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Draghi teme i salari bassi

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“Ancora non ci siamo”, dice il presidente della Bce Mario Draghi affrontando il nodo del livello dei salari “troppo bassi”. Le sue parole, pronunciate a Washington, spiegano che la Banca centrale europea si concentrerà sul mercato del lavoro prima di mettere mano ai tassi di interesse.

L’allarme di Draghi sui salari: “Fare di più, ancora non ci siamo”

L’Eurotower: la ripresa accelera ma restano rischi e debolezze

WASHINGTON – «Ancora non ci siamo». È perentorio Mario Draghi quando affronta il problema dei salari. I livelli retributivi non convincono il presidente della Banca centrale europea il quale conferma come Francoforte sia focalizzata nell’esaminare il mercato del lavoro. «Sui salari sono stati fatti dei progressi ma ancora non ci siamo», afferma il titolare di Eurotower, nel suo intervento a un convegno del Peterson Institute di Washington, durante il quale sottolinea che occorre fare di più per aumentarne il livello.

La riflessione di Draghi conferma come la ripresa economica, che la Bce da anni sostiene attraverso politiche monetarie accomodanti, non ha ancora trasmesso in maniera diffusa gli effetti virtuosi in termini di retribuzioni. Anche se sul piano occupazionale dei passi in avanti sono stati compiuti, come sottolinea lo stesso presidente della Bce difendendo a spada tratta le operazioni di «quantitative easing» (acquisto di titoli a reddito fisso sul mercato per immettere liquidità nel sistema) attuate dall’Istituto. «È vero che ci possono essere distorsioni, ma se si creano 7 milioni di posti di lavoro in 4 anni, i benefici sono talmente superiori che le distorsioni passano in secondo piano».

Draghi trova una sponda in Ben Bernanke, l’ex presidente della Federal Reserve architetto del Qe con cui le autorità monetarie degli Stati Uniti risposero alla devastante crisi finanziaria del 2007. «L’idea che Qe distorca i mercati finanziari, si sente abbastanza spesso. Ma non è chiaro cosa significhi», dice Bernanke intervenendo allo stesso convegno. Quello tra i due banchieri è affondo corale: «Questa cosa la tradurrei in 90 lingue, – rilancia Draghi – anche per chi in Europa non vuole leggere in inglese». E in merito alla politica accomodante rassicura i mercati: «I tassi resteranno bassi per un periodo prolungato di tempo, anche al di là del piano di acquisto di asset». Strettamente legata al problema dei livelli salariali è quello dell’inflazione a livelli ancora storicamente bassi, fattore di incertezze su cui però Draghi invita alla calma: «Dobbiamo essere pazienti, persistenti e prudenti».

Più possibilista è Christine Lagarde. Il direttore del Fmi, pur sostenendo che «nelle economie avanzate la politica monetaria dovrebbe restare accomodante data la bassa inflazione e le debolezze di molti Paesi», sottolinea, malgrado essa abbia incoraggiato l’emersione di alcuni rischi alla stabilità finanziaria.

Ed è proprio la stabilità finanziaria uno dei fattori di rischio per la crescita indicato nei rapporti pubblicati in occasione dei lavori annuali di Fmi e Banca mondiale. La ripresa «continua ma è incompleta. I rischi di breve termine sono bilanciati, mentre nel medio termine sono orientati al ribasso e includono tensioni finanziarie», dice Lagarde, sottolineando che nelle economie avanzate le spinte alla deflazione si stanno riducendo anche se l’inflazione resta sotto gli obiettivi.

Ci sono poi altri fattori di rischio, secondo il direttore, come le diseguaglianze e il rallentamento degli scambi commerciali a causa della creazione di barriere. Attenzione però ai rimedi: «Tassare i ricchi non è la strada migliore per ridurre le diseguaglianze – chiosa Lagarde – la strada migliore è quella di ridurre la disparità tra uomo e donna, sia in termini di accesso al mercato del lavoro, sia in termini di salari».

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vivicentro/Draghi teme i salari bassi
lastampa/L’allarme di Draghi sui salari: “Fare di più, ancora non ci siamo” FRANCESCO SEMPRINI – WASHINGTON

Sanità: il superticket potrebbe essere soppresso nella prossima legge di bilancio

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Introdotto per fare cassa (poca) nel 2011, il superticket* potrebbe essere soppresso nella prossima legge di bilancio. Oggi ha vari difetti. Disincentiva l’uso del Ssn. Se applicato, la sua entità è diversa tra regioni. Ed è percepito come una tassa, e non come una partecipazione alla spesa sanitaria.

Superticket, abolirlo fa bene alla salute

Il superticket* ha cambiato la natura di uno strumento pensato invece per responsabilizzare i cittadini sui costi del servizio sanitario. Per questo dovrebbe essere cancellato, ripensando nello stesso tempo l’intero sistema delle compartecipazioni.

La proposta di abolire il superticket

Con l’approvazione della Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza da parte del parlamento si sono aperti i giochi sulla manovra di bilancio. Molte le osservazioni critiche sulla mancanza di novità incoraggianti sul fronte della sanità. Ma la traiettoria della spesa disegnata nella Nota è a legislazione vigente, poco informativa quindi sulle reali intenzioni del governo di incidere sulle politiche per la salute.

Al di là degli ovvi strepiti per richiedere un aumento del finanziamento programmato (114 miliardi nel 2018, +1 sul 2017), un assaggio delle discussioni infinite che ci aspettano – e che non porteranno da nessuna parte – sul miliardo in più o in meno al Ssn, qualche suggerimento più preciso per il governo comincia ad arrivare. E non a caso perché si riprende uno dei temi del Patto per la salute 2014-2016 che – all’articolo 8 – prevedeva la revisione dell’intera disciplina che regola il ticket. È di Mdp la proposta di abolire il “superticket”, un balzello introdotto nel 2011 in somma fissa (10 euro) che ogni cittadino (non esente) deve pagare per poter ottenere una prestazione specialistica a carico della sanità pubblica.

Il governo dovrebbe cogliere la palla al balzo e fare giustizia di una stupidaggine del passato, introdotta in piena emergenza finanziaria con l’unico obiettivo di raccattare soldi (dopo che nel 2007 fu prima introdotto poi immediatamente cancellato).

Perché dovremmo abolire il “superticket”? Gli argomenti che circolano sono almeno due. C’è chi dice che sia un disincentivo per il servizio pubblico e una spinta verso il privato. E pare indubbio: se si aumenta il prezzo del servizio pubblico, aumentano le probabilità che il cittadino si rivolga al privato (o chieda il servizio in intramoenia) che in molti casi costa addirittura di meno. C’è chi sottolinea invece le differenze tra regioni nel recepimento del “superticket”, con alcune che hanno deciso di non fare nulla, altre che l’hanno applicato così com’è, altre che lo modulano in base al costo della prestazione o in base al reddito, generando disparità nell’accesso ai servizi tra territori (vedi le differenze nei valori pro-capite tra regioni nella tabella 1) e tra cittadini in ciascuna regione. Sugli aspetti distributivi sarebbe utile qualche analisi in più; anche perché il “superticket” è detraibile al 19 per cento con le spese sanitarie (un nonsense) e non tutti quelli che lo pagano poi fruiscono della detrazione.

La logica della responsabilità

Entrambi gli argomenti però mi pare non colgano il danno principale prodotto dal “superticket”, che ha cambiato la natura del ticket, facendolo percepire ai cittadini come l’ennesima imposta da pagare. Per un gettito relativamente misero: la stima più veritiera si aggira intorno ai 500-600 milioni di euro (inclusi negli 1,3 miliardi della specialistica) sui 3 miliardi complessivi delle compartecipazioni (tabella 1) e i 113 miliardi di spesa corrente.

Tabella 1 – Proventi per le compartecipazioni alla spesa

Proventi per le compartecipazioni alla spesa

Fonte: Rapporto 2017 sul coordinamento della finanza pubblica, Corte dei conti

La stortura è evidente soprattutto per le prestazioni a bassa complessità e basso costo: con il “superticket” il prezzo al pubblico è superiore al costo di produzione. Una follia nella logica della responsabilizzazione, cioè di far percepire ai cittadini che i servizi gratuiti per chi li consuma non sono a costo zero per chi li produce.

Qui sta il danno del “superticket”: non si può chiedere a un cittadino di coprire più del costo, sennò dalla compartecipazione si passa all’imposta. Abolire il “superticket” consentirebbe di tornare a dire ai cittadini che con il ticket stanno solo partecipando a coprire i costi di produzione di un servizio offerto dal pubblico in una logica di responsabilizzazione. Che il ticket serve, come mostra la letteratura empirica, a ricercare una maggiore appropriatezza della spesa; non a fare cassa.

L’abolizione del “superticket” non è una novità: regioni e governo hanno già cominciato nei mesi scorsi a discuterne, quindi non arrivano impreparati al confronto. Inutile dire che tutto il problema è come coprire i mancati introiti (a rigore, al netto delle spese fiscali).

Nelle discussioni della Conferenza stato-regioni qualcuno ha già pensato per esempio di sostituire il “superticket” con un ulteriore ticket sui codici verdi al pronto soccorso. È vero che il pronto soccorso viene usato male, ma in tema di appropriatezza ci sono altri indicatori più consolidati: per esempio, perché non un ticket sui cesarei per gravidanze normali? In ogni caso, così non si farebbe nessun passo avanti verso un miglioramento dell’intero sistema delle compartecipazioni: c’è un problema di esenzioni, soggette a pressioni lobbistiche e alla difficoltà di misurare reddito e patrimonio dei singoli; c’è un problema di comportamento dei medici, che prescrivono senza dover sopportare alcun costo per le proprie scelte. Purtroppo, come per le spese fiscali, il problema è politicamente spinoso: se ne discute da anni ma poi non se ne fa mai nulla, per gli ovvi aspetti redistributivi. E fra un po’ si vota.

*Cosa sono e come funzionano i superticket? 

Per superticket si intende il balzello introdotto nel 2011 che prevede il pagamento di 10 euro di ticket su ogni ricetta per le prestazioni di diagnostica e specialistica. Ogni regione può decidere se e come applicarlo e la sua introduzione ha scatenato forti polemiche da parte di alcune regioni che hanno scelto di adottarlo in modo differente. Alcune hanno deciso di modularlo in base al reddito o al tipo di servizio, mentre altre, come la Valle d’Aosta hanno preferito non adottarlo affatto.

Il superticket non si paga in Sardegna, Valle d’Aosta, nella provincia di Trento e Bolzano e in Basilicata. Viene invece applicato il superticket di 10 euro per ogni ricetta medica che abbia un valore superiore ai 10 euro nel Lazio, nel Friuli Venezia Giulia, in Liguria, Marche, Molise, Abruzzo, Puglia, Sicilia e Calabria. In Campania, Piemonte e Lombardia il superticket viene applicato in maniera progressiva all’aumentare del valore della ricetta mentre viene modulato in base al reddito in Veneto, Emilia Romagna, Umbria e Toscana.

vivicentro.it/salute e scienze
redazione vivicentro/adnkronos/lavoce.info
vivicentro/Sanità: il superticket potrebbe essere soppresso nella prossima legge di bilancio
lavoce.info/Superticket, abolirlo fa bene alla salute – Gilberto Turati

Una vita in prestito

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L’ex campione in disgrazia (falso Nicolae Negrila) abita a Roma, su una strada avvelenata dagli scarichi delle auto che assediano i Musei Vaticani. La maglietta gli strizza la pancia e dai sandali spuntano calzettoni orribili. Ogni volta che il semaforo diventa rosso, lui conquista il centro della carreggiata e si mette a palleggiare, incollando la sfera alla nuca e da lì facendosela scivolare lungo la schiena. Poi passa tra le auto per riscuotere l’obolo. A tutti racconta la sua incredibile storia di ex terzino destro del Craiova e gli si inumidiscono gli occhi mentre ricorda gli scudetti vinti in Romania e il gol con cui nel 1983 trascinò la squadra alle semifinali di Coppa Uefa.

Sulle figurine è Nicolae Negrila, ma si fa chiamare Negoro, il soprannome datogli dai tifosi. Lo imbarazza passare in rassegna le tappe del declino: i risparmi evaporati tra alcol e donne, e una malattia rara ai polmoni a cui è miracolosamente sopravvissuto, ma che lo ha ridotto in miseria. La sua parabola, da campione romeno a mendicante romano, finisce sul web e approda in patria, dove trova un lettore particolarmente interessato: Nicolae Negrila, quello vero. Che è sì malato, ma vive con una certa agiatezza a casa sua. Rintracciato al solito semaforo, il finto Negrila conferma di avere rubato all’originale tutta la biografia. O quasi. I soldi spesi in alcol e donne erano i suoi. In tanti anni di mestiere ho incrociato un vasto campionario di pazzi. Ma uno che, non riuscendo più a cambiare il presente, si cambia il passato e prende in prestito quello di un idolo della sua gioventù, fa tenerezza. E poi palleggia davvero bene.
 Massimo Gramellini / Una vita in prestito / corrieredellasera

Roma, City e Inter non influenzano le scelte di Sarri: gioca chi è più in forma

Due settimane di fuoco attendono il Napoli, sull’edizione odierna della Gazzetta dello Sport si legge:

“Ieri a Castel Volturno. Sarri ha dedicato grande attenzione ai movimenti difensivi dei suoi, chiedendo massima attenzione e accorgimenti diversi a seconda delle caratteristiche dei calciatori che Di Francesco schiererà tra centrocampo ed attacco. Il tecnico azzurro non si farà influenzare dal trittico di fuoco che attende il Napoli (Roma, City e Inter), le scelte di formazione verranno effettuate di volta in volta in base allo stato di forma dei singoli”.

De Magistris: “Mi auguro che l’astio tra romani e napoletani finisca al più presto, le partite devono essere un momento di gioia”

Luigi De Magistriis, sindaco di Napoli, è intervenuto a margine dell’assemblea dell’Anci a Vicenza:

“Roma-Napoli? E’ una partita importante che è attraversata dal ricordo del caro Ciro Esposito. Da tifoso del Napoli, da sindaco e da italiano mi auguro che possa finire quest’odio, quest’astio e questa insicurezza individuale e collettiva che accompagna troppo spesso le partite di calcio nel nostro Paese. Le partite devono essere un momento di gioia, lo stadio deve essere il luogo in cui andare con i propri figli e la propria famiglia senza timore alcuno. E’ brutto vedere che ci sono tifosi che non possono andare allo stadio”.

Eccellenza,Promozione e Prima Categoria: isolane con l’obbligo di vittoria!

A cura di Simone Vicidomini 

Dopo il turno di Coppa Italia disputato in settimana,ritorna il campionato. Le squadre isolane proveranno a cancellare le disfatte dello scorso weekend con la speranza di conquistare una vittoria. Il weekend del calcio isolano comincerà sabato pomeriggio alle 15:00 al “Don Luigi Di Iorio” (gara anticipata mezz’ora prima dall’orario federale) dove si disputerà la sesta giornata del campionato di Eccellenza girone A,che vedrà il Barano impegnato con il Monte Di Procida. Sempre alle 15:00 ma in Promozione sull’isola di Graziella, Il Procida ospiterà allo “Spinetti” il Real Poggiomarino. Domenica invece scenderanno in campo alle ore 11:00 altre tre squadre isolane: il Real Forio (Eccellenza) farà visita al San Giorgio allo stadio “Paudice”, il Mondo Sport (Promozione) sara di scena al “Comunale di San Pietro a Patierno” dove affronterà il San Pietro Napoli. In Prima Categoria invece il Lacco Ameno affronterà in trasferta la Barrese. A chiudere il weekend del calcio isolano è la Rinascita Ischia Isolaverde, che alle ore 15:30 giocherà al “Rispoli” contro il Maued Sport,gara valida per la seconda giornata di campionato.

Le ultime dai campi.

Qui Barano– Dopo la disfatta sconfitta subita in rimonta a Volla, i bianconeri giocheranno il terzo scontro diretto consecutivo. Fin’ora unica vittoria arrivata è quella con il Pimonte. La formazione di mister Monti in settimana ha salutato la Coppa Italia con un pareggio intero contro il Giugliano. Un match che nonostante siano scesi in campo la maggior parte delle seconde linee, ha dato conferma che il tecnico ha una rosa davvero molto ristretta,con poche alternative a disposizione. Lo stesso Mister Monti ha dichiarato che si dovrà arrivare almeno fino a dicembre cercando di stringere i denti. Proprio in questi giorni però si sta allenando l’esterno Gabriele Festa classe 94′. Il calciatore ha militato anche in categorie superiori dove in Serie D ha vestito la maglia del Pomigliano per ben quattro stagioni. In totale ha collezionato 108 presenze in vari campionati con 12 gol messi a segno. Per la gara interna con il Monte Di Procida,Monti avrà tutta la rosa a disposizione anche i vari Martucci fermato da un attacco febbrile in settimana, con Angelo Arcamone ,Kikko Arcamone e Monti jr (turno di riposo per loro). Per quanto riguarda gli ospiti allenati da mister Mazziotti sono reduci da due sconfitte consecutive sia in campionato che in Coppa contro il Savoia. Il tecnico potrà contare dal primo minuto su Raffaele D’Orsi difensore centrale classe 97′ arrivato in settimana dal Faviano. L’unico assente del match sarà Caputo a centrocampo.

Qui Forio– Dopo la bella qualificazione ottenuta agli ottavi di Coppa Italia in quel di Casoria con un pirotecnico pareggio 3-3, mister Flavio Leo dopo le cinque sconfitte consecutive in campionato,ha allontanato i fantasmi sul suo possibile esonero dalla panchina biancoverde. Nella gara di Coppa Italia nonostante la qualificazione centrata, ce da analizzare sempre il reparto difensivo che pecca ancora di qualche errore tecnico in fase di non possesso. Mister Leo però può contare su un Castagna davvero in grande forma che siglato una doppietta in Coppa e prenota così una maglia da titolare per la partita di domenica contro il San Giorgio. L’avversario dei biancoverdi arrivano anche loro da una sconfitta di misura (1-0) contro l’Afragolese. I biancoverdi dovranno cercare di strappare almeno un punto ai fini della classifica che dopo cinque giornata segna ancora 0 punti,nonostante il bel gioco e le buone prestazioni viste in campo. Più volte abbiamo detto che forse questa squadra dovrebbe giocare come unica punta proprio il giovane Castagna a supporto di due ali veloci come Sannino e Trofa,che sia l’occasione giusta di vedere questo tridente in campo anche in campionato ? L’unico assente della gara sarà Nicola Calise fermato dal giudice sportivo per 2 giornate.

Qui Procida- Dopo la decisione di ritirare la squadra dal campionato, dopo la gara persa col Neapolis per errori arbitrali davvero assurdi, era arrivato anche un comunicato dalla società biancorossa nel quale si leggeva di ritirare la squadra in virtù di questi torti arbitrali subiti in continuazione. Una decisione rientrata dopo la riunione di martedì pomeriggio. Il Procida quindi ritorna a giocare ed attendere la formazione biancorossa ci sarà il Real Poggiomarino,altra squadra ostica da affrontare. Gli ospiti sono ancora imbattuti e non hanno subito ancora una gol ma arrivano da due pareggi forse un po deludenti contro San Pietro e Puteolana 1909. Nella gara di domani saranno assenti per squalifica: Ciro Saurino e Russo, il primo fermato per tre giornate (stangata pensante per lui) ed il secondo invece salterà un turno. Stesso discorso anche sulla panchina del Procida, mister Iovine è stato squalificato fino al 19 ottobre. (decisione arrivata dal referto dell’arbitro dopo la partita contro la Neapolis) .

Qui Mondo Sport (Casamicciola)– I termali dopo sei giornate sono fermi ancora a 0 punti in classifica. In casa del Mondo Sport l’ambiente sembra essere anche sereno nonostante,la squadra si trovi all’ultimo posto,anche perchè lo stesso presidente Gerardo Mattera più volte ha dichiarato di aver costruito un progetto esclusivamente per i giovani. Infatti nella rosa attuale gli over quasi tutti hanno deciso di abbandonare il progetto. In panchina dopo le dimissioni di Gagliotti è stato scelta come traghettatore il giovane Roberto Lauro con la speranza di agguantare qualche punticino e restare aggrappato alle squadre in lotta per salvezza. Si dovrà cercare di arrivare a dicembre dove forse ci saranno nuove forze economiche (potrebbe entrar a far parte Giuseppe Di Meglio,ex dirigente della Nuova Ischia) e forse in panchina con Isidoro Di Meglio. Testa al campionato dove domenica mattina i termali saranno di scena sul campo del San Pietro (neopromossa) .

Prima Categoria ( Lacco Ameno)– La squadra di Thomas Dinolfo domenica mattina alle ore 11:00 farà visita alla Barrese presso lo stadio “Di Vittorio “di Barra. La gara verrà disputata a porte chiuse.

Rinascita Ischia Isolaverde- Dopo la prima vittoria ottenuta contro la Boys Pianurese,gli isolani mercoledì hanno disputato il secondo turno di Coppa Italia al “Mazzella” contro una Torrese che ha calato un poker (1-4) . I gialloblu vista la chiusura dell’impianto di Fondo Bosso per motivi di sicurezza,giocheranno al “Rispoli”, dove all’epoca della storica serie C1 era la casa dell’Ischia,quell’Ischia nata proprio dagli isolani. La formazione di mister Fontanella se la vedrà contro il Maued Sport con fischio d’inizio alle ore 15:30 .

 

Siracusa-Catania: il primo incontro nel 1924. Non chiamatelo derby!

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Siracusa- Catania: No derby day

 

Non chiamatelo derby tuonano chi di derby non sa nemmeno il significato della parola, eppure quello di sabato, 14 ottobre è un derby a tutti gli effetti. Leoni contro elefanti, il campo come una savana attenderà l’incontro fra i due giganti.

Le due società calcistiche si affrontano in campo quasi in tutte le stagioni tranne negli anni sessanta e duemila.

La prima volta che le due entità si affrontarono nell’area di gioco correva la stagione 1924/1925, quando entrambe le realtà avevano nomi differenti: la Tommaso Gargallo ( allenata da  Genesio Piolettie) la Juventus Catania terminando il match con un pareggio, 3-3.

Successivamente il Siracusa affrontò in Seconda Divisione ben due squadre catanesi la stessa Juventus Catania (7  giugno 1925 con la vittoria dei siracusani 3-0,  gara disputata al “Campo Coloniale” Arbitrata da Starvaggi di Messina) e l’ U.S. Catanese (14 giugno 1925,  con vittoria degli azzurri 2-1 disputata la “Campo Coloniale” arbitrata da Franzini).

Siracusa e Catania, ufficialmente si affrontarono in campo  aretuseo il 26 ottobre 1930, ancora una volta vinsero gli azzurri con 2-1, vittoria sancita dal primo calciatore che segnò il primo goal contro gli etnei, Alberto Macchi.

In  quell’anno gli azzurri cambiarono il nome della società in Società Sportiva Syracusae allenata da Róbert Winkler centrocampista e portiere ungherese. Militavano entrambe nella Prima Divisione del girone E, i Catanasi si piazzarono al sesto posto, gli aretusei al nono.

In quegli anni si registra il primo passaggio di giocatori e allenatori in entrambe le squadre infatti, l’allenatore del Catania, Malley, la stagione successiva passò al Siracusa e un giocatore del Siracusa passò nella squadra etnea.

Nella stagione 1949-1950 le due squadre si affrontano in Serie B: il 13 novembre del ’49 gli aretusei vincono con un punteggio di 3-1, nella gara di ritornano entrambe le squadre pareggiano,1-1.

Tra la fine degli anni ’40 e gli inizi degli anni ’50 entrambe le squadre fornirono al pubblico siciliano uno spettacolo calcistico unico per quel periodo. L’ultima volta insieme in serie B avvenne nel 1952/53 con la vittoria del Catania.

Dopo diverse stagioni il Catania volò in Serie A e il Siracusa in serie C, si dovrà attendere gli anni ’70 per vedere in campo nella stessa categoria entrambe le squadre.

L’ultima vittoria degli aretusei in terra etnea si ricorda per il clamoroso capovolgimento della partita da parte dei Siracusani. Correva l’anno 1991 gli etnei erano in vantaggio per 1-0, ma i Siracusani riuscirono a cambiare le sorti della 23ª giornata di campionato vincendo 1-4. In quegli anni la rivalità fra le due squadre seppur sentita, fu messa da parte e il pubblico catanese applaudì la vittoria aretusea.

L’ultima vittoria degli elefanti in casa azzurra si registra nel lontano 1992 vincendo 0-1, gli anni successivi vedono entrambe le società con difficoltà economiche,più difficoltà si registrarono per alla squadra aretusea.

Gli anni duemila sono anni in cui le due società non si incontrano fino alla scorsa stagione, 2016/2017, gli aretusei provenivano da annate d’oro visto la doppia promozione dall’Eccellenza alla Lega Pro, mentre il Catania dalla Serie A discese in Serie C.

Dopo il pareggio in Coppa Italia, a campionato iniziato gli aretusei vinsero con il goal che portò Scardina nella storia del Siracusa, mentre la vittoria fu netta per gli etnei nella gara di ritorno.

In totale le due squadre siciliani si sono scontrate in campo 53 volte di cui 8 in serie B. Il Catania contro gli aretusei hanno collezionato 22 vittorie e 62 goal, il Siracusa 14 vittorie e 59 goal e 17 pareggi.

Quello che succederà sabato 14 ottobre è difficile da pronosticare, entrambe le squadre puntano alla vittoria.

Sul campo la squadra Catanese sembra essere la favorita, ma i Siracusani sono famosi per essere la spina sul fianco di molte favorite. Una mancanza si sentirà fra gli spalti, il pubblico catanese non potrà assistere al match sarà quindi uno stadio coperto da un unico colore, l’ azzurro.

Marino risponde ad Allegri: “E’ la Juve ad essere l’anti-Napoli, non il contrario”

Marino risponde ad Allegri: “E’ la Juve ad essere l’anti-Napoli, non il contrario”

L’ex direttore generale del Napoli, Pierpaolo Marino, è intervenuto nel corso di piuenne, ecco un estratto delle sue dichiarazioni sulla corsa scudetto: “E’ la Juve ad essere l’anti-Napoli, non il contrario. Il Napoli è la squadra più forte del campionato, riesce ad unire gioco e risultati. Primo in classifica in tutto l’anno solare”.

FOTO ViViCentro – Il racconto in scatti del Maradona day!

FOTO ViViCentro – Il racconto in scatti del Maradona day!

Una serata all’insegna del collezionismo, all’insegna dell’amicizia e della passione per i colori azzurri. L’amore incondizionato per Diego Armando Maradona, è stato questo lo scopo della serata evento che si è tenuta ieri al Phoniex Club di Pozzuoli. Una cena-evento dove i più grandi collezionisti hanno mostrato più di 50 maglie del Pibe e tutti i loro cimeli. Organizzatore e ideatore dell’evento è Samuele Esposito (Samuelmania). Questi gli scatti di Giovanni Somma.

Sda: Pacchi (non) Per Tutti (Lo Piano, Saintred)

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Guai in vista per chi è in attesa di un pacco con il corriere Sda. I lavoratori hanno incrociato le braccia per via di dissidi interni relativi a uno stabilimento di Milano. Parliamo quindi di un vero “pacco” in tutti i sensi.

La conseguenza è facile da immaginare, sta nel mancato recapito di quanto atteso. I ritardi per la consegna dei pacchi si stanno facendo insormontabili, ci vorranno mesi sempre che la situazione migliori, per smaltire tutto l’arretrato.

L’agitazione non coinvolge solo il capoluogo lombardo perché ritardi e mancati arrivi a tempo indeterminato stanno coinvolgendo tutto il territorio italiano, incluse le grandi città Roma, Bologna, Napoli, Palermo, Torino, Bari, Genova.
A rendere la situazione più critica è che stiamo parlando proprio del corriere di proprietà di Poste Italiane, un “piccolo” dettaglio che porta ad un aumento spropositato di lettere, pacchi e pacchetti fermi negli hangar in attesa di consegna.
Fare un acquisto online, non dà adesso la garanzia della ricezione della merce in tempi stretti, almeno se il corriere è Sda.
Migliaia di cittadini lamentano che l’SDA offra scarsa qualita’ e funzionalita’ nei servizi, questo disservizio potrebbe essere attribuito al fatto contingente che i lavoratori del settore siano sottopagati e non tutelati dal punto di vista assistenziale.
Lo sciopero di centinaia di dipendenti dell’SDA per la consegna dei pacchi postali e’ in corso a singhiozzo da settimane, “inspiegabilmente” viene tenuto nascosto dalla Stampa Nazionale, come se fosse un segreto di Stato.
 
In Italia prima di ogni elezione, non vi devono essere nuvole all’orizzonte, il cielo deve restare sereno con temperature sempre gradevoli. In questo nostro Paese tutto deve essere ovattato, le tensioni sociali nel campo lavorativo vanno tenute nascoste, potrebbero far perdere voti.
 
L’Italia secondo le agenzie di stampa (collegate direttamente alle televisioni di Stato), sta vivendo un periodo di serenita’ dopo la decennale crisi, per i politici in carica, i posti di lavoro si contano a milioni, peccato che chi lo ha, viene sottopagato e messo nelle condizioni di scioperare.
 
Una volta esistevano i Sindacati dei lavoratori, oggi “purtroppo” non sempre fanno gli interessi dei loro iscritti, le confederazioni sindacali, sono pronte a fare bla, bla, bla, ma come molto spesso e’ accaduto in altre circostanze, sono accomodanti, in questo contesto si inseriscono a pieno titolo le Poste Italiane. 

Questo tira e molla fra i lavoratori del settore e le Poste Italiane, non si sa per quanto tempo durera’, la sola certezza e’ che migliaia di cittadini hanno gia’ pagato un servizio senza averne un riscontro.

lopiano-saintred

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Legge elettorale: Matteo Renzi ha segnato un punto dentro il Pd

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La legge elettorale ottiene il primo sì alla Camera con 375 voti favorevoli e 215 contrari: mancano 50 voti alla maggioranza ma i franchi tiratori hanno avuto un impatto minimo. Per questo Fabio Martini nella sua analisi osserva che “Matteo Renzi ha segnato un punto dentro il Pd”, riuscendo a garantire la tenuta della maggioranza.

Legge elettorale, scatta l’allarme rosso sulle liste.

RENZI TENTATO DALLA BLINDATURA  

A parole Matteo Renzi aveva continuato ad affettare indifferenza («La legge elettorale? Non ci vado pazzo…»), con la postura di chi vuol dimostrare all’opinione pubblica che i suoi pensieri sono ben altri: più concreti, più vicini ai problemi del popolo italiano. Ma la «grande soddisfazione» fatta trapelare, a conti fatti, dal leader del Pd racconta il compiacimento di chi ha cercato, voluto e alla fine ottenuto il voto positivo della Camera dei deputati. Matteo Renzi ha vinto la prima mano e quasi certamente vincerà, con l’aiuto consapevole e manifesto di Berlusconi, Salvini e Alfano, anche la seconda: quella del voto di palazzo Madama. A quel punto il Rosatellum bis sarà legge dello Stato. La quinta riforma elettorale in 25 anni. Ogni quinquennio, una legge. Un record mondiale, che carica il leader del partito di maggioranza relativa di un peso persino superiore alle sua quota di responsabilità per questo poco invidiabile score.

Renzi sa che al di là della consistenza della dissidenza nascosta nel voto (circoscritta ma non trascurabile), da giorni peones, notabili e leader di corrente del Pd tra di loro parlano di una sola cosa. Una specie di ossessione: nel comporre le future liste elettorali e nell’indicare i candidati nei collegi, Renzi farà l’assopigliatutto o seguirà un principio proporzionale, assegnando ai vari gruppi interni le loro quote, sia pure di minoranza?

A prima vista sembra una questione tutta interna al Pd. Sembra un enigma che riflette solamente l’ansia personalissima di tutti quei parlamentari destinati fatalmente a non ripetere la dorata vita dell’onorevole.

Ma nella selezione della pattuglia parlamentare si gioca una quota non banale della efficacia della nuova riforma elettorale. Su un punto dirimente: la rappresentatività del futuro Parlamento. Gli onorevoli prossimi venturi saranno un’immagine, sia pure un po’ opacizzata e deformata, dei propri elettori o finiranno per rappresentare uno specchio perfetto dei leader e delle loro “brame”? Se, come è possibile, la scrematura sarà fatta soltanto sulla base degli umori e delle preferenze dei capi, il prossimo Parlamento rischia di presentare poco invidiabili caratteristiche di uniformità e di conformismo.

Non è detto che vada a finire così. Per ora ci sono soltanto i presupposti. E la responsabilità maggiori, ma non esclusive, vanno al Pd. Perché è ancora oggi il partito di maggioranza relativa. E perché è l’unico partito nel quale esiste una vita democratica. Nei partiti della Prima Repubblica, che tanti errori fecero nell’approvvigionamento delle “risorse”, i congressi servivano a determinare i leader, ma anche le quote per le minoranze negli organismi dirigenti e delle rappresentanze parlamentari.

Da ieri sera nel Pd è scattato l’allarme rosso. Certo, nel Transatlantico di Montecitorio chi parlava di “pulizia etnica”, faceva scuotere la testa di Lorenzo Guerini, l’uomo che per conto di Renzi, tratterà la formazione delle liste: «E’ del tutto evidente che il segretario selezionerà personalità esterne, non inquadrabili in quote e ci mancherebbe altro. Per il resto sarà seguito un criterio equilibrato». In questi giorni il ministro Dario Franceschini, il personaggio che più teme l’operazione-assopigliattutto, confidava agli amici: «Temo che il risultato siciliano non sarà brillante e questo indurrà Matteo ad essere più ragionevole». Andrea Orlando, un altro che teme l’imprevedibilità di Renzi, confida un altro pensiero: «Siamo in una fase diversa, anche Matteo ne sta prendendo atto». Ma il vero tranello che tutti i notabili del Pd temono è un altro: che il segretario rassicuri tutti sulla rappresentatività delle liste e poi, in zona Cesarini, rivolti il tavolo. A quel punto sarebbe tardi per una scissione-bis, della quale in tanti ancora parlano.

 

vivicentro.it/editoriale
vivicentro/Legge elettorale: Matteo Renzi ha segnato un punto dentro il Pd
lastampa/Legge elettorale, scatta l’allarme rosso sulle liste. FABIO MARTINI

Napoli – tragedia in tangenziale. Muore motociclista

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Incidente mortale quello avvenuto nella mattina di ieri sulla Tangenziale di Napoli, tra Arco Felice e via Campana La vittima è un motociclista di 27 della provincia di Campobasso.

Il centauro era alla guida della sua Yamaha, quando ha perso il controllo dello sterzo, cadendo al suolo e, molto probabilmente, sbattendo la testa contro una barriera di limitazione delle corsie.

Automobilisti e motociclisti si sono subito fermati per prestare i primi soccorsi al centauro, visto il tremendo impatto. Poco dopo sono giunti anche i soccorsi del 118 che però hanno solo potuto constatare il decesso del giovane.

Fonte: Il Mattino

 

Basket – Givova Scafati all’assalto della Capitale: Virtus Roma prossimo avversario

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Così come all’esordio, è di nuovo in terra laziale che andrà di scena la seconda trasferta stagionale della Givova Scafati. I gialloblù, reduci da una bella e perentoria vittoria nell’ultimo turno contro la Pasta Cellino Cagliari, sono ora attesi dalla Virtus Roma, ancora all’asciutto di punti e di vittorie dopo i primi due turni del girone ovest del campionato di serie A2. Dinanzi al pubblico del PalaTiziano, domenica sera, alle ore 18:00, i capitolini proveranno a fare la voce grossa e ad aggiudicarsi i primi punti stagionali. Coach Fabio Corbani, alla sua seconda stagione in giallorosso, può contare su una rosa ampia e variegata, nella quale spiccano innanzitutto i due statunitensi Roberts (centro) e Thomas (ala piccola), che hanno attualmente una media punti rispettivamente di 16,5 e 13. Media realizzativa da doppia cifra anche per gli esperti italiani Chessa (playmaker) e Maresca (guardia), pari rispettivamente a 13 e 11,5 punti. A questi va aggiunta la solidità di Landi (ala grande), Baldasso (guardia) e Benetti (ala grande), che insieme a Basile (playmaker) e Vedovato (centro) completano un roster di ottima caratura per la categoria. I gialloblù, memori di quanto accaduto a Rieti nella prima giornata, cercheranno di affrontare la sfida con determinazione e agonismo da protrarre per tutto l’arco della sfida, senza cali di tensioni che potrebbero essere nuovamente pagati a caro prezzo. Dichiarazione dell’assistente allenatore Alessandro Marzullo: «Affrontiamo la Virtus Roma, che, nonostante le due sconfitte nei primi due turni di campionato, è una buona squadra, dotata di grande atletismo, soprattutto negli americani, e di grande talento ed esperienza negli italiani, come Chessa, Maresca e Landi. E’ una squadra che non merita la classifica che attualmente occupa. Ha perso le prime due gare in maniera rocambolesca, soprattutto la seconda a Reggio Calabria. Mi attendo quindi una squadra agguerrita e determinata a conquistare la prima vittoria stagionale dinanzi al proprio pubblico. Noi arriviamo a questo incontro dopo una buona partita. Ci siamo allenati bene e siamo pronti a disputare la stessa gara solida dell’esordio a Rieti, magari provando stavolta a completare l’opera, con maggiore precisione e cinismo negli ultimi minuti». Dichiarazione del centro Marco Ammannato: «Voglio innanzitutto ringraziare i tifosi per il sostegno che abbiamo ricevuto da loro nell’esordio casalingo, dopo i due punti buttati a Rieti. Ora ci attende la seconda trasferta stagionale contro la Virtus Roma, squadra che cerca sempre il contropiede e tira molto dalla lunga distanza, quindi dovremo essere bravi a contenerli. Stiamo bene, siamo reduci da una buona vittoria, frutto di una gara nella quale abbiamo continuato a difendere forte anche quando eravamo in vantaggio: è questo lo spirito che ci permetterà di arrivare lontano, se continueremo a farlo sempre. Vogliamo riprenderci i due punti lasciati a Rieti dopo un dominio di 38’, sappiamo le difficoltà della sfida, ma vogliamo andare ad imporci: Scafati non ha mai vinto a Roma nella sua storia e vogliamo sfatare questo tabù. Il fatto che i nostri prossimi avversari sono reduci da due sconfitte di fila non deve farci abbassare la guardia, dobbiamo restare in ritmo sia nella testa che nelle gambe, perché in questo campionato le squadre che giocano in casa godono di un grosso vantaggio, quindi dovremo restare concentrati per tutti e quaranta i minuti di gara» Arbitreranno l’incontro i signori Moretti Mauro di Marsciano (Pg), Radaelli Roberto di Rho (Mi) e Vita Marco di Ancona.
La partita sarà trasmessa in diretta video streaming dal sito internet della Lega Nazionale Pallacanestro (tramite il servizio in abbonamento prepagato “LNP TV Pass”). Inoltre, sarà possibile assistere alla visione della gara in differita su TV Oggi (tasto 71 del digitale terrestre) nei giorni di lunedì (ore 15:00) e, in replica, martedì (ore 21:00).

Comunicato Stampa

Ghoulam – rinnovo: è ancora mistero. Nel frattempo il Manchester City lo sta corteggiando

E’ ancora un mistero sul rinnovo di Faouzi Ghoulam. Non trapelano ancora informazioni su quanto sta avvenendo con l’algerino, riporta l’edizione odierna del quotidiano La Gazzetta dello Sport, ma potrebbero aprirsi a breve nuovi scenari. Sono da limare ancora dei dettagli legati alla clausola rescissoria, che dovrebbe essere di 40 milioni di euro per i top team e 27 per il resto delle squadre. L’ingaggio si aggirerebbe sui 2.2 milioni a stagione, mentre ancora non c’è l’accordo per quanto riguarda i bonus e le commissioni per il suo entourage. Alla finestra resta vigile il Manchester City di Pep Guardiola.

Napoli – Professionista ricattato dall’amante: 70 mila euro per tenere nascosta la loro storia

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Storia di tradimenti, estorsione e minacce quella avvenuta a Napoli, zona Vomero:protagonisti un professionista e la sua amante 49enne. Un giorno l’uomo scopre la presenza di quella che riteneva essere solo la sua amante su un sito di escort. Immediata la decisione di chiudere la storia.

Partono però le minacce della donna, che chiede denaro per non diffondere la loro relazione. Soldi ogni mese per non riferire alla famiglia dell’uomo ed a sedicenti conoscenze nella malavita locale quanto avvenuto tra loro.

Circa 1000 euro al mese, per un bottino totale che si aggira sui 70000 euro. L’uomo ha così deciso di denunciare la ex amante, bloccata dai Carabinieri mentre incassava l’ennesimo assegno. La donna è stata arrestata con l’accusa di estorsione.

Fonte: Il Mattino

A dicembre una mostra sulla storia del Napoli. Ecco dove si aprirà il museo

Con ogni probabilità nel mese di dicembre sarà organizzata una mostra dedicata a tutta la storia del Calcio Napoli, ripercorrendo tutto il glorioso cammino che gli Azzurri hanno fatto finora. Tanti campioni hanno vestito la maglia partenopea e saranno tutti ricordati con questa mostra. Il museo della storia azzurra sarà creato al Mann, museo archeologico nazionale di Napoli, a confermarlo è proprio il direttore della struttura Paolo Giulierini: “Una festa della città con la mostra dedicata alla Società Calcio Napoli. La organizzeremo con l’aiuto della tecnologia – ha affermato – e speriamo che sia d’auspicio per una cosa che non si puo’ dire ancora…”

Delrio: «La metro di Napoli sarà la più bella del mondo … In manovra sgravi fiscali per abbonati a mezzi pubblici»

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Il ministro dei Trasporti Graziano Delrio, nel corso di una tavola rotonda nell’ambito dell’Assemblea Anci a Vicenza, ha detto:

“Quando sarà finita la metropolitana di Napoli sarà la più bella del mondo, vedrete sarà una cosa da piangere e da visitare. E francamente non sono d’accordo con Enzo (Bianco, il sindaco Catania, ndr) quando dice che è la sua la più bella, mi dispiace ma non ha ragione”,

ed ha anche annunciato sgravi fiscali per gli abbonati ai mezzi pubblici.

«In manovra sgravi fiscali per abbonati a mezzi pubblici»

Sgravi fiscali per chi si abbona ai mezzi pubblici locali. A questo sta pensando il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, deciso a inserire l’agevolazione tra le misure della prossima legge di Bilancio. «Quest’anno torno all’attacco per rendere possibili le agevolazioni fiscali a favore degli abbonati ai trasporti pubblici», ha spiegato parlando a una tavola rotonda alla 34ma Assemblea dell’Anci riunita a Vicenza. E porta l’esempio della sua (numerosissima) famiglia, per la quale pagava «tantissimi soldi» per quattro abbonamenti, «e questo non è giusto, perché le persone che si abbonano fanno bene sia al territorio sia all’ambiente». Con poco più di 70 milioni all’anno – aggiunge facendo una stima dell’operazione – «possiamo dare un sostegno a più di 2 milioni di cittadini».

«Svolta epocale per Tpl, stanziate decine di miliardi di investimenti»
Oltre all’ipotesi sgravi fiscali, nel suo intervento davanti ai delegati dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani Delrio è tornato a parlare di investimenti per il trasporto locale. In particolare ha ricordato il finanziamento da 7,7 miliardi di euro già stanziati «per cambiare gli autobus», e rinnovare il parco mezzi «troppo vecchio». Nel conto del ministro rientrano poi altri 2,4 miliardi di euro per il rinnovo delle ferrovie regionali, una priorità che può contare anche sui 4 miliardi di euro messi a disposizione dal bando Fs. Nel complesso, un’operazione di rinnovo del parco mezzi circolanti che vale «7 miliardi di euro per la gomma e 7 per il ferro». Quanto al Piano metropolitane, Delrio ha ricordato che in tutto negli ultimi anni sono stati stanziati 10 miliardi di euro. In particolare, prima «sono stati assegnati 2,2 mld, poi altri 2 mld da Rfi, sono stati messi a disposizione altri 2 mld per aree immediatamente cantierabili, e si è arrivati a una quarta fase: piu’ di programmazione con altri 3,5 mld» e così, ha concluso Delrio, «arriviamo a quasi 10 mld per i sistemi metropolitani urbani».

Ecobonus, Galletti: nessun ridimensionamento ma estensione e revisione 
Delle misure in cantiere per la prossima manovra che sarà presentata entro lunedì dal Governo ha parlato anche il ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, altro ospite della kermesse Anci. Tra gli sgravi confermati dalla legge di Bilancio ci sarà l’ecobonus, ma completamente revisionato, «pur mantenendo l’impostazione generale, per renderlo piu’ compatibile con gli obiettivi ambientali». In vista, ha rassicurato Galletti, non c’è alcun «ridimensionamento» dello sgravio: «Anzi, l’eco bonus sarà esteso anche ad altri tipi di intervento, proprio perché riteniamo che quella agevolazione fiscale abbia funzionato molto bene». Secondo il ministro «l’eco bonus, che ha già qualche anno di vita e ha subito delle trasformazioni, va oggi riconcentrato verso quella che è la sua attitudine, il suo obiettivo principale, cioè quello di ottenere, con degli sconti fiscali, un miglioramento delle prestazioni ambientali».

Tap: «I lavori possono partire» 
Galletti ha fatto poi il punto sul Gasdotto Trans-Adriatico (meglio conosciuto con l’acronimo inglese di Tap, Trans-Adriatic Pipeline), i cui lavori «possono certamente partitre». Per il gasdotto che deve arrivare in Puglia «le autorizzazioni sono state tutte date, poi ci sono delle prescrizioni che di volta in volta vengono monitorare dal mio ministero», ha precisato il ministro, spiegando che la procedura autorizzativa è prevista «dalla nuova legge che abbiamo fatto sulla valutazione di impatto ambientale». Quindi, ha concluso Galletti, «per i prossimi anni, man mano che l’opera andrà avanti, ogni volta che la società che fa l’intervento si impatterà in una nostra prescrizione, noi dovremo monitorare che quella prescrizione venga rispettata» .

repubblica/ilsole24ore

VIDEO ViViCentro – Maradona Jr: “Allo scudetto ci credo, ma faremo i conti con la Juve. Diego? Questa è casa sua”

Le sue parole a Vivicentro

Una serata all’insegna del collezionismo, all’insegna dell’amicizia e della passione per i colori azzurri. L’amore incondizionato per Diego Armando Maradona, è stato questo lo scopo della serata evento che si è tenuta ieri al Phoniex Club di Pozzuoli. Una cena-evento dove i più grandi collezionisti hanno mostrato più di 50 maglie del Pibe e tutti i loro cimeli. Organizzatore e ideatore dell’evento è Samuele Esposito (Samuelmania). Ospite d’onore Diego Armando Maradona jr che noi di Vivicentro.it abbiamo intervistato.

dal nostro inviato, Ciro Novellino

Lettere – agguato nella notte. Freddato il pregiudicato Ciro Orazzo

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Serata di sangue a Lettere. E’ stato infatti ucciso in un vero e proprio raid Ciro Orazzo, detto “piscariello”, 54 anni, di Casola, noto pregiudicato con numerosi precedenti per droga. L’uomo è stato raggiunto da colpi di arma da fuoco mentre era alla guida della sua automoile a Lettere, in Via Provinciale. Due anni fa Orazzo era riuscito sfuggire ad un altro raid ed era stato scarcerato da pochi giorni.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della centrale di Castellammare di Stabia. Non si esclude nessuna pista ma sembra che quella più probabile possa portare ad un regolamento di conti nell’ambito del traffico degli stupefacenti. Proprio la zona di Casola e Lettere è nota come “Giamaica Italiana” per la forte presenza di piantagioni di stupefacenti.

Orazzo era considerato uno die principali “gestori” del narcotraffico della zona; prevedibile quindi che fosse diventato un bersaglio per molti malviventi del settore.

Fonte: Il Mattino

 

Vomero – la protesta di alcuni cittadini contro le sagre alimentari

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” Oramai – esordisce Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari – il quartiere Vomero, con i suoi 48mila residenti, su appena due chilometri quadrati di superficie, e con i quasi duemila esercizi commerciali a posto fisso, che, notoriamente, attraversano un lunga crisi, al punto che non passa giorno senza che non si annunci la chiusura di qualcuno di essi, con le istituzioni preposte che sinora non hanno mosso un dito per venire incontro ai commercianti in difficoltà, anche attraverso la riduzione dei numerosi balzelli ai quali sono soggetti, somiglia sempre di più a uno dei tanti paeselli della provincia partenopea, dove, pure per richiamare persone da altre zone limitrofe, tradizionalmente si organizzano sagre e fiere per promuovere prodotti locali “.

” In passato, – ricorda Capodanno – quando il Vomero, a parte alcuni casali, era una lunga distesa di giardini e di terre coltivate, coltivazioni tra le quali prevaleva il broccolo, una sagra di prodotti della terra avrebbe certamente avuto una ragione d’essere. Oggi certamente no “.

” Invece – afferma Capodanno – da quando sono stati chiusi alcuni tratti di strada in via Scarlatti e in via Luca Giordano, per i quali pomposamente si parla di aree pedonalizzate, benché non sia stato realizzato neppure uno stallo di parcheggio pubblico limitrofo, è sorta l’occasione, oltre che per autorizzare l’invasione di gazebo, ombrelloni, tavolini e sedie, costringendo i pedoni a fare lo slalom, anche per consentire tutta una serie di fiere e sagre di prodotti alimentari che, peraltro, nulla hanno a che fare con le caratteristiche del luogo. Tra le altre ricordiamo la fiera del cioccolato, quella dei prodotti siciliani e quella del pomodoro “.

” Tutte iniziative – puntualizza Capodanno -, che, tra l’altro, ledono non poco le attività commerciali a posto fisso della zona interessata, anche perché gli stand sono posizionati in maniera tale da oscurare le vetrine dei numerosi negozi presenti, dal momento che i pedoni devono passare al centro della carreggiata per vedere i prodotti esposti “.

” Sotto l’aspetto economico, poi – prosegue Capodanno – il danno è ancora maggiore, dal momento che i passanti, attratti dalla degustazione dei numerosi prodotti alimentari venduti dagli ambulanti, lasciano senza clientela i numerosi esercizi commerciali della zona, in particolare bar, pasticcerie, pub ma anche salumerie e fruttivendoli “.

” Un altro tema che viene posto all’attenzione – aggiunge Capodanno – riguarda le condizioni igienico sanitarie, trattandosi di prodotti alimentari, con la necessità di potenziare i controlli del caso ma anche con un incremento delle necessarie attività per garantire la pulizia dei tratti di strada interessati, attraverso un adeguato e costante servizio, pure, per la rimozione dei rifiuti solidi urbani. C’è poi da tener da conto il problema legato alla sicurezza per le difficoltà che potrebbero insorgere al passaggio dei mezzi di soccorso, ambulanze e vigili del fuoco in particolare “.

Capodanno chiede all’amministrazione comunale di vietare, con apposita ordinanza, l’organizzazione di tali tipi di manifestazioni al Vomero, segnatamente nei tratti di strada chiusi al traffico veicolare e destinati al transito pedonale di via Scarlatti e di via Luca Giordano.

Comunicato Stampa