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In Sicilia nasce la Summer School legata al mondo del paesaggio

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L’ideatore Mario Faro: «La seconda edizione nel 2020, ma i giardini rimarranno aperti fino al 15 novembre.
Nei prossimi mesi tantissime iniziative per mantenere alta l’attenzione sull’ambiente e sul Mediterraneo»

CATANIA – Prima edizione da record per il Radicepura Garden Festival, il primo evento internazionale dedicato al garden design e all’architettura del paesaggio mediterraneo. In 180 giorni di festival, che ha aperto i battenti il 21 aprile scorso, il parco botanico della Fondazione Radicepura ha accolto più di 30mila visitatori provenienti da tutto il mondo. Oggi (sabato 21 ottobre) è la giornata del bilancio e del rilancio di nuovi progetti che segnano il futuro della Sicilia in ottica “new green”: «L’evento è stato un vero e proprio catalizzatore per il turismo culturale siciliano e della parte Orientale dell’Isola in particolare – ha sottolineato l’assessore regionale al Turismo Anthony Barbagallo, presente alla convention di chiusura – abbiamo sperimentato nuove formule attrattive legate all’arte del verde, al paesaggismo e alla botanica, raggiungendo nuovi segmenti di mercato e potenziando l’appeal di un’Isola dalle molteplici sfumature. La Fondazione Radicepura si è rivelata partner strategico della Regione Siciliana per il potenziamento dell’indotto».

A declinare tutti i numeri del Festival, il suo ideatore Mario Faro, che per sei mesi ha riempito un calendario fittissimo di appuntamenti e che ha annunciato importanti novità per il prossimo futuro: «Mi preme sottolineare che alla riuscita dell’evento hanno collaborato tantissimi esperti di botanica e garden design di caratura internazionale, a cui va il mio ringraziamento; oltre 150 persone sono state coinvolte nella realizzazione e nell’allestimento dei 14 giardini in esposizione, 2000 varietà di piante ed essenze hanno creato l’atmosfera unica del Festival e infine, 500 chili di verdure biologiche prodotte nell’orto della dieta mediterranea hanno caratterizzato anche il nostro impegno solidale nei confronti del territorio – ha sottolineato Faro – più di 5mila bambini hanno affollato i viali del Festival grazie alle tantissime iniziative dedicate ai più piccoli, proprio perché saranno loro a ereditare la cultura del rispetto ambientale ed ecologico. Ampio spazio è stato riservato inoltre all’organizzazione di eventi collaterali: decine di workshop tematici, una rassegna cinematografica d’autore, sfilate di moda, concerti, food & wine, solidarietà hanno reso unico questa prima edizione del Garden Festival». In primo piano anche le partnership che hanno visto sei collaborazioni con Università di tutto il mondo, due giardini partner come nel caso del Giardino della Kolymbetra e dell’Orto Botanico di Palermo e ben tre giardini itineranti, uno di questi – “La Macchia” – verrà presto donato agli abitanti di Norcia in segno di rinascita.

Ma quella di oggi è anche una giornata importante per l’arte, con l’inaugurazione dell’opera “Il Sogno di Empedocle” del maestro Emilio Isgrò: al centro di un giardino di aranci e limoni, con le spalle rivolte all’Etna, sono stati adagiati tre semi, emersi dal vulcano. Un percorso, attraverso una strada privilegiata, che accompagna i visitatori alla scoperta del giardino e dei suoi “Semi di Limuni”, condita da massi e lapilli che ne ricordano le origini. Empedocle d’Agrigento, Giovanni Verga, Luigi Pirandello così creano, “sputando” sul “dish” una nuova arte: «La rassegna si chiude, ma i giardini e l’opera di Isgrò, rimarranno ancora in esposizione, per consentire ai tanti visitatori che ne hanno fatto richiesta e ai ragazzi delle scuole di fruirne ancora fino al 15 novembre – continua Faro – inoltre, in attesa della seconda edizione del 2020, RadicePura sarà location per programmi formativi e iniziative legate al giardinaggio e al verde».

Vera novità in cantiere, la Summer School, che nell’estate 2018 – in collaborazione con l’Ateneo catanese, grazie alla preziosa collaborazione delle docenti Daniela Romano e Alessandra Gentile – aprirà i battenti per ospitare giovani appassionati del verde e del Mediterraneo: «Il bando verrà pubblicato entro dicembre – conclude Faro – la Summer School, che vedrà anche la partecipazione della paesaggista internazionale Sarah Eberle, partendo proprio dalle nuove generazioni, ha l’obiettivo di dare nuovo slancio a un settore, quello legato al green e all’ambiente, che rappresenta il cuore dello sviluppo, della new economy e soprattutto dell’etica dell’abitare e del vivere».

Appello del presidente Ance del capoluogo etneo Giuseppe Piana: “Riqualificazione centro storico Catania, ostaggio del consiglio comunale”

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Martedì 24 ottobre all’ordine del giorno ancora una volta il provvedimento su recupero patrimonio edilizio
«Mi rivolgo ai nostri rappresentanti istituzionali: non perdiamo quest’occasione di sviluppo»

CATANIA – «Oltre 6mila interventi di ristrutturazione in ostaggio del Consiglio comunale di Catania, che per ben dieci volte ha visto all’ordine del giorno uno dei punti strategici per la rigenerazione della nostra città, mancando l’appuntamento con la messa in sicurezza degli edifici situati nel cuore del capoluogo etneo». Il presidente di Ance Catania Giuseppe Piana non usa mezzi toni per rilanciare uno dei temi focali per lo sviluppo del territorio, «rimasto impantanato nelle logiche contrapposte della politica. Martedì 24 ottobre il punto relativo al recupero del patrimonio edilizio dei centri storici sarà nuovamente all’ordine del giorno, con la speranza che possa essere finalmente approvato», ha continuato Piana durante l’incontro #CataniaSicura, che ha riunito intorno al tavolo istituzionale dei costruttori edili di Catania, tutti gli interlocutori che possono e devono contribuire a trovare soluzioni per fronteggiare le criticità relative al rischio sismico.
Il Comune di Catania in ottemperanza alle disposizioni della Legge regionale 10 luglio 2015, n. 13 “Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di base dei centri storici” ha già predisposto lo studio di dettaglio per l’individuazione delle diverse tipologie edilizie presenti nella zona omogenee “A” al fine di incentivare gli interventi di ristrutturazione: «Il provvedimento proposto non è mai stato discusso nel merito – ha continuato il presidente Ance – ma sempre rimandato a causa della mancanza del numero legale, con la chiara volontà di non dare seguito ad un atto urbanistico importante che ha come obiettivo principale il recupero, la messa in sicurezza e la rigenerazione di buona parte del patrimonio edilizio del centro storico e delle aree degradate che, in assenza di un assetto edilizio, creano condizioni svantaggiate sul profilo sociale, residenziale ed economico».
Catania è piena di edifici diroccati, il cui recupero è vincolato all’approvazione di quest’atto amministrativo: «Grazie al provvedimento – conclude – sarà infatti possibile tutelare, valorizzare e rivitalizzare il centro storico attraverso procedure semplificate e tempi certi. Una rigenerazione senza cementificazione che punta alla qualità degli immobili e che riconsegnerebbe alla città un centro sicuro, fruibile e abitabile, con migliaia di vani in più che da tempo sono disabitati». Lo studio, che definisce e classifica le diverse tipologie edilizie, consentirà per specifici e molteplici lavori, una “comunicazione di invio attività” accompagnata da una relazione o da un progetto.
Durante l’incontro ha preso parola anche Santi Cascone, docente dell’Università di Catania e past presidente dell’Ordine degli Ingegneri, che ha sottolineato «l’esigenza di coniugare la salvaguardia del centro storico con la normale attività quotidiana, combinando la conservazione della memoria alla sicurezza sismica. Catania non può perdere quest’importante occasione: si tratta di un progetto condiviso che mira davvero a recuperare e rilanciare il nostro più antico patrimonio edilizio».

Napoli, sabato infernale al Vomero: auto ferme in seconda fila in via Stanzione

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“Un sabato infernale, con presumibili ripercussioni, al Vomero, quartiere ancora una volta nella morsa del traffico veicolare con un serpente di lamiere che si è snodato, per buona parte della mattinata, su diverse direttive, da piazza Vanvitelli a piazza degli Artisti, da via Cilea a via Morghen – afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. Complice anche la bella giornata, con temperature quasi estive, in alcuni nodi fondamentali, come in piazza degli Artisti e lungo il perimetro tra via S. Gennaro ad Antignano, via Merliani e via Stanzione, il traffico si è praticamente paralizzato con autovetture costrette a procedere a passo d’uomo”.

“I vigili urbani in servizio per strada nei fine settimana sono decisamente insufficienti e per lo più presenti solo in alcune aree circoscritte, come in piazza Vanvitelli – puntualizza Capodanno -. Lo shopping al Vomero, con il permanere delle belle giornate, richiama, nei fine settimana, migliaia di persone, molte delle quali raggiungono il quartiere con le proprie autovetture, parcheggiando dove è possibile, sovente in seconda fila, vista la mancanza di aree pubbliche per il parcheggio, andando ancor più a congestionare la già caotica situazione”.

“Particolarmente evidente – puntualizza Capodanno – la situazione di caos che si è creata stamani lungo via Stanzione che, con l’attuale dispositivo, rappresenta l’unico asse di collegamento tra la parte alta del quartiere e la zona compresa tra via Cilea e lo stadio Collana. Nella mattinata, lungo i vari tratti di questa arteria, sia per l’indisciplina degli automobilisti, sia per la mancanza dei necessari controlli, si registrava la presenza di numerose autovetture parcheggiate in seconda fila. Di conseguenza la carreggiata veniva fortemente limitata, costringendo le numerose autovetture in transito a procedere in fila indiana. A seguito di ciò, si creava una fila di autovetture di centinaia di metri, che arrivava fino a via Bernini”

“Delle due l’una – propone Capodanno -. O si potenzia, però con una migliore organizzazione del servizio, l’organico della locale sezione dei caschi bianchi, specialmente nei fine settimana, attrezzando, nel contempo, tutti i punti nevralgici con la presenza costante di vigili urbani o si rivede l’attuale dispositivo di traffico, rivelatosi del tutto insufficiente a risolvere i problemi di viabilità, specialmente per la mancanza di parcheggi pubblici a disposizione dei non residenti”.

Sulla difficile situazione del traffico al Vomero, perdurando l’assenza di provvedimenti risolutivi di una situazione non più sostenibile, anche per le immaginabili ripercussioni, Capodanno auspica l’immediato intervento delle autorità preposte.

/Comunicato stampa

LAVORATORI PRECARI NELLA PA SICILIANA. Dibattito dell’USB a Roccalumera(ME)

Nel pomeriggio del 20 ottobre 2017, presso l’antica Filanda di Roccalumera (ME), c’è stato un lungo dibattito sulla situazione dei precari della Pubblica Amministrazione in Sicilia. L’incontro sull’annoso tema, anche piuttosto complesso, è stato organizzato dal dirigente provinciale Doriana Dorotea Sturiale del sindacato USB (precaria), articolato dal dirigente nazionale dell’USB Giovanni Savoca (precario) e giuridicamente esplicitato dagli avvocati Gaetano Aiello e Sergio Galeano.

Erano presenti alcuni Amministratori del comprensorio Jonico messinese, tra cui il sindaco di Santa Teresa di Riva Danilo Lo Giudice, il presidente del consiglio di Mandanici avv. Anna Misiti, il sindaco di Pagliara Sebastiano Gugliotta, l’assessore di Roccalumera Sebastiano Foscolo che ha portato i saluti della rispettiva Amministrazione.

Il dibattimento ha evidenziato l’intreccio farraginoso e contraddittorio tra le norme europee e nazionali con quelle regionali che non recepirebbero le prime due. Un groviglio che si attende al più presto venga sciolto dai Giudici della Corte di Giustizia Europea e Cassazione, innanzi ai quali pendono diversi ricorsi con anche richieste di stabilizzazione e risarcimento.

In particolare è stata ritenuta contestabile la pretesa da parte della Regione Siciliana di legiferare in modo autonomo in materia di lavoro, quando quest’ultima prerogativa spetterebbe forzosamente al solo Parlamento nazionale e tanto più a quello Europeo, le cui decisioni sarebbero sovranazionali salvo diversa interpretazione della singola Corte costituzionale.

È stato tuttavia rimarcato proprio dagli avvocati-relatori, che la faccenda e quindi la soluzione, è soprattutto politica. Sul punto il dirigente nazionale dell’USb ha esposto che ci sarebbe stata una conclamata manifesta accidia parlamentare regionale nell’affrontare questa vicenda. Pertanto con speranza si attendono soprattutto gli esiti di queste elezioni regionali di novembre p.v. e quindi le mosse del nuovo Governo siciliano che dovrebbe uscire dalle urne.

Vi sono stati anche due aspetti che immediatamente si appalesavano durante l’incontro. Il primo che ci s’immagina i precari come dei giovani, invece i presenti erano ormai quasi tutti di mezza età e alcuni avevano questa condizione precaria da circa trent’anni. Generazioni, come di altre categorie, di tutta evidenza sfruttate elettoralmente da una decennale politica siciliana, ipocrita, profittatrice, ingorda e prevaricatrice.

Il secondo è che i partecipanti erano alcune decine, a riprova anche più generale, che purtroppo come sempre in questa nostra regione Sicilia, specialmente a Messina e Provincia, da un lato (legittimamente) si protesta, ci si lamenta, si confabula (al bar o in piazza oppure su Fb) e persino ci si inalbera e azzuffa (stupidamente) tra i comuni cittadini, ma poi di fatto non si aderisce operosamente.

Certo non si può neanche sottacere che risaputamente “i politici” hanno pure l’arroganza “assoggettante” di “chiamare” le persone in debito, precarie, bisognose, opprimibili, timorose, cortigiane, prezzolabili e opportuniste, per dire loro di non partecipare (o viceversa di aderire) a qualsiasi cosa che non voglia (o di contro che garbi) al “sistema”, assicurando persino che risolverà tutto la politica di sempre, basta che si vota chi viene indicato (imposto). Questa, più in generale, è la nostra società. Altro che certi discorsi retorici o elusivi, da salottieri, passerelle e monologhi.

E la domanda che ho posto quando è stata data la parola al pubblico, verteva nella fattispecie su una chiara percezione: Perché da un lato c’è una lampante scarsa partecipazione, nonostante l’argomento riguardi soprattutto l’incognita reale del presente e futuro di questi stessi lavoratori e dall’altro sulla base di quanto hanno spiegato i relatori, la politica regionale quasi rifiuta di affrontare questa situazione dei precari siciliani ?

La risposta ha sollevato diverse congetture. Una di queste, che non sarebbe neanche così peregrina, ipotizza un trasversale disegno politico-normativo, con cui si sfoltirebbero questi decennali lavoratori precari, per sostituirli con figli, nipoti, delfini, fedeli, lucciole, ecc. tutti appartenenti alla conclamata politica siciliana e quanto annesso e connesso nelle istituzioni, burocrazia, ecc.

Questa teoria mi ha fatto ricordare come agiva a volte l’antica Roma (strategia del potere tutt’ora notoriamente attuata in modo diffuso) per cui da un lato s’intercettavano certi singoli o gruppi della controparte, specialmente coloro che erano noti per essere inclini alla corruzione, subdoli o spergiuri, sicché con promesse, denaro, incarichi e altro, li si faceva rivoltare, tradire, assentare e quindi s’indeboliva il fronte opposto e persino si faceva consegnare o eliminare i capi avversari per mettere al loro posto gli infidi quali amici-asserviti di “Roma”. Poi di seguito s’introducevano in quei contesti sociali e amministrativi, i propri gregari, adepti, cortei, familiari, ecc.

Non è cambiato molto in circa duemila anni, nonostante siamo nel 2017. L’essere umano d’altronde nasce prematuro in tutto. E se da bambino e poi ancora adolescente, si nutre il suo cervello con le medesime rafferme concezioni, non cambierà in una vita e neppure in un’era. Politica docet.

Contatti USB: https://www.usb.it/https://www.usb.it/index.php?id=dovesiamohttps://sicilia.usb.it/index.php?id=90&MP=73-343

Napoli, spacciavano droga: arrestate due ragazze

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I Carabinieri della stazione di Pomigliano e della Tenenza di Casalnuovo di Napoli hanno arrestato due ragazze in via Tufano bloccate subito dopo aver ceduto diverse dosi di stupefacente ad alcuni acquirenti del posto. Le loro perquisizioni, personali e domiciliari, hanno portato al rinvenimento e sequestro di 4 dosi di crack e 3 di marijuana, un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento e 130 euro in contante ritenuti provento dello spaccio. In manette sono finite una 20enne e una 23enne, entrambe di Pomigliano. Il giudice ha convalidato gli arresti e disposto per entrambe l’obbligo di dimora a Pomigliano e la permanenza in casa dalle 17 alle 24.

Akragas- Juve Stabia, le formazioni ufficiali del match

Sono appena state ufficializzate le formazioni che scenderanno in campo alle 14.30 per il match tra Akragas e Juve Stabia, allo stadio (neutro) di Siracusa. Dal De Simone ecco i 22 titolari:

 

AKRAGAS: Vono, Mileto, Danese, Sepe, Russo, Scrugli, Carrotta, Saitta, Longo, Salvemini e Parigi. A disp. Amelia, Moreo, Caternicchia, Ioio, Gjuci, Navas, Greco, Rotulo, Franchi e Canale, All. Di Napoli

JUVE STABIA: Branduani, Morero, Nava, Paponi, Crialese, Viola, Matute, Canotto, Bachini, Strefezza e Mastalli. A disp. Bacci, Polverino, Dentice, Capece, Simeri, Costantini, Redolfi, Berardi, Lisi, Zarcone, Calò e D’Auria. All. Caserta

Torino-Roma, Di Francesco: “Con il Chelsea 2 punti persi. Dzeko somiglia a Van Basten, Moreno può giocare”

CONFERENZA STAMPA DI FRANCESCO- Domani alle ore 15 la Roma sfiderà il Torino di Mihajlovic nella città dela Mole e la gara sarà valida per il nono turno del campionato di Serie A. Dopo il prezioso pareggio conquistato mercoledì sera allo Stamford Bridge, la squadra di Eusebio di Francesco si ributta a capofitto nel campionato per non perdere ulteriore terreno rispetto alla vetta della classifica (occupata dal Napoli, attualmente a quota + 9 nei confronti dei giallorossi). Sfida ostica quella di Torino contro i granata, con la Roma che non vince in terra piemontese dal 2013

La scelta di Gerson e l’atteggiamento della squadra allo Stamford sono il sintomo di una squadra coraggiosa. Quanto conta il coraggio nel suo calcio?
“Se non hai coraggio e rimani nella tua metà campo ti può andare anche bene ma mi piace vedere la mia squadra che va dall’altra parte. Bisogna migliorare alcuni meccanismi quando andiamo ad attaccare in questo modo. L’altro rtischio che si può correre è perderla palleggiando in questo modo, perciò dobbiamo migliorare”.

Che partita si aspetta domani?
Difficilissima, perché veniamo da una partita fatta bene in cui abbiamo preso un solo punto e per me si tratta di 2 punti persi.  L’anno scorso hanno battuto la Roma 2-1 e non veniamo da una trasferta…”

I gruppi vincenti raccolgono anche meno di quanto producono. La Roma sta facendo il contrario, questo la preoccupa?
“È verissimo che bisogna vincere ahe partite sporche, ma in questo ambiente non sono contenti quando si vincono le partite in questo modo. I ragazzi mi hanno ascoltato dopo il Napoli e mi è piaciuto. Non dobbiamo essere presuntuosi e lavorare di squadra”.

Schick?
Oggi farà l’ultimo allenamento, sicuramente non è ancora al top. Valuterò se portarlo con la squadra”.

Come cambia la Roma con De Rossi o Gonalons?
“Uno ha una gamba differente, l’altro è tatticamente pi preparato a questo tipo di partite. Per me sono 2 titolari che si alterneranno a seconda della partita. Quando sei in mezzo al campo qualche errore lo fai e Gonalons ha dato una risposta importante all’errore di Baku. Peraltro il pareggio dell’Atletico ha dato forza a quella nostra vittoria”.

Moreno più utile come centrale o esterno?
“È uno di quelli che potrebbe anche parture titolare domani o alla prossima. Sta lavorando bene, veniva da un campoionato in cui si giocava più sull’uomo, io questo non lo voglio”.

Hai parlato ai giocatori per gestire questo momento di grande convinzione per far capire che forse la partita di domani è più importante di quella contro il Chelsea?
Questa partita è nettamente più difficile di quella di Londra dal punto di vista mentale. Potremmo essere un po’ sporchi soprattutto all’inizio ma dovremmo essere bravi a rimanere in partita”.

Come si spiega la differenza tra Roma-Napoli e Chelsea-Roma?
“Non posso credere che abbiamo sottovalutayo il Napoli. La differenza è stata nell’approccio ma questo scatta a livello mentale. Il secondo tempo fatto con il Napoli, in cui siamo stati aggressivi e abbiamo palleggiato, questo ha dato forza alla partita successiva. Quello con il Chelsea deve essere un punto di partenza per dare continuità alle prestazioni”.

Stai allenando Dzeko, che ha fatto rivedere Batistuta contro il Chesea. Possono cominciare ad essere accostai?
Sono 2 giocatori differenti, Bati era più da area di rigore, di testa era fortissimo. Edin ha più qualità tecniche, sa mandare anche i compagni al gol, Bati pensava più farli. Della gara contro il Chelsea mi è piaciuta la predisposizione a giocare con la squadra aggredendo tutta la gara. Le sue qualità sono da giocatore davvero importante. Se devo fare un paragone, con le dovute proporzioni, lo paragono a Van Basten”.

Ha sentito i buuu razzisti nei contronti di Ruediger?
Serata spendida dal punto di vista del tifo, e noi li abbiamo trascinati. La gente apprezza che la squadra dà tutto quallo che ha. Per quanto riguarda i buuu io non ho sentito assolutamente niente, Ruediger poi è stato tutto il tempo negli spogliatoi a scherzare e a ridere. Io sono uno che le nota queste cose e mi danno fastidio ma non ho sentito niente”.

La Roma può lottare per lo scudetto?
“Non voglio dire niente, voglio continuare a giocare e mettere dentro queste prestazioni. Nel calcio, come nella vita, serve equilibrio. Io voglio mantenerlo soprattutto nello spogliatoio. Consapevolezza e lavoro cercando di dar fastidio a tutti. L’obiettivo ora sono solo i 3 punti domani, il resto sono chiacchiere”.

 

ESCLUSIVA – Chef De Feo: “Il successo in Cina, ma Castellammare nei miei piatti”

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Chef De Feo: “Giovani, non alla tv: lavorate, lavorate, lavorate che i risultati arrivano”

Immaginatevi uno stabiese con il suo mare nel sangue, la sua terra negli occhi e con un sogno da realizzare: diventare uno chef di fama internazionale invocando Castellammare di Stabia nei suoi piatti.

Cosa fare? Dove andare? In Indonesia passando per Bali e poi dritto in Cina? Sì, é proprio questo il percorso che, passo dopo passo, ha costruito lo chef stabiese “Matto” Rino De Feo, dove nel continente asiatico ha trovato la sua affermazione. Un ambasciatore della stabiesità nel mondo, che noi di ViViCentro.it abbiamo avuto il piacere di intervistare.

Lo chef stabiese “Matto” che ha fatto impazzire la Cina con la sua cucina. Com’è stato per lei iniziare a lavorare in un ambiente così diverso da quello italiano?

– Lavorare lontano dall’Italia non è mai facile per tanti motivi, soprattutto quelli legati al fattore “materia prima”. Ma è proprio in questi momenti che viene fuori la creatività e la giusta dose d’esperienza.

Perché ha scelto l’Asia e non ad esempio l’America o un altro continente?

– L’Asia é stato un percorso iniziato in Indonesia da Jakarta passando per Bali e poi dritto in Cina, dove c’è stata la mia affermazione. Più che una scelta voluta si può dire che sia stato un caso, ma ne sono fiero se ripenso alle tante difficoltà vissute e alle relative vittorie che ho ottenuto.

È vero che ha lasciato l’Italia però solo fisicamente, perché ha portato con sé quelle che sono le tradizioni culinarie della nostra terra, in particolare quella partenopea. Qual è stata la forza maggiore che l’ha spinta a cambiare e iniziare una nuova vita lontano da casa?

– Lasciare la mia terra e la mia famiglia è stato di sicuro il fardello più grande da sopportare e lo è ogni giorno. Ma quando sai che quello che stai facendo e realizzando é anche per chi ami allora tutto diventa più facile. Anche per questo ho lasciato la mia terra, volevo di più di quanto potesse offrirmi.

Di Castellammare Di Stabia c’è qualcosa che le manca particolarmente?

– Di Castellammare di Stabia mi mancano i suoi colori, quello delle montagne che si gettano fin giù nel mare. Ma Castellammare vive nei miei piatti e nei miei racconti di sapori e tradizioni ogni giorno.

C’è stata una persona a cui si sente riconoscente per i risultati raggiunti sino ad oggi?

– La persona a cui devo tutto é sicuramente mia moglie. Lei mi è stata sempre vicino soprattutto nei momenti bui, é il mio faro guida, la mia consigliera,  il mio tutto…davvero una Super Donna.

Proust scriveva “Cercare? Di più, creare!”. Lei ha cercato la sua strada o l’ha creata?

– La strada si crea, assolutamente! Bisogna costruire ogni giorno con passione, umiltà e caparbietà solo così la creatività può splendere di luce propria.

Qual è lo chef italiano che apprezza maggiormente?

– Stimo tantissimo Antonino Cannavacciuolo, uomo genuino legato ai ricordi e alle tradizioni.

Cosa pensa di quei programmi televisivi come MasterChef e simili?

– La televisione è un business e come tutti i business deve fare soldi, molto spesso allontanando la verità. Però hanno di sicuro avvicinato molti al mondo della cucina e di sicuro allontanato molti chef dalle cucine.

Ha scritto anche un libro “Uomini, viaggi e ingredienti”, di cosa tratta? È già disponibile in Italia?

– Si il libro l’ho presentato il 28 Agosto all’Hotel Miramare di Castellammare di Stabia, anche qui scelta di cuore. Racconta la storia e il mio percorso con delle ricette a completare una storia che emoziona. Al mio rientro continuerò con le presentazioni in tutta Italia, ma intanto è gia disponibile.

Quando farà visita di nuovo all’Italia e a Castellammare in particolare?

– A Novembre o a Dicembre rientrerò a Castellammare di Stabia e voglio restare un po’ di tempo in più in Europa. Vediamo magari qualcosa bolle in pentola.

Cosa consiglia a un giovane che vuole intraprendere la sua stessa carriera?

– A un giovane dico lavora, lavora, lavora !!! Dai sacrifici e dall’amore vengono i risultati. Spegnete le TV e entrate in cucina a lavorare! Magari tra qualche anno é bello pure fare TV. Oggi molto spesso si inizia dalla fine, ahimè…TANTI SALUTI A TUTTI DALLA CINA!

A cura di Luisa Di Capua

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Bollette a 28 giorni, anche Sky finisce nel mirino dell’Agcom

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Non accenna ad esaurirsi il caso delle fatturazioni mensili, passate a 28 giorni, di molte grandi aziende. Ultima in ordine di tempo è stata Sky, che è finita nel mirino del Garante delle Comunicazioni, il quale minaccia diffide ed ha ordinato alla tv satellitare di informare meglio i propri clienti.

Ma pecrhè molti operatori telefonici ed emittenti passano alla bolletta ogni 28 giorni? Per aumentare gli introiti, in quanto, in tal modo, hanno la possibilità di emettere una bolletta in più all’anno. Prima di Sky ad essere “minacciate” dall’Agcom erano state Tim, Vodafone, WindTre e Fastweb. In tali casi è possibile che il Garante sanzioni le aziende colpevoli con una multa fino ad 1 milione e 160 mila euro.

Se si vanno a vedere i numeri, però, il pericolo di una multa che superi di poco il milione di euro è una minaccia irrisoria per le aziende che passano alla fatturazione di 28 giorni. Le stesse, infatti, con la nuova fatturazione arriverebbero a fatturare quasi 900 milioni in più all’anno: è questo quello che rivela uno studio interno del Garante.

Per arginare il fenomeno si vagliano quindi proposte di Legge ad hoc; tra queste quella che prevederebbe un indenizzo di 50 euro a favore di ogni cliente nell’ipotesi di irregolarità nei procedimenti di fatturazione.

Ne frattempo Sky, recependo gli avvisi del Garante delle Comunicazioni, ha deciso di potenziare e rendere conforme alla normativa i criteri di comunicazione ai propri clienti del cambio di fatturazione.

Gragnano – 16 quintali di droga pronti da mettere sul mercato; arrestati padre e figlio

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Gli Agenti dei Commissariati di Polizia di Castellammare e Nocera Inferiore hanno arrestato padre e figlio di Gragnano, conosciuti come ortocoltivatori, ma che in realtà producevano e spacciavano stupefacenti.

Gli Agenti hanno prima accertato l’esistenza di un fondo rustico a Pagani, destinato esclusivamente alla produzione di marijuana e dotato di ben 21 serre. All’interno sono stati scoperti quasi 16 quintali di stupefacenti pronti da essere destinati alle piazze di spaccio della zona. Oltre alla droga, rinvenute anche armi.

Dopo la scoperta, gli Agenti hanno fatto irruzione nell’abitazione di Pietro Buononato, pregiudicato di 70 anni, dove sono state rinvenute altre piantagioni di marijuana. Poco dopo veniva bloccato anche Antonio Buononato, 35enne figlio di Pietro. E’ stata anche accertata la manomissione del contatore elettrico dell’abitazione e del fondo, “bloccato” con un magnete che ne falsava la contabilizzazione dell’energia usata.

Padre e figlio sono stati arrestati con l’accusa di produzione e traffico di sostanze stupefacenti.

Fonte: Polizia di Stato

Estorsione aggravata da metodo mafioso, ex giocatore condannato a 3 anni

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Tre anni e mezzo di carcere per estorsione aggravata. Non è la condanna emessa per un boss di Cosa nostra, ma per un calciatore. Il gup Walter Turturici ha riconosciuto colpevole Fabrizio Miccoli, ex capitano del Palermo calcio accusato di estorsione aggravata. Secondo la procura – che aveva chiesto una condanna a 4 anni – l’ex bomber rosanero avrebbe chiesto al suo amico Mauro Lauricella di recuperare 12mila euro che sarebbero stati vantati da un suo amico per una vicenda legata alla gestione della discoteca “Paparazzi” di Isola delle Femmine, in provincia di Palermo. Solo che Mauro Lauricella è il figlio di Antonino, meglio noto come Scintilluni, considerato dagli inquirenti come il capomafia del rione palermitano della Kalsa. Sempre secondo l’accusa, Lauricella junior si sarebbe dato da fare e avrebbe utilizzato metodi violenti per svolgere il suo compito, anche se poi sarebbe stata recuperata solo una piccola parte della cifra vantata: duemila euro. Una ricostruzione questa che, però, nel processo a Lauricella non ha retto davanti al tribunale. Lauricella e un altro indagato, Gioacchino Amato, erano accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso: per i due la procura aveva chiesto una condanna rispettivamente a 10 e a 12 anni di carcere. A metà luglio del 2016, però, il collegio della seconda sezione aveva infatti assolto entrambi gli imputati dall’accusa e condannato a un anno (pena sospesa) solo Lauricella per violenza privata aggravata dal metodo mafioso. Il processo d’appello non è ancora iniziato. Miccoli ha sempre respinto ogni accusa, sottolineando anche di non aver saputo all’epoca della parentela di Mauro Lauricella con il presunto boss della Kalsa. Il fatto che l’ex numero 10 del Palermo sia stato condannato metre Lauricella junior no, scatena le proteste del legale dell’ex calciatore. “Siamo basiti per una sentenza in totale disaccordo con quanto ha già stabilito il tribunale di Palermo. Adesso siamo al paradosso che viene condannato il presunto mandante di un’estorsione, mentre il presunto esecutore è stato assolto da questa accusa. Quindi per il Tribunale non c’è stata estorsione e per il Gup sì”, dice Giovanni Castronovo, avvocato di Miccoli. “Faremo appello con tutte le nostre forze affinché venga ripristinato lo stato di diritto – ha proseguito – che riteniamo sia stato leso. Miccoli è molto nervoso e triste perché sa di essere innocente. Lui è completamente estraneo ad ogni accusa e cercheremo di dimostrarlo nel processo d’appello”. L’imputato era presente in tribunale ma non ha voluto commentare la condanna.

Afghanistan, altra tragedia. Tre razzi al centro di Kabul

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I talebani afghani hanno sparato oggi all’alba tre razzi che si sono schiantati nella ‘zona verde’ al centro di Kabul. Secondo i primi rilievi i razzi hanno colpito le aree di Wazir Akbar Khan e Shash Darak. Uno di essi ha centrato un muro esterno dell’ambasciata dell’Arabia Saudita, mentre un altro è caduto non lontano dal quartier generale della Nato. L’operazione è stata rivendicata dai talebani che hanno parlato di “molte vittime” in un attacco per cui tuttavia non esiste un bilancio ufficiale. Secondo alcune fonti sono due i razzi atterrati vicino al quartier generale della Nato e della Missione ‘Resolute Support’, un’area che ospita anche edifici governativi afghani e numerose ambasciate. Il fragore delle esplosioni ha causato allarme e fatto scattare le sirene nei compound della Nato e delle rappresentanze diplomatiche straniere. L’operazione rivendicata dai talebani giunge poche ore dopo la strage compiuta ieri sera, e rivendicata dall’Isis, di decine di persone nella moschea sciita dell’Imam Zaman

Akragas, Di Napoli: “Stiamo crescendo. Dalla gara con le vespe mi aspetto…”

Raffaele Di Napoli, tecnico dell’Akragas, ai microfoni del sito ufficiale  ha così presentato il match in programma domani al “De Simone” di Siracusa contro la Juve Stabia: “Affronteremo un ottima squadra, con giocatori di categoria. Noi lavoriamo con grande entusiasmo, confortati alle nostre prestazioni. Il segreto è continuare a lavorare come stiamo facendo, sempre con la voglia di migliorarsi. A Lecce è stato un ottimo pareggio, che ha mosso la classifica e ha dato continuità al risultato col Bisceglie. Sono convinto che possiamo essere autori di un’ottima prestazione. Sono contento dei complimenti che riceviamo ma sono esigente anche con i ragazzi perché voglio che crescano. C’è soddisfazione per quanto fatto fin qui. La classifica? Sinceramente non la guardo, mi concentro di partita in partita. Gli assenti? La forza di una squadra è il gruppo, è il gruppo che vince e non il singolo. Dispiace che manchino Vicente e Pisani, ma sicuramente chi li sostituirà farà bene, io considero tutti potenziali titolari. Il ritorno di Bramati? Un ottimo elemento che può arricchirci con la sua professionalità. Purtroppo è da tre mesi fermo e deve rimettersi in riga, ma lo aspettiamo”. 

Salute, bimbi “meno intelligenti” se vanno al nido

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Indagine: i bimbi che vanno al nido perdono 5 punti di QI rispetto a chi è rimasto a casa

Mamma e papà devono lavorare, c’è da trovare una soluzione per il figlio di pochi mesi: meglio affidarlo alle cure dei nonni o di una babysitter, o degli stessi genitori riducendo magari l’orario lavorativo, oppure iscriverlo all’asilo nido? Dipende dal contesto familiare di partenza: il nido è infatti un’opportunità per i bimbi che provengono da contesti socio-economici svantaggiati, ma un “rischio” per i figli di famiglie abbienti, come dimostra uno studio discusso in occasione del IV Forum della Società Italiana Medici Pediatri (SIMPe) e dell’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza (Paidòss), in corso a Bologna.

L’indagine mostra infatti che nei piccoli accuditi informalmente da un adulto il quoziente intellettivo misurato alcuni anni dopo, fra gli 8 e i 13 anni, è di 5 punti più elevato rispetto a quello dei coetanei che hanno frequentato il nido; diminuisce però in compenso il rischio di ritrovarsi con qualche chilo di troppo durante la preadolescenza. Lo studio, condotto da Margherita Fort, Andrea Ichino e Giulio Zanella del dipartimento di Scienze Economiche dell’università di Bologna, ha coinvolto circa 500 famiglie che fra il 2001 e il 2005 avevano fatto richiesta di iscrivere il proprio figlio a uno degli asili nido pubblici del Comune di Bologna. Le differenze statisticamente significative sono due: i piccoli che avevano frequentato il nido fra zero e due anni avevano un minor rischio di obesità, ma anche un QI di 5 punti inferiore a chi era stato accudito da un adulto, che fosse un nonno o una babysitter o gli stessi genitori. Un calo non preoccupante, visto che i piccoli bolognesi sono risultati molto intelligenti: il QI medio è risultato pari a 116, contro un valore di 100 della media nazionale, per cui anche i “meno intelligenti” erano comunque bimbi assai brillanti.

“L’effetto sull’obesità si spiega con l’elevata qualità dei servizi nutrizionali scolastici a Bologna, che evidentemente pongono le basi per un’educazione alimentare adeguata che perdura negli anni successivi – commenta Zanella – il calo di QI è spiegabile considerando che il nostro campione ha incluso famiglie benestanti, con entrambi i genitori lavoratori e un reddito medio complessivo di 80.000 euro l’anno: i figli di questi genitori sono molto stimolati nell’ambiente domestico e non sono paragonabili ai piccoli primi in graduatoria, che arrivano da contesti sociali svantaggiati. Quando l’ambiente familiare è stimolante, per lo sviluppo cognitivo del bimbo assume molta più importanza l’interazione uno a uno con l’adulto: l’asilo è un luogo di socializzazione quando i bambini sono più grandicelli, a meno di uno o due anni di vita le interazioni sociali con i coetanei presenti al nido sono pressoché nulle e conta invece assai di più la presenza di un adulto che fornisca stimoli”.

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Castellammare e le sue contraddizioni: il reportage de “Il Giornale”

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La crisi di Castellammare, città che come poche ha risorse disparate ma non utilizzate e valorizzate, è stata oggetto di un articolo sull’edizione web del quotidiano “Il Giornale”, che riportiamo integralmente.

Castellammare, dal 1700 ha una vocazione industriale. La cittadina ha sempre avuto una tale importanza che durante gli anni del fascismo si era addirittura ventilato di farla diventare una provincia a sé, staccandola da Napoli.

La città oltre ad avere cantieri navali, stabilimenti militari, come la corderia e serre per la floricoltura molto sviluppate, era anche sede di importanti terme. Dagli anni ottanta del Novecento le industrie cittadine sono entrate in crisi e la città è stata vittima di un lungo processo di de-industrializzazione. Tanto che per molti anni ebbe uno dei tassi di disoccupazione più alti del paese.

La zona tra Castellammare di Stabia e Torre Annunziata, dal dopoguerra è stata uno dei poli industriali di maggiore produzione dell’Italia Meridionale. Vi erano importanti fabbriche come la Cirio, diversi mulini per la lavorazione del grano e della pasta, concerie, cantieri metallurgici e industrie farmaceutiche. Negli anni Ottanta moltissime di queste realtà chiusero. Passati gli anni in cui la crisi ha colpito più duramente, alcune nuove fabbriche di piccole dimensioni hanno incominciato a riaprire e a Castellammare si è vista una buona presenza di turisti negli alberghi, attirati dai bassi costi delle strutture e dalla vicinanza alla Penisola Sorrentina, al Parco Nazionale dei Monti Lattari e Pompei. Il settore della pasta artigianale ha visto una poderosa rinascita nella confinante Gragnano e il settore vivaistico sembra aver resistito alla crisi.

Quello che sembra mancare però è una visione generalizzata di dove si vuole andare. In Campania esistono ancora fabbriche di auto, treni, aerei e cantieri navali. In fondo tutti investimenti fatti o incentivati un tempo dallo Stato e oggi in mano al settore privato. La visione dell’Iri dà ancora lavoro oggi. La privatizzazione è stata un processo importante, ma forse bisognerebbe ricuperare la visione complessiva che lo Stato aveva. Perché non si può vivere solo di turismo e agricoltura. Perfino le isole caraibiche vivono di banche e non solo turismo.

Fonte: Il Giornale.it

Napoli, Insigne stringe i denti. Convocato, si valuterà se farlo giocare

La nota più lieta dei convocati da Sarri è, senza dubbio, la presenza di Insigne. Il folletto partenopeo, uscito malconcio dalla gara dell’Etihad di Manchester, ha stretto i denti ed è stato convocato dal tecnico toscano. Non è scontata la sua presenza dal primo minuto ma già il fatto di averlo in panchina è un segnale importante. Difficilmente sarà rischiato, anche alla luce del calendario ostico. Potrebbe entrare a gara in corso in caso di necessità, ma questo lo stabilirà soltanto il rettangolo verde…

Napoli, i convocati per la sfida all’Inter: c’è Insigne!

Al San Paolo l’anticipo della nona giornata di Serie A, i convocati

Napoli-Inter alle ore 20,45 al San Paolo per l’anticipo della nona giornata di Serie A.

Dirige il match l’arbitro Banti di Livorno.

I convocati: Reina, Rafael, Sepe, Albiol, Chiriches, Ghoulam, Hysaj, Koulibaly, Maksimovic, Maggio, Mario Rui, Jorginho, Allan, Diawara, Hamsik, Rog, Zielinski, Giaccherini, Callejon, Ounas, Insigne, Mertens.

sscnapoli.it

Novel food: Grilli, vermi e tarantole arrivano a tavola

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Dal 2018 nuovo regolamento Ue sui novel food

Dal primo gennaio 2018 si applicherà il nuovo regolamento Ue sui “ novel food ” che permetterà di riconoscere gli insetti interi sia come nuovi alimenti che come prodotti tradizionali da paesi terzi, aprendo di fatto alla loro produzione e vendita anche in Italia. Lo ha reso noto la Coldiretti in occasione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione dove è stata apparecchiata la tavola degli insetti in arrivo nel piatto degli italiani.

Entro il primo gennaio 2018 – sottolinea la Coldiretti – la Commissione Europea istituisce infatti un elenco dei novel food autorizzati per la commercializzazione nell’Ue, nel quale saranno inizialmente inseriti gli alimenti a norma del vecchio regolamento che poi verrà aggiornato con le nuove autorizzazioni.

Si tratta di una novità che vede contrari ben il 54% degli italiani che li considerano estranei alla cultura alimentare nazionale mentre sono indifferenti il 24%, favorevoli il 16% e non risponde il 6%, secondo una indagine Coldiretti/Ixe’.

Pochissimi, in particolare, i favorevoli alla possibilità di mangiare insetti interi, secondo quanto emerso da una ricerca dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Cuneo) che ha effettuato dei test di degustazione coinvolgendo dei volontari. Maggiore disponibilità si è, invece, riscontrata – continua la Coldiretti – al consumo di prodotti che contengono insetti nel preparato (come ad esempio farina di grilli o pasta con farina di larve).

I prodotti in arrivo sulle tavola sono stati mostrati in anteprima dalla Coldiretti dalla pasta all’uovo artigianale ai grilli ai millepiedi cinesi arrostiti al forno per renderli croccanti e poi affumicati, dalle tarantole arrostite senza conservanti né coloranti dal Laos ai vermi giganti della farina dalla Tailandia che sono arrostiti e dicono che abbiano un gusto simile alle patatine con un leggero aroma di pollo. Ma ci sono anche – continua la Coldiretti – il baco da seta all’americana, la vera “star” degli insetti commestibili, le farfalle delle palme dalla Guyana francese, fritte e condite, le cimici d’acqua dalla Thailandia, ricche di fibre, proteine e vitamine fino agli “aperinsetti”: vermi della farina aromatizzati alla paprica, al curry e al sale marino “made in Belgio”, magari da mandare giù con un sorso di Vodka con bachi da seta. E per i palati più temerari a Cernobbio sono stati esposti dalla Coldiretti anche scorpioni dorati dalla Cina e neri dalla Thailandia, scarabei consigliati come aperitivo servito in spiedini, anch’essi thailandesi. Vastissima la scelta di grilli, da quelli al curry e cocco a quelli piccanti al gusto barbecue, fino a quelli al peperoncino dolce, tutti made in Thailandia.

A spingere verso il consumo di insetti è da qualche anno la Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) forte del fatto che nel mondo già quasi 2000 specie di insetti sono considerate commestibili e vengono consumate da almeno 2 miliardi di persone. Una corretta alimentazione non può però prescindere dalla realtà produttiva e culturale locale nei Paesi del terzo mondo come in quelli sviluppati – ricorda la Coldiretti – e a questo principio non possono sfuggire neanche bruchi, coleotteri, formiche o cavallette a scopo alimentare che, anche se iperproteici, sono molto lontani dalla realtà culinaria nazionale. “Al di là della normale contrarietà degli italiani verso prodotti lontanissimi dalla nostra cultura alimentare, l’arrivo sulle tavole degli insetti solleva dei precisi interrogativi di carattere sanitario e salutistico ai quali è necessario dare risposte, facendo chiarezza sui metodi di produzione e sulla stessa provenienza e tracciabilità degli insetti”, ha dichiarato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo nel ricordare che “la maggior parte dei nuovi prodotti proviene da Paesi extra Ue, come la Cina o la Thailandia, da anni ai vertici delle classifiche per numero di allarmi alimentari”.

askanews/Cro/ska/Int5

Volley, domani World Napoli vs Indomita Salerno. La presentazione del match

Dopo la splendida vittoria all’esordio contro la Romeo Normanna, torna in campo l’Indomita maschile. La formazione guidata in sinergia dal duo Pasquale Vitale-Alfonso Capriolo sarà di scena domani, domenica, con fischio d’inizio alle 18.30 sul campo della Volley World Napoli. L’obiettivo dei ragazzi cari alla presidente Ruggiero sarà quello di proseguire nel processo di crescita, provando a coniugare la prestazione con il risultato. L’avvio di stagione dell’Indomita maschile, infatti, è stato davvero positivo. Sia in Coppa sia in campionato si sono viste tante cose positive. Una squadra rinnovata ma già unita, un gruppo che si sta amalgamando sempre di più, allenamento dopo allenamento e che potrà regalare tante soddisfazioni nel corso di questa stagione. Sicuramente c’è ancora da crescere e da migliorare sotto diversi aspetti. Lo sa bene lo staff tecnico che nel corso della settimana ha lavorato tanto con il gruppo provando diverse soluzioni di gioco anche nel corso dell’amichevole infrasettimanale. Per quanto riguarda la formazione che scenderà in campo restano ancora alcuni dubbi da sciogliere ma al di là di chi sarà schierato al fischio iniziale, quanto non mancherà sarà sicuramente la grinta e la voglia di fare bene. Anche perché di fronte c’è una squadra in forma e che ha avuto un inizio di stagione davvero convincente. La Volley World, allenata da coach Pagliuca, ha superato brillantemente il turno in Coppa Campania superando in trasferta il Colli Aminei con il punteggio di 3-1 e in casa il Pianura, 3-0. Poi all’esordio in campionato è arrivato il successo sul campo del Pompei Volley con un eloquente 3-0. Una squadra che viaggia a mille, sulle ali dell’entusiasmo, proprio come l’Indomita. Una sfida quindi importante per capitan Morriello e compagni che però non hanno nessuna intenzione di fermarsi. Per quanto riguarda le altre gare in programma nel weekend da segnalare le sfide tra Rione Terra e Nola e tra Folgore Massa e Ischia, in cui si affrontano squadre che all’esordio hanno conquistato l’intera posta in palio. Lo Sparanise di coach Monfreda farà visita all’Eboli. Sbarca in provincia di Salerno anche l’Atripalda di coach Colarusso di scena sul campo della Vitolo Volley. Obiettivo riscatto per Elisa Volley Pomigliano e Pompei Volley che si ritrovano di fronte dopo i rispettivi ko all’esordio. Cerca il bis il San Paolo sul campo dell’Azzurra Volley mentre delicata è la sfida tra Colli Aminei e Sacs, entrambe a quota zero. Nell’anticipo successo del Pianura sul campo della Romeo Normanna.

Il programma della seconda giornata: Romeo Normanna-Pianura 1-3, Elisa Volley Pomigliano-Pompei, Eboli-Sparanise, Azzurra Volley-San Paolo, Vitolo-Atripalda, Folgore Massa-Ischia, Rione Terra-Nola, Colli Aminei-Sacs Napoli, Volley World-Indomita
La classifica: Nola, Atripalda, Sparanise, Ischia, Indomita, Volley World, Folgore, Rione Terra, Pianura 3, San Paolo 2, Vitolo 1, Sacs, Pompei, Romeo Normanna, Colli Aminei, Azzurra, Pomigliano, Eboli 0

Comunicato Stampa

Gragnano Calcio, i convocati per la sfida al San Severo

Sabato mattina dedicato, come di consueto, alla sessione di rifinitura per i gialloblù di Rosario Campana. Nel pomeriggio è prevista la partenza per Apricena dove domani al “Madre Pietra Stadium” il Gragnano sarà ospite dell’Alto Tavoliere San Severo. Per la gara di domani Rosario Campana non avrà a disposizione il difensore Aniello Esposito, uscito per un problema muscolare durante il primo tempo dell’incontro con il Francavilla, e l’attaccante Giovanni Cafora. Sono venti i convocati dello staff tecnico per questa prima trasferta pugliese.

Ecco l’elenco completo dei convocati:

Baratto, Bruno, Cascella, Chagas, Chiariello, Cioce, Cioffi, Cissè, Formisano, Franco, Gassama, Gatto, Giordano, Guidone, La Monica, Liccardi, Mansour, Martone, Montuori, Napolitano.

Il match del “Madre Pietra Stadium” sarà diretta dal Signor Maurizio Barbiero della sezione AIA di Campobasso. Il primo assistente sarà la Signora Danila D’onofrio della sezione di Termoli mentre il secondo sarà il Signor Francesco Romano della sezione di Isernia.