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Eccellenza-Real Forio esordio amaro,la Maddalonese cala il poker !

La prima gara stagionale del Real Forio non va nei migliori dei modi. Il roboante 4 a 0 della Maddalonese 1919 rispecchia il poco gioco e la tanta differenza di mordente, sottolineata anche dal Mister Leo. La squadra foriana ha sofferto per la gran parte della gara, sembrando quasi di non essere mai scesa in campo; Mister Leo si assume tutte le responsabilità, sottolineando che non è riuscito a dare la giusta mentalità ma allo stesso tempo ha avuto i giusti spunti per la settimana.

Passando alla narrazione della gara, il Real Forio è sceso in campo oggi alle 16:00, allo stadio comunale “Cappuccini” di Maddoloni contro la Maddolonese 1919. Mister Leo sceglie un approccio offensivo con un 3-4-3, il tridente scelto è Cantelli, Savio e Trofa; un tridente di tutto rispetto ma che al fine dei conti risulterà sterile. Una Maddalonese scesa in campo più ordinata e con molta più fame infatti il vantaggio non ci mette molto ad arrivare, al decimo Bonavolontà sblocca. Il Forio non riesce ad organizzarsi, il duo Leo Salemme prova un cambio tattico passando dal 3-4-3 al 3-5-2 ma subito subisce il secondo gol con Izzo; a chiudere il primo tempo e virtualmente anche la gara alla mezzora è Monaco Di Monaco che trova la rete. Il primo tempo si chiude con tanta Maddoloni e poco Forio. Il secondo tempo inizia con la rete della Maddolonese 1919, che cala il poker con Monaco Di Monaco; il resto della gara è solo amministrazione per la squadra di casa e un Real Forio che prova d’orgoglio ripassando nuovamente al 3-4-3 ma con nulla di fatto.

Real Forio

Naldi; Di Dato (Calise N 35° st) ; Iacono C; Calise C (Castagna 1° st); Iacono F; Aiello (Onorato 46° st) ; Trofa; Conte; Savio (Boria 29° st), Sannino; Cantelli

A disposizione Impagliazzo, Grannillo, RealeMister: Leo/Salemme

Maddalonese 1919

Merola, Blandolino, Piccirillo, Bonavolontà, Pucino, Gargiulo, Izzo (Pasquariello 22° st), Celio (Franchini 1° st), Monaco Di Monaco (Capo Bianco 38° st), Cerrato (Farina 6° st), Cristiano (Basilicata 31° st)

A disposizioneDe Lucia, Sivo Mister Sannanzaro

Reti: 10’ pt Bonavolontà (Mad), 20’ pt Izzo (Mad), 30’pt 5 st Monaco Di Monaco

Ammoniti: Di Dato, Iacono C, Calise C

Terna arbitrale: Lucio Felice Angelillo Nola Gianluca Guerra Nola Dario Maione Nola

Eccellenza-Barano sconfitto per 2-0 contro il Savoia,con un pomeriggio da incubo sugli spalti!

Di Simone Vicidomini

Il campionato del Barano parte con una sconfitta. Al “Don Luigi Di Iorio” gli aquilotti vengono superati per 2-0 dal Savoia. La squadra di mister Fabiano nonostante ancora qualche problema in fase di costruzione di gioco, riesce a strappare la sua prima vittoria in campionato. I biancoscudati di certo sono una della formazioni candidate alla vittoria del campionato di Eccellenza del girone B, e diranno la loro fino alla fine. I due gol sono arrivati nella ripresa con la firma proprio di due ex Ischia: Galizia e Liccardo,entrambi hanno trovato il gol sugli sviluppi di calci piazzati. Un Barano ben messo in campo,ma senza mai creare alcune pericolo in zona gol, ma bensì costretto a difendersi dalle ripartenze avversarie. Tutto sommato alla fine la prestazione dei bianconeri è stata sufficiente,ma c’è ancora tanto da lavorare e sopratutto c’è da attingere ancora qualcosa a questa rosa attuale. Sul fronte offensivo il solo Arcamone non può reggere da solo il peso dell’attacco,con Rizzo che sembra ancora lontano dalla sua forma migliore. In difesa nonostante qualche errore in fase di non possesso,si è data l’impressione di una maggiore solidità,anche se mancava lo squalificato Chiariello che rappresenta un tassello importante per mister Billone Monti. Al di là della gara vissuta in campo c’è da raccontare l’episodio che si è registrato sugli spalti dello stadio,con protagonisti i tifosi del Savoia,arrivati sull’isola per sostenere la propria squadra. Certo ad inizio partita è stato un bel colpo d’occhio da osservare,ma i minuti scorrevano sul cronometro con il punteggio che non si sbloccava,ha fatto si che gli animi nel settore ospiti si surriscaldassero un pochino tanto. Tutto è nato da un fallo da parte di Liccardo su un giocatore del barano,che ha portato proteste anche forti nel riguardo dell’ex Ischia e che ha scatenato l’ira dei tifosi ospiti con lancio di bottiglie d’acqua aperte lanciate nel settore di casa. E quello ha scaturito un vero parapiglia che ha visto coinvolti alcuni tifosi locali che si sono diretti verso la cancellata divisoria,con lo scopo di rispondere agli insulti,sputi e acqua lanciata addosso. Un sabato veramente da dimenticare in quel di Barano.

LE FORMAZIONI – Il Barano deve fare a meno di Chiariello (squalificato) con Giovanni Filosa (classe 2000 ex Ischia) che parte subito titolare dopo il tesseramento arrivato nella giornata di giovedì sera.  Billone Monti sceglie un 4-3-3 che prevede Martucci fra i pali e la linea difensiva formata da Errichiello, Di Costanzo, Monti  e Accurso. A centrocampo con  Ferrari capitano, Biondi e Kikko Arcamone, mentre Angelo Arcamone è l’unica punta, supportata da Filosa e Capone. Il Savoia viene schierato da Franco Fabiano con un 4-4-2 molto più offensivo di quello che può sembrare. Il tecnico biancoscudato conferma la formazione schierato in campo in Coppa Italia contro la Puteolana (gara vinta 6-2):  con Pezzella fra i pali ,difesa Liguori, De Girolamo, Ricco e Del Prete. A centrocampo il duo De Rosa-Liccardo, con Caso Naturale e Di Paola larghi, mentre a supportare l’ex seria A Fava Passaro , gioca l’ex Ischia Isolaverde Galizia,con Esposito che va in panchina.

La gara inizia con un buon ritmo. Al 4’ Billoncino Monti salva bene in angolo su una incursione ospite. Il match si sviluppa con 3 corner consecutivi per il Savoia, con il Barano che si difende senza alcun problema. Al minuto 8, uno svarione di Monti al limite favorisce Galizia che calcia di sinistro verso la porta ma la palla viene deviata ancora in angolo. Fin qui il Barano bada a contenere la manovra ospite con Angelo Arcamone che prova a tenere palla in avanti. Al 12’ gli ospiti vanno al tiro: Di Paola ci prova dai 22 metri ma la conclusione è troppo centrale. La prima conclusione del Barano verso la porta avversaria arriva al minuto 16, quando è Kikko Arcamone a girare bene di destro da fuori area senza però impensierire Pezzella. Al 17’ buona occasione per il Savoia: Caso Naturale lavora benissimo un pallone al limite, serve Liccardo che evita Monti e calcia di sinistro trovando la deviazione Martucci in tuffo che salva il risultato. Al 21’ brutta entrata di Liguori su Biondi, con l’arbitro che inspiegabilmente non sanziona il giovane terzino. Mister Fabiano inverte i suoi esterni offensivi: Di Paola viene a destra mentre Caso Naturale passa a sinistra. Dalla mezz’ora in poi la partita offre poche emozioni. Allo scadere, però, arriva una grande occasione per i biancoscudati: Galizia lavora un buon pallone sulla trequarti sinistra e crossa sul dischetto per Fava, che svetta di testa anticipando su Di Costanzo mandando di pochissimo a lato con Martucci che ormai era battuto. Dopo un minuto di recupero, si va il riposo sul risultato di 0-0.

La ripresa si apre con un cambio nel Savoia: Fabiano manda in campo Sardo (un centrocampista) al posto di Caso Naturale, passando al 4-3-3 con Galizia spostato esterno alto a destra. Al minuto 49 è Di Paola che, per gli ospiti, ci prova dal limite ma Martucci fa buona guardia. Al 53’ conclusione velenosa di Biondi dai 25 metri: la sfera lambisce il palo alla sinistra che per poco non beffa il portiere ospite.  Il Barano soffre  e si salva quando un colpo di testa di Galizia viene salvato sulla linea prima da Martucci e  poi Monti. Al minuto 67, altra incursione di Galizia, che supera un Errichiello  in grande difficoltà  e mette al centro trovando la deviazione in angolo di Martucci. Sugli sviluppi del corner seguente è proprio l’ex Ischia, Galizia a colpire di testa sul secondo palo per portare avanti i suoi. Dopo la rete del vantaggio degli ospiti, un fallo di Liccardo (ammonito) su Capone a centrocampo scatena le ire dei tifosi baranesi che da via a un brutto lancio di oggetti degli ultras arrivati da Torre Annunziata. Urla,sputi,offese e lancio di bottiglie d’acqua. Al 78′: calcio di punizione dal limite calciato da Liccardo, la palla scavalca la barriera (piazzata davvero male) e trova Martucci immobile con la sfera che si deposita sul primo palo,che vale il gol del raddoppio. La partita vede trascorrere i minuti finali senza troppi sussulti, ed il Savoia riesce a stappare i primi tre punti in questo campionato.

BARANO 0

SAVOIA 2

Barano (4-3-3): Martucci, Errichiello, Accurso, Ferrari (80’ Cuomo), Di Costanzo, Monti (83’ Trani), Filosa (63’ Manieri), Biondi, Arcamone A., Arcamone G. G. (Rizzo), Capone. A disposizione: Di Chiara, Scritturale, Romano. All.: Giuseppe Monti

Savoia (4-4-2): Pezzella, Liguori, Del Prete, De Rosa (90’ Palmieri), Riccio, De Girolamo, Di Paola, Liccardo, Fava Passaro (65’ Esposito), Galizia (85’ Emma), Caso Naturale (46’ Sardo). A disposizione: Gallo, Allocca, Oliva. All.: Franco Fabiano

Arbitro: Davide Giacometti di Gubbio (Assistenti: Giovanni Russiello e Francesco Longobardi di Castellammare di Stabia)

Reti: 67’ Galizia, 78’ Liccardo

Ammoniti: Accurso (B), Liccardo (S)

Calci d’angolo: 2-12 Recupero: 1’ p.t., 4’ s.t

Spettatori 200 circa, con una medio piccola rappresentanza ospite.

Champions, Roma-Atletico Madrid: designato l’arbitro Mazic

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NOTIZIE AS ROMA – L’esordio stagionale nella competizione europea più prestigiosa si avvicina inesorabilmente per la Roma di Eusebio Di Francesco: martedì alle 20.45 appuntamento allo Stadio Olimpico per la partita che aprirà il girone contro l’Atletico Madrid del Cholo Simeone.
Come si apprende dal sito internet della UEFA, a dirigere il match sarà l’arbitro serbo Milors Mazic. Milovan Ristic e Dalibor Djurdjevic sono gli assistenti designati e come quarto ufficiale è stato scelto Nemanja Petrovic.

Soltanto in un’altra occasione la Roma aveva incontrato sulla propria via questo direttore di gara e si tratta di una circostanza sfortunata per i colori giallorossi: Roma-Manchester City dell’edizione Champions targata 2014. In quell’occasione la Roma perse per 2-0.

Claudia Demenica

Rende-Siracusa: il tiro mancino di Re Mancino

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Rende-Siracusa: il tiro mancino di Re Mancino

Terza giornata di campionato di lega Pro girone C disputata allo stadio comunale “Marco Lorenzon” di Rende.

Il Siracusa, con una partita in meno, porta i primi tre punti nella tana aretusea.

Il gioco si apre con un tentativo immediato di Scardina che cerca di scalfire la porta degli avversari.

Il tiro però non va a segno e da quel momento in poi sembra che il gioco sia stato trasportato in Era Uroniana, infatti in campo si registra un congelamento delle azioni.

Poche emozioni da parte dei leoni, ma anche degli avversari, che faticano ad attaccare la porta rendese. Pochi tiri sul “portale” avversario, lenti e troppo lunghi.

Sembra una squadra ben diversa da quella apparsa contro il Trapani, con meno grinta e capacità tattica soprattutto a centro campo. Come se il Leone avesse dimenticato la propria natura.

Il primo tempo non regala molte emozioni, né da parte del Rende, che fanno un po’ meglio degli aretusei, né da parte dei leoni.

L’arrivo del secondo tempo porta tante novità, la squadra si sveglia e diventa padrone del terreno da gioco.

Forse aiutati da un uomo in meno del Rende o forse la carica di Mister Bianco è stata sufficiente, il Siracusa inizia a scendere in campo come un unico corpo tattico.

Qui la frase di Oscar Wilde è la più azzeccata:

“Uno dovrebbe giocare sempre lentamente – quando si hanno le carte vincenti.”

Anche se con un avvio lento, il Siracusa, con un sorprendente tiro mancino del Re Mancino porta il Siracusa in vantaggio.

Il Rende ha più volte cercato di conquistare la roccaforte siracusana, ma la difesa ha ben tappato ogni punto debole.

La vittoria è per i leoni: 0-1

ViViCentro Network – Le foto di Rende vs Siracusa (0-1)

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Guarda le foto di Rende vs Siracusa realizzata dalla nostra fotografa Martina Visicale che ci racconta così la vittoria dei Leoni allenati da Mister Bianco contro una neopromossa allenata da Bruno Trocini.

Seconda partita di campionato per il Siracusa calcio, dopo la partita rimandata con l’Andria al 26 settembre 2017.

Già prima del primo minuto di inizio della partita il Siracusa cerca di conquistare la rete avversaria con un tiro di Scardina che non riesce a centrare la porta.

Il gol vittoria per il Siracusa porta la firma di Mancino, che  al 47′, trafigge il portiere di casa per la gioia dei tifosi aretusei accorsi a Rende per seguire la propria squadra del cuore.

Il Siracusa conquista tre punti fondamentali nella corsa alla salvezza.

ViViCentro – Le foto di Catanzaro vs Juve Stabia (0-0)

Guarda le foto di Catanzaro vs Juve Stabia realizzate dal nostro fotografo che ci racconta così il pareggio, il secondo consecutivo in trasferta, delle Vespe allenate dal duo Caserta – Ferrara con i ragazzi di Mister Alessandro Erra allo stadio Ceravolo di Catanzaro.

Catanzaro (4-3- 3): Nordi; Riggio, Gambaretti (13’ p.t. Spighi), Sirri, Imperiale; Onescu, Maita,
Benedetti; Puntoriere (10’ s.t. Cunzi), Letizia, Falcone (26’ s.t. Anastasi).
A dispozione: Marcantognini, Nicoletti, Cunzi, Marin, Spighi, Kanis, Pellegrino, Likanovic, Anastasi.
All. Alessandro Erra.

Juve Stabia (4-3- 3): Branduani; Dentice, Morero, Redolfi, Crialese; Matute, Capece (29’ s.t. Calò), Mastalli; Berardi (18’ s.t. Canotto), Simeri, Lisi.
A disposizione: Bacci, Polverino, Awua, Allievi, Nava, Paponi, Gaye, Canotto, Bachini, Strefezza, Calò, D’Auria.
All. Fabio Caserta – Ciro Ferrara.

Seconda partita e secondo pari, sempre in trasferta, per le vespe allenate dal duo Caserta-Ferrara che dopo il roboante e spettacolare 3-3 di Andria, pareggia a Catanzaro 0-0 in una gara noiosa e senza un tiro in porta degno di nota. Un pari che fa morale e muove la classifica di capitan Morero e compagni. Due punti in due trasferte sono comunque un buon punto di partenza per una squadra completamente nuova e da assimilare.

Le squadre si presentano in campo con tante novità in distinta per i due trainer. Assenti in casa catanzarese Infantino, Di Nunzio, Icardi, Van Rasbeeck oltre a Zanini e Marchetti squalificati mentre Cunzi parte dalla panchina per scelta tecnica viste le ottime prestazioni nelle prime due giornate di Punturiere. In casa Juve Stabia assente per squalifica Viola (deve scontare 3 turni dopo l’espulsione di Andria), mentre per infortunio non è stato convocato Costantini, Esordio per Branduani in porta, con Zanotti ormai relegato fuori sqaudra, mentre rispetto all’esordio del Degli Ulivi di Andria, il duo Caserta-Ferrara cambia quattro atleti, Branduani per Zanotti tra i pali, Dentice per il deludente Nava sulla corsia di destra difensiva, Matute per Viola come mezzala destra di contenimento e Simeri, all’esordio, per l’acciaccato Paponi in avanti.

Portieri inoperosi per tutta la gara con un solo intervento, di controllo, di Branduani nei minuti della gara.

La prossima partita segnerà l’esordio casalingo per le Vespe contro il quotato Trapani neo retrocesso dalla serie B.

 

Hamsik alza la cresta quando vede rossoblù: a caccia del record

Hamsik alza la cresta quando vede rossoblù: a caccia del record

Marek Hamsik, come riferisce Il Resto del Carlino, quando vede il Bologna sogna, ma soprattutto segna: il capitano azzurro calò addirittura il tris, lo scorso 4 febbraio, sul prato del Dall’Ara. Ecco uno dei buoni motivi perché Sarri questa notte decida di gettarlo subito nella mischia e non lo risparmi in vista della sfida di Champions League di mercoledì in Ucraina, con lo Shakhtar Donetsk. In realtà il dubbio alberga nella testa dell’allenatore. Nella macchina perfetta che è stato in questo inizio di stagione il Napoli, salta agli occhi la latitanza dal gol del suo capitano. Tra campionato e preliminari di Champions fin qui Hamsik è rimasto sempre a secco. Dei 113 gol segnati in maglia azzurra dallo slovacco 9 sono stati dispiaceri inflitti ai rossoblù.

Gazzetta su Berardi: “Le voci sul Napoli l’hanno probabilmente disturbato”

Gazzetta su Berardi: “Le voci sul Napoli l’hanno probabilmente disturbato”

Uno dei calciatori seguiti con più attenzione dal Napoli è certamente Domenico Berardi, attaccante del Sassuolo. La Gazzetta dello Sport scrive: “E’ rimasto fuori 4 mesi per un infortunio all’inizio giudicato inspiegabilmente non grave, ha faticato a ritrovare gol e morale, con un bilancio deludente per un talento come lui: solo 5 gol in 21 presenze. Poi sono arrivate le voci di mercato che l’hanno probabilmente disturbato: un anno fa la Juve, quest’anno Napoli. Lui è rimasto sperando di compiere il salto di qualità atteso da tempo”.

Milik o Mertens, Sarri costretto ancora una volta a scegliere…

Milik o Mertens, Sarri costretto ancora una volta a scegliere…

Sarri e il dubbio Milik o Mertens contro il Bologna? Se uno gioca stasera al Dall’Ara, l’altro avra’ qualche possibilita’ in piu’ di giocare nello stadio di Charkiv, in Champions, tra tre giorni. Anche se non e’ detto che questa sia la regola, anche perche’ magari il turnover scattera’ nel derby col Benevento. D’altronde, quella di Bologna e’ solo la prima tappa di un tour de force dove sia l’uno che l’altro ne avranno di chance: perche’ poi, quasi senza respiro, ci sono le gare con il Benevento, la Lazio, la Spal, il Feyenoord e il Cagliari. Milik sta bene dopo l’infortunio al crociato e il tecnico sa bene che questa opzione da’ della variante importanti in termini di asfissia da ripetitivita’ e prevedibilita’. Fino ad adesso Sarri ha dato a Mertens i gradi del capitano e a Milik quello del sergente. Dries ha giocato titolare tre volte su 4, ha segnato due gol e firmato due assist. L’ex Ajax ha giocato dal primo minuto solo a Verona. E ha segnato. Ecco, il dilemma di Sarri e’ tutto qui. Resta l’opzione piu’ suggestiva, quella di vederli in campo assieme. Lo riporta Il Mattino.

Il Dall’Ara sarà come il San Paolo, invasione di tifosi del Napoli a Bologna!

Il Dall’Ara sarà come il San Paolo, invasione di tifosi del Napoli a Bologna!

Sarà una vera e propria invasione di tifosi del Napoli, allo stadio Dall’Ara di Bologna dove stasera alle 20.45 avrà inizio il match. Il Corriere dello Sport scrive che saranno settemila: “E’ una tendenza, è un’abitudine, è il richiamo delle origini, è il senso di appartenenza che aspetta questo appuntamento a Bologna per convergere nella curva san Luca oppure ove sia possibile, creando un piccolo San Paolo da trasferta nel quale «debutterà» anche De Laurentiis, che a Premium ha «infranto» il silenzio stampa”

Sarri in treno a Bologna, la paura di volare ha avuto la meglio

Sarri in treno a Bologna, la paura di volare ha avuto la meglio

L’allenatore del Napoli Maurizio Sarri ha raggiunto Bologna con il treno e non con l’aereo, ma perchè? Il retroscena lo rivela la Gazzetta dello Sport che scrive: “Quando gli è stato comunicato che l’aereo che l’avrebbe dovuto portare a Bologna era di piccole dimensioni, Sarri non ha esitato a raggiungere la stazione centrale e a salire sul Frecciarossa per arrivare a Bologna. Stavolta, il timore di volare ha avuto il sopravvento sul coraggio che altre volte Sarri aveva dimostrato. L’aereo non è per niente il suo mezzo di viaggio preferito”.

Sarri ha il dubbio Hamsik: c’è l’ipotesi panchina

Sarri ha il dubbio Hamsik: c’è l’ipotesi panchina

S’è portato dietro un dubbio l’allenatore del Napoli Maurizio Sarri, in viaggio verso Bologna dove stasera, alle ore 20.45, ci sarà la terza giornata del campionato di Serie A contro i felsinei: riproporre o meno Marek Hamsik? Il centrocampista e capitano slovacco del Napoli non è nella migliore condizione fisica e per non affaticarlo, come riporta la Gazzetta dello Sport, Sarri potrebbe tenerlo in panchina e schierare al suo posto il polacco Piotr Zielinski.

Il Podio Gialloblù di Catanzaro – Juve Stabia 0 – 0

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Secondo pareggio esterno della Juve Stabia, che si proietta alla gara interna con il Trapani raccogliendo un punto importante al Ceravolo di Catanzaro

PODIO
Medaglia d’oro: a Paolo Branduani, subito padrone della porta stabiese. Per il neo portiere della Juve Stabia gara essenziale, attenta ed in cui la sostanza viene ben prima dell’apparenza. Branduani dà subito ai compagni quel senso di sicurezza che nelle uscite precedenti, con in campo i colleghi più giovani, era mancato. Match in cui non c’è molto da fare per Branduani, ma in cui stare sul pezzo sui pochi squilli del Catanzaro, così il portiere gialloblù è reattivo nel finale sul tentativo di Anastasi.

Medaglia d’argento: a Pietro Dentice, soldatino instancabile sull’out destro. L’ex terzino del Siracusa è forse il più positivo del pacchetto arretrato e si fa trovare pronto sia in fase di spinta che di copertura. Nel primo tempo sono almeno due le ripartenze del Catanzaro che Dentice è bravo a stoppare prima che la situazione diventi difficile. Analogo discorso per la ripresa, dove il numero 3 della Juve Stabia non cala alla distanza continuando a spingere ed offrire cross ai compagni d’attacco.

Medaglia di bronzo: a Simone SImeri, numero 9 arrivato nelle ore finali del mercato. Complice un Paponi non al top della forma, esordio con la maglia della Juve Stabia per l’ariete di proprietà del Novara, che non sfigura ed anzi è protagonista di buone giocate. Difesa della palla e fondamentali di prim’ordine per Simeri, bravo anche a fare reparto da solo quando le Vespe devono rinculare per tamponare i tentativi del Catanzaro. Proprio Simeri ha sul destro la palla della vittoria ma la sua conclusione, non semplice, di prima intenzione termina alta.

CONTROPODIO
Medaglia d’oro: a Giorgio Capece, ancora impacciato in fase di costruzione. La mediana stabiese soffre molto l’assenza di Viola e Capece ne è la dimostrazione; senza il dinamismo dell’ex Vibonese diventa tutto più complesso, anche in fase di impostazione. Troppo lento e timido il biondo centrocampista ex Cosenza , le cui geometrie non si incastrano con i movimenti dei compagni.

Medaglia d’argento: a Filippo Berardi, meno pimpante del solito. Gara non semplice per il gioiellino scuola Toro, che parte bene mostrando guizzi promettenti, ma che alla distanza si estranea sempre più dal match. Comprensibile la flessione di Berardi nella seconda parte di gara anche alla luce della settimana di impegno con la Nazionale di San Marino per gli impegni delle qualificazione ai Mondiali.

Medaglia di bronzo: ai centrali difensivi Morero e Redolfi. Gara solida dei due difensori macchiata, però, da qualche errore in fase di passaggio che poteva costare caro. Così nel primo tempo l’occasionissima per i padroni di casa nasce da un errore di misura di Morero per Branduani e nella ripresa Redolfi è costretto alle cattive maniere per arginare un’azione dei calabresi innescata da un suo disimpegno errato nella zona calda del campo. Escludendo queste imperfezioni, però, la prestazione dei due difensori è sufficiente.

Raffaele Izzo

Le passioni umane nell’eterna lotta alla povertà

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PAPA Francesco è arrivato quattro giorni fa in Colombia, paese liberato dalla tirannide e da una sorta di guerra civile. Ha percorso il paese in lungo e in largo, in ogni luogo dove si è fermato a dir messa e a parlare al popolo, il suo discorso arrivava a un milione di persone. Parlava e ripartiva. Ha percorso a dir poco ottomila chilometri per esortare chi lo ascoltava – cioè alla fine l’intero Stato. Ha messo a confronto la realtà della Colombia e il racconto del Vangelo, quando Gesù predica sulle sponde del mare di Galilea a “moltitudini ammaliate da una parola di vita davanti alle acque che racchiudono la speranza dei pescatori e dei suoi seguaci ma anche le tenebre che minacciano l’esistenza umana”.

Vedete? Nelle parole di Francesco è lo stesso Gesù, ormai diventato veramente un uomo, che vede al tempo stesso le speranze e le tenebre. Francesco sa qual è il comportamento che il suo Dio diventato uomo vede come rimedio per dissipare le tenebre e conquistare la luce: “Costruire ponti, abbattere i muri, integrare le diversità, promuovere la cultura dell’incontrarsi, del dialogo e dell’ascolto, educare al perdono e alla misericordia, al senso di giustizia, al rifiuto della violenza e al coraggio della pace”. Ha chiuso il suo discorso citando il grande scrittore Gabriel García Márquez, che non era cattolico, ma una grande anima: “Di fronte all’aggressione, all’indifferenza e all’abbandono, la nostra risposta è la vita”.

“Si può anche pensare a una travolgente utopia della vita, dove sia certo l’amore e sia possibile la felicità”. Francesco dà ormai per intesa la sua preghiera del Dio unico e dell’incontro della Chiesa con la modernità e non poteva dimostrarlo meglio che chiudendo il suo discorso con la notizia della felicità dopo cent’anni di guerra, di vessazioni e di solitudine.

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García Márquez è stato uno dei grandi moderni, parlando soprattutto di quell’area del mondo che chiamiamo sudamericana, dove in larga misura il “meticciato” auspicato da papa Francesco è di fatto avvenuto: in Argentina, in Uruguay, in Ecuador, in Brasile, in Venezuela, in Cile, in Bolivia, in Brasile, nel Messico, nei Caraibi a cominciare da Cuba. I popoli si sono mescolati, si sono ribellati alla povertà, al populismo, al sovranismo. Della democrazia tuttavia non si può ancora proclamare una piena realizzazione. Esistono però le basi d’un progresso. Ma verso dove?

Questa domanda non vale soltanto per l’America del Centro-Sud, ma per il mondo intero. Ci sono crisi diplomatiche, crisi quasi militari, crisi quasi atomiche, crisi climatiche, crisi economiche. E i grandi Paesi in una società globale modernizzata da tecnologie di prim’ordine offrono possibilità di cultura a miliardi di persone, ma non riescono a realizzare progresso e pace. Ci riesce l’America di Trump? La Russia di Putin? La Turchia di Erdogan? Ci riescono la Cina e le due Coree? La Siria? L’Iraq? Gli Emirati? Ci riescono i 27 Paesi di un’Europa diversa, sovranista, populista? L’Iran? L’Egitto? La Cirenaica? La Libia tripolitana? Il Sudan? L’India? Il Pakistan? L’Oceania?

Ho nominato quasi il mondo intero e non credo di aver torto. Può sembrare un’insulsa lezione di geografia, ma non è così. Dietro quella geografia ci sono problemi, una moltitudine di problemi, uno diverso dall’altro, ma in qualche modo combinati l’uno con l’altro, contrapposti ma al tempo stesso collegati. La loro soluzione, almeno parziale, dipende dalla politica? Oppure dall’economia? Dalla volontà dei potenti o dalla resistenza e dalla ribellione dei poveri?

Spesso mi domando: ma i poveri ci saranno sempre? Sembrerebbe di sì, sembrerebbe anzi che siano aumentati, in sintonia con l’aumento della popolazione. Nel corso dei millenni stiamo arrivando a otto miliardi di persone nel pianeta in cui viviamo e i poveri crescono anch’essi, forse in proporzioni leggermente minore rispetto alla popolazione generale, della quale tuttavia rappresentano la maggioranza se per poveri consideriamo non solo i mendicanti e i derelitti ma anche il ceto medio di basso livello, quello che in un paese come il nostro arriva a un reddito di 25 mila euro l’anno. Al di là di questo livello il ceto medio oltrepassa la soglia dell’indigenza.

Quelli sotto la soglia sono numericamente più numerosi? Dipende da paese a paese ma comunque il ceto povero è assai numeroso e quello appena più alto spesso deve contribuire ad un’intera famiglia che ha soltanto bisogni da appagare. Questa è la situazione in molti paesi. In altri è peggiore o migliore. Ma in un punto tutto il pianeta è uniforme: non sono i poveri che comandano. Il potere non va d’accordo con la povertà. I poveri (l’ho già scritto altre volte) hanno il potere di ribellarsi e di ottenere una sorta di potere provvisorio, ma non di eliminare la propria classe. A meno che… A meno che l’intera società cresca, il reddito collettivo aumenti stabilmente e vada a vantaggio sia dei ceti poveri sia di quelli ricchi. Cioè diminuiscano le diseguaglianze senza però che questo mutamento positivo debba esser pagato con una diminuzione della libertà. Piccoli mutamenti in tal senso possono anche essere accettabili, ma al di là di certi limiti diventano intollerabili.

Queste domande nel corso del tempo se le sono poste in molti, a cominciare da epoche assai antiche fino ad oggi. Sono domande che, pur utilizzando concrete esperienze, sconfinano inevitabilmente nella filosofia. Oggi ne voglio citare due, entrambi assai significativi. Il primo è Giambattista Vico, che visse quasi tre secoli fa (nacque nel 1668 e morì nel 1744). L’altro è Zygmunt Bauman morto pochi mesi fa. In questi giorni è uscito un ultimo suo libro in edizione italiana (Laterza) intitolato Retrotopia. Laterza, suo amico ed editore italiano, lo ha commentato così: “Bauman si interessava alla condizione umana. Dopo l’età delle utopie del futuro e poi quella che ha negato ogni utopia, oggi viviamo l’epoca dell’utopia del passato”.

Ma avviciniamoci a questi due personaggi, di epoche e pensieri profondamente diversi e tuttavia con una visione profonda e abbastanza simile della vita che si profila e si svolge in ciascuno di noi.

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Giambattista Vico scrisse molti libri e diresse anche, nei modi in uso nel Settecento, alcuni giovani studenti che si dedicarono a loro volta all’insegnamento. Qualche cosa di simile un secolo fa fece il nostro Francesco De Sanctis, che fu a sua volta studente, insegnante, storico della letteratura, filosofo. Infatti amò molto la filosofia letteraria del Vico, che spesso citava. Citerò anch’io un brano della Scienza Nuova che si presta ad alcune attuali considerazioni.

“La filosofia, per giovare al genere umano, deve salvare e reggere l’uomo caduto e debole, né abbandonarlo nella sua corruzione. La filosofia considera l’uomo quale dev’essere e se questa posizione non spetta che a pochissimi sarebbe meglio vivere nella repubblica di Platone e non rovesciarsi nell’immondizia di Romolo. L’uomo fu formato da Prometeo che impastò le passioni degli altri animali. Nell’essere umano coesistono dunque l’ira del leone, la ferocia della tigre, l’astuzia della volpe, la libidine del cane e del caprone, la prudenza dell’elefante. Da questa favola molti dicono che non c’è più brutta bestia dell’uomo, al quale però Dio dette tutte queste nature facendone il re degli animali e la più perfetta delle sue creature. Senonché, quando con la prudenza che è la natura principale di cui è stato dotato, l’uomo non domina tutte queste passioni, allora si può dire non soltanto che egli è la più brutta e feroce delle bestie, ma il diavolo “.

La prudenza per gestire le passioni: questa è la visione del Vico. Per avere una consistente e vera natura, l’uomo (o donna che sia) non può e non deve essere una creatura quasi angelica. I suoi impulsi personali fanno parte della sua (nostra) natura, altrimenti saremmo un contenitore vuoto, senz’anima, senza sentimenti, senza volontà. L’uomo deve invece poter gestire se stesso, adattando una visione che considera anche e soprattutto l’esistenza degli altri.

Vico disse esplicitamente quale fosse quella sua visione. Detestava Cesare, troppo volitivo; amava Alessandro e anche Ottaviano Augusto: tutti e due animati da intense passioni ma consapevoli anche del pensiero degli altri e del futuro. È una versione pregevole, ma si pensa al futuro avendo in mente il passato oppure queste due diverse temporalità non si combinano e l’uomo resta privo dell’una o dell’altra o di tutte e due, affidandosi soltanto al presente? Ci poniamo spesso questa domanda e se la pone con molta sapienza anche Bauman. Vediamo come.

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Il tema che affascina questo che è stato uno dei più importanti pensatori dell’epoca nostra, del quale Ezio Mauro è stato uno dei più validi amici, condividendo anche molte riflessioni filosofiche, sociali e politiche, è stato un’analisi del tempo. Molti hanno pensato il tempo come l’elemento principale della nostra vita, o meglio: della nostra visione della vita e quindi delle concrete azioni che ciascuno di noi compie nella misura in cui quella volta vuole attuarla.

Bauman parla ad un certo punto della nostalgia come uno dei sentimenti essenziali: il rimpianto della nostalgia. Ma, scrive Bauman nel suo nuovo e purtroppo ultimo libro: “La nostalgia è soltanto una della vasta famiglia delle relazioni affettive con un “altrove”. Relazioni di questo tipo sono indispensabili per la condizione umana. Il mondo qui e ora non è che uno del numero indefinibile di mondi pensabili”. E quali sono questi mondi pensabili? Essenzialmente sono tre ma con diverse combinazioni tra loro. C’è chi è dominato dal ricordo del passato. Un certo passato, dovuto ai testi da lui conosciuti o per studio o anche per personale esperienza (in tal caso un passato prossimo).

Quel passato dominante ispira anche un certo tipo di futuro da costruire. Quando? Subito. Quindi operando nel presente. Questa è la principale e più armoniosa combinazione: il passato ti guida a vagheggiare e costruire un futuro del quale cominci nel presente a porre le basi.

Ma c’è invece chi è dominato da una visione del futuro e quindi da un’ideologia che lo disegna e lo propone. In questo caso il passato è ignorato, anche se si possono cercare in esso le radici dell’ideologia.
Infine c’è chi vive il presente e quello soltanto. Non conosce il passato e pensa ad un “futuro prossimo”, quello che di fatto è un presente leggermente esteso. Direi che la maggioranza delle persone vive il tempo in questo modo. Soprattutto i poveri e poco abbienti. Nessuna forma di temporalità: pensano all’oggi, e a un domani di pochi giorni o addirittura di poche ore. E questo è tutto: la grandissima maggioranza delle persone vive in questo modo

Le passioni umane nell’eterna lotta alla povertà  di EUGENIO SCALFARI /larepubblica

Catanzaro – Juve Stabia. Erra: Meritavamo il gol, arbitraggio negativo

Al termine del match del Ceravolo tra Catanzaro e Juve Stabia, terminato 0-0, si è presentato in sala stampa il tecnico del Catanzaro Alessandro Erra.

Ecco le sue parole raccolte dalla nostra redazione in quel di Catanzaro: “Oggi ci è mancato solo il gol. Nel primo tempo siamo stati quasi perfetti, nella ripresa sono venuti fuori gli avversari. Meritavamo il gol nella prima frazione, nella seconda ci siamo spenti e abbiamo rischiato. Ho schierato i tre brevilinei in attacco ma abbiamo trovato difficoltà, inserendo Anastasi abbiamo avuto qualche occasione in più. Arbitraggio? Non sono molto contento dell’arbitraggio, poteva esserci il rigore su Cunzi. Credo sia stato molto morbido in tante scelte.”

Salvatore Sorrentino

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Catanzaro – Juve Stabia 0 – 0. Morero: Rimasto per la mia famiglia. Dobbiamo crescere

Al termine del match del Ceravolo tra Catanzaro e Juve Stabia, terminato 0-0, si è presentato in sala stampa il difensore della Juve Stabia Santiago Morero.

Ecco le sue parole raccolte dalla nostra redazione in quel di Catanzaro: “Sicuramente, rispetto ad Andria, siamo migliorati in difesa. Ci prendiamo questo punto e andiamo avanti. Trapani? Sarà una gara come le altre, i siciliani sono una delle rose più forti del campionato. Noi siamo un gruppo nuovo e giovane. Dobbiamo lavorare per poter migliorare. Atanasov? C’era un bel rapporto con lui, ci somigliavamo ed eravamo una bella coppia. Mi dispiace sia andato via ma i nuovi non sono da meno, la difesa è cambiata totalmente e ci vorrà un po’ prima che si trovi la giusta alchimia. Noi stiamo facendo il massimo per poter crescere. Sono rimasto qui perché ci tenevo. La mia famiglia voleva restare qui e ho accettato la riduzione perché volevo restare qui a tutti i costi. È stata una scelta familiare e ora voglio ripagare la fiducia della società.

Salvatore Sorrentino

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Catanzaro vs Juve Stabia, le pagelle

Termina 0-0 il match del Ceravolo ‘ Catanzaro vs Juve Stabia ‘, valido per la terza giornata del campionato di Serie C Girone C. Partita abbastanza noiosa, con poche occasioni da gol per entrambe le squadre. Esordio positivo per il portiere Branduani.

Ecco le pagelle delle vespe:

BRANDUANI 6.5: Gara attenta per l’ex Spal. Nel finale compie una bella parata su Anastasi.
DENTICE 6: Attento in fase difensiva, chiude bene Falcone.
MORERO 5.5: Nonostante qualche svarione, la sua prova è sufficiente.
REDOLFI 6: Stesso discorso fatto per Morero, sbaglia qualche pallone di troppo ma non fa combinare nulla agli avversari.
CRIALESE 6: In fase difensiva svolge un buon lavoro su Puntoriere, in fase offensiva sbaglia qualche cross di troppo.
MASTALLI 5.5: Prova qualche guizzo ma Onescu è un avversario tosto. Viene colpito con un colpo proibito dallo stesso Onescu, senza provvedimento da parte dell’arbitro.
MATUTE 6: Recupera tantissimi palloni ma sbaglia sempre l’ultimo passaggio. Si trova molto meglio con un regista pure accanto come Calò.
CAPECE 5: Lento, impacciato. Arriva quasi sempre in ritardo. Condizione da rivedere.
LISI 5.5: Prova i suoi soliti sprint ma non è in una serata positiva.
BERARDI 5.5: Si vede davvero poco. Passo indietro rispetto alle convincenti prove precedenti.
SIMERI 6: Lotta su ogni pallone. Fa salire la squadra e si fa fare tanti falli. Ha sue buone occasioni nel finale ma le sbaglia.
CANOTTO 5: Entra al posto di Berardi ma non cambia molto la sostanza.
CALÒ 6: Entra bene in partita, meglio la sua prestazione rispetto a quella di Capece.

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Caserta: “Buon punto e buona prestazione” (VIDEO)

Al termine del match del Ceravolo tra Catanzaro e Juve Stabia, terminato 0-0, si è presentato in sala stampa il tecnico della Juve Stabia Fabio Caserta.

Ecco le sue parole raccolte dalla nostra redazione in quel di Catanzaro:

“Abbiamo avuto alcune occasioni nitide per fare gol, è mancata un po’ di cattiveria ma ci sarà tempo per migliorare. C’è da lavorare e stiamo lavorando, sono sicuro che man mano miglioreremo. Sono felice della prestazione, non era facile venire a giocare qui. Abbiamo pareggiato in due trasferte difficili e questo deve darci fiducia. Il Catanzaro ha giocatori forti e farà bene in questo campionato, dobbiamo essere contenti della nostra gara odierna. Il secondo tempo è stato migliore del primo perché abbiamo cambiato alcuni accorgimenti. Trapani? Lavoreremo come abbiamo sempre fatto, sappiamo che affronteremo una grande squadra e ci peserà giocare lontano dal Menti, ma questo non dovrà essere un alibi. Simeri? È un giocatore importante che si è mosso bene oggi. Sono felice del mercato fatto dalla società. C’è un bel gruppo a mia disposizione e sono sicuro che ci toglieremo belle soddisfazioni.”

Salvatore Sorrentino

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Catanzaro vs Juve Stabia 0-0, cronaca

CRONACA SPORTIVA • JUVE STABIA

Pareggio ad occhiali della Juve Stabia a Catanzaro

Catanzaro-Juve Stabia: 0-0 (0-0) Catanzaro (4-3- 3): Nordi; Riggio, Gambaretti (13’ p.t. Spighi), Sirri, Imperiale; Onescu, Maita, Benedetti; Puntoriere (10’ s…

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Pareggio ad occhiali della Juve Stabia a Catanzaro

Catanzaro-Juve Stabia: 0-0 (0-0)

Catanzaro (4-3- 3): Nordi; Riggio, Gambaretti (13’ p.t. Spighi), Sirri, Imperiale; Onescu, Maita,
Benedetti; Puntoriere (10’ s.t. Cunzi), Letizia, Falcone (26’ s.t. Anastasi).
A dispozione: Marcantognini, Nicoletti, Cunzi, Marin, Spighi, Kanis, Pellegrino, Likanovic, Anastasi.
All. Alessandro Erra.

Juve Stabia (4-3- 3): Branduani; Dentice, Morero, Redolfi, Crialese; Matute, Capece (29’ s.t. Calò), Mastalli; Berardi (18’ s.t. Canotto), Simeri, Lisi.
A disposizione: Bacci, Polverino, Awua, Allievi, Nava, Paponi, Gaye, Canotto, Bachini, Strefezza, Calò, D’Auria.
All. Fabio Caserta – Ciro Ferrara.

ARBITRO: Matteo Marchetti di Ostia Lido; assistenti Pierluigi Mazzei e Mauro Dell’Olio di Molfetta.

Ammoniti: 19’ Maita (C), 46’ p.t. Mastalli (J), 85’ Calò (J), 92’ Lisi (J).

Note: Corner: 4-1. Recuperi: 3’ – 3’.
Spettatori complessivi 5450 di cui 3681 paganti e 1769 abbonati.

Seconda partita e secondo pari, sempre in trasferta, per le vespe allenate dal duo Caserta-Ferrara che dopo il roboante e spettacolare 3-3 di Andria, pareggia a Catanzaro 0-0 in una gara noiosa e senza un tiro in porta degno di nota. Un pari che fa morale e muove la classifica di capitan Morero e compagni. Due punti in due trasferte sono comunque un buon punto di partenza per una squadra completamente nuova e da assimilare.

Le squadre si presentano in campo con tante novità in distinta per i due trainer. Assenti in casa catanzarese Infantino, Di Nunzio, Icardi, Van Rasbeeck oltre a Zanini e Marchetti squalificati mentre Cunzi parte dalla panchina per scelta tecnica viste le ottime prestazioni nelle prime due giornate di Punturiere. In casa Juve Stabia assente per squalifica Viola (deve scontare 3 turni dopo l’espulsione di Andria), mentre per infortunio non è stato convocato Costantini, Esordio per Branduani in porta, con Zanotti ormai relegato fuori sqaudra, mentre rispetto all’esordio del Degli Ulivi di Andria, il duo Caserta-Ferrara cambia quattro atleti, Branduani per Zanotti tra i pali, Dentice per il deludente Nava sulla corsia di destra difensiva, Matute per Viola come mezzala destra di contenimento e Simeri, all’esordio, per l’acciaccato Paponi in avanti.

Il match parte, curiosamente, con 5 minuti di anticipo mentre nella curva Ovest-Capraro viene esposto uno striscione in memoria delle vittime del camping Le Giare, tragedia che sconvolse la provincia calabrese l’11 settembre del 2000.

Il Catanzaro parte meglio con le vespe che sembrano imballate e, puntualmente, regalano occasioni agli avversari come all’8’ quando Capece, che fece un errore molto simile ad Andria, sempre ad inizio partita, dal quale scaturì il vantaggio pugliese, è troppo lento nel dare palla indietro a Morero, mettendolo in difficoltà sulla pressione di Letizia, che si invola dopo un retropassaggio completamente ciccato dal centrale gialloblè, ma l’avanti giallorossi, sull’uscita tempestiva di Branduani, non riesce ad inquadrare la porta mettendo incredibilmente fuori.

15’ contropiede fulminante del Catanzaro, trascinato da un velocissimo Punturiere, che ruba il tempo a Dentice, si invola sulla sinistra e serve in profondità Falcone che è chiuso in angolo da un’ottima diagonale difensiva di Crialese poco prima di provare la conclusione a tu per tu con Branduani.

Al 19’ primo ammonito del match, con Maita che è costretto da Berardi a commettere un fallo tattico a centrocampo sul tentativo di contropiede stabiese.

Juve Stabia quasi mai pericolosa, ci prova in contropiede al 27’ con Lisi che serve in verticale Berardi il quale entra in area dalla sinistra ma non riesce a servire il cross dal lato opposto dell’area per l’accorrente Simeri a causa della chiusura di Riggio.

La gara vive su un sottile filo di equilibrio ma è il Catanzaro che fa la partita e ci prova con continuità, nonostante le tante assenze, mentre la Juve Stabia ha notevoli problemi di amalgama difensivo, con Letizia che non ne approfitta neanche al 38’, involandosi sul filo del fuorigioco ma è chiuso da Dentice e Morero che ripiegano velocemente a chiuderlo prima del tentativo dell’ex Matera.

Nei 3’ di recupero del primo tempo la partita si innervosisce, prima Mastalli simula in area calabrese e si becca l’ammonizione, passano sessanta secondi e lo stesso atleta di scuola Milan chiude su Onescu in scivolata, il centrocampista di casa, da terra, lo colpisce con una tacchettata negli addominali che non viene incredibilmente segnalata dal secondo assistente Dell’Olio. In campo ne scaturisce molto nervosismo con vibranti proteste dello stesso Mastalli che al duplice fischio dell’intervallo va prima dallo stesso assistente e poi dall’arbitro Marchetti a mostrargli le ferite del colpo subito. Il secondo tempo parte con la Juve Stabia che ci prova con il primo tiro dell’intero incontro dopo 6 minuti della ripresa con Capece che dai 25 metri mette la palla alta di una spanna dall’incrocio dei pali. Nel secondo tempo ti aspetti qualche occasione in più, ma per 20’ la noia totale avvolge il Ceravolo, con le due compagini che si affrontano senza provare ad affondare i colpi. I mister provano ad inserire degli esterni freschi e scattanti come Cunzi da parte catanzarese e Canotto per quella stabiese.

Non succede nulla fino al 35’quando sono Nordi e Riggio che non si intendono, la palla finisce a Simeri che tira dal limite mettendo palla fuori.

Passano trenta secondi e Lisi prendere palla a centrocampo, taglia il campo verso il centro, scambia con Canotto il
quale fa partire un preciso cross dalla dalla destra sul quale arriva Simeri che gira dal dischetto altissimo sulla traversa la prima vera occasione stabiese del match. Il match si ravviva un po’ con il Catanzaro che prova a rispondere con un cross di Spighi sul quale Anastasi di testa mette fuori al 37’.

Partita che sembra chiusa ma al 44’ rischia la Juve Stabia con Onescu che scappa sulla sinistra e mette un ottimo cross al centro dell’area dove Anastati riesce a colpire di testa in contrasto con Morero, la palla rimbalza lentamente a terra e si inerpica fino a toccare, quasi, la parte alta della traversa, prima del tocco in angolo di Branduani. E’ questa la prima “simil” parata di uno dei due portieri dopo 89 minuti di gioco a far capire la deludente partita vista al Ceravolo, un match di una noia incredibile.

Mario Di Capua

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Rende Vs Siracusa: 0-1. La partenza della locomotiva

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Rende Vs Siracusa, terza giornata di campionato di Lega Pro girone C,   9 settembre 2017 Stadio Comunale Marco Lorenzon.

Seconda partita di campionato per il Siracusa calcio, dopo la partita rimandata con l’Andria al 26 settembre 2017.

Già prima del primo minuto di inizio della partita il Siracusa cerca di conquistare la rete avversaria con un tiro di Scardina che non riesce a centrare la porta.

Vari tentativi verso la porta di Tomei, ma riesce con maestria a recuperare il pallone.

All’8 minuto fallo laterale per  il Rende, ma l’azione finisce in breve tempo.

Al 12′ Rende è vicino al goal con Actis, ma la palla finisce al di fuori della rete e per il momento il Siracusa può tirare un sospiro di sollievo.

Al 13′ Bianco inverte le posizioni di Mancino e Sandomenico, scelta sicuramente tattica.

Al 14′ Sandomenico commette fallo su Actis assegnando a favore del Rende un calcio di punizione. Lele Catania anticipa tutti e riporta la situazione lontano dalla porta Siracusana.

Si riparte con un calcio di punizione vicino all’area di rigore con Mancino al 15′, ma la palla finisce in fallo laterale.

Calcio di punizione , al centro dell’area di rigore,per il Siracusa al 17′ per un fallo su Lele Catania, Mancino tira la palla, ma un errore di Giordano fa perdere la palla agli aretusei.

21′ Tiro di Mancino sulla porta di Rende, ma il tiro lento non permette di sfondare la porta.

Primo calcio d’angolo della partita e va a favore del Rende al 21′, tutti davanti alla porta e questo permette di deviare il colpo di testa di Porcaro.

Calcio di punizione su Scardina, tira Mancino al 23′, ma porta ad un fallo di Scardina su Vlaze.

Espulsione al 36′ del primo tempo per Franco per un fallo “taglia gambe” su Catania. Il Rende gioca con 10 uomini contro gli 11 del Siracusa.

Primo cambio per il Rende al 38′ esce Actis ed entra Boscaglia.

Al 42′ Catania viene nuovamente falciato a centrocampo, entrata dura non sanzionata dall’arbitro.

Due minuti di recupero, Ricciardo sfiora il goal, ma Tomei allungandosi riesce a proteggere la porta aretusea.

Al 46′ Ricciardo segna il goal, ma viene annullato dal guardalinee.

La fine del primo tempo  si chiude con 0-0.

il primo tempo riprende con un goal di Mancino al 47′ che porta in vantaggio gli aretusei.

Al 57′ cambio per il Rende Vivaqua prende il posto di Laaribi.

Calcio di punizione, ma Gigliotti tira fra gli “uccelli” e la porta azzurra non viene nemmeno scalfita.

Cartellino giallo per Mucciante al 66′, ammonizione meritata?

Al 69′ fallo su Lele Catania che segna un calcio di punizione per il Siracusa. Batte Mancino, ma uno sbaglio di Turati non porta la palla nella rete del Rende.

Al 72′ altro cambio per Il Siracusa, Bernardo prende il posto di Scardina.

Altro cambio per il Siracusa al 76′ Mancino esce per lasciare il campo a Mazzocchi

Tiro di punizione all’86’ per il Rende, ma occasione sprecata per la squadra per portarsi in pareggio.

5 Minuti di recupero vengono assegnati, il Siracusa cerca di tenere fermo il vantaggio.

Il fischio finale porta finalmente i primi tre punti in casa aretusea.

 

FORMAZIONE:

RENDE Forte, Pambianchi, Sanzone, Gigliotti, Ricciardo, Actis, Rossini, Franco, Blaze, Porcaro, Laaribi. 3-5-2

Allenatore: B. Trocini

SIRACUSA: Tomei; Parisi, Turati, Mucciante, De Vito, Palermo, Giordano; Mancino, Catania, Sandomenico, Scardina. 4-2-3-1

Allenatore: P. Bianco