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Roma, Schick out 15 giorni. Tornerà contro il Napoli

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NOTIZIE AS ROMA – Ieri pomeriggio gli esami strumentali a Villa Stuart per l’attaccante numero 14. Subito dopo la società giallorossa ha diramato il bollettino chiarificatore delle condizioni di salute del ceco: “Nella giornata odierna Schick è stato sottoposto ad ulteriori  controlli clinico/strumentali che hanno confermato l’infortunio muscolare al retto femorale sinistro mettendo in evidenza una quota di edema post/distrattivo nel terzo prossimale della giunzione mio/tendinea del muscolo. L’atleta, che contro il Verona ha fatto il suo esordio in giallorosso in una partita ufficiale, proseguirà il percorso riabilitativo impostato con prognosi ad oggi di 15 giorni” (asroma.com).
“Mi sento bene”, aveva detto ieri all’uscita della clinica romana dove ha effettuato i controlli di rito Patrick Schick. Eppure pare proprio che Eusebio Di Francesco non potrà contare su di lui prima del 14 ottobre (data in cui è prevista la gara interna contro il Napoli). Schick, dunque, si rivedrà dopo la sosta.

TRIGORIA: Intanto domani alle 15 si scenderà nuovamente in campo per la sfida casalinga contro l’Udinese. Fissato per oggi dopo le ore 16 l’allenamento di rifinitura.

Claudia Demenica

Questa mattina incidente tra un camion e una 500 sull’Asse Mediano

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Ennesimo incidente sull’Asse Mediano. Questa mattina all’altezza di Acerra c’è stato un duro incidente tra un camion e una 500 che è rimasta semi distrutta. Ancora non si conoscono bene le dinamiche dell’incidente, ma secondo alcuni testimoni presenti sul luogo, si dovrebbe trattare di un tamponamento. Non ci sono state pervenute ancora notizie sulle persone coinvolte nell’ incidente. Sulla statale in questo momento ci sono circa 3 chilometri di coda

Giorgio Napolitano scrive sull’Europa che sta ritrovando e rinnovando le sue ragioni e responsabilità

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Nel suo commento, Giorgio Napolitano, presidente emerito della Repubblica, allarga l’orizzonte all’Europa di oggi che, di fronte «all’acuirsi o all’accendersi di molteplici tensioni nei rapporti bilaterali tra vecchie e nuove, medie e grandi potenze extra-europee» riesce a resistere mettendo «in piena luce il valore e il ruolo di una politica estera e di sicurezza comune».

La rinascita dell’Europa protagonista

Nel contesto di sconvolgenti mutamenti geopolitici e di inedito disordine mondiale che è emerso nel nostro tempo, e messa di fronte a sfide senza precedenti, l’Europa nata da uno storico progetto di integrazione e unità sta ritrovando e rinnovando le sue ragioni e la coscienza delle proprie responsabilità. Sono riapparsi particolarmente in piena luce il valore e il ruolo di una politica estera e di sicurezza comune europea: anche rispetto all’acuirsi o all’accendersi di molteplici tensioni nei rapporti bilaterali tra vecchie e nuove, medie e grandi potenze extra-europee. Ed egualmente sono tornati in primo piano il valore e il ruolo dell’unità europea, su tutti i piani, nel fronteggiare l’attacco concentrico all’Europa del terrorismo islamico, divenuto nemico primario di tutto il mondo civilizzato.

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In pari tempo, nello scontro con le offensive populiste e rispetto alle regressioni sul piano ideale e nel senso comune che esse hanno alimentato, l’Europa ha teso a sentirsi e farsi portatrice più che mai del suo patrimonio storico di ideali e di valori.

Eva sottolineato come essa abbia saputo raccogliere e far propria la grande tradizione di libertà, di identificazione con ogni sfera e causa di libertà, propria del mondo anglosassone e tempratasi nel fuoco della seconda guerra mondiale.

E’ un vero e proprio ripresentarsi dell’Europa sulla scena quel che innegabilmente si è prodotto e manifestato a partire dalla primavera del 60° anniversario dei Trattati di Roma e, tra l’altro, attraverso assai significative vicende elettorali, culminate nelle presidenziali francesi e nella vittoria di Emmanuel Macron.

Si è verificato l’apparente paradosso del rovesciamento dell’offensiva euro-scettica ed euro-distruttiva, e del rischio di un tendenziale fatale indebolimento dell’Europa costituito da diversi fatti e fenomeni. Tra questi, sul piano politico, la Brexit e l’elezione del presidente Trump negli Stati Uniti; e su un più ampio versante politico e sociale, la dilagante ondata di migranti e di profughi e la conseguente durissima crisi umanitaria. Anziché farsene travolgere, le più lungimiranti forze politiche e sociali europee hanno teso a rispondervi con una decisa riaffermazione di quel che nel presente e nel futuro rappresenta e può rappresentare per il mondo un’Europa sempre più unita e integrata.

In questo senso si sono manifestate dichiarazioni di volontà politica e coraggiose indicazioni di prospettiva, forse come non mai, in chiave di coerente rilancio e sviluppo del processo di integrazione. Dalla Cancelliera tedesca abbiamo sentito, in risposta alla sfida di Trump su versanti tra i più critici, l’orgoglioso appello: «Noi europei dobbiamo prendere il nostro destino nelle nostre mani… i tempi in cui potevamo contare pienamente su altri sono in una certa misura finiti». Il nuovo Presidente francese, appena eletto, non ha perduto occasione per ribadire che l’Europa ha da far leva sulla «forza di una sovranità non più nazionale ma pienamente europea». E c’è chi ha detto, guardando ai grandi assi del patrimonio storico-ideale europeo, che l’Europa è rimasta nel mondo d’oggi il luogo della razionalità.

In questo clima, il presidente della Commissione Juncker ha pronunciato nei giorni scorsi un discorso ricco di aperture su questioni centrali e scottanti. Come quella della solidarietà europea nel concepire e rendere praticabili vie legali per l’immigrazione di cui i paesi europei hanno bisogno, in particolare per i provenienti dall’Africa. E ciò nel quadro di una seria grande politica per lo sviluppo del continente africano secondo la vocazione originaria del progetto europeo. Significativo è stato in proposito il riconoscimento giunto da Juncker per le prove date dall’Italia e per la figura del presidente Gentiloni.

Inutile dire che su tutti i punti indicati da Juncker resta l’interrogativo del passaggio a puntualizzazioni indispensabili, a decisioni ed azioni conseguenti.

Naturalmente, quando il presidente della Commissione ha detto con felice espressione «Il vento è tornato a soffiare nelle vele d’Europa», si è riferito non secondariamente alla ripresa economica finalmente seguita alla lunga crisi scoppiata quasi dieci anni fa. Ripresa nemmeno pensabile senza l’apporto dell’euro e della Banca Centrale europea, capisaldi della nostra integrazione sovranazionale.

Non sto suggerendo, sia chiaro, un’immagine idilliaca dello stato attuale e un sicuro destino dell’Unione europea. La stessa continuità e forza della ripresa economica in Europa resta sottoposta a incognite, come quelle indicate da Romano Prodi in un recente articolo, illuminante per diversi importanti aspetti, tra i quali l’attuale esplosione del tasso di cambio tra euro e dollaro. Non c’è dubbio che si richiedano scelte attente e nuove, se non vere e proprie svolte, nel campo della politica economica e finanziaria delle istituzioni europee e degli Stati membri. E di ciò tutte le leadership nazionali debbono farsi finalmente consapevoli.

Ma quel che davvero segnerà il nostro destino comune è il superamento di persistenti, profonde ambiguità e incertezze sulla fisionomia dell’unità europea, che non può soltanto essere genericamente assunta come nostro dovere e obbiettivo dominante.

Le procedure di infrazione finalmente scattate, col sostegno della Corte europea di giustizia, nei confronti di governi nazionali dell’Ungheria e della Polonia che hanno tradito valori fondanti del progetto europeo e rotto ogni disciplina nell’Unione ora a 27, ci dicono con chiarezza l’essenziale. E cioè che è ineludibilmente sul tappeto la questione di cerchi o raggruppamenti distinti di Stati europei, ovvero una rifondazione istituzionale, non certo il perseverare in una fuorviante cooperazione intergovernativa. Se non vi si lavora, anche prospettando una revisione dei Trattati vigenti, non solo ogni ipotesi tra quelle enunciate di ulteriore integrazione sovranazionale – ad esempio del governo politico dell’eurozona e finanche di un suo bilancio comune con le relative complesse implicazioni – ma la stessa prospettiva di consolidamento della costruzione europea non si possono presentare come attendibili e onestamente veritiere.

Piaccia o no, questo è il guado cui stiamo giungendo, pur nel recente accumularsi di fatti positivi, tra i quali l’atteggiarsi unitario dell’Europa nel G7 di Taormina presieduto dall’Italia.

Anche ciascuno degli Stati membri dell’Unione, che più si caratterizzano per spirito europeista, ha da condurre un severo esame di quel che gli tocca chiarire e correggere a casa propria, spazzando via malintesi, egoismi e pretese nazionali, così come combattendo rigurgiti regressivi non ignorabili. Non assistiamo forse, e non solo in Italia, a un rigurgito di barbarica violenza contro le donne, quasi in odio allo storico processo di emancipazione di cui è stata teatro l’Europa?

Nessuno può sottovalutare, ovviamente, la riflessione che alla Germania tocca fare su se stessa, in quanto paese più grande e società più forte dell’Europa unita. E il campo è aperto anche a franche discussioni a tal proposito tra i governi e in seno alle istituzioni comuni. Ciò appare indispensabile anche perché la Germania svolga un ruolo ancor più lineare e persuasivo nel processo di costruzione europea. Questa in sostanza è la posta delle elezioni tedesche che si svolgeranno domenica.

Al tempo stesso è oggi possibile, e più che mai decisivo, il puntare su intense consultazioni e intese tra eguali che facciano perno su protagonisti essenziali come la Germania, l’Italia, la Francia. Il nostro paese è a ciò preparato, e già concorre, in una continuità europeista di lungo periodo, di cui ora è garante il presidente Mattarella.

Ma oggi sentiamo di poter guardare a un’Europa che diventi fulcro di un universo straordinario di valori storici e di peculiari ideali così come di potenzialità trascinanti pur in un mondo così travagliato e mutevole.

Dobbiamo farlo, spingendo certo lo sguardo verso un imprevedibile domani mondiale, ma senza anticipare e dare per fatale addirittura l’emarginazione e subordinazione dell’intero «emisfero settentrionale».

E questo possiamo farlo solo perché nei lontani Anni 50 se ne stava già compiendo la premessa principale. Essa consiste, non dimentichiamolo, nella nascita di un’autentica Germania europea attraverso una vera e propria mutazione generazionale e culturale di massa che l’ha condotta fuori dalle barbariche aberrazioni del nazismo, liberandola da ogni loro radice. Quel processo è stato portato fino alle estreme e sofferte conseguenze che la nuova leadership tedesca ha saputo trarne a Maastricht, rinunciando allo storico pilastro del marco e collocandosi, con senso del limite, in uno stringente contesto collettivo europeo e nell’obbiettivo di una vera e propria integrazione politica dell’Europa.

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lastampa/La rinascita dell’Europa protagonista GIORGIO NAPOLITANO

Roma Udinese: probabili formazioni

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Ecco le probabili formazioni per la sfida di domani all’Olimpico tra Roma e Udinese. Appuntamento alle ore 15.00

ROMA NEWS- Probabili formazioni– Alle ore 15.00 di domani, sabato 23 settembre, la Roma di Eusebio Di Francesco scenderà in campo all’Olimpico contro l’Udinese di Luigi Delneri per la sesta giornata di Seria A.

I giallorossi dovranno confermare i segnali di crescita evidenziati nelle ultime giornate e cercare di confezionare la terza vittoria consecutiva contro una squadra che sta vivendo un difficile inizio di campionato e d è alla ricerca di qualche punto. Vediamo quali sono le probabili formazioni delle due squadre che si affronteranno domani.

Confermato Alisson tra i pali, il reparto a 4 dovrebbe vedere un piccolo turno over con Manolas al posto di Fazio mentre rimangono confermati dal primo minuto Juan Jesus al centro e Kolarov a sinistra. Si prospetta ancora il riposo per Florenzi dopo la sfida con il Benevento.

PROBABILI FORMAZIONI

ROMA (4-3-3): Alisson; Florenzi, Manolas, Juan Jesus, Kolarov; Strootman, De Rossi, Nainggolan; Perotti, Dzeko, El Shaarawy. All. Di Francesco.

A disposizione: Skorupski, Lobont, Moreno, Fazio, Castan, Bruno Peres, Gerson, Gonalons, Pellegrini, Under, Defrel. Indisponibili: Emerson, Karsdorp, Schick.

UDINESE (4-4-2): Scuffet; Stryger, Angella, Nuytinck, Samir; De Paul, Fofana, Behrami, Jankto; Maxi Lopez, Lasagna. All. Delneri.

A disposizione: Bizzarri, Pezzella, Bochniewicz, Danilo, Adnan, Barak, Balic, Hallfredsson, Ingelsson, Matos, Ewandro, Bajic. Indisponibili: Widmer, Perica.

Maria D’Auria

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L’angolo della tattica – La fase di possesso del Napoli di Maurizio Sarri

Il Napoli di Sarri è una delle squadre che gioca il miglior calcio d’Europa. Si tratta di una squadra che riesce ad esprimere un bel gioco fluido e andare più volte nell’arco della partita ad attaccare la porta avversaria. Quest’oggi studieremo la fase di possesso del trainer toscano:

Il Napoli di Sarri gioca un calcio “a memoria”. La manovra parte dal portiere, che scarica la palla ai due difensori (Koulibaly e Albiol), i quali con il regista della squadra (Jorginho) che si abbassa, iniziano la manovra. Nel momento che parte la fase di possesso, i due terzini (Hysaj e Ghoulam) si allargano e le due mezzale ( Hamsik e Zielinski), aprono linee di passaggio, schierandosi a turno in linea con Jorginho, mentre l’altra va di supporto all’ala, per favorire le incursioni del tridente. Come spesso accade, gli avversari adottano un sistema di marcatura a uomo su Jorginho, e per questo Sarri sfrutta la tecnica di Koulibaly per iniziare ad orchestrare la manovra. Un grande lavoro in questo modulo lo fa Callejon, definito dal tecnico toscano come un “equilibratore tattico”, infatti allo spagnolo, Sarri chiede di abbassarsi ad inizio azione e successivamente inserirsi sul secondo palo per sfruttare la sua eccellente abilità di attaccare lo spazio.

A cura di Mattia Longobardi

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Incognita estrema destra in Germania

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Domenica la Germania è chiamata alle urne per eleggere il Parlamento. Francesca Sforza, inviata de La Stampa, racconta il clima che si respira, con particolare attenzione all’ascesa degli estremisti di destra che preoccupano Merkel e Schulz. Secondo gli analisti parlano alla popolazione frustrata e delusa.

L’estrema destra cresce in silenzio. La sorpresa dell’ultima ora per Merkel

A Monaco i segnali dell’avanzata: l’AfD tiene comizi nascosti e soffia sulle paure. Gli analisti: molti che sono stati esclusi dalla crescita guardano a loro

MONACO DI BAVIERA – Ogni tanto qualcuno cade a terra, interrompendo il corso del lungo fiume di persone che seguono le frecce di vernice bianca sul marciapiede, con su scritta l’indicazione «Oktoberfest». Succede, se si comincia a bere dal mattino, così come è frequente che la massa umana, a Monaco, a forza di ridere, spintonarsi e barcollare, assuma un’andatura oscillante, e vista di spalle, con i pantaloncini corti in pelle traforata e gli abiti femminili stretti in vita su tessuti quadrettati e pizzi di foggia tradizionale, sembri una grande, e un po’ inquietante, danza popolare.

Ma cosa balla davvero nel cuore della Baviera, che con i suoi 568 miliardi di euro ha lo stesso prodotto interno lordo di tutta l’Argentina?

LEGGI ANCHE : La rinascita dell’Europa protagonista (G. Napolitano)

I primi a chiederselo sono i vertici della Csu, sorella bavarese della Cdu, il partito della cancelliera, che a tre giorni dal voto non nascondono la loro preoccupazione: il partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD) è forte, molto più forte di quanto i sondaggi non intercettino. «Abbiamo paura che arrivi al 20 per cento», ci hanno detto diversi rappresentanti del primo partito bavarese pregando di spegnere il registratore e posare il taccuino.

Non è come per i Länder dell’Est, dove gli estremisti di AfD puntano su un mix di disagio, scontento e invidia sociale nei confronti dell’Ovest più ricco e arrogante. Qui la strategia è diversa, e si riassume in un paio di slogan elettorali che campeggiano per le strade nella periferia di Monaco: «Chi vota Csu, poi si ritrova la Merkel», o anche «Franz Joseph Strauss (mitico e indimenticato governatore della Baviera) oggi voterebbe AfD». Niente a che vedere con Hitler e con le nostalgie neonazi – che pure in origine vengono proprio da queste verdi valli -. Qui l’AfD punta all’elettore anziano della Csu, quello della prima ora, quello che da sempre vede in Frau Merkel un’estranea, e nei migranti dei nemici. E se i partiti tradizionali scelgono le facili adunate nelle birrerie dell’Oktoberfest, i candidati dell’AfD si mettono a parlare all’interno di locali improvvisati in periferia, nei presidi sanitari – un paziente di Stoccarda è finito nelle cronache locali per aver dimostrato il proprio dissenso: «Non voglio andare dal medico e trovarmi in un covo di estremisti».

Sono comizi volanti, che si sciolgono così come si sono assembrati, di cui giornali e tv non parlano, ma che ci sono, lasciano una scia amara e forse profonda. «È vero che da quando ci sono così tanti stranieri i reati di molestie e abusi nei confronti delle donne sono aumentati?», chiede la conduttrice del Tg della sera sulla «Bayerischer Rundfunk» al sovrintendente alla sicurezza regionale. «Beh, sì, il numero dei reati sessuali da parte di stranieri è all’incirca raddoppiato – è stata la risposta -, anche se certo questo dipende anche dal fatto che ci sono in generale più stranieri che in passato».

Secondo gli ultimi sondaggi l’umore in Baviera è molto polarizzato: il 37 per cento considera i migranti un’opportunità, e un’analoga percentuale li trova indesiderabili. È chiaro che l’AfD punta a scalare la seconda cima, e lo fa con il richiamo a quei «valori identitari», che sono stati da sempre patrimonio elettorale della Csu.

E poi ci sono gli astenuti, un partito-ombra che alle ultime elezioni prese il 28,5 per cento. Oggi quegli stessi non votanti potrebbero essere trascinati a destra: «C’è una discreta fetta di popolazione – dice Sigrid Rossteutscher, politologa a Norimberga – che non ha partecipato alla crescita degli ultimi quindici anni, e che per questo è frustrata, distante, delusa».

I politici faticano ad avvicinarsi a queste realtà, perché al fondo pensano che l’astenuto sia una causa persa, e quindi lasciano che ai bordi delle grandi città crescano sempre nuovi non-elettori. «Ancora più grave – dice Michael Kaendig, docente di diritto a Monaco – è quando rimangono vittima del disinteresse le giovani generazioni, in particolare figli di stranieri, perché allora rischiano di perdere l’orientamento». Martin B., addetto in un negozio di componenti tecnologiche vicino alla stazione centrale di Monaco, racconta stupefatto di essersi trovato a cena con sei amici turchi (di seconda generazione) che voteranno tutti per l’AfD: «Capisce? Se anche i turchi votano per loro…».

C’entra sicuramente la posizione assunta dall’Spd nei confronti di Erdogan, ma il salto dal bacino socialdemocratico a quello inesplorato dei populisti di estrema destra fa riflettere. All’ultimo dibattito tra i candidati locali prima del voto, nella popolare trasmissione Muenchner Runde, il candidato dell’AfD non c’era. C’era quello della Csu, quello dell’Spd, la candidata verde Claudia Roth, persino il candidato del partito di sinistra Linke (che in Baviera si aggira intorno al 3 per cento dei consensi). Il rischio è che domenica si presentino in troppi, anche senza invito.

vivicentro.it/politca
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lastampa/L’estrema destra cresce in silenzio. La sorpresa dell’ultima ora per Merkel FRANCESCA SFORZA – INVIATA A MONACO DI BAVIERA

Allarme volpi nella scuola romana Don F. Rinaldi. Ispezione LAV: nessun segno di presenza

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Ispezione LAV nel giardino della scuola romana Don Filippo Rinaldi per presenza volpi. Nessun segno di presenza degli animali

Roma- Alcuni giorni fa i media hanno diramato un allarme relativo alla presenza di volpi all’interno del giardino di una scuola romana. I bambini erano rimasti in “ostaggio” nella scuola per alcune ore finché non si è avuto la certezza che il giardino fosse libero da ogni pericolo.

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dell’associazione LAV di Roma, intervenuta per verificare l’effettiva presenza degli animali e le eventuali misure da intraprendere per il loro allontanamento.

 Comunicato Stampa LAV Roma del 21.09.2017

Roma – Nei giorni scorsi la stampa ha dato notizia di un ipotetico allarme per la presenza di alcune volpi all’interno del giardino di una scuola sita nel Comune di Roma. Complice la chiusura estiva e la prossimità con il Parco degli Acquedotti, si affermava che gli animali si fossero insediati nel giardino della scuola don Filippo Rinaldi, che comunica direttamente con il Parco stesso.

La sede romana della LAV, preoccupata per il destino degli animali, ha provveduto a contattare subito la dirigente scolastica fissando un appuntamento allo scopo di verificare l’effettiva presenza e le eventuali misure da intraprendere per il loro allontanamento incruento.

La dirigente scolastica si è dimostrata subito molto disponibile e desiderosa di risolvere il problema nel pieno rispetto della vita degli animali – dichiara Valerio Pileri responsabile animali selvatici della sede LAV di Roma – la nostra ispezione, ha però dato esito negativo, non è stato registrato alcun segno di presenza degli animali nel cortile della scuola.

Gli animali selvatici sono generalmente molto schivi nei confronti dell’uomo, è quindi molto probabile che, con la ripresa delle attività scolastiche, le volpi si siano decise a spostarsi in luoghi più tranquilli.

“Una volta accertata l’assenza di qualsiasi problema, siamo certi che la dirigente scolastica continuerà a trasmettere i valori della convivenza incruenta con gli animali selvatici nel percorso didattico della scuola – conclude Pileri – da parte nostra mettiamo a disposizione l’esperienza della nostra associazione che da sempre si impegna per la tutela degli animali selvatici, contro la caccia e ogni altra forma di crudeltà dell’uomo”.

Ufficio stampa LAV Roma

ufficiostampa.lavroma@gmail.com

Castellammare, parte il corso di speleologia per i soci CAI. Ecco le modalità di iscrizione

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22 settembre 2017 – Il corso è rivolto ai soci CAI (chi non lo è, potrà iscriversi) anche di altre sezioni. Verte sugli aspetti teorici e pratici della progressione in grotta e ha lo scopo di preparare gli aspiranti alla pratica della speleologia. I partecipanti riceveranno un attestato di partecipazione rilasciato dalla SNS.

Il corso è articolato in 5 lezioni teoriche e 5 uscite pratiche. Le lezioni teoriche si svolgeranno presso la sede CAI Stabia/CNSAS di viale degli Ippocastani in data da definirsi. Le uscite si svolgeranno nei fine settimana in varie località campane, il cui raggiungimento avverrà con mezzi propri. L’età minima per partecipare al corso è di 16 anni compiuti; per i minorenni è richiesta l’autorizzazione scritta degli esercenti la patria potestà.

Il numero massimo di partecipanti è 12. Se le richieste dovessero superare tale numero, si darà la precedenza secondo la data di iscrizione ed a coloro che abbiano già versato la quota di iscrizione.

Per iscrizioni e ulteriori informazioni Stefania Bucciero 338 3062873 segreteria@caistabia.it

Anna Lisa Golvelli
CAI Campania

ItalBasket femminile, il 1 ottobre via al raduno. Ecco le convocazioni

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Nazionale Femminile, a Ragusa l’esordio di Marco Crespi

“Un primo appuntamento che sento speciale”

Le 21 Azzurre convocate per il raduno (1-3 ottobre)

Da novembre le qualificazioni per l’EuroBasket Women 2019

 

A poco più di tre mesi dalla conclusione dell’EuroBasket 2017, riparte da Ragusa (1-3 ottobre) il viaggio della Nazionale Femminile. L’esordio di coach Marco Crespi avverrà in occasione del raduno che seguirà l’Opening Day, ovvero la prima giornata del campionato Femminile di Serie A1.

 

Sarà questo l’unico appuntamento con le Azzurre prima del ciclo di partite valide per le qualificazioni all’EuroBasket Women 2019.

 

L’esordio dell’Italia avverrà l’11 novembre in occasione di Macedonia-Italia, il 15 primo impegno interno contro la Croazia. Le uniche squadre già qualificate sono quelle dei Paesi ospitanti (Serbia e Lettonia), in palio rimangono gli altri 14 posti: all’Europeo 2019 accederanno le prime classificate degli otto gironi e le sei migliori seconde.

 

Così Marco Crespi a pochi giorni dal suo primo raduno con la Nazionale Femminile. “Un primo appuntamento che sento speciale. Speciale per l’entusiasmo che personalmente sento e la curiosità laboriosa della prima volta. In questo primo periodo ho guardato, ascoltato, chiesto. Tutto molto utile. Ma sarò muro di energia davanti ad ogni ma, davanti ad ogni beh, però. L’obiettivo è che ognuno abbia come obiettivo il miglioramento dell’1%. Obiettivo visibile, vicino e raggiungibile e sarebbe contagio con effetto moltiplicatore. Abbiamo voluto con questa prima convocazione mostrare come si voglia guardare dovunque. Dovunque per altezza, età e campionato, per avere una base che si allarga motivandosi”.

 

A Ragusa non ci sarà Giorgia Sottana, impegnata in quei giorni con Montpellier, la sua nuova squadra. In dubbio anche la presenza di Cecilia Zandalasini, che con le Minnesota Lynx domenica gioca gara1 delle WNBA Finals contro le Los Angeles Sparks.

 

Le convocate

Martina Bestagno      (’90, 1.89, C, Umana Reyer Venezia Mestre)

Chiara Cadoni            (’94, 1.82, A, Carispezia Cestistica Spezzina)

Debora Carangelo      (’92, 1.69, P, Umana Reyer Venezia Mestre)

Sabrina Cinili              (’89, 1.91, A, Saces Mapei Napoli)

Chiara Consolini         (’88, 1.85, G, Passalacqua Ragusa)

Martina Crippa          (’89, 1.78, G/A, Gesam Lucca Le Mura)

Valeria De Pretto       (’91, 1.85, A, Umana Reyer Venezia Mestre)

Francesca Dotto         (’93, 1.70, P, Famila Schio)

Elisa Ercoli                  (’95, 1.90, C, Geas Sesto San Giovanni)

Martina Fassina         (’99, 1.83, A, Fila San Martino di Lupari)

Alessandra Formica   (’93, 1.89, C, Passalacqua Ragusa)

Andre Olbis Futo        (’98, 1.86, A, Treofan Battipaglia)

Gaia Gorini                 (’92, 1.81, P/G, Passalacqua Ragusa)

Martina Kacerik         (’96, 1.81, G, Umana Reyer Venezia Mestre)

Jasmine Keys              (’97, 1.90, A, Fila San Martino di Lupari)

Raffaella Masciadri   (’80, 1.85, A, Famila Schio)

Kathrin Ress               (’85, 1.93, C, Famila Schio)

Erika Striulli                (’90, 1.68, P, Gesam Lucca Le Mura)

Marzia Tagliamento  (’96, 1.81, A, Famila Schio)

Federica Tognalini     (’91, 1.82, G, Gesam Lucca Le Mura)

Cecilia Zandalasini     (’96, 1.85, A, Famila Schio)

 

Atlete a disposizione:

Caterina Dotto           (’93, 1.70, G, Umana Reyer Venezia Mestre)

Camille Mahlknecht   (’93, 1.89, C, Basket Costa x Unicef)

Sara Madera              (’00, 1.86, A, Umana Reyer Venezia Mestre)

Francesca Melchiori  (’93, 1.72, G, Gesam Lucca Le Mura)

Ilaria Milazzo             (’94, 1.65, P, Pallacanestro Torino)

Giuditta Nicolodi        (’95, 1.85, A, Gesam Lucca Le Mura)

Giulia Rulli                  (’91, 1.82, A, Basket Costa x Unicef)

Martina Sandri           (’88, 1.84, A, Umana Reyer Venezia Mestre)

Laura Spreafico          (’91, 1.80, A, Passalacqua Ragusa)

Valeria Trucco                       (’99, 1.92, A, Pallacanestro Torino)

 

Lo Staff

Responsabile SSNF: Gaetano Laguardia

Allenatore: Marco Crespi

Assistenti: Giovanni Lucchesi, Cinzia Zanotti

Video Analista: Gianluca Quarta

Preparatore Fisico: Matteo Panichi

Medico: Piergiuseppe Tettamanti

Ortopedico: Andrea Billi

Osteopata: Giampaolo Cau

Massofisioterapisti: Davide Pacor, Matteo Brunelli

Team Manager: Marco Gatta

Team Director: Monica Bastiani

Addetto Stampa: Giancarlo Migliola

Funzionario FIP: Francesco Forestan

Fonte: Ufficio Stampa ItalBasket

Castellammare, corruzione al comune: arrestato un geometra

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Castellammare, corruzione al comune: arrestato un geometra

Corruzione al Comune di Castellammare: agli arresti domiciliari Edoardo Calò, geometra dell’ufficio tecnico, il quale avrebbe intascato mazzette dai 500 ai 1500 euro per falsificare verbali di controllo su cantieri con abusi edilizi, promettendo licenze o concessioni in sanatoria, come riporta Il Mattino. Stamattina è arrivata l’ordinanza emessa dal gip. Le accuse sono di corruzione, truffa e falso in atto pubblico in concorso.

Strinic contro Sarri: “E’ un uomo freddo! Non sono andato a Napoli per fare panchina”

Le sue parole

Ivan Strinic all’edizione odierna de Il Secolo XIX: “Mi sto allenando con la Samp solamente da due settimane, in precedenza mi sono allenato da solo a Napoli per una ventina di giorni. Questo periodo ha influito sicuramente sulle mie condizioni fisiche attuali, ancora non ottimali. Sono contento della mia partita, ma devo ancora crescere. In questo calcio velocissimo il terzino, come altri giocatori, deve saper giocare ad un tocco. E quindi deve essere tecnicamente molto bravo. L’esempio è il Napoli di Sarri, gioca rapidissimo a un tocco fino agli ultimi quindici metri. L’esperienza nel Napoli di Sarri è stata formativa…il mio istinto adesso è sempre quello. Gioca veloce, gioca a un tocco. Non sono andato a Napoli per stare in panchina e guardare il mio conto in banca. Ho aspettato tanto la mia occasione, Sarri mi ha concesso qualche chance, ogni tanto. Ma non mi ha mai dato quella continuità di quelle 6-7-8 gare di fila, necessarie per dimostrare qualcosa. Eppure ogni volta che giocavo i giudizi e la critica erano positivi. Ma Sarri è fatto così, anche dal punto di vista umano è freddo”.

FantaViVicentro, ecco i consigli per la 6a giornata di Serie A

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Anche questa settimana torna il FantaViViCentro, scopriamo insieme i consigli per la 6° giornata del campionato di Serie A.

Cagliari-Chievo

Pavoletti dovrebbe recuperare dal piccolo problema che l’ha tenuto fermo ad inizio settimana e sarà pronto a scendere in campo. Potrebbe essere la gara di Birsa.

Crotone-Benevento

Allo Scida si giocherà un vero e proprio spareggio salvezza, quindi schierate gli attaccanti. Entrambe le squadre proveranno a vincerla.

Fiorentina-Atalanta

Ilicic, il grande ex di turno potrebbe essere l’uomo in più per gli orobici. Tra le fila dei Viola, date spazio a Simeone e Chiesa, che possono sempre essere molto pericolosi. Evitate i centrocampisti.

Verona-Lazio

La Lazio giocherà senza 3 / 4 della difesa titolare, quindi un pensiero su Pazzini lo farei. Impossibile lasciare fuori Immobile, l’uomo in più di questa Lazio.

Inter-Genoa

Icardi deve riscattare le due ultime prove incolori, schieratelo. Perisic e Vecino sono imprescindibili, potrebbero portare bonus importanti. Per il Genoa occhio a Laxalt.

Juventus-Torino

Dybala e Belotti saranno i due che avranno il compito di spostare gli equilibri schierateli, mentre Higuain seppur da mettere titolare, è in fase di appannamento. Evitate Lichtsteiner e Rincon.

Roma-Udinese

Nainggolan dovrebbe tornare dal primo minuto e ovviamente va schierato. Per i friulani attenzione agli inserimenti di Jankto. Anche Defrel potrebbe dire la sua.

Sampdoria-Milan

Schierate Torreira, uno dei centrocampisti con la mediavoto più alta finora. Rodriguez non può essere lasciato fuori. Per il Milan incognita attacco.

Sassuolo-Bologna

Il Sassuolo dopo aver centrato la vittoria a Cagliari è pronto a ripetersi. Politano e Verdi saranno gli uomini da schierare assolutamente.

Spal-Napoli

L’attacco del Napoli va schierato a prescindere, ma occhio al turnover di Sarri. Tra le fila degli emiliani, Mora e Costa potrebbero creare qualche grattacapo.

Differenza punti classifica 2016-17: dato ok per Napoli

Differenza punti classifica 2016-17: dato ok per Napoli

Quindici punti in cinque partite. Il Napoli fa bottino pieno in questo avvio di campionato e il confronto rispetto lo scorso anno è addirittura in crescendo. Ad oggi ci sono tre punti in più rispetto a dodici mesi fa. Il +3 riguarda anche l’Inter, la Juventus, la Lazio. La squadra con meno punti è il Genoa (-8) mentre quella con più punti è il Torino (+6).

De Biasi: “Il Napoli ha quattro cose in più alla Juve, ecco quali”

De Biasi: “Il Napoli ha quattro cose in più alla Juve, ecco quali”

Gianni De Biasi ha rilasciato alcune dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport: “Vedo ancora una corsa a tre, credo al possibile inserimento dell’Inter. Alla Pinetina l’aria è cambiata, chi la scorsa estate aveva il muso lungo oggi è protagonista e mi pare che le cose si stiano indirizzando nel modo giusto. E poi ho grande fiducia nella leadership di Spalletti. Però, prima che iniziasse il campionato, avevo messo Juve e Napoli in prima fascia, Inter e Roma in seconda, Milan e Lazio in terza: non ho cambiato idea. E fra Napoli e Juve, forse in questo momento la squadra di Sarri ha qualcosa in più: convinzione, qualità di gioco, mezzi offensivi e facilità nell’arrivare in porta. È come se la Juve non avesse ancora trovato i giusti equilibri: la sconfitta di Barcellona è stato un segnale non allarmante, ma un po’ preoccupante sì. C’è qualcosa che stona, ma difficile da decifrare, anche se potrebbe trattarsi semplicemente di una partenza imperfetta come quella dell’anno scorso. Dallo scorso campionato il Napoli pare abbia preso vigore: ha l’aria di voler stupire e può arrivare lontano”.

Zaccheroni: “La Juve sopra tutti, ma questo Napoli può mandare sott’acqua chiunque”

Zaccheroni: “La Juve sopra tutti, ma questo Napoli può mandare sott’acqua chiunque”

Alberto Zaccheroni ha rilasciato alcune dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport: “Come organico e come struttura la Juve rimane sopra a tutti. Il Napoli però viaggia già al massimo senza faticare, perché i giocatori di Sarri fanno correre la palla e si divertono. Al Napoli bastano 20’ per mandare sott’acqua qualunque avversario. A differenza degli anni scorsi, attorno alla squadra non ci sono polemiche extra-campo e vengono naturali le goleade contro le squadre più deboli. La Juve mi sembra più concentrata sulla Champions, c’è stato tanto turnover e qualche elemento è ancora a caccia della condizione, però il parco giocatori è più robusto. Un bel duello, incerto. Come outsider vedo l’Inter, anche se la formazione nerazzurra è macchinosa nell’elaborazione del gioco a centrocampo e i suoi terzini non spingono ancora come dovrebbero. Spalletti troverà le soluzioni. L’Inter è stata costruita per tenere palla e dominare il gioco. Seguo con curiosità la Roma. A centrocampo è piena di personalità e potrebbe aver trovato un leader in Kolarov: basta osservare come viene cercato dai compagni. Il Milan ha cambiato tanto, Montella ha bisogno di tempo. Per vincere servono giocatori abituati a vincere e la Juve ne ha ancora più di tutti”.

Gazzetta dello Sport- Napoli, la coppia centrale Albiol-Koulibaly tra le migliori della Serie A

Quest’anno la coppia centrale del Napoli è davvero insuperabile. La Gazzetta dello Sport pubblica alcuni numeri della loro solidità: “Tre reti subite in quest’avvio di campionato. Due da palla inattiva, la terza per un rinvio maldestro, in uscita, dopo azione di calcio d’angolo. Un handicap che Maurizio Sarri sta provando a eliminare e che resta uno dei pochi limiti di questo Napoli capolista. Nonostante tutto, con Raul Albiol e Kalidou Koulibaly, la difesa ha trovato un equilibrio, i due si ritrovano a meraviglia. In questo inizio di campionato, pur giocando insieme soltanto 3 partite e mezzo delle 5 partite fin qui disputate (Albiol ha saltato la prima di campionato e a Bologna è entrato solo al 43’ al posto di Chiriches), il Napoli ha ottenuto altrettante vittorie. Il dato è confortante, soprattutto se si tiene conto dei tanti punti pesanti lasciati per strada nella passata stagione. Dicevamo dei numeri e dell’imbattibilità della coppia Albiol-Koulibaly. I due non conoscono sconfitte da 19 partite, tra questo campionato e lo scorso. Quando vengono schierati insieme, il risultato finale è sempre positivo, anche se nell’arco dei novanta minuti le solite amnesie non mancano. Resta il dato positivo, comunque, che eleva la coppia Albiol-Koulibaly tra le migliori della Serie A. Dopo 5 giornate, soltanto la retroguardia dell’Inter ha fatto meglio, con solo due reti al passivo, mentre il Napoli ne conta una in più.”

Pjanic: “Scudetto? Siamo favoriti, con il Napoli quattro differenze”

Le sue parole

Miralem Pjanic, centrocampista della Juventus, ha dichiarato a La Stampa:

Che cosa ha imparato alla Juve?

«La cultura difensiva, il saper vincere diversamente e, a volte, semplicemente per 1-0, giocando pure male. Forse a Roma c’era la priorità di giocare sempre bene, di provare a vincere, e di prendere gol. Qui l’importante è non prenderlo, perché uno lo facciamo sempre».

È questa la vera differenza tra la Juve e la concorrenza?

«È nella testa, nella voglia, nella volontà e nella fame che abbiamo, di andare oltre. Anche se le altre squadre, Roma, Milan, Inter e Napoli, soprattutto, hanno tantissima qualità e possono pensare di vincere lo scudetto».

Quindi, come finirà? «Potremo fare la differenza con la nostra regolarità, solidità e volontà: se molli un po’, le altre si avvicinano».

Juve sempre favorita per lo scudetto? «Come dico sempre, se hai vinto l’anno prima, sei il favorito e non ti puoi nascondere. Ma è un campionato aperto: del resto, ci aspettano tutti, da anni».

Perché aver fiducia in Higuain?
«Perché è un giocatore straordinario e io lo sosterrò, sempre: se tutti ti stanno dietro, significa che sei importante. E poi questi periodi capitano a tutti gli attaccanti, ma noi lo aiuteremo, e lui si sbloccherà».

La Repubblica- Napoli, Sarri pronto a mischiare le carte in vista del match di Ferrara

Il Napoli nel prossimo turno sarà ospite della Spal, e a tal proposito lo stadio Mazza di Ferrara sarà pieno di tifosi napoletani. Il tecnico del Napoli, Maurizio Sarri, secondo quanto riporta il quotidiano La Repubblica, sarebbe pronto ad effettuare un turn over generale. In difesa tornerà Hysaj al posto di Maggio, mentre è possibile che il trainer azzurro opti per Maksimovic in difesa e proponendo in mediana il duo Diawara-Zielinski. In attacco scalpita Milik, ma sarà difficile togliere il posto da titolare ad un Mertens scoppiettante.

Gazzetta- Napoli più seducente nel gioco, mentre la Juventus più enigmatica

L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport ha parlato delle differenze tra Napoli e Juventus entrambe a punteggio pieno, ma con un modo totalmente diverso di intendere il calcio: “Il Napoli è senz’altro la più appariscente, seducente con il suo gioco rapido, codificato, ammirato dai cultori del genere. Il comando della classifica è rinvigorito dall’analisi delle statistiche. Il possesso palla è ormai un dato talmente clamoroso da non far quasi più testo se non fosse che è tutt’altro che sterile: 74 tiri complessivi – 48 nello specchio – dicono che Mertens e compagni sono il gruppo che va con più frequenza alla conclusione, e segna ormai 3 gol a partita. Frutto anche del baricentro più  e un recupero palla quasi esasperato, un gioco di sponde che nessun altro riesce ad avvicinare – si parla di tocchi di prima, che accorciano i tempi di gioco – e oltre 3.600 passaggi. Il Napoli non sembra più aver bisogno di inseguire la perfezione – irraggiungibile – per vincere, però soffre ancora di errori individuali che contro avversari dotati possono essere fatali. Non sempre si potrà risalire come contro l’Atalanta o la Lazio azzoppata dagli infortuni. Da questo punto di vista la Juve è più spietata. La Signora è più enigmatica nel suo gioco, ma resta capace di imbambolare tutti. Ancora nessuno, neanche il Napoli che pure ha mandato in rete 10 giocatori diversi, ha il ventaglio di soluzioni tattiche a disposizione di Allegri”

De Laurentiis: “Conducono la Serie A come 30 anni fa. Bisogna ritoccare il numero di squadre”

Il Presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha lasciato un intervista a Radio 24, ecco un estratto delle sue dichiarazioni

“Serie A a 20 squadre? Non è che sia in crisi, sono in crisi gli uomini che conducono l’industria Serie A: lo conducono ancora con la mentalità di 20-30 anni fa. Nell’86 le squadre in Serie A erano 16, se fossero ancora 16 sarebbero tutti più felici e competitivi. Ritoccherei il numero di squadre con una retrocessione. In estate si è fatto un mercato con tantissimi soldi, prima con delle operazioni da 50-60 milioni sembrava chissà cosa avessi fatto, ora è diventata una follia! Adesso bisogna vendere bene il calcio italiano che è molto indietro. Ci dobbiamo accontentare per il ‘finanziario’ delle piccole squadre. Con Amazon e tanti altri grandi player si stanno muovendo, non sappiamo fra un biennio cosa accadrà nel mondo: vendere oggi in questo modo è da stupidi, da ottusi, folli e mentecatti! Perchè dopo Bogarelli un illuminato devo avere un De Siervo che viene dalla Rai e non faceva delle grosse vendite! Serve qualcuno vicino a lui per fare delle trattative, non si possono fare trattative al di sotto del calcio spagnolo che hanno Atletico, Real e Barcellona: noi abbiamo Juve, Napoli, Inter, Milan, Roma, la Lazio, la Fiorentina, ecc. Il Napoli sta dicendo così non va bene? La Lega è già commissariata, ma non vuole prender coscienza. Vogliono vedere subito i soldi, questo è il problema. Quando sento parlare di Suning, dico che non può intervenire in queste trattative: è il presidente dell’Inter, che fa? Va al ribasso? Non va bene. Riunione di Lega, non parteciperò? Ci saranno dei miei rappresentanti, purtroppo De Siervo è cocciuto: gli dissi di non presentar il bando per l’Italia, perchè non c’erano le condizioni in quel momento, mi disse che ero un visionario e invece quest’asta è andata malissimo. Un sacchio di chiacchiere ha fatto, ci vogliono i fatti. Noi siamo l’industria del calcio e servono i fatti”. Lei è molto scaramantico, se la sente di dire che è l’anno del Napoli? “Vedrà che a casa mia c’è proprio una teca piena di corni! A me piace farli vedere e caricarli dell’invidia altrui”.