(Adnkronos) – Poco dopo la rinuncia di Herbert Kickl all'incarico di dar vita a un governo, il Partito popolare ha rinfacciato al partito di estrema destra Fpoe di essere responsabile dell'andamento delle trattative, affermando di aver lavorato intensamente nelle ultime settimane per formare un governo di centrodestra per l'Austria, "con l'obiettivo di aumentare il benessere dei cittadini e di consentire una ripresa economica, di garantire la sicurezza e di contrastare l'immigrazione clandestina", ha affermato il segretario generale Alexander Proell. "La nascita del governo è fallita a causa della corsa al potere e della mancanza di compromessi di Herbert Kickl.Kickl è rimasto bloccato nel ruolo di politico di opposizione e non è mai entrato in quello di capo del governo", ha aggiunto. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Bolzano, 15enne arrestato per terrorismo: “Era pronto a colpire con gruppo satanista e suprematista”
(Adnkronos) –
Un ragazzo di 15 anni è stato arrestato oggi, 12 febbraio, per terrorismo a Bolzano.Secondo le indagini della Digos l'adolescente altoatesino militava in un gruppo satanista e neonazista suprematista ed era pronto a compiere un attacco. Il minorenne, scortato presso l’Istituto di custodia minorile di Treviso a disposizione della procura per i minorenni di Bolzano, è accusato di partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo, fabbricazione e utilizzo di ordigni esplosivi, porto abusivo di armi, danneggiamento aggravato, detenzione e diffusione di materiale pedopornografico. L’indagine ha avuto inizio a seguito di una attività informativa della Digos che ha portato a una perquisizione nell’abitazione dove il giovane arrestato vive con la famiglia.
Nel corso della perquisizione sono stati sequestrati due computer e un smartphone e un’ascia, oltre a materiale che testimonia in modo inequivoco la sua militanza in un gruppo satanista e neonazista suprematista.Il minore si era unito a un gruppo di estrema destra ed era molto attivo su vari canali Telegram. In particolare, i membri del gruppo stavano pianificando un’azione terroristica nel corso della cosiddetta Settimana del Terrore.
In termini concreti, i membri avevano il compito di selezionare una vittima tra persone vulnerabili, videoregistrare l’omicidio e pubblicare successivamente il video su un sito russo del dark web. Dall’esito delle indagini il minorenne altoatesino avrebbe contribuito attivamente alla realizzazione del piano, dimostrando la propria lealtà al gruppo mediante la riproduzione dei simboli della setta su muri e veicoli nei pressi di un impianto sportivo della provincia, luogo scelto per compiere l’omicidio.Dopo aver sperimentato almeno un ordigno esplosivo rudimentale mentre si stava video-riprendendo con il cellulare e aver acquisito conoscenze specifiche sugli esplosivi attraverso ricerche online e acquisti su Internet, si era dichiarato pronto a portare a termine l’attacco terroristico. Solo l’intervento della Digos e la conseguente perquisizione hanno impedito al minore di eseguire il suo piano.
Poco prima dell'irruzione degli agenti antiterrorismo della Digos è riuscito a inviare un ultimo messaggio nella chat di gruppo, scrivendo: 'I have the fed on the door' ('Ho la Polizia alla porta'). Nei giorni scorsi le attività di questo gruppo eversivo e terroristico hanno subito un rallentamento perché in Inghilterra è stato arrestato uno dei principali membri dell’organizzazione mentre tentava di avvicinarsi a un accampamento di senzatetto con l’intento di annientarlo. Da una prima analisi dei dati salvati sullo smartphone del minorenne arrestato oggi sono emerse immagini e video di aggressioni, omicidi e sparatorie scolastiche, inclusi contenuti pedopornografici, oltre che filmati delle frange più radicali dell’Islam, quali video sullo Stato Islamico, attentati, decapitazioni, sparatorie nelle scuole e sostanze esplosive auto-prodotte. Le sue continue ricerche sul web sono state effettuate anche tramite motori di ricerca con intelligenza artificiale, in cui si indagava sullo stato emotivo e sulle sensazioni dei terroristi durante l'esecuzione di atti cruenti, nonché sulla possibile percezione del dolore da parte degli attentatori suicidi durante il martirio attraverso esplosivi. Sempre sul web ha dimostrato di possedere esperienza comprovata nel campo delle criptovalute ed era utente e possessore di un portafoglio di Bitcoin.Sono tuttora in corso indagini da parte della autorità giudiziaria e della Digos finalizzate a ricostruire la rete di contatti del giovane arrestato. “Si tratta di una situazione assai delicata e complessa, inquietante da qualunque punto di vista la si voglia analizzare – ha evidenziato il Questore della Provincia Autonoma di Bolzano Paolo Sartori – sia per la giovanissima età dell’arrestato, sia per i contesti eversivi e terroristici internazionali nei quali si è fatto coinvolgere, sia, soprattutto, per i concreti progetti di attentati terroristici e atti omicidiari che costui e i suoi accoliti si erano proposti concretamente di attuare. "Rimangono ora da chiarire aspetti altrettanto importanti, quali l’estensione effettiva della rete di contatti e di complici del giovane.
Ed è su questi aspetti che si concentrano ora le indagini della Digos e dell’autorità giudiziaria". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Ciriani: “Governo adirà vie legali contro chi lo ha accusato di spiare cronisti”
(Adnkronos) – "Il governo intende adire le vie legali nei confronti di chiunque, in questi giorni, lo ha direttamente accusato di aver spiato i giornalisti.Come tutti hanno potuto constatare, finora il governo non ha spiato giornalisti, ma se mai li ha portati in salvo".
Lo ha detto in Aula alla Camera il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, rispondendo alle interrogazioni (presentate dal Pd e dal Movimento 5 Stelle) sulle iniziative del governo, anche in sede europea ed internazionale, "a tutela della libertà di comunicazione e informazione, in relazione alla recente vicenda dell'utilizzo di programmi informatici 'spia' a danno di giornalisti e attivisti della società civile". "Come tutte le intelligence del mondo, anche i Servizi italiani, al fine di contrastare le organizzazioni terroristiche o criminali – ha sottolineato Ciriani rispondendo alle interrogazioni – in nome della sicurezza nazionale da molti anni fanno ricorso a strumenti come quelli prodotti e forniti dall'azienda Paragon Solutions.Il governo ribadisce quanto già affermato con una propria nota nell'immediatezza della diffusione della notizia, e cioè che le agenzie di intelligence rispettano nel modo più rigoroso la Costituzione e le leggi e, in particolare, la legge 3 agosto 2007, n. 124". "Questo rigoroso rispetto vale anzitutto verso i soggetti specificamente tutelati da tale legge, in primis i giornalisti.
Tutto ciò avviene sotto il controllo, ciascuno per la sua parte, dell'Autorità delegata, del Copasir e della magistratura", ha aggiunto il ministro per i Rapporti con il Parlamento. "Va dato atto che la società Paragon Solutions ha garantito la fornitura del servizio, in ottemperanza alle clausole contrattuali, con massima professionalità e serietà – ha affermato – Nessuno ha rescisso in questi giorni alcun contratto nei confronti dell'intelligence.Tutti i sistemi sono stati e sono pienamente operativi contro chi attenta agli interessi e alla sicurezza della Nazione". "La puntuale e costante applicazione della legge 124/2007 – ha inoltre sottolineato Ciriani – non esclude la disponibilità ad aggiornare la legislazione medesima, se necessario.
Compete in ogni caso all'autorità giudiziaria accertare l'origine delle vulnerabilità denunciate". I Servizi italiani, ha rimarcato l'esponente di Fdi, "sono pronti a dare tutto il loro supporto.Puntuale risposta agli interrogativi sollevati da questa vicenda è stata fornita al Copasir nella giornata di ieri, 11 febbraio, dal direttore di Aise, audito dal Comitato, e altre ne verranno nelle prossime settimane, qualora sia richiesta l'audizione di altri appartenenti all'intelligence". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Torna ‘Myplant & Garden’, 55 mila mq dedicati al florovivaismo
(Adnkronos) – “Sarà un Big Green Bang: una esplosione di natura, vitalità, proposte, colori e innovazione”: presentata la IX ed.di Myplant & Garden, il Salone internazionale del Verde (Fiera Milano Rho, 19-21 febbraio 2025), appuntamento professionale tra i più importanti al mondo per le filiere del florovivaismo. (Foto)
Un’edizione ancor più grande, coi suoi 55.000mq (+5.000mq) sviluppati su 4 padiglioni: una superficie impressionante, 5,5 ettari di esposizione pari a 8 campi da calcio o a 211 campi da tennis.
Oltre 800 marchi in esposizione (22% dall’estero, soprattutto da Paesi Bassi, Germania, Danimarca, Francia, Spagna, e per la prima volta saranno in fiera aziende floricole da Ecuador e Kenya), decine di associazioni partner, 200 delegazioni di buyer e oltre 125 aziende estere accreditate in visita da 45 Paesi strategici e 5 continenti,70 tra convegni e iniziative speciali, 150 giornalisti già accreditati: questi i primi numeri dell’evento a pochi giorni dal via. Un gigantesco e sontuoso super-giardino ricco di novità, prodotti e soluzioni per i 9 macrosettori merceologici di riferimento: vivai, fiori, decorazione, macchinari, tecnica, vasi, servizi, architettura ed edilizia, arredo outdoor.
In più, aree esterne per barbecue e boscaioli.
Attesi in fiera oltre 20.000 operatori e centinaia di buyer e delegazioni internazionali da Medio Oriente (in continuo aumento), Europa (Germania, Spagna, Bulgaria, Romania e Francia in primis), Nord America e Cina, a testimonianza della centralità di Myplant nei mercati globali e dell’eccellenza del prodotto ‘Made in Italy’ nel mondo: si tratta di operatori e aziende del verde, paesaggisti, sviluppatori immobiliari, insegne distributive, centrali d’acquisto, manager dello sport, strutture hospitality a 360°, tecnici e municipalità, organizzatori di grandi eventi, società import/export. Un mondo che apprezza il prodotto mediterraneo e ‘made in Italy’, così come lo ‘stile’ italiano.Ne è testimonianza la nascita di Myplant Middle East, che si terrà a Dubai dal 15 al 17 novembre 2025: per la prima volta, una fiera italiana organizza la prima e unica manifestazione del comparto nel ricco e interessante mercato mediorientale.
Una dimostrazione chiara e potente dell’autorevolezza raggiunta a livello internazionale da Myplant.
Confermato il record del valore della produzione nel 2023 (3,1 miliardi di euro), il florovivaismo ‘Made in Italy’ dovrebbe sfondare quota 3,2 miliardi nel 2024.Il dato più alto di sempre, in base alle proiezioni basate sui rilevamenti del 2024, pari a un aumento del 3,5% rispetto all’anno precedente e del 30,8% in 10 anni. Anche i dati sulle esportazioni italiane risultano incoraggianti, superando il miliardo nei primi 9 mesi del 2024 (+5,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).
Tuttavia, se la bilancia commerciale ha registrato un avanzo superiore ai 390 milioni di euro, è stato registrato un evidente aumento delle importazioni: 618 milioni di euro, erano 471 e 459 nello stesso periodo rispettivamente del 2023 e del 2022.
I principali acquirenti dei prodotti florovivaistici di origine italiana nel mondo sono in ordine: Francia (19,7% del valore dell’export italiano registrato dei primi 9 mesi del 2024); Paesi Bassi (17,0%); Germania (16,4); Svizzera (5,0%) e Regno Unito (3,7%).Dall’altra parte i principali fornitori risultano essere: Paesi Bassi (72,0% del valore dell’import italiano registrato dei primi 9 mesi del 2024); Francia (7,2%); Spagna (6,2%); Germania (3,5%) e Grecia (2,6%). Per andare oltre i numeri e offrire la fotografia più completa possibile del comparto analizzando i dati e anche il sentito delle aziende e dei consumatori, sarà presentato all’apertura della fiera il I Rapporto sul florovivaismo italiano.
Numeri e fatti del settore, promosso da Coldiretti, Assofloro e Myplant e realizzato in collaborazione con Centro Studi Divulga e Istituto Ixé.
Il florovivaismo italiano, con 17.000 aziende e oltre 45.000 gli ettari di terreno dedicato, è una industry risultato d’insieme di filiere importantissime per l’economia italiana, il benessere dei cittadini e l’equilibrio ecosistemico.
Il florovivaismo è un settore cruciale per l’economia, la salute e l’ambiente.Contribuisce a ridurre l'inquinamento atmosferico indoor e outdoor, mitigare le temperature soprattutto in ambito urbano – riducendo anche il tasso di mortalità legato all’innalzamento delle temperature -, migliorare la gestione delle acque piovane, consolidare i terreni, ridurre il rischio di alluvioni, salvaguardare ecosistemi, favorire la biodiversità.
L’Italia è un "hotspot climatico", ossia un territorio dove il progressivo innalzamento delle temperature corre a doppia velocità rispetto alla media, in cui l’aumento delle aree verdi nelle città è essenziale per affrontare ondate di calore, smog e fenomeni climatici importanti.
Le città italiane stanno affrontando estati sempre più lunghe e calde, con un incremento significativo delle "notti tropicali".Inoltre, i danni economici causati da intensi sbalzi climatici sono aumentati drasticamente, rendendo l’Italia il Paese europeo con le perdite e i costi più alti.
Effetti sociali, economici e produttivi che una puntuale e corretta gestione del territorio avrebbe potuto ridurre drasticamente: il florovivaismo può dare un contributo decisivo nella progettazione e realizzazione di strategie di adattamento e mitigazione climatica, anche attraverso le nuove tecnologie. In quest’ottica, le filiere del verde si stanno sempre più avvicinando all’innovazione sostenibile, alla digitalizzazione e all’efficientamento della raccolta e gestione dei dati.Uno spaccato di tutto ciò sarà ben rappresentato da MyplanTech, che metterà in evidenza le principali novità e innovazioni proposte dalle aziende.
Nel settore delle coltivazioni, l’agricoltura 4.0 fa progressi: secondo l’Osservatorio Smart Agrifood del Politecnico di Milano, nel 2023 le colture hi tech sul totale erano salite al 9%, per un giro di affari pari a 2,5 miliardi di euro (+19% rispetto al 2022). Acquaponica, circolarità, risparmio idrico ed energetico, robotica, fotovoltaico, sensoristica AI, substrati e concimi ecocompatibili, digitalizzazione, mappatura dei terreni, sistemi di monitoraggio e illuminazione, pavimentazioni, vertical farming sono alcune delle proposte presenti in fiera.
Oltre 60 gli incontri in calendario con le principali realtà associative, ordinistiche, organismi istituzionali, federazioni, amministrazioni pubbliche ed enti per confrontarsi sui dossier delle filiere del settore (vivaismo, floricoltura, paesaggio, giardinaggio, verde sportivo): mercati, sostenibilità, biodiversità, architettura, materiali innovativi, verde urbano, innovazione, cantieristica, regolamenti, progettazione, sport, verde terapeutico, illuminazione, substrati, professioni, sicurezza, florovivaismo e giovani generazioni i temi principali. Da Coldiretti ad ASSOFLORO, da AIAPP ad AIDI, ad ANVE, a Confartigianato, ad ASSOVERDE, ad ASSO.IMPRE.DI.A., Associazione Italiana Direttori e Tecnici Pubblici Giardini, Fondazione Minoprio, Green City Italia, AIPV, Cia-Confederazione Italiana Agricoltori, a Confagricoltura, a Federfiori, a Il Verde Editoriale, Laboratorio Verde, GreenPlanner, AIPSA, Wegreen-UGM e molti altri, con interventi di funzionari da Ministero del Lavoro, ANCI, Comuni, Regioni, centri di ricerca, università, esperti.
L’area speciale dedicata al Verde Sportivo coinvolgerà i vertici delle principali realtà del settore: FIGC, ISCS, Federcalcio Servizi, LND Impianti, FIDAL, FITP, FIR, FIG, AITG, Coni Lombardia, CSI in primis.
Venerdì 21, proclamazione del progetto vincitore della VI ed.del concorso creativo intitolato “Uno Spazio di Vita”: oggetto del contest, la riqualificazione di un’area verde presso l’Ospedale Niguarda di Milano, attigua all’Unità Spinale.
Grandioso e gigantesco trend book del mondo del verde, Myplant è fonte di ispirazione, tendenze, novità e visioni attraverso passerelle, shooting, scenografie e laboratori a cura di atelier, flower designer, creativi, stylist internazionali. Altissima l’attesa per le nuove tendenze decorative per ambienti e cerimonie, con grande risalto al Wedding, e per il Décor District – la più grande arena internazionale della composizione floreale, ricca di eventi, iniziative e ospiti internazionali
Molte le ambientazioni e le architetture botaniche d’autore e i workshop nel Pad. 8.
Altri spunti: l’evento-cult Garden Center New Trend, che esplorerà le ultime tendenze dei centri giardinaggio focalizzandosi su sostenibilità e benessere per individuare strategie che migliorino le performance di vendita dei negozi; le prove e dimostrazioni di tree climbing, arboricoltura, motorgarden e show cooking nelle aree esterne. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Hamas a Trump e Netanyahu: “No a minacce, Israele rispetti accordo”
(Adnkronos) – "La nostra posizione è chiara e non accetteremo il linguaggio delle minacce americane e israeliane.Israele deve impegnarsi ad attuare i termini dell'accordo di cessate il fuoco per ottenere il rilascio" degli ostaggi.
Così in una dichiarazione il portavoce di Hamas, Hazem Qassem. Ieri il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato che “se Hamas non restituirà i nostri ostaggi entro sabato a mezzogiorno, l'Idf riprenderà a combattere intensamente fino a quando Hamas non sarà definitivamente sconfitto”.In un video pubblicato su X, il premier ha aggiunto: “Ieri sera (lunedì nedr) ho ordinato all'Idf di radunare le forze all'interno e intorno alla Striscia di Gaza”.
Sullo stesso argomento qualche ora prima si era espresso anche Trump: "Scoppierà l'inferno", aveva detto di fronte all'annuncio di Hamas di uno slittamento "a data da definirsi" del rilascio degli ostaggi previsto per sabato prossimo in risposta a presunte violazioni dell'accordo per il cessate il fuoco da parte di Israele. Intanto una delegazione di Hamas, guidata dal suo capo negoziatore Khalil al-Hayya, è arrivata al Cairo per colloqui sulla tregua a Gaza.Lo ha confermato un esponente del gruppo, precisando all'Afp che l'obiettivo dei colloqui è mettere fine alla "crisi" in corso nell'attuazione del cessate il fuoco dopo l'ultimatum lanciato dal governo israeliano. "Una delegazione guidata da Khalil al-Hayya, capo del movimento Hamas nella Striscia di Gaza, è arrivata al Cairo e ha iniziato gli incontri con i funzionari egiziani", ha dichiarato la fazione palestinese in una nota.
Un funzionario ha specificato che la delegazione "discuterà i modi per mettere fine alla crisi attuale e garantire l'impegno dell'occupazione nell'attuazione dell'accordo". I mediatori del Qatar e dell'Egitto stanno "lavorando intensamente" per risolvere la crisi legata all'accordo sul cessate il fuoco nella striscia di Gaza e allo scambio tra ostaggi israeliani e detenuti palestinesi, ha dichiarato dal canto suo una fonte palestinese all'Afp. "I mediatori del Qatar e dell'Egitto sono in contatto con la parte americana.Stanno lavorando intensamente per risolvere la crisi e costringere Israele a rispettare il protocollo umanitario previsto dall'accordo di cessate il fuoco e ad avviare i negoziati per la seconda fase", ha affermato la fonte a condizione di mantenere l'anonimato. Intanto l'Egitto ha fatto sapere che presenterà un piano per ricostruire la Striscia di Gaza senza la necessità di trasferire i palestinesi che vi vivono.
Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri del Cairo in una nota spiegando che intende "presentare una visione completa per la ricostruzione" della Striscia di Gaza che garantisca che i palestinesi rimangano sulla loro terra.L'Egitto ''spera di cooperare'' con l’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump ''per raggiungere una pace globale e giusta nella regione'', prosegue la nota. Secondo le Nazioni Unite saranno necessari circa 51,2 miliardi di euro, circa 53 miliardi di dollari, per ricostruire la Striscia di Gaza e per affrontare la ''catastrofe umanitaria'' causata da 15 mesi di guerra tra Hamas e Israele.
L'Onu ha precisato che solo nei primi tre mesi del piano di ricostruzione saranno necessari 20,568 miliardi di dollari, 19,9 miliardi di euro.Il documento chiarisce che si tratta di cifre provvisorie poiché "nell'attuale contesto non è stato possibile valutare appieno tutte le necessità" nell'enclave palestinese. Il rapporto dell'Onu fornisce dati dettagliati sulle vaste necessità da soddisfare e pone l'accento sull'edilizia abitativa, un settore che avrà bisogno di circa 15,2 miliardi di dollari (14,7 miliardi di euro), tenendo conto che "oltre il 60 per cento delle case" sono state distrutte.
Infatti, alla fine del 2024 l'Onu ha stimato che circa il 69 per cento delle strutture totali nella Striscia fosse stato raso al suolo durante i 15 mesi di offensiva israeliana. Il settore sanitario e i settori del commercio e dell'industria avranno bisogno ciascuno di circa 6,9 miliardi di dollari (6,66 miliardi di euro).In particolare, per il rilancio dell'agricoltura saranno necessari circa 4,2 miliardi di dollari (4,054 miliardi di euro).
L'Onu stima inoltre che saranno necessari 2,9 miliardi di dollari (2,8 miliardi di euro) per ripristinare i servizi di trasporto, una cifra leggermente inferiore per acqua e servizi igienico-sanitari (2,7 miliardi di dollari (2,6 miliardi di euro), mentre il settore dell'istruzione avrà bisogno di 2,6 miliardi di dollari (poco più di 2,5 miliardi di euro). L'Onu teme anche per le "oltre 50 milioni di tonnellate di detriti, tra cui resti umani, ordigni inesplosi, amianto e altre sostanze pericolose" generate nella Striscia dall'8 ottobre 2023, comprese quelle "mescolate ad ordigni inesplosi", per le quali saranno necessari 1,9 miliardi di dollari (1,834 miliardi di euro). "La Palestina non è in vendita", ha ribadito dal canto suo il presidente dell'Autorità palestinese, Mahmoud Abbas.Come riporta l'agenzia Wafa, Abbas ha espresso apprezzamento per le "posizioni coraggiose" di re Abdullah II di Giordania, che ieri ha incontrato Donald Trump alla Casa Bianca, e anche di Egitto e Arabia Saudita e "di tutti i Paesi che respingono i progetti di sfollamento dei palestinesi e annessione delle loro terre". Ribadendo l'importanza di "coordinare gli sforzi e le posizioni" a livello regionale, Abbas ha ripetuto che "non c'è pace o stabilità senza lo stato palestinese" e ha chiesto "la cessazione completa del conflitto" e l'arrivo di più aiuti nella Striscia di Gaza, dove "lo Stato di Palestinese deve assumere le sue responsabilità e ricostruire ciò che l'occupazione ha distrutto". La Giordania non accetterà "soluzioni a sue spese" alla crisi nella Striscia di Gaza, ha dichiarato il primo ministro giordano, Jafar Hassan, ribadendo il suo rifiuto per qualsiasi spostamento forzato della popolazione palestinese, come proposto dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
Parlando in Parlamento, Hassan ha sottolineato che il re Abdullah II, di recente in visita ufficiale negli Stati Uniti dove ha incontrato Trump, ha "chiarito" che "gli interessi, la stabilità e la protezione della Giordania e dei giordani vengono prima di qualsiasi altra cosa". "La posizione della Giordania sullo spostamento (della popolazione palestinese, ndr) è chiara e ferma.Non ci saranno reinsediamenti, spostamenti o soluzioni a spese della Giordania", ha aggiunto il primo ministro, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Petra. "La soluzione al problema palestinese è in Palestina, che rimarrà la patria dei palestinesi nonostante l'occupazione e l'ingiustizia", ha proseguito, precisando che "la Giordania sta lavorando con l'Egitto e i fratelli arabi e palestinesi per formulare una posizione araba unitaria e chiara sulla ricostruzione di Gaza e non agirà unilateralmente su questioni riguardanti la Palestina e il futuro della regione". ''Per il mondo arabo è inaccettabile sfollare dalle loro terre i palestinesi'', in particolare quelli che vivono nella Striscia di Gaza, come ha ipotizzato il presidente americano Donald Trump per favorire la ricostruzione dell'enclave, ha dichiarato il segretario generale della Lega Araba Ahmed Aboul Gheit. "E' inaccettabile per il mondo arabo che ha combattuto questa idea per 100 anni", ha affermato Aboul Gheit commentando al World Governments Summit di Dubai il progetto di Trump. I media statali nordcoreani hanno definito ridicola la proposta del presidente statunitense Donald Trump di occupare Gaza e trasferire i palestinesi.
Le scarse speranze di sicurezza e pace dei palestinesi sono state annientate dalla proposta, ha affermato la Korean Central News Agency (Kcna), senza fare il nome di Trump. "Il mondo sta ribollendo come una pentola di porridge per la dichiarazione bomba degli Stati Uniti", ha aggiunto la Kcna.Durante il suo primo mandato, Trump ha tenuto vertici senza precedenti con il leader nordcoreano Kim Jong Un e ha dichiarato che intende ricontattare Kim. La Corea del Nord, che spesso si oppone alle opinioni occidentali sulle questioni internazionali, si è espressa apertamente sulla situazione a Gaza, incolpando Israele per lo spargimento di sangue e definendo gli Stati Uniti "complici". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
‘Esg nel trasporto pubblico locale’, seminario Asstra – Sasa a Bolzano il 18 e 19
(Adnkronos) – Il 18 e 19 febbraio 2025 si terrà a Bolzano, presso il Noi Techpark Alto Adige, il Seminario Asstra-Sasa dal titolo 'Esg nel trasporto pubblico locale: sfide e opportunità'.L’evento, patrocinato dalla Provincia Autonoma di Bolzano – Land Südtirol, rappresenterà un'importante occasione di confronto su standard, indicatori di performance e reporting, con la condivisione di esperienze e best practice aziendali.
Durante il seminario, Asstra presenterà le “Linee guida di rendicontazione Esg nelle aziende di Trasporto Pubblico Locale”, un documento elaborato dal gruppo di lavoro sulla rendicontazione di sostenibilità, attivo all’interno della commissione economica di Asstra.L'obiettivo dell’Associazione è supportare le aziende di trasporto pubblico che hanno già intrapreso il percorso di rendicontazione Esg e incentivare quelle che devono ancora avviarlo, evidenziando le sfide e le opportunità offerte da questa attività. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Wta 1000 Doha, Paolini ko agli ottavi con Ostapenko
(Adnkronos) – Doha amara per Jasmine Paolini.L'azzurra, numero 4 del mondo e quarta testa di serie del tabellone, è stata eliminata agli ottavi di finale del torneo Wta 1000 in Qatar, battuta dalla lettone Jelena Ostapenko.
La numero 37 del ranking si è imposta con il punteggio di 6-2 6-2, in poco più di un'ora di gioco. La vincitrice del Roland Garros 2017 ha mostrato fin dall'inizio una netta superiorità, non lasciando scampo a Jasmine soprattutto in termini di potenza dei colpi.Per l'azzurra, non basta la timida reazione in avvio di secondo set.
Avanza Ostapenko, che dopo le eliminazioni di Gauff e Sabalenka può sperare di arrivare fino in fondo sul cemento del Qatar. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sanremo 2025, Carlo Conti e il ‘meme’ su Damiano David: cosa è successo
(Adnkronos) – "Are you happy?", ha chiesto Carlo Conti a Damiano David durante la conferenza stampa della seconda serata del Festival di Sanremo, rivolgendosi al cantautore, appunto, in inglese.Il video, diventato virale sui social, ha suscitato l'ilarità degli utenti e il motivo è legato a un meme che riguarda proprio il frontman dei Maneskin. Secondo quanto osservano gli utenti sui social network, il cantante romano da tempo ormai si rivolgerebbe ai fan comunicando solo attraverso la lingua inglese. "Thank you Italy", ha scritto Damiano David sulle Instagram stories per ringraziare i fan italiani.
Una scelta che non è stata capita dagli utenti che criticano: "Perché finge di essere internazionale?Si è dimenticato di essere nato e cresciuto a Roma?". Quando Carlo Conti ha annunciano la partecipazione di Damiano David al Festival di Sanremo su X gli utenti si sono scatenati cavalcando il meme dell'inglese: "A Damiano servirà un'interprete per capire tutto quello che dirà Conti sul palco", hanno commentato, scherzando. E a quanto pare, il meme sarebbe arrivato pure a Carlo Conti che oggi, mercoledì 12 febbraio, in conferenza stampa ha deciso di rivolgersi al cantante in lingua inglese. "Sono usciti talmente tanti meme sulla questione Damiano-inglese che ormai viene perculato pure da Carlo Conti", hanno sottolineato gli utenti. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Usa, giornalista non usa il nome ‘Golfo d’America’: escluso dallo Studio Ovale
(Adnkronos) – La Casa Bianca ha negato l'accesso a un evento nell'Ufficio Ovale a un giornalista dell'Associated Press, in risposta al rifiuto dell’agenzia di stampa di modificare la storica dicitura geografica 'Golfo del Messico' in 'Golfo d'America' come ordinato dal presidente Donald Trump. L'AP ha formalmente dichiarato che la restrizione all'accesso costituisce una violazione del Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti. "È allarmante che l’amministrazione Trump voglia punire l’’Associated Press per il suo giornalismo indipendente.Limitare il nostro accesso allo Studio Ovale in base alla dichiarazione dell’’Associated Press non solo impedisce gravemente l’accesso del pubblico a notizie indipendenti ma viola chiaramente il Primo Emendamento", ha affermato Julie Pace, vicepresidente senior ed editore esecutivo dell’’Associated Press. A gennaio, Trump ha firmato un ordine esecutivo per la modifica onomastica del Golfo.
L'AP ha affermato che la denominazione "Golfo del Messico" è in uso da oltre 400 anni e che manterrà tale nomenclatura.
Anche Google e Apple Maps hanno proceduto all'adozione della denominazione 'Golfo d'America', almeno per gli utenti americani.In precedenza, Google aveva spiegato di avere "la prassi consolidata di applicare i cambiamenti di nome quando sono stati aggiornati in fonti governative ufficiali".
E quindi, si legge in una nota, "le persone che usano Google Maps negli Stati Uniti vedranno 'Golfo d'America', mentre le persone in Messico vedranno 'Golfo del Messico'.Tutti gli altri vedranno entrambi i nomi". Il mese scorso Google ha anche annunciato che avrebbe cambiato il nome della vetta più alta degli Stati Uniti da Denali a Monte McKinley, seguendo l'ordine esecutivo di Trump.
L'ex presidente Barack Obama aveva rinominato il monte dell'Alaska in Denali nel 2015, in riconoscimento della popolazione nativa della regione.Al momento però la modifica non è ancora stata attuata su Google Maps. "Nelle relazioni internazionali, opporsi all'egemonia e al bullismo è sempre stata una posizione costante" della Cina.
Ha risposto così, come riportano i media ufficiali del gigante asiatico, il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Guo Jiakun, a una domanda sulla decisione del presidente americano Donald Trump di cambiare il nome del Golfo del Messico in Golfo d'America, "un bellissimo nome, appropriato".Trump ha anche istituto il 'Gulf of America Day', proclamando il 9 febbraio 2024 come la prima 'Giornata del Golfo d'America'. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sinner e il caso doping, associazione di Djokovic: “È vittima di una battaglia politica”
(Adnkronos) – Manca sempre meno alla sentenza del Tas di Losanna, prevista per il 16-17 aprile, sul caso doping che ha riguardato Jannik Sinner.Oggi a prendere una decisa posizione è stata la Professional Tennis Players Association (PTPA), associazione fondata da Novak Djokovic: "Il sistema antidoping dovrebbe colpire i tennisti che si dopano.
I dopati sono quegli atleti che cercano di migliorare le proprie prestazioni tramite sostanze illegali", ha spiegato il direttore esecutivo Ahmad Nassar sui social, "le sostanze illegali, così come le soglie dei test antidoping che determinano la positività di un atleta, devono essere strutturate.Questo, però, non succede.
I casi di cui parliamo riguardano per lo più quantità irrisorie, che in realtà non migliorano le prestazioni.Questo è l’inizio dell’ingiustizia per tutti". "Penso che Sinner sia stato coinvolto in una disputa politica-legale tra le due agenzie", ha continuato Nassar riferendosi all'Itia e alla Wada, "e da quasi un anno attende ancora un giudizio definitivo.
La situazione in cui si trova è ingiusta.L’Itia dice di aver seguito tutto il suo processo e anche le regole.
La Wada invece non è d’accordo e sente la necessità di respingere l’Itia". "Sfortunatamente, questo non è stato un risultato che mi sorprende se si considerano altre situazioni.Ciò non significa che siamo d’accordo con l’appello della Wada o con la decisione originale dell’Itia", ha concluso Nassar, "nessuna delle due sta realmente contestando i fatti del caso di Jannik.
Ciò è importante, ma anche ingiusto.Questo sistema è terribile per gli atleti, sia come gruppo che come individui, i tifosi e lo sport in generale.
Penso che debba cambiare". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Welfare, Pagliaro (Inca Cgil): “80 anni traguardo importante, sguardo al futuro del patronato”
(Adnkronos) – “Ottant’anni sono un traguardo importante non solo nella vita delle persone, ma ancora di più per un’organizzazione come la nostra. È stata l’occasione per rivedere le nostre radici, analizzare il presente e ancora di più il futuro”.Lo ha detto Michele Pagliaro, presidente di Inca Cgil, intervistato da Adnkronos/Labitalia in occasione dell’ottantesimo anniversario del patronato. “Siamo passati da una consulenza semplice concentrata sulle pratiche previdenziali a una consulenza sempre più complessa e su misura", ha proseguito Pagliaro. "Nell’ultimo periodo -ha continuato- ci stiamo spostando verso il welfare e quindi con una presa in carico effettiva delle persone che si rivolgono al nostro Istituto con l'obiettivo di determinare una tutela capace di emancipare.
Una tutela individuale che poi ovviamente, si lega a quella collettiva svolta dalla Cgil e dalle sue categorie.Siamo passati a una rete che, oltre ad essere una rete fisica, è anche una rete digitale capace di interloquire con tutta la pubblica amministrazione”. Il presidente di Inca fornisce anche un quadro della situazione italiana per quanto riguarda la tutela delle persone. “In un Paese che ha tanto difficoltà, con poco lavoro e tante criticità per i cittadini, a partire dalla povertà, la tutela -ha detto Pagliaro- rimane per noi un punto centrale.
Non siamo soddisfatti delle misure introdotte dal governo, perché il perimetro della tutela si restringe giorno dopo giorno, sempre di più.Noi siamo in campo con i nostri valori e con il valore della prossimità". "Siamo in campo non solo con una rete digitale ma anche con le nostre operatrici, operatori, sindacalisti e sindacalisti alla tutela individuale che parlano direttamente con le persone.
Per noi esistono le persone con i loro problemi di cui ci facciamo carico per provare a innalzare non solo l'emancipazione individuale, ma anche per determinare una qualità della vita migliore", ha continuato. Infine, Pagliaro ha sottolineato i più recenti impegni e gli obiettivi per il futuro: “Nell’ultimo periodo ci siamo concentrati sulla domanda crescente di welfare locale.Questo ci ha portati a relazionarci con la Conferenza delle Regioni e con l'Anci.
Il nostro obiettivo è quello di mettere a disposizione questa straordinaria rete in un territorio che, soprattutto nell'ultimo periodo, ha delle difficoltà.Sono più di 4000 i comuni cosiddetti marginali che vivono sofferenze di marginalità.
Lì probabilmente non ci sono gli uffici postali, non c'è la sanità, non ci sono i servizi di cittadinanza.Però, magari, c'è una sede di patronato.
Un valore che noi vorremmo mettere a disposizione in una collaborazione e in un partenariato con Regione e Comune. È l'obiettivo che ci diamo anche per guardare con fiducia al futuro”, ha concluso. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Nisticò (Aifa): “Spingere su ricerca per cure innovative in malattie cervello”
(Adnkronos) – "Il cervello è un organo complesso, ne conosciamo una frazione: non conosciamo i meccanismi normali di apprendimento e memoria, immaginiamo se possiamo conoscere i meccanismi patologici.C'è tantissimo da fare".
Compito della politica "è spingere sulla ricerca: la ricerca diventa sempre centrale nell'innovazione" terapeutica "e nella comprensione delle patologie".Lo ha detto Robert Giovanni Nisticò, presidente Aifa (Agenzia italiana del farmaco), in un messaggio video diffuso questa mattina a Roma nel corso dell'evento di presentazione dell'Intergruppo parlamentare 'One Brain – per la tutela delle persone con disturbi mentali e neurologici', realizzato con il contributo non condizionante di Lundbeck Italia. "Noi oggi facciamo diagnosi di malattie psichiatriche attraverso il Dsm-5, un manuale diagnostico e statistico che permette di fare diagnosi attraverso dei criteri diagnostici che si basano sull'anamnesi.
Non esistono ancora biomarcatori validati – osserva Nisticò – Noi oggi, nel 2025, ancora non siamo in grado di avere dei biomarcatori validati in nessuna delle patologie psichiatriche.Si stanno studiando.
Il cervello è complesso, è anche un organo in continua evoluzione, in continuo rimodellamento: stili di vita impattano sul suo funzionamento", quindi va considerata anche "la sua complessità, individuale.Come possiamo curare queste patologie, se non conosciamo quali sono i meccanismi molecolari specifici dell'individuo?
L'approccio deve essere quello della medicina di precisione, che si basa" sul riconoscimento "di biomarcatori che oggi sono in fase di studio: sono più o meno validati, ma non sono ancora utilizzati dagli enti regolatori per le terapie, ma quella è la strada". Il presidente Aifa ricorda che "l'anno scorso l'Ema, Agenzia europea per i medicinali", ha trovato "2 farmaci innovativi, in 2 patologie che non hanno mai avuto una terapia in grado di impattare sul decorso della malattia.Il primo è lecanemab, un anticorpo monoclonale che si usa nella malattia di Alzheimer.
In alcuni pazienti funziona, toglie la beta-amiloide, ripulisce il cervello della proteina che si pensa essere alla base della patologia di questi disturbi della memoria.Ma la verità è che non impatta molto sulla cognitività, sulla qualità di vita e quindi c'è molta incertezza.
Il tema sarà anche la sostenibilità, quindi se non capiamo a quali pazienti dare questo farmaco non possiamo pretendere che il Sistema sanitario nazionale possa pagare per tutti i pazienti di Alzheimer una terapia incerta.Pertanto – precisa Nisticò – è necessario capire quali pazienti possono convertire da un Alzheimer lieve ad un Alzheimer più grave, più severo.
In tal senso diventa importante la ricerca di biomarcatori diagnostici, prognostici, di tipo terapeutico, di risultato, farmacodinamici.Il tema centrale della politica, pertanto, è da un lato la ricerca e dall'altro dare spazio, ascolto e attenzione con dei percorsi territoriali organizzati ai pazienti, ma anche alle loro famiglie". A tale proposito, "come Aifa – evidenzia Nisticò – siamo sempre disponibili e pronti.
Stiamo lavorando sull'accesso ai farmaci.Il nostro Sistema sanitario nazionale è invidiato in tutto il mondo.
Garantiamo farmaci costosi a tante persone e anche nelle malattie neurologiche e psichiatriche.L'anno scorso è emersa una nuova terapia genica della Sla, la sclerosi laterale amiotrofica, ma per una determinata sottopopolazione di pazienti che hanno una mutazione genetica, quindi sono molto pochi – chiarisce – Dobbiamo essere pronti, come Aifa e ci impegniamo affinché l'accesso a questa terapia sia equo anche a livello territoriale e regionale ed è necessario garantire un accesso rapido, soprattutto in patologie che sono progressive, come le neurodegenerative.
Non ha senso aspettare i percorsi burocratici di 14 mesi per far sì che questi farmaci arrivino ai pazienti.Se si tratta di malattie non differibili dobbiamo dare i farmaci subito, poi ci mettiamo d'accordo sul prezzo, ma non possiamo spingere troppo in avanti l'immissione in commercio di questi farmaci.
I pazienti vanno trattati subito in certi casi e chiaramente tutto questo in un'ottica di sostenibilità".Anche perché le malattie del cervello "sono destinate a crescere ed esploderanno se non poniamo un'attenzione a delle politiche che possono proteggere i soggetti più vulnerabili". Oggi "è importante – sostiene il presidente dell'Aifa – porre tanta attenzione a questi disturbi con High Unmet Medical Need, ovvero" per i quali "vi è un bisogno terapeutico insoddisfatto che ricade non solo sui pazienti, ma anche sulle loro famiglie.
Spesso le famiglie si sentono abbandonate e disorientate, non sanno che percorsi iniziare" specie "per i ragazzi, perché spesso queste patologie insorgono anche in età molto precoce.Oggi i nostri ragazzi usano tablet e smartphone, quindi effettivamente c'è già una dipendenza, ci sono già dei circuiti cerebrali che in fasi critiche di sviluppo sono continuamente stimolate e non sappiamo quali saranno gli effetti a lungo termine sullo sviluppo del cervello".
Ci sono poi "le patologie neurodegenerative legate all'età, all'invecchiamento, come l’Alzheimer". Le sfide "sono complesse – conclude Nisticò – noi siamo impegnati nel garantire quanto più possibile queste cure innovative nella cura delle malattie neurologiche e psichiatriche.Siamo ancora lontani: trattiamo l'ansia con le benzodiazepine, che sono farmaci sintetizzati negli anni '60, ma siamo nel 2025.
C'è bisogno di innovazione e di tanta ricerca". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Psichiatra Siracusano: “Promuovere nuova cultura della salute mentale”
(Adnkronos) – "L'importanza del ruolo dei determinanti psico-sociali nell'influenzare la nostra salute mentale e il nostro benessere psicologico rende necessario promuovere una nuova cultura della salute mentale che deve essere promossa a partire dalla scuola primaria con progetti che coinvolgano tutti i soggetti interessati.La salute mentale vive un periodo di grande criticità sottolineata da tutti i dati della ricerca scientifica ed epidemiologica.
La diffusione di disturbi come ansia e depressione in tutte le fasi del ciclo della vita indica la necessità di mettere in atto strategie di intervento preventive e assistenziali per far fronte a questa epidemia silenziosa".Così Alberto Siracusano, coordinatore del Tavolo tecnico per la salute mentale del ministero della Salute e professore emerito di Psichiatria dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, intervenendo oggi a Roma all'evento di presentazione dell'Intergruppo parlamentare One Brain, realizzato con il contributo non condizionante di Lundbeck Italia. "E' noto – ricorda – che i disturbi della salute mentale inizino già durante il periodo del concepimento e perinatale.
Particolare rilevanza" quindi "deve essere data ai disturbi del neurosviluppo che richiedono interventi multidisciplinari per la loro complessa natura". E' di "particolare significato che siano stati creati 2 intergruppi: One Brain e One Mental Health – osserva Siracusano – che confermano la necessità, oggi, di perseguire la promozione della salute mentale sia per lo stato del cervello che della mente.Se è indispensabile un dialogo tra i diversi specialisti, ancora di più lo è il coinvolgimento di tutte le istituzioni per promuovere una nuova cultura sulla salute mentale". Aggiunge Annalisa Scopinaro, presidente Uniamo, Federazione italiana malattie rare: "L'anno scorso la nostra federazione europea ha lanciato un progetto specifico sulla Mental health e il wellbeing.
Per questo, per noi è stato fondamentale seguire il Manifesto 'One Brain One Health' e partecipare oggi alla nascita di questo intergruppo che sarà sicuramente utile per la collaborazione con i pazienti e le associazioni.E' fondamentale partire dai bisogni delle persone con patologia per poter sviluppare qualsiasi azione politica.
Auspichiamo che questo intergruppo, facendo tesoro anche della recente norma approvata in legge di Bilancio, sia in grado di valorizzare l'apporto che le associazioni di pazienti possono dare ai lavori, includendole nello sviluppo delle azioni – conclude – con un ruolo proattivo e partecipativo". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
MotoGp, Marquez il più veloce in Thailandia. Soltanto ottavo Bagnaia
(Adnkronos) – La Ducati si conferma la moto da battere, a meno di un mese dall'inizio del Mondiale 2025 di MotoGp.Nel primo giorno di test in Thailandia, dove sulla pista di Buriram si correrà il primo Gran Premio della nuova stagione, Marc Marquez è stato il più veloce della griglia, chiudendo con un tempo di 1'29"184 e precedendo il fratello Alex, secondo a 0"465 di distacco. Soltanto ottavo invece Pecco Bagnaia, a 0"844 di distanza dal compagno di squadra e che non ha montato le gomme nuove per l'ultimo giro, una scelta che lo ha penalizzato nel crono.
Ottima prova per Franco Morbidelli, che su VR46 ha piazzato il terzo tempo, a 0"499 da Marquez, seguito da un altro pilota italiano, Marco Bezzecchi, al primo anno con l'Aprilia, e dallo spagnolo Pedro Acosta su Ktm.Caduta, ma senza conseguenze, per Brad Binder. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Nato, Rutte: “Se Putin ci attaccasse perderebbe e lo sa”
(Adnkronos) – Oggi, se il presidente russo "Vladimir Putin attaccasse la Nato, la reazione sarebbe devastante". "Perderebbe. E lui lo sa" dice il segretario generale della Nato Mark Rutte, a Bruxelles in conferenza stampa alla vigilia della Ministeriale Difesa.Per Rutte, oggi nella Nato "deterrenza e difesa sono molto forti. Ciò di cui dobbiamo essere sicuri è che tra quattro o cinque anni, data la velocità con cui ha accelerato l'industria della difesa, la produzione, e alla luce di quello che sta facendo la Cina, che investe pesantemente nella sua Marina, la qualità di tutto ciò che stanno producendo ora… è a un livello paragonabile a quello che stiamo facendo all'interno del territorio della Nato". Il prossimo obiettivo di spesa per la difesa che i Paesi membri della Nato decideranno sarà "sopra il 3%" del Pil.
Rutte ha detto che la cifra precisa verrà decisa dagli Alleati più avanti.Il segretario generale ja ribadito che gli europei devono spendere di più: "Dobbiamo fare molto di più per avere ciò di cui abbiamo bisogno per la deterrenza e la difesa, affinché l'onere sia ripartito in modo più equo", ha detto. L'ex premier olandese ha anche spiegato che l'obiettivo del 2%, fissato nel 2014 per il 2024 e non da tutti raggiunto, non è sufficiente ad assicurare all'Alleanza che verrà colmato il "divario" che esiste tra le necessità di difesa, alla luce del mutato contesto geopolitico, e le capacità oggi disponibili.
Quanto al fatto che Hegseth ha detto che l'Alleanza deve diventare più "letale", Rutte ha concordato, dicendo che un'alleanza militare come la Nato deve essere "letale" per definizione, perché in caso contrario non avrebbe alcun effetto deterrente. Dai futuri "colloqui", volti a porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia dovrà uscire una soluzione "durevole", non un remake degli accordi di Minsk del 2014. "Abbiamo molti alti funzionari americani in visita qui alla Nato, ma anche, ovviamente, a Monaco per la conferenza sulla sicurezza – afferma – e c’è una convergenza di opinioni, secondo cui dobbiamo assicurarci che l’Ucraina si trovi nella migliore posizione possibile per avviare i colloqui". Il Protocollo di Minsk, firmato il 5 settembre 2014 nella capitale della Bielorussia da Ucraina e Russia, sotto l'egida dell'Osce, constava di dodici punti e mirava a porre fine al conflitto nel Donbass. Per "cambiare davvero la traiettoria del conflitto" in Ucraina, "dobbiamo fare ancora di più.Quanto più forte è l’Ucraina sul campo di battaglia, tanto più forte sarà al tavolo dei negoziati, tanto maggiori saranno le possibilità di ottenere un buon accordo per una pace duratura". "E' ciò che tutti vogliamo per l’Ucraina – aggiunge Rutte – per la nostra sicurezza condivisa e per la nostra stabilità globale".
Per gli aiuti a Kiev "gli alleati non solo hanno rispettato i propri impegni, ma li hanno ampiamente superati.Hanno fornito oltre 50 miliardi di euro, più della metà dei quali provengono dagli alleati europei in Canada.
Questo invia un chiaro segnale del nostro incrollabile impegno nei confronti dell’Ucraina". "Costituisce inoltre un grande passo – conclude – nella direzione di ciò che il presidente Donald Trump ha richiesto.Sono d'accordo con lui che dobbiamo equiparare l'assistenza in materia di sicurezza all'Ucraina" tra Usa e alleati europei. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
L’Oréal Italia, Sobiecka: “Inaugurazione Beauty Hub occasione per ribadire impegno per crescita sostenibile e responsabile”
(Adnkronos) – “Questo evento rappresenta per noi un momento di profondo significato e un’occasione per ribadire il nostro impegno verso una crescita sostenibile e responsabile.I nuovi uffici della nostra azienda sono stati progettati per garantire il massimo rispetto dei criteri di sostenibilità ambientale, con spazi e tecnologie pensati per ridurre l’impatto ecologico e promuovere un ambiente di lavoro inclusivo, dinamico e ispirato alla nostra missione di bellezza responsabile.
L’Italia ci ha accolto oltre cento anni fa e siamo orgogliosi di far parte del tessuto economico e sociale di Milano”.Così Ninell Sobiecka, presidente e amministratrice delegata di L'Oréal Italia, alla cerimonia di inaugurazione della nuova sede di L’Oréal Italia a Milano ‘Beauty Hub’, sita in Piazza Fernanda Pivano 1. La presidente e amministratrice delegata di L'Oréal Italia ha illustrato, poi, i cinque principi ispiratori per la costruzione del nuovo building: “Il primo è la bellezza, poi l'italianità, la sostenibilità, il networking, il wellbeing.
Bellezza perché siamo leader di questo mercato e ci dedichiamo da oltre un secolo solo a quest’unica passione, la bellezza appunto – spiega – Italianità perché siamo un Gruppo internazionale con radici forti in Italia e questo nuovo ufficio vuole essere anche un omaggio alla bellezza e alla cultura del Paese.A riprova di ciò, le nostre sale riunioni sono chiamate ‘Dolomiti’, ‘Eolie’ e ‘Cinque Terre’ e la nostra caffetteria si chiama ‘Piazzetta’, dove disponiamo anche di una terrazza Belvedere”. “Sostenibilità perché è veramente un punto molto importante per L'Oréal, come dimostrano gli obiettivi del nostro programma L'Oréal for the Future.
Riceveremo inoltre presto una certificazione a conferma di questo impegno – sottolinea Sobiecka – Networking perché abbiamo voluto creare uno spazio di co-creazione, in quanto per noi le migliori idee si trovano sempre quando possiamo lavorare insieme.Per questo abbiamo creato molti spazi differenti come le sale per il brainstorming, per fare video conferenze, ma anche molto spazio per il coworking.
Vogliamo aprirci all'esterno e invitare aziende e istituzioni a venire a lavorare insieme a noi”. “Da ultimo wellbeing, perché noi mettiamo sempre le persone al centro e tutto lo spazio è progettato per pensare al benessere delle persone, cominciando dall’illuminazione, fino ai tipi di sale: abbiamo due terrazze, due caffetterie, una sala per l’allattamento, un negozio e tanti altri servizi per i nostri collaboratori”, conclude. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sanremo 2025, neurologi: “Canzone Cristicchi su malattia mamma un inno all’amore”
(Adnkronos) – La canzone di Cristicchi a Sanremo, 'Quando sarai piccola', "è un inno all'amore, quell'amore che unisce oltre la malattia e che nella malattia trova il suo senso più vero.Il brano del cantautore romano ha il merito di portare alla ribalta tutti coloro che si dedicano ogni giorno a chi soffre, a quelli che si ammalano, e soprattutto a chi perde la salute del cervello".
Così all'Adnkronos Salute Alessandro Padovani, presidente della Società italiana di neurologia (Sin), a margine della presentazione – oggi alla Camera – dell'Intergruppo parlamentare 'One Brain – per la tutela delle persone con disturbi mentali e neurologici', commenta la canzone con cui Simone Cristicchi racconta la malattia della madre che nel 2012 a 63 anni fu colpita duramente da un'emorragia cerebrale mentre era da sola in casa e che le ha causato danni permanenti.Per settimane in terapia intensiva, "mamma Luciana si è risvegliata – scrive Cristicchi – ma non è la stessa Luciana di prima.
E' tornata bambina, ma Luciana sorride, sorride comunque". "Nel giorno in cui in Parlamento viene istituito l'Intergruppo One Brain, parlare di salute del cervello a Sanremo non è una semplice coincidenza, ma esprime una crescente consapevolezza nel nostro Paese delle malattie mentali e delle malattie neurologiche e della loro rilevanza sociale", conclude Padovani. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Spada (Assolombarda): “Cosmetica in crescita sul territorio milanese”
(Adnkronos) – “Tutti gli investimenti nella città di Milano sono i benvenuti.Questo lo è in modo particolare perché il settore della cosmetica è in forte crescita sul territorio milanese.
Cuba infatti 11,2 miliardi.Queste sono le previsioni di fatturato per il 2024 e rappresentano il 67% del fatturato della cosmetica a livello italiano.
Questo, quindi, è un importante presidio.Il fatto che un'azienda investa con principi di innovazione, sostenibilità e con una forte apertura all'internazionalizzazione per noi e per il nostro territorio è molto importante”. E’ quanto affermato da Alessandro Spada, presidente Assolombarda, alla cerimonia di inaugurazione della nuova sede di L’Oréal Italia a Milano ‘Beauty Hub’. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Dal Pastro (Convivio): “Grazie a collaborazione, completato progetto di The Sign”
(Adnkronos) – “Oggi è una giornata veramente bella per noi. È stato un percorso lungo, sono infatti passati sei anni da quando ho cominciato a parlare con L'Oréal Italia e insieme abbiamo costruito questa realtà, che ci ha consentito anche di completare il nostro progetto di The Sign, dove abbiamo raggruppato tre multinazionali.Oltre a L'Oréal Italia, infatti, abbiamo Aon e Ntt Data, 40mila mq complessivi nella zona sud ovest di Milano”. Così Alexei Dal Pastro, amministratore delegato di Convivio Italia e Germania, all’evento di lancio della nuova sede ‘Beauty Hub’ di L'Oréal Italia a Milano. “Questi immobili racchiudono tutti i nostri principi e i nostri criteri di sviluppo che, dopo l'esperienza che abbiamo su base europea, abbiamo declinato qui in Italia.
Stamattina si è detto tutto sugli immobili, partendo dalla sostenibilità, l'inclusione e la qualità di vita dei dipendenti.Abbiamo veramente concentrato tutti questi valori e siamo felici che l’Oréal Italia sia nostro partner e con soddisfazione abbia preso possesso, con più di 800 persone, di questo nuovo Headquarter a Milano, in Italia”, conclude. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Papa Francesco ancora con la bronchite, come sta
(Adnkronos) – Papa Francesco combatte ancora con una bronchite.Oggi, martedì 12 febbraio, ha dovuto rinunciare alla lettura della catechesi durante l'udienza generale, augurandosi di "poterlo fare la prossima volta". "Il fatto che il Papa abbia una bronchite in un periodo come questo è abbastanza normale, non ci trovo nulla di strano" commenta all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore di Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova. "Il fatto che appaia un po' gonfio potrebbe essere dovuto all'uso cronico di cortisone.
Spero sia stato sottoposto a tutte le vaccinazioni del caso, ivi compresa quella per il virus respiratorio sinciziale visto che in Vaticano hanno una legislazione diversa per l'approvazione e rimborsabilità dei farmaci rispetto all'Italia.Spero che i suoi medici abbiano fatto tutto quello che si fa in questi casi contro le infezioni virali o batteriche, il Papa è una persona molto fragile.
Sul fatto che possa essere una bronchite aggressiva ho qualche dubbio: non sarebbe andata via solo la voce, ma ci sarebbero difficoltà maggiori nel respiro, la necessità dell'ossigeno e anche il ricovero – conclude -.Non mi sembra una forma grave, ma che non gli consente di parlare, ma di presenziare a tutti gli eventi". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)



