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Jorginho deluso: “Non so che dire, l’Italia non meritava questo”

“Avrei voluto festeggiare diversamente il mio esordio”

Un colpo durissimo, una grande batosta quella che ieri l’Italia calcistica ha subito. Anche per chi, come Jorginho, alla sua prima apparizione, era riuscito ad ottenere una maglia da titolare in questo delicatissimo match. Il regista del Napoli ha manifestato tutta la sua delusione attraverso il suo profilo Instagram: “Sinceramente non so cosa scrivere…so solo che mi dispiace tantissimo per come sia andata, l’Italia non meritava tutto ciò…avrei tanto voluto festeggiare la mia prima partita ufficiale con la nazionale, purtroppo non è stato possibile e sono molto triste per questo…ma si va avanti e dobbiamo pensare che ci abbiamo provato in tutti i modi, fino alla fine, con tutto il cuore”.

 

Tonelli potrebbe passare al Chievo nella prossima sessione di mercato

Possibili partenze anche per Milik e Giaccherini

Alle idee in entrata s’affiancano quelle in uscita. È il mercato in ogni sua sfumatura, ipotesi o possibilità. Esistono regole precise da rispettare e una rosa da colorare in base alle proprie esigenze. Il Napoli valuta le migliori opzioni e si appresta ad accogliere il futuro preparato agli eventi e alle circostanze. Qualcosa potrà accadere e, conseguentemente, qualcun altro potrebbe salutare, abbandonando questo gruppo del quale fa parte, anche se con poco spazio e ancor meno minutaggio. Sono diversi i calciatori virtualmente in lista di sbarco: sono storie diverse e profili differenti.
DECISIONE SU AREK. Il primo è Arkadiusz Milik. Il secondo infortunio al crociato in un anno ha stoppato la sua crescita e ora il Napoli valuta una sua possibile cessione in prestito per permettergli di recuperare con calma, senza pressioni, ma con le opportune chance (anche in termini di minutaggio) per ritornare in azzurro più forte di prima. L’ipotesi principale è quella del Chievo Verona, squadra che a gennaio – quasi certamente – perderà Inglese, acquistato dal Napoli in estate e possibile primo rinforzo in vista del mercato invernale di riparazione. Una staffetta coerente e logica. Deciderà il Napoli e lo farà nelle prossime settimane valutando diversi aspetti, su tutti quello fisico. Diversi i dubbi: come procede il recupero di Milik? Quando potrà, realmente, tornare disponibile? E, soprattutto, il Chievo gli garantirà il necessario spazio? Viceversa, sarebbe saggio lasciato tra le sapienti mani dello staff medico del Napoli che di lui conosce ogni segreto.
GIAK, VIA? Un altro giocatore che sta avendo pochissimo spazio è Emanuele Giaccherini. In estate ha sfiorato l’approdo allo Sparta Praga, unica reale trattativa nel ventre di infinite voci. Il suo agente assicura che il ragazzo è felice al Napoli anche se gioca poco, ma a gennaio qualcosa può cambiare. Tutto dipenderà dalle offerte (che arriveranno) e dal possibile ingaggio di nuovo attaccante (o un esterno) che limiterebbe ancor di più il suo impiego. Ad oggi Giaccherini è la prima alternativa ad Insigne ma spesso Sarri opta per il talentuoso Ounas (anche a sinistra, come col City) in base alle circostanze.
GLI ALTRI. Non si muoverà da Napoli il brasiliano Rafael, terzo portiere in rosa, che ha il contratto in scadenza a giugno. Situazione differente per Lorenzo Tonelli. Fu lui, in estate, a rifiutare l’ipotesi Chievo Verona. Ad oggi zero presenze e potrebbe restare ai margini della rosa anche in futuro, ecco perché l’idea di ripartire altrove a gennaio non è da escludere. Il Chievo tornerà alla carica e altre società s’accoderanno per un difensore di assoluto valore, ancora relativamente giovane (’90), chiuso in azzurro dalla presenza di quattro centrali che s’alternano e sono avanti nelle gerarchie rispetto all’ex Empoli.

 

fonte: Il Roma

Ventura domani sarà in riunione con i vertici FIGC. Ecco quanto ha riferito il ct

L’Italia è clamorosamente fuori dal Mondiale. E’ inspiegabile una cosa del genere. Tra i più bersagliati dalle critiche ci sono inevitabilmente il presidente della Federazione Carlo Tavecchio e il tecnico Giampiero Ventura. Quest’ultimo è stato intercettato in aeroporto dal collega di Sky Sport 24, Marco Nosotti. Ecco quanto ha detto il giornalista: “Ieri sera molto tardi è stato proprio il ct Ventura l’ultimo a lasciare San Siro. Questa mattina ha lasciato l’hotel da un’uscita secondaria, alle 11.50 aveva il volo per Bari. Ventura in questo momento si è solo scusato, non si è dimesso e aspetta domani. Incrociandolo in aeroporto, gli ho chiesto cosa succede. Mi ha risposto: ‘Va male, oggi mi gira veramente male!’. Per il momento aspetta di confrontarsi domani con Tavecchio: ci sarà quindi il ct in riunione. Poi mi ha rivelato: ‘Avevo un’occasione importante per andare in Cina, vi ho rinunciato e quindi vorrei capire’. Questione di soldi? Anche, non solo però”.

Bucchioni: “Ventura non si dimette? E’ vergognoso. Lui e Tavecchio inadeguati”

Il giornalista Enzo Bucchioni ha parlato durante la trasmissione radiofonica Si Gonfia la Rete in onda su Radio Crc: “Ventura non si dimette? Peggio l’allenatore o peggio l’uomo…questo il problema. L’eliminazione va condivisa con chi l’ha scelto. Sta aspettando di trattare la liquidazione e cosa può tirare fuori da quale contratto. Ci saranno clausole e altro e noi siamo fuori dal Mondiale per colpa di Tavecchio e Ventura. Il calcio ha delle regole: non si può mettere a fare il Ct persone che non hanno esperienze da calciatore. Mandare Bernardeschi davanti ai microfoni è una vergogna: cosa aspetta Tavecchio, cosa aspetta domani. Troppi sono stati lì a leccare il potere. Gli hanno rinnovato il contratto per obbligare i calciatori a seguirlo: bisognava mandarlo via. Insigne? Dovrebbe esserci stata anche una litigata, ci spieghino cosa è accaduto. Non sappiamo cosa è accaduto, ma speriamo che questo gli dia una carica”.

Renzi ed il lupo di FEDRO 2.0

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Per Francesco Bei il centrosinistra “è unito solo nella sconfitta annunciata” e quindi, anche se Renzi cambia strategia, gli scissionisti non gli credono: “Nessun cambio sui contenuti, il tempo è scaduto” dicono. “Le nostre liste sono già pronte”.

La rivalità si trasforma in trappola

Ricostruire sulle macerie fumanti del centrosinistra sembra ormai più che un compito impossibile, una fatica inutile

Non ce ne voglia Piero Fassino, di cui pure va apprezzata la generosità nell’accettare la proposta di Renzi, ma ricostruire sulle macerie fumanti del centrosinistra sembra ormai più che un compito impossibile, una fatica inutile.

La sensazione è che l’apertura del segretario del Partito democratico a una coalizione «la più ampia possibile» sia stata fatta fuori tempo massimo, quando ormai il dentifricio è uscito dal tubetto. Raccontano che il leader dem sia convinto che, messi alle strette, a dicembre, prima dello scioglimento delle Camere, alla fine gli scissionisti saranno costretti ad andare a Canossa e accettare le condizioni di un accordo elettorale che ora sdegnosamente respingono.

Ma si tratta di un azzardo e per comprenderlo basta ragionare sulle convenienze elettorali imposte dal Rosatellum. Presentandosi da soli i demoprogressisti di D’Alema e Bersani possono sperare di agguantare un risultato che, stando ai sondaggi, li proietta oggi tra il 4 e il 5 per cento. Una percentuale non disprezzabile che, tradotta in seggi nella quota proporzionale, significherebbe una ventina di deputati, sufficienti a formare un gruppo autonomo. Darebbe molto di più l’apertura di una trattativa con Renzi sui collegi uninominali? Difficile. Anzi, ci sarebbe il rischio concreto di scontentare quella parte di elettori che si rivolgono agli scissionisti proprio perché tengono alto l’argine anti-Pd. Insomma, quello che si porterebbe a casa da una parte – forse una decina di collegi uninominali – Mdp-Sinistra Italiana-Civati rischierebbero di perderlo dall’altra.

Al momento il centrosinistra largo è una chimera, il Pd riuscirà al massimo a presentarsi alleato a una lista europeista (quella di Bonino-Della Vedova con forse anche i socialisti), un raggruppamento centrista (Alfano e Casini) e, forse, una piccola formazione di sinistra civica di cui si fa fatica a scorgere ora il contorno. Nulla di più. Con quale programma? Con quale progetto per il paese? Dalla conferenza di Napoli non sono uscite idee degne di rimanere impresse nella memoria.

Ma certo la colpa di questo fallimento politico sarebbe ingeneroso attribuirla tutta al solipsismo di Matteo Renzi. Perché se è evidente il tatticismo dell’apertura renziana arrivata ieri fuori tempo massimo, è altrettanto chiara la logica del tanto peggio tanto meglio che anima dirigenti che un tempo si sarebbero definiti riformisti. Pur di fare perdere il Pd e lanciarsi in una sorta di riedizione della lista Tsipras non si fanno il minimo scrupolo di consegnare il Paese al centrodestra o ai grillini. Del resto sono mesi che da quelle parti non si sente una parola contro gli avversari storici della sinistra, tutti impegnati nel tentativo di demonizzazione del segretario Pd, fonte di ogni sciagura italiana. Per la sinistra si avvicina così il tempo di passare all’opposizione e tutto lascia credere che la traversata del deserto stavolta sarà lunga, molto lunga. E i protagonisti di questa stagione – tutti, nessuno escluso – si porteranno addosso la responsabilità di una sconfitta storica.

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lastampa/La rivalità si trasforma in trappola FRANCESCO BEI

Domenica ecologica: stop del traffico a Napoli. Gli orari e le eccezioni

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Domenica 19 novembre ritorna la domenica ecologica a Napoli. Secondo la delibera di Giunta n. 292 del 5 maggio 2015, che prevede l’istituzione ecologica di ogni terza domenica del mese, sarà in vigore il divieto di circolazione dei dalle ore 9:30 alle 13:00.

Potranno circolare particolari categoria di veicoli o condotte da particolari categorie di guidatori.

-gli autoveicoli che trasportano diversamente abili con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta, muniti del tesserino regolarmente rilasciato dalla competente Autorità

-i veicoli della Napoli Sociale adibiti al trasporto disabili

-i veicoli elettrici ad emissione nulla

-i veicoli delle Forze dell’Ordine, della Polizia Locale di Napoli, della Protezione Civile

-i veicoli di servizio dell’amministrazione della Giustizia riconoscibili da apposito permesso rilasciato dalle Procure o dai Tribunali, e quelli con a bordo Ministri di culto che debbano officiare riti religiosi

-i veicoli intestati ad Enti Pubblici, nonché quelli in chiamata di emergenza o adibiti al trasporto di materiale e/o personale addetto all’esecuzione di lavori ed opere urgenti e di pubblica utilità

– gli autoveicoli ed i bus delle aziende di Trasporto Pubblico, i Taxi, gli autoveicoli a noleggio ed i bus turistici

Parla il doppio ex De Napoli: “Quanti Napoli – Milan ho giocato”

Parla il doppio ex De Napoli: “Quanti Napoli – Milan ho giocato”

Nando De Napoli, grande centrocampista a cavallo degli anni ’90, ha parlato a La Repubblica: “Quanti Napoli-Milan ho giocato: con Maradona bastava guardarci. Al Milan mi infortunai e non ebbi tanto spazio. Comunque ringrazio la società rossonera, si è comportata sempre bene nei miei confronti”.

Il Napoli è un pezzo di cuore. Crede nello scudetto?

Conosco bene la scaramanzia e so che non dovrei parlarne. Ma devo dire la verità. Il Napoli è forte, gioca bene da tre-quattro anni e con Sarri c’è stato il salto di qualità. Ha sfiorato spesso il traguardo, adesso potrebbe centrarlo sul serio”.

E la Juventus?

“Non è meno forte dello scorso anno, ci mancherebbe altro. Forse ha qualche problema in difesa: subisce più gol. Il Napoli potrebbe approfittare di questo aspetto”.

Qual è il valore aggiunto degli azzurri?

L’organico mi piace e poi ha un buon allenatore come Sarri. Comunque avrei un consiglio per il tecnico. La mia non è una critica: ma deve sfruttare al meglio la rosa.Quando vincemmo il primo scudetto, Bianchi faceva giocare tutti. Caffarelli e Carnevale ebbero tanto spazio. Dovrebbe farlo pure Sarri, considerando gli impegni delle nazionali”.

Parliamo di sabato e giochiamo Napoli-Milan. Chi vince, secondo De Napoli?

Per me il Napoli arriva meglio all’appuntamento. Gli azzurri sono primi anche se reduci dal pareggio con il Chievo”.

Come si spiega lo 0-0?

Il Napoli era un po’ stanco dopo la partita di Champions contro il Manchester City ma resta più forte…”.

E il Milan?

Mi aspettavo qualche difficoltà. Ha cambiato parecchio e quindi bisogna aspettare prima di poter raccogliere. La colpa assolutamente non è di Montella: parliamo di un allenatore importante che ha già dimostrato il suo valore. Il Milan tornerà protagonista, ma non si possono accelerare le tappe”.

Lei ha giocato tanti Napoli- Milan. Quale ricorda di più?

Era la sfida per eccellenza tra le squadre che si contendevano il campionato. Non dimenticherò tanto facilmente la sconfitta al San Paolo. Perdemmo 3-2 al San Paolo e di fatto dicemmo addio alla possibilità di vincere il secondo scudetto consecutivo. Ricordo ancora che ci guardammo con Maradona e nonostante la delusione facemmo i complimenti ai nostri avversari. C’era Sacchi in panchina e quel Milan disputò una grande gara”.

E da milanista invece qual è il più importante?

Nel Milan ho giocato troppo poco, davvero”

Confapi: “Subito fondi ad Ischia, non esistono terremotati di Serie B”

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La Confapi, Confederazione italiana della piccola e media industria privata si sta battendo per avere fondi per i terremotati di Ischia, ecco il comunicato: «Non possono esistere terremotati di serie A e di serie B. È importante che il Governo, in tempi rapidi, stanzi i finanziamenti necessari per la ricostruzione e per il sostegno alle popolazioni di Ischia che non hanno meno diritti, o più doveri, di altre comunità ugualmente colpite dal dramma del sisma in questi ultimi tempi». A dirlo è Raffaele Marrone, presidente del gruppo Giovani Confapi di Napoli. «Abbiamo visto come, nel mese di settembre, il turismo sia crollato sull’isola a causa dell’onda lunga del terremoto – aggiunge – eppure, da Roma continuano a non arrivare risposte definitive sui tempi e sui programmi di recupero. Fa bene l’Anci Campania a spingere perché, negli emendamenti inviati alla commissione Bilancio in vista della manovra finanziaria, ci siano chiare risorse destinate a Ischia». «Bisogna ottenere subito un primo stanziamento per il 2018, oltre a provvedimenti integrativi come la disposizione in materia di personale per i Comuni dell’area sismica, la sospensione dei termini in materia di adempimenti e versamenti tributari – continua Marrone –. L’economia di Ischia e della sua cittadinanza è legata al turismo e al pieno recupero delle strutture: non si può attendere oltre». «Questo non significa, però, finanziamenti a pioggia e zero controlli perché, purtroppo, esiste sempre il rischio di commettere gli stessi errori della ricostruzione in Irpinia del 1980. Come ha saggiamente suggerito il presidente Anac, Raffaele Cantone, a proposito di maggiori controlli per i finanziamenti alle Universiadi, bisogna – conclude Marrone –, anche nel caso dei soldi per il sisma di Ischia, attuare seri e stringenti modelli di gestione e di verifica negli appalti».

Fonte : Ufficio Stampa Confapi

Tour de force Napoli, 12 gare in 50 giorni: bisogna sfruttare il fattore San Paolo!

Tour de force Napoli, 12 gare in 50 giorni: bisogna sfruttare il fattore San Paolo!

Archiviato il capitolo nazionale il Napoli è pronto a tuffarsi in un vero e proprio tour de force fatto di 12 gare in 50 giorni. C’è però un fattore positivo che il Napoli deve assolutamente sfruttare, il San Paolo, come ha sottolineato Repubblica: “Senza un attimo di respiro, ma almeno con la spinta quanto mai preziosa del San Paolo, che accompagnerà il Napoli nell’intenso e fondamentale sprint finale del suo 2017, finora a dir poco brillante”. Infatti gli azzurri delle 12 gare in programma (8 in campionato, 2 in Champions League, 2 in Coppa Italia), ne affronteranno ben 8 dinanzi al pubblico amico.

Scafati, incendia la fabbrica dell’Artecarta. La natura è quasi sicuramente dolosa

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A Scafati è stata incendiata la fabbrica dell’Artecarta Italia. La natura dell’incendio è quasi sicuramente dolosa e il fuoco è iniziato a divampare verso l’ 1 e mezza della nottata. Questo è il post su Facebook di Luciano Cascone, uno dei proprietari della fabbrica scafatese: “Oggi 14 novembre alle ore 01:30 Artecarta Italia è stata colpita al cuore da persone se tali si possono definire, che odiano la crescita, odiano i giovani e odiano tutto ciò che c’è di buono nell’imprenditoria italiana. Artecarta Italia è stata bruciata, e con essa il futuro di molti giovani e molte famiglie. Non ci sono parole per descrivere il dolore che ci pervade oggi ma sappiamo che cercheremo con tutte le nostre forze di ripartire. A tutti i nostri clienti e i nostri amici chiediamo di esserci vicini in questo momento difficile. Luciano Cascone”.

Evento unico: da oggi Gomorra nei cinema. Ecco dove seguire la serie in Campania

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Evento unico: oggi farà il suo ingresso nelle sale cinematografiche la terza stagione di Gomorra. 300 sale italiane trasmetteranno per due giorni, 14 e 15 novembre, le prime tre puntate della serie.

Ecco dove vedere Gomorra in Campania:

A Napoli città: al Metropolitan (spettacoli 16, 30;18, 30; 20,30; 22,30), al Modernissimo (20,30; 22,30), e al multisala di Fuorigrotta The Space (20,15; 20,45; 22,25).

In provincia all’Happy di Afragola (21,00; 23,00), all’UCI di Casoria (20,00; 22,00), al Vulcano Buono di Nola (19,30; 22,00), a Castellammare di Stabia al complesso Hall.it (20,30; 22,30), al cinema Delle Rose di Piano di Sorrento (20, 30; 22, 30), all’Eliseo di Poggiomarino (20, 30; 22,30).

A Caserta invece è possibile vederle Gomorra al Duel (17, 30; 19,00; 21,00; 22, 45). In provincia al BIG di Marcianise (21, 00; 23,00).

A Salerno, invece, al The Space (19,55; 21, 55; 22,10); in provincia al Roma di Nocera Inferiore (20, 30 e 22, 30), al CineMaximall di Pontecagnano (20, 30 e 22,40) e all’Iris di Amalfi (alle 20,00 e alle 22,00).

Gli scissionisti non credono più a Renzi: “Pronti i candidati per tutta l’Italia”

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Renzi cambia strategia, ma gli scissionisti non gli credono: “Nessun cambio sui contenuti, il tempo è scaduto” dicono. “Le nostre liste sono già pronte”. Per Francesco Bei il centrosinistra “è unito solo nella sconfitta annunciata”.

Mdp non si fida più di Renzi e prepara le sue liste: “Pronti i candidati per tutta l’Italia”

I fuoriusciti: «Dal segretario dem nessun cambio sui contenuti, il tempo è scaduto». Anche Tabacci, fedelissimo di Pisapia, incalza: servirebbe un leader come Prodi

ROMA – Sembra il replay, in piccolo, dell’assemblea Pd di primavera in cui si consumò la scissione. Solo che stavolta è un divorzio freddo, senza pathos. Dentro Mdp nessuno si aspettava novità dalla relazione di Renzi. E così è stato, a loro giudizio. La novità, rispetto a nove mesi fa, è che stavolta i bersaniani parlano all’unisono con Sinistra italiana di Vendola e Fratoianni, e con Civati. I pensieri sono tutti al 2 dicembre, all’assemblea con 1500 delegati a Roma che lancerà la lista di sinistra con la guida di Pietro Grasso. Ci saranno candidati in tutti i collegi uninominali, liste in tutta Italia. Un lavoro durissimo. «Siamo a mani nude, ma saremo gli unici alle elezioni con una proposta nuova», spiega Bersani ai compagni che lo ascoltano in Calabria.

Il tempo per altre trattative con Renzi è finito. Il segretario Pd è già in campagna elettorale. E così la sinistra. «Se il Pd ci inviterà a un incontro andremo. Non abbiamo paura del confronto. Ribadiremo con forza le nostre ragioni», spiega in serata il bersaniano Alfredo D’Attorre. Ma sarà un passaggio di «pura cortesia». Un modo per non restare con il cerino in mano. Ieri non c’è stato neppure bisogno di concordare la linea con i nuovi partner: da Nicola Fratoianni fino a Bersani il giudizio è netto e concorde: «L’offerta di Renzi non è credibile». Davide Zoggia, mentre Renzi ha appena finito di parlare, scrive su Facebook: «Non fategli fare discorsi che non si sente di fare perché si capisce che non ci crede».

«Il nodo è politico. Noi abbiamo un pensiero, non siamo quelli del rancore», insiste Bersani. «Chiamare la coalizione larga, che tutti ameremmo avere, dicendo che abbiamo fatto tutto bene, non sta in piedi. Non siamo noi a dirlo, ma milioni di elettori di centrosinistra. Davvero pensiamo che il Jobs Act abbia funzionato? Vogliamo chiederlo a qualche milionata di giovani? Lo stesso vale per scuola e fisco», avverte l’ex leader Pd. Cita molti casi in cui le sinistre sono state unite ma hanno perso, dalle elezioni a Genova, La Spezia, Livorno, Monfalcone. «Per vincere bisogna cambiare radicalmente le proposte». «Nessun ravvedimento sull’’agenda», concorda Roberto Speranza. «I ripetuti segnali arrivati dagli elettori, da ultimo in Sicilia, non sono stati colti per nulla», gli fa eco Arturo Scotto. «Un disco rotto, alleanza impossibile», taglia corto il segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni. Altrettanto duro Pippo Civati: «Il disperato tentativo di fare una coalizione ai tempi supplementari non è credibile».

L’unica porta ancora semichiusa è quella del Campo progressista di Giuliano Pisapia. Ma la prima reazione al discorso del segretario Pd è fredda: «Avevamo chiesto unità e discontinuità, ma non c’è stata rispetto alle scelte di questi anni», spiega una fonte vicina all’ex sindaco di Milano. Dentro Campo progressista (l’unico potenziale partner che Renzi pensa di poter imbarcare) si fa strada la linea dura di Laura Boldrini, che già domenica aveva spiegato che «non ci sono le condizioni per un’alleanza coi dem». E dunque lo scenario più probabile è un avvicinamento a Pietro Grasso e alla lista di sinistra. È probabile che anche l’ex sindaco si siederà al tavolo con Piero Fassino, per un estremo tentativo di trovare un’intesa. Ma anche dalle sue parti nessuno ci crede più. Persino Bruno Tabacci, considerato uno dei più morbidi, alza l’asticella: «Bisogna affidare la regia ad una personalità riconosciuta da tutti, come Prodi…». Ipotesi per ora inverosimile. Mentre si fa strada l’incubo per gli ex Ds rimasti con Renzi: un listone rosso da Fratoianni fino a Grasso, con dentro anche Pisapia e Boldrini. Un avversario che rischia di fare male.

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lastampa/Mdp non si fida più di Renzi e prepara le sue liste: “Pronti i candidati per tutta l’Italia” ANDREA CARUGATI

Renzi apre all’alleanza, Bersani lo gela

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In vista delle prossime elezioni Renzi cambia strategia e prova a unire il centrosinistra: “Forse in passato c’è stato l’uomo solo al comando, ora non è così” spiega parlando in Direzione. Poi rivolgendosi a Mdp: “Chi si tira indietro si assume una pesante responsabilità”. Ma gli scissionisti non gli credono: “Nessun cambio sui contenuti, il tempo è scaduto” dicono. “Le nostre liste sono già pronte”. Per Francesco Bei il centrosinistra “è unito solo nella sconfitta annunciata”.

Renzi cambia e apre alle alleanze a sinistra

Il segretario unisce il Pd: «Forse c’è stato l’uomo solo al comando, ma non è più così». Poi lancia la palla ai bersaniani: «Chi si tira indietro si assume una pesante responsabilità»

ROMA – «Chi si tira indietro dall’invito all’unità del centrosinistra si assume una pesante responsabilità». Nella frase con cui ieri sera il segretario Matteo Renzi ha chiuso la direzione del Pd c’è il senso di tutto il suo discorso. Atteso come l’oracolo, preceduto da caldi inviti della minoranza ad aprire a un’alleanza con le altre forze di sinistra, si è risolto in un appello agli ex compagni di strada di Mdp, Possibile e alla Sinistra italiana di Fratoianni, senza però accennare nessun passo indietro sui contenuti, dal Jobs Act alla politica sui migranti: quanto basta per poter dire che «chi vorrà rompere lo dovrà fare in modo trasparente perché da noi non troverà alcuna sponda».
Una nuova chiamata a una «coalizione più larga possibile», considerato che con gli scissionisti di D’Alema e Bersani già si governa «in 14 Regioni» e «con le persone da cui siamo stati divisi da discussioni e polemiche c’è più sintonia che con gli avversari storici», ma partendo dalla rivendicazione delle politiche di questi anni di governo («Chi si esercita in richieste di abiura non si rende conto di dove eravamo tre anni fa», dice): abbastanza per compattare il partito su un documento unitario (resta scettico solo Orlando: insieme ai 15 della sua corrente si astiene), ma non per convincere Bersani e compagni: «Le chiacchiere stanno a zero».

Per cercare di dare impulso e sostanza alle dichiarazioni di buona volontà, per tentare di passare agli «atti concreti» che ieri ha evocato anche il solitamente taciturno Enrico Letta («positivi gli appelli all’unità, ma auspico che il Pd faccia anche proposte concrete»), Renzi incarica Piero Fassino «di darmi una grande mano con il mondo della sinistra»: sarà l’ultimo segretario dei Ds, che con D’Alema e gli altri ha condiviso un bel pezzo di strada, ad avere il ruolo di pontiere. Lui ieri ha cominciato dai Radicali di Magi, Emma Bonino e Benedetto Della Vedova, incontrati prima della direzione con il delegato alle trattative con le forze di centro, Lorenzo Guerini: «Credo sia cruciale che venga coinvolta l’area moderata così come i Verdi, Idv e i Radicali, con i quali c’è una discussione non scontata né chiusa». Una coalizione da lì a Campo progressista, e anche oltre, se si potesse, anche se, da Fratoianni a Civati, le premesse non sono incoraggianti. «Dentro Mdp si aprirà una discussione, vedrete. Ma nulla si muoverà prima della loro assemblea del 2 dicembre», prevedono ai vertici del Pd.

«Sulla rivendicazione del passato non faremo alcun passo indietro», garantisce il segretario dem – rinnegarlo «sarebbe assurdo, illogico e inspiegabile» – ma «il futuro è una pagina totalmente bianca da scrivere: o la scriviamo noi o la destra», avverte, convinto che «il M5S è ampiamente sovrastimato nei sondaggi». Un appello a tutti quelli che stanno fuori dal Pd a stare insieme se non per amore, almeno per fermare l’avanzata delle destre. Sgomberando il campo dal tema dei diritti («non è che facciamo lo Ius soli per fare l’accordo con Mdp, ma perché è un diritto: cercheremo di farlo senza creare difficoltà alla chiusura ordinata della legislatura»), e condendo la richiesta con una timida autocritica, consapevole di essere per gli scissionisti dem il vero ostacolo a un’alleanza: «Non c’è un uomo solo al comando: forse c’è stato in passato, forse, ma adesso c’è una pagina bianca da scrivere insieme», ripete. «Sono tre anni che mi dicono che ho fatto l’accordo con Berlusconi: i fatti dicono il contrario, non credo di essere esattamente la persona che gli sta più simpatica. Adesso dobbiamo agire in maniera unitaria e coesa» per essere «il primo gruppo parlamentare della prossima legislatura».

«Bravo segretario, mi hai convinto», interviene dalla minoranza Michele Emiliano. Soddisfatta anche la prodiana Sandra Zampa, come il ministro Dario Franceschini. Resta perplesso il leader della corrente più corposa di minoranza, Orlando: «Siamo in un vicolo cieco: abbiamo approvato una legge che prevede le coalizioni e al momento le coalizioni non le abbiamo», predica, chiedendo di smetterla con la riproposizione del passato («non mi interessa cosa pensa Speranza o Bersani, ma quelle 3-400 mila persone che non sono convinte che abbiamo fatto tutto bene») e chiedendo passi certi per costruire la coalizione. Per questo, pur non presentando ordini del giorno alternativi, lui e i suoi si astengono sul documento finale. Dove si legge di voler aprire un confronto su temi come lavoro, scuola e lotta alla precarietà, e si prende l’impegno a migliorare la legge di bilancio: 164 sì, nessun voto contrario.

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lastampa/Renzi cambia e apre alle alleanze a sinistra FRANCESCA SCHIANCHI

Italia, duro lo sfogo di De Rossi: “Dovemo vincere no pareggià…”

Italia, duro lo sfogo di De Rossi: “Dovemo vincere no pareggià…”

Non è passato inosservato lo sfogo di Daniele De Rossi quando, nei primi minuti del secondo tempo, alla richiesta di avviare gli esercizi di riscaldamento, ha reagito così: “Ma che ca** entro io, dovemo vincere non pareggia’…”. Il centrocampista, sostituito da inizio partita da Jorginho, sembrerebbe inoltre indicare Insigne, consigliando il cambio da effettuare. L’esperto “capitan futuro” della Roma a fine partita si sarebbe comunque scusato con lo staff tecnico.

Gragnano, è già bufera sugli scuolabus: tanti disservizi, bambini in piedi

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Gragnano, è già bufera sugli scuolabus: tanti disservizi, bambini in piedi

Il lunedì è sempre un giorno difficile per tutti gli studenti, costretti a tornare sui banchi di scuola dopo il fine settimana, ma per alcuni ragazzi di Gragnano lo è stato ancora di più, in quanto dimenticati alla fermata dello scuolabus. Appena cominciato il servizio e già sotto accusa dai residenti di Caprile, Aurano e Sigliano per i tanti disservizi segnalati al sindaco Paolo Cimmino e all’assessore Sara Elefante: i bambini hanno atteso oltre 30 minuti alla fermata ma dello scuolabus nessuna traccia. Ma non solo, altri sono rimasti in piedi all’interno. Lo riporta l’edizione odierna di Metropolis.

Monte Faito, decine di famiglie bloccate a seguito del maltempo

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Negli ultimi giorni la provincia di Napoli è stata inondata dal maltempo. Il Monte Faito ha ricevuto numerose frane, che hanno costretto decine di famiglie che abitano nelle località al di sotto della montagna ( Moiano, Sant’ Andrea e Bomerano) a rimanere bloccati. Questo è l’allarme dell’associazione Pro Faito onlus, che chiede a gran voce un intervento del Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca: “ La situazione è gravissima, decine di persone tra cui donne in stato di gravidanza, ammalati, anziani e bambini sono rimaste intrappolate in montagna senza poter rifornirsi di generi alimentari, carburante e farmaci “ .

Castellammare, le gallerie restano chiuse: il maltempo rende più complicate le operazioni dell’Anas

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L’Anas è a lavoro per velocizzare i tempi di riapertura delle due gallerie della Statale sorrentina. Nella giornata di ieri gli operai hanno ripulito dai detriti il viadotto Varano, ma il forte temporale che si è abbattuto su tutta la zona della costiera ha reso le operazioni molto più complicate.

Il traffico cittadino è in tilt, perchè anche via Action resta chiusa per la frana avvenuta la settimana scorsa. Quindi l’unico percorso possibile per andare e tornare da Sorrento è transitare all’interno di Castellammare, e gli automobilisti risentono di questi disagi.

L’Anas e gli operai delle ditte specializzate sono a lavoro, ma la situazione richiede minimo un’altra quindicina di giorni. Tempi previsti per la riapertura: fine novembre o addirittura dicembre.

Poggiomarino. Il mercatino natalizio alla Masseria Boccapianola

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Appuntamento in provincia di Napoli da giovedì 7 a domenica 10 dicembre 2017

Da giovedì 7 a domenica 10 dicembre 2017, gli storici locali della Masseria Boccapianola  di  Poggiomarino, in provincia di Napoli, ospiteranno i “Mercatini di Natale”.

In programma, casette in legno che esporranno prodotti dell’artigianato locale, stands gastronomici e tanta musica, ma anche gli immancabili elfi che animeranno la Casa di Babbo Natale, attrazione principale dei mercatini.

Ogni sera è previsto uno spettacolo diverso e momenti di animazione per tutti i bambini. Il Villaggio di Natale sarà aperto giovedì, venerdì e sabato dalle ore 18.00; la domenica dalle ore 10.00.

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Giuseppe Scarica/ecampania

Juve Stabia – Catania, parla Lo Monaco: “Castellammare è un campo difficile”

Juve Stabia – Catania, parla Lo Monaco: “Castellammare è un campo difficile”

Nel corso di un’intervista rilasciata per il quotidiano La Sicilia, l’amministratore Pietro Lo Monaco, oltre ad analizzare l’ottimo momento dei rosso azzurri, si è anche soffermato sulla prossima partita dei suoi, che li vedrà impegnati sul sintetico del Menti: “Sabato sarà un confronto difficile come tutti quanti. Castellammare è un campo difficile per antonomasia, la Juve Stabia (…) mette in difficoltà chiunque“. Queste le sue parole, per poi concludere l’intervista con una piccola frecciatina verso i leoni di Siracusa: “Sorprende la facilità con cui il Lecce è passato a Siracusa (…) Il Siracusa è una squadra importante, non me l’aspettavo così dimessa“.

La Guardia di Finanza sequestra un apparecchio di gioco illegale: multa salata per il proprietario

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La Guardia di Finanza sequestra un apparecchio di gioco illegale: multa salata per il proprietario

Le Fiamme Gialle di Vallo della Lucania (Salerno) hanno eseguito un controllo presso un esercizio commerciale a Sacco (SA) finalizzato a riscontrare la regolare osservanza delle prescrizioni dettate in materia dei cosiddetti “giochi amministrati”.

Nel corso dell’operazione, è stato rinvenuto – a disposizione della ignara clientela – un apparecchio da divertimento ed intrattenimento – “Totem” – sprovvisto di qualsivoglia autorizzazione rilasciata dagli Enti preposti.

Inoltre, l’apparecchio sottoposto sequestro era privo del collegamento alla piattaforma telematica di controllo dell’A.A.M.S. (i Monopoli di Stato) che, come noto, consente poi di applicare il relativo prelievo erariale.

Nei confronti del titolare dell’esercizio è stata elevata, quindi, la sanzione amministrativa per un importo che potrà variare da 20.000 a 50.000 euro, ed inoltrata segnalazione all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ai fini della quantificazione della sanzione pecuniaria.
/Torresette