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Prof. Mariani su Milik: “Parametri migliorati rispetto al primo intervento. Tempi di recupero? Spetta a De Nicola definirli”

Il Prof. Pierpaolo Mariani è intervenuto ai microfoni di Radio Crc nel corso di ‘Si Gonfia la Rete’. Ecco quanto evidenziato:

“Milik? I parametri sono migliori rispetto al primo intervento, non un grande miglioramento ma comunque significativo. La forza muscolare è rimasta più o meno la stessa, vedremo tra due-tre mesi cosa succederà. I tempi del rientro verranno definiti dal dottor De Nicola, io devo solo valutare il recupero. Mi auguro che possa rientrare in breve tempo e ancora più forte”.

Juve Stabia, la carica della Curva Sud: al Menti solo vestiti di gialloblù!

Entusiasmo alle stelle per il ritorno al Menti della Juve Stabia. Questa sera, alle 18.30, le Vespe affronteranno il Rende nell’impianto di Via Cosenza, calcando finalmente il nuovo manto erboso testato per la prima volta nell’allenamento di giovedì.

Anche la Curva Sud è pronta ad esplodere, come conferma il comunicato reso noto pochi minuti fa. La torcida gialloblù invita i tifosi a recarsi al Menti indossando solo abiti che richiamino i colori sociali della Juve Stabia: il giallo e il blu.

Questo il comunicato della Sud:

 LA CURVA SUD INFORMA TUTTI I TIFOSI DELLE VESPE CHE SEGUIRANNO LE GARE DALLA CURVA, DI NON INDOSSARE INDUMENTI RICONDUCIBILI AD ALTRE SQUADRE. INDISTINTAMENTE CHE SIA SERIE A, CHAMPIONS LEAGUE O ULTIMA CATEGORIA. I COLORI UNICI DOVRANNO ESSERE IL GIALLO ED IL BLU. CUORE, GRINTA E PASSIONE!
INVITIAMO A RISPETTARE QUESTA DECISIONE, QUALORA COSÌ NON FOSSE, CI SARÀ UN RICHIAMO DA PARTE DEGLI ESPONENTI.

Napoli-Sassuolo, le probabili formazioni: chance per Maggio, infermeria piena per Bucchi

Undicesima giornata di Serie A che vede il Napoli impegnato al San Paolo contro il Sassuolo, match in programma domani alle ore 15:00.
Gli azzurri cercano la decima vittoria in questo campionato per continuare a vedere tutti dall’alto. Non sono ammessi passi falsi visto il rendimento delle dirette inseguitrici, l’anno scorso proprio il Sassuolo riuscì a strappare il pareggio sia all’andata che al ritorno. Quattro punti che, al termine della stagione, si sono rivelati pesantissimi. Motivo per il quale Sarri vuole la massima concentrazione nonostante l’imminente sfida con il City in Champions League. Un pari, una vittoria e una sconfitta per il Sassuolo dell’ex Bucchi nelle ultime tre. I nero-verdi faticano a trovare il giusto equilibrio in questa stagione e i risultati lo confermano: in dieci giornate solo otto i punti conquistati. Bella cornice di pubblico al San Paolo: previsti più di cinquantamila spettatori.

LE ULTIME SUL NAPOLI – Dopo il turnover adottato nel turno infrasettimanale, Sarri è pronto ad affidarsi nuovamente ai titolarissimi. In difesa rientra Albiol al fianco di Koulibaly, la novità potrebbe essere l’impiego di Maggio a destra. In mezzo al campo dovrebbero spuntarla Jorginho e Allan. In attacco zero sorprese: tocca a Callejon, Mertens e Insigne.

LE ULTIME SUL SASSUOLO – Infermeria piena per Bucchi, all’elenco si è aggiunto anche Domenico Berardi. Out anche Goldaniga, Adjapong, Dell’Orco, Letschert, Duncan e Frattesi. In difesa dovrebbe farcela l’ex Cannavaro, al suo fianco Acerbi. A centrocampo spazio a Sensi, Magnanelli e Missiroli. In avanti ballottaggio Falcinelli-Matri, Politano e Ragusa gli esterni.

NAPOLI (4-3-3): Reina; Maggio, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Mertens, Insigne. All. Sarri

SASSUOLO (4-3-3): Consigli; Gazzola, Cannavaro, Acerbi, Peluso; Sensi, Magnanelli, Missiroli; Politano, Falcinelli, Ragusa. All. Bucchi

A cura di Antonino Gargiulo

Lutto a Castellammare, muore in strada: ecco cosa è accaduto

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Lutto a Castellammare, muore in strada: ecco cosa è accaduto

E’ morto per un infarto a 68 anni. Camminava per strada quando è stato colpito dal. Si tratta di M.R., di Castellammare di Stabia che si trovava in via Roma per vedere i suoi amici  e prendere un caffè. Inutili i tentativi di rianimarlo da parte dei soccorsi: l’uomo è morto dopo pochi minuti. Sul posto, per effettuare tutti i rilievi del caso, si sono recati anche i carabinieri. Decesso per cause naturali, verranno fissati a breve i funerali.

Napoli degrado choc, i residenti: “Sesso in strada a tutte le ore del giorno, ai bambini abbiamo vietato di andare alle finestre”

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Sesso in strada di giorno e di notte, risse e rumori molesti. Non sono serviti i blitz, le manifestazioni piazza e la presenza costante delle forze dell’ordine, la zona compresa tra Piazza Garibaldi e il Vasto continua a dare segni evidenti di degrado.

I residenti denunciano: “Non possiamo neanche più affacciarci alle finestre – riporta il Mattino – perché rischiamo di ritrovarci davanti a scene come quelle girate nel video. La cosa più brutta è che siamo costretti a vietare balconi e finestre anche ai nostri figli. Saremo costretti ad andare via dal nostro quartiere”.

Roma-Bologna, le formazioni dei quotidiani: in difesa Jesus favorito. Davanti ballottaggio Dzeko-Defrel

NOTIZIE AS ROMA – Undicesimo turno del campionato di Serie A: Roma-Bologna si giocherà tra poco più di 8 ore allo stadio Olimpico e bisognerà portare a casa i 3 punti per rimanere in scia delle prime della classe. Per farlo, Di Francesco si affiderà ancora a Dzeko? Il bosniaco le ha giocate tutte ed è visibilmente spompato. Probabilmente, quindi, passerà il testimone al recuperato Defrel (che potrebbe dunque fare il suo esordio in giallorosso nel suo ruolo naturale di centravanti mentre finora aveva giocato alto a destra). In difesa Moreno e Juan Jesus si contendono una maglia da titolare. Florenzi o Bruno Peres terzino destro? Ecco le probabili formazioni dei maggiori quotidiani :

LA GAZZETTA DELLO SPORT
Roma (4-3-3): Alisson; Florenzi, Fazio, Juan Jesus, Kolarov; Pellegrini, De Rossi, Strootman; Defrel, Dzeko, El Shaarawy

IL MESSAGGERO
Roma (4-3-3): Alisson; Florenzi, Fazio, Moreno, Kolarov; Pellegrini, De Rossi, Strootman; Under, Defrel, El Shaarawy

IL CORRIERE DELLA SERA
Roma (4-3-3): Alisson; Bruno Peres, Fazio, Juan Jesus, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; Florenzi, Dzeko, El Shaarawy

LA REPUBBLICA
Roma (4-3-3): Alisson; Florenzi, Fazio, Juan Jesus, Kolarov; Pellegrini, De Rossi, Strootman; El Shaarawy, Defrel, Perotti

IL TEMPO
Roma (4-3-3): Alisson; Florenzi, Fazio, Juan Jesus, Kolarov; Pellegrini, De Rossi, Strootman; Defrel, Dzeko, El Shaarawy

Claudia Demenica

 

Si può ancora fare politica contro le false idee sull’Europa

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EUROPA: «L’Unione non è sinonimo di noia né di burocrazia Ma per salvarla va riformata». Un appello che il grande filosofo tedesco rilancia, auspicando che anche negli altri stati europei si affermino leader di statura analoga a quella del francese Macron

Per Walter Benjamin la capitale dell’ Europa era Parigi; per l’ironico e ostinato Robert Menasse dovrà essere Bruxelles. In questo modo il vincitore del Deutscher Buchpreis (premio letterario tedesco) formula un’esile speranza, temperata da una storiella divertente su una serata trascorsa con un giornalista tedesco in un fumoso caffè della capitale belga. Menasse racconta che il giornalista, dopo aver redatto un articolo per il suo giornale di Francoforte dalla lontana galassia di Bruxelles, se lo vide rimandato indietro con un’annotazione: «Non raccontare cose così complicate. Scrivi solo quanto costerà di nuovo a noi tedeschi».

Lo scarso interesse che i nostri politici, manager e giornalisti mostrano per la costruzione di un’Europa capace di iniziativa politica non potrebbe essere illustrato meglio. Da anni ormai una stampa timida e deferente corre in aiuto della classe politica tedesca, facendo di tutto per non tediare l’opinione pubblica col tema dell’Europa. La tendenza a infantilizzare il pubblico si è manifestata nel modo più evidente in campagna elettorale, con la rigorosa limitazione dei temi ammessi all’unico dibattito televisivo tra Merkel e Schulz. Del resto, già per tutto il decennio dell’ancora irrisolta crisi finanziaria, alla cancelliera e al suo ministro delle Finanze è sempre stato consentito di presentarsi, in stridente contrasto con i fatti, come veri “europei”.

Adesso compare sulla ribalta un politico come Emmanuel Macron, pieno di riguardi verso la cancelliera (ormai indebolita e incalzata dal suo stesso partito), ma capace di sollevare il velo sul compiaciuto autoinganno. Le menti “realiste” delle grandi testate tedesche sembrano temere le parole del presidente francese perché potrebbero aprire gli occhi al loro pubblico, mostrando che il re, con il suo robusto nazionalismo economico, è nudo. Nei primi capitoli di un recente libro con il sottotitolo Come la Germania mette a rischio un’amicizia, Georg Blume raccoglie una triste documentazione sul nuovo tono altezzoso della stampa e della politica tedesche nei confronti della Francia e dei francesi. I commenti su Macron oscillano tra indifferenza, arroganza e fuoco di sbarramento preventivo. E a parte un titolo dello Spiegel, anche la risonanza dell’ultimo così importante discorso del presidente francese (pronunciato il 26 settembre scorso alla Sorbona, e in cui Macron rilancia un’idea forte di Europa «sovrana, unita e democratica »,ndr) è stata scarsa o nulla.
Con questa materia, adatta per scrivere una commedia, la prossima coalizione di governo “Giamaica” (dai tre colori di Cdu, Fdp e Verdi) potrebbe imbastire una vera e propria tragedia, se, ad esempio, un ministro delle Finanze quale Christian Lindner divenisse l’esecutore testamentario di Schäuble. In un “non paper” scritto per l’Eurogruppo, il dimissionario ministro delle Finanze ha ideato un programma fatto apposta per bloccare ogni compromesso col presidente francese. Schäuble lega la creazione di un fondo monetario europeo alle sue idee ordoliberali volte a prevenire ogni temuta partecipazione democratica. In tal modo l’intero ordine economico-finanziario sarebbe sottratto alle decisioni politiche e rimarrebbe prerogativa di un’amministrazione tecnocratica.
Con questo sfogo potrei anche chiudere il mio discorso. Ma la situazione è troppo seria. Il prossimo governo tedesco dovrà raccogliere (sempre che qualcuno ne abbia voglia) la palla lanciatagli dal presidente francese e che sta ora dalla sua parte del campo. Basterebbe una politica del rinvio per sprecare un’occasione storica unica.
Raramente le contingenze storiche hanno creato una situazione così chiara come nel caso dell’ascesa al potere di questa personalità così fascinosa, forse irritante, ma in ogni caso fuori dal comune. Nessuno si sarebbe potuto aspettare che un ministro del governo Hollande, senza appartenenza di partito, potesse creare da solo, in modo apparentemente egocentrico, un movimento politico capace di capovolgere l’intero sistema dei partiti. Sembrava un’impresa contraria a ogni buon senso demoscopico.
Eppure una persona sola, senza seguito, è riuscita ad ottenere la maggioranza dei voti nel breve spazio di una campagna elettorale di coraggioso confronto, incentrata sull’approfondimento della collaborazione europea e opposta al crescente populismo di destra sostenuto da un francese su tre. Era davvero improbabile che un uomo come Macron potesse diventare presidente di un paese come la Francia, con una popolazione da sempre più euroscettica di quella lussemburghese, belga, tedesca, italiana, spagnola o portoghese.
Osservando le cose obiettivamente, però, è altrettanto improbabile che il prossimo governo tedesco abbia la lungimiranza di trovare una risposta costruttiva alla domanda posta da Macron. Per me sarebbe un sollievo se riuscisse almeno a riconoscere la rilevanza della questione. È già abbastanza difficile che un governo di coalizione segnato da tensioni interne abbia la volontà di rivedere le due scelte strategiche imposte da Angela Merkel all’inizio della crisi finanziaria: l’approccio intergovernativo, che assicura alla Germania un ruolo guida nel Consiglio europeo, e la politica dell’austerità, che la Germania ha potuto imporre ai Paesi del Sud dell’Unione, grazie a questa supremazia, assicurandosi vantaggi sproporzionati.
Ed è ancora più improbabile che questa cancelliera non adduca la scusa dell’indebolimento della sua posizione politica interna per spiegare al fascinoso contraente che purtroppo non può far propria la sua compiuta prospettiva di riforma. Del resto, le prospettive le sono state sempre estranee. Per altro verso – ed è questa la questione su cui mi interrogo – può questa personalità politica (che non ho mai conosciuto personalmente), figlia di un pastore protestante, così accorta e coscienziosa, finora favorita dal successo ma anche riflessiva, può essa avere un interesse a finire i sedici anni di cancellierato in questo ruolo inglorioso? Vuole davvero lasciare la scena politica dopo quattro anni di esitazioni ed erosione del potere? O saprà mostrare una vera statura e saltare oltre la propria ombra, a dispetto di tutti coloro che già speculano sul suo declino?
Anche lei sa che l’unione monetaria europea è d’interesse vitale per la Germania e che, sul lungo periodo, essa non può essere stabilizzata finché si approfondiscono le forti differenze tra le divergenti economie del Nord e del Sud dell’Europa in termini di reddito, tasso di disoccupazione e debito pubblico. In Germania, lo spettro dell’“unione di trasferimento” offusca lo sguardo su questa dinamica distruttiva. È possibile porvi rimedio solo se si crea una concorrenza davvero equa oltre le frontiere nazionali, e se si persegue una politica di contrasto alla crescente desolidarizzazione sia tra le popolazioni nazionali sia all’interno delle varie nazioni. Basti pensare alla disoccupazione giovanile. Macron non si limita a concepire una visione. Egli richiede concretamente che l’Eurozona vada avanti nell’armonizzare le imposte sulle imprese, in un’efficace tassazione delle transazioni finanziarie, nella graduale convergenza dei differenti regimi di politica sociale, nella costituzione di un pubblico ministero europeo per le regole del commercio internazionale, eccetera.
D’altra parte, non sono queste singole proposte, già note da tempo, a distinguere da tutto ciò a cui siamo abituati il comportamento, le iniziative e i discorsi di questo politico. Ciò che colpisce sono tre tratti caratteristici: – il coraggio nella costruzione politica; – l’impegno dichiarato di voler trasformare il progetto elitario europeo in un’auto-legislazione democratica dei cittadini; – il modo convincente di porsi di una persona che ha fiducia nella forza della parola che articola il pensiero.
Con una scelta lessicale molto francese, il 26 settembre scorso, il presidente si è rivolto a un pubblico studentesco, ma anche alla classe politica tedesca, evocando ripetutamente quella “sovranità” che oggi non può più essere garantita dallo Stato nazionale, ma solo dall’Europa. In un mondo a soqquadro, solo con la protezione e la forza dell’Europa unita i suoi cittadini possono difendere i propri comuni interessi e valori. Macron fa valere la sovranità “autentica” contro quella chimerica dei “sovranisti” francesi, denuncia il gioco indegno dei governi che a casa prendono le distanze dalle leggi che essi stessi votano a Bruxelles, e non teme di invocare la rifondazione di un’Europa capace di agire sia al proprio interno che verso l’esterno.
Con “sovranità” si intende questo rafforzato potere che i cittadini europei danno a se stessi. Quali passaggi da compiere verso un’istituzionalizzazione della capacità di iniziativa politica comune, Macron indica una collaborazione più stretta nell’Eurozona a partire da un bilancio comune. La proposta cruciale e dibattuta è la seguente: «Un (tale) bilancio può andare di pari passo solamente con una guida politica forte, un ministro comune e un controllo parlamentare esigente a livello europeo. Soltanto la zona euro con una moneta internazionale forte può fornire all’Europa il quadro di una potenza economica mondiale».
Con la pretesa di intervenire politicamente sui problemi di una società mondiale che cresce sempre più interdipendente, Macron si distingue, come solo pochi altri, dal ceto dei funzionari politici cronicamente non all’altezza dei problemi, opportunisticamente omologati e ridotti alla politica del giorno per giorno. Non si crede ai propri occhi: c’è davvero ancora qualcuno che vuole modificare lo status quo? Esiste ancora chi ha il coraggio sconveniente di opporsi alla coscienza fatalista dei fellahin ciecamente subalterni alla presunta forza coercitiva degli imperativi sistemici di un ordine economico mondiale personificato da organizzazioni internazionali distaccate e altezzose? Se ho bencompreso, Macron fa valere un interesse che, sino ad oggi, nei nostri sistemi partitici, stretti tra il neoliberalismo ordinario del “centro”, l’anticapitalismo appagato dei nazionalisti di sinistra e la stantia ideologia identitaria dei populisti di desta, non è stato sufficientemente analizzato né, di conseguenza, rappresentato. Una parte dell’insuccesso dei socialdemocratici è dovuto al fatto che la loro politica, in linea di principio aperta alla globalizzazione, propulsiva sui temi europei e, al contempo, attenta ai danni e alle distruzioni sociali provocate da un capitalismo sfrenato; questa politica, che coerentemente spinge per una necessaria riregolazione trasnazionale dei mercati, nonostante gli sforzi di Sigmar Gabriel non ha acquisito un profilo riconoscibile. Lo spazio di azione per attuare una tale politica, Gabriel avrebbe potuto ottenerlo solo come ministro delle finanze di una rinnovata Große Koalition, bendisposta nei confronti di Macron.
La seconda circostanza che distingue Macron dalle altre figure è la rottura di un tacito consenso. Sinora, la classe politica ha dato per scontato che l’Europa dei cittadini fosse un costrutto troppo complesso e la finalité – lo scopo dell’Unione europea – una questione troppo complicata perché i cittadini potessero occuparsene direttamente. Le attività correnti della politica di Bruxelles sono cosa per esperti o, semmai, per lobbisti ben informati, mentre i capi di governo sono impegnati a rimandare o eludere i problemi più gravi tra gli interessi nazionali in conflitto. Ma, soprattutto, i partiti politici sono unanimi nella volontà di evitare i temi europei nelle elezioni nazionali, a meno che non si presenti l’occasione di addossare ai burocrati di Bruxelles i problemi domestici. E ora Macron vuole fare piazza pulita di questa mauvaise foi. Un tabù lo ha già infranto mettendo al centro della campagna elettorale la riforma europea, e persino vincendo, un anno dopo la Brexit, questa offensiva contro «le passioni tristi dell’Europa».
È nota la formula secondo la quale la democrazia è l’essenza del progetto europeo. Detta da Macron essa acquista credibilità. Non sono in grado di giudicare l’attuazione delle riforme politiche annunciate in Francia. Si dovrà vedere se egli manterrà la promessa “social-liberale” di assicurare il difficile equilibro tra la giustizia sociale e la produttività economica. Come uomo di sinistra non sono un “macroniano” – sempre che esista qualcosa del genere. Ma il modo in cui egli parla dell’Europa fa la differenza. Macron chiede considerazione per i padri fondatori che hanno creato un’Europa senza popolazione perché allora erano esponenti di un’avanguardia illuminata.
Lui però adesso vuole fare di quel progetto elitario un progetto di cittadinanza e, contro i governi nazionali che nel Consiglio europeo si bloccano a vicenda, chiede che si compiano dei passi chiari verso l’autodeterminazione democratica dei cittadini europei. Così egli rivendica per le elezioni non solo un diritto di voto, ma anche la designazione di candidati appartenenti a liste transnazionali. Ciò favorirebbe, in effetti, la formazione di un sistema di partiti europeo, in mancanza del quale il Parlamento di Strasburgo non può divenire un luogo in cui gli interessi sociali possono essere generalizzati e valorizzati oltre i meri confini nazionali.
Se vogliamo valutare correttamente l’importanza di Emmanuel Macron è necessario considerare anche un terzo aspetto, una qualità personale: sa parlare. Non si tratta solo di un politico che riesce a guadagnarsi l’attenzione, la stima e il potere grazie alla capacità retorica e a una certa sensibilità verso la parola scritta. È piuttosto la scelta precisa delle frasi ispiratrici e la forza di articolazione del discorso a conferire allo stesso pensiero politico acume analitico e una prospettiva lungimirante. Da noi, Norbert Lammert è stato l’ultimo a richiamare alla memoria i dibattiti al Bundestag di Gustav Heinemann, Adolf Arndt e Fritz Erler agli albori della Repubblica federale. Naturalmente la qualità della professione del politico non si misura dal talento oratorio. Tuttavia, i discorsi possono cambiare la percezione della politica nella sfera pubblica, elevarne il livello e ampliare l’orizzonte del dibattito pubblico, migliorando inoltre la qualità non solo dei processi di formazione della volontà politica, ma anche dello stesso agire politico.
In un mondo dove l’assenza di forma dei talk show diventa il metro di riferimento per la complessità e lo spazio del pensiero politico pubblicamente ammesso, Macron si distingue per lo stile dei suoi interventi. A quanto pare ci manca la capacità di percepire tali qualità, e di collocare il quando e il dove di un discorso. Ad esempio, quello tenuto di recente da Macron al Municipio di Parigi in occasione delle celebrazioni per la Riforma è interessante non solo nel contenuto. Si è trattato di un abile tentativo di utilizzare lo sguardo retrospettivo sulla storia delle lotte confessionali in Francia per adattare una dottrina di Stato – il severo laicismo francese – alle istanze di una società pluralistica. Ma l’occasione e l’argomento del discorso erano anche un gesto di apertura verso la cultura protestante del Paese confinante – e verso la collega di confessione evangelica a Berlino. Naturalmente, la pretesa e lo stile con cui viene rappresentato il potere dello Stato ci sono divenuti estranei, al più tardi dallo sguardo nostalgico di Carl Schmitt sul contro-illuminismo francese del XIX secolo. Può darsi che ci manchi quel senso della gravitas di una vita nel palazzo dell’Eliseo che Macron onora nel colloquio avuto con loSpiegel. Ma la conoscenza più intima della filosofia hegeliana della storia, con cui reagisce alla domanda su Napoleone come «spirito del mondo a cavallo», è comunque di grande effetto.
Questo articolo è apparso su Der Spiegel del 21 ottobre 2017 © Jurgen Habermas Traduzione di Walter Privitera e Fiorenza Ratti

repubblica/Si può ancora fare politica contro le false idee sull’Europa di JŪRGEN HABERMAS

Inzaghi: “Napoli? Sarei andato molto volentieri, ho rinunciato per un motivo”

Filippo Inzaghi, ex attaccante ed attuale allenatore del Venezia, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport. Tra i temi trattati anche un retroscena di mercato:

“Io sarei andato a Napoli molto volentieri, ma nel calcio non si può mai sapere quello che può succedere e come sarebbe stata la carriera. Io rinunciai non per Boskov, ma perché, la sera della decisione da prendere, si giocò il ritorno, a Parma, della partita con l’Halmstad. All’andata in Svezia avevamo perso 3-0 e il ritorno si presentava proibitivo, sulla carta. Ma io feci gol dopo quaranta secondi e vincemmo 4 a 0. Quella sera la società del Parma decise di non mandarmi più a Napoli. La verità è tutta qua, non ci sono altre cose”.

Castellammare, donna investita sul Viale Europa: le condizioni

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Una signora di circa 40 anni è stata appena prelevata dall’ambulanza nel centro di Castellammare, zona Viale Europa. La donna è stata riversa diversi minuti sull’asfalto adiacente alla piazzetta Sant’Antonio, circondata da varie persone che hanno cercato di soccorrerla.

Il traffico del Viale Europa, intenso in queste ore della mattina, è stato bloccato fino all’arrivo dei soccorsi. Sembra che la donna sia stata tamponata da un’auto mentre attraversava la strada. Non è riuscita ad alzarsi da sola, per cui l’intervento dei sanitari del 118 è stato indispensabile.

La signora non ha mai perso coscienza, ha chiamato i familiari dal cellulare di una ragazza che si trovava sul luogo al momento dell’accaduto. Ora é al San Leonardo per degli accertamenti.

 

Questa notte torna l’ora solare: ricordatevi di spostare le lancette

Pronti a spostare le lancette indietro di un’ora, questa notte infatti torna l’ora solare. Perché questo cambiamento? Il motivo è legato principalmente al consumo energetico ma vi sono anche fattori pratici. Mantenendo l’ora legale nel periodo invernale, infatti, al mattino ci sarebbe troppo buio e i disagi sarebbero notevoli.
In Italia fu stabilita definitivamente per legge solo nel 1965 dopo che era stata utilizzata a fasi alterne durante il periodo delle due Guerre. La durata attuale è stata fissata solo nel 1996, fino al 1980 questo periodo durava solo quattro mesi. Tra quelli a favore e quelli che, invece, criticano questo sistema per ragioni legate alla nostra salute, una cosa è certa: almeno per questa notte tutti dormiremo un’ora in più.

A cura di Giovanni Donnarumma

Torna l'ora solare

CRONACA

Torna l’ora solare, lancette indietro: quando avviene e cosa comporta. 7 consigli

Sarà una lunga notte quella del ritorno dell’ora solare tra sabato 28 e domenica 29 ottobre, quando spostando indietro le lancette dell’orologio…

Meta, nuovo ricorso sui parcheggi in Corso Italia per la tutela dell’ambiente

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Meta – Nuovo ricorso degli ambientalisti e di coloro contrari alla costruzione di 33 box auto interrati lungo corso Italia. Immediata la richiesta dei Vad al Tar per l’annullamento del permesso rilasciato dal Comune alla Sogepa, società di cui fa parte Pasquale Cacace, assessore al Corso pubblico e Vicesindaco. I lavori avevano preso avvio il 10 ottobre 2016, e a distanza di un anno qualcosa si muove.

La zona interessata è, infatti, qualificata come “agricola”, e non sono ammesse infrastrutture permanenti. Inoltre è un’aria pregiata inserita nel piano urbanistico della penisola sorrentina e della costiera amalfitana, per questo deve essere tutelata e riqualificata sia a livello paesaggistico che edilizio. Questo è quello che chiedono gli ambientalisti oltre l’interruzione immediata dei lavori.

Circumvesuviana Napoli-Sorrento: derubati turisti francesi

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Un gruppo di turisti francesi è stato derubato sulla linea Circumvesuviana che da Napoli conduce a Sorrento. Il fatto è accaduto intorno alle 11:00 di ieri mattina. I passeggeri quando si sono accorti del furto, hanno subito allertato il capotreno che ha fermato la corsa ad Ercolano.

Lì sono giunte anche le forze dell’ordine che hanno fatto una serie di controlli per individuare i colpevoli. Per circa 30 minuti il convoglio ferroviario è stato bloccato, ma non sono bastati per rendere giustizia ai francesi. Dei colpevoli nessuna traccia e il treno ha ripreso la via per Sorrento.

Serve la massima concentrazione: ecco cosa ha fatto ieri Sarri a Castel Volturno

Massima concentrazione in casa Napoli alla vigilia del match con il Sassuolo in campionato. L’edizione odierna di Tuttosport svela un curioso retroscena:

“Si va avanti con i ‘titolarissimi’, anche con il Sassuolo, per non perdere i punti e la concentrazione. Ieri mattina Sarri ha tenuto la squadra, tra lavoro in campo e analisi tattica in tv, quasi 4 ore a Castel Volturno, perché la stagione sta entrando nel vivo e le avversarie non hanno battute d’arresto

Cavani: “Auguro il meglio al Napoli, anche in Champions League. Con il City sarà una grande gara”

Edinson Cavani, attaccante del Psg ed ex azzurro, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Premium Sport dopo il match con il Nizza. Ecco quanto evidenziato:

“Tifosi del Napoli presenti in curva? Mi ha fatto tanto piacere, nei tre anni in azzurro ci hanno sempre sostenuto. Voglio ringraziare la gente di Napoli, una bellissima città che vive di calcio e respira calcio. Alla squadra auguro il meglio anche in Champions League, con il City sarà una grande gara”.

Botta e Risposta (Lo Piano Saint Red)

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Botta e risposta fra Il il Presidente Catalano Carles Puidgemont, e il Premier spagnolo Mariano Rajoy.

Se da un lato abbiamo avuto la dichiarazione d’indipendenza e la costituzione del Governo catalano, dall’altra, ricorrendo all’art. 155, da Madrid, ne e’ stata dichiarata la decadenza.

L’opposizione unionista non ha partecipato al voto, mentre il Parlamento catalano ha aperto il “processo costituente” della Repubblica e deciso l’entrata in vigore della “Legge di transizione giuridica e di fondazione della Repubblica”.

Ieri migliaia di persone a Barcellona hanno manifestato la loro gioia per la risoluzione presa da Puigdemont, bandiere a festa, slogan a favore di tutto il Governo catalano che ne aveva decretato la nascita.

Fino all’ultimo si era cercata una soluzione fra le parti, le minacce non erano mancate sia da parte di Rajoy, che del re Felipe VI, tutto inutile, ciascun “contendente” ha preferito seguire la propria strada, nessun arretramento, nessun tentennamento, nessuna indecisione.

Lo stesso Presidente catalano, potrebbe essere arrestato da un momento all’altro, rischia fino a 30anni di carcere, l’accusa e’ quella di avere attentato alla sicurezza della Spagna, stessa sorte toccherebbe ai rappresentanti del suo Governo.

Se fosse attuata questa risoluzione, in Spagna potrebbe esplodere una vera e propria guerra civile con un possibile risveglio dell’Eta: in parole povere, la situazione prenderebbe una strada pericolosa e di non facile ritorno.

La situazione politica alla luce degli ultimi eventi, si e’ ulteriormente aggravata, potrebbe portare a conseguenze imprevedibili e inimmaginabili, ad iniziare da quelle economiche.

Nei giorni precedenti la dichiarazione d’indipendenza, 2 importanti banche avevano gia’ abbandonato la Catalogna, stessa cosa hanno fatto centinaia di ditte, migliaia di piccoli e grandi risparmiatori che hanno preferito portare i propri capitali in “zone” piu’ tranquille, lontano da una possibile guerra civile.

La Francia e la Germania sono dalla parte di Re Felipe VI, non hanno riconosciuto l’indipendenza della Catalogna, nessun membro della Comunita’ europea e’ intervenuto in suo favore; con questa situazione politica la Catalogna non potra’ andare da nessuna parte.

Il premier spagnolo Rajoy, ha dichiarato che il 21 Dicembre in Catalogna si faranno le elezioni, che lo stato di diritto ne restaurera’ la legalita’. Ha poi aggiunto che, la proclamazione di indipendenza e’ stato solo un atto criminale, contro la Legge, al tempo stesso ha assicurato a tutti gli Spagnoli di stare “tranquilli”.

Il Senato spagnolo, proprio ieri, ha approvato l’attivazione dell’articolo 155 della Costituzione contro la Catalogna, chiesta dal governo di Madrid.

La Spagna in questi giorni la si potrebbe paragonare ad un vulcano rimasto spento per  tanti anni, con il suo risvegliarsi, nessuno potra’ dormire sonni tranquilli, ogni rassicurazione lascia il tempo che trova.

Botta e Risposta. Lo Piano Saint Red

Oggi Avvenne, Hellas Verona-Napoli 0-5: fu doppietta di Zola

Oggi Avvenne, Hellas Verona-Napoli 0-5: fu doppietta di Zola

Il giorno 28 ottobre il Napoli ha giocato diciassette partite, dodici in serie A, tre in serie B  e due in coppa Italia conquistando sei vittorie e sei pareggi, con cinque sconfitte. Ricordiamo il 5-0 a Verona nel ritorno del  terzo turno eliminatorio della coppa Italia-1992/93. Questa è la formazione schierata da Claudio Ranieri:

Galli; Cornacchia, Francini; Pari, Tarantino,. Policano; Carbone, Thern, Mauro (46′ Altomare), Zola, Fonseca (72′ Ferrante)

I gol: 12′ Francini, 17′ Policano, 31′ Zola (rig), 34′ Policano, 46′ Zola

Nel 5-0 al Verona di Edy Reja le doppiette di Roberto Policano e di Gianfranco Zola.

Il Napoli arrivò fino ai quarti di finale di quell’edizione della coppa Italia, eliminato dalla Roma di Boskov: 0-0 al San Paolo e 0-2 all’Olimpico.

sscnapoli.it

Sant’Agnello: dopo la morte di Antonino Esposito, multe a chiunque sosti all’incrocio di San Giuseppe

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Controlli per la tutela dei cittadini, è quello che stanno facendo i Vigili Urbani del comune di Sant’Agnello. Sotto sorveglianza in particolare l’incrocio di San Giuseppe, pericoloso bivio in cui lo scorso luglio ha perso la vita Antonino Esposito, giovane di soli 20 anni.

La polizia municipale per evitare il rischio di ulteriori incidenti stradali, ha aumentato il numero dei verbali multando chiunque sosti nei pressi dello Stop che collega le due corsie. I parcheggi sono pericolosissimi in quella zona, perchè riducono la visuale agli automobilisti da entrambe le carreggiate.

Whatsapp, in arrivo la novità che tutti aspettavano: finalmente!

Whatsapp, in arrivo la novità che tutti aspettavano: finalmente!

Gli sviluppatori di Whatsapp si preparano a lanciare una grossa novità. Ecco la possibilità di cancellare i messaggi inviati per errore, o di cui ci si è pentiti appena premuto il tasto d’invio. Oggi il sito WABetaInfo, dedicato all’applicazione, precisa che la novità è in distribuzione su iPhone, Android e Windows Phone. Il sito di Whatsapp segnala che la nuova opzione è chiamata “Eliminare i messaggi per tutti”: “Permette d’eliminare specifici messaggi” inviati “a un gruppo o a una chat individuale” ed è “utile” se si invia “un messaggio alla chat sbagliata o se il messaggio inviato contiene un errore”. Per eliminare un messaggio, frase, foto o video, basterà selezionarlo e toccare il simbolo del cestino, quindi toccare “elimina per tutti”. Entro 7 minuti dovrà essere cancellato, altrimenti niente ripensamenti…

Giallo comandate della Msc Giannina: ritrovate macchie sospette, la moglie: “È stato ucciso”

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La moglie è convinta che il marito sia stato ucciso, in più sulla nave Msc Giannina sono state ritrovate macchie sospette, probabilmente si tratterebbe di sangue. Sta diventando sempre più macabro il giallo sulla scomparsa del comandante ucraino Juri Kharytonov, di cui si sono perse le tracce mentre la nave circumnavigava tra Calabria e Genova.

Le indagini sono condotte dalla polizia di frontiera, dalla capitaneria e dalla squadra mobile. Gli investigatori inizialmente avevano vagliato l’ipotesi che l’uomo fosse caduto in mare, ma dopo l’esame del luminol e ritrovamento di macchie ambigue tutto cambia. L’arco temporale in cui il comandante 54enne è sparito è stato ridotto tra la sera di giovedì e l’alba venerdì.

Non si esclude nessuna ipotesi. Si aspettano intanto i risultati dei rilievi scientifici e la comparazione con i DNA degli altri membri dell’equipaggio.

Il Napoli offrì 35mln per Berardi, la richiesta del Sassuolo fu alta: domani non ci sarà

Il Napoli offrì 35mln per Berardi, la richiesta del Sassuolo fu alta: domani non ci sarà

Il Corriere del Mezzogiorno ricorda che in estate il Napoli provò ad acquistare Domenico Berardi dal Sassuolo. La richiesta dei neroverdi fu di 50 milioni mentre il Napoli si spinse non oltre i 35 e chiese un diritto di priorità in caso di proposte di simile valore. I colloqui si sono interroti e domani Berardi non ci sarà al San Paolo, fuori per infortunio al ginocchio.