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Torna ora solare
Cronaca

Tra il 27 e il 28 (forse per ultima volta) torna l’ora solare, lancette indietro. 7 consigli

Sarà una lunga notte quella del ritorno dell’ora solare tra sabato 27 e domenica 28 ottobre, quando spostando indietro le lancette dell’orologio dormiremo un’ora in più

L’incubo ogni anno è sempre lo stesso: quello di dimenticarsi del ritorno dell’ora solare e di sbagliare l’orario di un appuntamento. Ma quand’è che andranno spostate le lancette? E bisognerà metterle avanti o indietro? Quest’anno diremo addio all’ora legale nella notte tra sabato 27 e domenica 28 ottobre. Bisognerà spostare le lancette degli orologi un’ora indietro, dalle 3 alle 2 di notte. Con il cambio di orario si potrà quindi dormire un’ora in più.

In Italia l’ora legale è in vigore dal 1966 in linea con altri paesi dell’Unione Europea. In precedenza era stata usata per la prima volta nel 1916. Dopo essere stata abolita e riconfermata diverse volte, è stata definitivamente adottata dal nostro Paese con una legge del 1965, in un periodo in cui il fabbisogno energetico aumentava di continuo.

Il primo a proporre di introdurre l’ora legale per risparmiare energia è stato Benjamin Franklin nel 1784 ma la prima diffusione su larga scala si è avuta solo nel 1916 in Inghilterra quando la Camera dei Comuni di Londra ha dato il via libera al British Summer Time. L’ora legale resterà in vigore fino al 31 marzo 2019 sempre che, nel frattempo, non passi la proposta di abolire l’alternanza tra ora solare e ora logale:

ATTUALITÀ

L’Europa vuole dire addio al cambio tra ora solare e legale

La proposta definitiva dovrà essere approvata dal Parlamento europeo e dai capi di Stato e di governo e dal  Consiglio europeo Ora Legale –…

Tutti gli effetti negativi del cambio ora

Insonnia e inappetenza. Ma anche pessimismo, sensi di colpa e apatia. Sono questi alcuni dei disturbi che alcuni italiani potrebbero riportare a causa del cambio dell’ora. Stando a uno studio di ‘In a Bottle’, l’accorciamento delle giornate provoca malumore a ben un italiano su 2 e ansia.

“Queste conseguenze trovano una spiegazione nella cronobiologia di alcuni nostri processi fisici e mentali”, ha spiegato Michele Cucchi, direttore sanitario del Centro Medico Sant Agostino di Milano. “Le attività ormonali e cerebrali che regolano il sonno e le malattie dell’umore – ha continuato – hanno una ritmicità giornaliera, mensile e annuale. Molte teorie derivate da evidenze scientifiche suggeriscono che la depressione sia proprio la malattia dei ritmi biologici.

Una loro alterazione precipiterebbe i meccanismi che generano la sindrome depressiva, fatta non solo di mal di vivere, pessimismo, sensi di colpa e apatia, ma anche di sintomi più ‘fisici’ e più intuitivamente riconducibili ai ritmi circadiani: insonnia, inappetenza, un’oscillazione della gravità della sintomatologia nel corso della giornata”.

Questi effetti sono in buona parte modulati dalla quantità di luce che riusciamo a raccogliere nella giornata. “Nell’esperienza di chi soffre di ansia e depressione, è possibile riscontrare un peggioramento dei sintomi proprio in questo periodo dell’anno, momenti in cui è sempre poco indicato fare cambi di terapia, rimandando tali cambiamenti ai periodi di maggiore stabilizzazione stagionale”.

A soffrire di più sono le ‘allodole’

Per fortuna con qualche piccolo accorgimento è possibile affrontare il cambio ora con il minor disagio possibile. “Innanzitutto, bisogna verificare il proprio profilo personale che può essere quello del gufo o dell’allodola”, ha detto ancora Cucchi. “L’ora solare ad esempio, crea più problemi alla seconda categoria”, ha aggiunto, spiegando che le allodole sono le persone che tendono ad andare a letto presto e a essere mattinieri. “Gli effetti ormonali di questi cambiamenti – ha continuato  – vengono attenuati dall’attività fisica, in modo particolare quella aerobica. Ma bisogna prendere delle precauzioni a riguardo: infatti è consigliabile solo a chi non soffre di disturbi cardiovascolari”.

Molti disturbi si combattono a tavola

“Mantenere un buono stato di vita e un’alimentazione corretta potranno servire per prevenire o contrastare i disagi legati al cambio d’orario”, spiega la nutrizionista Carmen Campana. A soffrire di disturbi connessi alla reintroduzione dell’ora solare non sono soltanto gli adulti, ma anche i bambini: “uno spuntino pre nanna con un bicchiere di latte caldo agirà contro l’insonnia”.

I sette consigli dell’esperta:

  1. E’ bene non esagerare con le porzioni e mantenersi leggeri per evitare di appesantire ulteriormente il fisico. Privilegiare, quindi, metodi di cottura semplici: al vapore, alla griglia, al forno e al cartoccio.
  2. A colazione è consigliabile bere una tisana con un cucchiaino di miele (al posto dello zucchero) che combatte la stanchezza e restituisce il buon umore. Si possono consumare spuntini di frutta fresca associati al consumo di frutta secca, come una manciata di noci o mandorle.
  3. Nelle ore serali evitare di assumere alimenti che richiedono tempi di digestione molto lunghi come cibi ricchi di grassi oppure cibi in scatola o superalcolici e tutti gli alimenti eccitanti.
  4. Pane, pasta, orzo, riso: contengono l’amminoacido triptofano, che favorisce la produzione di serotonina garantendo il benessere cerebrale. In particolare il riso indicato per combattere stanchezza e problemi digestivi, anch’essi tra le conseguenze negative del cambio dell’ora.
  5. Tra la verdura fresca (condita con olio di riso e di girasole), via libera agli spinaci che contengono magnesio, calcio, vitamina B6 e acido folico, sostanze che favoriscono il rilassamento muscolare.
  6. Per contrastare la stanchezza assumere la vitamina b1 (tiamina). Questa presiede alla trasformazione dei carboidrati in energia ed è fondamentale per la salute delle cellule nervose. E’ contenuta nei cereali integrali, semi, legumi.
  7. Vietata l’assunzione degli ‘acidi grassi trans’, associata a maggior aggressività ed irritabilità. Motivo in più per limitare il consumo di margarine e cibi pronti in questo periodo dell’anno.

redazione da vivicentro.it 21 ottobre 2017 /agi/adnkronos

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