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Leggi indecenti, soprattutto in ”ItaliaLadrona”: Aicha Elisabethe Ounnadi ed il monopattino preso da cassonetto

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Se i giocattoli potessero parlare, il protagonista di questa storia di cronaca forse la racconterebbe così. 

Sono un piccolo monopattino e vengo dalla casa di un bambino torinese che si era stancato di me, tanto da gettarmi in un cassonetto. Sono stato raccolto pieno di lividi da mani guantate e parcheggiato in un magazzino. Lì una spazzina mi ha sollevato per il manubrio e consegnato a una sua collega con tre figli e un solo stipendio, Aicha Ounnadi. Ma costei non ha fatto in tempo ad appoggiarmi sul sedile di un’auto che è successo il finimondo. Altre mani guantate mi hanno ricacciato dentro il magazzino e intanto Aicha veniva licenziata in tronco. Per avere preso me. Il rifiuto di un bambino. A suo dire, non le avevano spiegato che io ero un rifiuto. Pensava fossi un regalo. E ora rivuole il posto perché sono tre mesi che ai figli, a cui sperava di regalare me, non riesce più a garantire neanche una cena decente. Ora, io sono solo un monopattino, ma se qui si licenzia la gente per il furto di un rifiuto, posso immaginarmi come la mannaia della legge scatterà implacabile verso le bande di strada che rovistano nei cassonetti o verso i facchini che aprono le valigie negli aeroporti. E, per salire la scala del potere e quindi delle responsabilità, verso i politici che truccano gli appalti e i professori che truccano i concorsi, riducendo le persone oneste a rifiuti. Saranno tutti ai lavori forzati, come minimo. Un Paese simile mette paura. Ci sarebbe qualche polpaccio in fuga disposto a pattinare via con me?

Prende un gioco tra i rifiuti, licenziata per furto

CRONACA

Leggi indecenti in ”ItaliaLadrona”: Umiliata e licenziata per un monopattino preso nella spazzatura, furto!

L’azienda raccoglie la spazzatura: i dipendenti non possono appropriarsi di ciò che sta nei cassonetti COLLEGNO (TO) – «Ho perso il lavoro perché volevo…

vivicentro.it/opinione
vivicentro/Leggi, ”giudici” e sentenze indecenti, soprattutto in ”ItaliaLadrona”
di Massimo Gramellini / Ladri di monopattini / corrieredellasera

Europa League le gare in programma stasera. In campo tre italiane

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Stasera, dopo la due giorni di Champions, scenderà in campo anche l’Europa League. In campo anche le italiane, con la Lazio che ospiterà i belgi dello Zulte Waregem, il Milan i croati del Rijeka e l’Atalanta che andrà a Lione. Alle 17 ci sarà l’anticipo in Kazakhistan tra Astana e i ceci dello Slavia Praga. Alle 19, oltre la Lazio, ci saranno gli spagnoli dell’Athletic Bilbao contro gli ucraini dello Zorya, i bielorussi del Bate Borisov che ospiteranno gli inglesi dell’Arsenal, i tedesci del Colonia ospiteranno i serbi dello Stella Rossa, i portoghesi del Guimaraes andranno in Turchia contro il Konyasport, in Svizzera si giocherà Lugano- Steaua Bucarest, a Nizza i francesi ospiteranno gli olandesi del Vitesse nel girone della Lazio, i tedeschi dell’Hertha Berlino andranno in trasferta in Svezia con l’Ostersunds, i ceci del Viktoria Plzen ospiteranno gli israeliani dell’Hapoel Beer Sheva, i norvegesi del Rosenborg se la vedranno con i macedoni del Vardar Skopje, il Marsiglia di Garcia andrà in Austria a casa del Red Bull Salisburgo e infine ci sarà il bel match tra i russi dello Zenit di Mancini e gli spagnoli della Real Sociedad. Alle 21 invece, oltre Milan e Atalanta, giocheranno i portoghesi del Braga con i turchi dell’Istanbul Basaksehir, i russi della Lokomotiv Mosca con gli slovacchi dello Zilina, i bulgari del Ludogorets ospiteranno i tedeschi dell’Hoffeinheim, il Villarreal andrà in Israele a casa del Maccabi Tel Aviv, i serbi del Partizan ospiteranno gli ucraini della Dynamo Kiev, i danesi del Copenhagen andranno in Moldavia con lo Sheriff Tiraspol e in Albania si giocherà la gara tra lo Skenderbeu  dell’ex Juve Stabia Sowe e gli svizzeri dello Young Boys. Nel girone del Milan si giocherà la gara tra i greci dell’Aek Atene e gli austriaci dell’Austria Vienna mentre in quello dell’Atalanta, a Goodison Park, si giocherà la gara tra Everton e i ciprioti dell’Apollon Limassol.

Sono i tre piccoletti a “cantare” in ogni partita e a fare la felicità di Sarri e dei tifosi

I nuovi tenori del calcio sono loro. In principio furono definiti tali Lavezzi, Hamsik e Cavani perché riuscivano a regalare gioie e gol con classe e qualità. Adesso il testimone è passato a Callejon, Insigne e Mertens. Sono i tre piccoletti a “cantare” in ogni partita facendo la felicità di Sarri e dei tifosi napoletani. L’ultima “opera” è andata in scena l’altra sera contro il Feyenoord in Champions League. Qualcuno ha detto che gli olandesi erano troppo inferiori ma i gol bisogna sempre farli.

Lo spagnolo, il napoletano e il belga hanno firmato un successo che rilancia il Napoli nella corsa agli ottavi di finale della competizione europea. Il loro rendimento, comunque, è altissimo. E se sono diventati dei veri bomber il merito è sicuramente del proprio allenatore. Da quando il toscano è arrivato sulla panchina azzurra, infatti, tutti e tre hanno collezionato complessivamente 116 gol. Il clou c’è stato l’anno passato quando si è dovuto rimediare alla partenza di Higuaìn.

Si pensava che senza il Pipita si potesse soffrire in fase realizzativa ed, invece, si è andato in porta di più. Addirittura Mertens è arrivato a 34 reti stagionali. Un botto non da poco per il fiammingo che non era mai arrivato a queste cifre. Deve ringraziare Sarri che lo ha scelto per fare inizialmente un falso nueve. Poi è stato lui a diventare una vera e propria prima punta. Anche in questa nuova stagione non sta tradendo le aspettative. Sono già otto le griffe tra campionato e Coppa. Sei li ha siglati Callejon, quattro Insigne. Dei trenta totali in dieci gare diciotto portano la loro firma. Sono, dunque, una garanzia la davanti e adesso che non c’è Milik dovranno fare degli straordinari per cercare di rimanere ad alti livelli sia in serie A che in campo internazionale.

ATTACCO SUPERSTAR. Attualmente, comunque, il Napoli ha il miglior reparto offensivo d’Europa. I numeri, infatti, dicono che il Manchester United ha segnato 25 gol in 9 match, il City 29 in 9, il Barcellona 24 in 9, il Real Madrid 24 in 11, il Bayern Monaco 24 in 9 e il Psg 28 in 8. La squadra di Sarri, quindi, è ampiamente nella media delle formazioni più importanti del Vecchio Continente. Va anche detto che le cosiddette big hanno fatto investimenti importanti per acquistare i bomber e per pagarli ci vogliono montagne di soldi.

De Laurentiis, quello che era il migliore in assoluto in Italia, lo ha venduto due estati fa incassando 90 milioni di euro. Si pensava che si potesse rischiare uno stop ed, invece, c’è stato un exploit maggiore. Il merito va ai diretti interessati ma anche a Maurizio Sarri che da quando allena ha sempre permesso ai suoi attaccanti di fare grandi cose. Adesso, però, bisogna raccogliere i frutti di tutti questi gol riuscendo a conquistare finalmente il terzo scudetto della storia del Napoli. Intanto devono continuare a segnare.

Fonte: Salvatore Caiazza per il “Roma”

L’Amerigo Vespucci ritorna a casa, 2 giorni a Castellammare di Stabia

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L’Amerigo Vespucci ritorna a Castellammare di Stabia, la città in cui la nave-scuola fu varata quel lontano 22 febbraio 1931. Due giorni di permanenza sulla costa stabiese, il 5 e il 6 ottobre.

A comunicarlo ci ha pensato il sindaco Pannullo con un post su Facebook:

“L’avevamo promesso: l’Amerigo Vespucci farà tappa a #CastellammarediStabia.
Giovedì 5 e venerdì 6 ottobre la nave scuola attraccherà nel nostro porto davanti a quei Cantieri Navali che nel 1931 ne segnarono il varo in mare.
Un ritorno a casa per una delle navi più belle del mondo, che per due giorni sarà ormeggiata al largo della nostra costa, quasi come una “guardiana” della nostra tradizione e della storia centenaria dei nostri cantieri, sono certo che sarà un’emozione per tutti noi”.

Castellammare – venerdì 29 settembre interruzione della fornitura di elettricità

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E-Distribuzione rende noto che nella giornata di venerdì 29 a Castellammare di Stabia la fornitura di energia elettrica sarà interrotta per effettuare lavori di manutenzione.

Il disservizio durerà dalle ore 9 alle 16 e avrà ad oggetto Viale Europa ai civici 190, da 188 a 192, 198.

Castellammare, Pannullo: “Prosegue il percorso di balneabilità del nostro litorale”

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Il primo cittadino stabiese, l’avvocato Antonio Pannullo, avvisa i suoi cittadini con un post su Facebook dei progessi fatti per raggiungere l’obiettivo di rendere balneabile il lungomare di Castellammare Di Stabia:

“#balneabilta‘ Prosegue a marce forzate quel percorso di avvicinamento alla balneabilità del nostro litorale.
L’incontro di oggi è servito per fare un punto della situazione e coordinarci per avviare quanto prima una task force per individuare eventuali scarichi abusivi che dovessero ancora insistere al termine dei lavori che in questi mesi abbiamo effettuato.
Con il passaggio della rete fognaria da Arcadis a Gori nei prossimi mesi i condomini e gli edifici sprovvisti di allacciamento potranno regolarizzare la loro posizione con un ulteriore beneficio per il litorale.
Scarichi come questo fra poco non li vedremo più…”, assicura il sindaco.

Gaetano Cutrufo: parole per la società sportiva Akragas e per i tifosi

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Gaetano Cutrufo da il benvenuto ai tifosi e alla società dell’Akragas lanciando un messaggio sulla pagina della società. Tende la mano ai cugini agrigentini e spera che si possano sentire a casa loro e non ospiti.

Ecco le parole del Presidente:

“Sabato con l’Akragas giocheremo fuori casa. E questo non semplicemente per la decisione adottata dalla Lega, ma perché vogliamo che i nostri amici agrigentini al Nicola De Simone si sentano a casa per tutto il periodo che sarà necessario al completamento dei lavori allo stadio Esseneto”.

“Abbiamo risposto con piacere alla loro richiesta di utilizzare il nostro impianto perché riteniamo che non si possa non tendere la mano a una società in difficoltà, soprattutto se così vicina a noi. Ma lo facciamo anche perché ci siamo passati, molto recentemente, e sappiamo quanto diventi difficile la gestione dell’attività sportiva in queste condizioni”.

“Benvenuti dunque ai dirigenti, allo staff, ai calciatori e ai tifosi agrigentini. Fate come se foste a casa vostra”

Akragas-Siracusa: stagione 1932/33 quando fu sfiorata la serie B

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Akragas-Siracusa: un derby storico

Ulteriore derby per i Leoni sabato 30 Settembre alle ore 16:30, questa volta tocca affrontare i giganti agrigentini.

Fra le due città regna da millenni amicizia e rispetto, aspetto che si è riflesso nelle tifoserie di entrambe le città tanto da chiamarsi cugini.

Il loro primo derby risale alla stagione 1932/33 in Prima Divisione con una vittoria in casa del Siracusa 2-1 e in trasferta 4-1 giocate il 16 ottobre 1932 e 19 febbraio 1933.

Il Siracusa era allenato da Antal Mally, calciatore ungherese nato nel  1890, che portò l’S.S. Siracusa a sfiorare per ben due volte la  serie B con  il presidente  Luigi Santuccio . In quella stagione la squadra siracusana giocava nel Campo Coloniale, sito in Via Augusto Von Platen, abbandonato nell’ottobre del 1932. In questo anno fu inaugurato lo stadio  “Vittorio Emanuele III”.

Nel 1932 L’Akragas portava invece il nominativo di A.C. Agrigento e indossava la casacca color viola ( i colori bianco – azzurro furono poi adottati nel 1952). La nascita della società calcistica agrigentina si fa risalire proprio in questi anni, come la creazione dello stadio “Esseneto” che in quel periodo era solo formato da due tribune laterali e due curve chiamate “Prato“.

Nel 1932 /33 l’Akragas si piazzò 10° nel girone I di Prima DivisioneRetrocesso in Seconda Divisione a cui comunque rinuncia a partecipare. Il Siracusa invece si classificò seconda con 31 punti , stesso punteggio della prima in classifica, la Catanzarese  a cui non riuscì a Napoli, 7 maggio 1933 a vincere lo spareggio (Catanzarese-Siracusa 1-0) e partecipare alle finali per la promozione in serie B.

In  Totale le due squadre siciliane si sono affrontate in campo 45 volte registrando:   10 vittorie dell’Akragas con 34 goal16 pareggi e 20 vittorie del Siracusa con 47 goal.

 

Torre Annunziata, beve candeggina per non andare a scuola. 16enne ricoverata in ospedale

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Beve candeggina per non andare a scuola. È l’estremo gesto di una ragazza di 16 anni di Torre Annunziata.

La giovane ieri sera ha discusso con i suoi genitori perché non aveva intenzione di essere presente in aula questa mattina. Per evitare che ciò accadesse ha deciso di ingerire il corrosivo detersivo che ha avuto subito effetti preoccupanti sul suo corpo.

È stata ricoverata all’ospedale Sant’Anna Madonna della neve di Boscotrecase, dove i sanitari l’hanno sottoposta a un esame gastrointestinale.

Un caso tutto da chiarire, inspiegabile un atto così estremo da parte della 16enne. Sono da individuare i motivi e le relative soluzioni al malessere della ragazza. Sul caso indagano i militari dell’Arma di Torre Annunziata.

Sarri e la squadra sono tutti dalla parte di Reina: lo spagnolo è una pedina imprescindibile

L’edizione napoletana di Repubblica dedica alcune righe a Pepe Reina:

“Notte da protagonista in Champions, il portiere esce dal tunnel. Decisiva la fiducia del tecnico e dei compagni nello spogliatoio. Le parole del tecnico, ribadite in privato anche nello spogliatoio, sono state per Reina un balsamo rigenerante. Come gli attestati di stima dei compagni e i loro abbracci durante la partita di Champions, subito dopo il rigore parato dal portiere.

Il Napoli ha fatto quadrato intorno allo spagnolo, separato in casa con la società a causa del mancato accordo con De Laurentiis per il rinnovo del suo contratto, in scadenza a giugno. Ma Sarri e la squadra, come si è visto bene mercoledì sera al San Paolo, sono schierati tutti dalla sua parte. Il numero uno, del resto, era stato in estate uno dei promotori del patto scudetto e si era adoperato in prima persona per convincere Insigne e soprattutto Mertens a restare un altro anno. Gli azzurri lo considerano dunque una pedina chiave e imprescindibile del progetto”

Mariani: “Milik lascerà Villa Stuart, proseguirà il protocollo di recupero con lo staff azzurro”

Il Professor Pier Paolo Mariani, Primario della Clinica ‘Villa Stuart’, ha rilasciato una breve intervista a Radio Kiss Kiss Napoli:

“Arek Milik oggi lascerà la clinica, in mattinata andrà via. Sarà il Napoli ad organizzare il rientro. In questi giorni ha iniziato il protocollo di recupero che proseguirà con lo staff medico del Napoli. Il ragazzo sta bene clinicamente e anche l’umore inizia a migliorare. Poi a Napoli ritroverà i suoi compagni di squadra, tra loro c’è uno splendido legame e questo lo aiuterà dal punto di vista emotivo”

Salerno, parcheggiatore del centro commerciale minacciato e poi ferito da un’arma da fuoco

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Si rifiuta di consegnare i soldi guadagnati durante la sua attività di parcheggiatore abusivo, per questo motivo Giulio Pastore, 47 anni, viene prima minacciato con un’arma da fuoco e poi sparato alla gamba con la stessa.

Il fatto è avvenuto intorno alle 18:00 di ieri nei pressi del centro commerciale in via San Leonardo di Salerno. Il parcheggiatore si sarebbe opposto alla prepotenza del suo assalitore e lui per tutta risposta gli ha sparato prima di darsi alla fuga. Il 47enne è stato condotto in ospedale dove gli hanno estratto il bossolo.

La sparatoria ha creato non solo spavento nei presenti, ma anche problemi alla circolazione veicolare perché a quell’ora lo store era molto affollato.

Le forze dell’ordine indagano sull’episodio per fare chiarezza su alcuni punti ancora incerti. Intanto hanno acquisito le telecamere antistanti allo shopping center, indispensabili per ricostruire in modo linerare le dinamiche del fatto e individuare l’aggressore.

Akragas-Siracusa: Botteghini aperti

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Akragas-Siracusa

Sesta giornata di campionato di Serie C girone C per Akragas-Siracusa, sabato 30 settembre alle ore 16.30 allo stadio “Nicola De Simone” di Siracusa.

Scatta oggi la prevendita in vista della partita Akragas-Siracusa che si giocherà sabato 30 settembre, con fischio di inizio alle 16.30, al Nicola de Simone. La società Akragas ha stabilito che i tifosi agrigentini occuperanno il settore ospiti, per cui a disposizione dei sostenitori siracusani saranno a disposizione gli altri settori (Tribuna Siringo e laterale, Gradinata Imbesi e Curva Anna).
Ecco i prezzi dei tagliandi dei vari settori dello stadio “De Simone” definiti dalla S.S. Akragas

Tribuna Siringo € 20.00 + 1.50 prevendita (ridotto under 15 e over 65, donne e militari)

Tribuna Laterale e Gradinata € 12.00 + 1.50 prevendita (ridotto under 15 e over 65, donne e militari € 7.00)

Curva € 6.00 + 1.50 di prevendita

I tagliandi potranno essere acquistati a Siracusa nei punti vendita del circuito Go2
• Bar Serafino, via Piave
• Ricevitoria Better, corso Timoleonte
• Bar Gin Ali, corso Gelone

Ovviamente non saranno validi i tagliandi di abbonamento sottoscritti per le gare interne del Siracusa perché si tratta di una partita che tecnicamente si gioca in trasferta.

Akragas

Ecco i prezzi dei tagliandi dei vari settori dello stadio “Nicola De Simone”:

  • Tribuna Siringo € 20.00 + 1.50 prevendita (ridotto under 15 e over 65, donne e militari € 12.00 + 1.50 di prevendita)
  • Tribuna Laterale e Gradinata € 12.00 + 1.50 prevendita (ridotto under 15 e over 65, donne e militari € 7.00 + 1.50 di prevendita)
  • Curva e settore ospiti € 6.00 + 1.50 di prevendita

Ai tifosi dell’Akragas sarà riservato il settore ospiti. Le modalità di accesso allo stadio per gli abbonati dell’Akragas saranno comunicate al termine della riunione operativa del Gos, in programma giovedì mattina.

 La prevendita dei biglietti sarà attiva  presso i seguenti punti ad Agrigento:

  • Bar Gallo – via Manzon
  •  Edicola Tabacchi Genova – contrada San Giusippuzzu
  • Caffetteria San Vito – via Picone
  • Tabaccheria Ceresi – Corso Vittorio Veneto 299 Favara

L’impresa protagonista della nuova era MACRONiana

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“Protagonista della nuova Europa macroniana – scrive Enrico Deaglio nell’editoriale – è l’impresa: non un’impresa teorica, ma un insieme di entità molto concrete, di grandi dimensioni, con tanto di nome e cognome. Si chiama Alstom-Siemens in campo ferroviario, Fincantieri-STX nelle costruzioni navali, con una decina almeno di altri nomi ancora da scrivere”.

Una scossa dalla politica industriale

Dai tempi della «politica della sedia vuota» di De Gaulle al referendum sulla Brexit della Gran Bretagna, diverse volte l’Europa si è trovata con le spalle al muro. La nascita dell’euro, l’unificazione tedesca, i contrasti sull’immigrazione sono tre esempi di passaggi estremamente duri, irti di difficoltà e polemiche. Ogni volta, però, quando ormai veniva data per spacciata, l’Europa, come l’Araba Fenice, sembra risorgere dalle proprie (supposte) ceneri.

Accordo fra Roma e Parigi

Accordo fra Roma e Parigi: Italia e Francia assieme per l’Europa

Ogni volta, l’Europa ha saputo reinventarsi. All’inizio fu l’«Europa dei popoli», un continente coperto dalle macerie del secondo conflitto mondiale, sorretto dal disegno iniziale dei «padri fondatori»; si è poi passati all’«Europa dei funzionari» che ha realizzato il mercato comune e successivamente all’«Europa dell’euro» che ha sorretto l’Unione in un momento di grave carenza di visioni politiche ed economiche.

Potrebbe anche essere che, in questo momento tempestoso, con una Spagna spaccata dalla questione catalana e il parlamento tedesco di fatto spaccato tra un’opzione europeista e un’opzione nazionalista, il prodigio dell’Araba Fenice torni a verificarsi: il discorso del neo-presidente francese Emmanuel Macron alla Sorbona – pronunciato «a braccio», ossia senza guardare gli appunti – è un raro esempio di oratoria politica efficace, di quelle che possono influenzare la realtà.

In un’ora ha cambiato il modo in cui si guarda ai problemi europei.

Protagonista della nuova Europa macroniana è l’impresa: non un’impresa teorica, ma un insieme di entità molto concrete, di grandi dimensioni, con tanto di nome e cognome, di spazio d’azione delimitato, di regole del gioco concordate. Si chiama Alstom-Siemens in campo ferroviario, Fincantieri-Stx nelle costruzioni navali, con una decina almeno di altri nomi (tutti probabilmente almeno doppi per la doppia nazionalità d’origine) ancora da scrivere in settori che possono andare dalle linee aeree all’industria bellica, indispensabile – insieme con una nuova struttura di difesa – in un mondo in tempesta come l’attuale, a quella alimentare, fondamentale nel più vasto contesto di un pianeta che deve affrontare il cambiamento climatico con risorse essenziali limitate. Sarà forse un’Europa di ex monopoli, diventati oligopoli ma con un potere pubblico (sempre meno statale, sempre più sovrastatale, con una quota delle imposte che affluiranno direttamente al centro) attento al rispetto di una normativa unica per tutto il continente.

Se questo progetto si realizzerà, l’Europa non sarà più il terreno dell’anarchia informatica, che ha favorito la sfacciata elusione-evasione fiscale di alcuni «grandi nomi» di Internet bensì l’Europa della web-tax, dalla quale potrebbe derivare una parte dei capitali necessari per una politica di ridistribuzione che contrasti le tendenze a un sempre maggiore divario sociale. Non sarà l’Europa della finanza globale che opera in base al solo parametro del rendimento finanziario ma uno spazio finanziario europeo sperabilmente più attento all’impatto della moneta sull’economia e sulla società; l’immigrazione non avverrà più senza regole, ma con un afflusso ordinato e controllato di nuova popolazione. L’Unione Europea potrebbe avere un unico obiettivo economico ma saranno possibili più velocità per raggiungerlo.

Si tornerà a parlare di politica industriale (che si comincia a realizzare concretamente con l’accordo tra il governo francese e quello italiano sull’industria cantieristica) attenta agli effetti del cambiamento produttivo sulla società e sulle sue prospettive future e che cercherà di controllare questo cambiamento, favorendolo o rallentandolo in modo da renderlo socialmente accettabile.

In un progetto di questo genere, agli imprenditori e alle organizzazioni che li rappresentano, in ogni Paese europeo, spetta il ruolo decisivo di continuare a operare nell’immediato e al tempo stesso di immaginare più lunghi orizzonti; di non limitarsi a chiedere una riduzione del carico fiscale ma di svolgere una funzione propositiva su progetti di lungo periodo. L’Europa dell’economia che ne risulterebbe potrebbe mettere radici ben più solide di quella della finanza e delle altre che l’hanno preceduta. E l’Araba Fenice potrebbe tornare a volare.

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vivicentro/L’impresa protagonista della nuova era MACRONiana
lastampa/Una scossa dalla politica industriale MARIO DEAGLIO

Piero Braglia è il nuovo allenatore del Cosenza Calcio: contratto fino al 30 giugno 2018

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Nuova avventura per Piero Braglia, ex tecnico della Juve Stabia, che guiderà il Cosenza per questa stagione di Serie C. Ecco il comunicato sul sito della società rossoblù:

“La Società Cosenza Calcio comunica che è Piero Braglia il nuovo allenatore rossoblù. Braglia, nato a Grosseto il 10 gennaio 1955, dopo una lunga e brillante carriera da calciatore, prevalentemente trascorsa tra Serie A e cadetteria, inizia l’attività di allenatore e centra la sua prima promozione sulla panchina del Montevarchi, che porta dalla C2 alla C1 nel 94/95. Tre le promozioni in Serie B conquistate, con Catanzaro, Pisa e, l’ultima, nella stagione 2010-2011 alla guida della Juve Stabia, formazione condotta per altri tre campionati in cadetteria. Nelle due stagioni successive ha guidato Pisa e Lecce, conducendo nel 2015/’16 la formazione salentina fino alla semifinale playoff, mentre nello scorso campionato ha allenato l’Alessandria nel Girone A di Lega Pro. Piero Braglia, che è già in città e condurrà la seduta di questa sera, si lega alla società rossoblù fino al 30 giugno 2018”.

Nasce il gemellaggio tra tifosi del Napoli e del Feyenoord: episodio curioso

Nonostante il divieto di trasferta imposto dalla Uefa in occasione di Napoli-Feyenoord, circa 250 tifosi olandesi si sono recati in città. L’edizione odierna de Il Mattino svela un curioso retroscena:

“Sul lungomare blindato fino all’inverosimile dalle forze dell’ordine è stato sottoscritto ufficialmente il gemellaggio che da oggi unisce Feyenoord e Napoli. All’ingresso del ‘Vanilla Café’, dove stazionavano ancora un centinaio di olandesi, si sono materializzati alcuni capi degli ultrà napoletani. Dopo un iniziale momento di comprensibile timore, sono stati gli stessi uomini della Digos a comprendere che l’arrivo dei napoletani non avrebbe creato alcun problema per l’ordine pubblico. Gemellaggio e un invito: «Venite a Rotterdam, anche se non vi faranno entrare allo stadio per la partita di ritorno, sarete i benvenuti»”.

Accordo fra Roma e Parigi: Italia e Francia assieme per l’Europa

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Accordo fra Roma e Parigi: Fincantieri vince la battaglia di Stxe controllerà i cantieri francesi sull’Atlantico, plasmando così il leader mondiale del settore. Nel bilaterale di Lione con il premier Gentiloni, il presidente francese Macron va oltre l’intesa sui cantieri e propone un nuovo patto tra Roma e Parigi sancito da un “trattato del Quirinale”, modellato su patto De Gaulle-Adenauer da cui nel 1963 si generò l’asse franco-tedesco.

La nuova alleanza Roma-Parigi. Sarà il “Trattato del Quirinale”

La proposta di Macron: “Un patto come con Bonn nel 1963”. Gentiloni soddisfatto: “Il rilancio dell’Europa riparte oggi da qui”

LIONE – La pomposa Prefettura di Lione non è attrezzata per le cerimonie di Stato, Emmanuel Macron e Paolo Gentiloni passano in rassegna il picchetto camminando tra la ghiaia, ma il polveroso preliminare non inficia quel che accadrà nelle due ore successive: nel loro trentaquattresimo vertice Francia-Italia puntellano e consolidano un’amicizia a parole sempre fraterna, ma che era stata opacizzata in poche settimane dalle virate nazionalistiche di Macron su «migranti economici» e Libia e anche dalla repentina nazionalizzazione di Stx. I due presidenti, parlando in conferenza stampa, hanno molto valorizzato i due grandi dossier sbloccati – Stx e Lione-Torino – ma entrambi avevano concordato tra di loro un messaggio comune: declamare una forte spinta europeista a pochi giorni dal voto tedesco, che invece rischia di trasformarsi in un prolungato “ralenti”, persino in una gelata storica.

E infatti Emmanuel Macron, riprendendo l’essenza del discorso “alto” pronunciato due giorni fa alla Sorbona, ha rilanciato un termine, con l’intenzione di “battezzarlo” e di farlo diventare proverbiale: «La rifondazione dell’Europa», sarà da edificare con la spinta di «un gruppo di Paesi amici» e questo processo che oggi appare in forse, per il presidente francese può essere innescato da «due Paesi ambiziosi come i nostri». A questo punto Paolo Gentiloni, con l’humour che ogni tanto gli affiora sulle labbra, ha aggiunto: «In Italia rifondazione ha un significato particolare…», alludendo (per chi poteva capire) al partito della Rifondazione comunista, per anni decisivo nella caduta dei governi progressisti. Ma poi il presidente del Consiglio ha abbracciato la spinta di Macron: «Ora è il momento dell’ambizione perché non avremo molte altre occasioni per questa rifondazione e ora invece le abbiamo: qualche vuoto geopolitico, Brexit, la sconfitta delle forze populiste in alcuni Paesi, una domanda di Europa che aumenta, una crescita di tutta l’eurozona».

E a quel punto della chiacchierata pubblica tra i due Macron ha calato una proposta che sul momento è parsa estemporanea ma potrebbe non esserlo: ipotizzare tra Francia e Italia, un trattato strategico sull’esempio di quello fondamentale tra Parigi e Bonn, che venne sottoscritto nel 1963 all’Eliseo. Ha detto testualmente Macron: «Si può immaginare un Trattato del Quirinale, come quello dell’Eliseo!». Un patto a due che – laddove si concretizzi – potrebbe trasformarsi in qualcosa di molto più forte di una cooperazione rafforzata. E, a chiudere un duetto apparentemente casuale, Gentiloni ha chiosato: «Il rilancio europeo si fonda sulla forza dei rapporti bilaterali». A Roma prendono atto con soddisfazione della proposta, che tuttavia dovrà essere riempita di contenuti. E le prossime settimane, spiegano nel governo, serviranno a valutare quanto sia concreta e destinata ad avere seguito.

Certo, la vigorosa spinta europeista espressa, anzi esibita, dai due Presidenti è un modo per esorcizzare la gelata tedesca, ma la comunione di intenti espressa in modo così stentoreo, fa dire a Sandro Gozi, sottosegretario agli Affari europei e grande amico di Macron: «Sì, senza enfasi possiamo dirlo: la spinta europea riparte da Lione». Certo, un Macron bifronte: alato europeista e liberista nei discorsi “accademici”, protezionista e nazionalista nei fatti. Ma è anche un Macron che – in attesa degli orientamenti del nuovo governo tedesco – prova a diventare il motore della possibile “nuova” Europa. E i due Presidenti provano a valorizzare il lavoro comune già svolto: in particolare l’intesa – molto di intenti ma pionieristica – che è stata impostata nel summit di fine agosto a Parigi con alcuni Paesi africani, più Francia, Italia, Germania e Spagna. E infatti Paolo Gentiloni ha più volte accennato a quanto importante sarebbe sviluppare quelle intese che comunque già oggi «dimostrano la capacità dell’Europa di essere forza di stabilizzazione e di pace». Parole ascoltate, oltreché da Macron, dai dieci ministri dei due Paesi, confluiti a Lione e tra questi Marco Minniti, artefice primo della “svolta africana” dell’Italia.

Tra i due presidenti, Macron e Gentiloni, sembra essersi cementato un feeling. In particolare Macron ha pubblicamente ammesso di aver “copiato” da Matteo Renzi il bonus per i diciottenni e Gentiloni se ne è detto «orgoglioso».

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vivicentro/Accordo fra Roma e Parigi: Italia e Francia assieme per l’Europa
lastampa/La nuova alleanza Roma-Parigi. Sarà il “Trattato del Quirinale” FABIO MARTINI – INVIATO A LIONE

Ciro Esposito, la madre: “E’ scandaloso definire una ‘bravata’ quella di De Santis”

Le sue parole

Antonella Leardi, madre di Ciro Esposito, ha parlato a Marte Sport Live, in diretta su Radio Marte: “Stiamo facendo una petizione cartacea ed anche on line, ma la vera è quella cartacea, che dovrà arrivare al presidente Mattarella. Faremo dei punti di raccolta a Napoli. Dopo tre anni e mezzo, dopo aver avuto le versione dei fatti molto chiare. Hanno catapultato il primo grado, io mi ritrovo senza figlio e sentire il termine ‘bravata’ per il De Santis è scandaloso. Un uomo non scende armato per fare una bravata. Ho sempre avuto piena fiducia nella giustizia, ma ora mi trovo a sperare che la giustizia arrivi con la Cassazione”. 

Schwoch: “Il Napoli ha commesso un errore: non doveva essere ceduto”

Le sue parole

A Marte Sport Live, in diretta su Radio Marte, ha parlato Stefan Schwoch: “Il gioco di Sarri avvantaggia molto gli attaccanti e gli attaccanti del Napoli valorizzano al meglio il gioco di Sarri. Il Napoli deve portare a casa un attaccante a gennaio, non si può affrontare un impegno importante come Champions e campionato senza un attaccante di scorta. Secondo me è stato fatto un errore facendo partire Zapata. Il Napoli vive di fiammate e fa sempre male, ma ha il dovere di giocare bene per far risultato”. 

Albiol potrebbe saltare anche il Cagliari: un problema fisico lo tiene fuori, ecco quale

Lo spagnolo potrebbe saltare anche il Cagliari

Secondo quanto riporta La Repubblica, Raul Albiol non ha preso parte al match per un forte mal di schiena. Le sue condizioni saranno valutate oggi alla ripresa dei lavori a Castel Volturno. Ci sono dubbi sulla sua presenza contro il Cagliari. Si scalda nuovamente Maksimovic.