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Casoria, protesta contro i ritardi di Trenitalia: soppressi quattro treni regionali

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I ritardi di Trenitalia sono all’ordine del giorno. Sono tanti i pendolari che per motivi di lavoro o di studio viaggiano in treno, e così per protestare contro i ritardi sempre più frequenti, quest’oggi c’è stata una manifestazione nei pressi della stazione di Casoria, bloccando la linea Napoli – Roma via Formia. La protesta è iniziata alle ore 8:40 ed è durata circa un’ora costando un ritardo di circa 70 minuti ai treni di passaggio per quella stazione, oltre alla soppressione di quattro treni regionali.

Reina carica l’ambiente: è lui l’uomo fondamentale per lo spogliatoio azzurro

Reina carica l’ambiente: è lui l’uomo fondamentale per lo spogliatoio azzurro

Il Napoli si appresta ad affrontare il delicatissimo incontro di Champions contro il Feyenoord e Pepe Reina, in condizione smagliante contro la Juventus, cerca di caricare l’ambiente. A tal proposito La Gazzetta dello Sport sottolinea: “Da sabato ha provato a rasserenare gli animi dei compagni, ha sdrammatizzato quanto accaduto contro i bianconeri e ha dato una mano a Sarri nel ‘resettare’. Per lui, che ha saltato solo la gara con il Chievo, non esiste turnover e anche a Rotterdam sarà al suo posto. Del resto se, nonostante il primo stop stagionale, il Napoli ha la miglior difesa (con Inter e Roma) della serie A il merito è anche suo”.

Scandalo Faito, abitanti ancora bloccati sulla montagna: i bambini faranno lezione dal pc

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Gli scolari residenti a Monte Faito saranno costretti a seguire le lezioni dal computer, perchè ancora bloccati nelle loro abitazioni. Sembrerebbe l’unica soluzione considerato che l’ex Statale 269, l’unica via che collega Faito alle altre zone, resta ancora impraticabile dopo la frana avvenuta ormai un mese fa, il 6 novembre scorso.

Della situazione si è discusso ieri in comune, in presenza del sindaco di Vico Equense Andrea Buonocore, dei genitori degli alunni e dei responsabili dell’istituto Caulino. Tra le soluzione individuate la più attuabile è quella di svolgere le lezioni in videoconferenza.

I residenti di Monte Faito si sentono sempre più abbandonati dalle istituzioni, “una situazione gestita male” dissero e lo riconfermano. Dal 6 novembre scorso, quando l’ex statale 269 è stata ricoperta da detriti, vivono una situazione intollerabile. La strada, dichiarata intransitabile dalla Città metropolitana di Napoli, è stata riaperta in casi eccezionali, ma il pericolo resta e i cittadini di Faito sono stanchi di chiedere e di non essere aiutati. I 17 bambini che abitano la zona dovranno con ogni probabilità istruirsi tramite pc, perchè una risoluzione concreta sembra ancora lontana.

Champions League, il Napoli si qualifica agli ottavi se…

Champions League, il Napoli si qualifica agli ottavi se…

Il Napoli si appresta ad affrontare il decisivo incontro di Champions contro il Feyenoord per sancire il proprio destino europeo. Agli azzurri però non basterebbe una vittoria, unico risultato utile a disposizione, in quanto anche il Manchester City, già sicuro del primo posto, dovrebbe ottenere lo stesso risultato in Ucraina. Dunque gli azzurri approderebbero agli ottavi solamente se vi fosse questa unilateralità di risultati. Infatti gli uomini di Sarri raggiungerebbero lo Shakhtar a 9 punti e vista la miglior differenza reti negli scontri diretti conquisterebbero il secondo posto. In caso contrario Il Napoli sarà destinato all’inferno del giovedì di Europa League.

Clamoroso, il boss della ndrangheta torna su una panchina di Eccellenza: commissione antimafia indignata

Natale Iannì, l’allenatore- mafioso torna in panchina. Il “tecnico” calabrese, fu arrestato nel 2010 mentre era alla guida del Valle Grecanica, compagine in quel momento militante in Serie D, con l’accusa di essere uno dei boss di una cosca della ndrangheta. Adesso nonostante due gradi di giudizio abbiano confermato le sue attività illecite torna in panchina alla guida dell’ A.S.D. Reggiomediterranea. Queste le parole del presidente della squadra: ”Abbiamo valutato tutti gli aspetti e come sempre abbiamo agito con la massima onestà, perché non credo che chi ha sbagliato, pagando di persona, una volta uscito fuori dal carcere debba essere schivato da tutti e non gli si possa dare le opportunità per riscattarsi. Tra l’altro il signor Iannì, durante la carcerazione ha iniziato un percorso di studi che tra poco lo porterà a conseguire la laurea in giurisprudenza”. Prontamente arriva la risposta di Marco Di Lello, segretario della Commissione Bicamerale Antimafia e Presidente del Comitato Mafia e manifestazioni sportive, il quale ha dichiarato che “è impensabile che un condannato per mafia possa essere tesserato della Figc, e ancor più che possa guidare una squadra che nell’ allenatore deve riconoscere un modello”.

Maddaloni, ricevono mazzette per abbassare i costi delle pratiche di condono: due arrestati

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A Maddaloni, in provincia di Caserta, un uomo è stato arrestato con l’accusa di abbassare i costi delle pratiche di condono per i cittadini, previa mazzetta con una lauta somma di denaro. Si tratta del funzionario dell’Utc Michele Della Peruta è stato arrestato insieme al suo presunto complice, Michele Pietropaolo, il professionista che imbastiva le pratiche è stato raggiunto da un divieto di dimora. A far partire le indagini è stata fondamentale la denuncia di un pensionato, che ha fatto iniziare ad indagare sui colpevoli fino ad arrivare all’arresto di quest’oggi.

Santini: “Vrsaljko è ad un passo dal Napoli, invece Ounas…”

Santini: “Vrsaljko è ad un passo dal Napoli, invece Ounas…”

Durante il Processo di Biscardi, in onda su 7 Gold, il giornalista Santini ha rilasciato alcune dichiarazioni sul prossimo mercato del Napoli: “Sime Vrsaljko è ad un passo dal Napoli, la dirigenza azzurra ha scelto il terzino croato dell’Atletico Madrid per rinforzarsi sul mercato di gennaio. Invece Adam Ounas sarà ceduto, potrebbe finire o al Bologna per Simone Verdi oppure al Sassuolo per Domenico Berardi. Potrebbe esserci un ritorno clamoroso al Napoli, perché Roberto Insigne a Parma sta facendo molto bene e Sarri vorrebbe riportarlo subito in azzurro dopo averlo seguito in questo mesi. Inoltre mi dicono che ci sarebbero stati nuovi contatti tra l’entourage di Marek Hamsik e la Juventus”.

L’attacco del Napoli ha giocato più di tutti: un fattore che alla lunga potrebbe pesare!

L’attacco del Napoli ha giocato più di tutti: un fattore che alla lunga potrebbe pesare!

I numeri parlano chiaro, l’attacco del Napoli ha giocato più di tutti gli altri. Un dato che alla lunga potrebbe pesare non poco sull’economia del campionato e Il Corriere del Mezzogiorno ha diramato una tabella molto interessante: ““Del resto, i componenti del tridente hanno partecipato a tutte e 22 gare della stagione per un totale di 5.498’. Insigne con 1.842 minuti, Callejon 1.835 e Mertens 1.821. Il belga, poi, non ha saltato un solo minuto da quando si è infortunato Milik. Nelle ultime 13 gare, tra campionato e Champions, non è mai stato sostituito. Un’enormità rispetto all’Inter capolista: 3865’ con Perisic che è sempre decisivo nonostante abbia disputato 1.350 minuti, Icardi 1319’ e Candreva 1196’. Anche la Juventus, che disputa la Champions, a differenza della squadra allenata da Spalletti ha fatto più turnover distribuendo i minuti diversamente per un totale di 4625’ con Dybala (1657), Higuain (1625) e Mandzukic (1343). Stesso discorso per la Roma, anzi meglio. Di Francesco, complice qualche infortunio di troppo, ha senza dubbio messo mano alle rotazioni. Dzeko ha solo 1690’ nelle gambe, mentre Perotti appena 1088’ e addirittura El Shaarawy 995’”.

Positano, uccise una ragazza investendola nel 2010: uomo condannato a due anni

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A fine ottobre dell’anno 2010, una ragazzina di 15 anni, fu investita, a Positano, da una Jeep Wrangler e morì poco dopo. L’uomo alla guida del suv è stato condannato dalla corte d’appello di Salerno a due anni di carcere. I giudici ricostruendo la dinamica dell’incidente che ha portato alla morte della ragazza, la quale stava rientrando a casa dopo essere scesa dal pullman è stata investita alle ore 20, mentre a Positano era già buio pesto, hanno deciso questa pena.

Torre del Greco e Torre Annunziata unite per regalare un magnifico Natale ai bisognosi. L’iniziativa

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Torre del Greco e Torre Annunziata unite per regalare un magnifico Natale ai bisognosi. Appello a tutti i cittadini

Grande prova di solidarietà per Torre del Greco e Torre Annunziata: le città si apprestano a sostenere i bisognosi con una raccolta fondi, generi alimentari e di abbigliamento. Il Cardinale Crescenzio Sepe ha richiesto un Avvento di Carità, e le parrocchie del XIII Decano di Napoli hanno risposto prontamente.

Nelle tre settimane che precedono il Natale, le Chiese del territorio di Torre del Greco, Torre Annunziata, Trecase e Boscotrecase si dedicheranno a gesti concreti per rendere più agevoli le festività anche ai poveri.

Nel corso della prima settimana – dal 3 al 9 dicembre – sarà possibile donare abbigliamento invernale (maglioni, giubbotti, camicie, calzettoni, coperte e piumoni ecc) da destinare ai senza fissa dimora.

Dal 9 al 16 dicembre, invece, potranno essere donati generi alimentari (olio, pelati, latte, tonno, legumi in scatola) e dolci natalizi come pandori e panettoni che verranno poi distribuiti alle Mense del Decanato.

Infine, il 17 dicembre, sarà la volta delle donazioni in denaro che saranno destinati al Dormitorio pubblico di Napoli.

L’invito rivolto ai fedeli e alle persone che ad ogni modo intendono contribuire, è di accompagnare i doni con un biglietto d’auguri che sarà poi recapitato ai bisognosi. Il tutto, va consegnato nelle Parrocchie del territorio, come riporta Torresette

Salerno, auto in divieto di sosta impediscono l’arrivo dell’ambulanza: muore un ex professoressa

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A Salerno è morta una donna, Matilde Ferri, una professoressa in pensione, a causa di alcune auto in sosta selvaggia che ha impedito il repentino intervento dell’ autoambulanza . Le auto erano collocate in una zona di divieto di sosta, e non hanno permesso l’intervento dei sanitari, i quali sono dovuti scendere a piedi in via Madonna del Monte. E’ stato fatto di tutto per provare a rianimare la donna, ma non c’è stato niente da fare, e pochi minuti dopo è spirata. La donna era molto apprezzata in città per la sua attività di sostegno a molti ragazzi in difficoltà con un centro da lei fondato.

Grasso ha lasciato il PD: perchè? Sorgi fa una sua analisi

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Marcello Sorgi indaga sulle motivazioni che hanno spinto Grasso a lasciare il Pd e definisce l’ipotesi di alleanza con il M5S “un’alternativa che nasce dalla fragilità dell’attuale stagione politica”.

L’alternativa che nasce dalla fragilità

Del lungo e appassionato intervento con cui domenica Pietro Grasso s’è assunto la responsabilità di guidare verso il voto la sinistra di Mdp, Si e «Possibile», colpivano essenzialmente due cose.

La prima era l’amarezza personale, un dolore esplicitato fino all’intimità, che ha portato il presidente del Senato a lasciare il Pd, che lo aveva candidato e in maggioranza eletto alla seconda carica dello Stato.

Una decisione sofferta, eppure ineludibile, determinata, è parso di capire, non solo dalla mancata condivisione delle scelte fondamentali di questa legislatura, a cominciare dalla tentata cancellazione del Senato, ma dall’assoluta impossibilità di esprimere le sue riserve e trovare un minimo d’ascolto in un luogo di dibattito.

Grasso insomma, catapultato da Bersani al vertice di Palazzo Madama, dopo l’arrivo di Matteo Renzi alla segreteria del Pd s’è sentito solo. Con il nuovo leader immaginava di poter costruire lo stesso tipo di rapporto che aveva avuto con il predecessore, invece ha trovato il silenzio, la cortina di indifferenza, l’assenza di consigli (e sì che ne aveva bisogno, trovandosi alla sua prima esperienza parlamentare), di cui faticava a trovare le ragioni, sentendosi a mala pena sopportato.

Così il distacco maturato apertamente dopo la fiducia imposta sulla nuova legge elettorale, che aveva praticamente impedito ai senatori di discutere il testo del Rosatellum, in realtà era cominciato molto prima, quando già un anno fa Grasso, sottovoce, aveva fatto sapere di sentirsi più vicino al «No» che non al «Sì» al referendum.

Chi ha memoria di rapporti difficili tra autorevoli «esterni» siciliani e sinistra, paragona impropriamente la rottura tra Renzi e Grasso a quella, assai più sanguinosa, tra Enrico Berlinguer e Leonardo Sciascia alle elezioni del 1979. Ma pur essendo difficile avvicinare la storia del supermagistrato antimafia amico di Falcone e Borsellino con quella dello scrittore eretico, entrato in Parlamento con Pannella e sull’onda del pamphlet «L’affaire Moro», in cui senza clemenza inchiodava la Dc alle proprie responsabilità per l’assassinio del leader sequestrato dalle Brigate rosse, qualcosa che le collega c’è di sicuro, non fosse solo il carattere dei siciliani, l’ombrosità, la permalosità, il modo antico di litigare togliendosi il saluto e la possibilità di parlarsi per sempre.

In questo senso la seconda cosa, strettamente connessa alla prima, del discorso di Grasso, è che se qualcuno dei suoi compagni d’avventura, all’indomani del voto, e magari in presenza di un risultato buono o discreto, dovesse lontanamente pensare di andarselo a spendere nel campo di una rinegoziazione con il Pd, Grasso non ci starà. Non a caso, dalla tribuna su cui è salito per assumere la leadership e dire «Io ci sono!», ha parlato di valori, di giustizia, di eguaglianza, della sua storia personale piena di sacrifici e lutti non rimarginabili, ma non ha inserito alcun accenno alle alleanze possibili, come invece normalmente usa fare un leader politico, e come perfino Renzi fa, fingendo di crederci, quando ancora si augura «la vittoria del centrosinistra», inteso come insieme separato che dovrà prima o poi ritrovare l’unità.

Si sa: D’Alema e Bersani sperano che il leader del Pd alle politiche prenda la botta definitiva che lo spinga a togliersi di mezzo, e solo allora ritengono che possa chiudersi la ferita che ha portato alla scissione. Ma Grasso, sul futuro di Renzi e sulla sua capacità di resistenza, è più pessimista: non considera così semplice una ricomposizione a breve termine. Pensa piuttosto a un’alternativa che – nascendo da quel pezzo di società civile impegnata da cui lui stesso proviene, forgiata nella lotta antimafia e in buona parte rifluita verso l’astensionismo o il voto ai 5 Stelle – non si inquadri obbligatoriamente nello schema politica-antipolitica, populismo-antipopulismo, sinistra di governo o di opposizione, ma delinei una prospettiva diversa, che i mutati (molto più, spera, nella prossima legislatura) rapporti di forza potrebbero rendere realistica. Una scomposizione trasversale dei gruppi parlamentari che il ritorno al proporzionale e la fragilità dichiarata in partenza delle attuali alleanze potrebbero alla fine incoraggiare. Trasformando Grasso e la pattuglia della sinistra che lo sostiene in interlocutori, forse alleati, di un prossimo governo a 5 Stelle.

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vivicentro/Grasso ha lasciato il PD: perchè? Sorgi fa una sua analisi
lastampa/L’alternativa che nasce dalla fragilità MARCELLO SORGI

Mertens e Hamsik inseriti nella top 100 mondiale!

Mertens e Hamsik inseriti nella top 100 mondiale!

Importantissimo riconoscimento per Mertens e Hamsik i quali sono stati inseriti dagli americani di ESPN all’interno della lista dei migliori al mondo divisi per ruolo.

  • Il belga è la terza migliore ala offensiva dietro Sanchez dell’Arsenal e Manè del Liverpool:

Il cambio di carriera di Mertens è una delle storie più incredibili nel calcio europeo di alto livello. Era un’ala alternativa ad Insigne, poi il ko di Milik gli ha aperto le porte da centravanti. Ha già segnato 34 gol ed è fondamentale nel gioco del Napoli, una squadra dallo stile veloce con pochi eguali in Europa”.

  • Il Capitano azzurro, invece, è quinto nella classifica dei centrocampisti centrali alle spalle di Modric e Kross del Real Madrid, Kantè del Chelsea e Pogba del Manchester United:

Quasi un eroe non celebrato è un calciatore mai banale: occhi e orecchie del gioco del Napoli per un decennio, ha portato qualità creativa e tattica praticamente impossibili da sostituire. E’ una figura inconfondibile, con il numero 17 e la cresta. Dopo Benitez ha ritrovato periodi migliori con Sarri, gli manca solo un gol per eguagliare il record assoluto di gol nella storia del Napoli, 115, appartenente a Diego Armando Maradona”.

Lutto in Fincantieri: muore operaio di 38 anni

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Chioggia – Muore a 38 anni stroncato da un infarto. Ha avuto un malore mentre era a cena con la moglie a casa di amici. I presenti hanno tentato di aiutarlo con un massaggio cardiaco in attesa dei soccorsi del 118 ma, Nicola Boscolo, non si è più ripreso. E’ successo sabato scorso.

38 anni, dipendente della Fincantieri, per passione istruttore di nuoto presso le piscine Clodia, Nicola lascia la moglie, la madre e il fratello. La città di Chioggia si unisce al dolore dei familiari. I funerali saranno svolti domani 6 dicembre.

Napoli, metropolitana in tilt: treni sospesi dalle 9 di mattina

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Napoli, metropolitana in tilt: treni sospesi dalle 9 di mattina

Sono stati sospesi dalle 9 di questa mattina i treni sulla tratta Dante-Garibaldi della Linea 1 del metrò. Disagi per i pendolari in queste ore. L’Anm sta cercando di rivolvere la situazione. Intanto il servizio metropolitano è attivo solo tratta Piscinola-Dante e Dante-Piscinola.

Rai, cambiano le frequenze televisive per la Costa d’Amalfi: tutti i dettagli!

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Su richiesta del Ministero dello Sviluppo Italiano, la Rai è obbligata a cambiare le frequenze televisive in Campania nel periodo di tempo che va dal 5 al 12 dicembre. Le televisioni dovranno riessere sintonizzate, per poter vedere i canali RAI 1 2 3 e RAI News. Questa decisione partirà dalla Costa d’Amalfi dove quest’oggi, escluso gli abitanti di Tramonti e della Maiori interna, dovranno disintonizzare i propri televisori. Questa decisione da parte del Ministero, coinvolgerà circa 700 mila persone.

Milik resta a Napoli: ipotesi Chievo molto difficile!

Milik resta a Napoli: ipotesi Chievo molto difficile!

Arek Milik non dovrebbe partire, anzi è pronto a dare il suo contributo per la scalata alla vetta. Questo quanto emerso ieri dalle parole del calciatore polacco che, a margine della conferenza stampa di presentazione del calendario azzurro, ha voluto sottolineare come la sua volontà sia quella di restare in azzurro. A tal proposito Il Mattino ha anche aggiunto: “Il Chievo, in effetti, non ha nemmeno mai fatto i salti di gioia all’idea di De Laurentiis di vedersi girare l’attaccante polacco”. Arek dunque non partirà e il suo rientro in squadra è previsto già per il periodo natalizio, mentre bisognerà attendere gli inizi di febbraio per averlo totalmente a disposizione.

Basket, Sacchetti raduna 15 giocatori a Cremona per l’11 dicembre: tutti i dettagli!

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Per testare al meglio tutti i giocatori italiani, il ct della nazionale italiana di basket, Meo Sacchetti, ha deciso di radunare alcuni giocatori a Cremona per l’11 e il 12 dicembre. Ecco il comunicato della Federazione: Dopo i due successi nella prima finestra di qualificazione al Mondiale 2019 ottenuti a Torino contro la Romania e a Zagabria contro la Croazia, lo staff Azzurro avrà modo, i prossimi 11 e 12 dicembre, di lavorare guardando al futuro.

A Cremona si svolgerà infatti un mini raduno con 15 giocatori che in prospettiva potrebbero far parte della Nazionale A.

 

Al Pala Radi di Cremona, casa di Meo Sacchetti, gli Azzurri sosterranno due allenamenti (lunedì pomeriggio e martedì mattina) e chiuderanno il mini raduno con uno scrimmage contro la Vanoli, squadra del CT. Non parteciperà al raduno coach Lele Molin, impegnato con Trento in Eurocup.

 

I prossimi impegni ufficiali per la Nazionale saranno a febbraio 2018. Nella seconda finestra di qualificazione al Mondiale 2019 gli Azzurri ospiteranno i Paesi Bassi il 23 febbraio e faranno visita alla Romania il 26 febbraio.

 

I convocati

 

Tommaso Baldasso (1998, 191, P/G, Virtus Roma)

Riccardo Bolpin (1997, 196, P/G, Umana Reyer Venezia)

Lorenzo Bucarelli (1998,196, G, Pasta Cellino Cagliari)

Francesco Candussi (1994, 211, A/C, Dinamica Generale Mantova)

Lorenzo Caroti (1997, 185, P, Metextra Reggio Calabria)

Tommaso Guariglia (1997, 207, C, Moncada Agrigento)

Marco Laganà (1993, 197, P, Benacquista Assicurazioni Latina)

Matteo Martini (1992, 195, G, FCL Contract Legnano)

Tommaso Oxilia (1998, 200, A, Assigeco Piacenza)

Luca Severini (1996, 204, A/C, Novipiù Casale Monferrato)

Amedeo Vittorio Tessitori (1994, 208, C, Eurotrend Biella)

Marco Timperi (1997, 194, G/A, Dinamica Generale Mantova)

Leonardo Totè (1997, 209, A, Tezenis Verona)

Mattia Udom (1993, 200, A, Tezenis Verona)

Ruben Zugno (1996, 186, P, Moncada Agrigento)

 

 

Giocatori a disposizione

 

Michele Ebeling (1999, 205, A, Pasta Cellino Cagliari)

Andrea Mezzanotte (1998, 207, A/C, Remer Treviglio)

I Cinque Stelle guardano a Grasso

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Mentre Grasso prepara la partenza, il Movimento Cinque Stelle si dice pronto a una possibile intesa post-voto con il nuovo soggetto politico “ma a patto che Pd e Forza Italia insieme non superino il 50%”. 

Cinquestelle tentati dalla “Cosa rossa” di Grasso: “Pronti a un’intesa dopo il voto”

I grillini cercano sponde in caso di incarico di governo. Ma non chiudono alla Lega

«Guardiamo con attenzione a Pietro Grasso. Se i sondaggi si dimostreranno più generosi con lui, si potrebbe aprire un bel ragionamento». È domenica sera. Gli smartphone di molti 5 Stelle si illuminano di messaggi WhatsApp. Luigi Di Maio è in contatto continuo con diversi parlamentari e altri fedelissimi. Grasso potrebbe essere l’uomo che il candidato premier del M5S stava aspettando.

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La premessa alle reazioni grilline all’incoronazione dell’ex pm antimafia leader della sinistra anti-Pd è una questione di numeri. Il M5S cerca un partner che abbia in dote un numero a due cifre alle elezioni. «Se Grasso lo raggiunge è possibile un’intesa». Nel vocabolario dei 5 Stelle il termine alleanze non deve esistere. Preferiscono parlare di «convergenze programmatiche». Ma per arrivarci bisogna realizzare un capolavoro non politico ma di aritmetica. I 5 Stelle sono diventati grandi appassionati di sondaggi. A oggi le proiezioni dicono 170 deputati. Loro credono di poter arrivare a 200. Calcolano che se andasse molto bene potrebbero arrivare al 35%. A quel punto la strada verso il Quirinale, per ottenere l’incarico, potrebbe essere spianata. Potrebbe. Serve appunto un altro consistente numero di seggi per la maggioranza. C’è un presupposto, però, che deve realizzarsi. E se lo stanno ripetendo ogni giorno: «Il Pd e Forza Italia insieme non devono raggiungere il 50%»

Ma – si chiederanno in tanti – nel M5S non stavano guardando a un’alleanza anti-establishment con Matteo Salvini? È così. Serve entrare nei meccanismi del pensiero politico grillino per capire le loro ambizioni. Il Movimento si sta strutturando come partito omnibus e il ventaglio di proposte sviluppate va da quelle che si sposano con i canoni della destra ad altre più di sinistra. In tal senso il viaggio in Usa di Di Maio è stato uno spartiacque. Fonti americane confermano che molto di quanto sostenuto dal grillino a Washington non è piaciuto, soprattutto sulla politica estera. Una frase, però, li ha soddisfatti. Quando Di Maio ha detto che si prenderà «la responsabilità di non lasciare il Paese nel caos». Una garanzia di stabilità che Di Maio vuole ribadire agli Usa.

C’è un metodo infatti nell’evoluzione delle sue dichiarazioni. La proposta fiscale ispirata a Donald Trump serve a persuadere il mondo produttivo del Nord, a corteggiare la piccola e media impresa. È uno sguardo a destra, per soffiare voti a Lega e Forza Italia. Poi però Di Maio ha parlato di sostegno alle famiglie, sul modello di welfare di Emmanuel Macron che non dispiace ai centristi. Infine, e qui vanno cercate le tracce di uno spostamento verso sinistra, ha ripreso a insistere su articolo 18, smantellamento di Jobs Act e Buona Scuola. Sono punti su cui la convergenza con Grasso sarebbe facile. Anche il tempismo del convegno di ieri sulle Ong non è un caso. La strategia che stanno delineando segue uno schema e si ispira a quanto avvenne 5 anni fa, a parti invertite. «Quando Bersani ci convocò per sondare le nostre intenzioni. Disse che non voleva fare alleanze ma c’era la possibilità di convergere su alcune proposte. La differenza è che ora siamo noi al centro». La parola è calzante: il M5S sta al centro, pronto a spostarsi a destra se la Lega si slegherà da Berlusconi. O ancora più facilmente a sinistra se Grasso avrà un exploit e, dicono, «svuoterà il Pd di Renzi». Si dirà: puro cinismo. Ma loro preferiscono definirla «malleabilità», o «realismo post-ideologico». Certo, la nuova fisiognomica del M5S molto deve alla spruzzata di moderatismo che ha dato Di Maio. E che permette al M5S di avere più libertà di movimento. Reddito di cittadinanza, lavoro, abolizione dei privilegi ai parlamentari, temi della giustizia: sono i nodi che potrebbero sciogliere attorno al tavolo con Grasso. «Ma senza scambi di poltrone e a condizione che il governo sia a guida Di Maio». In cambio, il M5S garantirà un esecutivo «con gente di alto profilo», si parla di «dirigenti pubblici» come ministri a cui «nessuno direbbe di no».

Ai parlamentari è piaciuta la fotografia del teatro che acclamava Grasso, con il palco lasciato libero dai leader storici. Anche perché Beppe Grillo su questo ha frenato un po’ gli entusiasmi: «Va bene tutto ma non voglio che parliamo con mostri da prima Repubblica come D’Alema». Sono diversi i senatori che vedono bene un matrimonio d’interesse con Grasso. Vito Crimi, ma anche Paola Taverna, non proprio una signora che diresti rossa di cuore, o Maurizio Buccarella. Con Grasso, un magistrato stimato per la lotta alla mafia, ci sono stati scontri in aula, a volte feroci e irridenti, come all’approvazione del Rosatellum. Ma in questi anni più volte i grillini si sono confrontati con lui, gli hanno esposto le loro frustrazioni per la «violazione del Parlamento» e «l’abuso dei decreti leggi», e dietro la terzietà istituzionale, mantenuta fino all’ultimo, hanno intravisto che il presidente del Senato su molte cose la pensava come loro: riforme costituzionali, leggi elettorali, anticorruzione. I 5 Stelle farebbero leva su questo pacchetto per superare eventuali ostacoli a un’intesa. E se sull’immigrazione gli orizzonti sembrano distanti, c’è sempre il metodo Di Maio: rendersi malleabili, pronti ad aggiustare la rotta per non dire di aver cambiato idea.

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Frascati, blitz dei Carabinieri che arrestano il latitante Guerino Casamonica: era ricercato dal giugno scorso

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Un blitz dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati ha permesso l’arresto del latitante Guerino Casamonica, il quale deve scontare oltre 11 anni di prigione per sequestro di persona. Il Casamonica è stato arrestato mentre si recava a messa presso la chiesa di Capena in compagnia di moglie e figli, ed è stato possibile intercettarlo seguendo passo passo gli spostamenti della moglie. L’uomo era ricercato dal 27 giugno 2017 ed una volta riconosciuto è scattato l’arresto da parte dei Carabinieri.