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Europa League: Villareal Roma 0-4| Una Roma strabiliante espugna il Villareal contro ogni pronostico

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La Roma, contro ogni pronostico, espugna il Villareal. Gol di Emerson e tripletta di Dzeko strabiliano la Spagna

Villareal – Roma. Andata dei sedicesimi di finale di Europa League. La Roma in terra spagnola affronta il Villareal in una gara definita “non semplice”. Contro ogni pronostico, invece, la squadra di Spalletti riesce ad affondare i padroni di casa esprimendo un grande gioco e mostrando una grande personalità. Dopo il gol del vantaggio realizzato da Emerson alla mezz’ora, la Roma cresce di spessore e non lascia più spazio all’avversaria: Strootman e Nainggolan dominano il centrocampo mentre Edin Dzeko monopolizza l’attacco conquistando la sua tripletta personale e diventando di fatto il capocannoniere non solo del campionato ma anche dell’Europa League.

Primo Tempo

La prima mezz’ora scroscia via con un equilibrio apparente, il Villareal si spinge un po’ di più in avanti senza però rendersi veramente pericoloso. La difesa giallorossa chiude bene senza mai rischiare sul serio.

Al 31’ arriva la prima occasione gol per i giallorossi: Dzeko servito da El Shaarawy prova a metterla dentro con una zuccata, ma la palla arriva troppo centrale e Arsenjo blocca con tempismo.

Un minuto dopo arriva il vantaggio della Roma: al 32’ incredibile gol di Emerson che riesce a prendere palla a Castillejo e fa partire il suo destro, la palla disegna una traiettoria anomala che termina nell’angolino sinistro della porta.

Villareal Roma 0-1

La Roma prosegue con grinta dopo il vantaggio, mostra gran personalità e gestisce bene la gara creando azioni pericolose, manca la reazione degli avversari fino alla fine della prima frazione di gioco.

Secondo tempo

Nella ripresa il Villareal si mostra più aggressivo,  alza i ritmi e regala brividi all’avversaria. Al 55’ Gaspar impegna Alisson con un pericoloso colpo di testa in girata, il portiere si fa trovare pronto con una gran parata. La Roma inizia a commettere qualche errore tecnico e nel giro di 10 minuti il portiere giallorosso viene chiamato in causa almeno 4 volte, i giallorossi sono in evidente difficoltà. Allora al 60’ Spalletti si gioca la carta Salah e manda in campo l’egiziano al posto di El Shaarawy.

Al 64’ raddoppio della Roma! Edin Dzeko riceve palla da Salah da destra, il bosniaco stoppa di sinistro e conclude impeccabilmente in rete! Bellissimo gol da fuoriclasse e ottima la scelta di Spalletti che si rivela vincente.

Villareal Roma 0-2

Un minuto dopo Salah di nuovo in avanti, palla al piede, riprova il passaggio per Dzeko ma stavolta il bosniaco non si fa trovare pronto. L’egiziano si rivela l’incubo degli spagnoli proprio quando stavano dominando la gara nel tentativo di riportarsi in pari.

 Al 78’ Juan Jesus confeziona un assist formidabile per Dzeko che realizza la sua doppietta personale con la rete del 3 a 0!

Non paga, la Roma cerca ancora spazi per affondare l’avversaria. All’85’ arriva la tripletta di Dzeko: il bosniaco serve un passaggio filtrante per Nainggolan alla sua sinistra, il Ninja gli rivolge uno sguardo d’intesa e gli restituisce la palla, allora Edin la spedisce in rete senza troppi complimenti.

Villareal Roma 0-4 

FORMAZIONI

VILLARREAL: Asenjo; Mario Gaspar, Musacchio, Victor Ruiz, Jaume Costa; Dos Santos, Trigueros, B. Soriano, Castillejo; Sansone, Bakambu.

A disp.: Fernandes, Álvaro, Rukavina, Hernandez, Cheryshev, Borré, Adrián Lopez.
All. Escribà.

ROMA: Alisson; Manolas, Fazio, Rudiger; Bruno Peres, De Rossi, Strootman, Emerson; Nainggolan, El Shaarawy; Dzeko.

A disp.: Szczesny, Juan Jesus, Mario Rui, Paredes, Totti, Perotti, Salah.

All. Spalletti

Arbitro: Makkelie (OLA). Assistenti: Blom e Jochem. IV uomo: Vries. Assistenti di porta: Diks e Steegstra.

Maria D’Auria

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APPROFONDIMENTO – Juve Stabia, two is megl che one

Qualche mese fa in un nostro articolo abbiamo paragonato la Juve Stabia di Fontana al Napoli di Sarri. Il raffronto si basava sul 4-3-3 spumeggiante messo in pratica da entrambe le formazioni. Ora, a distanza di mesi, ci sentiamo di avvicinare le Vespe alla Juve..ntus di Massimiliano Allegri.
Il confronto potrebbe apparire a dir poco assurdo ma vi spieghiamo perché non è così.
Qualche settimana fa, dopo la sberla col Genoa, Allegri ha rivoluzionato il suo credo tattico, dando un’impronta nettamente più offensiva alla sua squadra.
Mandzukic ha preso stabilmente il posto di un centrocampista nello scacchiere di Allegri ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
È questo mettersi in gioco che vorremmo vedere applicato anche alla Juve Stabia.

Inutile girarci intorno, le Vespe stanno vivendo il momento più delicato della stagione e dedicarsi alla caccia alle streghe cercando i responsabili serve a poco.
Conta studiare soluzioni per tornare alla brillantezza di un tempo o, in alternativa, ad una nuova brillantezza.
Allora perché non provare a rendere meno passiva la squadra vista nelle ultime settimane?
Il 4-3-3 tanto caro a Fontana potrebbe lasciare momentaneamente il posto ad un sistema diverso, più offensivo ed in cui un’altra punta possa affiancare Daniele Paponi.
Gli avanti di qualità non mancano certo all’organico di Fontana ed in tanti potrebbero duettare bene con Paoponi, attaccante che lotta e fa a sportellate con i difensori avversari, senza disdegnare un buon senso del gol.
Allora perché non testare un 4-4-2 con più di una bocca di fuoco?
La mediana potrebbe passare a quattro con uno tra Lisi e Kanoute su una fascia ed uno tra Marotta e Cutolo dall’altra. A ciò si aggiunga che Cutolo e Kanoute sono in grado di ricoprire anche le vesti di seconda punta.
Accanto a Capitan Capodaglio di volta in volta, ed in base all’avversario ed al match, si alternerebbero la qualità di Izzillo e Mastalli o i muscoli di Salvi e Matute.
In una situazione del genere, con una Juve Stabia che arranca, bisogna anche saper azzardare per invertire la rotta.
Tentare non costa nulla, del resto ogni tanto fa bene cambiare idea.
Passare al doppio attaccante potrebbe dare un pizzico di verve in più alla squadra.

Del resto lo diceva anche lo spot di un famoso gelato: “two is megl che one”

Raffaele Izzo

Castel Volturno, il Napoli riprende subito gli allenamenti: il report

Dopo la partita del Bernabeu contro il Real Madrid, il Napoli ha ripreso subito gli allenamenti a Castelvolturno.

Gli azzurri preparano il match contro il Chievo al Bentegodi per la 25esima giornata di Serie A in programma domenica alle ore 15.

Seduta pomeridiana nella quale la squadra si è divisa in due gruppi. Coloro che hanno giocato a Madrid hanno svolto lavoro di scarico.

Gli altri uomini della rosa sono stati impegnati in un circuito di forza e successivamente in una partitina a campo ridotto.

Domani allenamento pomeridiano.

 

Da sscnapoli.it

Hamsik: “Siamo tristi per la sconfitta ma proveremo comunque a qualificarci”

Marek Hamsik ha commentato la sconfitta del Bernabeu contro il Real Madrid tramite il proprio sito ufficiale:

Nei primi secondi di partita hanno subito attaccato e Reina ha fatto una grande parata. Poi abbiamo reagito trovando la rete del vantaggio con Insigne.  Nella ripresa hanno segnato due gol nei primi cinque minuti e ne siamo rammaricati. Noi abbiamo sfiorato il gol del 2-3 più volte. Abbiamo giocate meglio tante altre volte rispetto a ieri ma non dobbiamo  dimenticare che affrontavamo una delle migliori squadre al mondo. Siamo tristi per la sconfitta ma proveremo a qualificarci nella gara di ritorno. Molto importante aver segnato in trasferta”.

Juve Stabia, il programma gare del settore giovanile: tre dirette radiofoniche

Juve Stabia, il programma gare del settore giovanile: tre dirette radiofoniche

Si torna in campo, dopo la sosta dei nazionali. Ci saranno tre dirette radiofoniche su ViViRadioWeb. Questo il programma gare del fine settimana:

Berretti: J.Stabia-Reggina sabato 18/2 ore 14.30 stadio Menti (diretta radiofonica su ViViRadioWeb dalle ore 14:15)

Under 17: Casertana-J.Stabia, domenica 19/2 ore 15 stadio Torre di S.Maria a Vico (diretta radiofonica su ViViRadioWeb dalle ore 14:45)

Under 15: Casertana-J.Stabia, domenica 19/2 ore 11 stadio Torre di S.Maria a Vico (diretta radiofonica su ViViRadioWeb dalle ore 10:45)

Under 16: Airola-J.Stabia sabato 18/2 ore 15 campo comunale di Airola

2003: J.Stabia-Afragola 92 domenica 19/2 ore 12 stadio Menti

2004: Atletico Agro-J.Stabia sabato 18/2 ore 17 campo comunale di Piedimonte

a cura di Ciro Novellino

I nostri sponsor:

 







 

Pedullà a De Laurentiis: “Fossi in lei rettificherei e chiederei scusa a tutti”

Hanno fatto discutere, e non poco, le dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis al termine di Real Madrid-Napoli. Alfredo Pedullà ha commentato così le esternazioni del patron azzurro tramite il proprio portale ufficiale:

 

“Caro presidente De Laurentiis, con tutta la stima possibile e immaginabile, avendole spesso dato i meriti di una rinascita calcistica napoletana, le dico sinceramente quello che penso. Dopo una festa come quella di Madrid, festa per il Napoli che entrava nel tempio e che andava elogiata a prescindere, fossi un calciatore del Napoli mi sentirei profondamente offeso. Lei, esimio De La, ha salvato soltanto Insigne, gli altri non avevano “cazzimma”, erano “nulli”. Se io mi chiamassi Diawara, avessi 19 anni e leggessi queste cose da parte del mio presidente, mi interrogherei sull’opportunità di trascorrere il mio futuro a Napoli.

Fossi in lei, gentile De La, rettificherei e chiederei scusa. Dopo una partita come quella di ieri avrebbe dovuto dare una carezza a chiunque, magazziniere compreso, pensando alla prossima gara in casa del Chievo e tenendo nel cassetto viva la speranza – con comportamenti giusti – di ribaltare il risultato al ritorno. Avrei lasciato a chi ammorba l’aria napoletana ogni lunedì (e non solo) il compito di scatenarsi con le critiche prevenute. Anche ieri sera sono venuti fuori i santoni travestiti da corvi, quelli che scrivevano di cronaca e che non sanno se il pallone è rotondo o quadrato. Quelli che più distribuiscono veleni più sono contenti, quelli che del Napoli non gliene frega nulla.

Quelli che prima di andare in onda organizzano una telefonata e si “fanno raccontare due cose al volo” da chi ne sa di più e poi quelle cose vanno in onda. Quelli che non aspettavano altro che scagliarsi su Hamsik, lo spot preferito. Quelli che al Napoli non vogliono bene, gatti neri che attraversano la strada, e si incazzano pure se qualcuno ha la faccia tosta di dirglielo. Assurdo. Ma lei è il pres, gentilissimo De La, e i calciatori sono figli intoccabili, meritano carezze: non avevano perso mica in casa del Roccacannuccia, con tutto il rispetto che si deve al Roccacannuccia”.

Roberto Amodio: “Ho sempre dato tutto per la Juve Stabia, sono disponibile a qualsiasi faccia a faccia”

Roberto Amodio nell’ambito dell’intervento telefonico a “Il Pungiglione Stabiese”, programma radio in onda su ViViRadioWEB ogni lunedì alle ore 19:30, con fermezza chiarisce alcuni concetti sul suo rapporto con la Juve Stabia, in particolare cosa ha dato per la causa gialloblè.

Queste sono state le sue parole:

Molti pseudo tifosi a Castellammare hanno solo il gusto di distruggere, ma chi veramente vuole bene alla Juve Stabia non si può permettere di criticare.

Non ho peli sulla lingua con nessuno, amo tanto questi colori e se oggi mi sono messo in disparte è dovuto solo al bene che provo per la Juve Stabia. Tanti non sanno o si sono dimenticati che quando 8 anni fa la società stava fallendo, mi sono accollato con un gruppo di amici, tutti i debiti societari. Feci di tutto pur di spostare la società da Sorrento a Castellammare pur di non far sparire il calcio in questa città, ma purtroppo la nostra è una piazza difficile, che non sempre ti mette in condizione di poter lavorare in serenità.

Qual’è il risultato?

Che oggi i meriti di questi anni li attribuiscono ai vari Di Somma, Logiudice e via dicendo.

Lo dico apertamente, sono disponibile a qualsiasi dialogo anche diretto per chiarire tanti concetti. Dispiace ascoltare tutte queste critiche che non fanno altro che il male della Juve Stabia.

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Vibonese-Juve Stabia arbitra Giampaolo Mantelli di Brescia

Prima volta in assoluto per il fischietto bresciano Mantelli con la Juve Stabia

Per la settima giornata di ritorno del campionato di Lega Pro girone C che si disputerà sabato 18 febbraio alle ore 14 e 30 allo stadio “Luigi Razza” di Vibo Valentia è stato designato Giampaolo MANTELLI

Giampaolo MANTELLI di Brescia

della sezione di Brescia a dirigere la gara tra Vibonese e Juve Stabia.

Mantelli, è al suo terzo campionato in Lega Pro, in passato non ha mai diretto gare della Juve Stabia, nemmeno in campionati di settore giovanile.

L’assistente numero uno sarà: Davide MARCOLIN della sezione di Schio;

l’assistente numero due Flavio ZANCANARO sezione di Treviso.

Giovanni MATRONE

Franco Manniello, dopo 8 anni, assolto dalle accuse di presunta combine con il Sorrento

Franco Manniello, presidente della Juve Stabia, non partecipò all’organizzazione della combine del derby con il Sorrento del 5 aprile 2009. Assolto, dopo otto anni, il patron delle Vespe che era imputato per frode sportiva. Questa mattina, la prima sezione penale del Tribunale di Torre Annunziata ha emesso la sentenza. Manniello è stato assolto «per non aver commesso il fatto». Si chiude quindi una vicenda durata ben otto anni e che dal punto di vista sportivo ha visto la Juve Stabia subire anche una dura penalizzazione. Il presidente Manniello era accusato di aver partecipato alla combine della sfida tra Juve Stabia e Sorrento che terminò 1-0, con una rete del centrocampista Mineo. I giudici hanno assolto da questa accusa il presidente Franco Manniello.

Fonte: https://www.metropolisweb.it/news/combine-juve-stabia-sorrento-assolto-dopo-8-anni-il-presidente-franco-manniello/25808.html

Donald Trump vuole la pace in Medio Oriente, ma affossa ‘i due Stati’

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Stefano Stefanini analizza la posizione di Donald Trump sul Medio Oriente e scrive: «sta imprimendo più di un cambio di direzione alla politica estera americana, ma non è detto che avrà successo».

Così Donald cambia i giochi

Come tutti i suoi predecessori, Donald Trump vuole la pace in Medio Oriente. La continuità si ferma qui. In mezz’ora di conferenza stampa con Benjamin Netanyahu, il Presidente americano ha messo la pietra sopra la soluzione dei «due Stati».

Una soluzione, quella di uno Stato israeliano e uno palestinese, che è stata il faro degli infiniti tentativi di risolvere la crisi dal 1993 ad oggi. Trump non l’ha esclusa, ma il suo agnosticismo e le condizioni del primo ministro israeliano, che esige il «totale controllo» di sicurezza israeliano sull’intero West Bank, la relegano alla retroguardia della diplomazia mediorientale.

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Trump batte un’altra strada. Non interpella i palestinesi. Punta a diluirli in un ampio accordo regionale. Gli fa sponda Netanyahu perché ormai «i Paesi arabi non vedono più Israele come un nemico»: adesso il nemico, comune, è l’Iran. Queste le basi del maxi-accordo (much bigger deal) terreno sul quale il Presidente americano si sente di casa. Visione audace, seguiti operativi lacunosi. Fino a che punto gli Stati arabi sono pronti a un accordo sulla testa dei palestinesi? Quale «flessibilità» offre in cambio Israele?

La conferenza stampa è stata straordinaria. Si è tenuta prima, non dopo, i colloqui. Su argomenti come gli insediamenti o lo spostamento dell’ambasciata americana a Gerusalemme, i due leader se la sono cavata con un «ne parleremo». I due Stati non sono stati nominati, sino alla domanda di un giornalista israeliano. L’accordo nucleare con l’Iran è stato pesantemente censurato, ma senza parlare di annullarlo. Chi chiedeva cosa Washington intendesse farne è rimasto senza risposta. Incoraggiato da Netanyahu, Trump ha confermato nuove sanzioni a Teheran slegate al nucleare e collegate ai recenti lanci di missili balistici iraniani.

Nel bel mezzo di una crisi della sua amministrazione ancora in ebollizione, tutt’altro che sopita con le dimissioni di Michael Flynn, Donald Trump non smette di stupire. L’ha difeso, mentre la Casa Bianca si era affannata a presentarle come un licenziamento. Continua a navigare in solitario. La struttura della Casa Bianca è debole e, quasi dilettantesca. Imparerà forse, ma non è né abituata né preparata allo scrutinio microscopico di cui è oggetto qualsiasi amministrazione. Non se la può più cavare con «fatti alternativi». Dipartimento di Stato e Pentagono hanno un titolare, ma sono indietro con tutte le altre nomine.

Imperterrito, il Presidente sembra avere le idee chiare di dove vuole arrivare, se non di come. Ha fatto dell’Iran il perno di una problematica alleanza in fieri che risolva anche il problema palestinese. Nel disegno c’è anche l’idea di staccare la Russia dall’Iran.

Oggi il nuovo Segretario di Stato americano, Rex Tillerson, incontra il pilastro della diplomazia russa, Sergei Lavrov. Dovrebbe essere il primo passo per il rilancio del dialogo, ma le nubi si sono addensate sui cieli di Washington. Il critico rapporto russo-americano, che per decenni Casa Bianca e Cremlino avevano maneggiato con i guanti, si è invischiato nelle sabbie mobili della sicurezza e politica interna americana. Trump ha adesso più di uno scheletro russo nell’armadio e deve muoversi con i piedi di piombo.

L’incauto Flynn ha fatto da capro espiatorio. Tuttavia i veri responsabili sono i due leader: Vladimir Putin per l’ingerenza senza precedenti nelle vicende elettorali americane; Donald Trump per averla quasi incoraggiata e soprattutto per l’opacità della sua condotta verso Mosca durante la transizione. Mischiando politica estera con simpatie personali e connivenze elettorali i due Presidenti hanno complicato l’obiettivo di un riavvicinamento. Ma ci sono pochi dubbi che è quanto entrambi vorrebbero.

Donald Trump sta imprimendo più di un cambio direzione alla politica estera americana. Non è detto che avrà successo. Il Senato fa resistenza sulla Russia. Le indagini continueranno sulla «Russian connection». Mosca vuole un’intesa, ma non gli farà sconti. In Medio Oriente alleanze, inimicizie e rivalità sono sfuggenti e fluttuanti. Incerti nel risultato, i segnali di cambiamento da Washington sono però inequivocabili.

Verrà anche il turno dell’Europa. Ieri, alla Nato, prima avvisaglia: messa in mora del Segretario alla Difesa Mattis sulle spese militari dell’Alleanza. A parte Theresa May, l’unica autorevole voce europea che si è fatta sentire a Washington è quella di Federica Mogherini. Brava, ma non basta. Rischiamo di arrivare in ritardo all’appuntamento con la rivoluzione Trump. Ci piaccia o no, dobbiamo prenderne le misure.

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lastampa/Così Donald cambia i giochi STEFANO STEFANINI

Il Napoli soccombe ma non si arrende

Il Napoli soccombe ma non si arrende

Della serata al Santiago Bernabeu, della sfida al Real Madrid, alla fine resta il gol messo a segno da Lorenzo Insigne. Come si legge sul Corriere del Mezzogiorno, comunque il Napoli va applaudito per come ha affrontato i signori della Champions: “Soccombe, la squadra di Sarri ma non si arrende. È’ costretta soccombere di fronte a tanta forza, davanti ai campioni in carica. De Laurentiis in tribuna accanto a Florentino Perez non perde il buon umore, piuttosto a fine partita fa i complimenti alla sua squadra”.

Hamsik è mancato nella sera più importante

Hamsik è mancato nella sera più importante

Come riporta la Gazzetta dello Sport, il Napoli non ha bilanciato “la sconfinata attitudine del Real a maneggiare tensioni e abilità che sfide del genere impongono. E’ stata questione di testa, di gambe tremebonde che a un dato momento non assecondavano più gli impulsi. Una volta di più è mancato Hamsik, latitante in «leadership» quando l’asticella si alza”.

La sconfitta brucia parecchio a De Laurentiis, da lì lo sfogo!

La sconfitta brucia parecchio a De Laurentiis, da lì lo sfogo!

Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis non ha gradito la sconfitta rimediata dalla sua squadra al Santiago Bernabeu contro il Real Madrid. La Gazzetta dello Sport scrive: “La sconfitta gli è bruciata parecchio, tant’è che a fine partita Aurelio De Laurentiis s’è lasciato andare ad uno sfogo duro, che ha investito Maurizio Sarri non ha risparmiato rimproveri, e non solo all’allenatore s’è soffermato su Insigne, ma il suo bersaglio è stato Sarri anche sulla differenza di budget tra le due società De Laurentiis è stato durissimo ‘Ibrahimovic? Io lo vedrei bene come allenatore del Napoli’ una risposta piccata, che avvalora ancora di più la critica feroce contro Sarri”.

Gazzetta: “Non c’è troppa simpatia tra Sarri e De Laurentiis, la polemica continua”

Gazzetta: “Non c’è troppa simpatia tra Sarri e De Laurentiis, la polemica continua”

Dopo le parole dure esclamate dal presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis nel post-partita di Real Madrid-Napoli 3-1, l’allenatore azzurro Maurizio Sarri ha avuto modo di rispondere in conferenza stampa. La Gazzetta dello Sport fa il punto della situazione: “Il tecnico ha ribattuto non alimentando la polemica che, sicuramente, avrà un seguito nel privato: in effetti, non c’è mai stata troppa simpatia tra Sarri e il suo presidente, che alla prima occasione utile non gli ha risparmiato nulla. Ne ha dette tante, De Laurentiis, contro il suo allenatore, mettendone in discussione le scelte”.

Donald Trump, Medio Oriente: Confederazione o un tavolo saudita di negoziati permanenti

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Donald Trump prende in considerazione delle opzioni alternative per raggiungere la pace tra cui una Confederazione o un tavolo saudita di negoziati permanenti. Il presidente americano – scrive Stefano Stefanini – «sta imprimendo più di un cambio di direzione alla politica estera americana, ma non è detto che avrà successo».

Confederazione o un piano saudita: ecco le strade per puntare alla pace

Il presidente Rivlin per confini aperti fra “entità” diverse ma i moderati frenano

TEL AVIV – Nella conferenza stampa a margine del suo primo incontro con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, il presidente americano Donald Trump ha confermato che la sua amministrazione non considera la soluzione dei due Stati l’unica percorribile per porre fine al conflitto israelo-palestinese.

La dichiarazione rompe con le precedenti amministrazioni Usa e con il resto della comunità internazionale, che fin dagli accordi di Oslo del 1993 ritiene essenziale per il raggiungimento della pace la creazione di uno Stato palestinese accanto a Israele.

Con il protrarsi dello stallo nei negoziati di pace, alcune voci moderate hanno cominciato a valutare nuovi modelli, ma finora le alternative alla visione dei due Stati sono arrivate principalmente dalle frange estreme della politica israeliana e palestinese. Quali sono le alternative che ora potrebbero trovare ascolto alla Casa Bianca? E quali i maggiori ostacoli alla loro realizzazione?

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Le ipotesi sul tavolo

Una delle prime ipotesi è quella di una Confederazione o Stato binazionale. Questo modello è caldeggiato da diversi esponenti del partito di destra Likud, tra cui il presidente israeliano Reuven Rivlin. Un «falco» in politica estera, ma attento a garantire i diritti civili dei palestinesi, Rivlin è contrario alla creazione di uno Stato palestinese. In passato, ha lanciato la proposta di una confederazione composta da Israele e da «un’entità» autonoma palestinese, in cui lo Stato ebraico manterrebbe il controllo sull’esercito e i confini.

Questa settimana, durante un incontro con un’organizzazione pro-insediamenti, Rivlin si è invece dichiarato favorevole all’annessione di tutta la Cisgiordania, a patto che agli abitanti palestinesi sia concessa la cittadinanza israeliana. La soluzione dello Stato unico è appoggiata non solo da ambienti di destra, ma anche da esponenti dell’estrema sinistra e degli arabi israeliani.

Ovviamente è una soluzione che presenta criticità. È improbabile ad esempio che la dirigenza palestinese accetti una soluzione a sovranità limitata, e tantomeno un’annessione. L’ipotesi di uno Stato binazionale spaventa anche gli stessi israeliani moderati. Annettere la Cisgiordania e concedere la cittadinanza a quasi tre milioni di palestinesi altererebbe gli equilibri demografici del Paese e rischierebbe di segnare la fine d’Israele come Stato ebraico, aprendo possibili scenari di guerra civile.

C’è poi la via di una annessione parziale, ed è quella sostenuta dal ministro dell’Istruzione Naftali Bennett, leader del partito di estrema destra la Casa Ebraica: egli propone di annettere il 60 per cento della Cisgiordania e creare delle autonomie palestinesi nei territori rimanenti. In base al suo piano, Israele annetterebbe l’Area C della Cisgiordania che comprende i principali insediamenti, e offrirebbe la cittadinanza ai circa 150.000 palestinesi che risiedono nell’area.

La proposta di Bennett potrebbe trovare sostenitori nell’amministrazione Usa, come David Friedman, il candidato di Trump alla carica di ambasciatore in Israele. Friedman, vicino alla destra israeliana, si è detto in passato favorevole all’annessione di parte della Cisgiordania. Ma per i palestinesi e i moderati israeliani, l’idea di Bennett rimane inaccettabile, perché lascerebbe ai palestinesi solo dei minuscoli «bantustan» a sovranità limitata e privi di continuità territoriale.

«Il tavolo saudita»  

Trump e Netanyahu nella loro conferenza stampa di ieri hanno auspicato un ruolo maggiore nel processo di pace per il mondo arabo e una soluzione regionale al conflitto. Proposte in questo senso vanno da quella di Yaakov Peri, deputato dell’opposizione ed ex capo del servizio di Sicurezza Interna, che vorrebbe aprire in Arabia saudita un tavolo di negoziato permanente con i palestinesi e gli altri Paesi arabi, all’idea di una confederazione tripartita tra Israele, Palestina e Giordania.

Iniziative come la proposta di pace saudita del 2002 dimostrano la crescente disponibilità del mondo arabo a normalizzare le relazioni con Israele, ma queste aperture considerano ancora imprescindibile il ritiro israeliano dai territori conquistati nel 1967 e la creazione di uno Stato palestinese.

Trump, svolta sul Medio Oriente

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Donald Trump, a margine dell’incontro con Benjamin Netanyahu, spiega di non considerare la strada dei «due Stati» l’unica percorribile per porre fine al conflitto tra israeliani e palestinesi. Fra le opzioni alternative per raggiungere la pace vi sono una Confederazione o un tavolo saudita di negoziati permanenti. Il presidente americano – scrive Stefano Stefanini – «sta imprimendo più di un cambio di direzione alla politica estera americana, ma non è detto che avrà successo».

Trump e Netanyahu congelano la soluzione dei “due Stati”

Il leader americano frena sugli insediamenti. «Tocca a Israele e Anp fare un’intesa». Sintonia sull’Iran: impediremo che abbia l’atomica. Il Pentagono pensa a truppe in Siria

NEW YORK – La soluzione dei due Stati non è più la strada maestra che gli Usa intendono seguire per arrivare alla pace tra israeliani e palestinesi. Piuttosto il presidente Trump punta su un accordo regionale che includa anche i Paesi arabi, per trovare un’intesa di ampio raggio in grado di affrontare insieme i diversi problemi che compromettono la stabilità dell’intero Medio Oriente. Lo ha detto ieri il capo della Casa Bianca, ricevendo per la prima volta il premier Netanyahu.

«Io – ha detto Trump – sono per uno Stato, o due Stati. Quello che preferiscono le parti. Il mio obiettivo è la pace, e a negoziarla devono essere israeliani e palestinesi. Noi possiamo assisterli, e poi sosterremo le loro decisioni». Il presidente si è detto sicuro che «faremo un accordo», scherzando con il suo ospite che non sembrava altrettanto ottimista. Quindi ha aggiunto che preferirebbe uno stop agli insediamenti, per favorire il negoziato, che intende affidare al genero Jared Kushner, un ebreo ortodosso che conosce Netanyahu da quando era bambino. Trump ha ripetuto che «stiamo considerando il trasferimento dell’ambasciata americana a Gerusalemme», ma senza prendere impegni precisi sui tempi.

 

Il premier ha detto che «non mi interessano le etichette, ma la sostanza. E la sostanza è la stessa che ripeto da sempre. Le nostre condizioni per la pace sono due: primo, i palestinesi devono accettare l’esistenza dello Stato ebraico, smettendo di minacciarne la distruzione e insegnarla ai loro bambini; secondo, la sicurezza dell’intera regione dovrà essere affidata ad Israele, altrimenti creeremo solo le condizioni per una nuova base terroristica». Netanyahu ha detto che questo momento rappresenta una grande occasione, perché a causa del terrorismo prodotto dall’islam radicale «molti Paesi arabi, per la prima volta nel corso della mia vita, non considerano più Israele un nemico, ma un alleato». Questo ha spinto Trump a dire che il disegno strategico è allargare il negoziato a questi Paesi, in modo da fare un accordo complessivo per la stabilità dell’intera regione.

I due leader hanno confermato la determinazione a lavorare insieme contro il terrorismo, e la piena convergenza sulla linea verso l’Iran. Entrambi considerano l’accordo nucleare negoziato dal presidente Obama un errore, e il capo della Casa Bianca ha ribadito che «non consentiremo mai a Teheran di avere l’arma atomica». Netanyahu ha elogiato la decisone di imporre nuove sanzioni per il recente test missilistico, «fatto con un vettore con su scritto che Israele deve essere distrutto». Quindi ha chiesto di prendere provvedimenti anche contro Hezbollah.

Il clima tra gli Usa e lo Stato ebraico è cambiato radicalmente rispetto all’amministrazione precedente, ma secondo l’ex vice segretario di Stato e vice consigliere per la sicurezza nazionale di Obama, Tony Blinken, la strategia di Trump e Netanyahu non è praticabile «a causa della demografia. Se resta un Stato solo, Israele non potrà essere insieme ebraico e democratico, perché i palestinesi diventeranno la maggioranza. A quel punto o dovrà rinunciare alla democrazia, oppure al fatto di essere uno Stato ebraico».

Poco dopo la conclusione dell’incontro e mentre Netanyahu stava dirigendosi al Congresso, il Pentagono faceva filtrare la notizia che «potrebbe raccomandare l’invio di truppe da combattimento Usa in Siria contro lo Stato islamico». Il Pentagono – ha riferito la Cnn – avrebbe illustrato la proposta a Trump.

vivicentro.it/politica
vivicentro/Trump, svolta sul Medio Oriente
lastampa/Trump e Netanyahu congelano la soluzione dei “due Stati” PAOLO MASTROLILLI – INVIATO A NEW YORK

FOTO ViViCentro – Il racconto in scatti di Real-Napoli

FOTO ViViCentro – Il racconto in scatti di Real-Napoli

Il Napoli perde contro il Real Madrid nella gara di andata degli ottavi di finale di Champions League. Questo il racconto in scatti del match del Bernabeu a cura di Giovanni Somma.

Calo di popolarità dei democratici: elettori delusi dalle liti ma ancora fiduciosi

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Da un sondaggio de La Stampa emerge il calo di popolarità dei democratici. Gli elettori sono delusi dalle liti, solo un italiano su tre pensa che il partito possa vincere le elezioni. Intanto Michele Emiliano, Enrico Rossi e Roberto Speranza siglano un patto per la scissione dal Pd e la formazione di un nuovo movimento alla sua sinistra.

Pd impopolare ma degno di fiducia, Renzi diventa “uno dei tanti leader”

Solo un italiano su tre pensa che il partito possa vincere le elezioni. I Dem pagano la potenziale diaspora e la scarsa vitalità che trasmettono

La popolarità del Pd in caduta libera, sebbene i suoi esponenti siano considerati più degni di fiducia di altri. Il ridimensionamento di Renzi, tornato a essere uno dei tanti leader del partito. E la vitalità e compattezza dei Cinquestelle, percepite come gli aspetti che potrebbero fare la differenza. Regala scenari inediti l’ultimo sondaggio del nostro istituto compiuto per La Stampa nella settimana della Direzione del Pd.
 Se guardiamo ai pronostici il partito che per ora è ancora saldamente in sella a Palazzo Chigi non gode di grande popolarità. Solo un italiano su tre è convinto che il Pd sia in grado di vincere le elezioni. La percentuale scende al 23% quando si chiede se il partito sarebbe in grado di prendere il 40% dei voti e quindi ottenere il premio di maggioranza previsto dalla legge elettorale. Il Pd viene considerato un partito poco unito (l’81% degli intervistati lo considera frammentario e composto da più correnti), prossimo a una spaccatura (per il 63% potrebbe dividersi) e poco vitale (tre italiani su quattro lo vedono così).

 

Quindi? Stando a questi dati il Pd sembrerebbe sconfitto già ai nastri di partenza nel caso di un confronto diretto con il suo principale antagonista, l’M5S, nel governo dell’Italia. Eppure, particolare curioso, i leader del Pd sono considerati mediamente più preparati e quindi maggiormente degni di fiducia. In un confronto diretto con i Cinquestelle non sembra esserci partita: gli esponenti del Pd hanno raccolto un punteggio medio di fiducia di 45 contro il 40 raccolto da vertici del M5S. La compagine Dem viene guidata da leader come Michele Emiliano (56), Sergio Chiamparino (53) e Giuseppe Sala (51). Troviamo un Matteo Renzi al sesto posto su otto (41) avanti solo a Gianni Cuperlo (35) e Massimo D’Alema (20). L’ex presidente del Consiglio che fino a qualche mese fa sembrava non avere rivali in un confronto interno, è dunque rientrato nel «gruppone degli inseguitori».

Sull’altro versante è Chiara Appendino, la sindaca di Torino, a raccogliere più fiducia dall’elettorato (63). Segue Alessandro Di Battista (50) mentre il «candidato premier» Luigi Di Maio raccoglie il 37, Virginia Raggi il 31 e Davide Casaleggio il 30. Interessante anche la posizione di Beppe Grillo. Il leader del Movimento ha un indice di popolarità enorme (89%), ma raccoglie la fiducia solo del 29% degli intervistati.

Tirando le somme, il Movimento 5 Stelle gode di una migliore immagine nel complesso, ma di una minore fiducia rispetto agli esponenti del Pd. I Dem perdono terreno proprio a causa delle divisioni interne. La potenziale diaspora del Partito Democratico si trasforma in una maggiore attenzione verso la vittoria elettorale del Movimento Cinque Stelle che raccoglie una probabilità positiva quasi doppia di vincere alle urne rispetto al Pd: 51% contro il 32%.

Gli italiani, se dovessero scommettere, non hanno dubbi. Ma un conto è considerare il possibile vincitore, un altro è poi come uno voterà. Le intenzioni di voto degli italiani restano infatti granitiche rispetto alle rilevazioni precedenti. Il Pd risulta ancora il primo partito con il 32% seguito dal Movimento Cinque Stelle (27%), dalla Lega Nord (11,5%) e da Forza Italia (11%). Da sottolineare che proprio la compagine berlusconiana è quella che è riuscita a rosicchiare un +0,5% rispetto al precedente sondaggio. Gli italiani, in termini di voti reali, si dimostrano quindi ancora una volta molto prudenti e piuttosto allergici a percorrere strade nuove.

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lastampa/Pd impopolare ma degno di fiducia, Renzi diventa “uno dei tanti leader” NICOLA PIEPOLI

Mimmo Famularo: “Vibonese galvanizzata dalla cura Campilongo”

L’intervento di Mimmo Famularo Direttore di Zoom24.it al Pungiglione Stabiese

Nel corso della trasmissione radiofonica di ViviRadioWeb, “Il Pungiglione Stabiese”, abbiamo avuto in collegamento Domenico Famularo, direttore della testata online zoom24.it di Vibo Valentia; con lui si è parlato del match di sabato pomeriggio tra Vibonese e Juve Stabia.

Ciao Domenico, analizziamo questo momento particolare della Vibonese. La squadra ha totalizzato 4 punti nelle ultime due partite, un fattore importante e con i rinforzi del mercato di riparazione, sono arrivati a Vibo giocatori importanti come l’ex Juve Stabia Ali Sowe, che proprio a Caserta ha realizzato la prima rete rossoblu. Ci puoi dire le ultime novità in casa Vibonese?

A Vibo non è arrivato solo Sowe, ma anche la novità Piroska, centrocampista slovacco che è un pò la punta di diamante di questo mercato. Un calciatore tutto da scoprire che al primo tentativo è andato subito a segno. Un calciatore importante che vanta oltre 250 presenze in serie A slovacca, ha giocato in Champions League collezionando anche diverse presenze con la Nazionale. Un colpaccio per la Vibonese che è stata trasformata dal mercato ma anche dalla cura Campilongo. I rossoblu sono stati totalmente vitalizzati, è cambiati nell’atteggiamento e nello spirito. Sabato la squadra è stata colpita a “freddo” a Caserta, ma ha avuto anche la capacità di reagire per poi conquistare addirittura l’intera posta in palio, giocando tutto il secondo tempo anche in inferiorità numerica.

In 10 la Vibonese non ha mai sofferto la Casertana, squadra che in questo scorcio iniziale del girone di ritorno aveva fatto più punti di tutti, considerato che veniva da quattro vittorie e un pareggio. Vibonese che da ultima della classe ha sbancato il “Pinto” e questo risultato rappresenta un importante iniezione di fiducia per Salvatore Campilongo, a cui va dato merito considerando  che ha apportato numerose modifiche.

Guardando la classifica, questa vittoria ha permesso alla Vibonese di abbandonare l’ultimo posto scavalcando il Melfi e di avvicinarsi al Catanzaro che ora teme la Vibonese, tanto che è stato esonerato Zavettieri per Erra al fine di dare uno scossone alla squadra.

La Vibonese, per come è stata ricostruita non è più una squadra di bassa classifica, totalmente diversa rispetto a quella che ha affrontato la Juve Stabia nel girone di andata. Squadra cambiata per 7/11, in difesa adesso troviamo Moi ad affiancare Manzo, a sinistra troviamo Silvestre l’ex Paganese, a centrocampo invece Favasuli non è più un trequartista, ma un play maker che gioca nel vertice basso, diciamo alla Pirlo. In più a centrocampo c’è Viola (che sabato sarà squalificato), un altro grande acquisto di gennaio portato a Vibo dal Direttore Battaglia.

In avanti troviamo tanta qualità con Piroska dietro alle due punte Sowe e Saraniti, senza dimenticare l’argentino Bubas, un altro calciatore che non ha ancora debuttato e probabilmente lo farà proprio contro la Juve Stabia. Da dire che Saraniti fino a qualche settimana fa era la colonna inamovibile di questa Vibonese, adesso è un calciatore qualsiasi se andiamo a fare il confronto con i tanti arrivati che hanno innalzato di molto il livello di una squadra che a mio giudizio non è più una compagine da playout, ma un team che vale la metà classifica.

Conosciamo Campilongo che ama giocare in attacco adottando un 4-3-3, modulo simile alla Juve Stabia, a Vibo invece che modulo sta utilizzando?

Adesso il tecnico gioca adottando un 4-3-1-2 sfruttando le qualità del trequartista Piroska, anche se nell’ultima sfida casalinga contro il Cosenza ha schierato i suoi con un 4-3-3 puro schierando Cogliati e Sowe ai fianchi di Saraniti, anche se Piroska non aveva ancora debuttato.

Suppongo che contro la Juve Stabia schiererà nuovamente il 4-3-1-2 con Piroska dietro alle due punte e la davanti ci sarà imbarazzo della scelta per il tecnico napoletano visto che può puntare tranquillamente su tutti gli effettivi a disposizione, non dimenticando Cogliati, un altro calciatore che in corso può far male.

La tifoseria come sta vivendo questo momento, sostiene la squadra?

L’umore a Vibo è diametralmente opposto rispetto alla tifoseria della Juve Stabia. La Vibonese è reduce dalla vittoria di Caserta, la seconda vittoria esterna stagionale, che di fatto ha galvanizzato l’ambiente, e in precedenza prima del pari interno contro il Cosenza, aveva perso le precedenti sette partite consecutive. Ovvio che l’importante mercato di riparazione, l’arrivo di Campilongo, i risultati e le buone prestazioni contro Matera e Cosenza hanno contribuito a galvanizzare tutto l’ambiente.

Anche a Vibo come a Castellammare troviamo un Presidente “solitario”, stiamo parlando di Pippo Caffo, anche se lui non è originario del luogo essendo siciliano. Caffo come si rapporta con la piazza?

Pippo Caffo sta al calcio come Pippo Callipo sta alla pallavolo qui a Vibo Valentia. Come ben sapete, Vibo è la regina del sud della pallavolo italiana; gioca La Tonno Callipo che è una grandissima realtà nazionale. Allo stesso modo Pippo Caffo, è un patron che ha preso la Vibonese dieci anni fa, sta nel calcio insieme ad altri dirigenti, e ha anche subito l’onta della doppia retrocessione, visto che ad un certo punto sotto la sua presidenza la Vibonese precipitò dalla Lega Pro all’Eccellenza. Ha poi rifondato e ricreato un nuovo ciclo, ed infatti nel giro di due anni ha riportato la squadra in Lega Pro. Vibo attualmente è una delle piazza più piccole di questa Lega Pro, ma dal punto di vista economico è una società solidissima, una sorta di Sassuolo o di Chievo volendo fare un paragone, una piazza piccola, ma con un Presidente importante che finanzia questo club.

In chiusura, cosa ti aspetti da questo Vibonese – Juve Stabia, ospiti demoralizzati e fragili o che venderanno cara la pelle per risollevare le sorti di quest’avvio 2017 disastroso?

Mi aspetto una Juve Stabia determinata che giocherà per vincere con l’intento di fermare questa tendenza negativa. Sono convinto che la Juve Stabia metterà in mostra le proprie qualità, parliamo di una delle migliori formazioni di questo girone. Nella giornata di lunedì la Vibonese ha subito ripreso gli allenamenti per preparare questa partita con determinazione e allo stesso tempo vogliosa di far punti in casa, consapevole che dopo la Juve Stabia sarà di scena a Lecce e solo dopo tale sfida il suo calendario sarà più agevole.

Per salvarsi, la Vibonese dovrà conquistare anche punti contro le grandi, e tra queste di sicuro rientra la Juve Stabia che è una corazzata del girone.

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CTB: ”IL RACCONTO DI CHIMERA” al TEATRO COMUNALE DI CELLATICA

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IMPRONTE TEATRALI
CIRCUITI LOMBARDIA SPETTACOLO DAL VIVO
SABATO 18 FEBBRAIO 2017 ore 21.00
TEATRO COMUNALE DI CELLATICA
(Viale Risorgimento, 23)
CTB Centro Teatrale Bresciano
presenta

da “La chimera” di Sebastiano Vassalli
progetto e drammaturgia di Lucilla Giagnoni
scene e luci Lucio Diana, Massimo Violato
musiche originali Paolo Pizzimenti
costume di scena Monica di Pasqua
Durata dello spettacolo : 1h 40’ (senza intervallo)

Sabato 18 febbraio alle ore 21.00, al Teatro Comunale di Cellatica, si terrà lo spettacolo IL RACCONTO DI CHIMERA, tratto da la chimera di Sebastiano Vassalli, progetto e drammaturgia di Lucilla Giagnoni, scene e luci di Lucio Diana e Massimo Violato, musiche originali di Paolo Pizzimenti, spettacolo prodotto dal CTB Centro Teatrale Bresciano.

Lo spettacolo rientra nella Rassegna IMPRONTE TEATRALI, rassegna teatrale a carattere multidisciplinare inserita nel progetto Circuiti Lombardia Spettacolo dal vivo, promossa dalla Regione Lombardia a sostegno del sistema teatrale lombardo, dell’innovazione dei linguaggi teatrali e della contaminazione di diverse forme di spettacolo.

Il progetto CIRCUITI LOMBARDIA SPETTACOLO DAL VIVO, coinvolge oltre al Comune di Brescia, capofila del progetto, i comuni di Botticino, Borgo San Giacomo – Castello di Padernello, Desenzano del Garda, Ghedi, Leno, Roncadelle, Corzano, Cellatica, Gottolengo, Lograto, Orzinuovi, Rezzato e il CTB Centro Teatrale Bresciano, incaricato dal Comune di Brescia, alla direzione artistica e al coordinamento organizzativo e alla gestione economica finanziaria delle iniziative.

Tratto dal romanzo di Sebastiano Vassalli, Il racconto di CHIMERA ricostruisce una storia che nel 1610 sconvolse Novara: la tragica vita di Antonia, abbandonata ancora bambina davanti alla porta della Casa della Carità e cresciuta poi da una coppia di contadini nel villaggio di Zardino. Accusata di essere una strega, venne processata e, dopo aver subito violenze e torture, venne condannata al rogo, sullo sfondo di un paesaggio storico dominato e oppresso dalla Controriforma e dall’Inquisizione e di un paesaggio naturale dove si staglia il Monte Rosa.

Lucilla Giagnoni porta in scena una figura femminile di struggente bellezza e sensualità attraverso un monologo avvincente, quasi la condanna di un presente che continuiamo a vivere con dolore.

Ingresso spettacolo: intero € 8,00 – ridotto € 5,00

INFO: I biglietti sono in prevendita alla biglietteria del teatro Sociale, via Felice Cavallotti, 20 in orario di apertura della stessa e mezz’ora prima dell'inizio della rappresentazione al Teatro Comunale di Cellatica.

On-line www.vivaticket.it e in tutti i circuiti di Vivaticket

Punto vendita CTB: CTB Centro Teatrale Bresciano, P.zza Loggia, 6, Brescia con il seguente orario: da martedì a venerdì (esclusi sabato e festivi) dalle ore 10.00 alle ore 13.00. Tel. 030 2928609

Ticket Point preso Libreria Serra Tarantola – via F.lli Porcellaga, 4 – Brescia

telefono 030290171 – fax: 0303772569

orari: 9.15-12.15 / 15.30-19.00

(lunedì mattina e domenica chiuso)

Teatro Sociale – Biglietteria tel. (+39) 0302808600

biglietteria@centroteatralebresciano.it

Teatro Comunale di Cellatica (Viale Risorgimento, 23)

(mezz’ora prima dell’inizio della rappresentazione)

Le foto sono di Umberto Favretto.