Home Blog Pagina 5467

Primavera, Zerbin: “All’inizio a Napoli era tutto complicato: ora ho capito anche dove mi esprimo meglio”

Le sue parole

Alessio Zerbin, attaccante della Primavera del Napoli, ha parlato a La Stampa: “Mi sono reso conto che il trequartista è il mio ruolo, gioco largo ma molte volte mi accentro e provo il tiro. Al Napoli sono stato coccolato fin dai primi giorni, eppure all’inizio sembrava tutto complicato, ma solo perchè vivevo in una realtà totalmente diversa da quella a cui ero abituato, ora va molto meglio. Il Napoli in questo momento sta giocando il calcio più divertente di tutti e posso assicurare che in allenamento si impara tanto, quando si mettono a giocare nello stretto a volte fanno paura per quanto sono forti. Se sono qui è grazie al Gozzano ed ora stanno facendo molto bene. Il loro primato non mi sorprende perchè hanno dei giocatori qualitativamente molto forti”.

Viabilità, Napoli divisa in due: chiusa la galleria Laziale!

0
Viabilità, Napoli divisa in due: chiusa la galleria Laziale!

La Galleria Laziale, a causa di una pericolosa caduta di calcinacci, è stata transennata in nottata dalla Polizia Municipale, tagliando totalmente in due Napoli, facendo saltare i collegamenti da Mergellina a Fuorigrotta. Le transenne rimarranno per tutta la giornata di oggi. La protezione civile e i tecnici interverranno solo domani mattina per verificare lo stato della volta della galleria e decidere l’intervento da fare. Domani sarà deciso anche il nuovo piano traffico.

Napoli, giovane accoltellato da coetanei

0
Napoli, giovane accoltellato da coetanei

Un giovane 17enne è stato accoltellato nella nottata presso Via Partenope, nel cuore del lungomare napoletano. Il ragazzo, di Secondigliano ed incensurato, immediatamente soccorso presso il Loreto Mare, dove gli è stata riscontrata una ferita al fianco e dieci giorni di prognosi, avrebbe raccontato di esser stato aggredito e ferito da alcuni suoi coetanei sconosciuti dopo un futile diverbio.

Rugby, Italia-Fiji: Gli azzurri tornano a sorridere!

Rugby, Italia-Fiji: Gli azzurri tornano a sorridere!

Finalmente spunta nuovamente il sorriso in casa azzurri grazie alla vittoria ottenuta su Fiji per 19-10, dopo il ciclo terribile di nove sconfitte consecutive. La giovane Italia di Conor O’Shea, con ben quattro esordienti, non sciorina certamente il miglior rugby del mondo ma ciò che contava era vincere e vittoria è stata. Gli azzurri, trascinati dal solito capitan Parisse, partono forte e dopo un buon giro palla al 5′ trovano il vantaggio con una bella pedata di Canna. La partita è, però, equilibrata e gli avversari trovano il pareggio poco dopo con una bella punizione. L’Italia non ci sta e così a testa bassa torna avanti e riesce a trovare la meta del vantaggio con Ferrari, portando il punteggio sul 10-3 dopo la trasformazione di Canna. Come sempre accade all’incompiuta Italia, al minimo errore però la punizione è massima: al primo placcaggio sbagliato in mezzo al campo (Minto) succede il patatrac con Leoone Nakarawa che fugge via e riporta i suoi in parità, risultato con cui si chiuderà il primo tempo. I secondi quaranta minuti saranno altrettanto equilibrati anche se forse leggermente emozionanti. Infatti non ci sarà alcuna meta ma saranno tre piazzati a portare l’Italia verso la luce della vittoria; 19-10, si può far festa!

Milik, difficile che possa andare al Chievo: nessuno vuole prendere giocatori infortunati

Lo riporta Il Roma

I piani per il mercato di gennaio. Un discorso che come sempre durante le soste, prende piede. Tuttavia non manca molto tempo. Tra un mese si entrerà nel vivo, sempre tenendo presente che ufficialmente le trattative per i rinforzi di gennaio cominceranno, appunto, con il nuovo anno. Dando per scontato il passaggio di turno in Coppa Italia servirà prendere un attaccante e un terzino sinistro. Dal Chievo si dovrebbe richiamare Inglese, acquisto estivo, dal prestito. Il club veronese vorrebbe evitare, ma non potrà impedire che l’accordo venga rivisto. Difficile che l’ipotesi Milik al Chievo prenda corpo, nessuno si fida a prendere giocatori infortunati. Ma una possibilità potrebbe esserci.

Modena, botta e risposta tra Eziolino Capuano e i suoi ex calciatori: “Ci hai traditi!”

Modena, botta e risposta tra Eziolino Capuano e i suoi ex calciatori

Botta e risposta tra i calciatori del Modena ed Eziolino Capuano, dopo il fallimento dei canarini. I calciatori lo accusano il mister del ‘tradimento’: “La squadra, in queste settimane, si rende conto di essere stata tradita anche dallo staff tecnico capitanato ovviamente dall’allenatore”. Dubbi confermati quando Taddeo decide, in teoria di sua volontà, di mandare lettere di diffida ad alcuni suoi giocatori, creando una sorta di black-list specifica. “Mi spiace cari miei presidente e allenatore ma questa squadra ha le palle e non lascerà che si condanni chi ha parlato per conto di tutti. Chi ci conosceva meglio ci aveva traditi. Una delusione enorme per chi ritenevamo, forse più di tutti, una persona seria e, a dir suo, dai principi inossidabili”.

Non tarda ad arrivare la risposta di Capuano neo tecnico della Sambenedettese: “Da Modena si aspettava lo svincolo per tutti i tesserati, ma è arrivato solo per i giocatori e non per lo staff tecnico. Sarebbero serviti altri giorni e io, visto che qualcuno parla di dignità, ho deciso di rinunciare al contratto pluriennale in essere comprese le mensilità che mi spettavano da luglio a metà novembre. Questo perché sono un uomo di grandi principi e spero di poterlo dimostrare qui. Chi parla di dignità dovrebbe averla, ho rinunciato a tutto, ho preso la macchina e sono andato a Modena per fare questa risoluzione e oggi sono qui orgoglioso, fiero ed emozionato come il primo giorno che inizio a fare questo mestiere. Quello che ho passato a Modena non lo auguro a nessuno. Si parla di squadra, ma in realtà su 28 erano solo dieci. Avevo deciso di non dire niente perché non meritano risposta, sono dei ragazzini in cerca di pubblicità che avrei stimati se avessero avuto il coraggio di dirmi queste cose faccia a faccia. Ma ho deciso di rispondere perché un paio di aspetti bisogna chiarirgli e devo sbugiardarli. Se mi avesse chiamato un’altra squadra sarei rimasto a casa perché ho passato mesi molto difficili, ogni volta che venivo a San Benedetto del Tronto sono stato sempre insultato e questo mi dava una carica adrenalinica notevole e mi portava a dire che un giorno avrei voluto essere l’allenatore in questa piazza, oggi ci sono riuscito e sono fiero di allenare la Sambenedettese, un privilegio per pochi”.

Le foto di Cosenza vs Juve Stabia (1-0) | ViViCentro

0

Guarda le foto di Cosenza vs Juve Stabia realizzate dal nostro fotografo Antonio Gargiulo che ci racconta così la partita finita 1-0 delle Vespe allenate dal duo Caserta – Ferrara con i ragazzi di Mister Braglia allo stadio San Vito-Gigi Marulla di Cosenza.

COSENZA Perina – Corsi – Pinna – Idda – Palmiero – Caccavallo – Statella – Baclet – Bruccini – Calamai – Dermaku – panchina: Saracco – Mungo – Mendicino – Pasqualoni – Boniotto – Trovato – Tutino – Loviso – Pascali – D’Orazio – All.Braglia

JUVE STABIA Branduani – Allievi – Nava – Simeri – Crialese – Viola – Matute – Bachini – Lisi – Mastalli – D’Auria  Panchina:Bacci – Polverino – Awa – Capece – Costantini – Redolfi – Gaye – Canotto – Strefezza – Zarcone – Caló – All.Caserta

Primo tempo con pochissime emozioni e occasioni gol con le squadre forse condizionate dal campo pesante con il Cosenza che ha provato a fare la partita e con a Juve Stabia che ha provato a ribattere con azioni in contropiede sulle fasce. Calci d’angolo 5 a 1 per il Cosenza e unico ammonito del primo tempo Bruccini del Cosenza.

Gol del Cosenza al 2 minuto del secondo tempo di Bruccini che sfrutta una indecisione della difesa della Juve Stabia e con un tiro non irresistibile nell’area piccola nonostante il tentativo disperato di ribattere da parte di Allievi sulla linea di porta la palla sbatte sulla schiena di Branduani e si insacca.

copyright-vivicentroTUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. E’ possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo.

La Gazzetta pensa a Darmian: “Vale 10-12mln, lo United potrebbe darlo in prestito al Napoli”

La Gazzetta pensa a Darmian: “Vale 10-12mln, lo United potrebbe darlo in prestito al Napoli”

Matteo Darmian al Manchester United, è vero, ma non è detto che ci resti. La Gazzetta dello Sport scrive: “Causa infortuni, Roma e Napoli hanno bisogno di un cursore di fascia. Di Francesco per sostituire Karsdorp; Sarri per rimpiazzare Ghoulam. Così nelle ultime ore Darmian è stato accostato sia alla Roma sia al Napoli. Non guadagna poco, per i canoni italiani, però in qualche modo una soluzione si troverebbe. Torna a casa, Matteo, ma prima portaci in Russia”.

GIARABUB 1941: UN MITO NELLA DISFATTA

0

GIARABUB, un’oasi libica, lontana ed isolata, difesa da un piccolo reparto, diventa, nel marzo 1941, il simbolo della resistenza ad oltranza alla preponderanza bellica britannica.

Oggi pochi sanno dove sia e cosa abbia rappresentato l’oasi libica di Giarabub, in Cirenaica, negli anni ’40 e ‘41. Lo sanno quelli della mia generazione, i figli della guerra: è stato un simbolo, un mito, un’esaltazione eroica.
Di Giarabub si comincia a parlare nel 1856 quando un “santone” musulmano, Mohammed-ibn- Ali Es-Senussi, vi si trasferisce con alcuni discepoli fondandovi una setta. Diventa un centro di studi rinomato nel mondo islamico con una biblioteca di oltre 8.000 volumi. La confraternita dei Senussi, dopo l’occupazione italiana del 1912, animerà un’accanita guerriglia che si concluderà con l’impiccagione del capo spirituale e militare, l’inafferrabile Omar-el- Muktar. Un membro della confraternita, Idris al-Senussi, che durante il conflitto si schiera col suo clan dalla parte del Regno Unito, sarà proclamato re della Libia indipendente il 24 dicembre 1951.
Il possesso dell’oasi è riconosciuto all’Italia solo nel 1926 col regolamento dei confini fra la colonia italiana di Libia e l’Egitto. Il 7 febbraio 1926 vi s’insedia un Presidio militare italiano. Giarabub è situata ad un incrocio di carovaniere in pieno deserto libico a circa 250 km. dalla costa cirenaica, a sud di Tobruk, in una zona completamente disabitata. Manca l’acqua potabile: è dotata solo di piccole conche acquitrinose salmastre, ricche di magnesio e cloruro di sodio alla quale solo gli Arabi sono assuefatti. La sua posizione strategica è molto importante: a ridosso del confine egiziano controlla le strade che dal sud portano sulla costa e alle spalle del Gebel cirenaico, su un itinerario che, per l’oasi di Gialo, rappresenta una scorciatoia per la stretta di El Agheila, al confine con la Tripolitania. È là che sarà fermata, per
quattro mesi, l’offensiva britannica nel settore sud nel marzo ‘41.
Il 10 giugno 1940 Mussolini, smanioso di mostrare le virtù guerriere del popolo, entra in guerra perché ha bisogno del “migliaio di morti da gettare sul tavolo della pace”, ritenendo ormai vicina la fine della blitzkrieg scatenata dal suo alleato tedesco. La sua strategia ha dell’inverosimile: dichiara la guerra ma con le Forze Armate in “strategia difensiva”! Non si attacca né la Francia in Tunisia, ormai al collasso, né gli Inglesi in Egitto che, all’epoca, hanno un modesto contingente. Eppure, secondo logica, chi dichiara la guerra dovrebbe farlo per sconfiggere il nemico, ovviamente attaccandolo, avendo per di più il vantaggio della prima mossa.
La preparazione alla guerra in Libia ha dell’incomprensibile: il giorno prima della dichiarazione di guerra vengono sostituiti, per limiti di età, il comandante della X Armata e del XXII Corpo d’Armata, grandi Unità schierate in Cirenaica. Ma non basta: il nuovo comandante dell’Armata non è mai stato in Africa, quello del Corpo d’Armata dovrà giungere dall’Albania. Come se non bastasse il nuovo comandante della Divisione di Fanteria Marmarica non ha ancora assunto il comando, il vicecomandante dovrà rimpatriare e il nuovo comandante della 1^ Divisione Libica non ha alcuna conoscenza di truppe coloniali. Più che la vigilia di una guerra sembra la predisposizione caotica ad un incontro di risiko!
L’Esercito italiano in Libia ha due Armate (5^ e 10^) forte di circa 220.000 uomini per la quasi totalità appiedati. Gli Inglesi, di contro, possono disporne di circa 50.000 a difesa del confine e del canale di Suez, ma completamente automontati, forti anche di una Divisione corazzata. D’altronde la guerra moderna, per di più in una zona desertica, è necessariamente guerra di movimento e oltre agli uomini ed ai veicoli c’è bisogno di mezzi corazzati e, soprattutto, di un’organizzazione logistica. Gli Inglesi hanno, alle loro spalle, le basi ravvicinate e dispongono di forti scorte di carburante e viveri. La Libia invece è rimasta agricola e dipende, per tutto, dalla Madrepatria con di mezzo il mare.
La situazione si complica quando il Governatore e comandante supremo della Libia, Italo Balbo una delle poche menti lucide del Regime e come tale confinato in Colonia (uno di quelli che aveva osteggiato non solo l’alleanza con la Germania nazista ma anche l’entrata in guerra), cade col suo aereo, scambiato per nemico, il 28 giugno. E qui un’altra trovata geniale: lo sostituirà il Maresciallo Graziani il quale, stando in Libia, conserva l’incarico di Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, la cui sede naturale è Roma.
Le Armate italiane, non disponendo di veicoli per la mobilità, restano ferme sulle loro posizioni. Gli Inglesi, che dovrebbero difendersi, con forti pattuglie mobili, effettuano colpi di mano ai danni dei Presidi isolati lungo il confine. Sono così sopraffatti alcuni presidi difesi da scarsi contingenti libici. Non c’è disponibilità di efficienti armi controcarro: alle autoblindo britanniche armate di cannone è possibile opporre il carro amato “L 35”, di 3 ton., armato con due mitragliatrici da 8 mm.
Mussolini insisterà successivamente per un’offensiva temendo la fine della guerra senza ottenere vantaggi territoriali. Finalmente Graziani, ricevuta dopo notevoli insistenze un’aliquota di autocarri, attacca il 13 settembre, a 3 mesi dalla dichiarazione di guerra ma, dopo poco più di 150 km, il 18 si ferma per ricompattare le truppe e predisporre basi logistiche. Ci sarebbe un modo per proseguire e sfondare, accettare la proposta tedesca di due Divisioni corazzate ma la propensione alla guerra con le baionette, tanto divulgata dal Duce, fa declinare l’offerta: Mussolini vuole una guerra tutta sua. Per di più il 28 ottobre decide l’aggressione alla Grecia dove sarà poi indispensabile l’intervento tedesco per toglierlo d’impaccio.
Il 9 dicembre, con l’offensiva britannica nella quale fanno la loro prima apparizione i carri armati Mathilda da 50 tonnellate (che dovremmo contrastare con i nostri da 3!), l’Armata di Graziani si sfalderà lasciando agli Inglesi circa 130.000 prigionieri, che significa l’azzeramento di 5 Divisioni di Fanteria, con una ritirata fino alla stretta di El Agheila, al confine della Tripolitania.
È in questa disfatta che emerge la difesa eroica di Giarabub, che riscatta l’onore e la dignità dell’Esercito italiano. Il settore di competenza corre lungo la linea di confine a sud di Bardia, su circa 200 chilometri, articolato su posti di osservazione presidiati a livello di squadra (Barra Arrascia, El Aamra, El Facri, Baharia e Gara del Diavolo) e di sbarramento per la difesa avanzata (sei km. circa), presidiati a livello di plotone (Uescechet el Heira, Garn ul Grein, Garet el Barud, Garet el Cuscia, Garet el Nuss). A circa tre chilometri un piccolo campo d’aviazione. La vigilanza è attuata con veicoli leggeri armati di mitragliatrici. I rifornimenti giungono per mezzo di autocolonne. Una richiesta di autoblindo non può essere esaudita perché, almeno in quel periodo, in Libia mancano.
L’organico è composto da quattro compagnie di Fanteria Libica ed una di mitraglieri automontata, una compagnia del Genio libica, sette Carabinieri (dei quali cinque libici) e due Guardie di Finanza. L’armamento consiste in due cannoni “65/17”, 56 mitragliatrici, bottino della grande guerra, e dodici fucili mitragliatori. Manca la difesa contraerea. Il munizionamento di una scarsità impressionante è sufficiente per qualche giornata; solo quello dei fucili arriva ad una quindicina di giorni. Il comandante è un maggiore di Fanteria, Salvatore Castagna, trasferitovi in aprile dall’8° Battaglione Libico di stanza a Bardia.
Anche il settore di Giarabub è interessato da puntate delle autoblindo australiane con base nell’oasi egiziana di Siwa, anch’essa in pieno deserto.
In questa prima fase si evidenzia l’assenza di apprestamenti difensivi che possano bloccare incursioni nel mare magnum del deserto. Con fantasia tipicamente italiana vengono costituiti campi minati con bombe d’aereo e spezzoni, unico munizionamento disponibile. In funzione anticarro saranno impiegate bottiglie di benzina. Comunque le incursioni terrestri non riescono ad avvicinarsi all’oasi per la forte reazione dei vari presidi della difesa avanzata. Ai primi di luglio la pressione nemica rallenta e giungono finalmente i rifornimenti e, soprattutto, quattro cannoni da 47/32 con artiglieri nazionali. Solo in settembre, in occasione dell’offensiva sulla fascia costiera, è possibile riprendere il collegamento terrestre. Il 27 giungono, infatti, i rinforzi: sono ricostituiti tutti i presidi ed i posti di osservazione evacuati durante il primo assedio. I presidi saranno dotati di almeno due cannoni e mitragliere antiaeree ed ognuno avrà una forza organica di circa 300 uomini. Giarabub disporrà di 550 nazionali e 750 libici. Meglio tardi che mai!
Con l’offensiva britannica di dicembre anche i presidi di Giarabub saranno interessati: la ritirata sulla costa assume le caratteristiche della rotta ma Giarabub resta una spina nel fianco dello schieramento nemico. Il 4 dicembre è il giorno dell’ultima autocolonna di rifornimento che raggiunge l’oasi. Nei giorni seguenti cedono i presidi più distanti ed il personale ripiega su quelli della difesa esterna e a Giarabub.
Ciò aggrava la situazione logistica e la razione di viveri ed acqua viene ulteriormente ridotta. Sono razionate perfino le munizioni.
L’artiglieria nemica, con i suoi “88”, non dà tregua ed ha il vantaggio della maggiore gittata (9 km.). Per arrecare un certo fastidio viene avanzato sulla difesa esterna un solo cannone da “77” (7 km. di gittata) che, quindi, non può contrastare l’artiglieria nemica. Il rifornimento saltuario è ormai attuato con lanci aerei. Il 9 febbraio, con gl’Inglesi ormai al confine della Tripolitania, il Comando Superiore informa che non è più possibile inviare rifornimenti e autorizza la resa. L’improvviso lancio di viveri il 27 febbraio sarà interpretato come l’imminenza della controffensiva: si saprà solo dopo che è il gen. Rommel, giunto a Tripoli il 12 febbraio per predisporre l’arrivo delle forze corazzate tedesche, a capire l’importanza strategica di Giarabub e chiedere di tenerla in vita. Mussolini è stato, infatti, costretto a chiedere l’aiuto tedesco per evitare la perdita definitiva della Colonia. Finisce così la guerra parallela Duce!
Nell’oasi intanto si organizzano quattro capisaldi a livello di compagnia. Purtroppo il 6 marzo gli Australiani consolidano l’accerchiamento intensificando la pressione con attacchi continui che fino al giorno 19, nonostante alcuni ripiegamenti strategici delle difese avanzate, costringeranno, con tenaci contrattacchi, gli assalitori perfino alla ritirata. Il 18 però il cerchio è stretto intorno all’oasi e non è più possibile uscirne. Di fronte agli strenui difensori c’è ormai l’intera 6^ Divisione australiana che stringe da ogni lato. La stessa sera del 18 un caposaldo subisce alcune infiltrazioni che sono respinte, così il giorno seguente. Il 20 marzo ci sono ancora tre pezzi di artiglieria che possono fare fuoco ma in serata finiscono le munizioni: è la fine!
Nelle prime ore del mattino del 21 marzo 1941, col favore dell’infido ghibli africano, gli Australiani sferrano l’attacco risolutivo anche con l’intervento a bassa quota dell’aviazione. Nella tarda mattinata cade il primo caposaldo interno e viene catturato il comandante Castagna ferito alla testa. Le munizioni sono ormai finite e gli Australiani dilagano contrastati solo alla baionetta. C’è però ancora il tempo di ammainare il Tricolore e bruciarlo perché non costituisca un trofeo. Giarabub cade il 21 marzo 1941, dopo quattro mesi d’assedio, con l’ammirazione dello stesso nemico. I Caduti, nella sola fase finale, sono circa 500 fra nazionali e libici.
Intanto in Italia da tempo si segue con trepidazione la sorte di questo lontano presidio sperduto nel deserto cirenaico. Ricordo la mia ansia di fanciullo nell’ascoltare alla radio il quotidiano Bollettino di guerra del Comando Supremo con le scarne notizie, spesso mascherate da esigenze di propaganda, che solo mio padre forse riusciva in qualche modo a decifrare. Si ascolta in piedi per rispetto verso chi combatte e “muore per la Patria”: Giarabub è citata per ben 30 volte da gennaio a marzo del ’41. Dai primi di marzo occupa quasi quotidianamente un piccolo spazio nelle notizie dai fronti di guerra. Lo sconforto giunge col Bollettino n. 288 del 22 marzo: “Nell’Africa settentrionale, il nostro piccolo  presidio di Giarabub, al comando del tenente colonnello Castagna, rimasto ferito in combattimento, dopo strenua difesa durata quattro mesi, è stato sommerso dalla prevalenza delle forze e dei mezzi avversari.” La propaganda del Regime non può farsi sfuggire una tale occasione che esalta le virtù guerriere del popolo secondo la concezione del suo condottiero. È così che nasce la canzone “La saga di Giarabub” che esorcizza la sconfitta, se pur onorevole. Le parole sono epiche: “Colonnello non voglio pane, dammi piombo pel mio moschetto… Colonnello non voglio il cambio, qui nessuno ritorna indietro, non si cede neppure un metro, se la morte non passerà”. E conclude con la frase esaltante, non certo profetica nel suo verso finale: “Colonnello non voglio encomi, sono morto per la mia terra, ma la fine dell’Inghilterra incomincia da Giarabub”. Il testo completo è in calce. Nel 1942 sarà anche prodotto un film dal semplice titolo “Giarabub” nel quale farà una breve apparizione un Alberto Sordi alle prime armi nel ruolo di un tenente.
Ancora oggi provo emozione quando riecheggiano nella mia mente le note dell’inno che la mia maestra delle elementari ci faceva cantare a scuola tante volte, nell’intervallo fra una materia e l’altra, e che infiammavano la mia fantasia di bambino del Regime.
Il comandante del presidio, decorato di medaglia d’argento al V. M., è promosso sul campo per meriti di guerra. Le ferree leggi del Regime lo avevano valutato idoneo alla promozione già da tempo ma non promosso perché scapolo e come tale non predisposto all’incremento del popolo degli otto milioni di baionette secondo la mistica fascista. Infatti, l’idoneità professionale, nell’Italia fascista, è seconda a quella … riproduttiva. In questo caso, però, la legislazione di Regime, per un popolo guerriero, ha previsto l’eccezione per chi dimostra sul campo particolari virtù militari. Il ten.col. Castagna il 21 maggio sarà insignito anche della Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia. Soffrirà la prigionia in India e rientrerà in Italia il 23 novembre 1946, accolto a Napoli con manifestazioni calorose da chi non aveva dimenticato. Nel 1948, ormai colonnello, comanderà il Reggimento di fanteria Nembo nel quale, dieci  anni dopo, avrei avuto il privilegio di prestare il mio servizio militare di leva. Promosso generale, morirà nel febbraio 1977.
Anche ad anni di distanza e con una guerra perduta credo sia doveroso il ricordo di quel pugno di combattenti, italiani e libici, che, al di là di ogni esaltazione propagandistica e ideologica, con enormi sacrifici, con mezzi inadeguati, furono mandati allo sbaraglio, senza speranza, obbedendo solo al dovere di soldati, per l’insipiente megalomania del suo condottiero. Combatterono con valore sacrificando le loro giovani vite credendo nei valori della Patria. Non sapevano che avrebbero fatto parte di quel migliaio di morti, che si centuplicheranno negli anni successivi, gettati poi sul tavolo della resa e non della vittoria.
Certamente, però, non erano stati sconfitti.
Onore ai Caduti, nazionali e libici, di Giarabub!

LA SAGA DI GIARABUB
(di Ruccione, De Torres e Simeoni)
Inchiodata sul palmeto
veglia immobile la luna;
a cavallo della duna
sta l’antico minareto.
Squilli, macchine, bandiere,
scoppi, sangue…dimmi tu
che succede cammelliere?
È la saga di Giarabub!
“Colonnello non voglio pane:
dammi piombo pel mio moschetto;
c’è la terra del mio sacchetto
che per oggi mi basterà.
Colonnello, non voglio l’acqua:
dammi il fuoco distruggitore:
con il sangue di questo cuore
la mia sete si spegnerà.
Colonnello non voglio il cambio:
qui nessuno ritorna indietro:
non si cede neppure un metro
se la morte non passerà!”

Spunta già l’erba novella
dove il sangue scese a rivi…
Quei fantasmi in sentinella
Sono morti o sono vivi?
E chi parla a noi vicino?
Cammelliere non sei tu?
In ginocchio pellegrino:
son le voci di Giarabub!
“Colonnello non voglio pane…
“Colonnello non voglio il cambio:
qui nessuno ritorna indietro:
non si cede neppure un metro
se la morte non passerà!”
“Colonnello non voglio encomi:
sono morto per la mia terra…
Ma la fine dell’Inghilterra
incomincia da Giarabub!”

Giuseppe Vollono

 

Pompei, nel cimitero verranno costruiti 500 loculi: al via il bando

0

Il Comune di Pompei ha deciso che costruirà circa 500 loculi nel cimitero cittadino. Nel corso del consiglio comunale della città mariana è stato già trovato l’accordo tra maggioranza e opposizione. A dare la notizia è stata l’edizione odierna del quotidiano Metropolis, il quale ha annunciato, che a breve partirà anche il bando che prevede l’assegnazione per la gara d’appalto per la costruzione dei loculi. Negli ultimi tempi, molte persone ci avevano rinunciato ad averli, chiedendo indietro l’acconto di 2 mila euro, che il comune richiede. Con i soldi previsti, il cimitero, che versa in una situazione di degrado verrà anche rimodernato.

Fiocco rosa in casa De Laurentiis: Edo è diventato papà, è nata Jacqueline

Fiocco rosa in casa De Laurentiis: Edo è diventato papà, è nata Jacqueline

Fiocco rosa in casa SSC Napoli. Questa mattina alle 6:10 è nata Jacqueline De Laurentiis. Ai genitori Edo De Laurentiis, alla Signora Francesca e a tutta la loro famiglia, vanno i migliori auguri dalla nostra redazione.

Napoli, spaccio davanti la Chiesa: arrestato!

0
Napoli, spaccio davanti la Chiesa: arrestato!

Gli agenti del commissariato di Secondigliano hanno arrestato un 30enne napoletano, già con precedenti penali, colto in flagranza di reato per spaccio di sostanze stupefacenti. L’uomo, infatti, dopo vari appostamenti nella zona antistante la Chiesa dell’Immacolata di Capodichino, è stato colto con le mani nel sacco, proprio nei pressi del luogo sacro, mentre consegnava una dose all’acquirente di turno. Un rapido controllo ha permesso agli agenti di recuperare la somma di €348.00 in contanti, suddivisi in banconote e monete di vario taglio, nonché 17 stecche di sostanza solida marrone risultata positiva al narco test in quanto Hashish,  per una quantità di circa 28gammi. Immediatamente sono scattati gli arresti domiciliari in attesa della convalida del GIP di Napoli.

Auriemma: “Inglese a gennaio: c’è un indizio che conferma tutto”

Auriemma: “Inglese a gennaio: c’è un indizio che conferma tutto”

Raffaele Auriemma su Tuttosport: “Il primo arrivo di gennaio è ormai certo che sarà Roberto Inglese, il 26enne attaccante del Chievo, acquistato per 10 milioni (più 2 di bonus) nell’ultimo giorno delle contrattazioni estive. La conferma arriva attraverso una notizia diffusa nei giorni scorsi nella zona di Pozzuoli: il futuro bomber del Napoli ha già preso la casa che in precedenza era abitata da Gennaro Sardo, ex esterno del Chievo ed oggi team manager della formazione clivense. Poco più di un mese e mezzo e Inglese entrerà a far parte dell’organico partenopeo, ma non è detto che Milik faccia il percorso inverso per un prestito al Chievo fino a fine campionato. Le perplessità arrivano soprattutto dalla squadra di Maran: quanto tempo servirà all’attaccante polacco per tornare in una condizione di forma decente?”

Eccellenza-Barano,Mister Monti: “Abbiamo preso gol davvero assurdi”

A cura di Simone Vicidomini

Il tecnico del Barano Calcio scontento e deluso al termine della sconfitta nel derby isolano contro il Real Forio per 2-1.  Al termine della gara persa contro il Real Forio, l’allenatore del Barano, Giuseppe Monti, è intervenuto ai nostri microfoni ed ha commentato l’esito della partita.

“Abbiamo preso due gol – esordisce Billone – su due errori grossolani fatti dai miei giocatori e su azioni che sapevamo potevano verificarsi. Sulla prima rete, Rizzo invece di scaricare la palla se l’è fatta soffiare ed ha permesso al Real Forio di scaricare su Trofa che ha crossato per Conte che ha trovato Errichiello addormentato sul secondo palo. Sull’1-1 il Real Forio si è galvanizzato e Castagna ha fatto un gran gol di tecnica, rapidità, velocità nello stretto ma sempre su nostro errore. Dovevamo fare fallo sulla bandierina e non dovevamo consentirgli di entrare in area. Gli episodi ci hanno condannato ma va detto che siamo stati dei polli. Essendo andati in vantaggio, ed essendo una squadra duttile, prendere questi gol è da sprovveduti, da polli”, afferma.

La sostituzione di Filosa a metà primo tempo conclama il problema degli under. Però va detto che l’impressione è stata quella che abbai mandato in campo il classe 2000 conscio che avrebbe potuto sostituirlo abbastanza presto…

“Non voglio penalizzare gli under, però li sto aspettando da parecchio. Lo so che ci rimangono male che li sostituisco, però vedevo che sugli esterni non riuscivamo a tenere e portare palla, quindi ho preferito mettere Arcamone sull’esterno, che poi si è fatto anche male. Quindi ho dovuto ricambiare e mettere Di Costanzo in avanti per cercare la palla lunga su di lui. E’ andata bene e fino al gol siamo stati più bravi. Eravamo in vantaggio ed abbiamo preso un gol su una ripartenza, ma lo sapevamo che potevano farci male. Comunque, su Filosa devo aggiungere che era in dubbio se mettere lui o Manieri: ho scelto il primo. Ho sperato nel cambio, visto che Manieri con la Juniores ha giocato bene, ma non c’è riuscito. Si vede che questi ragazzi quando giocano in Prima Squadra sentono troppo la gara e non riescono ad esprimere le loro qualità”.

Mister, speriamo che arrivi presto dicembre a questo punto perché la coperta diventa sempre più corta ed i cambi non cambiano nulla…

“Questa è una cosa risaputa, lo diciamo da tanto tempo. A volta facciamo dei cambi e la situazione peggiora e non migliora, come oggi. Mentre l’altra volta con Di Costanzo ci siamo riusciti così come ci eravamo riusciti fino alla rete del Real Forio. La partita si era messa come volevamo noi, poi c’è stata una svolta mentale a favore dei nostri avversari, che ci hanno creduto e noi abbiamo peccato”.

Il presidente Gaudioso si è risentito sul bombardamento fatto dalla stampa sui rinforzi che servono al Barano. Non è che alla fine questi buoni risultati ultimi che erano arrivati hanno fatto credere alla società che la squadra è buona così com’è?

“Non penso, perché abbiamo sempre parlato di acquisti. Ma ne stiamo parlando dall’estate che serviva un esterno alto, poi, dopo l’addio di Biondi e l’infortunio di Arcamone ne servono altri. Forse il professore dice che se ne parliamo tanto i ragazzi possono rimanerci male. Ma deve sapere che in una squadra di calcio si parla di mercato anche in periodi non di mercato. Lo fanno anche in Serie A dove hanno rose di 25 giocatori”.

Napoli, sabato di sangue. Diversi ragazzi finiscono in ospedale, ecco la situazione

0

Sabato di sangue a Napoli. Sul lungomare partenopeo, un 15enne originario di Qualiano è stato accoltellato. Secondo alcune voci di diversi testimoni, i motivi sono legati ad una lite e dopo diversi spintoni si è passati ai coltelli. Il ragazzo è stato portato immediatamente in ospedale ed ha riportato tagli su diverse parti del corpo come le braccia e i glutei, su questi ultimi i tagli sono molto profondi. Non solo questo ragazzo è finito in ospedale, ma anche un 22enne spagnolo che ha ricevuto 10 giorni di prognosi dopo aver riportato diverse ferite e contusioni in piazza San Domenico Maggiore.

Scherma, fuori dal podio le compagini azzurre nella Coppa del Mondo

0

Si fermano lontano dal podio le compagini azzurre impegnate nelle tappe asiatiche di Coppa del Mondo.

Le Nazionali di spada femminile e fioretto maschile, infatti, non brillano nelle rispettive gare svoltesi a Suzhou ed a Tokyo.

Nella spada femminile, il quartetto azzurro composto da Rossella Fiamingo, Giulia Rizzi, Roberta Marzani ed Alice Clerici, dopo aver sconfitto l’Ungheria col punteggio di 45-29, ha subìto la stoccata decisiva del 32-31 contro la Russia nell’assalto dei quarti di finale.

Nel tabellone dei piazzamenti, la squadra azzurra che nella prima uscita stagionale a Tallinn aveva conquistato il secondo posto, ha concluso all’ottavo posto dopo le sconfitte dapprima contro le padrone di casa della Cina per 38-32 e poi contro l’Ucraina per 42-41.

 

Nel fioretto maschile, a Tokyo, la squadra azzurra composta da Andrea Cassarà, reduce dal secondo posto nell’individuale, Alessio Foconi, Giorgio Avola e Lorenzo Nista, ha concluso al nono posto in classifica finale.

Gli azzurri sono stati infatti sconfitti per 45-43, agli ottavi di finale, dalla sorprendente Danimarca, che ha poi sfiorato il podio concludendo quarta.

Nel tabellone dei piazzamenti, sono giunte le vittorie prima contro la Germania per 45-14, poi contro Hong Kong per 45-20 e, infine, con lo stesso punteggio, contro il Brasile.

 

COPPA DEL MONDO – SPADA FEMMINILE – PROVA A SQUADRE – Suzhou, 12 novembre 2017

Finale

Polonia b. Corea del Sud 31-21

 

Finale 3°-°4

Estonia b. Russia 38-36

 

Semifinali

Polonia b. Russia 32-25

Corea del Sud b. Estonia 36-32

 

Quarti

Polonia b. Cina 39-33

Russia b. ITALIA 32-31

Corea del Sud b. Ucraina 16-15

Estonia b. Germania 42-23

 

Tabellone delle 16

ITALIA b. Ungheria 45-29

 

TABELLONE DEI PIAZZAMENTI

Finale 7°-8° posto

Ucraina b. ITALIA 42-41

 

Tabellone 5°-8° posto

Cina b. ITALIA 38-32

Germania b. Ucraina 44-43

 

Classifica (20): 1. Polonia, 2. Corea del Sud, 3. Estonia, 4. Russia, 5. Germania, 6. Cina, 7. Ucraina, 8. ITALIA.

 

ITALIA: Rossella Fiamingo, Giulia Rizzi, Alice Clerici, Roberta Marzani

 

COPPA DEL MONDO – FIORETTO MASCHILE – PROVA A SQUADRE – Tokyo, 12 novembre 2017

Finale

Usa b. Corea del Sud 45-34

 

Finale 3°-4° posto

Giappone b. Danimarca 45-25

 

Semifinali

Usa b. Giappone 45-38

Corea del Sud b. Danimarca 45-37

 

Quarti

Usa b. Ucraina 45-28

Giappone b.Russia 45-32

Corea del Sud b. Francia 45-35

Danimarca b. Cina 45-40

 

Tabellone dei 16

Danimarca b. ITALIA 45-43

 

TABELLONE DEI PIAZZAMENTI

Finale 9°-10° posto

ITALIA b. Brasile 45-20

 

Tabellone 9°-12° posto

Brasile b. Australia 45-22

ITALIA b. Hong Kong 45-20

 

Tabellone 9°-16° posto

Brasile b. Polonia 45-43

Australia b. Gran Bretagna 45-39

Hong Kong b. Ungheria 45-34

ITALIA b. Germania 45-14

 

Classifica (20): 1. Usa, 2. Corea del Sud, 3. Giappone, 4. Danimarca, 5. Francia, 6. Russia, 7. Ucraina, 8. Cina.

  1. ITALIA

 

ITALIA: Giorgio Avola, Andrea Cassarà, Alessio Foconi, Lorenzo Nista

 Fonte : ufficio stampa FederScherma

Visto dalla Curva… Sud – Una rabbia da lupi!

Visto dalla Curva… Sud – Una rabbia da lupi!

Siamo a Cosenza, sotto la Sila, e qui di lupi se ne intendono abbastanza e così subito alla mente balza quella antica leggenda Cherokee. Per farla breve, questa leggenda narra che in noi dimorano, appunto, due lupi, uno bianco e l’altro nero. Il primo è quello giusto, buono, mentre l’altro invece è scontroso e rabbioso. In sintesi la leggenda spiega che per creare una giusta armonia tra questi due lupi, questi ultimi devono essere sfamati in egual modo. Ecco ora immaginiamo che il lupo bianco sia la nostra amata signora vestita di gialloblè e quello nero sia la sfortuna. I due, dunque, per convivere avrebbero bisogno dello stesso cibo ma il lupo nero già dalle ultime partite sembra voler fare la voce grossa; l’infortunio di Paponi, l’autorete di Bachini, senza dimenticare quella di Viola o Redolfi. Se poi a tutto ciò si aggiunge che anche l’altra nostra punta di riferimento, nella partita contro i lupi di Cosenza, si faccia male cadendo negli spogliatoi, o che un tiro come quello di Viola, se scagliato nella nostra porta si sarebbe trasformato in autorete, mentre nella porta avversaria non vuol saperne minimamente di entrare, e ancora, che la respinta di Nava quattro volte su cinque sarebbe andata sicuramente non in porta, ecco, va da sé che forse il lupo nero inizi un po’ ad esagerare, creando in noi un certo squilibrio; rabbia, nient’altro che rabbia.

A cura di Aniello Sicignano

RIPRODUZIONE RISERVATA

L’ Indomita Salerno vince e convince, 3-0 all’Eboli Volley

0

NEW VOLLEY EBURUM EBOLI – INDOMITA SALERNO 0-3

(17-25, 23-25, 19-25)

EBOLI: Costabile, Ferullo, Fulgione, Gallotta A., Gallotta D., Giandomenico, Giarletta, Lorenzo, Percopo, Poto, Vecchione, Visconti, Pisciotta (L). All. Sgritta

INDOMITA SALERNO: Brancaleone, Cafaro, Carratù, Citro, Manzo, Morriello, Pagano, Rainone, Sabatino, Senatore, Zucchi, Petrosino (L1), Capriolo (L2). All. Vitale

Arbitro: Risi di Salerno

 

Vola sempre più in alto l’Indomita maschile. A Eboli contro la New Volley Eburum, capitan Morriello e compagni conquistano la quarta vittoria consecutiva, la quinta in queste prime sei giornate di campionato. Seppur non brillando, la compagine biancoblu porta così a compimento la missione di tornare a casa con il massimo della posta in palio. A inizio gara con Morriello in regia, Manzo opposto, Carratù e Citro centrali, Petrosino libero ci sono Senatore e Sabatino di banda. Nonostante qualche alto e basso, nel corso del primo set l’Indomita impone il proprio gioco, concedendo poco agli avversari e chiudendo 25-17. Sia nel corso di questo parziale sia in tutta la sfida, i coach Capriolo e Vitale danno spazio anche a diversi elementi della panchina. Entrano a gara in corso Pagano e Rainone, al rientro e rispondono presente nel migliore dei modi. C’è spazio anche per gli altri due palleggiatori, Zucchi e Cafaro, all’esordio con la maglia dell’Indomita e per l’altro under 18 Brancaleone. Nel secondo set quando Eboli va anche avanti nel punteggio c’è maggiore equilibrio ma lo sprint finale è di marca Indomita, 25-23. Nel terzo set non c’è storia con l’Indomita che lascia 19 punti agli avversari e può festeggiare la vittoria. “Abbiamo giocato a sprazzi” – ha dichiarato coach Vitale al termine del match –“alternando errori grossolani con momenti di ottima pallavolo. L’importante è aver preso i tre punti ma dobbiamo lavorare e migliorare”. “Non è stata certamente la nostra miglior partita” – ha dichiarato, invece, coach Alfonso Capriolo – “siamo stati bravi a seguire alcune direttive, coprendo bene sugli avversari pericolosi, ma nel contempo abbiamo commesso troppi errori in ricezione. Basti pensare che praticamente abbiamo attaccato in primo tempo soltanto su free ball. Vorrei sottolineare le prove di Pagano, bravo in attacco e al servizio e di Rainone che in attacco è stato bravo, non sbagliando nulla, trovando sempre la soluzione giusta”. Con questi tre punti l’Indomita aggancia in vetta, in compagnia dell’Ischia, il Rione Terra Pozzuoli, impegnato oggi, domenica, contro il Pompei. E sabato prossimo alla Senatore arriva proprio la compagine flegrea, in una sfida che potrebbe valere il primato in classifica: “Sarà una gara sicuramente diversa da questa di Eboli. Affrontiamo una squadra che sbaglia davvero poco e per centrare il successo servirà ben altra prestazione”.

 

I risultati della sesta giornata: Vitolo Volley-Ischia Pallavolo 1-3, Sacs Napoli-Atripalda 3-1, Azzurra Volley-Pianura Volley Club 3-1, Elisa Volley Pomigliano-Folgore Massa 3-1, Eboli-Indomita Salerno 0-3. Oggi Nola Volley-San Paolo, Colli Aminei-Sparanise, Volley World-Romeo Normanna, Rione Terra-McDonald’s Pompei

La classifica: Rione Terra Pozzuoli, Ischia e Indomita 15, Volley World 14, Atripalda, 12, Colli Aminei 11, Sacs Napoli 10, Pompei e Azzurra Volley 9, Nola 8, Sparanise e Folgore Massa 7, Pianura e Pomigliano 6 San Paolo 4, Vitolo ed Eboli 1, Romeo Normanna 0

 

 

 

CONCERTO del Maestro TAMPALINI a BRESCIA

0
Il maestro Giulio Tampalini alla fine del concerto con Sonia Augello, musicofila sua estimatrice

Brescia sabato 11 novembre ’17 – Nell’auditorium San Barnaba generoso concerto del maestro Giulio Tampalini per presentare in anteprima il suo nuovo CD “The Spanisch Guitar” appena inciso per la major discografica Warner Music. L’esibizione si inserisce nell’ambito della XII edizione Festival Internazionale “Brescia Chitarra” organizzata annualmente dall’Accademia della Chitarra bresciana della quale Tampalini è presidente.
La Spagna ha valorizzato le chitarra donando al mondo della musica chitarristi di fama ineguagliata , compositori che hanno scritto per questo poliedrico strumento e musicisti che si sono cimentati anche nella trascrisione per chitarra di musica scritta originariamente per altri strumenti. Quindi il connubbio Spagna-chitarra è quasi un riflesso automatico, come da noi in Italia Napoli-mandolino.
L’auditorium è strapieno, con parecchi spettatori eroicamente rimasti in piedi per tutta la durata dello spettacolo, durato quasi due ore filate, senza neanche accorgersene. Il segretario dell’Accademia, Antonio D’Alessandro presenta la serata ed introduce il Maestro che, guadagnata la scena con il suo sorriso mansueto ed accattivante, miete il primo appluso di stima ed affetto del suo pubblico di aficionados che lo seguono ed apprezzano ormai da anni. Ci tiene a  qualificarsi come bresciano DOC ed è contento di giocare in casa.
Come primo pezzo propone una Sonata del compositore Mateo Albeniz, originariamente scritta per clavicembalo e che Tampalini trascrive adattandola per la sua amata chitarra. La magia delle sue mani che volano, danzano e tormentano la tastiera, galvanizza subito la platea che viene inondata da una cascata di note briose e gioiose, come l’inizio di una giornata luminosa. Egli è un moto perpetuo infaticabile col suo strumento ma sa anche tenere la scena da perfetto animale da palcoscenico: introduce i brani e i vari Autori, inframezza spunti autobiografici, chiosa qua e là notazioni di stile musicologico. Presentatore, animatore, rammendatore ma soprattutto esecutore generoso ma rigoroso. Filologico come un prof. di Conservatorio sa e deve essere!
Il repertorio spazia tra compositori come Enrique Granados, Federico Mompou, Manuel De Falla, Francisco Tarrega, Joaquin Rodrigo, Isaac Albeniz in un crescendo caleidoscopico di armonie e melodie, di ritmi galoppanti, di arpeggi quasi ossessivi e di momenti intimistici dalle struggenti maliconie che si susseguono nei vari brani che danno vita a valzer, sonate, canzoni e danze. Buona l’acustica della sala, coadiuvata da una buona amplificazione che ha fatto cogliere dettagli sonori che diversamente sarebbero andati perduti.
Alla fine un lunghissimo applauso omaggia il Maestro per la sua indiscussa bravura e perizia. Egli ringrazia il suo pubblico con le accorate note di una ninna nanna che dedica a tutti i bambini e, svelando la sua tenerezza di padre, anche al figlioletto Leonardo rimasto a casa.
Concerto gratificante sotto ogni aspetto e che il Maestro , con elegante savoir fair, definisce con modestia: una serata in amicizia. Tocco di classe finale, come nel miglior stile.

Carmelo Toscano

Rizzo illude il Barano,ma Conte e Castagna regalano la prima gioia al Forio

Barano-Real Forio ingresso in campo delle squadre

A cura di Simone Vicidomini

Il Real Forio batte in rimonta il Barano nel derby e ottiene la prima vittoria,i primi tre punti e abbandona anche l’ultima posizione in classifica. La formazione biancoverde vince per 2-1 in rimonta. Tutti e tre i gol sono arrivati nella seconda parte della gara. Una gara che non ha regalato grandi emozioni sopratutto sotto l’aspetto tecnico-tattico. I foriani arrivati all’appuntamento con un solo risultato: la voglia di vincere e portare a casa i primi tre punti. Nella prima frazione di gioco non c’è quasi nulla da registrare,priva anche di occasioni da gol. L’unica nota negativa è la sostituzione di Filosa a metà del primo tempo: il giovane classe 2000′ purtroppo sembra non aver un buon rapporto con Billone Monti,forse perchè non è pronto ancora per giocare in questa categoria ma così si rischia di bruciare prima del tempo, un giovane ragazzo che comunque cerca di dare sempre il massimo in campo e sostituirlo al 28′ del primo tempo è davvero un’azzardo. Nella ripresa il Barano manda in campo Di Costanzo al posto di Kikko Arcamone per dare maggiore peso ad un attacco che sembra essere in difficoltà. L’ingresso del difensore spostato in avanti al fianco di Rizzo produce i suoi frutti perchè da un corner battuto da Esposito gli aquilotti trovano il gol del vantaggio con Rizzo bravo ad anticipare la retroguardia foriana. I gol del vantaggio dei baranesi ha acceso nella testa della formazione biancoverde una reazione di orgoglio che quasi nessuno si aspettava. Proprio l’autore del gol Rizzo,perde un ingenuo pallone nella metà campo con Trofa che innesca una ripartenza fulminea che con un cross di sinistro trova Conte tutto solo in area che batte Martucci di testa. La formazione locale accusa il contraccolpo psicologico e bastano solo sette minuti ai foriani per ribaltare il risultato. Ancora un errore in fase di possesso con Chiariello che si fa rubare palla da Castagna che si invola in area salta due avversari e beffa Martucci sul primo palo per il gol vittoria. La cura di Taratà sembra portare i suoi frutti dopo appena due partite ha raccolto quattro punti contro Savoia e Barano.

LE FORMAZIONI – Billone Monti deve fare a meno di Angelo Arcamone (starà fuori tutta la stagione per la rottura del crociato anteriore) e Festa (che ha abbandonato la squadra per trasferirsi a Miami). Il tecnico baranese manda i suoi in campo con l’ormai solito 4-5-1 che vede Martucci fra i pali e la difesa formata da Errichiello, Chiariello, Monti ed Accurso. Il folto centro campo vede Arcamone G. G. ed Esposito insieme a Ferrari, con Di Massa e Filosa sulle fasce e Rizzo unica punta.

Sull’altro versante, Franco Impagliazzo non può disporre di Sannino (squalificato), Mancusi e Rubino (infortunati) ma recupera in extremis Cantelli, che va in panchina. I biancoverdi vanno in campo con un 4-3-2-1, che ha Mennella a difesa della porta, con la linea difensiva composta da Calise N., Di dato, Calise G. e Iacono F.. A centrocampo ci sono Trofa, Conte e Castagna, mentre larghi si muovono Aiello e Iacono C. con Savio punta centrale.

La sintesi. Il primo tiro verso una delle porte arriva al 3’: Castagna gira di destro un calcio d’angolo battuto da Conte, ma Martucci blocca facile. Il Real Forio è più intraprendente, forse più attivo nei primi minuti della contesa. Taratà inverte Iacono C ed Aiello, i suoi producono gioco ma nessun tiro verso la porta di Martucci che, intanto, sembra accusare un malanno muscolare all’inguine. Si deve attendere fino al 25’ per vedere un’altra conclusione: è Castagna a provarci da lontanissimo ma la palla viene deviata in calcio d’angolo. Partita non bellissima, tanti gli appoggi sbagliati su entrambi i versanti. Al minuto 28 il primo cambio: Monti toglie dal campo Filosa (che non sembrava aver demeritato più di altri) per inserire Capone. L’esterno, evidentemente contrariato per la sostituzione, non si ferma in panchina e raggiunge direttamente gli spogliatoi. Billone passa Di Massa a sinistra e mette il neo entrato a destra. Al 37’ è Trofa a provarci dal limite, ma il suo tiro è deviato da Monti e Martucci evita l’angolo. Finora, oltre al cambio piuttosto anticipato descritto in precedenza, da segnalare solo la collezione di corner fatta dal Real Forio, ben 6. Al 40’ ammonito Rizzo per un fallo su Di Dato, evidentemente molto accentuato dal difensore foriano. Il primo brivido in area foriana arriva al 43’, quando su un lungo lancio di Monti, Iacono F. – nel tentativo di anticipare un avversario – colpisce di testa e quasi sorprende Mennella che è costretto alla deviazione in angolo.

Rizzo illude il Barano, Conte e Castagna ribaltano tutto

La ripresa si apre con un altro cambio nelle fila del Barano: Billone toglie Kikko Arcamone ed inserisce Di Costanzo. Il neo entrato, come nell’ultima gara ad Afragola, va a posizionarsi in attacco al fianco di Rizzo, che nella prima frazione è apparso davvero troppo solo. Al 49’, capita sulla testa di Castagna la migliore occasione del match: Savio lavora un buon pallone sulla sinistra e crossa per il compagno che da sottomisura non riesce a battere Martucci, che para a terra. Al 56’ è il Barano ad andare vicinissimo al vantaggio: Errichiello serve Rizzo, che con una finta manda a vuoto Di Dato e si avvicina tantissimo alla porta, calcia ma Calise G. salva sulla linea deviando in angolo. Sul corner successivo, Monti va vicinissimo al go, con un bel colpo di testa.

Nel giro di un paio di minuti, un cambio per parte: nel Barano, Manieri rileva Di Massa e Chiaiese (per due giorni provato nei titolari da Impagliazzo) sostituisce un infortunato Savio. Al 65’ il Barano passa in vantaggio: calcio d’angolo di Esposito dalla sinistra e Rizzo insacca dall’interno dell’area piccola. La punta lasciata colpevolmente sola di battere a rete da due passi. Poco dopo, Di Dato si becca la sua settima ammonizione della stagione. Passano un paio di minuti ed un giallo se lo becca anche il baranese Esposito. Al minuto 74’ è Conte a riportare la gara in parità: il centrocampista foriano colpisce di testa su cross di Trofa  e batte Martucci dalla corta distanza.

Un paio di minuti dopo è Trofa a provarci dalla distanza, ma Martucci blocca a terra. Il Real Forio si sveglia dal torpore che lo aveva colpito nella prima mezz’ora della ripresa e ci prova. Cross dalla sinistra e Monti rischia l’autogol; sull’angolo seguente, Mazzella (appena entrato per Iacono F.) colpisce a botta sicura ma Accurso salva sulla linea, sulla respinta prima Conte e poi ancora Mazzella calciano e cingono d’assedio la porta del Barano, ma la palla finisce a Martucci.

 

Al minuto 81’ la incredibile pressione del Real Forio si concretizza al termine di una bella azione personale di Castagna, che ha rubato palla a Chiariello ed ha battuto Martucci sul primo palo.

Il gol del 2-1 di Castagna per il Forio nel derby isolano contro il Barano

Billone prova a scuotere i suoi e manda in campo Cuomo per Ferrari e poi Trani per Errichiello. Poco riesce a produrre il Barano, benché in avanti ci siano tan ti uomini, compreso Monti jr. Tanta confusione nei 3 minuti di recupero ed una ottima palla capitata sul sinistro di Chiariello dal limite, ma il difensore del Barano sparacchia fuori. La gara finisce con la prima vittoria biancoverde in campionato

BARANO      1

REAL FORIO  2

BARANO (4-5-1): Martucci, Errichiello (85’ Trani), Accurso, Ferrari (82’ Cuomo), Monti, Chiariello, Arcamone G. G. (46’ Di Costanzo), Esposito, Rizzo, Di Massa (61’ Manieri), Filosa (28’ Capone). A disposizione: De Chiara, Scritturale. All.: Giuseppe Monti

REAL FORIO (4-4-2): Mennella, Di Dato, Iacono F., Calise G., Calise N., Conte, Aiello (90’+2 Nicolella), Trofa, Castagna, Savio (63’ Chiaiese), Iacono C. (77’ Mazzella). A disposizione: Naldi, Fiorentino, Boria, Cantelli. All.: Franco Impagliazzo

Arbitro: Gennaro Decimo della sez. di Napoli (Assist.: Cosimo Cecere e Pasquale Riccardo Iazzetta della sez. di Frattamaggiore)

Reti: 65’ Rizzo (B), 74’ Conte (RF), 81’ Castagna (RF)

Ammoniti: Rizzo e Esposito (B), Di Dato e Castagna (RF)

Calci d’angolo: 4-9

Recupero: 1’ p.t., 3’ s.t.

Spettatori: 250 circa, con una buona presenza ospite