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Trattativa M5S-Pd sulla legge elettorale

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Il Movimento Cinque Stelle apre il dialogo con il Pd sulla legge elettorale e i democratici rispondono: “Noi ci siamo, se fate sul serio”.

Sfida sulla riforma elettorale Pd e M5S tentano Berlusconi

Giovedì il testo base. Trattativa partita tra Dem e grillini. Ma per il via libera servono i voti dei forzisti in Senato

ROMA – I Cinquestelle aprono al Pd. I dem rispondono: «Noi ci siamo, se fate sul serio». Ma, sotto sotto, entrambi puntano a conquistare i favori (e i voti al Senato) del terzo incomodo: Silvio Berlusconi. È questo il minuetto che è iniziato ieri intorno alla legge elettorale. E che dovrebbe sfociare, giovedì, in un testo base, benedetto dal Pd, in commissione Affari costituzionali della Camera: premio alla lista e collegi per eliminare i capilista bloccati. Con un mix tra maggioritario e proporzionale. «Ci sarà il testo del relatore – dice Ettore Rosato – e ce ne faremo carico».

L’accelerazione è improvvisa: sarà che un certo nervosismo è stato percepito nelle reazioni del Quirinale, ma il Pd sembra tornato a modi più ragionevoli e diplomatici. E dopo lo stop and go che va avanti da settimane sulla legge elettorale, mostra di non volersi sottrarre all’inconsueta disponibilità offerta dal M5S. Pur nutrendo forte scetticismo sulla possibilità che si riesca ad approvare una nuova legge nei due rami del Parlamento.

Renzi non si fida, ma deve prendere atto delle dichiarazioni d’intenti ufficiali dei cinquestelle. Comincia Luigi Di Maio: «Vogliamo scrivere le regole del gioco insieme al partito di maggioranza, il Pd». Partendo dal Legalicum, il sistema creato dalla Consulta sulle spoglie dell’Italicum. Risponde il portavoce dem, Matteo Richetti: «Se il M5S fa sul serio è possibile costruire in tempi rapidi un terreno di intesa. L’importante è che l’impostazione conservi un impianto maggioritario e che garantisca governabilità». I 5 Stelle bocciano il premio di coalizione, perché conduce, dice sempre Di Maio, alle «grandi ammucchiate». Questi i paletti reciproci. Ma esce allo scoperto anche Berlusconi, «disponibile al confronto» per far capire che senza di lui non si va lontano. Sì perché anche se alla Camera grillini e dem dovessero riuscire a trovare un’intesa, al Senato da soli non avrebbero i numeri. E se non si accodasse Angelino Alfano con i centristi, allora bisognerebbe bussare dalle parti di Forza Italia. Che però pende a favore del proporzionale e non del maggioritario per cui tifano Pd e 5 Stelle.

Insomma un gran caos. Ma con qualche novità. I 5 Stelle propongono una sintesi tra legge attuale e il testo di Gian Mario Fragomeli, bollinato da Renzi e depositato alla Camera. È un proporzionale con effetti maggioritari: un doppio turno, senza ballottaggio, a cui possono accedere tutti i partiti che superano la soglia del 20% alla prima consultazione. La legge mantiene, per il primo turno, la soglia al 40% per accedere al premio di maggioranza, come l’Italicum, che si abbassa al 37% al secondo. Per i 5 Stelle, che hanno sondato gli azzurri in Parlamento, è una legge che piacerà anche a Berlusconi, perché, con qualche alleato, la lista di Fi potrebbe sfondare il muro del 20% anche senza Lega e giocarsi il tutto per tutto in una sfida a tre contro M5S e Pd, coalizzando di fatto l’elettorato. Al contempo, con questa proposta i 5 Stelle sperano di tentare Berlusconi e così disinnescare il pericolo di un Nazareno bis tra ex Cav e Pd su un sistema che tagli fuori i grillini.

È tenendo presente questa convinzione che bisogna leggere l’attacco a orologeria, apparentemente lontano dai toni della negoziazione, di Alessandro Di Battista: «Renzi è un buffone, alla fine farà un proporzionale puro per l’inciucio con Berlusconi». Fatto sta che giovedì il relatore Andrea Mazziotti, presidente della prima commissione, presenterà un testo base. Stamattina vedrà Pd e 5Stelle, e «dopo aver sentito tutti butterò giù il testo» assicura. Tradotto, non può essere una legge che piace solo ai due grandi, ma entreranno in gioco anche altri. Di sicuro chi ha in dote voti preziosi del Senato. Come Forza Italia.

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lastampa/Sfida sulla riforma elettorale Pd e M5S tentano Berlusconi CARLO BERTINI, ILARIO LOMBARDO

La rivoluzione delle partite Iva: maternità, malattia e riposi

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L’Italia è a un passo dalla nascita del primo statuto delle partite Iva: dopo tre anni di ping pong in Parlamento, domani il Senato darà il via libera alla legge che riconosce maternità, malattia e altre forme di tutela a due milioni e mezzo di lavoratori.

Maternità, malattia e riposi. La rivoluzione delle partite Iva

Domani arriva “l’altro” Jobs Act: c’è pure il diritto a disconnettersi dal web

La tradizione racconta che Sant’Agostino sia stato il primo free lance della storia, almeno in Occidente. Insegnante privato al servizio dei patrizi romani, stufo di non essere pagato regolarmente, accettò un posto di lavoro «a tempo indeterminato» dal vescovo di Milano, che lo assunse garantendogli la possibilità di studiare e insegnare al riparo delle incertezze economiche.

Mille e seicento anni dopo l’Italia è a un passo dal primo statuto delle partite Iva. Dopo tre anni di ping pong tra Camera e Senato, due governi e un’infinità di modifiche e limature domani il Senato darà il via libera definitivo al Jobs Act degli autonomi, una legge che riconosce maternità, malattia, e altre forme di tutela a due milioni e mezzo di lavoratori spesso non iscritti ad alcun albo e senza rappresentanza sindacale. Un popolo a metà tra l’indipendenza economica e quella professionale, sempre in bilico.

La legge – 22 articoli – è il frutto del lavoro di Maurizio Del Conte, professore di diritto del Lavoro alla Bocconi di Milano e presidente dell’Agenzia nazionale per le Politiche attive del lavoro, e dei consiglieri economici di Palazzo Chigi, prima Tommaso Nannicini e poi Marco Leonardi. Garantisce tutele e diritti: non sarà possibile saldare le fatture oltre i 60 giorni; qualunque clausola lo preveda sarà considerata nulla; le spese deducibili per corsi di aggiornamento professionale e orientamento vengono estese a 10 e 5 mila euro; le spese per svolgere un incarico sostenute dal datore di lavoro non andranno a incidere sul reddito della partita Iva; per chi ha un figlio niente astensione obbligatoria, si potrà ricevere l’indennità di maternità pur continuando a lavorare.

Negli accordi tra impresa e lavoratore autonomo dovranno essere rigidamente disciplinati i tempi di riposo (il cosiddetto diritto alla disconnessione). E, inoltre, i compensi e le clausole dovranno essere gli stessi dei lavoratori interni all’azienda che svolgono le medesime mansioni. Ancora, si estende anche agli autonomi la disciplina relativa all’abuso di dipendenza economica che disciplina i rapporti tra le imprese e vieta al più forte, vedi le multinazionali, di determinare nei rapporti commerciali un eccessivo squilibrio di diritti e obblighi.

La legge introduce, poi, una disciplina più favorevole in caso di malattia, infortunio e gravidanza: in questi casi chi svolge un’attività continuativa per un committente potrà essere garantito. In caso di maternità la lavoratrice autonoma potrà continuare a fatturare percependo l’indennità. Il congedo parentale viene esteso dagli attuali tre a sei mesi e sarà possibile usufruirne entro i tre anni dalla nascita del figlio. In più, la lavoratrice potrà concordare con il committente di essere sostituita da una persona di fiducia in possesso dei requisiti professionali. Per i casi di infortunio o malattia, il rapporto di lavoro con il committente non sarà estinto ma sospeso per un massimo di cinque mesi. Chi è costretto a sospendere il suo rapporto di collaborazione per più di 60 giorni potrà interrompere il versamento dei contributi e dei premi assicurativi per un massimo di due anni.

Il ddl sul lavoro autonomo è coperto con un fondo ad hoc previsto nella legge di stabilità 2016, che da quest’anno stanzia 50 milioni.

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Pompei dà i numeri: la corsa al lotto per lo sputo della donna sulla bara di un uomo

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16, 62 e 38, questo il terno che ha scatenato la corsa al lotto nella città di Pompei per un avvenimento che ha un che di leggendario.

Si racconta che nella giornata di ieri mentre era in corso il funerale di un uomo, una donna avrebbe sputato sulla sua bara, dando vita ad una vera e propria rissa con i parenti e gli amici del defunto. La donna sarebbe stata poi allontanata dalle forze dell’ordine e la funzione religiosa avrebbe ripreso il suo normale corso.

Questa notizia è stata lanciata da molti quotidiani salernitani, mentre dalla città degli scavi non sono giunte conferme dell’accaduto. Gli agenti della polizia e dei carabinieri sembrano all’oscuro di tutto, non si conosce neanche il nome della chiesa, né tanto meno quello dell’anziano deceduto e neppure quello della donna che si sarebbe accanita su di lui.

Vera o non vera questa storia, non ha interessato i pompeiani in primis, e neanche tutti i campani che hanno letto la notizia. Per cui è scattata la corsa in lotteria per giocare i numeri che corrispondono al fatto: il funerale  (16), lo sputo (62), la rissa (38).

Forse per saperne di più dovremmo aspettare direttamente l’estrazione di questa sera e vedere se la fortuna deciderà di baciare tutti coloro che su questa storia hanno fatto la loro puntata.

Torna “Il Pungiglione Stabiese 2.0” programma sportivo sulla Juve Stabia

Ritorna in onda ” Il Pungiglione Stabiese “

Ci siamo, questa sera (marted’ 09 maggio 2017) alle 19:30 andrà in onda la seconda puntata de “Il Pungiglione Stabiese 2.0” in diretta facebook, sul profilo facebook di Mario Vollono e sulle pagine ViViCentro.it e MagazinePragma. Da questa puntata anche sul canale Youtube ViViCentro Network (https://www.youtube.com/user/ViViCentroNETWORK).

Come sempre alla conduzione ci sarà Mario Vollono. 

Vi ringraziamo per la stima e l’affetto che ci avete mostrato anche nella seconda puntata con oltre 5000 persone collegate.

In studio con ci saranno Gianluca Apicella che aiuterà nella conduzione della puntata e Alberico Turi Direttore del settore giovanile della Juve Stabia.

Avremo in collegamento telefonico Antonio Foglia Manzillo. ex allenatore del settore giovanile Juve Stabia con il quale commenteremo questi spareggi play off per la prima squadra e per il settore giovanile delle vespe.

Poi ci collegheremo telefonicamente con Giovanni Finocchiaro, giornalista del quotidiano La Sicilia con il quale presenteremo il Catania prossimo avversario delle Vespe in questo primo turno dei play off. I siciliani hanno ottenuto la qualificazione sul filo di lana, durante l’ultimo turno, ma questo non deve far pensare che sia una squadra semplice da affrontare. Le Vespe hanno rigenerato il pubblico di casa con le ultime tre vittorie consecutive e proveranno ad arrivare fino in fondo a questi play off inediti nella formula.

La parte finale come sempre sarà dedicata al settore giovanile della Juve Stabia. Potete fare le vostre domande tramite i commenti alla diretta facebook, oppure utilizzando i messaggi whatsapp al 3389405888.

Vi aspettiamo in tanti anche domani….

FORZA VESPE

LA REGISTRAZIONE VIDEO DELL’ULTIMA PUNTATA

Vi aspettiamo in tanti anche oggi…. “Il Pungiglione Stabiese” è la vostra casa. Intervenite in tanti!

Vi ringraziamo per l’affetto e la stima che ci avete mostrato nei precedenti campionati e speriamo di offrirvi una trasmissione sempre più bella e ricca di notizie ed ora rinnovata nella grafica.

Maradona torna a Napoli a luglio per sfidare Hamsik

Maradona torna a Napoli a luglio per sfidare Hamsik

Secondo La Repubblica, di tempo n’è passato, dallo storico giorno della conquista del primo scudetto azzurro: ma quell’indimenticabile 10 maggio del 1987, per il Napoli e i suoi tifosi, resterà per sempre una data scolpita nella memoria e prima ancora nel cuore, da tramandare da una generazione all’altra. La ricorrenza in arrivo sarà dunque giustamente celebrata con enfasi, dal club e pure dalle istituzioni locali, Regione e Comune: nella speranza, peraltro, che i grandi festeggiamenti organizzati per l’occasione siano di buon auspiscio per il futuro e che il popolo del San Paolo non sia più costretto a vivere soltanto dei bei ricordi. Ma ora è il momento dell’amarcord, non delle recriminazioni: con dietro l’angolo il trentennale di un evento consegnato alla storia della città, non solo del pallone. Il primo scudetto non si scorda mai e celebrarlo è doveroso: soprattutto per onorare i campioni che riuscirono finalmenre a conquistarlo. Saranno loro i grandi protagonisti di una festa lunga quasi due mesi, che inizia domani e si concluderà in estate: con l’happening al San Paolo annunciato a sorpresa dal Napoli. «Tra il 2 e il 7 luglio si giocherà una amichevole tra la squadra che vinse il tricolore nel 1987 e quella di oggi», ha infatti annunciato ieri ufficialmente il club azzurro. Maradona contro Hamsik, Giordano contro Insigne. Anzi, uno accanto all’altro: perché ovviamente le due formazioni saranno miscelate tra loro, in 90’ che promettono di entusiasmare il pubblico di Fuorigrotta. Attraverso il suo fidatissimo agente, Stefano Ceci, ha già dato la sua disponibilità pure Dieguito, che in quei giorni riceverà sicuramente dal sindaco Luigi de Magistris la cittadinanza onoraria.

”Solite cose” per la villa comunale di Castellammare: la frustrazione degli operai non pagati

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Non vuole proprio finire il lungo calvario a cui la villa comunale di Castellammare di Stabia è sottoposta.

Non sono bastati gli anni, quasi interminabili, per vedere riaperto solo il primo tratto del nuovo lungomare, si è dovuto aggiungere anche il rischio di metalli pesanti presenti sulla spiaggia, notizia  poi smentita dall’Arpac, ma che comunque lascia ancora scettici i cittadini.

Ora, tra le altre cose, bisogna annoverare anche l’interruzione dei lavori a causa del mancato pagamento degli operai.

Castellammare, Lavori in villa comunaleUno sciopero ieri mattina ha ufficializzato il fatto: i lavoratori occupano la Cassa Armonica, non hanno intenzione di mettersi all’opera, la rabbia è tanta. Alcuni non percepiscono lo stipendio da due mesi, altri sono stati licenziati dopo aver terminato i lavori della prima parte, senza ricevere l’ultimo pagamento e il trattamento di fine rapporto.

La frustrazione, il clima teso e dallo sciopero si passa alla rissa. Gli operai si scontrano con la ditta respondasibile del restyling della villa comunale. Uno di loro è costretto addirittura a ricorrere alle cure dell’ospedale San Leonardo.

La rivolta dei lavoratori ha rischiato di far saltare la manifestazione a favore dello sportello anti-racket e antiusura nel bar confiscato alla criminalità organizzata. Solo l’intervento del sindacato è riuscito a sedare leggermente e, forse momentaneamente, gli animi.

Nei pressi del cantiere del lungomare, sono accorsi anche i cittadini per sapere quale sia stato, questa volta, il problema. Ci facciamo spiegare da loro cosa sia successo e la risposta è più o meno sempre la stessa “Solite cose, la ditta non paga”.

Quel “solite cose” detto con una normale rassegnazione, ci scoraggia abbastanza perché rende evidente quello che per gli stabiesi è diventato l’ordinario, quello a cui sono stati abituati piano piano.

Luisa Di Capua

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Reina resterà il portiere del Napoli

Reina resterà il portiere del Napoli

Per Il Mattino Pepe Reina, in scadenza l’anno prossimo, resterà sicuramente il portiere anche per la prossima stagione: “Si attendono segnali per il rinnovo, il suo agente Quillon sonderà se c’è la disponibilità del club a prolungargli l’accordo anche dopo le bella parole riservategli da Sarri nel dopo partita contro il Cagliari“. Rafael e Sepe potrebbero andare via, ed il Napoli monitora diversi profili: Szczesny della Roma, di proprietà dell’Arsenal, Perin del Genoa, Skorupski della Roma e Sirigu del Paris Saint-Germain che quest’anno ha giocato in prestito in Spagna con l’Osasuna.

Macron, la ricetta contro i populismi

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“La vittoria di Macron dimostra che i populismi si possono battere”, scrive Marco Zatterin.  Intanto Emmanuel Macron inizia a preparare la squadra di governo, con François Bayrou in pole position come premier.

La ricetta che batte gli scettici

La vittoria di Emmanuel Macron dimostra che i populismi si possono battere. Il voto di domenica certifica l’esistenza di una maggioranza silenziosa di cittadini che vede ancora nel processo di integrazione europea la possibile soluzione alle esigenze di benessere, sicurezza e democrazia, anche se ne riconosce i limiti manifesti, ne contesta gli errori e gli egoismi, ne auspica una rapida riforma nel nome dell’efficacia.

Il giovane presidente francese ha conquistato l’Eliseo parlando di quello che gli elettori volevano sentire, del lavoro che non è più sicuro, della sicurezza che manca, delle diseguaglianze che crescono. In questo, ha fissato un precedente per i leader dell’Unione, necessario ma non sufficiente. Perché il difficile match con sovranisti e dintorni non è certo concluso. Il 33 per cento dei consensi raccolti da Marine Le Pen dimostra che gli arrabbiati sono tanti: al di là delle scelte ideologiche, il loro voto esprime la furia per le risposte insufficienti che le loro paure hanno ricevuto dai governi nazionali e dall’Ue. La minaccia all’Europa resta, sottolineata anche dall’abbondanza delle schede bianche e dall’astensionismo, quest’ultimo scelto come opzione per esprimere il rifiuto del modo in cui si esprime il sistema e non di negazione del sistema stesso. L’elezione di Macron invita ad aprire un nuovo cantiere per rendere subito l’Europa più efficiente, nelle sue istituzioni e nelle scelte collettive degli Stati membri. Ma le circostanze che hanno portato alla sua elezione ricordano che, fra cinque anni, il muro anti Le Pen (o simili) potrebbe non tenere. In Francia e non solo.

Si sentono frequentemente i politici raccontare cosa intendano fare fra due anni a chi li invita a spiegare come pensino di correggere le crisi dell’oggi. Tutto questo, in Europa, non è più possibile senza che si paghi un prezzo, anche salato. Chi sceglie Marine Le Pen, e gli schieramenti che si oppongono ai partiti tradizionali, ha buone ragioni per farlo. E’ preoccupato per i propri diritti, vede le differenze sociali dilatarsi, le certezze cadere, le speranze infrangersi. Non vota a destra o a sinistra, ma indica chi ritiene possa tirarlo fuori dai guai, anche a costo di mosse spericolate.

Macron si è ritrovato al centro del palcoscenico e ha dato il messaggio giusto. Ha sfidato il «populismo» senza usare gli argomenti dei «populisti», ha promesso soluzioni che ora deve dare, difficili al punto che il giovane Emmanuel potrebbe presto trovarsi a pensare che arrivare all’Eliseo sia stata la parte più semplice del suo lavoro. I governi che siedono nei palazzi di Bruxelles devono avere la stessa paura e il medesimo passo. Si impone di distrarsi per qualche tempo dai piani quinquennali e dai progetti di riforma di lungo termine per mettersi al lavoro sulle soluzioni concrete che la flessibilità dei Trattati consente. Inutile fare il verso ai populisti, è dalla maggioranza silenziosa (e critica) che bisogna partire.

La fase tempestosa impone di investire insieme, essere solidali insieme, difendersi insieme, archiviando i giochini fra le capitali e sposando gli interessi nazionali con quelli della collettività, dicendo la verità senza tronfi ottimismi, pensando ai tanti e non ai pochi. Deve cominciare la stagione europea della concretezza, ispirandosi anche al successo di Macron. Altrimenti, tempo pochi anni, non potremmo fare altro che scrivere la storia della fine di un’Unione spazzata via dalla giusta vendetta dei cittadini delusi.

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Mertens-Napoli, rinnovo a giorni!

Mertens-Napoli, rinnovo a giorni!

Come riporta Tuttosport, dopo il rinnovo di Insigne il club di Aurelio De Laurentiis è disposto a fare un sacrificio pur di trattenere Mertens. C’è la volontà comune di continuare insieme, manca però da limare qualche dettaglio circa i bonus e la clausola rescissoria” che il calciatore vorrebbe inserire, ma ad una cifra inferiore rispetto a quella richiesta dal Napoli. L’annuncio, comunque, dovrebbe essere questione di giorni.

De Laurentiis pensa ancora a Tolisso del Lione

De Laurentiis pensa ancora a Tolisso del Lione

Secondo Il Corriere dello Sport, se ci fosse una possibilità per arrivare a Tolisso (23 ad agosto) De Laurentiis si siederebbe a parlare con il presidente del Lione, Aulas, e cercherebbe di chiudere, finalmente per entrambi, un affare. L’esterno, di destra che abbia anche competenze per esprimersi a sinistra, è l’Idea che si prende la scena ed i pensieri di Giuntoli: Castillejo (22) del Villarreal ha espresso talento, però il Napoli non ha fretta, aspetta, osserva, studia, gira l’Europa, magari sogna che Denis Suarez (23) scelga di salutare il Barcellona per provare altrove o che con l’Athletic Bilbao sia possibile parlare di Inaki Williams (23 a giugno). Perché le favole hanno bisogno di eroi probabili.

Cannavaro: “Insigne e lo scudetto? Lo spero! 30 anni fa inseguii Carnevale”

Le sue parole

Fabio Cannavaro, ex difensore del Napoli, ha rilasciato un’intervista a Il Mattino: “Chiedevo ripetutamente a mister Scarpitti di essere convocato come raccattapalle. Volevo vivere da vicino l’emozione delle partite di Maradona, Giordano, Carnevale, Bruscolotti, Ferrara“.

Come fu il 10 maggio di un ragazzino che sarebbe diventato campione del mondo?
“Il mio unico sogno, allora, era indossare la maglia del Napoli e ripercorrere il cammino di difensori come Bruscolotti e Ferrara, che a vent’anni vinse il primo scudetto nella squadra della sua città”.

La notte prima di Napoli-Fiorentina come fu per il piccolo Cannavaro?
“Poche ore di sonno. La domenica misi la tuta sociale marchiata Nr e uscii presto di casa. Cercai di rispettare la raccomandazione del mister”.

Quale?
“Ragazzi, ci aveva detto negli spogliatoi, se il Napoli vince dovete andare piano. Mi misi ad inseguire Carnevale che faceva il giro di campo col bandierone tricolore”.

C’è il rimpianto per non aver vinto a Napoli lo scudetto?
“C’è. Ma quando andai via nel 1995, dopo appena due stagioni in serie A, la società aveva problemi finanziari e cedermi fu una necessità. Ero cresciuto pensando alle vittorie di Ferrara e al record di presenze di Bruscolotti…”.

Ora c’è Insigne che sogna il terzo scudetto. 
“Lo auguro a lui e a tutti i giovani calciatori del Napoli. E intanto mando un abbraccio ai campioni che festeggeranno il 10 maggio, purtroppo non al San Paolo per problemi organizzativi da quanto ho capito: grazie per le emozioni che regalaste trent’anni a me e a tutti i ragazzi di Napoli”.

Cavani-Napoli, nelle parole del Matador c’è altro

Cavani-Napoli, nelle parole del Matador c’è altro

Nella giornata di ieri hanno fatto piuttosto scalpore le dichiarazioni dell’ex attaccante del Napoli Edinson Cavani, adesso al Paris Saint-Germain, che a Fox Sports ha detto “Vorrei finire la mia carriera a un livello alto e vorrei finire quando lo dirò io e non quando lo diranno gli altri. Dopo Parigi vedremo che cosa succederà. Magari passare per Napoli, dove ho vissuto un periodo dove tutte le cose sono cambiate. Vedremo”.

La Gazzetta dello Sport aggiunge: “Nostalgia? Può darsi. Ma a sentire le dichiarazioni di Cavani c’è qualcosa in più della nostalgia che lo spingerebbe a ritornare a Napoli dove, peraltro, vivono i suoi figli e la ex moglie. Un ritorno che appare comunque improbabile e che non troverebbe d’accordo De Laurentiis che lo ha ceduto al club parigino per 60 milioni di euro”.

Le idee di Macron per l’Europa: ”I vecchi partiti sono morti”

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Emmanuel Macron inizia a preparare la squadra di governo, con François Bayrou in pole position come premier, mentre l’Europa discute delle sue idee su diritti e lavoro, lotta a diseguaglianze e terrorismo, difesa dell’ambiente e rilancio dell’integrazione Ue.

Francia, l’ex premier socialista Valls si candida con Macron: “I vecchi partiti sono morti”

Correrà nella lista di Republique en marche per le legislative di giugno. I vertici del movimento: la sua candidatura non è automatica

Manuel Valls correrà nella lista del movimento «Republique en Marche!» del presidente eletto Emmanuel Macron alle elezioni di giugno per il nuovo Parlamento. L’ex premier francese socialista lo ha rivelato alla radio francese: «I vecchi partiti stanno morendo o sono morti. «Il partito socialista è morto. Non i suoi valori e la sua storia, ma ormai è il passato», ha detto.

Valls ha anche invitato tutti «i deputati uscenti, progressisti, quanti hanno esortato a votare Macron prima del primo turno, quanti auspicavano una sua vittoria», a fare altrettanto. «Tutti quelli che si riconoscono nel progetto riformista di Emmanuel Macron dovrebbero impegnarsi pienamente», ha detto.

La candidatura di Valls, però, non è automatica. Lo ha detto il comitato per le investiture di Republique en Marche, sottolineando che nella circoscrizione dell’ex premier è «già stata scelta una candidata». «L’investitura non è automatica» e sarà fatta in «totale indipendenza», ha aggiunto. Su Twitter, Christophe Castaner, uno dei fedelissimi di Macron, ha detto che Valls dovrà «fare atto di candidatura».

Allo stesso tempo, su Europe 1, Benjamin Griveaux, portavoce del movimento di Emmanuel Macron faceva notare che l’ex premier non è iscritto sulle liste di «La République en marche». «Ha ancora due giorni», ha sottolineato, riferendosi alla scadenza per la presentazione delle liste.

LEGGI ANCHE – Macron si prepara a vincere anche a Giugno: nasce ”Republique en marche”

La «Republique en marche» è il movimento politico appena costituito da Macron sulla base della forza che lo ha portato a vincere le elezioni presidenziali domenica. Il nuovo movimento nasce con l’obiettivo di dare una maggioranza parlamentare al futuro presidente nell’Assemblea Nazionale, grazie alle elezioni di giugno. I nomi dei candidati nelle 577 circoscrizioni saranno annunciati giovedì.

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Macron si prepara a vincere anche a Giugno: nasce ”Republique en marche”

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Nasce “ Republique en marche ”. Lunedì sarà svelato il nome del capo del governo Per portare avanti le riforme il presidente dovrà avere il controllo dell’Assemblea

Macron, un partito e un premier per vincere anche il voto di giugno

PARIGI – La prima giornata da presidente eletto di Emmanuel Macron è cominciata al fianco di chi lo ha scoperto e portato in politica, il capo dello Stato uscente François Hollande. Insieme, hanno partecipato alle celebrazioni per la festa nazionale dell’8 maggio, una lunga cerimonia uno accanto all’altro sotto l’arco di Trionfo. Archiviata la netta vittoria su Marine Le Pen, per 66,1 contro 33,9, senza festeggiamenti pubblici (memore delle critiche dopo la cena in occasione del primo turno in una brasserie chic), dopo aver trascorso la giornata a rispondere a complimenti da ogni parte del mondo, dal presidente americano Trump (che incontrerà al vertice Nato di Bruxelles del 25 maggio) alla cancelliera Merkel al nostro presidente Mattarella, per il giovane quasi inquilino dell’Eliseo si apre una settimana di incontri pubblici – come domani, la commemorazione per l’abolizione della schiavitù – e lavoro privato alla definizione del suo governo.

Leggi anche: Le idee di Macron per l’Europa: ”I vecchi partiti sono morti”

Mentre per le strade di Parigi va già in scena la prima manifestazione anti-Macron, al grido di «lo Stato non è un’azienda», lui si prepara alle prossime tappe: domenica si terrà il passaggio dei poteri; lunedì prossimo dovrebbe rivelare il nome del primo ministro. «Ho in mente il suo nome, ma lui ancora non lo sa», ha detto in una delle ultime interviste prima del voto. Una scelta che non è slegata dal prossimo appuntamento cruciale: le legislative di giugno. Ieri, Macron si è dimesso dall’incarico di presidente del suo movimento, «En marche!», che cambia nome in «La République en marche»: giovedì saranno svelati i nomi dei candidati nelle 577 circoscrizioni, che per metà verranno dalla società civile e per metà dalla politica. E potranno avere in tasca anche la tessera di un altro partito, purché si adeguino a una sorta di disciplina di gruppo: «Ci sono tra loro persone con sensibilità socialista, altre con sensibilità dei Repubblicani, altri che non si sono mai impegnati prima», rivela Richard Ferrand, braccio destro di Macron, deputato ex socialista.

Proprio lui è uno dei nomi che girano nel toto-premier di questi giorni, leale e non così noto ai francesi da poterlo presentare come nuovo. Accanto al suo girano i nomi di François Bayrou, il leader del partito centrista Modem alleato di Macron, e, per l’autorevolezza che gli viene riconosciuta, quello di Jean-Yves Le Drian, attuale ministro della Difesa. O, ancora, quello dell’europarlamentare Sylvie Goulard, favorito dal fatto che, in passato, il presidente disse che gli sarebbe piaciuto nominare una donna.

Si fa anche il nome della presidente del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, che pare però troppo connotata come donna della finanza. E non è nemmeno escluso che possa essere un uomo del centrodestra, dei Repubblicani. Una scelta da fare comunque con attenzione, per non urtare fasce di elettori: secondo un’indagine Ipsos, lo ha votato il 52 per cento degli elettori della sinistra di Mélenchon accanto al 48 per cento di quelli di Fillon. Rimangono pochi giorni per svelare il nome.

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Al Senato Blackball per l’ autodifesa? Probabile! Molto Probabile! Quasi certo! (Lo Piano Saint Red)

La Camera in questi giorni ha approvato un timido disegno di Legge sulla possibile autodifesa del cittadino in particolari casi in cui si dovesse trovare in pericolo, al Senato dove i numeri per la ratifica finale mancano, verra’ lanciata una blackball ( palla nera alias: ostracismo , voto contrario) per demolire questa proposta.
In Italia in questi ultimi anni si sono moltiplicati i saccheggi, le aggressioni selvagge,  in ville e abitazioni private, tante le persone che sono rimaste per ore in balia dei loro aggressori, subendo torture e vessazioni di ogni tipo, alcune hanno pagato con la vita per non essere riuscite a soddisfare le “aspettative” dei loro carnefici.
Nonostante cio’, fin quando a pagare il conto sono i delinquenti, la Giustizia fara’ il suo lungo corso, i guai saranno di competenza del cittadino che ha avuto l’ardire di difendere se stesso e la propria famiglia.
Dovra’ spiegare con dovizia di particolari come si sono svolti i fatti, i motivi per cui ci si e’ difeso, sara’ difficile dimostrare da dove sia iniziata e finita la legittima difesa, se l’offesa sia stata proporzionale alla difesa: e’ come aver dato il proprio fianco alla Giustizia.
L’Associazione Nazionale dei Magistrati e’ contraria a questo disegno di Legge presentato alla Camera, sarebbe come se venisse data una licenza di uccidere; solo che in Italia questa “autorizzazione ” sembra che la abbia solo chi delinque.
Il rapinatore seriale, le bande di delinquenti che scorazzano nel nostro territorio, una volta arrestate, sono  sempre fuori dalla cella, oppure entrano ed escono con grande facilita’; fra permessi, sconti di pena per buona “condotta carceraria”…. una volta fuori? sono sempre pronti a riprendere il “discorso interrotto”.
Par Condicio :
Con quest’ultimo disegno di Legge, “dovrebbe” essere lo Stato a farsi carico delle spese legali sostenute in un processo da un Cittadino che abbia avuto l’ardire di difendersi, sarebbero stati stanziati 295 milioni di euro.
Amara Verita’
Spesso ci si rende conto della totale mancanza di raziocinio di alcuni nostri politici. Sicuramente questi “emeriti”, non hanno mai subito violenza dentro il loro focolare domestico, nè hanno avuto bisogno di accertarsi che l’intruso fosse armato, né tantomeno di capire, tramite una telefonata al proprio psicologo, per prevedere le future mosse del malintenzionato.
I Cittadini Italiani si sentono giorno dopo giorno sempre piu’ indifesi davanti al dilagare di una criminalita’ sempre piu’ spavalda, prepotente, aggressiva e tracotante.
Un freno bisognerebbe darlo, armare i Cittadini forse per certi versi sara’ pure sbagliato, ma non e’ neppure giusto lasciarli alla merce’ di quattro delinquenti: per chi delinque la differenza fra giorno e notte non esiste.

Ricerca Censis: più di cinque milioni di italiani a rischio povertà alimentare

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Negli ultimi anni, quelli della crisi economica, il dibattito sulle nuove forme di povertà si è arricchito di nuove prospettive e realtà.

Secondo una recente ricerca Censis su come mangiano gli italiani, è risultato che più di cinque milioni di persone (oltre due milioni di famiglie) vivono in condizioni di povertà alimentare, cioè possono spendere per l’acquisto di generi alimentari risorse inferiori rispetto a una soglia standard accettabile. E la percentuale è in continua crescita, infatti l’indigenza e la deprivazione materiale sono aumentate del 57% negli ultimi 10 anni. Molti invece, mangiano di tutto un po’ e, nonostante i tagli alla spesa negli anni della crisi, sprecano ancora tanto cibo.

I DATI CENSIS

In dieci anni 800.000 nuclei famigliari in più si ritrovano a non avere soldi sufficienti per mangiare in alcuni periodi dell’anno (+57%, pari a 2,2 milioni di persone). E sono aumentate dell’87% le famiglie che non possono permettersi un pasto a base di carne o pesce almeno una volta ogni due giorni (1,4 milioni di nuclei familiari in più, pari oggi a 3 milioni).

I dati pubblicati indicano inoltre che la povertà alimentare è più diffusa al Nord-Est (il 9,2% delle famiglie) e al Sud (9%), tra le famiglie con oltre tre figli (6,5%) e con capofamiglia straniero (il 14,1% contro il 7,5% di quelle con capofamiglia italiano). E colpisce di più le famiglie dei millennial (il 14%) rispetto a quelle dei baby boomer (8,3%) e degli anziani (6%).

ANCORA TANTI SPRECHI

Ancora in troppi – rileva infine la ricerca – sprecano il cibo: sono complessivamente 36 milioni gli italiani che buttano il cibo avanzato in tavola o rimasto inutilizzato oltre la data della scadenza (4,9 milioni lo fanno regolarmente). Lo spreco indiscriminato riguarda soprattutto i millennial (80,2%), le persone laureate (78,3%) e i benestanti (72,7%).

TUTTOFOOD2017

L’allarme del Censis giunge proprio in occasione dell’inaugurazione di TuttoFood, la rassegna specializzata di Fiera Milano in corso fino all’11 maggio. TuttoFood2017 riprende le tematiche tanto care a Expo: il problema dello spreco e della qualità del cibo, la mancanza di cibo in molte zone del pianeta e la corretta alimentazione. A Milano sono attesi ospiti importanti, come l’ex presidente Usa Barack Obama, per discutere sul grande tema del cibo e della vita.

Debora VELLA

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Hoverboard o Monopattino elettrico sul marciapiede? Multa di 1.200 euro

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La vicenda è avvenuta a Trento. La sanzione è prevista dall’art. 190 del Codice della strada

Se siete amanti di hoverboard e monopattini elettrici attenzione a dove li utilizzate, il rischio è infatti una multa molto salata. Lo sa bene un giovane di Trento che è stato multato di 1.200 euro e ben 5 punti sulla patente per aver utilizzato sul suolo pubblico un hoverboard, a bassissima velocità, per spingere un passeggino. Oltre alla multa i vigili hanno disposto pure il sequestro del mezzo. L’hoverboard, molto di moda soprattutto tra i ragazzi, per chi non lo sapesse, è sostanzialmente uno skateboard elettrico che il codice della strada considera un “acceleratore di andatura“.

Gli acceleratori di andatura secondo il codice della strada

Dunque l’articolo 190 del codice stabilisce che “la circolazione mediante tavole, pattini od altri acceleratori di andatura è vietata sulla carreggiata delle strade – e ancora – sugli spazi riservati ai pedoni è vietato usare tavole, pattini od altri acceleratori di andatura che possano creare situazioni di pericolo per gli altri utenti”. La sanzione prevista è compresa tra 25 e 99 euro. I modelli che superano i 6 km/h sono considerati come motorini di 50 cc e quindi necessitano di targa, immatricolazione ed assicurazione, che comunque nel nostro Paese non si possono fare perché questi mezzi non sono omologati.

La multa per l’hoverboard

Ed è proprio quello che è successo al giovane di Trento, il mezzo è stato considerato un motorino e, per questo, nella sanzione sono stati computati: 849 euro previsti per la mancanza di assicurazione, 155 euro per il certificato di circolazione, 77 euro per la targa e 81 euro per il casco. In sintesi: nessun problema per gli hoverboard con velocità massima inferiore ai 6 km/h e potenza massima del motore che non supera 1 KW, ai quali si applicano le previsioni del codice stabilite per skateboard e biciclette. Per gli hoverboard che superano questi limiti, il codice vieta l’utilizzo su strade e piazze pubbliche.

Sostanzialmente con questo mezzo, tra l’altro molto costoso, si potrebbe circolare solo in luoghi privati. Gli stessi rivenditori del “mezzo” però sovente non avvertono i clienti di questa circostanza di non poco conto.

Gabriella Lax/StudioCataldi.it

Sky – Esterno d’attacco, il Napoli guarda in Spagna: contatti avviati per Oyarzabal

Giovane, un classe 1997, e nazionale spagnolo Under 21. Il Napoli mette nel mirino anche Mikel Oyarzabal, esterno d’attacco della Real Sociedad. Non solo Inaki Williams dunque come possibile rinforzo in quel ruolo per la prossima stagione. Il club azzurro infatti ha avviato i primi contatti per questo attaccante spagnolo, vista la necessità di trovare alternative giovani e forti ai titolari di Sarri (Insigne e Callejon). Lo riferisce Gianluca Di Marzio, giornalista di Sky Sport ed esperto di calciomercato, tramite il proprio sito ufficiale.

 

Vaccini: arriva la legge. Chi è senza non entrerà a scuola e il controllo spetterà ai dirigenti

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In cammino verso la definitiva approvazione il ddl vaccini all’esame della commissione igiene e sanità del Senato. Compatto il fronte del no, ieri la manifestazione

È iniziato da qualche giorno al Senato, in commissione Sanità, l’esame del ddl sull’obbligatorietà delle vaccinazioni per scuole e asili. Il disegno di legge recante “Disposizioni per la reintroduzione dell’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’ammissione alle scuole di ogni ordine e grado“, è stato presentato da Francesca Puglisi (Pd) che ha rammentato come non sia più rinviabile «il momento di reintrodurre su tutto il territorio l’obbligatorietà dei vaccini per accedere alle scuole di ogni ordine e grado. In questo modo sarà possibile ammettere l’intera popolazione ai benefici derivanti dalle vaccinazioni». In sostanza chi è senza vaccini non entrerà a scuola e il controllo spetterà ai dirigenti.

Le novità del disegno di legge sui vaccini

L’impianto del testo consta di soli due articoli. Il primo modifica l’articolo 47 del Regolamento per l’applicazione del decreto del presidente della Repubblica del 1967 (n.1518), e chiarisce che «al fine di tutelare la salute dei cittadini, costituisce requisito necessario per l’accesso ai servizi educativi pubblici e privati e alle scuole di ogni ordine o grado, statali, paritarie private e degli enti locali, l’aver assolto gli obblighi vaccinali previsti dalla normativa vigente».

A tal proposito i dirigenti scolastici dei servizi e delle scuole «sono tenuti, all’atto dell’iscrizione alla scuola o agli esami a richiedere la presentazione della relativa certificazione, comprovante l’adempimento degli obblighi vaccinali. Copia della certificazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni e delle rivaccinazioni è conservata nel fascicolo personale dell’alunno. La vaccinazione deve essere omessa o differita solo in caso di accertato pericolo per la salute del minore in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate».

Il secondo articolo stabilisce che, entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano «istituiscano una banca dati delle vaccinazioni eseguite dalla popolazione in età scolare e in età adulta per raccogliere, in modo sistematico, i dati relativi ai vaccinati e sviluppare le attività di sorveglianza delle malattie suscettibili di vaccinazione e monitorare nel tempo gli eventuali effetti indesiderati dei vaccini per migliorarne i livelli di sicurezza e di efficacia». E ancora, entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge, al ministero della Salute deve essere istituita «l’Anagrafe vaccinale nazionale, con il compito di raccogliere i dati delle banche dati regionali e svolgere un’attività di monitoraggio dell’accesso alle prestazioni vaccinali da parte di tutti i cittadini».

Mentre ancora si discute, Codacons è pronta a fare guerra e battaglie legali contro un provvedimento che mira a reintrodurre «il requisito necessario per l’accesso ai servizi educativi pubblici e privati e alle scuole di ogni ordine e grado, statali, paritarie e degli enti locali, l’aver assolto agli obblighi vaccinali previsti dalla normativa vigente, venuto meno con il decreto del Presidente della Repubblica 26 gennaio 1999, n. 355″. «Abbiamo scritto alla 12sima Commissione permanente Igiene e Sanità del Senato chiedendo di bocciare il disegno di legge – si legge in una nota di Codacons – ciò non perché siamo contrari ai vaccini, che anzi riteniamo assolutamente indispensabili, ma perché l’obbligo di vaccinazione come requisito per accedere alle scuole si tradurrebbe, allo stato attuale, in una violenza e in un abuso nei confronti delle famiglie. In Italia non è possibile per le famiglie ricorrere alle sole 4 vaccinazioni obbligatorie per legge, poiché non è reperibile sul mercato il vaccino antidifterico in forma singola. Il requisito della vaccinazione per la frequentazione di scuole e asili costringerebbe i genitori a somministrare ai figli il vaccino esavalente, senza alcuna possibilità di scelta e nonostante tale vaccinazione contenga due vaccini facoltativi che, secondo gli stessi giudici italiani, in nessun caso possono essere imposti alle famiglie». Per questi motivi l’associazione giudica il ddl «di fatto inapplicabile, circostanza che ha portato oggi il Codacons a scrivere alla Commissione Sanità chiedendo di bocciare la norma”.

Ieri, intanto, il fronte del no (ndr. Comitato per la libertà di scelta vaccinale) ha organizzato una manifestazione a favore della libertà di scelta in ambito vaccinale, in contemporanea nelle città di Firenze, Milano e Treviso, con interventi durante il percorso e al termine del corteo un flash mob.

Gabriella Lax/StudioCataldi.it

Insigne, l’agente: “Sarri ha costruito un gruppo importante, ADL convinto di Insigne”

Insigne, l’agente: “Sarri ha costruito un gruppo importante, ADL convinto di Insigne”

Franco della Monica, uno degli agenti di Lorenzo Insigne, ai microfoni di Radio Crc, ha dichiarato: “Ghoulam è un grande giocatore e più passano gli anni, più matura. A volte lascia qualcosa in fase difensiva e Strinic da questo punto di vista garantisce maggiore copertura, ma in definitiva Ghoulam è un giocatore importante e in futuro può fare anche meglio. Questo Napoli credo sia il gruppo più unito, Sarri ha costruito un’unione importante e lo si vede anche in campo.  Probabilmente domenica sarà una giornata decisiva per il secondo posto. Il Napoli può vincere a Torino anche se non sarà facile, invece mi sembra inverosimile che la Juve possa non fare risultato con la Roma. De Laurentiis è stato molto convinto di rinnovare il contratto di Insigne e confermare il 90% di questa squadra significherebbe già fare un passo in avanti”.