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Rai – Giuntoli cerca un terzino: Aurier il nome nuovo, ritorno di fiamma per Vrsaljko

Rai – Giuntoli cerca un terzino: Aurier il nome nuovo, ritorno di fiamma per Vrsaljko

Il Napoli è alla ricerca di un esterno difensivo che dovrà sostituire Maggio nella rosa azzurra a fine stagione. Per l’anno prossimo si monitorano dei profili e il nome nuovo è Serge Aurier, terzino del PSG. Nella trasferta inglese di Manchester, Giuntoli ha visto i suoi agenti e ne ha parlato con loro. Inoltre ritorna anche il nome di Vrsaljko, col cui agente il direttore sportivo azzurro ha già riallacciato i contatti. Lo riferisce Ciro Venerato ai microfoni di Rai Sport.

Interesse per Andrè Silva. C’è stato un contatto tra Giuntoli e Jorge Mendes

L’ attaccante del Milan, Andrè Silva potrebbe essere un nuovo obiettivo del Napoli. A rivelarlo è il giornalista della Rai, Ciro Venerato, esperto di mercato, il quale ha svelato questo retroscena: “In una telefonata tra Giuntoli e Jorge Mendes per il rinnovo di Ghoulam, si è parlato anche di André Silva. Giuntoli lo ha seguito quando giocava col Portogallo in Ungheria e si è laureato vicecampione con l’Under 18. Viste le difficoltà del Milan, il Napoli ha fatto sapere a Mendes che è interessato. Il giocatore ha uno stipendio alla portata: 2 milioni”.

Inter, Spalletti: “Che vantaggio senza Insigne, ma il mostro da sconfiggere è il gioco di Sarri”

Inter, Spalletti: “Che vantaggio senza Insigne, ma il mostro da sconfiggere è il gioco di Sarri”

Luciano Spalletti, allenatore dell’Inter, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Premium Sport: “Non mi dà fastidio. Non si contano quelli fatti perché Candreva nel derby ha preso l’incrocio. Mi fa piacere essere visto come fortunato perché è la verità, ma ancora non abbiamo visto tutta la fortuna”.

Napoli-Inter sarà prima contro seconda. “Abbiamo iniziato a lavorare, vogliamo costruire un’opera permanente. Si comincia ma non si sa dov’è la fine”.

Il Napoli è favorito malgrado la Champions? “Il Napoli è favorito per quello che ha fatto vedere, nel modo di fare calcio, negli ultimi due anni. Arriva però un’Inter che vuole arrivare in alto e che ora non può tirarsi indietro. C’è dentro fino al collo e deve essere forte per competere con queste squadre qui”.

E se Insigne non dovesse farcela sarebbe un vantaggio? “Sì, Insigne è sicuramente un grande calciatore, per cui… Io e i miei collaboratori, per quello che abbiamo visto, quello che diventa l’insidia è il telaio della squadra, il gioco della squadra di Sarri. E’ questo il nemico più insidioso da sconfiggere, non un solo calciatore. Poi è chiaro che se ci fosse Insigne ci metterebbe del suo e sarebbe un’insidia maggiore”.

Sconcerti:” Inter di poco inferiore al Napoli. Ecco il mio giudizio sulla gara di stasera”

Il giornalista Mario Sconcerti nel suo editoriale per Il Corriere della Sera, parla del big match di stasera tra Napoli e Inter. Ecco quanto scrive: “È una partita più importante per l’Inter. Sarri corre da tanto tempo, nelle ultime 38 partite, un intero campionato, ha perso una volta sola e fatto 8 punti più della Juve. È evidente che il suo lavoro è compiuto. Quello dell’Inter deve ancora cominciare, non c’è stata una partita in cui abbia giocato davvero bene, una partita da difendere e prendere come primo mattone. Direi che la buona notizia è questa, che senza aver cominciato a giocare, l’Inter è dietro solo al Napoli, gli è anzi vicinissimo. Se pensiamo a tutti gli elogi giustamente caduti sul Napoli e all’insoddisfazione perenne dell’Inter, descritta come una squadra dell’allenatore e non dei giocatori, la sorpresa balza agli occhi. Troppa differenza di opinioni per due soli punti di distanza. La domanda è allora cosa c’è di vero nel non valore dell’Inter? Direi abbastanza, almeno nella complessità, nella difficoltà di trovare soluzioni definitive. Quelle che restano però hanno tutte un fascino, non sono casuali. La squadra ha una fisionomia massiccia, ha più suono che armonia, ma è un brutto avversario per tutti. Penso che Spalletti farà partire l’Inter alla pari col Napoli, non darà segni di aver paura, ma sa che per frenare i triangoli veloci di Sarri bisogna aspettarlo con la linea mediana più bassa. A quel punto tutto il Napoli si alzerà di una decina di metri e comincerà la partita dell’Inter. Mancasse Insigne sarebbe un grande vantaggio per Spalletti, il Napoli è forte dove l’Inter è più debole, sulle fasce. Fondamentale sarà il gioco fra Ghoulam e Candreva, penso che in quella zona toccherà un lavoro extra a Gagliardini. Ghoulam è uno dei più forti in Europa nel suo ruolo e porta con sé molti schemi del Napoli. Nell’Inter conterà la capacità di stare in partita di Borja Valero. Se andrà in orizzontale e basta, saranno problemi seri. In caso contrario, un grosso vantaggio per l’Inter. La mia impressione, è che il Napoli sia in un momento di piccola stanchezza, ma l’aria del San Paolo spesso cancella tutto. Una partita bella, molto italiana, che può inventare un avversario fisso per i migliori, cioè il Napoli. O cancellarlo”.

De Laurentiis deve rinunciare a Chiesa? Accordo pronto fino al 2022 con la Fiorentina

I dettagli dell’accordo

Chiesa è nei sogni (calcistici) di Aurelio De Laurentiis. Il presidente esecutivo della Viola, Mario Cognini, ha rilasciato alcune dichiarazioni a La Nazione: “Su Chiesa, l’idea della Fiorentina è chiara. Rispondo in maniera razionale, con la volontà che Chiesa ha dimostrato lo scorso gennaio rinnovando il suo contratto fino al 2021. È difficile pensare che possa cambiare opinione nel giro di pochi mesi. E la Fiorentina sicuramente non ha voglia di cambiare idea su Chiesa”. 

Inoltre, riferisce il quotidiano toscano, Federico Chiesa starebbe continuando a discutere con il club viola per il prolungamento ulteriore del suo contratto (attualmente fino al 2021), per arrivare a strappare un accordo fino al 2022 ad oltre un milione netto a stagione.

Da D’Alessio a Bonolis, tutti al San Paolo per Napoli-Inter

Da D’Alessio a Bonolis, tutti al San Paolo per Napoli-Inter

Tribuna Vip affollata questa sera allo stadio San Paolo per la sfida tra Napoli e Inter: fino a due giorni fa era segnalata la presenza di Gigi D’Alessio e Paolo Bonolis, quest’ultimo tifoso dell’Inter. La delegazione cinese (composta da cinque persone) in rappresentanza della proprieta’ Suning verra’ guidata da Javier Zanetti, vicepresidente del club. Non e’ stato possibile accontentare i tanti diplomatici al seguito dei vari ministri degli Interni, in questi giorni protagonisti del G7 a Ischia per lo scambio dei dati dattiloscopici e per incontrare i big del web. Lo riporta Il Mattino.

Spalletti tenta il bis al San Paolo: pronta una mossa speciale già adottata la scorsa stagione con la Roma

Luciano Spalletti proverà a ripetere quanto fatto nella scorsa stagione con la Roma al San Paolo. Come riporta l’edizione odierna di Tuttosport, il tecnico nerazzurro schiererà la difesa a ‘tre e… mezzo’. Adotterà, in breve, un 3-4-1-2 che diventa 4-4-1-1 in fase difensiva. Un cambiamento in corso d’opera reso possibile dalla duttilità di Danilo D’Ambrosio, con Ivan Perisic che dovrebbe sacrificarsi molto in fase difensiva.

Galante: “Mertens o Icardi? Avrei avuto più problemi a marcare il belga”

Le sue parole

Fabio Galante ha parlato a La Gazzetta dello Sport:

Ma oggi è possibile giocarsela, con questo Napoli?

«Hanno giocate ormai anche leggibili, il problema è a che velocità le fanno: prepararsi è relativo, pur con tutta la bravura di Martusciello nel curare la fase difensiva. C’è solo una strada: alta intensità e concentrazione per 95’, provare a non farli ragionare».

Da ex difensore: oggi è più dura affrontare Mertens o Icardi?

«Io avrei avuto più problemi con Mertens, che forse è più imprevedibile. Ma Icardi è più importante per l’Inter di quanto Mertens sia per il Napoli».

Dove si decide Napoli-Inter?

«Come, più che altro: credo con un episodio, una giocata individuale. Perché Sarri e Spalletti a livello tattico la prepareranno alla perfezione, non sbaglieranno una mossa».

Croce: “Sarri era molto integralista ad Empoli, voleva solo scarpette nere”

Il centrocampista della Cremonese, Daniele Croce, ha rilasciato un’intervista all’ edizione odierna del quotidiano Il Corriere dello Sport, parlando della sua esperienza con Maurizio Sarri ad Empoli. Di seguito vi proponiamo uno stralcio dell’ intervista:

Perché Sarri non è stato scoperto prima di Empoli?
«Perché il calcio è così, succede talvolta anche ai giocatori di arrivare in A in età avanzata. E comunque Sarri si è evoluto in questi anni, prima era più integralista, aveva delle fisse, per esempio nessuno doveva mettersi le scarpe bianche da gioco, ma solo quelle nere».

Faceva bene, che c’entrano le scarpe bianche su un campo di calcio? Comunque, cosa è successo dopo?
«E’ successo che il suo calcio ha cominciato ad avere dei risultati. Quando siamo arrivati a Empoli, aveva delle idee chiare e la squadra le ha recepite quasi subito».

Perché quasi subito?
«Perché all’inizio giocavamo col 4-2-3-1, il suo modulo di riferimento, e non andavamo bene. Poi un giorno, prima della trasferta decisiva a Lanciano, provò il 4-4-2 e il 4-3-1-2, era indeciso, parlò con noi giocatori, puntò sul rombo e cominciammo a volare. Aveva visto la squadra con l’occhio contento, come dice lui».

Cosa vedeva Sarri in Croce?
«Un giocatore adatto al suo calcio. Gli piacevo per la tecnica, ma soprattutto perché, sul piano tattico, mettevo in campo le sue idee. Eravamo in sintonia».

Empoli è la garanzia del bel gioco. Come lo spiega?
«Con l’ambiente che trasmette serenità, con le idee della società, con la programmazione. Oggi Sarri è il miglior allenatore della Serie A. Ha allargato gli orizzonti, conosce tutti i piccoli particolari degli avversari. Lo definirei un “allenatore totale”»

Insigne prova a stringere i denti: in caso di forfait pronte due soluzioni

Il dubbio legato alla presenza, o meno, di Lorenzo Insigne dal primo minuto verrà sciolto solo a poche ore dall’inizio del match. Se l’attaccante non dovesse farcela, come riporta La Repubblica (edizione Napoli), le opzioni sono due. La prima è Zielinski nel tridente offensivo, ruolo già ricoperto a Manchester e Sarri è sembrato abbastanza soddisfatto. La seconda è Adam Ounas che è stato schierato a sinistra durante gli ultimi allenamenti. Questa potrebbe rappresentare anche un’alternativa in corso d’opera.

FALCHERA (TO): Margherita, uno stupro senza colpevoli

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È nei garage di uno dei palazzi della Falchera che si consumano le violenze contro Margherita, violentata e filmata per mesi da minori di 14 anni: in zona tanti ne parlano ma nessuno denunciò la vicenda per molto tempo. I suoi aguzzini non saranno puniti perché troppo piccoli all’epoca dei fatti.

TORINO – È la legge, non c’è niente da fare. E Margherita dovrà per sempre portarsi quel peso sul cuore senza che nessuno – o quasi – paghi per il male che le ha fatto.

Non è questione di «malagiustizia» il finale della storia di Margherita, bambina, tredicenne, che quasi tre anni fa anni fa venne violentata per mesi e mesi in un garage del quartiere Falchera. Violentata e filmata. E ricattata in modo bieco da quei suoi quasi coetanei, bambini anche loro, ma pronti a tutto. «Se racconti qualcosa i filmati e le foto tue le facciamo vedere in giro. Le mettiamo anche su Facebook». E lei, per paura, ha taciuto. E subito.

«ESITO POSITIVO»

Era il 20 febbraio del 2015 quando la storia deflagrò nel quartiere e poi sui giornali. Manifestazioni in strada. Fiaccolate. Dichiarazioni di solidarietà infinita da parte di questo e di quello: «Le staremo accanto». Trentadue mesi dopo la giustizia minorile ha fatto il suo corso. Per cinque degli otto imputati – difesi dagli avvocati Wimer Perga, Tartaglino, Villanis e De Sensi – la vicenda va in archivio. Avevano meno di 14 anni, all’epoca. E pertanto non sono punibili. Per loro il tribunale dei minori ha disposto una serie di incontri al «Centro di mediazione penale». Cioè gli hanno spiegato che ciò che hanno fatto è illegale e ingiusto. «Esito positivo» hanno scritto sulle carte quelli che li hanno incontrati. Tutto finito e per loro il pm Antonella Barbera ha potuto soltanto chiederne l’archiviazione. Disposta dal gip Maria Grazia Devietti Goggia.

OTTO RAGAZZI DENUNCIATI  

Ma il gruppo di chi si approfittava di questa bambina era più grande. I carabinieri allora denunciarono otto ragazzi. Tre avevano quasi due anni in più della vittima, ma avevano comunque meno di 16 anni. E per loro è scattato il rinvio a giudizio. Il che non vuole dire che finiranno in carcere. Anzi. Senza lanciarsi in previsioni di fantagiustizia finiranno probabilmente alla «messa in prova», provvedimento che consente «l’estinzione penale». Ovvero la cancellazione del reato. È una procedura giudiziaria prevista dall’ordinamento. Non c’è scandalo. Se non nel fatto che Margherita, alla fine, è l’unica ad aver pagato il conto più salato di tutti. 

ANDARE LONTANO

«Vorrei fuggire da questo posto maledetto. Vorrei andare via con mia figlia e con la mia famiglia. Ma questa casa, in questo quartiere ce la siamo comprata e adesso abbiamo un mutuo da pagare e non possiamo fare altro che resistere» raccontava, trentadue mesi fa la mamma di Margherita. Lo diceva quasi piangendo, spiegando che quella sua povera figlia era stata costretta a cambiare a scuola. A cambiare vita, ma che quelli che si erano approfittati di lei erano ancora in giro. Liberi e forse anche felici. Lo spiegava sulle scale, in una mattina di pioggia, rientrando dal mercato carica di borse di plastica. Due anni dopo Margherita è diventata più grande. Se abbia superato il trauma di quei giorni, non si sa. Di lei, da queste parti, nessuno parla più. La vicenda di Margherita, la bambina a cui hanno rubato la fanciullezza è diventata una storia vecchia di cui nessuno parla più volentieri. «Dimenticateci» aveva detto quel giorno la mamma risalendo le scale. Già, è tutto dimenticato, tutto finito. Resta – tra le mura di una casa – il trauma di chi ha subito.

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Pienone al San Paolo, rafforzato il servizio d’ordine per il big match di questa sera

Questa sera al San Paolo è previsto il pienone. Con ogni probabilità sarà superato il record stagionale di presenze fatto con il Nizza e si supereranno la 50 mila unità. Secondo quanto riferisce l’ edizione odierna del quotidiano La Gazzetta dello Sport, ci sarà un servizio d’ ordine imponente, controllando i pullman provenienti dalla Lombardia già in prossimità dei caselli autostradali. I tifosi nerazzurri che andranno nel settore ospiti saranno circa 1100, ma sono previsti anche altri provenienti da ogni parte della Campania che saranno in mezzo ai tifosi del Napoli.

Sarri, tanta rabbia dopo la sconfitta di Manchester, ecco lo stato d’ animo del tecnico toscano

Il tecnico del Napoli, Maurizio Sarri, è sicuramente uno dei migliori tecnici d’ Europa e lo si è visto anche a Manchester. L’ edizione odierna del quotidiano la Gazzetta dello Sport, racconta gli stati d’ animo del tecnico toscano all’ Ethiad: “Rabbia. E’ quanto ha lasciato in Maurizio Sarri la sconfitta di Manchester. Rabbia, certo, perché il suo Napoli qualche buona occasione l’ha avuta, ma l’ha sprecata. Mai come la notte dell’Etihad lo si è visto così agitato. Ha vissuto il primo tempo a margine della linea di demarcazione dell’area a lui riservata, spesso è arrivato a stretto contatto con l’assistente dell’arbitro, tale è stata la tensione accumulata. C’è rimasto male per la sconfitta, aveva immaginato una serata di gloria, magari rimediando un risultato positivo al cospetto del più grande allenatore al mondo. Invece, anche lui s’è dovuto arrendere allo strapotere del Manchester City”.

Pubblico delle grandi occasioni stasera al San Paolo: previsto record di spettatori

Ci sarà il pubblico delle grandi occasioni questa sera al San Paolo, come riporta l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport:

“Circa cinquantamila spettatori stasera a Fuorigrotta: in bilico, dunque, sia il record stagionale di presenze (49.342 con il Nizza) sia il primato relativo a questo campionato (49.137 con il Benevento). L’appuntamento è importante e anche il servizio d’ordine sarà imponente: previsti punti di controllo già ai caselli autostradali e un servizio di scorta per i bus provenienti dalla Lombardia, con area di parcheggio situata ad Agnano”.

Insigne vuole giocare, il suo adduttore destro non ha dato problemi

Il calciatore del Napoli, Lorenzo Insigne vuole assolutamente giocare la gara di campionato contro l’Inter. Lo scugnizzo di Frattamaggiore è uscito nel corso del secondo tempo della sfida dell’ Ethiad Stadium, persa dagli uomini di Sarri per 2-1, a causa di una contrattura da affaticamento dell’ adduttore destro. Secondo quanto riporta l’edizione odierna del quotidiano La Gazzetta dello Sport, Insigne potrebbe essere rischiato e gettato nella mischia, perchè durante l’allenamento di rifinitura, svolto ieri presso il centro sportivo di Castel Volturno, non ha avuto fastidio. Nel caso di un forfait obbligato di Lorenzo, sono pronti Zielinski ed Ounas a giocarsi il posto da titolare.

Como, padre dà fuoco alla casa: muore insieme ai suoi 4 figli

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La follia e la tragedia. A Como un uomo di 49 anni ha appiccato il fuoco nell’abitazione in cui viveva con 4 bambini, di età compresa tra i 3 e i 12 anni, e poi si sarebbe ucciso. Per le ustioni e le intossicazioni riportate i quattro bambini (tre femmine e un maschio) non ce l’hanno fatta e sono morti in ospedale. Si è salvata la madre dei piccoli perchè al momento della tragedia era ricoverata in una struttura di Como per problemi psichiatrici.

UNA FAMIGLIA TRANQUILLA

L’uomo , da tempo senza lavoro, si era ritrovato ad occuparsi da solo dei figli. La moglie, che al momento della tragedia non era in casa, si trova da circa sei mesi ricoverata in una struttura per problemi psichici. Tutta la famiglia era seguita dai servizi sociali di Como a causa delle difficoltà non solo economiche. Abitavano in una casa gestita dalla Fondazione Giovan Battista Scalabrini e non pagavano l’affitto. “Ci pensava l’associazione a coprire le spese condominiali”, ha detto il proprietario dell’immobile. “Non li conoscevo bene, ma erano una famiglia tranquilla, come tanti altri qui a Como”.

LA TRAGEDIA

A lanciare l’allarme sono stati i vicini di casa, allarmati dal fumo proveniente dall’abitazione. Immediatamente cinque squadre dei vigili del fuoco, quattro ambulanze e tre volanti della polizia con i vigili urbani hanno raggiunto la palazzina. I corpicini dei piccoli erano intorno al loro papà, distesi sul letto. Tre di loro sono morti dopo numerosi e disperati tentativi di rianimarli negli ospedali di Como, Varese e Cantù dove sono stati portati. Il padre era già morto quando è stato  trovato  dai soccorritori. La più piccola è morta dopo oltre due ore di tentativi di rianimazione.

 

 

La Bolletta sulle partite della Serie A di Vivicentro

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Anche per questa giornata di Serie A, la nostra redazione ha deciso di mettere a disposizione dei proprio lettori la bolletta con i consigli e i pronostici sulle gare della A. Si ricorda di giocare con moderazione e che sono solamente pronostici dei nostri giornalisti. Buona fortuna!

SAMPDORIA- CROTONE: 1

NAPOLI- INTER: OVER 2.5

CHIEVO- VERONA: 1

MILAN- GENOA: GOAL

BENEVENTO- FIORENTINA: OVER 2.5

ATALANTA- BOLOGNA: 1

TORINO- ROMA: 2

SPAL- SASSUOLO: GOAL

UDINESE- JUVENTUS: GOAL

LAZIO- CAGLIARI: 1

 

QUOTA 180 VOLTE…. POSSIBILE VINCITA DA 5 EURO: 1200 EURO

Akragas- Juve Stabia, la presentazione del match di domani

Per il decimo turno del Girone C di Serie C, si affronteranno l’Akragas e la Juve Stabia. La gara si disputerà al De Simone di Siracusa e non all’Esseneto di Agrigento a causa dei lavori. Si scenderà in campo alle 14,30 per un match che, per le tifoserie, sarà una festa grazie all’amicizia tra le due tifoserie più la simpatia comune con  il Siracusa, società che ospita le due squadre domani nel proprio stadio. Sia i giganti che le vespe vogliono salvarsi, entrambe le squadre sono reduci da uno 0-0. I biancoazzurri hanno strappato un buon punto al Via Del Mare di Lecce, le vespe invece hanno pareggiato al Massimino di Catania contro la Sicula Leonzio. La rosa messa a disposizione di Raffaele Di Napoli è sicuramente giovane ma ha qualità spiccano le presenze di giocatori come Vono, Russo, Parigi e Salvemini. Ai quali vanno aggiunti gli ex Ioio, Mileto e Carrotta. I siciliani hanno nove punti in classifica, gli stessi dei gialloblu. Nelle ultime stagioni il bilancio è favore delle vespe: nella passata stagione 1-0 al Menti e 1-3 all’Esseneto, due stagioni fa 3-1 al Menti e 0-2 in terra sicula. Di Napoli rinuncia a Vicente per squalifica ma riabbraccia Bramati, tutti a disposizione per Caserta. Ecco le probabili formazioni:

AKRAGAS (3-5-2): Vono, Mileto, Danese, Russo, Longo, Sepe, Salvemini, Carrotta, Saitta, Parigi, Salvemini. All. Di Napoli

JUVE STABIA (4-3-3): Branduani, Nava, Morero, Redolfi, Crialese, Mastalli, Matute, Viola, Lisi, Paponi, Berardi. All. Caserta

Sicilia. Testa a testa tra destra e M5S centrosinistra 20 punti dietro.

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A poco più di due settimane dal voto del 5 novembre la partita nell’isola resta apertissima: Nello Musumeci è avanti di due punti rispetto al candidato Cinquestelle Giancarlo Cancelleri. Oltre il 70 per cento degli intervistati esprime un giudizio negativo su Crocetta. Gli ultimi giorni saranno decisivi Il Movimento pesca soprattutto tra i giovani

Regionali Sicilia, testa a testa centrodestra-M5S. La sinistra spaccata è molto indietro

Sondaggio Demos sul voto di novembre: Musumeci avanti di due punti. Fava insidia il pd Micari

Una partita a due: tra il candidato del centro-destra unito, Nello Musumeci, e Giancarlo Cancelleri, volto del M5s isolano. Così si presenta, in Sicilia, la corsa alla successione di Rosario Crocetta, che lascia alle proprie spalle sentimenti di profonda insoddisfazione. E una evidente domanda di cambiamento, che sembra penalizzare soprattutto il candidato del Pd e dei “centristi”, Fabrizio Micari, insidiato dall’esponente della sinistra Claudio Fava. È quanto emerge dal sondaggio realizzato da Demos, su un campione di 1000 elettori siciliani, a due settimane dalle regionali siciliane.

Se davvero, come si è detto negli ultimi mesi, il voto siciliano costituisce una anteprima (e una anticipazione) del voto nazionale, l’orizzonte, per il centro- sinistra, e per il Pd in particolare, è molto grigio. La conferma, anche su base regionale, di un assetto tripolare, combinata alla frattura apertasi tra il partito di Renzi e le forze alla sua sinistra, sembra mettere sostanzialmente fuorigioco il centro-sinistra. Per converso, il centro-destra, come già avvenuto in molti contesti, alle amministrative della scorsa primavera, sembra favorito dalla creazione di una coalizione che ha il suo candidato in pole position, con una stima del 35,5%.

Attorno al nome di Nello Musumeci è stato siglato l’accordo di Fratelli d’Italia e Noi con Salvini con Forza Italia. Il blocco di centro-destra torna così ad essere altamente competitivo in una regione nella quale, durante la Seconda Repubblica, ha ricoperto un ruolo quasi egemonico. E nella quale Berlusconi resta ancora, tutt’oggi, il più apprezzato, tra i leader dei principali partiti (38%). Musumeci ottiene naturalmente consensi molto elevati fra gli intervistati di destra e di centrodestra, soprattutto nella parte orientale dell’isola.

La distanza rispetto al M5s è, però, molto ridotta, al punto da rendere del tutto aperta, ad oggi, la corsa verso Palazzo d’Orléans. Cancelleri riesce ad avere molti più consensi di Musumeci soprattutto fra le generazioni più giovani e fra gli elettori che si collocano fra la sinistra e il centrosinistra. Del resto, oltre lo Stretto, attraversato a nuoto da Grillo alla vigilia delle Regionali 2012, il M5s ha costruito una sua roccaforte: alle politiche nell’anno successivo, proprio in Sicilia aveva ottenuto la percentuale più elevata (33%). Nella regione si collocano, d’altra parte, molti municipi a 5 stelle (da Bagheria a Ragusa, da Porto Empedocle ad Augusta). Dopo la parziale flessione delle Europee, Cancelleri sembra poter così riportare il M5s sui livelli del 2013: le stime di Demos lo collocano al 33.2, a due soli punti da Musumeci.

Molto staccato, con il 15,7%, troviamo Fabrizio Micari. La candidatura del rettore di Palermo, sostenuta dal Pd e dall’intesa (anche in prospettiva nazionale) con Alfano, sembra scontare almeno tre problemi. In primo luogo, l’eredità dell’amministrazione uscente, sulla quale pesa il giudizio negativo di molti elettori siciliani (78%). In secondo luogo, la limitata notorietà dell’aspirante governatore, che oltre un terzo degli intervistati ammette di non conoscere.

Infine, la presenza di una candidatura forte alla sua sinistra. Claudio Fava ha saputo riunire sotto un’unica lista (Centopassi) la complessa galassia delle formazioni di sinistra. La notorietà di cui dispone, consente peraltro a Fava di andare “oltre” il perimetro delle forze che lo sostengono. E proprio ai danni di Micari: circa uno su cinque, tra i potenziali elettori (siciliani) del Pd alle elezioni politiche, indica Fava come proprio governatore. La distanza tra i candidati delle “due sinistre” è così di appena un paio di punti, tali da non escludere un sorpasso che avrebbe del clamoroso.

L’ultimo scorcio di campagna elettorale potrebbe naturalmente spostare, in modo significativo, gli equilibri registrati dai sondaggi. Se confermati, essi creerebbero tuttavia non pochi problemi al Pd, e a Renzi, nel percorso che porta alle politiche 2018. Mentre un successo rilancerebbe le quotazioni del centro-destra e del M5s – e in particolare del vincitore – in chiave nazionale. Con una ulteriore, pesante incognita, per tutti i contendenti: la possibilità di una assemblea “ingovernabile”, priva di una maggioranza operativa.

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vvicentro/Le elezioni in Sicilia. Testa a testa tra destra e M5S centrosinistra 20 punti dietro. Fava insidia il pd Micari
repubblica/Regionali Sicilia, testa a testa centrodestra-M5S. La sinistra spaccata è molto indietro/Roberto Biorcio e Fabio Bordignon

Foggia, esplode una fabbrica di fuochi d’artificio

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Una esplosione si è verificata nella fabbrica di fuochi d’artificio “Piro Daunia”, tra i territori di San Severo e San Paolo di Civitate, nel Foggiano. Carabinieri e vigili del fuoco stanno cercando di fare luce sulle cause dello scoppio mentre si sta lavorando tra le macerie per capire se ci siano feriti o vittime.