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De Laurentiis: “Sarò all’Olimpico alla ripresa del campionato. Progetto stadio? Lo tireremo fuori al momento giusto”

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano Il Roma.

Prima domanda: questo Napoli è da scudetto? Risposta secca: «Lo sapremo a fine marzo».

Ma la parola scudetto oggi è sulla bocca di tutti, rispetto a dodici mesi fa….
«L’anno scorso avevamo problemi legati soprattutto a come si doveva sostituire Higuaìn. Poi l’infortunio a Milik fece il resto. La soluzione di Mertens centravanti non arrivò subito. Fu sperimentato Gabbiadini e si persero tempo e punti, probabilmente proprio quelli necessari per vincere lo scudetto».

Ma anche quest’anno si è ripetuto il crack allo sfortunato Milik….
«In tempi diversi, però. Un mese prima e quindi il giocatore potrebbe ritornare a disposizione già a metà febbraio. Ma il vantaggio è che pochi minuti prima che si chiudesse la campagna acquisti, ho messo dodici milioni di euro sul tavolo al presidente del Chievo e mi sono garantito Inglese con la possibilità di averlo disponibile sin dalla riapertura della campagna acquisti. Ma questo è un argomento che con Luca Campedelli se ne discuterà soltanto a gennaio».

Intanto dopo sette giornate di campionato certamente non è il Napoli la sorpresa. Vero?
«Direi piuttosto che la vera sorpresa si chiama Di Francesco. Non mi aspettavo che riuscisse a dare subito un certo tipo di gioco alla Roma. Eppure molti amci romanisti non sono soddisfatti, anzi si lamentano pure. Certi tifosi anche di prestigio non sono mai contenti a Roma. A differenza dei napoletani che sono coerenti e sono innamorati del loro Napoli e di Maurizio Sarri ».

Maurizio Sarri questo è il problema. I tifosi, purtroppo, hanno paura di perderlo….
«Premesso che Sarri l’ho voluto fortissimamente io. E ne sono innamorato. Anche perché, rispetto ad altri allenatori, ha un grande dono: non è un rompiscatole. È uno che, come tutti i toscani, gli rode il… quando le cose non vanno nel verso giusto. Poi è un personaggio poliedrico. Preparato non solo nel suo lavoro. È un uomo di cultura. Stare a parlare con lui è piacevole, ve lo assicuro. Con il Napoli ovviamente ha avuto la possibilità di valorizzarsi ulteriormente attirando l’attenzione di club non solo italiani. Ma io mi auguro che resti con noi altri dieci anni. Lo spero tanto. Se poi accadrà quello che nessuno di noi si augura, ce ne faremo una ragione e cercheremo una soluzione altrettanto valida per continuare il discorso che stiamo portando avanti in questi anni».

E quando si parla di futuro si pensa al rinnovo di alcuni contratti. Per esempio quello di Reina….
«C’è sempre tempo. Certamente non potevo accettare la richiesta di un contratto bloccato per altri tre anni. I tifosi meritano rispetto anche in questi casi».

Intanto si poteva acquistare Szczesny oppure Neto….
«Secondo voi non ci ho provato? Entrambi sarebbero venuti di corsa ma non per fare la panchina a Reina. Avrebbero certamente rischiato di restare fermi un anno. E certi campioni non possono permetterselo».

C’è poi il caso Ghoulam. Si riuscirà a trovare un accordo in tempi brevi con il difensore algerino?
«La situazione è in fieri. Innanzitutto devo dire che è un ragazzo perbene, rispettoso, si allena sempre con grande professionalità ed è diventato insostituibile. Io sono pronto a fargli un contratto per altri cinque anni perché è una garanzia, ma se si perde tempo e pensa di liberarsi allora non mi resta che salutarlo».

Con Mertens e Insigne, però, si sono trovate le soluzioni…
«Quando c’è la volontà di entrambi le parti l’accordo si raggiunge. Con Dries si è lavorato sin dal settembre dello scorso anno poi ha cambiato agente e i tempi si sono allungati. Con Lorenzo, invece, in sei mesi abbiamo firmato un contratto che lo lega al Napoli speriamo per sempre. Ma non dimentichiamo poi che abbiamo chiuso l’accordo con Albiol che pure voleva andare via un anno e mezzo fa».

Queste mosse societarie hanno rafforzato il patto per lo scudetto?
«Lo spero io e lo sperano i tifosi. E questo inizio di campionato sta rafforzando quella sensazione che tutti ci eravamo fatti quando nella seconda parte dello scorso campionato abbiamo inanellato vittorie su vittorie. Ripeto ancora e ne sono convinto che se lo scorso campionato avessimo iniziato come quest’anno lo scudetto certamente oggi non stava cucito sulle magliette della Juve».

Quella Juve che comincia seriamente a temere il Napoli di Sarri.
«Il Napoli è stato coerente con la sua politica, la società bianconera non credo e mi preoccuperei al loro posto. Hanno lasciato partire troppi giocatori di valore in questi anni e il tempo potrà penalizzarli. Questa è la nostra speranza».

E oggi quando si parla di Juve si pensa al Var. Lei cosa ne pensa dell’impiego di questo sistema di supporto al direttore di gara?
«Tutto il bene possibile. Innanzitutto perché dà la possibilità sia ai giocatori che all’arbitro di prendere fiato. Io sono favorevole al time out come nelle partite di basket. Poi ho notato che gli arbitri stanno velocizzando il gioco limitando le interruzioni e favorendo lo spettacolo, come nel calcio inglese. Inoltre credo che con il Var i direttori di gara alla lunga non saranno più antipatici ai tifosi e nello stesso tempo farà in modo che i giocatori siano più onesti e meno recitanti. Secondo me questo Var è una benedetta soluzione per rendere il gioco del calcio più spettacolare ».

Intanto certi tifosi cominciano a preferire la pay tv allo stadio. Non è stato certamente bello vedere il San Paolo semivuoto in occasione del debutto casalingo in Champions contro lo Feyenoord. La colpa dei prezzi dei biglietti troppo alti?
«Chiariamo innanzitutto che i prezzi dei ticket per le gare casalinghe di Champions sono stati fissati subito dopo il sorteggio. E resteranno tali anche per i prossimi due incontri. Poi va detto che certamente una parte dei nostri tifosi ha preferito starsene a casa per vedersi la partita a Canale 5 senza pagare. Quindi… ».

I tifosi quando la rivedranno a Fuorigrotta?
«Intanto sarò all’Olimpico alla ripresa del campionato per assistere alla sfida con la Roma, che potrebbe giocarsi alle 18 e non più alle 20,45 per motivi di ordine pubblico. Poi andrò in Inghilterra. Non posso certamente perdermi l’incontro con il Manchester City».

Presidente, scudetto o Champions?
«Non mettiamo mai i limiti alla provvidenza…».

Intanto i tifosi napoletani sognano….
«È giusto che lo facciano. Sapete quanti sono i nostri supporters nel mondo? Quasi 35 milioni. E i simpatizzanti, cioè quelli che tifano per una seconda squadra? Ben 120 milioni. Numeri da capogiro che vanno studiati con attenzione».

Il marketing che cosa significa per lei?
«È un legame tra il fruitore e il prodotto, dove il committente è il pubblico. Lo spettacolo deve rispondere sempre a regole di mercato. Guai a non rispettarle. Intanto in Inghilterra ci sono sei grandi club che vorrebbero un campionato europeo. Se ne stanno accorgendo anche loro. Chissà che sviluppi ci saranno nei prossimi anni».

I progetti futuri del presidente De Laurentiis…
«Non stiamo certamente a guardare e in attesa di realizzare il progetto stadio, abbiamo raggiunto un accordo con il Museo Archeologico di Napoli per una mostra itinerante del Calcio Napoli. Tre saloni riservati alla storia della società azzurra con foto e trofei degli idoli della tifoseria napoletana. Poi spero quanto prima di mettere su una squadra femminile che partecipi ai campionati nazionali. Sarebbe bello farla giocare prima di una gara casalinga del Napoli in modo da non far pesare ai tifosi le tante ore di attesa sugli spalti».

Napoli e gli impianti sportivi. Sono in arrivo le Universiadi.
«Noi abbiamo le idee chiare e siamo pronti ad investire. Nei cassetti abbiamo i nostri progetti che tireremo fuori al momento giusto. Ma l’argomento lo tratteremo in altre sedi. Speriamo al più presto. E con successo. Napoli e i napoletani lo meritano».

Un’ultima domanda riservata a Gonzalo Higuaìn, che non segna più come una volta. Perché?
«E che ne sono io. Voglio solo ricordare che il suo acquisto fu una mia intuizione. Lo pagai trentotto milioni nel 2013 più due di bonus quando stava quasi sempre sulla panchina del Real Madrid. Napoli gli ha dato tanto, tantissimo. E ora gioca con un’altra maglia. Succede nel calcio… ».

Campionato Italiano Schoolboys, Junior, Yuoth , Fase regionale (Diana Marcopulopulos)

Brescia  la leonessa del pugilato , sabato 7 e Domenica 8 Ottobre ,ospiterà la Fase regionale dei campionati Italiani  Maschili Schoolboys,Junior,Youth . Sono quelle categorie di pugili under 18 .
La palestra popolare  di via Francesco Nullo vedrà disputare 15 incontri sabato e 20 domenica  con inizio alle 16,00 . Ci saranno alcuni incontri fuori torneo come l’imbattuto peso Mediomassimo Lorenzo Zacco della  THUDOR Team Boxe . La neonata  Associazione  sportiva Dilettantistica THUDOR Team Boxe  organizza tale evento con il patrocinio della Federazione Pugilistica e con l’aiuto dei rappresentati di altre discipline che operano in tale struttura . Il maestro Cecoro ha chiamato e la Federazione Pugilistica ha risposto . Ci saranno match molto combattivi ,chi passerà il turno sabato con le semifinali  disputerà la finale domenica , il vincitore Campione Regionale andrà direttamente alle fasi Nazionali che si disputeranno dal 25 al 29 ottobre a Roccaforte di Mondovì .
È un evento importante , una manifestazione che da anni non si ripeteva nella nostra città . Da non perdere
Diana Marcopulopulos
Brescia  la leonessa del pugilato , sabato 7 e Domenica 8 Ottobre ,ospiterà la Fase regionale dei campionati Italiani  Maschili Schoolboys,Junior,Youth . Sono quelle categorie di pugili under 18 .
La palestra popolare  di via Francesco Nullo vedrà disputare 15 incontri sabato e 20 domenica  con inizio alle 16,00 . Ci saranno alcuni incontri fuori torneo come l’imbattuto peso Mediomassimo Lorenzo Zacco della  THUDOR Team Boxe . La neonata  Associazione  sportiva Dilettantistica THUDOR Team Boxe  organizza tale evento con il patrocinio della Federazione Pugilistica e con l’aiuto dei rappresentati di altre discipline che operano in tale struttura . Il maestro Cecoro ha chiamato e la Federazione Pugilistica ha risposto . Ci saranno match molto combattivi ,chi passerà il turno sabato con le semifinali  disputerà la finale domenica , il vincitore Campione Regionale andrà direttamente alle fasi Nazionali che si disputeranno dal 25 al 29 ottobre a Roccaforte di Mondovì .
È un evento importante , una manifestazione che da anni non si ripeteva nella nostra città . Da non perdere
Diana Marcopulopulos

De Laurentiis: “Non facciamoci prendere la mano, conta essere lassù a fine marzo”

Aurelio De Laurentiis, presidente del Ssc Napoli, ha parlato ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli:

“Non conta essere lassù adesso ma a fine marzo. Non facciamoci prendere la mano, continuiamo a lavorare a testa bassa con umiltà sena gonfiarci il petto. Scudetto? Possiamo parlarne, però ci sono rischi dietro l’angolo come l’infortunio di Milik. Per fortuna adesso già sappiamo che Mertens è un falso nove. E per fortuna non sono di casa gli infortuni, anche giocando moltissime partite. Nel mercato di riparazione vedremo cosa fare, ho investito su Inglese, lo stimo molto ed è un calciatore maturo.

Diritti Tv? Voglio spiegare ai tifosi che più riusciamo a fatturare più possiamo divertirci, acquistando nuovi calciatori per la prima squadra e per le giovanili. Avevo detto al capo di Infront, che si occupa della collocazione dei vari diritti sul web e non solo, che secondo il mio punto di vista non c’era fretta,visto che parliamo di vendere i prossimi tre anni, e sarebbe stato avventato venderli già oggi. Questo perché stiamo ricostruendo la Lega con un nuovo statuto che prevede un amministratore con pieni poteri che controlla appunto anche questo argomento.

Infantino sarebbe la persona adatta. Abbiamo comunque portato avanti la prima tornata, che però ha avuto un esito negativo, quindi avevo ragione. Avrei presentato un nuovo decreto legge che andasse in contrasto con la legge Melandri che ha distrutto la possibilità di massimizzare i ricavi tramite la vendita di tali diritti, per poter venderli liberamente ad un’asta. Continuo a non capire perché venderli fin da subito: se Berlusconi vincesse le elezioni magari la stessa Mediaset potrebbe rialzare il capo nei confronti del calcio italiano. Per i diritti esteri, c’è sempre e di mezzo Infront, che avrà i suoi amici. Quando sono in Oriente vedo solo partite della Premier, se gioca il Napoli, non lo vedo mai. Vendono per conto dei loro interessi.

Mondiali in Cina? Auguriamocelo. C’è bisogno di tempo, delle strutture adeguate, di capirsi. L’errore è quello di pensare che si può andare in Cina, rubare qualche soldo e scappare. Bisogna avere la disponibilità e l’amore di spiegare quello che è il calcio, per farli crescere e far sì che diventi un nuovo sbocco per il mercato”.

Napoli: un altro fine settimana senza orario notturno per le funicolari di Chiaia e la Centrale

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Non solo la settimana scorsa, ma anche questo week end le due funicolari di Napoli, quella Centrale e quella di Chiaia, effettueranno l’ultima corsa alle ore 22:00. Non è entrato ancora in vigore l’orario notturno ovvero quello prolungato fino alle 2:00.

Dunque al momento resta in vigore l’orario pubblicizzato anche sul sito web dell’ANM, dalle 07:00 alle 22:00, tutti i giorni e per tutte le quattro funicolari gestite dall’azienda di mobilità napoletana, comprese dunque quelle di Montesanto e di Mergellina, mentre per la linea 1 della metropolitana l’orario di apertura resta fissato, tutti i giorni, dalle 6:00 alle 23:15 “.

Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari e del Comitato per il trasporto pubblico, ha dovuto comunicare che l’orario notturno non è ancora in vigore e aggiunge amaramente “che la chiusura anticipata del trasporto su ferro a Napoli incide negativamente non solo sulla qualità della vita, costringendo molte persone a fare a meno di un servizio essenziale nelle ore post serali e nelle prime ore notturne, ma potrebbe avere delle pesanti ricadute negative su tantissime attività commerciali e imprenditoriali, con conseguenze anche sul piano occupazionale, coinvolgendo teatri, cinema, ritrovi, discoteche, ristoranti, bar per citarne alcune. Penalizzati gli stessi lavoratori notturni, privati a fine turno del mezzo di trasporto pubblico per tornare nelle proprie abitazioni”.

“Negatività – continua Capodanno – che potrebbero riguardare anche il settore del turismo, privando i turisti ospiti a Napoli della possibilità di potersi spostare agevolmente, utilizzando funicolari e metropolitane, da un luogo a un altro della Città, nelle ore post serali, dalle 22:00 in poi. Anche qui le ricadute sul settore alberghiero potrebbero far sentire il loro effetto negativo”.

Castellammare di Stabia, in Piazza Matteotti la XV edizione della “Giornata degli Animali ENPA”

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Il 7 e l’8 ottobre 2017, in oltre 200 piazze italiane, si celebrerà la Giornata degli Animali organizzata dall’Ente
Nazionale Protezione Animali, un appuntamento importante per i nostri Amici a quattro zampe finalizzato a
diffondere la cultura del rispetto e della tutela degli Animali, della Natura e dell’Ambiente e a raccogliere fondi per i
4 zampe bisognosi.

Presso il banchetti allestiti dalle sezioni e dalle delegazioni di tutta Italia saranno presenti i volontari della protezione
Animale e la manifestazione sarà quindi anche l’occasione per conoscere meglio le attività che svolgono sul territorio, chiedere consigli utili per una maggiore consapevolezza del corretto rapporto Uomo – Animale, chiedere
informazioni sulle normative vigenti relative alla gestione, tutela e benessere degli Animali, diventare soci attraverso il tesseramento, firmare petizioni in favore dei 4 zampe, offrire aiuto con donazioni o impegno in attività di volontariato e sensibilizzazione oltre che, naturalmente, fare una chiacchierata con coloro che quotidianamente, silentemente e gratuitamente, sacrificano parte della loro giornata per la cura dei tantissimi cani e gatti presenti sul territorio.

A Castellammare di Stabia la Delegazione Enpa Castellammare di Stabia istituita con Delibera n. 255 del
26/06/2015 e presieduta da Tiziana Adolescente, sarà presente con un banchetto in piazza Giacomo Matteotti (piazza Ferrovia), il giorno 7 ottobre con orario 10.00 – 14.00 e 16.00 – 19.30 e il giorno 8 ottobre con orario 10.00 – 14.00 e 17.00 – 22.00 .

In questa occasione sarà dunque possibile operare concretamente in favore degli Animali accuditi dalla Delegazione
territoriale anche attraverso il Tesseramento ENPA 2017, portando in donazione crocchette e scatolette di cibo,
medicinali e antiparassitari per cani e gatti o anche scegliere di impegnarsi in una Adozione a Distanza e
provvedere mensilmente, al sostentamento di uno o più animali accuditi dalla Delegazione.

La manifestazione, che gode del patrocinio morale della Regione Campania, dell’Ente Parco Regionale dei Monti
Lattari e dell’Azienda di Cura, Soggiorno e Turismo, sarà anche occasione per una raccolta firme che chiede la
realizzazione di un CanGattile comunale.

Nobel per la Pace a Ican, organizzazione che vuole abolire le armi nucleari

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Il Nobel per la Pace 2017 è stato assegnato a Ican, l’organizzazione che da anni si batte per l’abolizione delle armi nucleari e che raccoglie oltre 440 gruppi di cento paesi diversi. Dietro la scelta dell’Accademia di Stoccolma c’è una motivazione che vuole rimarcare l’importanza di far luce sulle catastrofiche conseguenze dell’utilizzo di armi nucleari. Il Comitato ha inoltre rivolto un appello agli Stati perché “si avviino negoziati rivolto alla graduale eliminazione dal mondo delle 15mila armi nucleari”. Il prossimo sforzo, ha aggiunto, deve “riguardare gli Stati che hanno l’atomica.

UN NOBEL POLITICO

La scelta del vincitore del Nobel per la pace ha un’evidente connotazione politica: le continue tensioni tra Usa e Corea del Nord e quelle con l’Iran, proprio mentre l’amministrazione Trump si prepara a smontare l’accordo sul nucleare iraniano. È la 19esima volta che il Nobel per la Pace va a chi si batte a favore del disarmo. Nel 2013 il Nobel per la Pace era stato assegnato all’ Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac), che all’epoca stava supervisionando lo smantellamento delle armi chimiche in Siria.

L’Ican — organizzazione non-profit nata nel 2007 in Australia, con sede a Ginevra — è stata determinante quando nel luglio scorso l’Onu ha adottato il nuovo trattato per la messa al bando delle armi nucleari, che entrerà in vigore non appena 50 Stati lo ratificheranno.

 

Allerta meteo in Campania, la protezione civile: “Dalle ore 20 forte vento e mare agitato”

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La Protezione civile della Campania, alla luce del bollettino di Vigilanza meteorologica nazionale e delle valutazioni del Centro funzionale regionale, ha diffuso un avviso di allerta meto-idrogeologica e idraulica per le condizioni di vento forte e mare agitato, soprattutto lungo le coste esposte.

L’avviso evidenzia anche locali rovesci e temporali in Alta Irpinia e Sannio, con particolare riferimento ai confini con Puglia e Molise. La Sala operativa regionale che ha già provveduto a diffondere l’avviso, raccomanda alle autorità competenti di porre in essere tutte le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni attesi, anche in ordine al presidio delle aree esposte a sollecitazioni dei venti e del mare.

/Fonte: il Mattino

Torna il progetto “Gioca Volley S3…in sicurezza”, ANSF-POLFER-FIPAV di nuovo in campo insieme per la sicurezza ferroviaria

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Dopo il grande successo dello scorso anno torna il progetto “Gioca Volley S3…in sicurezza” che ha visto ANSF, POLFER e FIPAV impegnate nell’organizzazione di numerosi eventi di piazza su tutto il territorio nazionale.

Il progetto nasce dal protocollo d’intesa tra l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie, la Polizia Ferroviaria e la FIPAV con l’obiettivo di sensibilizzare il mondo pallavolistico giovanile ad un uso corretto e consapevole del trasporto ferroviario per poter ridurre gli incidenti che vedono coinvolti spesso ragazzi in giovane età.

La sinergia in piazza degli operatori della Polizia Ferroviaria, di personale dell’ANSF e dei tecnici della Federazione mira proprio a promuovere tra i ragazzi la cultura della sicurezza ferroviaria ed in genere della legalità e del rispetto delle regole. Valori condivisi dai partners e declinati attraverso lo sport e il gioco di squadra nel senso più ampio di socialità. Il villaggio verrà allestito dalla Federazione Italiana Pallavolo con il prezioso contributo dei vari Comitati Territoriali e dello storico partner Kinder + Sport.

Saranno sei gli appuntamenti che vedranno il villaggio di “Gioca Volley S3…in Sicurezza” in giro per l’Italia. Si comincerà martedì 10 ottobre in Piazza San Benedetto a Norcia; dopo tre giorni tutti a Catania dove, in Piazza dell’Università, i giovani atleti daranno vita a una giornata interamente dedicata alla pallavolo e alla sicurezza.
Il tour proseguirà poi in Puglia con Bari che ospiterà il 3 novembre al Pala Florio il villaggio di “Gioca Volley S3… in sicurezza”.

Il 22 novembre il tour farà tappa al Centro Federale Pavesi di Milano per poi dirigersi a Modena il 7 dicembre nello storico impianto del Pala Panini. La stazione di Porta Susa a Torino farà da cornice invece per l’ultimo appuntamento a dicembre.

Il tour di quest’anno sarà quindi un villaggio itinerante che toccherà importanti piazze e impianti di gioco italiani coinvolgendo un gran numero di bambini e la partecipazione attiva del testimonial Andrea Lucchetta. Un circolo virtuoso in cui adolescenti, genitori e insegnanti si faranno portavoci del messaggio della sicurezza ferroviaria.

Serie A2 Maschile: i ragazzi del Club Italia CRAI in trasferta a Cantù

Roma. Terza giornata di campionato per il Club Italia CRAI maschile che nel posticipo di domenica 8 ottobre alle ore 19.30 sarà impegnato sul campo della Pool Libertas Cantù. Per i giovani ragazzi di Monica Cresta si tratta di una buona chance per cercare di muovere una classifica che al momento li vede ancora zero punti in classifica, proprio come i canturini.

Quello di domenica sarà quindi uno scontro diretto tra due formazioni ancora alla caccia del primo successo stagionale. In casa Club Italia il lavoro prosegue regolarmente anche se per il match di domenica sarà ancora indisponibile il capitano Roberto Russo. Nonostante le due sconfitte rimediate in questo inizio di stagione, la giovane formazione federale ha lasciato tante buone sensazioni considerando che molti dei ragazzi schierati sono all’esordio in un campionato impegnativo come la serie A2 Maschile.

Nelle sei sfide precedenti, tutte giocate in A2, la formazione lombarda si è imposta in quattro occasioni, mentre due sono i successi del Club Italia. Arbitri dell’incontro saranno Emilio Sabia e Fabio Bassan; il match come di consueto sarà visibile su Lega Volley Channel.

Sidigas Scandone Avellino, Sacripanti: “Per vincere a Brescia dovremo essere aggressivi”

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Dopo l’esordio vincente con Reggio Emilia, la Sidigas Scandone Avellino affronta la prima trasferta stagionale. I biancoverdi saranno di scena al Pala George di Montichiari dove sfideranno la Leonessa Brescia, palla a due domenica alle ore 17.00. Coach Sacripanti nella consueta conferenza pre-gara analizza il prossimo match: “Brescia è un roster che si basa sui principi dello scorso anno, hanno cambiato poco ed è per questo che sono più avanti rispetto a noi. Sarà un match stimolante perché saremo di scena su un campo caldissimo, dovremo essere aggressivi in campo sin dalle prime battute. Loro, rispetto alla partita di domenica, dove hanno vinto nel finale, alzeranno il ritmo e correranno molto. Diana ha a disposizione un roster molto duttile, che gli permette di variare le situazioni di gioco durante la partita. Dovremo essere bravi a controllare i nostri possessi evitando palle perse in modo banale ed alzare la guardia nell’area colorata”.

/Ufficio Stampa Sidigas Basket Avellino

Juve Stabia- Lecce, la presentazione del match di domani

Per l’ottava giornata del campionato di Serie C Girone C, si affronteranno domani alle 16.30 al Pinto di Caserta la Juve Stabia e il Lecce. Inizi di stagione totalmente opposti, cosi come gli obiettivi delle due squadre. Le vespe navigano al centro della classifica e vogliono salvarsi, i salentini sono primi in classifica e voglio finalmente centrare la promozione in Serie B. La rosa è estremamente competitiva e annovera, per citare qualcuno, giocatori come Di Piazza, Cosenza, Torromino, Perucchini e Caturano. Questi sono solo alcuni degli importanti nomi presenti nella rosa leccese. I giallorossi sono reduci dalla vittoria di martedi sera contro la Sicula Leonzio per 3-2 al Via Del Mare, le vespe invece hanno perso 1-0 a Bisceglie. Nelle ultime tre stagioni, il bilancio in casa delle vespe è di un pareggio e due blitz leccesi: 1-1 tre stagioni fa, 0-1 due stagioni fa e 2-3, in rimonta, la passata stagione. L’ex del match è Simone Ciancio, terzino del Lecce, tesserato delle vespe nella stagione 2013-2014. Caserta rinuncia a Redolfi per squalifica e Berardi, convocato dal San Marino per le qualficazioni ai mondiali. Liverani lascia a casa Costa Ferreira per infortunio. Ecco le probabili formazioni:

JUVE STABIA (4-4-2): Branduani, Dentice, Morero, Allievi, Crialese, Mastalli, Viola, Matute, Lisi, Strefezza, Paponi.

LECCE (4-3-1-2): Perucchini, Lepore, Cosenza, Marino, Di Matteo, Armellino, Arrigoni, Tsonev, Mancosu, Di Piazza, Caturano.

L’Amerigo Vespucci lascia il porto di Castellammare. L’arriverderci dei cittadini

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L’Amerigo Vespucci sta andando via dal porto di Castellammare di Stabia, lasciando una scia di malinconia nella città che le ha dato i natali.

Due giorni di permanenza nelle acque stabiesi, due giorni intensi. Solo ieri a salutare il veliero oltre 5mila persone, questa mattina ancora tanta affluenza.

La città, nelle ore in cui era possibile visitare la nave-scuola, é stata paralizzata dal traffico che partiva del lungomare per terminare proprio all’ingresso del porto. Tanto entusiasmo nei cittadini che anche ora sono andati a dare il loro “arriverci” al veliero.

L’Amerigo Vespucci, il ricordo di un passato glorioso che ritorna e poi va via.

Fidelis Andria-Paganese, i convocati di mister Massimiliano Favo

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Ultimo allenamento questa mattina prima della partenza, dopo pranzo, per il ritiro pregara che vedrà impegnati gli azzurrostellati domani sera alle 18:30 al “Degli Ulivi” di Andria.

Mister Massimiliano Favo recupera Negro e Picone dai rispettivi acciacchi: non convocato il centrocampista Baccolo che sta recuperando da un trauma contusivo al ginocchio. Fabinho, ieri, ha lavorato sul campo insieme al massofisioterapista Bisogno.

Portieri: 1 Gomis, 22 Galli
Difensori: 3 Della Corte, 6 Carini, 13 Meroni, 18 Piana, 20 Pavan, 23 Picone, 26 Dinielli
Centrocampisti: 4 Bensaja, 5 Carcione, 8 Ngamba, 19 Bernardini, 27 Tascone, 28 Grillo
Attaccanti: 9 Maiorano, 10 Scarpa, 11 Regolanti, 14 Talamo, 15 Negro, 21 Buxton, 25
Cesaretti
Squalificati: nessuno
Indisponibili: Fabinho, Baccolo

/Ufficio StampaPaganese Calcio 1926 srl

Commissione Giovani, aggiornamento per l’evento Erasmus in Galleria Principe di Napoli

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La commissione Giovani, presieduta da Claudio Cecere, ha fatto il punto questa mattina sull’evento che, con una due giorni di eventi e workshop da tenersi nella Galleria Principe di Napoli i prossimi 21 e 22 ottobre, affiancherà l’Erasmus Day, la tradizionale giornata di benvenuto per gli studenti Erasmus a Napoli, il prossimo 18 ottobre

Particolarmente significativa, quest’anno, l’iniziativa rivolta agli studenti che saranno a Napoli per l’Erasmus in quanto si celebra il trentennale del progetto. La commissione – oltre al presidente Cecere, Menna (Mov. 5 Stelle), Ulleto (Misto) e Arienzo (PD) – ha discusso dell’iniziativa che la commissione stessa ha inteso promuovere nella galleria Principe di Napoli per il 21 e 22 ottobre.

Sono intervenuti alla riunione Lorena Matteo dello staff dell’assessorato ai Giovani, Luciano Griffo del Centro Europeo di Informazione Cultura Cittadinanza del Comune di Napoli, Federica Tessitore dell’Erasmus Student Network di Napoli.

Scambio con gli studenti napoletani e possibili servizi da attivare per rendere più gradevole il soggiorno degli studenti stranieri sono stati l’oggetto di altre riunioni dedicate dalla commissione, nelle scorse settimane; il presidente Cecere ha riassunto le proposte che hanno già ottenuto una concretizzazione, come lo sconto di 1,5 euro sulla tariffa dei radiotaxi chiamati degli studenti Erasmus, concordata con i consorzi dei tassisti, e la possibilità di usufruire di trasporti gratuiti vista la disponibilità di massima offerta dal Consorzio Unico Campania. Iniziative, queste, che potrebbero partire quest’anno ed arricchirsi via via di nuove offerte e disponibilità.

Sul progetto di un evento/concerto nella Galleria Principe di Napoli che preveda anche momenti di scambio e conoscenza con gli studenti delle scuole e delle università napoletane, oltre che una esposizione delle opportunità che l’Europa offre per la mobilità degli studenti, Lorena Matteo dello staff dell’assessora Clemente ha comunicato che ai primi della prossima settimana sarà pubblicato un avviso per raccogliere la disponibilità di associazioni, operatori commerciali e culturali, a partecipare alla progettazione e organizzazione dell’evento.

/Ufficio Stampa

Maradona day, le storiche maglie del Pibe: i dettagli della magica serata

Maradona day, le storiche maglie del Pibe: i dettagli della magica serata

Una serata all’insegna del collezionismo, all’insegna dell’amicizia e della passione per i colori azzurri. L’amore incondizionato per Diego Armando Maradona, è questo lo scopo della serata evento che si terrà Giovedì 12 ottobre dalle ore 20:30 al Phoniex Club di Pozzuoli. Una cena-evento dove i più grandi collezionisti mostreranno ai presenti le storiche maglie del Pibe e tutti i loro cimeli.

Organizzatore e ideatore dell’evento è Samuele Esposito (Samuelmania). Gli altri collezionisti presenti saranno: Francesco Cammarota, Renato Pavone, Dino Alinei, Nino Mosca, Antonio Vincolo, Enzo d’Orta, Salvatore Aiello, Salvatore Esposito, Paride Perrone, Ciro La Monica e tantissimi altri. Ospite d’onore Diego Armando Maradona jr. Ci sarà anche l’attore Genny Guazzo e tanti altri.

Juve Stabia – Lecce, i convocati dei tecnici Ferrara e Caserta

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Al termine dell’allenamento di rifinitura, svolto questa mattina presso lo Stadio Comunale di Casola, i tecnici Ciro Ferrara e Fabio Caserta hanno reso nota la lista dei nr.25 calciatori convocati per il match Juve Stabia-Lecce, valevole per l’ottava giornata del campionato di Serie C Girone C, in programma domani, sabato 7 ottobre 2017, con inizio alle ore 16,30 presso lo Stadio “Pinto” di Caserta.

Portieri: Bacci, Branduani e Polverino.

Difensori: Allievi, Bachini, Boccardi, Crialese, Dentice, Gaye, Morero e Nava.

Centrocampisti: Awua, Calò, Canotto, Capece, Mastalli, Matute, Viola e Zarcone.

Attaccanti: Costantini, D’Auria, Lisi, Paponi, Simeri e Strefezza.

Squalificato: Redolfi.

Indisponibile: Berardi.

S.S. Juve Stabia

In vendita i biglietti Roma-Napoli, divieto di acquisto per i residenti in Campania. I dettagli

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Per gara Roma – Napoli sono in vendita i biglietti. La società giallorossa informa sul proprio sito che ci sono delle prescriozoni: “Divieto di vendita dei tagliandi di tutti i settori ai residenti nella Regione Campania, con conseguente sospensione del programma di fidelizzazione della S.S.C. Napoli.
Divieto di vendita dei tagliandi di tutti i settori ai residenti nella Regione Campania, anche se possessori di Tessere del Tifoso diverse da quelle della S.S.C. Napoli; Incedibilità del titolo d’accesso”.

Qui di seguito i prezzi dei biglietti:

Juventus, Marotta: “Non siamo nervosi. Ora siamo i cacciatori ed il Napoli è la lepre!”

Juventus, Marotta: “Non siamo nervosi. Ora siamo i cacciatori ed il Napoli è la lepre!”

Niente ansie, né preoccupazioni in casa Juventus. Lo assicura l’amministratore delegato Beppe Marotta, che a Sky risponde a De Laurentiis che proprio in mattinata aveva avanzato l’ipotesi di un nervosismo bianconero: “Non siamo assolutamente nervosi come hanno detto, siamo in una fase interlocutoria del campionato. Ogni tanto è bello anche fare il cacciatore che insegue, non soltanto la lepre che scappa in testa. Ora possiamo sparare (ride ndr)”.

Roma-Napoli, trasferta vietata per i residenti in Campania, i dettagli

Roma-Napoli, trasferta vietata per i residenti in Campania

Iniziata la vendita dei biglietti per Roma-Napoli. Il sito ufficiale del club giallorosso precisa poi: “Per la gara ROMA-NAPOLI del 14/10/2017 sono adottate, al momento (eventuali ulteriori e/o diverse disposizioni, saranno comunicate in seguito), le seguenti prescrizioni: Divieto di vendita dei tagliandi di tutti i settori ai residenti nella Regione Campania, con conseguente sospensione del programma di fidelizzazione della S.S.C. Napoli. Divieto di vendita dei tagliandi di tutti i settori ai residenti nella Regione Campania, anche se possessori di Tessere del Tifoso diverse da quelle della S.S.C. Napoli; Incedibilità del titolo d’accesso

Università degli Studi di Salerno, Beatrice Benocci presenta: “La Germania necessaria”

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La Merkel ha vinto ancora. All’indomani delle elezioni tedesche, una riflessione socio-politica a partire dal libro “La Germania necessaria”

In occasione della presentazione del libro di Beatrice Benocci “La Germania necessaria, L’emergere di una nuova leading power tra potenza economica e modello culturale (FrancoAngeli, 2017)”, il Centro Interdipartimentale di Ricerca sul Conflitto in Età Contemporanea – CIRCEC, in collaborazione con il Dottorato in Studi letterari, linguistici e storici e il Seminario Permanente di Storia e Storiografia dell’Università di Salerno, promuove un incontro/dibattito sul ruolo europeo e internazionale della Germania all’indomani delle elezioni tedesche del 24 settembre.

Coordina: Lucia Perrone Capano, Coordinatrice del Dottorato in Studi letterari, linguistici e storici.
Intervengono: Carmine Pinto Direttore del CIRCEC, Roberto Parrella Università di Salerno, Massimo Pendenza Università di Salerno.
Discutono: Antonluca Cuoco – Il Denaro – Strade on Line, Edoardo Toniolatti – Sole24ore (via Skype), Francesco Maselli – Il Foglio.
Partecipa ai lavori l’autrice, giornalista e storica, Beatrice Benocci.
L’evento sarà seguito in diretta dalla Radio di Ateneo Unisound ed è patrocinato da Associazione Scienze Politiche – ASP.

 

/Precultura comunicazione

Ma la Catalogna ha un futuro nella Ue?

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Mentre sale la tensione con Madrid, si può ragionare sul fatto che una Catalogna stato sovrano potrebbe contare in Europa più di quanto conta ora. Ma, piccolo problema, prima dovrebbe essere riammessa nella Ue. Con il consenso della Spagna e delle altre nazioni che vogliono scoraggiare nuove secessioni.

Se la Catalogna lasciasse la Spagna, avrebbe meno peso politico in Europa e nel mondo? No, anzi avrebbe una maggiore influenza politica nella Ue. Certo, l’Unione potrebbe rifiutarsi di riammetterla tra gli stati membri. Ma è una minaccia poco credibile.

Globalizzazione e domanda di autonomia

La crisi politica e istituzionale che si è sviluppata in questi giorni in Spagna con il referendum indipendentista della Catalogna è un altro esempio di come la globalizzazione aumenti la domanda di autonomia e la spinta verso la decentralizzazione.

Le ragioni furono spiegate nel 2011 da Alberto Alesina, Enrico Spolaore e Romain Wacziarg in un visionario articolo dal titolo “Economic Integration and Political Disintegration”. In estrema sintesi, la liberalizzazione degli scambi internazionali e la creazione di un nuovo ordine politico ed economico mondiale riducono i benefici dell’essere parte di uno stato nazionale di grandi dimensioni. Il motivo è che con la globalizzazione si guadagna l’accesso al mercato mondiale, quindi l’accesso a quello nazionale è relativamente meno importante. Ma ci sono costi nell’appartenere a uno stato grande? Sì, e questi non si riducono. Per la Catalogna, consistono nel subire la sovranità di Madrid, pur avendo profonde differenze economiche e culturali con il resto del paese.

Qual è il peso politico di Barcellona nella Ue

Si potrebbe contro-argomentare che qualora lasciasse la Spagna, la Catalogna avrebbe meno peso politico in Europa e nello scenario internazionale. Cercherò qui di dimostrare che questo non è vero. La ragione è proprio l’appartenenza all’Unione Europea, che per il momento do per acquisita.

È possibile “misurare” il peso politico di un paese nell’Ue? Si tratta di un concetto vago, spesso ritenuto non-quantificabile. Tuttavia, nel 1954 Martin Shubik e Lloyd Shapley(quest’ultimo insignito del premio Nobel nel 2012) proposero di misurare il potere politico con la probabilità di un paese di dare il voto decisivo, quello che permette a una coalizione di paesi di raggiungere la maggioranza richiesta. Quindi misurarono il potere con un valore percentuale. La forza di questo metodo consiste nel fatto che deriva da un approccio “assiomatico” e si fonda su ipotesi assolutamente ragionevoli. In altre parole, è difficile sostenere che abbia dei difetti. In un lavoro con il mio coautore Jason Barr (“Who has the Power in the EU?”, Mathematical Social Sciences, 2009, 57/3), abbiamo misurato il peso politico dei membri della Ue, dopo che il nuovo sistema di voto a doppia maggioranza è entrato in vigore nel Consiglio della Ue. Il sistema dà molto peso ai paesi più grandi, perché il potere di voto riflette la loro popolazione. Però dà peso anche ai paesi piccoli, perché per raggiungere la maggioranza occorre che un minimo numero di stati siano d’accordo.

Vediamo cosa succede con questo sistema di voto alla Catalogna. Oggi la Spagna, con 42 milioni di persone inclusa la Catalogna, ha un potere di voto pari all’8 per cento. I catalani sono circa un sesto della popolazione. Se la Catalogna fosse indipendente, con i suoi 7 milioni di abitanti e un proprio voto in Consiglio, avrebbe un potere in Europa di circa il 2 per cento. Quindi l’influenza politica in Europa dei cittadini catalani aumenterebbe del 50 per cento se a rappresentarli fosse direttamente Barcellona invece di Madrid. A questo si aggiungerebbe il fatto che Barcellona userebbe il suo peso per difendere gli interessi dei catalani, facendo meglio di quanto oggi faccia Madrid.

Sarà ancora uno stato membro

Essere piccoli e autonomi conviene, perché ci pensa l’Europa a difendere i propri interessi nello scenario internazionale e perché il proprio peso in Europa di fatto aumenta, grazie al sistema di voto nel Consiglio dei ministri della Ue. Vale non solo per la Catalogna, ma anche per le regioni dei paesi membri in cui spinte autonomiste sono alimentate da diversità culturali ed economiche. Ci sarebbe quindi da aspettarsi che le tensioni verso la frammentazione si ripetano sempre più frequenti in futuro. Ma l’Europa e i suoi stati nazionali non possono permettersi la frammentazione. Ecco perché i Trattati prevedono che se una regione raggiunge l’autonomia, allora viene di fatto esclusa dall’Unione e può rientrare solo se l’unanimità dei membri è d’accordo, compreso il paese da cui quella regione si è staccata. Nel caso della Catalogna, la riammissione alla Ue richiederebbe il voto favorevole della Spagna.

Molti ritengono che la Spagna voterebbe contro per ritorsione e che il resto dell’Unione la supporterebbe per non creare pericolosi precedenti. Ma sarebbe davvero così? Potremmo davvero immaginare uno scenario in cui la Catalogna viene tenuta fuori dall’Unione Europea solo perché ha voluto staccarsi dalla Spagna? Personalmente trovo difficile crederlo. All’Europa converrebbe avere la Catalogna come membro, piuttosto che avere una seconda Svizzera. Molto più verosimile è che si tratti solo di una minaccia (in sé poco credibile) fatta per aumentare l’incertezza attorno allo scenario della secessione della Catalogna, e per prevenire pericolosi effetti di imitazione.

FRANCESCO PASSARELLI Professore associato di economia all’Università di Torino

18 Commenti:

  1. Dario  
    mi permetto di sottolineare un’incongruenza logica nel paragrafo “sara’ ancora uno stato membro” di questo non riuscitissimo articolo di Francesco Passarelli. 1. si dice che l’Europa e i suoi stati membri non possono permettersi la frammentazione, quindi manca il movente politico, economico ed organizzativo per accettare uno stato neonato e poco influente nell’UE 2. si dice che i Trattati disciplinano in maniera chiara l’ingresso di uno stato secessionista nell’EU e si dice che molti ritengono (probabilmente anche lo stesso Passarelli) che la Spagna voterebbe contro l’ingresso della Catalogna in Europa, quindi manca il supporto legale all’ingresso della Catalogna in Europa 3. quindi e’ probabile che la Catalogna indipendente entri immediatamente in Europa… mah oltretutto adducendo come ragione di realpolitik il fatto che la Catalogna rappresenterebbe un’altra Svizzera, senza rimarcare che la Confederazione Elvetica esisteva ben prima della fondazione della CEE, che di entrare in Europa non ci pensa nemmeno e che ha fatto della sua storica terzieta’ ed indipendenza rispetto al resto del mondo la sua principale ragione di esistere
  2. Carlo  
    “Difficile sostenere che abbia difetti”? Le percentuali che lei cita hanno una qualche validità nel caso in cui un singolo paese faccia da ago della bilancia. Il suo ragionamento ignora completamente altri punti fondamentali: per qualunque argomento che stia più a cuore alla Catalogna che al resto della Spagna e dell’UE, la Catalogna ha più probabilità di influenzare le politiche europee facendo parte della Spagna che da sola. Ipotizziamo, tiro ad inventare, che una specifica normativa danneggi in maniera notevole quasi solo il porto di Barcellona. Io credo che sarebbe più facile per la politica catalana influenzare Madrid che Bruxelles, il che fa una notevole differenza perché il potere contrattuale e diplomatico di Madrid resta superiore a quella della sola Barcellona; inoltre Madrid avrebbe interesse a proteggere i lavoratori e le relative entrate fiscali se il porto di Barcellona continua a far parte della Spagna, altrimenti che gli interessa? Concnetrarsi in maniera così sterile su numeri e percentuali è l’atteggiamento tipico degli economisti che scambiano la matematica per la fisica, e gli esseri umani per dei protoni – peccato che gli esseri umani non obbediscano ai modelli degli economisti come i protoni obbediscono ai modelli dei fisici.
  3. Michele Lalla  
    L’argomento è coinvolgente, perché non siamo estranei a tale pericoloso fenomeno, e i sagaci commenti lo dimostrano. Mi fermo su un solo punto. L’autore dà per acquisito l’ingresso della Catalogna nell’UE. Se fosse cosí facile entrare, la Scozia starebbe già dentro; la Corsica si staccherebbe dalla Francia (lo vede possibile?), il Belgio si spaccherebbe in due (almeno, Vallonia e Fiandre?), eccetera. Da un lato, c’è una ragione politica di integrità nazionale che spinge a contrastare il fenomeno. Dall’altro lato, ci potrebbe essere la convenienza dell’asse franco-tedesco a polverizzare gli altri e spadroneggiare. Penso, tuttavia, che questa sarebbe una visione miope e ignorante la storia, perché le spinte secessionistiche stanno anche dentro di loro, solo che ora non affiorano a sufficienza. Che autorità avrebbe una UE regionalizzata? Una bella domanda, tra tante altre inquietanti e complesse.
  4. gregorio ignazi  
    Trovo l’analisi del Prof. Passarelli alquanto superficiale. Ad esempio non cita il problema di sostenere dei costi fissi da parte di un neo stato indipendente (burocrazia, esercito, infrastrutture, trasporti) ora tutte coperte dallo Stato centrale. Non si cita il problema di eventuali dazi che la Spagna potrebbe imporre alle merci catalane (se fuori UE) o (se dentro UE) ad un boicottaggio naturale da parte degli spagnoli (che sono i principali acquirenti di merci catalane). Né cita il problema del costo del debito catalano che molto probabilmente aumenterà in tale scenario. Pertanto, fuori o dentro la UE, non credo che a nessun nuovo stato piccolo e autonomo convenga un’indipendenza di questo tipo. Oltretutto questo spirito separatista credo contraddica quello europeista
  5. Henri Schmit  
    Ecco un estratto del lavoro del prof. Passarelli con Jason Barr citato nell’articolo pubblicato nel lontano 2006: Conventional wisdom holds that France and Germany, for example, are the big “players” in the EU arena. This is simply true from an a priori consideration due to their having the largest number of votes and consequently the largest Shapley-Shubik indices. But why is the same power not conventionally assigned to Italy and United Kingdom, who have the same weight in the Council? Saltando il lavoro econometrico degli autori, provo a dare una risposta intuitiva: l’UE è stata creata, sviluppata e continua a essere difesa da un patto preliminare fra F e D. Due giorni dopo le elezioni tedesche Macron parlando alla Sorbonne ha proposto alla D un nuovo trattato dell’Eliseo da firmare il 22 gennaio per rifondare l’UE. Qualche giorno dopo ha aggiunto (senz’altro dopo proteste diplomatiche) che anche l’Italia è un pilastro importante dell’UE (…). Chi è (per interesse, per convinzione, per tattica) allineato sulle scelte del binomio F-D sembra avere un peso maggiore nelle decisioni, chi rema contro, il contrario. Il fatto che, nonostante l’accordo UE per la ponderazione dei voti, le regole di decisione (a maggioranza appunto ponderata) danno più potere ai paesi membri piccoli, è per tutti gli stati membri una ragione in più per NON consentire né alla Catalogna né a nessun altra regione di uno stato membro di accedere all’UE come stato indipendente.
  6. Henri Schmit  
    In qualche misura l’UE bluffa, perché una Catalogna indipendente non potrebbe stare a lungo fuori. Non vedo l’alternativa CH, che non è una minaccia per l’UE ma semmai un rischio per la Catalogna. Però anche la Catalogna bluffa. Non ci sarà alcuna indipendenza da Madrid (a meno che la Spagna ridivenga una dittatura). Contrariamente a quello accaduto in UK con la Brexit, i Catalani capiranno presto che una vera secessione avrebbe più costi che benefici. La bolla presto si sgonfierà per ragioni di convenienza. Gli ingenui a Barcellona e i duri a Madrid ne usciranno male. Manca una teoria democratica delle autonomie e dell’autodeterminazione. Serve un potere superiore per fare rispettare eventuali regole. Sarà pensabile all’interno dell’UE, ma solo fra decenni, per il momento il potere vero è nelle mani degli stati nazionali, e prima di avere un ombrello superiore sicuro, faremo bene perfezionare la democrazia nello stato. I paesi vincitori saranno quelli efficienti, economicamente e democraticamente. Forse la Catalogna è attrezzata meglio della Spagna. L’Italia invece per ora è perdente su entrambi i registri.
    • Giuseppe G B Cattaneo  
      Infatti il problema nasce dalla crisi economica e dall’involuzione dell’autonomia catalana durante i governi del partito popolare. Adesso è diventata una questione di principio che mette in discussione l’Unione Europea, che come sempre si rivela incapace di mediare. Questo è il vero problema: a cosa serve questa Europa?
      • Henri Schmit  
        A che cosa serve l’Europa? L’UE serve AGLI STATI NAZIONALI per creare un grande mercato con benefici per tutti i cittadini e promuovere un certo numero di politiche comuni a vantaggio di tutti i cittadini. Non si occupa di tutto, e vige sempre il principio di sussidarietà. Se i singoli stati sono inefficienti (al loro interno o nella definizione delle politiche europee) i cittadini farebbero bene prendersela con i loro governanti, invece di biasimare Bruxelles dove detta legge il Consiglio dell’UE (ministri) sotto l’impulso del Consiglio europeo (capi di stato e di governo) (e in una certa misura insieme al PE). PS Con questo non ho detto che sono soddisfatto dell’UE.
  7. stefano fontana  
    Insomma, non è in alcun modo spiegato il motivo per cui il diniego della Ue all’ingresso della Catalogna sarebbe poco credibile. Vorrei proprio sapere sulla base di quale logica la Spagna voterebbe per la riammissione dei catalani.
  8. Filippo  
    Francamente questo articolo mi sembra condizionato da un’ideologia di sfondo. Tanto per dirne una: definire “impossibile trovare difetti” in un algoritmo che calcola il peso politico di un paese nell’UE in base ai meccanismi di voto è talmente ingenuo da sfiorare il grottesco (provate a dirlo alla Merkel che il peso della Germania nell’UE è quello calcolato dall’algoritmo). La verità a me pare che sia che l’autore favorisce il regionalismo per principio, dando per assunto che gli interessi dei catalani possano essere meglio difesi se non soggetti a mediazione, e poi “ridimostrando” l’assunto. Purtroppo questo modo di ragionare non solo indebolirebbe gli stati nazionali, di cui all’autore nulla interessa, ma la stessa UE, estenuata da processi decisionali sempre più ingestibili, con le regioni che pretendono di pesare come staterelli e paralizzare ancor più la già farraginosa Europa (v. la vicenda della Vallonia). Veramente questo livello di approssimazione sarebbe da lasciare ai quotidiani online.
  9. Giuseppe G B Cattaneo  
    Condivido totalmente l’analisi del professor Passarelli, con una precisazione. Le istituzioni statali stanno diventando un doppione delle istituzioni europee (o viceversa) e quindi sono percepite sempre di più come un costo al quale non corrisponde nessun servizio. Le regioni con una tradizione di indipendenza come la Catalogna, la Scozia, etc. sono quelle dove, anche in conseguenza della crisi economica, questa percezione è maggiore. Mi sembra evidente che il problema non sia la tendenza a trasferire le competenze statali alle macroregioni economiche, ma la mancata presa di coscienza dell’esistenza del problema. In parole povere o si fa l’Europa, e allora si deve dare spazio alle nazionalità regionali, riducendo il peso degli Stati, o si trova un modello federativo fondato sugli Stati nazionali nel quale l’Europa conti meno e costi meno.
    • gregorio ignazi  
      Non capisco quale ulteriore spazio si possa dare alle “nazionalità regionali”, almeno non nel caso Catalano. L’autonomia di cui gode la Catalogna non ha pari in Europa ed è pressochè totale (per lingua, competenze, polizia, economia) e ben poco si può aggiungere (salvo l’indipendenza). Invece di portare questo come esempio di regionalismo positivo, si vuole alimentare una nuova era di separatismi che l’Europa di oggi non solo non è pronta ad affrontare, ma che non può tollerare visto che non è mai stata pensata come una federazione di regioni.
  10. Savino  
    Il popolo ha il dovere di manifestare il malcontento col suo vero nome e non può nascondersi dietro patriottismi e campanilismi di facciata. I problemi sono quelli della crisi, della disoccupazione, della corruzione, della eccesiva burocrazia. Si abbia il coraggio di scendere in piazza per questo e si lasci perdere la geografia che, con tutto questo, non c’entra nulla.
  11. Michela Nardo  
    Gentile prof. Passarelli, che la Spagna non ostacoli il rientro della Catalunya è tutto da vedere. Le ricordo che la Spagna non ha mai riconosciuto l’indipendenza del Kossovo e che si è opposta fermamente al rientro della Scozia nell’Unione Europea. Che cosa possa arrivare a fare la Spagna è chiaro: sta mandando l’esercito. E questo non è sintomo di ragionevolezza né di acume politico. Nell’altro lato, a proteggere un sentimento anti-spagnolo profondamente radicato nella popolazione ma che non ha riscontro storico (la Catalunya non è mai stata una nazione, anzi: Contea del regno di Arago’ è stata la protagonista della creazione del regno di Spagna alla fine del 400) ci sono un miscuglio eterogeneo di forze politiche prevalentemente di impronta anti-capitalista, con poche idee e nessun progetto economico serio, molto interessate a legare la loro permanenza al potere alla bandiera rivoluzionaria, quindi interessate a spingere il governo di Rajoy a gesti estremi. Insomma tutti gli ingredienti per un pessimo finale.
  12. bob  
    ” Il motivo è che con la globalizzazione si guadagna l’accesso al mercato mondiale, quindi l’accesso a quello nazionale è relativamente meno importante” Passarelli questo che Alesina sostiene è pura utopia. Basta analizzare i blocchi geo-politici della globalizzazione stessa. USA, Cina, India, Brasile a fronte di simili giganti quello che Alesina sostiene circa “l’accesso ai mercati” a me viene da ridere. Il punto è solo uno: come creare un blocco europeo o Stati Uniti d’ Europa chiamiamoli come vogliamo per “gareggiare” sul mercato del mondo. La Catalogna come altre cosidette ” minoranze” non sono altro che “interessi privati localistici in atto pubblico” lo dice anche lo scarso risultato ottenuto dalla farsa del referendum. Stride di per sé il concetto di gareggiare con tutto il mondo facendo castelli con il fossato e coltivando il proprio orticello.
  13. giuli 44  
    Fermo restando che, viste anche le condizioni in cui si è svolto il referendum, la dichiarazione di indipendenza sarebbe effettuato con un voto minoritario (il 90% del 42% dei votanti), la secessione della Catalogna è VS la Spagna, non VS Europa. E se gli ottocenteschi stati nazionali avessero fatto il loro tempo? Se le varie regioni, anche transfrontaliere, (non le nostre nano regioni, ma finalmente le macro regioni) aderissero ad una Federazione Europea con veri poteri politici sulle materie comuni (difesa, fisco, politica estera, istruzione, ecc.) sul modello degli Stati Uniti D’America, con l’abolizione dei vari Stati “nazionali”? Non si allenterebbero buona parte di quelle tensioni anti europeiste che montano in molte persone e partiti?
    • Marcomassimo  
      Gli Stati Uniti sono un melting pot storico e naturale e si parla una sola lingua, l’inglese; l’europa è un mosaico di nazionalità millenarie, è una babele linguistica e, per di più, ha in sè differenze di reddito medio di 1 a 20 tra le aree economiche più estreme; per fare un paragone in Italia, che è gia nota come terra di contrasti, la differenza fra nord e sud è di 2 a 1; a 150 anni dalla unità. Anche ipotizzando una europa federale i problemi non si allevierebbero: uno stato federale comporta una moneta unica e delle forme di trasferimento più o meno cospicue da regione a regione; a meno che non si verifichi una crescita economica costante ed equilibrata sia fra ceti sociali che fra regioni, in una compagine eterogenea la tentazione di buttare le colpe dello stecchetto sociale sugli altri sono sempre spiccate; e se lo sono per regioni che sono ad un tiro di schioppo e in cui le differenze antropologiche sono solo sfumature, figuriamoci come lo possono essere quando una regione vede il sole a mezzanotte mentre l’altra ha un caldo africano. La tendenza alla disgragazione sarebbe sempre presente, assieme al rancore e alle susseguenti rivendicazioni per le differenti impostazioni economiche o per il valore della moneta o almeno, come succede da noi, per i trasferimenti da regione a regione che “impoveriscono” le regioni più ricche: comunque la rigiri il malessere sociale si incrocia con quello etnico generando miscele esplosive di “tutti contro tutti” generalizzato.
  14. Bruno Gibbardo  
    Mi sembra un argomento un po’ tecnicistico per sostenere le istanze di indipendenza catalane. In pratica si sostiene che organizzare un referendum, dichiarato illegale dalla Corte Costituzionale spagnola, in sfida aperta alle leggi spagnole, non riconosciuto da nessuna organizzazione internazionale, e quindi dichiarare l’indipendenza unilaterale, sarebbe una sagaccissima mossa (popolare) per aumentare il peso nelle istituzioni europee dall’1 al 2%. Violare le leggi spagnole (la Costituzione è anche dei Catalani) per cavillare sui regolamenti europei? Se così fosse i Catalani sarebbero proprio sprovveduti! Chi li scrive i regolamenti europei, i piccoli stati da 5-10 milioni di abitanti? Si fa qualcosa senza Francia e Germania? A me sembra che la Brexit, l’indipendenza catalana, la crisi belga, le istanze pseudosecessisioniste italiane… se tutte avessero successo lascerebbero uno scenario di mini-stati polverizzati e ininfluenti intorno al gigante franco-tedesco (un po’ come l’effetto che esercita Giove sulla fascia di asteroidi o Saturno sui suoi anelli). Questo scenario mi sembra già presente a est: ex Jugoslavia, ex Cecoslovacchia, ex Ucraina tra un po’… L’Europa così configurata non può essere un modello perché sarebbe l’Europa delle periferie e dunque delle disuguaglianze. D’altra parte stati fortemente unitari e centralisti come la Francia non favorirebbero mai processi di devolution interna, per bilanciare il potere verso gli stati più piccoli, perché non convien

NOTE, Aggiornamenti: ultimo ore 13:25 del 6 ottobbre 2017