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Promozione-Rinascita Ischia Isolaverde: ecco lo staff tecnico

Ischia, 15 agosto 2017 – Si comunicano le cariche societarie e tecniche ufficiali per la stagione calcistica
2017/2018:

Presidente: Pino Taglialatela
Vice Presidente: Giovan Giuseppe Sorrentino
Vice Presidente: Nunzio Iaccarino
Consiglieri: Federico de Angelis, Giuseppe Manzi, Fausto Cigliano, Antonio de Luca, Antonio Ciro Curci,
Gianluca Calise, Pierfrancesco di Meglio, Aldo Marena
Direttore Generale: Isidoro di Meglio
Direttore Tecnico: Ciro Bilardi
Tesoriere: Maurizio Pinto
Capo Ufficio Stampa: Luigi Iannucci
Nei prossimi giorni saranno comunicati gli altri nominativi che andranno a completare e rafforzare la
struttura societaria e tecnica per la prossima stagione calcistica.

Un grave lutto colpisce la famiglia Logiudice

Un grave lutto colpisce la famiglia Logiudice

Alla Juve Stabia ha dato tanto, poi alla fine le strade si sono divise. Il ricordo è forte per l’ex direttore sportivo della Juve Stabia, Pasquale Logiudice che oggi è stato colpito da un grave lutto, la perdita della cara moglie Francesca. Un dolore incredibile, una ferita che non si rimarginerà. Dalla redazione di ViVicentro.it e in primis dal vice direttore Mario Vollono, le più sentite condoglianze a tutta la famiglia Logiudice.

UFFICIALE – Nuova avventura per l’ex Juve Stabia Danucci: giocherà a Campobasso

UFFICIALE – Nuova avventura per l’ex Juve Stabia Danucci: giocherà a Campobasso

Dopo l’approdo alla Turris, la scorsa stagione in serie D, parte una nuova avventura per Ciro Danucci con il Campobasso. Il centrocampista classe ’83, in carriera ha collezionato 375 presenze la maggiorparte tra i professionisti. 3 sono, infatti, i campionati di serie B con le maglie del Catania, Cesena e Juve Stabia. 11 le stagioni divise tra C1 e C2 nelle quali ha difeso i colori del Cuneo, Ternana, Taranto, Varese e Reggiana. Un forte in bocca al lupo a chi ha indossato la maglia delle Vespe.

a cura di Ciro Novellino

 

Condoglianze della S.S.Juve Stabia a Logiudice per scomparsa moglie Franca

S.S.Juve Stabia costernata apprende la notizia della scomparsa di Franca Molinari, moglie di Pasquale Logiudice, gia’ direttore sportivo delle vespe.

Il Presidente Franco Manniello, il Direttore Generale Clemente Filippi, il Segretario Generale Raffaele Persico e tutte le componenti societarie si stringono intorno alle famiglie Logiudice e Molonari in questo momento di profondo dolore.

S.S.Juve Stabia

Lutto Juve Stabia

Un grave lutto colpisce la famiglia Logiudice

Faccine da cani. Riconsiderare i nostri amici animali

Gioverebbe ciò di sicuro anche ai rapporti tra noi umani. 

Domenica 13 agosto a Sant’Alessio Siculo, in provincia di Messina, un paesino turistico-balneare ubicato in prossimità dello Stretto di Messina sulla costa jonica, baciato dalla natura e dal paesaggio, si è svolta una mostra di cani di razza e non, rientrante tra gli spettacoli estivi organizzati dalla locale Amministrazione, che insieme ai commercianti, ha devoluto le proprie legittime indennità, mentre gli esercenti si sono autotassati.

Lo scenario della manifestazione, come per altri eventi, è stato la piazzetta prospicente il lungomare, uno dei luoghi più suggestivi di Sant’Alessio Siculo. Infatti, guardando verso l’orizzonte, a destra si erge il promontorio con l’omonimo Capo e il caratteristico Castello  medievale, ormai un simbolo di riconoscimento del paese; a sinistra invece ci si perde con lo sguardo lungo tutta la Riviera Jonica messinese fino a Capo Alì e ancora fino allo Stretto di Messina con lo sfondo dell’Aspromonte e della sottostante costa calabra. Al centro il luccichio azzurro del mare Jonio.

Ma sono state le espressioni simpatiche – a volte un po’ meno (in un caso il mio smartphone è quasi finito in bocca ad un troppo allegro cagnolone) – che hanno attirato la mia attenzione. Sembravano umane.

Ci dice d’altronde la scienza moderna, che il cervello dei nostri parenti mammiferi e tanto più quello dei nostri cugini primati, se stimolato da medesimi effetti o condizioni, presenta analoghi sintomi e quindi induce in comportamenti simili a quelli umani seppure meno complessi, poiché di base genetica ed evolutiva abbiamo molto in comune.

Forse dovremmo rivedere culturalmente e globalmente il rapporto con i nostri amici animali.

Fino infatti a circa diecimila anni addietro, sempre secondo la recente paleoantropologia, eravamo degli intelligentissimi primati-umani cacciatori-raccoglitori. Poi a seguito di un globale mutamento climatico verso il caldo (seppure siamo ancora all’interno di una macro era glaciale che dura da circa 2 milioni e mezzo di anni), con lo scioglimento dei ghiacci specialmente nell’emisfero boreale, ci siamo adattati passando a fare gli stanziali agricoltori-allevatori e costituendoci per la prima volta in città-stato. E per non rimanere socialmente barbari, abbiamo affidato la gestione dell’esistenza civile di ognuno e della collettiva, a delle leggi amministrate da persone del popolo, elette (non sempre purtroppo) o incaricate in modo specifico.

Ora, dopo la grande rivoluzione civile, di certo molto più consapevole e modernamente scientifica di ogni altra del rispettabilissimo ma empirico passato, iniziata, direi in modo pregnante dal 20° secolo, dovremmo anche riconsiderare le abitudini cavernicole della nostra mente, la quale, anche quando incarnata da millenni di esistenza tribale nella giungla, deserti, tundra e foreste, grazie alla sua fantastica plasticità, se informata, istruita in maniera pragmatica e in modo globale e quotidiano, soprattutto sin dalla più piccola età, ma senza ipocrisie, dissimulazioni e manipolazioni culturali, ideologiche, politiche, dottrinali e propagandistiche,  forse, potrebbe anche rivedere diversamente i nostri parenti animali, quindi non più, ad esempio, come cibo oppure oggetti e cose.

Gioverebbe ciò di sicuro anche ai rapporti tra noi umani, ove spesso, il nostro antico cervello, invece che percepire persone, interpreta o rammenta ben altro di ancestrale e violento.

Adduso Sebastiano

ESCLUSIVA – Dopo il ‘no’ del Catanzaro, Rizoli in prova al Campobasso: si attende la risposta di Pavarese

ESCLUSIVA – Dopo il ‘no’ del Catanzaro, Rizoli in prova al Campobasso: si attende la risposta di Pavarese

Diego Rizoli talento italo-argentino, classe ’89, centrocampista, è in prova al Campobasso. Buona visione di gioco, destro e sinistro. Dopo il sogno Catanzaro, facendo tutto il ritiro, non è stato tesserato per la regola degli Under. Secondo quanto raccolto dalla redazione di ViViCentro.it, è stato in prova al Campobasso per 3 giorni, accompagnato dallo scouting Vincenzo Ruggiero, disputanto un positivo secondo nell’ultimo match amichevole disputato, con la speranza di potervi rimanere. Ex River Plate con esperienze in B e C Argentina, è stato in Italia ad un passo dal Modena in B poi Sanbonifacese, Borgomanero, Lombardia Tauras e Miami. Si attende la decisione del nuovo direttore sportivo Luigi Pavarese.

a cura di Ciro Novellino

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De Laurentiis: “Buon Ferragosto a tutti i tifosi del Napoli”

Il messaggio del presidente

Ritorna a scrivere messaggi su Twitter il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis: “Buon Ferragosto a tutti i tifosi e simpatizzanti del Napoli in Italia e nel mondo, da parte mia e di tutto il Napoli. E buon Ferragosto anche a Sarri, al suo staff, a Giuntoli e alle loro famiglie. E a mio figlio Edoardo, vice presidente sempre presente. E naturalmente un buon Ferragosto a tutti i nostri calciatori e alle loro famiglie”.

Verona-Napoli, autorizzata la vendita dei biglietti per il settore ospiti

Lo riporta il Napoli sul proprio sito: sscnapoli.it

La Questura di Verona ha autorizzato la vendita dei tagliandi del Settore Ospiti per il match Verona-Napoli, prima giornata di Serie A in programma sabato 19 agosto alle ore 20.45, fino al limite di 1.200 tagliandi ai residenti nella Regione Campania solo se sottoscrittori del programma di fidelizzazione della SSC Napoli e ai residenti di altre regioni anche se non possessori di tessera. La chiusura della vendita per il Settore Ospiti avverrà alle ore 19.00 del giorno precedente l’incontro. Maggiori info e prezzi sul sito web della Hellas Verona.

Candela: “Solo il Napoli può rovinarsi la vita contro il Nizza”

Le sue parole

Vincent Candela, ex difensore francese della Roma, ha parlato a Il Mattino: “Mi sembra che solo il Napoli possa rovinarsi la vita. Ha il 95 per cento di possibilita’ di eliminare il Nizza, squadra senza esperienza internazionale. E a questi livelli fa la differenza. Se gioca, Balotelli e’ l’uomo da temere più di tutti. Per il resto, il Nizza e’ una squadra che ha nelle idee di Favre la sua parte più insidiosa. Ma non ci sono le condizioni perche’ possa creare dei problemi a Insigne, Mertens e gli altri azzurri”.

Favre e Sarri si somigliano?

“Puntano entrambi al possesso palla. Ma la qualita’ del Napoli non e’ la qualita’ del Nizza. Ci sono giocatori tra gli azzurri che giocherebbe titolari in qualsiasi grande squadra di Europa. Nel Nizza non è così…”.

Nel Napoli chi le piace di più?

“Mertens. Vi ho sorpreso? Vi aspettavate dicessi il nome di un difensore? In realta’ il belga mi ha lasciato senza parole. Ancora non riesco a capire come sia riuscito a trasformare il suo modo di giocare a 30 anni, dalla sera alla mattina. Un autentico fuoriclasse”.

Un attacco stellare, quello del Napoli?

“Se Milik al momento va in panchina e’ la prova che questa squadra può davvero puntare in alto. E non solo in campionato. Il polacco e’ una delle stelle emergenti del calcio europeo: io da difensore non me lo sarei mai voluto trovare davanti. Ha fisico e velocita’: lo ricordo all’Europeo, tutti cercavano Lewandowski e invece c’era sempre lui in ogni azione della Polonia”.

E nel Nizza, oltre Balotelli, chi c’è da temere?

“Plea e Seri sono due buoni giocatori. Ma a me il Nizza mi è sembrato in queste prime due giornate del campionato francese un po’ in ombra rispetto alla squadra che ha brillato la passata stagione”.

In serie A, il Napoli puo’ lottare per lo scudetto?

“Io sono sicuro che la Juventus non rivincera’ il titolo. E che questo e’ l’anno giusto per le altre… il Napoli e’ davanti a tutti, non credo che il Milan sia gia’ competitivo per la lotta per il primo posto, ma Roma e Inter si”.

Tutti pazzi per Insigne, super offerta spagnola: pronta la risposta del Napoli

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Lorenzo Insigne continua ad essere corteggiato dalle grandi squadre europee: nella giornata di ieri si è parlato di un interessamento da parte del Liverpool [leggi qui per avere maggior dettagli], oggi invece la Gazzetta dello Sport riporta di un’offerta importante da parte di una big spagnola.

Da quanto riportato dal quotidiano sarebbe il Barcellona la spagnola interessata al 24 azzurro, e avrebbe offerto circa 60 milioni per il cartellino di Lorenzo Insiglie, ma De Laurentiis ha risposto a questa offerta: ”Non lo cederò per nessuna cifra al mondo”.

 

Insigne dunque sembra essere un giocatore su cui il Napoli vuole costruire una continuità e una squadra che possa competere nel calcio europeo

Auriemma: “Sarri lavora ad un’arma in più in campo”

Auriemma: “Sarri lavora ad un’arma in più in campo”

Maurizio Sarri, allenatore del Napoli, sta lavorando molto sui calci piazzati, anche quelli a favore che hanno portato gol non consueti da Koulibaly e Albiol. Raffaele Auriemma scrive su Tuttosport: “Potrebbe diventare un’arma in più, soprattutto in una sfida poco decifrabile come quella di domani sera a Fuorigrotta, davanti a quasi 50mila spettatori tutti partenopei. Il Nizza ha più carburante nel motore, avendo giocato 4 gare ufficiali tra qualificazioni Champions e Ligue 1. Nizza più avanti nella preparazione, ecco perché Sarri vuole una partenza sprint, provando a chiudere il match anzitempo ed avendo tanti buoni motivi per crederci”.

Parigi, auto contro un ristorante: morta tredicenne e 12 feriti

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PARIGI – Un’auto si lancia contro un ristorate a Sept Sorts, vicino a La Fertè sous- Jovarre, a 50 chilometri da Parigi poco dopo le 20. Muore una ragazzina di 13 anni e 12 persone  ferite, tra cui il fratello più piccolo della vittima.

LA DEPRESSIONE DIETRO IL FOLLE GESTO

L’uomo  –  un 32 enne residente a Ferte-sous- Jarre, piccolo comune situato a pochi chilometri dal luogo dell’incidente – si è schiantato con la sua Bmw contro la pizzeria Cesena colpendo la vetrata e falciando i clienti che si trovavano seduti all’esterno. Scattato immediatamente il dispositivo di emergenza con le forze dell’ordine che hanno messo in sicurezza e evacuato l’intero perimetro attorno al ristorante. Il conducente, rimasto incastrato nel locale, ha ammesso di aver assunto droghe e ha confessato di aver tentato la settimana scorsa di suicidarsi.

SI ESCLUDE LA PISTA DEL TERRORISMO

La depressione dietro il folle gesto e non il terrorismo: lo ha ribadito il procuratore di Meaux, Eric de Valroger, che ha definitivamente escluso la pista terroristica. La procura di Meaux ha aperto un’inchiesta per “omicidio volontario con arma”.

I PRECEDENTI

L’episodio è avvenuto pochi giorni dopo l’attacco contro un gruppo di 6 militari, investiti da una Bmw  a Levallois Perret, alle porte di Parigi. Nella memoria collettiva poi il tragico attacco terroristico a Nizza,dove un camion falciò decine di persone. La Francia si trova attualmente sotto lo stato di emergenza attivato dopo gli attentati del 2015 e in vigore fino al primo novembre, data in cui dovrebbe subentrare la nuova legge sull’antiterrorismo preparata dal governo.

La ferita del terrorismo si fa sentire. Così cambiano Londra e Istanbul

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Londra, “città aperta”, scopre la paura del diverso, a Liverpool Street, vicino alla moschea di Brick Lane, aumenta la diffidenza verso gli stranieri. L’incubo degli attentati stravolge anche la vita a Istanbul: i turisti fuggono, i locali sono deserti e sale l’intolleranza verso chi non si allinea al presidente Erdogan.

 

Londra sta cambiando rapidamente. Dopo anni al centro dell’economia, della cultura e della società europea, la capitale del Regno Unito è sotto attacco. Non solo del terrorismo islamico, ma anche della Brexit – che potrebbe lacerare il tessuto multiculturale della città – e dell’instabilità politica senza precedenti. Con una serie di tre articoli che raccontano altrettanti luoghi di Londra , «La Stampa» analizza i cambiamenti in corso di una delle città più decisive al mondo. Oggi si parla di Liverpool Street e quindi di multiculturalismo 

Per osservare le radici multiculturali di Londra, bisogna scendere alla stazione di Liverpool Street e dirigersi a Est, fino a un palazzo in mattoni marroni. La moschea di Brick Lane è a pochi passi, ma molto distante, dalla City di Londra. Dieci minuti a piedi dai signori del denaro con il gessato e le signore con i tacchi a spillo, l’edificio è anonimo, quasi non si volesse fare notare.

Invece degli sgargianti minareti e cupole proprie delle moschee mediorientali, la facciata è sobria, sormontata da una meridiana stile antico-romano, che allude a un passato turbolento. Oggi, la moschea è il luogo di culto per circa 3000 fedeli, parte dell’enorme comunità musulmana di Londra. Ma non è sempre stato così. Il palazzo nacque, nel 1743, come chiesa protestante per gli ugonotti francesi – rifugiati politici e religiosi.

Un secolo e mezzo dopo, divenne una sinagoga al servizio della comunità ebraica che stava arrivando nell’Est di Londra. E fu solo 40 anni fa che immigranti musulmani provenienti dal Bangladesh lo trasformarono in una moschea. È una staffetta culturale che si ripete un po’ dovunque a Londra. Basta fare un po’ di archeologia urbana e ogni pezzo della città ha una storia variegata, complessa e quasi mai semplice. Etnie, nazionalità, culture si incontrano e si confrontano in un panorama cittadino in moto perpetuo.

Il risultato, anch’esso quasi mai indolore, è una delle città più multiculurali del mondo. Chi li ha contati dice che i «londinesi» provengono da 270 paesi diversi e parlano 300 lingue. La catena di caffè Pret A Manger, una delle storie di successo del business britannico degli ultimi anni, ha impiegati con 105 passaporti. Sulla metropolitana, al pub e persino nella City, è praticamente impossibile non imbattersi in uno «straniero».

È facile pensare alla Torre di Babele, ma l’analogia è superficiale. Fino a poco fa, Londra non era un caos di lingue e nazionalità ma il «melting pot» tanto amato dagli americani, il crogiolo che fonde culture diverse senza cancellare le differenze storico-sociali. La stragrande maggioranza dei tre milioni di stranieri che vivono nella capitale contribuisce alla diversità culturale, ma ne gode anche i suoi frutti, dai fantastici ristoranti vietnamiti a Shoreditch al Carnervale caraibico di Notting Hill.

Per chi, come me, ha studiato e lavorato a Londra per poi ritornarci dopo un decennio passato altrove, la capitale britannica non è mai stata una semplice dimora ma la prova tangibile di come gente di estrazione completamente diversa potesse vivere in relativa armonia, senza cedere troppo spesso alla tentazione di attaccare l’«altro». È sempre un piacere camminare per Hackney, un quartiere dell’Est di Londra, sapendo che è qui che hanno vissuto sia lo scrittore americano Edgar Allan Poe nel 19° secolo, sia Alan Sugar, magnate di origine ebraica che fondò la società di computer Amstrad negli Anni 70 e poi si comprò il Tottenham Hotspur, sia Idris Elba, uno degli attori più gettonati del momento.

L’inno più commovente a questa multiculturalità è stato scritto da Benjamin Zephaniah, poeta urbano famoso a Londra. Nella sua composizione: «The British», i britannici, Zephaniah descrive la «ricetta» che ha fatto grande la Gran Bretagna. Inizia con i celti, gli anglo-sassoni e i romani ma poi dice: «aggiungete i cileni calienti, i giamaicani rilassatissimi e i dominicani», e mescolateli con «i somali, i cingalesi, i nigeriani e i pachistani», e così via. «Gli ingredienti», dice il poeta, «sono tutti ugualmente importanti. Utilizzarne uno più degli altri porterà a un pasto indigesto».

Ma molto è cambiato negli ultimi mesi. A partire da Brexit. Chi ha votato per uscire dall’Europa dell’anno scorso ha avuto tanti motivi ma il rifiuto dell’essenza muticulturale di Londra o, peggio ancora, il razzismo, erano tra quelli. Basta ascoltare, il leader del Uk Independence Party Nigel Farage, la star della campagna-Brexit. «Il multiculturalismo è fallito in Gran Bretagna. Ed è fallito anche in Francia. È fallito in ogni Paese in cui è stato messo in pratica», ha detto Farage. Una parte della popolazione britannica è, purtroppo, d’accordo.

L’idea è semplice e semplicistica: gli immigranti rubano lavoro agli «indigeni», abusano dei servizi pubblici, diluiscono l’identità culturale del Paese. È lo stesso messaggio che ha permesso a Donald Trump di installarsi alla Casa Bianca. Che ha causato gli atti beceri di Charlottsville al weekend. E che ha fatto sì che partiti estremisti facciano la voce grossa in mezza Europa.

Peccato che i fatti non concordino con la retorica. Che i contributi economici degli immigranti siano fondamentali al benessere della Gran Bretagna (chiedete a Pret a Manger, ma anche al servizio sanitario britannico con infermieri e dottori di mezzo mondo, o alle banche d’affari). Ma c’è di peggio. Gli attacchi terroristici di London Bridge e, prima ancora, a Westminster, hanno messo i riflettori sulla comunità musulmana, creando un clima di ostilità e sospetto che non si respirava da anni.

Anche nei circoli «illuminati» e benpensanti dei media e del commercio si incominciano a sentire discorsi strani. «La “loro” Londra non è la “mia” Londra», mi ha detto un capo della finanza di recente, una distinzione che sa di discriminazione. Londra non è mai stata un’isola completamente felice. Il razzismo e la violenza contro gli immigranti non sono un fenomeno nuovo e la sperequazione sociale ed economica è una costante della società britannica.

Ma gli eventi degli ultimi mesi hanno incrinato una delle pietre angolari del crogiolo: il principio che Londra non guarda a passaporti o conti in banca. Che Londra accetta chi viene e non chiede da dove provengano o in cosa credano. Che Londra è più bella e solida se è fatta di esperienze diverse. Come quei mattoni secolari di Brick Lane.

Si spengono le luci di Istanbul: turisti in fuga da attentati e polizia

I locali sono deserti e sale l’intolleranza verso chi non si allinea alla deriva autoritaria In città iniziate le ronde delle “Aquile della notte” volute dal presidente Erdogan
ISTANBUL – Da «New-York del Medioriente» a città presidiata, anche la notte. L’ultimo sfregio a Istanbul, arriva da 386 «Gece Kartalları», le «Aquile della notte», un ramo della polizia, addestrato dalle forze speciali e armato di tutto punto. Vigileranno nei distretti più pericolosi, dove potranno intervenire a loro discrezione. Istanbul è la prima città dove sono impiegati, ma la loro presenza verrà estesa a tutta la «Yeni Türkiye», la Nuova Turchia di Recep Tayyip Erdogan.

Si tratta della risposta del governo agli scontri di strada, taciuti dalla maggior parte della stampa, ma sempre più numerosi, fra gruppi ultra nazionalisti che attaccano non solo i curdi, ma anche gli aleviti, rei di praticare un Islam di derivazione sciita e quindi diverso da quello sunnita, da anni eretto a credo ufficiale in quel che resta dello Stato laico fondato da Mustafa Kemal Atatürk. Oltre a rappresentare un rimedio in caso di rivolte antigovernative come quella di Gezi Parki del 2013 e iniziata proprio la sera.

Intanto, la «regina delle città», come la chiamavano gli antichi, è un luogo sempre più mono identitario, proprio qui, nell’antica Costantinopoli, dove culture e religioni si sono incontrate e scontrate per secoli.

La verità è che gli europei e gli americani, la Istanbul del 2017 la evitano. I numeri parlano chiaro. Da gennaio a giugno di quest’anno, i turisti entrati nel Paese sono stati circa 4,3 milioni, cifra che fa impallidire, se si pensa che nel 2015, prima dell’ondata di attentati che ha sconvolto il Paese, nella sola Istanbul erano arrivate oltre 11 milioni di persone. Dei visitatori di quest’anno, il 7,7 sono tedeschi, il 3,3 francesi e il 2,9 americani. Per il resto a entrare nella Mezzaluna sono stati sauditi, iracheni, turkmeni, azeri e tanti russi. Questi ultimi, per gentile concessione di Vladimir Putin che, nell’ambito della ritrovata sintonia fra le due nazioni e dopo diverse prove di buona fede da parte della Turchia, ha autorizzato il ripristino dei voli charter. Nonostante questo, il settore è in sofferenza. La Turob, l’Associazione degli albergatori turca, ha calcolato che nella sola Istanbul, quest’anno le perdite saranno di un miliardo di euro. La Tyd, l’Associazione degli investitori nel settore turismo, ha previsto che, se non verranno presi provvedimenti, nel triennio 2016-2018, andranno in fumo fino a 30 miliardi di dollari. Il governo è corso ai ripari e per il 2018 ha previsto un incremento dei turisti russi e un vero e proprio boom di visitatori dalla Cina. Ma Ankara, non perde occasione per mettersi in prima linea nelle più delicate crisi della regione, l’ultima in ordine temporale, quella fra Arabia Saudita e Qatar. E anche il web non l’aiuta. Il celebre periodico Forbes ha messo la Turchia fra uno dei dieci posti più pericolosi per donne che viaggiano da sole. A contribuire al risultato, sono state anche le politiche autoritarie del presidente Erdogan e le frasi che invitavano il gentil sesso a non divorziare e a fare almeno tre figli.

A Istanbul, dove di recente si sono verificati episodi di intolleranza nei confronti chi di, causa caldo torrido, indossava calzoncini, si aspetta il ritorno in massa dei turisti come la pioggia alla fine della siccità. La città è come senza forze. L’energia, l’entusiasmo che l’hanno caratterizzata negli anni delle speranze di democratizzazione e della crescita economica sembrano un lontano ricordo. Alcuni quartieri hanno cambiato faccia. Fra Asmalismecit e Sofiyali sokak, dove una volta non si camminava per la presenza di nottambuli e tavolini all’aperto, c’è il deserto. La movida, si è spostata, in formato ridotto, a Karaköy, ma i livelli «di quando si stava bene» sembrano irraggiungibili. Sfregio nello sfregio, dopo il Reina, il locale notturno teatro della strage di Capodanno e per tutti il simbolo della vita all’occidentale nella città, hanno chiuso anche il club di Suada, isola artificiale in mezzo al Bosforo, dove dei ristoranti e la piscina olimpionica rimane un cumulo di macerie, ma il sito web funziona ancora perfettamente e fa l’effetto di un vinile rotto che si inceppa nel giradischi. C’è chi abbatte e chi costruisce. Nell’area di Rumeli Hisari, sul Bosforo, un tempo adibita a concerti estivi è sorta una sala da preghiera. La moschea sulla collina di Camlica, fortemente voluta da Erdogan, si appresta a diventare una delle più grandi del mondo e i lavori per quella in Piazza Taksim, un tempo centro della movida, procedono spediti.

Storie di una città che muta in fretta, dove la gente si ostina a dire che va tutto bene e che in fondo non è cambiato molto, ma dove in alcune case si teme di essere le prossime vittime del repulisti di Erdogan. Le feste più ambite, ormai, sono quelle di chi riesce ad andarsene all’estero. Gli altri, la sera vanno sul Bosforo, rimasto l’unica, incrollabile certezza, a bere, sperando che quel cocktail non sia l’ultimo. Poi di notte tira la brezza e con l’oscurità e quelle lucine sull’acqua sembra che sia tutto come prima. Quando si stava bene.

vivicentro.it/cronaca
vivicentro/La ferita del terrorismo si fa sentire: Così cambiano Londra e Istanbul
lastampa/Londra, la città aperta ferita dal terrorismo ora ha paura del diverso FRANCESCO GUERRERA – Si spengono le luci di Istanbul: turisti in fuga da attentati e polizia MARTA OTTAVIANI

Chiesa continua ad essere un sogno per il Napoli

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La trattativa per Federico Chiesa è ancora ferma

Chiesa è un argomento scottante del calciomercato estivo e in questi giorni è diventato ancora più caldo. Alcune dichiarazioni di De Laurentiis che sono state riportate dall’Ansa, smentite poi fermamente dal Napoli, durante il suo soggiorno alle Eolie, hanno sconvolto sia la mattinata azzurra sia quella viola: “Se la squadra supererà il turno preliminare di Champions League non sarà ceduto nessun giocatore e si potrà fare un sacrificio per l’attaccante della Fiorentina Federico Chiesa, anche se i viola chiedono 40 milioni di euro“. Tra comunicati e smentite da parte delle due società: “In merito alle dichiarazioni rilasciate all’Ansa dal presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, l’ACF Fiorentina precisa di non aver mai discusso la cessione di Federico Chiesa per 40 milioni o altre cifre, nè di aver mai mostrato l’intenzione di privarsi del calciatore“, la discussione ha un tema molto ricorrente in questo mercato e cioè l’interesse del Napoli per Federico Chiesa. Dunque sul giocatore la situazione resta invariata rispetto all’inizio del calciomercato: piace al Napoli ma non è mai partita una trattativa e soprattutto la Fiorentina non ha intenzione di cederlo. Chiesa a Napoli sembra  destinato a restare un sogno in questa sessione di mercato, come riporta l’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Nome nuove per il Napoli: è Martins, possibile futuro acquisto?

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Gelson Martins: osservato speciale del Napoli

Il Napoli ha messo gli occhi su un giovane esterno offensivo portoghese dello Sporting Lisbona: Gelson Martins. A riportate la notizia di calciomercato è l’edizione odierna del quotidiano Corriere dello Sport, secondo cui il direttore sportivo del Napoli Cristiano Giuntoli sta valutando la fattibilità dell’acquisto del giocatore. Da quanto si legge sul quotidiano: “Serve una cifra importante per l’ala dello Sporting Lisbona, la trattativa è difficile ma intanto è sul taccuino insieme con l’ucraino Zinchenko [] un tipetto niente male, che colpisce nel segno a prima vista: però siamo su cifre rilevanti, determinante anche da una clausola che può – nel caso – rappresentare un freno“.

Il Napoli tratta Schick, ma l’Inter è in pole

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Schick sotto la lente del Napoli

Schick, attaccante della Sampdoria, vorrebbe lasciare la squadra. Secondo quanto riporta l’edizione genovese del quotidiano La Repubblica, ieri c’è stata un’offerta al rialzo da parte del Napoli, ma l’Inter, avvantaggiata dall’accordo con il giocatore e continua a sentirsi tranquilla. Tuttavia il calciatore non sarà sul mercato fino a quando la Sampodoria non troverà un rimpiazzo.

Al momento il club blucerchiato ha difficoltà a trovare un sostituto: ha riprovato a trattare per Falcinelli con il Sassuolo ma il club emiliano ha ribadito che il giocatore è incedibile. Bloccata anche la pista Zapata, con il Napoli che chiede cifre elevate.

Maggio, l’agente: “Il Napoli non vuole cederlo, resterà!”

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Maggio, l’agente: “Il Napoli non vuole cederlo, resterà!”

Briaschi, agente dell’azzurro Christian Maggio, durante l’intervista a TMW Radio si è espresso sul futuro del giocatore: “Ci vedremo con la società per fare il punto  della situazione tra qualche giorni.  Si hal’idea che il Napoli non sia intenzionato a privarsi di Maggio, questo mercato troppo lungo lascia aperte molte situazioni, ma non in questo il caso, non è prevista la cessione“.

APPROFONDIMENTO – Juve Stabia, 4-3-3 ma non solo

Le amichevoli della scorsa settimana disputate dalla Juve Stabia contro Ercolanese ed Equipe Campania hanno lasciato indicazioni importanti, lasciando in parte intuire gli aspetti su cui Caserta e Ferrara stanno principalmente lavorando. Al di là dei punteggi, vittorie per 1 – 0 e 3 – 1, che lasciano il tempo che trovano, le gare dei giorni scorsi sono una buona base da “studiare”.

Salta all’occhio la verve del giovane Tommaso Costantini, già con l’argento vivo addosso. Il classe 1996 arrivato dalla Spal è al momento il vice Paponi, ed ha mostrato tutte le qualità del suo repertorio. Seconda punta agile e veloce, Costantini ha timbrato il cartellino in entrambe le gare: da rapinatore d’area, dal dischetto ed infine di potenza, ben sfruttando la vetrina concessagli dai Mister.

Non sono certo una sorpresa, poi, le qualità di Mastalli, tra i più vivaci in entrambe le gare. Il giovane centrocampista non ha fatto mancare la propria abnegazione nemmeno in partite amichevoli e, se il mercato lo lascerà in gialloblù, sarà il leader delle Vespe.

L’indicazione più interessante l’hanno data però Caserta e Ferrara. I tecnici hanno momentaneamente abbandonato il 4-3-3 per provare il 3-5-2. Difesa a tre nella prima gara con Bachini, Morero ed Allievi, con Atanasov subentrato nella ripresa. Il rinnovo di Allievi, centrale mancino, era stato il primo indizio della scorsa settimana su questa possibile variante.
Offrire così a Bacci la copertura di una retroguardia che possa contare su Atanasov, dominante fisicamente, Morero, bravo anche a far partire l’azione da dietro, ed Allievi, duttile e granitico, sarebbe certamente un punto di forza per la Juve Stabia.
Ferme restando poi le ottime qualità di Dentice (gran gol per lui sabato), Crialese e Nava, le fasce troverebbero interpreti ideali in Cancellotti e Lisi, che fanno della corsa e della velocità le proprie armi migliori.

Resta ovviamente il 4-3-3 il modulo di riferimento, ma l’intelligenza nel saper cambiare pelle, modellandosi anche in funzione dell’avversario, è una delle qualità che una squadra, che ambisce a fare bene, deve avere.

In attesa che si chiariscano definitivamente le dinamiche di mercato in sospeso e che i lavori attualmente “in corso”, terminino, gli indizi per vedere una Juve Stabia camaleontica ci sono tutti.

Raffaele Izzo

Burkina Faso, attacco a un ristorante: morte 20 persone

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Sono 20 le persone rimaste uccise nell’attacco di ieri sera in un ristorante turco vicino a un albergo di Ouagadougou, capitale del Burkina Faso.

ATTACCO TERRORISTICO

Secondo alcuni testimoni, uomini armati sarebbero arrivati davanti al ristorante turco Aziz Istanbul attorno alle 21 ora locale a bordo di pickup e motociclette, ed hanno sparato sulla folla che stava mangiando nel patio del locale frequentato da molti stranieri. Gli assalitori si sono poi chiusi nel ristorante con gli ostaggi, mentre le forze speciali del governo tentavano un’irruzione. Due terroristi sono stati uccisi nello scontro a fuoco. Il bilancio è di 20 morti e diversi feriti. Le vittime sono di diverse nazionalità e almeno due sono cittadini francesi. Da Parigi il ministero degli esteri ha rivolto ai connazionali un appello perchè evitino le zone coinvolte nell’attentato. Ankara ha affermato che tra le vittime ci sarebbe anche un cittadino turco e un altro risulta tra i feriti.

I PRECEDENTI A BURKINA FASO

L’attacco – non ancora rivendicato – è solo l’ultimo di una lunga lista di azioni terroristiche che hanno colpito il Burkina Faso negli ultimi anni. Nel dicembre 2016 una decina di militari rimasero uccisi nell’assalto a una base del nord del paese. Due mesi prima un’altra azione era costata la vita a sei soldati e due civili. Ma l’attacco peggiore risale al gennaio precedente, quando un commando di Al Qaeda nel Maghreb islamico aprì il fuoco in un albergo e in un caffè uccidendo almeno 30 persone.

Insigne-Liverpool, un trasferimento che entra nella sfera della fantascienza

Insigne-Liverpool, un trasferimento che entra nella sfera della fantascienza

Lorenzo Insigne ed il Liverpool, una voce lanciata ieri dagli inglesi del Mirror che han fatto il nome del calciatore azzurro come possibile sostituto di Coutinho diretto verso il Barcellona. Secondo Il Mattino tra l’allenatore del Liverpool Jurgen Klopp ed Insigne ci sarebbe stato un colpo di fulmine: “nato già ai tempi del Borussia Dortmund, quando Insigne realizzò il suo primo gol in Champions con quella bellissima punizione al San Paolo. Al momento un suo passaggio al Liverpool entra nella sfera della fantascienza”.