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Castellammare di Stabia
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Hamsik, l’ agente: “E’ felice a Napoli, sogna di vincere lo scudetto con questa maglia”

A Radio Kiss Kiss Napoli, nel corso di ‘Radio Gol’, è intervenuto Juraj Venglos, agente di Marek Hamsik. Ecco quanto evidenziato:

“Marek è contento di aver vinto il premio di miglior giocatore slovacco. A Napoli è felice, in questa stagione ha avuto modo di giocare in Champions League. L’ obbiettivo è centrare il secondo posto in campionato. Ha sempre giocato per la squadra anche quando i vari allenatori gli hanno cambiato ruolo. Con Sarri c’è un rapporto speciale, negli ultimi due anni è migliorato tanto anche sotto il profilo realizzativo. Contro la Juve sarà una doppia sfida speciale, gli azzurri cercheranno di vincerle entrambe,
Record di Maradona? Cercherà di raggiungerlo quanto prima, sarebbe fantastico. Futuro? Il suo contratto scade nel 2020, allora avrà trenta anni. Non è escluso che possa ricoprire un ruolo dirigenziale un domani. Scudetto? E’ il suo sogno, gli auguro di coronarlo al più presto”.

Reina ko con la Spagna: probelema al polpaccio, rientrerà a Napoli

Pepe Reina salterà le prossime due partite della Spagna, in programma contro Israele (qualificazioni mondiali) e Francia (amichevole), a causa di un fastidio muscolare al polpaccio. Il ct Julen Lopetegui ha pertanto convocato al suo posto per la prima volta il portiere dell’Athletic Bilbao, Kepa Arrizabalaga, che si allena con la ‘Roja’ già da ieri. Reina è stato sottoposto ad accertamenti medici nella clinica Sanitas e nel pomeriggio si affiderà alle mani dei fisioterapisti della Nazionale spagnola, nel tentativo di recuperare la forma migliore. Contro Israele il portiere titolare sarà David De Gea, il secondo Sergio Rico del Siviglia. Domani la squadra partirà per Gijon, la città dove venerdì la Spagna affronterà Israele. Reina, invece, tornerà in Italia dove ad attenderlo ci sarà lo staff sanitario del Napoli. Lo riporta l’ edizione online del Corriere dello Sport.

Kessié, l’agente: “Diversi club lo seguono. De Laurentiis? Non abbiamo ancora parlato”

George Atanganà, agente di Franck Kessié, ha parlato ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli nel corso di ‘Radio Gol’. Ecco quanto evidenziato:

“Sartori ha dichiarato che ci sono almeno 20 società che seguono il ragazzo, non sta raccontando falsità. Ci sono tante squadre tra cui anche le migliori in Europa.
Non ho ancora parlato con De Laurentiis, non sapevo fosse così interessato. Per il momento Franck sta facendo quello che deve fare, di mercato ne parleremo a giugno. Napoli è una piazza allettante con un grande allenatore. Valutazione? Ha dimostrato di avere un enorme talento, chi lo vuole dovrà investire tanto. Chi lo prende mette a segno un grande colpo”.

Castellammare: La fotogallery del III Torneo della Legalità

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Lunedì 20 marzo 2017 allo stadio Menti di Castellammare di Stabia ha avuto luogo la terza edizione del Torneo della Legalità organizzato dall’ITS “L.Sturzo” a cui hanno partecipati il Liceo Scientifico “Severi” e il Commissiariato di Polizia di Castellammare di Stabia. A intrattenere gli spettatori, tra una partita ed un’altra, ci ha pensato la Scuola Media “Bonito – Cosenza” sempre di Castellammare di Stabia.

“Scuola & Legalità” è da sempre il titolo affidato al progetto scolastico dell’ITS “L.Sturzo”.

La manifestazione ha visto la partecipazione di oltre 3000 persone che hanno gremito le scalee del Menti; nel settore distinti si sono accomodati gli alunni e alcuni genitori del Liceo “Severi”, mentre allo Sturzo e alla scuola Media “Bonito-Cosenza” è stato riservato la tribuna scoperta.

Rivivi l’intera manifestazione attraverso gli scatti fotografici di Antonio Russo.

Queste che seguono sono solo alcune foto, per vederle tutte basta cliccare QUI

Kiss Kiss – Il Napoli ha già preso Kessié e Keita, negli affari anche Grassi e Zapata

A ‘Radio Gol’, trasmissione in onda su Radio Kiss Kiss Napoli, è intervenuto il direttore Valter De Maggio. Ecco quanto evidenziato:

“Stando a quello che abbiamo raccolto ci risulta che il Napoli ha già preso Kessié e Keita per la prossima stagione. Si tratterebbe di affari già fatti e se dovessero arrivare conferme sarebbero grandi colpi. Nell’ affare potrebbero essere inseriti Grassi e Duvan Zapata”.

Nella Top10 italiana di TripAdvisor quattro destinazioni su dieci sono in campania

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La Campania ottiene ben 4 segnalazioni di destinazioni su dieci: Sorrento, Positano, Napoli, Ischia e 16.820 recensioni su cose da fare, ristoranti e hotel a Castellammare Di Stabia.

A Torino il Miglior Hotel italiano, a Firenze l’Hotel di Lusso più apprezzato a livello nazionale, classificato anche nella Top 10 mondiale ed europea. I vincitori sono stati decretati sulla base di milioni di recensioni e opinioni scritte in un anno dai viaggiatori di TripAdvisor a livello mondiale. Giunti alla quindicesima edizione, i Travelers’ Choice® Hotel Awards hanno premiato oltre 7.607 strutture a livello mondiale con classifiche per 109 Paesi e otto aree geografiche nelle categorie Migliori Hotel, Miglior Hotel di Lusso, Migliori Tariffe, Migliori Hotel di Piccole Dimensioni, Miglior Servizio, Migliori Pensioni e B&B, Migliori Hotel Romantici e Migliori Hotel per Famiglie. I vincitori dei Travelers’ Choice sono accomunati da un’offerta degna di nota per servizio, qualità e valore.

La Regione Campania è l’autentica sorpresa nella classifica italiana dei “Travelers’ Choice Awards 2017” stilata annualmente da TripAdvisor, il popolare sito di recensioni di ristoranti, alberghi e mete turistiche, e che riguardano le destinazioni preferite dai viaggiatori in tutto il mondo.

La Campania pur rimanendo fuori dal podio nazionale (Sorrento ottiene la quarta posizione dietro Roma, Firenze e Venezia) resta la regione protagonista.

Torna (o vai) a Sorrento

Un tour alla scoperta delle bellezze della città della Penisola

di Maria Cristina Napolitano

Mare, paesaggio, arte, cultura queste e tante altre sono le offerte turistiche di Sorrento, sita su una terrazza di tufo a picco sul mare blu con in alto gli agrumeti di aranci e limoni, che danno tono alle coltivazioni, parchi e giardini.

Provenendo da Napoli attraverso l’autostrada, si procede sulla strada statale sorrentina (SS 145) una strada che, tra tornanti e piazzole panoramiche, preannuncia lo spettacolo della penisola sorrentina.

Sorrento ha una storia antichissima che affonda le origini nell’età dei greci prima e degli Etruschi poi. In età romana fu sede di ville residenziali che sfruttavano l’ottimo clima e il meraviglioso panorama, come ad esempio la villa ritenuta di Pollio Felice di I secolo d.C. i cui resti sono visibili da mare in località Regina Giovanna o quella di Agrippa Postumo sita sotto l’attuale Hotel Syrene. Numerosi i punti di interesse della città da visitare perdendosi tra le strette stradine e gli improvvisi slarghi con affaccio sul mare.

La nostra regione, infatti oltre a vantare il maggior numero di destinazioni premiate nella Top 10 italiana con 4 destinazioni su 10, conta ben tre nuove entrate rispetto alla classifica stilata nel 2016 e si tratta nell’ordine di:

Positano (sesto posto),

Positano: l’incanto e lo sguardo sul mare

Splendido comune della Costiera amalfitana, amato dai turisti di tutto il mondo
di Maria Cristina Napolitano 

Positano compare d’improvviso, nascosta dai promontori della costiera amalfitana. La strada per raggiungere l’incantevole borgo della provincia di Salerno, è fatta di numerosi tornanti, piacevoli da percorrere in moto, ci permette di godere di uno dei panorami più belli al mondo.

I colori, gli odori della costiera sono tra le ricchezze che ogni visitatore può portare con sé per serbarne il ricordo. I colori delle case che si succedono sul pendio, le prime fioche luci al tramonto, il mare che quasi si ritaglia uno spazio in questo panorama e i riflessi della luna sull’acqua. Gli odori della salsedine, del pesce appena pescato, dei limoni e dei cedri venduti dagli ambulanti lungo la strada.

Positano ha origini molto antiche come attesta il ritrovamento di una villa romana al di sotto della chiesa di Santa Maria Assunta. A quell’epoca era un luogo di villeggiatura prediletto. Oggi la condizione non è mutata: d’estate il borgo raddoppia, triplica, quadruplica i suoi abitanti, venuti da tutto il mondo per godere del mare, del clima sempre mite grazie alla posizione che gode.

Le stradine strette, le scale che permettono di accorciare i percorsi per scendere alla spiaggia grande o a Fornillo, le frazioni di Montepertuso e Nocelle dove è possibile assaggiare dell’ottima carne, in alto a guardare il mare, il paesaggio.

Sullo sfondo Li Galli, l’arcipelago che appartiene al comune, dimora dell’amato e compianto Nureyev costituito da tre isole: Gallo Lungo, la Rotonda e dei Briganti. Secondo le fonti antiche su questi isolotti dimoravano le Sirene. Ma a voler guardare oltre l’incanto e la leggenda, rappresentavano per i naviganti un luogo di passaggio impervio dove non era insolito perdere il controllo delle imbarcazioni a causa delle correnti.

Positano è dunque anche luogo di leggende, come quella della cornata del diavolo nel Monte detto per questo motivo Pertuso e di fede e devozione per la Madonna Nera a cui i naviganti affidano da sempre il loro viaggio sulle rotte del mare. E proprio al quadro della Madonna, trasportata in mare in un tempo lontano, pare che si debba il nome del paese. Si racconta che i marinai udirono una voce provenire dalla stiva, che diceva “Posa, posa” al momento del passaggio dinanzi alla costa. Da quel momento il borgo divenne Positano e il quadro fu condotto nella Chiesa di San Vito, santo protettore, sui cui resti fu poi costruita la chiesa dedicata a Maria Assunta, festeggiata con una suggestiva processione di barche ogni 15 agosto.

Positano è il paese delle case bianche, delle stradine con le botteghe che espongono la merce all’esterno in un allegro tripudio di stoffe e colori, è il paese del mare e della buona cucina di pesce, e il paese dove vivere una vacanza di relax e divertimento in una cornice d’incanto  e magia

Napoli (nona):

Il decumano inferiore: Spaccanapoli

Da San Gennaro al Gesù Nuovo: il cuore pulsante di Napoli
di Maria Cristina Napolitano

Alcune delle più celebri mete turistiche napoletane si trovano lungo una delle strade più importanti ed antiche di Napoli: il decumano inferiore meglio noto come Spaccanapoli. L’itinerario che vi proponiamo, da svolgere a piedi per un tratto di circa 2 km, dal Duomo di Santa Maria Assunta, dove sono conservate le reliquie e il tesoro del Santo protettore della città, San Gennaro, percorrendo interamente il decumano inferiore, per arrivare a Piazza del Gesù Nuovo.

L’itinerario parte dal Duomo, uno dei siti pluristratificati meglio conservati di Napoli: sorto sulle basiliche paleocristiane di Santa Restituta e Santa Stefania inglobando a loro volta resti greci e romani. Imponente è la facciata con forme gotiche ricostruita più volte nel corso dei secoli. Da non perdere la visita alla monumentale Cappella del Tesoro di San Gennaro (visitabile anche quando il duomo è chiuso entrando dal Museo del Tesoro, con biglietto d’ingresso).

Nel transetto destro la Cappella del cardinale Arrigo Minutolo, uno degli ambienti gotici meglio conservati di Napoli, luogo scenico di una novella del Decamerone di Boccaccio. Al lato dell’altare con l’Assunta in marmo e stucco di Pietro Bracci, le scale permettono la discesa al Succorpo. Fatta edificare da Oliviero Carafa contiene le reliquie di San Gennaro. Uscendo nella navata sinistra c’è la basilica di S. Restituta di fondazione costantiniana. Da qui è possibile entrare nel battistero di San Giovanni in Fonte in cui è presente un’area archeologica con strutture databili dall’età greca sino all’alto medioevo.

All’esterno, a destra della Chiesa, vi è il Museo del Tesoro di S. Gennaro con un ricchissimo nucleo di oggetti esposti tra cui il famigerato tesoro di San Gennaro, valutato più di quello della regina d’Inghilterra e dello Zar di Russia. Il tesoro del Santo è stato oggetto di una famosissima commedia di Dino Risi, “Operazione San Gennaro”, con Nino Manfredi che tenta inutilmente un colpo al tesoro.

Alcune scene di questo film sono state girate nella Chiesa di San Filippo Neri, parte del Complesso dei Girolamini, seconda tappa del nostro itinerario. Dal Duomo è sufficiente attraversare la strada, al civico 142 entrare nel complesso conventuale dei padri Oratoriani o Filippini, seguaci di San Filippo Neri. Costruito a partire dal 1586, il complesso comprende: due chiostri, il “piccolo” e il “grande o degli aranci” per la presenza di un magnifico agrumeto, la Biblioteca e la Quadreria.

Da Via Duomo spostiamoci in Via San Biagio dei Librai, la famigerata Spaccanapoli, che se vista dall’alto sembra proprio “spaccare” Napoli in due parti. In realtà ricalca l’antico asse viario rivolto verso occidente, il decumano inferiore.

Procedendo sul decumano incontriamo il Monte di Pietà, costruito nel 1597-1605 da G.B. Cavagna, per combattere l’usura. All’interno del cortile una Chiesa e la cappella della Pietà, uno dei complessi artistici meglio conservati del periodo di transizione tra ‘500 e ‘600.

Superato il Palazzo Carafa, appartenuto a Diomede Carafa nel 1467, arriviamo in Piazza San Domenico, tra le più belle piazze di Napoli, molto viva sia di giorno che di notte. Al centro della piazza, la guglia di San Domenico, dedicata come ex voto per la peste nel 1656 e successivamente rielaborata da Cosimo Fanzago. Alla chiesa, di fondazione angioina, si accede da vico S. Domenico. Vale la pena soffermarsi ad ammirare in piazza il Palazzo Saluzzo di Corigliano (oggi sede di alcuni dipartimenti dell’Università Orientale), il palazzo di Sangro al civico 9 e il palazzo Petrucci al n. 3. Procedendo superiamo il palazzo Filomarino della Rocca dove morì nel 1952 Benedetto Croce, fondatore dell’Istituto italiano per gli Studi Storici che ha sede all’interno dell’edificio.

Da qui prepariamoci alla visita di uno dei monumenti più celebri di Napoli, il complesso di Santa Chiara, voluto da Roberto d’Angiò e dalla sua devotissima moglie Sancia. La visita è ricca di luoghi da scoprire: la chiesa francescana trecentesca e il meraviglioso chiostro maiolicato delle Clarisse, rimaneggiato nel ‘700 in stile rococò, il Museo dell’Opera di S. Chiara con resti di epoca romana di un complesso termale e altri reperti relativi alle fasi di vita del complesso religioso.

La visita si conclude nella Piazza del Gesù Nuovo dove nel centro dell’emiciclo è presente la guglia dell’Immacolata, antico retaggio delle macchine da festa di epoca barocca, e la Chiesa del Gesù Nuovo.

l’Isola d’Ischia (decima):

Tra terra e mare: il castello Aragonese di Ischia

Voluto da Alfonso d’Aragona il maniero risale al 1441

Una rampa di 230 metri lo divide dalla “terra ferma” si fa per dire, dell’isola d’ Ischia di cui è simbolo indiscusso da quasi 600 anni. Il Castello Aragonese è un contenitore di strutture, quasi come una scatola cinese al suo interno vi ritroviamo chiese, conventi, un carcere e addirittura un terrazzo ornato di vigneti

La costruzione del primo castello risale al 474 a.C. sotto il nome di Castrum Gironis, ovvero “castello di Girone”, in onore del suo fondatore. In quell’anno, infatti, il greco Gerone I detto il tiranno di Siracusa prestò aiuto con la propria flotta ai Cumani nella guerra contro i Tirreni, contribuendo alla loro sconfitta al largo delle acque di Lacco Ameno. Debitori di tale intervento, i Cumani decisero allora di ricompensare l’alleato cedendogli l’intera isola. La fortezza venne poi occupata dai Partenopei, ma nel 315 a.C. i Romani riuscirono a strappar loro il controllo dell’isola e vi fondarono la colonia di Aenaria. Il Castello venne utilizzato come fortino difensivo e vi furono edificate anche alcune abitazioni ed alte torri per sorvegliare il movimento delle navi nemiche.

L’aspetto attuale è pero dovuto ai rifacimenti dei secoli XV e XVI operati da Alfonso I d’Angiò che collegò l’isolotto alla terra ferma, costruì imponenti fortificazioni e scavò l’impressionante  galleria d’accesso alta 15 metri e larga 6 costellata di “piombatoi” utilizzati per lanciare olio bollente a chi fosse riuscito a superare la prima cinta muraria. Il maniero era utilizzato all’epoca anche come rifugio per la popolazione ischitana durante le ricorrenti scorribande barbare.

Sulla sommità della collina sorge il mastio, con quattro colonne cilindriche separato da un vigneto dal carcere. Nel 1823 l’intero castello fu destinato a casa di detenzione dal governo Borbonico  mentre le 1861 iniziarono ad arrivare anche i condannati politici che propugnavano l’Unità d’Italia.

La zona meridionale del castello, ha l’aspetto di un vero e proprio villaggio agricolo con le strade fatte di ciottoli a cui lati si aprono forni, cisterne e cantine fino al 1700 questa zona ha ospitato le famiglie.

Gli edifici religiosi ospitati nelle mura raccontano storie affascinanti, all’ingresso ci si imbatte nei resti della Cattedrale risalente al 1301 fu teatro, nel 1509, delle nozze tra Ferrante d’Avalos e Vittoria Colonna. Originariamente di stile romanico, fu ritoccata nel XVI secolo e rifinita successivamente con stucchi barocchi. Nel 1809 fu distrutta dalle cannonate degli Inglesi, per cui si presenta oggi come uno spazio semiaperto, senza soffitto, e ospita concerti di musica classica e letture di prosa e di poesia. Fu distrutta dalle cannonate della flotta inglese nel 1809. Stupenda è la cripta con affreschi del ‘300.

Ben conservata è invece la chiesa dell’Immacolata la cui cupola domina l’intero castello e offre una magnifica vista del borgo di Ischia Ponte, anticamente chiamato borgo di Celsa per la presenza di una piantagione di gelsi nei terreni dei frati Agostiniani. Essi avevano importato sull’isola l’allevamento intensivo del baco da seta. L’attività s’interruppe di colpo nel 1809, quando Gioacchino Murat emanò un decreto di soppressione degli ordini religiosi per impossessarsi delle enormi ricchezze che i religiosi avevano accumulato nei secoli nel regno di Napoli. La chiesa fu costruita a partire dal 1737 al posto di una precedente cappella dedicata a san Francesco, per volere della badessa Lanfreschi dell’attiguo convento delle Clarisse.

Una rampa di gradini accompagnano al cimitero delle monache dove sono conservati i sedili sui quali venivano collocati i cadaveri delle monache in posizione eretta.

Una stradina esterna conduce alla terrazza degli ulivi dalla quale la vista trova sazietà nell’ammirare le perle del Golfo di Napoli tra Procida e Vivara.

Su TripAdvisor c’è post anche per Castellammare Di Stabia, Provincia di Napoli con 16.820 recensioni su cose da fare, ristoranti e hotel a Castellammare Di Stabia.

”ULISSE: Il viaggio nell’Ade” alle Grotte di Pertosa-Auletta il 25 e 26 marzo

Spettatori in barca e uno scenario mozzafiato ricco di fascino e suggestioni: sono questi gli elementi principali dello spettacolo “ ULISSE: Il viaggio nell’Ade ” messo in scena dal gruppo teatrale de “Il Demiurgo” in collaborazione con la Fondazione MIdA, Musei integrati dell’Ambiente, per raccontare il fascino delle Grotte di Pertosa-Auletta, in provincia di Salerno.

Lo spettacolo racconta della discesa agli inferi di Ulisse a caccia dell’indovino Tiresia. Ma lo spunto Omerico verrà trasfigurato, nella dimensione meravigliosa delle grotte, il viaggio del piú “umano” degli eroi, sempre in bilico tra genio e malizia, eroismo e viltá, furbizia ed ambizione, diventa il viaggio di ognuno di noi: tra sogni ed incubi, tra traguardi raggiunti e fallimenti subiti, per giungere alla serenitá di quello che ogni uomo chiama “casa”. Uno evento imperdibile: uno spettacolo itinerante in cui gli eroi cantati da Omero si muoveranno tra gli spettatori, navigheranno con loro, viaggeranno assieme ad essi dalla luce all’oscurità.

Lo spunto narrativo è dato dalla necessità dell’eroe omerico di trovare una strada per tornare alla sua amata Itaca. Per questa ragione Circe lo indirizza all’Ade, a interrogare Tiresia.

Durante la peregrinazione, narrata nell’XI libro dell’Odissea, Ulisse incontra molti compagnia caduti a Troia, sua madre, tanti personaggi della mitologia classica e soprattutto riesce a ottenere lumi sul suo futuro dall’indovino.

La catabasi di Ulisse, però, che nella teatralizzazione si arricchisce di nuovi spunti e personaggi si discosta, a tratti dall’Odissea Omerica, non è che il suo viaggio tra i fantasmi del suo passato e le ombre del suo futuro. Un viaggio tra i suoi sogni e i suoi rimorsi, le sua ambizioni e i suoi rimpianti. Un viaggio che tutti noi, alla scoperta di noi stessi, siamo chiamati a fare quotidianamente.

Lo spettacolo ha visto la luce grazie al contributo organizzativo della fondazione MIDA ed è realizzato e prodotto da Il Demiurgo, una realtà giovane e composta da giovani, ma già tra le più importanti ed attive in Campania per quanto concerne il teatro itinerante e a postazioni.

Dal punto di vista scenografico le grotte offrono un colpo d’occhio incantevole: rappresentano senza ombra di dubbio una delle location più suggestive della Campania. Seguendo le avventure di Ulisse il pubblico si troverà al cospetto di scenari mozzafiato: navigherà sul fiume sotterraneo assieme al re di Itaca, lo seguirà nelle “profondità dell’Ade”, tra stalattiti, stalagmiti, formazioni calcaree dalle forme e dalle strutture incantevoli.

Appuntamento sabato 25 e domenica 26 marzo 2017 con tre spettacoli al giorno (ore 15.30-17.30-19.30 e la domenica anche alle 11.30) presso le Grotte di Pertosa-Auletta.

Per info su prezzi e per  prenotare il proprio viaggio agli inferi basta rivolgersi a:

Il Demiurgo 331 3169215 – 327 8340763 – info@ildemiurgo.com

Grotte di Pertosa-Auletta 0975 397037

*** Se sei un’insegnante CHIAMACI per scoprire i giorni, gli orari e i prezzi pensati per le scolaresche  ***

CONTATTI:

CAST

A vestire i panni di Ulisse ci sarà Venanzio Amoroso, durante il suo viaggio incontrerà alcuni dei personaggi principali della mitologia achea: sua madre Anticlea, consumatasi nell’attesa del ritorno del figlio, interpretata da Lilith Petillo, Achille (Alessandro Balletta), l’eroe acheo per eccellenza, compagno d’arme di Ulisse sotto le mura di Troia; Aiace Telamonio (Daniele Acerra), l’impareggiabile guerriero condotto alla follia e alla morte dalle trame del re di Itaca, l’indovino tebano Tiresia (Nello Provenzano), Palamede (Danilo Franti), il valoroso e scaltro re d’Eubea condannato, da innocente, a morire per tradimento a causa di un piano ordito da Ulisse e Diomede,  Elpenore (Franco Nappi), sfortunato guerriero e marinaio Itacense. Il soggetto e la sceneggiatura così come la regia saranno curati da Francescoantonio Nappi.

/ildemiurgo

‘ Dal Buio alla luce ‘, la mostra a Castellammare di Stabia continua fino a fine anno

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Castellammare: i reperti delle ville stabiane possono essere ammirati presso la Reggia di Quisisana fino a dicembre 2017

Ci sarà tempo fino al 31 dicembre 2017 per ammirare, per chi non l’avesse ancora fatto, i reperti provenienti dalle ville romane di Stabiae ed esposti alla reggia di Quisisana di Castellammare di Stabia.

Dal buio alla luce, questo il titolo della mostra, inaugurata il 13 giugno scorso, ha portato alla ribalta pezzi unici e rari del sito archeologico del collina di Varano che  grazie all’impegno della Dottoressa Olimpia de Simone e all’appoggio della Soprintendenza hanno permesso di poter riammirare opere e reperti finiti nel dimenticatoio dell’ex  antiquarium stabiano.

La photogallery della mostra “Dal buio alla luce” a Castellammare di Stabia, inaugurata venerdi 13 giugno.
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La mostra ha portato alla ribalta , in sette sale del palazzo reale, 38 reperti provenienti dal sito archeologico stabiano, dove si possono visitare tre ville signorili di epoca romana.  Sono esposti anche reperti provenienti da Carmiano e dal Petraro e l’affascinante ricostruzione del carro su sagome di acrilico trasparente. L’esposizione è accompagnata da pannelli descrittivi di chiara lettura e da pannelli provenienti dalla mostra archeologica, Stabiae Svelata, allestita dal Comitato per gli Scavi di Stabia nel 2012 con la collaborazione della Soprintendenza di Pompei.

L’accesso alla mostra è gratuito; gli orari di apertura sono:

  • Lunedì, martedì, giovedì venerdì dalle 9:00 alle 14:00
  • Sabato dalle 14:00 alle 18:00
  • Domenica dalle 9:00 alle 13:00

Chiusura settimanale il mercoledì

vivicentro/campania/Gennaro Carotenuto/Marco De Rosa

Juve Stabia, il programma gare del fine settimana: segue le due dirette su ViViRadioweb

Juve Stabia, il programma gare del fine settimana: segue le due dirette su ViViRadioweb

Questo il programma gare del fine settimana delle Vespette:

Berretti: J.Stabia – Casertana sabato 25/3 ore 11.30 stadio Menti (in diretta su ViViRadioWeb dalle ore 11:15)

Under 17: riposo

Under 15: riposo

Under 16: J.Stabia – Arenaccia domenica 26/3 ore 12.30 comunale di Casola (in diretta su ViViRadioWeb dalle ore 12:15)

2003: Accademia Acerra- J.Stabia sabato 25/3 ore 15.30 comunale di Acerra

2004: J.Stabia – Virtus Junior Napoli domenica 26/3 ore 11 comunale di Casola

a cura di Ciro Novellino

I nostri sponsor:







Raiola provò a convincere il Man City a puntare su Leandrinho

Raiola provò a convincere il Man City a puntare su Leandrinho

La Gazzetta dello Sport scrive su Leandrinho: “Il suo talento lo ha messo in mostra molto presto, precisamente al Sudamericano Under 17 del 2015 in Paraguay: 8 reti e titolo al Brasile. E’ allora che gli osservatori di tutte le grandi squadre europee, a partire dal Barcellona, mettono Leandrinho nel mirino. La Ponte Preta, il club nel quale è cresciuto, fiuta l’affare e lo fa esordire: 9 partite totali, 8 nel Brasileirao, e una, con gol, contro la Chapecoense, in Copa Sudamericana. A quel punto, però, qualcosa si inceppa: la Ponte Preta vorrebbe che Leandrinho firmasse un contratto da professionista, la famiglia del calciatore prende tempo. Leandrinho gioca l’ultima gara ufficiale addirittura nel dicembre 2015, poi scompare dai radar. Non da quelli, però, degli scout di mezzo mondo: Real e Chelsea vorrebbero portarlo in Europa, ma rinunciano perché è minorenne ed extracomunitario. Sono le stesse problematiche che frenano l’Udinese, la prima società italiana realmente interessata a questo «baby fenomeno». Addirittura, Mino Raiola prova a convincere il Manchester City che vale la pena puntare su Leandrinho, che intanto resta «parcheggiato» lontano dal Brasile”.

Doppio Napoli-Juve, si va verso il sold-out: numeri incredibili

Doppio Napoli-Juve, si va verso il sold-out: numeri incredibili

Per la doppia sfida tra Napoli e Juventus si stanno regitrando davvero numeri incredibili: sarà sold out. Per la gara di campionato ad oggi sono stati stacchati 42mila biglietti mentre per la gara di Coppa siamo già a 32mila. Già finiti i biglietti per tutti i settori superiori. Ai tifosi juventini provenienti dal Piemonte sarà vietata la trasferta in Campania mentre sono al vaglio misure di sicurezza per i tifosi bianconeri campani che andranno al San Paolo. Probabile l’impiego di 850 agenti di Polizia.

Spagna, oggi si deciderà se far tornare o meno Reina a Napoli

Spagna, oggi si deciderà se far tornare o meno Reina a Napoli

Come riporta Il Corriere dello Sport, il problema rimediato nel bel mezzo della seduta del mattino a Las Rozas, stando ai primi esami strumentali cui Reina viene sottoposto, sarebbe soltanto un affaticamento. Di un certo spessore, tant’è che Lopetegui convoca temporaneamente il portiere dell’Athletic Bilbao e dell’Under 21, Kepa Arrizabalaga, però nulla più: niente lesioni, niente allarme rosso. La buona notizia fa respirare tutto l’ambiente azzurro, ovviamente molto teso al cospetto della prospettiva peggiore, ma un certo relax subentra soltanto successivamente: dopo il rientro a Las Rozas dalla clinica madrilena cui abitualmente si appoggia la Nazionale spagnola, infatti, Reina non fa i bagagli per rientrare in Italia. Per il momento resta a disposizione della Roja. Oggi, comunque, il quadro potrà essere più chiaro. Definitivamente chiaro: Pepe sarà nuovamente controllato e sottoposto a ulteriori accertamenti, e a seconda del responso definitivo il Napoli e la Spagna decideranno il da farsi. E dunque se rispedirlo a casa, oppure fargli proseguire l’avventura.

Mertens ha chiesto un ingaggio alto: spunta un incontro con il Chelsea

Mertens ha chiesto un ingaggio alto: spunta un incontro con il Chelsea

Il Mattino scrive sulla questione rinnovo di Dries Mertens“L’intesa su un accordo a circa 3milioni era stata virtualmente raggiunta: il doppio rispetto all’attuale ingaggio. Ma poi Dries ha cominciato a segnare valanghe di gol e ha deciso di rivedere la richiesta. A quel punto, la trattativa si è interrotta. Era stata portata avanti da De Laurentiis, dall’amministratore delegato Chiavelli e dal direttore sportivo Giuntoli con due avvocati di Bruxelles, Stijn Francis e Laurens Melotte, titolari dello studio Stirr Associates. Mertens si è rivolto ai due professionisti per avere indicazioni e si è fatto rappresentare nella trattativa con Fabio Cannavaro e nell’incontro con un manager del Chelsea a Londra, a fine dicembre, perché l’azzurro è entrato anche nei progetti di Conte. La Premier è l’altro grande obiettivo di Dries,però al momento l’offerta, la grande offerta, non c’è. Non sono da escludere ripensamenti e riaperture da parte di Dries,che comunque dovrebbe ridurre la nuova richiesta (supera i 4 milioni) perché il Napoli non intende andare oltre una certa cifra, comprensiva di bonus, per questioni di bilancio”.

Ritorna l’idea Kovacic: il centrocampista del Real fu contattato lo scorso anno

Ritorna l’idea Kovacic: il centrocampista del Real fu contattato lo scorso anno

Come riporta Il Corriere dello Sport, per il Napoli, il nome di Mateo Kovacic del Real Madrid, è rimasto «inchiodato» nel data base. L’estate scorsa ci fu un contatto reale tra il Napoli e la stessa società spagnola, ma non se ne fece più nulla anche perchè in azzurro è arrivato Marko Rog. Però quella fu una mossa e Kovacic, che gioca sempre poco, continua a rientrare tra i parametri tecnici ed anagrafici che potrebbero solleticare.

Le nuove cifre del quinquennale proposto a Insigne, i diritti d’immagine restano un fattore importante

Le nuove cifre del quinquennale proposto a Insigne, i diritti d’immagine restano un fattore importante

La Gazzetta dello Sport scrive sul futuro di Lorenzo Insigne: “Più complessa la trattativa riguardante il fantasista napoletano: dalla grande distanza dell’estate scorsa (2,5 milioni annui l’offerta e 5 milioni la richiesta per rinnovare) le parti si sono avvicinate. L’ultima offerta del Napoli ammonta a 3,2 milioni più bonus sino al 2022, con i diritti di immagine però totalmente a favore del club. Un fattore determinante e che nei mesi scorsi è costato già diversi contratti di sponsorizzazione a Insigne. Per questo Lorenzo e il suo entourage chiedono 4-4,5 milioni netti a stagione. Da definire pure la cifra della clausola rescissoria (sarebbe comunque valida solo per l’estero): De Laurentiis la vorrebbe fissare intorno ai 100 milioni”.

Opportunità e rischi della realtà aumentata

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Nel suo commento su La Stampa, Massimiliano Panarari affronta il tema della realtà aumentata che in un futuro molto vicino potrebbe sbarcare sui nostri smartphone. “Una rivoluzione cognitiva e sensoriale che mescola elementi fittizi all’ambiente reale” ma anche un’eventualità che “apre scenari da gestire bene” per evitare “di inseguire paradisi artificiali”.

L’ultima frontiera della realtà aumentata

L’iperreale in tasca. I continui riferimenti da parte di Tim Cook alla realtà aumentata, e le indiscrezioni sul massiccio impegno e investimento di Apple per dotare di questa tecnologia i prossimi modelli di iPhone, fanno presagire che stia per essere varcata l’ennesima frontiera.

La «realtà aumentata» ha smesso da qualche tempo di essere materia da romanzi cyberpunk per divenire «realtà pura e semplice» in vari settori, dalle simulazioni di volo ad alcune mostre d’arte e archeologiche. Ma con la sua potenziale estensione allo smartphone, ci troviamo alla vigilia del compimento di un autentico salto di qualità, perfino più degli occhiali su cui Apple pure starebbe lavorando (per rivaleggiare con Google Glass). Perché il «telefonino intelligente» è ciò che possiamo ormai considerare, in tutto e per tutto, alla stregua di un’appendice, in grado di farci stare nel nostro ambiente in maniera «potenziata»; una sorta di protesi post-umana (specie per le generazioni più giovani). Le esperienze individuali sono già vissute attraverso i media che rappresentano e filtrano l’universo in cui viviamo (un fenomeno riconosciuto nitidamente, alla fine della Prima guerra mondiale, dal grande giornalista e politico Walter Lippmann). E, di fatto, in questa nostra epoca, i mezzi di comunicazione di massa spesso già generano una realtà aumentata (si pensi soltanto al dilagare di photoshop), ossia la abbelliscono e arricchiscono, presentandone una versione più «godibile». Ma si tratta ancora di una fruizione «collettiva» eterodiretta: quando verrà messo sul mercato l’iPhone con l’augmented reality diventerà invece possibile risultare attori e performer del proprio habitat, riscrivendolo secondo i propri gusti e desideri, calandosi in un universo animato e interattivo (quasi fosse un videogioco) tutto personale. Una rivoluzione cognitiva e sensoriale sul serio, poiché la realtà aumentata mescola all’ambiente reale degli elementi fittizi, allargando altresì in modo straordinario le opportunità del marketing e gli strumenti di influenza della pubblicità.

Insomma, tra simulacri e fiction che trasforma l’immaginazione in oggetti reali, siamo alla realizzazione definitiva delle profezie di Jean Baudrillard sulle società postmoderne come regno della simulazione che sostituisce la realtà, e si fa iperrealtà. Ora, davvero, a portata di mano e tastiera, e a colpi di iPhone. Alla ipervetrinizzazione (come l’ha chiamata il sociologo Vanni Codeluppi) e alla costante messa in mostra di noi stessi si affianca la facoltà «prometeica» di rifare a nostro piacimento l’ambiente ravvicinato in cui ci muoviamo. E dall’autorappresentarsi con un selfie si passa all’agire dentro la (non solo virtuale) realtà aumentata. E scusate se è poco. Con un rovescio della medaglia, tuttavia, che apre scenari da gestire bene, se non si vuole finire sprofondati in una distopia alla Philip K. Dick. Si tratta del rischio evidenziato dalla psico-sociologa del Mit Sherry Turkle quando, nel suo libro Insieme, ma soli (Codice, 2012), raccontava dell’esperienza dei visitatori del parco della Disney «Animal Kingdom», i quali si rivelavano delusi dagli animali in carne e ossa perché meno interessanti e – giustappunto, tutt’altro che un paradosso nel mondo fattosi iperreale – dall’apparenza meno «realistica».

E, allora, per non «sognare come dei replicanti», e non inseguire dei paradisi artificiali, servono anche, più che mai, dei bagni quotidiani di realtà (da intendersi, in questo caso, come l’antitesi di una certa dilagante post-verità).

@MPanarari

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lastampa/L’ultima frontiera della realtà aumentata MASSIMILIANO PANARARI

Compromesso raggiunto tra i 27 dell’Ue a pochi giorni dalle celebrazioni sabato dei 60 anni dei Trattati di Roma

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Raggiunto un compromesso per riavvicinare i Paesi dell’Est Europa del gruppo di Visegrad, scettici sulla formula dell”Ue a più velocità.

Trattati Roma: chiusa dichiarazione, firmeranno in 27

Compromesso riavvicina Est Europa scettico su più velocità

BRUXELLES – I negoziati per limare il testo della dichiarazione che sarà siglata il 25 marzo al Campidoglio per i 60 anni dei Trattati di Roma si sono conclusi positivamente: è stato raggiunto un compromesso per riavvicinare i Paesi dell’Est Europa del gruppo di Visegrad, scettici sulla formula dell”Ue a più velocità. A quanto si apprende, il testo potrà ora essere firmato da tutti i 27 Paesi dell’Ue.

Renzi, il potere passi dalla burocrazia alla democrazia – “La cerimonia di Roma cade in un momento particolarmente importante e sarà l’occasione per insistere sulle nostre battaglie. Da quelle sulla ricerca, l’innovazione, la conoscenza a quelle sulla flessibilità e gli investimenti. Dall’immigrazione fino alla democrazia. Sì, la democrazia. Io penso che una delle sfide più grandi che abbiamo sia quella di trasferire sempre di più il potere europeo dalla burocrazia alla democrazia”. Lo scrive Matteo Renzi sull’e-news in vista dell’anniversario dei Trattati di Roma.

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Dijsselbloem: Il Perego d’Olanda

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Jeroen Dijsselbloem, presidente olandese dell’Eurogruppo, ha dichiarato al più autorevole giornale tedesco che le nazioni del Sud Europa “non possono continuare a spendere soldi in donne e alcol e poi chiedere aiuto”. Che a casa sua Dijsselbloem sia considerato un progressista getta un’ombra inquietante su che cosa pensino di noi, in Olanda, i regressisti.

Il Perego d’Olanda (Massimo Gramellini)

Quest’uomo ha inanellato tanti di quegli stereotipi da fare ammutolire un congresso internazionale di Bar Sport. Per ragioni molto simili, alla Rai hanno appena rimosso una conduttrice. Ma, a differenza della Perego, lui i testi se li scrive da solo. Strano, si pensava che ad Amsterdam avessero una certa pratica di pub e bordelli, e che spendessero qualche spicciolo anche dentro i coffee shop. Nelle classifiche sul tasso d’ubriachezza, l’Italia e le sue sorelle meridionali precedono di pochissimo l’Olanda, ma rimangono ampiamente dietro Germania, Ungheria e Danimarca. Quanto ai piaceri del sesso, ormai soppiantati dai brividi del calciomercato, una breve indagine tra le donne latine porterebbe Dijsselbloem a scoperte sconfortanti. Eppure a quelle latitudini continua a riscuotere un certo successo l’immagine del contribuente nordico che sgobba sotto cieli tristi per consentire a noi terroni di ballare il sirtaki in una damigiana di bordeaux con Penelope Cruz e Monica Bellucci vestite completamente di nero. L’Europa è disfatta. Restavano da disfare gli europei, ma si direbbe che siamo già piuttosto avanti col programma.

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corrieredellasera/Il Perego d’Olanda (Massimo Gramellini)

Socialisti Ue sconfessano Dijsselbloem per parole a Faz: ‘Sud spende per donne e alcol’

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Socialisti Ue sconfessano Dijsselbloem per parole a Faz, ma lui non si scusa. Renzi lo attacca: “Prima si dimette meglio è”. Compromesso dei 27 in vista delle celebrazioni. Gentiloni: “Da Roma parte scossa a Europa”

Ue: ‘Sud spende per donne e alcol’, bufera su Dijsselbloem

Socialisti Ue lo sconfessano, lui non si scusa per parole a Faz. Renzi lo attacca: “Prima si dimette meglio è”. Compromesso dei 27 in vista delle celebrazioni. Gentiloni: “Da Roma parte scossa a Europa”

“Durante la crisi dell’euro i Paesi del Nord hanno dimostrato solidarietà con i Paesi più colpiti. Come socialdemocratico do’ molta importanza alla solidarietà, ma hai anche degli obblighi, non puoi spendere tutti i soldi per alcol e donne e poi chiedere aiuto”: a causa di queste parole, pronunciate in un’intervista alla Faz, il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem si ritrova ora al centro di una bufera con i socialisti europei che si chiedono se sia ancora adatto al ruolo che ricopre e il M5S che ne chiede le dimissioni immediate.

Ad attaccarlo anche l’ex premier Matteo Renzi. “Il Presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem – scrive su Facebook – ha perso una ottima occasione per tacere. In una intervista a un quotidiano tedesco si è lasciato andare a battute stupide – non trovo termine migliore – contro i Paesi del sud Europa a cominciare dall’Italia e dalla Spagna. Penso che gente come Dijsselbloem, che pure appartiene al partito socialista europeo anche se forse non se ne è accorto, non meriti di occupare il ruolo che occupa. E prima si dimette meglio è. Per lui ma anche per la credibilità delle istituzioni europee”.

Compromesso raggiunto tra i 27 dell’Ue a pochi giorni dalle celebrazioni sabato dei 60 anni dei Trattati di Roma.

Mentre il premier Paolo Gentiloni in una lettera al ‘Messaggero’ parla di una “scossa” che “vogliamo che il sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma, che celebreremo con i capi di Stato e di Governo della Ue il 25 marzo, sia un’occasione per rilanciare il nostro progetto comunitario e renderlo più adatto alle sfide che viviamo”. Lo scrive il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, in un intervento in apertura di prima pagina del Messaggero, a pochi giorni dall’anniversario del patto che ha portato la “superpotenza tranquilla” a “mostrare tutto il suo potenziale”.

L’intervista di Dijsselbloem ha da subito avuto una vasta eco in Spagna tanto che ieri, nella sua audizione alla commissione economica del Parlamento Ue, proprio alcuni deputati spagnoli gli hanno chiesto pubblicamente di scusarsi. Ma il presidente ha resistito, spiegando che nessuno doveva sentirsi offeso, che non è questione di Nord e Sud, ma che vale per tutti la regola che se vuoi solidarietà devi rispettare i vincoli e gli impegni, cosa che “anche l’Olanda a volte non ha fatto”.

Ma la sua spiegazione non è piaciuta al presidente del gruppo dei socialisti e democratici Gianni Pittella: “Non è la prima volta che Dijsselbloem esprime opinioni economiche e politiche che contraddicono la linea della famiglia progressista europea.

Ora con queste parole scioccanti e vergognose alla Frankfurter Allgemeine Zeitung, è andato molto oltre usando argomentazioni discriminatorie contro i Paesi dell’Europa del Sud. Non ci sono scuse o ragioni per usare un tale linguaggio specialmente da uno che è dovrebbe essere progressista”, ha aggiunto. “Mi chiedo davvero se una persona con queste convinzioni possa ancora essere considerato adatto a fare il presidente dell’Eurogruppo”, conclude Pittella. E il M5S ne chiede le immediate dimissioni, e chiede a Padoan di prendere le distanze.

L’olandese, ministro delle finanze uscente, resterà presidente dell’Eurogruppo fino a che non sarà formato il nuovo Governo, che potrebbe impiegare parecchi mesi a nascere. Sostenuto dai tedeschi, è stato riconfermato nel 2015 per un secondo mandato avendo la meglio sullo spagnolo Luis De Guindos, che punta ancora a prendere il suo posto.

Intesa con Berlino per sbloccare l’ accoglienza migranti

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In un colloquio con Grazia Longo il ministro dell’Interno Marco Minniti rilancia il piano di collaborazione europea sui migranti e annuncia “un’intesa con la Germania per sbloccare l’ accoglienza”. Berlino non è l’unico Paese a essere coinvolto: “Anche Svizzera e Austria apriranno le porte a quote di rifugiati”. Quanto al futuro Minniti ha le idee chiare: “Si dovrà lavorare per trovare un accordo con l’Egitto”.

Minniti: “L’intesa con la Germania per sbloccare l’ accoglienza”

Il ministro dell’Interno rilancia il piano di collaborazione europea: «Anche Svizzera e Austria ora apriranno le porte a quote di rifugiati»

ROMA – C’è la convergenza tra Roma e Berlino al cuore dell’accordo sui migranti raggiunto al vertice di Roma di lunedì. La Germania, con la sua decisione di accogliere 500 migranti al mese, spiega a «La Stampa» il ministro Marco Minniti, ha sbloccato la situazione. «E ora anche Austria e Svizzera hanno promesso di aprire le porte a quote significative di migranti», portando per la prima volta i paesi dell’Europa centrale ad aiutare concretamente l’Italia nel fronteggiare la marea dei profughi.

 

Il ministro dell’Interno getta un’occhiata distratta al computer con le agenzie di stampa e alla televisione fissa su un canale all-news. Nell’ampio ufficio al secondo piano del Viminale assapora la soddisfazione per l’apertura di Vienna e di Berna nella gestione dell’emergenza immigrazione. Non si tratta di gesti di generosità ma di scelte politiche frutto di un intenso lavoro diplomatico con la Germania, «nel contesto di un rafforzamento dell’intesa tra Roma e Berlino», come ha anticipato il vicepresidente della Commissione Ue Frans Timmermans sulle pagine nel nostro giornale sabato scorso. È solo un primo spiraglio, certo, ma all’indomani del Gruppo di contatto Europa-Africa settentrionale, nel governo iniziano a mettere in fila i segnali positivi. Il piano di collaborazione europeo, oltre a Germania, Austria e Svizzera, vede coinvolte infatti anche Francia e Slovenia; e sul fronte africano, la Libia, la Tunisia e l’Algeria, mentre la diplomazia italiana e il Viminale puntano ora ad ampliare l’intesa anche con Egitto e Niger. La strategia è duplice: da una parte convincere i paesi africani a riprendersi i clandestini, dall’altra ricevere aiuti dai partner europei per ricollocare nell’Ue parte dei richiedenti asilo.

Minniti scorre sul computer gli ultimi dati degli sbarchi e fa il punto sulla cooperazione con la sponda Sud del Mediterraneo: «Oltre il 90 per cento dei flussi arriva dalla Libia, ma nessuno di loro è cittadino libico, provengono prevalentemente dall’area subsahariana. Il resto viene dall’Egitto, il secondo punto di snodo dei flussi migratori verso l’Italia. E mentre con il Niger è più vicina una collaborazione per favorire i controlli al confine a Sud della Libia, con l’Egitto stiamo ancora lavorando». Il fatto è che tra Roma e il regime di Al Sisi resta ancora il macigno del caso Regeni. È essenziale che prima si risolva in maniera trasparente e definitiva l’inchiesta per scoprire colpevoli e mandanti dell’omicidio.

La via diplomatica, la strada del dialogo, è l’unica perseguibile anche per gestire i conflitti interni alla Libia. «La stabilizzazione del Paese è preziosa sia per governare il fenomeno dei trafficanti di essere umani, sia per il benessere socio economico interno – osserva Minniti -. La partecipazione del premier Fayez Al Sarraj al meeting di Roma testimonia quanto ritenga importante contrastare i trafficanti: sottraendo loro la sovranità criminale si contribuirà alla stabilità politica della Libia e alla sua ripresa economica e sociale». Al Sarraj resta sicuramente l’interlocutore privilegiato, perché l’unico riconosciuto dall’Onu, ma non si tralascia neppure il confronto con il generale Khalifa Haftar a Tobruk, nell’Est della Libia. «Il nostro ambasciatore di recente è stato a Tobruk con l’obiettivo di mantenere un canale aperto. La stabilizzazione militare non solo è sbagliata ma anche irrealistica. Si aprirebbe un’avventura drammatica di guerra civile, con un pericoloso salto all’indietro fino al 2011, che produrrebbe un’emergenza umanitaria epocale».

Minniti non si nasconde l’importanza della posta in gioco. L’immigrazione incontrollata rischia di far saltare gli equilibri democratici del Continente, alla vigilia di importanti elezioni. Sull’approccio strategico per governare l’emergenza migratoria «si gioca il futuro dell’Europa».

Il gruppo di contatto del Mediterraneo centrale, per il ministro, «può rappresentare un passo importante, una cooperazione rafforzata che spinge l’Europa ad affrontare unita una sfida che finora sembrava essere rimasta circoscritta al nostro Paese. Si tratta di mettere da parte egoismi e chiusure nel nome di un’Europa mai messa in discussione come in questo momento». La sfida, da qui alle elezioni, è allora quella di far tornare nei cittadini l’immagine dell’Europa «come una risorsa che, nonostante il buio delle minacce del populismo e della destra xenofoba, sa trovare lo slancio per guardare al futuro». Anche a questo serviranno le celebrazioni a Roma, sabato prossimo, del sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma. Una quarantina le personalità attese, tra capi di Stato, di governo e vertici dell’Ue. Una prova da brivido per chi deve gestire la sicurezza della Capitale.

Sono previsti, infatti, almeno sei diversi cortei e sit-in: il più numeroso e a rischio è quello dei movimenti della piattaforma Eurostop, che raccoglie varie sigle (dai No Tav ai Cobas, dai centri sociali italiani e europei, a varie sigle comuniste). Roma sarà una città blindata ma, come conclude il numero uno del Viminale, «pronta a gestire l’evento con un dispositivo a garanzia della sicurezza delle personalità invitate e dei cittadini che hanno il diritto di godersi quella che è di fatto una festa. Non sarà impedito di manifestare il dissenso, in ogni democrazia ciascuno può esplicitare il proprio punto di vita, ma c’è un limite inaccettabile. Quello della violenza. Un evento quindi che affronteremo con tranquilla fermezza».

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