giudicare di quello che si vede durante la settimana. La squadra si è sempre allenata bene,difficilmente qualcuno non ha dato il massimo durante la settimana. Bisogna vedere domani,anche perchè le partita che andiamo a giocare in campo ci porta i punti in classifica. Abbiamo provato a lavorare sulla testa dei ragazzi e mi è sembrato di vedere che l’ambiente sia stato un pò più sereno. Domani avremmo una risposta dal campo “.  Più preoccupato per l’atteggiamento della squadra o dei quattro punti dal Bacoli in classifica,che ora incominciano ad essere pesanti in questo momento? ” Sono preoccupato esclusivamente dalla mia squadra. Questa è una squadra che se da il massimo in campo,e capace di conquistare dieci vittorie nelle prossime dieci gare. Per cui l’unica cosa si cui sono preoccupato è quella di ritrovare la mia squadra. Se riusciremo a ritrovare la giusta concentrazione ed  inalare un filotto di vittorie,potremmo dire la nostra fino al termine del campionato”.  Una Nuova Ischia che ad inizio di campionato è partita a raffica,arrivando fino a dicembre  a consolidare il primato in classifica mantenendo l’imbattibilità. Nel nuovo anno però ci sono stati dei passi falsi,che hanno portato la squadra dal primo posto in classifica al terzo,nonostante questo l’obiettivo della società resta la vittoria del campionato o qualcosa è cambiato in queste ultime partite? “Assolutamente no. Finchè avremo anche una piccola speranza continueremo a lottare per la vittoria finale “. Nella partita dell’andata al “Mazzella” arrivò una Rinascita Sangiovannese composta da solo giocatori giovani. Una squadra che si trovava in piena rivoluzione,tra cambio di società e calciatori. Un avversario ostico sulla carta da affrontare,anche perchè non vince da quattro turni. “Come un pò tutte le squadre che stiamo affrontando in quest’ultimo periodo-dichiara Isidoro Di Meglio-una squadra che nella partita a Bacoli ha badato solo a difendersi,anche sotto con il punteggio di 1-0. Hanno sempre lasciato l’iniziativa alla Sibilla,e loro non hanno cercato in nessun modo di impensierire l’avversario. Domani mi aspetto lo stesso tipo di atteggiamento nei nostri confronti. Mi auguro subito di riuscire a trovare un gol per poi aspettarli che loro vengano un po più fuori per poi chiuderla definitivamente”. Nel match di domani rientra Camorani a centrocampo dopo la squalfica,ma si ferma Silvitelli fermato per un turno dal giudice sportivo. Una formazione che vedrà tutti disponibili. “Si al momento si,però ogni volta che si dice il venerdì tutti disponibili -ride Isidoro-il sabato c’è sempre qualche forfait,come la settimana scorsa quando Capuano si è presentato con la febbre. Al di là degli scongiuri, mi auguro di avere un ampia scelta per mandare in campo la giusta formazione”

Di Simone Vicidomini

Mostro di firenze – Al di là di ogni ragionevole dubbio (Antonella Paparelli)

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“Mostro di Firenze – Al di là di ogni ragionevole dubbio” autore Paolo Cochi – prefazione della Dott.ssa Roberta Bruzzone.

Nel mondo del giornalismo, di internet e dei vari gruppi sui social ci si scambia ancora opinioni e dubbi su uno dei casi più annosi e cruenti sugli omicidi del “Mostro di Firenze”.

In ordine di tempo uno degli ultimi libri sull’argomento è stato scritto dal documentarista-giornalista-scrittore Paolo Cochi che, visto l’interesse che abbiamo in comune, mi ha gentilmente invitata alla prossima presentazione dello stesso che si terrà a Roma il prossimo 19 Febbraio 2017 (ore 11-13) presso l’Hotel dei Congressi (Zona Eur) Viale Shakespeare 29. La presentazione stessa si terrà nell’ambito dei Corsi CSI Academy, con la partnership scientifica dell’AISP ed il patrocino della CONSAP e dell’ENPAB.

A voi lettori riporto una piccola anteprima di quanto ci racconta l’autore Paolo Cochi sul Mostro di Firenze:

1- A quasi 50 anni dall’inizio della vicenda del “mostro di firenze” il caso può ritenersi oramai chiuso?
Penso proprio di no. Giuridicamente ci sono almeno 3 duplici omicidi , senza alcun colpevole. Fermo restando che le sentenze di condanna
ai “compagni di merende ” son molto ma molto discutibili . Vi sono riscontri oggettivi che le dichiarazioni del “pentito” Giancarlo Lotti sono
mendaci , questo dovrebbe essere considerato da coloro che in passato , ma anche attualmente svolgono indagini su quei crimini atroci.
  
2- Si giungerà mai ad una soluzione definitiva ?
La vedo dura. Troppi anni sono passati e troppe indagini sbagliate son state fatte . Certamente ci sara’ stato qualcuno che ha custodito il segreto del “mostro”. L’unica certezza, a parer mio, è che i compagni di merende non avevano nulla che vedere con questa vicenda.
3- Che idea si é fatto del  colpevole/i? 
 Ci sono numerosi indizi che portano direttamente nella zona del Mugello. Nel libro l’argomento viene affrontato, seppur con le dovute cautele.
Penso, tuttavia che questa vicenda sia troppo “scomoda” per essere  riaperta seriamente. Si vuole dimenticare e lasciare tutto così come è.
Forse rimarrà il più grande could case della storia della cronaca nera e giudiziaria italiana. Il nostro è un paese senza memoria e verità, ed io per questo cerco di non dimenticare.

Non ci resta che leggere il libro di Paolo Cochi per approfondire ancora una storia che ci ha accompagnati negli anni ed accompagna ancora oggi tra verità, omissioni ed incertezze di uno dei più lunghi e controversi casi di omicidi seriali in Italia.

Primo K.O. tecnico per Ronald Trump (Lo Piano SaintRed)

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La Corte Federale d’Appello ha respinto il ricorso di Ronald Trump, presentato dal Dipartimento di Giustizia Americano, per mantenere la sospensiva sull’ingresso negli Stati Uniti di migliaia di persone che provenivano da Paesi Islamici a maggioranza musulmana: Siria, Libia, Iran, Iraq, Somalia, Sudan e Yemen. 

La sospensiva contro il veto presidenziale di bloccare i visti  era stata impugnata dal giudice della Contea di Seattle “James Robart”. Ora tutto l’incartamento verra’ depositato negli uffici dei Giudici della Corte Suprema, perche’ possano dire l’ultima parola su questa vicenda che ha sollevato in tutti gli Stati Uniti un coro infinito di proteste.

Costernazione presidenziale :

Non riesco a credere che un Giudice di Contea possa mettere il nostro Paese in una condizione di pericolo, se dovesse succedere “qualcosa” prendetevela con lui e con un sistema giudiziario sbagliato”.

Il Presidente sul problema dell’immigrazione ha fatto una “mala cumpassa”. Come la potrebbe fare con la sua decisione di smantellare  l’Obamacare: la riforma della sanità americana che ha previsto l’mpliamento della fascia di protezione sanitaria della popolazione americana e che è costata anni di battaglie congressuali a Barak Obama.

Per Trump l’Obamacare non funziona, e cosi’ si e’ espresso in un’intervista alla Fox:

“stiamo mettendo in campo un piano alternativo meraviglioso”. La Fox infatti,  attacca Trump,  sottolineandone il cambiamento di rotta rispetto alle promesse elettorali che prevedevano la smobilitazione immediata della legge sull’assistenza sanitaria fortemente voluta dall’ex presidente Barack Obama.

Il Presidente Trump ha preso tempo fino al 2018, si stara’ rendendo conto che fra il dire ed il fare c’e’ di mezzo una Nazione di 235 milioni di abitanti.

Lo Piano SaintRed

Berdini: “lei e Romeo sono amanti” e la Raggi rischia guai giudiziari

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Le frasi pronunciate dall’assessore Berdini: “lei e Romeo sono amanti”, rischiano di inguaiare la sindaca dal punto di vista giudiziario. Nei prossimi giorni Berdini sarà ascoltato dai pm che indagano sulle polizze acquistate da Romeo.

Perché le frasi dell’assessore rischiano di inguaiare Raggi

«Lei e Romeo sono amanti», ha sostenuto l’urbanista. Potrebbe essere ascoltato dai pm che indagano sulle polizze

ROMA – Un bravo giocatore di scacchi calcola la mossa più utile per vincere la sua partita. Ma un vero maestro fa quello che gli viene naturale e cambia strategia per approfittare degli errori del suo avversario come di un colpo di fortuna. Tanto per dire: di un assessore super credibile come Paolo Berdini, grande urbanista e figura di riferimento per serietà e impegno civile, che confida a La Stampa il finora non detto di quest’inchiesta sulle nomine in Campidoglio, e cioè che il legame tra Virginia Raggi e l’ex capo della segreteria politica Salvatore Romeo, oggi coindagati per abuso d’ufficio, era a tutti gli effetti quello di una coppia.

Il che rafforza l’ipotesi investigativa, perché la sindaca aveva una convenienza personale ad aumentare (da 39 mila ai 110 mila euro) lo stipendio del suo amico del cuore. Su quelle frasi, ora, si è appuntata l’attenzione dei magistrati, che potrebbero ascoltare l’urbanista come persona informata dei fatti. E dunque avere conferma sotto giuramento del rapporto Raggi-Romeo, come delle affermazioni sul gruppo di potere che essi formavano con Raffaele Marra, l’amico che Romeo aveva presentato un anno fa alla futura sindaca, coinvolgendolo in modo stretto nel loro menage. Già in settembre Berdini aveva detto che «Marra deve essere messo nelle condizioni di non nuocere, deve fare un passo indietro. È una persona che ha scelto delle scorciatoie e bisogna richiamarlo all’ordine e trasferirlo a altre più modeste mansioni».

Seguendo le proprie intuizioni (ovvero non accontentandosi delle spiegazioni finanziarie sul rendimento delle polizze intestate alla Raggi) i due pm sembrano sempre più vicini allo scacco matto. «È stato chiesto a Romeo come è nato il rapporto con la Raggi, un rapporto di stima e di fiducia. E gli è stato chiesto anche del rapporto Marra, anche se questo esula dal tema principale dell’interrogatorio», ha confermato Riccardo Luponio, il legale dell’indagato, che si è impegnato a presentare una memoria scritta perché le parole di ieri notte non sono bastate.

«Stipulo polizze da almeno 20 anni. Per me è una forma di investimento sicura, il rischio è basso ed il rendimento è buono», ha sostenuto Romeo nell’interrogatorio fiume. Una tesi ribadita per 5 ore ma che non ha convinto Ielo e Dall’Olio, intenzionati a fare altri accertamenti patrimoniali dopo quelli già eseguiti. Quelle polizze che ammontano in totale a 133 mila euro, dei quali 33 intestati alla Raggi e 100 ad altre persone dell’ambiente, infatti, potrebbero essere una forma di finanziamento politico mascherato o un pegno dato per garantirsi qualcosa in cambio. Romeo ha ribattuto a Ielo: «Nessuno dei beneficiari delle polizze era a conoscenza di esserlo».

Ma questo non coincide con quanto affermato in alcune interviste dall’ex fidanzata di Romeo, Alessandra Bonaccorsi, anche lei militante dei 5 Stelle come tutti gli altri beneficiari, e che era stata avvertita della polizza. E ora potrebbe essere chiamata anche lei dai magistrati come persona informata sui fatti. Ad appesantire la situazione di Raggi, Romeo e Marra (in cella da quasi due mesi per una tangente e in attesa che la Cassazione si pronunci sulla detenzione) ci sono anche le dichiarazioni di Rodolfo Murra, capo dell’uffico legale del Comune allontanato (come la Raineri e la Benente) per essersi opposto alle nomine. Ai giudici ha parlato di un’altra nomina speculare alla vicenda Romeo: quella di Giorgio Magliocca, ex fedelissimo di Gianni Alemanno. In una riunione, presenti Marra, Romeo e una avvocatessa giovane, la Raggi prese da una cartellina il documento Magliocca, per dire che quello era un precedente e che bisognava ricalcarlo per Romeo.

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lastampa/Perché le frasi dell’assessore rischiano di inguaiare Raggi EDOARDO IZZO

Eccellenza- Procida che stangata! Squalifiche pesanti per Mottola e Annunziata

isola di procida eccellenza

Nell’ultima partita disputata contro il Real Albanova, allo stadio “Spinetti” la squadra biancorossa si è vista espellere due giocatori. Il primo è stato il terzino Romolo Mottola, a fine primo tempo per comportamento antisportivo verso il difensore Di Ruocco dell’Abanova. Il direttore di gara ha estratto direttamente il cartellino rosso. Il terzino del Procida è stato fermato addirittura per sei turni. Questa la motivazione della squalifica scritta nel referto dal Giudice Sportivo: “Con comportamento altamente sleale ed antisportivo, a gioco in svolgimento, avvolgeva e stringeva con il braccio il collo di un avversario; per tale motivo veniva espulso dal direttore di gara, al quale, reiterando il comportamento di cui sopra, rivolgeva frasi offensive ed ingiuriose”. Nel secondo tempo invece è stato espulso dalla panchina Emanuele Annunziata. Il centrocampista a pochi minuti dalla fine della partita ha rimediato un espulsione, ma addirittura è stato squalificato per quattro gare. La motivazione della squalifica per il giovane centrocampista: “Entrava in campo, interrompendo il gioco e con comportamento altamente antisportivo giocava il pallone”.

La società biancorossa in merito a queste squalifiche pesanti inflitte ha emesso un comunicato: in tutti questi anni, ha sempre condannato i propri tesserati in casi di episodi antisportivi. In questa situazione, però, si tratta di un evidente errore del Giudice Sportivo e dell’arbitro Mirabella di Napoli che ha diretto la gara tra Procida ed Albanova. Le espulsioni già sembravano ingiuste, le sanzioni sopra descritte sono quindi ancor più esagerate. Per questo motivo la società insieme al direttore generale Nicola Crisano, si è rivolta all’avvocato Edoardo Chiacchio per presentare ricorso contro questa doppia squalifica, al fine di ridurla fortemente.

Di Simone Vicidomini

Raggi-Romeo, il nuovo fronte. Due nomi per il dopo Berdini

Dopo le critiche alla sindaca Virginia Raggi svelate da un nostro articolo l’assessore romano Paolo Berdini è vicino a lasciare l’incarico. In Campidoglio sono iniziati i colloqui per trovare un successore e i favoriti sono due docenti universitari.

Roma, due nomi per il dopo Berdini

La giunta prende tempo e valuta un pool di esperti per l’assessorato all’Urbanistica. Poche speranze per Montini, in corsa per la poltrona restano due professori universitari

ROMA – Paolo Berdini è fuori. Anzi no, resta. Va via dopo o forse subito. Quasi quasi, meglio un «gruppo di affiancamento», è l’ultima trovata del Campidoglio. Nella girandola di soluzioni, dalle più originali a quelle addirittura inedite, come la «riserva», ancora da sciogliere, sulle dimissioni di Berdini dall’assessorato all’Urbanistica, si consuma il tentativo di prendere più tempo possibile.

Il desiderio di vendetta è un sentimento che può essere infiocchettato con mille logiche spiegazioni e altrettanti validi motivi. Eppure, caduti gli orpelli, quel che resta è sempre una cruda vendetta. La sindaca di Roma Virginia Raggi, nei confronti di Berdini, che le ha riservato frasi poco lusinghiere, avrebbe tutte le ragioni per nutrire un rancore risolutivo. E invece, qualcosa sta prolungando un addio che pare inevitabile.

Nella serata in cui esplode il caso c’è stato un momento in cui l’addio all’assessore è stato ad un passo dall’essere sancito con un comunicato che, intorno alla mezzanotte, stavano concordando con Beppe Grillo. Poi, all’improvviso, tutto si ferma. Viene deciso di prendere ancora del tempo; forse, per non lasciarsi trasportare dagli eventi, per poter ragionare a mente fredda.

La notte porta consiglio. Il mattino seguente in Campidoglio viene suggerito a Raggi di mantenere quella «riserva» sulle dimissioni presentate da Berdini. Grillo, e da dietro le quinte anche Davide Casaleggio, che però nelle ultime ore si è defilato dalla questione, vorrebbero che prima di far cadere l’assessore ci fosse già sul piatto il nome del sostituto, anche perché Raggi si sarebbe opposta all’ipotesi di farsi carico delle deleghe di Berdini ed è stata persuasa a trasformare la sua cacciata in una decisione collegiale. Anche per questo, vengono coinvolti gli assessori e i consiglieri capitolini, questi ultimi convocati per una riunione notturna. Sul banco degli imputati c’è naturalmente Berdini, ma non tutti i consiglieri grillini sono convinti che lasciarlo andare sia la giusta soluzione: «La preparazione e le sue battaglie contro le speculazioni edilizie non sono in discussione», è il pensiero di più di uno di loro. Ma sono le accuse di non essere in linea con alcune pratiche di condivisione delle scelte, così come certi atteggiamenti considerati troppo anarchici rispetto alla linea del M5S, a pesare in modo significativo sul piatto della bilancia. Tanto da far arrivare un «pool di esperti», a quanto si apprende dal Campidoglio, per verificare possibili negligenze nel lavoro portato avanti fino ad oggi da Berdini alla guida del suo assessorato.

Si cerca una scusa per scaricarlo meglio, mentre si vagliano i primi nomi di chi dovrà sostituirlo. I rumors che circolano sin dal mattino fanno rimbombare il nome di Emanuele Montini, già in forza all’amministrazione comunale. L’impressione, però, è che sia una carta che copre un altro nome. Troppo avverso, Montini, alla costruzione dello stadio della Roma, uno che ha paragonato il presidente della Roma, James Pallotta, a «Totò mentre cerca di vendere la Fontana di Trevi». Insomma uno che piacerebbe ai costruttori meno di Berdini, quando invece la giunta Raggi appare più propensa a un compromesso politico per la realizzazione del progetto. Dietro il nome di Montini, inviso anche ai parlamentari M5S che lo ricordano per i «modi troppo severi» all’ufficio legislativo della Camera, invece, sembrerebbero due i nomi più forti. Quello di Carlo Cellammare, ingegnere e docente di urbanistica all’università La Sapienza di Roma e quello di una donna, Paola Cannavò, docente di ingegneria dell’ambiente, sulla quale cadrebbero le predilezioni della Raggi e che era già entrata in una lista del Campidoglio per andare alla guida del nuovo assessorato ai Lavori pubblici, che sarebbe nato da quello spacchettamento del dipartimento di Berdini che è prossimo a essere realizzato ma che in realtà era già in programma da più di un mese.

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lastampa/Roma, due nomi per il dopo Berdini FEDERICO CAPURSO, ILARIO LOMBARDO

Draghi-Merkel: tregua nell’anno delle elezioni francesi e tedesche

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Marco Zatterin definisce la svolta di Berlino, con Mario Draghi e Angela Merkel che chiudono la porta all’idea di “una moneta a due velocità”, una “tregua” che prelude a “una controffensiva nell’anno delle elezioni francesi e tedesche potenzialmente fatali per l’Unione”.

Una tregua con Francoforte per riscrivere le regole Ue

SuperMario e Frau Angela sono pronti a fare squadra. Guideranno la riscossa degli europeisti contro la deriva scissionista

La controffensiva è avviata. Nell’anno delle elezioni francesi e tedesche potenzialmente fatali per l’Europa, Angela Merkel e Mario Draghi abbozzano le nuove tavole della legge dell’Unione e della sua moneta, firmano una tregua e tornano a chiedere una rivoluzione del governo economico continentale.

Chi sa cosa hanno in mente racconta che la cancelliera tedesca e il presidente della Bce pensano che l’euro sia «irreversibile», ma riconoscono che non potranno difenderlo all’infinito se non risponderanno concretamente alla crescente furia populista. Nasce qui l’esigenza di ricette che rendano la comune valuta stabile, dunque credibile sino in fondo. Non solo. E’ netta la convinzione comune che si debba preservare l’unità ormai a Ventisette, dare un comando serio all’Eurozona, con politiche di bilancio che si facciano rispettare e stimoli ben mirati che favoriscano gli investimenti e rilancino l’occupazione. Davvero, questa volta.

Il silenzio pesante caduto dopo l’incontro di Berlino, il primo bilaterale dal gennaio 2016, è gravido di significati. «Si parla quando si deve parlare», dice una fonte che frequenta Francoforte, e «adesso è ancora presto». Così ora si lavora e basta. Il presidente della Bce e la cancelliera concedono di essere i candidati più forti per guidare la riscossa della maggioranza silenziosa che ancora non s’è convinta a buttare via l’Ue. Fra i due non vi sono mai stati scontri alla luce del sole, anzi la tedesca ha in diverse occasioni fatto da sponda all’italiano, anche quando i suoi ministri lo attaccavano. Ora serve un patto per ripartire, suggellato dalla passione per l’Europa che sgorga dalla consapevolezza della pericolosità delle alternative.

Dicono che si sono accordarti per fare squadra, parlano di una «tregua», circostanza che sarà facile verificare, basterà misurare i toni prossimi venturi del fumino Wolfgang Schaeuble, il ministro delle Finanze che ha preso a bacchettare la Bce come se il nemico fosse lei. Frau Merkel deve vincere le elezioni e riprendersi entro l’autunno il consenso che il socialista Schulz sembra averle rubato, senza offrire il fianco ai populisti di Afd. L’obiettivo è lo stesso per tutti, Draghi compreso. Battere l’ascesa degli estremismi, garantire la sicurezza dei cittadini e dei confini, rimettere armonia in un ordine globale sempre più incerto. Come? Tornando a un’Europa che si dimostri motore di soluzioni e non sia vista come la madre di tutti i problemi.

Questione di linguaggio e di strategie. In televisione c’è chi fa spettacoli di prima serata per dire che l’euro ha reso la casa Ue più povera di quanto non sarebbe stata per colpa della crisi. Merkel e Draghi concordano che sia necessario spiegare con determinazione come si sarebbe stati senza, ricordare che la moneta unica, e la sua prospettiva, hanno contribuito ad una crescita aggiuntiva di oltre dieci punti dagli Anni Ottanta. Senza l’Unione saremmo a rischio, è il messaggio, come lo saremmo se il libero scambio fosse imbrigliato «alla Trump» o «alla Le Pen».

La strana eurocoppia insegue un nuovo modo di raccontare le cose europee, multilaterale e locale allo stesso tempo, ma anche nuove cose europee. Draghi è apparso poco entusiasta per il ritorno in voga dell’opzione più velocità, se non altro perché non la trova comprensibile allo stadio attuale. La rassicurazione di Frau Merkel sui cerchi concentrici che non riguardano l’euro deve averlo rassicurato: non pensa a due monete. Effetto analogo deve averlo fatto l’apertura confermata ad un rafforzamento dell’Unione con cui dimostrare che sono stati i buchi nell’architettura a renderla inefficace e non il progetto in quanto tale che, se completato, avrebbe potuto funzionare.

Ecco l’intesa della coppia. Ricalibrare le istituzioni e far rispettare le regole. «La colpa del dissenso è la cattiva gestione del Patto di Stabilità e non il Patto di Stabilità», osservano fonti della Cdu, il partito della cancelliera. Detto fatto. Angela Merkel intende seminare il suo pensiero, che si spinge sino alle cooperazioni rafforzate per Difesa, Migrazioni e Sicurezza, negli incontri preparatori per il vertice per i 60 anni dell’integrazione europea in programma il 25 marzo a Roma. In cambio, la Bce potrà amministrare senza disturbo eccessivo il suo stimolo a non violare le regole. Le ultime parole della Bundesbank sulla politica di Francoforte indicano che Draghi potrebbe avere meno disturbi tedeschi nei prossimi mesi.

L’idea è di gestire l’ordinario sino al voto in Germania a settembre, nella speranza che in Francia non ci siano brutte sorprese. Nel frattempo, si potrebbe provare a programmare il futuro a breve. Un’Europa più forte e inclusiva, più vicina alle esigenze dei cittadini e ai loro problemi reali. Si può ripartire da Roma. Rafforzando l’arsenale di misure comuni e riducendo i lacci alla loro attuazione. «Rafforzare la governance economica dell’Unione e, soprattutto, dell’Eurozona», dicono nel partito della Merkel. Ecco «la fine della fine». Non si lascia, si raddoppia. Però in modo più democratico e comprensibile.

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lastampa/Una tregua con Francoforte per riscrivere le regole Ue MARCO ZATTERIN

Juve Stabia, il programma gare del fine settimana: segui gli Under 16 in diretta su ViViRadioWeb

Juve Stabia, il programma gare del fine settimana: segui gli Under 16 in diretta su ViViRadioWeb

Sarà un fine settimana con diverse gare in meno per il settore giovanile che vedrà la sosta dei campionati nazionali. Ci saranno, comunque, dirette radiofoniche su ViViRadioWeb. Questo il programma gare del prossimo fine settimana:

Berretti: riposo

Under 17: riposo

Under 15: riposo

Under 16: Juve Stabia – Sportin Club Picentia domenica ore 10 stadio Menti (diretta radiofonica su ViViRadioWeb dalle ore 09:45)

2003: riposo

2004: Juve Stabia – Aquilotti domenica ore 11.30 stadio Menti

a cura di Ciro Novellino

I nostri sponsor:

 







Juve Stabia, Dan Berci convocato dall’Under 18 rumena

Juve Stabia, Dan Berci convocato dall’Under 18 rumena

L’esterno sinistro della Berretti della Juve Stabia, allenata da mister Domenico Panico, Dan Berci, è stato convocato dalla Nazionale della Romania, Under 18, per il torneo Roma Caput Mundi che si giocherà dal 26/2 al 03/3. Con la propria rappresentativa, avrà modo di affrontare il Galles, la Grecia e la Lazio.

a cura di Ciro Novellino

I nostri sponsor:

 







Patto Merkel-Draghi per l’euro: nessuna doppia velocità

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Dopo un lungo incontro a Berlino con Mario Draghi, Angela Merkel chiude la porta all’idea di “una moneta a due velocità” e stringe un patto a difesa dell’euro con il presidente della Banca centrale. La Cancelliera lancia un appello all’unità e auspica che “le decisioni vengano sostenute da tutti i Paesi Ue”.

Merkel-Draghi: “Niente serie A e B, l’Eurozona deve restare unita”

Vertice tra la cancelliera e il presidente Bce: no a velocità diverse all’interno dell’Ue Dopo gli attacchi tedeschi all’Eurotower si rafforza il patto sulla moneta unica

BERLINO – È un netto no a un euro di serie A e uno di serie B quello che Angela Merkel ha pronunciato poche ore dopo un lungo faccia a faccia con Mario Draghi. Ore 20, primo piano della cancelleria federale, Merkel ha appena concordato coi governatori regionali un piano per accelerare le espulsioni dalla Germania dei migranti senza diritto d’asilo quando, rispondendo a una domanda de La Stampa, torna sull’incontro del pomeriggio col numero uno dell’Eurotower. «Non sono solita riferire di questi colloqui, è sempre interessante parlare col presidente della Bce», esordisce. Ma la cancelliera ci tiene – «per evitare fraintendimenti» – a puntualizzare l’idea di un’Europa a più velocità che ha lanciato al vertice di Malta.

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Un’Europa a diverse velocità esiste già, ribadisce: «già il fatto che non tutti Paesi della Ue siano nell’Eurozona costituisce un’Europa a velocità diverse: alcuni hanno una moneta comune, altri no». Diverso invece il discorso per quanto riguarda l’Eurozona: «non ci tengo ad avere velocità differenti all’interno dell’Eurozona, bensì l’Eurozona deve restare unita nella sua interezza e quello che viene deciso in quel formato, come l’Esm e altri temi, deve essere sostenuto da tutti i Paesi dell’euro insieme, non devono esserci contraddizioni». Parole che fanno il paio con quel «keeping us united» che Draghi aveva pronunciato lunedì a Bruxelles al Parlamento europeo. Eccolo il patto di Francoforte Merkel-Draghi per tenere insieme l’euro e l’Europa in temi di burrasca, uscito da un vertice che sigla l’accordo tutto strategico dopo i ripetuti attacchi tedeschi alla Bce. Fonti vicine alla Cancelliera parlano di uno scambio di opinioni come ce ne sono tanti tra i due, in realtà segna un passaggio importante sul piano politico.

Al centro dei colloqui, durati un paio di ore, la situazione nell’Eurozona, il riemergere delle difficoltà della Grecia e il ruolo del Fondo monetario, ma anche le tentazioni protezionistiche della nuova amministrazione Usa e agli attacchi di Trump agli squilibri del modello tedesco (proprio ieri l’Ufficio federale di statistica ha comunicato che il surplus commerciale della Germania ha toccato nel 2016 il valore record di 252,9 miliardi di euro). Un patto preceduto da importanti aperture di Berlino: prima il no del presidente della Bundesbank Jens Weidmann a una brusca frenata della politica monetaria espansiva, poi le parole del ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble che, in un talk show della tv pubblica tedesca, mercoledì sera si era pronunciato a favore di un’«uscita cauta» dalla politica accomodante «inusuale» della Bce, per evitare che si giunga «a grossi sconvolgimenti». E aveva spiegato con inedita chiarezza che la Germania trae «enormi vantaggi» dall’unione monetaria e dall’integrazione economica. «La Germania non ha, al pari degli altri, nessun interesse a che si giunga a una situazione incontrollabile, per questo sono contento che la Bce stia provando a seguire una politica monetaria prudente e ponderata con cura», aveva affermato Schäuble.

Il no di Merkel all’euro a due velocità va letto anche alla luce di un’altra frase del suo ministro delle Finanze: se Marine Le Pen dovesse vincere le presidenziali francesi e mantenere le sue promesse, aveva notato Schäuble, allora la Ue e l’Eurozona come la conosciamo oggi sarebbe «alla fine, ma non sarebbe morta: ci sarà un nuovo tentativo» e la moneta unica verrebbe condivisa da quei Paesi che sono pronti a rispettare le regole comuni. Tuttavia «ciò comporterà modifiche sostanziali». La cancelliera ha chiarito di non volere club esclusivi nella Ue: «tutto quello che viene fatto nella Ue sul fronte della cooperazione rafforzata oppure di ulteriori passi per l’integrazione deve essere aperto a tutti». Non è possibile insomma che un paio di Stati decidano di intraprendere qualcosa escludendo gli altri, «bensì bisogna fare un’offerta a tutti, ma se qualcuno non vuole intraprendere questo passo comune, come ad esempio la Danimarca sulla politica della giustizia, ciò deve essere possibile».

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vivicentro/Patto Merkel-Draghi per l’euro: nessuna doppia velocità
lastampa/Merkel-Draghi: “Niente serie A e B, l’Eurozona deve restare unita” ALESSANDRO ALVIANI

Ferrara su Sarri: “Lavoro eccellente, è il più europeo del campionato

Le sue parole

Ciro Ferrara, allenatore del Wuhan Zall ed ex calciatore del Napoli e della Juventus, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport:

Il Napoli?

“Sarri mi piace tantissimo. Ha fatto un lavoro eccellente, dimostrando di essere bravissimo soprattutto in due situazioni. All’inizio dello scorso campionato, quando capì che con le caratteristiche dei suoi giocatori, schierarsi col trequartista non era la cosa migliore. E poi in questa, quando ha cambiato movimenti e tipo di giocate per supplire all’assenza di Higuain. E i risultati sono lì a dargli ragione. Oggi gioca un bellissimo calcio ed è la squadra più europea, come mentalità, della A”.

Ma ora c’è il Real da affrontare.

“Che il mio amico Zidane ha già italianizzato, trovando i giusti equilibri per la fase difensiva. Al Bernabeu i blancos faranno la partita, non c’è dubbio, ma se lasceranno troppi metri alle ripartenze del Napoli, allora ci sarà da divertirsi. Sono convinto che Zizou sarà ancora più… italiano in questa sfida che non vedo così sbilanciata. Secondo me due uomini saranno fondamentali per gli azzurri, non solo tecnicamente: Callejon, abilissimo negli spazi, e Albiol per la fase difensiva. Entrambi, avendo giocato nel Real, possono far capire ai compagni cosa sia il “miedo escenico”, per superare tensioni e paure di una grande partita. E poi un po’ in Albiol mi rivedo, come difensore. Con Raul mi posso permettere anche una confidenza: “Gioca bene e porta avanti il Napoli, se no ti caccio da casa”, visto che è mio inquilino a Posillipo…”.

Analizzando l’avversario – Napoli in cerca di conferme contro il Genoa

Analizzando l’avversario – Napoli in cerca di conferme contro il Genoa

La sfida importante con il Real Madrid è alle porte, l’ultima sfida prima della trasferta spagnola è contro i genoani, in un momento non proprio stellare. I rossoblu infatti non vincono da nove giornate di campionato, dal 27 novembre contro la Juventus, da allora sono arrivate anche sconfitte pesanti come quella contro il Palermo e quella contro il Cagliari. Questo periodo ha infatti visto il Genoa scivolare sempre più giù in classifica, attualmente al sedicesimo posto a soli undici punti dalla zona retrocessione. Questo periodo negativo è dovuto anche all’infortunio di Mattia Perin, che ha condizionato le prestazioni e il morale della squadra. L’uomo più pericoloso è sicuramente Simeone, el cholito al suo primo anno di Serie A ha già dimostrato di essere all’altezza, ha ammutolito i più scettici segnando dieci gol.

Il Genoa scenderà in campo al San Paolo con il seguente   3-4-3: Lamanna, Burdisso, Munoz, Gentiletti, Edenilson, Cataldi, Hiljemark, Laxalt, Pandev, Simeone, Palladino.

L’anno scorso la partita si concluse con un emozionante 3-1.

a cura di Andrea Bosco

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Rinnovo Insigne, incontro col Napoli la prossima settimana

Rinnovo Insigne, incontro col Napoli la prossima settimana

Secondo l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport con Lorenzo Insigne si potrebbe ripetere la storia potrebbe di Cannavaro, anche se di addio per ora non se parla: “Lorenzo non digerisce il fatto che molti dei mugugni che lo accompagnano dipendono della trattativa per il rinnovo di contratto che deve essere ancora definito. La prossima settimana ci sarà un incontro tra le parti ed all’orizzonte, finalmente, si intravede una schiarita”.

Il Tempo insiste: “Sarri-Juve, incontro svelato da un dirigente di un club del nord Italia!”

Il Tempo insiste: “Sarri-Juve, incontro svelato da un dirigente di un club del nord Italia!”

“Un giornale ha scritto che mi sono incontrato con la Juve, ma ho già contattato il mio avvocato. E’ una notizia falsa, farò causa a questo giornale”. Nella giornata di ieri, in conferenza stampa, l’allenatore del Napoli Maurizio Sarri ha risposto così alla notizia lanciata da Il Tempo.

La replica del quotidiano non si è fatta attendere:

“La smentita era scontata. Perché la sola idea di vederlo seduto sulla panchina della Juventus il prossimo anno ha messo in subbuglio i tifosi napoletani, com’è normale che sia, dopo il «tradimento» di Higuain dell’estate passata.

1) La notizia dell’incontro tra Sarri e la Juve è giunta alla nostra redazione una settimana fa e poi verificata con la necessaria accurarezza nei giorni successivi;

2) Che l’appuntamento SarriJuve sia effettivamente avvenuto lo ha svelato un dirigente di un importante club del nord Italia (non della Juve) durante una cena a Milano davanti a diversi interlocutori;

3) Lo stesso Sarri, come chiunque faccia l’allenatore a certi livelli e nella piena legittimità, due estati fa ha parlato piu volte, con tanto di scambio di email, con un dirigente della Roma prima di accettare la proposta del Napoli

Non ci troviamo nulla di scandaloso se un tecnico, che fino a due anni fa allenava l’Empoli, accetti di parlare con una società così quotata. Ma questo non significa, come abbiamo già scritto ieri, che sarà lui il prossimo coach bianconero. Anzi, sarà molto difficile: servirebbe infatti l’ok, tutt’altro che scontato, di De Laurentiis per liberare Sarri dal contratto fino al 2020 firmato appena pochi mesi fa con il Napoli. Ecco perché la Juve non si è fermata a quel colloquio e sta valutando altri candidati, compresi Spalletti e Paulo Sousa

Ancelotti sul Napoli: “Chi fa sette gol in trasferta in A è fortissimo! Per il Real non sarà facile”

Le sue parole

Carlo Ancelotti, allenatore del Bayern Monaco, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport:

Lei parla di un nuovo equilibrio e in questa prospettiva il Napoli può essere la grande novità? 

“Il Napoli non mi sorprende, lo sto seguendo e vedo che gioca molto bene. Quello che sorprende, semmai, è che sia riuscito a mantenere la sua straordinaria qualità offensiva anche senza il suo giocatore più importante, Milik. Ma rientra adesso?”. 

E’ tornato in panchina a Bologna, ora tutto è nella mente di Sarri. A proposito, ha visto il 7-1 di Bologna? 

“Ho visto i gol. Una squadra che in trasferta, nel campionato italiano, fa 7 gol vuol dire che è fortissima”. 

Azzurri e merengues, il gioco contro i giocatori, o meglio, il gioco stupendo contro i giocatori stupendi. 

“Posso dirle questo: giocare contro il Real Madrid è sempre difficile, ma anche giocare contro questo Napoli non è facile”.

Paolo Russo: “L’Unicusano Fondi non ha mai perso contro le big”

Paolo Russo responsabile dell’ufficio stampa dell’Unicusano Fondi ci parla della squadra laziale

Nel corso della trasmissione radiofonica di ViviRadioWeb, “Il Pungiglione Stabiese” abbiamo avuto come ospite telefonico Paolo Russo responsabile dell’ufficio stampa dell’Unicusano Fondi che ci ha presentato la squadra laziale in vista della partita con le vespe.

La Juve Stabia si appresta ad affrontare l’Unicusano Fondi, gara che diventa di vitale importanza. La società ha indetto il silenzio dopo aver raccolto un solo punto nelle ultime tre partite. Gara importante anche per il Fondi che con i suoi 34 punti farà il possibile pur di portare punti a casa per risalire quanto più in alto in classifica, qual’è il tuo pensiero?:

In effetti il silenzio stampa non è mai bello ma è anche la spia di un momento non facile, del resto la Juve Stabia in questa 2017 non è riuscita ancora a vincere. Proprio di questo ne parlavamo sabato scorso in sala stampa dopo il match contro il Melfi, in quanto siamo consapevoli di affrontare, sabato sera al Romeo Menti, una Juve Stabia avvelenata e ancor di più motivata . L’Unicusano Fondi dal canto suo ha vinto contro il Melfi, era una partita da vincere contro una formazione decisamente alla portata, e di fatti la squadra si è fatta valere nei 90 minuti. Vittoria importante dopo avere ottenuto due pareggi in precedenza contro l’Akragas e prima ancora contro il Catania. L’obiettivo è quello di consolidarsi in zona play-off. Fino a questo momento la squadra è sempre stata nella parte medio alta della classifica, e poi anche alla luce degli interventi fatti nel mercato di gennaio l’obiettivo è quello di ottenere la miglior posizione possibile, in vista della seconda fase che darà la possibilità di giocare in casa la gara del primo turno dei play-off.

Il Fondi è una terribile matricola, squadra che è posizionata nella zona centrale della classifica. All’andata la gara terminò 2-2. A fine gara non mancarono le polemiche dovute al pareggio della Juve Stabia in extremis, contro un Unicusano Fondi che dimostrò di potersela giocare ad alti livelli. Ci puoi dare un quadro generale, e soprattutto che Fondi troveremo rispetto al girone d’andata?

Rispetto al girone d’andata le novità sono scaturite dal mercato invernale con l’ arrivo di Luca Giannone ex Casertana che tra l’altro sabato è andato già a segno contro il Melfi, e dal centravanti Giuseppe Gambino che ha iniziato la stagione con il Cosenza, ma non ha giocato contro i lucani, perchè fermo ai box per influenza. Se le condizioni lo permetteranno credo che domani sera sarà regolarmente in campo. È andato via il difensore centrale Fissore, che però all’andata non giocò contro la Juve Stabia, quella gara fu ricordata anche per il grave infortunio accorso a Giuseppe Mucciante che adesso sta recuperando solo in questa settimana dall’infortunio accidentale che ha subito al ginocchio proprio contro le vespe. Inoltre a centro della difesa è arrivato Daniele Marino dall’ Akragas che ha già totalizzato adesso tre presenze, e sicuramente è un difensore di un certo spessore. La volontà è quella di confermarsi come squadra su buoni livelli, se andiamo a vedere paradossalmente contro le prime 5 della classifica i rossoblù non hanno mai perso. Le cose sono andate peggio contro le squadre di medio-bassa caratura e sotto questo aspetto Sandro Pochesci con i suoi calciatori temevano la partita contro il Melfi perché magari era un avversario considerato semplice e facile da essere sottovalutato. Contro la Juve Stabia il Fondi è consapevole di non aver nulla da perdere, lo stesso allenatore l’ha sottolineato sabato sera che non teme la squadra campana.

Quale modulo potremmo vedere in campo contro la Juve Stabia? Qualche news in merito alla probabile formazione?

Il tecnico solitamente adotta un 4-3-3 che poi può variare a seconda delle situazioni. Sabato scorso ad esempio dopo che il Melfi rimase in dieci il tecnico propose il 4-2-3-1. Penso che comunque confermerà il 4-3-3 con Gambino che dovrebbe giocare al centro dell’attacco, ad affiancare Diego Albadoro, l’ex di turno che è rientrato appena sabato scorso dopo un lungo infortunio. Per quanto riguarda gli esterni sono pronti a giocare Calderini, Giannone e Tiscione in caso dovesse puntare ad un attacco a tre. Per il resto credo che la formazione non dovrebbe discostarsi di molto rispetto a quello che abbiamo visto nelle ultime uscite.

L’obiettivo fino adesso è stato rispettato? La società è contenta dell’andamento della squadra o si voleva qualcosa in più? A Fondi sono arrivati calciatori importanti per la categoria, anche alla luce degli investimenti importanti effettuati a gennaio:

Da neopromossa, in estate la società si è voluto avvicinare in punta di piedi ad un campionato che si annunciava difficilissimo con la presenza di grandi società. Poi man mano, visto che sul campo la squadra è risultata competitiva, adesso l’obiettivo è quello di confermarsi in zona play-off, e anzi c’è qualche rammarico per aver perso qualche punto contro squadre di media bassa classifica che probabilmente avrebbe potuto dare una classifica migliore, a ridosso delle prime 4 in classifica che di sicuro fino adesso hanno dimostrato di avere qualcosa in più rispetto a tutte le altre. Nel lungo periodo, l’obiettivo della proprietà dell’Unicusano Fondi proverà poi l’assalto alla serie B. Si guarda lontano e chissà magari con certe scelte messe a segno già in questa finestra di calciomercato invernale non possa essere una squadra sulla quale lavorare nel corso di questi tre quattro mesi che restano, per prepararsi ad un campionato importante l’anno prossimo.

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Festival di Sanremo: nel giorno delle cover, ecco la Grande Insalata Mista

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Sanremo. E finalmente alla terza serata si ascoltarono delle belle canzoni: infatti, non sono quelle del Festival. Si sa: il giovedì, a Sanremo, è il giorno delle «cover», con i concorrenti che interpretano, e talvolta straziano, i classici della canzoniere nazionale. Ecco il racconto di Alberto Mattioli, inviato de La Stampa

Bambini, cori, comici: al Festival di Sanremo c’è posto per tutti

Nel giorno delle cover, ecco la Grande Insalata Mista

E finalmente alla terza serata si ascoltarono delle belle canzoni: infatti, non sono quelle del Festival. Si sa: il giovedì, a Sanremo, è il giorno delle «cover», con i concorrenti che interpretano, e talvolta straziano, i classici della canzoniere nazionale. Per fortuna: finora la musica migliore ascoltata in loco era il Te Deum di Charpentier della sigla all’Eurovisione. Peccato solo che all’Ariston l’intonazione sia per molti sconosciuta, ma Amara terra mia di Modugno cantata da Ermal Meta ha strappato alla sala stampa due applausi a scena e falsetto aperti.

Per il resto, il Sanremone di Conti-De Filippi continua a scorrere impeccabile e implacabile. E anche interminabile: la durata ormai è degna dei Baudo più alluvionali, chissà l’invidia da lassù di quell’altro mago della sintesi di Wagner. L’Abbronzatissimo è di un’efficienza mostruosa: mai un’esitazione, un’incertezza o una papera, e dire che sarebbe l’unico modo di rendere divertenti le scempiaggini degli autori. A questo punto, però, anche «Maria» (sempre solo così, basta la parola) si aggira per il famigerato palco emozionale ed emozionante dell’Ariston come se fosse nel tinello di casa sua, bravissima a spiegare i casi umani e/o edificanti proposti al pubblico. Insomma, Carlo & Maria sono due veri professionisti. Il resto è davvero solo letteratura, e nemmeno della migliore.

Gli ascolti confermano. La seconda serata ha fatto uno share medio del 46,58%, in calo fisiologico rispetto al favoloso 50 e rotti della prima. Successe anche con il Conti I, nel ‘15, non al Conti II dell’anno scorso, che infatti fu considerato l’eccezione che conferma la regola. Fonti Rai fanno notare che mercoledì era l’ultima serata di cinema a 2 euro. Come biasimare allora chi ha scelto la libertà: ci sono più battute buone in cinque minuti di La La Land che in cinque giorni di Sanremo. Sempre a proposito di voci, si continua a parlare di un clamoroso passaggio di Conti da mamma Rai a matrigna Mediaset: lui smentisce, la Tivù di Stato pure, quella di Berlusconi no, chi vivrà vedrà.

Tornando a ieri sera, cover a parte, la formula resta quella, la Grande Insalata Mista. C’è posto per tutti, come nella Dc di una volta (la Rai è costituzionalmente democristiana). Il Coro dell’Antoniano di Bologna, con i 44 gatti regolamentari. L’ostetrica novantaduenne che dal 1945 ha fatto nascere 7.642 bambini, e insiste. L’Orchestra dei Reciclados, che non è la banda dell’Ncd come si potrebbe pensare, ma un complesso paraguayano che suona su strumenti fatti con i rifiuti. Il solito Crozza, stavolta nei panni bianchi di Papa Francesco, che «copre» il Festival sul fronte un po’ sguarnito della risata intelligente e «di sinistra».

Non basta? Beccatevi LP (non è un disco ma una cantautrice americana bravissima), Annabelle Belmondo e Anouchka Delon, rispettivamente nipote e figlia di (non pervenuti eventuali altri meriti), Alessandro Gassman e Marco Giallini per fare un po’ di promozione, Luca e Paolo per fare un po’ ridere, o almeno provarci. Ma la vera ospitata importante è quella di Mika che regala anche un omaggio a George Michael, e qui francamente ci voleva un collegamento con casa Adinolfi per vedere la faccia. Ah, per l’appassionante gara dei «gggiovani», bocciati Tommaso Pini (era quello vestito da Cappellaio Matto di Alice nel paese delle meraviglie) e Valeria Farinacci, promossi Maldestro e Lele. Il non meno appassionante ballottaggio fra i sei sedicenti «big» a rischio eliminazione si è concluso con quelle delle due coppie, Nesli & Alice Paba e Raige & Giulia Luzi. Ce ne faremo una ragione.

vivicentro.it/spettacolo
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lastampa/Bambini, cori, comici: al Festival di Sanremo c’è posto per tutti ALBERTO MATTIOLI – INVIATO A SANREMO

L’ Orda Azzurra, Iezzo: “Real Madrid? Servirà essere perfetti ma sarebbe un errore pensarci domani”

Gennaro Iezzo, ex portiere del Napoli, è intervenuto a L’ Orda Azzurra in onda sulle frequenze di ViVi Radio Web, la radio ufficiale di Vivicentro.it.

Sembra strano vedere il Napoli senza Callejon?
“Non vedere in campo Callejon è di sicuro una cosa rara. Al di là del discorso della sua presenza, quello che mancherà è l’ automatismo che riesce a dare in entrambe le fasi. Questo Napoli, però, ci fa ben sperare dopo la bella gara di Bologna”.
Giaccherini al posto dello spagnolo o Pavoletti al centro dell’ attacco?
“Siamo tutti curiosi di vedere chi prenderà il posto di Callejon. Giaccherini è il sostituto naturale per Sarri. Io vedrei bene anche Zielinski e lo stesso Rog in quella posizione, credo che il tecnico non voglia stravolgere  l’ assetto”.
Sarri ritiene Rog una mezzala, può diventare un esterno?
“A Bologna, nei pochi minuti in cui ha giocato, mi è piaciuto tanto da esterno. E’ normale che l’ allenatore vuole avere due giocatori per ruolo e lo vede da centrocampista. A mio avviso ha le qualità per ricoprire più di un ruolo”.
Testa al Genoa, ma quanto pesa la sfida con il Real Madrid nella testa dei calciatori?
“Credo che i ragazzi un pensierino a questa sfida alla fine lo fanno tutti giorni ma hanno anche raggiunto una certa esperienza per pensare partita dopo partita. Sarebbe un grandissimo errore pensare al Real domani. Il Genoa, nonostante un periodo non proprio brillante, ha un grandissimo allenatore. La curiosità è quella di capire con quale mentalità si presenterà la squadra ligure. In questo campionato ha sempre giocato a viso aperto ma contro questo Napoli è un grande rischio. La partita di Bologna ne è una riprova”.
Che cosa troverà il Napoli a Madrid?
“Il Napoli deve fare il suo calcio in virtù di un avversario che gioca e concede spazi. Sarà fondamentale la fase di non possesso, sono gare in cui non puoi sbagliare nulla. Quando affronti una squadra di campioni devi essere perfetto per avere qualche speranza. In fase di possesso gli azzurri hanno dimostrato di potersela giocare con chiunque”.
Mertens o Pavoletti al Bernabéu?
“Penso che verrà proposto il tridente tipo. Tra l’ altro sarebbe un errore fare grossi cambiamenti perché ormai lì davanti si trovano a memoria”.

Patrizia Esposito