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Operazione San Gennaro

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Osservata dalla prospettiva di un grillino laico, l’immagine di Di Maio, candidato premier per mancanza di prove, che bacia la teca con il sangue liquefatto di San Gennaro (VIDEO) giustifica una richiesta di asilo politico all’altro mondo, dove nessuno avrà ancora avuto il coraggio di dirlo a Dario Fo.

Osservata invece dalla prospettiva di San Gennaro, la visione di un politico prono davanti alla sua ampolla è il classico déjà-vu: da Gava a De Magistris, passando per Bassolino, tante sono le labbra di masanielli devoti che attraverso di lui hanno cercato di ingraziarsi il cardinalone e il popolino.

Osservata dalla prospettiva di un elettore cinquestelle della prima ora, la mirabile scena è invece l’epilogo di un’illusione durata dieci anni. Dieci anni a sperare nella rivoluzione per ritrovarti alla fine rappresentato da un chierichetto.

Eppure, osservata dalla prospettiva di Di Maio, quel gesto plateale potrebbe anche essere solo un ex voto per grazia ricevuta. Un giovane vecchio, senza studi né esperienze lavorative memorabili, che viene iscritto da un’azienda privata di comunicazione alla corsa per palazzo Chigi non è un predestinato. È un miracolato. Era giusto che andasse a sdebitarsi con un esperto del ramo.

UFFICIALE – Trauma contusivo per Chiriches: salta la Lazio, maggiori accertamenti venerdì

Vlad Chiriches, in seguito a un trauma contusivo al piede destro patito nell’allenamento di ieri a Castelvolturno, questa mattina ha svolto allenamento differenziato. Per questa ragione, questa sera non sarà nell’elenco dei convocati per Lazio-Napoli.

Anche domani Vlad proseguirà il lavoro differenziato: le sue condizioni saranno valutate nella giornata di venerdì prossimo.

Da sscnapoli.it

Paganese-Juve Stabia: divieto di trasferta per i sostenitori delle vespe

Paganese-Juve Stabia: stesso derby, stesso divieto

Ormai come da prassi consolidata, ogni qual volta che c’è da disputare il derby campano tra gli azzurrostellati e i gialloblù, puntuale giunge il divieto da parte del prefetto di Salerno.

Pare che ogni anno si spera in un provvedimento diverso, ma purtroppo ormai è divenuta consuetudine da parte dell’emissario del Ministero degli Interni far assistere ai tifosi ospiti la gara solo attraverso lo streaming e non dal vivo.

Questo è il comunicato ufficiale della società stabiese in merito al divieto disposto dalla prefettura salernitana:

S.S. Juve Stabia rende noto che la Prefettura di Salerno ha disposto il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella Provincia di Napoli in occasione della gara Paganese-Juve Stabia, in programma allo Stadio “Marcello Torre” sabato 23 settembre e valevole per la 5° giornata del campionato di Serie C Girone C, con la relativa sospensione dei programmi di fidelizzazione per i sostenitori della Juve Stabia “.

Juve Stabia, il turno infrasettimanale sorride a tanti ex

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Ieri primo assaggio di turno infrasettimanale in Serie A, con Bologna – Inter, e la giornata infrasettimanale completa per la Serie B. Per i tifosi stabiesi avanti alla tv è stata occasione di assistere alle prodezze di tanti ex gialloblù più e meno rimpianti.

A brillare di più sono stati i due Simone: Verdi e Zaza. Il primo ha infatti trafitto la difesa impermeabile dell’Inter di Spalletti con un sinistro meraviglioso. Il secondo, Zaza, ha fatto esultare i tifosi del suo Valencia addirittura con una tripletta rifilata in Liga al Malaga in otto minuti. Per entrambi messaggi pesanti inviati al CT della Nazionale Giampiero Ventura.

Dicevamo tanta Juve Stabia anche in B. Riccardo Improta, gemello diverso di Verdi a Castellammare, ha regalato ossigeno al suo Bari, schiantando col suo gol la Cremonese.
La partita a più alto tasso di ex Vespe è stata invece la scoppiettante Carpi – Foggia. Gara che doveva essere dal finale scontato ma che ha riservato sorprese.

Punteggio finale 1 – 3 per i pugliesi, tra le cui fila sono andati in rete Martinelli e Beretta, difensore ed attaccante con trascorsi non molto positivi alla Juve Stabia.

La rete del Carpi è stata invece siglata da Jerry Mbakogu, che proprio a Castellammare si è fatto conoscere al grande Calcio. Niente gol invece per Nicastro, altro ex gialloblù accasatosi al Foggia.

Per Tommaso Cancellotti invece solo un assaggio di gara: il match tra la Ternana ed il suo Brescia è stato infatti rinviato causa pioggia.

Raffaele Izzo

Il 24 settembre ritorna il City Workout, l’evento sportivo che farà di Castellammare una palestra a cielo aperto (VIDEO)

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Domenica 24 settembre ritorna a Castellammare di Stabia il City Workout, l’evento sportivo più entusiasmante degli ultimi tempi.  Di cosa si tratta? A spiegarlo è Francesco Raimo, il Personal Wellness Coach fautore di questa affascinante iniziativa.

“Gli eventi ‘City Workout’ hanno lo scopo di migliorare la qualità di vita delle persone promuovendo uno stile di vita sano e attivo, attraverso manifestazioni sportive che si tengono rigorosamente all’area aperta, come quella in programma domenica 24 settembre a Castellammare”.

“Partiremo dall’Hotel Miramare alle ore 9:00 per poi giungere al porto turistico di Marina di Stabia – informa il trainer -. Ai partecipanti sarà data, oltre ad una T-shirt ‘City Workout’, una speciale cuffia Wi-Fi SabaSilent, attraverso la quale riceveranno istruzioni in merito alle andature e agli esercizi da svolgere, ma anche nozioni storico-culturali delle bellezze architettoniche ed archeologiche che incontreremo lungo il nostro percorso”.

Si alterneranno momenti di camminata sportiva e corsa leggera a stazioni di diverse discipline Fitness. Raggiunta Marina di Stabia, il porto si trasformerà in una palestra a cielo aperto, dove i partecipanti faranno un piccolo allenamento. Sarà anche un’ottima occasione per visitare la struttura portuale fiore all’occhiello della città. Dopodiché si ritornerà in villa comunale per gli esercizi di defaticamento.

“Gli obiettivi principali del ‘Workout’  – dice Francesco – sono innanzitutto promuovere uno stile di vita salutare e valorizzare le bellezze archeologiche delle città in cui si organizza la manifestazione; ma anche condividere momenti di svago all’area aperta, creare occasioni di aggregazione, passeggiare e fare un po’ di sport tra le strade del nostro territorio”.

Un’iniziativa da non perdere, un evento a cui anche i più pigri sono chiamati a partecipare, anzi soprattutto a loro il coach Raimo rinnova l’invito: “Vi aspettiamo domenica ore 9:00, Hotel Miramare, tuta, scarpe da ginnastica e via tutti a Marina di Stabia”.

Per saperne di più e contattare direttamente Francesco Raimo clicca qui

A cura di Luisa Di Capua

Paganese-Juve Stabia arbitra Giovanni Nicoletti di Catanzaro

Nessun precedente dell’arbitro calabrese con le vespe negli scorsi campionati

Giovanni NICOLETTI della sezione di Catanzaro è l’arbitro designato per la direzione di gara tra Paganese e Juve Stabia valevole per la quinta giornata d’andata del campionato di serie C girone C che si disputerà a Pagani sabato 23 settembre alle ore 20 e 30 allo stadio “Marcello Torre”.

Nicoletti, è al suo terzo campionato in serie C e non vanta nessuna direzione precedente con la Juve Stabia.

L’assistente numero uno sarà: Felice Sante MARINENZA della sezione di L’Aquila;

l’assistente numero due Roberto TERENZIO della sezione di Cosenza.

Giovanni MATRONE

Rinnovo Ghoulam, in arrivo l’ufficialità: inserita clausola di 40 milioni

Faouzi Ghoulam, autore di ottime prestazioni in campo, è da mesi in trattativa con la dirigenza del Napoli per il rinnovo contrattuale. Il terzino sinistro è in scadenza nel 2018 e con il suo entourage sta valutando la prosecuzione del suo rapporto lavorativo con i partenopei. L’accordo sull’ingaggio era già stato trovato tra le due parti: 2,2 milioni a stagione fino al 2021. Il presidente Aurelio De Laurentiis vuole cautelarsi per un’eventuale cessione ma c’era disaccordo con gli agenti sulla cifra della clausola rescissoria. Secondo quanto raccolto dalla redazione di Calciomercato24.com, pare si sia arrivato ad un compromesso: clausola da 40 milioni di euro valida solo per l’estero. L’ufficialità dovrebbe arrivare per i primi giorni di ottobre.

Il Frosinone pronto a inaugurare la nuova sala stampa: prevista conferenza il 27 settembre

Ecco il comunicato della società ciociara:

“Il Frosinone Calcio comunica che il giorno 27 settembre alle ore 11, il presidente Maurizio Stirpe e il sindaco Nicola Ottaviani inaugureranno la sala conferenze dello Stadio ‘Benito Stirpe’ nella quale, contemporaneamente, si terrà il primo incontro con la stampa. Al termine della conferenza verranno illustrate ai giornalisti presenti le
caratteristiche dell’Impianto con una visita guidata all’interno della struttura”.

RUGBY: SERIE C2 UFFICIALIZZATO IL CALENDARIO 2017-2018

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Napoli Varato il calendario completo del campionato regionale di Rugby Serie C2 girone Campania 2017-2018. Otto le formazioni ai nastri di partenza, pronte a lottare per un posto in Serie C1 nella stagione rugbistica ventura: IV Circolo Benevento, Amatori Angri, Hammers Campobasso, Napoli Afragola, NATO Lions, Polisportiva Sarnese, Spartacus Social Club, Zona Orientale Salerno.

Debutto previsto per domenica 8 ottobre, mentre la chiusura del torneo con il suo unico e prezioso verdetto, avverrà il weekend del 14-15 aprile 2018. Quattordici in tutto le giornate di campionato che attraverseranno la lunga stagione sportiva, ad eccezione delle ordinarie pause autunnali prima, ed invernali poi, stabilite in concomitanza degli impegni casalinghi della Nazionale rispettivamente nei Cariparma Crédit Agricole Test Match di novembre, e nel Sei Nazioni di febbraio-marzo.

La Serie C2 rappresenta per la Campania la base del movimento ovale seniores e consiste nel primo livello d’ingresso per i Club che intendono cimentarsi nelle attività agonistiche. In pieno spirito inclusivo e di aggregazione proprio del mondo rugbistico, come già avvenuto nelle passate stagioni, il Comitato Campano ospita nel proprio torneo gli Hammers Campobasso, formazione della Delegazione Regionale FIR Molise che rappresenta ad oggi la massima espressione di un territorio limitrofo in costante crescita. Due invece le debuttanti assolute, entrambe della provincia di Salerno: Angri Stallions e Zona Orientale Salerno, che si aggiungono alla formazione internazionale dei militari della NATO, giunta alla seconda partecipazione.

La furia degli uragani sui Caraibi, Maria è peggio di Irma. E Jose colpisce New York

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Il ciclone di categoria 5 ha devastato le isole di Dominica e Martinica. Sulla grande mela si abbatte una tempesta. Approfondimenti su Repubblica, La Stampa e New York Times.

Arriva Maria. L’ennesimo uragano di questo settembre terribile per l’area dei Caraibi ha toccato terra la notte tra lunedì e martedì nell’isola di Dominica, nelle Antille Minori (un’isola di circa 75mila abitanti, situata tra i territori francesi di Guadalupe, a nord, e Martinica, a sud) con venti massimi fino a 260 chilometri all’ora lasciando un panorama di “vasta distruzione”, come ha riferito il premier, Roosevelt Skerrit, che su Facebook ha dato in diretta testimonianza della violenza dell’uragano.

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  Roosevelt Skerrit Prime Minister of Dominica, check out his profile on Facebook

Maria punta su Porto Rico e Isole Vergini

Maria, declassata per qualche ora a categoria 4 e poi tornata a categoria 5, avanza in direzione ovest-nordovest a una velocità di 15 chilometri all’ora e venti fino a 250 chilometri all’ora. Tra martedì notte e mercoledì, l’uragano arriverà a Porto Rico e alle Isole Vergini. Le Antille Minori sono ancora sotto lo shock dell’uragano Irma, anch’esso di categoria 5, che ha lasciato almeno 26 morti nei Caraibi, in gran parte a Porto Rico e Cuba

Come si legge su Repubblica, il Centro nazionale uragani (Nhc) ha fatto sapere inoltre che, dopo esser passato sulla Dominica e sulla Martinica, Maria si sta dirigendo verso Saint-Croux e Porto Rico: per quest’ultima isola e per quelle Vergini americane il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato il decreto per lo stato di emergenza. Secondo il giornale ci sarebbero un morto e due dispersi a Guadalupa e le autorità francesi hanno ordinato l’evacuazione delle zone più a rischio dalle 20 di martedì sera (ora italiana).

Uragano Jose investe New York

Intanto avanza anche l’uragano Jose – di intensità relativamente minore – verso nord nell’Atlantico e punta verso la costa orientale degli Stati Uniti, minacciando anche l’area di New York e del New Jersey. Secondo La Stampa che cita il centro nazionale degli uragani, la perturbazione, attualmente di categoria 1, interesserà la costa dei due Stati tra martedì e mercoledì, mentre a New York sarà in corso l’assemblea generale delle Nazioni Unite.

Emanata allerta nelle zone costiere

Non è previsto un impatto con la terra ma è stata emanata un’allerta per le zone costiere a causa dei venti forti e piogge che potrebbero causare allagamenti. I venti più forti sono previsti su Long Island, scrive il New York Times, ma mercoledì potrebbero interessare anche il centro di New York. Sempre secondo gli esperti, Jose dovrebbe indebolirsi a metà settimana a causa del miglioramento delle condizioni meteo.

Juve Stabia – fiocco azzurro in casa gialloblù

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Giorgio Capece è diventato oggi papà. La compagna del centrocampista della Juve Stabia, Raffaella, ha infatti dato alla luce il piccolo Leon. A Giorgio e Raffaella vanno gli auguri della nostra redazione ed a Leon un grande benvenuto!

Questo il messaggio di auguri della società stabiese.

 S.S. Juve Stabia è lieta di annunciare ai propri tifosi la nascita del piccolo Leon Capece, figlio del nostro centrocampista Giorgio e della sua compagna Raffaella. Ai genitori vanno i nostri migliori auguri e al piccolo Leon il più caloroso benvenuto nella nostra famiglia sportiva.

S.S. Juve Stabia

Il mondo (lavorativo) Ryanair: piloti, hostess e steward

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Oltre alla questione delle cancellazioni dei voli, per via di un’errata valutazione dei riposi che spettano ai piloti, Ryanair da qualche mese è finita al centro delle polemiche per quanto riguarda i target di vendita che devono assicurare gli assistenti di volo. Ogni hostess e steward, si legge nella mail inviata al personale a marzo e pubblicata da ‘The Irish Times’, deve riuscire a vendere “almeno un profumo a testa durante ogni viaggio, un pasto, un prodotto di cibo fresco e 8 gratta e vinci”. Chi non riesce a piazzare i prodotti nella lista deve dare spiegazioni a un supervisore.

Le vendite saranno monitorate attentamente e chi non raggiunge gli obiettivi dovrà spiegare il perché” si legge nel memo. Il quotidiano irlandese, citando un portavoce di Ryanair, appena un mese fa spiegava come l’equipaggio viene costantemente incentivato dalla compagnia a vendere prodotti a bordo. “Quelli con la migliore performance – diceva il portavoce – vengono ricompensati con dei bonus”.

Secondo l’emittente Rte, invece, la compagnia avrebbe offerto di pagare fino a 12 mila di euro di bonus ai suoi piloti, i capitani, e 6 mila euro lordi ai primi ufficiali che accettano di rinunciare a godere delle proprie ferie.

Nella nota interna firmata dal chief operations officer, Michael Hickey, Ryanair condiziona il pagamento dei bonus al fatto che i piloti completino oltre 800 ore di volo entro il 31 ottobre 2018. Inoltre si richiede ai piloti di lavorare durante uno o due blocchi di cinque giorni che la compagnia ha individuato per coprire il periodo più critico delle cancellazioni. I piloti che accetterebbero questa possibilità tuttavia non riceverebbero il bonus fino all’ottobre del prossimo anno.

“Facevo il pilota alla Ryanair: vi dico tutto”

Le ferie? “Neanche a parlarne”. La malattia? “Non retribuita”. L’assicurazione sanitaria? “Un’utopia”. Max, nome di fantasia, è un pilota trentenne che da pochi mesi ha lasciato Ryanair per una compagnia estera, per la quale lavora da qualche settimana. Come lui, nell’ultimo anno tanti altri colleghi hanno fatto le valigie e sono stati arruolati in aviolinee concorrenti. Il motivo? Max ce lo spiega al telefono: “Purtroppo i contratti che regolamentano le condizioni di lavoro di Ryanair sono piuttosto pessimi – racconta all’AdnKronos -. Tutte le compagnie che operano in Italia, pur non essendo italiane rispettano i contratti di lavoro con le retribuzioni previste, ma Ryanair non lo fa”.

Mentre il numero uno dell’aviolinea irlandese, Michael O’Leary ha smentito la carenza di dipendenti parlando di “un’errata valutazione dei riposi che spettano ai piloti”, Max ci parla delle condizioni lavorative di quelli che ormai sono i suoi ex colleghi. “La maggior parte dei piloti Ryanair – dice – viene assunta con il ‘Contractor’, un contratto di lavoro autonomo”. Si tratta di piloti a partita Iva, che non sono assunti direttamente da Ryanair ma da un’agenzia interinale. In questo modo, i piloti non hanno un contratto da dipendente e sono costretti ad aprire una Limited in Irlanda, come aveva fatto anche Max.

La compagnia fornisce una retribuzione ‘lorda’ per ora di volo schedulata ed effettuata – afferma – senza alcuno stipendio base, malattia e ferie pagate”. E’ bene specificare tuttavia, che non tutti i contratti Ryanair sono uguali. Quello di Max “incide sul 60-70% dei piloti – dice – e non prevede alcuna retribuzione per ferie o malattia. L’unica retribuzione che si percepisce è per le ore di volo effettuate”. Piloti e assistenti di volo devono infatti rispettare limiti orari. “L’ora di volo non corrisponde all’ora di servizio – spiega Max – in media un pilota vola circa 80 ore al mese, a volte può volarne 60 o 90 ma non va mai oltre le 90 ore in 28 giorni, è una regola europea”.

“Facendo un conto semplice – prosegue Max – se una pilota vola in media 80 ore e la retribuzione oraria in Ryanair parte da 20 euro, lo stipendio mensile può arrivare a 1.600 euro fino a 2.500-4mila euro, e sfiorare, in alcuni casi, 10mila euro. Tutti lordi”. Cifre non proprio da fame. “Sì, è vero – ribatte il pilota – si possono percepisce anche 8mila euro al mese ma poi non si hanno ferie, contributi, malattie pagate. Niente”.

“Nella maggior parte dei casi – racconta il pilota – i soldi che vengono versati ai piloti Ryanair sono tassati inizialmente in Irlanda e versati sotto forma di rimborso spese come lavoratori autonomi, le tasse in Italia sono quasi nulle. Le persone corrette come me fanno il modello Unico, gli altri facendo versare i soldi su conti irlandesi, per assurdo risultano nullatenenti al fisco italiano”.

Inoltre, a differenza di altri lavoratori, i piloti Ryanair non sono tutelati da un contratto collettivo nazionale, o da sindacati. “Il ricorso al sindacato per i piloti Ryanair non è consentito da contratto – racconta ancora Max – La Cisl però ha sempre condotto battaglie per noi e ora si vedono i risultati”. Da oltre un anno, dice Max, Fit Cisl ha portato la questione all’attenzione di Enac, del ministero dei Trasporti, del ministero del Lavoro, dell’Inps, e anche dell’Unione Europea.

Qualche giorno fa la Corte di giustizia dell’Unione Europea, accogliendo il ricorso di un dipendente di Ryanair basato all’aeroporto di Charleroi, in Belgio, ha stabilito che Ryanair non può imporre agli equipaggi basati in altri Stati europei la legislazione irlandese. “Ma da noi tutti hanno sempre taciuto – prosegue Max – e Ryanair continua a non rispettare le regole”.

Perché allora firmare un contratto per Ryanair se queste sono le condizioni? “Non avendo esperienza – ammette Max – come molti colleghi, ho firmato il contratto che mi era stato proposto perché era un modo per iniziare“. Ecco spiegato il fuggi fuggi dei piloti degli ultimi anni. “La gente se ne va non tanto per una questione economica – prosegue – ma perché purtroppo Ryanair non conosce il rispetto delle regole. E’ questo che non va. Sono scorretti. Da loro si lavora con gli obblighi da dipendente ma senza avere le garanzie da dipendente, ed è piuttosto squallido, soprattutto se paragonato alla concorrenza”.

Tutte le altre compagnie, spiega Max, “forniscono le condizioni adeguate, con benefit incredibili. Poi certo, appena uno finisce l’esperienza in Ryanair va alla ricerca di una realtà migliore”. E lui da qualche settimana l’ha trovata. Ora lavora per uno dei principali concorrenti di O’Leary. “Qui le differenze sono enormi – sottolinea il pilota – dall’attenzione al dipendente, al rispetto della normativa, passando per la valorizzazione professionale e il coinvolgimento aziendale, tutte cose che a Ryanair ancora mancano”.

Tuttavia, per tanti piloti che dicono bye bye a Ryanair, altrettanti decidono di rimanere: “Poi alla fine molti colleghi restano perché lavorano vicino casa, lo stipendio a fine mese lo intascano – conclude Max – ma non rendendosi conto di cosa c’è fuori, vanno avanti anche per inerzia. Io dopo aver passato la selezione con la nuova compagnia sono stato assunto. Altri se ne sono andati in altre compagnie inglesi, qualcuno è in Easyjet, qualcun altro è volato in Cina, soprattutto i comandanti con esperienza”. Lì, ci confessa, “gli stipendi sono il doppio di quelli del mercato europeo”.

/adnkronos

ESCLUSIVA – Branduani: “Il dodicesimo uomo del Menti ci manca tanto. Col Trapani calo mentale, cerchiamo il riscatto a Pagani”

Queste le sue parole in esclusiva: “Stefezza? Darà grosse soddisfazioni ai tifosi”

Arrivato a poco dalla fine del calciomercato, è diventato subito titolare e riferimento per i compagni. In esclusiva, per la redazione di ViViCentro.it, ha parlato Paolo Branduani:

Dalla D alla serie A: Paolo hai praticamente giocato in tutte le categorie, anche se quella di serie A con l’Inter non ti ha visto esordire, era la stagione 2007/08…

“Sì, esatto! Ho avuto la fortuna di affacciarmi in tutte le categorie, però mi manca quella più importante; la serie A, al momento, l’ho solo sfiorata”.

Sei un portiere di esperienza, punto di riferimento ovunque sei stato…

“Ormai, sono abbastanza esperto dei campi di calcio soprattutto quelli di serie C dove, durante il corso degli anni, ho collezionato il maggior numero di presenze”.

Hai contribuito alla cavalcata in B e poi verso la A della Spal. Una società gloriosa!

“Sicuramente per me l’anno dalla C alla B è stato quello più prestigioso, giocato ad alti livelli. Sono contento di aver messo, durante la passata stagione, un mattoncino alla cavalcata trionfale della Spal, conclusasi con la vittoria del campionato cadetto”.

Lì c’era già un giovane Strefezza, oggi con te alla Juve Stabia: calciatore tutto pepe…

“L’anno scorso anche lui ha avuto la possibilità di esordire in serie B ad Avellino. Strefezza è un giocatore che potrà dare grosse soddisfazioni anche alla Juve Stabia”.

I tifosi della Juve Stabia hanno già apprezzato le tue qualità, sei stato tra i migliori in ogni tua apparizione…

“Cerco sempre di dare il massimo per aiutare la squadra. Sabato siamo stati poco attenti, commettendo alcuni errori che abbiamo pagato a caro prezzo”.

Come ti spieghi, però, il ko con il Trapani? Una Juve Stabia dai due volti…

“Nel primo tempo siamo scesi in campo motivati, affrontando la partita a viso aperto come l’avevamo preparata. Nella ripresa, invece, c’è stato un calo mentale. Non so spiegarne il motivo. Di sicuro non dobbiamo ripeterci”.

Ora il derby con la Paganese, qui è molto sentito: sarà una vera e propria battaglia!

“Stiamo lavorando intensamente per disputare questa gara al top della condizione. Sappiamo di dover dare subito delle risposte positive rispetto alla prestazione opaca contro il Trapani”.

Di sicuro c’è voglia di rivalsa e di trovare la prima vittoria stagionale…

“Certo. Durante la settimana ci impegniamo tanto per arrivare pronti al match. Il nostro scopo è sempre quello di portare a casa i tre punti”.

Quali le tue caratteristiche principali?

“Avendo una statura imponente, sono molto sicuro nelle uscite sia alte che basse. La mia caratteristica principale, quindi, è l’agilità unita a buoni riflessi”.

Come ti sei ambientato nella città stabiese?

“Bene. Ho avuto subito un ottimo impatto. Mi sono ambientato senza alcun problema. Per carattere sono molto avvantaggiato perché difficilmente faccio fatica ad integrarmi in posti nuovi”.

Cosa ti aspetti dalla stagione? Obiettivo di squadra e personale…

“Dobbiamo cercare di disputare una buona stagione sotto tutti i punti di vista, soprattutto per far crescere i giovani. Noi veterani, invece, abbiamo l’obbligo di dare il buono esempio, migliorando sempre di più. L’obiettivo della squadra è fare bene partita dopo partita, poi a fine campionato tireremo le somme, mentre il mio resta quello di dare tutto per questa maglia, contribuendo al raggiungimento del traguardo stagionale”.

Quanto vi manca il fatto di non poter giocare al Menti?

“Ci manca tanto. Sabato non sembrava di giocare in casa. Solo il Menti e il forte incitamento dei tifosi possono trasmetterci tanto calore e darci una grossa mano. In campo abbiamo bisogno del nostro dodicesimo uomo”.

a cura di Ciro Novellino

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Violenza sessuale: la legislazione penale è adeguata, il problema è «applicarla rigorosamente»

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Di fronte agli ultimi casi di cronaca, molte forze politiche chiedono leggi speciali. Carlo Federico Grosso, nel suo editoriale, ricorda come la legislazione penale in materia di violenza sessuale sia «adeguata ad una repressione efficace del fenomeno» e che il problema sia piuttosto «applicarla adeguatamente e rigorosamente».

Lo stato di diritto contro la violenza

Leggi speciali per contrastare la violenza sessuale? Stando a quanto è stato riportato ieri dalle agenzie lo avrebbe ipotizzato, addirittura, il sindaco di Roma Virginia Raggi. Che la violenza sulle donne sia fenomeno esecrabile è ovvio. Che si debba reagire agli episodi ricorrenti di violenza con una legislazione speciale di emergenza mi sembra, tuttavia, un non senso.

Occorre, piuttosto, assicurare che la legislazione penale vigente venga applicata efficacemente e con rigore e che, se del caso, vengano rafforzati i già previsti presidi di protezione, di prevenzione e di controllo del territorio.

Innanzitutto sembra opportuno precisare che, se è vero che a livello di percezione il fenomeno criminale della violenza sessuale sembra essere aumentato, le statistiche ufficiali rivelano il contrario: sia pure soltanto con riferimento ai casi di violenza denunciati, essi parrebbero essere diminuiti di più del 10% dal 2006 al 2015. E gli stupri sarebbero ulteriormente diminuiti nel primo semestre del 2017 rispetto al semestre corrispondente del 2016. Quale legislazione di emergenza, dunque?

Ricordo d’altronde che una legislazione speciale di emergenza era stata introdotta, nel nostro Paese, al tempo del terrorismo, per estirpare la violenza allora dilagante. Ma ricordo pure che, se si fa eccezione per l’efficacia dirompente di talune norme premiali, le disposizioni che hanno appesantito le sanzioni penali, attenuato le garanzie individuali, introdotto scorciatoie all’azione delle forze dell’ordine poco sono servite allo scopo. Semplicemente, hanno imbarbarito il livello dello stato di diritto introducendo nel nostro sistema giuridico pericolose scorie autoritarie.

Che fare, dunque, di fronte ai casi di cronaca dei quali i giornali hanno ampiamente parlato nei giorni scorsi? Come dicevo, applicare rigorosamente la legge penale vigente e rafforzare nei limiti del possibile i presidi di tutela dei cittadini sul territorio.

La legislazione penale in materia di violenza sessuale mi sembra adeguata ad una repressione efficace del fenomeno: essa prevede la reclusione da cinque a dieci anni per l’ipotesi base di chi con violenza o minaccia costringe taluno a compiere atti sessuali, pena che viene elevata in casi particolarmente gravi in ragione della qualità del soggetto agente o di quella della vittima (es. minore).

Si tratta a questo punto di applicare adeguatamente e rigorosamente tale legislazione: nella cornice di un processo giusto per l’imputato, ma che garantisca nello stesso tempo il soggetto passivo della violenza da ambigui tentativi delle difese degli imputati – purtroppo talvolta ancora presenti e tollerati nei processi per stupro – di truccare le carte e di ribaltare il rapporto esistente fra carnefice e vittima. Ma a tale ultimo riguardo non sono utili o possibili riforme legislative, ma deve essere la magistratura a farsi, di fatto, garante della correttezza dello svolgimento del processo.

La legge prevede d’altronde già oggi che il territorio sia pattugliato e controllato dalle forze dell’ordine a protezione dei cittadini contro i fenomeni di criminalità. Il controllo non è adeguato o sufficiente? Lo si potenzi, si investano per quanto possibile risorse, si predisponga un sistema capillare di videosorveglianza. Ancora una volta, nessuna legge speciale, bensì l’impiego di strumenti adeguati di tutela conseguenti ad un adeguato investimento di denaro nella sicurezza.

Il tema della violenza sulle donne è, per altro verso, più complesso rispetto a quanto risulta evidenziato dagli episodi dei quali hanno parlato i giornali nei giorni scorsi. Non c’è, soltanto, la violenza degli estranei perpetrata nelle strade. C’è la violenza quotidiana consumata nelle mura domestiche, c’è la violenza perpetrata all’interno delle piccole comunità isolate, c’è la violenza subita in silenzio dalle donne terrorizzate dal contesto famigliare o sociale circostante.

Anche con riferimento a queste situazioni di violenza la reazione giudiziaria deve essere inflessibile e l’applicazione della legge penale rigorosa. Ma anche qui il tema principale è costituito dalla predisposizione degli strumenti in grado di fare emergere, e pertanto anche sotto questo profilo contrastare, tali fenomeni criminali di regola sommersi: potenziamento dei servizi sociali, potenziamento delle istituzioni di protezione delle donne, interventi sul terreno della educazione civile.

vivicentro.it/opinioni
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lastampa/Lo stato di diritto contro la violenza CARLO FEDERICO GROSSO

Trump individua nella «difesa della sovranità» volano per accomunare gli Stati

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Nell’editoriale, Maurizio Molinari spiega come il discorso di Trump individui nella «difesa della sovranità» il volano capace di accomunare gli Stati, a prescindere dalla loro forma di governo, nel darsi una nuova, comune, strategia contro chi li minaccia.

La missione americana nel mondo

Gli Stati nazionali devono unirsi contro i regimi autoritari: il presidente americano Donald J. Trump sceglie la platea dell’Assemblea Generale dell’Onu per illustrare la sua visione della «missione americana nel mondo». Richiamandosi al predecessore Harry Truman, artefice del piano Marshall con l’Europa dopo la sconfitta del nazifascismo, Trump chiede alle «nazioni sovrane» di tornare protagoniste unendosi contro «leader e regimi» che le minacciano.

Anzitutto la Corea del Nord che fa esplodere le armi atomiche ma anche l’Iran che aggredisce i Paesi vicini in Medio Oriente e il despota venezuelano Maduro che opprime il proprio popolo. Trump individua nella «difesa della propria sovranità» il volano capace di accomunare gli Stati, a prescindere dalla loro forma di governo, nel darsi una nuova, comune, strategia.

Ed è un messaggio che punta a mettere sulla difensiva Mosca e Pechino perché «in Ucraina e nel Mar della Cina» sono loro a violare la sovranità altrui. E’ una sfida che declina nel XXI secolo i principi della realpolitik di Henry Kissinger condivisi dai generali che Trump ha voluto alla Casa Bianca. E definisce questa presidenza sulla politica estera così come, sul fronte interno, lo aveva fatto otto mesi fa il discorso di insediamento a Washington sull’«America First». Per Trump a risollevarsi non deve essere solo l’America, ma ogni nazione.

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Serie B, ecco la classifica marcatori. In vetta Pettinari, salto in avanti per Caputo

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Ecco la classifica marcatori al termine della 5° giornata del campionato di Serie B:

7 reti: Pettinari Stefano (Pescara)

 

6 reti: Caputo Francesco (Empoli)

 

5 reti: Han Kwang-Song (Perugia)

 

4 reti: Improta Riccardo (Bari)

 

3 reti: Kouame Christian (Cittadella), Mbakogu Jerry Uche (Carpi), Ciofani Daniel (Frosinone), Castaldo Luigi (Avellino), Morosini Leonardo (Avellino), Ardemagni Matteo (Avellino)

 

2 reti: Firenze Marco (Pro Vercelli), Simic Lorenco (Empoli), Marilungo Guido (Spezia), Mazzeo Fabio (Foggia), Donnarumma Alfredo (Empoli), Cacia Daniele (Cesena), Ciano Camillo (Frosinone), Buonaiuto Cristian (Perugia), Benali Ahmad (Pescara), Luppi Davide (Virtus Entella), Bocalon Riccardo (Salernitana), Capone Christian (Pescara), Salvi Alessandro (Cittadella), Brugman Duarte Gaston (Pescara), Troiano Michele (Virtus Entella), Cerri Alberto (Perugia), Mokulu Benjamin (Cremonese), Di Carmine Samuel (Perugia), Da Cruz Alessio (Novara), Nestorovski Ilija (Palermo), Brighenti Andrea (Cremonese), Malcore Giancarlo (Carpi), Rosseti Lorenzo (Ascoli)

 

1 rete: Sammarco Paolo (Frosinone), Terzi Claudio (Spezia), Tonucci Denis (Bari), Beretta Giacomo (Foggia), Moreo Stefan (Venezia), Siega Nicholas (Cittadella), Santini Claudio (Ascoli), Ninkovic Nikola (Empoli), Barillà Antonino (Parma), De Luca Giuseppe (Virtus Entella), Crivello Roberto (Frosinone), Montalto Adriano (Ternana), D’Angelo Angelo (Avellino), Mancuso Leonardo (Pescara), Lores Varela Ignacio (Ascoli), Angiulli Federico (Ternana), Di Mariano Francesco (Novara), Minala Joseph (Salernitana), Coronado Igor (Palermo), Castrovilli Gaetano (Cremonese), Cavion Michele (Cremonese), Albadoro Diego (Ternana), Gnahoré Eddy Vhakka Stelh (Palermo), Iori Manuel (Cittadella), Martinelli Luca (Foggia) Sprocati Mattia (Salernitana), Caracciolo Andrea (Brescia), Lucarelli Alessandro (Parma), Monaco Salvatore (Perugia), Murawski Radoslaw (Palermo), Cionek Thiago Rangel (Palermo), Colombatto Santiago (Perugia), Pesce Simone (Cremonese), Paganini Luca (Frosinone), Ferrante Jonathan Alexis (Brescia), Krunic Rade (Empoli), Finotto Mattia (Ternana), Schenetti Andrea (Cittadella), Gerbo Alberto (Foggia), Vitale Luigi (Salernitana), Eramo Mirko (Virtus Entella), Tremolada Luca (Ternana), Calaiò Emanuele (Parma), D’Elia Salvatore (Bari), Dionisi Federico (Frosinone), Tello Andres (Bari), Zigoni Gianmarco (Venezia), Litteri Gianluca (Cittadella), Chiricò Cosimo (Foggia), Schiavi Raffaele (Salernitana), Terranova Emanuele (Frosinone), Diaw Davide (Virtus Entella), Sbrissa Giovanni Stefano (Cesena), Bentivoglio Simone (Venezia), Nicastro Francesco (Foggia), Trajkovski Aleksandar (Palermo), Galano Cristian (Bari)

Duello Trump-Macron all’Onu

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 Donald Trump mostra i muscoli nel suo primo discorso all’Onu e indica la sfida ai regimi autoritari, incluso l’Iran, come agenda comune di tutti gli Stati sovrani. Diverso l’approccio del presidente francese Macron per il quale la priorità è la difesa del clima.

La ricetta anti-Trump di Macron: “Niente muri, più forti tutti insieme”

L’attacco del presidente francese al nazionalismo: multilateralismo più efficiente. E sul clima avverte: l’accordo di Parigi non sarà rinegoziato, avanti senza gli Usa

NEW YORK – Ambientalista e multilateralista, giovane e ambizioso, europeista convinto (almeno negli intenti), tendenzialmente pacifista, e con una spiccata sensibilità per i nodi umanitari. L’esordio alle Nazioni Unite di Emmanuel Macron da presidente francese è stato per lui un test politico di doppia valenza, sul piano globale e su quello continentale. Nella prima giornata dell’«Assemblea dei debuttanti» (così è stata soprannominata in virtù delle tante «prime»: Trump, Macron, Guterres, Gentiloni, Haley), il titolare dell’Eliseo è emerso come l’anti-Trump, sottoponendo di fatto la sua candidatura alla leadership dell’Europa. Aiutato dall’assenza di Angela Merkel, il quasi 40enne leader francese ha osato lanciarsi in un duello a distanza col collega americano.

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Complice l’avvicendamento quasi immediato tra i due sullo scranno più alto dell’Assemblea generale, sembrava che Macron controbattesse colpo su colpo su ognuno dei temi toccati (o evitati ad arte come l’intesa sul clima) dall’inquilino della Casa Bianca poco prima. «L’accordo non sarà mai rinegoziato – parte il leader dell’Eliseo – Rispetto profondamente la decisione degli Usa e la porta resterà aperta per un loro ritorno. Ma noi andremo avanti». Per di più che quell’intesa porta il nome di Parigi. Altrettanto perentorio è in merito all’accordo sul nucleare di Teheran, – che nel corso dell’Assemblea di due anni fa prese forma – L’accordo con l’Iran è solido. Denunciarlo e rigettarlo senza proporre altro è un grave errore».

Macron punta in alto quando trascina il confronto con Trump sul piano dottrinale, criticando la sua rivisitazione del principio di «Stato-nazione». «È falso pensare che i Paesi siano più forti quando sono da soli – chiosa in riferimento all’America First – Il multilateralismo è molto più efficiente». E se l’idea della superiorità nazionale è «obsoleta», lo sono anche gli strumenti a essa funzionali. A partire da barriere e fossati: «I muri non ci proteggono – tuona – il mondo è interdipendente». E l’aula magna del Palazzo di Vetro si libera in un lungo applauso scrosciante.

Ma nel «mondo secondo Macron» i diritti umani vengono ancor prima di tutto questo, non a caso alla vigilia del discorso il presidente aveva anticipato la sua menzione speciale alle crisi umanitarie. Ed ecco allora la forte denuncia contro la «pulizia etnica», in corso in Birmania contro la minoranza musulmana dei Rohingya. E ancor prima ricorda l’emergenza in Siria: «Il popolo siriano ha sofferto abbastanza. Le soluzioni sono politiche, non militari. Quello che serve è un “gruppo di contatto” che lavori ad una soluzione per la Siria». In entrambi i casi la ricetta è nel multilateralismo grazie a cui si può garantire la protezione per tutti i rifugiati, un principio che deve diventare un «imperativo morale».

Perché questa è la vera «sfida di civiltà», chiude Macron congedandosi dopo circa 35 minuti di assolo tra applausi e standing ovation. Il primo test, quello di anti-Trump, è stato superato. «Preferiamo dire alternativa a Trump, non anti Trump», suggeriscono dalla delegazione transalpina. Del resto tra i due non c’è un muro visto l’invito di Macron al presidente americano per le celebrazioni del 14 luglio a Parigi. Visita da cui l’inquilino della Casa Bianca ha preso spunto per arricchire con una parata militare la festa dell’Indipendenza Usa del 4 luglio. «In fondo un po’ di “premier” patriottica esiste anche in Macron», affermano gli osservatori del Palazzo di Vetro, in riferimento ai recenti accadimenti europei, da Fincantieri al dossier libico. Oltre al fatto che l’«imperativo morale» della protezione dei rifugiati stride con certi episodi che accadono alle frontiere. Se Macron ha infatti passato il test politico agli occhi del mondo, la sfida per la leadership del Vecchio continente è più complicata per lui. Anche perché ad attenderlo in Europa al suo ritorno c’è il falco tedesco Angela Merkel.

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lastampa/La ricetta anti-Trump di Macron: “Niente muri, più forti tutti insieme” FRANCESCO SEMPRINI – NEW YORK

Novità in Inghilterra, dal 2018 la patente sarà sullo smartphone

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L’Inghilterra è sempre stato un paese all’avanguardia, e dal 2018 lo sarà ancora di più. Infatti dal prossimo anno, i guidatori potranno anche non portare con sé la patente, ma soltanto uno smartphone. Sì, perché la patente sarà elettronica, direttamente sul proprio cellulare. A dare la notizia è stato il tabloid inglese “The Sun”, che ha annunciato anche che potrà essere mostrata agli agenti anche senza la connessione dati accesa. Per adesso si parla soltanto di forma sperimentale, ma ci sono tutte le condizioni affinchè questa innovazione potrebbe diventare una realtà, magari da portare anche in Italia.

Benevento-Roma, le probabili formazioni dei quotidiani: ballottaggio Under-Defrel, in difesa torna Jesus?

NOTIZIE AS ROMA – Alle ore 18 la Roma scenderà in campo al Ciro Vigorito di Benevento per disputare la quinta giornata di campionato. Ieri in conferenza stampa Di Francesco ha già sciolto alcuni dubbi di formazione: Gonalons giocherà dal 1′ così come Pellegrini (vista la mancata convocazione di Radja Nainggolan) e Florenzi potrebbe subentrare a partita in corso, perché non si vogliono correre rischi con un ragazzo infortunatosi per 2 volte sdullo stesso ginocchio con un out di 11 mesi dai campi di calcio sulle spalle. In attacco, maglia da titolare ancora una volta a Dzeko, evidentemente in stato di grazia dopo la doppietta personale rifilata al Verona. Ma andiamo a vedere come i maggiori quotidiani immaginano l’intero 11 titolare:

LA GAZZETTA DELLO SPORT (4-3-3): Alisson; Peres, Manolas, Jesus, Kolarov; Pellegrini, Gonalons, Strootman; Under Dzeko, Perotti
IL CORRIERE DELLA SERA (4-3-3): Alisson; Peres, Manolas, Jesus, Kolarov; Pellegrini, Gonalons, Strootman; Under Dzeko, Perotti
IL MESSAGGERO (4-3-3): Alisson; Peres, Manolas, Jesus, Kolarov; Pellegrini, Gonalons, Strootman; Under Dzeko, Perotti
IL TEMPO (4-3-3):  Alisson; Peres, Fazio, Jesus, Kolarov; Pellegrini, Gonalons, Strootman; Defrel, Dzeko, Perotti
IL CORRIERE DELLO SPORT (4-3-3): Alisson; Peres, Manolas, Jesus, Kolarov; Pellegrini, Gonalons, Strootman; Defrel, Dzeko, Perotti

Claudia Demenica

Trump all’ONU: «Se la Corea del Nord ci attacca non c’è altra scelta che distruggerla»

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Donald Trump mostra i muscoli nel suo primo discorso all’Onu e indica la sfida ai regimi autoritari, incluso l’Iran, come agenda comune di tutti gli Stati sovrani.

La dottrina Trump scuote l’Onu: “Distruggeremo la Nord Corea”

L’American First irrompe alle Nazioni Unite: torni la sovranità degli Stati. Poi l’avviso all’Iran. Netanyahu: cambiare l’accordo nucleare per fermarli

Da una parte la «filosofia», cioè l’Onu delle nazioni sovrane che mettono i propri interessi davanti alle logiche multilaterali; dall’altra la sua applicazione pratica, che minaccia la «distruzione totale della Corea del Nord», pone gli Usa in rotta di collisione militare con l’Iran, prospetta un qualche intervento in Venezuela, congela il dialogo con Cuba e promette di annientare il terrorismo. Così Donald Trump ha declinato la sua visione del mondo, nel primo discorso tenuto ieri all’Assemblea generale, con cui ha tradotto in un linguaggio appena più formale gli slogan della campagna elettorale.

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L’intervento è stato scritto da Stephen Miller, ultimo sopravvissuto della corrente nazional-populista di Steve Bannon alla Casa Bianca, che lunedì sera lo aveva anticipato ai giornalisti spiegando come avrebbe ruotato intorno al concetto di sovranità. Alla fine però Trump ha quasi tradito questa impostazione, perché affermando il proprio diritto di mettere gli Usa al primo posto, «America First», ha coniugato la difesa degli interessi del suo popolo con una linea che è parsa quasi più interventista di quella adottata da George Bush all’epoca dei neocon. Una riedizione «dell’asse del male», senza l’Iraq ma con l’aggiunta del Venezuela, che però punta a proiettare nel mondo la potenza degli Usa, più che il modello democratico.

Trump ha detto che «ci troviamo in un tempo di immense promesse e grandi pericoli». Per realizzare le prime e scongiurare i secondi, «il nostro successo dipende da una coalizione di nazioni forti e indipendenti, che abbracciano la loro sovranità e promuovono sicurezza, prosperità e pace, per se stesse e il mondo». Basta dunque col multilateralismo che invade il campo degli Stati membri, come l’accordo di Parigi sul clima: «Nazioni forti e sovrane consentono a Paesi con valori, culture e sogni diversi non solo di coesistere, ma di lavorare fianco a fianco sulla base del reciproco rispetto. In America non vogliamo imporre il nostro modo di vita agli altri, ma lasciarlo brillare come un esempio per tutti». Ogni Paese poi ha il diritto di adottare questa visione: «Da presidente metterò sempre l’America al primo posto, così come voi dovreste fare con i vostri Paesi».

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L’Onu deve diventare il luogo dove queste nazioni sovrane si incontrano, lavorando insieme per scongiurare i pericoli. E Trump non ha avuto paura di elencarli. Il «rocket man» Kim Jong-un, avviato verso una «missione suicida» col programma nucleare: «Se saremo costretti a difenderci, distruggeremo totalmente la Corea del Nord». L’Iran, che «maschera una dittatura corrotta dietro la falsa pretesa della democrazia». Lunedì il direttore del Policy Planning al dipartimento di Stato, Brian Hook, ci ha spiegato che «il presidente vuole valutare Teheran non solo in base al rispetto dell’accordo nucleare, ma al comportamento complessivo, che ne fa il primo sponsor mondiale del terrorismo». Una linea che rende inevitabile la denuncia dell’intesa, la ripresa del riarmo atomico iraniano, e in prospettiva lo scontro militare con la Repubblica islamica. Il premier israeliano Netanyahu ha infatti definito il discorso di Trump come «il più coraggioso sentito negli ultimi trent’anni». La richiesta che il premier israeliano avanza è quella di rendere permanente l’accordo del 2015 sul nucleare iraniano che al contrario prevede una data di scadenza. Solo così, la tesi israeliana, Teheran può essere tenuta a bada.

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Il capo della Casa Bianca è tornato a citare «il terrorismo dell’islam radicale», per promettere di annientarlo, denunciando le migrazioni indiscriminate come minaccia alla stabilità globale. Poi ha aggiunto al suo «asse del male» la «dittatura socialista di Maduro», sottolineando che «il Venezuela è a un passo dal baratro non perché non ha applicato bene il socialismo, ma perché lo ha applicato. Siamo pronti a ulteriori azioni, se il governo persisterà nell’imporre l’autoritarismo». Quasi ignorata, invece, la Russia.

Trump non ha minacciato di radere al suolo il Palazzo di Vetro, perché lo considera ancora utile a realizzare la sua visione, se accetterà di riformarsi. Il problema ora è capire quanto consenso ha suscitato nell’aula, affinché l’auspicata comunità delle nazioni sovrane accetti di seguire la sua guida.

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