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Non è stato il solito Napoli, Sarri non ha saputo reagire a una mossa studiata di Spalletti

Napoli fermato dall’Inter al San Paolo, gli azzurri non hanno centrato la nona vittoria di fila e soprattutto non hanno trovato il gol. Sull’edizione odierna del Corriere dello Sport si legge:

“Non è stato il solito Napoli, è andato a sbattere di continuo sul muro nerazzurro, palleggiando troppo piano con una produzione offensiva inferiore alla media. La partita l’ha fatta il Napoli ma non col passo imperioso di sempre, non con quel piacere di attaccare, di arrembare. Non ha saputo reagire alla sottrazione degli spazi studiata da Spalletti: a Sarri è mancata la contromossa”.

VIDEO ViViCentro – Albiol: “Peccato non aver vinto, non era facile! Non dobbiamo perdere punti con le piccole”

Le sue parole ai nostri microfoni

Nel post-partita di Napoli-Inter 0-0, in mixed zone Raul Albiol ha dichiarato: “Partita dura, abbiamo avuto qualche occasione in più ma alla fine credo che la squadra abbia fatto un buon lavoro dopo queste tre partite. Il campionato è lungo, sarebbe stato bello vincere però non era facile.

Calendario da oggi in poi? Noi dobbiamo pensare a fare quanti più punti possibili, l’Inter era seconda e non era facile giocare contro di loro. Bene otto vittorie ed un pareggio, pensiamo avanti.

Cala il livello nelle prossime partite? No, perchè si rischia di perdere punti contro le squadre più piccole. Se vogliamo stare in alto, dobbiamo continuare a vincere.

Inter? Sappiamo la sua qualità, era molto compatta ed ha sempre avuto grandi individualità con un buon allenatore. Loro giocano una partita a settimana, è normale che siano in alto”.

dal nostro inviato, Ciro Novellino

 

Scorciatoie populiste, gli errori più gravi di Matteo Renzi

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Sulla questione Bankitalia Matteo Renzi punta sui numerosi cittadini che maledicono le banche. Ma la sua scelta causa una serie di contraccolpi

Scorciatoie populiste, gli errori più gravi del leader

Dobbiamo tornare sulla questione Renzi-Banca d’Italia non perché ci siano novità ma per esaminare le conseguenze e le varie interpretazioni. In favore di Renzi c’è un certo tipo di populismo: quei numerosi cittadini con patrimoni e redditi alquanto limitati, che – a torto o a ragione secondo i casi – maledicono le banche che per loro rappresentano gli interessi di un capitalismo ladro. È assai probabile che Renzi, conoscendo questo fenomeno che tutti conosciamo, abbia puntato su di loro per allargare la platea dei suoi ascoltatori e sperabilmente degli elettori per il Pd. Questa motivazione è tuttavia molto esile, rispetto alla mole dei contraccolpi che ha suscitato e susciterà.

Il primo è la contrarietà di una buona parte della classe dirigente del Pd, di quasi tutta la classe dirigente del Paese e della pubblica opinione. Il secondo è un errore vero e proprio: gli italiani che se la prendono con le banche hanno di mira quelle operanti sul loro territorio, qualcuna grande e molte piccole e locali, ma non la Banca d’Italia della quale molti ignorano le funzioni. L’attacco di Renzi invece è stato soltanto nei confronti dell’Istituto di emissione e non alle banche e banchette che egli anzi difende. È curiosa questa dicotomia: lui spera di ottenere voti da chi odia le banche, ma parlando contro la Banca d’Italia dimentica che questa ha come compito di difendere le banche in difficoltà e di solito lo esplica.

Il terzo errore riguarda il suo rapporto con le personalità più autorevoli del Pd. Nella celebrazione effettuata sabato della scorsa settimana al teatro Eliseo gremito nella platea e nelle tribune dalla parte migliore e più attiva del partito, Renzi ha riconosciuto la necessità che il partito non fosse chiuso ma aperto: un partito che aveva il compito di ringiovanire e ricostruire la sua struttura e la sinistra che è in crisi in tutti in Paesi d’Europa salvo finora in Italia. Prima di lui aveva parlato Walter Veltroni e poi Paolo Gentiloni. Veltroni in qualche modo aveva fatto la storia del partito, le origini, la sua cultura politica, e le sue caratteristiche strutturali. Quando Renzi ha preso per ultimo la parola ed ha concluso la celebrazione, ha riconosciuto a Gentiloni un’efficiente condotta del governo di cui il Pd ha la maggioranza, e a Veltroni addirittura una qualità di padre del partito e in qualche modo padre della patria. Sostenendo che queste persone facevano parte insieme a lui della dirigenza del Pd e che altre ancora ne avrebbe accolte accanto a sé per formare una vera e propria classe dirigente con la quale avrebbe discusso e concordato tutte le azioni importanti da svolgere. Insomma una sorta di super direzione con la quale il partito avrebbe avuto una guida collettiva, di cui naturalmente il segretario era il capo riconosciuto.

Sono passati pochi giorni da quella riunione ed è scoppiato il caso Banca d’Italia. Discuteremo a parte la sostanza di quel caso, ma voglio ora far notare ai lettori che del resto ne sono certamente al corrente, che Veltroni non è stato informato minimamente dell’attacco all’Istituto di emissione e nessuna delle personalità ne era stata informata a cominciare ovviamente da Romano Prodi. Nessuno sapeva nulla, neanche Gentiloni che ricevette però la mozione per sottoscriverla con l’accordo del governo.

Per fortuna del Paese a Gentiloni quella mozione non piacque affatto così come era stata redatta dal Renzi e dal suo “Cerchio magico”. Perciò mise al lavoro Anna Finocchiaro per modificarla non solo nella forma ma anche nella sostanza. Finocchiaro è molto brava in questo genere di questioni delicatissime e riuscì a modificarla in gran parte ma non totalmente. Tuttavia diventò accettabile per un governo come quello che abbiamo anche se però Renzi aveva già diffuso pubblicamente il testo originario. Quindi quello ufficiale contiene le correzioni notevoli di Finocchiaro ma quello del partito nella sua originaria integralità è comunque stato reso noto con tutti i mezzi di comunicazione. La reazione di Veltroni si compendia in due parole: “Documento incomprensibile e inaccettabile”. Oltre a lui e con analoghe motivazioni si è schierato il presidente del gruppo Pd al Senato Luigi Zanda e molte altre personalità del partito. Il sigillo a queste posizioni è la dichiarazione fatta da Giorgio Napolitano che in qualche modo rappresenta e sostiene in ogni occasione con le appropriate motivazioni il bene del Paese.

L’altro errore compiuto da Renzi con la sua mozione è il più complicato e il più devastante di tutti ed è la coincidenza della posizione renziana con quella di Grillo, di Salvini e di Meloni. Questi movimenti sono sostanzialmente populisti in una fase dove appunto populismo e antipopulismo sono i due grandi fronti che si combattono in tutta Europa. L’errore, di cui secondo me Renzi non si è minimamente reso conto, è per l’appunto una sorta di populismo ancora iniziale; se questo tipo di politica continuerà, diventerà la vera caratteristica d’un partito nato su tutte altre basi e tutt’altre finalità. Definisco populista l’attacco alla Banca d’Italia perché appunto Renzi cerca nuovi elettori in fasce sociali che praticano inconsapevolmente un populismo di notevole marca: attaccare le banche e le banchette in genere non è una posizione seria e motivata: è un modo di pensare che cerca il male dove non c’è o dove ci può essere ma non come categorie (banche e banchette) ma su singoli istituti di credito e in alcune specifiche occasioni.

Di tutto questo credo che Renzi non si sia reso conto e proprio per questo ha compiuto un ulteriore errore dal suo punto di vista: vuol ingraziarsi chi vede il proprio male economico nelle banche e attacca non quelle banche ma la Banca d’Italia accusandola di far del male al sistema mentre la funzione che la Banca d’Italia esercita e che in larga misura effettua è proprio quella di proteggere il sistema bancario. Si vedrà ora se Ignazio Visco, governatore dell’Istituto di emissione sia incline a ritirarsi dalla carica o viceversa desidera essere riconfermato per i prossimi sei anni.

Ho avuto occasione tre giorni fa di parlare telefonicamente col governatore e posso riferire che lui non pensa affatto di ritirarsi anche se, qualora le autorità competenti lo pregassero di dimettersi per dar luogo a un mutamento, lui certamente darebbe le dimissioni per comportarsi come richiesto. Ma se questo non avverrà (e sicuramente non avverrà) il governatore attenderà le decisioni del presidente della Repubblica, lieto se saranno una riconferma. Spiegherà poi tutte le sue azioni con opportune documentazioni quando sarà interrogato dalla commissione incaricata di approfondire il funzionamento del sistema bancario italiano.

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Ho già scritto prima che in tutta Europa è in corso uno scontro tra democratici e populisti. Inizialmente i movimenti populisti europei erano di piccola taglia elettorale e rappresentavano appunto quei piccoli gruppi di elettori i quali detestano la democrazia, che secondo loro, è un regime che fa l’interesse di pochi e danneggia quello del popolo sovrano. Negli ultimi tempi però questi piccoli movimenti che spesso non arrivavano neppure ad oltrepassare la soglia di voti che bisogna avere per entrar nei vari Parlamenti, hanno avuto una crescita di rapidità impressionante e quantitativamente di notevole rilievo. In tutti i Paesi d’Europa a cominciare dalla Germania, dall’Olanda, dalla Spagna, dalla Grecia, dall’Italia. In Francia no, questa crescita non c’è stata. Non c’è stata neppure negli otto Paesi che non hanno la moneta comune. Essere fuori dall’Eurozona è già di per sé un motivo di populismo monetario che consente ad essi di non conformarsi alla politica europea ma di averne una propria che spesso è più aperta verso Mosca che verso Bruxelles.

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Il fatto della massima importanza che da un paio di anni sta avvenendo in tutta Europa è la trasformazione profonda della politica. Fino a un paio d’anni fa la politica era alla ricerca di quali fossero i provvedimenti da adottare per conseguire il bene del popolo. Il bene in tutti i sensi: maggior benessere economico, sociale, culturale. E poi di rapporti possibilmente amichevoli con le altre nazioni e in particolare con quelle politicamente più importanti nel proprio continente e nel mondo intero specie in tempi di società globale.

Infine la politica doveva perseguire e tutelare i grandi valori della libertà e dell’eguaglianza, senza mai abbandonare la tutela di uno di quei due valori che in quel momento non aveva dalla sua la maggioranza del popolo, ma che non poteva e non doveva in nessun caso scomparire. Un paese che gode della massima libertà ma con notevole distacco dall’eguaglianza sociale deve tuttavia tutelarne quel valore e viceversa. Una libertà senza eguaglianza affida il bene comune ai gruppi più forti, specie economicamente, di quel Paese se invece è l’eguaglianza a trionfare e la libertà a scomparire siamo a un passo dalla dittatura come del resto è accaduto in Russia.

Quei due valori sono dunque fondamentali entrambi e per mantenerli come tali occorre realizzare il mandato che ci viene dal pensiero di Montesquieu: una struttura politica di poteri separati l’uno dall’altro anche se al vertice debbono condividere lo stesso obiettivo e cioè la realizzazione del bene sociale attraverso la separazione dei poteri: quello legislativo, quello esecutivo e quello giudiziario. Quei poteri separati debbono tuttavia perseguire il medesimo fine che è appunto il bene comune e questo è assicurato da un vertice che alla tutela di quel fine è dedicato. Di solito si tratta del presidente della Repubblica e di una Corte non giudiziaria ma costituzionale che giudica infatti la costituzionalità degli atti compiuti dai singoli poteri.

Per restaurare e rinnovare la democrazia occorre un partito che col populismo non abbia nulla a che vedere e che pensi alla politica che abbia una P maiuscola come usava Aristotele. Quella maiuscola significa appunto una politica che persegua il bene comune in tutti i suoi aspetti, che non sono soltanto quelli economici e sociali, ma si compendiano appunto nella libertà e nell’eguaglianza, entrambe tutelate da appositi organi istituzionali. Avevamo sperato che il Pd fosse lo strumento politico per la realizzazione o il mantenimento o la maggiore efficienza e comunque l’atmosfera politica del Paese e del continente cui apparteniamo e questo era infatti la finalità del Partito democratico quando è nato dieci anni fa. E non voglio dire che sia scomparsa questa finalità, ma dico che è in pericolo e che il Partito democratico oscilla molto da questo punto di vista. Purtroppo Renzi ha il carattere che ormai conosciamo. Speravo che l’avesse cambiato e ne ero felice. Vedo che non è avvenuto ed anzi ha rifatto un passo indietro dalla strada appena imboccata.

Ora deve scegliere tra ritorno all’idea del partito aperto e un organo di consultazione e di attuazione di quanto deciso, oppure populismo fino in fondo all’insegna del “comando io” e allora, come Grillo e Salvini, diventeremo il peggio del peggio.

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repubblica/Scorciatoie populiste, gli errori più gravi del leader di EUGENIO SCALFARI

Al San Paolo c’era anche Ciro, il bambino-eroe di Ischia: per lui una sorpresa speciale

Pubblico delle grandi occasioni quello presente ieri al San Paolo. In tribuna d’onore era presente anche il piccolo Ciro, il bambino salvato dalle macerie del terremoto di Casamicciola. Nel pre-partita il Napoli lo ha ospitato all’interno degli spogliatoi e Christian Maggio gli ha regalato una maglia autografata e un gagliardetto. Lo riporta l’edizione odierna de Il Mattino.

Non è stato un pareggio di contrabbando: l’Inter si è andata a cercare il punto

L’inter è riuscita a bloccare sullo 0-0 il Napoli al San Paolo. L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport esalta la prestazione dei nerazzurri:

“Pensavano fosse fortuna, invece era bravura. A Napoli un’Inter solida, ben messa, autorevole. Grande prestazione e pareggio che vale quanto una vittoria. Luciano Spalletti è autorizzato a entrare nel ristretto club di chi ambisce allo scudetto. Il Napoli resta capolista con due punti di vantaggio, ma per la prima volta non vince e non segna, particolare quest’ultimo di certo rilievo. L’Inter ha smorzato l’alta velocità sarriana, di frequente l’ha deviata su binari morti. Samir Handanovic è stato strepitoso in tre-quattro occasioni, ma affidarsi a un grande portiere non è una colpa. E per par condicio va detto che Reina non è rimasto a guardare, un paio di volte – specie in un’occasione su Borja Valero – il portiere azzurro ha salvato la porta. Senza dimenticare che Albiol ha sventato sulla linea un quasi gol di Vecino. No, non è stato un pareggio di contrabbando. L’Inter è andata a cercarsi il punto e se l’è meritato”.

“La vostra Lega è incapace o impazzita?” Sarri svela le parole di un dirigente del City

“La vostra Lega è incapace o impazzita?” Sarri svela le parole di un dirigente del City

Attraverso il suo profilo Twitter, il giornalista Tancredi Palmeri anticipa una battuta di Sarri in un’intervista a Radio Rai che sarà trasmessa oggi: “Un dirigente City,cui non rivelerò nome,vedendo calendario del Napoli mi ha chiesto se la Lega fosse incapace o di fuori”. Il Napoli ha giocato in sei giorni con Roma, City e Inter.

Bombe carta sul settore ospiti del San Paolo: ci saranno sicuramente sanzioni

Come riporta l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, in occasione del match tra Napoli e Inter sono state lanciate ben sei bombe carta all’indirizzo del settore ospiti. sei forti boati che hanno speventato il pubblico presente al San Paolo e che per fortuna sono finiti sulla rete metallica che protegge l’anello inferiore dove c’erano 800 tifosi dell’Inter. Di sicuro ci saranno delle sanzioni alla società di De Laurentiis da parte del giudice sportivo.

Sembrava che l’Inter sapesse tutto del Napoli

Sembrava che l’Inter sapesse tutto del Napoli

La Gazzetta dello Sport scrive: “La formazione di Spalletti è stata esemplare per fase difensiva. C’era quasi sempre una maglia nerazzurra a intorbidire l’ultimo passaggio napoletano. Più di una volta il Napoli è stato costretto a forzare l’ultima giocata, specie con Insigne. Sembrava che gli interisti sapessero tutto dei meccanismi sarriani, ogni tentativo del Napoli trovava una risposta. Spalletti ha preparato la gara come meglio non avrebbe potuto con altri mezzi rispetto a Guardiola in Champions è riuscito lo stesso a frenare la corsa del Napoli”.

Gazzetta: “Urge un intervento sul mercato, Inglese non basta!”

Gazzetta: “Urge un intervento sul mercato, Inglese non basta!”

Il pareggio di ieri sera tra Napoli ed Inter ha evidenziato una coperta troppo corta. La Gazzetta dello Sport scrive: “Sono entrati Zielinski e Rog per i soliti cambi ruolo su ruolo a centrocampo. Milik si è infortunato e Ounas, un’aletta da svezzare, è diventato la prima alternativa d’attacco. Urge un intervento sul mercato invernale, il solo Inglese dal Chievo rischia di non bastare. Un grande gioco ha bisogno di grandi giocatori: il Napoli ne ha, ma non in abbondanza”.

Zazzaroni: “Mertens è stanco, ma il Napoli può cambiare solo i centrocampisti”

Zazzaroni: “Mertens è stanco, ma il Napoli può cambiare solo i centrocampisti”

“Il Napoli fondamentalmente può cambiare solo i centrocampisti. Sono tre partite che vedo Mertens un po’ stanco, ma è normale, sono costretti a giocare sempre gli stessi”. Così negli studi della Rai, Ivan Zazzaroni commenta la sfida tra Napoli e Inter.

Commento SSC Napoli – Ventuno risultati utili ed uno 0-0 dopo tredici mesi

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Questi i numeri di Napoli-Inter:

89
LE GIORNATE IN TESTA
Con il pareggio contro l’Inter il Napoli resta (e resterà) da solo in testa alla classifica. Sono ora 89 le giornate della storia della serie A con il Napoli capolista solitario. Gli azzurri raggiungono la Fiorentina al settimo posto di questa particolare classifica che vede la Juventus prima a 727.

21
AUMENTA LA STRISCIA POSITIVA
Il pareggio contro l’Inter ha fermato la striscia-record di vittorie consecutive (13) e quella di vittorie iniziali (8), ma ha ulteriormente allungato la serie positiva degli azzurri: sono ora 21 le partite utili consecutive del Napoli di Maurizio Sarri. L’ultimo ko resta lo 0-2 dall’Atalanta dello scorso 25 febbraio. In seguito 18 vittorie e 3 pareggi, contro Juventus, Sassuolo ed Inter. Il precedente record erano le 18 partite senza ko tra il giugno ed il dicembre del 1989.

41
DUE SQUADRE ALLERGICHE AGLI 0-0
Il Napoli non pareggiava per 0-0 un match di serie A da tredici mesi, da Genoa-Napoli del 21 settembre 2016. Tra questi due 0-0 ben 41 partite di fila con sempre almeno un gol fatto o subito. Anche l’Inter era allergica agli 0-0: l’ultimo dei nerazzurri era Inter-Juventus del 18 ottobre 2015.

Fonte: sscnapoli.it

Albiol: “Partita molto tattica, ma noi vogliamo sempre vincere”

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Le parole di Raul Albiol al termine di Napoli-Inter

Le parole di Raul Albiol ai microfoni di premium al termine della partita Napoli-Inter: “Partita molto tattica, una partita dura, veniamo da una settimana dura. Dobbiamo continuare per la nostra strada e fare punti. L’inter è una buona squadra, non abbiamo brillato, era una partita dura. L’inter ha un buon portiere. Noi vogliamo sempre vincere, non ci sono scuse per oggi. L’Imanter può puntare allo scudetto, ha un buon allenatore, buoni giocatori, non giocano in Europa. Contro il City abbiamo lottato per il pareggio. In Europa devi entrare subito in partita se no sei fuori.

Sarri: “Sono soddisfatto stasera. Cori sul Vesuvio? Su queste c’è poca sensibilità”

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Le parole di Maurizio Sarri al termine di Napoli-Inter

Le parole di Maurizio Sarri ai microfoni di premium al termine del match Napoli-Inter: “Handanovic è un portiere di livello straordinario in questo momento è il più forte di tutti. Era nella normalità facesse queste parate. Sono soddisfatto stasera perchè nel primo tempo abbiamo fatto cose straordinarie nella pressione e rubare palle mentre nel secondo tempo ho voluto cambiare qualcosa a centrocampo. Abbiamo fatto il 75% di predominio concedendo poco all’Inter che è una squadra solida. Insigne? Abbiamo deciso di rischiarlo, anche se lo staff medico mi ha dato l’ok e non correvamo problemi o rischi. Cori sul Vesuvio? Mi arrabbio perchè ci sono delle forme di razzismo dove si fa attenzione mentre su queste c’è poca sensibilità. Stasera abbiamo rimepito poco l’area sui cross, non mi sono piaciute alcune scelte sbagliate dove in area invece di tirare potevamo passare la palla.
Ci è mancata un po’ di lucidità. La mia squadra ha più motivazioni in campionato che in Europa, stasera abbiamo fatto una gara di grande determinazione per 90′ mentre a Manchester solo per 55′. La mia sensazione è questa, è chiaro che qualcosa ci toglie l’Europa anche se fare la Champions è una fortuna. Stasera non ho visto una squadra in difficoltà sul piano della condizione. Posso intervenire in ogni modo ma se nell’inconscio di una persona scatta questo ocncetto posso farci poco. Se nella nostra testa siamo convinti di essere più competitivi in Italia e non in Champions mi viene difficile svoltare. A livello di statistiche sono due
punti persi, la squadra ha fatto una buona prestazione e se il livello rimarrà questo le squadre che faranno punti qui saranno semrpe più poche. Spalletti? Ministro della difesa”

 

Le foto di Casertana vs Siracusa (0-1) | ViViCentro

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Guarda le foto di Casertana vs Siracusa realizzate dal nostro fotografo Andrea Alfano che ci racconta così la vittoria dei Leoni allenati da Bianco con i ragazzi di Mister Luca D’Angelo allo stadio Pinto di Caserta.

FORMAZIONE CASERTANA (3-4- 3): Cardelli, Ferrara (20 s.t. D’Anna), Lorenzini (1 s.t. Marotta), Padovan, Rainone, Carriero, Alfageme, De Rose, Polak, De Marco (30 s.t. Turchetta), Galli (46’ s.t. Tripicchio).
A Disp.: Avella, Finizio, Donnarumma, Forte, Rajcic, Cigliano, Santoro, Colli.
All. Luca D’Angelo Luca

FORMAZIONE SIRACUSA (4-2- 3-1): Tomei; Daffara, Magnani, Turati, Liotti (23 s.t. Mazzocchi) Spinelli, Giordano; Parisi, Sandomenico (40 s.t. De Vito), Mancino (23 s.t. Bernardo), Scardina (40 s.t. Toscano).
A disp.: D’Alessandro, Mangiacasale, Plescia, Catania, Vicaroni, Grillo.
All. Paolo Bianco

Arbitro: Stefano Lorenzin di Castelfranco Veneto
Assistenti: Marco Della Croce di Rimini e Giacomo Pompei Poentini di Pesaro

Angoli 3-1

Ammoniti: Padovan, Marotta, De Rose, Ferrara (CA) Magnani (SR)

Marcatori: 26 s.t. Scardina (Sr)

Al 4 la Casertana si affaccia dalle parti di Tomei con De Marco che approfitta dell’errore di Daffara ma poi calcia debolmente tra le mani del portiere ospite.

GOOOOLLLL del Siracusa – Al 26 s.t. Punizione per il Siracusa per un brutto fallo di De Marco su Giordano, la palla arriva a Scardina che controlla di petto e poi girandosi calcia forte e teso sotto la traversa della porta difesa da Cardelli portando in vantaggio i Leoni.

Al 33’ s.t. episodio dubbio in area di rigore aretusea a farne le spese è De Rose che viene ammonito per proteste.

Al 42 s.t. Sugli sviluppi di una punizione Polak di testa indirizza verso la porta di Tomei che è bravissimo a respingere di pugno poi la difesa pulisce l’area.

Inspiegabilmente l’arbitro dopo aver concesso 5 minuti di recupero fa continuare la partita fino al minuto 51’ e 30” della ripresa, ma i leoni quest’oggi ruggiscono e portano a casa tre punti importanti.

Foto classifica – Pareggio tra Napoli e Inter, invariate le loro posizioni

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Termina in pareggio  lo scontro al vertice tra Napoli ed Inter. Rimangino invariate le loro posizioni in campionato con gli azzurri ancora primi a + 2 proprio sulla squadra di Spalletti. In attesa della trasferta di Udine di domani, Juventus a -6 dal Napoli

Di seguito la foto della classific dopo l’anticipo della nona giornata di campionato

foto classifica

Napoli-Inter, i voti di ViViCentro: Allan il migliore!

Questi i voti di ViViCentro

Il Napoli ha affrontato l’Inter nell’anticipo allo stadio San Paolo. Questi i voti di ViViCentro.it:

Reina 6.5; Hysaj 5.5, Albiol 6.5, Koulibaly 7, Ghoulam 6.5; Allan 7, Jorginho 6.5, Hamsik 6; Callejon 6, Mertens 5.5, Insigne 6.5. A disp. Rafael, Sepe, Mario Rui, Maggio, Giaccherini, Maksimovic, Zielinski 6, Chiriches, Rog 6, Ounas 6, Diawara. All. Sarri 6

dal nostro inviato al San Paolo, Ciro Novellino

Callejon, movimento innaturale del ginocchio, ma poi si rialza

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L’esterno spagnolo Josè Callejon ha concluso il primo tempo dolorante al ginocchio dopo un movimento innaturale dello stesso in seguito ad una scivolata su Nagatomo. Dopo i primi attimi di apprensione, il giocatore è rientrato negli spogliatoi sulle sue gambe. Si attendono notizie ufficiali circa le sue condizioni.  Nella ripresa in giocatore è tornato in campo regolarmente.

Napoli-Inter: cori razzisti, Sarri chiede provvedimenti

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Napoli-Inter: cori razzisti, Sarri chiede provvedimenti

Durante la partita Napoli-Inter i tifosi neroazzurri cantano il coro razzista: “Vesuvio lavali col fuoco“. Sarri ha parlato con il quarto uomo per chiedere che vengano presi i dovuti provvedimenti.

Jorginho: “Abbiamo giocato bene dobbiamo avere pazienza nel cercare il gol”

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Le parole di Jorginho durante l’intervallo di Napoli-Inter

Le parole di Jorginho ai microfoni di premium durante l’intervallo del big match Napoli-Inter: “Abbiamo fatto bene, Handanovic ha fatto un miracolo su Dries. Dobbiamo avere pazienza nel cercare il gol”

Hysaj: “Ci aspetta una gara difficile, ma vogliamo fare bene, bisogna vincere”

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Le parole di Elseid Hysaj prima Napoli-Inter

Le parole di Elseid Hysaj ai microfoni di premium prima del calcio d’inizio di Napoli-Inter: “La sconfitta di Manchester ci
ha lasciato tanta arrabbiatura perchè si poteva fare qualcosa in più e segnare. Ci aspetta una gara difficile, ma vogliamo fare bene.
Bisogna batterli perchè sono in lotta per lo scudetto, bisognerà entrare in campo decisi. Tutti gli attaccanti dell’Inter sono forti,
ma dobbiamo pensare a noi stessi