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Rinascita Ischia- c’è chi va, c’è chi viene: Impagliazzo lascia e Mendil arriva

La Rinascita Ischia Isolaverde continua a lavorare in vista del derby isolano contro il Lacco Ameno di mister Dinolfo. La società gialloblu dopo sollevato dall’incarico Massimo Fontanella ,ha deciso di affidare la guida tecnica a Isidoro Di Meglio . Il giovane tecnico isolano dopo la parentesi dei due anni sulla panchina della Nuova Ischia in Promozione,ha accettato di firmare per questa nuova avventura. Nel pomeriggio di ieri la squadra ha svolto la seduta di allenamento presso lo stadio “Rispoli”. All’allenamento era presente : Nassim Mendil, vecchia conoscenza del calcio isolano. L’attaccante è stato già sotto la guida tecnica di mister Isidoro proprio con la maglia della Nuova Ischia,per una stagione e mezza prima di essere ceduto nel mercato dello scorso dicembre. La punta francese ma di origine Algerina, rappresenta il primo rinforzo per mister Isidoro al quale potrà dare maggiore esperienza e supporto nel reparto offensivo in attesa della riapertura del mercato di dicembre. Alla seduta di ieri erano assenti sia Gigio Trani fermo ai box per una distorsione alla caviglia rimediata nella trasferta di Qualiano. Il giovane calciatore pare essere in forte dubbio per la gara di domenica contro il Lacco Ameno. Tra gli assenti anche Ciro Impagliazzo ,che ha deciso di abbandonare la squadra gialloblu per motivi personali.

A cura di Simone Vicidomini

Rinnovo Sarri: De Laurentiis non ha ancora fissato appuntamenti

La clausola non rappresenterebbe un ostacolo in Inghilterra

A Radio CRC, durante la trasmissione Si gonfia la rete è intervenuto Ciro Venerato esperto di mercato, rilasciando alcune dichiarazioni:

“Il futuro di Sarri al momento è stabile, ogni fuga in avanti è stupida e non realistica: le voci però girano, Sarri aspira ad un ingaggio attorno ai 4-5 milioni di euro. Le squadre inglesi hanno fatturati importanti, gli otto milioni della clausola non incutono timori.
Si è parlato di ChelseaWest Ham, ma è tutto molto peregrino: c’è la certezza della clausola che scade il 31 maggio, nonchè De Laurentiis che non ha ancora fissato appuntamenti con Sarri e l’agente. Magari più in là glielo chiederà, e si potrebbe fare un nuovo contratto a stipendio più alto eliminando la clausola: oppure l’allenatore azzurro dovrà valutare se il suo ciclo sarà finito o no”.

Napoli: Insigne ancora in dubbio

La decisione definitiva verrà presa nelle prossime ore

Insigne ancora in dubbio. Secondo quanto riferito dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, l’utilizzo del talento di Frattamaggiore sarà valutato nelle prossime ore. Infatti, Sarri valuterà soltanto nell’ultima rifinitura se utilizzare Lorenzinho dal primo minuto o meno, se rischiarlo ancora dopo l’affaticamento accusato durante il match di Champions contro il Manchester City o tenerlo in panchina concedendogli un pò di riposo proprio in vista della gara del San Paolo contro i Citizens. Le strade da poter percorrere sono due: un Insigne titolare ma sostituito oppure un Insigne che partirebbe dalla panchina per subentrare, poi, a gare in corso.

Juve Stabia, Ciro Polito completa il corso da Direttore Sportivo

Si é concluso oggi, con la lezione del D.S. della Sampdoria Daniele Pradé, il corso da Direttore Sportivo organizzato  dalla FIGC presso il centro tecnico di Coverciano.

Spettatrice interessata la Juve Stabia, alla luce della presenza tra i corsisti di Ciro Polito, collaboratore dei gialloblú. Manca quindi sempre meno affinché l’ex portiere delle Vespe acquisisca il patentino da diesse.

Questo l’elenco completo dei corsisti:

Michele Angelastro, Andrea Basso, Alberto Bianchi, Antonio Bocchetti, Stefano Bordone, Giuseppe Bugatti, Enrico Busolin, Andrea Butti, Lorenzo Maria Casciello, Andrea Catellani, Alberto Cavagnis, Marcello Chezzi, Claudio Chiellini, Fabio Massimo Conti, Vincenzo De Liguori, Vincenzo De Santis, Sandro Della Mora, Domenico Fracchiolla, Damiano Genovese, Antimo Grillo, Alberto Gusella, Giovanni Invernizzi, Fabrizio Letizia, Andrea Maniero, Giovanni Manna, Giovambattista Martino, Gianmarco Marucchi, Luca Matteassi, Stefano Mauri, Mario Menasci, Davide Carmelo Mignemi, Gianfranco Moro, Luigi Piangerelli, Ciro Polito, Stefano Ricci, Leandro Rinaudo, Matteo Roguletti, Pierluigi Rosa, Vittorio Daniele Rosso, Alessandro Servi, Graziano Ursino, Davide Vaira, Valter Vercellone e Luigi Volume.

Fonte: FIGC.it

Auriemma: “Quagliarella al Napoli? Un sogno”

“Inter da scudetto. Che lavoro Spalletti”

Intervenuto ai microfoni di Radio CRC, il giornalista Mediaset Raffaele Auriemma ha rilasciato alcune dichiarazioni: “Se l’Inter è da scudetto? Non è alla luce delle ultime due partite, ma frutto di un mercato oculato e l’organizzazione di un tecnico come Spalletti: un lavoro come quello di Sarri dopo Benitez, su una squadra a pezzi i cui componenti sembravano non più utili. Nagatomo sembrava un insulto e si è rilanciato; Skriniar vale almeno il doppio, Vecino e Gagliardini a centrocampo per non parlare dell’attacco. Il pareggio del Napoli al San Paolo non è da sottovalutare, l’Inter toglierà punti a tutti e merita maggiore attenzione: quel Napoli avrebbe battuto tutti sabato, ma non l’Inter. Stasera mi auguro che Hamsik possa mostrarsi al meglio, il record di Maradona inconsciamente lo sta condizionando: non è una cosa da poco. L’idea Quagliarella lo renderebbe felice e mi intriga, Fabio è un grande attaccante: vederlo a gennaio a Napoli è più un sogno che la realtà”.

Lamon (Belluno) e Castello Tesino (Trento), paesi gemelli divisi dall’autonomia

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Davide Lessi, nel suo reportage, racconta come si vive a Lamon (Belluno) e Castello Tesino (Trento), paesi gemelli divisi dall’autonomia. Distano solo pochi chilometri, ma da un lato casse vuote e invidia, dall’altro bonus a pioggia e agevolazioni.

Paesi gemelli, destini separati. L’autonomia divide i vicini di casa

Lamon (Belluno) e Castello Tesino (Trento) distano pochi chilometri. Nel Comune veneto casse vuote e invidia, dall’altra bonus a pioggia

CASTELLO TESINO (TRENTO) – L’immagine è questa. A Lamon dei vecchietti scuotono la testa al bar Alpino. Guardano la piazza da rifare. «Il progetto c’è, ma sono anni che aspettiamo», borbottano. Venti minuti dopo, nel vicino Castello Tesino, due operai stanno finendo di sistemare il porfido sui viali tirati a lucido. Due Comuni confinanti, Lamon e Castèlo. In un certo senso gemelli. Entrambi incastonati nelle valli. Entrambi alle prese con il problema dello spopolamento delle comunità montane. Entrambi abitati, per di più, da anziani. Ma con una piccola, sostanziale, differenza. Lamon, 2800 abitanti, si trova in provincia di Belluno, cioè in Veneto. Castello Tesino è in Trentino e le sue 1200 anime dipendono dalla provincia autonoma di Trento.

«Basta guardare l’asfalto», ci avevano avvisato prima di sconfinare tra le due Regioni. Ed è così: la strada ha lo stesso nome, la provinciale 40, ma è come se, a un certo punto, diventassero due. Da una parte la versione bellunese, piena di buche e segnali abbandonati di lavori in corso. Dall’altra, la via trentina, dove si curano con dovizia anche le sterpaglie scese dai boschi autunnali. Più risorse per il territorio, dunque. Ma c’è dell’altro. A Castello, Laura Zotta ancora si imbarazza pensando all’episodio capitato due anni fa. «Agli uffici provinciali mi hanno detto che in quanto madre e lavoratrice avevo diritto a un bonus di 60 euro al mese», racconta. Ha 47 anni e di mestiere fa l’impiegata. Suo marito manda avanti un’attività artigianale. Vivono in una casa di proprietà. Una famiglia borghese, insomma. Ma ciò non basta per escluderli da un piccolo aiuto economico drenato dalla risorse pubbliche. Che qui non mancano: per un nucleo famigliare povero (con un reddito annuale di 13500 euro) l’assegno erogato dalla provincia autonoma può raggiungere anche i 450 euro al mese.

Non è finita. «Per ogni bimbo nato ti danno a disposizione una certa metratura di boschi», racconta ancora Laura. E poi spiega: «In questo modo la famiglia può rivendere il legname e portarsi a casa anche 2-3 mila euro a bambino». Una sorta di bonus-bebè pagato in natura, insomma. «Senza contare – aggiunge – che chi ha dei neonati in casa ha diritto a uno sconto sulla tassa dei rifiuti di circa 50 euro al mese per l’immondizia in eccesso prodotta dai pannolini». A darle man forte la collega Gabriella Menato, anche lei trentina e residente a Castello: «In passato ho lavorato all’ufficio tecnico provinciale che si occupava di edilizia pubblica e privata. E posso assicurarle che ai giovani desiderosi di mettere su casa veniva garantito il 50% di quanto serviva per l’acquisto e la ristrutturazione di un immobile. Adesso un po’ meno, certo, ma questi aiuti ci sono ancora».

Tante attenzioni verso il cittadino, dunque. Che da una parte ci sono, dall’altra (quella veneta) no. Ed è per questo che la sensazione, facendo la spola tra i due Comuni, è che in Trentino rimanga forte un senso di orgoglio e appartenenza. Dalla sponda veneta, invece, si preferisce professarsi «sudditi». Di Roma, certo. Ma anche, e paradossalmente, di Venezia. Tant’è che già nell’ottobre del 2005, il 61,5 per cento dei 4151 aventi diritto di Lamon, votò un referendum per passare armi e bagagli al Trentino. Togliendo i residenti all’estero fu un plebiscito: quasi il 90% dichiarò di volersene andare dal Veneto. L’iter istituzionale del passaggio è ancora fermo in Parlamento. Ma la voglia rimane, eccome.

«Perché quello Trentino per noi rappresenta un modello? Per tutto», commenta con sarcasmo Vania Malacarne, 49 anni e dieci dei quali passati a fare il primo cittadino di Lamon. «Il governo dovrebbe dirmi se è legittima la differenza di diritti che c’è tra chi abita in questo paese e chi a dieci minuti da qui», accusa. E porta un esempio: «Io ho lottato per anni per avere i fondi per costruire un plesso scolastico nuovo. In un Comune trentino qui vicino in un anno sono riusciti ad aprire due asili nido comunali». L’ex sindaca Malacarne, nel 2005 tra le promotrici della consultazione che chiedeva l’annessione al Trentino, ne fa anche una questione geografica: «Basta guardare una mappa: per tre quarti dei nostri confini noi siamo circondati dalla provincia autonoma di Trento. Perché non farci inglobare?». E poi porta l’esempio dell’attività economica famigliare: «Commerciamo prodotti petroliferi – racconta – . Come è possibile che in Trentino sia la provincia a finanziarti i mezzi che ti servono, per esempio un camion, con contributi a fondo perduto e in Veneto non ricevi nulla?».

Altro tema, molto sentito, da queste parti è quello del turismo. E qui basta un numero per capire la questione: nell’intero 2013 la Regione Veneto ha speso 17 milioni per il comparto turistico. Nello stesso anno la provincia di Trento ha potuto impegnare 57 milioni. A tirare le somme ci pensa Guido Trento, 68 anni e dieci passati in consiglio regionale a cercare di rappresentare le specificità del territorio provinciale bellunese: «Mi auguro che Zaia ottenga quello che chiede. Me lo auguro ma non mi faccio illusioni». E poi conclude con un sorriso: «Per quanto riguarda queste valli, l’unica possibilità che vedo per sopravvivere è di staccarsi dal Veneto e andare in Trentino». Della serie: per ogni autonomista, ce n’è sempre uno più autonomista di te.

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lastampa/Paesi gemelli, destini separati. L’autonomia divide i vicini di casa DAVIDE LESSI – INVIATO A CASTELLO TESINO (TRENTO)

Accordo verbale tra Napoli e Chievo per Inglese

Napoli disposto al prestito del polacco

Durante la trasmissione Si gonfia la rete, in onda su Radio CRC, è intervenuto il giornalista della RAI Ciro Venerato, rilasciando alcune dichiarazioni: “Per quanto riguarda la questione dello scambio tra MilikInglese, il Napoli prenderà un rinforzo e ha già acquistato l’attaccante del Chievo ad agosto. C’è un gentlemen’s agreement tra De LaurentiisCampedelli: il Napoli è disposto a dare Milik ai clivensi, purchè questi ultimi gli garantiscano una continuità di impiego. Arek sarebbe pronto a febbraio e un Chievo lontano dalla zona retrocessione potrebbe permettersi l’azzardo di prenderlo in rosa”.

Campania – Nell’antica Pompei si incontrano vendemmia, storia ed archeologia

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L’appuntamento di tradizione con la vendemmia a Pompei si è rinnovato mercoledì 25 ottobre con il taglio delle uve nei vigneti della vigneto del Triclinio Estivo.

Il progetto nasce, in via sperimentale, nel 1994 su un’area limitata degli scavi, grazie ad una convenzione tra il Parco Archeologico di Pompei e l’azienda vitivinicola campana Mastroberardino che oltre a prendersi cura dei vigneti produce il pregiato vino Villa dei Misteri.

Il Direttore Generale Massimo Osanna e il Prof. Piero Mastroberardino hanno celebrato assieme la giornata della vendemmia che rinnova questa ormai consolidata collaborazione volta alla valorizzazione del territorio archeologico e delle sue peculiarità.

Le aree interessate ad oggi comprendono tutti i vigneti delle Regiones I e II dell’antica Pompei, per un’estensione di più di un ettaro ripartito su 15 appezzamenti di diversa estensione e per una resa potenziale di circa 30 quintali d’uva.

Il vino Villa dei Misteri, prodotto con uve Piedirosso e Sciascinoso, presenta caratteristiche uniche in quanto realizzato secondo le tecniche di viticoltura di duemila anni fa. Oltre ad essere un vino eccellente, rappresenta un modo per raccontare e far conoscere Pompei con la sua cultura e la sua tradizione antica e quale elemento di valorizzazione e al tempo stesso di difesa del territorio, del paesaggio e dell’ambiente.

L’attività fa parte dal punto di vista scientifico di uno dei tanti studi condotti dal Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco Archeologico di Pompei che, da sempre, analizza le relazioni tra botanica e archeologia.

Comunicato Stampa

Ranking UEFA, la classifica aggiornata. Bene Napoli e Juventus

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 La UEFA ha pubblicato sul proprio sito la classifica del Ranking per paesi dopo le ultime gare internazionali. L’Italia ha confermato e anzi migliorato il proprio terzo posto davanti alla Germania. Questa la classifica delle prime 10 posizioni:

1 – Spagna 93.998
2 – Inghilterra 67.891
3 – Italia 66.249
4 – Germania 64.998
5 – Francia 50.248
6 – Russia 47.382
7 – Portogallo 42.248
8 – Ucraina 37.533
9 – Belgio 37.300
10 – Turchia 32.400

Queste invece le posizioni dei singoli club italiani ancora impegnati in Europa:
5° Juventus 124.249
12° Napoli 87.249
27° Roma 60.249
41° Lazio 43.249
55° Milan 34.249
106° Atalanta 18.249

 

Lotito shock sulla visita alla Sinagoga: “famo sta sceneggiata”

‘Il vice rabbino ci sarà? Solo il rabbino c’è? Non valgono un c… questi. Tu hai capito come stamo? A New York il rabbino, er vice rabbino. Famo sta sceneggiata…. te te rendi conto”. Claudio Lotito parla così prima della visita di ieri alla Sinagoga di Roma. Le parole del presidente della Lazio, in volo da Milano a Roma, sono state registrate da alcuni passeggeri che erano a bordo dell’aereo. Il colloquio, pubblicato dal Messaggero, è stato poi smentito dallo stesso Lotito ai microfoni di Massimo Giannini su Radio Capital. Ma l’audio è inequivocabile. Ieri Lotito, accompagnato da una delegazione del club e due giocatori, Wallace e Felipe Anderson, ha deposto una corona di fiori in Sinagoga, sotto la lapide commemorativa delle vittime dei deportati di Roma. All’omaggio non hanno preso parte rappresentanti ufficiali della comunità ebraica di Roma. Intanto i fiori deposti hanno avuto vita breve. Come testimoniano alcune foto che stanno facendo il giro dei social, infatti, la corona è finita nel Tevere, dove è stata avvistata nella mattinata di oggi, mentre un mazzo di fiori con il fiocco biancoceleste è stato ritrovato a terra vicino al Tempio Maggiore.

FONTE: Repubblica

Questione Shoah – la Lega B prende le distanze dal comportamento dei tifosi dell’Ascoli

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Non accenna a terminare l’eco del gesto dei tifosi della Lazio, che nei giorni scorsi hanno usato immagini di Anna Frank per “offendere” la tifoseria romanista. Il mondo del Calcio ha condannato il gesto, ma ha fatto altrettanto scalpore il comportamento dei tifosi di Ascoli, che ha disertato nella gara di ieri il minuto di silenzio in memoria di Anna Frank.

La Lega di B ha subito preso le distanze da tale pensiero; questo il comunicato della Lega:

La Lega B esprime dissenso e amarezza in relazione al comportamento di una parte dei tifosi di Ascoli, piazza tradizionalmente attenta alle tematiche sociali ed etiche, che ha deciso di prendere le distanze, ieri sera prima della gara contro lo Spezia, dalle iniziative di solidarietà e riflessione sul dramma della Shoah, intraprese dalla Federazione, in tutti gli stadi.

La Lega B conferma la necessità di ribadire senza esitazioni, con fermezza assoluta e in ogni occasione, la condanna verso tutte le forme di odio e violenza, senza che tale biasimo venga condizionato o subordinato da altri drammi, quali quello del terremoto, per cui il sistema calcio insieme a tutte le altre istituzioni ha già dimostrato, e continuerà a dimostrare, grande sensibilità.

Il Commissario straordinario Mauro Balata, insieme al direttore generale Paolo Bedin, a nome della Lega B ringrazia contestualmente club e tifosi della Serie B ConTe.it per la grande partecipazione dimostrata su tutti i campi dell’undicesima giornata in occasione del minuto di riflessione.

Zaia: modello Gandhi per il Veneto

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Dopo il referendum Mattia Feltri intervista Luca Zaia, incarnazione dell’autonomismo padano. Il governatore veneto vuole un accordo con il governo prima del voto: «Combatto come Pannella e Gandhi, a Roma nessuno faccia il furbetto».

Davide Lessi, nel suo reportage, racconta come si vive a Lamon (Belluno) e Castello Tesino (Trento), paesi gemelli divisi dall’autonomia. Distano solo pochi chilometri, ma da un lato casse vuote e invidia, dall’altro bonus a pioggia e agevolazioni.

Zaia: “Combatto come Pannella e Gandhi. Accordo col governo prima del voto”

Il governatore del Veneto: “Non cerco la rissa, voglio tutte le 23 competenze Nessuno faccia il furbetto, a Roma sono tenuti a trattare”

ROMA – Luca Zaia, presidente del Veneto, 49 anni, di Treviso, precisamente di Conegliano («per essere ancora più precisi di Bibano di Godega, sponda sinistra del Piave: noi abbiamo un dialetto diverso da quelli di Treviso»), dietro di sé ha una cartina (si direbbe d’epoca risorgimentale) di Venezia, così dettagliata che il portavoce individua e indica casa sua. Senza gel, senza gessato, a smentire tutti gli stereotipi estetici, piuttosto l’incarnazione dell’autonomismo padano, di ritorno, di colpo, nella Lega sovranista di Matteo Salvini.

«Da ragazzo ci facevano vedere Radici, lo sceneggiato sugli schiavi neri d’America. Il protagonista, Kunta Kinte, veniva picchiato e tenuto nell’ignoranza perché gli fosse impossibile ribellarsi. Poi ho letto anche il libro, di Alex Haley, e ho capito che quella era la stessa strategia coi veneti: lasciarli ai margini, alla periferia dell’impero. La vera sintesi di questo referendum è che la politica romana è distante, ma tanto distante dal popolo. E che l’autonomismo veneto non si è mai assopito».

Un po’ enfatico ma chiaro. Il referendum in effetti è stato un trionfo, inatteso solo per chi non sa. Però lei ha subito rilanciato chiedendo lo statuto speciale e il trasferimento dei 9/10 del gettito fiscale.

«C’è un terribile fraintendimento. Se il governo dovesse concederci le ventitré competenze che la Costituzione ritiene trasferibili alle regioni, la conseguenza di fatto sarebbe il trasferimento al Veneto dei 9/10 del gettito. Per la proprietà transitiva, direi. Il mio non è né un salto in avanti né tantomeno un passo indietro. Altra questione è la richiesta al Parlamento di una modifica costituzionale perché al Veneto sia riconosciuto lo statuto speciale come quello delle province autonome di Trento e Bolzano, richiesta che nulla c’entra col referendum e con la conseguente trattativa sul passaggio di competenze da Stato a regioni. Molti in questo momento lo commentano negativamente, nonostante in passato abbiamo votato provvedimenti identici, sia da destra sia da sinistra. Ma sono due azioni distinte».

Il sottosegretario Bressa vi ha dato degli irresponsabili. Anche il presidente lombardo Bobo Maroni è perplesso. 

«Maroni ha smentito, ha detto che sta con me. Quanto a Bressa, e a chi la pensa come lui, rispondo che oggi sono io a sventolare le idee dei padri della patria. Luigi Einaudi nel ’48 disse “daremo ad ognuno l’autonomia che gli spetta” e Luigi Sturzo, siciliano, nel ’49 disse “sono unitario ma federalista impenitente”. Io la penso come Einaudi. Bressa non so».

In effetti il premier Paolo Gentiloni si è dimostrato attento e rispettoso.  

«Noi non cerchiamo la rissa e non facciamo giochini. Con Gentiloni ci incontreremo nelle sedi deputate e istituzionali. Saremo seri. Saremo pannelliani e gandhiani. Gandhi diceva “prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono, poi vinci”. Saremo istituzionali e non violenti come Pannella e Gandhi».

Anche Matteo Renzi ha detto che non si deve minimizzare.  

«Renzi è un uomo intelligente. Aveva capito che attraverso l’articolo 116, e il trasferimento delle ventitré competenze, si apriva la strada a un federalismo compiuto. Con la riforma costituzionale ha cercato di cambiare, anche per questo l’abbiamo combattuta. Voleva ridurre le competenze a nove. Per fortuna non c’è riuscito».

Queste sono parole. Il suo percorso non sembra agile né facile. Non teme la palude romana?  

«Voglio essere inequivocabile. Nessuno deve fare il furbetto. Il governo è tenuto a trattare con noi. Non è una gentile concessione. È un obbligo stabilito dalla Costituzione. Il fatto che ci siano le elezioni a marzo non vuole dire niente. Anzi, può essere un vantaggio. Sono persuaso che per la ratifica del Parlamento toccherà aspettare la prossima legislatura, ma entro le elezioni si può arrivare a firmare l’intesa con il governo Gentiloni. Altrimenti sarò curioso di vederli qui in Veneto, a fare campagna elettorale, se non avranno soddisfatto le richieste di due milioni e 400 mila veneti che domenica sono andati a votare sotto il diluvio per avere tutte le competenze che gli spettano».

Sono competenze enormi. Non le avrà mai tutte. E allora che farà, percorso catalano?  

«Io dico che le avremo tutte. Il referendum non è interpretabile. E se non le avremo continueremo a combattere, ma secondo la legalità. Non appoggio nulla che sia fatto fuori dalla legalità e dalla Costituzione».

Sicuro che non farà il premier? 

«Questa cosa comincia a darmi fastidio. Resto in Veneto, l’ho detto e lo faccio. Ora basta. Il candidato premier della Lega è Salvini. E quanto al suo sovranismo – come lo chiamano i giornali – ricordate che il centralismo è centrifugo, il federalismo è centripeto. Quindi, nessuna contraddizione».

Lei si sente più della Liga o della Lega?  

«Innanzitutto veneto. Questo è un referendum vinto dal Veneto. In due milioni e 400 mila voti ci sono tutte le idee politiche, è ovvio, la Lega, la sinistra, i berlusconiani, i cinque stelle. E dico di più, c’è anche il voto dei nuovi veneti».

Gli immigrati?  

«Certo. Sono 517 mila. Lavorano. Sono onesti. Contribuiscono al Pil della regione per il 5 per cento. Nessuno di loro mi ha mai chiesto dello Ius soli, mi hanno chiesto sicurezza e lavoro, però. Io ce l’ho coi fannulloni e coi delinquenti, indipendentemente dalla provenienza».

Lei è vegetariano?  

«No. Ci ho provato ma è difficile, però amo tutti gli animali, soprattutto i cavalli. Corro, prima andavo in bici, faccio palestra ma più di ogni cosa adoro andare a cavallo, e so che i cavalli non sono mezzi, ma sono compagni. Quando cavalco faccio lunghi tratti a piedi, per non pesare troppo sulla bestia. A casa dei miei c’è il mio cavallo storico, Royal. Ha ventinove anni, un quarter horse americano. Sta in giardino, come un cane».

Da presidente della provincia di Treviso assunse degli asini rasaerba…  

«È vero. L’appalto costava un sacco di soldi, ottanta milioni di lire all’anno, più o meno. Con sei milioni di lire ho comprato gli asini che per dieci anni hanno tenuto perfettamente quella scarpata sulla tangenziale, dove passavano poche macchine, e ci stavano benissimo. Sembrava un prato inglese. Poi avevano fatto anche gli asinelli».

Questa cosa dell’animalismo è diventata una moda…  

«Gli altri non so, io lo sono sempre stato. Facevo l’istruttore di equitazione nell’altro millennio. Anche per questo mi è piaciuto fare il ministro dell’Agricoltura nell’ultimo governo Berlusconi. Non andavo nei convegni, io. Dicevo che un ministro dell’Agricoltura deve avere le scarpe sporche, e le avevo sporche davvero. Anche ora, che continuo a girare le aziende del Veneto».

A lei piace fare un po’ l’uomo della strada, l’uomo che ha fatto la gavetta, che sa parlare con tutti. 

«Ognuno ha la sua storia. Io ho fatto da studente l’operaio, il muratore, il pr in una discoteca, l’uomo delle pulizie, il cameriere. È la mia vita, né me ne vanto né me ne vergogno. Sapete che mi divertiva di più? Dare ripetizioni di chimica. Sono laureato in Scienze della produzione animale, e la chimica l’ho studiata molto. Mi è sempre piaciuta da pazzi».

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lastampa/Zaia: “Combatto come Pannella e Gandhi. Accordo col governo prima del voto” MATTIA FELTRI

Napoli, il Chelsea mette nel mirino Maurizio Sarri?

Secondo l’emittente 7 Gold il Chelsea, a lavoro per trovare il successore di Antonio Conte se a fine anno dovesse consumarsi l’addio, ha messo nel mirino Maurizio Sarri. Per convincere il tecnico a salutare Napoli, i Blues potrebbero mettere sul piatto un contratto da circa 12 milioni a stagione.

Agerola, sabato tutti con gli occhi in su per “La notte della Luna”

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Agerola si prepara a vivere una notte tra le stelle e la luna. Il borgo dei Monti Lattari, ormai tappa fissa di turisti stranieri e non nel periodo estivo ma non solo, sabato sera sarà in prima fila per osservare la luna e le stelle.

Si terrà infatti ad Agerola “La Notte della Luna”: a partire dalle 19.30 l’Osservatorio Astronimico “Salvatore Di Giacomo” aprirà, gratuitamente, le porte al pubblico così da far conoscere meglio i corpi celesti. Sarà possibile osservare la Luna al telescopio ed assistere a proiezioni interessanti con gli esperti di Astrocampania.

L’evento è sponsorizzato dal Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA con il supporto dell’Istituto Virtuale di Ricerca del Sistema Solare (SSERVI) e dell’Istituto Lunare e Planetario della NASA.

Fonte: Amalfi Notizie

 

Designato l’arbitro per Roma-Crotone: sarà Gianluca Manganiello

Gianluca Manganiello di Pinerolo dirigerà Roma Crotone, stasera alle 20.45 allo stadio Olimpico

Roma- Il direttore di gara designato per Roma-Crotone sarà Gianluca Manganiello della sezione di Pinerolo. Stasera alle 20.45, all’Olimpico, arbitrerà la gara infrasettimanale valida per la 10^ giornata di serie A.  

                       SCHEDA

  • Gianluca Manganiello, nato il 28 novembre 1981 a Pinerolo (TO), entra nell’AIA nel 1996.

– Nel 2007 viene promosso in CAN D

– Nella stagione 2010/2011 viene promosso nella CAN PRO dove dirige 21 partite tra cui una gara play-off promozione.

– Nella stagione 2012/2013 viene promosso in CAN B dove esordisce alla 1^ giornata nella gara Bari-Cittadella e dirige 18 partite in questa categoria.

-Nella stagione sportiva 2013/2014, dopo 16 direzioni in cadetteria, arriva la prima direzione in SERIE A nella gara tra Chievo e Inter.

– Nella stagione 2014/2015 dirige 20 gare in ERIE B e un’altra partita in SERIE A (Cagliari-Udinese).

– Nel 2015/2016, dopo aver arbitrato 19 partite in SERIE B, viene designato anche per Lazio-Fiorentina (2-4), gara della 38ª giornata del campionato di SERIE A.

– Nel giugno 2017 è designato per dirigere la finale di andata dei play-off di serie B 2016-2017 tra Carpi e Benevento.

– Al termine della stagione 2016-2017 vanta 6 presenze in SERIE A, il 1º luglio 2017 viene promosso in CAN A.

 ROMA- CROTONE

Arbitro:  Gianluca Manganiello di Pinerolo
Assistenti: Vuoto – Gori
IV: Saia
V.A.R.: Abisso
A.V.A.R.: Long

 Maria D’Auria

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Napoli, sequestrata stamperia clandestina a Piazza Garibaldi

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Una stamperia clandestina con migliaia di documenti falsi (7500 per la precisione) è stata scoperta dalla Polizia Municipale in un edificio nella zona di Piazza Garibaldi a Napoli. Le indagini hanno portato all’arresto in flagrante di un cittadino ghanese, Mohammed Alì Tahiru. Gli atti sono già al vaglio della sezione antiterrorismo della Procura partenopea.
All’interno della stamperia, un tugurio all’ultimo piano di vico Fondaco Vicaria Vecchia, sono stati rinvenuti passaporti, carte d’identità, patenti di circolazione e permessi di soggiorno oltre a tutto il materiale necessario per la produzione, tra cui i timbri delle questure di Caserta, Roma e Bologna, e 3.000 euro in contanti. L’uomo – hanno accertato gli investigatori – raccoglieva le richieste la mattina all’esterno della moschea di Via Torino. Gli agenti lo hanno bloccato mentre usciva di casa.

Trasporti, giovedì 26 e venerdì 27 ottobre previsto nuovo sciopero. I mezzi garantiti in Campania…

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E’ stato proclamato dalla Confederazione Unitaria di Base e da alcuni sindacati lo sciopero dei trasporti che venerdì 27 ottobre sarà efficace su scala nazionale.

I disagi protrebbero colpire anche corse da e per la Campania, infatti Trenitalia utilizza per i trasporti all’interno della nostra Regione anche treni nazionali.

Per ciò che riguarda autobus, funicolari e metropolitana linea 1, l’Azienda Napoletana di Mobilità ha reso noto che lo scioperò non toccherà l’azienda, dunque le corse di questi mezzi saranno assicurate.

Situazione analoga per Eav: l’Ente Autonomo Volturno ha infatti comunicato che Circumvesuviana, Cumana, Circumflegrea, MetroCampania NordEst non saranno interessate dallo sciopero e che la circolazione non subirà variazioni.

Potrebbero subire limitazioni, invece, nell’ambito dello sciopero che coinvolgerà Trenitalia dalle 21.00 del 26 ottobre alle 21.00 del 27 ottobre, la metropolitana linea 2, perchè facente parte del gruppo Ferrovie dello Stato. Saranno comunque assicurate le corse essenziali dalle ore 6.00 alle ore 9.00 e dalle ore 18.00 alle ore 21.00.

Fonte: Napolike.it

Barano,rottura del crociato anteriore per A. Arcamone,stagione finita ?

A cura di Simone Vicidomini

E’ un fulmine a ciel sereno quello che è accaduto in casa del Barano Calcio. La formazione di Billone Monti perde l’attaccante Angelo Arcamone. Mercoledì scorso già si era evidenziata una probabile diagnosi sull’entità del suo infortunio. L’attaccante avevo subito una torsione un po strana al ginocchio nel ricadere a terra dopo uno stacco di testa. Il responso medico arrivato ieri pomeriggio,dopo la risonanza magnetica effettuata nella giornata di lunedì,ha confermato la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. La punta degli aquilotti quasi certamente chiude qui il suo campionato. L’unica speranza forse è che tra circa un mesetto Arcamone si dovrà sottoporre di nuovo a una nuova risonanza, quando il suo ginocchio si sarà completamente sgonfiato e forse la diagnosi potrebbe cambiare del tutto. Un infortunio che lascia completamente tanta tristezza non solo all’interno della compagine baranese dei propri compagni di squadra ma società compresa. Questa sarà una bella gatta da pelare per il tecnico Billone Monti, che già dispone di una rosa molto corta e la perdita del suo attaccante lascia un vuoto che sarà difficile colmare. I bianconeri dunque rimangono attualmente soltanto con un’attaccante in rosa:Pasquale Rizzo ma con caratteristiche completamente opposte da Arcamone. Che sia un preludio per un cambio di modulo per Monti? La società del Barano dovrà mettersi alla ricerca di un attaccante,con le stesse caratteristiche di Arcamone,capace di far salire la squadra nel proteggere palla. Una ricerca che di sicuro non sarà affatto facile,anche perchè il mercato degli svincolati offre davvero poco,ma si dovrà fare un sacrificio economico se si vorrà prendere qualcuno che sostituisca la punta con le giuste caratteristiche di gioco che chiede mister Monti. Lo stesso tecnico però ha rimarcato più volte in alcune dichiarazioni che ci ha lasciato ai nostri microfoni: c’è difficoltà per una squadra che si trova su un’isola a trovare qualcuno intenzionato a trasferirsi qui, e se si trasferiscono e perchè guadagnano molto di più rispetto a prima. In conclusione ad Angelo Arcamone va il nostro miglior augurio per una pronta guarigione,con la speranza di vederlo al più presto di nuovo in campo. Non mollare Angelo !

Foto di Francesco Di Noto Morgera

Serie A, le partite in programma nella giornata odierna

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Dopo l’anticipo di ieri tra Inter e Sampdoria, terminato 3-2 per i padroni di casa, scenderà in campo oggi il resto della Serie A. Si inizia alle 18.30 con il match tra Atalanta e Verona all’Atleti Azzurri d’Italia. alle 20.45 scorpacciata di partite con Juventus- Spal all’Allianz Stadium, Roma- Crotone all’Olimpico, Genoa- Napoli al Ferraris, Sassuolo- Udinese al Mapei Stadium, Cagliari- Benevento alla Sardegna Arena, Chievo- Milan al Bentegodi, Bologna- Lazio al Dall’Ara e Fiorentina- Torino al Franchi. Spiccano i match di Juventus, Napoli e Roma per la vetta e lo scontro salvezza tra Cagliari e Benevento.

Decisione del giudice sportivo per la decima giornata di campionato serie C

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DECISIONI DEL GIUDICE SPORTIVO

Il Giudice Sportivo Not. Pasquale Marino, assistito dal Rappresentante dell’A.I.A. Sig. Roberto Calabassi, nelle sedute del 23 e 24 Ottobre 2017 ha adottato le deliberazioni che di seguito integralmente si riportano:

GARE DAL 20 AL 23 OTTOBRE 2017

PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI

In base alle risultanze degli atti ufficiali sono state deliberate le seguenti sanzioni disciplinari:

  • € 1.000,00 CASERTANA perché propri sostenitori introducevano e accendevano, nel proprio settore, due fumogeni uno dei quali veniva lanciato sul terreno di gioco, senza conseguenze (r.proc.fed.).
  • € 1.000,00 SIRACUSA perché propri sostenitori in campo avverso introducevano e facevano esplodere, nel proprio settore, un petardo, senza conseguenze (r.proc.fed.).

 

DIRIGENTI

INIBIZIONE A SVOLGERE OGNI ATTIVITA’ IN SENO ALLA F.I.G.C. A RICOPRIRE CARICHE FEDERALI ED A RAPPRESENTARE LA SOCIETA’ NELL’AMBITO FEDERALE A TUTTO IL 31 DICEMBRE 2017 E AMMENDA € 1.000.00

  • MARTONE ANIELLO (CASERTANA) per comportamento reiteratamente offensivo verso l’arbitro durante la gara con pronuncia di espressioni blasfeme; dopo la notifica del provvedimento di espulsione tentava di venire a contatto fisico con l’arbitro, impedito solo dall’intervento di altri componenti della panchina (espulso, panchina aggiuntiva). INIBIZIONE A SVOLGERE OGNI ATTIVITA’ IN SENO ALLA F.I.G.C. A RICOPRIRE CARICHE FEDERALI ED A RAPPRESENTARE LA SOCIETA’ NELL’AMBITO FEDERALE A TUTTO IL 31 OTTOBRE 2017 E AMMENDA € 500.00
  • GRECO VINCENZO (REGGINA) per comportamento non regolamentare in campo, ripetute proteste e comportamento irriguardoso nei confronti dell’arbitro (espulso, recidivo).
  • BIANCO PAOLO (SIRACUSA) per comportamento non regolamentare in campo durante la gara (espulso).

 

CALCIATORI ESPULSI

SQUALIFICA PER DUE GARE EFFETTIVE

  • BUCOLO ROSARIO ALESSANDRO (CATANIA) per atto di violenza verso un avversario con il pallone non a distanza di gioco.

SQUALIFICA PER UNA GARA EFFETTIVA

  • INFANTINO SAVERIANO (CATANZARO) per comportamento gravemente scorretto nei confronti di un avversario al rientro in campo dopo l’intervallo (r.proc.fed.).