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FOTO ViViCentro – Il racconto in scatti di Napoli-Fiorentina

FOTO ViViCentro – Il racconto in scatti di Napoli-Fiorentina

Il Napoli ha battuto per 1-0 la Fiorentina in coppa Italia e accede così alla semifinale. E’ bastato un gol di Callejon, ma Vivicentro.it vi mostra il racconto in scatti grazie al nostro fotografo, Giovann Somma.

Clicca sulle foto per ingrandirle

 

Juve Stabia, il settore giovanile si stringe nel dolore della famiglia Strianese

Juve Stabia, il settore giovanile si stringe nel dolore della famiglia Strianese

L’intero settore giovanile della Juve Stabia, dal presidente Andrea De Lucia, al direttore Alberico Turi e al responsabile Saby Mainolfi, nonchè gli staff e le squadre e la Berretti tutta si stringono nel dolore della famiglia Strianese e abbracciano calorosamente il proprio calciatore Domenico Strianese per la perdita del caro nonno.

Anche la redazione di Vivicentro.it fa le più sentite condoglianze alla famiglia Strianese.

 

Elicottero del 118 precipitato a Campo Felice, 6 vittime e nessun sopravvissuto

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Ancora una tragedia della neve: 6 morti e nessun sopravvissuto a Campo Felice. Identificate le vittime

Sono state identificate le 6 vittime della tragedia avvenuta ieri mattina a Campo Felice, l’altopiano carsico situato in Abruzzo, in provincia dell’Aquila, tra i territori dei comuni di Lucoli e Rocca di Cambio, sul Gran Sasso.

L’elicottero del 118 è precipitato nella mattinata di martedì intorno alle 12.15 dopo aver soccorso uno sciatore che si era infortunato e stava per condurlo al più vicino ospedale de l’Aquila. Lo sventurato sciatore cinquantenne, Ettore Palanca, si era fratturato gli arti  mentre sciava ed era il maître dell’Hotel Rome Cavalieri di Roma.

Sono deceduti tutti i soccorritori, non c’è stata speranza per nessuno dei 6 che occupavano l’elicottero del soccorso, né per il pilota  Gianmarco Zavoli né per il medico rianimatore del 118 Asl dell’Aquila Walter Bucci, di 57 anni. Erano presenti anche il tecnico dell’elisoccorso del soccorso alpino nonché consigliere comunale di Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila), Davide De Carolis, l’ infermiere Giuseppe Serpetti e il  verricellista Mario Matrella. Bucci e De Carolis il 18 gennaio scorso erano stati a Rigopiano per prestare soccorso ai superstiti sepolti sotto la slavina.

Nessuna violazione del protocollo, come afferma il responsabile del 118 e dell’elisoccorso de L’Aquila, Gino Bianchi, infatti in quella particolare circostanza il soccorso poteva essere effettuato solo con un elicottero dotato di verricello. Uno dei posti più incantevoli del Gran Sasso, una località sciistica considerata il Paradiso degli sciatori, si è trasformato in un luogo di dolore per una tragica fatalità.

di Maria D’Auria

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Tragedia di Rigopiano: scende a 5 il numero dei dispersi. Il dolore e le inchieste

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Tragedia di Rigopiano tra rabbia e dolore. Vittime e inchieste di un disastro che si poteva evitare

Farindola – Sale a 24 il numero ufficiale delle vittime estratte dalle macerie dell’albergo di Rigopiano, l’ultimo corpo recuperato dai Vigili del fuoco stamattina, verso le 9.30, è quello di una donna.

Mancano ancora 5 superstiti all’appello ma, ora dopo ora, dopo una settimana di ricerche, si affievolisce la speranza di ritrovarli in vita. La Protezione Civile insieme a tutti le altre unità di soccorso, continuano senza sosta a scavare tra le macerie e la neve, in quel che resta di quell’albergo che sorgeva “sul picco della montagna”, a 1200 metri sopra Farindola.

E dopo la tragedia, dopo la conta dei sopravvissuti (11), dei morti accertati (24) e dei superstiti (5), si fa spazio alle riflessioni, alle accuse, alla rabbia e alle indagini che procedono con maggior determinazione in più direzioni: si parte dalle informazioni sull’isolamento dell’albergo dalle 7 .00 del mattino di quel maledetto 18 gennaio, allarme praticamente ignorato nonostante la Provincia fosse a conoscenza che per raggiungere la struttura occorresse una turbina. Il grido d’aiuto lanciato dall’hotel Rigopiano è stato sottovalutato, l’allarme lanciato subito dopo la violenta slavina che travolgeva l’albergo, all’inizio è stato perfino smentito dall’operatrice di turno della prefettura.

La Procura di Pescara ha aperto un fascicolo d’inchiesta per disastro e omicidio plurimo colposo: tutte le mail inviate prima della tragedia e tutte le telefonate di aiuto pervenute da Farindola all’operatrice della prefettura, comprese quelle del signor Marcella (avvisato dal primo ospite dell’albergo scampato miracolosamente alla tragedia) sono al vaglio degli inquirenti.

Un’indagine che cerca un colpevole, che cerca la verità su un disastro che forse si poteva evitare: anche se non si poteva fare nulla per impedire che quell’albergo venisse violentemente travolto, si poteva però intervenire in tempo affinché quel resort venisse sepolto vuoto, cioè dopo aver portato via tutti gli ospiti e i dipendenti che chiedevano di lasciare la struttura già dopo la prima scossa di quella mattina avvertita alle 10.25.

Sulla bacheca della pagina face book dell’Hotel Rigopiano, rimane l’ultimo messaggio delle ore 9.00: “Causa maltempo le linee telefoniche sono fuori servizio! Vi invitiamo a contattarci all’indirizzo email…”, ignari del dolore che si sarebbe abbattuto in quel pomeriggio di terrore.

L’Ansa pubblica la prima mail inviata dal direttore del resort, Bruno Di Tommaso, a tutte le autorità: una richiesta di aiuto dettagliata, purtroppo ignorata.

Di seguito riportiamo il testo completo della mail. 

 “Vi comunichiamo che a causa degli ultimi eventi la situazione è diventata preoccupante. In contrada Rigopiano ci sono circa 2 metri di neve e nella nostra struttura al momento 12 camere occupate (oltre al personale). Il gasolio per alimentare il gruppo elettrogeno dovrebbe bastare fino a domani, data in cui ci auguriamo che il fornitore possa effettuare la consegna. I telefoni invece sono fuori servizio. I clienti sono terrorizzati dalle scosse sismiche e hanno deciso di restare all’aperto. Abbiamo cercato di fare il possibile per tranquillizzarli ma, non potendo ripartire a causa delle strade bloccate, sono disposti a trascorrere la notte in macchina. Con le pale e il nostro mezzo siamo riusciti a pulire il viale d’accesso, dal cancello fino alla Ss42. Consapevoli delle difficoltà generali, chiediamo di predisporre un intervento al riguardo. Certi della vostra comprensione, restiamo in attesa di un cenno di riscontro”.

Le altre indagini sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti vertono sullo studio della mappa Geomorfologica dei bacini idrografici della Regione Abruzzo risalenti al 1991, da questi documenti emergerebbe che Rigopiano sorge su “colate e accumuli di detriti preesistenti, compresi quelli da valanghe”, tutto ciò troverebbe riscontro anche nella mappa del Piano di Assetto Idrogeologico della Giunta Regionale del 2007.

In attesa di fare chiarezza sulle concause di un disastro “annunciato”, dall’ospedale di Pescara giungono buone notizie sulla condizione dei superstiti: i fidanzati estratti vivi dalle macerie venerdì notte, Vincenzo Forti e Giorgia Galassi, sono stati dimessi insieme a Giampiero Parete con la moglie e i suoi 2 bambini, Gianfilippo e Ludovica.

Gli altri 2 bambini,  Edoardo e Samuel, restano sotto osservazione ma sono in buone condizioni mentre l’ultimo estratto, Giampaolo Matrone, ha riportato ferite gravi al braccio destro per cui necessita di intervento chirurgico che verrà effettuato in giornata.

Di Maria D’Auria

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Prende quota l’ipotesi Neto per giugno

Prende quota l’ipotesi Neto per giugno

Come riporta Il Mattino, il Napoli sta lavorando per l’estate. Il primo sarebbe Miroslav Kacer, centrocampista classe 1996 dello Zilina. Sul ragazzo ci sarebbero anche Udinese e Torino. Ma non è tutto, Giuntoli guarda anche alla pista portiere. Prende quota l’ipotesi Neto dalla Juve così come l’interesse per Cragno. In lista rimane anche Perin nonostante il grave infortunio.

Contro il Palermo potrebbe essere convocato Milik

Contro il Palermo potrebbe essere convocato Milik

Secondo La Gazzetta dello Sport, finalmente Arek Milik potrebbe vedere la luce in fondo al tunnel per quanto riguarda il suo ritorno in campo nelle gare ufficiali. L’attaccante polacco che sta lavorando in gruppo a Castel Volturno per ritrovare la migliore condizione fisica dopo l’ok del professor Mariani, potrebbe essere convocato da Maurizio Sarri per la sfida contro il Palermo in programma domenica allo stadio San Paolo. Sarebbe davvero importante sul piano anche psicologico per Arek respirare l’atmosfera gara.

Il Napoli non vuole lasciare niente per strada, semifinale giusto

Il Napoli non vuole lasciare niente per strada, semifinale giusto

La Gazzetta dello Sport scrive sulla vittoria del Napoli contro la Fiorentina: “Il Napoli non vuole lasciare niente per strada. Un gol di Callejon, al suo decimo centro stagionale, regala alla squadra partenopea il posto nelle semifinali di Coppa Italia. E forse un’altra doppia sfida con la Juve del «nemico» Higuain. Finisce 1-0 ma i padroni di casa hanno all’attivo anche due traverse centrate su punizione da uno scatenato Insigne. Il migliore in campo. Sarri, in tribuna perché squalificato, regala la prima da titolare a Pavoletti. Sarà un caso ma il Napoli realizza il gol-qualificazione dopo l’ingresso in campo di Mertens e il ritorno all’attacco-fantasia. Il tridente giusto per corteggiare lo scudetto e per sfidare il Real in Champions. La Fiorentina esce a testa alta dal torneo. Il piccolo Chiesa supera un altro esame dimostrando grande maturità. Sotto tono, invece, l’altro Federico. Bernardeschi spostato nuovamente sulla fascia sinistra non è mai entrato in partita. Capita anche ai giovani di grande talento. Ma con la bocciatura di Tello la squadra viola avrebbe bisogno di rinforzi sulle corsie esterne. C’è ancora qualche giorno di mercato per trovare un nome interessante”.

Gabbiadini ha lasciato Napoli questa mattina per andare a Milano

Lo riporta l’edizione online de Il Mattino

Ieri è rimasto in panchina per tutto il match contro la Fiorentina, vedendo anche Pavoletti, ultimo arrivato, partire titolare in un match di Coppa Italia che poteva essere anche il suo ultimo saluto al pubblico napoletano. Poi, stamattina, la sveglia all’alba ed un aereo da prendere con direzione Milano. Manolo Gabbiadini ha lasciato Napoli prestissimo stamattina e, intercettato da un tifoso azzurro presente all’aeroporto di Fiumicino, non ha nascosto la sua partenza, pur non avendo ancora certezze sul proprio futuro: «Non so ancora dove andrò a giocare…». L’aereo per Milano, intanto, lo attende, così come lo attende il mercato: da scegliere la sua prossima destinazione, ma la valigia che lo porterà lontano da Napoli è già pronta.

Il caso Marra: la vicenda delle nomine

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Che cos’è il caso Marra

Il 16 dicembre Raffaele Marra, capo del personale del Comune e considerato molto vicino al sindaco, è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di corruzione. L’inchiesta riguarda l’acquisto di un immobile dell’Enasarco, l’ente di assistenza dei rappresentanti di commercio per il quale, secondo l’accusa, Marra avrebbe ricevuto una somma dal costruttore Sergio Scarpellini (anche lui finito in manette). All’epoca dei fatti, Marra era a capo del Dipartimento politiche abitative del comune di Roma durante la giunta di centrodestra guidata da Gianni Alemanno.

La vicenda delle nomine

Virginia Raggi a ottobre 2016 vara la rotazione di 40 dirigenti comunali in ossequio alle direttive anti corruzione, la procedura scelta è quella dell’interpello. Il 9 novembre scorso la sindaca firma l’ordinanza in cui assegna i singoli ruoli: Raffaele Marra rimane al Personale, incarico che ricopre da agosto, mentre il fratello Renato viene promosso dalla Polizia Locale alla guida della Direzione Turismo. Una nomina fatta dopo aver sentito gli uffici del Personale come previsto dalla prassi amministrativa. Ma il codice di comportamento del Campidoglio prescrive all’articolo 10 che: “Il dipendente si astiene dal partecipare all’adozione di decisioni che possano coinvolgere interessi propri, o di suoi parenti e affini entro il secondo grado”. E’ in questo passaggio che maturerebbe la possibile ipotesi di reato. Quanto al curriculum di Renato Marra: ha 47 anni e un percorso professionale quasi identico a quello del fratello Raffaele. Hanno entrambi la doppia laurea in Giurisprudenza ed Economia, e tutti e due hanno lavorato a lungo nella Guardia di Finanza. Dopo venti anni tra i baschi verdi, nel 2010 Renato ha vinto il concorso come dirigente dei Vigili: il primo incarico e’ stato il comando di un gruppo territoriale municipale, poi e’ passato alla guida di quello sulla Sicurezza Sociale. Nelle scorse settimane la Raggi aveva revocato in autotutela la sua nomina al Turismo.In un retroscena, Repubblica a dicembre ha ricostruito tutte le volte che la Raggi ha difeso Marra, fino ad attribuirsi la promozione del fratello del capo del personale, Renato, contro cui aveva puntato il dito il sindacato dei dirigenti regionali. Il 9 novembre Marra – si legge in un esposto – “avrebbe dovuto astenersi dal controfirmare la delibera che ricolloca Renatogià vicecomandante dei vigili, alla neonata direzione Turismo del Comune con annesso aumento di stipendio (di 20.000 euro). Un atto delicatissimo, potenzialmente foriero di grane, che adesso Raggi si intesta in toto in una memoria difensiva firmata dal responsabile anticorruzione del Campidoglio Maria Rosa Turchi e inviata all’Anac” il 12 novembre.

Virginia Raggi indagata per abuso d’ufficio e falso in atto pubblico per la nomina del fratello di Marra

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La sindaca di Roma Virginia Raggi è indagata per la nomina del fratello di Marra. L’accusa è “abuso d’ufficio e falso”. Lei precisa di aver “informato Grillo” e si dice “serena”. Intanto nel Movimento cresce la tensione con il leader e Davide Casaleggio che dettano i codici di comportamento e avvertono: “Siamo sotto attacco, chi parla fuori dalla linea non sarà ricandidato”. A rischio ci sono 70 parlamentari.

ROMA – La sindaca di Roma Virginia Raggi è indagata per abuso d’ufficio e falso  nell’ambito dell’inchiesta condotta dal pm Francesco dall’Olio e dal procuratore aggiunto Paolo Ielo relativa alla nomina a capo del Dipartimento turismo del Campidoglio di Renato Marra, fratello di Raffaele, ex capo del personale del Comune poi arrestato. La prossima settimana sarà sentita dai magistrati.

E’ la stessa Raggi ad anticipare su Facebook la sua posizione:

“Oggi mi è giunto un invito a comparire dalla Procura di Roma nell’ambito della vicenda relativa alla nomina di Renato Marra a direttore del dipartimento Turismo che, come è noto, è già stata revocata. Ho informato Beppe Grillo e adempiuto al dovere di informazione previsto dal Codice di comportamento del MoVimento 5 Stelle”

Ed aggiunge:

“Ho avvisato i consiglieri di maggioranza e i membri della giunta e, nella massima trasparenza che contraddistingue l’operato del M5S, ora avviso tutti i cittadini. Sono molto serena, ho completa fiducia nella magistratura, come sempre. Siamo pronti a dare ogni chiarimento”

LEGGI ANCHE : IL CASO MARRA

L’America di Donald Trump riparte dai motori

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump incontra i vertici di Fca, General Motors e Ford alla Casa Bianca, assicura agevolazioni fiscali e semplificazione delle regole in cambio di posti di lavoro: “L’America è più ospitale – spiega -, costruite nuove fabbriche e venite a produrre qui”. La strategia del tycoon è partire dall’auto per estendere il modello a tutta l’economia. Come spiega Francesco Guerrera “anche Obama iniziò la ricostruzione dell’economia” dai motori e questo perché le auto sono “l’essenza di un Paese che non sta mai fermo, che fa della mobilità, sociale e fisica, la sua raison d’être”.

La strategia di Trump: applicare il modello Detroit per creare lavoro e affari

Parte dall’industria dell’auto per indicare la linea futura dell’economia: nessuna sanzione a chi ha delocalizzato, ora aiuti per attirare business. Oggi la stretta sugli immigrati e l’annuncio del muro.

Il Presidente si è alzato in piedi, per scostare la poltrona dal tavolo e aiutare la signora Mary Barra a sedersi alla sua destra. Quindi ha invitato Sergio Marchionne a prendere il posto alla sua sinistra, e come se fosse stata una riunione di condominio, ha sollecitato gli invitati a presentarsi. Cominciando con se stesso: «Buongiorno, io sono Donald Trump».

Indossava una cravatta azzurra, che nel lessico degli esperti di immagine è meno aggressiva di quella rossa preferita durante i comizi infuocati, e tutta la sua mimica corporea aveva lo scopo di comunicare cortesia. Un uomo d’affari che si rivolge a dei colleghi, perché capisce meglio di chiunque altro le loro esigenze. In sostanza la volontà di siglare la tregua, dopo i toni forti della campagna elettorale e dei tweet, e concordare un nuovo patto per la crescita e l’occupazione negli Stati Uniti. Perché la riunione convocata ieri alla Casa Bianca, per fare colazione con i leader del settore automobilistico, andava in realtà molto più avanti della sua agenda di giornata. È stata l’enunciazione della strategia che il nuovo Presidente intende usare per «rifare grande l’America». Chiedere a tutte le aziende, americane e straniere, di tornare a produrre negli Usa, in cambio della creazione di un clima più favorevole all’impresa.

Durante la campagna elettorale, Trump aveva promesso di imporre dazi del 35% contro le compagnie che vanno a costruire all’estero, per poi riattraversare il confine e vendere le loro merci. Questa minaccia è ancora sul tavolo, e l’ha ripetuta lunedì, ma ieri è andato oltre, indicando la strada per evitare lo scontro. Lui vuole che le aziende americane tornino a produrre negli Stati Uniti, perché pensa che il successo della sua presidenza si giocherà soprattutto sull’economia e l’occupazione. Spera però che tornino di loro volontà, non per decreto, quando scopriranno le condizioni favorevoli create dalla sua amministrazione.

Trump ha cominciato l’offensiva con il settore automobilistico per due ragioni: primo perché è grande, visibile e ha numeri molto significativi per il lavoro; secondo, perché è basato negli stati della «Rust Belt», come Michigan e Ohio, che hanno determinato la sua vittoria, e quindi gli consente di ricompensare subito i propri elettori. Il patto proposto chiede di riportare la produzione negli Usa, in cambio di concessioni fiscali e alleggerimenti delle regole. In particolare le misure ambientaliste, come quella sulle emissioni e i consumi imposta dall’amministrazione Obama, che richiede di arrivare a percorrere 54 miglia con un gallone di carburante entro il 2025. Il Presidente ha detto che è pronto a rivedere questi obblighi, pensando che simili concessioni spingeranno le aziende a investire in America, perché bilanceranno la perdita dei vantaggi che venivano dalla possibilità di produrre in Paesi dove il costo del lavoro è molto più basso.

Un problema serio riguarda gli stabilimenti già funzionanti in Messico, dove non si costruiscono solo macchine da rivendere negli Usa, ma anche motori e parti utilizzate poi per assemblare le auto nelle fabbriche del Michigan. La sensazione è che Trump non abbia dato una valenza retroattiva alla sua richiesta, difficilmente sostenibile se le case automobilistiche dovessero chiudere le strutture già esistenti e trasferirle oltre confine. Piuttosto ha indicato un percorso per il futuro, che ora potrà essere valutato nei dettagli, sapendo cosa chiede e cosa concede in cambio.

Il discorso di ieri però, e la gentilezza usata nei confronti degli uomini d’affari a cui si sente più affine, va oltre il settore dell’auto e gli stessi confini nazionali. Il Presidente ha cominciato con Detroit, perché è il simbolo dell’industria manifatturiera made in America, però si rivolgeva a tutti. Lui è convinto di capire il mondo del business meglio di chiunque altro, e quindi di sapere cosa va cambiato per attirare gli investimenti, non forzarli. Quando lo scopriranno, le imprese di ogni campo e di ogni Paese, dal digitale al settore aerospaziale, vorranno produrre negli Usa. I suoi critici pensano che non succederà, perché le forze della globalizzazione sono più potenti anche delle minacce protezionistiche, ma lui ci ha scommesso sopra la presidenza.

ESCLUSIVA-Gianni Improta: “Juve Stabia, acquisti importanti per la categoria. Il buon Manniello…”

L’intervento dell’ ex Presidente Gianni Improta al Pungiglione Stabiese

Nel corso della puntata de “Il Pungiglione Stabiese”, programma radiofonico a cura della nostra redazione di ViviRadioWeb abbiamo avuto come nostro ospite telefonico Gianni Improta ex Presidente Onorario della Juve Stabia. Tanti i temi che abbiamo trattato con il baronetto di Posillipo. In particolare abbiamo tracciato un bilancio di questo inizio di calciomercato, passando per le prospettive sul girone di ritorno.

Questi sono alcuni frammenti della lunga intervista concessaci:

Presidente ci manca un pò del suo stile nel club, non perché attualmente la Juve Stabia non ce l’abbia, ma in qualità della conoscenza che ha lei del mondo del calcio e della stima che tanti addetti ai lavori hanno di lei. Già dalla gara con il Monopoli ci sarebbe stata una maggiore attenzione riguardo le vespe da parte dell’arbitro:

Sì in effetti ero presente al Menti e onestamente dall’inizio ho avuto il sentore che non ci fosse tanto rispetto per la capolista, ma non perchè arbitrano premeditatamente, ma per un atteggiamento che assumono questi arbitri che vogliono diventare protagonisti e forse diciamo che ha concesso troppi falli al Monopoli per non prendere qualche decisioni in favore della Juve Stabia. Certamente sono dei segnali dove si capisce che magari conti poco nel “palazzo”, con questo non voglio dire che sia una colpa che attribuisco alla proprietà Manniello, assolutamente, ma sono atteggiamenti che sistematicamente negli anno si ripetono, e appunto, è stato proprio l’arbitraggio di Bassano, uno dei motivi che mi ha fatto un po’ allontanare dalla Juve Stabia.

Presidente, infatti ricollegandoci alla gara di Bassano, Serra di Torino che arbitrò quel match, adesso dirige in serie B e vanta anche una presenza in serie A:

Sì esatto. Adesso non vorrei che stessero assumendo un atteggiamento simile perché la Juve Stabia l’ho vista allo stadio giocare contro il Monopoli, oltre ad averla ammirata anche un po’ in altre circostanze in tv, posso dire che gioca veramente un bel calcio. Meriterebbe un po’ di più attenzione per quanto riguarda l’aspetto della gara. Penso che il Monopoli abbia concesso pochissimo per quanto riguarda gli spazi a disposizione ai ragazzi della Juve Stabia. Loro hanno giocato una gara dove gli stava bene portare a casa un punto e tra l’altr’anno ci sono riusciti e penso che se non ci fosse stata lo svarione di Liotti a fine primo tempo, sicuramente l’avrebbe spuntata. Sono sincero, ho visto che questa squadra pratica un bel calcio, forse ci sarebbe bisogno (e con questo non è un suggerimento che voglio dare a mister Fontana che tra l’altro è un mio allievo da sempre da quando lo scoprii dalle giovanili del Catanzaro) di velocizzare un pò l’azione e solo con qualche accorgimento, penso che la Juve Stabia possa dire la sua fino in fondo, ne sono convinto.

Presidente, lei da ex calciatore, come si fa a gestire “l’infortunio” accorso a Liotti, lei cosa direbbe al calciatore per fargli capire determinate logiche?:

In verità, c’è già chi lo fa abbastanza bene. Vedo l’impegno che hanno i ragazzi in campo e spesso vengo anche in settimana durante gli allenamenti, e da subito mi convinsi che la Juve Stabia poteva fare un gran bel campionato. Cosa c’è da dire ai ragazzi? Che ovviamente la maglia va onorata, è una maglia gloriosissima e per quanto riguarda il discorso dell’attaccamento devono dare di più di quello che hanno da dare e quando escono dal campo, se hanno dato il massimo, devono stare tranquilli, perchè i tifosi apprezzano l’impegno e non ci sarà nessuno che si permetterà di contestarli. Ovviamente nel momento in cui il pubblico stabiese vede qualche atteggiamento particolare, è normale che ci possono essere determinate critiche. Quindi massima serenità e tranquillità e dare tutto quello che possono dare attraverso i suggerimenti del loro tecnico. Non mi sostituisco assolutamente al tecnico perché è molto bravo e sono convinto che potrà arrivare in alto, fermo restando che ognuno di noi può avere dei lati negativi o dei difetti, e anche Fontana in sintonia con i ragazzi dovrà badare a correggere particolari difetti in corso d’opera.

Presidente per quanto riguarda il calciomercato, sono arrivati Cutolo, Matute, Santacroce e Paponi. La Juve Stabia sta facendo veramente sul serio. Finora sono stati fatti davvero tanti sforzi da parte del Presidente Manniello. Ci dica un suo giudizio riguardo la campagna acquisti che fino adesso a nostro parere è da nove in pagella, seppur ovviamente dovrà essere verificata sul terreno di gioco:

Certamente Manniello sta facendo degli sforzi sovrumani e questo è chiarissimo. E’ normale che a volte diventa difficile intervenire dove le cose vanno bene e si pensa di poterle portare avanti così poi magari ti accorgi che in qualche reparto c’è bisogno di qualche ricambio in più e vai ad intervenire.

Ho visto che in avanti c’è stata una mezza rivoluzione, però sono arrivati due calciatori importanti e lo stesso Cutolo da ampie garanzie. Si è vero sono arrivati calciatori di un certo livello, però è pur vero che chi stava prima con tutto il resto dell’organico stava facendo cose strabilianti, nel senso che la squadra comunque è stata prima in classifica e con questo va dato merito allo proprietà. al Direttore Logiudice, al Direttore Generale Clemente Filippi e a tutti coloro che lavorano dietro le quinte. I nuovi arrivati li annovero tra i calciatori importanti per la categoria, e ci auguriamo che riescano ad inserirsi tra i meccanismi che già funzionavano. E’ un punto interrogativo, ma certamente il mercato della Juve Stabia fin qui va elogiato.

Presidente, lei sabato è venuto a vedere la partita, si aspettava di vedere qualche tifoso in più allo stadio? Quest’anno, escludendo le gare contro Lecce e Foggia, purtroppo si registra sempre un numero basso di presenze allo stadio:

Sinceramente sì, però ci sono ovviamente delle attenuanti da non sottovalutare come il fatto che spesso e volentieri si gioca in orari particolari, in giorni dove la gente purtroppo è impossibilitata perchè lavora e purtroppo non ha modo di seguire. Non dobbiamo addossare la colpa a chi non era presente allo stadio, forse ci sono poche presenze anche a causa della crisi che attanaglia un po’ tutto il paese, e chi deve gestire economicamente una famiglia ci pensa due volte prima di acquistare il biglietto. Poi le tv fanno il resto perché anche in Lega Pro con poco puoi guardarti la diretta televisiva da casa o sul posto di lavoro. Certamente per la posizione in classifica che occupa la Juve Stabia mi sarei aspettato un po’ di pubblico in più, però non penso che sia un momento dove il tifoso sta snobbando, assolutamente penso che purtroppo ci siano tanti fattori che determinano la mancanza di presenze sugli spalti.

Purtroppo tutto questo si ripercuote anche a livello economico in termini di introiti nelle casse della Juve Stabia e il buon Manniello è da un po’ di tempo che giustamente si lamenta anche di queste situazioni. E’ difficile dargli torto, anche se non me la sento di addossare particolari colpe ai tifosi, perché ripeto, è un momento economico particolare non solo per gli stabiesì, ma per tutti gli italiani.

Per la volata finale, reputa che sia una corsa a quattro fino al termine della stagione, oppure si inserirà qualche altro club che proverà a “spaventare”?:

Per come sono andate le cose fino ad ora, non vedo altri club al di fuori delle prime quattro che si contenderanno la volata finale. Sì purtroppo c’è stato questo mezzo passo falso da parte della Juve Stabia che può indurre qualcuno a pensare un po’ diversamente, però penso che siano squadre di pari forza e che fino alla fine tutte e quattro si contenderanno il primo posto, fermo restando che per qualità di gioco la Juve Stabia ha qualcosa di più rispetto alle altre, che magari però presentano individualità di una spanna superiore.

Queste sono le differenze, però se l’organizzazione di gioco prevarrà sulle individualità, allora la Juve Stabia dirà la sua insieme alle altre fino in fondo.

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Sportitalia – Empoli in pressing su El Kaddouri: le ultime

Nelle ultime ore l’Empoli è tornato nuovamente alla carica per El Kaddouri. Stavolta con fondate speranze di poter arrivare alla definizione. Il club toscano, che continua a lavorare per Zajc, ha bisogno di un centrocampista con le caratteristiche del ventiseienne marocchino che – ricordiamo – è in scadenza con il Napoli. E l’Empoli è tornato all’assalto per El Kaddouri. Lo riferisce Alfredo Pedullà, giornalista di Sportitalia ed esperto di calciomercato, tramite il proprio profilo ufficiale.

Da alfredopedullà.com

Ssc Napoli: “E’ sempre spettacolo a Fuorigrotta, il Napoli vola in semifinale di Coppa Italia”

Il Napoli batte la Firentina ed accede alle semifinali di Coppa Italia, questo il commento della società tramite il proprio sito ufficiale:

“Poco dopo l’ora che volge al desio nella notte del San Paolo. Il Napoli conquista il candido giglio della signora in Viola e vola in semifinale di Coppa Italia. Decide la decima sinfonia del tenore ispanico, Josè Callejon che segna il gol numero 10 in stagione, e mette la seconda griffe azzurra in 4 giorni dopo la rete di sabato a San Siro. Il Napoli vince la quinta partita consecutiva da quando è iniziato l’anno nuovo, tra coppa e campionato. E’ sempre spettacolo a Fuorigrotta, 70 minuti di emozioni e adrenalina fino all’urlo dell’arena per il “buitre” andaluso. Josè si avventa come un avvoltoio nel cuore dell’area e di testa incastra un diamante sotto la traversa. E’ Calleti l’hombre del partido, l’hidalgo azzurro che punta dritto al cuore della Fiorentina. Napoli in semifinale. Andata il primo marzo, ritorno il 5 aprile, con la vincente tra Juventus e Milan. L’avventura continua”.

Da sscnapoli.it

Albiol: “Stiamo crescendo, ora testa al Palermo!”

Le sue parole

Raul Albiol, difensore del Napoli, ha parlato a Radio Kiss Kiss Italia: “Penso che abbiamo meritato di vincere nell’arco dei 90’. Nel primo tempo abbiamo fatto meglio, poi nella ripresa l’abbiamo sbloccata. Poi nella ripresa non abbiamo sofferto, l’importante è arrivare in semifinale. Il tempo ci sta dando una mentalità vincente insieme al lavoro che stiamo facendo da tempo: possiamo arrivare in fondo in tutte le competizioni. In questi prossimi mesi ci saranno tantissimi impegni ravvicinati. Testa al Palermo, poi c’è tempo per pensare al Real Madrid”.

Hamsik: “Questo è il miglior Napoli in cui ho giocato. Vittoria sofferta stasera”

Marek Hamsik ha parlato aimicrofoni di Rai Sport nel corso di ‘Zona 11 p.m.’. Ecco quanto evidenziato:
“Non era facile contro una squadra che gioca con intensità e qualità. Sono due anni che stiamo lavorando con Sarri, anche i nuovi si stanno ambientando bene. Milan o Juve? Conta poco, noi dobbiamo pensare a noi stessi per accedere alla finale. Stiamo imparando a portare a casa il risultato anche soffrenndo, è un fattore di crescita per noi. Campionato? Speriamo che la Juve perda qualche punto, noi e altre squadre siamo lì. Tutto può accadere.
Maradona? E’ un simbolo di questa città, sicuramente ci ha portato fortuna.
Abbiamo avvuto le occasioni per fare il secondo gol ma non è arrivato, stiamo lavorando per concretizzare di più.
Questo è il Napoli più forte in cui ho giocato soprattutto per la qualità di gioco espresso. Milik e Mertens sono due giocatori diversi, Dries però ha interpretato alla perfezione il ruolo di prima punta.
Napoli a vita? Sono qui da dieci anni, ho anche rinnovato il contratto e l premesse ci sono tutte”.

Buone notizie Napoli, nulla di grave per Ivan Strinic

Buone notizie Napoli, nulla di grave per Ivan Strinic

Maurizio Sarri tira un respiro di sollievo: nulla di grave per Strinic, uscito prima del tempo questa sera. Per il croato si tratta solo di un affaticamento muscolare: il ragazzo sarà già disponibile per il match contro il Palermo. A riportalo, il giornalista Paolo Del Genio.

I NUMERI- Il Napoli vola: conquistata la 18esima vittoria in stagione

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Grandi numeri per il Napoli: gli azzurri conquistano la 18esima vittoria in stagione su 29 partite. Solo 4 le sconfitte, e 7 i pareggi. Gli uomini di Sarri siglano la 62esima rete in stagione. 9 le vittorie consecutive e 1 pareggio nelle ultime 10 uscite.

Sousa: “Il Napoli può lottare per lo scudetto. Kalinic? E’ un ragazzo speciale”

Sousa: “Il Napoli può lottare per lo scudetto. Kalinic? E’ un ragazzo speciale

Sousa, ai microfoni della Rai, ha dichiarato: “Siamo riusciti a palleggiare, ad uscire dalla pressione azzurra. Abbiamo cercato di dare velocità al nostro gioco, di mantenere l’equilibrio, senza mai avere tanti problemi difensivi. Nel secondo tempo abbiamo fatto meglio, siamo riusciti ad abbassare il blocco difensivo del Napoli. Io vivo la partita, cerco di spingere i miei a vincere la partita, mentre tutte queste questioni arbitrali non mi riguardano, deve intervenire la società. Il Napoli può lottare per lo scudetto, così come la Roma, per la sua rosa che è ampia, e per il buon mercato che hanno fatto. Gli azzurri possono ruotare in diversi ruolo, e ciò li favorisce. Kalinic? Non siamo riusciti a comunicare con Nikola, abbiamo avuto difficoltà. Il ragazzo ha rifiutato la Cina, è molto speciale. Io, la squadra, siamo con lui: abbiamo l’opportunità di giocare con uno come lui. Noi con quello che abbiamo cerchiamo di competere con i top club. Le altre squadre stanno andando forte, noi forse avremmo meritato un po’ di più. Mercato? Il direttore risponderebbe meglio di me. Io alla Juve? Io ho voluto fare la mia strada, devo ringraziare Dio per svolgere questa professione. Prenderò la migliore decisione per la mia crescita personale, per migliorare sempre di più.” 

Napoli chiama, i tifosi rispondono: buon colpo d’occhio al San Paolo

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Il Napoli supera la Fiorentina e raggiunge la semifinale di Coppa Italia: gli azzurri incontreranno come avversaria una tra Juventus e Milan. Buon colpo d’occhio questa sera al San Paolo: aspettando le grandi serate di Serie A e di Champions, i tifosi presenti allo stadio sono stati circa 31.850, per un incasso di 234.043,00 €.