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Russia e Giappone firmano l’accordo per la costruzione di un gasdotto

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Il gasdotto fornirà a Tokyo 25 miliardi di metri cubi l’anno di metano. Il progetto voluto da Putin e Abe mira ad arginare lo strapotere della Cina. Intanto Pechino rilancia un’alleanza hi-tech con Israele. Al centro del progetto lo sviluppo di progetti sull’intelligenza artificiale ma anche il trasferimento di conoscenze e tecnologie per la lotta all’inquinamento e la protezione delle risorse idriche.

Una maxi-intesa sul metano, la sfida di Russia e Giappone

Un gasdotto fornirà a Tokyo 25 miliardi di metri cubi l’anno di energia

La Russia continua a cercare e a trovare alternative all’export di gas in Europa occidentale: secondo il quotidiano economico russo «Kommersant», Mosca e Tokyo stanno per annunciare la costruzione di un gasdotto da 6 miliardi di dollari, capace di portare in Giappone 25 miliardi di metri cubi all’anno, per un controvalore che può aggirarsi sui 10 miliardi di dollari annui. Quest’intesa segue quella da 400 miliardi di dollari in 30 anni con la Cina firmata nel 2014. L’accordo Russia-Giappone sul metano sarà probabilmente firmato dal premier Abe quando visiterà Mosca in aprile.

Se l’intesa verrà formalizzata, avrà non solo un valore economico ma anche geopolitico, e da molteplici punti di vista. Senza dubbio rafforzerà i due Paesi contro lo strapotere cinese. Ma anche l’Occidente sarà coinvolto. Mosca dopo l’intervento in Ucraina e l’imposizione delle sanzioni economiche occidentali ha diversificato le sue esportazioni di gas per non dipendere troppo dal mercato dell’Europa. Anche se le sanzioni non hanno coinvolto il metano, Putin teme che in futuro arrivi qualche brutta sorpresa da quel fronte, perciò vuole allargare il novero dei clienti. Dopo la Cina, il Giappone è benvenuto.

Però le relazioni fra Mosca e Tokyo sono complicate. A più di settant’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, russi e giapponesi hanno ancora un contenzioso aperto su quattro isolette, le Kurili meridionali. Mentre l’appartenenza del resto di quest’arcipelago alla Russia non è disputata, le quattro isole più vicine alla giapponese Hokkaido, occupate dai russi nel 1945, sono considerate irrinunciabili da Tokyo. Non ci sono risorse economiche nelle Kurili meridionali, a parte la pesca dei granchi, eppure né Tokyo né Mosca sono disposte a rinunciarvi. È una questione tutta politica, di prestigio, di puntiglio. Forse addirittura un fatto di psicologia sociale.

Comunque per Mosca potrebbe trattarsi di una carta da giocare per ottenere molto in cambio di poco. Di tanto in tanto se ne torna a parlare. Nel dicembre scorso l’attività diplomatica fra russi e giapponesi si è infittita ed è stato valutato un compromesso: dividere due per parte le quattro Kurili meridionali. Per ora non se n’è fatto nulla, ma Mosca accompagnerebbe di sicuro ogni concessione a clausole accessorie che la rafforzerebbero.

Guardando le cose dal punto di vista di Tokyo, per il Giappone il gas siberiano potrebbe diventare una necessità più che una scelta. Al momento il Paese dipende per il 30% dall’energia nucleare, che però è in discussione dopo l’incidente nella centrale di Fukushima. Ora il Giappone valuta di disfarsi completamente dell’atomo, ma con che cosa sostituirlo? Le energie verdi e il risparmio energetico fanno passi da gigante ma ancora per decenni non basteranno a tutto. Un bel flusso di metano dalla Russia risolverebbe questo problema.

I giapponesi al momento sono i maggiori importatori mondiali di gas naturale liquefatto (Gnl). Il gas liquefatto costa circa il doppio di quello naturale. Perciò un bel gasdotto fra l’isola russa di Sakhalin e quella giapponese di Hokkaido potrebbe aumentare la disponibilità locale di metano, o dimezzarne il costo a parità di import, o un mix fra le due cose. Ma poi Tokyo sarebbe più dipendente da Mosca, e quindi ricattabile in caso di crisi politiche internazionali future?

Il Giappone vorrebbe anche qualcos’altro dalla Russia, oltre alle Kurili meridionali. Per esempio Tokyo si aspetta più aiuto da Mosca nel contrastare l’atomica nordcoreana. Ma finora la Russia non si è spesa. Nei rapporti col Giappone, Putin sembra avere il coltello dalla parte del manico.

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lastampa/Una maxi-intesa sul metano, la sfida di Russia e Giappone LUIGI GRASSIA

La minaccia del terrorismo sopravvive al Califfato (VIDEO)

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Lo Stato islamico in ritirata a Mosul reagisce con micro-attacchi per cercare di piegare l’Occidente.

Come spiega Lorenzo Vidino “che la Gran Bretagna avrebbe patito un attacco era dato per scontato” perché “la minaccia del terrorismo sopravvive al Califfato”.

La minaccia sopravvive al Califfato

Che dovesse avvenire nel giorno dell’anniversario degli attentati di Bruxelles è forse una coincidenza, ma che prima o poi anche la Gran Bretagna avrebbe patito un attacco era dato per scontato dall’antiterrorismo inglese. Circa 900 i jihadisti britannici che, secondo i servizi di Londra, si sono uniti allo Stato Islamico ed a Jabhat al Nusra in Siria ed Iraq e alcuni di loro sono tornati in patria, in certi casi facendo perdere le proprie tracce. Esponenzialmente più alto il numero di soggetti senza legami operativi con gruppi jihadisti ma comunque radicalizzati e capaci di agire, spesso in maniera totalmente imprevedibile, come cani sciolti. E tredici, ha rivelato il capo dell’antiterrorismo inglese Mark Rowley solo due settimane fa, sono stati gli attentati sventati nel Paese negli ultimi quattro anni, alcuni dei quali potenzialmente ben più sofisticati e letali di quello di ieri.

Enihil novi sub sole anche per quanto riguarda la dinamica: nel 2013 due militanti jihadisti, nati e cresciuti a Londra, avevano investito un soldato inglese, Lee Rigby, con la loro macchina e lo avevano poi smembrato a colpi di mannaia.

Nelle prossime ore si scoprirà se l’attentatore era un lupo solitario o aveva legami operativi con qualche gruppo. E’ comunque chiaro che la minaccia terroristica contro l’Occidente è eterogenea nelle sue modalità, rappresentata in certi casi da sofisticati mini ordigni esplosivi, come quelli confezionati da al Qaeda nella Penisola Araba e la cui ricerca ha portato al divieto americano e britannico di portare apparecchi elettronici sui voli provenienti dal Medio Oriente, in certi casi da azioni come quella di Londra di ieri che però vedono nella propria natura rudimentale la loro massima efficacia – paradossalmente è più facile intercettare una bomba o un commando che un auto lanciata su pedoni o un attacco compiuto all’arma bianca da un lupo solitario. L’antiterrorismo inglese ha fatto passi da gigante dopo gli attentati alla metropolitana londinese del 2005, dotandosi di risorse, competenze e strumenti giuridici efficaci. Ma ormai si sa ed Israele ne è esempio: neanche il migliore degli apparati antiterrorismo, neanche una società completamente militarizzata possono bloccare tutti gli attacchi, in particolare quelli di natura spontaneista e rudimentale.

E come collegare gli eventi di ieri alle sconfitte patite dallo Stato Islamico a Mosul e, più in generale, alla sua ormai costante ritirata sullo scacchiere siro-iracheno? Appare prematuro sia parlare di colpo di coda del Califfato sia dell’inizio di una campagna globale di vendetta. È invece più utile adottare la prospettiva del movimento jihadista, che è di lungo termine. Lo Stato Islamico non ha inventato l’ideologia jihadista, le ha solo dato lustro e diffuso come non mai grazie ai propri successi sul campo ed alla propria immensa efficacia mediatica. Sconfitto lo Stato Islamico (cosa comunque ancora lontana), arriveranno altri gruppi, sia a livello globale che locale, a raccogliere lo stendardo della jihad. E sopravvivranno alla fine del Califfato anche le migliaia di adepti del credo jihadista, siano essi in Medio Oriente o in Europa. In quest’ottica è sì importante che i governi europei migliorino le proprie difese attraverso maggiori investimenti in intelligence, miglior cooperazione transnazionale e miglior controllo dei propri confini. Ma è altrettanto importante che tutti gli europei sviluppino lo spirito del «Keep Calm and Carry On» creato dagli inglesi sotto le bombe della Seconda guerra mondiale ma oggi come non mai importante per affrontare una nuova e diversa minaccia senza isterie.

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lastampa/La minaccia sopravvive al Califfato LORENZO VIDINO

A Londra è tornato l’incubo terrorismo: la strategia delle mille ferite (VIDEO)

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La dinamica dell’aggressione a Londra riconduce proprio alla matrice jihadista: lo Stato islamico in ritirata a Mosul reagisce con micro-attacchi per cercare di piegare l’Occidente. Come spiega Lorenzo Vidino che la Gran Bretagna avrebbe patito un attacco era dato per scontato” perché “la minaccia del terrorismo sopravvive al Califfato”.

La strategia delle mille ferite per piegare l’Occidente

Lo Stato islamico in ritirata a Mosul reagisce con i micro-attacchi

BEIRUT – I Paesi europei devono togliersi dalla testa che la distruzione del Califfato porterà alla fine degli attacchi sul loro territorio. L’avvertimento che arriva dagli esperti dell’antiterrorismo israeliani si basa sull’osservazione della metamorfosi degli attentati firmati dall’Isis nell’ultimo anno. Dopo le azioni militari di Parigi e Berlino, che avevano coinvolto una mega cellula composta da decine di terroristi, forse sessanta in tutto, con ampia disponibilità di armi e denaro arrivato da Raqqa, si è passati a una serie più fitta di piccoli attacchi, dagli esiti a volte devastanti, come a Nizza o Berlino, portati tutti a termine da attentatori singoli, o in coppia. Un «investimento» minimo che però consente di mantenere la pressione sui «crociati» in Occidente.

LEGGI ANCHE: Un attentatore piomba con l’auto sulla folla vicino a Westminster, poi con un coltello aggredisce i poliziotti.

Gli attentatori sono soli, ma parlare di «lupi solitari» è fuorviante. Se la macro-cellula parigina-bruxellese era stata addestrata direttamente dall’Amn al-Kharij, i «servizi esterni» dell’Isis, la nuova costellazione di terroristi singoli ha legami meno strutturati ma altrettanto forti. I jihadisti in Europa sono in contatto con quelli nel Califfato attraverso i social, soprattutto Telegram, si autoaddestrano con corsi sul Web, seguono le linee guida tracciate dall’ex numero uno dell’Amn al-Kharij, Mohammed al-Adnani, che a sua volta le aveva copiate dall’ideologo di Al-Qaeda Abu Musab al-Suri: «Azioni decentralizzate», individuali o in piccole cellule, per infliggere all’Occidente «mille piccole ferite» che avrebbero piegato la sua volontà di combattere. In uno dei suoi messaggi audio Al-Adnani, poi ucciso da un raid Usa lo scorso 30 agosto in Siria, aveva suggerito le armi: «Colpiteli con il coltelli, colpiteli con una pietra, investiteli con la vostra auto».

Suggerimenti seguiti alla lettera a Londra. E molte volte prima. Veicoli lanciati sulla folla erano già stati usati in Francia, a Nantes e Digione, nel dicembre del 2014. Poi c’è stato il terribile attacco del 14 luglio 2016 a Nizza: il tunisino Mohamed Lahouaiej Bouhlel travolge e uccide 86 persone sulla Promenade des Anglais di Nizza. Viene etichettato come «lupo solitario», poi gli inquirenti scoprono una rete di supporto e complici. La Germania viene colpita il 19 dicembre da un altro tunisino con un Tir, Anis Amri, profugo radicalizzato in carcere in Italia, con appoggi logistici in Lombardia e Lazio. Anche l’America è in qualche modo coinvolta: il 28 novembre scorso uno studente dell’Ohio State University investe alcune persone, poi scende e cerca di finirle a coltellate prima di essere abbattuto.

Nella lunga scia di micro attacchi la longa manus da Raqqa è evidente in Francia. Un unico reclutatore, Rachid Kassim, 29 anni, poi ucciso da un drone Usa a Mosul, tiene le fila. Le sue «impronte digitali», vengono trovate nell’attacco a Magnanville del 13 giugno 2016, quando il jihadista francese Larossi Abballa uccide due poliziotti nella loro casa prima di essere eliminato dalle teste di cuoio in un raid. Abballa non era solo. Almeno altre due persone sono state arrestate, in contatto con Kassim via Telegram. Le stesse «impronte digitali» sono rinvenute nell’uccisione dell’85enne sacerdote Jacques Hamel a Saint-Etienne-du-Rouvray il 26 luglio.

Nel Califfato si festeggia

Oltre alle «istruzioni» sui siti jihadisti e gli scambi di messaggi con Telegram, un altro elemento lega la costellazione di micro-attentatori alla casa madre. Le rivendicazioni e i giuramenti di fedeltà. È l’agenzia Aamaq a mettere il timbro, con la formula fissa «un soldato del Califfato». Probabilmente arriverà anche dopo Londra, mentre già ieri sera sugli account jihadisti si festeggiava. A volte gli attentatori si rivelano con un messaggio di Facebook, come nel caso di Abballa, o con un’ultima telefonata, come ha fatto Omar Mateen dopo la strage in un locale gay in Florida del 12 giugno 2016. Oppure con video registrati sul telefonino.

È il caso di Amri ma anche del diciassettenne afghano Muhammad Riyad che lo scorso 19 luglio, subito dopo Nizza, ha ferito quattro persone a colpi di ascia su un treno vicino a Würzburg: un video in cui minaccia attacchi in «ogni città, villaggio, aeroporto». Sono le «mille piccole ferite» teorizzate da Al-Qaeda quando il Califfato non era ancora risorto e che ora ci minacciano quando il Califfato sta di nuovo per essere spazzato via.

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lastampa/La strategia delle mille ferite per piegare l’Occidente GIORDANO STABILE – INVIATO A BEIRUT

Repubblica, Tina: “Rinnovo Insigne? Bisogna risolvere diritti di immagini”

Repubblica, Tina: “Rinnovo Insigne? Bisogna risolvere i diritti di immagine”

Ai microfoni di Radio Marte, è intervenuto Pasquale Repubblica Tina, giornalista Repubblica, il quale ha dichiarato:  “Per il rinnovo di Insigne bisogna trovare l’accordo sui diritti d’immagine, capire quanto valgono. Il giocatore vuole cederli ma ricavarne qualcosa. Sono fiducioso, un’intesa si riuscirà a trovare. Kovacic e Keita? Piacciono, così come piace Kessié”.

Sepe, l’agente: “Luigi deve andare via, è tra i più forti portieri in circolazione”

Sepe, l’agente: “Luigi deve andare via, è tra i più forti portieri in circolazione”

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Italia, è intervenuto l’agente di Luigi Sepe, Mario Giuffredi, il quale ha dichiarato:

“Deve andare via e giocare con continuità. Ha ancora 26 anni, magari più avanti può rimprendere la sua strada con il Napoli. Ha bisogno di un paio d’anni di continutà. Per me è tra i portieri italiani più forti”. 

UFFICIALE- Il ranking sorride all’Italia: dall’anno prossimo 4 posti in Champions

UFFICIALE- Il ranking sorride all’Italia: dall’anno prossimo 4 posti in Champions

Le posizioni delle federazioni per UEFA Champions League e UEFA Europa League del 2018/19 sono basate sui coefficienti delle federazioni al termine della stagione 2016/17, sulla base del ranking per nazioni dal 2012/13 al 2016/17.

In base alle liste d’accesso revisionate per le competizioni europee per club, rinnovate a partire dal 2018, le prime quattro federazioni del ranking avranno diritto a quattro posti nella fase a gironi di UEFA Champions League, mentre le federazioni al quinto e sesto posto avranno diritto a due posti nella fase a gironi e a un posto nei turni preliminari riservato alle squadre terze in classifica.

Spagna, Germania, Inghilterra e Italia si sono confermate ai primi quattro posti del ranking per federazioni, indipendentemente da ciò che accadrà nei quarti di finale, e a prescindere dall’esito delle due competizioni per club. Nonostante il quinto posto della passata stagione, il Portogallo è uscito dalle prime sei posizioni e dato che tutte le squadre portoghesi sono fuori dall’Europa, non sarà per loro possibile superare né Francia né Russia (tra le prime sei per la prima volta dal 2010).

Le nazioni dal settimo al decimo posto avranno diritto a un posto nella fase a gironi e a uno nei preliminari. Attualmente occupano queste posizioni Portogallo, Ucraina, Belgio e Turchia. Le squadre vincitrici dei campionati di Repubblica Ceca e Svizzera, rispettivamente all’11° e 12° posto, avranno invece diritto a un posto negli spareggi nonché a un posto nella fase a gironi di UEFA Europa League.

Fonte: uefa.com

Luiss, Presentazione Bilancio di impatto 2016 AS Roma: presenti Pallotta, Baldissoni e Malagò

NOTIZIE AS ROMA – Alle 18,30 presso l’università degli studi Giudo Carli Luiss si tiene un convegno di presentazione del bilancio di impatto del club giallorosso. Presenti, oltre a Pallotta e Baldissoni, anche il presidente del CONI Giovanni Malagò. Queste le foto dell’arrivo del presidente giallorosso nell’Ateneo romano:

Prende la parola il dg giallorosso Baldissoni: “Questa sfida apre frontiere che dobbiamo comprendere ma che siamo felici di esplorare. Come e perchè siamo arrivati a redigere un bilancio di impatto, questo tenterò di spiegarvi. La vostra presenza qui è già una risposta evidente. Credo che in qualsiasi ambito molto più di cosa si fa, sia importante il perché lo si fa ma in una realtà come la Roma molto più importante è per chi lo si fa. In una delle prime interviste di Pallotta da presidente, lo sentii dire: “abbiamo acquistato la Roma ma non ci sentiamo i proprioetari della Roma, semmai ci sentiamo custodi di ciò che la Roma rappresenta”. Partecipiamo ad un campionato professionistico quindi abbiamo costi ed anche ricavi consistenti. Ci deve però essere qualche altra cosa che ci caratterizza: la Roma è una piattaforma sociale. Una piattaforma sociale fa riferimento ad una comunità. È la comunità la vera proprietaria finale di questa squadra di calcio. Possiamo definire la Roma come una realtà che si pone l’obiettivo di contenere e trasferire le emozioni di una comunità. Partendo da questo presupposto, ci siamo messi in testa di mettere al centro dei nostri interessi i tifosi con i call center, con un settore famiglie. Abbiamo cambiato l’indirizzo della sede sociale intestandola al presiente Viola, intitolato il campo in cui gioca la Primavera a Di Bartolomei…”

Inizia a parlare Malagò: Scusate il ritardo ma sono di ritorno da Milano dove sono stato invitato ad un dibattito promosso da Facebook  che si sovrappone al tema di oggi, cioè quanto il digitale abbia influito sul mondo dello sport. Se oggi lo sport è diventato così al centro della vita dell’opinione pubblica in tutto il mondo è perché ci stiamo rendendo conto dei benefici pratici che lo sport porta nella vita di tutti. Da quando l’Italia è una Repubblica, non si è mai fatto sport come in questo momentoe siccome siamo un paese molto longevo, questo dato è mostruoso. Siamo migliorati quasi del 5%. L’Italia occupa attualmente lo 0.5% del Pil nel mondo dello sport. Ho la grave ferita della mancata candidatura alle Olimpiadi. A me non piace la parola costo, quello è un investimento che si fa per migliorare la vita delle persone”.

Inizia il confronto con il presidente Pallotta: “Con questo progetto abbiamo voluto avviare un percorso strutturato di avvicinamento all’innovativa metodologia di misurazione dell’impatto sociale, consapevoli che ogni società non possa esimersi dall’obbligo morale di esercitare un ruolo attivo a favore delle comunità in cui opera. Mi sono sempre sentito un italiano e non un americano. Niente domande dai giornalisti, niente domande su Spalletti, niente domande su Totti. Qualcuno mi considera come lo stupido americano che viene in Italia a comprare la Roma. Io, però, spero di poter dare qualcosa indietro alla comunità, alla città e non solo alla Roma, mi sento responsabile per entrambe. Il nome dello stadio da dare al main sponsor? È sbagliato collegare il main sponsor allo stadio. All’inizio qui nessuno pensava che potessimo fare uno stadio. Abbiamo lottato, ci sono stati rinvii. Noi siamo concentrati sul lato commerciale. Abbiamo parlato con varie compagnie nel mondo, non per lo stadio, ma per l’attrezzatura. Abbiamo speso molto tempo. Nei prossimi mesi ci concentreremo sulla maglietta. Sono molto contento della nuova maglia e della nuova stagione. All’inizio abbiamo speso diversi milioni per la squadra e per la città”“.

Domanda a Baldissoni sulla questione Curve: “Le forze di sicurezza hanno dovurto introdurre accorgimenti, ma quando pensiamo allo stadio del futuro lo pensiamo senza barriere. Sembra che per iniziativa del ministro dello sport Luca Lotti si sia fatto un passo avanti per la normalizzazione della situazione. La data la decide l’autorità di pubblica sicurezza, ma riteniamo che sia questione di giorni”. Malagò aggiunge: “Il CONI è stato pre allertato per disporre la rimozione, siamo in attesa della disposizione formale”.

 

dall’inviato Claudia Demenica Copyright vivicentro common

Londra sotto attacco: quattro morti e una ventina di feriti. Cosa sappiamo finora (VIDEO)

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Il ministro inglese che tenta di rianimare il poliziotto ferito a morte dal terrorista

Esattamente un anno dopo gli attentati all’aeroporto e alla metropolitana di Bruxelles e a dodici anni dagli assalti che colpirono Londra, il terrorismo torna a colpire l’Europa.

“Si parla di terrorismo finché non avremo prove del contrario”, ha affermato un portavoce di Scotland Yard. Secondo alcuni testimoni intorno alle 15,40 ora italiana un’auto ha percorso a tutta velocità il ponte di Westminster travolgendo alcuni passanti. La corsa del veicolo si è conclusa contro la cancellata del Parlamento e il conducente (ndr di aggiornamento: Abu Izzadeen, leggi sotto) ha cercato di entrare nell’area del Parlamento, accoltellando almeno un agente, prima di essere a sua volta raggiunto da proiettili. Sky News riferisce un primo sommario identikit dell’assalitore, potrebbe trattarsi di un uomo di provenienza asiatica di circa 40 anni.

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La seduta in corso alla Camera dei Comuni è stata sospesa e il premier, Theresa May, che in quel momento si trovava nel palazzo, è stata portata in salvo. E’  rientrata a Downing Street e sta monitorando gli sviluppi.

Cosa sappiamo finora: 

  1. Intorno alle 15,40 ora italiana un’auto ha percorso a tutta velocità il ponte di Westminster a Londra travolgendo alcuni passanti. La folle corsa del Suv si è conclusa contro la cancellata del palazzo del Parlamento.
  2. Il conducente avrebbe poi cercato di entrare nell’area del Parlamento, ferendo con un pugnale almeno un agente, prima di essere a sua volta colpito da proiettili.
  3. La polizia di Londra ha detto che l’attentato è da considerarsi terroristico, fino a che fatti concreti non lo smentiscano.
  4. Il presidente della Camera dei Comuni, il conservatore David Lidington, ha riferito che un presunto assalitore sarebbe stato colpito dalla polizia. Lidington ha invitato i parlamentari a restare dentro l’edificio, la seduta è stata sospesa.
  5. Sky News riferisce un primo sommario identikit dell’assalitore, si tratterebbe di un asiatico di circa 40 anni.
  6. Una donna è morta, lo riporta la BBC citando fonti ospedaliere. La stessa fonte parla di di persone con ferite gravissime
  7. Sale a due il primo bilancio dei morti nell’assalto al Parlamento di Londra. Lo riferisce Sky News, che parla anche di vari feriti alcuni dei quali in modo grave.
  8. Salvata una donna che si è gettata nel Tamigi, temendo un attacco con degli esplosivi.
  9. Tutti i ponti nelle vicinanze di Westminster Palace sono ancora chiusi Tra le vittime (in inglese ‘casualties’ che può includere morti o feriti) anche “agenti di polizia”. Scotland Yard ha “ricevuto una segnalazione di un uomo nelle acque del Tamigi” poco prima dell’attacco, forse la segnalazione di un complice per distogliere l’attenzione dalla zona colpita.
  10. Ci sono tre studenti francesi tra i feriti. Lo riferisce Sky News, citando media francesi.
  11. Si cerca il complice del terrorista, un uomo che sarebbe riuscito a sfuggire alla polizia dopo l’attentato.
  12. Il poliziotto accoltellato è morto. In questa foto il tentativo di rianimarlo da perte del ministro per i rapporti con le nazioni del Commonwealth Tobias Ellwood
  13.  Il bilancio si aggrava. Secondo la Polizia i morti sono quattro, tra questi c’è anche l’attentatore.
  14. Secondo gli agenti l’attentatore avrebbe agito da solo.
  15. L’attentatore sarebbe stato identificato, si tratterebbe di Abu Izzadeen ( in arabo : ابو عز الدين , Abū ‘Izz ad-Din, nato Trevor Brooks , il 18 aprile 1975), un britannico portavoce di Al Ghurabaa , un britannico musulmano un’organizzazione bandita sotto il Terrorism Act 2006 per la glorificazione del terrorismo . E ‘stato condannato con l’accusa di terrorismo raccolta di fondi e di incitamento al terrorismo all’estero il 17 aprile 2008, e condannato a quattro anni e mezzo di carcere. È stato rilasciato nel maggio 2009, dopo aver scontato tre anni e mezzo, compreso il tempo in attesa di giudizio (da wikipedia).

Juve Stabia Vs Catanzaro inizia la prevendita

S.S. Juve Stabia rende noto che sono disponibili in prevendita, fino alle ore 18,30 del 26 marzo, i tagliandi di ingresso per assistere alla gara Juve Stabia vs Catanzaro, che si disputerà domenica 26 marzo alle ore 18,30 presso lo Stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia, valevole per la 31a giornata del Girone C della Lega Pro Divisione Unica 2016/2017.

In occasione di questa gara, resterà chiusa la Tribuna Varano (distinti). Inoltre, S.S. Juve Stabia rende noto che per la gara Juve Stabia-Catanzaro NON saranno rilasciati accrediti.

Di seguito i prezzi dei tagliandi:

  • Curva San Marco € 14 compresi diritti di prevendita
  • Tribuna Quisisana (scoperta) € 20 compresi diritti di prevendita
  • Tribuna Monte Faito (coperta) € 25 compresi diritti di prevendita
  • Tribuna Panoramica VIP € 100 compresi diritti di prevendita

I tagliandi potranno essere acquistati esclusivamente presso i punti vendita abilitati che qui di seguito riepiloghiamo:

  • Bar Dolci Momenti – Via Cosenza
  • Bar Gialloblù – Viale Europa
  • Light Break – Corso Vittorio Emanuele
  • Centro Ricreativo Juve Stabia – Via Bonito
  • Agenzia B2875 Via Tavernola 113
  • Asa Gaetano Musella Via G.Cosenza 293

Per la gara Juve Stabia-Catanzaro, saranno messi in vendita, in numero limitato, tagliandi RIDOTTI per bambini di età compresa da 0-12 anni al costo simbolico di 5€ comprensivi di diritti di prevendita.

S.S. Juve Stabia

Grassi, l’agente: “Non verrà inserito nella trattativa per Kessié. Diventerà uno dei centrocampisti più forti in assoluto”

Mario Giuffredi, agente tra gli altri di Alberto Grassi, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli. Ecco quanto evidenziato:

“Escludo che Alberto possa essere inserito nella trattativa per arrivare a Kessié. Il suo ritorno a Bergamo non è stato un beneficio. Ora sta giocando di più mostrando tutte le sue qualità. Sta crescendo molto con Gasperini, diventerà una delle mezze ali più forti . Se il Napoli vorrà disfarsene, andremmo a fare una grande carriera altrove”.

Paura a Londra: attentati fuori dal Parlamentoe sul ponte di Westminster

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Un attentatore ha travolto in auto la folla sul ponte di Westminster. Poi è stato abbattuto. Le prime news parlano già di 10 – 12 feriti

Londra, spari fuori dal Parlamento: “Ucciso un uomo con un coltello”

Paura a Londra, fuori dal Parlamento. Un’auto ha travolto la folla sul ponte di Westminster ferendo dodici persone per poi schiantarsi contro il cancello del Parlamento. Alcuni testimoni hanno anche udito spari. Le informazioni sono ancora confuse, ma secondo le prime ricostruzioni la polizia avrebbe sparato a un uomo che impugnava un coltello. Fonti di sicurezza parlano anche di sei persone ferite.

Un giornalista del Daily Telegraph ha twittato intanto che la polizia ha chiesto ai reporter sul posto di non uscire dalla sala stampa. Il Parlamento è attualmente in stato di “lockdown”. In alcune immagini pubblicate su Twitter si vede l’auto, un Suv, immediatamente dopo lo schianto.  La premier Theresa May è stata accompagnata fuori dalla Camera dei Comuni e portata in salvo. Il Parlamento è stato poi controllato piano per piano dalla polizia dopo l’attacco avvenuto vicino all’edificio.

SCOTLAND YARD: “E’ TERRORISMO”

Scotland Yard ha riferito che tratterà il caso come «attacco terroristico, finché non emergerà altro». Alcuni testimoni hanno descritto l’assalitore come un uomo di mezza età dall’aspetto mediorientale. Secondo alcuni testimoni l’uomo ha tentato di fare irruzione nel Parlamento. Le fonti di sicurezza parlano di dodici feriti in totale ma si temono vittime. Le immagini delle tv britanniche mostrano decine di ambulanze e alcuni elicotteri accorsi sul ponte di Wesminster e qualche telo bianco steso sulla strada.

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vivicentro/Paura a Londra fuori dal Parlamento: un attentatore ha travolto in auto la folla sul ponte di Westminster

Rai – Kovacic pista poco percorribile: stipendio troppo elevato

Quello di Mateo Kovacic è un profilo che piace molto al Napoli. Al momento la pista che porta al centrocampista del Real Madrid sembra difficilmente percorribile. L’ ex Inter guadagna 4,5 milioni netti a stagione, cifre che non rientrano nei parametri della società partenopea. Altro nome è quello di Dani Ceballos del Betis Siviglia. In questo caso i problemi sono di ordine tattico, visto che le sue caratteristiche non sono adatte al modulo di Sarri. Lo ha riferito Ciro Venerato, giornalista di Rai Sport ed esperto di calciomercato, ai microfoni di Radio Crc.

Hamsik, l’ agente: “E’ felice a Napoli, sogna di vincere lo scudetto con questa maglia”

A Radio Kiss Kiss Napoli, nel corso di ‘Radio Gol’, è intervenuto Juraj Venglos, agente di Marek Hamsik. Ecco quanto evidenziato:

“Marek è contento di aver vinto il premio di miglior giocatore slovacco. A Napoli è felice, in questa stagione ha avuto modo di giocare in Champions League. L’ obbiettivo è centrare il secondo posto in campionato. Ha sempre giocato per la squadra anche quando i vari allenatori gli hanno cambiato ruolo. Con Sarri c’è un rapporto speciale, negli ultimi due anni è migliorato tanto anche sotto il profilo realizzativo. Contro la Juve sarà una doppia sfida speciale, gli azzurri cercheranno di vincerle entrambe,
Record di Maradona? Cercherà di raggiungerlo quanto prima, sarebbe fantastico. Futuro? Il suo contratto scade nel 2020, allora avrà trenta anni. Non è escluso che possa ricoprire un ruolo dirigenziale un domani. Scudetto? E’ il suo sogno, gli auguro di coronarlo al più presto”.

Reina ko con la Spagna: probelema al polpaccio, rientrerà a Napoli

Pepe Reina salterà le prossime due partite della Spagna, in programma contro Israele (qualificazioni mondiali) e Francia (amichevole), a causa di un fastidio muscolare al polpaccio. Il ct Julen Lopetegui ha pertanto convocato al suo posto per la prima volta il portiere dell’Athletic Bilbao, Kepa Arrizabalaga, che si allena con la ‘Roja’ già da ieri. Reina è stato sottoposto ad accertamenti medici nella clinica Sanitas e nel pomeriggio si affiderà alle mani dei fisioterapisti della Nazionale spagnola, nel tentativo di recuperare la forma migliore. Contro Israele il portiere titolare sarà David De Gea, il secondo Sergio Rico del Siviglia. Domani la squadra partirà per Gijon, la città dove venerdì la Spagna affronterà Israele. Reina, invece, tornerà in Italia dove ad attenderlo ci sarà lo staff sanitario del Napoli. Lo riporta l’ edizione online del Corriere dello Sport.

Kessié, l’agente: “Diversi club lo seguono. De Laurentiis? Non abbiamo ancora parlato”

George Atanganà, agente di Franck Kessié, ha parlato ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli nel corso di ‘Radio Gol’. Ecco quanto evidenziato:

“Sartori ha dichiarato che ci sono almeno 20 società che seguono il ragazzo, non sta raccontando falsità. Ci sono tante squadre tra cui anche le migliori in Europa.
Non ho ancora parlato con De Laurentiis, non sapevo fosse così interessato. Per il momento Franck sta facendo quello che deve fare, di mercato ne parleremo a giugno. Napoli è una piazza allettante con un grande allenatore. Valutazione? Ha dimostrato di avere un enorme talento, chi lo vuole dovrà investire tanto. Chi lo prende mette a segno un grande colpo”.

Castellammare: La fotogallery del III Torneo della Legalità

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Lunedì 20 marzo 2017 allo stadio Menti di Castellammare di Stabia ha avuto luogo la terza edizione del Torneo della Legalità organizzato dall’ITS “L.Sturzo” a cui hanno partecipati il Liceo Scientifico “Severi” e il Commissiariato di Polizia di Castellammare di Stabia. A intrattenere gli spettatori, tra una partita ed un’altra, ci ha pensato la Scuola Media “Bonito – Cosenza” sempre di Castellammare di Stabia.

“Scuola & Legalità” è da sempre il titolo affidato al progetto scolastico dell’ITS “L.Sturzo”.

La manifestazione ha visto la partecipazione di oltre 3000 persone che hanno gremito le scalee del Menti; nel settore distinti si sono accomodati gli alunni e alcuni genitori del Liceo “Severi”, mentre allo Sturzo e alla scuola Media “Bonito-Cosenza” è stato riservato la tribuna scoperta.

Rivivi l’intera manifestazione attraverso gli scatti fotografici di Antonio Russo.

Queste che seguono sono solo alcune foto, per vederle tutte basta cliccare QUI

Kiss Kiss – Il Napoli ha già preso Kessié e Keita, negli affari anche Grassi e Zapata

A ‘Radio Gol’, trasmissione in onda su Radio Kiss Kiss Napoli, è intervenuto il direttore Valter De Maggio. Ecco quanto evidenziato:

“Stando a quello che abbiamo raccolto ci risulta che il Napoli ha già preso Kessié e Keita per la prossima stagione. Si tratterebbe di affari già fatti e se dovessero arrivare conferme sarebbero grandi colpi. Nell’ affare potrebbero essere inseriti Grassi e Duvan Zapata”.

Nella Top10 italiana di TripAdvisor quattro destinazioni su dieci sono in campania

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La Campania ottiene ben 4 segnalazioni di destinazioni su dieci: Sorrento, Positano, Napoli, Ischia e 16.820 recensioni su cose da fare, ristoranti e hotel a Castellammare Di Stabia.

A Torino il Miglior Hotel italiano, a Firenze l’Hotel di Lusso più apprezzato a livello nazionale, classificato anche nella Top 10 mondiale ed europea. I vincitori sono stati decretati sulla base di milioni di recensioni e opinioni scritte in un anno dai viaggiatori di TripAdvisor a livello mondiale. Giunti alla quindicesima edizione, i Travelers’ Choice® Hotel Awards hanno premiato oltre 7.607 strutture a livello mondiale con classifiche per 109 Paesi e otto aree geografiche nelle categorie Migliori Hotel, Miglior Hotel di Lusso, Migliori Tariffe, Migliori Hotel di Piccole Dimensioni, Miglior Servizio, Migliori Pensioni e B&B, Migliori Hotel Romantici e Migliori Hotel per Famiglie. I vincitori dei Travelers’ Choice sono accomunati da un’offerta degna di nota per servizio, qualità e valore.

La Regione Campania è l’autentica sorpresa nella classifica italiana dei “Travelers’ Choice Awards 2017” stilata annualmente da TripAdvisor, il popolare sito di recensioni di ristoranti, alberghi e mete turistiche, e che riguardano le destinazioni preferite dai viaggiatori in tutto il mondo.

La Campania pur rimanendo fuori dal podio nazionale (Sorrento ottiene la quarta posizione dietro Roma, Firenze e Venezia) resta la regione protagonista.

Torna (o vai) a Sorrento

Un tour alla scoperta delle bellezze della città della Penisola

di Maria Cristina Napolitano

Mare, paesaggio, arte, cultura queste e tante altre sono le offerte turistiche di Sorrento, sita su una terrazza di tufo a picco sul mare blu con in alto gli agrumeti di aranci e limoni, che danno tono alle coltivazioni, parchi e giardini.

Provenendo da Napoli attraverso l’autostrada, si procede sulla strada statale sorrentina (SS 145) una strada che, tra tornanti e piazzole panoramiche, preannuncia lo spettacolo della penisola sorrentina.

Sorrento ha una storia antichissima che affonda le origini nell’età dei greci prima e degli Etruschi poi. In età romana fu sede di ville residenziali che sfruttavano l’ottimo clima e il meraviglioso panorama, come ad esempio la villa ritenuta di Pollio Felice di I secolo d.C. i cui resti sono visibili da mare in località Regina Giovanna o quella di Agrippa Postumo sita sotto l’attuale Hotel Syrene. Numerosi i punti di interesse della città da visitare perdendosi tra le strette stradine e gli improvvisi slarghi con affaccio sul mare.

La nostra regione, infatti oltre a vantare il maggior numero di destinazioni premiate nella Top 10 italiana con 4 destinazioni su 10, conta ben tre nuove entrate rispetto alla classifica stilata nel 2016 e si tratta nell’ordine di:

Positano (sesto posto),

Positano: l’incanto e lo sguardo sul mare

Splendido comune della Costiera amalfitana, amato dai turisti di tutto il mondo
di Maria Cristina Napolitano 

Positano compare d’improvviso, nascosta dai promontori della costiera amalfitana. La strada per raggiungere l’incantevole borgo della provincia di Salerno, è fatta di numerosi tornanti, piacevoli da percorrere in moto, ci permette di godere di uno dei panorami più belli al mondo.

I colori, gli odori della costiera sono tra le ricchezze che ogni visitatore può portare con sé per serbarne il ricordo. I colori delle case che si succedono sul pendio, le prime fioche luci al tramonto, il mare che quasi si ritaglia uno spazio in questo panorama e i riflessi della luna sull’acqua. Gli odori della salsedine, del pesce appena pescato, dei limoni e dei cedri venduti dagli ambulanti lungo la strada.

Positano ha origini molto antiche come attesta il ritrovamento di una villa romana al di sotto della chiesa di Santa Maria Assunta. A quell’epoca era un luogo di villeggiatura prediletto. Oggi la condizione non è mutata: d’estate il borgo raddoppia, triplica, quadruplica i suoi abitanti, venuti da tutto il mondo per godere del mare, del clima sempre mite grazie alla posizione che gode.

Le stradine strette, le scale che permettono di accorciare i percorsi per scendere alla spiaggia grande o a Fornillo, le frazioni di Montepertuso e Nocelle dove è possibile assaggiare dell’ottima carne, in alto a guardare il mare, il paesaggio.

Sullo sfondo Li Galli, l’arcipelago che appartiene al comune, dimora dell’amato e compianto Nureyev costituito da tre isole: Gallo Lungo, la Rotonda e dei Briganti. Secondo le fonti antiche su questi isolotti dimoravano le Sirene. Ma a voler guardare oltre l’incanto e la leggenda, rappresentavano per i naviganti un luogo di passaggio impervio dove non era insolito perdere il controllo delle imbarcazioni a causa delle correnti.

Positano è dunque anche luogo di leggende, come quella della cornata del diavolo nel Monte detto per questo motivo Pertuso e di fede e devozione per la Madonna Nera a cui i naviganti affidano da sempre il loro viaggio sulle rotte del mare. E proprio al quadro della Madonna, trasportata in mare in un tempo lontano, pare che si debba il nome del paese. Si racconta che i marinai udirono una voce provenire dalla stiva, che diceva “Posa, posa” al momento del passaggio dinanzi alla costa. Da quel momento il borgo divenne Positano e il quadro fu condotto nella Chiesa di San Vito, santo protettore, sui cui resti fu poi costruita la chiesa dedicata a Maria Assunta, festeggiata con una suggestiva processione di barche ogni 15 agosto.

Positano è il paese delle case bianche, delle stradine con le botteghe che espongono la merce all’esterno in un allegro tripudio di stoffe e colori, è il paese del mare e della buona cucina di pesce, e il paese dove vivere una vacanza di relax e divertimento in una cornice d’incanto  e magia

Napoli (nona):

Il decumano inferiore: Spaccanapoli

Da San Gennaro al Gesù Nuovo: il cuore pulsante di Napoli
di Maria Cristina Napolitano

Alcune delle più celebri mete turistiche napoletane si trovano lungo una delle strade più importanti ed antiche di Napoli: il decumano inferiore meglio noto come Spaccanapoli. L’itinerario che vi proponiamo, da svolgere a piedi per un tratto di circa 2 km, dal Duomo di Santa Maria Assunta, dove sono conservate le reliquie e il tesoro del Santo protettore della città, San Gennaro, percorrendo interamente il decumano inferiore, per arrivare a Piazza del Gesù Nuovo.

L’itinerario parte dal Duomo, uno dei siti pluristratificati meglio conservati di Napoli: sorto sulle basiliche paleocristiane di Santa Restituta e Santa Stefania inglobando a loro volta resti greci e romani. Imponente è la facciata con forme gotiche ricostruita più volte nel corso dei secoli. Da non perdere la visita alla monumentale Cappella del Tesoro di San Gennaro (visitabile anche quando il duomo è chiuso entrando dal Museo del Tesoro, con biglietto d’ingresso).

Nel transetto destro la Cappella del cardinale Arrigo Minutolo, uno degli ambienti gotici meglio conservati di Napoli, luogo scenico di una novella del Decamerone di Boccaccio. Al lato dell’altare con l’Assunta in marmo e stucco di Pietro Bracci, le scale permettono la discesa al Succorpo. Fatta edificare da Oliviero Carafa contiene le reliquie di San Gennaro. Uscendo nella navata sinistra c’è la basilica di S. Restituta di fondazione costantiniana. Da qui è possibile entrare nel battistero di San Giovanni in Fonte in cui è presente un’area archeologica con strutture databili dall’età greca sino all’alto medioevo.

All’esterno, a destra della Chiesa, vi è il Museo del Tesoro di S. Gennaro con un ricchissimo nucleo di oggetti esposti tra cui il famigerato tesoro di San Gennaro, valutato più di quello della regina d’Inghilterra e dello Zar di Russia. Il tesoro del Santo è stato oggetto di una famosissima commedia di Dino Risi, “Operazione San Gennaro”, con Nino Manfredi che tenta inutilmente un colpo al tesoro.

Alcune scene di questo film sono state girate nella Chiesa di San Filippo Neri, parte del Complesso dei Girolamini, seconda tappa del nostro itinerario. Dal Duomo è sufficiente attraversare la strada, al civico 142 entrare nel complesso conventuale dei padri Oratoriani o Filippini, seguaci di San Filippo Neri. Costruito a partire dal 1586, il complesso comprende: due chiostri, il “piccolo” e il “grande o degli aranci” per la presenza di un magnifico agrumeto, la Biblioteca e la Quadreria.

Da Via Duomo spostiamoci in Via San Biagio dei Librai, la famigerata Spaccanapoli, che se vista dall’alto sembra proprio “spaccare” Napoli in due parti. In realtà ricalca l’antico asse viario rivolto verso occidente, il decumano inferiore.

Procedendo sul decumano incontriamo il Monte di Pietà, costruito nel 1597-1605 da G.B. Cavagna, per combattere l’usura. All’interno del cortile una Chiesa e la cappella della Pietà, uno dei complessi artistici meglio conservati del periodo di transizione tra ‘500 e ‘600.

Superato il Palazzo Carafa, appartenuto a Diomede Carafa nel 1467, arriviamo in Piazza San Domenico, tra le più belle piazze di Napoli, molto viva sia di giorno che di notte. Al centro della piazza, la guglia di San Domenico, dedicata come ex voto per la peste nel 1656 e successivamente rielaborata da Cosimo Fanzago. Alla chiesa, di fondazione angioina, si accede da vico S. Domenico. Vale la pena soffermarsi ad ammirare in piazza il Palazzo Saluzzo di Corigliano (oggi sede di alcuni dipartimenti dell’Università Orientale), il palazzo di Sangro al civico 9 e il palazzo Petrucci al n. 3. Procedendo superiamo il palazzo Filomarino della Rocca dove morì nel 1952 Benedetto Croce, fondatore dell’Istituto italiano per gli Studi Storici che ha sede all’interno dell’edificio.

Da qui prepariamoci alla visita di uno dei monumenti più celebri di Napoli, il complesso di Santa Chiara, voluto da Roberto d’Angiò e dalla sua devotissima moglie Sancia. La visita è ricca di luoghi da scoprire: la chiesa francescana trecentesca e il meraviglioso chiostro maiolicato delle Clarisse, rimaneggiato nel ‘700 in stile rococò, il Museo dell’Opera di S. Chiara con resti di epoca romana di un complesso termale e altri reperti relativi alle fasi di vita del complesso religioso.

La visita si conclude nella Piazza del Gesù Nuovo dove nel centro dell’emiciclo è presente la guglia dell’Immacolata, antico retaggio delle macchine da festa di epoca barocca, e la Chiesa del Gesù Nuovo.

l’Isola d’Ischia (decima):

Tra terra e mare: il castello Aragonese di Ischia

Voluto da Alfonso d’Aragona il maniero risale al 1441

Una rampa di 230 metri lo divide dalla “terra ferma” si fa per dire, dell’isola d’ Ischia di cui è simbolo indiscusso da quasi 600 anni. Il Castello Aragonese è un contenitore di strutture, quasi come una scatola cinese al suo interno vi ritroviamo chiese, conventi, un carcere e addirittura un terrazzo ornato di vigneti

La costruzione del primo castello risale al 474 a.C. sotto il nome di Castrum Gironis, ovvero “castello di Girone”, in onore del suo fondatore. In quell’anno, infatti, il greco Gerone I detto il tiranno di Siracusa prestò aiuto con la propria flotta ai Cumani nella guerra contro i Tirreni, contribuendo alla loro sconfitta al largo delle acque di Lacco Ameno. Debitori di tale intervento, i Cumani decisero allora di ricompensare l’alleato cedendogli l’intera isola. La fortezza venne poi occupata dai Partenopei, ma nel 315 a.C. i Romani riuscirono a strappar loro il controllo dell’isola e vi fondarono la colonia di Aenaria. Il Castello venne utilizzato come fortino difensivo e vi furono edificate anche alcune abitazioni ed alte torri per sorvegliare il movimento delle navi nemiche.

L’aspetto attuale è pero dovuto ai rifacimenti dei secoli XV e XVI operati da Alfonso I d’Angiò che collegò l’isolotto alla terra ferma, costruì imponenti fortificazioni e scavò l’impressionante  galleria d’accesso alta 15 metri e larga 6 costellata di “piombatoi” utilizzati per lanciare olio bollente a chi fosse riuscito a superare la prima cinta muraria. Il maniero era utilizzato all’epoca anche come rifugio per la popolazione ischitana durante le ricorrenti scorribande barbare.

Sulla sommità della collina sorge il mastio, con quattro colonne cilindriche separato da un vigneto dal carcere. Nel 1823 l’intero castello fu destinato a casa di detenzione dal governo Borbonico  mentre le 1861 iniziarono ad arrivare anche i condannati politici che propugnavano l’Unità d’Italia.

La zona meridionale del castello, ha l’aspetto di un vero e proprio villaggio agricolo con le strade fatte di ciottoli a cui lati si aprono forni, cisterne e cantine fino al 1700 questa zona ha ospitato le famiglie.

Gli edifici religiosi ospitati nelle mura raccontano storie affascinanti, all’ingresso ci si imbatte nei resti della Cattedrale risalente al 1301 fu teatro, nel 1509, delle nozze tra Ferrante d’Avalos e Vittoria Colonna. Originariamente di stile romanico, fu ritoccata nel XVI secolo e rifinita successivamente con stucchi barocchi. Nel 1809 fu distrutta dalle cannonate degli Inglesi, per cui si presenta oggi come uno spazio semiaperto, senza soffitto, e ospita concerti di musica classica e letture di prosa e di poesia. Fu distrutta dalle cannonate della flotta inglese nel 1809. Stupenda è la cripta con affreschi del ‘300.

Ben conservata è invece la chiesa dell’Immacolata la cui cupola domina l’intero castello e offre una magnifica vista del borgo di Ischia Ponte, anticamente chiamato borgo di Celsa per la presenza di una piantagione di gelsi nei terreni dei frati Agostiniani. Essi avevano importato sull’isola l’allevamento intensivo del baco da seta. L’attività s’interruppe di colpo nel 1809, quando Gioacchino Murat emanò un decreto di soppressione degli ordini religiosi per impossessarsi delle enormi ricchezze che i religiosi avevano accumulato nei secoli nel regno di Napoli. La chiesa fu costruita a partire dal 1737 al posto di una precedente cappella dedicata a san Francesco, per volere della badessa Lanfreschi dell’attiguo convento delle Clarisse.

Una rampa di gradini accompagnano al cimitero delle monache dove sono conservati i sedili sui quali venivano collocati i cadaveri delle monache in posizione eretta.

Una stradina esterna conduce alla terrazza degli ulivi dalla quale la vista trova sazietà nell’ammirare le perle del Golfo di Napoli tra Procida e Vivara.

Su TripAdvisor c’è post anche per Castellammare Di Stabia, Provincia di Napoli con 16.820 recensioni su cose da fare, ristoranti e hotel a Castellammare Di Stabia.

”ULISSE: Il viaggio nell’Ade” alle Grotte di Pertosa-Auletta il 25 e 26 marzo

Spettatori in barca e uno scenario mozzafiato ricco di fascino e suggestioni: sono questi gli elementi principali dello spettacolo “ ULISSE: Il viaggio nell’Ade ” messo in scena dal gruppo teatrale de “Il Demiurgo” in collaborazione con la Fondazione MIdA, Musei integrati dell’Ambiente, per raccontare il fascino delle Grotte di Pertosa-Auletta, in provincia di Salerno.

Lo spettacolo racconta della discesa agli inferi di Ulisse a caccia dell’indovino Tiresia. Ma lo spunto Omerico verrà trasfigurato, nella dimensione meravigliosa delle grotte, il viaggio del piú “umano” degli eroi, sempre in bilico tra genio e malizia, eroismo e viltá, furbizia ed ambizione, diventa il viaggio di ognuno di noi: tra sogni ed incubi, tra traguardi raggiunti e fallimenti subiti, per giungere alla serenitá di quello che ogni uomo chiama “casa”. Uno evento imperdibile: uno spettacolo itinerante in cui gli eroi cantati da Omero si muoveranno tra gli spettatori, navigheranno con loro, viaggeranno assieme ad essi dalla luce all’oscurità.

Lo spunto narrativo è dato dalla necessità dell’eroe omerico di trovare una strada per tornare alla sua amata Itaca. Per questa ragione Circe lo indirizza all’Ade, a interrogare Tiresia.

Durante la peregrinazione, narrata nell’XI libro dell’Odissea, Ulisse incontra molti compagnia caduti a Troia, sua madre, tanti personaggi della mitologia classica e soprattutto riesce a ottenere lumi sul suo futuro dall’indovino.

La catabasi di Ulisse, però, che nella teatralizzazione si arricchisce di nuovi spunti e personaggi si discosta, a tratti dall’Odissea Omerica, non è che il suo viaggio tra i fantasmi del suo passato e le ombre del suo futuro. Un viaggio tra i suoi sogni e i suoi rimorsi, le sua ambizioni e i suoi rimpianti. Un viaggio che tutti noi, alla scoperta di noi stessi, siamo chiamati a fare quotidianamente.

Lo spettacolo ha visto la luce grazie al contributo organizzativo della fondazione MIDA ed è realizzato e prodotto da Il Demiurgo, una realtà giovane e composta da giovani, ma già tra le più importanti ed attive in Campania per quanto concerne il teatro itinerante e a postazioni.

Dal punto di vista scenografico le grotte offrono un colpo d’occhio incantevole: rappresentano senza ombra di dubbio una delle location più suggestive della Campania. Seguendo le avventure di Ulisse il pubblico si troverà al cospetto di scenari mozzafiato: navigherà sul fiume sotterraneo assieme al re di Itaca, lo seguirà nelle “profondità dell’Ade”, tra stalattiti, stalagmiti, formazioni calcaree dalle forme e dalle strutture incantevoli.

Appuntamento sabato 25 e domenica 26 marzo 2017 con tre spettacoli al giorno (ore 15.30-17.30-19.30 e la domenica anche alle 11.30) presso le Grotte di Pertosa-Auletta.

Per info su prezzi e per  prenotare il proprio viaggio agli inferi basta rivolgersi a:

Il Demiurgo 331 3169215 – 327 8340763 – info@ildemiurgo.com

Grotte di Pertosa-Auletta 0975 397037

*** Se sei un’insegnante CHIAMACI per scoprire i giorni, gli orari e i prezzi pensati per le scolaresche  ***

CONTATTI:

CAST

A vestire i panni di Ulisse ci sarà Venanzio Amoroso, durante il suo viaggio incontrerà alcuni dei personaggi principali della mitologia achea: sua madre Anticlea, consumatasi nell’attesa del ritorno del figlio, interpretata da Lilith Petillo, Achille (Alessandro Balletta), l’eroe acheo per eccellenza, compagno d’arme di Ulisse sotto le mura di Troia; Aiace Telamonio (Daniele Acerra), l’impareggiabile guerriero condotto alla follia e alla morte dalle trame del re di Itaca, l’indovino tebano Tiresia (Nello Provenzano), Palamede (Danilo Franti), il valoroso e scaltro re d’Eubea condannato, da innocente, a morire per tradimento a causa di un piano ordito da Ulisse e Diomede,  Elpenore (Franco Nappi), sfortunato guerriero e marinaio Itacense. Il soggetto e la sceneggiatura così come la regia saranno curati da Francescoantonio Nappi.

/ildemiurgo

‘ Dal Buio alla luce ‘, la mostra a Castellammare di Stabia continua fino a fine anno

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Castellammare: i reperti delle ville stabiane possono essere ammirati presso la Reggia di Quisisana fino a dicembre 2017

Ci sarà tempo fino al 31 dicembre 2017 per ammirare, per chi non l’avesse ancora fatto, i reperti provenienti dalle ville romane di Stabiae ed esposti alla reggia di Quisisana di Castellammare di Stabia.

Dal buio alla luce, questo il titolo della mostra, inaugurata il 13 giugno scorso, ha portato alla ribalta pezzi unici e rari del sito archeologico del collina di Varano che  grazie all’impegno della Dottoressa Olimpia de Simone e all’appoggio della Soprintendenza hanno permesso di poter riammirare opere e reperti finiti nel dimenticatoio dell’ex  antiquarium stabiano.

La photogallery della mostra “Dal buio alla luce” a Castellammare di Stabia, inaugurata venerdi 13 giugno.
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La mostra ha portato alla ribalta , in sette sale del palazzo reale, 38 reperti provenienti dal sito archeologico stabiano, dove si possono visitare tre ville signorili di epoca romana.  Sono esposti anche reperti provenienti da Carmiano e dal Petraro e l’affascinante ricostruzione del carro su sagome di acrilico trasparente. L’esposizione è accompagnata da pannelli descrittivi di chiara lettura e da pannelli provenienti dalla mostra archeologica, Stabiae Svelata, allestita dal Comitato per gli Scavi di Stabia nel 2012 con la collaborazione della Soprintendenza di Pompei.

L’accesso alla mostra è gratuito; gli orari di apertura sono:

  • Lunedì, martedì, giovedì venerdì dalle 9:00 alle 14:00
  • Sabato dalle 14:00 alle 18:00
  • Domenica dalle 9:00 alle 13:00

Chiusura settimanale il mercoledì

vivicentro/campania/Gennaro Carotenuto/Marco De Rosa