L’agente di Arek Milik, David Przemyslaw Pantak, ha rilasciato una lunga intervista ai media polacchi soffermandosi sulle condizioni del suo assistito: “Il recupero di Arek sta procedendo senza difficoltà. Ha già iniziato a calciare il pallone. Per il pieno recupero serve ancora molto tempo. Il giocatore ha già avuto esperienza con questo tipo di infortunio e saprà rialzarsi anche questa volta”
Il recupero dal primo infortunio è stato forse troppo veloce?
“Molti a volte non sanno cosa dire o scrivere. Non sono un medico, ma ci fidiamo delle persone che ci circondano. Arek è tornato in campo a febbraio per la prima gara contro il Real Madrid. Si è poi infortunato nuovamente dopo sette mesi. Le statistiche dicono che il 30% degli atleti si rompono il legamento crociato della gamba opposta a quella già incidentata. E’ stato un caso di sfortuna”
Da cosa è scaturito il trasferimento al Napoli?
“Iniziammo a parlarne a novembre 2015, otto mesi prima della conclusione dell’affare. Le buone prestazioni fatte all’Europeo attirarono le attenzioni del Napoli che subito dopo lo volle prendere”
Vero che le trattative furono lunghe e soltanto grazie al trasferimento di Higuain si sono sbloccate?
“Erano situazioni internconnesse tra di loro. La richiesta dell’Ajax era fuori mercato, ma la cessione di Higuain ha dato al Napoli le risorse per fare l’offerta”
E’ stato il trasferimento più difficile?
“Si perchè l’Ajax non voleva abbassare il prezzo e non si trovava un accordo. Ho preso parte a molti incontri tra Napoli e Ajax in cui i dirigenti erano distanti tra di loro per le cifre. Quando è arrivata la chiamata del direttore del Napoli che mi diceva che avevo trovato l’accordo ero ad un matrimonio di un amico“.
Interferenze russe per influenzare la politica italiana: l’allarme è stato lanciato dal Dipartimento di Stato americano un anno fa consegnando al governo di Roma un rapporto che ora siamo in grado di descrivere.
Offensiva russa in Italia le prove consegnate a Roma dal Dipartimento di Stato
Le carte mandate dagli Usa nell’autunno 2016
NEW YORK – L’allarme dell’intelligence americana sull’offensiva russa per influenzare la politica italiana era scattato nell’autunno del 2016, quindi molto prima che le operazioni di Mosca per condizionare le presidenziali Usa diventassero note. La preoccupazione di Washington era così alta, che il dipartimento di Stato inviò una missione a Roma per informare del pericolo i colleghi dell’ambasciata di Via Veneto. Lo scopo non era discutere se il Cremlino stesse cercando di manipolare la scena politica italiana, ma come reagire ad un attacco già reale e in corso.
I servizi americani e i diplomatici avevano notato uno schema che si ripeteva un po’ dappertutto. Ovunque c’erano le elezioni, cominciavano a circolare notizie false, azioni propagandistiche, gruppi politici che favorivano gli interessi della Russia, o puntavano a destabilizzare i paesi che prendevano le distanze da Mosca. La tendenza era cominciata in Europa orientale, ma si era presto trasferita nei Balcani e nel resto del continente. Qualcosa del genere era accaduta anche durante il referendum per la Brexit, e si sarebbe ripetuta nelle presidenziali francesi, le politiche tedesche, la Catalogna. Lo scopo era chiaro: favorire i candidati più vicini al Cremlino, o destabilizzare i Paesi occidentali amici degli Usa e le loro alleanze, come Nato e Ue. L’Italia era un obiettivo logico di questa strategia, un po’ per i legami storici ed economici con la Russia, e un po’ per la sua debolezza. Infatti era stata aggredita.
Le prove portate a Roma dalla missione del dipartimento di Stato erano concrete, ma sarebbe impossibile rivelarle senza violare la legge. I potenziali punti di contatto in Italia erano stati identificati soprattutto nel Movimento 5 Stelle e nella Lega. La discussione, secondo fonti presenti, aveva riguardato come reagire, e gli inviati di Washington avevano sollecitato i colleghi di Via Veneto a prendere una posizione pubblica. Questo passo alla fine era stato escluso, per non compromettere la possibilità di lavorare con tutte le forze politiche italiane, ma l’allarme era diventato sistemico.
Ora, alla vigilia delle elezioni italiane che potrebbero mettere in crisi Ue e Nato, il problema esplode in pubblico. I media americani rilanciano l’emergenza. La Freedom House ha appena pubblicato il rapporto «Freedom on the Net», in cui ha individuato 16 Paesi che sono già stati soggetti a offensive di fake news come quella che la Russia ha condotto durante le presidenziali Usa. Tra di essi c’è anche l’Italia, oltre a Germania, Francia, Corea del Sud, Turchia, e persino Angola e Zambia. Dunque un’operazione globale, a cui non può logicamente sfuggire il nostro paese.
Durante la sua recente visita a Washington, il candidato premier di M5S, Luigi Di Maio, ha cercato di rassicurare gli americani, dicendo che il suo movimento considera gli Usa un alleato e la Russia un interlocutore. Quindi ha aggiunto che il futuro delle basi degli Stati Uniti in Italia, da Aviano a Sigonella, verrà eventualmente discusso nell’ambito del normale dialogo tra alleati. Il deputato repubblicano Francis Rooney, ex ambasciatore americano presso la Santa Sede e quindi esperto di Italia, ci ha spiegato che «sono stato io a raccontare a Di Maio l’offensiva russa per influenzare le nostre elezioni, non viceversa».
Dunque il candidato premier di M5S non ha discusso le ingerenze di Mosca in Italia, ma i suoi interlocutori lo hanno indirettamente messo in guardia dal pericolo, spiegando cosa è successo negli Usa. Quanto alle altre posizioni del movimento che vanno incontro agli interessi russi, Steve Scalise, numero tre della maggioranza repubblicana alla Camera e quindi politico più alto in grado incontrato da Di Maio, ci ha consegnato questa riflessione: «Ogni nazione fronteggia sfide economiche e dibattiti interni riguardo le spese per la difesa, ma noi continuiamo a sollecitare tutti gli alleati Nato a rispettare il loro impegno di incrementare queste spese fino a 2% del pil». Stesso discorso per le operazioni militari all’estero: «Il governo di Roma è stato un alleato cruciale in Afghanistan, ed è il secondo contributore a questa missione. Mentre gli Stati Uniti e la Nato incrementano la nostra presenza, noi speriamo che l’Italia continui ad essere un partner chiave per portare sicurezza e stabilità in Afghanistan».
Sebastian Gorka, ex consigliere del presidente Trump, ha aggiunto: «Ogni nazione che volesse persistere nello scroccare la difesa, non verrebbe vista con approvazione dagli alleati, America inclusa. In un’epoca in cui il terrorismo resta un pericolo globale, e la Russia minaccia il Baltico e l’Ucraina, la Nato resta la chiave per la difesa collettiva dell’Occidente. L’Italia è parte di questa comunità, e come tale dovrebbe agire da vero giocatore di squadra». Aprire una discussione sulle basi, dunque, equivarrebbe a volere la rottura con gli Usa. Il sospetto delle ingerenze russe, in sostanza, si è già trasformato nel dettaglio dei temi concreti su cui Washington teme che Mosca stia cercando di far deragliare le relazioni americane con Roma.
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vivicentro/Le fake news russe in Italia
lastampa/Offensiva russa in Italia le prove consegnate a Roma dal Dipartimento di Stato PAOLO MASTROLILLI INVIATO A NEW YORK
Dopo il servizio delle Iene della scorsa settimana si apre la bufera mediatica sul Vaticano, centro del potere della Chiesa.
Ancora una volta, ad essere sotto i riflettori è la Santa Sede. Questa volta, non sono le case di lusso a fare notizia ma le rivelazioni choc dei ragazzi del Preseminario Pio X di Roma. A parlare due giovani che accusano un altro ex seminarista, oggi prete a tutti gli effetti, di aver abusato ed imposto pratiche sessuali di ogni tipo. Una delle vittime è un chierichetto che ha prestato servizio, sia a Benedetto XVI, sia a Papa Francesco. Il ragazzo, di buona famiglia, ha raccontato di aver frequentato l’istituto per tre anni, per poi lasciare e fare ritorno a casa. Anche lui, come altri due ex studenti del preseminario, ha raccontato di aver subìto molestie sessuali dal seminarista: «Il rettore, monsignor Enrico Radice, credeva molto in lui e per questo era sempre il primo chierichetto a servire il Papa. Mi prese un po’ sotto la sua ala protettiva e mi fece iniziare a organizzare i chierichetti più piccoli. Si diceva che presto sarebbe diventato prete e che io avrei preso il suo posto come guida, ma mi avvertirono di stare attento a lui. Poi, un giorno, mentre ci stavamo picchiando per gioco mi ha palpato nelle parti intime per circa tre secondi. A quel punto, d’istinto, gli mollai due pugni e da allora mi iniziò a vessare e a umiliare» (fonte: leggo.it) . La situazione non fu migliore per altri due ragazzi che denunciarono l’accaduto al loro padre spirituale, il quale si sentì in dovere di avvertire don Andrea Stabellini, vicario giudiziale della santa sede. “Secondo il racconto di diversi testimoni sentiti dalla ‘Iena’ Gaetano Pecoraro, don Stabellini, che oggi non ricopre più quell’incarico, avrebbe dovuto procedere con l’accusa e rimuovere anche monsignor Radice proprio per la questione delle molestie del seminarista. In realtà, le cose andarono diversamente: monsignor Diego Coletti, allora vescovo di Como, bloccò tutto e fece trasferire il padre spirituale in una zona remota d’Italia. Non solo: uno dei due ragazzi, il polacco Kamil, fu espulso dal preseminario. «Mi arrivò una lettera da monsignor Coletti, fui cacciato e mi ritrovai costretto a vivere alla giornata, senza un posto dove stare e lontano dalla mia famiglia», ha raccontato” (Fonte: leggo.it). I dubbi sulla vicenda sorgono relativi alle indagini. Come sono state svolte ? Il caso è stato archiviato ed addirittura il chierichetto polacco Kamil venne invitato ad allontanarsi dal Preseminario: << Mi arrivò una lettera da monsignor Coletti, fui cacciato e mi ritrovai costretto a vivere alla giornata, senza un posto dove stare e lontano dalla mia famiglia>>. Tutto è stato tralasciato senza nemmeno ascoltare le testimonianze dei giovani ragazzi. Ciò che fa più riflettere però è la confessione in tal proposito dell’ex vicario, sempre alle Iene, ignaro della presenza dei microfoni ancora aperti: «Per me c’erano le condizioni per procedere, ma monsignor Coletti disse di aver parlato anche col cardinal Comastri (di fatto il vice del Papa, ndr) e non mi fecero continuare con l’accusa. Sì, credo che entrambi abbiano voluto insabbiare il caso>>.Cosa si nasconde dietro il Vaticano ? Soprattutto viene da chiedersi: il Papa è a conoscenza di tutto questo?
Stilata la classifica sulla qualità della vita nelle province italiane!
Per stilare la classifica vengono considerati i parametri di : ricchezza e consumi, servizi e ambiente, lavoro e innovazione, giustizia e sicurezza, cultura e tempo libero, demografia e società.
Napoli, quest’anno, si conferma al 107esimo posto, Caserta, invece, è addirittura ultima, al 110esimo posto. La città di Napoli, però, in termini di sicurezza, si piazza al 96esimo posto, superando Milano, Roma, Bologna, Firenze e Bari.
Bolzano, invece, si posiziona in testa alla classifica per qualità della vita.
Oggi avvenne – Napoli, il 27 novembre l’unico gol azzurro di Caio
Il giorno 27 novembre il Napoli ha giocato tredici partite, sei in serie A, una in serie B, una in serie C1, una in coppa Italia, una in coppa delle Coppe e tre tra coppa delle Fiere, coppa Uefa ed Europa League, conquistando tre vittorie e sei pareggi, con quattro sconfitte.
Ricordiamo l’1-1 all’Olimpico contro la Lazio nel ritorno dei quarti di finale della coppa Italia-1996/97
Dopo aver vinto la partita d’andata per 1-0 grazie d un gol di Aglietti, il Napoli eliminò la Lazio di Zeman pur chiudendo la partita in nove contro undici per le due espulsioni decretate dall’arbitro Collina.
L’analisi di Fedele sul quotidino Il Roma, della vittoria del Napoli sull’Udinese
Dopo quanto visto durante Udinese-Napoli, si può dire che gli azzurri possono vincere lo scudetto. Attenzione e concentrazione sempre al massimo, anche quando in campo si gioca in inferiorità numerica: Callejon, Mertens, Jorginho e Hamsik non hanno inciso come dovrebbero.
Se nonostante i tanti passaggi sbagliati, le poche occasioni da rete, il Napoli riesce a portare 3 punti a casa, senza correre rischi, significa che questo è l’anno buono.
Lo stesso Sarri sta maturando, in passato non avrebbe mai sostituito Insigne per inserire Zielinski. Anche nell’organizzazione difensiva il tecnico si sta facendo ammirare. In difesa un ruolo importante lo ha avuto Maggio che schierato sin dal primo minuto si è rivelato fondamentale.
Ma ora testa alla sfida contro la Juve, in cui è importate vincere perchè un pareggio lascerebbe invariata la classifica. Ora per il Napoli è giunto il momento di essere pragmatico e indossare la tuta da meccanico.
Dopo l’emergenza scattata nei giorni scorsi, l’Agenzia delle calamità naturali di Giacarta comunica che sull’isola indonesiana di Bali, circa 100mila persone dovranno abbandonare le loro case.
Un giovane è finito in manette per detenzione impropria di pericolose armi.
A Caivano il nucleo operativo di Castello di Cisterna ha arrestato un giovane di 25 anni che deteneva impropriamente armi di diverso genere: un fucile browning, una pen-gun calibro 22 e 64 cartucce di vario calibro. A seguito di una seconda indagine in manette è finita anche una 40enne che nascondeva impropriamente cartucce per armi e 43 milioni di euro.
Arrestato 28enne di Pompei già noto alle forze dell’ordine.
L’uomo, arrestato dai Carabinieri, dovrà rispondere di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Inoltre, durante la perquisizione domiciliare, sono stati rinvenuti 4 mila euro in contanti e 1,7 kg di marijuana.
Il Napoli ha capito i segreti dei cacciatori di scudetti
La Gazzetta dello Sport analizza la vittoria del Napoli sull’Udinese, soffermandosi sulla crescita del Napoli. Gli azzurri hanno vinto spendendo il minimo e ottenendo il massimo. Dopo 14 giornate di campionato il Napoli ha segnato 35 goal: 25 nelle prime 7, 10 nella seconda parte. Può semprare che vi sia un calo, ma se con un ritmo di goal più basso rimane in testa alla classifica a +4 significa che la squadra di Sarri ha imparato a ottenere gli stessi risultati utilizzando meno carburante. Questo è uno dei primi segreti di chi vuole vincere lo scudetto: economizzare le energie perchè il percorso è ancora lungo. L’altro segreto è saper sfruttare le alternative: ieri Sarri si è affidato a Maggio che ha procurato un rigore che si è rivelato fondamentale. Tuttavia contro la Juventus il Napoli non potrà concedertsi il lusso di economizzare. Intanto gli azzurri sfideranno i campioni da imbattuti e con 4 punti in più. L’episiodio del rigore fa riflettere: se vinci grazie a un rigore sbagliato che ti ritorna sui piedi, significa che sei nelle grazie degli dei, uno status che spetta ai predestinati.
A Polla nel salernitano, mamma e figlia sono state travolte dalle fiamme di una stufa.
Tragedia scampata per due donne pollesi. Una mamma, stava cercando di accendere una stufa quando i suoi vestiti sono stati travolti dalle fiamme. Le fiamme hanno travolto anche la figlia di 13 anni accorsa in aiuto della donna. Le grida hanno allarmato i vicini che hanno subito chiamato l’ambulanza. Attualmente la donna è ricoverata all’Ospedale Cardarelli di Napoli in prognosi riservata per ustioni di terzo grado, mentre la figlia è all’Ospedale “Santobono” dove resterà monitorata per 30 giorni.
La Rinascita Ischia Isolaverde conquista la seconda vittoria consecutiva,ma sopratutto la prima casalinga davanti ai propri tifosi. I gialloblu calano il poker al Virtus Social Quarto Santa Maria, ma sopratutto riescono a tenere inviolata la porta,dopo averlo fatto nella prima vittoria in trasferta contro la Boys Pianurese. Con l’arrivo in panchina di Isidoro Di Meglio,la squadra sta crescendo domenica dopo domenica. Il lavoro svolto in settimana sta dando i giusti progressi. Una partita vinta se vogliamo dire sul velluto,anche per quello che si è visto in campo sotto l’aspetto tecnico-tattico il divario tra le due squadre era abbastanza ampio. Dopo appena 7′ Mendil ha sbloccato la gara su un calcio di rigore, che lui stesso si è procurato. A metterci la firma dagli undici metri ci ha pensato anche Gigio Trani. (azione fotocopia del primo gol di Mendil ). Il folletto gialloblu ha spiazzato il portiere per il 2-0 che ha chiuso così la prima frazione di gioco. Nella ripresa stesso copione della prima,la squadra ospite ha subito altri due gol-ancora con Trani e Mendil,che insieme hanno trovato una doppietta personale fissando il punteggio finale sul 4-0,anche se poteva essere più largo. Una vittoria per i gialloblu che gli consentono di stare agganciati alla zona play off,vero obiettivo della società, sopratutto dalla settimana prossima dove arriveranno i primi acquisti: Mancusi,Matarese,Varchetta e Paradiso che permetterà di lavorare a Isidoro Di Meglio con una rosa più ampia e completa.
LE FORMAZIONI – Tutti abili ed arruolabili tranne Daniel Mazzella (out per problemi fisici) nella Rinascita Ischia Isolaverde, che dopo la breve aprentesi del “Rispoli” torna al “Mazzella”. Isidoro Di Meglio manda i suoi in campo con un 4-3-2-1 che vede Tufano fra i pali e la difesa formata da Del Deo a destra, Restituto e Trani A. centrali e Fondicelli. A centrocampo ecco Migliaccio, Buono e Ferrandino, con Trani e Di Meglio che appoggiano Mendil. Sul versante opposto il Virtus Social Quarto Santa Maria viene messo in campo da mister Tagliaferri con un 4-4-2 che vede Pucino fra i pali e la difesa formata da Di Costanzo, Raiano, Ineguale e Gaudiello. A centrocampo agiscono Passariello, Rendente, De Angeli e De Simone, mentre in avanti ci sono Trincone e De Luise.
La Partita La prima vera occasione capita sui piedi di Trani L. al 3’, ma il destro dell’esterno dal limite termina altissimo. Al 6’ grossa ingenuità di Pucino: un difensore gli lascia un pallone che può essere comodamente suo, ma il portiere ospite si fa anticipare da Mendil e lo stende causando il rigore. Sul dischetto va Mendil che porta in vantaggio la Rinascita Ischia Isolaverde e sale a 5 reti in campionato in 5 partite. Al minuto 16, fallo al limite di Rendente su Trani L.: la punizione la calcia Mendil ma la palla va alta. La gara vive di piccole fiammate ed una di queste, al 24’ fa si che Trani L. si procuri un secondo calcio di rigore per un netto fallo di Raiano. Lo stesso esterno si presenta dagli 11 metri e spiazza Pucino.
Il calcio di rigore segnato da Mendil 1-0
I gialloblu controllano senza fatica e senza correre pericoli la volenterosa squadra di Tagliaferri. Al 32’,Del Deo entra in area dalla destra e crossa raso terra mettendo in difficoltà Pucino che si aiuta nella presa col palo. Il portiere del Quarto compie un autentico miracolo 2 minuti dopo, quando respinge con un piede una conclusione da due metri di Di Meglio servito bene da Mendil. Poco dopo, l’arbitro sorvola su un contatto Trani L.-Di Costanzo: forse non c’erano gli estremi per il rigore. Al 39’ e Mendil a fallire un gol facilissimo, quando de 7 metri è libero di stoppare un assist di Del Deo, ma calcia abbondantemente a lato.
La ripresa si apre con un cambio nelle fila ospiti: Cerlino rileva Passariello, piuttosto in difficoltà nella prima frazione. Al minuto 52’ arriva l terza rete gialloblu: palla lunga per Di Meglio che appoggia a Trani L. che a volo di destro fulmina Pucino e fa doppietta. Al minuto 58, è curiosa la quarta marcatura gialloblu: Mendil, assistito da Trani, anticipa il portiere ospite che lo stende e l’arbitro fischia il fallo mentre la palla rotola comunque in rete. Sarebbe rigore, ma il direttore di gara invece di far battere il penalty assegna il gol. Il franco-algerino è a 6 marcature in 5 apparizioni stagionali. Al 67’, il neo entrato Muscariello fallisce una rete facilissima dal dischetto (a porta quasi vuota) dopo una bella azione sulla sinistra di Buono. Al 71’ ancora destro di Muscariello da fuori che Pucino respinge corto e Di Meglio non ne approfitta. La Rinascita potrebbe dilagare, il Quarto – già poca cosa – non esiste più. Intano, sul “Mazzella” inizia a cadere una fittissima pioggia. Nel mentre Rendente ci prova da lontanissimo e Tufano devia in angolo. C’è spazio ancora per un paio di buone occasioni per arrotondare il punteggio (entrambe non sfruttate da Mendil) e per un calcio di rigore su Pilato non accordato a fine recupero da Granillo di Napoli.
RINASCITA ISCHIA IV 4
VIRTUS SOCIAL QUARTO 0
RINASCITA ISCHIA ISOLAVERDE: Tufano, Del Deo, Fondicelli (82’ Pilato), Ferrandino, Restituto (78’ Scannapieco), Trani A., Trani L. (58’ Muscariello), Buono (70’ Ciccarone), Migliaccio, Mendil, Di Meglio. A disposizione: Arcamone, Piro, Napoleone. All.: Isidoro Di Meglio
VIRTUS SOCIAL QUARTO: Pucino, Di Costanzo (59’ Corrado), Gaudiello (59’ Musella), De Angeli, Raiano, Ineguale, De Simone, Rendente, Trincone, De Luise, Passariello (46’ Cerlino). A disposizione: nessuno. All.: Salvatore Tagliaferri
Arbitro: Marco Granillo della sez. di Napoli
Reti: 7’ e 58’ Mendil rig. (RI), 24’ e 52’ Trani L. rig. (RI)
Il dissesto idrogeologico provoca l’ennesimo crollo. Sono bastate,infatti, poche gocce di pioggia per creare un nuovo stato di allarme. Sulla statale Sorrentina, si sono staccati dei massi che hanno occupato la carreggiata e provocato rallentamenti.
Tempestivo l’intervento di Vigili del Fuoco, Carabinieri e Vigili Urbani. Al momento, si teme non solo per la sicurezza dei passanti ma anche per il possibile peggioramento della situazione.
L’Ente Parco Nazionale dei Monti Lattari sfrattato dalla Reggia: resta senza sede.
E’ scaduta la concessione fatta nel 2002 per l’Ente dei Monti Lattari dal Comune di Castellammare di Stabia. L’ente usufruiva di 3 locali della Reggia sita nella zona alta di Castellammare di Stabia. Vani i tentativi di rinnovare il contratto e per il direttore Tristano dello Joio amare sono le decisioni prese dal Comune stabiese che dichiara di avere altri programmi per il sito, affinché possa ospitare un punto museale da organizzarsi in accordo con la Sovraintendenza. Vani i tentativi di un confronto con il sindaco stabiese Antonio Pannullo.
Il Milan ha esonerato Montella, al suo posto un ex rossonero campione del Mondo
Da pochi minuti il Milan ha esonerato Vincenzo Montella dall’incarico di allenatore della Prima Squadra. Ora la panchina è affidata all’ex rossonero e campione del Mondo Gennaro Gattuso, già allenatore della Primavera del Milan.
Questo il comunicato dell’ AC Milan:
“AC Milan comunica l’esonero del Signor Vincenzo Montella dall’incarico di allenatore della Prima Squadra. Al Signor Montella vanno i più sentiti ringraziamenti per l’attività fin qui svolta con il suo staff per l’impegno, la serietà, la correttezza professionale. La conduzione tecnica della Squadra è affidata al Signor Gennaro Gattuso, che lascia il suo incarico di allenatore della Primavera, e al quale AC Milan rivolge i più calorosi auguri di buon lavoro.“
L’analisi di Antonio Corbo della partita Udinese-Napoli
Antonio Corbo analizza la partita Udinese-Napoli nell’edizione di oggi del quotidiano La Repubblica di Napoli: “Oddo ha chiuso tutti gli spazi e Sarri ha rinunciato al solito possesso palla: con 4 stelle sottotono, è il pacchetto arretrato a lanciare il gruppo. Si presenta un Napoli diverso all’appuntamento che vale un quarto di scudetto. Con la Juve, venerdì sera. È così cambiato da somigliare proprio alla squadra che sa vincere anche giocando male. In tre partite ha smesso lo smoking da serate d’onore per infilare la tuta, quella scura da officina di borgata, la stessa del suo allenatore. Tre vittorie che non si dimenticano: Milan, Shakhtar, Udinese valgono il primato in serie A e uno spiraglio in Champions. Passare nel giro di una settimana dalla grande bellezza alla grande astuzia, scaduta ieri a Udine nella tattica più cinica e speculativa, non è una resa. Ma una conquista. Perché il Napoli sopravvive alla flessione dei suoi quattro migliori elementi e al blackout della catena di sinistra come riesce solo alle squadre solide, destinate al successo finale: opponendo la forza compatta dell’organizzazione difensiva. L’uomo simbolo della partita è Maggio: non è un caso. Il più anziano con i suoi 35 anni ben portati, il più discusso nell’estate avara delle rinunce si è rivelato difensore tenace, puntuale, scattante sulla fascia destra, alle spalle di un evanescente Callejòn. Ha chiuso quel canale al ceco Barak e all’iracheno Alì Adnan in arrivo da lontano, come al più elegante ma inconcludente biondone argentino De Paul. Già, l’Udinese delle mille bandiere. A Udine il Napoli abbandona il possesso palla insistito, l’occupazione della metà campo avversaria, la penetrazione dalla sinistra e le conclusioni con i tagli laceranti di Insigne. Ci provò con il Chievo: pareggio senza reti. Non può ripetersi ora, ed è subito chiaro perché. Il possesso palla chiede precisione, e sono molti i passaggi inesatti. L’invasione degli spazi arretrati dell’Udinese è solo parziale, perché il nuovo allenatore Massimo Oddo ben trasforma il 4- 4- 2 dell’immutabile Delneri in un coeso 3-5-1-1. Copre tutti gli spazi difensivi con almeno otto elementi. Non solo, il Napoli manca nei punti nevralgici del suo congegno offensivo. Hamsik è ancora sotto tono. Mertens e Callejòn sono appannati. Ci si mette anche Insigne, poco pronto e mai illuminante, finito in un capannello a sinistra con Angella, Widmer e Fofana. Ma come ha fatto a vincere il Napoli in queste condizioni? Un’irruzione sulla destra, Allan e Maggio insieme entrano in area, due contro uno: si lancia contro di loro Angella che stende Maggio. Il rigore è affidato a Jorginho e non a Mertens, non si capisce perché, ancora meno se ne intende il motivo osservando che i due parlano dopo il rigore calciato su Scuffet e ricacciato in rete. Jorginho sembra dire al bomber della squadra: « Tranquillo, il prossimo lo batti tu » . Dettagli, conta quel gol ed è quanto basta al Napoli per costruirvi una vittoria. Manca un’ora alla fine ma Sarri e la difesa vi riescono. Sarri non chiede mica l’assedio asfissiante, ma accetta un controllo sicuro a tutto campo. Senza attacchi temerari e senza rischi. Attende come sempre la ripresa per i cambi. Non è Hamsik il primo ad uscire, ma Jorginho perché l’incontrista Diawara protegge meglio la difesa. Sarri teme Lasagna appena entrato e un ritorno di fiamma dell’Udinese dopo l’uscita di Perica. Ma punta sulla difesa. Si converte al pragmatismo. Che cosa non si fa per uno scudetto? Maggio, Koulibaly e Chiriches bravissimi con il discreto Hysaj a sinistra sono cemento armato. Zielinski si conferma ala tattica di buona memoria rilevando Insigne a sinistra. Può fermarsi Hamsik che liberare quell’alano chiamato Rog. L’ultima immagine è la parata di Reina sul tiro secco Barak, il secondo dell’Udinese. Al Napoli ne è bastato uno solo, battuto due volte. E questo dice tutto. Sulla forma dei migliori ed il valore immenso di una vittoria a cinque giorni dalla Juve“.
Morte improvvisa nel centro di Napoli: soccorsi vani.
A Napoli un uomo di 67 anni è stato stroncato da un infarto mentre passava per Piazza Umberto. La morte è stata sicuramente causata da un arresto cardiocircolatorio. Per diverse ore la salma è stata lasciata sull’asfalto in arrivo dei parenti, coperta soltanto da un lenzuolo bianco, sotto la vista dei passanti. I soccorsi hanno praticato tutte le manovre possibili ma non c’è stato nulla da fare: il magistrato ha potuto solo costatarne la morte.
Il Nucleo di Polizia Tributaria ha localizzato un camion contenente sigarette di contrabbando del valore di 1,5 miliardi.
I militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Caserta, in località Teverola hanno localizzato un veicolo con una targa straniera che trasportava sigarette di contrabbando, diretto verso la zona industriale A.S.I . All’interno dell’autoarticolato sono state rinvenute sigarette di contrabbando di svariate marche: Rothmans Demi, Marlboro Gold, Marlboro rosse, Campania e Jin Ling Red. In seguito alla scoperta del carico, è stato posto sotto sequestro il mezzo ed arrestati i conducenti immigrati con l’accusa di concorso in contrabbando aggravato di tabacchi lavorati esteri.
Il commento di Hamsik sulla partita Udinese-Napoli
Marek Hamsik ha scritto sul proprio sito ufifciale alcune battute per la vittoria di ieri contro l’Udinese: “Il duello in campionato è sempre impegnativo. Ogni gara è difficile e lo si è visto anche oggi (ieri ndr). Penso che la nostra vittoria sia stata meritata, non abbiamo giocato al meglio delle nostre possibilità. Abbiamo però lavorato di squadra portando a casa i tre punti. E’ stato un successo molto importante. Il valore di questa vittoria lo vedremo a fine stagione. Contro la Juve non sarà una gara decisiva per il campionato perchè ci sono tante gare ancora fino al termine del campionato“
Una forte scossa di terremoto è stata registrata nella notte, al largo della Costa Garganica. I comuni più vicini all’epicentro della scossa delle ore 2.43, sono stati: Rodi Garganico, Ischitella e Peschici. La magnitudo registrata è di 3.6 , con una profondità di 5 km. La popolazione ha avvertito chiaramente il sisma.