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Van perde il controllo: paura sulla Strada Statale 145

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Si è verificato circa un’ora fa un incidente sulla Strada Statale 145 in direzione Sorrento. Protagonista il van del fioraio “Elefante” di Castellammare. Il furgone era impegnato ad andare verso la costiera sorrentina per recuperare attrezzature, decorazioni e fiori utilizzati dal mattino durante un matrimonio.
Sembra che il conducente abbia perso il controllo del veicolo, andando a sbattere prima su un muretto, per poi terminare la propria corsa quasi in obliquo, con la parte anteriore seriamente danneggiata.
Nessuna lesione per il conducente, ma tanta paura e traffico in tilt. Sono poi giunti il carro attrezzi, per rimuovere il furgone, e le Autorità per effettuare i rilievi del caso.

 

Morire per una dose di Mdma: perché i ragazzi mettono a repentaglio la propria vita? Perché gli amici non intervengono?

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Ennesima adolescente vittima delle droghe low cost: ieri notte a Genova ha perso la vita una ragazza dopo aver assunto una dose di Mdma mentre trascorreva il venerdì sera insieme ad un gruppetto di amici. Una volta usciti da casa per continuare la serata, ha avuto un arresto cardiaco che non le ha lasciato scampo.

Una ragazza di 15 anni è morta all’ospedale Galliera di Genova dopo aver assunto una dose di metanfetamina

La giovane, A. D., italiana e residente a Chiavari, in provincia di Genova, aveva passato la serata di venerdì con alcuni amici, due maggiorenni tra cui il fidanzato e un’altra minorenne in un appartamento del quartiere di San Martino. I due maggiorenni sono stati arrestati con l’accusa di aver ceduto la dose di Mdma, nota come ‘droga dello sballo’, alla 15enne e sono ora a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Dopo aver assunto la sostanza, i quattro erano usciti di casa per raggiungere il centro di Genova ma all’altezza di via San Vincenzo la 15enne ha avuto un malore. Sul posto i soccorsi, allertati dagli amici: 118 e polizia. La ragazza è stata portata all’ospedale dov’è arrivata già in coma ed è morta per un arresto cardiaco attorno alle 3 di notte, 40 minuti dopo il ricovero, nonostante i tentativi di rianimarla.

“Verosimilmente si è trattato di Mdma, le analisi chimiche arriveranno nelle prossime ore. Si tratta di sostanze pericolosissime che agiscono come delle bombe sul corpo umano”, ha detto all’Adnkronos Marco Calì, il capo della squadra mobile di Genova, che coordina le indagini sulla morte della 15enne.

La tragedia nel capoluogo ligure, dove la giovanissima stava passando la serata insieme ad alcuni amici. Due di loro, il fidanzato di lei ed un amico, entrambi 18enni, sono stati arrestati per aver ceduto lo stupefacente. “Quello delle droghe sintetiche è sempre stato un problema aggravato dal fatto che spesso vengono usate mescolate ad altre sostanze –  continua Calì – sono pericolosissime e vanno ad intaccare direttamente i centri nervosi. Questa tragedia dovrebbe essere da monito”.

L’attività investigativa condotta dagli uomini della Squadra mobile ha consentito di accertare che, durante la serata, il gruppo aveva assunto la sostanza del tipo Mdma e di individuare il fornitore dello stupefacente, un italiano minorenne presso la cui abitazione, in provincia di Genova, sono stati trovati un bilancino di precisione e denaro contante in un quantitativo sospetto. Il minorenne è stato denunciato in stato di libertà. Del caso è stata informata la Procura della Repubblica e la procura dei minori.

Perché i ragazzi mettono a repentaglio la propria vita?

Adolescenti che abusano di alcol e droghe, non è una novità. Non è il problema del  momento ma una consuetudine di una fase caratterizzata dall’andare oltre i limiti e dall’infrangere le regole. Gli adolescenti non smettono mai di trovare nuove mode, tendenze e condizioni che possano ricreare quello “sballo”, quella sensazione di alienazione che li estranea da ciò che vivono quotidianamente, che non li fa pensare ai problemi quotidiani: si tratta di una ricerca di evasione da se stessi e dal loro star male. Sono ragazzi che hanno in mano uno smartphone e nell’altra dei vuoti importanti: tanta solitudine, tante paure, preoccupazioni che devono gestirsi da soli.

Cosa è cambiato allora? Perché muoiono così di frequente? Sono cambiate le sostanze che prendono, tendono a fare mix di tutto quello che trovano pur di raggiungere lo sballo prima, per sperimentare più sensazioni contemporaneamente, perdere la coscienza e omologarsi alla massa. “Lo fanno anche gli altri”, “non succederà niente”, “siamo forti e non ci ferma nessuno”.

Una profonda ignoranza degli effetti delle droghe. Non sanno che oggi in mezzo a quelle sostanze chimiche c’è di tutto, ci sono sostanze che bruciano le cellule neuronali, che creano una condizione di stress profondo che mettono a dura prova l’organismo. I giovani di oggi assumono sostanze senza sapere cosa stanno prendendo, “ho letto su internet che non fa male e che non dà dipendenza” mi disse un giorno una ragazza. Ma dove lo hai letto? Chi te lo ha detto? Come puoi rischiare la vita perché lo hai letto su internet? Questo è il problema! La totale inconsapevolezza di ciò che fanno in termini di esiti psicopatologici. Se va bene una volta poi, non significa che vada bene sempre, non si può sapere come può rispondere il corpo o se magari ci sono problemi organici che non si conoscono neanche, come è capitato in altri casi in cui hanno perso la vita altri giovani.

Infatti, secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza il 55% degli adolescenti beve alcolici, il 31% fuma le canne, il 17%  fuma erba o marijuana, il 4% fa uso di cocaina e il 3% di pastiglie e droghe sintetiche. Il 24% degli adolescenti italiani fa un mix di più bevande alcoliche nell’arco della stessa sera e beve ingenti quantità di alcol con l’intento di ubriacarsi, mentre il 28% fa anche i mix tra le sostanze energizzanti che attivano il sistema nervoso e l’alcol per mantenere più a lungo l’euforia e non sentire la fatica.

Il problema del limite
Il problema oggi è che si portano sempre più al limite, si imbottiscono di ogni forma di droga senza neanche conoscerne la provenienza e senza capire che possono lasciarci la pelle. Ed è così che si uccidono piano piano in preda al loro disagio e alla ricerca di se stessi.

Fanno mix, alcol, droghe, psicofarmaci, a volte prima si sballano, si attivano, si eccitano e poi per dormire prendono i calmanti o si fumano una canna per rilassarsi. Si tratta di veri e propri  mix che provano letteralmente l’organismo e il sistema nervoso centrale. È cambiato il senso del limite, non c’è più neanche un briciolo di responsabilità e di senso logico delle cose. Il senso della vita e della morte si è modificato e anche il senso dello stare insieme. Lo sballo non e più condivisone, è esagerazione, a chi va oltre e dimostra di essere come o più degli altri.

Gli amici? Sono adolescenti con i medesimi problemi

Perché gli amici non intervengono? Perché non si rendono conto della gravità della situazione?. È vero che la responsabilità è individuale, è vero però che si tratta di ragazzi piccoli e nel gruppo ci sono anche spesso ragazzi più grandi o più logici che potrebbero mettere un freno, ma che dire, è cambiato anche il senso dell’amicizia, il senso del rispetto e dei valori, dove si voleva veramente  all’altro.

Ci si domanda dove sia arrivata l’asticella del limite. La risposta è semplice, il limite stesso del rischio rappresenta esso stesso un confine, solo che a volte è troppo oltre e ci lasciano le penne.

Sono allo sballo, non hanno poi direzione e riferimenti, cercano la propria dimensione e identità, nonché il proprio ruolo nel gruppo. Sembra un paradosso ma con queste condotte che mettono a repentaglio la vita, con il rischio della morte, ci si sente vivi.

I  genitori dove sono in tutto questo?

I genitori sono i grandi assenti, troppo impegnati, troppo concentrati sulla scuola e su tutto ciò che ruota intorno al rendimento scolastico. In casa si discute eccessivamente e non si dialoga più, gli adulti non conoscono i figli, le mode adolescenziali, non sanno chi sono veramente e ciò che realmente fanno. Non ci si deve basare unicamente sul comportamento che hanno in casa o su ciò che dicono, si deve andare oltre e  capire quando si può chiudere un occhio e quando no.

Non parliamo di una ubriacatura o di un momento di omologazione sociale, parliamo di quelle condizioni per cui vanno oltre, in cui rischiano l’intossicazione, il coma e come in questo caso la morte

redazione vivicentro / agi / adnkronos

F1, Gp Ungheria, prima fila tutta Ferrari con Vettel e Raikkonen

Sebastian Vettel conquista la pole position nel Gp di Ungheria e riporta la Ferrari in pole position. Il pilota tedesco ha tirato fuori il meglio da una Rossa letteralmente rigenerata dopo la crisi di Silverstone e dopo le criticità riscontrate nelle prime libere all’Hungaroring e ha chiuso col tempo di 1’16”276 precedendo nelle qualifiche l’altra Ferrari, quella di Kimi Raikkonen, +0”168, alle loro spalle le Mercedes di Valtteri Bottas, +0”254, e Lewis Hamilton, +0”431. Terza fila per le Red Bull di Max Verstappen, +0”521, e Daniel Ricciardo, +0”542. Settima la Renault di Nico Hulkenberg in ritardo di 1”192, alle sue spalle la McLaren di Fernando Alonso, +1”273.

Il pluri Campione del Mondo è il protagonista assoluto dell’inversione di rotta operata dal Cavallino Rampante che sembrava essere schiacciato dalla Mercedes e che nelle ultime quattro gare non era più riuscito a brillare come nella prima parte di stagione. Oggi, invece, Seb ha dominato letteralmente le qualifiche, si è conquistato una fondamentale partenza al palo e soprattutto ha dato uno schiaffone importantissimo alle Mercedes, in particolar modo a Lewis Hamilton che scatterà soltanto in quarta piazza e che nel Q3 è andato in confusione, probabilmente schiacciato anche psicologicamente dallo strapotere della prima guida Ferari.

Il leader della classifica mondiale avrà un vantaggio fondamentale in vista della gara di domani. Sull’angusto catino magiaro, infatti, è davvero molto difficile sorpassare e partire davanti a tutti rappresenta un passo in avanti importantissimo verso la conquista del Gran Premio. Piano e adagio come ha intimato Arrivabene dopo le qualifiche ma l’entusiasmo è alle stelle all’interno del box Ferrari. Ora davvero non resta che vincere, allungare su Hamilton che dopo il GP casalingo si era portato a un solo punto di distacco e soprattutto andare in vacanza con serenità in vista della seconda parte di stagione che si preannuncia davvero molto calda e combattuta.

La reazione odierna è stata davvero molto importante. La Ferrari era data in crisi, le Frecce d’Argento sembravano averla superata a livello prestazionale, le vetture tedesche sembravano più performanti e più sviluppate ma spalle al muro e nel momento più importante gli uomini di Maranello non hanno deluso, hanno fatto gruppo, hanno ottimizzato la monoposto e si sono guadagnati una strepitosa prima fila. Vettel avrà al suo fianco Kimi Raikkonen che dovrà schermarlo dagli attacchi di Bottas e Hamilton. Le prime curve saranno decisive e c’è l’occasione per racimolare un buon gruzzolo…

“La macchina è stata incredibile per tutta la giornata, oggi abbiamo fatto un bel progresso, mi piace tantissimo questa pista -spiega soddisfatto Vettel che all’Hungaroring ha ottenuto la 48esima pole della sua carriera-. Stiamo lavorando sodo, le ultime gare non sono state grandiose ma non conta più, siamo qui e cerchiamo di fare il nostro meglio -prosegue il tedesco della Ferrari al termine delle qualifiche ricordando i risultati in Austria e Gran Bretagna-. Passo dopo passo sono molto contento del livello che abbiamo raggiunto di nuovo come team, dobbiamo ricordare a che punto eravamo 12 mesi fa e a tutto quello che siamo ora”.
Non è soddisfatto al 100% Raikkonen staccato da Vettel di 0”168. “Non è andata troppo bene, sentivo la pole alla portata. A inizio giro e il fine non sono stati male ma nella chicane sul cordolo ho perso un po’ di tempo. Un giro discreto, sufficiente per il secondo posto”. Dovrà accontentarsi della seconda fila Valtteri Bottas, il finlandese della Mercedes ha preceduto il compagno Lewis Hamilton. “Siamo stati veloci per tutto il weekend ma sapevamo che sarebbe stata dura in qualifica e che loro avevano un piccolo vantaggio e sarebbe stato difficile batterli. Dobbiamo lavorare sulla macchina e concentrarci sulla gara perché sarà lunga e tutto è possibile”.

redazione sportiva vivicentro / agi / adnkronos

TAORMINA, dopo cinquant’anni rinasce LE ROCCE, il poggio sospeso sul mare (VIDEO)

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Erano cinquant’anni che un vecchio villaggio turistico, in una delle più belle baie di Taormina, a Capo Mazzarò, era stata lasciato nel più totale oblio, tanto che erano in pochi ormai, persino tra gli stessi locali, che ne conoscevano l’esistenza.
Un sito turistico chiuso dal 1970 circa, che tuttavia, come una piccolissima recente Pompei, ha mantenuto per questo nei decenni inalterato il suo fascino originario, salvandosi dalla speculazione edilizia.
Il patrocinatore messinese Antonio Presti, con la sua “Fondazione Fiumara d’Arte”, alcuni mesi addietro è riuscito ad ottenerne il comodato d’uso per cento anni, con l’impegno di trasformarlo in un centro di aggregazione culturale da restituire alla collettività.
La presentazione al pubblico di questa meraviglia è avvenuta nel tardo pomeriggio del 27 luglio 2017 in una giornata tipica di sole siciliano che ne risaltava ogni aspetto. La Natura appariva in tutte le sue originarie forme arborei siciliane. Gli edifici, piccole casette, quasi loculi, erano come originariamente quelle di cinquant’anni addietro, collegate da piccoli viottoli e tanti scalini. Dai quali si ammira il panorama di Taormina e del suo mare.
Diverse zone erano delimitate, anche per motivi di sicurezza, da gigantografie di foto di famosi attori e attrici dell’epoca insieme a conduttori televisivi che frequentavano la Taormina dei decenni passati.
Antonio Presti, immagina per questa nuova vita del rinato villaggio Le Rocce, un eterogeneo luogo artistico-monumentale in cui ci sarà spazio per artisti, ma anche per ambienti da destinare al turismo: “… all’interno di questo luogo il visitatore non sarà più passivo nello sguardo ma opera d’arte a sua volta, con la sua partecipazione fatta soprattutto di emozioni autentiche”.

La fotogallery del video parla da sola.

Adduso Sebastiano
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Rafael, il Napoli pensa alla rescissione contrattuale

Rafael, il Napoli pensa alla rescissione contrattuale

Con tre portieri in rosa, ed almeno due nomi vicini in entrata come Geronimo Rulli ed Orestis Karnezis, il Napoli dovrà dismetterne almeno uno per fargli spazio. Ed in questo caso sarebbe il brasiliano Rafael Cabral a dire addio. Il Mattino scrive: “Continua ad avere solo il Benfica interessato a lui. Il Napoli sta pensando alla rescissione del contratto (manca un anno) ma il brasiliano è contrario. Eppure il suo addio è fondamentale per chiudere l’operazione in entrata”.

Tonelli ha detto si al Torino

Tonelli ha detto si al Torino

Il Mattino prova a fare il punto sul mercato del Napoli: in entrata bisogna sempre tenere d’occhio Milot Rashica, esterno kosovaro del Vitesse nel mirino del direttore sportivo Cristiano Giuntoli da ormai un anno e mezzo. In uscita, invece, bisogna fare attenzione alla situazione del difensore centrale Lorenzo Tonelli che “ha detto di sì al Torino e l’affare è virtualmente concluso”

 

De Laurentiis e Sarri vogliono Chiesa: pronta offerta da oltre 20mln

De Laurentiis e Sarri vogliono Chiesa: pronta offerta da oltre 20mln

Federico Chiesa è il simbolo della Fiorentina che sta nascendo, uomo da blindare. Il Corriere Fiorentino parla a lungo del calciatore viola accostato anche al Napoli e al Bayern Monaco: “De Laurentiis e Sarri stravedono per lui, tanto che il patron azzurro sarebbe pronto a una mega offerta da oltre 20 milioni di euro pur di strapparlo ai viola. La Fiorentina non ci sente: «Chiesa non si tocca», hanno detto i Della Valle in una nota affidata all’Ansa nei giorni scorsi. Federico tra l’altro ha firmato da poco un contratto fino al 2021 con i viola e, almeno per quest’anno, non si muoverà da qui”.

 

Serie C, cambia il format? Ipotesi 57 squadre

Due sole ripescate, 57 team totali e tre gironi da 19. Così sta per cambiare la Serie C. La prossima stagione del campionato di terza serie difficilmente vedrà rispettato il format a 60: tra i cinque posti disponibili per il ripescaggio, solamente Triestina e Rende hanno presentato una domanda completa. Ben tre i posti che dovrebbero rimanere vacanti e questo dovrebbe far cambiare il format stabiliti oramai tre stagioni fa. Spettatrice interessa di questa ipotetica decisione è la Juve Stabia del patron Manniello. In caso di passaggio al girone con 19 squadre anzichè 20, una squadra riposerà giornata per giornata. Sono attese novità in tal senso e sarà presa una decisione prima del 10 agosto, data scelta per il sorteggio dei calendari dei tre gironi. Seguiranno aggiornamenti…

La Vespa Rosa: Roberta Schettino si rivolge al Sindaco Pannullo

Castellammare di Stabia – In una delle ultime uscite della Vespa Rosa vi avevamo parlato della lettera inviata da una tifosa al Presidente Manniello per rincuorarlo e fagli capire che le tifose del Menti sono con lui. Questa volta invece vi parliamo di un messaggio al Sindaco Pannullo; a parlare è un’altra grandissima tifosa della Juve Stabia, Roberta Schettino, che vuole rivolgere un pensiero al primo cittadino e a tutta l’amministrazione comunale:

“Oggetto del mio pensiero è la “Questione stadio”. Il bando per i lavori di sostituzione del manto erboso è cosa fatta, ora non resta che aspettare che tutto termini, appunto aspettare! Mi auguro e spero che i tempi siano brevi, basti pensare che ad esempio a Novara in meno di tre mesi sono stati creati spalti e sistemato tante cose, per il Menti invece serve solo la sostituzione del manto erboso. Ora mi rivolgo a Lei, Sindaco, non vogliamo rivedere un altro caso stile villa comunale, perchè questa città non merita un altro schiaffo! Vogliamo gettare nel fuoco un’altra pagina di storia di questa città? Si mio caro sindaco dietro a al nostro stadio, alla nostra casa calcistica, c’è tutta una storia! Noi andiamo a rappresentare la città di Castellammare di Stabia in tutta Italia e le dirò di più, lo scorso campionato allo stadio più di una volta abbiamo avuto l’onore di avere tra noi tifosi turisti europei che ci raccontarono del loro stupore in merito al calore della nostra bella tifoseria e delle bellissime sensazioni che provavano a stare seduti sui gradoni della tribuna.

Invito l’amministrazione comunale a monitorare e seguire i lavori per renderli quanto più veloci è possibile. Lo stadio Menti deve finire di essere una “questione” è dal secondo campionato di B (2012-2013) che si parla di sostituzione del manto erboso! Abbiamo aspettato troppo!

Quindi chiedo a Lei e a tutta l’amministrazione un po’ di impegno, perché bisogna tendere una mano al nostro Presidente Manniello che l’ha anche appoggiata nella sua elezione a Sindaco.

La gente come noi non molla mai…. Post Fata Resurgo!”

A cura di Patrizia Esposito

Raiola arriva a Napoli, ci sarà l’incontro con Insigne?

Raiola arriva a Napoli, ci sarà l’incontro con Insigne?

Mino Raiola, agente di Mario Balotelli, di Marco Verratti e Zlatan Ibrahimovic per dirne soltanto alcuni, sbarca in Campania per alcuni giorni. Secondo Il Mattino, Raiola è atteso lunedì a Benevento per incontrare il club giallorosso e trattare il passaggio dell’esterno offensivo della Lazio Ricardo Kishna, ma non è escluso che possa trattare affari di lavoro a Napoli“Raiola è stato indicato come possibile nuovo agente di Lorenzo Insigne, potrebbe incontrarsi con il calciatore e suo padre Carmine”.

Giuntoli su Zinchenko da due anni, ora può prenderlo

Giuntoli su Zinchenko da due anni, ora può prenderlo

La Gazzetta dello Sport scrive su Oleksandr Zinchenko classe 1996 che piacerebbe molto al Napoli: “Il ds del Napoli ha un canale preferenziale con i Citizens ha imbastito con i dirigenti inglesi un discorso relativo anche a un altro giovane sul quale Guardiola per ora non intende puntare. Si tratta di Oleksandr Zinchenko, estroso attaccante mancino classe 1996 con già dieci presenze all’attivo con l’Ucraina. Giuntoli segue Zinchenko da due anni, quando quest’ultimo appena diciottenne faceva faville con l’Ufa nel campionato russo. Il Napoli, che crede molto nelle potenzialità del ragazzo, potrebbe approfittare dell’ultima stagione poco brillante di Zinchenko per portarlo via a prezzo di saldo, o in prestito con diritto di riscatto già fissato ad una cifra predeterminata”.

Giuntoli aveva chiesto al City la recompra per Rulli

Giuntoli aveva chiesto al City la recompra per Rulli

La Gazzetta dello Sport scrive: “Restano vive le piste che conducono a Karnezis dell’Udinese (ma Giuntoli lo prenderebbe solo in prestito e senza obbligo di riscatto) e a Rulli della Real Sociedad. Il presidente del club spagnolo Jokin Aperribay ha detto di non aver ricevuto un’offerta dal Napoli ma ha ammesso di aver saputo dell’interesse del club azzurro da Facundo Fraga, agente del portiere argentino ed intermediario della trattativa. A Fraga il Napoli ha affidato il compito di convincere la Real Sociedad ad un prestito con obbligo di riscatto condizionato alle presenze di Rulli nella sua prima stagione, intanto Giuntoli parla con il Manchester City che ha diritto al 30% della valutazione del cartellino di Rulli. Il ds del Napoli ha un canale preferenziale con i Citizens (cui aveva chiesto di esercitare la recompra su Rulli dalla Real Sociedad)”.

Serie C, tutto pronto per la cerimonia di presentazione dei calendari 2017-18 : questa la data

Lo riporta la Lega Pro con un comunicato

La nuova stagione della Lega Pro nasce nel prestigioso Ex Aurum di Pescara: un luogo ricco di memoria, proiettato verso il futuro, la “fabbrica delle idee”.

10 agosto ore 18: tutto è pronto per la cerimonia di presentazione dei calendari 2017-18 del Campionato che torna a chiamarsi di Serie C.

“Abbiamo scelto Pescara per dare l’avvio ad una nuova stagione piena di entusiasmo e passione, nel cuore turistico di quell’Abruzzo che ha bisogno di grande energia e positività per ripartire con slancio” dichiara Gabriele Gravina, Presidente Lega Pro.

Quella dei calendari è la prima tappa di un percorso agonistico e di promozione del territorio, che potrebbe avere eco fino a giugno. Pescara, infatti, è candidata ad ospitare FinAll, tutto il bello di sport, cultura e spettacolo dei Play Off 2017-18: un grande evento sportivo, che ha l’ambizione di offrire un’occasione di riflessione sull’oggi e sul futuro del calcio italiano, ma con una forte matrice sociale e culturale.

Saranno presenti il Sindaco di Pescara Marco Alessandrini, l’Assessore allo sport Giuliano Diodati e personalità del mondo del calcio e dello sport. Nel corso della cerimonia sarà dedicato spazio a iniziative, progetti e ai nuovi partner della Lega Pro che accompagneranno la stagione 2017-18. In campo: il fischio di inizio il 6 agosto con la Coppa Italia di Lega, edizione n. 46, e il 27 agosto con il campionato di Serie C.

As Roma, news e indiscrezioni. Sabatini, Nainggolan e Mahrez, ai tempi della Roma

Sabatini, Nainggolan e Mahrez, un denominatore comune coniugato in tempi diversi

Roma- Walter Sabatini, Radja Nainggolan e Riyad Mahrez. Cosa hanno in comune queste tre persone? Oggi hanno un solo denominatore comune: l’As Roma, ma sono collocati in tre tempi diversi. Il primo rappresenta il passato della Roma (Walter ha presentato le dimissioni da DS lo scorso maggio); il secondo rappresenta il presente (fresco di rinnovo contratto con i giallorossi fino al 2021) e il terzo rappresenta il futuro -ancora ipotetico- della Roma, qualora Monchi riuscisse a piantare il colpo.

Ognuno, dunque, si è distinto in quest’estate di fuoco per aspetti diversi. Facciamo il punto della situazione, ma andiamo per ordine.

Dopo le dichiarazioni al vetriolo rilasciate da Sabatini all’Ansa sul Presidente Pallotta (“La mia campagna acquisti ha portato la mia squadra ad ottenere 87 punti in campionato e a garantire 120 milioni di introiti al 30 giugno permettendogli di passare un’estate esaltante, come si evince dai giudizi espressi su cose e persone. Auspico che la Roma possa in futuro ribadire classifica e introiti con i calciatori individuati ed acquisiti dalla nuova gestione permettendo a Pallotta di continuare ad inebriarsi dell’idea di se stesso e della sua presidenza”-sito Ansa-), arriva la certezza che Nainggolan resterà alla Roma per i prossimi 4 anni: il centrocampista belga ha ufficializzato la permanenza nel club giallorosso firmando un contratto che lo legherà alla società capitolina fino al 2021, con un corrispettivo che supera i 4,5 mln di euro (comprensivi di bonus e parte fissa).

Corteggiato dai migliori club d’Europa (Chelsea, Manchester, Inter), il Ninja non ha mai nascosto il suo legame con la capitale e il desiderio di rinnovare con la sua attuale squadra. “Ho dimostrato con i fatti di voler restare alla Roma, è quello che ho sempre voluto-ha dichiarato– L’anno scorso ci sono stati pochi contatti per questo rinnovo ma una volta che abbiamo iniziato, ne siamo usciti subito e sono molto contento per come sia andata”.

Soddisfatti anche Monchi e Pallotta, quest’ultimo lo ha definito come “uno dei migliori centrocampisti al mondo” ed ha aggiunto che non c’è mai stata nessuna questione sul rinnovo: “Lui ama Roma e noi amiamo averlo qui”. Il binomio è perfetto.

Sul fronte acquisti, Mahrez continua ad essere l’obiettivo principale di mercato: Monchi continua la trattativa con la squadra algerina che chiede 45 milioni di euro ma il Leicester City potrebbe accontentarsi anche di 40 milioni per colui che a Roma è inquadrato come “l’erede di Salah”. Secondo le ultime indiscrezioni, la trattativa potrebbe concludersi con un’offerta da 30 milioni più bonus (fonte: Sky Sport). Ovviamente quest’ultima offerta, molto vantaggiosa per la Roma, è tutta da verificare.

Intanto la squadra di Di Francesco, in vista della sfida di International Champions Cup contro la Juventus, continua la preparazione in terra americana. Il 30 luglio, alle ore 16.00 locali (quando in Italia saranno le ore 22.00), i giallorossi disputeranno un’amichevole al Gillette Stadium con i bianconeri. A tal riguardo abbiamo raccolto le affermazioni di Radja Nainggolan che non considera mai un’amichevole le gare contro la storica antagonista. Sul sito ufficiale infatti dichiara: “Quella di domenica è una partita che ho sempre sentito. Questa cosa nasce da tanti anni fa. Io però sono sempre uno sportivo e quando c’è da dire che è una squadra forte lo dico: è una squadra forte. Poi ovviamente ci sono sempre le battute e le botte e le risposte, cose che fanno parte del gioco”.

E sulla Roma afferma: “I giocatori vanno e arrivano, ma quello che vedo in campo è che abbiamo sempre avuto una squadra competitiva (…) stiamo lavorando bene… dobbiamo essere fiduciosi sperando che il campionato vada al meglio”.

Maria D’Auria

 

Castellammare – brutto impatto in Viale Europa tra una automobile ed uno scooter

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Castellammare – Si è verificato pochi secondi fa sul Viale Europa un forte tamponamento tra una automobile ed un motorino.
Protagonisti dell’impatto una Lancia Musa ed uno scooter cinquanta. Sembra che la Lancia fosse impegnata in una manovra proprio avanti all’entrata del parcheggio del supermercato presente in Viale Europa, quando il motorino, condotto da un ragazzo giovanissimo, sia sopraggiunto a velocità tale da non riuscire ad arrestare la sua corsa. L’impatto è avvenuto tra la parte anteriore della Lancia, danneggiata, e la parte sinistra dello scooter.
Il conducente del motorino è riuscito a mantenere il controllo del veicolo, evitando di cadere al suolo.
Nessuna lesione per i conducenti coinvolti; solo lievi danni ai veicoli e le classiche discussioni post impatto. Sono ora in corso le verifiche da parte della Polizia Municipale, giunta sul posto.

Castellammare – Rione Mercato fa rima con degrado

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Non è la prima volta che ci soffermiamo sulle condizioni in cui versa il Rione Mercato, in pieno centro a Castellammare. Gli ultimi giorni stanno mostrando il peggio che le persone, perché il termine “cittadini” non puo essere utilizzato per tali soggetti, sono in grado di fare.

Il quartiere è immerso nei rifiuti che, nonostante la raccolta puntuale, compaiono da un momento all’altro sui marciapiedi e sul ciglio della strada. Non solo cartacce e cartoni in quantità industriale, anche veri e propri ambienti ad hoc nati in un attimo. Così pochi giorni fa era possibile ammirare per strada ferro da stiro con caldaia e asse, tutto rigorosamente abbandonato; poche settimane prima anche l’angolo della tecnologia: monitor e quello che restava di un pc a disposizione sul marciapiede.
Questi souvenir si aggiungono al normale slalom che si è costretti a fare camminando per evitare escrementi di vario tipo dei cani, non randagi ovviamente.

A  proposito di escrementi, spesso è inoltre possibile imbattersi in persone che urinano senza la minima discrezione o attenzione, né tanto meno cercando un luogo per quanto possibile isolato. A queste tristi scene si aggiunga il problema dei rom, che quasi quotidianamente rovistano tra i sacchi di immondizia, prima che vengano ritirati, svuotandoli e lasciando tutto il loro contenuto per strada. Stessi rom che in piena notte si danno a schiamazzi e discussioni e al mattino a musica a tutto volume, passeggiando con appositi impianti portatili.

Insomma nel Rione Mercato regna il degrado totale. Poche volte si è vista una intera zona, per di più centrale, di Castellammare così abbandonata a se stessa.
Pattuglie di sorveglianza? Telecamere? Che chi di dovere intervenga con iniziative concrete, perché la situazione, per quei pochi cittadini veri che vivono in quella zona, è diventata ormai insostenibile.

Ankhesenamon, la sposa di Tuthankamon: è sua la sepoltura ritrovata?

Ankhesenamon, la sposa di Tuthankamon: è sua la sepoltura ritrovata?

Gli archeologi che lavorano nella Valle dei Re potrebbero aver trovato la Tomba della moglie di Tutankhamun secondo quanto riferito da LiveScience.

La notizia sembra essere stata data dal National Geographic Italia all’inizio del mese di luglio e poi confermata da Zahi Hawass (attualmente direttore della spedizione Italiana nella Valle dei Re), con una mail al LiveScience.

 Zahi Hawass ha dichiarato su LiveScience:

“Siamo sicuri che si tratti di una tomba, ma non sappiamo di chi sia”

Tale affermazione sembrerebbe essere confermata da alcuni indizi nella zona di scavo, come: quattro depositi di fondazione, oggetti votivi, vasi in terracotta, cibo e altri strumenti identificabili con la presenza di una sepoltura.

Inoltre, il radar  avrebbe rilevato una struttura che si identificherebbe con l’ingresso della sepoltura.

Secondo quanto raccolto, Zahi Hawass, identificherebbe la tomba con la moglie di Tutankhamon, Ankhesenamon.

Il faraone, salito in giovane età alla reggenza del regno (si suppone all’età di 10 anni nel 1332 a.C.), sposò nello stesso anno in cui ereditò la reggenza la sorellastra Ankhesenamon.

Secondo alcuni dati la sposa del famoso faraone bambino era figlia di Akhenaton (sposo della famosa regina Nefertiti di cui si cerca ancora il luogo di sepoltura), faraone della XVIII dinastia.

Sarebbe stata data in moglie al fratellastro Tutankhamon (figlio di Akhenaton e, forse, della secondaria moglie Kiya) all’età di 10 anni.

Alla morte del giovane coniuge ( solo dopo 8-9 anni di regno), sposò quello che viene considerato il successore di Tuankhamun, Ay.

Ed è accanto a quest’ultimo che è stata trovata la presunta sepoltura, per questo gli archeologi hanno pensato di attribuirle l’identità della sposa del faraone bambino.

Però alcuni studiosi non confermerebbero tale unione, perché in un cartiglio della tomba di Ay, dove mancherebbe il nome della moglie, lo spazio sembra essere troppo piccolo per contenere il nome di Ankhesenamon. È più probabile considerare come moglie Tey

Purtroppo di Ankhesenamon si conosce ben poco a causa del periodo e delle informazioni frammentarie che possediamo. Alcuni studiosi pensano che Ankhesenamon, prima di sposare il fratellastro, convogliò a nozze con il padre, poi con il successore Smenkhara.

Aspettiamo quindi che gli archeologi facciano il loro lavoro e che districhino al più presto questa matassa.

L’Italia deve affrontare il problema del come combinare europeismo e difesa degli interessi nazionali

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Come scrive Marta Dassù «la sfida francese obbliga l’Italia ad affrontare il problema che ha di fronte: come combinare europeismo e difesa degli interessi nazionali».

Un diverso approccio all’Europa

Un amico diplomatico mi ha detto in modo un po’ cinico, alla conclusione dei tre giorni della Conferenza degli ambasciatori: l’unico che non ho applaudito è stato il ministro degli Esteri francese, Yves Le Drian. Che venga a farci lezioni di europeismo, dopo che Emmanuel Macron ci ha esautorato sulla Libia e dopo il brutale stop di Parigi all’acquisizione di Stx da parte di Fincantieri, è davvero ridicolo. La mossa libica del nuovo presidente francese è vissuta come uno schiaffo diplomatico da un Paese come il nostro, così sovra-esposto (migrazioni) e così impegnato (da anni) nella ricerca di una soluzione al caos generato proprio da Parigi, con l’intervento voluto da Nicolas Sarkozy nel 2011.

Ieri si è aggiunta la decisione, annunciata da settimane, di tenere in mani francesi i cantieri di Saint-Nazaire, stracciando il vecchio accordo dei tempi di François Hollande. Il Tesoro francese aveva il diritto di esercitare la sua prelazione, naturalmente; ma fra dinamismo frenetico sulla Libia (poi si vedrà dove porterà) e forzatura sovranista in materia di politica industriale, l’Italia si sente sotto attacco. Non da parte della perfida Merkel, questa volta; ma da parte dello spregiudicato inquilino dell’Eliseo.

Il vittimismo – un vizio antico, ha ricordato Paolo Gentiloni parlando agli ambasciatori italiani – non è tuttavia una risposta né la sana premessa di una politica. La sfida francese, piuttosto, obbliga l’Italia ad affrontare il problema essenziale che ha di fronte: come combinare, in un contesto molto più mobile e competitivo di un tempo, europeismo e difesa attiva degli interessi nazionali. La conferenza degli ambasciatori, fra sessioni chiuse e discussioni aperte, ha avuto questo rilevante sotto-testo. E il messaggio del primo ministro italiano alla sua vecchia «casa» è stato esplicito: la partita europea sarà lunga e difficile, ma l’Italia ha ancora le potenzialità per giocarla.

Può sembrare una strategia della consolazione. Ma Gentiloni appare invece l’interprete di una visione matura della politica estera italiana: senza strappi e senza crisi di nervi, con un buon equilibrio fra mezzi e ambizioni. E basata sulla convinzione che l’Europa, primo cerchio tradizionale della nostra politica estera, debba radicalmente adattarsi al cambiamento dei tempi. Solo a questa condizione, un attore europeista come l’Italia potrà sperare di tutelare i propri interessi nazionali – sicurezza e crescita economica – attraverso la cooperazione europea.

In questa chiave, capire la Francia di Macron è essenziale. Troppo facilmente, il giovane presidente francese è stato prima descritto come un europeista tout court e poi liquidato come un nazionalista neogollista. In realtà, l’Europa francese di Macron risponde agli interessi nazionali (in competizione) e si basa su alcuni fondamentali interessi comuni (alla cooperazione): l’equilibrio fra i primi e i secondi sarà il risultato delle politiche europee degli attori principali.

In questa concezione realistica – quasi sbandierata dalla Francia ma praticata, seppure in modo molto diverso, anche dalla Germania – l’interlocutore principale di Parigi è naturalmente Berlino. Macron sta cercando di sedersi al tavolo franco-tedesco in condizioni migliori di quanto non si fosse trovato il suo predecessore, François Hollande. Questo significa pagare alla Germania, quale economia dominante, il prezzo della riduzione del deficit; per ottenere invece il riconoscimento di un ruolo preponderante di Parigi nella politica estera e nella difesa. Il rischio di una strategia del genere è che sia troppo costosa sul piano interno (Macron avverte del resto un primo declino di consensi); ma questo, mi pare, è il tentativo del presidente francese.

Dal punto di vista di Macron, l’effetto Brexit e insieme gli spazi aperti dalla crisi strisciante fra Angela Merkel e Donald Trump, offrono infatti alla Francia – unica potenza nucleare rimasta e membro del Consiglio di sicurezza – l’opportunità di riaffermarsi come potenza politico/militare del Vecchio Continente. Una posizione che Parigi intende esercitare in chiave nazionale (nel Mediterraneo anzitutto, con l’appoggio di Washington), sul piano bilaterale (i progetti industriali con Berlino nel settore della Difesa) ma anche in chiave europea (accordi multilaterali e commercio estero). Naturalmente, tenere insieme i poli di queste varie aspirazioni non sarà affatto semplice. L’atteggiamento dell’Italia – che soffre tutte le debolezze di una fase pre-elettorale ma che resta comunque il terzo grande attore dell’Ue – avrà un peso non trascurabile e che Parigi farebbe bene a non sottovalutare in una logica più strategica, meno ancorata a successi immediati (veri o presunti che siano).

La gestione degli interessi concorrenti, sul nuovo tavolo europeo, potrà essere conflittuale o cooperativa. Paolo Gentiloni ha chiaramente indicato, alla diplomazia italiana, i benefici della seconda strada: ammesso che l’Italia riesca a coglierli, definendo con chiarezza le proprie priorità. Emmanuel Macron sta imboccando la prima strada con l’Italia e la seconda con la Germania. Difficile pensare che questo doppio binario possa nel lungo termine funzionare.

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Il Questore di Pescara sospende la licenza a due bar

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Nell’ambito dell’ esercizio delle potestà di polizia di prevenzione, il Questore della Provincia di Pescara ha  decretato  la sospensione della licenza  di somministrazione di alimenti e bevande di due esercizi pubblici collocati nel centro della città.

Si tratta del Bar DI Tizio, sito in via Quarto dei Mille e del Bar Coffe Time sito in via Bovio.

Gli esercizi da tempo sottoposti ad attività di controllo, di polizia di prevenzione e di polizia giudiziaria da parte delle Forze di Polizia, già erano stati destinatari di provvedimenti di sospensione  ai sensi dell’art. 100 TULPS poiché ritenuti luoghi di incontro per gli scambi illeciti di stupefacenti per danaro; in particolare il Bar Coffe Time ha avuto nell’anno in corso due provvedimenti di chiusura di 10 giorni ciascuno ed il Bar Di Tizio ne ha avuto uno di 7 giorni ed uno di 15gg. nel 2016.

In sostanza, sotto gli occhi di ignari ed assuefatti cittadini, anche minori, si svolgevano le attività di spaccio di sostanze stupefacenti, nonostante i continui interventi delle Forze di Polizia e nonostante i ripetuti interventi cautelari del Questore di Pescara che hanno sancito per ben due volte per ogni esercizio la sospensione dell’attività di somministrazione.

La  Divisione PASI della Questura, diretta dalla Dottoressa COLOPI Lucianna  Ripalta , ha istruito i provvedimenti cautelari e ,come di consueto,  anche in questa circostanza la stretta collaborazione fra le Forze di Polizia  tende a realizzare risultati concreti a tutela della collettività.

La proposta di applicazione dell’art. 100 TULPS a carico dei due esercizi de quo, avanzata dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, in seguito ad una operazione di polizia giudiziaria che ha portato all’emissione di ben 15 provvedimenti restrittivi della libertà personale, è stata tradotta in un provvedimento di sospensione della licenza per 60 giorni a carico dei due esercizi pubblici in discorso, allo scopo di interrompere il circuito vizioso in cui gli stessi esercizi sono entrati.

Il provvedimento ha  la natura giuridica  di  intervento con finalità di prevenzione di fronte ai pericoli che possono minacciare l’ordine e la sicurezza pubblica: è teso a produrre l’effetto della tutela di beni  fondamentali, mediante l’interruzione di aspetti devianti,  determinando la  rottura di circuiti pericolosi per la sopravvivenza dei valori  posti a fondamento della  Carta Costituzionale

 

APPROFONDIMENTO – Juve Stabia, mistero Liviero

Seguendo con attenzione il ritiro della Juve Stabia, salta immediatamente all’occhio l’assenza di un calciatore di rilievo per la Lega Pro: Matteo Liviero. La mancata presenza di Liviero a Fiuggi è forse il punto finale della parabola discendente che ha avuto il terzino mancino nella sua seconda esperienza in gialloblù.

Liviero torna alle Vespe la scorsa estate, alla luce dell’offerta importante del Patron Manniello; due anni di contratto a cifre rilevanti per il difensore ex Lecce e Pro Vercelli. La stagione del numero 3 parte con sensazioni molto positive; culmine dell’ottimo avvio di campionato di Liviero è la rete con cui il terzino apre le danze nel pirotecnico 4 – 1 rifilato al Foggia al Menti.

A mettere i bastoni tra le ruote, o tra le gambe, a Liviero un noioso infortunio al ginocchio; il calciatore decide di non operarsi subito e di tentare con la terapia lontano da Castellammare per superare i problemi fisici. I mesi di terapia sono tanti e nel frattempo la fascia sinistra non trova un padrone adeguato né in Liotti, eccessivamente criticato, né nel deludente nuovo acquisto Giron.

Liviero torna disponibile per l’importante finale di stagione; a condizionare le sue prestazioni non sono però solo i postumi dell’infortunio, ma anche la testa che sembra molto lontana dalle dinamiche stabiesi. Il binomio scarsa concentrazione e forma fisica inadeguata, portano Liviero a prestazioni sottotono nella doppia sfida alla Reggiana. Proprio un grossolano errore del terzino spalanca la porta alla rete del sorpasso emiliano a Reggio Emilia targato Ghiringhelli.

A stagione conclusa, arriva finalmente l’operazione al ginocchio, effettuata a Villa Stuart, dopo la quale il calciatore è tutt’ora impegnato nel percorso di recupero. Risulta però difficile credere che tale percorso non implichi lavoro, anche solo in palestra o piscina, insieme al resto della sua squadra, a Fiuggi da quasi due settimane.

Inevitabile chiedersi cosa ci sia dietro l’assenza del terzino, desaparecido a Fiuggi, città tra l’altro vicina a Roma, dove è si è operato. Giuste, in tale circostanza, le riflessioni della società stabiese. Secondo quanto raccolto dalla nostra redazione, la Juve Stabia avrebbe invitato Liviero ed altri big a seguire l’esempio di Morero e Matute, spalmandosi l’ingaggio annuale su un contratto biennale. Il calciatore avrebbe, ed il condizionale è d’obbligo, rifiutato la proposta delle Vespe: a questo punto da valutare se si arriverà ad una cessione o si troverà un punto di incontro.

A prescindere dall’aspetto economico, alla Juve Stabia serve un Liviero, per forma fisica ma soprattutto motivazioni e personalità, diverso da quello visto la scorsa stagione. Senza queste componenti meglio che le strade dei gialloblù e del calciatore si separino.