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Difficoltà in via Mascella, i lavori lasciano a secco da 15 giorni: problemi anche in altre zone di Castellammare

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Difficoltà in via Mascella, i lavori lasciano a secco da 15 giorni: problemi anche in altre zone di Castellammare

Senz’acqua e con transenne. E’ quanto sta accandendo a vico Mascella, con la Gori responsabile di quanto sta accadendo avendo affidato alcuni lavori necessari in quella zona. L’erogazione dell’acqua è presente solo la notte, dall’alba, infatti, i rubinetti si chiudono. Disagi per circa 100 famiglie che vivono tra vico Mascella, Salita Piazza Grande e via Brin.

Un mancato servizio che nella giornata di ieri, come fa sapere la Gori stessa, c’è stato nel pomeriggio anche in altre zone della città delle Acque: Via Cosenza, via Volta, via Einaudi, via Croce, via Cicerone, via Galeno, via San Biagio, via del Pozzo, via Bracco, via Viviani e in tutte le traverse. Un ‘fermo’ che sarebbe dovuto avvenire durante la notte ma che è stato anticipato.

Asse Napoli-Udinese: nel mirino quattro friulani, Widmer in pole

Asse Napoli-Udinese: nel mirino quattro friulani, Widmer in pole

Al Napoli piace il terzino e nazionale svizzero, Silvan Widmer che nell’ambito di un gioco creato dallo sponsor dell’Udinese, la settimana scorsa per un giorno ha fatto cambio lavoro con un pizzaiolo napoletano. Widmer, 24 anni, e’ proprio uno di quei profili di cui e’ alla ricerca il ds Giuntoli per la rosa azzurra del prossimo anno. Poiche’ Maggio andra’ via, il Napoli cerca un terzino destro che faccia «coppia» con Hysaj. C’e’ anche Andrea Conti dell’Atalanta in lizza per quel posto, ma si sa quel’asse con il Friuli e’ sempre caldissimo. Oltre Widmer, ci sono Jankto, Fofana e i portieri Karnezis e Meret. Lo riporta Il Mattino.

Il Napoli pensa a Deulofeu, ma il Barcellona ha il diritto di recompra

Il Napoli pensa a Deulofeu, ma il Barcellona ha il diritto di recompra

Giuntoli lavora sempre sul mercato. Secondo Il Mattino c’è stato un sondaggio per Gerard Deulofeu in prestito al Milan dall’Everton. Il ds Giuntoli ha chiesto notizie sulla sua situazione. Il Barcellona ha venduto Deulofeu all’Everton nel 2015 a titolo definitivo per 6 milioni, ma esiste un diritto di «recompra» fissato a 12 milioni con scadenza 2017 e una prelazione in favore dell’ex club qualora i «Toffees» decidessero di cederlo.

Spettatori in calo al San Paolo, colpa della politica dei prezzi

Spettatori in calo al San Paolo, colpa della politica dei prezzi

La Gazzetta dello Sport analizza i numeri dello stadio San Paolo: “Anche sabato niente pienone. Previsti circa 35.000 spettatori, come da media-campionato (34.939). Colpa di uno stadio fatiscente, ma anche di una politica dei prezzi schizofrenica (40 euro la Curva per Napoli-Milan, prima gara casalinga) che ha generato il malumore degli abbonati il cui carnet ha avuto sin qui un costo decisamente superiore a quello della somma dei tagliandi delle singole partite (in tribuna Posillipo, ad esempio, un abbonato ha versato 1.500 euro per tutto il campionato mentre comprando i sedici biglietti emessi sin qui un tifoso avrebbe speso «appena» 870 euro). Incredibile, ma vero. Come è quantomeno sorprendente che non vengano emessi tagliandi ridotti e che un bambino che ha compiuto i 4 anni debba pagare lo stesso prezzo di un adulto (40 euro per una tribuna Posillipo contro l’Udinese)”.

De Laurentiis tratta Keita, ma piace molto anche un attaccante del Lione

De Laurentiis tratta Keita, ma piace molto anche un attaccante del Lione

Le mosse del mercato Napoli dipendono tutte o quasi dalla scelta di Mertens che difficilmente resterà in azzurro. Il Napoli e’ pronto a prendere con un’offerta da 15 milioni Samu Castillejo del Villarreal. Il Mattino riferisce che, però, piace anche Lacazette del Lione (ma costa molto). E De Laurentiis tratta in prima persona con Lotito per Keita: il patron e’ pronto a fare carte false.

Milik e Pavoletti il futuro del Napoli: il polacco cerca gol Champions

Milik e Pavoletti il futuro del Napoli: il polacco cerca gol Champions
Il futuro sarà di chi in questo momento soffre in panchina, complice l’esplosione di Mertens da attaccante centrale: Milik è destinato a ripartire in estate come prima scelta e Leonardo Pavoletti a sgomitare alle sue spalle. È questo lo scenario che si sta creando per la prossima stagione: con l’approvazione di Maurizio Sarri di Aurelio De Laurentiis. Come scrive La Repubblica, i primi a capirlo sono proprio Milik e Pavoletti, che infatti stanno accettando senza fare alcun genere di rimostranza le decisioni di Sarri. Soprattutto il polacco, però, ha fatto dei passi da gigante nelle ultime settimane e potrebbe dunque candidarsi per un ruolo di primo piano nella volata finale, in cui il Napoli intende andare a caccia della Roma e del secondo posto in classifica, che garantisce la qualificazione diretta per la prossima edizione della Champions.

Meret pronto al dopo Reina, Giuntoli lo segue con attenzione

Meret pronto al dopo Reina, Giuntoli lo segue con attenzione

In occasione di Napoli-Udinese, si potrebbe parlare anche di Alex Meret, portiere dei bianconeri in prestito alla Spal. Il giocatore interessa molto al club partenopeo, secondo Il Corriere dello Sport. Si parla del dopo Reina, ma potrebbe cominciare ad essere svezzato proprio dal portiere spagnolo. In più c’è il pieno gradimento di Aurelio De Laurentiis che apprezza tutte le sue caratteristiche.

Assegno a famiglie in difficoltà: evitare che si trasformi in incentivo a lavoro in nero

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Gli esperti: i patronati e gli enti locali dovranno snellire le pratiche per aiutare i beneficiari Ma il provvedimento non dovrà frenare la ricerca dell’occupazione né incoraggiare il lavoro nero

Rischi e vantaggi dell’assegno per i più deboli

ROBERTO ROSSINI, ACLI: “UN BEL SUCCESSO DOPO ANNI DI BATTAGLIA”  

«Siamo molto contenti: si conclude con successo una battaglia iniziata nel 2013. Abbiamo ottenuto una formula che è molto, molto vicina al modello che avevamo proposto». Parla Roberto Rossini, presidente nazionale delle Acli e portavoce dell’Alleanza contro la Povertà.

Vicina, ma non identica. È la risposta definitiva al problema della povertà in Italia?

«I dati dicono che circa 4,5 milioni di cittadini sono in povertà assoluta. Con le risorse disponibili per il REI copriamo un povero su tre. Come sappiamo, la misura non riguarda chi non ha figli o non rispetta altre condizioni. Per noi il REI dovrebbe andare al cento per cento dei poveri, a prescindere dalle categorie. Ma sappiamo che c’è un problema di risorse economiche».

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Non c’è il rischio che parte degli aventi diritto non sappia nemmeno dell’esistenza di questa misura?  

«Il rischio c’è. In passato abbiamo visto che c’erano persone potenzialmente interessate ma non a conoscenza. Servirà una informazione molto capillare e mirata alle situazioni sociali che effettivamente hanno bisogno. Per far sapere che il REI c’è, e come ottenerlo, sarà importante il ruolo degli enti locali, dei patronati e anche di tutti gli strumenti che metteremo come terzo settore a disposizione. Ma è importante anche che i criteri di valutazione burocratici siano più semplici possibile. Il governo si è impegnato a varare i provvedimenti attuativi in tempi brevi».

Insomma, un giudizio positivo?  

«Il giudizio è positivo sul disegno che si sta configurando. Ma la misura ancora non è universale: deve riguardare tutti i poveri. Secondo i nostri calcoli servirebbero a regime 7 miliardi; per ora è importante che esista un fondo per la povertà, e che si sia partiti. Poi quel disegno va applicato, riempito nel giro di 3-4 anni, e deve avere la capienza economica necessaria».

DOMENICO MASI, SOCIOLOGO: : “LA METÀ DEI POVERI RESTERÀ ESCLUSA”  

Non nasconde il suo scetticismo, il sociologo Domenico De Masi. «Mi pare un meccanismo con tantissime complicazioni e condizioni da verificare – spiega – ci vorrà un esercito di impiegati per farlo funzionare. E poi mi chiedo: se in Italia ci sono 4 milioni di persone che non sanno come campare e questo provvedimento riguarda solo la metà, per gli altri poveri che facciamo, li lasciamo fuori dalla porta senza mangiare?»

Professore, ci faccia capire meglio la sua tesi.  

«Nel dibattito di oggi si parla di molte misure che nonostante abbiano molti nomi, sostanzialmente possono essere divise in due grandi categorie: il reddito di cittadinanza e il reddito minimo. Il primo assicura a tutti i cittadini la somma giudicata minima per vivere, il secondo riguarda solo quelli che non arrivano al valore minimo, cui viene data la differenza. Il Rei sta in questa categoria. La controindicazione del reddito di cittadinanza è che in nome della semplicità la misura premia anche i ricchi o chi non ha bisogno. Ma per far funzionare il reddito minimo bisogna stabilire limitazioni e controlli molto complicati e costosi».

È il caso del Rei.  

«Eh sì: bisogna avere dei figli, non superare un limite di reddito, impegnarsi a un buon comportamento civico, accettare le proposte dell’ufficio dell’impiego, e altro ancora. E serve qualcuno che controlli, faccia le verifiche e così via. E poi c’è un problema di equità e di solidarietà, che un governo di sinistra dovrebbe tenere sempre presente. Nel REI, le risorse sono sufficiente solo per circa la metà della platea di poveri. E gli altri poveri che faranno? Restano a guardare? Mi sembra assurdo. Un paese come l’Italia non può non trovare i 2 miliardi “mancanti”».

ALESSANDRO DE NICOLA, ECONOMISTA : “ATTENTI A NON SCORAGGIARE CHI È IN CERCA DI UN POSTO” 

«Ferdinand von Hayek, il grande economista e filosofo, diceva che una società liberale, può certamente prendersi cura delle “vedove e degli orfani”, in un contesto di vera Great Society. L’importante – spiega Alessandro De Nicola, editorialista e presidente della Adam Smith Society – è che questi sussidi non interferiscano sull’attività economica o prevedano una redistribuzione dei redditi».

E nel caso del provvedimento del governo Gentiloni, che valutazione dà?  

«In linea di massima, non darei un giudizio totalmente negativo. Ma mi chiedo se il REI rispetti alcune condizioni chiave. La prima è se non configura una “trappola”, nel senso che il bonus mensile diventa un disincentivo a cercare lavoro. Sarebbe opportuno ad esempio ridurre nel tempo l’assegno, o che comunque il beneficiario dia alla società una prestazione in cambio. C’è il precedente del vecchio servizio civile, e quello, meno positivo, dei Lavori socialmente utili».

E poi?

«Mi convince poco il fatto che i criteri per la concessione siano un po’ tagliati con l’accetta. In un paese come l’Italia, con così tanto lavoro nero, c’è il rischio di concedere il REI a chi pur avendo un Isee di 10mila euro riesce a farne figurare solo 2.700, e di tagliare fuori chi ne denuncia 3.400. E infine: un governo serio, una volta varato questo provvedimento di spesa, immediatamente dopo indica la spesa pubblica corrispondente che viene diminuita».

E dunque, visto che queste sue condizioni non sono state previste, la sua conclusione su questa norma?

«Il mio giudizio è negativo, ma non totalmente negativo, come ad esempio è stato per l’abolizione dei voucher».

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vivicentro/Assegno a famiglie in difficoltà: evitare che si trasformi in incentivo a lavoro in nero
lastampa/Rischi e vantaggi dell’assegno per i più deboli ROBERTO GIOVANNINI

Convergenza di debolezze sulla manovrina

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Secondo Mario Deaglio la «manovrina appena varata è il frutto di due debolezze congiunte e in qualche modo convergenti: quella della Commissione di Bruxelles e quella del governo di Roma».

La “manovrina” del governo: somma di due debolezze

La «manovrina» o comunque la si voglia chiamare che il governo ha appena varato è il frutto di due debolezze congiunte e in qualche modo convergenti: quella della Commissione di Bruxelles e quella del governo di Roma.

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La Commissione non può accanirsi contro i conti pubblici italiani e ha usato in tempi recenti un linguaggio ormai spoglio di severità, si potrebbe dire quasi affettuoso, con ampie aperture di comprensione. Alla vigilia delle elezioni francesi, nelle quali una vittoria – difficile, ma non impossibile – degli anti europeisti sarebbe un danno gravissimo per l’intera costruzione dell’Unione, deve avere la quiete su questo fronte. E la quiete significa chiedere all’Italia soprattutto qualche segnale visibile di buona volontà.

Dall’altra parte del tavolo c’è un governo italiano che ha rappresentato un brillante inserimento in una difficile situazione istituzionale, nella quale, tra l’altro, l’Italia ospita importanti riunioni e deve gestire una situazione di acuta insofferenza sociale senza un chiaro orizzonte temporale.

Ha delineato un interessante panorama di riforme ma non ha né i mezzi finanziari né l’orizzonte temporale per realizzarli davvero. Può dare al massimo qualche segnale «sociale» che controbilanci una sottile aria di compressione delle spese, risparmiando qua e là sugli spiccioli, con minuscoli inasprimenti e minuscole economie.

Così, infatti, si costruisce, appunto, una «finanziaria degli spiccioli» nella speranza di un’accettazione da parte sia degli italiani sia della burocrazia europea di questa minestrina con poco sale, ma, proprio per questo, non dannosa.

In mezzo a tutto questo sta l’economia italiana della quale nessuno può dire che non stia crescendo ma la cui crescita è lenta e sofferta; è anche possibile che tale crescita sia leggermente sottovalutata dalle statistiche, in quanto il filone di transazioni via Internet sta aumentando con una rapidità impressionante che potrebbe portare a qualche decimale in più. Questi «decimali in più» abbasserebbero naturalmente tutti i coefficienti finanziari del Paese e non si può escludere, come spera il ministro Padoan non senza qualche giustificazione, che tutto questo basti a tirare avanti fintanto che gli orizzonti europei e gli orizzonti italiani non si saranno chiariti.

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lastampa/La “manovrina” del governo: somma di due debolezze MARIO DEAGLI

Assegno a 600mila famiglie in difficoltà: da 300 a 500 euro al mese

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Il governo spinge sull’acceleratore per far decollare entro poche settimane il nuovo Reddito di inclusione, che interesserà due milioni di persone in difficoltà.

Seicentomila famiglie riceveranno un assegno da 300 a 500 euro al mese, ma i criteri per l’accesso al programma sono ancora da definire.

Lotta alla povertà 300-500 euro al mese a 600 mila famiglie

Pronto a maggio il nuovo Reddito di inclusione. Interesserà 2 milioni di persone in difficoltà

ROMA – Approvata poco più di un mese fa la legge delega sulla povertà adesso il governo spinge sull’acceleratore per far decollare di qui alle prossime settimane il nuovo Reddito di inclusione, il «Rei». L’esecutivo ha infatti inserito gli interventi di contrasto della povertà tra i pilastri del nuovo Programma nazionale di riforma che accompagna il Def al pari di privatizzazioni, concorrenza e spinta alla contrattazione decentrata. A inizio maggio i decreti attuativi dovrebbero approdare sul tavolo del Consiglio dei ministri fissando tutti i dettagli, ma già domani a Palazzo Chigi il premier Gentiloni e il ministro Poletti sigleranno un protocollo d’intenti con l’Alleanza contro la povertà che consentirà di muovere i primi passi. In particolare dovranno essere fissati i criteri precisi per determinare l’accesso al programma e quelli per stabilire l’importo del beneficio, il finanziamento dei servizi, i meccanismi per evitare che si crei un disincentivo economico alla ricerca di occupazione, quindi dovrà essere individuata la struttura nazionale che affiancherà gli enti locali competenti e che dovrà garantire una piena ed uniforme attuazione del Rei. Infine andranno definiti il piano operativo di monitoraggio e le forme associate di gestione.

Strategia innovativa

L’azione di contrasto alla povertà – è scritto nel Pnr – «sarà incentrata su una strategia innovativa su tre ambiti». Oltre al varo del Reddito di inclusione, una misura universale di sostegno economico a favore dei nuclei in condizione di povertà e di disagio sociale o relazionale, i piani prevedono anche il riordino dell’insieme delle prestazioni di natura assistenziale di contrasto della povertà (carta acquisti per minori, assegno di disoccupazione, ecc.) per evitare doppioni ed il rafforzamento del coordinamento dei servizi sociali per garantire in tutto il territorio nazionale i livelli essenziali delle prestazioni.

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I fondi

Sul piatto ci sono risorse importanti già indicate nel Def: complessivamente si parla di 1,18 miliardi per il 2017 e di 1,7 miliardi per il 2018. In realtà, attingendo ai fondi Pon Inclusione che serviranno a rafforzare i servizi territoriali a cui sarà affidata la presa in carico delle famiglie, si arriverà a impegnare 2 miliardi di euro all’anno.

2 milioni di persone  

L’obiettivo del governo è di ampliare la platea dei beneficiari salendo dalle 400mila famiglie che attualmente percepiscono il Sostegno di inclusione attiva a quasi 600mila nuclei, per un totale di 2 milioni di persone (e poco meno di 1 milione di minori) che corrispondono a un po’ meno della metà degli italiani che si trovano in condizioni di difficoltà.

L’importo dell’assegno  

Il nuovo Rei si rivolge a tutte le famiglie in difficoltà, anche quelle composte da una sola persona. Ma in via prioritaria interessa nuclei dove sono presenti minori, disabili, over 55 disoccupati e donne in accertato stato di gravidanza. Nel caso di totale assenza di mezzi il singolo che non supera i 3000 euro di Isee indicativamente potrebbe ottenere un contributo di 250 euro al mese, 390 euro la famiglia composta da due persone e circa 500 euro (l’equivalente dell’assegno sociale percepito dagli anziani) il nucleo composto da tre persone.

Come funziona

Tutta l’istruttoria sarà svolta dai Comuni a cui gli interessati dovranno inoltrare domanda, mentre i contributi verrebbero erogati dall’Inps, da definire ancora se attraverso una carta ricaricabile come avviene per la Sia o attraverso altri strumenti. In cambio le famiglie dovranno farsi parte attiva del progetto di reinserimento partecipando a piani di inclusione individuati caso per caso dai servizi territoriali. Chi riceverà il sostegno, in particolare, dovrà «sottoscrivere un patto con la comunità», che va dal buon comportamento civico all’accettazione delle proposte di lavoro che gli possono essere girate dagli uffici del Collocamento. Ovviamente il Rei è un contributo temporaneo (18 mesi rinnovabili, contro i 12 del Sia) ed è sottoposto a verifiche periodiche.

Una volta completato il progetto, con la famiglia che esce dalla condizione di povertà, il programma si intende ovviamente concluso. E quindi è possibile che per effetto della rotazione siano circa 4 milioni le persone che nel giro di un biennio arrivino a beneficiare di questo programma.

Twitter @paoloxbaroni

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lastampa/Lotta alla povertà 300-500 euro al mese a 600 mila famiglie PAOLO BARONI

Virtus Francavilla-Juve Stabia arbitra Armando Ranaldi di Tivoli

Sono quattro i precedenti del fischietto laziale con le vespe

Per la sedicesima giornata di ritorno del campionato di Lega Pro girone C che si disputerà sabato 15 aprile alle ore 14 e 30 allo stadio “Giovanni Paolo II°” di Francavilla Fontana è stato designato Armando RANALDI della sezione di Tivoli a dirigere la gara tra Virtus Francavilla e Juve Stabia.

Armando Ranaldi di TivoliRanaldi, nato a Tivoli in provincia di Roma il 15 settembre 1985, è al suo quarto campionato in Lega Pro, quattro sono i precedenti con le vespe che riepiloghiamo nei dettagli:

– 2014 / 2015 – Coppa Italia di Lega Pro (quarti di finale):

– 28 gennaio 2015 – quarti di finale: JUVE STABIA – COSENZA 0 – 1 gol vittoria dei lupi silani dell’ex attaccante stabiese Gianluca De Angelis.

– 2014 / 2015 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

– 1° novembre 2015 – 9° giornata d’andata: JUVE STABIA – CATANIA 2 – 1 vantaggio delle vespe con Sergio CONTESSA, pari etneo di Calil e gol vittoria gialloblù all’ultimo respiro di Francesco BOMBAGI.

– 2015 / 2016 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

– 20 febbraio 2016 – 6° giornata di ritorno: JUVE STABIA – MARTINA FRANCA 6 – 0 questa la sequenza delle reti del “set” vinto dai gialloblù: Stefano DEL SANTE, Nicolas IZZILLO, autorete di Gabrieli, Abou DIOP e doppietta di Francesco LISI.

– 2016 / 2017 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

– 10 dicembre 2016 – 18° giornata d’an1data: JUVE STABIA – AKRAGAS 1 – 0 gol vittoria per i gialloblù di Mamadou Yaye KANOUTE dopo cinque minuti della ripresa.

L’assistente numero uno sarà: Felice Sante MARINENZA della sezione di L’Aquila;

l’assistente numero due Graziano VITALONI della sezione di Ancona.

Giovanni MATRONE

Keita-Lazio, futuro incerto: il Napoli e la Juventus alla finestra

Keita-Lazio, futuro incerto: il Napoli e la Juventus alla finestra

Keita, attaccante della Lazio, lascerà i biancocelesti: il Corriere dello Sport lascia trapelare questa indiscrezione nelle ultime ore, attraverso il suo portale online. Tare, ds dei capitolini, sarebbe già scegliendo un sostituto del ragazzo, che piace tanto sia alla Juventus che al Napoli.

Giorgia Ferrajolo: “Napoli, ecco cosa ti manca per il secondo posto”

Giorgia Ferrajolo: “Napoli, ecco cosa ti manca per il secondo posto”  

Credo che la Roma debba stare attenta al Napoli che è una squadra straordinaria. Sarri non sarà elegante o fashion ma è un bell’allenatore. Ho visto un allenatore di poche parole ma concreto, ha fatto e sta facendo un lavoro egregio. Al Napoli forse manca qualcosina, magari deve gestire meglio il risultato nella parte finale delle partite e controllare meglio la partita. Ha dei campioni pazzeschi, una circolazione di palla che fa girare la testa, mi sono divertita a vedere giocare questa squadra”, ha dichiarato la giornalista di Premium Sport Giorgia Ferrajolo, ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli.

Sannino: “Sarri sta lasciando il segno, il Napoli gioca a memoria”

Sannino: “Sarri sta lasciando il segno, il Napoli gioca a memoria”

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, è intervenuto l’ex tecnico del Siena Sannino, il quale ha dichiarato: “Sarri sta lasciando il segno. Ha costruito una squadra che è molto bella da vedere. Quando un allenatore riesce a portare una sua idea sul campo è perché è riuscito ad entrare nella testa e nel cuore dei ragazzi. Ormai il Napoli gioca a memoria, lo spartito è entrato nella testa degli azzurri. La speranza è che possano arrivare presto anche i risultati che il Napoli merita”.

Castellammare di Stabia: Ancora un incidente zona Petraro

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Castellammare di Stabia – E’ notizia di pochi minuti fa, in via Petraro angolo via Canneto, un’autovettura ha investito un ragazzo che circolava su un motociclo. L’impatto è avvenuto mentre l’auto viaggiava in direzione Pompei, mentre il ciclomotore viaggiava in direzione opposta e cioè verso Santa Maria La Carità.

Sul posto sono intervenute i mezzi di soccorso che hanno proceduto alla verifica delle condizioni di salute del giovane, di età presumibilmente sui 35 anni, che sembra dai primi rilievi non aver subito gravi lesioni fisiche. Il motociclo invece è andata distrutto nell’impatto.

Le forze dell’ordine anch’esse accorse sul posto stanno procedendo ai rilievi stradali per accertare la dinamica del sinistro.

La circolazione solo da pochi minuti è ripresa regolarmente.

Seguono aggiornamenti.

Lavoro agile: è il modo giusto per essere lavoratori più produttivi?

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In un mondo che gira veloce e in cui abbiamo sempre tutto ciò che ci serve con noi racchiuso in un laptop o in uno smartphone, il ‘lavoro agile’ può rappresentare il modo giusto per incrementare notevolmente la produttività e conciliare per bene vita privata e lavoro?

Una persona felice e serena a casa, con il giusto spazio per la propria vita privata e un lavoro agile, è evidentemente anche un lavoratore più produttivo.

Oramai oltre il 50% delle grandi aziende sta già sperimentando il lavoro agile, seppur ancora marginalmente.

Il lavoro agile dà la possibilità di essere svolto sia in azienda e sia dall’esterno, senza però trascurare gli orari previsti dal contratto di riferimento e non prevede una postazione fissa per il lavoro svolto all’esterno delle mura aziendali.

La normativa in materia stabilisce che il lavoratore ha il diritto di ricevere un trattamento economico e normativo identico a quello riservato ai lavoratori che svolgono le stesse mansioni all’interno delle mura aziendali.

Anche i premi bonus e incentivi sono applicabili anche ai lavoratori ‘agili’. La legge mette nero su bianco la clausola di ‘invarianza finanziaria’.

Affinché si possa parlare di lavoro agile, tutti gli accordi stipulati devono essere in forma scritta (pena la nullità) e devono disciplinare le modalità di esecuzione della prestazione svolta all’esterno delle mura aziendali. Devono essere anche individuati i tempi di riposo del lavoratore e il contratto potrà essere a termine o a tempo indeterminato.

Le nuove norme disciplinano poi la protezione dei dati e la riservatezza specificando che il datore di lavoro deve adottare – così recita l’articolo in questione – «misure atte a garantire la protezione dei dati utilizzati ed elaborati dal lavoratore che svolge la prestazione lavorativa in modalità di lavoro agile».

Sono chiaramente sanciti gli obblighi di tutela dei dati trattati da entrambe le parti.

La tutela della salute e sicurezza del lavoratore anche nel caso di lavoro agile sono nodali. Il datore di lavoro è obbligato a prevedere un’assicurazione per il lavoratore che viene tutelato contro gli infortuni sul lavoro e malattie professionali.

Quello che dovrebbe essere la normalità del progresso che corre veloce e vede sempre di più la figura della persona come leva strategica del business, il lavoro agile è però ancora per molti un sogno o una realtà regolata da troppa burocrazia e tante difficoltà.

Si prevede che nei prossimi 10 anni, i lavoratori agili aumenteranno sensibilmente e probabilmente avremo lavoratori più produttivi e persona più felici della propria vita privata.

Radio Crc – Insigne disposto a cedere i diritti di immagine alla società ma aumenta la richiesta economica

Raffaele Auriemma, giornalista di Premium Sport, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Crc soffermandosi sul rinnovo di Lorenzo Insigne:

“Il Napoli non si immaginava uno scenario simile. Il calciatore, tramite i suoi agenti, ha chiesto 3,5 milioni più la totalità dei diritti di immagine. Sarebbe disposto a lasciare questi ultimi alla società, ma la richiesta aumenta a 4,5 milioni netti a stagione. C’è ancora in ballo questa questione relativa ai diritti di immagine. Non credo che il Napoli voglia privarsi del suo attaccante”.

Rai – Sarri resterà ma ci sarà un chiarimento con De Laurentiis al termine della stagione

Ciro Venerato, giornalista Rai esperto di calciomercato, è intervenuto ai microfoni di Radio Crc. Tra gli argomenti trattati, quello riguardante il futuro di Maurizio Sarri:

“Le sensazioni sono che il tecnico resterà. A fine campionato, però, chiederà un colloquio al presidente De Laurentiis. Sono diverse le cose da chiarire e dopo una stagione è giusto fare un bilancio.
Roma? Baldini e Sarri sono vicini di casa e sono molto amici. Se Ballotta dovesse chiedergli un consiglio, non esiterebbe a portare il tecnico azzurro a Roma. Lo stesso discorso vale con Fassone il Milan. De Laurentiis, dal canto suo, ha blindato il suo allenatore con una clausola di 8 milioni che però sarà valida tra un anno”.

Udinese, Bonato: “Jankto e Fofana? Non ne ho ancora parlato con il Napoli. Su Zapata…”

Nereo Bonato,direttore sportivo dell’ Udinese, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Marte nel corso di ‘Marte Sport live’. Ecco quanto evidenziato:

“Duvan Zapata? Il 30 giugno scaderà il prestito ma ci sarà tempo per capire cosa fare, in questo momento è prematuro parlarne. Sarà il Napoli a dover capire come indirizzare il futuro dell’ attaccante. Da noi ha trovato la piazza ideale per esprimere le proprie qualità. In questo periodo sta trovando un certa continuità di rendimento. Di questo siamo contenti ma a fine prestito tornerà al Napoli. Con Giuntoli siamo molto amici ma al momento non è stato intavolato alcun discorso.
Jankto e Fofana? Due profili che di certo saranno seguiti dalla società partenopea. Entrambi stanno facendo molto bene ma non ne parlato con il Napoli”.

Crc – Mertens resta solo se risolve i dissidi con la moglie, diversi club lo seguono

A Radio Crc, nel corso di ‘Si Gonfia la Rete’, è intervenuto Raffaele Ariemma rilasciando alcune dichiarazioni:

“Rinnovo Mertens? Il problema è di natura personale. La moglie non vuole tornare più a Napoli e gli ha detto che se vuole tornare insieme deve lasciare la città.
Il Napoli ha già trovato l’ accordo, bisognerà capire la volontà del giocatore. Diversi club si sono informati, l’ avvocato di Dries ha parlato con il Barcellona e con il Tottenham. In Italia piace a Inter e Juventus, per i bianconeri sarà difficile trattare dopo il caso Higuain”.