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Le parole di Papa Francesco: «Una grande lezione di saggezza»

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Le parole di Papa Francesco riaprono il dibattito su una legge che è bloccata al Senato da 7 mesi. «Una grande lezione di saggezza» commenta Luigi La Spina.

Una mossa per superare le ideologie

Una lezione, quella del Papa, sulla quale tutti, laici e cattolici, dovrebbero meditare, perché è, soprattutto, una lezione di grande saggezza. Il messaggio di Francesco ai partecipanti della World Medical Association sulla controversa questione del «fine vita» ha il merito di scavalcare finalmente appartenenze e ideologie vecchie e inutili, perché superate da conquiste mediche e tecnologiche di un futuro dell’esistenza umana che, insieme, ci affascina e ci inquieta e di affrontare il presente della sofferenza di fronte alla morte con straordinaria concretezza e pietosa umiltà.

Una lezione che dovrebbe indurre, subito, i politici di una legislatura pur agli sgoccioli a un soprassalto di dignità, con la consapevolezza di non poter abdicare ai successori il compito di varare una legge che tanti malati e tanti familiari di malati attendono da troppo tempo e con una insopportabile angoscia. Per una volta, anzi, i tempi molto stretti potrebbero obbligare all’abbandono di pregiudiziali ormai insensate, per raggiungere un accordo che, nella coscienza dell’opinione pubblica, è già ampiamente maturato, attraverso le esperienze drammatiche e struggenti di tante famiglie italiane.

L’intesa su una realistica e chiara legge sul cosiddetto «fine vita» potrebbe riscattare, almeno in parte, una legislatura certamente non esaltante e restituire un po’ di fiducia, proprio alla vigilia di nuove elezioni, sull’utilità e il significato di un impegno politico che non si esaurisca in una noiosa e sterile lotta per un potere autoreferenziale e lontano dalle più profonde esigenze dei cittadini. Ed è quasi paradossale, ma molto significativo, che partiti e leader, o pseudo leader, possano, forse, essere costretti solo dalla sollecitazione di un Papa coraggioso e autorevole come Francesco, a rinunciare a meschini calcoli elettorali e alla difesa di distinzioni identitarie che gli italiani non riconoscono più.

Eppure, la strada di un accordo è più agevole di quello che un argomento così delicato possa far supporre, se ci si concentra sui compiti di uno Stato laico, uno Stato che non impone un’etica ai suoi cittadini, se non quella del rispetto della loro libertà di coscienza, soprattutto davanti all’ultimo confine dell’esistenza umana. Ecco perché non è lo Stato a cui è affidata l’ultima parola, ma alla persona malata o ai familiari, assistiti da medici competenti e consapevoli della loro primaria funzione, quella di alleviare, finchè è possibile, la sofferenza di chi si è affidato alle loro cure. Senza, come dice il Papa, «abbreviare la sua vita, ma senza accanirsi inutilmente contro la sua morte», perché sostituire funzioni biologiche insufficienti o del tutto mancate non vuol dire assicurare la salute a un malato.

C’è una confusione mentale pericolosa di fronte ai traguardi sempre più sorprendenti della moderna medicina e della più avanzata tecnologia. Quella che la tentazione di applicarle all’uomo non conosca alcun limite, neanche quello della sua natura, che lega indissolubilmente la vita alla morte. Così da trasformare formidabili conquiste al servizio dell’umanità, in totem a cui sacrificarla quella umanità. Col risultato opposto a quello che si vuole ottenere, come è evidente in questi giorni, quello di una sfiducia e di un sospetto generalizzato di molti cittadini per la scienza, considerata succube di interessi economici e indifferente di fronte alle conseguenze di certi esperimenti biologici per la salute e la felicità delle popolazioni su cui si esercitano.

Non è più ammissibile, infine, l’ipocrisia e la pietosa omertà che tutti i giorni e in tutti gli ospedali italiani costringono medici e familiari a nascondere la realtà di quanto avviene negli ultimi giorni e nelle ultime ore di persone senza più alcuna speranza di una vita che sia davvero tale. Uno Stato che obbliga i suoi cittadini, proprio in momenti così disperati, all’umiliazione di una complicità silenziosa per alleviare inumane sofferenze ai propri cari, è colpevole di una viltà che davvero ne mina non solo il rispetto della comunità che dovrebbe rappresentare, ma le ragioni della sua esistenza.

vivicentro.it/editoriale
vivicentro/Le parole di Papa Francesco: «Una grande lezione di saggezza»
lastampa/Una mossa per superare le ideologie LUIGI LA SPINA

Milan, Rodriguez: “Napoli, sei forte ma verremo a prenderci i tre punti”

Il difensore del Milan, Ricardo Rodriguez, ha lasciato una lunga intervista all’edizione odierna del quotidiano Il Corriere dello Sport, parlando anche della prossima partita tra Napoli e Milan allo stadio San Paolo. Ecco uno stralcio delle parole di Rodriguez:

“Andiamo al San Paolo con l’obiettivo di vincere. Loro sono forti, ma anche nella nostra squadra ci sono tanti elementi di qualità. Le possibilità ci sono tutte”.

Che effetto avrebbe una vittoria sul Napoli? “Sarebbe la svolta per noi. Ne abbiamo bisogno per dare consistenza al lavoro che stiamo facendo. Ma, anche se dovesse andare male, non dovremo abbatterci, il calcio offre sempre un’altra possibilità”.

Finora è sempre andata male: 4 scontri diretti e 4 sconfitte. Cosa deve cambiare per fare risultato? “In realtà contro le big non ci siamo comportati male. Contro il Napoli, oltre che essere sempre aggressivi, sarà fondamentale restare compatti e concentrati per 90′. Dovremo essere attenti in difesa e freddi nello sfruttare le occasioni che ci capiteranno, perché non ne avremo molte. Poi, come ho già detto, tutti possono fare la differenza”.

Qual è il punto di forza del Napoli? “Penso all’attacco, perché sono veloci, rapidi. Anche a centrocampo giocano al massimo con uno o due tocchi. In generale si tratta di un gruppo che sta insieme ormai da qualche anno e questo fa la differenza”.

C’è un giocatore che toglierebbe al Napoli? “A logica dovrei dire uno dei 3 attaccanti, ma la verità è che io non cambierei nessuno dei miei compagni di squadra”.

Intanto dovrà vedersela con Callejon. “Lo spagnolo è molto forte. Lo so bene perché l’ho già affrontato con il Wolfsburg. Prima, però, devo sapere se sarò in campo”.

Gli azzurri sono favoriti per lo scudetto? “Non credo che ci sia una squadra che si faccia preferire alle altre. Quelle che stanno davanti hanno tutte qualche chance di spuntarla. L’Inter, ad esempio, non gioca le Coppe, quindi ha tutta la settimana per preparare la gara successiva di campionato. La Juve, invece, è un gruppo di campioni, non solo tra i titolari, anche in panchina. E poi sono abituati a vincere. Il Napoli ha dalla sua l’abitudine di giocare assieme da tempo. Attenzione, però, anche a Roma e Lazio”.

 

Napoli, lite tra tredicenni: un accoltellato!

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Napoli, lite tra tredicenni: un accoltellato!

Ha davvero dell’incredibile ciò che è avvenuto a Napoli, esattamente a via Foria, dove una lite tra ragazzini tredicenni poteva trasformarsi in tragedia. I due adolescenti, infatti, avrebbero litigato per motivi personali, ma alla fine del diverbio uno dei due avrebbe estratto un coltello, ferendo l’altro alla schiena.  Il giovane, poi, è stato accompagnato presso l’ospedale Santobono della città dove i sanitari lo hanno medicato e poi trattenuto per ulteriori accertamenti. Fortunatamente le sue condizioni non sarebbero gravi.

Saranno 40 mila cuori azzurri al San Paolo per Napoli-Milan

Saranno 40 mila, o forse anche di più gli spettatori che sabato sera assieperanno gli spalti del San Paolo, per la partita tra Napoli e Milan. A  dare la notizia è stata l’edizione odierna del quotidiano Il Corriere dello Sport e annuncia che l’impianto di Fuorigrotta sarà vestito come nelle grandi occasioni, con colore e passione pronti a trascinare la squadra di Maurizio Sarri alla vittoria.

Castellammare, trovati pistola e passamontagna in un portone!

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Castellammare, trovati pistola e passamontagna in un portone!

I poliziotti stabiesi hanno ritrovato in un portone di via Surripa una pistola semiautomatica calibro 7,65 argento, con matricola abrasa e 7 colpi nel caricatore, nascosta in un borsello, accanto ad un passamontagna. In pratica, tutto l’occorrente per un raid o un agguato. Nel borsello, all’interno di due involucri di plastica, anche 51 grammi di marijuana e un bilancino di precisione. Il tutto è stato posto sotto sequestro e gli agenti sono già a lavoro per risalire ai proprietari, come riporta Il Mattino.

De Laurentiis: “Caro Tavecchio, quando lascerai la poltrona? Ancelotti è una scommessa”

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis nel corso della presentazione del libro dell’ex sindaco di Roma, Walter Veltroni, è intervenuto anche per parlare della scottante vicenda Italia. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni: “Siamo qui per Veltroni e per parlare di un libro bellissimo che si chiama ‘Quando’, quindi chiedete a Tavecchio quando lascerà la poltrona. Ancelotti? Non faccio l’allenatore o il manager federale. È un amico e lo stimo moltissimo, ma non è tanto chi è capace e chi non lo è: finché non si cambierà tutto il sistema calcistico italiano potrà venire chiunque e fallirà comunque. O indovinerà comunque. Però è una scommessa”.

Il boss Toto Riina è morto!

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A 87 anni Totò Riina*, il boss delle stragi di Falcone e Borsellino, ormai gravemente ammalato è morto alle 3.37 del mattino del 17 novembre 2017 nel reparto detenuti dell’ospedale di Parma. E’ una data importante per la storia del nostro paese quella che vede spegnersi uno dei boss più importanti della sua storia, condannato a ben 26 ergastoli.

Arrestato il 15 gennaio del ’93, dopo 24 anni al 41bis e con 26 condanne ad ergastolo, era ancora considerato dagli inquirenti il capo indiscusso di Cosa Nostra. Il Boss nelle ultime settimane aveva visto un peggioramento delle proprie condizioni, e dopo due interventi chirurgici i medici avevano già annunciato che difficilmente avrebbe vissuto ancora.

La sua morte chiude un capitolo nella storia della mafia ma lascia anche dei misteri irrisolti.

  • Salvatore Riina, detto Totò (Corleone, 16 novembre 1930 – Parma, 17 novembre 2017), è stato un mafioso italiano, legato a Cosa nostrae considerato il capo dell’organizzazione dal 1982 fino al suo arresto, avvenuto il 15 gennaio 1993. Veniva indicato anche con i soprannomi û curtu, per via della sua bassa statura, e La Belva, adottato per indicare la sua ferocia sanguinariaVita privata
    Il 16 aprile 1974 Riina sposò, tramite un matrimonio che poi risulterà non valido legalmente, Antonietta Bagarella, sorella dell’amico d’infanzia Calogero e di Leoluca Bagarella. Dall’unione nacquero quattro figli: Maria Concetta (nata il 19 dicembre 1974), Giovanni Francesco (nato il 21 febbraio 1976), Giuseppe Salvatore (nato il 3 maggio 1977) e Lucia (nata l’11 aprile 1980). Giovanni Francesco è stato condannato all’ergastolo per quattro omicidi avvenuti nel 1995.Giuseppe Salvatore è prima stato condannato per associazione mafiosa, quindi scarcerato il 29 febbraio 2008 per decorrenza dei termini dopo essere stato detenuto per otto anni. Il 2 ottobre 2011, dopo aver scontato completamente la pena di 8 anni e 10 mesi, viene nuovamente rilasciato sotto prevenzione con obbligo di dimora a Corleone e comincia a trapelare la notizia di un suo piano per fare un attentato all’ex Ministro della Giustizia Angelino Alfano per via dell’inasprimento del regime dell’articolo 41-bis (da wikipedia)

Presentazione di: UNA BESTIA SULLA LUNA VIDEO – (Diana Marcopulopulos)

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UNA BESTIA SULLA LUNA

DI RICHARD KALINOSKI
TRADUZIONE DI BEPPE CHIERICI
REGIA DI ANDREA CHIODI
SCENE MATTEO PATRUCCO
LUCI E VIDEO CESARE AGONI
COSTUMI ILARIA ARIEMME
MUSICHE DANIELE D’ANGELO
CON ELISABETTA POZZI
E CON FULVIO PEPE, ALBERTO MANCIOPPI E LUIGI BIGNONE
PRODUZIONE CTB CENTRO TEATRALE BRESCIANO, FONDAZIONE TEATRO DUE PARMA

Milwaukee, 1921. Aram è fuggito dal genocidio del popolo Armeno in cui è stata assassinata tutta la sua famiglia. Vuole disperatamente ricostruirsi una vita e una discendenza: decide di sposare per procura una donna armena, Seta (Elisabetta Pozzi). Ne nascerà una storia d’amore difficile, in bilico tra conflitti e silenzi, tradizione e voglia di cambiamento, dolore del passato e speranze per il futuro.

Andrea Chiodi porta in scena un testo commovente, vincitore di cinque premi Molière in Francia, con la magistrale interpretazione di una delle più grandi attrici del teatro italiano.

Coproduzione Teatro Sociale-Teatro Santa Chiara (BS)

Biglietti: Teatro Santa Chiara Mina Mezzadri
Intero posto unico 16 €
Ridotto posto unico 13 €

Contrada Santa Chiara, 50/a – Brescia – Tel. +39 030 3772134
biglietteria@centroteatralebresciano.it

Orari botteghino
Il botteghino apre 30 minuti prima dell’inizio di ogni rappresentazione.

FERIALI: tutti gli spettacoli hanno inizio alle h 20.30
DOMENICA: tutti gli spettacoli hanno inizio alle h 15.30

UNA BESTIA SULLA LUNA

DI RICHARD KALINOSKI
TRADUZIONE DI BEPPE CHIERICI
REGIA DI ANDREA CHIODI
SCENE MATTEO PATRUCCO
LUCI E VIDEO CESARE AGONI
COSTUMI ILARIA ARIEMME
MUSICHE DANIELE D’ANGELO
CON ELISABETTA POZZI
E CON FULVIO PEPE, ALBERTO MANCIOPPI E LUIGI BIGNONE
PRODUZIONE CTB CENTRO TEATRALE BRESCIANO, FONDAZIONE TEATRO DUE PARMA

Milwaukee, 1921. Aram è fuggito dal genocidio del popolo Armeno in cui è stata assassinata tutta la sua famiglia. Vuole disperatamente ricostruirsi una vita e una discendenza: decide di sposare per procura una donna armena, Seta (Elisabetta Pozzi). Ne nascerà una storia d’amore difficile, in bilico tra conflitti e silenzi, tradizione e voglia di cambiamento, dolore del passato e speranze per il futuro.

Andrea Chiodi porta in scena un testo commovente, vincitore di cinque premi Molière in Francia, con la magistrale interpretazione di una delle più grandi attrici del teatro italiano.

Coproduzione Teatro Sociale-Teatro Santa Chiara (BS)

Biglietti: Teatro Santa Chiara Mina Mezzadri
Intero posto unico 16 €
Ridotto posto unico 13 €

Contrada Santa Chiara, 50/a – Brescia – Tel. +39 030 3772134
biglietteria@centroteatralebresciano.it

Orari botteghino
Il botteghino apre 30 minuti prima dell’inizio di ogni rappresentazione.

FERIALI: tutti gli spettacoli hanno inizio alle h 20.30
DOMENICA: tutti gli spettacoli hanno inizio alle h 15.30

Il Papa rilancia la legge sul fine vita: «Sospendere le cure è lecito»

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Papa Francesco interviene sul tema del fine vita: «Evitare l’accanimento terapeutico non significa eutanasia». E aggiunge: «Sospendere le cure è lecito». Poi mette in guardia «dalla tentazione di insistere con trattamenti che non giovano al malato». Le sue parole riaprono il dibattito su una legge che è bloccata al Senato da 7 mesi. «Una grande lezione di saggezza» commenta Luigi La Spina.

Fine vita, l’apertura di papa Francesco

«Evitare l’accanimento terapeutico non è eutanasia. Lecito sospendere cure sproporzionate». E mette in guardia «dalla tentazione di insistere con trattamenti che non giovano al malato»

CITTÀ DEL VATICANO – Un no chiaro e ribadito all’eutanasia e all’abbandono dei malati terminali, ma anche un convinto no all’accanimento terapeutico perché è «moralmente lecito rinunciare all’applicazione di mezzi terapeutici, o sospenderli, quando il loro impiego non corrisponde a quel criterio etico e umanistico definito “proporzionalità delle cure”». Papa Francesco interviene al meeting regionale europeo della World Medical Association in corso in Vaticano, promosso in collaborazione con la Pontificia Accademia per la Vita, e le sue parole possono suonare come un’apertura o una novità, anche se in realtà non fanno altro che riproporre la tradizionale posizione della Chiesa su questo tema. C’è da domandarsi dunque il perché di questo effetto. E la risposta non può che essere legata al fatto che decenni di contrapposizioni ideologiche sul fine vita hanno messo in ombra, fino quasi a farlo dimenticare, il magistero contrario all’accanimento terapeutico.

Papa Bergoglio ha citato Pio XII, che più di mezzo secolo fa aveva detto agli anestesisti e ai rianimatori: «Non c’è obbligo di impiegare sempre tutti i mezzi terapeutici potenzialmente disponibili e, in casi ben determinati, è lecito astenersene». Come pure ha menzionato la Dichiarazione sull’eutanasia dell’ex Sant’Uffizio guidato dall’allora cardinale Ratzinger, che nel 1980 ricordava l’importante criterio del «risultato che ci si può aspettare, tenuto conto delle condizioni dell’ammalato e delle sue forze fisiche e morali». Insomma, il no all’eutanasia non deve significare insistere con cure sproporzionate.

Oggi, in particolare, ha spiegato il Pontefice, «è più insidiosa la tentazione di insistere con trattamenti che producono potenti effetti sul corpo, ma talora non giovano al bene integrale della persona». Occorre dunque «un supplemento di saggezza» per affrontare questi problemi, di fronte ai progressi della medicina e alla possibilità di interventi sul corpo umano che diventano «sempre più efficaci, ma non sempre sono risolutivi: possono sostenere funzioni biologiche divenute insufficienti, o addirittura sostituirle, ma questo non equivale a promuovere la salute»

Una scelta che «assume responsabilmente il limite della condizione umana mortale, nel momento in cui prende atto di non poterlo più contrastare». Del resto anche il Catechismo della Chiesa cattolica spiega che in questi casi non si «vuole procurare la morte: si accetta di non poterla impedire». Ma il non attivare «mezzi sproporzionati» non significa e non potrà mai significare in alcun modo giustificare la soppressione di una vita umana.

L’eutanasia, ribadisce Francesco, «rimane sempre illecita, in quanto si propone di interrompere la vita, procurando la morte». Bergoglio ammette che non sempre è facile applicare in modo meccanico una regola generale, perché «quando ci immergiamo nella concretezza delle congiunture drammatiche e nella pratica clinica, i fattori che entrano in gioco sono spesso difficili da valutare». Serve pertanto «un attento discernimento», senza dimenticare che è il malato a rivestire «il ruolo principale», ad assumere le decisioni «se ne ha la competenza e la capacità», a «valutare i trattamenti che gli vengono proposti e giudicare sulla loro effettiva proporzionalità nella situazione concreta, rendendone doverosa la rinuncia qualora tale proporzionalità fosse riconosciuta mancante». Ovviamente tutto «in dialogo con i medici».

Il Papa chiede di «tenere in assoluta evidenza il comandamento supremo della prossimità responsabile». Anzi, «si potrebbe dire che l’imperativo categorico è quello di non abbandonare mai il malato». Anche in quel momento in cui «l’angoscia della condizione che ci porta sulla soglia del limite umano supremo, e le scelte difficili che occorre assumere, ci espongono alla tentazione di sottrarci alla relazione». «Amore e vicinanza» sono necessari «più di ogni altra cosa», e se «sappiamo che della malattia non possiamo sempre garantire la guarigione, della persona vivente possiamo e dobbiamo sempre prenderci cura: senza abbreviare noi stessi la sua vita, ma anche senza accanirci inutilmente contro la sua morte».

vivicentro.it/cronaca
vivicentro/Il Papa rilancia la legge sul fine vita
lastampa/Fine vita, l’apertura di papa Francesco ANDREA TORNIELLI

Da domani tappa italiana per la Coppa del Mondo Spada maschile

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Da domani tappa italiana per la Coppa del Mondo Spada maschile

LEGNANO – Si alza il sipario al PalaBorsani di Legnano e va in scena il 42° Trofeo “Carroccio”. Da domani a domenica infatti la spada maschile mondiale fa tappa in Italia per il secondo appuntamento stagionale del circuito internazionale di Coppa del Mondo.
La tappa italiana di Legnano è una delle grandi classiche e dopo qualche anno dedicata alla spada femminile, a solcare le pedane del PalaBorsani tornano ad essere gli spadisti.
E’ l’occasione per l’Italia per applaudire e seguire il campione del Mondo 2017, Paolo Pizzo ed i suoi compagni di squadra Enrico Garozzo, Marco Fichera ed Andrea Santarelli, che per la prima volta gareggiano in Italia dopo l’argento ottenuto a Rio2016.
Sono complessivamente 26 gli spadisti che comporranno la delegazione azzurra sulle pedane di casa. Oltre ai quattro che rappresentano le punte di diamante del gruppo italiano, saranno in gara a Legnano anche Edoardo Munzone, Matteo Tagliariol, Gabriele Cimini, Lorenzo Buzzi, Andrea Vallosio, Federico Vismara, Andrea Russo, Edoardo Vichi, Lorenzo Bruttini, Giacomo Paolini, Fabrizio Citro, Valerio Cuomo, Gianpaolo Buzzacchino, Davide Canzoneri, Achille Cipriani, Tullio De Santis, Davide Di Veroli, Mattia Loiacono, Cosimo Martini, Alessio Preziosi, Emanuele Rocco ed Amedeo Zancanella.
La giornata di questo venerdi sarà dedicata alla fase a gironi ed al tabellone preliminare che servirà per determinare gli ammessi al main draw, dove sono già inseriti come teste di serie Paolo Pizzo, Enrico Garozzo e Marco Fichera.
Sabato, a partire dalle 10.00, si svolgeranno i vari turni del tabellone principale, sino a giungere alle ore 17.00 quando, sull’apposita pedana, si svolgeranno le semifinali e la finale, che andrà ad assegnare non solo il punteggio della vittoria ma anche il trofeo “Carroccio” 2017.
Domenica, con inzio alle 9.30, il PalaBorsani accoglierà la gara a squadre. Il Commissario tecnico, Sandro Cuomo, punta ancora sul quartetto vicecampione olimpico e composto da Enrico Garozzo, Paolo Pizzo, Marco Fichera ed Andrea Santarelli.
A seguire gli azzurri, oltre al pubblico di casa ed ai rispettivi tecnici personali, vi sarà lo staff della Nazionale composto dal Commissario tecnico, dai maestri Alessandro Bossalini, Dario Chiadò ed Enrico Di Ciolo e dal mental coach Luigi Mazzone.

Live Streaming su SporTube/ElevenSport
Sabato dalle 13.00 alle 19.00
Domenica dalle 10.30 alle 17.00

COPPA DEL MONDO – SPADA MASCHILE – TROFEO “CARROCCIO” – Legnano, 17-19 novembre 2017
Atleti
Paolo Pizzo, Marco Fichera, Enrico Garozzo, Andrea Santarelli, Edoardo Munzone, Matteo Tagliariol, Gabriele Cimini, Lorenzo Buzzi, Andrea Vallosio, Federico Vismara, Andrea Russo, Edoardo Vichi, Lorenzo Bruttini, Giacomo Paolini, Fabrizio Citro, Valerio Cuomo, Gianpaolo Buzzacchino, Davide Canzoneri, Achille Cipriani, Tullio De Santis, Davide Di Veroli, Mattia Loiacono, Cosimo Martini, Alessio Preziosi, Emanuele Rocco, Amedeo Zancanella.

Commissario tecnico: Sandro Cuomo
Staff tecnico: Alessandro Bossalini, Enrico Di Ciolo, Dario Chiadò, Luigi Mazzone
Fisioterapista: Davide Ricca

PROGRAMMA GARE
Venerdi 17 novembre
Fase a gironi | Tabellone di qualificazione – ore 9.00

Sabato 18 novembre
Tabellone principale | t.64 – ore 10.00
Fase finale – ore 17.00

Domenica 19 novembre
Prova a squadre
Tabellone principale – ore 9.30
Finale 3°-4° posto – ore 14.45
Finale 1°-2° posto – ore 15.45

Juve Stabia – Morero a “30 Minuti con le Vespe”: A Castellammare mi trovo benissimo. Col Catania per riscattare la sconfitta di Cosenza…

Ospite della consueta diretta “30 Minuti con le Vespe” sulla pagina Facebook della Juve Stabia è stato il Capitano dei gialloblù: Santiago Morero. Il difensore argentino ha risposto alle tante domande e curiosità dei tifosi stabiesi connessi.

Queste le principali dichiarazioni di Morero:

 Il mio bilancio alla Juve Stabia è senza dubbio positivo, sia dal punto di vista personale che collettivo. Lo scorso anno non si è concluso come avremmo voluto, per colpa nostra e a causa di certi episodi dubbi. Questa stagione stiamo seguendo Mister Caserta e speriamo di toglierci tante soddisfazioni.
La fascia di Capitano? E’ una cosa bella, un orgoglio: certo dà anche maggiori responsabilità ma è un qualcosa che porto con piacere; è giusto che i “vecchi” come me, Paponi, Matute, Branduani ecc diano il buon esempio e siano da guida per i più giovani. So che l’ha indossata Fabio Caserta, qui un’istituzione, quindi questo è uno stimolo in più a fare bene.
Ho giocato nelle tre principali serie, sia qui che in Argentina. In Italia tra Serie C e serie B non c’è molta differenza: ci sono squadre che dopo la promozione riescono a fare bene anche in cadette ria. La Serie A è invece un altro mondo, completamente diverso dalle altre categorie. Al Chievo Verona ho vissuto un’esperienza bellissima, dove, dopo qualche mese senza giocare, ho trovato il mio spazio ed anche un gol. L’esordio a San Siro contro l’Inter sarà sempre indimenticabile. Ho un ricordo molto positivo della mia stagione in Serie A. Pronostico per i prossimi mondiali? Speriamo li vinca la mia Argentina! Lo spero anche per Messi, sempre troppo criticato in patria.
La mia squadra italiana preferita? Da piccolo seguivo la Fiorentina perché il mio idolo era Batistuta. Tra le argentine, da bambino tifavo per il Boca Juniors, poi quando sono entrato nel settore giovanile del Rosario Central ho inevitabilmente virato su quella squadra.
Avversari più forti che ho incontrato? Ce ne sarebbero tantissimi! Sono arrivato nel 2008, quando il campionato italiano era ancora il migliore del mondo: ho incrociato Totti, Del Piero, Di Natale, Cannavaro ecc. Se devo farti un nome tra i ragazzi più giovani, ho affrontato Belotti quando vestiva la maglia del Palermo e, nonostante fosse giovanissimo, mi fece una grande impressione.
Gli allenatori avuti qui alla Juve Stabia? Mister Fontana lavorava in modo maniacale su aspetti che per le sue idee di gioco erano importanti e gli va dato atto del grande lavoro fatto fino a gennaio. Mister Carboni ha un curriculum importante ed è riuscito a darci la stabilità di cui avevamo bisogno in quel periodo. Caserta ha appena iniziato ma ha già le idee chiare, come si vede in campo: nonostante un’estate con molti cambiamenti, abbiamo già una nostra identità e nostri schemi. Il mio rapporto con lui? E’ ottimo ma è cambiato con il suo nuovo incarico: fino allo scorso anno era più “amichevole” ed informale; ora invece c’è una gerarchia diversa da rispettare. Non lo chiamo più Fabio ma Mister e gli auguro di fare una carriera importante anche come allenatore.
La scelta di prolungare il contratto e spammare l’ingaggio? E’ stata una decisione presa con la mia famiglia, visto che a Castellammare ci troviamo molto bene. Quando ho saputo che la società aveva certe esigenza, ci sono voluti pochi discorsi per trovare una soluzione; in più non avevo mai giocato al Sud prima dell’anno scorso quindi ho voluto proseguire qui, anche per la ferrea volontà di mia moglie.
Penso che questa sia una stagione in cui ci sono tre squadre nettamente più forti delle altre: Catania, Lecce e Trapani. A parte queste tre, vedo molto equilibrio in n campionato dove contano fattori diversi: la condizione fisica, la sfortuna, qualche errore arbitrale ecc. Noi, ad esempio, abbiamo raccolto molto meno di quanto meritassimo nelle ultime gare; puntiamo a dire la nostra e a giocarcela con tutti.
Con Atanasov lo scorso anno si era creata una vera alchimia, ci trovavamo alla perfezione ed ognuno conosceva i movimenti dell’altro. In questa stagione ho compagni di reparto più giovani ma ugualmente bravi. Allievi, Redolfi e Bachini hanno già dimostrato il loro valore quindi qualunque sia il mio compagno di reparto so che posso contare su un calciatore di sicuro affidamento.
A Cosenza il risultato più giusto sarebbe stato lo 0 – 0 perché nessuna delle due squadre ha fatto molto per vincere. Anche lì c’è stato un episodio arbitrale dubbio ma dobbiamo essere bravi a mettere in campo sabato la rabbia per la sconfitta in Calabria. Stiamo preparando la gara nel migliore dei modi e non partiamo certo sconfitti.
Vita privata? Sono sposato ed ho tre figli: due femmine ed un maschio, Thiago, arrivato alla fine! Un futuro per lui da calciatore? Mi farebbe piacere ma spero sia felice, qualsiasi cosa farà. Se mi manca l’Argentina? Mi manca soprattutto il resto della mia famiglia, ma sono Italia da tanti anni quindi mi sento a casa qui. Poi al termine di ogni stagione torno in Argentina per ricaricare le pile.

Sidigas Avellino, nuova partnership con Prozis: sconti speciali per i tifosi

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Sidigas Avellino, nuova partnership con Prozis. Sconti speciali per i tifosi

La Sidigas Avellino dichiara di aver stretto un accordo di partnership con Prozis, impresa leader di nutrizione sportiva e alimentazione funzionale in Europa, sino alla fine del campionato 2016-2017. Prozis è un marchio di integratori sportivi per garantire la massima efficacia e sicurezza nelle performance degli atleti, con l’obiettivo di migliorare il rendimento e diminuire il rischio di lesioni.
“Siamo felici di comunicare questa nuova collaborazione con Prozis” – dichiara Maria Picariello, Responsabile Comunicazione e Marketing della Sidigas Avellino – “azienda riconosciuta a livello mondiale, già partner della Legabasket. Siamo convinti che i nostri atleti ne trarranno beneficio”.
Grazie a questa collaborazione, tutti i sostenitori e gli appassionati della Sidigas Avellino potranno beneficiare di sconti speciali nello store prozis.com/13t5, utilizzando il codice sconto FSAVELLINO10.

Coppa del Mondo-Sciabola femminile, dodici azzurre alla seconda tappa in Belgio

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Coppa del Mondo-Sciabola femminile, dodici azzurre alla seconda tappa in Belgio

SINT-NIKLAAS – La sciabola femminile internazionale vola in Belgio dove, sulle pedane di Sint-Niklaas, da domani a domenica si svolgerà la seconda tappa della stagione di Coppa del Mondo.
Dopo l’esordio scoppiettante per l’Italia con la straordinaria doppietta azzurra ad Orleans per merito di Rossella Gregorio e Loreta Gulotta, si torna in gara per confermare l’alto livello raggiunto dall’intero gruppo azzurro guidato dal Commissario tecnico Giovanni Sirovich.
A volare in Belgio sono dodici sciabolatrici azzurre. Oltre a Rossella Gregorio e Loreta Gulotta, protagoniste sulle pedane francesi, ed ad Irene Vecchi e Martina Criscio che, come le prime due salteranno la fase a gironi e che con le prime due comporranno la squadra italiana nella gara per Nazionali in programma domenica, a rappresentare l’Italia ci saranno anche Arianna Errigo, Michela Battiston, Sofia Ciaraglia, Camilla Fondi, Rebecca Gargano, Lucia Lucarini, Chiara Mormile e Caterina Navarria.
La gara inizierà questo venerdi con la fase a gironi, a cui faranno seguito gli assalti del tabellone di qualificazione. Al termine della prima giornata, sarà definito il quadro delle 64 atlete che daranno vita alla seconda giornata della prova individuale, che scatterà sabato mattina alle ore 10.00.
Domenica, infine, la prova a squadre che rappresenterà anche l’ultima gara per Nazionali del 2017.
A seguire le azzurre in terra belga vi è il Commissario tecnico, Giovanni Sirovich ed i maestri Lucio Landi, Andrea Aquili e Benedetto Buenza, oltre al fisioterapista Lorenzo Palmieri.

COPPA DEL MONDO – SCIABOLA FEMMINILE – Sint Niklaas, 17-19 novembre 2017
Atlete
Michela Battiston, Sofia Ciaraglia, Martina Criscio, Arianna Errigo, Camilla Fondi, Rebecca Gargano, Rossella Gregorio, Loreta Gulotta, Lucia Lucarini, Chiara Mormile, Caterina Navarria, Irene Vecchi

Commissario tecnico: Giovanni Sirovich
Maestri: Lucio Landi, Andrea Aquili, Benedetto Buenza
Fisioterapista: Lorenzo Palmieri

PROGRAMMA GARE
Venerdi 17 novembre
Fase a gironi | Tabellone preliminare – ore 13.30

Sabato 18 novembre
Tabellone principale | t.64 – ore 10.00
Fase finale – ore 15.00

Domenica 19 novembre
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Fase finale – ore 15.30

Napoli, sopralluogo della commissione Scuola alla Musto-Fedro

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Napoli, sopralluogo della commissione Scuola alla Musto-Fedro

Sopralluogo per la commissione guidata da Luigi Felaco che con i consiglieri Coppeto e Menna ha verificato lo stato dei luoghi al plesso scolastico di Cappella Cangiani. Dopo i lavori di costruzione e la lunga controversia con la proprietà, si attende ora il completamento e la restituzione alla sua destinazione originaria. Sono intervenuti i rappresentanti della ditta esecutrice dei lavori, il dirigente del Servizio Pianificazione, Realizzazione e Manutenzione edifici scolastici Alfonso Ghezzi, i tecnici della Quinta Municipalià e il presidente della commissione municipale Scuola Walter Savarese

Vanno messi in atto tutti gli sforzi possibili per completare i lavori nei due edifici del plesso scolastico di Cappella Cangiani, iniziati nel 2005 e poi bloccati quasi al termine per la rivendicazione della proprietà del suolo da parte della Compagnia di Gesù – Provincia di Napoli. Dopo la soluzione della vicenda, segnata dalla delibera del 2014 che ha visto l’Amministrazione liquidare la somma di 650 mila euro alla congregazione religiosa, può ora iniziare la fase finale del completamento dei lavori e della consegna alla città di un plesso scolastico posto in una situazione strategica al confine tra la Quinta e l’Ottava Municipalità.
Si attende ora la consegna dei luoghi da parte della ditta esecutrice dei lavori, la Lamberti Costruzioni, per poi procedere, ha spiegato il dirigente Ghezzi, alla redazione del progetto di completamento e adeguamento del plesso alla normativa vigente, tenendo conto, comunque, che si tratta di una scuola in buone condizioni strutturali. Vanno quindi rivisti gli impianti, eliminando le attrezzature obsolete, e procedendo agli interventi di impermeabilizzazione della struttura, anche verificando la possibilità di utilizzare i finanziamenti previsti nell’ambito del Patto per Napoli. Auspicio condiviso anche dal presidente Felaco, soddisfatto per l’esito positivo della lunga e complessa vicenda che consentirà finalmente al territorio di avere a disposizione una scuola pubblica nuova. La destinazione, ha assicurato il presidente, sarà comunque decisa dopo l’ascolto dei bisogni e della domanda del territorio, in accordo con la Municipalità. Che, come ha chiarito il presidente della commissione Scuola municipale, auspica un’apertura per il prossimo anno scolastico, con la possibilità di ospitarvi la scuola dell’infanzia Verne, attualmente in fitto passivo in un immobile di via Jannelli, magari insieme ad un asilo nido, che potrebbe essere il primo pubblico della zona

L’Aversa Normanna fa il punto sui difficili rapporti con l’amministrazione riguardanti la “questione Stadio”

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L’Aversa Normanna fa il punto sui difficili rapporti con l’amministrazione riguardanti la “questione Stadio”

Venerdì 17 Novembre alle 19:00 presso il Bar Battista in viale Europa 22 (nei pressi del mercato ortofrutticolo) la società incontrerà i tifosi e la stampa per fare chiarezza sulla questione “Stadio” a fronte del provvedimento di 400€ ricevuto dopo l’ultima gara casalinga contro il Pomigliano. Unitamente alla questione stadio verrà fatta chiarezza sul problema relativo allo sbarramento di via Caruso, che non pochi problemi crea di volta in volta alla società per il corretto svolgimento delle gare.
I tifosi e la stampa sono invitati a partecipare.

Juve Stabia-Catania: dopo 6 mesi ancora contro al Menti. Tutti i precedenti

Il Catania non vince al Menti dall’aprile del 2000

Stabia e Catania, si sono affrontate in gare di campionato quattro volte al “vecchio campo San Marco” di Castellammare di Stabia, con una vittoria dei gialloblù e tre pari. Questi i dettagli:

– 1931 / 1932 – Campionato Nazionale di Prima Divisione girone ‘ F ‘

13 marzo 1932 – 6° giornata di ritorno: STABIA – CATANIA 0 – 0.

– 1937 / 1938 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ E ‘

23 gennaio 1938 – 15° giornata d’andata: STABIA – CATANIA 1 – 1 etnei in vantaggio a metà primo tempo grazie all’autorete del calciatore stabiese Carmine MILITE, il pari delle vespe arrivò a meno di dieci minuti dal termine con il centrocampista Guido MAZZETTI.

– 1948 / 1949 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ D ‘

15 maggio 1949 – 14° giornata di ritorno: STABIA – CATANIA 1 – 0 il gol vittoria delle vespe fu realizzato dal centrocampista Andrea NESPOLO a cinque dalla fine.

– 1951 / 1952 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ D ‘

Davide DI NICOLA

6 gennaio 1952 – 16° giornata d’andata: STABIA – CATANIA 1 – 1 (arbitro Tommaso Corallo di Lecce) gialloblù in vantaggio dopo cinque minuti con il bomber Gaspare PARVIS, a poco più di dieci dal termine gli etnei pervennero al pari con Klein.

Juve Stabia e Catania, si sono affrontate al “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia tre volte in campionato ed una volta in gara play off promozione, l’unico pari s’è verificato solo in quest’ultimo frangente, poi una vittoria dei rossoazzurri e due per i gialloblù. Questi i dettagli:

– 1999 / 2000 – Campionato Nazionale di Serie C1 girone ‘ B ‘

2 aprile 2000 – 11° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CATANIA 1 – 2 (arbitro Antonio Dattilo di Locri) al vantaggio delle vespe del bomber Davide DI NICOLA (foto), risposero i rossoazzurri che ad inizio ripresa in cinque minuti ribaltarono il risultato con Battaglia e Marzio.

– 2015 / 2016 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

1° novembre 2015 – 11° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CATANIA 2 – 1 (arbitro Armando Ranaldi di Tivoli) intorno alla mezz’ora della prima frazione di gioco ci fu il vantaggio delle vespe con Sergio CONTESSA ed il pari etneo di Calil. Il gol vittoria dei gialloblù fu realizzato alla fine dei cinque minuti di recupero da Francesco BOMBAGI.Francesco Ripa

– 2016 / 2017 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

22 dicembre 2016 – 1° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CATANIA 4 – 0 (arbitro Matteo Proietti di Terni) il poker stabiese fu “calato” dalla doppietta di Nicolas IZZILLO e Francesco RIPA (foto) su calcio di rigore nel primo tempo e da Francesco LISI nei primi minuti della ripresa.

– 2016 / 2017 – Campionato Nazionale di Lega Pro  – Play off

14 maggio 2017 – Prima fase play off: JUVE STABIA – CATANIA 0 – 0 (arbitro Fabio Piscopo di Imperia).

Giovanni Matrone

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Napoli, Giornata mondiale della Prematurità: l’Ospedale Evangelico apre la Terapia intensiva neonatale ai familiari

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L’Ospedale Evangelico di Napoli apre la Terapia intensiva neonatale ai familiari

In occasione della Giornata mondiale della Prematurità, l’Unità di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale Evangelico di Napoli promuove il Family Day e ha realizzato una campagna per informare e sensibilizzare sulla nascita pretermine

Nei mesi scorsi nell’Ospedale Evangelico Betania è nato un bambino di appena 470 grammi per un gravissimo ritardo di crescita intrauterino a solo 27 settimane di gestazione che grazie alle cure ricevute in Terapia Intensiva Neonatale (TIN) oggi sta per lasciare il reparto con una ottima prognosi futura. Ma il “piccolo pulcino”, come piace chiamare i prematuri al team dell’ospedale, è solo uno degli oltre 500 casi trattati ogni anno dall’Unità Operativa Complessa di Neonatologia, TIN e Patologia neonatale. Per sensibilizzare i genitori “in attesa” e le coppie che già vivono questo distacco precoce, anche quest’anno, l’Ospedale di Ponticelli in occasione della Giornata mondiale della prematurità, promuove il Family Day, l’iniziativa che apre per un giorno le porte della TIN anche agli altri familiari. E così il 17 novembre i piccoli pulcini della Terapia Intensiva Neonatale potranno conoscere i loro fratellini e sorelline, i nonni e gli zii. Come nel caso del piccolo Gerardo che conoscerà meglio il fratellino ed i nonni che in questi 4 mesi hanno fatto il tifo per lui.
Sarà concesso un tempo di trenta minuti a nucleo familiare. Nonne, zii e fratelli e sorelle saranno aiutati a prendere confidenza con i loro piccoli da medici e infermieri della Unità Operativa Complessa di Neonatologia e TIN dell’Ospedale.

Per celebrare la Giornata mondiale della prematurità e sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema l’UOC di Neonatologia e TIN dell’Ospedale in collaborazione con l’Associazione “Pulcini combattenti” ha realizzato un video in cui sono protagonisti alcuni dei piccoli pazienti della TIN, medici e infermieri.

“Come in molte TIN del mondo, anche noi all’Ospedale Evangelico Betania festeggeremo la Giornata della prematurità per essere più vicini anche solo con il pensiero ai nostri supereroi ed alle loro famiglie” – afferma il Direttore della UOC di Neonatologia e TIN Marcello Napolitano – “ma anche per divulgare la conoscenza di una realtà assistenziale che purtroppo viene scoperta dai più solo in occasione di un parto pretermine”.
Nel 2016 nell’Ospedale Evangelico Betania sono venuti al mondo 2280 bambini, di questi 620 sono stati ricoverati, in Patologia neonatale (475) e in Terapia Intensiva Neonatale (145). A loro vanno aggiunti 277 ricoveri in Day Hospital, che significa 831 trattamenti (erano stati 745 nel 2015), con una degenza media di 6.4 giorni per le patologie neonatali e di 27 per quelli in TIN. Tra le principali cause di ricovero vanno annoverati i neonati affetti da grave immaturità e/o con distress respiratorio, prematuri con e senza affezioni maggiori, neonati a termine con affezioni maggiori.

“La cura della famiglia del neonato ricoverato è uno dei campi che ci vede maggiormente impegnati negli ultimi anni, anche perché i nati pretermine sono in aumento” – continua Napolitano – “Purtroppo i genitori, spesso giovani, ma anche le loro famiglie vedono dolorosamente mutare il concetto di nascita da “lieto evento” ad evento drammatico”.

All’Ospedale Betania sono diverse le iniziative messe in campo sia nella fase del ricovero che nel momento in cui i piccoli pazienti rientrano a casa. C’è un momento di accoglienza iniziale nel quale viene spiegato ai genitori, in termini comprensibili, ciò che e accaduto al loro bambino sia per ciò che concerne l’assistenza medica sia per i tempi previsti di degenza. Esistono poi tante iniziative di umanizzazione della nascita prematura che vengono quotidianamente proposte in reparto: dalla “Kangaroo care” o tocco pelle a pelle “tra il bambino e la sua mamma” al “Tocco dolce” che vede coinvolti entrambi i genitori nel massaggio in incubatrice al loro piccolo, fino all’ingresso in reparto dei nonni e dei fratellini dei neonati prematuri lungodegenti, cioè quelli che devono restare in TIN più tempo.

“La loro presenza e la relazione con il neonato è fondamentale” – conclude Napolitano – “perché una volta a casa possono aiutare le mamme a vivere più serenamente questa difficile esperienza. Sicuramente, però, un aspetto che ci rende particolarmente orgogliosi è il poter seguire questi bambini anche oltre il periodo di ricovero”.

Per la prima volta nell’area vesuviana: il corso alimentare per celiaci. Ecco dove e quando

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Per la prima volta nell’area vesuviana: il corso alimentare per celiaci. Ecco dove e quando

Si svolgerà per la prima volta nell’area vesuviana, grazie alla fattiva collaborazione dell’Associazione AreV-Od – Rete Vesuviana di ospitalità diffusa, il corso di “Alimentazione fuori casa”, organizzato dall’Associazione Italiana Celiachia. L’evento formativo è indirizzato ai titolari e/o ai gestori di strutture extra-alberghiere della zona, vale a dire B&B, affittacamere, case e appartamenti per vacanze, locazioni turistiche, guest-house.

L’obiettivo è quello di fornire informazioni adeguate sulla celiachia e sulla intolleranza al glutine, in modo da offrire un servizio di ristorazione idoneo alle esigenze alimentari dei celiaci. Al termine del corso le strutture partecipanti potranno richiedere di accreditarsi come “Gluten Free”, beneficiando dell’inserimento in tutte le guide e le pubblicazioni, sia cartacee che online, dell’Associazione Italiana Celiachia con le intuibili ricadute dal punto di vista commerciale.

I dettagli saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa in programma lunedì 20 novembre alle ore 11 presso il Ristorante “La Barchetta” (Via Guglielmo Marconi – Torre Annunziata). All’appuntamento con i giornalisti interverranno Teresa D’Amato, presidente regionale dell’Associazione Italiana Celiachia, Vincenzo Ascione, sindaco di Torre Annunziata, Antonella Giglio, presidente del Distretto turistico “Atargatis”, Aldo Avvisati, presidente AreV-Od.

/TorreSette.news

Torre Annunziata, sfregio a Giovanni Falcone: “Sbirri di m…” sul monumento

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Torre Annunziata, “sfregio” a Giovanni Falcone: “Sbirri di m…”sul monumento

Un altro ‘sfregio’ alla memoria del giudice Giovanni Falcone dopo la distruzione del busto avvenuto nel luglio scorso a Palermo.
Questa volta teatro dell’atto vandalico è stato il Rione ”Penniniello” di Torre Annunziata (Napoli), storica roccaforte del clan camorristico Gallo-Cavalieri, dove sconosciuti hanno vandalizzato con la vernice spray una stele dedicata al giudice antimafia con una eloquente scritta contro la polizia (‘poliziotti di merda’).
L’atto vandalico, del quale da’ conto il quotidiano Metropolis, è stato condannato dal sindaco Vincenzo Ascione: ”Il quartiere, va detto, non è più quello degli anni bui ma il nostro lavoro non si deve fermare. Anzi, va rafforzato. Abbiamo ristrutturato una palestra in passato oggetto di altri atti delinquenziali, destinata a diventare un centro socio-culturale”.
La stele fu inaugurata nel 2009 alla presenza di Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso a Capaci (Palermo); in passato è stata oggetto di atti vandalici.

/Ansa

Totò Riina in fin di vita: concesso il permesso ai figli di stare vicino al padre

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Il boss di Cosa Nostra, Totò Riìna, è in fin di vita. Ridotto in coma dopo due interventi delicati, la malattia sta avendo decisamente la meglio. I medici confermano le condizioni critiche del capomafia, che oggi compie 87 anni.

Con il parere positivo della Procura nazionale antimafia e dell’Amministrazione penitenziaria, il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha firmato il permesso per i figli che potranno stargli vicino, nella struttura sanitaria di Parma.

Totò Riina, l’uomo degli omicidi, delle stragi, della paura, della lotta armata contro lo Stato sta concludendo la sua vita nel reparto detenuti dell’ospedale di Parma. Mai un segno di pentimento durante la sua detenzione iniziata il 15 Gennaio 1993.