Home Blog Pagina 5848

La battaglia Pd-5Stelle continua: rifiuti, finanziamenti, fondi

0
Il filling che sembrava esserci ieri tra il M5S ed il PD per la legge elettorale è durato giusto il tempo del pensarlo. Poi subito il ritorno allo scontro diretto con una raffica di colpi bassi  nella battaglia che promette di portare alle urne.

A Roma lo scontro è sui rifiuti: i democratici accusano la sindaca Virginia Raggi «di incapacità» e rilanciano: «Puliremo noi la città». Beppe Grillo replica: l’emergenza causata da voi e Mafia Capitale. Nel fuoco incrociato anche Maria Elena Boschi, che secondo una rivelazione di De Bortoli «chiese a Unicredit di comprare Etruria». La sottosegretaria annuncia querele, ma i grillini insistono: si dimetta. Infine il caso di Palermo, dove spunta un audio che inguaia il candidato sindaco M5S sui fondi di Addiopizzo.

La guerra dei rifiuti

Renzi chiama a raccolta i volontari del Pd: “Comune incapace, domenica puliremo noi la città”. Raggi: porti la spazzatura a Zingaretti, pronta task force. Grillo: dem complici di Mafia capitale

ROMA – La guerra della monnezza è un assaggio di campagna elettorale. Grillini contro formiche. Sì, avete letto bene: il secondo animale sarà il simbolo stampato sulle t-shirt gialle che indosseranno i leader dem, da Matteo Renzi a Matteo Orfini fino ai dirigenti locali, domenica, quando scenderanno in strada a Roma con scope e sacchetti: «Puliremo noi la città» promette l’ex premier. Un gesto dimostrativo ad alto tasso mediatico annunciato da Renzi dal palco dell’assemblea Pd. Un’operazione in stile 5 Stelle che dà l’idea di come il segretario rieletto vuole condurre la sfida a Beppe Grillo e a Luigi Di Maio. Renzi parla di «incapacità del Comune» nella gestione die rifiuti, Beppe Grillo gli risponde rievocando le colpe e le complicità del Pd con Mafia Capitale.

LEGGI ANCHE – SOS rifiuti a Roma: senza discariche ne biogas non si sa che farne ne dove metterli

Roma è una cartolina sfregiata da cumuli di rifiuti lasciati per le vie del centro e della periferia, una metropoli che boccheggia tra gli olezzi resi insostenibili dalle temperature più elevate. La situazione ha raggiunto livelli di emergenza piena. Difficile controbattere all’eloquenza delle foto ma il M5S ci prova lo stesso. Con ben quattro post sul blog di Grillo, il primo di suo pugno contro il Pd, il secondo che parla di «piano 5 Stelle sui rifiuti di Roma rivoluzionario», il terzo firmato dall’assessora Pinuccia Montanari che addirittura si intitola «nessuna emergenza rifiuti» e il quarto firmato dalla sindaca Raggi che ha così chiaro il peso politico di questo scontro da aver scelto il più istituzionale palcoscenico su cui difendersi, in Rai, a Porta a Porta.

Il duello che si trascina da giorni nasce dalle reciproche accuse tra Regione Lazio, guidata dal Pd, e Campidoglio, tormentato regno dei 5 Stelle. «Raggi e il Comune di Roma non hanno voluto l’autorizzazione all’eco distretto di Rocca Cencia, un sito destinato allo smaltimento di rifiuti organici, quando la Regione Lazio stava per autorizzarlo, al grido: “Non servono impianti”» attacca l’assessore ai Rifiuti del Lazio Mauro Buschini che aggiunge: «Roma ha bisogno di impianti: dicano dove e li autorizziamo». Il governatore Luca Zingaretti e la sua giunta non hanno digerito la scaricabarile di Raggi che su Twitter lunedì aveva scritto che «sui rifiuti il Lazio è sottodimensionato e l’impiantistica è competenza della Regione». «Una fake news» replica Zingaretti che fa partire una campagna lampo sul web per smontare le tesi grilline: «La Regione ha competenza solo sulle autorizzazioni, verifica cioè se il posto è giusto, ma non ha voce sulla costruzione di nuovi impianti. Il Comune non ha mai fatto nessuna proposta per i nuovi impianti a Roma» e la Regione, «per evitare l’emergenza, ha autorizzato Roma a smaltire i suoi rifiuti in tutti gli impianti del Lazio, in Abruzzo e in Austria». Anche se, fanno sapere dalla Regione, dall’Austria starebbe sorgendo qualche problema tecnico.

Raggi però non ci sta e fornisce un’altra versione dei fatti su numero di impianti insufficienti e scarsa capienza, le due ragioni principali della crisi. Lo fa dopo aver assicurato che la situazione tornerà alla normalità «entro il fine settimana» grazie all’apertura h24 degli impianti Ama. «Dal 2012 la Regione non ha ancora adottato un nuovo Piano Rifiuti Regionale. Noi i rifiuti li raccogliamo ma non ci permettono di portarli via dalle strade». La sindaca ribadisce il no a Rocca Cencia e svela l’esistenza di tre siti per l’umido «che abbiamo individuato» e «che la Regione conosce». Non indica i luoghi, però, e preferisce ribattere a Renzi: «Dov’era quando il suo partito ha chiuso Malagrotta di un certo Manlio Cerroni senza proporre un’alternativa». Il sogno dei 5 Stelle è rifiuti zero e differenziata al 70%, spiega l’assessora Montanari che accusa il Pd di manovrare «uno spot elettorale» per «realizzare una nuova discarica e un inceneritore».

vivicentro.it/politica
vivicentro/La battaglia Pd-5Stelle continua: rifiuti, finanziamenti, fondi
lastampa/La guerra dei rifiuti ILARIO LOMBARDO

SOS rifiuti a Roma: senza discariche ne biogas non si sa che farne ne dove metterli

0

La capitale produce 1,7 milioni di tonnellate di rifiuti ogni anno, come durante l’era Marino. La differenziata è poca, il resto viene spedito agli insufficienti 4 centri. Quindi all’estero, pagando

Né discariche né biogas: Roma scoppia

ROMA – I numeri sono spaventosi. E l’emergenza rischia di durare a lungo. Ogni anno la Capitale a Cinque Stelle produce 1,7 milioni di tonnellate di rifiuti urbani. Solo il 43%, ovvero 700.000 tonnellate, riesce a passare per il circuito della raccolta differenziata (stessa identica percentuale raggiunta da Ignazio Marino, nonostante le promesse).

Il restante milione di tonnellate di immondizia deve passare (a fatica) per i quattro impianti di Tmb o trattamento meccanico-biologico (sminuzzamento, compostaggio, vagliatura e così via) esistenti in città. Due, quelli più vecchi e mal progettati, sono di proprietà dell’Ama, l’azienda pubblica della nettezza urbana di Roma, a Rocca Cencia e in via Salaria vicino al Raccordo. Gli altri due, più moderni, potenti ed efficienti, sono di proprietà del consorzio Colari dell’ex-re della «mondezza» romana, Manlio Cerroni, il proprietario della (ormai chiusa, dal 2013) discarica di Malagrotta, dove pure sono collocati i due Tmb. Per adoperarli il Comune ha dovuto nominare un commissario, perché Colari era stata colpita da un’interdizione antimafia.

LEGGI ANCHE: La battaglia Pd-5Stelle continua: rifiuti, finanziamenti, fondi

I quattro impianti Tmb esistenti sarebbero bastati appena appena se fosse aumentata la fetta di spazzatura «differenziata». Così non è stato durante il primo anno di Virginia Raggi (con l’assessora Paola Muraro all’Ambiente), in cui si decise di abbandonare il piano dell’era Marino. Il «marziano» voleva creare degli «ecodistretti» con impianti anaerobici dove i rifiuti si sarebbero trasformati in biogas; più in là avrebbe dovuto realizzare una nuova discarica. Raggi e Muraro non vollero sapere né della discarica né del biogas, contro cui M5S (incomprensibilmente, visto che è un processo super ecologico e sicuro) ha sempre mobilitato i cittadini. Risultato, i quattro Tmb romani non ce la fanno. Scoppiano letteralmente. Ogni tanto si fermano. C’è anche qualche temporaneo, ma ininfluente, sabotaggio. Si è chiesto aiuto ai Comuni vicini, ma non basta. Conseguenza: non sapendo dove mettere i rifiuti non si possono svuotare nel modo giusto i 68.000 cassonetti.

Ma torniamo al milione di tonnellate di immondizia trattate nei Tmb. Una volta lavorate, 700mila tonnellate vengono bruciate come combustibile nei «termovalorizzatori» (inceneritori, in questo caso indispensabili anche se non certo «ecologici») di Colleferro e San Vittore nel Lazio; a Ravenna e Pavia; nei cementifici, come combustibile; oppure spedite all’estero per essere bruciate. Trasformare l’immondizia in gas creerebbe una grande ricchezza; in teoria, anche bruciarla come carburante porterebbe un guadagno. Roma però paga, e salatamente, per esportarla ad esempio via treno all’estero a Vienna, in Austria: invece di guadagnarci, sborsa 136 euro a tonnellata.

Restano 300mila tonnellate di spazzatura che, una volta trattata, deve finire in discarica. Ma Roma una discarica non ce l’ha. Per adesso chiede aiuto ad alcuni siti del Lazio, oppure manda a caro prezzo in altre regioni (Abruzzo) o all’estero (Austria, ma anche via nave in Portogallo). La legge dice che i rifiuti vanno smaltiti dove sono prodotti: cioè a Roma o nella Città Metropolitana. La Regione Lazio ogni tre mesi scrive a Virginia Raggi («sindaco metropolitano») invitandola a realizzare una discarica da 500mila tonnellate l’anno.

Ovviamente Virginia Raggi non vuole fare la discarica, né altre città vogliono farla al posto suo. Forse preferirebbe farsi commissariare. La sua assessora all’Ambiente Pinuccia Montanari ha presentato un piano per portare la differenziata al 70% entro il 2021 e ridurre attraverso la «tariffa puntuale» la produzione di rifiuti. E creare – senza discariche né inceneritori – impianti di compostaggio aerobico (cioè all’aperto e senza biogas). Ma non ha mai detto dove vuole farli. Ci vorranno molti anni. E intanto è l’emergenza.

vivicentro.it/cronaca
vivicentro/SOS rifiuti a Roma: senza discariche ne biogas non si sa che farne ne dove metterli
lastampa/Né discariche né biogas: Roma scoppia ROBERTO GIOVANNINI

Maradona: “Messi mi è sembrato più un peluche che un giocatore di calcio. Jorge Cyterszpiler? Non potevo crederci”

Maradona: “Messi mi è sembrato più un peluche che un giocatore di calcio. Jorge Cyterszpiler? Non potevo crederci”

Diego Armando Maradona torna parlare ai microfoni di Olé. Ecco quanto dichiarato dal pibe de oro: “Squalifica Messi? Gli hanno ridotto la squalifica per la storia di sempre con i grandi, è incoerente. Leo meritava una giornata di squalifica in più, lo dico con il cuore in mano. Sono contento come argentino e per Messi, e perché torniamo a credere nel sogno mondiale. Messi non è da aggredire, l’ho allenato un anno e mi è sembrato più un peluche che un giocatore di calcio.”

SULLA MORTE DEL SUO PRIMO PROCURATORE, JORGE CYTERSZPILER- “Mi hanno fatto vedere le foto, non potevo crederci, era una persona forte di testa. Stava passando un momento familiare difficile, ma non mi è mai passato per la testa che si potesse suicidare. Non credo che una donna possa ucciderti, ti può far soffrire ma non ucciderti. Aveva i suoi figli per vivere”. 

FOTO, da Torino- Ripresa degli allenamenti per i granata: le ultime

Da Torino- Ripresa degli allenamenti per i granata: le ultime

Ripresa della preparazione per il Torino con una sessione tecnico-tattica alla Sisport, a porte aperte. L’allenatore Mihajlovic, a lungo applaudito assieme alla squadra dopo il derby di sabato sera, ha dapprima fatto svolgere alcuni esercizi a tema e poi ha diretto una partita a ranghi misti con tempo e campo ridotti. A causa di un fortuito scontro di gioco, testa a testa con un compagno, Carlao ha abbandonato anzitempo la seduta, a scopo precauzionale; De Silvestri ha svolto un programma personalizzato, sul campo, mentre Baselli e Moretti hanno eseguito un lavoro specifico in piscina. Domani in calendario doppio allenamento, a porte chiuse.

Fonte: Torinofc.it

dal sito ufficiale del Torino

Di Marzio: “Parole Cavani? I giocatori vogliono provare nuove emozioni ma non sanno cosa lasciano”

Di Marzio: “Parole Cavani? I giocatori vogliono provare nuove emozioni ma non sanno cosa lasciano”

Ai microfoni di Radio Marte, è intervenuto Gianluca Di Marzio, giornalista Sky, il quale ha dichiarato: “Cavani? Ha appena rinnovato. Fa piacere che tanti giocatori, che quando erano a Napoli aspettavano la grande chiamata o aveva dei pruriti, come anche il pocho che voleva tornare. Evidentemente quando vanno via vogliono provare nuove emozioni ma non sanno cosa lasciano, tornano in mente momenti ed emozioni che solo Napoli sa regalare ai proprio giocatori”. 

SSC Napoli, report da Castelvolturno: allenamento tecnico tattico e partitina a campo ridotto

SSC Napoli, report da Castelvolturno: allenamento tecnico tattico e partitina a campo ridotto

Gli azzurri preparano il match contro il Torino per la 36esima giornata di Serie A, in programma domenica allo Stadio Olimpico. La squadra ha svolto attivazione in avvio e di seguito lavoro tecnico. Seconda fase dedicata all’allenamento tecnico tattico e chiusura con partitina a campo ridotto. Domani doppia seduta.

Fonte: SSC NAPOLI

Pià: “Lascio il calcio giocato per un problema al ginocchio. Momenti più belli? L’esordio, il gol in A e col Napoli…”

Pià: “Lascio il calcio giocato per un problema al ginocchio. Momenti più belli? L’esordio, il gol in A e col Napoli…”

Inaciò Pià, ex attaccante azzurro, lascia il calcio giocato all’età di 35 anni. Ai microfoni di Tuttomercatoweb, il ragazzo dichiara: “E’ una decisione che ho preso da tempo, ho peraltro iniziato già da qualche mese il mio percorso di agente, anche se per il momento cerco solo di capire il mestiere. Fare il calciatore e assisterlo sono cose diverse, per il momento cerco di vedere tante partite e imparare il più possibile. Da settembre aiuterò il Nuova Usmate, assumendo l’incarico di direttore tecnico, è un academy di Gaetano Fedele. La decisione è esclusivamente dovuta a una questione fisica, il ginocchio non riusciva a farmi allenare al 100% e stava diventando un peso andare in campo. Tanti momenti, mi viene in mente l’esordio e il gol in Serie A, i campionati vinti a Napoli, vincere lo Scudetto in Argentina. Con chi ho stretto di più? Montervino e Paolo Cannavaro, senza dubbio: alla lunga sono questi i giocatori che ho vissuto di più le emozioni dello spogliatoio, la gioia delle vittorie e il peso delle sconfitte. Aggiungo anche Memushaj, siamo diventati subito amici”.

UFFICIALE- Torino-Napoli: squalificato Mihajolivc, non ci sarà contro gli azzurri

UFFICIALE- Torino-Napoli: squalificato Mihajolivc, non ci sarà contro gli azzurri

Non ci sarà Mihajlovic domenica prossima contro il Napoli: il tecnico del Torino è stato squalificato per due giornate, dopo le proteste in Juventus-Torino. Il giudice sportivo spiega: “Due giornate di squalifica e ammenda di 10.000€ per il tecnico del Torino Sinisa Mihajlovic per avere, al 12° del secondo tempo, contestato una decisione arbitrale affrontando in maniera minacciosa il Quarto Ufficiale venendo a contatto con il medesimo e rivolgendogli epiteti insultanti e gravemente ingiuriosi; e per essere, successivamente, entrato sul terreno di giuoco, rivolgendo all’Arbitro espressioni insultanti ed ingiuriose”. 

Il pensiero di Renzi su Obama, Macron e le nuove generazioni

0

Sono stato felice di incontrare ieri a Milano Barack Obama. Sapete tutti quello che penso di lui: lo considero un grande leader e un punto di riferimento per molti di noi. Non credo ci sia stato meeting internazionale dalla Nato al G20, dal G7 ai vertici bilaterali in cui non mi abbia dato consigli, suggestioni, spunti. Fino ovviamente alla visita di stato ufficiale, l’ultima della sua amministrazione, che ha voluto dedicare all’Italia con un gesto di amicizia davvero impressionante.

Ma quello che mi ha colpito è il progetto che Obama ha per i prossimi anni. Non solo la Biblioteca Presidenziale, o il libro, o le conferenze: tutte attività “tradizionali” per un Presidente emerito, ma soprattutto un lavoro strutturato e capillare di formazione di giovani leader in tutto il mondo. Perché questo è il punto chiave per il futuro: nel mondo della post-verità e delle fake news educare all’approfondimento, alla leadership, allo studio una generazione di persone che sono già interconnesse e che insieme possono cambiare la società globale. La nuova generazione, insomma, è quella che può sconfiggere il populismo con il proprio impegno. I ragazzi come i depositari della sfida più intrigante del nostro tempo: persone su cui scommettere, facendo leva sull’ottimismo e sulla tenacia. Yes, we can.
Ieri il Presidente Obama mi ha illustrato i dettagli di questa grande sfida. Sarà affascinante collaborare anche dall’Europa a questo progetto che avrà sede in Chicago. E sarà affascinante farlo con i giovani italiani che vogliamo coinvolgere nella cosa pubblica perché questo è e sarà una delle chiavi del mio mandato come leader dei democratici italiani.
Chiacchierando in albergo e in macchina prima della cena ho visto Obama in ottima forma, meravigliato dalla bellezza di Milano (era la prima volta per lui mentre Agnese aveva accolto Michelle e le figlie all’Expo due anni fa) e pronto a ripartire alla grande. Insieme abbiamo telefonato al neo Presidente francese Emmanuel Macron, che ha vinto domenica le Presidenziali ed è chiamato oggi a una sfida difficile ma cruciale: cambiare l’Europa iniziando dal cambiare la Francia. Il cambiamento dell’Europa – perché l’Europa così com’è non va bene e chi vuol bene all’ideale europeo lo sa – è uno dei grandi temi dei prossimi mesi, come ci siamo detti a Bruxelles chiudendo la campagna per le primarie. Facciamo il tifo come tutti per il Presidente Macron e per il suo tentativo coraggioso. In cammino, en marche!

ESCLUSIVA – Colombi: La vittoria di Nocera, le lacrime del Flaminio, il rapporto con Braglia..alla Juve Stabia momenti indimenticabili!

Pubblichiamo l’intervista esclusiva realizzata a Simone Colombi, portiere della Juve Stabia di Braglia tra Lega Pro e Serie B. L’estremo difensore ora in forza al Carpi ha ripercorso tutta la sua avvenura alle Vespe

Ciao Simone, prima di concentrarci sulle Vespe, come valuti la stagione del tuo Carpi? Fino a dicembre la nostra stagione è stata davvero buona, siamo stati a ridosso delle prime posizioni ed in linea con l’obiettivo stagionale. Nei mesi scorsi invece c’è stata una piccola flessione che ci ha portato a trovarci a metà classifica, con il rischio di guardarci più indietro che avanti. Adesso siamo in ripresa e puntiamo alla promozione tramite i play off.

Segui ancora la Juve Stabia? Certo, seguo sempre la Juve Stabia; l’esperienza che ho avuto a Castellammare è stata importate per me e per tutta la squadra. Ho tutt’ora un ricordo bellissimo di tutte le persone che ho incontrato in quell’anno e mezzo, dal Presidente, allo staff, ai miei ex compagni quindi ancora oggi cerco ogni settimana di guardare, se non la gara della squadra, almeno il risultato delle Vespe.

C’è una istantanea, un ricordo in particolare che racchiude il tuo anno e mezzo a Castellammare? Inevitabilmente la mente va alla gara del Flaminio: ricordo con lucidità assoluta il fischio finale dell’arbitro, con la nostra gioia che esplose sotto il settore stracolmo di tifosi stabiesi; anzi io già al secondo gol, quello di Corona, mi inginocchiai a terra e scoppiai in lacrime per la gioia. Fu un risultato eccezionale per tutti, per la piazza che cercava quella gioia da 60 anni e per ogni calciatore, dal più esperto al più giovane, che ambiva a centrare la promozione in una piazza bella, difficile, entusiasmante come Castellammare. Quel risultato fu figlio di un gruppo eccezionale e di una città in grado come poche di farti sentire un calciatore importante.

Arrivasti a gennaio 2011, scalzando subito Fumagalli che stava facendo comunque bene; che ricordo hai del tuo arrivo alla Juve Stabia? Per me la fiducia immediata della società e di Braglia fu fondamentale. Arrivavo dall’Alessandria, dove avevo trovato poco spazio; avevo quindi bisogno di una piazza che avesse voglia di puntare su di me e, fortunatamente, arrivò la Juve Stabia. Trovai una squadra forte, che già stava disputando un campionato importante e che mi permise di fare un’esperienza incredibile, soprattutto alla luce dei miei 19 anni. Fu importante poi l’aiuto di Fumagalli, un grande portiere che seguo ancora oggi.

L’estate successiva ricordo ci fu quasi un braccio di ferro tra l’allora D.S. Di Somma e l’Atalanta per riportarti in gialloblù; come vivesti quel periodo? Fu un estate movimentata in effetti. Volevo fortemente tornare alla Juve Stabia, anche perché a Bergamo avrei passato la stagione in panchina o addirittura in tribuna. Anche la Juve Stabia voleva riportarmi in gialloblù, quindi io ed il Direttore Di Somma spingemmo tantissimo per convincere l’Atalanta a rimandarmi a Castellammare. Sentivo che il ciclo vincente della Juve Stabia era appena iniziato e volevo viverlo da protagonista; fortunatamente tutte le componenti si accordarono per farmi vestire di nuovo la maglia delle Vespe.

Alla Juve Stabia hai fatto vedere cose eccezionali..c’è una parata che ti porti dentro più di altre per bellezza o importanza? Come parata vera e propria, ricordo come un intervento importante quello nella finale di andata dei play off contro l’Atletico Roma; giocavamo al Menti e lo 0 – 0 ci costringeva all’impresa al Flaminio; se avessimo perso, il ritorno sarebbe stato durissimo. Come partita, invece, porto ancora dentro il derby di Lega Pro con la Nocerina: loro erano ad un punto della promozione diretta, infatti passammo col bus in una città tappezzata di striscioni con la scritta “Serie B”, e puntavano a festeggiare contro di noi. Con una prestazione eccezionale riuscimmo non solo a conquistare tre punti importanti, ma anche a rovinargli la festa, quindi è una partita che ricordo ancora con tanto piacere.

Artefice di quei successi fu Piero Braglia. Come era il rapporto con lui? Col Mister ho avuto sempre un rapporto molto buono. Nei primi sei mesi, in Lega Pro, il nostro rapporto fu davvero ottimo; in Serie B invece ci fu qualche piccola incomprensione tra noi a causa delle mie convocazioni in Under 21. Al Mister non andava giù che andassi via per restare in panchina in Nazionale, ma per me era motivo d’orgoglio la convocazione, quindi non avrei mai potuto rifiutare. Alla fine trovammo un compromesso nel senso che mi teneva fuori per le due partite successive alla convocazione in Nazionale, nonostante fossi disponibile, insomma..me la faceva scontare bene! (ride n.d.r.). Questi episodi comunque non hanno intaccato il nostro rapporto; anzi, ripeto che la fiducia di Braglia è stata fondamentale per la mia carriera.

Nella stagione 2012/13 incontrasti la Juve Stabia vestendo la maglia del Modena e forse una tua esultanza al gol della tua squadra fece arrabbiare i tifosi stabiesi e non mancò qualche polemica. Che cosa accadde in quella circostanza? Era la gara di Modena, decisa da Ardemagni con un gol all’ultimo istante. In effetti io, dalla porta, esultai in modo forse eccessivo, visto che avevamo di fronte la Juve Stabia, i cui tifosi, giustamente, si arrabbiarono un po’. C’è da dire che quello per noi era un periodo difficile, fino a poche settimane prima eravamo quarti in classifica ed in breve avevamo perso molte posizioni, tanto che il Mister era finito in discussione. L’esultanza “vistosa”, non solo mia ma di tutto il Modena, fu dettata soltanto dal gol che appariva come una liberazione da un momento difficile. Nelle settimane successive spiegai i motivi di quell’esultanza tramite la stampa locale, proprio perché volevo fosse chiaro che non era stato un comportamento “contro” la Juve Stabia, ma solo di gioia per il periodo complesso che stavamo superando.

Al Carpi hai ritrovato Mbakogu, come te uno dei ragazzi terribili di quella Juve Stabia. Con chi dei tuoi ex compagni è rimasto un rapporto costante di amicizia? Certo, come detto prima, il gruppo unito fu un fattore decisivo per i risultati che raggiungemmo. Io, arrivando a gennaio, temevo di trovare un gruppo “chiuso”, invece ho avuto modo di conoscere ragazzi stupendi. Sento in modo praticamente quotidiano Guido Davì; ho avuto modo pochi mesi fa di incontrare causalmente Fabbro, mentre ho giocato di recente contro Scognamiglio. La cosa che fa piacere è che con tutti loro poi si finisce per ricordare insieme i bei momenti vissuti insieme, rivivendoli in un certo senso. Anche con chi sento meno, quando capita di vedersi, il rapporto è rimasto ottimo.

Dopo il tuo addio alla Juve Stabia sei mai stato vicino ad un ritorno? E se in futuro le Vespe dovessero cercarti, potresti essere interessato solo in caso di Serie B o anche in Lega Pro? Ad oggi non sono stato vicino ad un ritorno a Castellammare. Sono legatissimo a tutto l’ambiente, quindi se in futuro la Juve Stabia dovesse cercarmi ne sarei felicissimo; nel calcio devono valutarsi cento cose prima di firmare un contratto, ma posso già dirti che se fosse la Juve Stabia a cercarmi, impiegherei un attimo a dire sì. E’ una piazza che porto nel cuore e se le nostre strade dovessero incrociarsi di nuovo, per me sarebbe solo un piacere.

Hai vissuto tre stagioni in Serie A con Cagliari, Palermo e Carpi appunto. C’è un avversario, in qualsiasi ruolo, che ti ha colpito particolarmente per qualità o temperamento? La Serie A è inevitabilmente diversa dalla Serie B e dalla Lega Pro. La cosa che salta immediatamente all’occhio è la differenza tra le squadre di vertice e quelle di metà o bassa classifica: mentre le altre categorie sono più equilibrate, la Serie A vede una netta supremazia delle squadre più attrezzate. Per quanto riguarda i calciatori che mi hanno entusiasmato ti faccio due nomi che ho incrociato a Palermo: Vazquez e Gilardino. Vazquez è tecnicamente meraviglioso, anche in allenamento lo osservavamo a bocca aperta, anzi mi spiace molto che abbia lasciato il campionato italiano. Di Gilardino invece mi ha colpito l’umiltà; è un ragazzo che pur avendo vinto tutto, si mette a disposizione dei compagni ed è sempre pronto ad aiutarli. Poi, ovviamente, anche Sorrentino, da cui ho imparato tantissimo sempre a Palermo.

Un tuo saluto ai tifosi stabiesi. Saluto davvero con piacere tutta la piazza e tutti i tifosi della Juve Stabia, che meritano soddisfazioni ben maggiori della Lega Pro. Siete una tifoseria capace come poche di far fare il salto di qualità alla vostra squadra; continuate sempre ad incitare e spingere i ragazzi perché con il vostro sostegno diventa tutto più semplice. A presto!

Raffaele Izzo

© foto www.imagephotoagency.it

Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo totale e/o parziale del presente contenuto senza citazione della fonte

Pescara: la Polizia arresta una donna di origini marchigiane per rapina

0

Gli agenti dellaPolizia di Pescara, hanno arrestato, nella mattinata di ieri, M. J, nata a San Benedetto del Tronto (AP), classe’81, pregiudicata,  per rapina, nonché denunciata per il reato di ricettazione. Gli agenti sono stati inviati in via Nazionale Adriatica Nord, dopo una segnalazione arrivata al 113. Sul posto gli operanti notavano la presenza di un cittadino di nazionalità asiatica che a fatica tratteneva una donna che versava in un evidente stato di agitazione, e che cercava di divincolarsi scalciando all’indirizzo dell’uomo.

Quest’ultimo, socio dell’esercizio commerciale denominato “JOLIE”, riferiva di essere stato allertato da una sua dipendente, la quale si era accorta della presenza di una donna che aveva in mano delle banconote e si trovava nei pressi del registratore di cassa, dal quale veniva subito verificato l’ammanco di 100,00 euro. Prontamente la dipendente cercava di fermare la donna, ma questa si divincolava graffiandola alla mano; a questo punto interveniva il richiedente che cercava di trattenerla sino all’arrivo degli operatori della Volante. Gli Agenti effettuavano una perquisizione personale nella quale si rinveniva all’interno di un capo di biancheria intima, una banconota da 50,00 euro; anche la borsa dell’arrestata veniva perquisita, e all’interno gli Agenti trovavano due ricettari del servizio Sanitario Nazionale-Regione Abruzzo e due timbri della locale USL, risultati oggetto di furto all’interno dell’ospedale e, precedentemente, denunciati come rubati presso il posto fisso di Polizia in data 8.05.2017. L’arrestata, dopo le formalità di rito, veniva accompagnata presso la  Casa Circondariale di Chieti in attesa dell’odierna udienza di convalida.

 

PIMONTE In esercizio la rete fognaria. Comune e Gori per la salvaguardia dell’Ambiente (VIDEO)

0

Stamattina presso la sede del Municipio di Pimonte, alla presenza del sindaco Michele Palummo, del presidente di GORI, Michele Di Natale, e del direttore generale, Francesco Rodriquez, si è tenuta la presentazione delle attività messe in campo da Comune ed Azienda per il completamento della rete fognaria cittadina, entrata ufficialmente in esercizio e collettata al depuratore di Foce Sarno a Castellammare di Stabia.

Con l’occasione sono stati riepilogati anche gli interventi realizzati negli ultimi 2 anni grazie alla collaborazione tra GORI e amministrazione comunale, inerenti la rete idrica, che hanno interessato via Chiesa Tralia, via Vicinale Punta Cucchiaio e via Micciano.

L’amministrazione comunale e GORI hanno avviato, inoltre, i lavori per l’estensione della rete fognaria in via Muriscolo, via Pantano, via Pizzo, via Punto Cucchiaio, via Riatiello e via Santa Lucia. I residenti in tali zone possono già eseguire la formale richiesta di allaccio alla rete, obbligatoria per tutti coloro che distano meno di 200 metri dalla stessa, così come previsto dalla normativa vigente.

Al fine di fornire un supporto a tutti i cittadini che non hanno ancora provveduto all’allacciamento alla rete fognaria, presso la sede del Municipio è stato istituito un punto informativo dedicato, che sarà aperto il martedì dalle 10:00 alle 12:00 ed il giovedì dalle 15:30 alle 17:30. L’istanza potrà essere presentata anche tramite lo sportello GORI di Castellammare di Stabia, l’area clienti myGORI del sito www.goriacqua.com ed il numero verde 800900161.

“Raggiungiamo un traguardo storico per la nostra città – spiega il sindaco, Michele Palummo – completando in questo modo tutta la rete fognaria del territorio e collegando al collettore fognario di Foce Sarno, che si trova a Castellammare, le utenze cittadine. Grazie alla collaborazione con la GORI, oltre a completare questa fase di infrastrutturazione, segniamo un momento importante di crescita civile e sociale della nostra comunità”.

“Pimonte ha la possibilità di essere allacciata, anche tramite la rete di Castellammare di Stabia, all’impianto di depurazione di Foce Sarno, che è già in funzione e depura a norma gli scarichi –  dichiara il Direttore Generale di GORI, Francesco Rodriquez – Ma oggi raggiungiamo qui un altro importante traguardo: l’estensione del servizio fognario anche alle frazioni più periferiche. Servire la maggior parte di popolazione è per noi un obiettivo fondamentale da perseguire, e a tal fine stiamo mettendo in campo attività strutturate per la salvaguardia l’ambiente”.

“E’ bello pensare che GORI ossa conseguire in tutti i comuni gestiti, ben 76, gli stessi risultati che si stanno ottenendo a Pimonte. Bisogna anche sapere, però, che per arrivare a tali obiettivi c’è un lavoro veramente intenso e costante. Il completamento del piano che, a regime, consentirà a un milione e mezzo di abitanti di poter essere soddisfatti dei nostri servizi idrici integrati è in assoluto la nostra priorità, e ce la stiamo mettendo tutta affinché ciò avvenga in tempi brevi. Avremo così un mare pulito, fogne che funzionano e un sistema acquedottistico all’avanguardia – conclude il presidente di GORI, Michele Di Natale – Parliamo di un lavoro che non si fa con la bacchetta magica: ci vogliono progetti, tempo e programmi necessari. Ma, soprattutto, è fondamentale l’interazione con i veri attori del processo, che sono i singoli comuni. Pimonte è un esempio di come la collaborazione con le istituzioni ci abbia permesso di costruire agevolmente questo percorso virtuoso”.

Giovedì 11 maggio chiuso un tratto della Statale Sorrentina. L’Anas comunica il piano viabilità alternativo

0

L’Anas ha comunicato poco fa che un tratto della strada statale 145 Sorrentina resterà chiusa Giovedì 11 maggio dalle ore 21:00 alle ore 05:00 di Venerdì, per effetture la manutenzione degli impianti tecnologici della galleria “Varano”.

Il divieto al transito dei veicoli è quindi previsto nelle ore notturne.

Nel dettaglio così si legge: “Tra le ore 21.00 di giovedì 11 maggio e le ore 5.00 di venerdì 12 maggio 2017 sarà chiuso al traffico il tratto compreso tra il km 2,200 ed il km 7,200, tra i territori comunali di Castellammare di Stabia e Gragnano, in provincia di Napoli.”

Il traffico proveniente da Napoli e diretto a Sorrento “uscirà al km 2,200 della strada statale 145” Sorrentina” (svincolo di Castellammare) e percorrendo la viabilità locale e la ex 145 “Sorrentina” all’interno del territorio comunale di Castellammare di Stabia rientrerà sulla statale al km 7,200 (svincolo di Gragnano)”.

Il traffico proveniente da Sorrento e diretto a Napoli “uscirà al km 7,200 (svincolo di Gragnano) e percorrendo la viabilità locale e la ex 145 “Sorrentina” rientrerà sulla statale al km 2,200 (svincolo di Castellammare di Stabia)”.

Rafael, l’agente: “Non ha avuto molte possibilità, ha bisogno di giocare”

Intervistato in esclusiva da Calciomercato.it, Paulo Affonso, agente di Rafael Cabral, ha fatto un punto sulla situazione del suo assistito:

Credo che non sia etico fare i nomi dei club interessati, ma Rafael ha bisogno di giocare, nel Napoli o altrove, per continuare a progredire nella sua carriera. Non ha avuto molte possibilità e questo è un male per un giocatore di alto livello. Lo scenario non è cambiato negli ultimi mesi. Rafael è un giocatore totalmente europeo, è molto adatto a questo tipo di calcio. E’ pronto per affrontare nuove sfide, lo abbiamo visto anche in campionato contro la Juve. Nonostante tutto ha collezionato 45 presenze da titolare con la maglia azzurra, tra cui la finale di Supercoppa da assoluto protagonista, parando due rigori e regalando il trionfo al club.

Ha solo un anno di contratto. L’obiettivo professionale di Rafael è rimanere in Europa e una squadra competitiva per tornare a vincere titoli, come sempre fatto anche con il Santos e con il Brasile. Ritorno in patria? Non è la nostra prima scelta. Ha 26 anni ed ha ancora molto tempo per giocare e vincere in Europa”.

 

Da calciomercato.it

Kiss Kiss – Il Napoli segue Oyarzabal, la Real Sociedad fissa il prezzo: 20 milioni

Il giornalista Diego De Luca è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli rilasciando alcune dichiarazioni:

“Confermiamo l’ interesse del Napoli per Mikel Oyarzabal ma la Real Sociedad spara alto. Circa 20 milioni, questo il prezzo del suo cartellino. Un esterno d’attacco giovane che però costa tantissimo”.

Mario Rui, l’agente: “Napoli? Destinazione gradita. Se Spalletti resterà alla Roma faremo le nostre valutazioni”

A Radio Kiss Kiss Napoli, nel corso di Radio Gol, è intervenuto Mario Giuffredi, agente tra gli altri di Mario Rui. Ecco quanto evidenziato:

Se dovesse restare Spalletti alla Roma, faremo le nostre valutazioni. Con un nuovo allenatore ci sarà magari un confronto e poi decideremo. Credo che Mario accetterebbe molto volentieri di andare a Napoli. Sarebbe una scelta graditissima in quanto c’è Sarri che lo conosce alla perfezione. Non ho ancora parlato con la società, ma non c’è bisogno di parlare.
Conti? Sulla fascia destra c’è già Hysaj, non sarebbe una scelta intelligente perché Andrea troverebbe poco spazio”.

Schick, l’intermediario: “Il ragazzo piaceva molto a Giuntoli, è stato vicino al Napoli ma…”

Dario Canovi, intermediario di mercato, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Punto Zero:

“Schick è stato vicinissimo alla Roma ma anche al Napoli. Il ragazzo piaceva molto a Giuntoli, ne parlai personalmente con lui. Purtroppo qualcuno della società non ci ha creduto ma è anche vero che stavano valutando già Milik. Non sono io, oggi, a decidere il suo futuro, ma sono convinto che in 2-3 Schick diventerà uno dei primi cinque attaccanti al mondo, ha tutto: fisico, intelligenza calcistica e umana al di sopra della media, tecnicamente è anche più forte dell’Ibrahimovic della sua età, per qualità ricorda Van Basten”.

Marano, Salvatore Gala ucciso nella sua gioielleria

0

Marano – È stato ritrovato stamattina nel suo negozio il corpo senza vita di Salvatore Gala, il gioielliere 43enne di via Merolla, nel giuglianese. Versava in un mare di sangue con un colpo d’arma da fuoco alla testa. Il primo a fare l’amara scoperta è stato un collega commerciante, Giuseppe Iavarone.

Nella notte Gala non era rientrato a casa, per cui la madre preoccupata ha allertato le forze dell’ordine.

Quando sono giunti sul luogo, i carabinieri della compagnia di Marano e quelli della compagnia di Giugliano in Campania hanno trovato la porta d’ingresso ancora chiusa e la saracinesca alzata, il cadavere dell’uomo dietro al bancone con un foro alla testa, e la cassaforte della gioielleria spalancata e vuota. Una scena raccapricciante. Si pensa che l’omicidio sia avvenuto ieri ad orario di chiusura.

Inizialmente era stata presa in considerazione anche la pista del suicidio, ma gli elementi che sono emersi rendono inverosimile tale ipotesi. Si aspetta di sapere di più dalla telecamera posizionata fuori al negozio.

Si pensa che possa trattarsi di una rapina simulata per regolare dei conti, ma per il momento restano tesi senza riscontro. Tra gli interrogati dagli investigatori figura anche il nome dell’ex moglie della vittima.

La vittima – Salvatore Gala, conosciuto da tutti come Maurizio, lavorava nella gioielleria di famiglia nella centralissima via Merolla di Marano di Napoli. Viveva con sua madre a Qualiano dopo il divorzio dalla moglie, dalla cui unione è nata una bambina che oggi ha 7 anni.

Roma, ag. Mario Rui: “Via se Spalletti resta”. Intanto Montella in orbita giallorossa

NOTIZIE AS ROMA – “Se rimane Spalletti andremo via. Napoli? Probabile. Dovesse rimanere Spalletti faremo delle valutazioni, decideremo noi di andare via. Con un nuovo allenatore ci sarà magari un confronto. Credo che Mario sia uno da prime tre squadre in Italia, accetterebbe molto volentieri di andare a Napoli e poi c’è Sarri che lo conosce alla perfezione. Sarebbe un vantaggio per entrambi. Non ho ancora parlato con il Napoli, ma non c’è bisogno di parlare”. Ha parlato così poco fa Giuffrida, agente del terzino sinistro a Radio Kiss Kiss. Il giocatore, arrivato dall’Empoli nel corso del mercato estivo per sostituire Digne, si è rotto il crociato nel corso del ritiro pinzolese ed una volta rientrato a disposizione del tecnico ha dovuto accomodarsi in panchina: dopo un avvio difficile, c’è stata una vera e propria esplosione di Emerson Palmieri.
Così, Mario Rui ha totalizzato la miseria di 667 minuti giocati, di cui 273 in campionato, 166 in Europa League e 168 in Coppa Italia. Addirittura ha avuto la maglia da titolare in campionato soltanto in 3 occasioni, decisamente troppo poco per chi lascia la squadra “di provincia” per fare il salto di qualità. Il portoghese è scontento e oggi ci ha pensato Giuffrida a farlo sapere a Trigoria.

Intanto, si surriscalda il clima intorno a Spalletti dopo il mancato ingresso di Totti contro il Milan nella sua ultima a San Siro: un po’ tutti gli addetti ai lavori hanno detto la propria sulla vicenda e sull’addio del tecnico toscano non sembrano esserci più dubbi dopo le parole di esasperazione pronunciate ai microfoni di Sky. Come scrive La Repubblica oggi in edicola, il suo erede potrebbe essere Vincenzo Montella, che era già stato allenatore dei giallorossi nell’ultimo anno della gestione Sensi. A lasciarlo intendere sarebbe stato lo stesso Spalletti domenica sera nel post partita avvicendandosi con Montella a Sky: “adesso ci pensa lui“, ha detto scherzosamente Spalletti. Un’investitura? Chissà. Mancano meno di 20 giorni alla fine della stagione ed una volta calato il sipario sia Totti che l’allenatore saranno chiamati a fare chiarezza.

Claudia Demenica

M5S e Pd puntano ai voti al Senato del terzo incomodo: Silvio Berlusconi

0

Con la nuova Legge elettorale M5S e Pd puntano a conquistare i favori e i voti al Senato del terzo incomodo: Silvio Berlusconi.

La prova della verità per Renzi

Matteo Renzi ha combattuto e vinto la sua campagna congressuale cavalcando uno slogan («Passare dall’io al noi») che è per metà una promessa e per metà un abbozzo di autocritica rispetto a uno stile di direzione – del Partito democratico e del governo – assai spesso contestato.

È dunque a questa nuova linea, per dir così, che il segretario reinsediato dovrebbe improntate il suo secondo mandato, a cominciare dalla questione più controversa: il rapporto col governo di Paolo Gentiloni, l’uomo che proprio Renzi ha voluto prima alla Farnesina e poi a Palazzo Chigi.

Non è certo l’unico problema che il nuovo-vecchio segretario Pd si ritrova di fronte in questa non semplice ripartenza: ma è fuor di dubbio che la cartina di tornasole dei suoi nuovi intendimenti sarà proprio la qualità della collaborazione con l’esecutivo. Per intenderci: una nuova spallata, un ipotetico e ripetuto «Paolo stai sereno», getterebbe alle ortiche i mesi spesi dall’ex premier per ricostruire un profilo nuovo e, se possibile, più rassicurante. Come gestirà, dunque, questo rapporto? E che segnali ha finora inviato?

I pronunciamenti sono netti: il Pd non attenterà al lavoro dell’esecutivo, ha ripetuto Renzi più volte. Fino a prova contraria, non c’è motivo di dubitare della veridicità di queste affermazioni. Ma sarebbe un errore non annotare come alcuni segnali sembrino andare in altra direzione: sia rispetto ai rapporti con l’esecutivo, sia rispetto all’auspicato passaggio dall’«io» al «noi».

Al di là della circolare con la quale vengono ribaditi i poteri di supervisione della sottosegretaria Boschi su tutti gli atti di governo (che ha suscitato ironie e fastidi diffusi), alcuni altri interventi del leader Pd sono sembrati – soprattutto per i modi – un ritorno ai vecchi tempi e la prova di quanto Renzi fatichi a interpretare il ruolo di «leader collegiale». Hanno colpito, in particolare, gli smarcamenti (con annesse e implicite sconfessioni) su diversi atti di governo: l’intervento dopo il depotenziamento dei poteri di controllo di Raffaele Cantone, l’arrabbiatura sul telemarketing e soprattutto il brusco affondamento della nuova legge sulla legittima difesa.

Ora, che il segretario del partito di maggioranza abbia titolo a intervenire sui provvedimenti di un governo a guida Pd, è fuori discussione. Possono invece esser discussi i modi e i tempi di tali interventi. E non c’è dubbio che, tanto uscite che paiono tese a scaricare su altri (in questo caso compagni di partito) la responsabilità di errori più o meno gravi, quanto il ritorno ad antichissime «cabine di regia sull’operato del governo» paiono contraddittorie con la «nuova collegialità» annunciata.

È sperabile, naturalmente, che questo avvio di fibrillazione non condizioni il lavoro dell’esecutivo, impegnato in aggiustamenti finanziari che rendano meno dura la manovra d’autunno. Del resto, non è che al segretario del Pd manchino terreni sui quali lavorare. Ne indichiamo qui solo due: le elezioni amministrative di giugno (capaci di segnare da subito il secondo mandato di Renzi) e la legge elettorale da varare.

Ieri il Movimento Cinque Stelle si è detto pronto a lavorare con i democratici per una legge maggioritaria che assegni il premio non alla coalizione (come nel Porcellum) ma alla lista che ottiene il maggior numero di voti (che era la scelta dell’Italicum, ballottaggio escluso). I partiti minori – a destra e a sinistra – hanno subito storto il naso. Comprensibile: ma ora il Pd ha la possibilità – se i grillini fanno sul serio – di lavorare ad una legge che difenda il sistema maggioritario e assicuri governabilità. Che poi ci lavori assieme al Movimento di Grillo, in fondo ci sta: non foss’altro che perché la Grande Sfida delle elezioni che verranno vedrà di fronte proprio loro, Renzi e i Cinque Stelle. Un duello forse non esaltante alla maniera francese, ma certo più appassionante della somma di uomini e sigle cui costringerebbe un ritorno al proporzionale. Dunque, un buon obiettivo per il quale impegnarsi e lavorare…

vivicentro.it/politica
vivicentro/M5S e Pd puntano ai voti al Senato del terzo incomodo: Silvio Berlusconi
lastampa/La prova della verità per Renzi FEDERICO GEREMICCA