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Ergastolo per Vincenzo Paduano, ex fidanzato di Sara Di Pietrantonio

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Accadde il 29 maggio 2016 nel quartiere Magliana di Roma.

E’ stato condannato all’ergastolo Vincenzo Paduano, l’uomo che il 29 maggio dello scorso anno a Roma strangolò e diede alle fiamme la sua ex fidanzata Sara Di Pietrantonio nei pressi del quartiere Magliana. La sentenza è stata emessa, a conclusione del processo tenutosi con il rito abbreviato, dal gup Gaspare Sturzo.

Vincenzo Paduano, l’ex fidanzato di Sara Di Pietrantonio, la studentessa uccisa e data alle fiamme il 29 maggio dello scorso anno in via della Magliana a Roma, è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio della ragazza. La sentenza è arrivata nel pomeriggio. La procura aveva chiesto l’ergastolo con obbligo di isolamento diurno.

“Si tratta di una sentenza giusta e morale. Un primo gradino importante. Ho vissuto in apnea per circa un anno adesso una boccata d’aria fresca ma tornerò subito in apnea perché Sara non me la ridarà nessuno”. Così Concetta, la mamma di Sara Di Pietrantonio, commenta la condanna all’ergastolo di Vincenzo Paduano.

“E’ stata fatta giustizia. Un primo punto è andato a segno, finalmente dopo questi 11 mesi in cui non riuscivo a respirare, una boccata di ossigeno perché è stata fatta giustizia per il momento: sappiamo che non sarà finita, ci sarà l’appello, la Cassazione ma è importante partire con questo punto”, ha detto la mamma di Sara.

Secondo me, non si è mai pentito“, ha continuato la mamma della giovane a ‘Skytg24’ riferendosi all’ex della figlia che, secondo la donna, è stato semplicemente “costretto ad ammettere quello che era inopinabile”. Durante l’udienza, “lui non ha mai alzato lo sguardo – ha proseguito – io ho tentato di guardarlo negli occhi, ma non c’è stato verso”.

IL DELITTO – Dopo aver tentato di aggrapparsi a vari alibi, Paduano confessò l’omicidio dopo un interrogatorio durato 8 ore. Tra i due c’era stata una relazione durata due anni, nel corso della quale Sara aveva già lasciato il suo ex altre volte, almeno tre, fino alla decisione definitiva. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la ragazza era apparsa preoccupata nell’ultima settimana prima del delitto per la morbosità del giovane, tanto da averne parlato anche ad alcuni amici.

La sera dell’omicidio Paduano, che faceva la guardia giurata in una portineria poco distante dal luogo del delitto, si era appostato con l’auto sotto casa del nuovo ragazzo della 22enne. Una volta che Sara l’aveva accompagnato a casa, aveva atteso il rientro a casa del giovane e conoscendo la strada che avrebbe fatto la ragazza si era allontanato. Quando lei era passata con la sua auto l’aveva inseguita per poi accostare e costringerla a fermarsi.

Secondo la ricostruzione, Paduano è entrato nell’auto di Sara e tra i due ci sarebbe stata un’animata discussione. A un certo punto il giovane ha cosparso l’auto con l’alcol. La 22enne è scesa, sconvolta, per cercare aiuto, ma invano. Dopo aver dato fuoco alla macchina, Paduano ha raggiunto Sara e l’ha strangolata. Poi, per disfarsi del corpo, le ha dato fuoco con un accendino. Dopo il delitto, Paduano è tornato al lavoro all’Eur. Oggi, a quasi un anno dall’efferato delitto, è arrivata la sentenza.

“Si tratta di una sentenza giusta e morale. Un primo gradino importante. Ho vissuto in apnea per circa un anno adesso una boccata d’aria fresca ma tornerò subito in apnea perché Sara non me la ridarà nessuno”. Così Concetta, la mamma di Sara Di Pietrantonio, commenta la condanna all’ergastolo di Vincenzo Paduano.

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Report Castelvolturno- Partitina a campo ridotto per il gruppo, differenziato precauzionale per Hamsik

Report Castelvolturno- Partitina a campo ridotto per il gruppo, differenziato precauzionale per Hamsik

Allenamento pomeridiano per il Napoli a Castel Volturno.

Gli azzurri preparano il match contro il Cagliari, per l’anticipo della 35esima giornata di Serie A di domani, sabato 6 maggio, al San Paolo (ore 18).

La squadra ha svolto attivazione e di seguito partitina a campo ridotto. Successivamente seduta tecnico tattica e chiusura con esercitazioni su calci da fermo.

Lavoro differenziato precauzionale per Hamsik

Fonte: SSC NAPOLI

Incendio sulla pontina: Tossicologo, nessun rischio di avvelenamento

Tossicologo, nessun rischio di avvelenamento: ‘Ma tenere distanza di sicurezza; possibili problemi alle vie respiratorie’

Nessun rischio di avvelenamento da fumi ma eventuali problemi di irritazione delle vie respiratorie se si dovesse sostare nelle vicinanze del rogo per un tempo prolungato. Questi i rischi per la popolazione legati all’incendio di un sito di stoccaggio di rifiuti industriali sulla Pontina, vicino a Roma, che da stamani tiene impegnati i Vigili del fuoco. A sottolinearlo è il tossicologo Paolo Soave, del Centro antiveleni del Policlinico Gemelli di Roma.

LEGGI ANCHE: Nube tossica sulla Pontina per l’incendio di un sito di stoccaggio-rifiuti a Pomezia

“Dalle notizie che si hanno, i materiali andati a fuoco sarebbero plastiche, carta e ferro. Per questo tipo di materiali non sussiste – afferma l’esperto – un rischio di avvelenamento”.

Il rischio, chiarisce, “è invece quello che possano verificarsi delle intossicazioni da fumo con problemi alle vie respiratorie, come tosse e asma soprattutto per i bambini e gli anziani. Ciò perchè il contatto del fumo con le prime vie respiratorie ha un effetto irritante”.

Tuttavia, tranquillizza il tossicologo, “in questo caso mi pare che i rischi siano minimi: il pericolo, infatti, è concreto nel momento in cui si sosti in prossimità dell’incendio e per molto tempo, respirando dunque direttamente e a distanza ravvicinata il fumo sprigionato. La popolazione, al contrario, è tenuta a distanza di sicurezza, è stato detto di tenere chiuse le finestre e le scuole nell’area sono state chiuse. I rischi – ribadisce – credo dunque siano contenuti”. Diverso sarebbe invece l’effetto se ad andare a fuoco fossero sostanze “più pericolose – rileva Soave – ma di altra tipologia.

In questo caso, tali sostanze potrebbero essere assorbite ed andare in circolo nell’organismo, con il rischio di determinare tachicardia e stati confusionali. Ciò accade, però, per sostanze molto tossiche, e non sembra essere questo il caso”.

Il consiglio da dare alla popolazione, quindi, rileva il tossicologo, “è sicuramente quello di mantenersi a distanza dal rogo in atto e mettersi in una posizione controvento. Infatti – conclude – maggiore è la quantità di fumo che viene respirata, maggiore è il rischio di sviluppare irritazione e problemi respiratori”.

/ansa

Francesco Totti si ritira a fine anno, Allegri: “l’unico che non ha ancora detto nulla è il diretto interessato”

NOTIZIE AS ROMA – Esistono dei mali che sono necessari. La vita li pone costantemente dinnanzi alla quotidianità di tutti noi.

Forse quando fai il calciatore, giochi nella Roma e ti chiami Francesco Totti non ci può essere quasi nulla in grado di farti paura, o forse sì. E infatti il capitano non se l’è sentita di alzare bandiera bianca davanti al suo popolo.

L’occasione giusta per annunciare l’addio al calcio giocato doveva essere l’evento organizzato in suo onore dalla Nike due settimane fa in Piazza San Lorenzo in Lucina e invece in quella circostanza Totti non ha parlato del suo prossimo ritiro, lasciandosi sommergere dall’affetto dei tifosi che lo invocavano a gran voce ed intonavano cori in suo onore.

“Sei bello come er sole” e “Capità, nun ce lascià” sono soltante alcune delle accorate frasi pronunciate dalla tantissima gente accorsa in centro per cercare di ottenere un autografo ed una foto con il suo beniamino e danno già da sole la dimensione del clima che questa città ha creato attorno al suo numero 10.

Ci ha pensato la società a rendere ufficiale una notizia da tempo ufficiosa: mercoledì ha parlato Monchi in conferenza stampa e a precisa domanda su Totti ha risposto che è già in essere da tempo un accordo in virtù del quale Francesco sarebbe diventato dirigente a partire dalla prossima stagione ed oggi Pallotta in persona ha definitivamente fugato ogni dubbio (qualora ce ne fosse ancora bisogno) affidandogli il ruolo di direttore tecnico tra le colonne di Il Messaggero. Un momento assai triste questo qui, al quale un calciatore non vorrebbe arrivare mai: si spengono le luci della ribalta e bisogna ricominciare, ripartire con una nuova vita. A 41 anni da compiere il 27 settembre, il gladiatore giallorosso è chiamato a deporre le armi e a reinventarsi. Maurizio Costanzo è convinto che continuerà a giocare, sebbene altrove. Anche il tecnico bianconero Allegri ha detto la sua: “Non si può commentare una cosa dove non ci sono le dichiarazioni del diretto interessato, perché l’unico che non ha ancora parlato è Totti. Quando parlerà e deciderà cosa farà del suo futuro, come ognuno di noi ha diritto di fare, magari si potrà fare un commento. Comunque ha fatto una carriera straordinaria ed è un giocatore unico” ha detto nel corso della conferenza stampa pre Juve-Torino. Ed in effetti, le parole del protagonista di tutta la faccenda non sono ancora arrivate, anzi, dopo il derby perso contro i biancocelesti a precisa domanda aveva risposto: “Se smetterò? Lo dicono gli altri, io non dico niente”.

Insomma, il futuro prossimo del capitano giallorosso è ancora tutto da scrivere, ma una cosa è ormai certa: Roma-Genoa sarà l’ultima partita con la Roma per lui.

Claudia Demenica

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Le cause più frequenti di morte in Italia: secondo l’Istat sono le malattie del cuore (Debora VELLA)

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L’Istat ha pubblicato di recente un esaustivo report per il periodo 2003-2014 nel quale, per la prima volta, viene presentata la serie completa dei dati di mortalità per causa; evidenziando le prime 25 cause di mortalità nel nostro Paese. Malattie del cuore, tumore del polmone, ipertensione, demenze, Alzheimer e diabete: sono queste le prime cause di morte degli italiani rilevate dall’Istituto di statistica.

Nel 2014 i decessi in Italia sono stati 598.670 e dal 2003 al 2014 il tasso di mortalità si è ridotto del 23% a fronte, però, di un aumento dell’1,7% dei decessi (+9.773) dovuto all’invecchiamento della popolazione. Sia nel 2003 che nel 2014 le prime tre cause di morte sono le malattie ischemiche del cuore, le malattie cerebrovascolari e le altre malattie del cuore (che rappresentano il 29,5% di tutti i decessi), anche se i tassi di mortalità per queste cause si sono ridotte in 11 anni di oltre il 35%. Permangono tuttavia delle notevoli differenze nei livelli di mortalità tra Nord e Sud.

LE CAUSE DI MORTE Più FREQUENTI IN ITALIA

Tra le prime cause di morte troviamo le malattie ischemiche del cuore (69.653 decessi, 11,6% del totale), le malattie cerebrovascolari (57.230, 9,6%) e le altre malattie del cuore (49.554, 8,3%). Sebbene queste siano ancora le cause di morte più rilevanti, vi è stata una forte diminuzione della frequenza assoluta dei decessi e soprattutto una riduzione di oltre il 35% dei tassi di mortalità. Nel 2014 al quarto posto nella graduatoria delle principali cause di morte figurano i tumori della trachea, dei bronchi e dei polmoni (33.386 decessi). Demenza e Alzheimer risultano in crescita, con i 26.600 decessi rappresentano la sesta causa di morte nel 2014. Tra i tumori specifici di genere, quelli della prostata sono la decima causa di morte tra gli uomini (7.174 decessi), mentre quelli del seno sono la sesta causa tra le donne (12.201 decessi) e la più frequente di natura oncologica.

Debora VELLA

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Napoli-Cagliari, le probabili scelte di Sarri: dubbio Hamsik

Napoli-Cagliari è l’anticipo che apre la trentacinquesima giornata di Serie A. Match in programma domani, ore 18:00, allo stadio San Paolo.
Sfida importantissima per gli uomini di Maurizio Sarri reduci dall’ ottima prova a San Siro contro l’Inter. La vittoria contro i nerazzurri e la sconfitta della Roma nel derby tiene ancora apertissima la lotta al secondo posto, solo un punto separa le due squadre in classifica. La Roma sarà impegnata nel match delicato contro il Milan a San Siro, il Napoli potrebbe compiere il sorpasso già in questo turno. Gli azzurri non possono permettersi passi falsi, restano solo quattro sfide al termine del campionato.

LE ULTIME SULLA FORMAZIONE AZZURRA  Maurizio Sarri deve fare i conti con la squalifica di Kalidou Koulibaly e con i problemi fisici di Marek Hamsik. Il capitano non ha saltato nessun impegno in questa stagione e proverà a stringere i denti, in caso di forfait pronto uno tra Zielinski e Rog. Al centro della difesa Maksimovic è in vantaggio su Chiriches per affiancare Albiol. Sugli esterni si va verso la conferma di Hysaj e Ghoulam. A centrocampo potrebbero ritrovare spazio Allan e Jorginho dopo la partenza dalla panchina a San Siro. In avanti pochi dubbi, il tridente sarà ancora composto da Callejon, Mertens e Insigne.

NAPOLI (4-3-3): Reina; Hysaj, Raul Albiol, Maksimovic, Ghoulam; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Mertens, L. Insigne.    All. Maurizio Sarri
A DISPOSIZIONE: Rafael, Sepe, Maggio, Tonelli, Chiriches, Strinic, Zielinski, Diawara, Rog, Giaccherini, Pavoletti, Milik.
SQUALIFICATI: Koulibaly
INDISPONIBILI: Nessuno

A cura di Giovanni Donnarumma

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Sarri: “Contro il Cagliari dovremo essere umili, sfida non facile. Hamsik? Decideremo domani”

Maurizio Sarri, allenatore del Napoli, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Cagliari:

“Alla Roma non manca niente, è avanti ed ha una media punti importante. Pensiamo a noi stessi, bisogna fare punti e vedere se c’è la possibilità. La squadra ci ha sempre creduto e continuerà a farlo”.

In caso di terzo posto cambiano gli obiettivi? “Non so quali sono gli obiettivi, non ho ancora parlato con De Laurentiis. L’ anno prossimo i posti per andare in Champions saranno quattro, sarà preferibile fare meglio”

Sul 5-0 dell’andata: “Rappresenta un problema, loro sono tranquilli in classifica e vengono da risultati ottimi. Verranno qui per dimostrare che quel risultato non era giusto. Dovremo affrontare la gara con umiltà, poi servirà anche la giusta cattiveria mentale”.

Ipotetica finale Real-Juve in Champions? “Affrontare le due finaliste in due manifestazioni diverse è una possibilità su un miliardo. E’ casuale, però è anche la dimostrazione che abbiamo fatto bene anche contro squadre che sono al top nel mondo. Significa che stiamo crescendo”.

Sul ritiro di Totti: “Non gli ho mai sentito dire che si ritirerà al termine della stagione. A questi campioni gli va dato il giusto tributo, ma ritirare la maglia numero 10 è togliere un sogno alle generazioni future.Farei un ritiro temporaneo, poi sarebbe giusto che la indossi il Totti futuro”.

Su Hamsik: “Ieri ha svolto gran parte dell’allenamento in gruppo. Per il dottore non ci sono grandi rischi, decideremo entro domani mattina”.

Un regalo a Mertens per il suo compleanno? “Deve farlo prima lui a noi, poi penseremo alla festa che si merita. Dobbiamo essere concentrati sulla partita, fino a domani sera del suo compleanno non mi interessa nulla”.

Sul Cagliari: “Per noi è una gara importantissima e sappiamo che non sarà facile. Come motivazioni è cambiato molto in Italia, prima alcune squadre mollavano molto prima, ora invece stanno dimostrando grande professionalità. Dovremo avere grandi motivazioni altrimenti dimostreremo di non essere una grande squadra”.

Maksimovic, Chiriches o Tonelli per sostituire Koulibaly? “Tonelli si allena con il gruppo da 7-8 giorni ed è più indietro. Gli altri due stanno bene, deciderò domani chi scenderà in campo”.

Su Rog: “E’ cresciuto tantissimo ed è pronto per giocare. Vederlo in altri ruoli è possibile solo in alcune partite. Con gli spazi chiusi non può fare l’ attaccante esterno. Ha un futuro importante da centrocampista, la tempra fa parte del suo modo di giocare. E’ molto corretto, ma ha grande aggressività e intensità. Arriverà a gestirla maggiormente ma è importante averla”.

Strinic o Ghoulam? “Hanno giocato entrambi discretamente, poi valuto anche il lavoro svolto in settimana. Per alcune settimane Strinic era più brillante, poi ho visto Ghoulam in ripresa ed è tornato lui. Dipende dagli allenamenti”.

Jorginho o Diawara? “Teoricamente sarebbe meglio affidarsi al primo domani. Loro giocano con uno o due trequartisti, un modulo non semplice da affrontare. Non ho ancora deciso, ma non sono preoccupato. Entrambi stanno molto bene”.

Su Zielinski: “Era abituato ad un campionato da 30 partite, quest’ anno le ha superate abbondantemente. Negli ultimi dieci giorni ha dato segnali importanti ed ha giocato nell’ultima gara. Spero faccia un’estate di riposo, resto dell’idea che si parli di un potenziale fuoriclasse. Unisce qualità ad accelerazioni, deve solo crescere come personalità e convinzione”.

Inizia la sfida per la presidenza dell’Eurogruppo: l’Unione si divide in due

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L’inviato de La Stampa, Marco Bresolin, nella sua analisi sullo stato dell’Europa, mette in evidenza lo scontro in atto tra Nord e Sud, e  sulle regole per le quali pesano le elezioni in Germania.

L’Unione si divide in due. E sulle regole pesano le elezioni in Germania

Inizia la sfida per la presidenza dell’Eurogruppo

BRUXELLES – Abbiamo ricevuto la lettera dei quattro ministri e la valuteremo con attenzione. Lo facciamo ogni volta che riceviamo spunti, stimoli e richieste da parte degli Stati membri. Succede spesso». Dopo una pausa, il funzionario Ue che commenta la missiva firmata da Padoan e da tre «colleghi mediterranei» approfondisce il suo ragionamento: «Nei nostri cassetti ci sono altre lettere, frutto di iniziative portate avanti di Stati o da gruppi di Stati. Alcune, per esempio, ci accusano di non applicare le regole in modo ferreo». Due frasi ed ecco dipinto il quadro europeo sulle regole di bilancio: chi vuole allentare i bulloni e chi vuole stringerli. Una divisione che in molti casi coincide con il confine Nord-Sud, uno spartiacque tra i rigoristi e gli amanti della flessibilità. È sempre la solita storia. In mezzo, la Commissione e una certezza: se il governo italiano si aspetta rivoluzioni in tempi rapidi, il rischio di ritrovarsi con un pugno di mosche molto alto.

Dal Palazzo Berlaymont spiegano che la lettera è sì indirizzata al commissario Pierre Moscovici e al Vice-Presidente Valdis Dombrovskis, ma che i veri destinatari sembrano essere i colleghi ministri. Una decisione non potrà che passare da una discussione in Consiglio, dove il confronto rischia di irrigidirsi. Un’altra fonte ricorda che «il dibattito sulla flessibilità, seguito alla Comunicazione della Commissione, è durato un anno. Dal gennaio del 2015 è stato necessario arrivare al febbraio del 2016 per trovare una posizione comune». Un esempio utilizzato per sostenere la tesi che non sarà facile «rimettere tutto in discussione nel giro di pochi mesi su iniziativa di quattro ministri». Nessuna volontà da parte di Bruxelles di sminuire il peso dei Paesi coinvolti, anzi. Solo la costatazione del fatto che decisioni di questo tipo hanno bisogno di un «confronto tra tutti i governi».

Non è escluso che il fronte impegnato in questa battaglia «possa allargarsi nelle prossime settimane». Ma le stesse fonti mettono in guardia anche dal rischio opposto e cioè che i quattro ministri potrebbero presto ritrovarsi in tre. La Francia domenica sera avrà un nuovo Presidente della Repubblica e a breve un nuovo governo. Lasciamo perdere l’ipotesi di una vittoria di Marine Le Pen: anche in caso di vittoria di Emmanuel Macron non è detto che la posizione di Parigi su questo tema resti la stessa.

In parallelo a questa partita si gioca anche quella per la successione alla presidenza dell’Eurogruppo. Esiti diversi potrebbero condurre a equilibri e scenari diversi nel consiglio che riunisce i ministri della zona euro. L’olandese Jeroen Dijsselbloem è ancora al suo posto, ma nei prossimi mesi abbandonerà la poltrona all’Aja. A quel punto i ministri dovranno decidere se sostituirlo subito oppure se lasciarlo in carica fino al termine del suo mandato, che scade all’inizio del 2018. Ad oggi non c’è un candidato in pole per rimpiazzarlo: lo spagnolo Luis De Guindos è il più attivo per farsi spazio. Ma contro di lui gioca la famiglia politica: sarebbe il quarto presidente di un organo Ue con la casacca del Partito Popolare (dopo Juncker, Tusk e Tajani). Uno smacco che i socialisti vogliono evitare, anche se c’è un paradosso: Padoan si troverebbe più in sintonia con lui (insieme hanno firmato la lettera di ieri) che con un «falco socialista» come Dijsselbloem.

In ogni caso sembra esserci un macigno sulla strada che porta a regole diverse e a un nuovo presidente dell’Eurogruppo entro l’inizio dell’autunno. A settembre si vota in Germania e il governo tedesco, qui rappresentato dal ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble, non ha alcuna intenzione di fare «concessioni» al fronte Mediterraneo proprio ora che si trova in campagna elettorale.

In tutto questo, per l’Italia tra due settimane arriverà l’esito del nuovo esame Ue. Ieri Dombrovskis ha confermato che la manovrina da 3,4 miliardi «a prima vista» sembra rispondere ai criteri richiesti. Ma il 17 maggio la Commissione dirà la sua anche su altri capitoli: Roma è sotto esame per gli squilibri macroeconomici, idem per il piano nazionale delle riforme. Senza dimenticare che dovrà essere sciolto il nodo legato agli investimenti non fatti nel 2016, una mancanza che potrebbe costare la perdita della flessibilità ottenuta lo scorso anno. E, nel caso peggiore, una procedura.

vivicentro.it/economia
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lastampa/L’Unione si divide in due. E sulle regole pesano le elezioni in Germania MARCO BRESOLIN – INVIATO A BRUXELLES

Terribile incidente sull’Autostrada del Sole, coinvolti due coniugi di Torre del Greco

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Bloccata l’Autostrada del Sole stamattina a causa di un terribile incidente avvenuto nei pressi dell’uscita di Ceprano (FR), in direzione nord.

A bordo dell’auto, che si è più volte ribaltata sull’asfalto prima di fermarsi definitivamente, due coniugi originari di Torre del Greco, 60 anni lui, 54 anni lei.

La coppia è rimasta bloccata nelle lamiere della loro Pegeut, fino all’arrivo dei soccorsi. Entrambi sono stati trasportati in eliambulanza in un ospedale di Roma, un trasferimento reso necessario dalla gravità delle ferite riportate. Versano ora in condizioni critiche.

Sono giunti sul posto anche la Polizia stradale e i Vigili del fuoco. Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, la vettura avrebbe perso il controllo da sola.

Si sono formate code chilometriche durante tutta la mattinata. Ora la circolazione sta ripartendo su una sola carreggiata che è stata resa scorrevole in direzione Roma.

 

Rai – Rinnovo Mertens, clausola più bassa e bonus più alti: i dettagli

Ciro Venerato, giornalista Rai ed esperto di calciomercato, è intervenuto ai microfoni di Radio Crc rivelando ulteriori dettagli sul rinnovo di Dries Mertens:

“Il Napoli è pronto a ridiscutere con i legali del belga per quanto riguarda i bonus e il valore della clausola. Il calciatore chiede una clausola più bassa e maggiori bonus legati a gol e presenze. La società, invece, promette più soldi per gli obbiettivi di squadra. L’ accordo si può raggiungere, il ragazzo è contento di continuare con Sarri. Se il rinnovo non dovesse andare in porto rimarrei davvero stupito.
Keita? Dopo il rinnovo di Insigne e quello di Mertens in dirittura d’ arrivo, il Napoli lo ha mollato. L’ attaccante piace molto anche la Juve che lo sta seguendo”.

Analizzando l’avversario – Il Napoli contro il Cagliari per provare il sorpasso

Lo scontro a distanza con la Roma continua, dopo la vittoria di Milano il Napoli può continuare a sperare nel secondo posto. La Roma si trova solo a più uno dal Napoli e questa giornata vede i giallorossi a Milano contro il Milan sfida non semplice nonostante il periodo negativo dei rossoneri. Il Napoli deve assolutamente vincere contro il Cagliari al San Paolo, in questo momento del campionato non sono ammessi passi falsi e i tre punti devono essere l’unico obbiettivo. Il Cagliari si trova in tredicesima posizione, matematicamente salvo, hanno la terza peggiore difesa con 64 gol subiti.
L’uomo più pericoloso è sicuramente Borriello con i suoi 16 gol. I sardi arrivano dalla vittoria ottenuta per 1-0 contro il Pescara.

Il Cagliari scenderà in campo con il seguente 4-3-1-2: Rafael; Isla, Pisacane, Bruno Alves, Murru; Ionita, Tachtsidis, Padoin; Joao Pedro; Borriello, Sau.

L’ultimo match al San Paolo tra Napoli e Cagliari finì 3-3 il 23 novembre 2014.

a cura di Giovanni Donnarumma
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Francesco Friuli: “L’ultima del Taranto prima di salutare la Lega Pro.”

In esclusiva le dichiarazioni di Francesco Friuli

Nel corso della trasmissione Il Pungiglione Stabiese 2.0, abbiamo ascoltato il collega Francesco Friuli di Studio100 TV con il quale abbiamo parlato dell’avversario di domenica delle Vespe che sarà il Taranto.

Da sportivi stabiesi siamo vicini al popolo di Taranto che ha vissuto una tragedia sportiva con questa retrocessione in serie D, che è stata un pò annunciata:

È stata una retrocessione annunciata anche rispetto a quello che dicevamo all’andata, dovevamo avere delle risposte in questo girone di ritorno dopo la partita contro la Juve Stabia. A dicembre c’era un altro tecnico, Prosperi, che comunque non aveva sciolto la riserva un pò in tutti noi, la squadra veniva da due vittorie consecutive contro Monopoli e Vibonese, però bisognava capire dal mercato come avrebbe poi operato. In effetti poi il Taranto ne è uscito ridimensionato e non ha sfruttato al meglio il mercato di gennaio. Ha perso delle occasioni e non ha compiuto quel salto di qualità utile per potersi salvarsi, in più poi ci mettiamo la triste vicenda che è successo circa un mese fa, ovvero l’aggressione ai calciatore del Taranto, e la frittata è stata fatta. Da 11 calciatori titolari ne sono stati tolti 3 per una squadra che stava lottando per centrare l’obiettivo salvezza e da lì in poi c’è stato il crollo ed ecco che la retrocessione si è compiuta.

I calciatori citati, hanno lasciato in seguito all’aggressione o per altri motivi?

Teoricamente tutto é accaduto dopo l’aggressione e i calciatori hanno presentato dei continui certificati medici. Sicuramente la gestione del momento non è stato dei migliori da parte della società, secondo ciò che abbiamo potuto appurare a quel punto i calciatori sono andati via. Sicuramente ne è venuta fuori una situazione difficile perché poi il Taranto da quel momento in poi non ha più vinto racimolando un solo punto contro la Virtus Francavilla, e una serie di sconfitte che l’hanno portato da un +4 sulla zona playout ad arrivare alla retrocessione diretta con una giornata d’anticipo. Il Taranto si è fermato lì, però va detto che questo crollo è responsabilità di qualcuno, quando ci si è affidati a delle persone non competenti. Inizialmente non c’era un vero e proprio direttore sportivo e di conseguenza il Taranto è stato ridimensionato, la società ha speso tanto nel mercato estivo e poi a gennaio si è speso poco perché bisognava andare a togliere alcune elementi che incidevano sul bilancio della società, e non rescindendo nessun contratto di fatto non è arrivato nessuno. Inoltre il caso Musacci nelle ultime ore di mercato é stato poi davvero paradossale.

L’ex Campilongo in occasione dell’ultima gara allo Iacovone è stato un po criticato in quanto qualcuno voleva che non doveva inferire contro la sua ex squadra. In città hanno affermato che si è tolto una pietra dalla scarpa, sei d’accordo con questo affermazione detta da qualcuno?

Assolutamente no. Credo che Campilongo abbia detto la sua verità, quella che ci aspettavamo un po’ da tutti dallo scorso campionato. Una verità che non avevamo mai sentito, ovvero circa la rottura dei rapporti con questa proprietà, una verità simile a quella dichiarata da Ciullo, quindi possiamo dire che “le due verità” sono contro questa proprietà, vera responsabile di tutto.

Per quanto concerne il prossimo futuro, già si parla di una cordata romana capeggiata da Petrosino, ex direttore generale del Martina Franca, il quale avrebbe proposto un’offerta che poi in effetti è stata rifiutata dal Taranto. Ci puoi dire qualcosa in merito?

Si c’è stato questo interessamento da parte di Petrosino cosi come è stato rimarcato il tutto da blunote.it, il quale ha ricevuto la smentita del Taranto e a sua volta l’organo di informazione ha smentito il Taranto. É stata una mattinata sportivamente parlando abbastanza strana. Tutte queste smentite reciproche fanno capire che allora qualcosa di vero c’è, altrimenti non si saprebbe né della notizia e né della contro smentita. A parte ciò qualcosa di vero ci sarà così come per l’interessamento da parte del patron Campitiello della Cavese. Interessato al Taranto ci sono anche altri nomi che stanno circolando nelle ultime ore e vedremo se si arriverà ad una soluzione da proporre per il passaggio societario, anche perché bisognerà capire se c’è la voglia della società di lasciare. Una società che fino alla partita contro la Juve Stabia non parlerà, e i pensieri della proprietà verranno emessi solo dopo la partita contro le vespe. Al momento non sappiamo se vi è l’intenzione di andar via, di certo hanno smentito l’interessamento, lasciando tanti dubbi su quanto possa durare questa proprietà.

Abbiamo potuto apprendere dai social, dopo la delusione scaturita dalla retrocessione, che i tifosi se la sono presa un po’ con tutta la società e il più bersagliato è stato l’avvocato Bongiovanni. Come mai questo attrito con la piazza?

Innanzitutto bisogna dire che la proprietà domenica contro la Vibonese non era presente allo stadio, la società è stata bersagliata già da molte settimane. La contestazione é iniziata dall’ultima partita in casa contro il Monopoli e comunque la proprietà è latitante da diverse settimane. I più bersagliati sono stati il Presidente e l’avvocato Bongiovanni. Chi ha avuto modo di vedere la partita, avrà notato che la protesta non era rivolta alla società assente, ma sono stati contestati tutti i calciatori da parte di un pubblico non numeroso, viste le sole 450 presenze di spettatori paganti che hanno segnato il minimo stagionale dal 1993. All’epoca la squadra retrocesse dalla serie B con una società in dissesto, invece questa  retrocessione è figlia di una società non in difficoltà. Davvero paradossale perché la società non è in crisi e al tempo stesso negli ultimi anni ha avuto sette cambi tecnici. Ha acquisito la promozione in Lega Pro attraverso un ripescaggio. Purtroppo non ha saputo gestire alcune situazioni all’interno dello spogliatoio.

Conoscendo Ciullo, persona pacata, siamo rimasti colpiti dalla sua conferenza stampa dopo la gara con il Monopoli. Vederlo scagliarsi contro l’ambiente, che a suo dire non sottolineava a sufficienza le difficoltà che ha dovuto affrontare da solo con la squadra, ci ha provocato una strana sensazione: Ciullo sicuramente è una persona pacata, per quanto mi riguarda è la seconda volta che ho sentito il mister sfogarsi in questo modo. La prima volta a Martina Franca quando allora veniva da una situazione economica difficile e loro si allenavano in giro sui campi della provincia di Taranto, con questo giusto per far capire che non è stata la prima volta di Ciullo, il quale è una persona tranquillissima. Lui voleva mettere in evidenza la situazione attuale, ovvero che senza i calciatori aggrediti la squadra non avrebbe mollato, di fatto si è depotenziata, visto che sul piano tecnico-tattico vi erano calciatori “leader” dello spogliatoio.  Se prima era già praticamente al limite tecnico minimo, a quel punto Ciullo si è trovato in netta difficoltà, con un organico che sicuramente non era stato scelto da lui, visto che è arrivato dopo il mercato di riparazione (non ha potuto fare nemmeno qualche movimento di mercato). Si è ritrovato con una squadra senza tre perni e soprattutto lui ha affermato in questo suo sfogo che prima del suo arrivo non c’era stata nessuna contestazione di violenza. Ricordiamo che con il suo arrivo, in 6 gare aveva ottenuto 2 vittorie 2 pareggi e 2 sconfitte, e proprio in base a questi risultati il tecnico non è riuscito a darsi una risposta sul perchè sia potuto accadere l’aggressione ai suoi calciatori. Sfogo comprensibile, il tecnico consapevole delle difficoltà, non ha mai saputo il perché di questa aggressione dopo che la squadra stava uscendo da questa situazione difficile dì classifica.

Che Taranto si presenterà a Castellammare, verrà una squadra dimessa oppure proverà a dimostrare uno scatto di orgoglio in quest’ultima partita di campionato? Con tutta schiettezza credo proprio che sarà un Taranto dimesso, proprio perché l’ha dimostrato in queste ultime giornate. Non ha mai cercato di fare uscire l’orgoglio, di fatto è mancato in tutte le partite, forse ad eccezione del derby contro la Virtus Francavilla, terminato con un pari in trasferta. Purtroppo questa è una squadra che subisce tanti rigori, una media di un rigore a partita; l’ultimo clamoroso contro il Melfi, rigore netto per un evidente ingenuità del difensore Balzano al minuto 93esimo. Questa stagione deve finire al più presto. Possibile ripescaggio?  Non credo, sarà difficile in virtù delle regole sul ripescaggio. In questi giorni si è parlato molto del problema che sta avendo il Messina in merito alla sua fideiussione, ma non credo che possa rischiare la retrocessione all’ultimo posto, al massimo subirà un paio di punti di penalizzazione. Ipotesi impossibile, e se pure dovesse accadere che il Taranto riuscisse ad evitare l’ultimo posto anche con un eventuale playout, non ci sono speranze, è una squadra debole che ha dimostrato fino adesso di non saper reagire, forse anche stanca di tutto ciò che si è venuto a creare nell’ultimo mese. Mi auguro un presto ritorno in Lega Pro, questa volta con competenza visto che quest’anno sono stati commessi troppi errori. Una società che ha speso tanto e male perché con un mercato anche inferiore a quello fatto in quest’estate poteva permettersi di ottenere la salvezza con il minimo sforzo, in considerazione di altre squadre sicuramente inferiore allo stesso Taranto.

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Lega Pro – vota il migliore della stagione con LegaPro ed Rds

I tifosi della Lega Pro ancora protagonisti. Questa volta, grazie ad RDS, i supporter potranno votare il miglior calciatore della stagione.

Questa l’iniziativa promossa dalla Lega Pro e da RDS:

Vota il miglior giocatore Lega Pro della stagione e vinci la finale Play Off con il concorso #LegaProRDS

Scendi in campo con noi e vota, sulla nostra Pagina Facebook Ufficiale, fino al 7 maggio, il migliore calciatore gialloblù della stagione. Per farlo basta commentare il post ufficiale del concorso con il nome del giocatore desiderato.

Il più votato si qualificherà alla seconda fase organizzata da Lega Pro e RDS 100% Grandi Successi, che andrà in scena dal 15 al 31 maggio, con una selezione ad hoc su rds.it. Per la seconda fase del concorso, tra tutti coloro che avranno votato il giocatore che avrà trionfato, verranno estratti 3 vincitori.

Il premio, per i tre estratti, consiste in un’Experience di una notte con arrivo previsto per il 17 giugno e partenza per il 18 giugno, biglietto per la finale Play Off , walkabout, partecipazione attiva durante pre-partita e intervallo, alloggio, vitto, trasferimenti, con pacchetto turistico da fruire nella giornata del 18 giugno.

Per i tifosi stabiesi ci sarà quindi l’imbarazzo nella scelta del migliore della stagione, visto il grande campionato disputato da tanti calciatori della Juve Stabia (Cancellotti, Ripa, Capodaglio, Mastalli, Kanoute ecc).

Oltre a portare in alto il nome della Juve Stabia, con un pizzico di fortuna, si potrà vivere da protagonisti la notte della finale playoff..quindi votiamo!

 

La rivolta del deficit contro Bruxelles

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I ministri delle Finanze di Italia, Francia, Spagna e Portogallo prendono carta e penna per provare a riscrivere la storia dei rapporti tra il Sud dell’Europa e Bruxelles. Con una lettera i protagonisti delle economie del Sud Europa accusano: “L’Ue sbaglia i conti sull’economia”.

Il fronte del Sud all’Europa: “Cambiare le regole sui conti”

Nuova lettera alla Commissione firmata da Italia, Francia, Spagna e Portogallo. Padoan spera nello sconto sulla manovra d’autunno. Bce pronta a cambiar rotta

ROMA – Chiamiamola la battaglia d’autunno, anche se qui non c’è nessun compound da abbattere, solo da rivoltare i tabù di chi custodisce le regole comunitarie. Italia, Francia, Spagna e Portogallo hanno scritto alla Commissione europea per chiedere formalmente la modifica dei parametri che governano i conti pubblici del Continente. È da più di un anno che Pier Carlo Padoan batte quel chiodo a Bruxelles. Aveva iniziato con la lettera firmata da Spagna, Portogallo e altri cinque Paesi dell’area euro sul calcolo del cosiddetto «prodotto potenziale», ora replica con il sostegno del più influente dei partner dopo la Germania. «Occorrono cambiamenti significativi nella metodologia», scrivono a quattro mani Padoan e i colleghi Sapin, De Guindos e Centeno. Se è vero come raccontano alla Bundesbank che Jens Weidmann ha un funzionario di fiducia solo per capirne i risultati, negli algoritmi deve esserci qualcosa che non va. Al Tesoro sintetizzano la questione così: la crescita italiana non è travolgente, ma è comunque una delle migliori da vent’anni a questa parte. L’inflazione è ancora bassa, e il debito tutto sommato stabilizzato. Perché allora uccidere il bambino nella culla imponendo per il 2018 un aggiustamento da dieci e più miliardi? Cui prodest? «Sia la Commissione nel 2015 che i ministri dell’Ecofin nel 2016 si sono detti d’accordo nell’imporre sforzi tenuto conto dell’andamento dell’economia». E invece – dicono i quattro ministri – ciò non avviene ancora.

LEGGI ANCHE: Inizia la sfida per la presidenza dell’Eurogruppo: l’Unione si divide in due

Il fatto che la lettera parta a pochi giorni dal ballottaggio francese e dalle raccomandazioni di primavera della Commissione (sono attese per il 17) non è casuale: il tentativo è di mettere le mani avanti prima che arrivino richieste difficili da gestire. Ma se la posizione della Francia andrà misurata dopo il probabile arrivo di Macron all’Eliseo e le elezioni legislative di giugno, per Roma si tratta di una battaglia che condizionerà l’ultimo scorcio di legislatura.

Il giudizio positivo del numero due della Commissione europea Dombrovsikis sulla manovra di correzione dei conti di quest’anno – «sembra centrata» – non tragga in inganno. Gentiloni ha promesso per ottobre una Finanziaria pesante, ma solo nella convinzione che nel frattempo sarebbero cambiate le regole. Se l’Italia dovesse far scendere il deficit dal 2,1 per cento di oggi all’1,2 sarebbe costretta ad una manovra dagli inevitabili effetti recessivi. La Germania sarà disposta a concedere più flessibilità prima delle elezioni di settembre? Al Tesoro si fanno forti della richiesta ormai pressante di cambiare: non solo da parte dei Paesi del Sud, ma anche di Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Slovenia, Repubblica Slovacca.

Con il passare dei mesi la posizione italiana si fa sempre più delicata. La finestra di opportunità aperta due anni fa dal piano di acquisti della Banca centrale europea si sta chiudendo. Ieri il capoeconomista di Francoforte Peter Praet ha fatto salire l’euro oltre 1,10 dollari solo per aver lasciato intendere che nella prossima riunione del Consiglio dei governatori della moneta unica, a giugno, potrebbe arrivare l’annuncio di una correzione di rotta entro l’autunno. Finora la pressione è arrivata dai tedeschi e dai suoi alleati tradizionali, Olanda e Austria, ma ora sta cambiando la posizione della Francia, le cui banche soffrono i tassi zero. È probabile che il piano Draghi resti intatto fino alla fine di quest’anno, ma alla Bce c’è chi chiede nel frattempo un ritocco del tasso sui depositi, oggi negativo. Dettagli a parte, la sostanza è che passata la paura attorno alle elezioni olandesi, francesi e tedesche, l’Italia torni ad essere al centro dell’attenzione e costretta a dure scelte di finanza pubblica nel pieno della campagna elettorale. La speranza di Gentiloni e Padoan è che i partner ne tengano conto.

Twitter @alexbarbera

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vivicentro/La rivolta del deficit contro Bruxelles
lastampa/Il fronte del Sud all’Europa: “Cambiare le regole sui conti” ALESSANDRO BARBERA

Nube tossica sulla Pontina per l’incendio di un sito di stoccaggio-rifiuti a Pomezia

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Incendio di un sito di stoccaggio-rifiuti speciali a Pomezia, nube nera nel celo di Roma

Roma- Una grande nube di fumo nero è stata avvistata stamattina in molte zone di Roma, da Castelli Romani ad Ostia, fino ad arrivare ad Anzio e ad Aprilia per poi dirigersi verso Latina. Tanto spavento, sono arrivate molte segnalazioni ai Vigili del Fuoco da ogni parte di Roma e il traffico è andato in tilt.

Si tratta di un incendio divampato a Pomezia presso il sito di stoccaggio di rifiuti speciali Eco X, all’altezza del chilometro 33 della via Pontina Vecchia.

Sul posto sono accorsi, intorno alle 8.30, i dei Vigili del Fuoco di Roma e Pomezia con tre autobotti e il carro schiuma per domare il violento incendio. La paura per i residenti della zona è stata tanta ma per fortuna non ci sono stati feriti.

Riportiamo le dichiarazioni del Sindaco di Pomezia, Fabio Fucci, raccolte da RomaToday: “Dalle ultime notizie sembra che il materiale incendiato sia plastica, che sta causando la formazione di una nube nera visibile da tutte le zone della città. La nostra Polizia Locale è sul posto da questa mattina. Siamo già in contatto con Arpa Lazio per le analisi ambientali e seguiamo gli sviluppi per valutare eventuali provvedimenti”.
Il traffico sulla via Pontina Vecchia è tornato alla normalità intorno alle 11.30.

Maria D’Auria

Eccellenza-Clamoroso a Pimonte,i giocatori si rifiutano di giocare il play-out con il Volla

Eccellenza

Clamoroso di quello che sta succedendo a Pimonte. La squadra domenica dovrà giocarsi la salvezza nel campionato di Eccellenza nei play-out contro la Virtus Volla. I calciatori però sembra che non hanno alcuna intenzione di scendere in campo a causa di problemi interni e dei mancati stipendi dal mese di gennaio. ” Da capitano credo sia giusto spiegare il perche domenica per lo spareggio play out noi a Volla non ci saremo -ha dichiarato Di Capua. Il motivo di tutto ciò? Non è solo perchè non percepiamo i rimborsi spesa da gennaio,noi abbiamo tante colpe ma come diceva mister Matarese Pasquale è impossibile lavorare a quelle condizioni,siamo stati spesso accusati di cose non vere,sempre perchè non volevano pagare. Domenica scorsa poi, siamo stati anche aggrediti da persone mai viste al campo,ovviamente non sappiamo da dove proviene questa cosa,forse per intimorirci a non venire piu,ecco ci siete riusciti….ringraziamo mister Giovanni Durazzo che e una persona eccezionale e un bravissimo allenatore,ed e solo per lui per Redinni e qualche altra brava persona che stavamo continuando…noi possiamo dirlo che siamo uomini veri….voi lo siete???e il pensiero di tutta la squadra o quasi!!IL CALCIO FINISCE GLI UOMINI RESTANO!! Oltre al capitano anche l’attaccante Balzano lascia un suo messaggio:”Devono avere il coraggio di non fare più calcio,certe persone fanno solo il male di questo sport,inoltre colgo l’occasione per ringraziare quelle poche persone che davvero si sono comportate alla grande con me e con la squadra. I mister Matarese e Durazzo hanno fatto il possibile e sono due ottime persone e bravi allenatori, ringrazio poi Catello Donnamura,Luca Redinni,Salvatore Palomba ed il magazziniere Noè, tra mille difficoltà abbiamo sempre provato a dare il massimo ma a queste condizioni e impossibile continuare”. 

Manichini impiccati: gesto rivendicato dai tifosi laziali

Tifosi laziali inchiodati da un video, sono gli autori del gesto macabro al Colosseo

Roma- La mattina dopo lo striscione e i manichini dei calciatori giallorossi appesi al Colosseo, dopo l’indignazione da parte dei tifosi e del mondo dello sport per il macabro gesto, arrivano le rivendicazioni sul web da parte degli pseudo-autori.

Inizialmente si era pensato ad una minaccia ordita ai danni dei giocatori della Roma da parte dei tifosi giallorossi, amareggiati per la deludente stagione calcistica della propria squadra.

Il gesto però è stato rivendicato sul web dalla tifoseria biancoceleste che, proprio su quel ponte, già in passato, a colpi di striscioni, si erano scambiati battute goliardiche con la tifoseria avversa.

Attivate le indagini, sul luogo “incriminato” sono stati ritrovati alcuni adesivi con la scritta “Irriducibili” mentre sui vari social si moltiplicano le condivisioni, tra i tifosi laziali, di foto e video del gesto notturno con l’hashtag #lincubocontinua. Ma la prova schiacciante arriva da un video pubblicato dalla Gazzetta dello Sport in cui appaiono le nitide immagini del macabro gesto: un gruppo di tifosi biancocelesti appende lo striscione e i manichini con cori poco decorosi all’indirizzo dei giallorossi. La scena è tutt’altro che goliardica, resta un grave gesto che va ben oltre gli sfottò tra le due squadre romane, un gesto assolutamente da condannare.

Maria D’Auria

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Promozione-L’Afro Napoli si prepara al play-off con la Nuova Ischia

L’Afro Napoli United,dopo tre promozioni dirette è arrivata agli spareggi del campionato di Promozione del girone B per giocarsi una possibilità di accedere al campionato di Eccellenza. La squadra del territorio campano si giocherà la semifinale contro la Nuova Ischia,domenica alle 16:30 allo stadio “Mazzella”. Un traguardo raggiunto proprio due settimana fa,grazie alla vittoria nella trasferta di Ischia e quella di domenica in casa con il San Giuseppe. I biancoverdi arrivati fino a qui,ora non hanno nulla da perdere e vogliono giocarsi questa possibilità fino alla fine. Come ha dichiarato lo stesso allenatore Fasano:”“molto spesso il risultato sportivo si dà troppo per scontato. Si cerca subito la vittoria a tutti i costi. Per noi dello staff, arrivati a Dicembre in prima squadra, non è stato semplice. Abbiamo dovuto conoscerci, e sintetizzare ognuno il proprio lavoro al servizio degli altri membri e della squadra. Qualche punto, secondo me, lo abbiamo perso per questo. Ma ad oggi, resta una meravigliosa cavalcata, culminata con le ultime due vittorie quando sembrava tutto compromesso. La squadra è stata indubbiamente la protagonista, ha sempre reagito alle difficoltà e ha trovato una coesione vera nel momento decisivo. Dopo tre promozioni consecutive, è una piccola impresa sportiva poter sognare l’Eccellenza. Insomma, siamo fiduciosi e vogliosi di proseguire questo viaggio fino alla fine”. Sulle ali dell’entusiasmo anche il presidente Gargiulo ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla sfida di domenica alla Nuova Ischia.”Dopo tre promozioni consecutive, non possiamo dire che ci sia andata poi così tanto male, siamo in zona playoff dall’inizio del campionato, senza mai scendere oltre la quinta posizione. È stato un anno molto più difficile e competitivo degli anni scorsi ma penso questo sia normale, più si sale di categoria e più la competizione cresce, quindi comunque vada possiamo dire che il bilancio è sicuramente positivo”. ”

Roma, Pallotta ufficializza l’addio di Totti al calcio giocato: “Sarà direttore tecnico”

Roma, Pallotta ufficializza l’addio di Totti al calcio giocato: “Sarà direttore tecnico”

“Con Francesco avevamo già parlato di tutto questo, lui sarà il direttore tecnico. Monchi da lui avrà solo da imparare”. Con queste dichiarazioni rilasciate a Il Messaggero oggi in edicola, il presidente Pallotta ha praticamente ufficializzato l’addio al calcio giocato di Francesco Totti. Già il neo ds Monchi, sollecitato su questo tema nel corso della sua conferenza stampa di presentazione, aveva parlato di un accordo già preso con il capitano giallorosso che prevede un suo futuro prossimo dietro la scrivania. “Vorrei che Francesco mi fosse vicino in modo da poter imparare da lui anche solo l’1% di ciò che sa sulla Roma. Francesco è la Roma” aveva detto mercoledì il dirigente spagnolo.

Ebbene, oggi arriva l’ufficialità tanto attesa su quella che è,forse, la tematica più scottante per il tifo a tinte giallorosse. Roma-Genoa del 28 maggio prossimo sarà, dunque, l’ultima partita disputata dal numero 10. Al momento, infatti, non è prevista una gara d’addio ma piuttosto un evento al Circo Massimo che è stato il teatro della festa delle due più grandi gioie del Pupone: lo scudetto del 2001 e il Mondiale del 2006. A riportarlo è La Repubblica nelle pagine dedicate allo sport.

Claudia Demenica

Bruscolotti: “Abbiamo fatto la storia di Napoli: è una vergogna!”

Bruscolotti: “Abbiamo fatto la storia di Napoli: è una vergogna!”

“Abbiamo fatto la storia di questa squadra e di questa citta’, ma il 10 maggio, nel giorno dei trent’anni del primo scudetto, non entreremo al San Paolo. E’ una vergogna”, sono le parole forti di Beppe Bruscolotti riportate da Il Mattino, 511 partite col Napoli, il capitano che lascio’ la fascia a Maradona. Bruscolotti e i suoi compagni avrebbero voluto giocare al San Paolo mercoledi, ma non e’ stato possibile avere il campo a disposizione. Secondo l’accordo col Comune, l’uso del terreno di gioco spetta al Napoli: “Abbiamo sentito tante chiacchiere su eventi da organizzare il 10 maggio, poi abbiamo deciso di non lasciare cadere nel silenzio questa importante ricorrenza perche’ lo scudetto e’ stata una bellissima pagina per Napoli”, e cosi’ mercoledi 10 maggio, alle ore 18, gli ex campioni azzurri giocheranno una partita sul campo Denza di Posillipo. Gli inviti sono stati fatti direttamente da Bruscolotti e dall’ex bomber Giordano. Hanno contattato anche Stefano Ceci, l’agente di Maradona: “Non potra’ essere presente, inviera’ un videomessaggio”. Pochi giorni fa Bruscolotti ha ricevuto una telefonata da Castel Volturno: “Un addetto del club mi ha detto che il presidente De Laurentiis avrebbe voluto organizzare una partita nella prima settimana di luglio al San Paolo con i campioni degli scudetti e i vincitori della Coppa Uefa. Ma perche’ aspettare due mesi? Ci siamo messi al lavoro e abbiamo deciso di fare questa partita e di creare un contatto con la citta’”.