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Dalla Spagna: “Il Napoli confermerà Strinic se parte Ghoulam, occhi su Karsdorp”

Secondo “El Mundo Deportivo” qualora Faouzi Ghoulam confermasse la sua intenzione di lasciare a fine stagione il Napoli, i partenopei sarebbero pronti a puntare su un valido elemento che si è fatto le ossa negli ultimi due anni. Stiamo parlando di Ivan Strinic, ventinovenne terzino mancino, che attualmente è il rincalzo dell’algerino e a fine stagione potrebbe diventare titolare. Per la fascia sinistra della squadra di Sarri uno dei nomi caldi sembra essere quello di Rick Karsdorp, ventiduenne del Feyenoord, che però è nella lista dei desideri di numerosi top club europei. Pertanto la soluzione migliore, e più conveniente, potrebbe essere già in casa azzurra viste comunque le buone prestazioni del croato arrivato in Campania nel 2015 dal Dnipro. In corsa per Ghoulam ci sarebbero numerosi top club europei in Premier, Ligue 1 e Liga, il suo futuro sarà davvero lontano dal San Paolo?

 

Da gazzamercato.it

Il Pungiglione Stabiese – E’ finito l’ardore e la cattiveria agonistica

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Ritorna in onda ” Il Pungiglione Stabiese “

Questa sera c’è il consueto appuntamento con ” Il Pungiglione Stabiese “, programma sportivo che parla di Juve Stabia a 360° gradi. Come sempre alla conduzione ci sarà Mario Vollono. Collegatevi oggi 11 aprile 2017 dalle ore 19:00 per avere notizie in esclusiva sul mondo gialloblè. Avrete due modi per seguire la puntata:

DIRETTA

DIFFERITA (dopo 2 ore dalla diretta)

In questa puntata in studio ci sarà Gianluca Apicella (Magazine Pragma)

Ci collegheremo telefonicamente con Giovanni Esposito stabiese doc e allenatore di calcio. Con lui discuteremo di questo momento del campionato di Lega Pro e della Juve Stabia in generale.

Presenteremo il prossimo match con il Virtus Francavilla sesto in classifica e distante 4 punti dalle Vespe. I pugliesi non vivono un buon momento di forma con soli due punti guadagnati nelle ultime 6 partite, ultima vittoria quella casalinga con il Lecce. La Juve Stabia non sta meglio se pensiamo che in 13 partite ha racimolato solo 11 punti frutto di 2 vittorie (esterne) 5 pareggi (casalinghi) e 6 sconfitte.

Nell’ultimo turno le Vespe sono state beffate in casa dal Matera che nei secondi finali ha conquistato l’intera posta in palio.

Avremo come ospite telefonico Cristina Cavallo di Canale 85 che ci presenterà la Virtus Francavilla in vista della partita con le vespe.

Ci collegheremo telefonicamente con Alberico Turi Direttore responsabile del settore giovanile della Juve Stabia, per discutere sui risultati ottenuti in questa fine settimana.

Avvisiamo i radioascoltatori che è possibile intervenire in diretta telefonica chiamando il numero 081.010.29.29 oppure inviando un messaggio Whatsapp al 338.94.05.888.

Gli ascoltatori possono inoltre scrivere, nel corso del programma, sul profilo facebook “Pungiglione Stabiese” per lasciare i loro messaggi e le loro domande.

“Il pungiglione stabiese” è la vostra casa. Intervenite in tanti!

Vi ringraziamo per l’affetto e la stima che ci avete mostrato nel precedente campionato e speriamo di offrirvi una trasmissione sempre più bella e ricca di notizie.

Ventura: “Diawara? Se diventa italiano ci penso a convocarlo”

Giampiero Ventura, allenatore della Nazionale italiana, ha parlato in conferenza stampa dal raduno di Coverciano. Il commissario tecnico non ha escluso una possibile convocazione per il centrocampista azzurro Amadou Diawara. Ecco alcune dichiarazioni riportate dal portale Gianlucadimarzio.com:

“Federico Chiesa è un giocatore che ha ampi margini di miglioramento, possiede un entusiasmo folle e ha ottime qualità. Diawara? Se può diventare italiano ovvio che ci penserei a convocarlo. Un merito lo vorrei per quanto riguarda Adjapong, sapevo che si trattasse di un buonissimo prospetto. Il Sassuolo lo fa giocare e adesso finalmente il giocatore può dimostrare quanto vale”.

L’ex Behrami: “Adoro il calcio di Sarri, gli azzurri al pari della Juventus”

L’ex Behrami: “Adoro il calcio di Sarri, gli azzurri al pari della Juventus”

Ai microfoni di Gianluca Di Marzio, è intervenuto l’ex centrocampista azzurro, ora al Watford, Valon Behrami, il quale ha dichiarato: “Mazzarri? sta entrando nella mentalità inglese, ha dato una sua impronta di gioco. L’unico suo problema non è il campo ma la comunicazione: ce la sta mettendo tutta ma non è semplice. Sia noi sia i suoi collaboratori cerchiamo di aiutarlo, deve un po’ migliorare. Lavora tantissimo, molto più di quanto gli allenatori siano abituati a fare in Premier. Ci ha dato un’impronta di gioco, peccato per qualche infortunio di troppo. È stata un’annata discreta e sia la società sia i giocatori sono in crescita. Noi provenienti dalla Serie A abbiamo una mentalità calcistica e stili di vita simili: organizziamo sempre tra noi attività in base ai nostri bambini. Poi, ci vediamo spesso per vedere la partite al ristorante: c’è un locale con una sala privata dove trasmettono tutta la Serie A. La scorsa settimana abbiamo guardato insieme Napoli – Juve: non vedo tutte queste differenze tra le due squadre, a parte una questione di continuità. Adoro il calcio di Sarri ma non sento spesso i miei compagni; per quanto riguarda Higuain i fischi ci stanno ma sono contento non sia successo nulla di grave. Dalla sua cessione ci hanno guadagnato sia lui che il Napoli”.

L’opinione della firma stabiese, Antonio Polito*: Napoli, perché Renzi evita il «suo» Pd

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Se fossi Matteo Renzi farei molte cose diversamente da come le fa lui, ma una cosa la farei proprio come lui. Mi presenterei a Napoli rigorosamente all’insaputa del Pd napoletano, ridotto ormai a un tale ammasso informe di potentati locali e signori della guerra, privo di una leadership e di una linea, da non avere più le caratteristiche vere e proprie di un partito. Insomma, a Napoli meglio soli che male accompagnati dal Pd. Considerate a che punto stanno le cose. L’ex segretario e futuro segretario dei Democratici evita a Napoli i suoi come la peste. Però i suoi lo votano plebiscitariamente nel congresso dei circoli. Se ne deve dedurre che non è un conflitto politico quello che tiene lontano il leader dalla sua base partenopea. Dunque è forse più probabilmente un problema di dignità, di stima, di giustificata mancanza di rispetto.

Lasciamo stare le nefandezze in cui in più occasioni il Pd napoletano ha mostrato il suo dis-valore, tipo gli sgherri che girano davanti ai seggi delle primarie con gli euro in tasca, o le liste della candidata sindaca che risultano imbottite di gente a sua insaputa, nemmeno consultata. La cronaca ne è piena di storie così e in qualche caso anche la cronaca giudiziaria. Pensiamo piuttosto e più semplicemente agli atteggiamenti politici, perché bastano da soli a spiegare la gravità della situazione. Il Pd napoletano, per esempio, ha siglato un accordo di governo e di spartizione di cariche con il sindaco de Magistris nella gestione dell’area metropolitana. Non perché questo sia il segno di una scelta politica qualsiasi. De Magistris stesso si è infatti affrettato a dire che l’ha fatto per pure ragioni «istituzionali».

E del resto non c’è alcuna buona ragione politica perché il Pd a Napoli si allei con un sindaco che dichiara Napoli citta «derenzizzata», cioè con il peggior nemico in città del Pd. Solo ragioni di opportunismo possono spiegare scelte così, criticate perfino da Vincenzo De Luca, che certo non è un idealista e di pragmatismo in politica ne mastica eccome. Il fatto è che quando non sei più un partito ma una federazione di interessi devi per forza stare al governo, perché la tua ragione d’essere è il potere che il governo ti dà, piccolo o grande che sia, nobile o meschino che appaia. Così voti Renzi come segretario, e poi voti con de Magistris che vorrebbe far fuori Renzi, e poi Renzi si vergogna al tal punto di te che evita perfino una stretta di mano.

Il Pd napoletano sembra ormai diventato come quella cosa della pubblicità progresso: se lo conosci lo eviti. L’unica domanda che andrebbe fatta a Renzi è come mai, dopo quattro anni di leadership del Pd, ottenuta anche con i voti degli iscritti e dei militanti napoletani, le cose a Napoli vadano ancora così, e anzi sempre peggio.

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vivicentro/L’opinione della firma stabiese, Antonio Polito*: Napoli, perché Renzi evita il «suo» Pd
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Antonio Polito (Castellammare di Stabia, 11 maggio 1956) è un giornalista e politico italiano.

È stato il fondatore e direttore (dal 2002 al 2006 e dal 2008 al 2010) del quotidiano Il Riformista. Dal 2011 è editorialista del Corriere della Sera; dal giugno 2015 è vice direttore del quotidiano.

A Cavani il premio speciale Football Leader 2017

A Cavani il premio speciale Football Leader 2017

Uno straordinario campione, uno degli attaccanti più forti del mondo e tra le icone della leadership legata al calcio, uno dei personaggi sportivi più importanti sul proscenio internazionale sarà a Football Leader 2017. Edinson Cavani ha infatti vinto il premio speciale “Football Leader” nell’ambito della manifestazione organizzata dalla DGS in collaborazione con l’Associazione Italiana Allenatori Calcio (Aiac), presieduta da Renzo Ulivieri.

Questa la motivazione del riconoscimento assegnato al centravanti del Paris Saint Germain: “A Edinson Cavani, attaccante leader del panorama internazionale che incarna perfettamente le qualità del centravanti moderno: doti atletiche, tecnica e fiuto del gol. Per aver inoltre lasciato un segno indelebile nel calcio italiano con 141 reti, regalando magie e gol spettacolari, gioie ed emozioni a milioni di tifosi. Il suo carisma e i suoi colpi di classe sono già nella leggenda del calcio mondiale”.

Il calciatore uruguaiano, già 15 titoli in carriera (tra cui una Coppa America, tre campionati francesi e una coppa Italia col Napoli), autore dell’ennesima stagione straordinaria (sin qui 42 gol in 41 partite disputate), rende ancora più esclusiva e prestigiosa la kermesse di quest’anno. ll premio speciale Football Leader sarà consegnato ad Edinson Cavani nel corso della cerimonia di premiazione in programma martedì 6 giugno nello splendido scenario di Castel dell’Ovo. Un altro grande protagonista del calcio mondiale a Football Leader 2017, la manifestazione in cui “i migliori premiano i migliori”. A breve saranno svelati gli altri protagonisti della edizione che si svolgerà a Napoli il 5, 6 e 7 giugno.

Inchiesta Consip. Se tutto sarà confermato, ci troveremmo di fronte ad una Eversione di Stato

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L’indagine Consip ripartirà da zero, ora sotto indagine è proprio l’ufficiale del NOE, il Cpt Giampaolo Scafarto, originario di Castellammare: la trascrizione che avrebbe coinvolto Renzi era falsa e sarebbe servita a colpire il figlio Matteo che esulta dicendo: “La verità viene a galla”. “Se tutto sarà confermato, ci troviamo di fronte a un corpo dello Stato che fabbrica e manipola e occulta prove contro lo Stato medesimo”, scrive Mattia Feltri nel suo Buongiorno su La Stampa.

Eversione di Stato

L’enormità è questa: l’inchiesta su Consip, sul padre di Matteo Renzi e sul ministro Luca Lotti, è in buona parte un’invenzione. L’encomiabile procura di Roma, che l’ha ereditata da quella di Napoli, accusa il capitano dei carabinieri che conduceva le indagini per conto del pm John Henry Woodcock di avere falsificato e scientificamente omesso le prove. Non fu l’imprenditore Alfredo Romeo a dire di aver incontrato Tiziano Renzi, ma l’ex parlamentare Italo Bocchino. E non erano agenti dei servizi segreti (con, sottinteso, delega a tramare contro la magistratura) quelli che spiavano i carabinieri mentre recuperavano i pizzini di Romeo dai cassonetti, ma era uno qualsiasi, che abitava lì. L’inchiesta è morta.

Poi ci dovremo chiedere, per la millesima volta, quale gara stiano correndo i giornali, e le procure, con lo smercio di notizie a immediata condanna di piazza. Ma il punto – l’enormità – è un altro: c’è stato un tempo in cui si discuteva dell’uso politico della giustizia. Poi si è passati a discutere degli errori giudiziari, e delle decine e decine di politici prosciolti o assolti dopo l’allegra gogna nazionale. Ora, se tutto sarà confermato, ci troviamo di fronte a un corpo dello Stato che fabbrica e manipola e occulta prove contro lo Stato medesimo, contro il presidente del Consiglio, contro un suo ministro e strettissimo collaboratore. Ed è su un episodio di tale portata eversiva che si è condotta battaglia politica. Se non ci fermiamo, siamo perduti.

vivicentro.it/editoriale
vivicentro/
lastampa/Eversione di Stato MATTIA FELTRI

III Torneo Micheal il Guerriero, Rappresentativa Figc Salerno 2002 – Juve Stabia 2003 2-1

III Torneo Micheal il Guerriero, Rappresentativa Figc Salerno 2002 – Juve Stabia 2003 2-1

III Torneo Micheal il Guerriero organizzato dall’Assocalcio Campania, partita tra Rappresentativa Figc Salerno 2002 – Juve Stabia 2003 2-1. Grande prova sotto eta’ dei nostri ragazzi che sbagliano un calcio di rigore, colpiscono due pali e costruiscono 4 occasioni nitide da gol. Risultato bugiardo, si pagano le due ingenuita’ nei primi 10 minuti della coppia difensiva. Il responsabile Saby Mainolfi aggiunge: “Siamo l’unica societa’ tra le professioniste a venire qui a giocare sotto eta’ nei Giovanissimi, questa e’ la nostra filosofia”.

Così in campo:

Spina (Tornincasa), Criscio (Vinciguerra), Abissinia, Minicozzi (Martino), Roma, Campagnuolo, Fabrizio (Sannino), Damiano (Romilli), Tosto (Migliaccio), De Lucia, Iengo.

a cura di Ciro Novellino

 

Albiol ci sarà anche l’anno prossimo nonostante il Valencia

Albiol ci sarà anche l’anno prossimo nonostante il Valencia

Il Corriere dello Sport scrive sul futuro di Raul Albiol: “Del progetto, stando anche al contratto prolungato di recente dopo un’estate trascorsa a registrare la spietata corte del Valencia, il primo amore della sua carriera sportiva, farà parte anche Albiol. Carta canta: rapporto con il club azzurro fino al 2020 e soprattutto un’appartenenza e un’identificazione totale. Mai nascoste. Spagnolo napoletano, Raul, fermo restando un carattere decisamente riservato, più che altro moderato: è la normalità, la sua filosofia”.

I magnifici quattro e la mossa milionaria di Sarri: si segna più di Higuain!

I magnifici quattro e la mossa milionaria di Sarri: si segna più di Higuain!

La Gazzetta dello Sport si sofferma sui numeri offensivi del Napoli con Mertens, Callejon, Insigne e Hamsik: “Quando Sarri ha pensato a come «dividere» le 36 reti di Higuain nella passata stagione, ha immaginato che sia lo slovacco che l’ex madridista potessero ripetere e magari migliorare leggermente quanto fatto in passato, ma i due veri jolly si sono rivelati Mertens ed Insigne che in pratica, con 34 reti in due, hanno quasi «pareggiato» il Pipita. Merito dell’allenatore toscano che con un’unica mossa ha «liberato» entrambi: Mertens si è avvicinato alla porta riscoprendosi centravanti, Insigne si è ritrovato titolare inamovibile e ha preso fiducia. A proposito di primati, ora ce n’è anche uno di squadra da inseguire e riguarda il numero dei gol totali. Lo scorso anno, complice anche un girone abbordabile in Europa League, la squadra di Sarri fece meglio – con 106 reti all’attivo – pure di quella di Benitez, che per due anni si è «fermata» a quota 104. Adesso gli azzurri sono a 93 centri totali perché campionato o coppe andare a segno con estrema facilità è stata – anzi è rimasta – una piacevole abitudine. Per superare il record di dodici mesi fa occorrono altre 14 marcature nelle restanti 7 partite. Poco meno di due ogni 90’, impresa possibile e nella media per i quattro moschettieri che vogliono «scippare» alla Roma il secondo posto”.

Strinic, i due aspetti che hanno colpito Sarri

Strinic, i due aspetti che hanno colpito Sarri

Il Corriere dello Sport scrive su Strinic: “Insomma, se da un mese a questa parte sale repentinamente il minutaggio del biondo esterno, una ragione dovrà pure esserci. E l’attuale cambio di guardia può essere riconducibile ad una sorta di svolta: Strinic ha raggiunto una condizione probabilmente mai toccata da quando veste l’azzurro, ed inoltre ha colpito il tecnico per l’abnegazione e scrupolosità con cui affronta gli allenamenti ed assolve i compiti che gli vengono richiesti in partita”.

Sarri ad Insigne: “Fai quello che sai fare. Non inseguire il gol”

Sarri ad Insigne: “Fai quello che sai fare. Non inseguire il gol”

Lorenzo Insigne ha raggiunto la maturazione tecnico-tattica che tutti gli addetti ai lavori aspettavano e Il Corriere dello Sport racconta un interessante retroscena accaduto con Sarri: “Il 29 ottobre del 2016, quasi fosse ieri, nel tunnel che s’allungò e circondò Insigne, restava il labiale all’uscita dal campo, il can-can successivo e il sospetto d’essere finito nella penombra dal quale però Sarri seppe come tirarlo fuori. “Tu fai semplicemente quello che sai fare, non inseguire il gol, quello verrà quando meno te lo aspetti. Ma devi stare tranquillo. Capito? Tranquillo…”. La quarta sostituzione su dieci partite e la paura enorme che il “mondo” congiurasse contro di lui: né gol, né gioie, solo quel retrogusto amaro di vedere “puntualmente” la lavagna luminosa accesa, il 24 in evidenza e un tonfo nell’anima”.

Insigne-Napoli, l’entourage vuole garanzie sui diritti d’immagine: su di lui c’è il Bayern Monaco!

Insigne-Napoli, l’entourage vuole garanzie sui diritti d’immagine: su di lui c’è il Bayern Monaco!

Il nodo per il rinnovo del contratto di Lorenzo Insigne è sempre lo stesso, vale a dire i diritti d’immagine. Come riporta Il Mattino: “Ma sull’ingaggio la distanza non e’ eccessiva perche’ l’accordo potrebbe trovarsi a 3 milioni e mezzo con l’inserimento di bonus: sull’ingaggio, quindi, l’accordo si puo’ considerare trovato. Quello che deve sbloccarsi e’ il punto che riguarda i diritti d’immagine, ma l’entourage lascia una porticina aperta in quanto chiederebbe rassicurazioni concrete sul modo in cui l’immagine di Insigne verrebbe gestita dal club azzurro. Intesa ancora da perfezionare, questo sarà il mese caldo: da qui a fine maggio si lavorerà per trovare un accordo. Piace a tante squadre, innanzitutto in Premier League, Arsenal e Liverpool in primo luogo. Spunta anche il Bayern Monaco dalla Germania”. 

Zapata ritornerà al Napoli: De Laurentiis vuole monetizzare al massimo

Zapata ritornerà al Napoli: De Laurentiis vuole monetizzare al massimo

La Gazzetta dello Sport scrive sul futuro di Duvan Zapata: “Nelle due stagioni napoletane, quando partiva quasi regolarmente dalla panchina, al massimo si era fermato a sei. Il suo obiettivo la scorsa estate era di arrivare in doppia cifra e chissà che Duvan non riesca a centrarlo già sabato contro il Napoli, proprietario del suo cartellino, dove farà ritorno in estate. Le speranze di riconferma in bianconero sono bassissime, per non dire nulle. De Laurentiis vuole monetizzare vendendo il colombiano e la valutazione, pare di 15 milioni, è fuori dalla portata dell’Udinese. La stagione di Zapata è girata da poco. É rimasto a digiuno di gol per quasi tre mesi (dall’11 dicembre 2016 al 5 marzo scorso). Si è sbloccato contro la Juve e da lì non si è quasi più fermato. Un centro con il Pescara, uno con il Palermo e domenica col Genoa. Con il Toro solo un tocco di Perica a un centimetro dalla riga gli ha negato un filotto di cinque gare consecutive a segno. Delneri, anche perché le alternative non gli davano le necessarie garanzie, gli ha sempre dato fiducia ed è stato ricambiato. La rete al Genoa è stata spettacolare, da centravanti vero. E adesso all’orizzonte c’è la sfida del San Paolo, un tunnel dei ricordi che Duvan lo scorso anno saltò perché infortunato”.

Falsi indizi contro Renzi. Ora è indagato il capitano del Noe Giampaolo Scafarto, originario di Castellammare

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Il capitano del Noe Giampaolo Scafarto, originario di Castellammare e ex capo a Scafati, avrebbe falsificato l’informativa che è alla base dell’inchiesta Consip in cui era indagato Tiziano Renzi, padre dell’ex premier.

L’inchiesta su Consip in cui era indagato Tiziano Renzi, padre dell’ex premier, prende una nuova e inaspettata piega: c’è infatti un nuovo indagato, il capitano del Noe Giampaolo Scafarto, originario di Castellammare,  accusato dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal pm Mario Palazzi di falso materiale e falso ideologico. Il capitano avrebbe infatti attribuito ad Alfredo Romeo il contenuto di un’intercettazione ambientale in maniera sbagliata: «Renzi (Tiziano) l’ultima volta che l’ho incontrato». La frase sarebbe stata infatti pronunciata dall’ex parlamentare di An, Italo Bocchino, ossia colui che l’ha effettivamente detta. Convocato oggi in procura dal pm Mario Palazzi, l’ufficiale del Noe si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ora sotto indagine è proprio l’ufficiale: la trascrizione che avrebbe coinvolto Renzi era falsa e sarebbe servita a colpire il figlio Matteo. L’indagine ripartirà da zero ma Renzi esulta dicendo: “La verità viene a galla”.

Da Napoli a Roma, cade la prova regina: “Adesso l’indagine riparte da zero”

Le informative ai pm manipolate per coinvolgere Palazzo Chigi. L’avvocato del padre di Renzi esulta: aspettiamo l’archiviazione

ROMA – E ora, zitti e pedalare. Su Consip, per stare alle parole di uno dei magistrati di Roma, «si riparte da zero». L’umore alla procura retta da Giuseppe Pignatone non potrebbe essere peggiore. Non fa mai piacere prendere in mano un’indagine impostata da altri, ovvero la procura di Napoli, e come primo atto defenestrare i carabinieri che l’avevano portata avanti fino a quel momento (accadeva il 4 marzo, quando i pm romani ritiravano la delega ai carabinieri del Nucleo Ecologico per eccessi nelle fughe di notizie e l’affidavano al Nucleo Investigativo dei carabinieri di Roma). Ancora meno è scoprire che quell’indagine è stata viziata da errori e da un macroscopico falso (scoperta del 6 aprile).
 Inchiesta azzoppata, non c’è che dire. Di sicuro agli atti non c’è più la cosiddetta «prova regina», perché manca quella intercettazione che faceva da architrave all’intera costruzione. Già, ovviamente cambia tutto se non è l’imprenditore Alfredo Romeo, ma banalmente il suo lobbista Italo Bocchino, a dire «Renzi, l’ultima volta che l’ho incontrato…». La frase dell’imprenditore doveva servire da sigillo. Doveva essere la prova inoppugnabile che Tiziano Renzi avesse parlato vis-a-vis con Alfredo Romeo. I due, indagati, potevano pure mentire, negare, omettere. Tanto, c’era l’intercettazione a incastrarli. Il tutto condito da particolari gustosi come quella testimonianza, sia pure indiretta, di chi citava un incontro clandestino «in una bettola a Roma».

Invece no. L’intercettazione non c’è. L’incontro tra i due non è provato. Resta soltanto il gran daffare del faccendiere Carlo Russo, l’amicone di Scandicci, uno che prometteva mari e monti, ma è tutto da dimostrare che operasse per conto del «babbo».

LEGGI ANCHE: Inchiesta Consip. Se tutto sarà confermato, ci troveremmo di fronte ad una Eversione di Stato

E infatti, puntualmente si fa sotto l’ avvocato di Tiziano Renzi, Federico Bagattini, che gongola: «È una notizia positiva. Mi dispiace per il capitano del Noe, ma se c’è un falso è normale che ognuno risponda di quello che poi risulterà aver fatto». Agli occhi dell’avvocato è evidente che la posizione del suo assistito cambia. «Un altro apparente indizio se ne va. Oltretutto era un indizio che si mostrava anche illogico, perché si parlava di “ultima volta” quando invece, come dire, nell’indagine “ballava” un solo incontro, non più incontri. Ora si aspetta solo l’archiviazione».

Come sia andata con questo ufficiale del Noe, si capirà soltanto in seguito. Se ha commesso un errore marchiano. Se ha giocato la voglia di chiudere un’inchiesta eclatante. Oppure, peggio, se fosse mosso da un intento politico. Certo, riletta con il senno di poi, appare troppo enfatica la sua prosa. Scriveva: «Questa frase assume straordinario valore e consente di inchiodare alle sue responsabilità il Renzi Tiziano». E la frase non era vera. Peggio: che la frase incriminata l’avesse proferita Bocchino e non Romeo, i sottoposti del capitano del Noe l’avevano scritto correttamente. Lo scambio di nomi – scoperto con disappunto da altri carabinieri, dipendenti dal Nucleo provinciale di Roma – avviene nell’informativa finale, che è la sintesi che si predispone per il magistrato.

Ancor più grave, è la seconda omissione. Nei giorni del 20 ottobre 2016, del 22 ottobre e ancora del 21 novembre, due sottufficiali del Noe avevano interrogato la banca dati del Pubblico registro automobilistico e avevano scoperto che un certo signore visto sotto gli uffici romani di Romeo era un cittadino qualsiasi e non uno 007 che proditoriamente li spiava, come Scafarto sostiene nella sua informativa del 9 gennaio 2017.

Ma l’omissione permetteva di legare un presunto interessamento dei servizi segreti alle fughe di notizie, e chiudeva così un cerchio che portava fin dentro palazzo Chigi. «Emerge in modo chiaro ed univoco – scriveva il capitano – che personaggi del Governo Renzi, tra cui in particolare Luca Lotti (fidatissimo uomo di Matteo Renzi) e lo stesso ex Premier, sapessero di attività investigative sul conto di Consip… allarmante è la facilità con cui queste informazioni, che dovrebbero essere caratterizzate da assoluta segretezza, erano, di fatto, diventate oggetto di conversazioni nei ministeri e finanche nelle stanze della Presidenza del Consiglio dei ministri frequentate dal Lotti, quasi alla stregua di chiacchiere da bar».

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vivicentro/Falsi indizi contro Renzi. Ora è indagato il capitano del Noe Giampaolo Scafarto, originario di Castellammare
lastampa/Da Napoli a Roma, cade la prova regina: “Adesso l’indagine riparte da zero” FRANCESCO GRIGNETTI

VINITALY 2017 (Diana Marcopulopulos – VIDEO)

Vintaly è giunta oramai a più di mezzo secolo di edizioni, precisamente quest’anno è la 51.

Domenica 9 Aprile , il ministro Martina, il commissario europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale Phil Hogan, il Presidente di Veronafiere Danese hanno inaugurato e sancito ufficialmente l’apertura dell’edizione numero 51 di Vinitaly.

La cerimonia formale è stata tenuta presso l’auditorium Verdi del Centro Congressi Europa del Palaexpo di Veronafiere dove sono intervenuti il Governatore della Regione Veneta Luca Zaia,il sindaco di Verona Flavio Tosi , il Presidente della Provincia Antonio Pastorello.

Il nostro percorso itinerante inizia con la visita del Padiglione Veneto. Ci soffermiamo, attratti dalla curiosità dello stand che riporta su una parete una gigantografia del territorio, all’azienda COLESEL . Dove il vino diventa spumante… con questa massima il proprietario carpisce la nostra attenzione. Ci racconta della terra , la storia della sua famiglia,ma soprattutto dei vini : dal Cartizze Colesel Valdobbiadene al Prosecco Brut ed Extra Dry, allo Spumante Cuvèè e Rosè. Gli assaggi, ops le degustazioni, vengono accompagnate da piatti di salumi del territorio.

Esclusivamente per la Stampa il Podere Castel Merlo e il nuovo Ristorante L’Etoile, aperto all’interno della tenuta, preparano per l’intera manifestazione assaggi curati dallo chef Antonio Russo in abbinamento alle degustazioni di vini e spumanti dell’azienda Podere Castel Merlo. Podere Castel Merlo sito nel comune di Villongo in provincia di Bergamo è una vecchia fortezza medioevale ad uso difensivo posizionata in una zona collinare coltivata a vigneti. Podere Castel Merlo torna al suo splendore con l’acquisizione da parte della famiglia Buelli che annette la struttura alla tenuta vinicola di famiglia. La Signora Vanna Balestreri Buelli , proprietaria e titolare, ci riceve con dolcezza e grazia facendoci accomodare al Suo tavolo, appassionata di storia dell’arte ci racconta e ci descrive la storia del Castello e della sua famiglia. Con i vari assaggi dello Chef Antonio Russo ci fa degustare i vari vini : dall’Etoile edizione limitata,dove l’oro e l’argento incontrano il metodo classico. Metodo classico con uve Chardonnay e Pinot Bianco con almeno 48 mesi di affinamento sui lieviti, inoltre i 100 mg di Oro 23 carati che possiede virtù afrodisiache ed antiossidanti dà all’intera bottiglia una preziosità unica.

A seguire tutte le varie edizioni denominate LAPIS ma anche Petra, Cretarium. Stanchi ma ancora desiderosi di degustare altri vini ci rechiamo al padiglione Lombardia per salutare alcuni amici come Luigi dell’Antica Fratta che ci accoglie a braccia aperte , facendoci accomodare nel suo bellissimo stand e Dante dell’azienda Cà del Bosco.

Un salto in Toscana per il Brunello di Montalcino prima di incamminarci verso casa.

Allo Stand dell’azienda La Togata , che richiama la toga , professione del titolare che è Avvocato, la Signora Jeanneth Angel moglie del proprietario ci accoglie con riservatezza e timidezza, descrivendoci le varie caratteristiche del loro Brunello. Al “Castello Banfi” lo stand è rinnovato perché il vecchio castello oramai fatiscente e pericolante non aveva più motivo di essere rinnovato. L’addetta stampa ci accoglie proponendoci la degustazione di una novità “l’Altra” Barbera D’Asti accompagnato da un dolce prosciutto crudo tagliato al momento. Oramai l’ora di chiusura ci spingeva a rinunciare all’ultimo bicchiere ma con soddisfazione ci incamminavamo verso l’uscita.

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Napoli, senti Fedele: “Persi due scudetti in due anni, c’è qualcosa che non va”

Napoli, senti Fedele: “Persi due scudetti in due anni, c’è qualcosa che non va”

Enrico Fedele, ai microfoni di Radio Marte, ha dichiarato:“Io mi diverto solo quando gioco male e vinco, mi arrabbio invece, quando gioco bene e perdo. Ci riempiamo lo stomaco di una marea di dati statistici allora mi chiedo cosa serva per vincere. Il Napoli ha gli stessi punti dell’anno scorso e sta a 10 punti dalla Juventus e a 4 dalla Roma. C’è qualcosa che non va e non mi si dica che non c’è la soggezione o manca il fatturato, perché tanti punti sono stati persi con le piccole. Bisognerebbe fare mea culpa sui tanti gol subiti. Chissà magari dopo aver buttato per due anni lo scudetto, arriveremo a capirci qualcosa”

Pres.Pescara: “Insigne sta dimostrando quanto vale”

Pres.Pescara: “Insigne sta dimostrando quanto vale”

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, è intervenuto il presidente del Pescara Sebastiani, il quale ha dichiarato:  “Il terzo gol di ieri è da copertina, ma Insigne sta davvero crescendo molto e sta dimostrando quello che vale. Verratti alla Juve o al Barcellona? Se fossi lui sceglierei i catalani, ormai ha una dimensione internazionale e ogni volta che viene in Italia qualcuno lo rimpiange. De Laurentiis lo aveva già preso? Forse in Italia non sarebbe cresciuto così, lo avrebbero fatto giocare due partite sì e tre no, mentre al Psg ha trovato continuità”.

Jorginho, l’agente: “Il Napoli può raggiungere il secondo posto, Jorginho sta bene”

Jorginho, l’agente: “Il Napoli può raggiungere il secondo posto, Jorginho sta bene

“Jorginho è felice di riuscire a fare bene soprattutto perché il calcio italiano è difficile rispetto ad esempio a quello spagnolo. Mancano poche partite alla fine del campionato, ma se il Napoli le vincerà tutte, credo che raggiungerà il secondo posto. Non è facile, ma senza l’impegno infrasettimanale ci sarà il tempo di recuperare. Ora, la squadra avrà il tempo di riposare, magari viaggia anche meno e si può provare a centrare la Champions diretta.
Sarà difficile per il Napoli tenere tutti i calciatori, ma se così fosse, il Napoli partirebbe in vantaggio l’anno prossimo. In ogni caso, sarò difficile per la Juventus competere con questo Napoli nella prossima stagione.
Un giocatore come Jorginho è ovvio che è visionato da diverse squadre, ma ha un contratto col Napoli. Se il Napoli tratterrà tutti, potrà battersi per lo scudetto.
Spero che Leandrinho possa sempre di più respirare l’aria della prima squadra”,
ha dichiarato l’agente di Jorginho, Joao Santos, ai microfoni di Radio Crc.

Turismo, Marrone: follia Circum chiusa il giorno di Pasqua

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Il presidente Confapi jr Marrone: «Danno a immagine per tutto il Paese»

NAPOLI – «È inconcepibile che il giorno di Pasqua i turisti non possano usare la Circum per raggiungere la Costiera o Pompei».

A dirlo è Raffaele Marrone, presidente del gruppo Giovani Confapi di Napoli.

«Il rifiuto dell’offerta dei 230 euro da parte dei lavoratori per la giornata festiva – ha aggiunto – è incredibile di questi tempi e a queste latitudini. Ci sono giovani che lavorerebbero a Pasqua e a Natale per un terzo di quella cifra, soprattutto a Napoli».

«Non sono però in discussione i rapporti tra azienda e sindacati – prosegue Marrone – ma l’immagine turistica e non solo del nostro Paese. Sulla linea EaV Napoli-Sorrento ci sono fermate come Ercolano, Oplonti, Pompei e tutte le perle della costiera che resteranno irraggiungibili domenica prossima».

«Il danno che si arreca in questo modo al sistema turistico e alla stessa economia della città – conclude Marrone – è incalcolabile. E non parlo solo dei mancati introiti per visite, ristorazione e consumi vari ma della reputazione dell’Italia che viene macchiata. Per questa non ci sono rimborsi che tengano».