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Udinese, Gerolin: “Abbiamo provato a prendere Pavoletti, ma la spesa era alta”

Le sue parole

Manuel Gerolin, direttore sportivo dell’Udinese ha rilasciato alcune dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport: “Abbiamo bisogno dei nostri tifosi. Io 36 anni fa feci il gol salvezza all’ultimo minuto di campionato (24-5-1981 Udinese-Napoli). Quella palla non sarebbe entrata se non ci fosse stato anche l’aiuto della gente. Anche l’acquisto di Maxi Lopez va giudicato in questo senso. Si è preferito rinunciare a un elemento anarchico come Thereau. Abbiamo provato a prendere Pavoletti, ma una spesa tra cartellino e ingaggio di 25 milioni non è nel dna della società. Preferiamo costruire i giocatori in casa puntando su Perica, Bajic, Ewandro e Matos”.

Sarri pensa al Bologna: due ballottaggi e una possibile novità

Sarri pensa al Bologna: due ballottaggi e una possibile novità

Come scrive la Gazzetta dello Sport, il Napoli potrebbe fare un po’ di turnover a Bologna in vista dell’impegno Champions contro lo Shakthar in Ucraina: “Sarà in campo Insigne nonostante le fatiche dell’ultima settimana: difficilmente Sarri farebbe a meno di lui. E un posto sicuro ce l’avrà anche Callejon, ignorato da Lopetegui, il c.t. spagnolo. Un ballottaggio potrebbe prospettarsi al centro dell’attacco, dove Milik potrebbe insidiare Mertens. A centrocampo, l’alternanza è strutturale: Sarri vi ricorre in ogni partita. In questa prima fase della stagione, Hamsik è stato il centrocampista più sostituito, ma a Bologna ci sarà, mentre potrebbe riposare Jorginho per fare spazio a Diawara, la cui evoluzione sta sorprendendo anche lo stesso allenatore. L’altro ballottaggio riguarda Allan e Zielinski, quest’ultimo reduce da doppio impegno con la Polonia con la quale non ha impressionato, mentre il rendimento col Napoli è sempre stato medio-alto. Allan dovrebbe essere l’escluso, domenica, in favore dell’ex Udinese, titolare in Ucraina”.

Reina ha deciso: attende fino a gennaio una chiamata da De Laurentiis

Reina ha deciso: attende fino a gennaio una chiamata da De Laurentiis

Il Roma si occupa della situazione contrattuale di Pepe Reina tracciando possibili scenari futuri: “La proposta per il prolungamento arriva: Quilon invitato in Trentino, ma l’offerta del Napoli non soddisfa: prolungamento di un anno a stipendio dimezzato. Il no stizzito di Quilon peggiora le cose. Per De Laurentiis il discorso è chiuso. Ma il manager di Reina deve fare il suo lavoro, non molla. Su richiesta di Pepe aspetta la fine dei play off per tentare l’ultima carta. Coinvolgere il Psg per portare un’offerta al Napoli. Piedi puntati per arrivare a un contratto simile: un anno con stipendio importante. De Laurentiis dice no: niente rinnovo e niente cessione. Reina ci pensa, riflette: forse medita anche all’addio. Ma è ancora una volta Giuntoli che media: il rinnovo si può fare. Serve aspettare la fine del mercato. De Laurentiis poi conferma, anche se indirettamente. Ora il Bologna dietro l’angolo, e una stagione da vivere come ultima in azzurro. Sperando in una chiamata del presidente. Prima, però, occorre “far pace”, e anche Reina deve fare il suo. Se non sarà rinnovo pazienza: Reina ha fatto una promessa e vuole mantenerla. Senza segnali positivi a gennaio comincerà a valutare offerte. Il regolamento gli consente di firmare già per luglio. Pochi mesi per provare a stare ancora insieme, ma di certo Reina resterà col Napoli per un’ultima straordinaria stagione. O forse ne arriveranno ancora”

Rende Siracusa: Una partita con il profumo di storia dal 1978

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Rende Siracusa, non è una di quelle solite partite, le due squadre infatti, più volte hanno disputato in campo matchs importanti per la storia della propria società.

La partita che tutti ricorderemo è quella più vicina cronologicamente.

Era il 7 maggio 2016, l’allenatore, Andrea Sottil, era lo stesso di quando quella fatidica giornata portò gli aretusei in serie D.

A Rende fu portata l’intera rosa a disposizione, ben 25 giocatori furono convocati.

Le parole di Sottil furono:

“Che Rende mi aspetto? Non lo so”.

Nessuno si aspetta che il colore rosso dello Stadio del Rende fosse sovrastato dall’azzurro dei leoni, tutti però speravano nella vittoria aretusea.

Fu una di quelle trasferte che mobilitò una massa di tifosi, ben 1500 si recarono a Rende per un sogno atteso 4 anni, il ritorno in serie C.

La squadra come un unico possente animale giocò 90 minuti intensi, senza esclusione di colpi, concentrati in un unico obbiettivo: vincere sulla preda.

Quell’anno avvenne la promozione e dal 2016 la squadra combatte per successi ancora più grandi.

Rende e Siracusa però è una partita che ha sapori ancora più andati.

Correva la stagione 1978/79 quando il Rende e il Siracusa si contesero il primo posto in C-2 girone D.  In quella stagione l’allenatore era Carlo Facchin e nella rosa appariva un nome molto noto agli aretusei, Nicola De Simone.

In quella finale vide il Rende a 44 punti, 15 vittore e 37 goal; il Siracusa a 41 punti, 16 vittorie e 46 goal, entrambe furono promosse in C-1 e il Trapani retrocesse in serie D.

Il 1978/79 fu l’anno del Siracusa infatti, oltre alla promozione di categoria fu il primo club di C2 a trionfare nella Coppa Italia dei semiprofessionisti indossando la maglia color amaranto e portando alla gloria più di 7000 spettatori.

Oggi il Siracusa si prepara contro il Rende, primo in classifica, con un allenamento a porte chiuse, la sfida si disputerà allo stadio “Lorenzon” il 9 settembre alle ore 18:30.

È ancora presto per pronosticare la loro posizione in classifica o fantasticare su un ripetersi di un evento, speriamo che come nel 1979, quest’anno sia la stagione del Siracusa.

Ad Maiora!

Promozione-Procida Calcio: C’è il ritorno di Luca Esposito in difesa !

isola di procida eccellenza
Il Procida Calcio non dorme mai, neanche sul mercato. Complice soprattutto l’ottimo lavoro del suo Direttore Generale Lubrano Lavadera il quale al suo “esordio” nel ricoprire tale ruolo, si è dimostrato sempre operativo nonché serio e concentrato sul suo nuovo incarico ed i risultati sono palesi a tutti.
Il Procida Calcio non sembra solamente essere una rosa composta da validi elementi, bensì una rosa composta da validi elementi procidani! Per mantenere tale linea “made in Procida” il lavoro è stato ancor più certosino e la ricerca ancor più accurata, ma alla fine si è riuscito a consegnare a Mister Iovine e Mister Lubrano, un’ottima “macchina da corsa” e c’è bisogno solamente di un poco di tempo per sistemare i vari nuovi ingranaggi, dopodiché sarà pronta a partire e cercare di raggiungere traguardi importanti.
Ed ecco che si aggiunge un altro procidano DOC pronto a lottare per la causa biancorossa, questa volta si tratta di Luca Esposito! Difensore centrale classe 1994, ex Berretti Ischia e naturalmente Procida Calcio, è dotato di un buon fisico ed aggiungerà nuovi muscoli per la difesa della sua Procida.
A volte ritornano…e Luca Esposito è tornato a vestire la maglia biancorossa, pronto per nuove battaglie!

Bologna-Napoli: Sarri potrebbe schierare una coppia inedita in attacco

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Dopo la pausa della Serie A, Sarri dovrà scegliere chi schiererà in attacco contro il Bologna, e ha in mente una coppia inedita

Secondo l’edizione di oggi del quotidiano Repubblica, la pausa del campionato di serie A è arrivata per il Napoli nel momento meno opportuno: bloccando la partenza sprint degli azzurri, usciti ottimamente dall’ impresa di agosto con quattro vittorie consecutive compreso il preliminare di Champions League. Dopotutto la preparazione estiva era stata progettata proprio per arrivare preparati alla doppia sfida contro il Nizza: un bivio importante per gli obiettivi e il prestigio della società di Aurelio De Laurentiis, che tiene molto alla vetrina internazionale. I sacrifici fatti questa estate da Sarri e dai suoi giocatori sono stati premiati anche dai successi contro Verona e Atalanta, che hanno proiettato  Hamsik e compagni in cima alla classifica: a pieno punteggio dopo le prime due giornate. Si capisce perchè a Castel Volturno non sia stato gradito lo stop: utile solamente per far mettere qualche minuto in più nelle gambe ad alcune delle seconde linee, da Chiriches a Maksimovic. Gli impegni internazionali hanno invece causato solamente uno stress in più per Hysaj, Koulibaly, Zielinski e in particolare Lorenzo Insigne: finito senza colpe nell’occhio del ciclone per le sue prestazioni insufficienti con la maglia dell’Italia di Ventura, che lo ha schierato in una posizione  poco congeniale al giocatore. Molto meglio è andata a Mertens e soprattutto a Milik, che sono andati a segno rispettivamente con il Belgio e la Polonia: la prima squadra già qualificata per il Mondiale e la seconda a un passo dal traguardo, pure per merito delle prodezze dei due attaccanti del Napoli, entrambi apparsi in grande forma nella parentesi internazionale. Dunque non sarà facile per Sarri lasciare in panchina uno dei due azzurri, che hanno proposto la loro candidatura per una maglia da titolare contro il Bologna. Finora il tecnico li ha sempre alternati al centro dell’attacco, senza mai utilizzarli in coppia. Ma Mertens ha dimostrato con la sua nazionale di non aver dimenticato come si gioca sulla fascia sinistra e potrebbe in caso di necessità tornare al suo vecchio ruolo, se Insigne non sarà al meglio dopo i soffertissimi 180’ giocati con l’Italia. Decisivo è il doppio allenamento previsto per oggi a Castel Volturno, che permetterà a Sarri di valutare le condizioni di tutti i suoi giocatori. In mattinata saranno messi sotto torchio i difensore. Nel pomeriggio toccherà al resto del gruppo, con Milik, Mertens e Insigne in ballottaggio per due posti a Bologna. Chi rimarrà fuori si rifarà mercoledì in Ucraina, dietro l’angolo c’è anche la Champions.

Le critiche abbattono il morale di Insigne, ma a Castel Volturno ritrova il sorriso

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Le critiche abbattono il morale di Insigne, ma a Castel Volturno ritrova il sorriso

Lorenzo Insigne a dopo le gare con la nazionale italiana che ha sfidato Spagna e Israele è stato oggetto di critiche che hanno influito sul suo morale. Nella giornata di ieri è ritornato a Castel Volturno dove ha ritrovato il sorriso respirando aria di casa come racconta la Gazzetta dello Sport: “Avrà pochi giorni, l’allenatore, per rigenerare chi è rientrato dalla parentesi nazionali col broncio. È il caso di Insigne, in campo contro Spagna e Israele, sul quale si è abbattuta la critica per la mediocrità delle sue prestazioni. L’attaccante ha ritrovato a Castelvolturno il suo ambiente, i buffetti del tecnico e l’attenzione dei compagni: gli è bastato respirare l’aria di casa per rimettere a posto i pensieri, sistemarli in ordine d’importanza

Reina-Sarri: il mister non si aspettava che mettesse in dubbio la sua permanenza

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Al rientro a Castel Volturno nella giornata di ieri Reina ha parlato in disparte con Sarri

Ieri c’è stato un breve scambio di parole tra Pepe Reina e Maurizio Sarri, a riportarlo è l’edizione di oggi del quotidiano Il Mattino. Lo spagnolo è ritornato a Castel Volturno dopo le vicende di mercato relative al PSG: “Reina con Maurizio Sarri si apparta per qualche minuto ma quello che si sono detti resta una cosa che rimane tra di loro. Di sicuro Sarri era assai perplesso nei giorni successivi alla gara di Nizza: non si aspettava che Reina mettesse in dubbio la sua permanenza a Napoli e un po’ ci era rimasto male. Quello che doveva dirglielo, lo aveva fatto prima della gara con l’Atalanta, quando gli aveva confermato la sua fiducia illimitata e lo aveva schierato titolare. Sperava che tutto si sarebbe concluso esattamente così: con il ritorno di Pepe Reina

“E mo vinciamo tutto” così Reina carica la squadra, i retroscena

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Il portiere del Napoli, Reina al rientro dalla Spagna rompe l’imbarazzo con parole di incitamento

Pepe Reina si è presentato ieri a Castel Volturno dopo le vicende di mercato che hanno preoccupato tutti dopo la partita contro l’Atalanta. L’edizione di oggi del quotidiano Il Mattino riporta un episodio molto interessante: “Quando Pepe Reina ieri pomeriggio ha fatto la sua apparizione a Castel Volturno è stato un gran vociare: Pepe si è presentato con qualche maglia della Spagna da distribuire e i guantoni che non ha usato né contro l’Italia né contro il Liechtenstein come omaggio a un collaboratore dello staff tecnico. La voce non è affatto tremula. Al contrario. Reina ha rotto l’imbarazzo del suo ritorno con una fulminante battuta delle sue: «E mo’vinciamo tutto», ha detto a qualcuno dei compagni“.

Papà Bancomat (Massimo Gramellini)

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Il mondo è pieno di papà depravati. Ce n’è uno, a Pordenone, che ha la fortuna di convivere da ventisei anni con una cara figliola. Carissima. Costei considera gli esami universitari un rito stantio e la ricerca di un lavoro qualcosa di molto simile a un affronto. Smania dalla voglia di misurarsi con sfide più stimolanti, come la discoteca e le vacanze. Ma il padre, uomo benestante e prosaico, non ne ha mai saputo cogliere la sensibilità, limitandosi a passarle vitto, alloggio, spese per l’auto e per lo shopping. E aggiungendovi a mo’ di sfregio ottanta euro al mese di paghetta. La povera ragazza ha sopportato finché ha potuto. Poi ha trascinato il tiranno in tribunale per chiedere quello che a lei e al suo avvocato è sembrato il minimo sindacale: 2577 euro al mese di alimenti. Per tutta risposta il padre ha avuto il coraggio di sostenere che a ventisei anni una figlia nullafacente ha ancora diritto al sostentamento, ma non più al mantenimento. Un patetico gioco di parole che il giudice d’Appello ha smontato dall’alto della sua scienza e coscienza. Lo Stato italiano è magnanimo: persecutore implacabile di chi si dà da fare, non perde mai l’occasione di prendere le parti di chi non fa nulla.

Così la studentessa riluttante ha vinto la causa. Non ha ottenuto tutto quanto chiedeva (confidiamo nella Cassazione), ma si è vista più che quadruplicare la paghetta. Per incrementarla ulteriormente ci permettiamo di suggerirle un ciclo di conferenze autobiografiche sulle ragioni per cui in Italia si fanno sempre meno figli.

Catanzaro-Juve Stabia: vittoria delle vespe negli ultimi due incontri al Ceravolo. Tutti i precedenti

Gialloblù vittoriosi al Ceravolo nelle sfide degli ultimi due incontri

Catanzaro e Stabia, si sono affrontate in gare di campionato quattro volte al “Piazza d’Armi” di Catanzaro, lo Stabia in tre occasioni ha perso e una sola volta ha pareggiato. Questi i dettagli:

– 1931 / 1932 – Campionato Nazionale di I° Divisione girone ‘ F ‘

24 gennaio 1932 – 15° giornata d’andata: CATANZARESE – STABIESE 5 – 0.

– 1948 / 1949 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ D ‘

2 gennaio 1949 – 15° giornata d’andata: CATANZARO – STABIA 3 – 1 per i giallorossi andarono a segno Traversa, Andrian e Audano.

– 1949 / 1950 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ D ‘

23 aprile 1950 – 12° giornata di ritorno: CATANZARO – STABIA 1 – 0 gol vittoria dei jonici firmato da Zacchi.

– 1950 / 1951 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ D ‘

26 novembre 1950 – 10° giornata d’andata: CATANZARO – STABIA 1 – 1 vantaggio gialloblù di Giulio LOPEZ, pareggio giallorosso di Codeluppi.

Catanzaro e Juve Stabia, si sono affrontate in gare di campionato sette volte al “Nicola Ceravolo” di Catanzaro, in perfetta parità i risultati, tre pari e due vittorie per parte. Questi i dettagli:

– 1991 / 1992 – Campionato Nazionale Serie C2 girone ‘ C ‘

21 giugno 1992 – 19° giornata di ritorno: CATANZARO – JUVE STABIA 1 – 1 al vantaggio stabiese del bomber Vincenzo ONORATO rispose Vinci per i giallorossi.

– 1992 / 1993 – Campionato Nazionale di Serie C2 girone ‘ C ‘

11 ottobre 1992 – 5° giornata d’andata: CATANZARO – JUVE STABIA 1 – 1 (arbitro Angelo Bonfrisco di Monza) vantaggio delle vespe con il numero sette Gennaro PIZZO, pareggio delle aquile con Giacalone.

– 2000 / 2001 – Campionato Nazionale di Serie C2 girone ‘ C ‘

5 novembre 2000 – 10° giornata d’andata: CATANZARO – JUVE STABIA 0 – 0 (arbitro Gianluca Rocchi di Firenze).

– 2009 / 2010 – Campionato Nazionale di Seconda Divisione girone ‘ C ‘

4 ottobre 2009 – 7° giornata d’andata: CATANZARO – JUVE STABIA 3 – 2 (arbitro Davide Massa di Imperia) per i giallorossi doppietta di Di Maio intervallato dal gol di Montella, per i gialloblù le reti furono messe a segno da Gianluca DE ANGELIS (foto) e Marco CAPPARELLA.

– 2014 / 2015 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

30 agosto 2014 – 1° giornata d’andata: CATANZARO – JUVE STABIA 2 – 0 (arbitro Francesco Fiore di Barletta) le reti delle aquile furono siglate da Pagano e Martignago.

– 2015 / 2016 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

20 settembre 2015 – 3° giornata d’andata: CATANZARO – JUVE STABIA 1 – 2 (arbitro Stefano Giovani di Grosseto) vantaggio giallorosso a fine tempo con Razzitti, nella ripresa ci fu il sorpasso delle vespe con Ciccio RIPA (foto) e Guido GOMEZ.

– 2016 / 2017 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

6 novembre 2016 – 12° giornata d’andata: CATANZARO – JUVE STABIA 0 – 2 (arbitro Alessandro Prontera di Bologna) i gialloblù con un gol per tempo portarono a casa l’intera posta in palio, i realizzatori furono rispettivamente Ciccio RIPA e Sasà SANDOMENICO.

Giovanni Matrone

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Mortara (Pavia), in fiamme l’azienda di rifiuti: rischio diossina

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Una colonna di fumo invade l’azienda Eredi Bertè e velocemente si alza verso Mortara (Pavia). Il sindaco della cittadina pavese e i suoi colleghi dei paesi limitrofi hanno imposto ai cittadini – attraverso un’ordinanza – di rimanere in casa, tenere le finestre chiuse  e non mangiare prodotti dell’orto.

RISCHIO DIOSSINA

Il prefetto di Pavia, Attilio Visconti, parla di rischio diossina. Le fiamme ingoiano gomma e plastica e il vento si spinge verso l’abitato di Mortara. Questa  la situazione che si è creata attorno alle 6.30 nella zona industriale della ditta Eredi Bertè, specializzata in smaltimento di rifiuti speciali (in piccola parte anche pericolosa), gomma, plastica, metalli e scarti di ogni tipo.

LE PRIME RICOSTRUZIONI

Secondo le prime testimonianze dei vigili del fuoco, sono bruciati sia rifiuti speciali che residui di alluminio e un gran numero di copertoni. Le cause dell’incendio sono ancora da determinare. Proprio oggi l’azienda attendeva la visita ispettiva semestrale dell’Arpa( Agenzia Regionale per la protezione dell’Ambiente). Data la situazione, l’agenzia ha immediatamente inviato sul posto delle squadre di emergenza incaricate di analizzare l’aria. Un campionatore ad alto volume è già stato installato nella zona di Parona, e nel frattempo si tiene d’occhio anche la contaminazione atmosferica nelle zone di Mortara e Vigevano.

Siracusa Calcio: date ed orari fino a Novembre

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Il Siracusa Calcio Comunica ai tifosi gli orari e le date complete fino al mese di Novembre.

La prima data in notturna sarà con il Catania il 14 ottobre 2017 alle ore 20:30 seguendo poi quella con il Catanzaro il 25 Novembre 2017

Sette date segnate invece alle ore 16:30 e 4 alle 14:30.

 

Il Siracusa Calcio ufficializza l’organico al completo

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Il Siracusa Calcio comunica ai tifosi l’organico completo della società aretusea per la stagione 2017/2018:

  • Gaetano Cutrufo – Presidente
  • Giancarlo Cutrufo – Vicepresidente
  • Pino Iodice –  Direttore Generale
  • Antonello Laneri – Direttore Sportivo
  • Antonio Midolo – Team Manager
  • Pino Fichera – Segretario Generale
  • Giovanni Abela – Segretario sportivo
  • Luca Parisi – S.L.O. e logistica stadio
  • Vincenzo Gugliotta – Delegato sicurezza
  • Massimo Leotta – Comunicazione e Stampa
  • Matteo D’Aquila – Comunicazione Social
  • Simona Amato – Fotografo ufficiale
  • A3 Communication – Immagine & Website
  • Marco Occhipinti – Marketing
  • Graziano Strano – Hospitality Manager
  • Mariano D’Aquila – Eventi main sponsor e rapporti con le scuole

Le parole di Pino Iodice riportate sul sito di Siracusa CALCIO:

“La novità è che abbiamo inteso – ha detto il direttore generale Pino Iodice – istituire anche una nuova figura dedicata ai rapporti con le scuole dando seguito alla filosofia di quest’anno di un sempre maggiore radicamento nel territorio”.

 

Martinez firma con il Siracusa

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Martinez al Siracusa Calcio

Il giocatore italo- argentino si allenava già nella squadra aretusea, ma è solo di oggi la conferma del suo ingaggio.

L’attaccante, classe ’96, proveniente dal pro Piacenza e dal F.C. Parma.

Di seguito il comunicato ufficiale:

BENVENUTO MARTINEZ! 

Siracusa Calcio comunica di aver acquisto il diritto alle prestazioni sportive di Martin Gonzalo Martinez.

Attaccante italo-argentino di 21 anni arriva dal Pro Piacenza. Ha giocato nel settore giovanile del Parma.

Benvenuto in azzurro! 

Fiat Uno: tutto il resto era relativo

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La Fiat Uno è una delle automobili di maggior successo prodotta dalla FIAT in Italia dal 1983 per 12 anni e in molti altri paesi fino a tempi più recenti.

Ancora oggi la Fiat Uno è nella classifica delle auto più vendute al mondo con quasi 9 milioni di esemplari commercializzati tra prima e seconda serie. In Brasile è stata prodotta con la denominazione di Fiat Uno CS e, dopo un restyling avvenuto nel 2004, con la denominazione Fiat Mille.

Oltre al successo e alla popolarità che le è stato concesso in Italia, la Fiat Uno è stata molto apprezzata anche all’estero.

La Fiat Uno avrebbe dovuto essere marchiata Lancia, sostituendo la gloriosa A112. Giorgetto Giugiaro ebbe infatti l’onere di disegnare una nuova piccola vettura di lusso. Contemporaneamente in Fiat si stava lavorando alla progettazione di un’erede per la 127, che continuava ad essere l’auto più venduta in Europa, e fu così che l’idea della nuova Lancia fu sfruttata per realizzare la Fiat Uno. Il progetto originario è il numero 146, successivamente denominato “Tipo Uno”, per indicare la sua collocazione accanto alla “Tipo due”, che divenne poi Fiat Tipo.

Il risultato fu un’auto compatta, ma spaziosa, con una linea originale e molto moderna per quegli anni. La vera rivoluzione consisteva nella diffusione di un’auto piccola, disponibile con 3 o 5 porte, che avrebbe buttato le basi della moderna concezione del segmento B.

Fiat Uno 1983
Fiat Uno 1983

Per la Fiat Uno ci fu molta attesa, quindi la fase di lancio pubblicitario avrebbe poteva essere quasi inutile. Tenendo conto di questo, per il lancio fu scelta un’operazione simpatia con gli elefantini di Forattini; lo head scelto fu “Uno come noi”: la Uno positiva, adatta alle esigenze di tutti, poteva essere prima macchina, seconda, anche quinta per chi possedeva una Rolls Royce.

Fiat Uno - Forattini
Fiat Uno – Forattini

Gli spot presentavano, infatti, situazioni molto varie: una Uno nera con una bandierina sul cofano che sembrava uscire da un’ambasciata, la vettura di una suorina che non sapeva guidare e andava avanti a balzelloni, due ragazzi che facevano il bagno sotto una cascata con la macchina posteggiata di fianco. Nel frattempo la Uno diventava il maggior successo di vendite in Italia, una vettura su cinque era una Uno. Fu eletta Auto dell’anno 1984. Questo parco, che si ampliava a dismisura, comportava il rischio (molto piacevole ma pericoloso a livello di immagine) di massificazione precoce della vettura. Di fatto la Uno, pur essendo una vettura di massa, era percepita come una vettura “snob”; questo è un po’ il miracolo che per la prima volta una vettura venduta in questi numeri ha mantenuto un’immagine alta. La pubblicità non aveva previsto questo fatto perché, in effetti, essa non deve prevedere ma seguire.

Dopo il lancio e il posizionamento, c’era un numero di Uno impressionante per le strade; in quel momento la vettura manteneva ancora un’immagine alta, era acquistata dai giovani o, come seconda macchina, da un certo tipo di clientela.

A quel punto la FIAT ha pensato a: “Uno, che passione!” che era esattamente la traduzione di quello che la gente pensava.

Uno più che mai
Uno più che mai

La produzione della Fiat Uno in Italia ebbe termine con il marchio FIAT nell’ottobre 1995, dopo essere rimasta a listino per più di due anni accanto alla nuovissima Fiat Punto. La Uno continuò a essere commercializzata in Italia con la denominazione Innocenti Mille, con linea della Uno prima serie, accanto alla Innocenti Elba, che non era altro che una Duna Week-end, e quindi una Fiat Uno Station Wagon, e poi come Innocenti Mille Clip con la linea della Uno seconda serie, che sarebbero uscite dai listini, insieme al marchio Innocenti nel novembre del 1997, in concomitanza con l’entrata a listino della brasiliana Fiat Palio.

Innocenti
Innocenti

La Fiat Uno ha continuato ad essere prodotta in Brasile, con il nome di Fiat Mille in più di 2 milioni di esemplari con alimentazione ad etanolo e commercializzata anche in Sudafrica e Pakistan. Al 31 dicembre 2006, si stima che siano ben quasi 9 milioni le Fiat Uno prodotte nel mondo.

La Uno è ancora oggi un’icona degli anni 80 e ha al suo seguito grandi appassionati.
Tra i più importanti gruppi Facebook ci sono sicuramente:

Perché la Uno è comodosa, è sciccosa, è risparmiosa ed è scattosa!

Il Po rimane senza sorgente

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Da tre giorni la sorgente del Po, a quota 2020 metri, è completamente in secca. Si tratta di un fenomeno eccezionale che secondo gli esperti è provocato dalla siccità: “Le riserve glaciali sul Monviso sono esaurite” spiegano.

“Qui nasce il Po”, ma l’acqua è sparita

Al Pian del Re la sorgente è in secca. Gli esperti: “Colpa della siccità, le riserve glaciali sono esaurite”

CRISSOLO (CUNEO) – La scritta incisa nella roccia recita: «Qui nasce il Po». Ma di acqua non ce n’è. Da tre giorni è completamente in secca la sorgente del fiume più lungo d’Italia, ai 2020 mt del Pian del Re, a Crissolo (Cuneo), alle pendici del Monviso. Soltanto alcune decine di metri più a valle, nei piccoli torrenti del pianoro, ci sono rivoli che si uniscono e formano il fiume che, dopo 652 km sfocia nell’Adriatico. Ma la fonte è asciutta.

«È un fenomeno eccezionale – dice Stefano Fenoglio, docente di Ecologia fluviale all’Università del Piemonte orientale e collaboratore del Parco del Monviso -, che si verifica quando c’è penuria d’acqua, legata a fattori globali e non solo locali». «Le riserve glaciali e di neve – aggiunge – sono quasi del tutto esaurite, in particolare qui nella zona del Monviso e così, dopo un’estate torrida, sorgenti superficiali come quella del Po al Pian del Re ne risentono in modo particolare ed evidente e si prosciugano».

La fonte del «Grande fiume» raccoglie le acque dei rii che scendono dalle vette del gruppo montano. «Anche il livello dei piccoli e numerosi laghi alpini della zona si è abbassato – precisa il docente universitario – e così quest’anno la sorgente perenne è scomparsa». La mancanza d’acqua dalla roccia (dove per anni si è recato il leader della Lega Bossi, per il «rito dell’Ampolla»), sarebbe dovuta, in particolare, ai cambiamenti climatici a livello mondiale. «Qui in Piemonte e non solo, sono mutati portata e tipo di precipitazioni durante tutto l’anno – spiega il professore -, perché a livello quantitativo piove meno e, quando ci sono, le piogge sono concentrate e intense, le cosiddette bombe d’acqua. Da anni assistiamo alla progressiva sparizione dei ghiacciai e dei nevai su tutto l’arco alpino. Dopo estati particolarmente calde come questa, senza rifornimenti da riserve solide, le fonti non ci sono più».

Torneranno le scorte  

L’acqua tornerà alla sorgente del fiume più lungo d’Italia, ma gli studiosi osservano la tendenza della portata e delle precipitazioni su periodi più lunghi. «Nel breve periodo – precisa Fenoglio – non bisognerà spostare più a valle l’iscrizione che indica il punto della sorgente, perché con le prime piogge è probabile che un rivolo d’acqua ricompaia, ma il Po per noi diventa un termometro della situazione a livello più generale».

Fenoglio coordina un progetto delle università del Piemonte orientale, di Torino e del Politecnico sull’impatto ecologico delle secche fluviali chiamato «Noacqua». «I corsi d’acqua dell’arco alpino – sottolinea – non sono mai stati intermittenti come quelli mediterranei, ad esempio in Liguria o Calabria. Questa secca della sorgente del Po ci indica che siamo di fronte a un cambiamento epocale. Vogliamo studiare gli effetti delle secche sulla biodiversità e la funzionalità dei corsi d’acqua, ad esempio per il processo di depurazione delle acque nere, su cui sono stati costruiti gli attuali sistemi in paesi e città».

Brescia: allarme malaria dopo la morte di una bimba

Una bambina di 4 anni muore di malaria a Brescia. Una delle ipotesi è che sia stata contagiata nell’ospedale di Trento dov’era stata ricoverata insieme a due bambini che avevano contratto la malattia in Africa. Ma la dinamica non è chiara, la ministra Lorenzin manda gli ispettori e la procura apre due inchieste.

Muore di malaria a quattro anni

Forse contagiata nell’ospedale di Trento dov’erano ricoverati altri due bambini malati. Lorenzin manda gli ispettori: “Sarebbe un episodio molto grave”. Aperte due inchieste

BRESCIA – Uccisa dalla malaria. A Brescia e non dopo una vacanza ai tropici. Sofia Zago, bambina di quattro anni è morta lunedì intorno alle 12,15, colpita da malaria cerebrale, la forma più grave della malattia. La piccola che secondo gli esperti era probabilmente immunodepressa, è giunta sabato pomeriggio negli Spedali Civili di Brescia in gravissime condizioni, trasferita con l’elisoccorso dal «Santa Chiara» di Trento, dove i medici le avevano precedentemente diagnosticato l’infezione.

Sofia, mentre trascorreva le vacanze sulla riviera veneta a Bibione, lo scorso 13 agosto aveva avuto un esordio di diabete infantile ed era stata curata subito negli ospedali di Portogruaro e poi di Trento, dal 16 al 21 agosto. Successivamente si era rivolta nuovamente al pronto soccorso il 31 agosto, con febbre alta e altri sintomi che prima non aveva. Quindi le era stata diagnostica una faringite e prescritta in seguito una terapia antibiotica. Paolo Bordon, direttore generale dell’Apss (Azienda dei servizi sanitari) del Trentino ha ripercorso la storia clinica della piccola. «Il 21 agosto, ultimo giorno del suo ricovero per il diabete, è arrivata in ospedale a Trento una famiglia del Burkina Faso, con due bambini di ritorno dal Paese d’origine che avevano contratto la malaria e sono stati ricoverati qui, ma si trovavano in stanze diverse, inoltre le cure sono state effettuate con materiale monouso e non ci sono state trasfusioni – afferma Bordon -. È il 2 settembre che la piccola è poi giunta nuovamente in pronto soccorso a Trento, stavolta priva di coscienza. Rianimazione e pediatria hanno sospettato che si trattasse di epilessia, ma gli accertamenti sono risultati negativi. Così un supplemento di indagine ha rivelato la presenza del Plasmodium Falciparum, la specie più aggressiva di un protozoo parassita trasmesso dalla malaria».

Inutile il trasferimento a Brescia, dove il cuore di Sofia ha smesso di battere lunedì mattina. I medici sono ora alla ricerca di una possibile spiegazione, in particolare per capire l’origine del contagio. Tutte le piste vengono battute e c’è l’ipotesi della «zanzara (anofele) in valigia», portata involontariamente da qualcuno che è stato di recente in Africa. «Dalle prime indicazioni che abbiamo avuto pare che la bambina potrebbe avere contratto la malaria in ospedale, a Trento, motivo per il quale sarebbe un caso molto grave. Abbiamo quindi mandato immediatamente degli esperti sia per quanto riguarda la malattia che per la trasmissione da parte delle zanzare», ha dichiarato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

La Procura di Brescia e quella di Trento hanno aperto una doppia inchiesta per la morte della piccola. «La malaria si contrae da una zanzara vettore di una specie particolare che esiste in Italia, ma non è mai stato dimostrato che la zanzara italiana possa trasmettere una forma di malaria come quella contratta dalla bambina», ha spiegato il professor Alberto Matteelli, esperto in malattie tropicali degli Ospedali Civili di Brescia. «Ogni luogo frequentato dalla bambina sarà campionato per valutare il tipo di zanzare presenti», ha aggiunto. «Il decesso è stato molto rapido e spiace essere intervenuti nel momento in cui non si poteva fare molto», afferma invece Ezio Belleri, direttore generale degli Spedali Civili di Brescia. Intanto ieri pomeriggio seguendo i protocolli ministeriali, è cominciata la disinfestazione del reparto di pediatria dove era stata ricoverata la bambina al «Santa Chiara» di Trento.

Enorme il dolore dei genitori di Sofia, Marco Zago e Francesca Ferro che lunedì sera sono rientrati insieme al figlio più grande nella loro casa di Piedicastello. «Si tratta di una grande tragedia che colpisce tutto il Trentino», ha infine dichiarato l’assessore provinciale alle politiche sociali Luca Zeni. Quattro anni sono davvero troppo pochi per morire.

vivicentro.it/nord-cronaca
vivicentro/Brescia: allarme malaria dopo la morte di una bimba
lastampa/Muore di malaria a quattro anni FEDERICO GERVASONI

Catanzaro-Juve Stabia, inizia la prevendita. Info e costi dei tagliandi d’ingresso

Dopo il “riposo forzato”, la Juve Stabia riprende il cammino in campionato in riva allo Jonio, le vespe del duo Caserta-Ferrara affronteranno le aquile di mister Alessandro Erra uscite sconfitte nell’ultima gara di campionato al “Granillo” contro la Reggina.

Questo è il comunicato ufficiale della società stabiese in merito ai costi e alle modalità per l’acquisto del tagliando di ingresso:

” S.S. Juve Stabia rende noto che sono disponibili, come da vigente normativa, ESCLUSIVAMENTE per i possessori della Tessera del Tifoso, i tagliandi di ingresso del Settore Ospiti dello Stadio “Nicola Ceravolo” di Catanzaro per assistere all’incontro di calcio Catanzaro-Juve Stabia, in programma sabato 9 settembre alle ore 20,30 e valevole per la 3a giornata del Girone C della Serie C 2017/18. Il Catanzaro Calcio, nel rispetto delle direttive ministeriali, NON HA ADERITO al progetto “Porta un amico allo stadio”. Il Catanzaro Calcio, inoltre, comunica che è fatto divieto assoluto di vendita dei biglietti, per altri settori dello Stadio “Nicola Ceravolo”, alla tifoseria proveniente dalla Regione Campania. I biglietti saranno in vendita al prezzo di € 8 più diritti di prevendita, fino alle ore 19,00 di venerdì 8 settembre, presso i botteghini dello Stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia, che rispetteranno i seguenti orari di apertura: 10,30-12,30 / 16,30-19,30 “.

S.S. Juve Stabia

Ex Juve Stabia – Alessandro Fabbro torna in Campania. Questa la sua nuova squadra

Alessandro Fabbro è un nuovo calciatore della Cavese

L’ex difensore della Juve Stabia, Alessandro Fabbro, si è legato ufficialmente alla Cavese Calcio. Fabbro quindi torna in Campania dopo aver vestito con successo le maglie di Juve Stabia ed Avellino.

Fabbro giunge a Cava dopo le ultime esperienze al Bra ed al Chieri. Gran colpo della Cavese, che inserisce in organico un difensore che, per esperienza e leadership, rappresenta un lusso in Serie D.

Per il roccioso difensore classe 1981 32 presenze e tre reti nelle due e mezza stagioni alla Juve Stabia.