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La Puglia va alla battaglia dell’Ilva, investimento a rischio

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La Regione Puglia presenta un ricorso contro ArcelorMittal che vorrebbe subentrare all’Ilva nella gestione dello stabilimento siderurgico di Taranto: ora sugli investimenti miliardari promessi e sul lavoro di ventimila persone c’è il rischio del Tar.

Ilva, governo contro regione: “Fanno fuggire gli investitori”

Ricorso di Emiliano contro il piano ambientale: “Non accetto ricatti”. Calenda: “Se passa, ArcelorMittal può stracciare il contratto firmato”

ROMA – Il rischio a questo punto è che ArcelorMittal getti la spugna e abbandoni al suo destino l’Ilva. Il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda è molto preoccupato e per questo ieri è tornato a chiedere al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano di ritirare il ricorso presentato al Tar col quale si chiede la sospensione del piano ambientale del gigante siderurgico. In ballo, dopo cinque anni tormentatissimi e addirittura 11 decreti del governo, ci sono ben 5,3 miliardi di investimenti (2,3 vincolati ad interventi di bonifica e ambientalizzazione), destinati innanzitutto al polo di Taranto, e 20 mila posti di lavoro tra occupati diretti e indotto, «i più alti mai realizzati al Sud dagli anni Sessanta» sostiene Calenda che ieri alla radio ha chiesto a Emiliano «di non fare ostruzionismo perché prima o poi l’investitore se ne andrà.

«Sono disponibile a discutere di tutto, sempre e comunque, in tutte le forme – ha poi aggiunto – ma il ricorso va ritirato». «Ritira tu il piano ambientale e se ne discute» ha risposto a ruota il governatore pugliese sparando a zero contro l’assegnazione alla cordata Arcelor-Marcegaglia.

Al presidente della Regione Puglia, che assieme al sindaco di Taranto Rinaldo Melucci lamenta tutta una serie di inadempienze sul fronte ambientale, a partire dal fatto che il Dpcm incriminato rinvierebbe nel tempo «senza una ragione l’adempimento di moltissime prescrizioni», il ministro replica a muso duro. «Chiedono tutto ed il contrario di tutto. Questo loro ostruzionismo serve solo a far chiudere l’Ilva senza dirlo apertamente». Quindi Calenda ricorda che nel caso il ricorso al Tar venisse malauguratamente accolto «per obbligo di legge porterebbe i commissari ad ordinare lo spegnimento dell’Ilva». E Arcelor avrebbe tutto il diritto di stracciare il contratto, e allora sì che sarebbe la fine. Per questo tutti i sindacati e il governatore ligure Giovanni Toti hanno attaccato Emiliano.

Dopo la conferma del ricorso Calenda martedì ha deciso di sospendere tutti i tavoli di confronto, «perché in queste condizioni non ha senso discutere con Mittal». Emiliano e Melucci ribattono invece di aver semplicemente chiesto al Tar di accertare se il governo non accogliendo le loro osservazioni al piano ambientale si sia comportato legittimamente o meno, ma questo – sostengono – non impedisce affatto all’Ilva di continuare la produzione. «Non accettiamo ricatti, basta coi numeri al lotto, basta col furto del futuro dei nostri bambini» protesta il sindaco di Taranto. A ruota il presidente della Regione: «Il governo non ci ferma con le sue intimidazioni. Andremo avanti senza paura per tutelare la salute di lavoratori e cittadini». Mentre Cisl e Uil oggi a Bari protestano davanti alla sede del Consiglio regionale si moltiplicano gli appelli per la ripresa del confronto. Lo chiedono sia il presidente di Confindustria Taranto Vincenzo Cesaro, sia il segretario Fiom Francesca Re David che parla di «conflitto istituzionale deleterio».

E il gigante franco-indiano che a giugno ha vinto la gara per rilevare il più grande complesso siderurgico d’Europa che dice? I vertici di ArcelorMittal, «in perfetta consonanza» con governo e organizzazioni sindacali, ovviamente sono preoccupati per il ricorso al Tar. «ArcelorMittal – recita una nota – ha assunto impegni molto seri su Ilva. L’investimento di 2,3 miliardi previsto migliorerà le performance industriali e ambientali dell’impianto di Taranto. È un grande peccato che la nostra volontà e capacità di realizzare tali investimenti possano essere pregiudicate da questo ricorso».

Quindi conferma di essere disponibile a riattivare rapidamente i tavoli di confronto «qualora» ci siano le condizioni. Poi però ricorda anche che «gli investitori internazionali debbono poter lavorare in contesti di certezza del diritto nei quali essi possano assumere e assolvere impegni e precise responsabilità». E invece su Ilva e Arcelor ora pende la spada di Damocle del Tar di Lecce, la cui prima pronuncia arriverà un po’ prima di Natale.

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lastampa/Ilva, governo contro regione: “Fanno fuggire gli investitori” PAOLO BARONI

Meteo, ancora maltempo: rischi alti per le piogge

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Le ultime notizia sul meteo in Campania

In questi ultimi giorni il sole sembra aver lasciato la terra che ne ha sempre fatto il suo vanto, infatti nell’ultima settimana si è visto poco e niente oscurato da un cielo grigio e nuvoloso.

L’inverso sembra essere arrivato, portando con sé vento e piogge che hanno sferzato su tutta la campania.

Anche le oggi le cose non sono cambiate, infatti la giornata odierna è contraddistinta da un cielo nuvoloso, con temperature però non troppo basse infatti avremo una massima di 14 gradi e una minima di 7 e con venti moderati. L’unica novità è che almeno per oggi non sono previste piogge.

Zola: “Stasera punto su Mertens, speriamo vinca il Napoli!”

Le sue parole

Gianfranco Zola, ex attaccante del Napoli, ha parlato al Corriere dello Sport:

 Zola, che partita sarà Napoli-Juve? 

«Bella, avvincente ed emozionante. E spero anche che vinca il Napoli (ride, ndr)». 

Chi sarà decisivo? 

«Nelle file del Napoli dico i tre attaccanti che in qualsiasi momento possono far male. Se devo indicarne uno solo, punto su Mertens: non sta attraversando un momento fantastico e questa per lui è un’opportunità per tornare ai suoi livelli. Nella Juve invece scommetto su Dybala che ha una qualità eccezionale. A inizio stagione ha avuto un rendimento incredibile ed era normale un calo, ma uno come lui lo vorrei sempre nella mia squadra». 

E se alla fine invece decidesse… Insigne, alla sua miglior stagione della carriera? 

«Lorenzo in questi anni sta crescendo esattamente come il Napoli ovvero in maniera lenta, ma costante. Lo conosco e so il suo valore: ora che ha ancora maggiore consapevolezza nei suoi mezzi, è difficile da fermare per chiunque». 

Il Napoli può vincere lo scudetto oppure pensa che la Juventus si aggiudicherà il settimo tricolore di fila? 

«L’unico dubbio sul Napoli ce l’ho sotto l’aspetto fisico perché non ha una squadra prestante e competere in due competizioni importanti come la Serie A e la Champions alla lunga ti porta via un sacco di energie. Sotto il profilo tecnico, tattico e caratteriale invece il gruppo di Sarri è cresciuto tanto ed è assolutamente da scudetto». 

La praticità di Allegri o il bel gioco di Sarri: lei quale vota? 

«Riconosco ad Allegri grandissime qualità e capacità anche perché le sue formazioni hanno sempre fatto bene. Sarri sta dimostrato sul campo tutto quello che di bene si dice di lui: fa giocare il Napoli strabene e i suoi vincono e convincono. Siamo di fronte a due dei migliori allenatori italiani, ma se devo sceglierne uno, la mia napoletanità viene fuori e dico Sarri». 

Napoli – Verdi, se De Laurentiis spinge si può chiudere

Napoli – Verdi, se De Laurentiis spinge si può chiudere

Si fanno sempre più insistenti le voci di mercato che vorrebbero Simone Verdi costantemente nei pensieri del ds Bigon e del Napoli. A tal proposito Il Corriere di Bologna riporta: “Il Napoli sì, e lasciate stare le voci su altre squadre che ora come ora non hanno alcun fondamento, perché Verdi piace da morire a Maurizio Sarri e a questo punto tutto dipenderà da quanto De Laurentiis sarà disposto a tirar fuori. Quanto chiede il Bologna per il suo esterno di talento? Dai 20 ai 25 milioni di euro, considerati anche i numeri pagati per alcuni giocatori nelle scorse sessioni invernali. Vedi Gagliardini, pagato sui 30 milioni dall’Inter. Come potete capire, se il Napoli decidesse di avvicinarsi a questa cifra ecco che il Bologna farebbe fatica a non chiudere una plusvalenza tanto alta e vantaggiosa. Morale: per poter continuare a vedere Verdi vestito di rossoblù almeno fino a Maggio, il popolo di Bologna dovrà sperare che De Laurentiis non si decida a compiere questo passo”.

Benevento, truffavano anziani: vendevano biglietti di una lotteria di Natale

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Benevento, truffavano anziani: vendevano biglietti di una lotteria di Natale

Attenziona alla nuova truffa, non aprite quella porta. Si presentavano alla porta di anziani cittadini, proponendo loro l’acquisto dei biglietti di un’inesistente lotteria natalizia promossa dalla parrocchia del paese. Così due pregiudicati sono stati arrestati dai carabinieri della stazione locale di Montesarchio in provincia di Benevento.

“Ci manda il parroco signora”, con questa scusa si facevano aprire le porte dagli ignari signori, riuscendo in diversi casi a farsi dare del denaro. Il 30enne e il 39enne dovranno così rispondere dell’accusa di truffa aggravata: i carabinieri hanno constatato come la coppia aveva già portato a termine cinque truffe con i biglietti della lotteria inesistente in poche ore. Una pratica diffusa anche nel napoletano.

Il personale ospedaliero del S. Leonardo ha subito altre aggressioni

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Il segretario territoriale NurSind di Napoli è stato aggredito all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, con pugni e calci mentre si apprestava a svolgere il proprio lavoro durante il turno di notte.

Il pronto soccorso del San Leonardo è un polo altamente strategico e nevralgico per quanto riguarda l’area stabiese-sorrentina, poiché si parla di circa 90.000 accessi annui, con un bacino d’utenza di 800.000 persone, a fronte di una carenza di personale infermieristico, di supporto e soprattutto medico.

Negli ultimi 2 mesi poi il servizio sanitario è stato turbato da 6/7 aggressioni.
E la carenza del personale non aiuta dato che da oggi, 1 dicembre, non vi sarà più la guardia chirurgica in pronto soccorso. Insomma sempre peggio. E chi rischia? Il personale infermieristico, stando quanto dichiarato dal segretario territoriale NurSind.

“La mia aggressione? Beh ricevere 2 pugni in faccia mentre di appresti ad andare in servizio,Senza se e ma non è il massimo. Ringrazio le guardie giurate,accorse immediatamente”.
“Non conosco e ne immagino le motivazioni del gesto da parte del folle”, ha aggiunto la vittima.
Ma l’azienda deve tutelare i suoi dipendenti ,anche con il rinfoltire il personale, affinché si possa offrire una tutela e un attività sanitaria degna. Il tutto ad eccetto del folle gesto di stasera: imprevedibile e inimmaginabile.  Che ha procurato al segretario NurSind un prognosi 5 giorni per trauma facciale.Senza considerare la fuga dei medici del pronto soccorso.

Negli ultimi mesi  5/6 medici sono letteralmente scappati dal pronto soccorso. Altri non hanno accettato l’incarico.
Il Nursind e il segretario territoriale Napoli e aziendale Asl  Na3sud, sono attivi nel denunciare e invitare l’azienda a prendere rimedi e personale.

“Tuteleremo il personale in ogni sede l’aggressione subita mi demoralizza,ma vado avanti a testa altra. Non possiamo arrenderci a questi mentecatti. Io che ho un ruolo sindacale di rilievo in primis.
Lavorando con dignità e professionalità.”

Torre Annunziata, arrivano le condanne per il boss e i suoi gregari: i dettagli

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Torre Annunziata, arrivano le condanne per il boss e i suoi gregari: i dettagli

Via al “terzo sistema” per un nuovo clan di camorra tra i Gionta e i Gallo-Cavalieri a Torre Annunziata: arrivano le condanne per il boss e i gregari.

Per Domenico Ciro Perna, 27enne considerato il capo dell’organizzazione criminale, è arrivata la condanna più pesante ovvero 16 anni e 8 mesi di reclusione. Con lui, un anno fa in carcere erano finiti Salvatore Orofino, 35enne, condannato a 8 anni; Antonio Longobardi, 25enne, dovrà scontare 10 anni e 8 mesi; per Gennaro Pinto, 20enne, condanna 9 anni e 4 mesi, così come anche per il 27enne Luigi Gallo; Bruno Milite, 24enne, sconterà 8 anni e 8 mesi; ed infine inflitti 8 anni e 8 mesi al 20enne Vittorio Della Ragione.

Per tutti le accuse mosse dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli sono di associazione per delinquere di stampo mafioso, detenzione di esplosivi, porto e detenzione di armi e ricettazione.

Napoli – Juventus, è record di incassi al botteghino!

Napoli – Juventus, è record di incassi al botteghino!

Il San Paolo si veste a festa e per la sfida alla Juventus l’impianto di Fuorigrotta è pronto a presentare un colpo d’occhio da record. Saranno ben 56.000, infatti, i tifosi pronti a spingere gli uomini di Sarri alla vittoria. Altrettanto da record è anche la cifra incassata ai botteghini e a tal proposito la rosea di Milano aggiunge: “Napoli è pronta a tifare con tutta la forza che sa trasmettere ed è pronta a sfidare la Juventus. Il record di presenze (56.00) in questa stagione è già assicurato, resta da capire a quanto ammonterà l’incasso che dovrebbe aggirarsi, però, sui 4,5 milioni di euro”.

Torre del Greco, vendica la figlia e spara 4 colpi di pistola verso l’appartamento di una donna

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Torre del Greco, vendica la figlia e spara 4 colpi di pistola verso l’appartamento di una donna

Una forte lite tra ragazze che ha rischiato di finire in tragedia. E’ così che un trentaseienne torrese ha sparato quattro colpi di pistola a salve contro l’appartamento di una donna in via Litoranea. Durante il litigio tra ragazze, come riporta TorreChannel, è intervenuta la madre di una di loro che, nel tentativo di sedare la rissa, ha sferrato uno schiaffo ad una delle ragazze che si era scagliata sulla figlia. E l’altra notte si è vista sparare quattro colpi di pistola verso il suo appartamento dal padre della ragazza coinvolta. L’uomo è stato denunciato e dovrà rispondere di minacce.

Sorrento, abusi edilizi e i controlli dei vigili: dieci denunciati

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Sorrento, abusi edilizi e i controlli dei vigili: dieci denunciati

Sorrento e gli abusi edilizi: nuove ordinanze e demolizioni, scattano nuove denunce dei vigili. Nel mirino sono finite diverse strutture. L’area interessata dai controlli è stata quella di via Fontanelle. Secondo le ricostruzioni fatte dagli uffici del Comune di Sorrento, tutto è fuorilegge e senza le autorizzazioni necessarie e dunque da abbattere al più presto. I controlli sono proprio scattati a seguito dello smottamento e ora c’è un’ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi nei confronti della famiglia proprietaria delle strutture giudicate abusive.

Da troppo tempo a secco, Mertens vuole tornare al gol: Buffon avvertito!

Da troppo tempo a secco, Mertens vuole tornare al gol: Buffon avvertito!

Ormai è una vera e propria prima punta e per uno come lui, abituato a segnare a raffica, tre giornate senza timbrare in cartellino risultano fin troppe. Dunque Gigi Buffon è avvisato: attenzione a Mertens. L’ultima rete del folletto belga risale a circa un mese fa, Napoli – Sassuolo: 3-1, astinenza per fortuna poi interrotta in Champions con lo Shakhtar, ma in campionato la musica è diversa. Alla Juventus Dries ha già segnato due reti, una nel campionato 2014, nel 2-0 alle zebre di Torino, l’altra nello sfortunato 3-2 di Coppa della scorsa stagione. Il belga vuole dunque tornare ad esultare e migliorare i suoi numeri straordinari che recitano: 205 presenze e 81 reti con gli azzurri. Lo riporta l’edizione odierna de Il Mattino.

Neonata morta all’ospedale di Sapri: si apre un’inchiesta

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Neonata morta all’ospedale di Sapri: si apre un’inchiesta

Giallo in provincia di Sapri:è stata aperta un’inchiesta sulla morte di una neonata di Acquafredda di Maratea.

La piccola è deceduta nell’ospedale di Sapri dove la mamma si trovava per il parto prematuro. I genitori sono disperati e convinti che le responsabilità di quanto accaduto sono dei medici che l’hanno assistita.

Il medico legale ha già eseguito l’autopsia sul corpicino per risalire alle cause della morte. Sulla vicenda vige il massimo riserbo. Una storia delicata che ha distrutto una famiglia e arriva in un momento delicato per il futuro dell’ospedale saprese. I fatti sarebbero accaduti nella giornata di mercoledì scorso e i genitori non hanno perso tempo a rivolgersi alla giustizia.

Commissione Banche: il Pd ha segnato due punti a suo favore

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Le rivelazioni del procuratore aretino Roberto Rossi alla Commissione parlamentare d’inchiesta in merito al coinvolgimento del padre di Maria Elena Boschi nella bancarotta dell’Etruria, scatenano le reazioni del mondo renziano convinto da tempo di un accerchiamento studiato a tavolino. “Il Pd – commenta Marcello Sorgi – ha segnato due punti a suo favore”.

Il dossier che avvelena le elezioni

Pierluigi Boschi, padre della sottosegretaria Maria Elena e vicepresidente di Banca Etruria, non partecipò alle riunioni degli organi dirigenti che deliberarono i finanziamenti che poi portarono l’istituto alla bancarotta. E la Banca d’Italia, prima di procedere al commissariamento, valutò l’eventualità di far fondere Etruria con la Popolare di Vicenza, anche questa traballante e poi finita malissimo.

Nella seduta clou della commissione d’inchiesta, dedicata al più spinoso – per implicazioni politiche – e recente crac bancario, e concentrata sull’audizione del procuratore della Repubblica di Arezzo Rossi, il Pd ha segnato due punti a suo favore: ha visto sostanzialmente scagionato dalle accuse più gravi papà Boschi, bersaglio delle opposizioni per la presenza al governo della figlia, prima come ministra delle Riforme e adesso come sottosegretaria alla presidenza del Consiglio; e ha ascoltato le perplessità («Ci è sembrato un poco strano») del magistrato responsabile delle indagini su Etruria rispetto al comportamento di Bankitalia, che prima di procedere al commissariamento avrebbe incoraggiato la fusione tra due banche afflitte dagli stessi problemi e finite entrambe in liquidazione.

Il caso Etruria è la ragione per cui è nata la commissione parlamentare, con l’obiettivo di far luce sulla truffa ai piccoli risparmiatori raggirati e in parte risarciti dal governo. Renzi (che a fine ottobre, per questo, aveva osteggiato in Parlamento, senza però trovare ascolto dal governo né dal Presidente della Repubblica, la riconferma del Governatore Visco) ha sempre puntato a dimostrare che quanto è avvenuto è dipeso dalle carenze della Vigilanza di Bankitalia e della Consob, che nel corso dei lavori parlamentari si sono difese anche scaricandosi vicendevolmente le colpe. Le opposizioni, e soprattutto il Movimento 5 stelle, miravano invece sulla Boschi e sul governo presieduto dal leader del Pd.

Ieri, per quanto il presidente Casini si sia adoperato per tenere il lavoro dei parlamentari entro i canoni di un’inchiesta parlamentare, la durezza dello scontro politico tra il 5 stelle Sibilia e i membri renziani della commissione ha confermato che non sarà facile chiudere il dossier Etruria e il tema banche resterà caldo per tutta la campagna elettorale. Sibilia ha cercato di incalzare il procuratore Rossi su Boschi padre, mentre la delegazione Pd, capeggiata dal presidente del partito Orfini, ha sottolineato, parlando di «fallimento», le presunte carenze di Banca d’Italia, che in serata a sua volta con un comunicato ha precisato di non aver mai sostenuto la fusione tra Etruria e Popolare di Vicenza.

A questo punto il lavoro della commissione d’inchiesta volge al termine, visto che anche la legislatura, dopo l’approvazione della legge di stabilità e della legge sul testamento biologico, si chiuderà a cavallo di fine anno. Ma prima della conclusione arriverà l’audizione-chiave di Visco, chiamato a chiarire il ruolo di via Nazionale di fronte a quanto è emerso via via dall’inchiesta parlamentare. In quell’occasione si capirà se nella relazione finale (o nelle relazioni, perché potrebbero essere più di una, di maggioranza e di minoranza) della commissione a prevalere sarà la linea di difesa dell’Istituto di emissione: aver fatto il possibile, con più di 75 interventi diretti e liquidazioni di banche nel corso dei lunghi anni di crisi, scontando le reticenze degli amministratori infedeli, alcuni dei quali, come ad esempio proprio i vertici della Popolare di Vicenza, nascondevano agli ispettori della Vigilanza i documenti comprovanti lo stato di dissesto dei propri conti e i finanziamenti oggetto di accordi obliqui con clienti semi-falliti. Oppure se ad averla vinta sarà lo schieramento dell’accusa, con in prima linea il Pd renziano, che contesta a Visco la responsabilità dei danni subiti dai risparmiatori, attratti fraudolentemente a investire in titoli-spazzatura, da banche che approfittavano della fiducia dei loro correntisti, e secondo Renzi Bankitalia avrebbe dovuto fermare in tempo.

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Salerno, fratello e sorella molestati dallo zio

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Fratello e sorella molestati dallo zio

Un ragazzo di 17 anni, assieme ala sorellina più piccola hanno raccontato che zio, un tecnico di radiologia di Roma, che ogni volta ce scendeva nel salernitano per andare a trovare la famiglia del fratello, molestava sessualmente i suoi nipoti.

«Mi sapete dire perché mio zio ci ha fatto questo?» Questa è la domanda disperata che il ragazzo ancora minorenne ha fatto, quando lui e sua sorella minore hanno esposte le violenza subite davanti  al gip Stefano Berni Canani e al pm Elena Cosentino, alla presenza di alcuni periti e, dall’altra parte dello specchio anche dello zio, tutte le «attenzioni» che l’uomo rivolgeva loro, scendendo nei dettagli. Una ricostruzione semplice ma agghiacciante che ha lasciato tutti senza parole. Soprattutto perché tutte le violenze sono accadute quando loro erano di qualche anno più piccoli. Contatti e abusi sessuali ma non rapporti completi. Ma violenze che, in quanto commesse dal fratello del padre, hanno ancora di più ferito l’animo dei due fratellini. «Mi sento in colpa – ha poi detto il ragazzino – avrei dovuto difendere mia sorella che è più piccola e non l’ho fatto!».

È stata la ragazzina quella che, con maggiore freddezza, ha ricostruito quei momenti. Raccontato di quella chat che avevano lei, lo zio e il fratello e nella quale l’uomo adulto metteva foto e video porno oltre che richieste a sfondo sessuale ai ragazzini. Erano dei bambini all’epoca e per loro quello restava sempre lo zio. «Ero entusiasta quando scendeva da Roma – ha dichiarato la piccola – perché in fondo era sempre mio zio». Lo zio, la persona della quale più si fidavano e che invece li ha traditi. Un uomo apparentemente buono che, oltre ai suoi figlia, aveva preso in affido temporaneo altri tre bambini che ora, su richiesta del gip Berni Canani, gli sono stati tolti e sul quale anche la procura di Roma sta ora effettuando accertamenti per verificare se abbia fatto qualcosa anche ad altri bambini.

Le cose belle di Stabiae: parlano i volontari del Centro Antico

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Le cose belle di Stabiae: parlano i volontari del Centro Antico

Il Centro Antico stabiese è una zona, purtroppo, frequentemente alla ribalta della cronaca per eventi non certo positivi, ma dietro a questa facciata grigia c’è anche chi cerca di dare del colore al tutto. Parliamo di un gruppo di persone che, nel proprio piccolo, desiderano regalare un po’ di attenzione, condita da qualche sorriso, soprattutto a coloro che spesso sono vittima senza alcuna colpa di eventi troppo grandi: i bambini. Questi volontari, infatti, già da qualche anno stanno portando avanti il progetto del “dopo-scuola”, apparentemente banale nel nome ma ben più complesso nei fatti. Presso le salette della Cattedrale di via Sarnelli il loro scopo è quello di aiutare, da un lato, quei bambini che per un motivo o un altro presentano gravi lacune scolastiche, ma dall’altro rispondere anche alle loro richieste di aiuto, forse dette a voce troppo bassa per arrivare alle orecchie di qualcuno. Purtroppo, però, ancora in pochi conoscono questa bella realtà e così è proprio uno dei volontari a spiegarci di cosa si tratta: “Il nostro è un progetto semplice, che si basa principalmente sulla formazione scolastica dei bambini, tentando di offrire un’alternativa alla vita di strada. Il bambino è seguito da una figura costante, che è il volontario, ma il suo compito non è solamente quello di aiutare il bambino nella sua formazione, ma anche di creare un rapporto di fiducia e rispetto, aiutandolo a superare magari le sue difficoltà. Per poter realizzare a pieno questo progetto però abbiamo bisogno di sempre più persone disposte a regalare un po’ del loro tempo a questi bambini, ricordando che proprio il tempo è il dono più prezioso che possiamo regalare agli altri”.

A cura di Aniello Sicignano

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Audizioni magistrati nella Commissione Banche: esultanza di Renzi

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Le rivelazioni del procuratore aretino Roberto Rossi alla Commissione parlamentare d’inchiesta in merito al coinvolgimento del padre di Maria Elena Boschi nella bancarotta dell’Etruria, scatenano le reazioni del mondo renziano convinto da tempo di un accerchiamento studiato a tavolino. 

Renzi esulta: “Non so come Visco dormirà stanotte”

Il segretario Pd: “Adesso il governatore deve spiegare perché ha fallito non solo su Ferrara ma anche su Arezzo”

ROMA – «Non credo dormirà sonni tranquilli Visco questa notte». Questo è il racconto di una giornata passata al telefono da Matteo Renzi. Un racconto che si concentra sulle sue reazioni, mentre viene di volta in volta aggiornato da diversi interlocutori su quello che quasi in presa diretta sta accadendo dentro la commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, nel giorno in cui si discute di Banca Etruria, epicentro del terremoto che ha rischiato di travolgere e seppellire il renzismo. Squillo dopo squillo l’iPhone si surriscalda, il volto dell’ex premier si arriccia stupito, poi si rilassa e infine si distende in un sorriso di soddisfazione e di esultanza. Chi lo ha visto e sentito, sul treno e lungo le stazioni del Piemonte, lo descrive così.

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Renzi, appunto, è in giro per il Piemonte, mentre a Roma il procuratore di Arezzo Roberto Rossi sembra smontare l’intero impianto politico di accuse sulla gestione Pd del caso banche. Per i membri renziani della commissione, Matteo Orfini e Andrea Marcucci, non è un’impressione ma una certezza. I tre si alternano al telefono con Renzi da Roma, appena fuori dall’uscio della commissione: «Matteo sta succedendo qualcosa di inenarrabile, sta venendo giù tutto». L’ex premier vuole conoscere ogni dettaglio. Le telefonate sono tante, il resoconto arriva a puntate. «Il procuratore ha detto di aver provato in ogni modo a mettere alle strette il papà della Boschi, indagando a fondo tra le sue responsabilità, ma ha ammesso di non esserci riuscito».

E ancora: «I grillini, Carlo Sibilia in particolare, lo hanno incalzato, gli hanno chiesto se abbia valutato attentamente ogni decisione di Boschi, in particolare sulla concessione dei crediti in sofferenza… E lui sai che ha detto? Ha detto che le ha provate tutte, per vedere se avesse commesso qualcuno di quei reati ma niente. Ha ribadito che l’unica cosa che ha potuto fare è stata una multa». Renzi gongola, immaginandosi i volti sgomenti dei 5 Stelle che si vedono scippare la più importante arma contro il leader del Pd e la sua cerchia toscana.

Ma le chiamate sul cellulare non si arrestano e continuano fino a quando in una smorfia compiaciuta Renzi riceve l’aggiornamento sulle accuse scagliate contro Bankitalia dal magistrato, di fronte a tutti i parlamentari: «Mi hanno appena detto che viene fuori l’assoluta inidoneità di Bankitalia – commenta – sia nella vigilanza sia nelle audizioni davanti alla commissione d’inchiesta». Per il segretario dem se quanto gli stanno riportando al telefono venisse confermato, le difese di Palazzo Koch verrebbero sgretolate e l’istituto ne uscirebbe con le ossa rotte. «Adesso dovrà spiegare perché ha fallito non solo su Ferrara ma anche su Arezzo». CariFerrara, come Banca Etruria, entrambe salvate dallo stesso decreto del governo, erano finite nel mirino di Pop Vicenza, altro istituto che poi si scoprirà fragilissimo, senza che Bankitalia muovesse un dito. È la lettura, va detto, che ne dà Renzi e in questo caso anche il M5S, puntando l’indice contro chi negli ultimi anni era alla guida di Via Nazionale. Renzi cita poco il nome del governatore Ignazio Visco, riconfermato per volontà del governo a maggioranza Pd contro la volontà del suo leader, ma lo cita alla fine, in un epilogo che in questo ennesimo atto del dramma delle banche italiane suona come una vendetta: «La commissione d’inchiesta doveva appurare di chi fossero le colpe. Questo è il suo compito: capire chi ha fallito e chi no. E di fronte a quanto sta emergendo dal dibattito in commissione, credo proprio che a fallire, commettendo errori non solo su Ferrara ma anche su Etruria, come noi abbiamo sempre sostenuto, è stata Bankitalia. Non riesco proprio a immaginare come Visco riuscirà a dormire sonni tranquilli questa notte».

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vivicentro/Audizioni magistrati nella Commissione Banche: esultanza di Renzi
lastampa/Renzi esulta: “Non so come Visco dormirà stanotte” ILARIO LOMBARDO

Torna a Napoli l’iniziativa “Tu scendi dalle scale”

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Dal 3 dicembre fino al 7 gennaio 2018, torna l’iniziativa promossa dall’Assessorato all’Ambiente del comune e dal Coordinamento Scale di Napoli, “Tu scendi dalle scale”.

Si tratta di un ricco calendario di appuntamenti per percorrere paesaggi di scale e gradinate e luoghi di assoluta bellezza. Per un mese sei associazioni animeranno sei scalinate storiche della città con visite guidate, passeggiate letterarie e spettacoli per riscoprire la bellezza del paesaggio, la cultura popolare, la storia del territorio e ritrovare l’identità della città.

Qui sono riportati diversi programmi:

Domenica 3 dicembre

La risalita del Moiariello tra scale, antichi vicoli e tradizioni popolari

da Via Foria alla Collina di Capodimonte

appuntamento ore 10,30 ex Caserma Garibaldi in Via Foria

a cura di Gente Green e Legambiente Parco Letterario Vesuvio Onlus

info e prenotazioni cell. 3494597997

contributo associativo

Venerdi’ 8 dicembre 2017

Scale Luigia Sanfelice e Petraio
Letture e spettacolo itinerante lungo il Petraio in omaggio a Fabrizia Ramondino

Anche con estratti da lo spettacolo Urbs Sanguinum

Appuntamento presso ingresso Funicolare Centrale Piazza Fuga ore 10,45

durata 2 ore e 30 minuti

a cura de Lo Sguardo che Trasforma
info e prenotazioni losguardochetrasforma@gmail.com cell. 3914143578 – 3926866064

contributo associativo

 

Domenica 10 dicembre

Scale di Santa Barbara: dagli antichi teatri al cuore della Napoli medievale. Trekking Urbano narrato

Percorso: Piazza Municipio, Via San Giacomo, Teatro Mercadante,Via Guantai Nuovi, Rua Catalana, Via Medina, Gradelle Santa Barbara, Piazza Teodoro Monticelli.

Appuntamento ore 10.30 Ingresso Galleria Umberto I (Teatro San Carlo)

a cura di Legambiente Parco Letterario Vesuvio Onlus

info e prenotazioni cell. 3388408138

Contributo associativo

 

Domenica 17 dicembre

Da Pontecorvo a Montesanto, le scale dell’Olimpiano
Appuntamento ore 10,00 Piazza Mazzini

a cura dell’Associazione Locus Iste
info e prenotazioni 3472374210 locusisteinfo@gmail.com

Contributo associativo

Martedi’ 26 dicembre

scala Pedamentina a San Martino – Ex Ospedale Militare – Scala di Montesanto

Passeggiata spettacolo “Come l’acqua che scorre…prosa fluida dalla Pedamentina alla Pignasecca”

appuntamento presso Largo San Martino belvedere imbocco scala ore 10,30

durata 3 ore

a cura di WWF Napoli e Lo Sguardo che Trasforma

info e prenotazioni losguardochetrasforma@gmail.com

3914443578 – 3926866064

contributo associativo

 

Domenica 7 gennaio 2018
Per le antiche scale del Sedile di Porto
Itinerario storico artistico per raccontare la citta’ da Caravaggio a Matilde Serao

A cura dell’Associazione Napoletana Beni Culturali

appuntamento ore 10.45 piazza della Borsa (angolo via Sant’Aspreno)

info e prenotazioni: ass.benicult@gmail.com – cell. 3358236123

contributo associativo

Tuttosport: “Chi tifa per la Juve a Napoli è ancora più napoletano”

Tuttosport: “Chi tifa per la Juve a Napoli è ancora più napoletano”

‘Juventini a Napoli, si sopravvive così’. E’ questo il titolo, forse discutibile, che Tuttosport ha pensato per un articolo dedicato ai tifosi bianconeri residenti nel napoletano. Di seguito vi riportiamo alcuni tratti: “La verità è che per essere juventini a Napoli bisogna essere ancora più napoletani, perché la forza morale di resistere e controbattere agli sfottò continui necessita una dose doppia di quell’affilatissima sagacia tipica di chi vive dalle parti del Vesuvio. La questione, per altro, è seria, perché i napoletani del Napoli non sono affatto teneri con i napoletani della Juventus, arrivando a mettere in dubbio la “veracità” della loro appartenenza alla città. Alla fine non è mica sempre un inferno essere juventini a Napoli”.

A Napoli il traffico è meglio lasciarlo scorrere: a regolarsi ci penserà da solo

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Come scrivevo l’altro giorno in: “Mobilità in stile Partenopeo: senza semafori è meglio” i napoletani hanno dato sempre mostra di intolleranza verso i semafori in genere perché sapevano e sanno che, senza, scorrono meglio ed anche le liti, discussioni e gli incidenti crollano, come è accaduto ieri a Napoli nei pressi della stazione, cosa che ha dato spunto al comandante dei vigili di mantenerlo inerte e a Gramellini per il suo commento del giorno che riportiamo a seguire. Non c’è niente da fare: Napoli è incompresa. Prova ad insegnare, ma spesso, invece di ringraziamenti, raccoglie ingiustificate ed ingrate critiche.

L’abolizione del semaforo

Il comandante dei vigili Alfredo Marraffino si è accorto che le due piazze intorno alla Stazione Centrale di Napoli avevano beneficiato dell’oscuramento momentaneo dei semafori causato da un cortocircuito. Gli ingorghi più pesanti si erano sciolti in un’allegra tarantella, dove tutte le auto si muovevano magicamente senza toccarsi. Così ha scritto all’assessore per chiedere che quei semafori venissero spenti dalle 7 alle 19. Il verde confonde le idee e il rosso rimane solo un suggerimento, innescando incastri di parafanghi e liti per le precedenze tra vicini di lamiera. Mentre il salomonico giallo lampeggiante diventa un «liberi tutti» che finisce persino per responsabilizzare qualcuno.

Il pragmatismo del comandante infastidirà i puristi, non coloro che hanno rinunciato all’idea che Napoli, e l’Italia in genere, possano trovare la loro fonte ispiratrice in Scandinavia. Un famoso magistrato dichiarò a malincuore, ma non a torto, che il giorno in cui gli italiani si fossero messi di colpo a osservare tutte le regole, il Paese si sarebbe bloccato.

Il cittadino combatte contro la rigidità di troppe burocrazie, tra cui quella semaforica è ancora una delle meno arbitrarie. Presa dalla smania di regolare il traffico, la politica si ostina ad aggiungere nuove regole a quelle vecchie. Il risultato è l’ingorgo esistenziale. In Italia il traffico è meglio lasciarlo scorrere: a regolarsi ci penserà da solo. L’importante, e il difficile, è che dietro l’angolo ci sia un vigile di buon senso

vivicentro.it/opinioni
vivicentro/A Napoli il traffico è meglio lasciarlo scorrere: a regolarsi ci penserà da solo
corrieredellasera/L’abolizione del semaforo/Massimo Gramellini

Higuain, questa mattina consulto decisivo per lui!

Higuain, questa mattina consulto decisivo per lui!

Doveva essere Mandzukic il titolare per la sfida del San Paolo ma un problema muscolare ha messo fuori causa il croato facendo così salire le percentuali di Higuain. Argentino dunque in campo? Tutto dipenderà dalle sue sensazioni e dal dolore alla mano. L’ipotesi più plausibile però è proprio quella di vederlo tra i titolare con Dybala e Costa alle sue spalle. In caso invece di forfait Allegri tiene pronto il piano B: tridente leggero con Dybala, Costa e Cuadrado. La voglia del Pipita, comunque, di scendere in campo è tanta e potrebbe fare la differenza ma fondamentale per Allegri e il suo staff sarà il consulto di questa mattina. Lo riporta l’edizione odierna de Il Mattino.