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Reality: MasterMensa

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I reality televisivi generano mostri. L’ultimo indizio arriva da Bologna, dove il responsabile delle cucine del Policlinico lamenta di non riuscire a trovare un solo studente delle scuole alberghiere disposto a lavorare con lui. Nessun aspirante cuoco smania dalla voglia di mescolare il semolino e impiattare la frutta cotta. Tutti pretendono di fare pratica nei ristoranti stellati, anche se lì poi si ritrovano confinati a pelare le stesse patate che nella mensa dell’ospedale potrebbero almeno trasformare in purea. Intendiamoci, il reality alla MasterChef rimane un genere benemerito che ha rivalutato mestieri ingiustamente sottratti alla considerazione sociale. Grazie alla tv, il cuoco e il pasticciere sono assurti al rango di guru che negli anni Ottanta era una prerogativa dei sarti. Ormai le mamme si vantano più di un figlio laureato in cucina che di uno laureato in medicina. Perciò mi auguro che i reality vengano estesi a tutte le occupazioni manuali e anche ad alcune professioni intellettuali circondate ultimamente da un certo scetticismo: il banchiere e il politico, per esempio. Eppure vorrei unire la mia flebile voce a quella del capo-cuoco del Policlinico. Occhio, ragazzi, perché per sfondare nella vita non serve fare meglio degli altri quello che vorrebbero fare tutti, ma fare meglio che si può quello che non ha ancora saputo fare nessuno. Il prossimo Cracco non uscirà dalle cucine di Cracco, ma dalla prima mensa ospedaliera che si inventerà un semolino decente.

 Massimo Gramellini/MasterMensa/corrieredellasera

Curva Sud, un maxischermo per Akragas-Juve Stabia: ecco dove

Curva Sud, un maxischermo per Akragas-Juve Stabia: ecco dove

Questo pomeriggio la Juve Stabia sarà impegnata nella sfida con l’Akragas, in campo neutro allo stadio “Nicola De Simone “ di Siracusa, in virtù dell’ indisponibilità dello stadio “ Esseneto “ di Agrigento. La Curva Sud di Castellammare ha comunicato tramite la propria fan page di Facebook, di aver allestito un maxi schermo nella zona antistante ai botteghini dello stadio “Romeo Menti”. Ecco il post fatto dalla curva sud: “Oggi in occasione del match Akragas – Juve Stabia La Curva Sud allestirà un maxischermo nella zona botteghini, vi aspettiamo. Sosteniamo la JS!”

Alvino: “Insigne ha svolto l’allenamento completo, stasera sarà in campo”

Carlo Alvino, giornalista di TvLuna, ha riportato importanti aggiornamenti sulle condizioni di Lorenzo Insigne tramite il proprio profilo Twitter:

“Ottime notizie da Castelvolturno. Allenamento completo per Insigne giocatore recuperato. Sarà in campo”.

STUPRO: Margherita, non ci pensare più. La legge dice che è tutto finito

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«Se racconti qualcosa i filmati e le foto tue le facciamo vedere in giro. Le mettiamo anche su Facebook»

Avevano tutti meno di 14 anni, come Margherita al momento dello stupro, e nessuno è colpevole (È la legge, non c’è niente da fare): forse lei è colpevole per avere taciuto? Rimane la cancellazione del reato, per tutti. Eppure tutti sapevano, tranne la mamma e il papà: «Una sera tornavo a casa da lavorare. Appena entro nel palazzo guardo verso la buca delle lettere. Vedo che dentro c’è un foglio e allora ho aperto per controllare. E c’erano quelle robe lì, quelle fotografie. Con la mia bambina e gli altri ragazzi…”

Dalla Stampa: “Quasi tre anni fa venne violentata per mesi e mesi in un garage del quartiere Falchera a Torino. Violentata e filmata. E ricattata in modo bieco da quei suoi quasi coetanei, bambini anche loro, ma pronti a tutto.

Era il 20 febbraio del 2015 quando la storia deflagrò nel quartiere e poi sui giornali. Manifestazioni in strada. Fiaccolate. Dichiarazioni di solidarietà infinita da parte di questo e di quello: «Le staremo accanto». Trentadue mesi dopo la giustizia minorile ha fatto il suo corso.

Per cinque degli otto imputati – difesi dagli avvocati Wimer Perga, Tartaglino, Villanis e De Sensi – la vicenda va in archivio. Avevano meno di 14 anni, all’epoca. E pertanto non sono punibili. Per loro il tribunale dei minori ha disposto una serie di incontri al «Centro di mediazione penale». Cioè gli hanno spiegato che ciò che hanno fatto è illegale e ingiusto. «Esito positivo» hanno scritto sulle carte quelli che li hanno incontrati. Tutto finito e per loro il pm Antonella Barbera ha potuto soltanto chiederne l’archiviazione. Disposta dal gip Maria Grazia Devietti Goggia. 

Ma il gruppo di chi si approfittava di questa bambina era più grande. I carabinieri allora denunciarono otto ragazzi. Tre avevano quasi due anni in più della vittima, ma avevano comunque meno di 16 anni. E per loro è scattato il rinvio a giudizio. Il che non vuole dire che finiranno in carcere. Anzi. Senza lanciarsi in previsioni di fantagiustizia finiranno probabilmente alla «messa in prova», provvedimento che consente «l’estinzione penale». Ovvero la cancellazione del reato. È una procedura giudiziaria prevista dall’ordinamento. Non c’è scandalo. Se non nel fatto che Margherita, alla fine, è l’unica ad aver pagato il conto più salato di tutti. “Spero che Margherita trovi amiche vere un amore vero relazioni vere e il coraggio di parlare sempre, fosse anche di sé e di sorridere alla vita .Altrimenti cosa potremmo dire a Margherita e alla sua famiglia, che è tutto finito?

Una canzone non recentissima racconta :

Margherita amica mia
E di chi ha paura di spiccare il volo
è soltanto un’illusione
Affacciata ad un balcone
Che diventa donna sotto questo cielo
Margherita.

Doriana Goracci

Napoli, espulso un pachistano di 27 anni residente nella città partenopea per possibile terrorismo

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Un uomo pachistano di 27 anni è stato fermato a Napoli con l’accusa di terrorismo, ed è stato immediatamente espulso dall’ Italia. Il ministro dell’ Interno, Marco Minniti ha emesso un provvedimento di espulsione e tramite un volo l’uomo è rientrato nella capitale del Pakistan, Islamabad. I motivi di questa espulsione sono legati al terrorismo. Negli ultimi mesi erano state fatte alcune indagini investigative internazionali, perchè ritenuto membro di una rete di suoi connazionali impegnata in attività di monitoraggio e ricognitive finalizzate a possibili azioni terroristiche nel nostro Paese.

Il ciclista Sarri: quella voltà che si schiantò contro un cartello e finì all’ospedale

Maurizio Sarri si gioca, questa sera, la possibilità di blindare ulteriormente il primato in Serie A con il suo Napoli. Il tecnico toscano, dopo aver militato per svariati anni nelle categorie minori, sta vivendo, da un paio di anni a questa parte, la sua definitiva consacrazione nel mondo del calcio. Eppure Maurizio avrebbe potuto seguire le orme del padre e virare su un altro sport: il ciclismo.
Su calciomercato.com si legge di un curioso episodio: da ragazzo l’attuale allenatore azzurro è finito all’ospedale dopo essersi schiantato contro un cartello stradale. Sarà forse stato questo il motivo a spingerlo a non emulare il papà e a virare sulla carriera di allenatore? Sarri non ha mai nascosto la sua passione per il ciclismo e le sue prestazioni sulle due ruote erano buone. Ma il sogno di diventare allenatore, coltivato fin dall’età di quattro anni, alla fine ha prevalso su tutto.

Il 21 ottobre 1866 avvenne l’annessione del Veneto all’Italia. Votazioni truffa o realtà?

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Domenica 21 ottobre il 1866 avvenne il plebiscito di annessione del Veneto e della Provincia di Mantova al Regno d’Italia dei Savoia. Ma facciamo un passo indietro. Nell’ aprile del medesimo anno, il Regno d’Italia strinse un’alleanza con la Prussia allo scopo di annettere ai propri territori Venezia e Trento, contro l’ Impero Austriaco. A seguito della terza guerra d’indipendenza italiana, Venezia e Trento il 19 ottobre 1866 furono ceduti all’Italia in una stanza dell’hotel Europa sul Canal Grande . I veneti e i mantovani furono chiamati al voto per quello stesso fine settimana attraverso un manifesto apparso nei pressi del comune di Mantova che così recitava:

« La popolazione di questa Città come delle altre del Veneto, viene invitata ad esprimere la sua volontà di riunirsi al REGNO D’ITALIA mediante PLEBISCITO, e perché ciò possa compiersi senza indugi, è intenzione del Governo del RE che si ponga mano subito alle relative disposizioni.

La votazione seguirà nei giorni 21 e 22 corrente in ore da destinarsi. La Città di Mantova sarà divisa in sei Sezioni in ciascuna delle quali funzioneranno cinque Probi Viri per la legalità dell’atto.

Saranno ammessi a dare il loro voto tutti i Cittadini che hanno compiuti gli anni 21, che sono domiciliati da sei mesi nel Comune e, meno le donne, non è escluso che chi subì condanna per crimine, furto o truffa. I Cittadini che hanno fatto parte dell’Esercito Nazionale o dei Volontarii durante la campagna per l’indipendenza Nazionale saranno ammessi al voto anche se non abbiano compiuti gli anni 21.

La votazione seguirà secondo la formula qui sotto esposta. I bollettini stampati in questo senso si distribuiranno in località che saranno indicate con altro avviso. I Cittadini esprimeranno la loro volontà di aggregarsi al Regno d’Italia portando all’urna che si troverà nella località pure da destinarsi o il bollettino stampato od altro anche manoscritto che valga alla manifestazione della volontà.

CITTADINI

Accorrete festosi al compimento di un atto che nel mentre assicura un èra da tanto sospirata addimostrerà anche novellamente che fra noi non esiste che un unico voto una sola aspirazione, l’unione nostra alla grande famiglia Italiana sotto l’egida del Magnanimo Re VITTORIO EMANUELE.

FORMULA

«Dichiariamo la nostra unione al Regno d’Italia sotto il Governo Monarchico costituzionale del Re Vittorio Emanuele II e de’ suoi successori» »

Ci fu un plebiscito totale il 99,9% di persone votarono il sì, furono soltanto 69 le schede contrarie. Ma tutto questo è truffa o realtà? Secondo lo scrittore storico Beggiato, tutto questo non può essere considerato veritiero, per due motivi, il primo è di carattere storico-culturale: i veneti storicamente hanno sempre cercato di essere un popolo indipendente dallo stato sovrano, il secondo è quello delle percentuali sballate. Ma ovviamente non sono da escludere le tante parate svolte a Venezia e nel resto del Veneto con il tricolore italiano.

Napoli-Inter, le probabili formazioni: Insigne ci prova, zero sorprese per Spalletti

Sfida ai piani alti della classifica in Serie A: al San Paolo si affrontano Napoli e Inter, prima contro seconda.
Il Napoli torna subito in campo dopo il ko rimediato in Champions League sul campo del Manchester City in quello che potrebbe essere uno snodo fondamentale nella corsa scudetto. Vincere contro una diretta darebbe ulteriore consapevolezza agli uomini di Sarri ma è chiaro che la strada da percorrere è ancora lunghissima.
Al San Paolo arriva un Inter ancora imbattuta in campionato e reduce da tre vittorie consecutive, ultima quella di domenica scorsa nel derby. Spalletti può sfruttare un vantaggio di non poco conto: l’assenza delle coppe durante la settimana. La scorsa stagione il Napoli si impose con un netto 3-0, proverà a ripetersi anche quest’anno per portare a nove la striscia di vittorie consecutive.

LE ULTIME SUL NAPOLI – L’unico dubbio di Sarri è legato alle condizioni di Lorenzo Insigne uscito con un affaticamento muscolare dal match di Champions. Il ventiquattro proverà ad esserci ma Sarri non vuole correre rischi eccessivi, in caso di forfait pronto Zielinski. Rispetto alla gara in Champions rientrano Allan e Jorginho in mezzo al campo. In difesa conferme per Hysaj, Albiol, Koulibaly e Ghoulam.

LE ULTIME SULL’INTER – Pochi dubbi per Spalletti che dovrebbe riproporre la stessa formazione adottata contro il Milan. Il tecnico deve fare i conti con le assenze di Brozovic e Joao Mario, ecco perché sulla trequarti agirà ancora Borja Valero. In difesa ancora spazio a Nagatomo sull’out di sinistra. Perisic e Candreva esterni offensivi, al centro dell’attacco Icardi.

NAPOLI (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Mertens, Insigne.

INTER (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Miranda, Nagatomo; Gagliardini, Vecino; Candreva, Borja Valero, Perisic; Icardi.

A cura di Antonino Gargiulo

Salute, la black list dei cibi più pericolosi stilata da Coldiretti

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Tutti i prodotti inseriti nella Black List, sulla base delle rilevazioni dell’ultimo rapporto del  Sistema di allerta rapido europeo (RASFF)provengono dall’estero: in primis dalla Turchia che ha ricevuto il maggior numero di notifiche per prodotti non conformi (276), seguita dalla Cina (256) e dall’India (194), dagli Stati Uniti (176) e dalla Spagna (171). Tutti paesi con cui l’Italia commercia quotidianamente.

Il pesce spada e il tonno dalla Spagna inquinato da metalli pesanti, gli integratori e i cibi dietetici con ingredienti non autorizzati dagli Stati uniti e le arachidi dalla Cina contaminate da aflatossine cancerogene, salgono sul podio della “black list” dei prodotti alimentari più pericolosi per la salute, che vede al decimo posto i pistacchi dalla Turchia per la presenza di aflatossine oltre i limiti di legge.

E’ quanto emerge dal dossier Coldiretti su “La classifica dei cibi più pericolosi” presentato dalla Coldiretti (www.coldiretti.it) al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’alimentazione di Cernobbio sulla base delle rilevazioni dell’ultimo rapporto Sistema di allerta rapido europeo (RASFF), che registra gli allarmi per rischi alimentari verificati a causa di residui chimici, micotossine, metalli pesanti, inquinanti microbiologici, diossine o additivi e coloranti nell’Unione Europea nel 2016.

Sono 2.925 – sottolinea la Coldiretti – gli allarmi scattati nell’Unione Europea con la Turchia che è il paese che ha ricevuto il maggior numero di notifiche per prodotti non conformi (276), seguita dalla Cina (256) e dall’India (194), dagli Stati Uniti (176) e dalla Spagna (171). Si tratta di Paesi con un fiorente scambio commerciale con l’Italia che – denuncia la Coldiretti – riguarda anche i prodotti piu’ a rischio; Nel 2016 sono stati importati dalla Spagna in Italia 167 milioni di chili di pesce in aumento del 5% nel primo semestre del 2017 mentre sono quasi 2 milioni i chili di pistacchi che nel 2016 sono arrivati dalla Turchia che ha esportato in Italia anche quasi 3 milioni di fichi secchi e  25,6 milioni di chili di nocciole che rientrano nella lista nera per elevata rischiosità.

Per numero di allarmi fatti scattare nel 2016 al quarto posto della classifica si trovano i peperoni  provenienti dalla Turchia che – spiega la Coldiretti – ha fatto registrare contaminazione oltre i limiti consentiti di pesticidi,  mentre preoccupante è la situazione della frutta secca, come i pistacchi provenienti dall’Iran e i fichi secchi dalla Turchia, che sono rispettivamente al quinto e sesto posto, entrambi fuori norma per la presenza di aflatossine, considerate cancerogene anche dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA). Seguono in classifica le carni di pollo provenienti dalla Polonia, che sono state oggetto di allarme per contaminazioni microbiologiche oltre i limiti di legge, in particolare di salmonella. All’ottavo posto troviamo ancora prodotti contaminati da aflatossine, le nocciole provenienti dalla Turchia, seguiti dalle arachidi dagli USA con lo stesso problema di sicurezza alimentare, che ritroviamo ancora nei pistacchi dalla Turchia e nel peperoncino dall’India. A seguire altri prodotti – aggiunge la Coldiretti – sono stati tra quelli più segnalati, come per le albicocche essiccate dalla Turchia per contenuto eccessivo di solfiti, la noce moscata dall’Indonesia, per aflatossine e le carni di pollo dai Paesi bassi, per contaminazioni microbiologiche.

L’agricoltura italiana – continua la Coldiretti – è la più green d’Europa con 292 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp), il divieto all’utilizzo degli Ogm e il maggior numero di aziende biologiche, ma è anche al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,5%), quota inferiore di 3,2 volte alla media UE (1,7%) e ben 12 volte a quella dei Paesi terzi (5,6%).

“Non c’è più tempo da perdere e occorre rendere finalmente pubblici i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero per far conoscere anche ai consumatori i nomi delle aziende che usano ingredienti stranieri”, ha sottolineato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “importanti passi avanti sono stati ottenuti con l’estensione dell’obbligo di indicare la provenienza del riso e del grano impiegato nella pasta ma molto resta da fare perché 1/3 della spesa resta anonima, dai succhi di frutta al concentrato di pomodoro fino ai salumi”.

I CIBI PIU’ PERICOLOSI                             MOTIVAZIONE

  • Pesce dalla Spagna (96)                           metalli pesanti in eccesso (mercurio e cadmio)
  • Dietetici/integratori da USA (93)          ingredienti e novel food non autorizzati
  • Arachidi dalla Cina (60)                           aflatossine oltre i limiti
  • Peperoni dalla Turchia (56)                     pesticidi oltre i limiti
  • Pistacchi dall’Iran (56)                             aflatossine oltre i limiti
  • Fichi secchi dalla Turchia (53)                aflatossine oltre i limiti
  • Carni di pollo dalla Polonia (53)               contaminazioni microbiologiche (salmonella)
  • Nocciole dalla Turchia (37)                     aflatossine oltre i limiti
  • Arachidi dagli USA (33)                           aflatossine oltre i limiti
  • Pistacchi dalla Turchia (32)                     aflatossine oltre i limiti
  • Peperoncino dall’India (31)                      aflatossine e salmonella oltre i limiti
  • Albicocche secche da Turchia (29)        solfiti oltre i limiti
  • Noce moscata da Indonesia (25)            aflatossine oltre i limiti, certificato sanitario carente
  • Carni di pollo dai Paesi Bassi (15)           contaminazioni microbiologiche

Fonte: Elaborazioni Coldiretti dati Rasff 2016

GRAFICO FORMAZIONI – Sarri si affida ad Allan e Jorginho, pochi dubbi per Spalletti

Tutto pronto per il big match della nona giornata di Serie A, stasera al San Paolo si affrontano Napoli e Inter. L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport prova ad anticipare le scelte dei due allenatori. Rispetto all’ultima uscita contro il Manchester City, Sarri dovrebbe rilanciare Allan e Jorginho a centrocampo. In attacco il dubbio maggiore riguarda Lorenzo Insigne, se non dovesse farcela pronto Zielinski.
Squadra che vince non si cambia, ecco perché Luciano Spalletti schiererà lo stesso undici che a battuto il Milan la scorsa settimana. Si va verso la conferma di Nagatomo sulla sinistra. Perisic, Borja Valero e Candreva a supporto dell’unica punta Icardi.

 

Emergenza amianto a Pianura nella struttura che sarebbe diventata il poliambulatorio

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Emergenza amianto a Napoli. In Via Grottole, nel quartiere di Pianura, c’è ancora lo scheletro di quello che sarebbe dovuto diventare il poliambulatorio dell’ ASL. Questo edificio abbandonato era stato utilizzato come discarica abusiva di materiali speciali, e tra questi c’è proprio l’amianto. “Abbiamo segnalato l’amianto nel settembre 2014 – racconta il presidente, Vincenzo Russo alla testata Napoli Today- Un anno dopo, alcuni tecnici della municipalità si sono recati sul posto e con un bobcat hanno spostato le lastre di eternit in un punto più interno del cantiere. La pala meccanica, però, ha frantumato le lastre e l’amianto frantumato diventa altamente tossico. A pochi metri di distanza c’è la scuola elementare”.

Le denunce dell’associazione non si fermano. “A seguito delle nostre segnalazioni – prosegue Russo – nel maggio 2016 l’Asl riconosce la pericolosità del cantiere. Ma l’unica contromisura che viene presa è di posizionare un telone sull’amianto, fermato con alcuni pneumatici. Dobbiamo aspettare dicembre 2016 perché su disposizione dell’Asl, la Municipalità Pianura-Soccavo deliberi lavori di bonifica, per una cifra di circa 480mila euro”.

Bisognerà attendere altri quattro mesi per la realizzazione della bonifica, ma anche questi lavori lasciano più di un dubbio. “La bonifica ha riguardato soltanto il cumulo esterno di rifiuti speciali. Ma, nonostante i quasi 500mila euro spesi, all’interno del cantiere ci sono ancora tonnellate di rifiuti, con lastre di eternit frantumato, che non sono state trattate. Come se non bastasse, l’area è facilmente accessibile, anche dai bambini, che oltre che venire a contatto con rifiuti speciali, potrebbero cadere in uno delle decine di strapiombi o pozzetti”.

Il movimento ambientalista ha chiesto l’intervento della Procura della Repubblica, ma la risposta delle istituzioni tarda ad arrivare. Nel frattempo, migliaia di cittadini, comprese le centiania di bambini dell’istituto scolastico di via Grottole, vivono a pochi metri con un potenziale disastro ambientale.

La falsa ribellione contro il governatore di Bankitalia

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Più che la preoccupazione per la sicurezza di correntisti bancari e risparmiatori, nell’offensiva di Renzi contro il governatore di Bankitalia c’è un’evidente ansia da campagna elettorale

C’È un’evidente ansia da campagna elettorale permanente, ben più che una preoccupazione per la sicurezza dei correntisti bancari e dei risparmiatori, nell’offensiva di Matteo Renzi contro il governatore della Banca d’Italia Visco. Non c’è alcun dubbio che il tema del risparmio, del credito e della solidità delle nostre banche agiti la pubblica opinione, che dopo i casi Monte Paschi, Etruria e Vicenza si sente esposta, raggirata e ben poco tutelata dai meccanismi e dagli istituti di salvaguardia del sistema. Quindi è comprensibile e persino doveroso che i leader trattino la questione in vista del voto, quando è il momento del rendiconto sul passato e degli impegni per il futuro. Ma Bankitalia non è l’Anas o la Cassa del Mezzogiorno: e delle banche si può discutere, e anzi si deve, ma senza gettare un’istituzione di garanzia nel tritacarne del vortice elettorale.
Che ci sia stato un problema di vigilanza allentata e di sorveglianza miope sulle fragilità che le banche italiane camuffavano è ormai fuori dubbio, perché tutti abbiamo sentito per troppi anni i controllori garantire sulla solidità certa dell’impianto, a partire da via Nazionale, e dallo stesso Governatore.

Ma se si considera che questa miopia viene da lontano, anche prima di Visco, nasce una domanda obbligatoria: dov’era la politica nel frattempo, che cosa capiva e che cosa faceva? Soprattutto, l’interrogativo è se la politica era dalla parte dei cittadini e dunque dell’interesse generale o piuttosto se era coinvolta negli ingranaggi più bassi che hanno rallentato e deviato il corretto procedere del mercato bancario: con una commistione insieme provinciale e onnipotente, che considerava il credito come un prolungamento della politica con altri mezzi, impropri ma utili a creare consorterie, consolidare confraternite, insediare nomenklature locali. Comperando consenso e potere, e inseguendo il conflitto d’interessi certificato dallo slogan “abbiamo una banca”, piuttosto che la cornice di garanzia costruita con l’obiettivo di poter dire “abbiamo una regola”.

Se si apre il libro delle responsabilità – in ritardo, con tutti i buoi già scappati e nutriti da un buon pascolo abusivo nel prato dei risparmiatori – il rendiconto deve essere dunque a 360 gradi e ogni soggetto politico e istituzionale della lunga stagione della crisi deve rispondere. A partire dalla Banca centrale, certamente, ma anche da chi ha avuto in questi anni responsabilità di governo e di indirizzo. Altrimenti si trasmette l’idea di un piccolo cortocircuito elettorale, con il giglio appassito che appicca l’incendio a via Nazionale perché non riesce a spegnere il fuoco che lo perseguita ad Arezzo.

E qui nasce un’altra questione, che va al di là della campagna elettorale e della stessa vicenda bancaria. Di fronte all’isolamento di cui ha parlato su Repubblica Stefano Folli, alla “biografia” civile di Bankitalia rievocata da Scalfari, Renzi ha infatti risposto ricordando che lui nasce rottamatore, e non intende cambiare. Forse non si è accorto che in questo modo ha evocato una natura più che una cultura, addirittura una postura mimetica invece che una politica. A parte la distorsione concettuale per cui la cosiddetta rottamazione per il segretario Pd si applica agli uomini, alle persone fisiche, e non ai loro progetti e alle loro azioni politico-programmatiche, viene da domandarsi quale sia l’universo di riferimento culturale di un leader se dopo tre anni di guida del governo è ancora prigioniero del ring agonistico di un wrestling sceneggiato che non finisce mai: dove lui e coloro che eleva di volta in volta ad avversari indossano maschere di comodo, sostituendo l’azione fisica all’azione politica.

Quando passa in rassegna il drappello d’onore della Repubblica, dopo aver ricevuto dal Quirinale l’incarico di formare il governo, anche lo sfidante più outsider si deve trasformare in uomo di Stato, facendosi carico di una responsabilità complessiva, che naturalmente interpreterà secondo la sua cultura e la sua vocazione politica. Renzi sembra fermo al ground zero della sua avventura nazionale. Senza avvertire che quella sfida iniziale ha portato nel sistema una fortissima tensione per il cambiamento, ma quando il cambiamento non si è realizzato la sfida permanente ha lasciato sul campo soltanto la tensione, che Gentiloni sta stemperando a fatica.

In questo ribellismo delle élite c’è la sciagurata illusione di inseguire il grillismo sui suoi temi, impiegando il suo linguaggio e mimando la sua riduzione della politica a continua performance, in una sollecitazione perenne dell’elettorato contro nemici ogni volta diversi, ma che evocano costantemente il fantasma della casta. È la costruzione succube di un universo gregario. Anche se in realtà Renzi insegue il se stesso delle origini, senza capire che proprio l’esperienza di governo dovrebbe aver arricchito il rottamatore trasformandolo in ricostruttore.

Resta una domanda: il Pd tutto questo lo sa? Ha mai discusso di questi temi? Ha mai chiesto al segretario di illustrare politicamente la sua cultura invece di limitarsi a esibire la sua natura? Ma arrivati a questo punto, proprio qui, si dovrebbe aprire la questione decisiva della natura del Pd: che resta l’unico segreto davvero custodito in Italia.

vivicentro.it/editoriale
vivicemtro/La falsa ribellione contro il governatore di Bankitalia
repubblica/La falsa ribellione (EZIO MAURO)

Rai – Giuntoli cerca un terzino: Aurier il nome nuovo, ritorno di fiamma per Vrsaljko

Rai – Giuntoli cerca un terzino: Aurier il nome nuovo, ritorno di fiamma per Vrsaljko

Il Napoli è alla ricerca di un esterno difensivo che dovrà sostituire Maggio nella rosa azzurra a fine stagione. Per l’anno prossimo si monitorano dei profili e il nome nuovo è Serge Aurier, terzino del PSG. Nella trasferta inglese di Manchester, Giuntoli ha visto i suoi agenti e ne ha parlato con loro. Inoltre ritorna anche il nome di Vrsaljko, col cui agente il direttore sportivo azzurro ha già riallacciato i contatti. Lo riferisce Ciro Venerato ai microfoni di Rai Sport.

Interesse per Andrè Silva. C’è stato un contatto tra Giuntoli e Jorge Mendes

L’ attaccante del Milan, Andrè Silva potrebbe essere un nuovo obiettivo del Napoli. A rivelarlo è il giornalista della Rai, Ciro Venerato, esperto di mercato, il quale ha svelato questo retroscena: “In una telefonata tra Giuntoli e Jorge Mendes per il rinnovo di Ghoulam, si è parlato anche di André Silva. Giuntoli lo ha seguito quando giocava col Portogallo in Ungheria e si è laureato vicecampione con l’Under 18. Viste le difficoltà del Milan, il Napoli ha fatto sapere a Mendes che è interessato. Il giocatore ha uno stipendio alla portata: 2 milioni”.

Inter, Spalletti: “Che vantaggio senza Insigne, ma il mostro da sconfiggere è il gioco di Sarri”

Inter, Spalletti: “Che vantaggio senza Insigne, ma il mostro da sconfiggere è il gioco di Sarri”

Luciano Spalletti, allenatore dell’Inter, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Premium Sport: “Non mi dà fastidio. Non si contano quelli fatti perché Candreva nel derby ha preso l’incrocio. Mi fa piacere essere visto come fortunato perché è la verità, ma ancora non abbiamo visto tutta la fortuna”.

Napoli-Inter sarà prima contro seconda. “Abbiamo iniziato a lavorare, vogliamo costruire un’opera permanente. Si comincia ma non si sa dov’è la fine”.

Il Napoli è favorito malgrado la Champions? “Il Napoli è favorito per quello che ha fatto vedere, nel modo di fare calcio, negli ultimi due anni. Arriva però un’Inter che vuole arrivare in alto e che ora non può tirarsi indietro. C’è dentro fino al collo e deve essere forte per competere con queste squadre qui”.

E se Insigne non dovesse farcela sarebbe un vantaggio? “Sì, Insigne è sicuramente un grande calciatore, per cui… Io e i miei collaboratori, per quello che abbiamo visto, quello che diventa l’insidia è il telaio della squadra, il gioco della squadra di Sarri. E’ questo il nemico più insidioso da sconfiggere, non un solo calciatore. Poi è chiaro che se ci fosse Insigne ci metterebbe del suo e sarebbe un’insidia maggiore”.

Sconcerti:” Inter di poco inferiore al Napoli. Ecco il mio giudizio sulla gara di stasera”

Il giornalista Mario Sconcerti nel suo editoriale per Il Corriere della Sera, parla del big match di stasera tra Napoli e Inter. Ecco quanto scrive: “È una partita più importante per l’Inter. Sarri corre da tanto tempo, nelle ultime 38 partite, un intero campionato, ha perso una volta sola e fatto 8 punti più della Juve. È evidente che il suo lavoro è compiuto. Quello dell’Inter deve ancora cominciare, non c’è stata una partita in cui abbia giocato davvero bene, una partita da difendere e prendere come primo mattone. Direi che la buona notizia è questa, che senza aver cominciato a giocare, l’Inter è dietro solo al Napoli, gli è anzi vicinissimo. Se pensiamo a tutti gli elogi giustamente caduti sul Napoli e all’insoddisfazione perenne dell’Inter, descritta come una squadra dell’allenatore e non dei giocatori, la sorpresa balza agli occhi. Troppa differenza di opinioni per due soli punti di distanza. La domanda è allora cosa c’è di vero nel non valore dell’Inter? Direi abbastanza, almeno nella complessità, nella difficoltà di trovare soluzioni definitive. Quelle che restano però hanno tutte un fascino, non sono casuali. La squadra ha una fisionomia massiccia, ha più suono che armonia, ma è un brutto avversario per tutti. Penso che Spalletti farà partire l’Inter alla pari col Napoli, non darà segni di aver paura, ma sa che per frenare i triangoli veloci di Sarri bisogna aspettarlo con la linea mediana più bassa. A quel punto tutto il Napoli si alzerà di una decina di metri e comincerà la partita dell’Inter. Mancasse Insigne sarebbe un grande vantaggio per Spalletti, il Napoli è forte dove l’Inter è più debole, sulle fasce. Fondamentale sarà il gioco fra Ghoulam e Candreva, penso che in quella zona toccherà un lavoro extra a Gagliardini. Ghoulam è uno dei più forti in Europa nel suo ruolo e porta con sé molti schemi del Napoli. Nell’Inter conterà la capacità di stare in partita di Borja Valero. Se andrà in orizzontale e basta, saranno problemi seri. In caso contrario, un grosso vantaggio per l’Inter. La mia impressione, è che il Napoli sia in un momento di piccola stanchezza, ma l’aria del San Paolo spesso cancella tutto. Una partita bella, molto italiana, che può inventare un avversario fisso per i migliori, cioè il Napoli. O cancellarlo”.

De Laurentiis deve rinunciare a Chiesa? Accordo pronto fino al 2022 con la Fiorentina

I dettagli dell’accordo

Chiesa è nei sogni (calcistici) di Aurelio De Laurentiis. Il presidente esecutivo della Viola, Mario Cognini, ha rilasciato alcune dichiarazioni a La Nazione: “Su Chiesa, l’idea della Fiorentina è chiara. Rispondo in maniera razionale, con la volontà che Chiesa ha dimostrato lo scorso gennaio rinnovando il suo contratto fino al 2021. È difficile pensare che possa cambiare opinione nel giro di pochi mesi. E la Fiorentina sicuramente non ha voglia di cambiare idea su Chiesa”. 

Inoltre, riferisce il quotidiano toscano, Federico Chiesa starebbe continuando a discutere con il club viola per il prolungamento ulteriore del suo contratto (attualmente fino al 2021), per arrivare a strappare un accordo fino al 2022 ad oltre un milione netto a stagione.

Da D’Alessio a Bonolis, tutti al San Paolo per Napoli-Inter

Da D’Alessio a Bonolis, tutti al San Paolo per Napoli-Inter

Tribuna Vip affollata questa sera allo stadio San Paolo per la sfida tra Napoli e Inter: fino a due giorni fa era segnalata la presenza di Gigi D’Alessio e Paolo Bonolis, quest’ultimo tifoso dell’Inter. La delegazione cinese (composta da cinque persone) in rappresentanza della proprieta’ Suning verra’ guidata da Javier Zanetti, vicepresidente del club. Non e’ stato possibile accontentare i tanti diplomatici al seguito dei vari ministri degli Interni, in questi giorni protagonisti del G7 a Ischia per lo scambio dei dati dattiloscopici e per incontrare i big del web. Lo riporta Il Mattino.

Spalletti tenta il bis al San Paolo: pronta una mossa speciale già adottata la scorsa stagione con la Roma

Luciano Spalletti proverà a ripetere quanto fatto nella scorsa stagione con la Roma al San Paolo. Come riporta l’edizione odierna di Tuttosport, il tecnico nerazzurro schiererà la difesa a ‘tre e… mezzo’. Adotterà, in breve, un 3-4-1-2 che diventa 4-4-1-1 in fase difensiva. Un cambiamento in corso d’opera reso possibile dalla duttilità di Danilo D’Ambrosio, con Ivan Perisic che dovrebbe sacrificarsi molto in fase difensiva.

Galante: “Mertens o Icardi? Avrei avuto più problemi a marcare il belga”

Le sue parole

Fabio Galante ha parlato a La Gazzetta dello Sport:

Ma oggi è possibile giocarsela, con questo Napoli?

«Hanno giocate ormai anche leggibili, il problema è a che velocità le fanno: prepararsi è relativo, pur con tutta la bravura di Martusciello nel curare la fase difensiva. C’è solo una strada: alta intensità e concentrazione per 95’, provare a non farli ragionare».

Da ex difensore: oggi è più dura affrontare Mertens o Icardi?

«Io avrei avuto più problemi con Mertens, che forse è più imprevedibile. Ma Icardi è più importante per l’Inter di quanto Mertens sia per il Napoli».

Dove si decide Napoli-Inter?

«Come, più che altro: credo con un episodio, una giocata individuale. Perché Sarri e Spalletti a livello tattico la prepareranno alla perfezione, non sbaglieranno una mossa».