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Kiss Kiss – Per domani si va verso il tutto esaurito al San Paolo: ecco quanti biglietti sono stati venduti

Pubblico delle grandi occasioni al San Paolo per il match di campionato contro il Sassuolo. Come riporta la redazione di Radio Kiss Kiss Napoli, sono stati venduti circa 49000 biglietti. Molto probabilmente si arriverà al tutto esaurito, un segnale forte dei supporters azzurri che vogliono far sentire la propria vicinanza alla squadra.

Castellammare, Polizia Municipale a pattugliare le strade: fioccano le multe

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Castellammare – Mattinata di multe e controlli ad opera della Polizia Municipale. Gli Agenti hanno iniziato di buon mattino a pattugliare le principali strade della città, mettendo nel mirino le soste approssimative e fantasiose di molti automobilisti stabiesi.

Le zone maggiormente controllate dalla Polizia Municipale sono state Viale Europa, Via Cosenza ed il Corso Vittorio Emanuele. A nulla sono valsi i tentativi di giustificazione di alcuni automobilisti colti in flagrante: per loro è scattata la salata contravvenzione.

La zona in cui sembra essere stato registrato il maggior numero di contravvenzioni è il Viale Europa, arteria di Castellammare sempre fortemente caratterizzata da traffico e che spesso diventa un autentico campo di battaglia tra soste in doppia/terza fila, sorpassi avventati e rotatorie ancora non del tutto comprese da molti automobilisti.

 

Matteo Renzi scrive agli italiani: il suo comunicato

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Ben ritrovati, vi scrivo da un volo Catania-Napoli dove sto andando alla Conferenza Programmatica del PD che si concluderà domenica mattina. Spero che finalmente si parli di futuro, io ce la metterò tutta. Per chi vuole seguire l’intervento il link da domenica alle 12 saràwww.facebook.com/matteorenziufficiale

Settimana ricca di avvenimenti e come al solito, tra i tanti, ne indico tre.

1. L’uscita dalle scuole medie. Il mondo politico parla di legge elettorale, Banca d’Italia, polemiche. Ma basta entrare in una chat di genitori di ragazzi delle medie per capire che stamani l’Italia discute di altro. Quando ho letto che noi genitori siamo obbligati a riprendere i figli da scuola sono rimasto allibito. Poi, studiando la vicenda e la pronuncia della Cassazione, ho capito meglio i termini della questione. La buona scuola non c’entra niente a dispetto delle bufale fatte girare ad arte. Il punto è che la legislazione italiana tutela il minore, e fa benissimo, ma dimentica l’autonomia che è valore educativo e pedagogico importantissimo . Ho chiesto a Simona Malpezzi, responsabile del dipartimento scuola del Pd di cambiare la legge e di presentare già la settimana prossimaun emendamento per modificare le regole: siano i genitori a scegliere e ad assumersi le responsabilità. Senza scaricarle sui professori, ma senza costringere per forza un ragazzo di terza media a farsi venire a prendere a scuola. E voi che ne pensate? Vi leggo volentieri: matteo@matteorenzi.it

2. Continua il viaggio in treno. Abbiamo toccato province importanti ma difficili. Abbiamo raggiunto quota 34 tappe e 2100 chilometri. E abbiamo visitato località difficili e bellissime, da Rosarno a Paestum, da Cirò Marina a Capo Vaticano, da Tito a Benevento, da Paola a Ariano Irpino. Credetemi: nessuno riesce a raccontare davvero il clima di queste giornate: è un bellissimo tuffo nella realtà, tra la gente, in mezzo alle persone. Tanto ascolto civile e pacato. Tanto è vero che i distruttori di professione devono organizzarsi appositamente per creare contestazioni (rilanciate abilmente poi attraverso una rete di siti civetta). C’è chi non è d’accordo, certo. Ma anche chi non è d’accordo e lo espone in modo civile ci aiuta. Il treno – che viene finanziato dalle donazioni di chi vuol darci una mano (sms 499-499 per mandare due euro) – è uno strumento prezioso: abbiamo deciso di ripartire dopo la settimana dei Santi, dal Nord Est, altro teatro fondamentale per il Pd. E prendiamo appunti per la campagna elettorale, ormai imminente. Se avete suggerimenti per le tappe ancora rimanenti, scrivete a treno@partitodemocratico.it

3. Come senz’altro sapete ci sono state molte polemiche sulla vicenda della nomina del Governatore di Banca d’Italia. Io ho illustrato in modo chiaro la mia posizione, critica sull’operato di Banca d’Italia, sia in questo confronto con alcuni commentatori a Porta a Porta che in questa intervista a Radio Capital con Massimo Giannini. Il Governo, Banca d’Italia, il Presidente della Repubblica hanno invece scelto di confermare il Governatore uscente. Abbiamo preso atto di questa scelta, che non condividiamo ma che rispettiamo e ho augurato buon lavoro per i prossimi sei anni al governatore Visco. Il fatto che abbiamo avuto opinioni diverse con Gentiloni è per molti aspetti persino fisiologico: sono felice che domani Paolo sia con noi alla conferenza programmatica del PD e sul treno che sosterà a Pietrarsa.

Conferenza programmatica di Napoli.
Vi segnalo molte critiche a una delle mie proposte, quella del servizio civile universale. Una parte dei ragazzi, una minoranza, non vuole nessuna forma di servizio civile obbligatorio. Un’altra parte, maggioritaria dice che il servizio civile obbligatorio dovrebbe durare almeno tre mesi, non uno soltanto.
Io continuo a dire che una nuova stagione dei doveri sia importante per i ragazzi della nuova generazione. Ne continueremo a parlare anche a Napoli.

Un sorriso,
Matteo

PS: La legge elettorale è stata approvata. Prende il nome di Ettore Rosato, il parlamentare che l’ha voluta più di tutti e di cui vorrei pubblicamente riconoscere tenacia e dedizione. Mi stupisce che vi sia chi la considera antidemocratica per il solo fatto che introduce il principio del voto nei collegi. Forse chi è abituato a non prendere i voti può lamentarsi, come hanno fatto in modo pittoresco i grillini (qui la reazione di Richetti, qui il mio commento alle proteste cinque stelle). Ma penso che il nostro compito sia rispettare gli impegni. Avevamo garantito al Presidente della Repubblica che avremmo fatto di tutto per avere almeno due leggi elettorali omogenee e lo abbiamo fatto, reintroducendo il voto sul collegio. Bravo Ettore e bravi i nostri parlamentari. Avanti insieme.

Serie C Girone C, le partite in programma oggi

E’ in programma per oggi l’undicesimo turno del Girone C di Serie C. Si parte subito alle 14.30 con i match tra Sicula Leonzio e Akragas al Massimino di Catania, Siracusa- Francavilla al De Simone e Paganese- Monopoli al Torre. Alle 16.30 è in programma Bisceglie- Trapani al Ventura mentre alle 18.30 scenderanno in campo Juve Stabia- Rende al Menti e Catanzaro- Andria al Ceravolo. Chiudono la giornata le gare delle 20.30 tra Fondi e Casertana al Purificato e Reggina- Catania al Granillo.

Adesivi con Anna Frank in curva: arriva il daspo per 13 ultras della Lazio

Sono stati tutti perquisiti dagli agenti della Digos e del commissariato Prati, i tredici indagati per la vicenda dell’affissione degli adesivi con Anna Frank in maglia giallorossa. Dodici maggiorenni e un minore ai quali la polizia ieri, con in mano un decreto firmato dal procuratore aggiunto Francesco Caporale, ha bussato a casa per cercare tracce del loro coinvolgimento in questa vicenda. Anche se l’identificazione, avvenuta grazie alle telecamere che sorvegliano lo stadio Olimpico, è stata fatta con cura e non lascia dubbi sulla loro identità.

La questura ha anche notificato loro anche l’informazione di garanzia, sono tutti indagati per istigazione all’odio razziale, e il daspo, provvedimento che vieta la partecipazione ad eventi sportivi, firmato dal questore, Guido Marino. Di queste 13 persone, sei fanno parte del gruppo ultrà degli “Irridubili”. Si tratta dei primi 13 provvedimenti firmati dal numero uno della polizia capitolina, al quale ne seguiranno probabilmente altri: gli identificati, infatti, sono 20, di cui tre minori, due diciassettenni e un tredicenne (come tale non imputabile). Le posizioni dei due 17enni sono già state trasmesse alla procura dei minori, ma il divieto di andare allo stadio vale anche per loro.

Dei daspo emessi, undici sono di cinque anni (i soggetti non hanno precedenti); uno di cinque anni con l’obbligo di firma perché il soggetto, tale Fabrizio Dessy, 53enne, aveva appena finito di scontare analogo provvedimento lo scorso anno. E poi c’è Franco Costantino, romano classe 1971, con una serie di precedenti e tre diversi daspo in passato: per lui il questore, oltre a negargli la partecipazione alle partite, ha disposto l’obbigo di firma per 8 anni.

Nel corso delle perquisizioni, i poliziotti hanno trovato sia materiale da ultrà, in particolare del gruppo degli “Irriducibili”, sia prove di appartenenza a contesti politici di estrema destra. E anche i profili Facebook di alcuni degli indagati rivelano simpatie politiche di quel tipo. Foto e frasi che inneggiano a “braccia alzate” in stile fascista e si rivolgono agli amici “camerati” ce ne sono parecchie. E’ il caso del profilo di Luca Ciano, 19 anni, di Anzio, soprannome “bandierina”, responsabile locale di Lotta Studentesca. Che ieri, evidentemente dopo aver ricevuto la visita della digos, aveva scritto un post: «Cinque anni non fermeranno il mio disperato amore! Ci vediamo nel 2022. Avanti laziali!».

Qualche ora dopo, ben lontano da qualsiasi forma di pentimento, il giovanissimo postava una canzone dal testo abbastanza eloquente che, peraltro, riportava in parte: «Salve, buongiorno, apra il portone: ho un mandato di perquisizione, Mi spiace tanto, ma lei è indagato, deve seguirmi dal magistrato… Entra pure che mi fai pena, entra pure servo del sistema, ma non sperare di vedermi strisciare o di vedermi piagnucolare, io lo so bene qual è il mio diritto: soltanto quello di restare zitto. Ma voglio dirti solo una cosa: “Contro di voi nessuna resa!”». Molti i post di questa settimana, tra cui anche uno in cui scrive: «Vi state indignando per un adesivo di una ragazzina che non è nemmeno mai esistita. Voi siete i vermi insieme a tutta la comunità ebraica». La polizia sta continuando le indagini per individuare anche altri responsabili. Anche a loro, non appena i loro nomi verranno comunicati a piazzale Clodio, il pm contesterà il reato di discriminazione e incitamento all’odio razziale.

Fonte: roma.repubblica.it

Vico Equense, oggi la rivisitazione del miracolo di Don Bosco

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La parrocchia di San Ciro di Vico Equense, insieme all’Unità Pastorale Vico Centro, anche quest’anno ha organizzato la Festa delle Castagne, una rivisitazione del Miracolo di Don Bosco.

Si parte oggi dal Giardino della SS. Trinità presso Via San Ciro alle ore 16.00; una scelta che conferma la voglia da parte degli organizzatori di unire tutte le realtà della città intorno ad un luogo simbolo ed al suo mantenimento ed abbellimento, in modo da farne un luogo di tutti ma di nessuno. La nostra piccola Central Park.

La giornata sarà accompagnata da musica, balli ed entusiasmanti spettacoli.

Juve Stabia, al Menti per Roberto Fiore anche Formisano del Calcio Napoli

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È tutto pronto per la cerimonia d’inaugurazione della nuova tribuna Roberto Fiore. Pochi minuti fa è stata anche affissa la targa sopra la tribuna centrale del Menti col nome di colui che ha introdotto il calcio appassionante e competitivo a Castellammare Di Stabia.

Stasera prima del calcio d’inizio della gara Juve Stabia-Rende, previsto alle ore 18:30, ci sarà l’apertura del nuovo settore a cui parteciperanno anche Alessandro Formisano, Head of Operations del Calcio Napoli, nonchè genero di Fiore, la moglie dell’ex presidente e Gianni Improta.

Pompei, attimi di paura. Quattro auto in fiamme

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Attimi di paura, questa mattina, a Pompei. Quattro auto sono andate in fiamme alle spalle del Santuario della Beata Vergine. In pochi minuti si è formata una colonna di fumo nero e l’aria è diventata irrespirabile.Erano circa le 11 quando una pattuglia della Polizia Municipale in transito proprio su via Nolana, veniva informato di quanto stava accadendo: un’automobile in sosta nel parcheggio di via Fucci, alle spalle della stazione della Circumvesuviana di Pompei, stava andando a fuoco. I caschi bianchi pompeiani in pochi istanti erano sul luogo. Le auto ormai fagocitate dalle fiamme erano già due. Immediata la richiesta di intervento ai Vigili del Fuoco mentre gli agenti della municipale già sul posto tentavano di limitare i danni alle auto parcheggiate nei pressi delle due già in fiamme con l’estintore in dotazione nell’autopattuglia. Tentativo che rallentava le fiamme ma non riusciva a fermarle. Nel mentre i vigili sono arrivati, il bilancio delle auto è salito a quattro. Ora spetterà agli inquirenti scoprire i motivi e le dinamiche dell’avvenuto.

Castellammare, la città diventa un grande set cinematografico. Al via le riprese di Sense8

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Castellammare è pronta a diventare un grande set cinematografico. La città stabiese è stata infatti scelta dai produttori della famosa serie tv Sense8 quale location di alcune scene e puntate del telefilm. I luoghi della città maggiormente interessati dalle riprese sono Pozzano, Piazza Amendola e la strada Panoramica: scenari in cui il carattere storico, antico, della città si unisce alle bellezze naturali che solo Castellammare sa offrire.

Il tour campano del cast di Sense8 non ha quindi trascurato Castellammare; nei giorni scorsi infatti altre scene sono state girate a Napoli ed a Mergellina. La serie tv è di genere fantascientifico e racconta le avventure di otto sconosciuti da diverse parti del mondo che sviluppano improvvisamente una reciproca connessione telepatica. Appartenenti a diverse culture, religioni e orientamenti sessuali, scoprono quindi di essere dei sensate, persone con un avanzato livello di empatia che hanno sviluppato una profonda connessione psichica con un ristretto gruppo di loro simili (Wikipedia). Sense8 è prodotta da Netflix.

Palpabile la soddisfazione del Sindaco di Castellammare, Antonio Pannullo, il quale tramite la sua pagina Facebook ha dichiarato: Oggi la nostra città è teatro delle scene d’azione di SENSE8, una serie televisiva americana di fantascienza tra le più viste se non la più vista su Netflix. Da Piazza Amendola alle strade della Panoramica ai bagni di Pozzano sarà tutto un set cinematografico.

Volley, per l’Indomita Salerno c’è la Volare Benevento

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Alla ricerca della prima vittoria in campionato. Con quest’obiettivo l’Indomita femminile domani, domenica, torna in campo l’Indomita femminile. Le ragazze di coach Tescione alla Senatore, con fischio d’inizio fissato per le ore 19, ospitano la Volare Benevento. Una gara da non fallire dopo le due sconfitte arrivate al tie break nelle prime due giornate contro due delle favorite del girone per la conquista di un posto nei play off: prima in casa contro Pozzuoli, poi in trasferta a Pontecagnano. Due sconfitte che hanno portato in dote all’Indomita due punti, ma anche la consapevolezza di essere una squadra che, crescendo gara dopo gara, potrà dare davvero filo da torcere a tutti. Naturalmente serve cercare contro la Volare Benevento quel successo che possa anche sbloccare dal punto di vista psicologico il gruppo, restituendo entusiasmo e facendo aumentare l’autostima. Attenzione però alla formazione sannita. Allenata da coach Poccetti, la Volare Benevento, fin qui ha conquistato un punto, frutto della sconfitta al tie break contro l’Oplonti Volley all’esordio, mentre la scorsa settimana ha perso in casa contro il Cava Volley. Squadra giovane, questa beneventana, con diversi prospetti interessanti integrati con alcune giocatrici di provata esperienza. Una squadra da prendere con le molle e da affrontare con il massimo della concentrazione e della cattiveria agonistica. Un match importante per l’Indomita e ne sono consapevoli anche le ragazze che nel corso della settimana hanno lavorato tanto per arrivare nelle migliori condizioni possibili a questa sfida. Per quanto concerne la formazione coach Tescione ha diversi dubbi da sciogliere, mentre sarà sicuramente out il capitano Annapaola Scoppetta che sta recuperando dall’infortunio e che dalla settimana prossima potrebbe già riaggregarsi al gruppo. Confermata, quindi, in cabina di regia Lorena Serban, protagonista di una prestazione positiva nel derby di Pontecagnano. Considerata l’importanza del match, la società, con la presidente Ruggiero in testa invita tutti i tifosi e gli appassionati alla Senatore per sostenere e spingere le ragazze verso il primo, fondamentale, successo in questo campionato di serie C. Da ricordare, infine, che la gara Indomita Salerno-Volare Benevento sarà trasmessa in differita sul digitale terrestre sui canali del bouquet di Lira Tv.

 

Il programma della terza giornata: Arzano-Ribellina, Pontecagnano-Pozzuoli, Nola-Alma Volley, Oplonti-MpAuto Cava, Volleyball Stabia-Phoenix Caivano, Indomita Salerno-Volare Benevento, Cava Volley-Cs Pastena

La classifica: Nola, Arzano 6 Pontecagnano e Pozzuoli 5, Cava Volley, MpAuto Cava, Caivano, Volley Ball Stabia, Ribellina 3, Indomita e Oplonti 2, Volare Benevento 1, Alma Volley e Cs Pastena 0

Prof. Mariani su Milik: “Parametri migliorati rispetto al primo intervento. Tempi di recupero? Spetta a De Nicola definirli”

Il Prof. Pierpaolo Mariani è intervenuto ai microfoni di Radio Crc nel corso di ‘Si Gonfia la Rete’. Ecco quanto evidenziato:

“Milik? I parametri sono migliori rispetto al primo intervento, non un grande miglioramento ma comunque significativo. La forza muscolare è rimasta più o meno la stessa, vedremo tra due-tre mesi cosa succederà. I tempi del rientro verranno definiti dal dottor De Nicola, io devo solo valutare il recupero. Mi auguro che possa rientrare in breve tempo e ancora più forte”.

Juve Stabia, la carica della Curva Sud: al Menti solo vestiti di gialloblù!

Entusiasmo alle stelle per il ritorno al Menti della Juve Stabia. Questa sera, alle 18.30, le Vespe affronteranno il Rende nell’impianto di Via Cosenza, calcando finalmente il nuovo manto erboso testato per la prima volta nell’allenamento di giovedì.

Anche la Curva Sud è pronta ad esplodere, come conferma il comunicato reso noto pochi minuti fa. La torcida gialloblù invita i tifosi a recarsi al Menti indossando solo abiti che richiamino i colori sociali della Juve Stabia: il giallo e il blu.

Questo il comunicato della Sud:

 LA CURVA SUD INFORMA TUTTI I TIFOSI DELLE VESPE CHE SEGUIRANNO LE GARE DALLA CURVA, DI NON INDOSSARE INDUMENTI RICONDUCIBILI AD ALTRE SQUADRE. INDISTINTAMENTE CHE SIA SERIE A, CHAMPIONS LEAGUE O ULTIMA CATEGORIA. I COLORI UNICI DOVRANNO ESSERE IL GIALLO ED IL BLU. CUORE, GRINTA E PASSIONE!
INVITIAMO A RISPETTARE QUESTA DECISIONE, QUALORA COSÌ NON FOSSE, CI SARÀ UN RICHIAMO DA PARTE DEGLI ESPONENTI.

Napoli-Sassuolo, le probabili formazioni: chance per Maggio, infermeria piena per Bucchi

Undicesima giornata di Serie A che vede il Napoli impegnato al San Paolo contro il Sassuolo, match in programma domani alle ore 15:00.
Gli azzurri cercano la decima vittoria in questo campionato per continuare a vedere tutti dall’alto. Non sono ammessi passi falsi visto il rendimento delle dirette inseguitrici, l’anno scorso proprio il Sassuolo riuscì a strappare il pareggio sia all’andata che al ritorno. Quattro punti che, al termine della stagione, si sono rivelati pesantissimi. Motivo per il quale Sarri vuole la massima concentrazione nonostante l’imminente sfida con il City in Champions League. Un pari, una vittoria e una sconfitta per il Sassuolo dell’ex Bucchi nelle ultime tre. I nero-verdi faticano a trovare il giusto equilibrio in questa stagione e i risultati lo confermano: in dieci giornate solo otto i punti conquistati. Bella cornice di pubblico al San Paolo: previsti più di cinquantamila spettatori.

LE ULTIME SUL NAPOLI – Dopo il turnover adottato nel turno infrasettimanale, Sarri è pronto ad affidarsi nuovamente ai titolarissimi. In difesa rientra Albiol al fianco di Koulibaly, la novità potrebbe essere l’impiego di Maggio a destra. In mezzo al campo dovrebbero spuntarla Jorginho e Allan. In attacco zero sorprese: tocca a Callejon, Mertens e Insigne.

LE ULTIME SUL SASSUOLO – Infermeria piena per Bucchi, all’elenco si è aggiunto anche Domenico Berardi. Out anche Goldaniga, Adjapong, Dell’Orco, Letschert, Duncan e Frattesi. In difesa dovrebbe farcela l’ex Cannavaro, al suo fianco Acerbi. A centrocampo spazio a Sensi, Magnanelli e Missiroli. In avanti ballottaggio Falcinelli-Matri, Politano e Ragusa gli esterni.

NAPOLI (4-3-3): Reina; Maggio, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Mertens, Insigne. All. Sarri

SASSUOLO (4-3-3): Consigli; Gazzola, Cannavaro, Acerbi, Peluso; Sensi, Magnanelli, Missiroli; Politano, Falcinelli, Ragusa. All. Bucchi

A cura di Antonino Gargiulo

Lutto a Castellammare, muore in strada: ecco cosa è accaduto

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Lutto a Castellammare, muore in strada: ecco cosa è accaduto

E’ morto per un infarto a 68 anni. Camminava per strada quando è stato colpito dal. Si tratta di M.R., di Castellammare di Stabia che si trovava in via Roma per vedere i suoi amici  e prendere un caffè. Inutili i tentativi di rianimarlo da parte dei soccorsi: l’uomo è morto dopo pochi minuti. Sul posto, per effettuare tutti i rilievi del caso, si sono recati anche i carabinieri. Decesso per cause naturali, verranno fissati a breve i funerali.

Napoli degrado choc, i residenti: “Sesso in strada a tutte le ore del giorno, ai bambini abbiamo vietato di andare alle finestre”

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Sesso in strada di giorno e di notte, risse e rumori molesti. Non sono serviti i blitz, le manifestazioni piazza e la presenza costante delle forze dell’ordine, la zona compresa tra Piazza Garibaldi e il Vasto continua a dare segni evidenti di degrado.

I residenti denunciano: “Non possiamo neanche più affacciarci alle finestre – riporta il Mattino – perché rischiamo di ritrovarci davanti a scene come quelle girate nel video. La cosa più brutta è che siamo costretti a vietare balconi e finestre anche ai nostri figli. Saremo costretti ad andare via dal nostro quartiere”.

Roma-Bologna, le formazioni dei quotidiani: in difesa Jesus favorito. Davanti ballottaggio Dzeko-Defrel

NOTIZIE AS ROMA – Undicesimo turno del campionato di Serie A: Roma-Bologna si giocherà tra poco più di 8 ore allo stadio Olimpico e bisognerà portare a casa i 3 punti per rimanere in scia delle prime della classe. Per farlo, Di Francesco si affiderà ancora a Dzeko? Il bosniaco le ha giocate tutte ed è visibilmente spompato. Probabilmente, quindi, passerà il testimone al recuperato Defrel (che potrebbe dunque fare il suo esordio in giallorosso nel suo ruolo naturale di centravanti mentre finora aveva giocato alto a destra). In difesa Moreno e Juan Jesus si contendono una maglia da titolare. Florenzi o Bruno Peres terzino destro? Ecco le probabili formazioni dei maggiori quotidiani :

LA GAZZETTA DELLO SPORT
Roma (4-3-3): Alisson; Florenzi, Fazio, Juan Jesus, Kolarov; Pellegrini, De Rossi, Strootman; Defrel, Dzeko, El Shaarawy

IL MESSAGGERO
Roma (4-3-3): Alisson; Florenzi, Fazio, Moreno, Kolarov; Pellegrini, De Rossi, Strootman; Under, Defrel, El Shaarawy

IL CORRIERE DELLA SERA
Roma (4-3-3): Alisson; Bruno Peres, Fazio, Juan Jesus, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; Florenzi, Dzeko, El Shaarawy

LA REPUBBLICA
Roma (4-3-3): Alisson; Florenzi, Fazio, Juan Jesus, Kolarov; Pellegrini, De Rossi, Strootman; El Shaarawy, Defrel, Perotti

IL TEMPO
Roma (4-3-3): Alisson; Florenzi, Fazio, Juan Jesus, Kolarov; Pellegrini, De Rossi, Strootman; Defrel, Dzeko, El Shaarawy

Claudia Demenica

 

Si può ancora fare politica contro le false idee sull’Europa

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EUROPA: «L’Unione non è sinonimo di noia né di burocrazia Ma per salvarla va riformata». Un appello che il grande filosofo tedesco rilancia, auspicando che anche negli altri stati europei si affermino leader di statura analoga a quella del francese Macron

Per Walter Benjamin la capitale dell’ Europa era Parigi; per l’ironico e ostinato Robert Menasse dovrà essere Bruxelles. In questo modo il vincitore del Deutscher Buchpreis (premio letterario tedesco) formula un’esile speranza, temperata da una storiella divertente su una serata trascorsa con un giornalista tedesco in un fumoso caffè della capitale belga. Menasse racconta che il giornalista, dopo aver redatto un articolo per il suo giornale di Francoforte dalla lontana galassia di Bruxelles, se lo vide rimandato indietro con un’annotazione: «Non raccontare cose così complicate. Scrivi solo quanto costerà di nuovo a noi tedeschi».

Lo scarso interesse che i nostri politici, manager e giornalisti mostrano per la costruzione di un’Europa capace di iniziativa politica non potrebbe essere illustrato meglio. Da anni ormai una stampa timida e deferente corre in aiuto della classe politica tedesca, facendo di tutto per non tediare l’opinione pubblica col tema dell’Europa. La tendenza a infantilizzare il pubblico si è manifestata nel modo più evidente in campagna elettorale, con la rigorosa limitazione dei temi ammessi all’unico dibattito televisivo tra Merkel e Schulz. Del resto, già per tutto il decennio dell’ancora irrisolta crisi finanziaria, alla cancelliera e al suo ministro delle Finanze è sempre stato consentito di presentarsi, in stridente contrasto con i fatti, come veri “europei”.

Adesso compare sulla ribalta un politico come Emmanuel Macron, pieno di riguardi verso la cancelliera (ormai indebolita e incalzata dal suo stesso partito), ma capace di sollevare il velo sul compiaciuto autoinganno. Le menti “realiste” delle grandi testate tedesche sembrano temere le parole del presidente francese perché potrebbero aprire gli occhi al loro pubblico, mostrando che il re, con il suo robusto nazionalismo economico, è nudo. Nei primi capitoli di un recente libro con il sottotitolo Come la Germania mette a rischio un’amicizia, Georg Blume raccoglie una triste documentazione sul nuovo tono altezzoso della stampa e della politica tedesche nei confronti della Francia e dei francesi. I commenti su Macron oscillano tra indifferenza, arroganza e fuoco di sbarramento preventivo. E a parte un titolo dello Spiegel, anche la risonanza dell’ultimo così importante discorso del presidente francese (pronunciato il 26 settembre scorso alla Sorbona, e in cui Macron rilancia un’idea forte di Europa «sovrana, unita e democratica »,ndr) è stata scarsa o nulla.
Con questa materia, adatta per scrivere una commedia, la prossima coalizione di governo “Giamaica” (dai tre colori di Cdu, Fdp e Verdi) potrebbe imbastire una vera e propria tragedia, se, ad esempio, un ministro delle Finanze quale Christian Lindner divenisse l’esecutore testamentario di Schäuble. In un “non paper” scritto per l’Eurogruppo, il dimissionario ministro delle Finanze ha ideato un programma fatto apposta per bloccare ogni compromesso col presidente francese. Schäuble lega la creazione di un fondo monetario europeo alle sue idee ordoliberali volte a prevenire ogni temuta partecipazione democratica. In tal modo l’intero ordine economico-finanziario sarebbe sottratto alle decisioni politiche e rimarrebbe prerogativa di un’amministrazione tecnocratica.
Con questo sfogo potrei anche chiudere il mio discorso. Ma la situazione è troppo seria. Il prossimo governo tedesco dovrà raccogliere (sempre che qualcuno ne abbia voglia) la palla lanciatagli dal presidente francese e che sta ora dalla sua parte del campo. Basterebbe una politica del rinvio per sprecare un’occasione storica unica.
Raramente le contingenze storiche hanno creato una situazione così chiara come nel caso dell’ascesa al potere di questa personalità così fascinosa, forse irritante, ma in ogni caso fuori dal comune. Nessuno si sarebbe potuto aspettare che un ministro del governo Hollande, senza appartenenza di partito, potesse creare da solo, in modo apparentemente egocentrico, un movimento politico capace di capovolgere l’intero sistema dei partiti. Sembrava un’impresa contraria a ogni buon senso demoscopico.
Eppure una persona sola, senza seguito, è riuscita ad ottenere la maggioranza dei voti nel breve spazio di una campagna elettorale di coraggioso confronto, incentrata sull’approfondimento della collaborazione europea e opposta al crescente populismo di destra sostenuto da un francese su tre. Era davvero improbabile che un uomo come Macron potesse diventare presidente di un paese come la Francia, con una popolazione da sempre più euroscettica di quella lussemburghese, belga, tedesca, italiana, spagnola o portoghese.
Osservando le cose obiettivamente, però, è altrettanto improbabile che il prossimo governo tedesco abbia la lungimiranza di trovare una risposta costruttiva alla domanda posta da Macron. Per me sarebbe un sollievo se riuscisse almeno a riconoscere la rilevanza della questione. È già abbastanza difficile che un governo di coalizione segnato da tensioni interne abbia la volontà di rivedere le due scelte strategiche imposte da Angela Merkel all’inizio della crisi finanziaria: l’approccio intergovernativo, che assicura alla Germania un ruolo guida nel Consiglio europeo, e la politica dell’austerità, che la Germania ha potuto imporre ai Paesi del Sud dell’Unione, grazie a questa supremazia, assicurandosi vantaggi sproporzionati.
Ed è ancora più improbabile che questa cancelliera non adduca la scusa dell’indebolimento della sua posizione politica interna per spiegare al fascinoso contraente che purtroppo non può far propria la sua compiuta prospettiva di riforma. Del resto, le prospettive le sono state sempre estranee. Per altro verso – ed è questa la questione su cui mi interrogo – può questa personalità politica (che non ho mai conosciuto personalmente), figlia di un pastore protestante, così accorta e coscienziosa, finora favorita dal successo ma anche riflessiva, può essa avere un interesse a finire i sedici anni di cancellierato in questo ruolo inglorioso? Vuole davvero lasciare la scena politica dopo quattro anni di esitazioni ed erosione del potere? O saprà mostrare una vera statura e saltare oltre la propria ombra, a dispetto di tutti coloro che già speculano sul suo declino?
Anche lei sa che l’unione monetaria europea è d’interesse vitale per la Germania e che, sul lungo periodo, essa non può essere stabilizzata finché si approfondiscono le forti differenze tra le divergenti economie del Nord e del Sud dell’Europa in termini di reddito, tasso di disoccupazione e debito pubblico. In Germania, lo spettro dell’“unione di trasferimento” offusca lo sguardo su questa dinamica distruttiva. È possibile porvi rimedio solo se si crea una concorrenza davvero equa oltre le frontiere nazionali, e se si persegue una politica di contrasto alla crescente desolidarizzazione sia tra le popolazioni nazionali sia all’interno delle varie nazioni. Basti pensare alla disoccupazione giovanile. Macron non si limita a concepire una visione. Egli richiede concretamente che l’Eurozona vada avanti nell’armonizzare le imposte sulle imprese, in un’efficace tassazione delle transazioni finanziarie, nella graduale convergenza dei differenti regimi di politica sociale, nella costituzione di un pubblico ministero europeo per le regole del commercio internazionale, eccetera.
D’altra parte, non sono queste singole proposte, già note da tempo, a distinguere da tutto ciò a cui siamo abituati il comportamento, le iniziative e i discorsi di questo politico. Ciò che colpisce sono tre tratti caratteristici: – il coraggio nella costruzione politica; – l’impegno dichiarato di voler trasformare il progetto elitario europeo in un’auto-legislazione democratica dei cittadini; – il modo convincente di porsi di una persona che ha fiducia nella forza della parola che articola il pensiero.
Con una scelta lessicale molto francese, il 26 settembre scorso, il presidente si è rivolto a un pubblico studentesco, ma anche alla classe politica tedesca, evocando ripetutamente quella “sovranità” che oggi non può più essere garantita dallo Stato nazionale, ma solo dall’Europa. In un mondo a soqquadro, solo con la protezione e la forza dell’Europa unita i suoi cittadini possono difendere i propri comuni interessi e valori. Macron fa valere la sovranità “autentica” contro quella chimerica dei “sovranisti” francesi, denuncia il gioco indegno dei governi che a casa prendono le distanze dalle leggi che essi stessi votano a Bruxelles, e non teme di invocare la rifondazione di un’Europa capace di agire sia al proprio interno che verso l’esterno.
Con “sovranità” si intende questo rafforzato potere che i cittadini europei danno a se stessi. Quali passaggi da compiere verso un’istituzionalizzazione della capacità di iniziativa politica comune, Macron indica una collaborazione più stretta nell’Eurozona a partire da un bilancio comune. La proposta cruciale e dibattuta è la seguente: «Un (tale) bilancio può andare di pari passo solamente con una guida politica forte, un ministro comune e un controllo parlamentare esigente a livello europeo. Soltanto la zona euro con una moneta internazionale forte può fornire all’Europa il quadro di una potenza economica mondiale».
Con la pretesa di intervenire politicamente sui problemi di una società mondiale che cresce sempre più interdipendente, Macron si distingue, come solo pochi altri, dal ceto dei funzionari politici cronicamente non all’altezza dei problemi, opportunisticamente omologati e ridotti alla politica del giorno per giorno. Non si crede ai propri occhi: c’è davvero ancora qualcuno che vuole modificare lo status quo? Esiste ancora chi ha il coraggio sconveniente di opporsi alla coscienza fatalista dei fellahin ciecamente subalterni alla presunta forza coercitiva degli imperativi sistemici di un ordine economico mondiale personificato da organizzazioni internazionali distaccate e altezzose? Se ho bencompreso, Macron fa valere un interesse che, sino ad oggi, nei nostri sistemi partitici, stretti tra il neoliberalismo ordinario del “centro”, l’anticapitalismo appagato dei nazionalisti di sinistra e la stantia ideologia identitaria dei populisti di desta, non è stato sufficientemente analizzato né, di conseguenza, rappresentato. Una parte dell’insuccesso dei socialdemocratici è dovuto al fatto che la loro politica, in linea di principio aperta alla globalizzazione, propulsiva sui temi europei e, al contempo, attenta ai danni e alle distruzioni sociali provocate da un capitalismo sfrenato; questa politica, che coerentemente spinge per una necessaria riregolazione trasnazionale dei mercati, nonostante gli sforzi di Sigmar Gabriel non ha acquisito un profilo riconoscibile. Lo spazio di azione per attuare una tale politica, Gabriel avrebbe potuto ottenerlo solo come ministro delle finanze di una rinnovata Große Koalition, bendisposta nei confronti di Macron.
La seconda circostanza che distingue Macron dalle altre figure è la rottura di un tacito consenso. Sinora, la classe politica ha dato per scontato che l’Europa dei cittadini fosse un costrutto troppo complesso e la finalité – lo scopo dell’Unione europea – una questione troppo complicata perché i cittadini potessero occuparsene direttamente. Le attività correnti della politica di Bruxelles sono cosa per esperti o, semmai, per lobbisti ben informati, mentre i capi di governo sono impegnati a rimandare o eludere i problemi più gravi tra gli interessi nazionali in conflitto. Ma, soprattutto, i partiti politici sono unanimi nella volontà di evitare i temi europei nelle elezioni nazionali, a meno che non si presenti l’occasione di addossare ai burocrati di Bruxelles i problemi domestici. E ora Macron vuole fare piazza pulita di questa mauvaise foi. Un tabù lo ha già infranto mettendo al centro della campagna elettorale la riforma europea, e persino vincendo, un anno dopo la Brexit, questa offensiva contro «le passioni tristi dell’Europa».
È nota la formula secondo la quale la democrazia è l’essenza del progetto europeo. Detta da Macron essa acquista credibilità. Non sono in grado di giudicare l’attuazione delle riforme politiche annunciate in Francia. Si dovrà vedere se egli manterrà la promessa “social-liberale” di assicurare il difficile equilibro tra la giustizia sociale e la produttività economica. Come uomo di sinistra non sono un “macroniano” – sempre che esista qualcosa del genere. Ma il modo in cui egli parla dell’Europa fa la differenza. Macron chiede considerazione per i padri fondatori che hanno creato un’Europa senza popolazione perché allora erano esponenti di un’avanguardia illuminata.
Lui però adesso vuole fare di quel progetto elitario un progetto di cittadinanza e, contro i governi nazionali che nel Consiglio europeo si bloccano a vicenda, chiede che si compiano dei passi chiari verso l’autodeterminazione democratica dei cittadini europei. Così egli rivendica per le elezioni non solo un diritto di voto, ma anche la designazione di candidati appartenenti a liste transnazionali. Ciò favorirebbe, in effetti, la formazione di un sistema di partiti europeo, in mancanza del quale il Parlamento di Strasburgo non può divenire un luogo in cui gli interessi sociali possono essere generalizzati e valorizzati oltre i meri confini nazionali.
Se vogliamo valutare correttamente l’importanza di Emmanuel Macron è necessario considerare anche un terzo aspetto, una qualità personale: sa parlare. Non si tratta solo di un politico che riesce a guadagnarsi l’attenzione, la stima e il potere grazie alla capacità retorica e a una certa sensibilità verso la parola scritta. È piuttosto la scelta precisa delle frasi ispiratrici e la forza di articolazione del discorso a conferire allo stesso pensiero politico acume analitico e una prospettiva lungimirante. Da noi, Norbert Lammert è stato l’ultimo a richiamare alla memoria i dibattiti al Bundestag di Gustav Heinemann, Adolf Arndt e Fritz Erler agli albori della Repubblica federale. Naturalmente la qualità della professione del politico non si misura dal talento oratorio. Tuttavia, i discorsi possono cambiare la percezione della politica nella sfera pubblica, elevarne il livello e ampliare l’orizzonte del dibattito pubblico, migliorando inoltre la qualità non solo dei processi di formazione della volontà politica, ma anche dello stesso agire politico.
In un mondo dove l’assenza di forma dei talk show diventa il metro di riferimento per la complessità e lo spazio del pensiero politico pubblicamente ammesso, Macron si distingue per lo stile dei suoi interventi. A quanto pare ci manca la capacità di percepire tali qualità, e di collocare il quando e il dove di un discorso. Ad esempio, quello tenuto di recente da Macron al Municipio di Parigi in occasione delle celebrazioni per la Riforma è interessante non solo nel contenuto. Si è trattato di un abile tentativo di utilizzare lo sguardo retrospettivo sulla storia delle lotte confessionali in Francia per adattare una dottrina di Stato – il severo laicismo francese – alle istanze di una società pluralistica. Ma l’occasione e l’argomento del discorso erano anche un gesto di apertura verso la cultura protestante del Paese confinante – e verso la collega di confessione evangelica a Berlino. Naturalmente, la pretesa e lo stile con cui viene rappresentato il potere dello Stato ci sono divenuti estranei, al più tardi dallo sguardo nostalgico di Carl Schmitt sul contro-illuminismo francese del XIX secolo. Può darsi che ci manchi quel senso della gravitas di una vita nel palazzo dell’Eliseo che Macron onora nel colloquio avuto con loSpiegel. Ma la conoscenza più intima della filosofia hegeliana della storia, con cui reagisce alla domanda su Napoleone come «spirito del mondo a cavallo», è comunque di grande effetto.
Questo articolo è apparso su Der Spiegel del 21 ottobre 2017 © Jurgen Habermas Traduzione di Walter Privitera e Fiorenza Ratti

repubblica/Si può ancora fare politica contro le false idee sull’Europa di JŪRGEN HABERMAS

Inzaghi: “Napoli? Sarei andato molto volentieri, ho rinunciato per un motivo”

Filippo Inzaghi, ex attaccante ed attuale allenatore del Venezia, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport. Tra i temi trattati anche un retroscena di mercato:

“Io sarei andato a Napoli molto volentieri, ma nel calcio non si può mai sapere quello che può succedere e come sarebbe stata la carriera. Io rinunciai non per Boskov, ma perché, la sera della decisione da prendere, si giocò il ritorno, a Parma, della partita con l’Halmstad. All’andata in Svezia avevamo perso 3-0 e il ritorno si presentava proibitivo, sulla carta. Ma io feci gol dopo quaranta secondi e vincemmo 4 a 0. Quella sera la società del Parma decise di non mandarmi più a Napoli. La verità è tutta qua, non ci sono altre cose”.

Castellammare, donna investita sul Viale Europa: le condizioni

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Una signora di circa 40 anni è stata appena prelevata dall’ambulanza nel centro di Castellammare, zona Viale Europa. La donna è stata riversa diversi minuti sull’asfalto adiacente alla piazzetta Sant’Antonio, circondata da varie persone che hanno cercato di soccorrerla.

Il traffico del Viale Europa, intenso in queste ore della mattina, è stato bloccato fino all’arrivo dei soccorsi. Sembra che la donna sia stata tamponata da un’auto mentre attraversava la strada. Non è riuscita ad alzarsi da sola, per cui l’intervento dei sanitari del 118 è stato indispensabile.

La signora non ha mai perso coscienza, ha chiamato i familiari dal cellulare di una ragazza che si trovava sul luogo al momento dell’accaduto. Ora é al San Leonardo per degli accertamenti.

 

Questa notte torna l’ora solare: ricordatevi di spostare le lancette

Pronti a spostare le lancette indietro di un’ora, questa notte infatti torna l’ora solare. Perché questo cambiamento? Il motivo è legato principalmente al consumo energetico ma vi sono anche fattori pratici. Mantenendo l’ora legale nel periodo invernale, infatti, al mattino ci sarebbe troppo buio e i disagi sarebbero notevoli.
In Italia fu stabilita definitivamente per legge solo nel 1965 dopo che era stata utilizzata a fasi alterne durante il periodo delle due Guerre. La durata attuale è stata fissata solo nel 1996, fino al 1980 questo periodo durava solo quattro mesi. Tra quelli a favore e quelli che, invece, criticano questo sistema per ragioni legate alla nostra salute, una cosa è certa: almeno per questa notte tutti dormiremo un’ora in più.

A cura di Giovanni Donnarumma

Torna l'ora solare

CRONACA

Torna l’ora solare, lancette indietro: quando avviene e cosa comporta. 7 consigli

Sarà una lunga notte quella del ritorno dell’ora solare tra sabato 28 e domenica 29 ottobre, quando spostando indietro le lancette dell’orologio…