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Atalanta Roma. Dichiarazioni Monchi e formazioni ufficiali

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Roma- Inizia alle ore 18.00 il campionato di Serie A Tim 2017/2018 per la Roma che affronta a Bergamo l’Atalanta.

Tante le novità di quest’anno: cessioni e nuovi acquisti (con il calcio mercato ancora aperto),  un nuovo allenatore, Di Francesco, e Totti all’esordio da dirigente. Infine, anche l’esordio della moviola in campo, sperimentata già per la prima volta nei due anticipi di sabato (Juventus e Napoli).

In questo momento siamo per comprare non per vendere giocatori”. Così Monchi, a pochi minuti dall’inizio della prima gara di questo nuovo anno calcistico, dissipa ogni dubbio su possibili cessioni di calciatori dell’As Roma, infatti permaneva il dubbio su Manolas o su Strootman. E sembra porre anche la parola fine sul caso Mahrez: “Ne abbiamo parlato troppo”, dichiara in diretta Premium Sport. Su Schick non si sbilancia. “Non è questo il momento, bisogna concentrarsi su questa partita”, suggerisce il nuovo Dirigente Sortivo della Roma. E vediamo dunque come debutta in campionato Eusebio Di Francesco al timone dell’As Roma, iniziando proprio dalla formazione.

Perotti Dzeko e Defrel è il tridente scelto da Di Francesco.

Un minuto di silenzio per le vittime di Barcellona, poi il fischio d’inizio che dà l’avvio al nuovo campionato dei giallorossi.

LE FORMAZIONI UFFICIALI
ATALANTA (3-4-1-2): Berisha; Toloi, Palomino, Masiello; Hateboer, Cristante, Freuler, Gosens; Kurtic; Gomez, Petagna.  Allenatore: Gasperini.
ROMA (4-3-3): Alisson; Peres, Manolas, Juan Jesus, Kolarov; Strootman, De Rossi, Nainggolan; Defrel, Dzeko, Perotti.  Allenatore: Di Francesco

Maria D’Auriacopyright-vivicentro

Ex Juve Stabia, Polak torna in Campania. Affronterà le Vespe da avversario…

Jan Polak è pronto a legarsi alla Casertana

Dopo Adriano Mezavilla (CLICCA QUI per i dettagli), la Juve Stabia in questa stagione troverà sulla sua strada un altro grande ex. Si tratta di Jan Polak; il centrale difensivo ceco è infatti prossimo a firmare con la Casertana.

Il possente difensore aveva rescisso a febbraio il proprio contratto con la Cremonese, per poi legarsi nuovamente ai lombardi nel mese di luglio. Polak ha già ottenuto dalla Cremonese il permesso di sostenere il primo allenamento con i falchetti, in attesa della formalizzazione ufficiale dell’accordo. L’ex difensore della Juve Stabia dovrebbe legarsi alla Casertana con un contratto di prestito annuale.

Polak era arrivato alla Juve Stabia nel novembre 2014, diventando poi un punto fermo della formazione stabiese per quasi due stagioni, facendo registrare 52 presenze ed una doppietta contro l’Akragas all’inizio della gestione Zavettieri.

L’addio nell’estate 2016 per accasarsi alla Cremonese, squadra in cui l’avventura di Polak è terminata dopo pochi mesi.

Foto: Tuttomercatoweb

Grande Raccordo Anulare di Roma,  Anas: chiusa complanare esterna a causa di un incendio

Anas comunica che a causa di un incendio che si è sviluppato ai bordi della sede stradale è provvisoriamente chiusa la complanare esterna del Grande Raccordo Anulare di Roma al km 64.500, nei pressi dello svincolo Pisana. Le due carreggiate principali, invece, rimangono percorribili senza limitazioni in entrambe le direzioni.

Sul posto sono presenti le forze dell’Ordine, i Vigili del Fuoco e l’Anas per la gestione della viabilità al fine di ripristinare la completa circolazione il prima possibile.

Anas raccomanda prudenza nella guida e ricorda che l`evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile sul sito web www.stradeanas.it oppure su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all`applicazione `VAI Anas Plus`, disponibile gratuitamente in `App store` e in `Play store`. Inoltre si ricorda che il servizio clienti `Pronto Anas` è raggiungibile chiamando il numero verde, gratuito, 800 841 148.

LAZIO vs SPAL, i convocati di Inzaghi (Giovanni De Falco)

Lazio, i convocati: out Felipe Anderson, c’è Leiva 

Simone Inzaghi ha diramato la lista dei convocati per il match di questa sera contro la Spal:

Portieri: Guerrieri, Strakosha, Vargic
Difensori: Bastos, De Vrij, Hoedt, Luiz Felipe, Lukaku, Marusic, Radu, Wallace.
Centrocampisti: Di Gennaro, Lucas Leiva, Luis Alberto, Lulic, Milinkovic, Murgia, Parolo
Attaccanti: Caicedo, Immobile, Lombardi, Palombi

Giovanni De Falco

Siberia, un uomo attacca e ferisce col coltello 8 persone: Isis rivendica

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L’isis ha rivendicato un altro attacco. Ieri mattina un uomo vestito di scuro ha attaccato alcuni passanti nella città di Surgunt, nella Siberia Occidentale. Armato di coltello ne ha feriti otto, poi è stato ucciso dalla polizia a colpi di pistola. Una portavoce del Comitato Investigativo russo – interrogata dalla Reuters – non ha rilasciato commenti sull’eventualità che si tratti di terrorismo, ma ha definito la violenza “tentato omicidio”.

Anche gli investigatori  non credono alla pista jihadista, nonostante la pronta rivendicazione dell’Isis attraverso l’agenzia Amaq. Del resto lo Stato Islamico spesso si attribuisce attacchi che in realtà sono stati compiuti da “lupi solitari”. L’uomo ucciso dalla polizia – definito dal Califfato “un soldato dello Stato Islamico” –  è un residente locale, classe 1994. Il Comitato investigativo russo sta portando avanti le dovute verifiche su eventuali problemi psicologici del ragazzo.

L’episodio ricorda l’aggressione avvenuta a Turku, in Finlandia, dove un estremista marocchino di appena 18 anni ha accoltellato una decina di persone uccidendone due. La Russia è stata più volte colpita da attacchi di matrice islamica. L’ultimo risale allo scorso aprile, quando un giovane cittadino russo nato in Kirghizistan e di etnia Uzbeka si è fatto saltare in aria nella metropolitana di San Pietroburgo uccidendo 16 persone.

 

Ametrano e il suo “Ayrton per sempre nel cuore”: un successo che non ha fine!

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Castellammare di Stabia – Nei mesi scorsi vi abbiamo raccontato del successo mondiale che sta ottenendo lo stabiese Carlo Ametrano che il 04 novembre 2015, grazie al supporto di amici, tra cui Giovanni Petagna, storico tipografo della città di Sorrento e Gaetano Maresca, proprietario del ristorante Sedil Dominova di Sorrento, ha realizzato la sua prima opera editoriale “Ayrton per sempre nel cuore”.

Il libro è stato apprezzato da tutti gli appassionati di motori ed in particolare da chi ha sempre seguito le gesta di Ayrton Senna.

L’opera editoriale di Carlo è stata premiata e distribuita in tutto il mondo, di questo successo si sono interessati anche Jacopo Mattei e Lorenzo Candotti conduttori di Muretto Box , che hanno invitato Carlo il  5 settembre 2017 alle ore 17 negli studi di Tele Lombardia a Cinisiello Balsamo (Mi) come ospite della loro trasmissione.

La trasmissione vedrà la partecipazione di Roberto Cinquanta, giornalista e opinionista Tv.

Si parlerà del libro di Carlo ma anche del Gran Premio di Monza che si svolgerà, secondo il calendario, il 2 settembre 2017.

La puntata sarà visibile sulla pagina facebook di Muretto Box e anche su altri canali nei giorni successivi:

Ayrton Senna Carlo Ametrano Muretto Box

Restate collegati su ViViCentro per essere aggiornati sulle iniziative che Carlo saprà mettere in campo in onore della memoria di Ayrton Senna.

© RIPRODUZIONE DEL TESTO, TOTALE O PARZIALE, CONSENTITA ESCLUSIVAMENTE CITANDO LA FONTE– Qualunque violazione del diritto di copyright sarà perseguita a norma di legge.

Juve Stabia, obiettivo “Menti pieno” il 17 settembre

Gli eventi degli ultimi giorni segnano, in casa Juve Stabia, una decisa schiarita che lascia ben sperare per il futuro. L’ultima notizia in ordine di tempo è il via dei lavori di rifacimento del manto erboso, e non solo, al Romeo Menti. Il restyling dell’impianto stabiese è la condizione essenziale per puntare ad un’annata positiva, soprattutto in una piazza come Castellammare, che ha sempre costruito le proprie vittorie nello stadio di casa.

Le ultime indiscrezioni ci raccontano di una importante ditta, di cui ancora non è stato reso noto il nome, specializzata nel settore, pronta ad iniziare i lavori al Menti già nei primissimi giorni della prossima settimana. La ditta, che già si è impegnata in passato per il rifacimento del manto erboso dello stadio “Manuzzi” di Cesena, assicurerebbe ritmi di lavoro altissimi, pur di consegnare alla Juve Stabia il proprio stadio nel minor tempo possibile. Dopo tante incertezze e rinvii sulla questione stadio, l’avvio dei lavori al Menti può essere paragonato al miglior colpo messo a segno in sede di calciomercato.

Così stando le cose, la gara di Coppa Italia del 30 luglio contro il Bassano, giocata a Caserta, dovrebbe essere stata solo una migrazione isolata delle Vespe lontano dalla propria casa. In tal senso il calendario aiuterebbe la Juve Stabia, che solo alla quarta giornata effettiva di campionato (prima e terza da giocare in trasferta, e seconda di riposo) si troverebbe ad aprire le porte del proprio stadio, così da concedere maggior tempo alla ditta vincitrice dell’appalto.

I primi indizi sulla risoluzione della questione Menti erano però arrivati la scorsa settimana, con il lancio ad opera della società di Via Cosenza della campagna abbonamenti “Ma che bello è”; non appena sono giunte rassicurazioni sull’effettivo svolgimento dei lavori, la Juve Stabia non ha esitato a chiamare a raccolta i propri tifosi.

Da lodare è senza dubbio l’aspetto economico della nuova campagna, con prezzi decisamente bassi in tutti i settori. Da sottolineare sono anche i prezzi dedicati alle categorie protette, aspetto sul quale in passato non sono mancate discussioni e lamentele. La Juve Stabia ha deciso di concedere a donne, ragazzi dai 6 ai 15 anni ed over 65 l’abbonamento in qualsiasi settore al prezzo minimo di 50 euro.
Chiara quindi la volontà del Presidente Manniello che, in una stagione che si preannuncia diversa dalle ultime, chiede il sostegno e la passione del pubblico stabiese.

La risoluzione della questione restyling Menti ed una compagna abbonamenti dai prezzi “stracciati” permettono di sperare in un Romeo Menti con una buona cornice di pubblico il 17 settembre, quando ci sarà l’esordio in casa della Juve Stabia.

Se non bastassero questi due importanti fattori, si guardi indietro a qualche mese fa, quando l’incertezza sulle sorti delle Vespe era tanta. Scomparsi i dubbi di Manniello e risolta in breve tempo la questione iscrizione, è stata ancora una volta allestita una squadra che può dire la sua lungo tutta la stagione. Sperando anche in risultati esaltanti nelle prime due trasferte della stagione, l’obiettivo è chiaro: poter contare su un Romeo Menti tirato a lucido e vestito a festa per la prima gara casalinga del campionato.

Raffaele Izzo

L’Angolo di Samuelmania – Milik torna al gol, buona la prima!

L’Angolo di Samuelmania – Milik torna al gol, buona la prima!

Hellas Verona-Napoli, buona la prima. Comincia bene il nuovo campioanto di serie A con un’ottima gara disputata e squadra padrona del campo. Prima segnatura, con un autogol del Verona e una super azione d’Insigne che concede un grande assist a Milik. L’attaccante torna al gol dopo quello fallito incredibilmente contro il Nizza. Poi ci prova Mertens, ma è Faouzi Ghoulam a trovare la seconda marcatura. E per finire un goal su rigore di Pazzini che fissa il risultato sul 3-1 per gli azzurri. Ora il ritrno in Champions, si punta alla qualificazione di martedì.

a cura di Samuele Esposito

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Milik: “Felice per il goal, vinceremo anche le prossime”

Milik: “Felice per il goal, vinceremo anche le prossime”

Arkadiusz Milik, attaccante del Napoli, ha postato un messagio sulla sua pagina Facebook: “Campionato inziato come previsto. Sono contento per la rete e per aver giocato dal primo minuto. Credo che vinceremo anche le prossime partite. Martedi la seconda gara della lotta per la Champions. Stateci vicino”.

De Laurentiis e l’autofinanziamento, Napoli modello virtuoso

De Laurentiis e l’autofinanziamento, Napoli modello virtuoso. Lo riporta Il Corriere del Mezzogiorno

Un esempio di gestione virtuosa, Il Napoli di De Laurentiis, come il Torino e anche altre poche società calcistiche in serie A si segnala per l’autofinanziamento. Ovvero nessun immissione di capitali e quindi senza ricorrere a debiti con le banche o ad anticipi di cassa. Se le altre non possono prescindere dagli istituti di credito, De Laurentiis, secondo un’indagine sui conti del pallone pubblicata ieri dalla Gazzetta dello sport, ha dimostrato in questi anni di riuscire a gestire il suo gruppo senza indebitarsi. Se altre società sono ricorse alla cessioni, il Napoli ha pensato a consolidare e aumentare il tetto ingaggi e a cedere gli esuberi. In A i debiti bancari ammontano a 1,2 miliardi, solo Napoli e Torino vantano lo zero a quella voce.

Accedere alla fase a gruppi di Champions League garantisce la certezza di poter incassare una cifra considerevole tra market pool, premi di prestazione e botteghino. Una cifra che si avvicina ai 35 milioni di euro, così ripartita. Il superamento del playoff di Champions League garantirebbe subito 22,9 milioni, grazie al bonus per l’accesso alla fase a gironi (12,7 milioni nel 2016/17) e dalla prima parte del market pool (55 milioni da dividersi tra le squadre, legati al piazzamento nel campionato scorso. Il tutto senza contare i possibili risultati nel corso della Champions League, la seconda parte del market pool e il botteghino. Per quanto riguarda i bonus, questi sono quelli incassabili in base alle prestazioni: 1,5 milioni come premio per la vittoria; 0,5 per il pareggio, 6 milioni come premio per la qualificazione agli ottavi di finale; 6,5 milioni come premio per la qualificazione ai quarti di finale; 7,5 milioni come premio per le semifinali; 11 milioni come premio per la squadra finalista (seconda classificata); 15,5 milioni come premio per la vittoria della finale. La seconda parte del market pool, invece, dipende dal numero delle partite disputate durante la prossima Champions League non solo dal Napoli, ma anche da Juventus e Roma.

Un giocatore del Barcellona potrebbe indossare la maglia del Napoli

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De Laurentiis e Giuntoli sono pronti a fare un regalo a Sarri in caso di qualificazione ai gironi di Champions League.

Il calciomercato Napoli  è in fermento. Il direttore sportivo Giuntoli cerca di vendere i giocatori in esubero, ma anche di prendere qualcuno in entrata. Il Corriere dello Sport rivela un nome nuovo per l’attacco azzurro: De Laurentiis e Giuntoli sono pronti a fare un regalo al mister Maurizio Sarri in caso di qualificazione ai gironi di Champions League.

Secondo voci provenienti dalla Spagna il nome nuovo è quello del giovane esterno offensivo Gerard Deulofeu. Un’ipotesi che sta prendendo sempre più piede quella dell’ex Milan. L’ala spagnola in estate ha fatto ritorno a Barcellona dove il nuovo tecnico Valverde lo ha utilizzato in questa prima fase per far fronte alla partenza di Neymar. I blaugrana hanno però intenzione di prendere Coutinho dal Liverpool e Dembélé dal Borussia Dortmund, che andrebbero inevitabilmente a togliere spazio all’ex rossonero il cui arrivo, secondo il Corriere dello Sport, alla corte di Sarri sembra dunque fattibile.

Deulofeu è un esterno d’attacco che può giocare su entrambe le fasce, ecco perchè farebbe molta gola al Napoli, inoltre ha un palmare di tutto rispetto nonostante la breve esperienza rossonera: ha collezionato 17 presenze, 4 gol e 3 assist da quando arrivò a gennaio dall’Everton.

Il Napoli corteggia un giocatore della Sampdoria, i dettagli

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La Sampdoria vuole cedere a titolo definitivo Schick, il Napoli è in trattativa per il giocatore

L’attaccante della Sampdoria, Patrik Schick, sta passando un’estate travagliata: dall’affare ormai concluso e poi saltato con la Juventus passando per l’Inter. Altra trattativa clamorosamente in bilico perchè, come riporta l’edizione odierna del quotidiano sportivo La Gazzetta dello Sport, i nerazzurri devono obbligatoriamente rispettare il fair play finanziario, ciò si traduce in un’operazione formata da prestito con diritto di riscatto.

Il presidente doriano, Massimo Ferrero, a queste condizioni non è disposto a cedere Schick: va via solo a titolo definitivo.

Lo staff del calciatore è stanco di aspettare, come riporta la Gazzetta: c’è una situazione di forte stallo. Per questo motivo si potrebbe accettare una delle tante offerte arrivate da Psg, Borussia Dortmund, Monaco, Bayern, Roma e Napoli.

Zapata verso la Sampdoria, i dettagli della cessione

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Continiua il calciomercato del Napoi, la Sampdoria sempre più vicina a Zapata

Il pezzo pregiato che il Napoli valuta 20 milioni è Zapata, motivo per cui non è andata a buon fine la trattativa con il Torino. Come riporta Il Mattino più vicino all’accordo per la cessione di Zapata c’e’ la Sampdoria che punta anche su Inglese e deve scegliere: l’attaccante colombiano e’ in piena corsa ma c’e’ da raggiungere l’intesa economica tra i due club. Il Napoli non intende abbassare la valutazione: si studia una formula alternativa per poter abbassare il valore del cartellino. Si potrebbe ipotizzare un futuro diritto di rivendita al club azzurro nel caso poi i blucerchiati decidessero di cedere la punta centrale.

Pavoletti-Cagliari, si lavora sulla formula della cessione

Pavoletti-Cagliari, si lavora sulla formula della cessione

Leonardo Pavoletti e’ l’uomo mercato del Napoli, con il Cagliari che accelera i tempi per poterlo acquistare. L’attaccante, ricordiamo, fu pagato dal Napoli 18 milioni lo scorso gennaio dal Genoa. Il club sardo punta a lui per sostituire Borriello andato alla Spal. Trattativa a buon punto, si ragiona sul prestito con diritto di riscatto e si punta ad ottenere il si’ del giocatore. E’ stato seguito da diversi club di A, in maniera particolare da Spal e Benevento e anche da club spagnoli come l’Alaves. Ora, pero’, il Cagliari e’ più avanti di tutti, una trattativa che puo’ decollare in maniera definitiva da un momento all’altro. Lo riferisce Il Mattino.

Il successo a Verona e la superiorità indiscutibile: Sarri lancia un Napoli da scudetto

Il successo a Verona e la superiorità indiscutibile: Sarri lancia un Napoli da scudetto

La Gazzetta dello Sport tesse le lodi del Napoli di Maurizio Sarri. Buona la prima in campionato per gli azzurri che battono 3-1 l’Hellas in un ambiente ostile al Bentegodi: “Il successo indica una superiorità indiscutibile, con la consueta qualità abbinata ai meccanismi seducenti. Anche per Sarri questa potrebbe essere l’annata da titolo”. 

Il quotidiano si riferisce al Napoli di Maradona che nell’anno del tricolore perse la prima proprio al Bentegodi contro il Verona per 3-1.

Bentegodi rischio squalifica, razzismo ancora una volta: azzurri chiamati ‘scimmia’

Bentegodi rischio squalifica, razzismo ancora una volta: azzurri chiamati ‘scimmia’

Hanno accolto ognuno degli undici azzurri con un urlo assai poco gradevole: «scimmia». Il Mattino scrive: “Pensate alla scena, con lo speaker che legge la formazione, prende una pausa dopo il nome e dall’alto del Bentegodi si sente il coro «scimmia». Cosi’ per undici volte. Piu’, sia pure a tono dimesso, con Sarri. Non c’entra nulla il colore della pelle, e’ un coro senza distinzione e che tira in ballo chiunque, basta che sia del Napoli. Con trattamento speciale per Lorenzo Insigne, a cui viene spesso rivolto anche un buu di accompagnamento per ogni sua azione. Ormai questo stadio e’ una persecuzione per lui. Insigne non si scompone mai, anzi piu’ lo insultano piu’ i suoi scatti sembrano rapidi, il suo tocco delicato. Non si lascia mai andare, tranne alla fine, quando tradisce il tumulto che ogni volta che vieni qui ha dentro di se’. E si lascia andare quando quei cori contro di lui non cessano neppure con la partita terminata. E tirano in ballo la mamma. A quel punto si sbatte la mano sul petto, li’ dove c’è il cuore, per l’appunto. Una, due, tre volte. Lo stadio fischia. A lui non importa. Come a voler dire: “Napoli e’ nel mio cuore””.

Non ci sono spiegazioni logiche. Il punto e’ che i cori arrivavano da ogni parte dello stadio: la curva degli ultra’ gialloblu’ era «desertificata» a causa della chiusura per due turni. Momenti di tensione ce ne sono stati prima della gara per un lancio di bottiglie da parte di ultra’ gialloblu’ contro alcuni pullman della tifoseria partenopea, in arrivo nel parcheggio del Bentegodi. Tensione anche alla fine della partita quando alcuni ultra’ del Verona hanno divelto alcuni sediolini e li hanno lanciati nel settore occupato dai tifosi napoletani.

VIDEO ViViCentro – Amichevole, Juve Stabia-Sorrento 5-0: gli highlights del match

VIDEO ViViCentro – Amichevole, Juve Stabia-Sorrento 5-0: gli highlights del match

La Juve Stabia ha superato nel testa amichevole che si è giocato allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia il Sorrento. Un’importante sgambata che per i ragazzi del duo Caserta-Ferrara che ha dato i suoi frutti. Risultato finale di 5-0 grazie ai gol di Viola, doppietta per Costantini, di cui uno su rigore, Matute e Rosafio. Questi gli highlights e i gol del match.

dal nostro inviato, Ciro Novellino

L’Isis minaccia: “Il prossimo obiettivo è l’Italia”. Come risponderemo

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Un canale Telegram ritenuto legato al sedicente Stato islamico (Isis) ha indicato l’Italia come il prossimo obiettivo degli attacchi del gruppo jihadista, che ha rivendicato la responsabilità dell’attentato di Barcellona. Lo ha riferito Site – sito che monitora le attività jihadiste sul web – sul suo account Twitter.

Che l’Italia fosse nel mirino dell’Isis non è una novità. Tutti ricordano le minacce dirette a Roma (e la reazione ironica dei romani) di due anni fa, con tanto di hashtag #We_Are_Coming_O-Rome. Dopo l’attentato di Barcellona, però, la possibilità di un attentato in Italia sembra assai più concreta. E più concrete sembrerebbero le nuove minacce rilanciate da Site, l’associazione di monitoraggio dei network jihadisti guidata da Rita Katz.

Sul fronte delle misure di sicurezza nel nostro Paese due cittadini marocchini e un cittadino siriano sono stati espulsi dal territorio nazionale. Si tratta, spiegano al Viminale, di un 38enne marocchino, detenuto per reati comuni che, “insieme ad altri detenuti, dopo aver appreso dai telegiornali della notizia della strage terroristica di Stoccolma, ha chiaramente e inequivocabilmente festeggiato, inneggiando all’evento terroristico perpetrato nella capitale svedese”.

L’altro espulso è un siriano, arrestato nel 2015 “per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”, che “aveva espresso apprezzamento nei confronti degli autori dell’attentato terroristico di Manchester”. I rimpatri, 70 nel solo 2017, “salgono a 202 i soggetti gravitanti in ambienti dell’estremismo religioso espulsi con accompagnamento nel proprio Paese dal gennaio 2015 ad oggi”.

I precedenti
“Agli inizi di aprile di due anni fa, nel 2016”, ricorda La Repubblica, “le minacce con il riferimento alla capitale erano state diffuse in un messaggio audio del portavoce Abu Hassan al-Muhajir: ‘Quando verrà l’alta marea sarà la conquista di Bagdad, Damasco, Gerusalemme, Amman, Costantinopoli, Teheran e Roma’. Il 28 aprile circolavano invece sul web foto con messaggi minacciosi a firma Islamic State sullo sfondo di alcuni luoghi-simbolo italiani, sia di Roma che di Milano. E in una foto, scattata in autostrada nel Milanese, si leggeva l’indicazione “Venezia”. Ma per i servizi non c’erano ‘nuovi concreti elementi di allarme’. Le foto – aveva riferito allora Katz – erano circolate su account Twitter di sostenitori dell’Isis”.

“L’Italia è un target potenzialmente privilegiato sotto un profilo politico e simbolico/religioso, terreno di coltura di nuove generazioni di aspiranti mujahidin, che vivono nel mito del ritorno al califfato e che, aderendo alla campagna offensiva promossa da Daesh, potrebbero decidere di agire entro i nostri confini”, avevano fatto sapere i Servizi segreti italiani a marzo 2016. “Il 20 gennaio di quest’anno”, prosegue il quotidiano, “un filmato era poi stato diffuso da Halab Wilayah, Centro media del governatorato di Aleppo: in un cielo inquietante che annunciava allo stesso tempo distruzione e una nuova alba, compariva l’immagine dell’Anfiteatro Flavio conquistato dalle bandiere nere islamiche: “La promessa sarà mantenuta: conquisteremo Roma”.

“A febbraio era girata anche un’intervista del fondamentalista islamico inglese Anjem Choudary, in cui minacciava lo Stato italiano annunciando che i combattenti del Daesh “conquisteranno Roma per affermarvi la Sharia”, prosegue ancora La Repubblica, “a giugno è stata la volta del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, accusato dal Califfato per la influente presenza del nostro Paese in Libia. Un video pubblicato su Youtube e intitolato “Stato islamico – questo è ciò che abbiamo promesso ad Allah e al Suo Messaggero” contiene molteplici minacce all’Italia, agli Stati Uniti e a tutti i Paesi che in questi anni stanno cercando di debellare Daesh”.

Espulsi due marocchini e un siriano
“Intanto il Viminale prosegue e intensifica la politica delle espulsioni dei cittadini stranieri ritenuti potenzialmente pericolosi”, si legge sul Sole 24 Ore, “ora è stata la volta di due marocchini ed di un siriano. Con questi rimpatri, 70 nel solo 2017, salgono a 202 i soggetti gravitanti in ambienti dell’estremismo religioso espulsi con accompagnamento nel proprio Paese dal gennaio 2015 ad oggi”.

Anche dopo l’attentato di Barcellona, non è cambiato in Italia l’attuale livello di allerta 2, che è già al massimo grado, un gradino sotto a quello dell’’attacco in corso’. Ma il ministero dell’Interno “ha chiesto alle Forze di tenere elevato il livello di vigilanza, rafforzando sul territorio le misure di sicurezza a protezione degli obiettivi ritenuti più a rischio, soprattutto nei luoghi turistici”.

Misure di sicurezza rafforzate
“Una delle decisioni emerse dal comitato per l’ordine e la sicurezza riunitosi in prefettura a Roma è il rafforzamento del presìdi nei luoghi considerati più sensibili. Prevista anche una ‘stretta’ con controlli maggiori su veicoli come camion e Ncc (le vetture di autonoleggio). Sono stati predisposti inoltre per il periodo estivo ulteriori misure di sicurezza nelle località balneari di Anzio e Nettuno”, spiega il quotidiano economico-finanziario, ” nella Capitale potrebbero essere presto installate nuove barriere nei luoghi particolarmente affollati o zone pedonali. Tra le ipotesi in campo che verranno valutate in una tavolo ad hoc tra Campidoglio e prefettura di Roma c’è la possibilità di installare barriere (new jersey o fioriere) in via del Corso e in via dei Fori Imperiali.

A Milano sono state rafforzate ulteriormente le misure di sicurezza posizionando nuove barriere agli accessi laterali della Galleria Vittorio Emanuele, accanto a piazza Duomo. Presto ne arriveranno altre nella zona della Darsena e dei navigli”.

agi/adnkronos

Dall’Europa a Trump, confusi e divisi contro il Califfato

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Distrutti i centri di comando dell’Isis resta il problema delle periferie islamiche. Con il quale deve cimentarsi il nuovo assetto mondiale degli imperi e delle grandi potenze

LA SPAGNA e poi la Finlandia: le periferie del mondo islamico sono in pieno movimento anche se le vittime civili sono relativamente poche e i terroristi quasi tutti eliminati. Cifre modeste ma geograficamente diffuse. Da dove vengono i carnefici? Chi li ispira? Il Califfato esiste ancora? E Al Qaeda? E i gruppi marocchini? E gli Emirati Arabi? E i franchi tiratori di Mosul, di Raqqa, di Aleppo?

Insomma infuriano varie buriane ed Ezio Mauro nel nostro giornale di ieri ne ha messo in luce il significato. Lo condivido e a mia volta dirò anche io quel che penso su quanto continua ad accadere sul piano degli attentati sovversivi. La parola “sovversivo” è molto antica: risale a metà Ottocento, in Europa e soprattutto in Francia, in Italia, in Austria, in Russia. In Francia era ancora recente la Grande Rivoluzione. I sovversivi erano coloro che volevano cambiare profondamente la situazione politica e sociale di un territorio e a volte erano animati da patriottismo, a volte dall’anarchia oppure da un’ideologia. Altre volte addirittura da ideali reazionari che volevano riportare società e interessi da tempo scomparsi.

I sovversivi ci sono stati sempre e motivati con ragioni e interessi profondamente diversi, in un certo periodo il numero, i luoghi, le motivazioni di ceti sociali da cui provenivano davano luogo a organizzazioni durature e ideologicamente caratterizzate. Oppure erano forme, diffuse e potenti, di brigantaggio.

Ma questo non ha quasi nulla a che vedere con il sovversivismo anche se talvolta effettuarono occasionali alleanze tra briganti e sovversivi. Qual è la situazione di oggi? I briganti esistono ancora, hanno cambiato nome da tempo. Si chiamano Mafia, oppure ‘Ndrangheta, oppure Camorra: è un brigantaggio con abiti civili e armi più economiche e politiche che da guerra. Il fenomeno nuovo (relativamente) è di tutt’altro genere ed è caratterizzato in modi assai diversi: in gran parte ha una motivazione religiosa che colora e in parte nasconde una rivolta sociale.

Questi sono i due fenomeni, diversi ma strettamente congiunti. Quanto alle loro strutture organizzative, anch’esse sono duplici: una o due sono i centri di comando, l’altra invece è costituita dalle periferie sociali dei Paesi dove la ricchezza e il capitale costituiscono la realtà di fondo. I centri di comando – religiosi – erano costituiti soprattutto a Mosul e a Raqqa. Lì c’era il quartier generale del Califfato e i suoi eserciti militarizzati che difendevano il loro territorio, dominavano le loro cellule sparse nel mondo, istruivano in appositi campi adeguatamente attrezzati i giovani che venivano da apprendisti di terrorismo e tornavano poi nei Paesi di origine organizzando cellule operative.

Questa situazione è parzialmente cambiata anche perché alcune grandi Nazioni per motivi diversi hanno tuttavia deciso di eliminare al più presto possibile i comandi del Califfato. Questa operazione è stata in gran parte risolta: Mosul e Raqqa sono state in gran parte conquistate, l’apparato militare del Califfato quasi interamente distrutto; il Califfo in persona sarebbe stato ucciso. Resta tuttavia intatto il problema delle periferie e, a fronte di esso, il nuovo assetto mondiale degli imperi e delle grandi potenze che, tra i tanti problemi che debbono affrontare, hanno anche quello delle periferie, della loro trasformazione politica e dei rapporti che si raccordano nella società globale.

Se vogliamo elencare con adeguate parole questo insieme di problemi diremo: tecnologie, emigrazioni, rapporti tra Paesi dai quali gli abitanti fuggono e Paesi che li respingono o li imprigionano, forze democratiche in varia trasformazione, alleanze e contrasti in costante mutamento. Infine: diminuzione dell’autorità delle Nazioni Unite e quindi un mondo in piena e pericolosa confusione. Come si vede, il panorama complessivo non è affatto felice.

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Di Trump è inutile parlare: la sua è una politica mutevole se non addirittura giornaliera rispetto alla Russia, alla Germania, alla Francia, alla Libia, alla Cina, all’Egitto, alla Corea del Nord e all’Italia. È la meno considerata la nostra Nazione e quindi ne parlano poco e Trump pochissimo.

Con queste mutazioni non si può certo concludere che gli Usa non contino niente. Contano moltissimo, ma somigliano molto alla pallina bianca della roulette. Conta moltissimo perché dove si ferma vince. Solo che quasi a ogni giro il numero vincente cambia. Vince ma cambia. Somiglia maledettamente a Trump.

La Cina ha costruito un capitalismo dittatoriale, con delle sfumature di democrazia. Sfumature. Nella sostanza è un immenso Paese che compra tutto: isole, territori, banche, crediti, debiti, stadi sportivi, movimenti storici. Compra tutto e invia, quando necessario, gruppi di suoi cittadini nei luoghi comprati.

Sostanzialmente è un Paese tirannico e pacifico. Sembra una contraddizione e invece è un risultato. Della religione gli importa poco o niente. Quanto al Giappone, conta molto in economia e basta. In Europa, oltre a Merkel della quale tra poche settimane conosceremo l’esito decisivo delle elezioni, c’è Macron del quale abbiamo più volte parlato. È de Gaulle, è Pompidou, è Mazzarino, è il cardinale di Retz, è il grand commis, è Enrico IV, è il Re Sole. Insomma è la Francia che vuole incarnare l’Europa. Napoleone sì e no. Talleyrand un po’ di più. Tocqueville bene, ma con un po’ più di energia. Insomma Macron è Macron. Il numero dei francesi che si occupano di politica è in mastodontica diminuzione. Ma di quelli che invece se ne occupano lui è il Presidente con poteri quasi assoluti. E l’Europa? Ma non è francese l’Europa? Macron è europeista e sovranista. Piaccia o non piaccia. Il gioco con lui tocca soprattutto a Merkel.

Toccherebbe anche all’Italia, ma a chi? Spesso, anzi quasi sempre, chiudo questi articoli domenicali parlando di Renzi. Gli do consigli non richiesti, gli faccio critiche richieste ancora di meno. Renzi da solo non può fare nulla. In buona compagnia non ci vuole stare. Vuole decidere tutto lui e da solo, magari facendo qualche mezza alleanza non cucita ma imbastita che è molto diversa. Imbastirà con Alfano. Imbastirà con Franceschini, forse anche con Delrio e forse addirittura con Berlusconi. Se questo è il suo modo di procedere, alla fine non conterà niente anche se diventerà presidente del Consiglio.

Ciò che dovrebbe fare per contare in Europa nel nome di Ventotene e di Giustizia e Libertà l’ho già detto fino alla noia.
“Dimmi quando tu verrai
dimmi quando quando quando… “.

EUGENIO SCALFARI/larepubblica

Ugolini: “Nel contratto di Insigne non c’è alcuna clausola, il Napoli vuole farne una bandiera”

Nel corso di Sky Calcio live è intervenuto il giornalista Massimo Ugolini rilasciando alcune dichiarazioni:

“Nel contratto di Insigne, rinnovato pochi mesi fa, non c’è alcuna clausola rescissoria. Anche se cambierà procuratore, sarà il Napoli che deciderà il suo futuro. C’è un contratto estremamente ricco, la società vuole farne una bandiera”.