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L’Ungheria arresta i migranti

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Una nuova recinzione tra Ungheria e Serbia lunga 150 km sarà finta entro maggio

L’Ungheria approva la legge che permette di imprigionare i migranti che chiedono l’asilo: è la misura voluta dal premier Viktor Orban, con effetto retroattivo. La notizia arriva nel giorno in cui la Corte di giustizia europea si esprime sui diritti dei migranti e stabilisce che i singoli Paesi hanno diritto di rifiutare i visti umanitari. Ma così, tra muri e sentenze, scrive Vladimiro Zagrebelsky, l’Europa si copre con un velo d’ipocrisia che non affronta la dimensione del problema.

“Cani e bastoni per terrorizzare i migranti”. Adesso l’Ungheria userà i container

La denuncia delle Ong: nei campi al confine anche minorenni in condizioni disumane

BELGRADO – I più fortunati, i pochissimi che riescono a entrare legalmente nel Paese, rinchiusi in campi recintati fino a che le loro richieste d’asilo non siano state esaminate, a dormire in spartani containers. Tutti gli altri, gli irregolari che tentano ancora di superare il «muro» al confine serbo-magiaro, arrestati dalla polizia e ricacciati sbrigativamente oltre frontiera. Anche con le cattive, come già accade oggi.

È anche questa l’Ungheria, Paese-fortezza in prima fila in Europa nell’introdurre misure draconiane contro migranti e profughi. Ungheria che ieri ha alzato ancora più alta l’asticella per chi fugge dalla guerra e per chi tenta di raggiungere l’Europa più ricca via Budapest, in cerca di lavoro e di una vita migliore. Lo ha fatto reintroducendo detenzioni automatiche per chi chiede protezione internazionale. Sì anche ai respingimenti verso il primo Paese d’ingresso di chi viene localizzato dalla polizia in qualsiasi parte del territorio nazionale.

Una mossa obbligata, perché l’Ungheria rimane «sotto assedio», la tregua negli arrivi di migranti è solo temporanea, ha assicurato ieri il premier magiaro, Viktor Orban. Menzogne, hanno replicato attivisti e Ong, sul piede di guerra. Altro che «orde in arrivo», si tratta solo di «politiche xenofobiche», dice senza mezzi termini Zoltan Somogyvari, avvocato ed esperto legale all’Helsinki Committee, Ong in prima fila nel denunciare le violazioni dei diritti umani in Ungheria. «Orban parla di milioni di migranti in attesa di entrare nell’Ue», costruzione retorica di «una nazione che protegge l’Ue, i suoi valori, che difende l’Europa in una guerra» asimmetrica, continua l’esperto. Ma i numeri rivelano l’opposto. Secondo l’Helsinki Committee, oggi sono meno di 500 i richiedenti asilo presenti in Ungheria, un centinaio quelli che ogni giorno cercherebbero di entrare illegalmente nel Paese, solo dieci al giorno quelli ammessi attraverso due zone di transito sul confine serbo, a Röszke e Tompa, uniche porte d’accesso legale in Ungheria.

Sono quelli i due campi che le autorità magiare starebbero già rinforzando posizionando nuovi containers per ospitare i richiedenti asilo da tenere sotto chiave, minori sopra i 14 anni inclusi. Campi chiusi, con condizioni dure. Si parla di «spazi sovraffollati, stanze di otto-dieci metri quadrati con quattro-cinque letti e poco spazio per muoversi, un cortile molto piccolo dove si può camminare, senza alcuna protezione dagli agenti atmosferici», chiarisce Somogyvari. I nuovi siti chiusi difficilmente faranno eccezione.

Peggio va però e andrà a chi tenterà di passare la frontiera illegalmente. «Se catturati dalla polizia, saranno deportati in Serbia, senza che possano fare domanda d’asilo», spiega Somogyvari. Deportazioni che avvengono già oggi, spesso nel segno della violenza. «Ci sono centinaia di testimonianze di persone respinte, che dicono di essere state maltrattate da persone in uniforme», conferma un attivista per i diritti umani, presente da mesi sul confine magiaro. Tante le testimonianze raccolte anche dall’Ong magiara Migszol, che riferisce di migranti picchiati, di «polizia che usa bastoni», di «cani sguinzagliati» per spaventarli. «Sono stato colpito alla testa dalla polizia ungherese in territorio serbo, non avevamo neppure passato la frontiera», la denuncia di un migrante, corredata da una foto di una ferita aperta alla testa, postata ieri su Twitter da Medici Senza Frontiere.

Denunce, va detto, sempre respinte con sdegno da Budapest. Che intanto continua a rinforzare il muro al confine con la Serbia per sigillare l’immensa pianura che da Belgrado si distende fino a Budapest. Oltre alla recinzione costruita nel 2015, una seconda lunga 150 chilometri sarà completata entro il primo maggio, a ridosso della prima. Sarà «intelligente», ha promesso il governo. Con telecamere, camere termiche, corrente a basso voltaggio per allertare la polizia se «qualcuno tenta di violarla». E una parte del confine Ue è sempre più ermetico.

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lastampa/“Cani e bastoni per terrorizzare i migranti”. Adesso l’Ungheria userà i container STEFANO GIANTIN

La terza vita di Pomigliano

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Pomigliano: nella fabbrica napoletana «Giambattista Vico» viene prodotta la Panda. Qui in passato sono nate l’Alfasud, l’Alfa 33, la 145, la 156 e l’Alfa 159

Pomigliano 3.0 L’amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne, espone dal Salone dell’auto di Ginevra la nuova strategia del gruppo per l’Italia: saranno prodotte solo auto premium, dunque la Panda lascia lo stabilimento di Pomigliano, che ospiterà una nuova generazione di vetture.

La fabbrica 3.0 fa un altro passo avanti. E adesso cerca la piena occupazione

Più modelli e produzioni sofisticate richiederanno maggior forza lavoro. I sindacati: non è uno stabilimento qualsiasi, da qui è partito il rilancio di Fca

ROMA – Pomigliano è la fabbrica della mitica Alfasud e di tutte le auto che poi per trent’anni hanno fatto la storia più recente del Biscione, dalla «33» alla «145» alla «156» sino all’Alfa 159. È la fabbrica che oggi produce 850 Panda al giorno, oltre 200 mila nell’ultimo anno dalle 150 mila iniziali. Ma lo stabilimento napoletano intitolato al filosofo Gianbattista Vico è soprattutto la fabbrica della svolta, dove nel 2010 sono state poste le basi per il rilancio della produzione Fiat in Italia. La fabbrica dove è maturato lo storico strappo del gruppo torinese con la Confindustria e dell’altrettanto clamorosa rottura tra la Fiom e gli altri sindacati. Era la «fabbrica vergogna», con gravi problemi di assenteismo, produttività e qualità del prodotto ed una fortissima conflittualità sindacale, naturale che la «cura Marchionne» partisse da qui.

La svolta del 2010  

Mandare in soffitta il contratto nazionale e scrivere nuove regole in grado di garantire al contempo tutta la flessibilità che la competizione globale richiede, prodotti di qualità, ma anche importanti incentivi a chi lavora, è stata la chiave di volta. «L’accordo di Pomigliano è stata una rivoluzione vera, senza la quale non avremmo salvato la presenza industriale della Fiat in Italia» ricordava due anni fa Paolo Rebaudengo, sino al 2015 responsabile delle relazioni industriali del Lingotto. «Molti lo hanno dipinto addirittura come un disegno criminale, ma al contrario quel contratto ha responsabilizzato il sindacato e permesso all’azienda di gestire in modo radicalmente diverso la dissaturazione delle fabbriche: è un’intesa che ha segnato un cambiamento culturale vero, forse non percepito dal sistema Paese». Anche lo storico Beppe Berta sostiene che «molti, soprattutto nella società meridionale, hanno capito in ritardo il valore di questa operazione, che tra l’altro ha consentito il riaccentramento della produzione di auto nel Mezzogiorno e importanti investimenti mentre in parallelo si consumava il declino dell’Ilva».

Pomigliano non solo «era una fabbrica nata vecchia, progettata a fine Anni Sessanta in base ai vecchi principi fordisti quando il fordismo stava già declinando, ma soprattutto era uno stabilimento segnato da fenomeni di clientelismo e di malaffare organizzato che agivano utilizzando come comodo scudo la conflittualità sindacale», spiega ancora Berta. Ed era pure la fabbrica dove tantissimi si davano malati quando giocava la Nazionale.

Dopo l’accordo del 2010 la musica è cambiata, le assenze si sono assestate su livelli fisiologici, il conflitto perenne ha ceduto il passo alla stagione della collaborazione tra azienda e lavoratori, e grazie al nuovo clima sono arrivati nuovi investimenti (oltre 700 milioni) ed un nuovo modello, la Panda. Le vecchie procedure ereditate dalla stagione delle Partecipazioni statali, sotto cui l’Alfa è rimasta sino al 1986, sono state archiviate per sempre e si è passati al Wcm, il World class manifacturing, un nuovo modello organizzativo incentrato su flessibilità, efficienza e qualità assoluta grazie al coinvolgimento degli operai in ogni fase della produzione. Molto forte anche l’investimento in formazione, che nel 2009 ha preceduto quello sugli impianti e segnato anche in questo campo un vero e proprio cambio d‘epoca.

Medaglia d’oro Wcm

Al suo debutto nel 2011 la «nuova Pomigliano» si merita subito da parte di Marchionne il titolo di «migliore fabbrica del mondo», insomma un modello da replicare a Melfi, Mirafiori e Cassino. Lo stabilimento raggiunge rapidamente l’eccellenza: nel 2012 riceve l’«Automotive Lean production awards» come miglior stabilimento d’Europa, l’anno seguente conquista la prima medaglia d’oro del programma Wcm al pari solo di Tychy in Polonia e Bursa in Turchia. «Questo non è uno stabilimento qualsiasi spiega il segretario generale dei meccanici Cisl, Marco Bentivogli – è dove è partito il rilancio di Fca. Pomigliano ha centrato tutti gli obiettivi e anche se la politica spesso lo dimentica, questo lo si deve al sindacato e ai lavoratori che si sono rimboccati le maniche con tutti contro».

Quella che inizierà di qui a breve rappresenta per la fabbrica napoletana una nuova sfida. Vista con gli occhi del sindacato questo si traduce in una parola sola: piena occupazione. Obiettivo che Marchionne condivide. «Occorre pensare subito alle nuove produzioni per fare in modo che anche i 1200 che oggi sono in solidarietà vengano riassorbiti», sostiene Ferdinando Uliano che per la Fim segue il settore auto. Si tratta, in sostanza, di chiudere il cerchio rispetto a 2011 e dare alla Pomigliano versione 3.0 i modelli che si merita, vetture premium che assicurano margini più alti e richiedono più cura e lavoro per essere prodotti. Magari un’ altro gioiello della nuova gamma Alfa Romeo, vincente come Giulia e Stelvio.

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lastampa/La fabbrica 3.0 fa un altro passo avanti. E adesso cerca la piena occupazione PAOLO BARONI

Mertens: “Abbiamo dato il massimo nel primo tempo, peccato per i gol subiti così”

Dries Mertens ha parlato ai microfoni di Premium Sport nel post della gara contro il Rea Madrid. Ecco quanto evidenziato:

 

Nel primo tempo abbiamo dato il massimo. Peccato per i gol subiti da calcio d’ angolo all’ inizio della ripresa. Dobbiamo imparare tanto da queste partite, siamo stati un po’ sfortunati ma eravamo consapevoli delle loro qualità. Ramos? Sapevamo che potesse risolvere la gara in qualsiasi momento.
Rammaricato per il palo, se facevamo il secondo gol non so cosa sarebbe potuto accadere. Grazie al mister stiamo giocando un grande calcio. Con questa disposizione tattica sono molto contento di giocare in questa posizione. Ora dobbiamo pensare alle prossime gare dove dovremo fare bene. Esultanza a Roma? Chiedo scusa se qualcuno ha pensato male, ma ho fatto quel gesto perché amo i cani”

Sarri: “Siamo fiduciosi, ci manca poco per diventare grandi”

Sarri: “Siamo fiduciosi, ci manca poco per diventare grandi

Sarri, al termine di Napoli-Real Madrid, ai microfoni di Premium, ha dichiarato: “Sergio Ramos è un fuoriclasse, è un giocatore che fa 7-8 gol di testa: è una situazione che può succedere sempre, sia marcando ad uomo che a zona. Noi concediamo spazi a squadre così, possiamo diventare vulnerabili. Abbiamo fatto 55 minuti ottimi, ma per mantenere quel ritmo c’era bisogno di mantenere una concentrazione elevata. Senza un obiettivo, rimanere concentrati era impossibile. Noi abbiamo la sensazione di non essere lontanissimi dal Real, abbiamo messo in difficoltà la squadra più forte del mondo. Se la squadra cresce e diventa più fisica, si può diventare competitivi a questi livelli. La squadra è giovane, può farcela. Abbiamo trovato contro una squadra fortissima, in queste situazioni ci vuole anche tanta fortuna. Un po’ di fortuna ci avrebbe dato tanta benzina, ma si sta parlando del Real Madrid: sarebbe stato difficile in ogni caso. Ramos? Non era l’unico problema. Sono situazioni difficili: l’impatto fisico tra le due squadre è diverso. In queste situazioni possiamo pagare. Nel primo tempo abbiamo avuto la capacità di tenere il Real lontano dall’area. A livello di fisicità la squadra deve fare un passo davanti. E’ mancata un pizzico di cattiveria nei confronti della palla messa in rete da Sergio Ramos. Questa partita è una botta di fiducia, possiamo stare a questi livelli.” 

Commento Ssc Napoli: “Finisce dopo un’ora, ma è stata un’ora meravigliosa”

Il Napoli esce dalla Champions League sconfitto dal Real Madrid al San Paolo. Questo il commento della società tramite il proprio sito ufficiale:

E’ stato bello e veramente molto emozionante. Il Napoli mette i brividi ad un intero popolo, orgoglioso e fiero di una squadra che ha giocato da assoluto Top Club contro i campioni del Mondo. Il Real siamo stati noi per tutto il primo tempo. Dominio a campo aperto ed un gol fantastico di Mertens che fa vibrare il ventre del San Paolo e scatena l’urlo di Fuorigrotta. Poi la fisicità e la forza madrilena si appalesa su due colpi di testa dello specialista Sergio Ramos, uno che usa la “cabeza” come una fionda ad orologeria. Finisce dopo un’ora, ma è stata un’ora meravigliosa. 

Dove c’è stata la proiezione di cosa sia diventato il Napoli e cosa potrà diventare da oggi in avanti. Alla luce della fisionomia tecnico tattica di questa falange di uomini che guarda all’orizzonte con entusiasmo, consapevolezza e ricchezza d’animo. Il domani è adesso, nelle semine di un giardino rigoglioso dove nascono i fiori che guarderanno l’alba del futuro. Grazie ragazzi. L’urlo della Champions riempirà per sempre il nostro cielo azzurro”

 

Da sscnapoli.it

De Laurentiis: “Oggi Sarri ha dato una lezione di calcio straordinaria, primo tempo esemplare”

De Laurentiis: “Oggi Sarri ha dato una lezione di calcio straordinaria, primo tempo esemplare”

Aurelio De Laurentiis, ai microfoni di Premium Sport, ha dichiarato: “La delusione di Madrid non c’è stata. I ragazzi hanno giocato un primo tempo esemplare. Il Real Madrid è una grandissima squadra, per noi è stato un grande successo giocare con loro. I tifosi hanno sostenuto la squadra, sono stati eccellenti. Noi abbiamo allestito lo stadio per quanto riguarda il cibo, mentre il pubblico ha fatto grande anche un impianto che soffre per la sua vetustà. “Cazzimma?” La Gazzetta ha perso il suo quotidiano proprio con questa parola. Maurizio Sarri? Non c’è stato mai un caso aperto. Se qualcuno vedesse l’intervista che Veltroni mi ha fatto, ho sempre parlato di Sarri come un esteta dl calcio e grande allenatore. Oggi ha dato una lezione di calcio straordinaria. Io non ho parlato male del tecnico, ma me la sono presa con la squadra all’andata. I giornalisti del Napoli mi odiano per questo si sono scatenati tutti contro di me. Basta creare disappunto in casa degli altri. Siamo in un regime silente, mentre io sono un democratico e dico quello che penso. La Gazzetta ha sempre odiato il nostro club, mentre il Corriere dello Sport è sempre stato un nostro paladino. Sono convinto che il Napoli farà un grande campionato.”  

Zidane: “Abbiamo sofferto nel primo tempo. Alla fine abbiamo vinto 3-1, nel calcio non esiste la fortuna”

Zinadine Zidane, tecnico del Real Madrid, è intervenuto ai microfoni di Premium Sport al termine della gara contro il Napoli. Ecco quanto evidenziato:

 

“Abbiamo sofferto nel primo tempo ma nel secondo tempo siamo usciti alla distanza. Siamo rimasti troppo schiacciati nella nostra metà campo all’ inizio. Nel calcio non si può fare sempre bene. Alla fine abbiamo vinto 3-1, nel calcio non esiste la fortuna.  La differenza l’ ha fatta la qualità”.

Hamsik: “Usciamo a testa alta, peccato per i gol subiti. Ora testa al campionato”

Marek Hamsik ha parlato ai microfoni di Premium Sport al termine del match contro il Real Madrid:

 
“Usciamo a testa alta, nel primo tempo abbiamo dimostrato di potercelo giocare contro una delle migliori squadre al mondo. Peccato per i gol subiti, questo deve essere un punto di partenza. Possiamo stare tra le grandi. Ora testa al campionato e alla Coppa Italia, obbiettivi importanti per noi”.

Napoli-Real Madrid(1-3): Sergio Ramos mattatore, Mertens illude

Napoli-Real Madrid(1-3): Sergio Ramos mattatore, Mertens illude

Dopo una partita perfetta, il Napoli cade contro il cinico del Real Madrid, che ribalta il risultato di 1-0 del primo tempo con una doppietta di Sergio Ramos su calcio d’angolo.

IL TABELLINO DEL MATCH

Napoli (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Allan(56′ Rog), Diawara, Hamšík(75′ Zieliński); Callejón, Mertens, Insigne(70′ Milik). A disp.: Rafael, Maksimović, Maggio, Jorginho, Zieliński, Rog, Milik. All.: Sarri.

Real Madrid (4-3-3): Navas; Carvajal, Pepe, Ramos, Marcelo; Modrić(80′ Isco), Casemiro, Kroos; Bale(67′ Vázquez), Benzema(77′ Morata), Ronaldo. A disp.: Casilla, Nacho, Danilo,  Rodríguez, Vázquez, Isco, Morata. All.: Zidane.

Arbitro: Cüneyt Çakır (Turchia).

Marcatori: Mertens(Na), Sergio Ramos, Sergio(R) Ramos(R)

Ammoniti: Allan(Na), Diawara(Na), Morata(R)

Espulsi: nessuno

Champions, Napoli-Real Madrid, i voti di ViViCentro: peccato!

Questi i voti di Vivicentro

Questi i voti di Vivicentro: Reina 6, Hysaj 6, Albiol 5, koulibaly 5, ghoulam 5.5, diawara 7, Allan 6,5, Hamsik 6, Callejon 5,5, Mertens 7, Insigne 7, Rog 5, Milik 6, Zielinski 6

dal nostro inviato al San Paolo, Ciro Novellino

FOTO- Napoli-Real Madrid, la coreografia d’eccezione della curva B

FOTO- Napoli-Real Madrid, la coreografia d’eccezione della curva B

Sarà una impresa titanica quella del Napoli che dovrà vincere almeno 2-0 contro il Real Madrid per superare il turno. A trionfare sarà sicuramente lo spettacolo e  i tifosi azzurri. La curva B ha accolto la squadra con una coreografia d’eccezione.

Dal nostro inviato al San Paolo, Ciro Novellino

LA FOTO

Napoli-Real Madrid, i convocati di Sarri: esclusi Pavoletti, Giaccherini, Chiriches e Strinic

Napoli-Real Madrid alle ore 20,45 al San Paolo per il ritorno dell’ottavo di finale di Champions League.

Dirige il match l’arbitro turco Cakir.

I convocati: Reina, Rafael, Sepe, Albiol, Maksimovic, Ghoulam, Hysaj, Koulibaly, Maggio, Allan, Diawara, Rog, Hamsik, Jorginho, Zielinski, Callejon, Insigne, Mertens, Milik.

Non convocati Pavoletti, Strinic, Chiriches e Giaccherini a causa delle norme Uefa riguardo il numero di uomini in panchina.

 

Da sscnapoli.it

ESCLUSIVA – Giorgio Corona: ”Il gruppo fa la differenza, nell’annata della promozione avevamo gli attributi”

L’intervento telefonico dell’ex Juve Stabia, Giorgio Corona, al Pungiglione Stabiese

Nel corso della puntata de “Il Pungiglione Stabiese”, programma radiofonico a cura della nostra redazione di ViViRadioWEB abbiamo avuto come ospite telefonico l’ex gialloblè Giorgio Corona. Con lui abbiamo fatto un’analisi di questo momento del campionato di Lega Pro.

Ciao Giorgio, innanzitutto ti vogliamo chiedere un parere su questo momento particolare della Juve Stabia, una squadra che prima della sosta lunga era prima in classifica a pari punti con Lecce-Foggia, e nonostante un mercato di riparazione importante perde la bussola e conquista soltanto 6 punti in 7 partite:

É un campionato difficile e strano. La Juve Stabia ha preso una batosta a Messina e da quel momento in poi ha iniziato a non fare risultato. Poi purtroppo anche un periodo di crisi ha fatto si che la squadra si allontanasse dalla vetta, anche se bisogna considerare che quest’anno ci saranno i play-off fino alla decima e di fatto può succedere di tutto. É normale che mi aspettavo qualcosa in più perché la squadra aveva iniziato bene, però ripeto, questo è un campionato strano, difficile, dove può succedere di tutto sia quando incontri squadre forti e sia quando giochi contro le squadre piccole. Nell’anno della promozione non sono stato da solo l’artefice della promozione in serie B, fu l’intero collettivo a vincere quel campionato. Eravamo una famiglia, un buon gruppo e solo con la coesione poi alla fine si ottengono i risultati.

Giorgio da un calciatore del tuo carisma, ricordiamo che nello spogliatoio c’eri tu oltre a Molinari, possiamo affermare che oggi forse due figure come voi in questa squadra si fa fatica a trovarle? Può essere questo un problema per una squadra che ha fatto così bene nel girone d’andata fino alla ventunesima e poi ha avuto questo crollo dovuto probabilmente a qualche filo mosso in maniera non proprio positiva?

Parlo in generale, ma purtroppo la mentalità nel mondo del calcio è cambiata. Non c’é più un gruppo composto da calciatori che magari la pensano tutti alla stessa maniera, vuoi per i giovani o per l’anziano che vuole sempre giocare. Prima si pensava alla squadra, avete parlato di me e di Morris ma in quella circostanza vi era un gruppo eccezionale, si metteva in risalto prima la squadra e poi noi stessi, perché pensavamo solo a vincere, non proprio il campionato, ma di spuntarla ai play-off per il bene di tutti. Ed infatti é la squadra che forma il calciatore, non il calciatore che fa una squadra. La mentalità ultimamente manca, non parlo solo di Juve Stabia, ma parlo in generale di tutte le squadre. Molinari faceva gruppo a Castellammare, ma ricordo anche a Messina quando c’ero io e Giovanni Ignoffo si parlava continuamente del gruppo e della squadra che dialogava soprattutto nei momenti difficile e dopo una sconfitta, perché dalle disfatte si costruiscono le vittorie. Purtroppo la mentalità è cambiata in peggio.

Come si fa ad uscire da un periodo del genere per una squadra che è riuscita a giocare bene, anche se solo ne secondo tempo, mettendo in difficoltà il Foggia, dimostrando quindi di poter vincere contro chiunque e forse anche di poter riaprire il campionato?

Quando si perde c’è sempre qualcosa che non va e bisogna sempre analizzare non sono le sconfitte, ma anche quando si vince, perché durante i 90 minuti e nel corso degli allenamenti settimanali c’è sempre qualcosa che non va. Quando poi si accumulano sconfitte, e magari anche diversi pareggi interni, bisogna farsi un bell’esame di coscienza e cercare di lavorare di più. Se la squadra ha lavorato bene e non ottiene i risultati, deve dare qualcosa in più. Quando non arrivano i risultati c’è da considerare che la maglia “pesa”, se poi subentra anche la paura diventa dura. Bisogna stare tranquilli perché la piazza di Castellammare é esigente ma sa dare anche tanto nei momenti buoni. Posso solo dire ai calciatori di allenarsi e dare più del 100% perché poi la piazza non fa mai mancare il proprio calore.

Giorgio ricordando la tua esperienza a Castellammare con il gruppo che lavorava unito, cosa pensi possa essere accaduto nello spogliatoio di questa attuale Juve Stabia?

Quando si disputa un girone di andata dove vinci, anche se non sempre, spesso può subentrare la paura dopo due o tre sconfitte, di conseguenza non riesci a reagire perché cerchi di fare e strafare continuando a sbagliare. É quello il lato negativo che ti porta a commettere degli errori. Ripeto bisogna sempre pensare alla squadra, quando certe cose non le puoi fare devi mettere altro per ottenere i risultati.

Invece per quanto riguarda il ruolo di attaccante, tu che hai segnato tanto, come valuti la situazione di Ripa, che rientra dall’infortunio dopo un anno fermo, e si prende una parte del campionato segnando anche dei gol? Ultimamente si accomoda in panchina spesso senza essere preso in considerazione. Da calciatore come si gestisce un momento del genere visto che anche tu hai avuto un momento particolare con Braglia che ti rilegò un po’ in disparte e poi ti rispolverò nel momento migliore?

In questo caso servono gli attributi, la cattiveria agonistica non si compra e non si acquisisce con gli allenamenti. Penso che il Ripa l’abbia in partenza ed è normale che bisogna stare tranquilli e anche i compagni lo devono aiutare. Solo cosi può ricominciare a segnare, me lo auguro per lui.

Adesso hai iniziato la carriera dirigenziale nel Messina, una figura intermedia tra il Direttore Sportivo e chi è legato alla squadra. Se dovessi dare tu un consiglio attualmente a Ciro Polito che è rimasto da solo come responsabile dell’area tecnica, che cosa ti sentiresti di dire?

Non so i motivi per il quale è andato via il Direttore Pasquale Logiudice. Ho ottimi rapporti con il Presidente Manniello, ma non lo sento da un mese e mezzo e quindi non conosco i reali motivi. Attualmente vorrei fare il Direttore Sportivo ma non è facile perché è un ruolo diverso dal calciatore. Devi capire determinate cose, devi analizzare e prendere i calciatori in base alle esigenze della piazza, devi “entrare” nel cervello del calciatore, e di fatti reputo che il Direttore Sportivo sia un ruolo chiave. Sto cercando di intraprendere questa nuova professione anche se non è facile, è normale che tutti possiamo prendere il telefono e chiamare per acquistare calciatori, però dipende dalla piazza e dal calciatore che vai a prendere.

Giorgio fra quanti anni sarai il Direttore Sportivo qui a Castellammare?

Non parliamo di sentimenti, perché sapete che sono molto legato alla piazza. Attualmente però ho conosciuto una persona che ha fiducia in me e io in lui. Parlo del Presidente Proto (Atletico Catania n.d.a.), ci siamo conosciuti e lui mi ha sempre detto di dover lavorare per lui e adesso sto giocando nella sua squadra  oltre a seguire il Messina. Nel prossimo anno probabile che possa dare una mano al Direttore Sportivo. Penso che sia giusto così, perché bisogna prima rispettare il ruolo e dare un aiuto, che poi a Messina conosco tutti in quanto ho giocato per 5 anni e spero di cominciare questa nuova avventura. Per quanto riguarda Castellammare, non posso rispondervi perché è normale che quando mi parlate della piazza ho una stima infinita e ho sempre ricevuto tanto affetto, e la tifoseria ha dimostrato tanta stima anche nell’ultima occasione quando sono venuto con il Messina. Un’accoglienza del genere non mi era mai capitata. Nello stesso anno è successa anche a Catanzaro, ma in quel la curva era semivuota, ed infatti facendo un paragone penso che a Castellammare l’accoglienza sia stata unica.

Giorgio noi ti confidiamo che ancora ci “scende” la lacrima, quando pensiamo a te e un po’ a tutta quella squadra che davvero ci ha fatto innamorare del calcio:

In realtà a vincere fu la squadra, sapevo che potevamo arrivare fino in fondo perché vedevo un gruppo coeso, c’era gente seria, uomini di valore. Non mancava la “cazzimma” sia dentro e sia fuori dal campo, e quando ci sono questi uomini con questi calciatori, si arriva lontano. Non è detto che si vince sempre, però puoi far bene ed infatti si è visto.

Giorgio, un tuo pensiero sulla reale possibilità di questa Juve Stabia di ripetere un po’ eventualmente quel miracolo che avete fatto voi, e soprattutto un saluto alla piazza che in questo momento sta soffrendo:

I play-off li possono vincere chiunque, poi l’importante è arrivare in condizioni mentali e fisiche migliori. Per quanto riguarda il primo posto, di fatto ormai ci sono due squadre forti e non penso che possono incappare in un momento delicato entrambe. Non credo che tutte e due possono perdere 4/5 partite come ultimamente ha fatto il Matera, magari può succedere a una squadra ma ad entrambe credo che sia difficile. Lo spero, è normale che vorrei vedere la Juve Stabia toccare la vetta, anche se ormai penso sia difficile. L’importante è arrivare ai play-off con la giusta condizione fisica e soprattutto mentale. Adesso è ancora presto parlarne.

In chiusura quanti gol ha fatto con l’Atlético Catania Giorgio Corona?

Sto giocando da 5 partite perché venivo da un periodo di inattività, e nelle ultime tre gare ho giocato titolare segnando un gol a partita. Il Presidente vuole vincere il campionato, in effetti ci troviamo a 4 punti dalla vetta, con una partita da recuperare proprio contro la capolista e speriamo che prima dello scontro diretto possano avere qualche battuta di arresto, così magari possiamo giocarci la promozione proprio in occasione della sfida al vertice.

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Juve Stabia vs Paganese: Inizia la prevendita dei tagliandi di ingresso

Juve Stabia vs Paganese è il primo dei tre incontri casalinghi in casa per le Vespe prima della trasferta di Lecce. La partita con i salentini potrà essere l’ultima chiamata per la realizzazione del miracolo primo posto solo se in queste tre gare casalinghe e nella trasferta di Cosenza ci saranno altrettante vittorie da parte della squadra allenata da Fontana,

Per quanto riguarda la gara con gli azzurro-stellati, con molta probabilità non saranno presenti i tifosi ospiti a cui sarà vietata la trasferta, inizia oggi la prevendita dei tagliandi di ingresso per i tifosi di casa.

Pubblichiamo il comunicato stampa della società stabiese:

S.S. Juve Stabia rende noto che sono disponibili in prevendita, fino alle ore 14,30 del 12 marzo, i tagliandi di ingresso per assistere alla gara Juve Stabia-Paganese, che si disputerà domenica 12 marzo alle ore 14,30 presso lo Stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia, valevole per la 29a giornata del Girone C della Lega Pro Divisione Unica 2016/2017. In occasione di questa gara, resterà chiusa la Tribuna Varano (distinti).

Inoltre, S.S. Juve Stabia rende noto che per la gara Juve Stabia-Paganese NON saranno rilasciati accrediti.

Di seguito i prezzi dei tagliandi:

Curva San Marco € 14 compresi diritti di prevendita

Tribuna Quisisana (scoperta) € 20 compresi diritti di prevendita

Tribuna Monte Faito (coperta) € 25 compresi diritti di prevendita

Tribuna Panoramica VIP € 100 compresi diritti di prevendita

I tagliandi potranno essere acquistati esclusivamente presso i punti vendita abilitati  che qui di seguito riepiloghiamo:

Bar Dolci Momenti – Via Cosenza

Bar Gialloblù – Viale Europa

Light Break – Corso Vittorio Emanuele

Centro Ricreativo Juve Stabia – Via Bonito

Agenzia B2875 Via Tavernola 113

Asa Gaetano Musella Via G.Cosenza 293

Per la gara Juve Stabia-Paganese, saranno messi in vendita, in numero limitato, tagliandi RIDOTTI per bambini di età compresa da 0-12 anni al costo simbolico di 5€ comprensivi di diritti di prevendita.

David López avverte il Real: “Ciò che avete visto ieri non è niente”

David López avverte il Real: “Ciò che avete visto ieri non è niente”

David López, ex centrocampista spagnolo del Napoli attualmente all’Espanyol, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Onda Cero, durante il programma El Transistor: Napoli è una città che non ti lascia indifferente, il Real si andrà a trovare un ambiente davvero molto ostile: stare in campo è bellissimo, perchè i tifosi non fermano mai i loro cori e danno il 100%. L’accoglienza al pullman del Real Madrid non è niente di ciò che li aspetta. La tifoseria del Napoli è spettacolare, anche in trasferta li seguono in tanti”.

Quanti ospiti al San Paolo: da Sorrentino a Malagò e tanti altri

Quanti ospiti al San Paolo: da Sorrentino a Malagò e tanti altri

San Paolo strapieno ed incasso da record per Napoli-Real Madrid, con tanti ospiti importanti sulle tribune della struttura di Fuorigrotta. Chi sarà allo stadio stasera? L’edizione odierna del Corriere dello Sport stila l’elenco: il regista Paolo Sorrentino, il ministro per lo Sport Luca Lotti, il presidente del Coni Giovanni Malagò, il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, il procuratore generale di Napoli Luigi Riello, il presidente del Tribunale Ettore Ferrara, il prefetto ed il questore, il sindaco De Magistris ed il Governatore della Campania De Luca, il cantante Gigi DAlessio, gli ex Antonio Careca e Giuseppe Bruscolotti, gli allenatori Walter Novellino e Gigi De Canio, il centrocampista Michele Pazienza (che invece ha scelto di andare in tribuna con i propri figli). Ci sarà anche Salvatore Sullo, vice allenatore di Giampiero Ventura in nazionale, e forse anche il ct della Spagna Julen Lopetegui.

Analizzando l’avversario – Il Real Madrid sbarca al San Paolo

Analizzando l’avversario – Il Real Madrid sbarca al San Paolo

Dopo l’importante vittoria di sabato contro la Roma, il Napoli si trova di fronte al match più importante della stagione e probabilmente dell’era De Laurentiis. Il risultato dell’andata non è facile da ribaltare, il 3-1 del Bernabeu non aiuta gli azzurri, il 2-0 al San Paolo è il risultato che tutti sognano, ma è estremamente difficile da raggiungere data la qualità degli avversari in fase realizzativa. Il Real Madrid è secondo in Liga a meno un punto dal Barcellona, nonostante la partita in meno, il secondo miglior attacco con 67 reti in 25 partite, procedono con una media spaventosa 2,7 gol a partita. L’ultima partita dei Blancos li ha visti uscire trionfanti con un clamoroso 1-4 sull’Eibar, partita che non ha visto convocati Bale e Ronaldo su scelta di Zidane per preservarli visto il difficile match di domani.

Zidane schiererà il seguente 4-3-3: K.Navas; Carvajal, Pepe, Sergio Ramos, Marcelo; Modrić, Casemiro, Kroos; Bale, Benzema, Cristiano Ronaldo.

I 90 minuti di fuoco del San Paolo saranno decisivi per il passaggio del turno, i ragazzi di Sarri lo sanno e saranno in grado di provarle tutte pur di passare, il supporto dello stadio sarà sicuramente un’arma in più.

a cura di Andrea Bosco

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Sarri vara il piano anti-Real Madrid, in cinque mosse!

Sarri vara il piano anti-Real Madrid, in cinque mosse!

Il Napoli può farcela? Potrebbe, certo. Ed il suo allenatore Maurizio Sarri ha varato il piano anti-Real Madrid che consta – secondo Il Corriere dello Sport – di cinque mosse che vi elenchiamo.

1) Il pressing alto: “Stasera il Real gestirà la gara senza lasciare gli stessi spazi. Toccherà al Napoli alzare la linea, il recupero palla deve avvenire ben prima di quanto accadeva a Madrid”. 

2) Il controllo del gioco: “Palleggio rapido e verticalizzazione immediata, il Napoli deve conquistare la palla, farla girare rapida, lavorare sugli esterni che sono la vera forza di questa squadra. Diawara deve essere ancora più reattivo, avrà addosso mezzo Real”.  

3) Il recupero di Milik: “A metà febbraio non era nemmeno in panchina. Adesso è recuperato, il suo fisico potrebbe diventare prezioso se il Napoli non riuscisse a sbloccare la partita nel primo tempo, per l’eventuale incendio del finale”. 

4) La crescita di Rog: “Viste la condizione, la forza, la rabbia e il talento che sgorga dai piedi e dalla mente di questo ragazzo può diventare la vera, grande sorpresa di questa partita. Rog è il giocatore che Zidane non si aspetta”. 

5) L’urlo del San Paolo: “I madridisti sono abituati a trasferte tumultuose, ma il San Paolo è diverso. Non è un giocatore in più, è la compenetrazione di uno stadio con la propria squadra”. 

Napoli-Real Madrid, Gazzetta anticipa le scelte di Sarri: c’è Rog!

Napoli-Real Madrid, Gazzetta anticipa le scelte di Sarri: c’è Rog!

La Gazzetta dello Sport anticipa quelle che saranno le possibili formazioni di NapoliReal Madrid, ritorno degli ottavi di finale di Champions League che avrà inizio alle 20.45 allo stadio San Paolo: nel 4-3-3 di Maurizio Sarri la grande sorpresa è la conferma del croato Marko Rog a centrocampo, in un reparto completato da Amadou Diawara e Marek Hamsik. In attacco tutto pronto per i tre piccoletti CallejonMertensInsigne, con Milik e Pavoletti pronti a subentrare dalla panchina.

Nel Real Madrid, invece, sarà Pepe a sostituire l’infortunato Varane con Gareth Bale in attacco al fianco di Karim Benzema e Cristiano Ronaldo.

Sarri-De Laurentiis, tensioni ancora alte

Sarri-De Laurentiis, tensioni ancora alte

E’ stato molto diretto e franco, in conferenza stampa, l’allenatore del Napoli Maurizio Sarri nella sua risposta sull’incontro con il presidente Aurelio De Laurentiis: “Siamo uniti per forza di cose, ora l’obiettivo comune è far bene. Ho buttato giù un paio di sceneggiature e spero che non si arrabbi per il calcio altrimenti non mi fa più fare i film. Di calcio abbiamo parlato 30 secondi, ma molto in generale di situazioni futuribili. Non vedo possibilità che in questo momento non ci sia convergenza”.

Un affondo preciso, secondo La Gazzetta dello Sport: “Persino sarcastico quando parla di film. In pratica, ha lasciato intendere che lui andrà avanti per la propria strada, una presa di posizione che non sarà piaciuta al presidente. Le tensioni tra i due restano ancora alte. Ma fino a quando arriveranno i risultati, non conviene a nessuno mettere in discussione il rapporto con l’altro. Di queste cose se ne riparlerà soltanto a fine stagione”.