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Santini: “Vrsaljko è ad un passo dal Napoli, invece Ounas…”

Santini: “Vrsaljko è ad un passo dal Napoli, invece Ounas…”

Durante il Processo di Biscardi, in onda su 7 Gold, il giornalista Santini ha rilasciato alcune dichiarazioni sul prossimo mercato del Napoli: “Sime Vrsaljko è ad un passo dal Napoli, la dirigenza azzurra ha scelto il terzino croato dell’Atletico Madrid per rinforzarsi sul mercato di gennaio. Invece Adam Ounas sarà ceduto, potrebbe finire o al Bologna per Simone Verdi oppure al Sassuolo per Domenico Berardi. Potrebbe esserci un ritorno clamoroso al Napoli, perché Roberto Insigne a Parma sta facendo molto bene e Sarri vorrebbe riportarlo subito in azzurro dopo averlo seguito in questo mesi. Inoltre mi dicono che ci sarebbero stati nuovi contatti tra l’entourage di Marek Hamsik e la Juventus”.

L’attacco del Napoli ha giocato più di tutti: un fattore che alla lunga potrebbe pesare!

L’attacco del Napoli ha giocato più di tutti: un fattore che alla lunga potrebbe pesare!

I numeri parlano chiaro, l’attacco del Napoli ha giocato più di tutti gli altri. Un dato che alla lunga potrebbe pesare non poco sull’economia del campionato e Il Corriere del Mezzogiorno ha diramato una tabella molto interessante: ““Del resto, i componenti del tridente hanno partecipato a tutte e 22 gare della stagione per un totale di 5.498’. Insigne con 1.842 minuti, Callejon 1.835 e Mertens 1.821. Il belga, poi, non ha saltato un solo minuto da quando si è infortunato Milik. Nelle ultime 13 gare, tra campionato e Champions, non è mai stato sostituito. Un’enormità rispetto all’Inter capolista: 3865’ con Perisic che è sempre decisivo nonostante abbia disputato 1.350 minuti, Icardi 1319’ e Candreva 1196’. Anche la Juventus, che disputa la Champions, a differenza della squadra allenata da Spalletti ha fatto più turnover distribuendo i minuti diversamente per un totale di 4625’ con Dybala (1657), Higuain (1625) e Mandzukic (1343). Stesso discorso per la Roma, anzi meglio. Di Francesco, complice qualche infortunio di troppo, ha senza dubbio messo mano alle rotazioni. Dzeko ha solo 1690’ nelle gambe, mentre Perotti appena 1088’ e addirittura El Shaarawy 995’”.

Positano, uccise una ragazza investendola nel 2010: uomo condannato a due anni

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A fine ottobre dell’anno 2010, una ragazzina di 15 anni, fu investita, a Positano, da una Jeep Wrangler e morì poco dopo. L’uomo alla guida del suv è stato condannato dalla corte d’appello di Salerno a due anni di carcere. I giudici ricostruendo la dinamica dell’incidente che ha portato alla morte della ragazza, la quale stava rientrando a casa dopo essere scesa dal pullman è stata investita alle ore 20, mentre a Positano era già buio pesto, hanno deciso questa pena.

Torre del Greco e Torre Annunziata unite per regalare un magnifico Natale ai bisognosi. L’iniziativa

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Torre del Greco e Torre Annunziata unite per regalare un magnifico Natale ai bisognosi. Appello a tutti i cittadini

Grande prova di solidarietà per Torre del Greco e Torre Annunziata: le città si apprestano a sostenere i bisognosi con una raccolta fondi, generi alimentari e di abbigliamento. Il Cardinale Crescenzio Sepe ha richiesto un Avvento di Carità, e le parrocchie del XIII Decano di Napoli hanno risposto prontamente.

Nelle tre settimane che precedono il Natale, le Chiese del territorio di Torre del Greco, Torre Annunziata, Trecase e Boscotrecase si dedicheranno a gesti concreti per rendere più agevoli le festività anche ai poveri.

Nel corso della prima settimana – dal 3 al 9 dicembre – sarà possibile donare abbigliamento invernale (maglioni, giubbotti, camicie, calzettoni, coperte e piumoni ecc) da destinare ai senza fissa dimora.

Dal 9 al 16 dicembre, invece, potranno essere donati generi alimentari (olio, pelati, latte, tonno, legumi in scatola) e dolci natalizi come pandori e panettoni che verranno poi distribuiti alle Mense del Decanato.

Infine, il 17 dicembre, sarà la volta delle donazioni in denaro che saranno destinati al Dormitorio pubblico di Napoli.

L’invito rivolto ai fedeli e alle persone che ad ogni modo intendono contribuire, è di accompagnare i doni con un biglietto d’auguri che sarà poi recapitato ai bisognosi. Il tutto, va consegnato nelle Parrocchie del territorio, come riporta Torresette

Salerno, auto in divieto di sosta impediscono l’arrivo dell’ambulanza: muore un ex professoressa

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A Salerno è morta una donna, Matilde Ferri, una professoressa in pensione, a causa di alcune auto in sosta selvaggia che ha impedito il repentino intervento dell’ autoambulanza . Le auto erano collocate in una zona di divieto di sosta, e non hanno permesso l’intervento dei sanitari, i quali sono dovuti scendere a piedi in via Madonna del Monte. E’ stato fatto di tutto per provare a rianimare la donna, ma non c’è stato niente da fare, e pochi minuti dopo è spirata. La donna era molto apprezzata in città per la sua attività di sostegno a molti ragazzi in difficoltà con un centro da lei fondato.

Grasso ha lasciato il PD: perchè? Sorgi fa una sua analisi

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Marcello Sorgi indaga sulle motivazioni che hanno spinto Grasso a lasciare il Pd e definisce l’ipotesi di alleanza con il M5S “un’alternativa che nasce dalla fragilità dell’attuale stagione politica”.

L’alternativa che nasce dalla fragilità

Del lungo e appassionato intervento con cui domenica Pietro Grasso s’è assunto la responsabilità di guidare verso il voto la sinistra di Mdp, Si e «Possibile», colpivano essenzialmente due cose.

La prima era l’amarezza personale, un dolore esplicitato fino all’intimità, che ha portato il presidente del Senato a lasciare il Pd, che lo aveva candidato e in maggioranza eletto alla seconda carica dello Stato.

Una decisione sofferta, eppure ineludibile, determinata, è parso di capire, non solo dalla mancata condivisione delle scelte fondamentali di questa legislatura, a cominciare dalla tentata cancellazione del Senato, ma dall’assoluta impossibilità di esprimere le sue riserve e trovare un minimo d’ascolto in un luogo di dibattito.

Grasso insomma, catapultato da Bersani al vertice di Palazzo Madama, dopo l’arrivo di Matteo Renzi alla segreteria del Pd s’è sentito solo. Con il nuovo leader immaginava di poter costruire lo stesso tipo di rapporto che aveva avuto con il predecessore, invece ha trovato il silenzio, la cortina di indifferenza, l’assenza di consigli (e sì che ne aveva bisogno, trovandosi alla sua prima esperienza parlamentare), di cui faticava a trovare le ragioni, sentendosi a mala pena sopportato.

Così il distacco maturato apertamente dopo la fiducia imposta sulla nuova legge elettorale, che aveva praticamente impedito ai senatori di discutere il testo del Rosatellum, in realtà era cominciato molto prima, quando già un anno fa Grasso, sottovoce, aveva fatto sapere di sentirsi più vicino al «No» che non al «Sì» al referendum.

Chi ha memoria di rapporti difficili tra autorevoli «esterni» siciliani e sinistra, paragona impropriamente la rottura tra Renzi e Grasso a quella, assai più sanguinosa, tra Enrico Berlinguer e Leonardo Sciascia alle elezioni del 1979. Ma pur essendo difficile avvicinare la storia del supermagistrato antimafia amico di Falcone e Borsellino con quella dello scrittore eretico, entrato in Parlamento con Pannella e sull’onda del pamphlet «L’affaire Moro», in cui senza clemenza inchiodava la Dc alle proprie responsabilità per l’assassinio del leader sequestrato dalle Brigate rosse, qualcosa che le collega c’è di sicuro, non fosse solo il carattere dei siciliani, l’ombrosità, la permalosità, il modo antico di litigare togliendosi il saluto e la possibilità di parlarsi per sempre.

In questo senso la seconda cosa, strettamente connessa alla prima, del discorso di Grasso, è che se qualcuno dei suoi compagni d’avventura, all’indomani del voto, e magari in presenza di un risultato buono o discreto, dovesse lontanamente pensare di andarselo a spendere nel campo di una rinegoziazione con il Pd, Grasso non ci starà. Non a caso, dalla tribuna su cui è salito per assumere la leadership e dire «Io ci sono!», ha parlato di valori, di giustizia, di eguaglianza, della sua storia personale piena di sacrifici e lutti non rimarginabili, ma non ha inserito alcun accenno alle alleanze possibili, come invece normalmente usa fare un leader politico, e come perfino Renzi fa, fingendo di crederci, quando ancora si augura «la vittoria del centrosinistra», inteso come insieme separato che dovrà prima o poi ritrovare l’unità.

Si sa: D’Alema e Bersani sperano che il leader del Pd alle politiche prenda la botta definitiva che lo spinga a togliersi di mezzo, e solo allora ritengono che possa chiudersi la ferita che ha portato alla scissione. Ma Grasso, sul futuro di Renzi e sulla sua capacità di resistenza, è più pessimista: non considera così semplice una ricomposizione a breve termine. Pensa piuttosto a un’alternativa che – nascendo da quel pezzo di società civile impegnata da cui lui stesso proviene, forgiata nella lotta antimafia e in buona parte rifluita verso l’astensionismo o il voto ai 5 Stelle – non si inquadri obbligatoriamente nello schema politica-antipolitica, populismo-antipopulismo, sinistra di governo o di opposizione, ma delinei una prospettiva diversa, che i mutati (molto più, spera, nella prossima legislatura) rapporti di forza potrebbero rendere realistica. Una scomposizione trasversale dei gruppi parlamentari che il ritorno al proporzionale e la fragilità dichiarata in partenza delle attuali alleanze potrebbero alla fine incoraggiare. Trasformando Grasso e la pattuglia della sinistra che lo sostiene in interlocutori, forse alleati, di un prossimo governo a 5 Stelle.

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vivicentro/Grasso ha lasciato il PD: perchè? Sorgi fa una sua analisi
lastampa/L’alternativa che nasce dalla fragilità MARCELLO SORGI

Mertens e Hamsik inseriti nella top 100 mondiale!

Mertens e Hamsik inseriti nella top 100 mondiale!

Importantissimo riconoscimento per Mertens e Hamsik i quali sono stati inseriti dagli americani di ESPN all’interno della lista dei migliori al mondo divisi per ruolo.

  • Il belga è la terza migliore ala offensiva dietro Sanchez dell’Arsenal e Manè del Liverpool:

Il cambio di carriera di Mertens è una delle storie più incredibili nel calcio europeo di alto livello. Era un’ala alternativa ad Insigne, poi il ko di Milik gli ha aperto le porte da centravanti. Ha già segnato 34 gol ed è fondamentale nel gioco del Napoli, una squadra dallo stile veloce con pochi eguali in Europa”.

  • Il Capitano azzurro, invece, è quinto nella classifica dei centrocampisti centrali alle spalle di Modric e Kross del Real Madrid, Kantè del Chelsea e Pogba del Manchester United:

Quasi un eroe non celebrato è un calciatore mai banale: occhi e orecchie del gioco del Napoli per un decennio, ha portato qualità creativa e tattica praticamente impossibili da sostituire. E’ una figura inconfondibile, con il numero 17 e la cresta. Dopo Benitez ha ritrovato periodi migliori con Sarri, gli manca solo un gol per eguagliare il record assoluto di gol nella storia del Napoli, 115, appartenente a Diego Armando Maradona”.

Lutto in Fincantieri: muore operaio di 38 anni

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Chioggia – Muore a 38 anni stroncato da un infarto. Ha avuto un malore mentre era a cena con la moglie a casa di amici. I presenti hanno tentato di aiutarlo con un massaggio cardiaco in attesa dei soccorsi del 118 ma, Nicola Boscolo, non si è più ripreso. E’ successo sabato scorso.

38 anni, dipendente della Fincantieri, per passione istruttore di nuoto presso le piscine Clodia, Nicola lascia la moglie, la madre e il fratello. La città di Chioggia si unisce al dolore dei familiari. I funerali saranno svolti domani 6 dicembre.

Napoli, metropolitana in tilt: treni sospesi dalle 9 di mattina

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Napoli, metropolitana in tilt: treni sospesi dalle 9 di mattina

Sono stati sospesi dalle 9 di questa mattina i treni sulla tratta Dante-Garibaldi della Linea 1 del metrò. Disagi per i pendolari in queste ore. L’Anm sta cercando di rivolvere la situazione. Intanto il servizio metropolitano è attivo solo tratta Piscinola-Dante e Dante-Piscinola.

Rai, cambiano le frequenze televisive per la Costa d’Amalfi: tutti i dettagli!

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Su richiesta del Ministero dello Sviluppo Italiano, la Rai è obbligata a cambiare le frequenze televisive in Campania nel periodo di tempo che va dal 5 al 12 dicembre. Le televisioni dovranno riessere sintonizzate, per poter vedere i canali RAI 1 2 3 e RAI News. Questa decisione partirà dalla Costa d’Amalfi dove quest’oggi, escluso gli abitanti di Tramonti e della Maiori interna, dovranno disintonizzare i propri televisori. Questa decisione da parte del Ministero, coinvolgerà circa 700 mila persone.

Milik resta a Napoli: ipotesi Chievo molto difficile!

Milik resta a Napoli: ipotesi Chievo molto difficile!

Arek Milik non dovrebbe partire, anzi è pronto a dare il suo contributo per la scalata alla vetta. Questo quanto emerso ieri dalle parole del calciatore polacco che, a margine della conferenza stampa di presentazione del calendario azzurro, ha voluto sottolineare come la sua volontà sia quella di restare in azzurro. A tal proposito Il Mattino ha anche aggiunto: “Il Chievo, in effetti, non ha nemmeno mai fatto i salti di gioia all’idea di De Laurentiis di vedersi girare l’attaccante polacco”. Arek dunque non partirà e il suo rientro in squadra è previsto già per il periodo natalizio, mentre bisognerà attendere gli inizi di febbraio per averlo totalmente a disposizione.

Basket, Sacchetti raduna 15 giocatori a Cremona per l’11 dicembre: tutti i dettagli!

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Per testare al meglio tutti i giocatori italiani, il ct della nazionale italiana di basket, Meo Sacchetti, ha deciso di radunare alcuni giocatori a Cremona per l’11 e il 12 dicembre. Ecco il comunicato della Federazione: Dopo i due successi nella prima finestra di qualificazione al Mondiale 2019 ottenuti a Torino contro la Romania e a Zagabria contro la Croazia, lo staff Azzurro avrà modo, i prossimi 11 e 12 dicembre, di lavorare guardando al futuro.

A Cremona si svolgerà infatti un mini raduno con 15 giocatori che in prospettiva potrebbero far parte della Nazionale A.

 

Al Pala Radi di Cremona, casa di Meo Sacchetti, gli Azzurri sosterranno due allenamenti (lunedì pomeriggio e martedì mattina) e chiuderanno il mini raduno con uno scrimmage contro la Vanoli, squadra del CT. Non parteciperà al raduno coach Lele Molin, impegnato con Trento in Eurocup.

 

I prossimi impegni ufficiali per la Nazionale saranno a febbraio 2018. Nella seconda finestra di qualificazione al Mondiale 2019 gli Azzurri ospiteranno i Paesi Bassi il 23 febbraio e faranno visita alla Romania il 26 febbraio.

 

I convocati

 

Tommaso Baldasso (1998, 191, P/G, Virtus Roma)

Riccardo Bolpin (1997, 196, P/G, Umana Reyer Venezia)

Lorenzo Bucarelli (1998,196, G, Pasta Cellino Cagliari)

Francesco Candussi (1994, 211, A/C, Dinamica Generale Mantova)

Lorenzo Caroti (1997, 185, P, Metextra Reggio Calabria)

Tommaso Guariglia (1997, 207, C, Moncada Agrigento)

Marco Laganà (1993, 197, P, Benacquista Assicurazioni Latina)

Matteo Martini (1992, 195, G, FCL Contract Legnano)

Tommaso Oxilia (1998, 200, A, Assigeco Piacenza)

Luca Severini (1996, 204, A/C, Novipiù Casale Monferrato)

Amedeo Vittorio Tessitori (1994, 208, C, Eurotrend Biella)

Marco Timperi (1997, 194, G/A, Dinamica Generale Mantova)

Leonardo Totè (1997, 209, A, Tezenis Verona)

Mattia Udom (1993, 200, A, Tezenis Verona)

Ruben Zugno (1996, 186, P, Moncada Agrigento)

 

 

Giocatori a disposizione

 

Michele Ebeling (1999, 205, A, Pasta Cellino Cagliari)

Andrea Mezzanotte (1998, 207, A/C, Remer Treviglio)

I Cinque Stelle guardano a Grasso

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Mentre Grasso prepara la partenza, il Movimento Cinque Stelle si dice pronto a una possibile intesa post-voto con il nuovo soggetto politico “ma a patto che Pd e Forza Italia insieme non superino il 50%”. 

Cinquestelle tentati dalla “Cosa rossa” di Grasso: “Pronti a un’intesa dopo il voto”

I grillini cercano sponde in caso di incarico di governo. Ma non chiudono alla Lega

«Guardiamo con attenzione a Pietro Grasso. Se i sondaggi si dimostreranno più generosi con lui, si potrebbe aprire un bel ragionamento». È domenica sera. Gli smartphone di molti 5 Stelle si illuminano di messaggi WhatsApp. Luigi Di Maio è in contatto continuo con diversi parlamentari e altri fedelissimi. Grasso potrebbe essere l’uomo che il candidato premier del M5S stava aspettando.

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La premessa alle reazioni grilline all’incoronazione dell’ex pm antimafia leader della sinistra anti-Pd è una questione di numeri. Il M5S cerca un partner che abbia in dote un numero a due cifre alle elezioni. «Se Grasso lo raggiunge è possibile un’intesa». Nel vocabolario dei 5 Stelle il termine alleanze non deve esistere. Preferiscono parlare di «convergenze programmatiche». Ma per arrivarci bisogna realizzare un capolavoro non politico ma di aritmetica. I 5 Stelle sono diventati grandi appassionati di sondaggi. A oggi le proiezioni dicono 170 deputati. Loro credono di poter arrivare a 200. Calcolano che se andasse molto bene potrebbero arrivare al 35%. A quel punto la strada verso il Quirinale, per ottenere l’incarico, potrebbe essere spianata. Potrebbe. Serve appunto un altro consistente numero di seggi per la maggioranza. C’è un presupposto, però, che deve realizzarsi. E se lo stanno ripetendo ogni giorno: «Il Pd e Forza Italia insieme non devono raggiungere il 50%»

Ma – si chiederanno in tanti – nel M5S non stavano guardando a un’alleanza anti-establishment con Matteo Salvini? È così. Serve entrare nei meccanismi del pensiero politico grillino per capire le loro ambizioni. Il Movimento si sta strutturando come partito omnibus e il ventaglio di proposte sviluppate va da quelle che si sposano con i canoni della destra ad altre più di sinistra. In tal senso il viaggio in Usa di Di Maio è stato uno spartiacque. Fonti americane confermano che molto di quanto sostenuto dal grillino a Washington non è piaciuto, soprattutto sulla politica estera. Una frase, però, li ha soddisfatti. Quando Di Maio ha detto che si prenderà «la responsabilità di non lasciare il Paese nel caos». Una garanzia di stabilità che Di Maio vuole ribadire agli Usa.

C’è un metodo infatti nell’evoluzione delle sue dichiarazioni. La proposta fiscale ispirata a Donald Trump serve a persuadere il mondo produttivo del Nord, a corteggiare la piccola e media impresa. È uno sguardo a destra, per soffiare voti a Lega e Forza Italia. Poi però Di Maio ha parlato di sostegno alle famiglie, sul modello di welfare di Emmanuel Macron che non dispiace ai centristi. Infine, e qui vanno cercate le tracce di uno spostamento verso sinistra, ha ripreso a insistere su articolo 18, smantellamento di Jobs Act e Buona Scuola. Sono punti su cui la convergenza con Grasso sarebbe facile. Anche il tempismo del convegno di ieri sulle Ong non è un caso. La strategia che stanno delineando segue uno schema e si ispira a quanto avvenne 5 anni fa, a parti invertite. «Quando Bersani ci convocò per sondare le nostre intenzioni. Disse che non voleva fare alleanze ma c’era la possibilità di convergere su alcune proposte. La differenza è che ora siamo noi al centro». La parola è calzante: il M5S sta al centro, pronto a spostarsi a destra se la Lega si slegherà da Berlusconi. O ancora più facilmente a sinistra se Grasso avrà un exploit e, dicono, «svuoterà il Pd di Renzi». Si dirà: puro cinismo. Ma loro preferiscono definirla «malleabilità», o «realismo post-ideologico». Certo, la nuova fisiognomica del M5S molto deve alla spruzzata di moderatismo che ha dato Di Maio. E che permette al M5S di avere più libertà di movimento. Reddito di cittadinanza, lavoro, abolizione dei privilegi ai parlamentari, temi della giustizia: sono i nodi che potrebbero sciogliere attorno al tavolo con Grasso. «Ma senza scambi di poltrone e a condizione che il governo sia a guida Di Maio». In cambio, il M5S garantirà un esecutivo «con gente di alto profilo», si parla di «dirigenti pubblici» come ministri a cui «nessuno direbbe di no».

Ai parlamentari è piaciuta la fotografia del teatro che acclamava Grasso, con il palco lasciato libero dai leader storici. Anche perché Beppe Grillo su questo ha frenato un po’ gli entusiasmi: «Va bene tutto ma non voglio che parliamo con mostri da prima Repubblica come D’Alema». Sono diversi i senatori che vedono bene un matrimonio d’interesse con Grasso. Vito Crimi, ma anche Paola Taverna, non proprio una signora che diresti rossa di cuore, o Maurizio Buccarella. Con Grasso, un magistrato stimato per la lotta alla mafia, ci sono stati scontri in aula, a volte feroci e irridenti, come all’approvazione del Rosatellum. Ma in questi anni più volte i grillini si sono confrontati con lui, gli hanno esposto le loro frustrazioni per la «violazione del Parlamento» e «l’abuso dei decreti leggi», e dietro la terzietà istituzionale, mantenuta fino all’ultimo, hanno intravisto che il presidente del Senato su molte cose la pensava come loro: riforme costituzionali, leggi elettorali, anticorruzione. I 5 Stelle farebbero leva su questo pacchetto per superare eventuali ostacoli a un’intesa. E se sull’immigrazione gli orizzonti sembrano distanti, c’è sempre il metodo Di Maio: rendersi malleabili, pronti ad aggiustare la rotta per non dire di aver cambiato idea.

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Frascati, blitz dei Carabinieri che arrestano il latitante Guerino Casamonica: era ricercato dal giugno scorso

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Un blitz dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati ha permesso l’arresto del latitante Guerino Casamonica, il quale deve scontare oltre 11 anni di prigione per sequestro di persona. Il Casamonica è stato arrestato mentre si recava a messa presso la chiesa di Capena in compagnia di moglie e figli, ed è stato possibile intercettarlo seguendo passo passo gli spostamenti della moglie. L’uomo era ricercato dal 27 giugno 2017 ed una volta riconosciuto è scattato l’arresto da parte dei Carabinieri.

Sarri carica i suoi: “Noi dobbiamo vincere, al risultato del City penseremo solo alla fine”

Sarri carica i suoi: “Noi dobbiamo vincere, al risultato del City penseremo solo alla fine”

Maurizio Sarri carica i suoi alla vigilia del delicatissimo match europeo in terra olandese: “Noi dobbiamo vincere e basta, al risultato del Manchester City penseremo solo alla fine”. Eccola la sintesi del suo pensiero prima della sfida al Feneyoord. Nonostante l’importanza dell’incontro, comunque, il tecnico toscano dovrebbe far rifiatare alcuni dei suoi uomini più importanti. A centrocampo probabile la staffetta tra Jorginho e Diawara, con quest’ultimo che dovrebbe partire titolare. Anche Zielinski dovrebbe trovare spazio, ma in posizione più avanzata, al posto di Lorenzo Insigne. Infine novità anche in difesa dove Chiriches potrebbe sostituire uno tra Albiol e Koulibaly e Maggio si riprenderà la fascia destra. Nessun dubbio, invece, per quanto riguarda la presenza di Mertens, ma il belga ha bisogno di ossigeno e quindi probabile sostituzione per lui a gara in corso. Lo riporta Il Mattino.

Napoli, gang apre il fuoco in strada: paura nella notte

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Napoli, gang apre il fuoco in strada: paura nella notte

Ancora spari a Napoli nella notte: una banda di ragazzi in sella a dei motorini ha aperto il fuoco in strada. Ancora da identificare l’obiettivo dei malviventi e i malviventi stessi. Probabilmente si è trattata di un’intimidazione o di una dimostrazione di forza. E’ successo nel quartiere di Ponticelli, lungo via Argine, dove sono rinvenuti due bossoli sul manto stradale. La polizia di Stato indaga sull’accaduto.

Luci d’artista, in arrivo 800 pullman a Salerno per il ponte dell’Immacolata

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Nell’ultimo weekend la città di Salerno è stata inondata di turisti per visitare le luci d’artista, da anni grande attrazione della città durante il periodo natalizio, ma il vero boom arriverà la prossima settimana, con il Ponte dell’Immacolata, dove secondo una stima arriveranno in città ben 800 pullman da ogni parte di Italia per vedere le luci. Sarà intensificato il controllo da parte delle forze dell’ordine per tutelare l’ordine e la sicurezza ed è stato istituito un dispositivo di filtraggio e conta persone. “Abbiamo centinaia di prenotazioni per il ponte dell’Immacolata – ha dichiarato l’assessore alla mobilità, Domenico De Maio – prevediamo numeri raddoppiati rispetto ai trascorsi weekend”. Inoltre nell’ultimo fine settimana a Salerno c’è stata una vera e propria caccia ai venditori abusivi. Il corpo dei Vigili Urbani, guidati dal comandante Elvira Cantarella, ha fermato almeno 10 venditori abusivi.

GF Vip, vince Daniele Bossari: “Il GF la mia rinascita, prima bevevo ed ero sprofondato nel baratro totale”

Era prevedibile, ma non scontato. Daniele Bossari vince la seconda edizione del Grande Fratello Vip, in finalissima con l’ex tronista Luca Onestini. L’ex conduttore del Festivalbar è risultato il più votato, eliminando anche la favorita assoluta Giulia De Lellis, ma il percorso di Bossari, come ammesso da lui stesso è stata una rinascita, iniziando con la proposta di matrimonio in diretta tv alla compagna Filippa Lagerback ed arrivando alle sue dichiarazioni mentre disegnava la sua linea della vita, costellata di tanti alti e bassi: “Il telefono non squillava più, un po’ perché non rispondevo e un po’ perché nessuno mi cercava. L’autoconvinzione di non essere più accettato dal mondo che avevo sempre sognato. Ero sprofondato nel baratro totale. Ho cominciato a bere tantissimo, ero sempre offuscato, perennemente nell’oblio. Mi sentivo smarrito, perduto, mi facevo schifo, ti autodistruggi e lo fai. Mi stavo autodistruggendo. Mi sono staccato da tutto e da tutti, anche da Filippa e da Stella (sua figlia, ndr.), e non capivo più niente. Poi ho deciso di riprendere in mano il mio destino. Ho provato a ripulirmi. Solo con la forza della mia volontà. Mi dicevo: Cosa stai facendo? È arrivata l’occasione del Grande Fratello. Mi ha dato la forza per andare avanti e rialzarmi. Quello che ho imparato in questi due mesi e mezzo è quella di rialzarsi dalle crisi. La parola “rinascita” è abusata, ma nel mio caso è stata letteralmente una “rinascita”. “

Napoli e l’incubo Zuniga: è ancora stipendiato dagli azzurri!

Napoli e l’incubo Zuniga: è ancora stipendiato dagli azzurri!

Se è cambiato qualcosa nelle trattative tra il Napoli e Ghoulam per il rinnovo contrattuale è perché la società vorrebbe evitare un nuovo spiacevole inconveniente. Quale? L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport chiarisce meglio il tutto: “Aurelio De Laurentiis vuole evitare un nuovo caso Zuniga, che all’indomani della firma del rinnovo, decise di farsi operare per un problema al ginocchio e da allora non è più rientrato nei piani tecnici del club, incassando comunque uno stipendio di 4 milioni a stagione: il colombiano è tutt’ora stipendiato dal Napoli e lo sarà fino a Giugno”. 

E’ tempo di tours e anche Grasso prepara la partenza

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Il giorno dopo il battesimo da leader di “Liberi e uguali”, il presidente del Senato Pietro Grasso non nasconde la soddisfazione e prepara il tour elettorale in Italia. Si lavora al simbolo e ai candidati. Grasso vorrebbe convincere anche la Boldrini che per ora glissa.

Grasso prepara il tour in Italia. Pressing anche sulla Boldrini

Si lavora al nuovo simbolo e ai candidati. Ma la presidente per ora glissa

ROMA – «La manifestazione di domenica è andata oltre ogni aspettativa». Il giorno dopo il battesimo da leader di “Liberi e uguali”, il presidente del Senato Pietro Grasso non nasconde la soddisfazione. «È stato solo il primo passo, c’è tanta strada da fare», ricorda ai tanti che lo chiamano.

Ieri Grasso è tornato a pieno regime nel suo ruolo di presidente dell’Aula di Palazzo Madama: oggi sarà una giornata importante, la riunione dei capigruppo deciderà il calendario delle ultime settimane di lavoro della legislatura. Il presidente conferma che il suo stile nella guida dell’assemblea resterà identico a come è sempre stato. E scrolla via con un gesto della mano l’ipotesi ventilata da alcuni retroscena di un suo blitz per calendarizzare lo Ius soli e mettere così in difficoltà il Pd. «Chi conosce il presidente e il regolamento capisce subito che questi sospetti sono infondati», spiegano fonti vicine a Grasso.

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Questo non significa che, da domenica, il neo leader non si sia calato al 100% nel nuovo ruolo. Già oggi dovrebbe incontrare i «tre ragazzi», come ha battezzato Roberto Speranza, Nicola Fratoianni e Pippo Civati, per fissare l’agenda delle prossime settimane. In cima alle priorità c’è il simbolo, che dovrebbe essere ufficializzato in un paio di giorni: sfondo rosso con la scritta “Liberi e uguali – Con Grasso presidente”. «Dobbiamo sbrigarci, i militanti stanno creando dei loghi fai-da-te», avverte Speranza.

Il nuovo marchio debutterà nel weekend del 16-17 dicembre, con 5 assemblee in tutta Italia, da Padova a Bologna a Roma, per «costruire il programma in modo partecipato». Saranno repliche della kermesse di domenica all’Eur: accanto ai leader ci saranno esponenti del mondo sindacale, dell’impresa e dell’associazionismo. In programma, ma si parla di gennaio, anche un tour di Grasso per l’Italia per ascoltare i mondi che lui stesso ha invitato ad unirsi al suo progetto: oltre a quelli da sempre vicini alla sinistra, vuole dialogare con l’arcipelago del volontariato cattolico, con le parrocchie, come ha detto dal palco dell’Eur. Alla kermesse era presente Gianni Bottalico, già presidente delle Acli e ora tra i fondatori dell’Alleanza contro la povertà. Su temi come la dignità del lavoro e la lotta alle diseguaglianze, i big della nuova lista di sinistra sono convinti di poter intercettare un sentimento che «va molto oltre i tre partiti fondatori».

Nei prossimi giorni la squadra di vertice composta da Grasso e dai «tre ragazzi» si amplierà, coinvolgendo anche alcune figure femminili in arrivo dalla società civile, per compensare una foto di gruppo «fin qui esclusivamente maschile». Prosegue il delicato pressing su Laura Boldrini, che ieri ha definito il lavoro «una urgenza democratica». Nel Pd viene già data in tandem con Grasso, ma lei rimanda la decisione a dopo l’ok alla manovra. Chiuso il programma, inizierà la delicata opera di costruzione delle liste: un mix tra i partiti e alcune personalità civiche scelte da Grasso. «Giocheremo molto larghi», assicura Speranza. Per ora di nomi non ce sono. «Ma i profili saranno simili a quelli visti sul palco di domenica». Molto gettonato Pietro Bartolo, il medico dei migranti di Lampedusa che ha commosso i delegati parlando del «nuovo Olocausto nel Mediterraneo».

Nel Pd l’area vicino a Renzi ha pronta l’arma del voto utile contro la nuova cosa. «L’autorevolezza di Grasso viene spesa per un progetto che è solo contro il Pd», attacca il sindaco di Firenze Dario Nardella. Andrea Orlando definisce «una sconfitta» la nascita del nuovo movimento: «Ora siamo tutti più deboli». Michele Emiliano lancia un estremo appello al dialogo tra Renzi e l’ex magistrato.

La coalizione attorno al Pd, al netto di Mdp e soci, fatica a decollare. Anche il gruppo di Giuliano Pisapia fa sapere che «l’accordo non è chiuso». «Se lo Ius soli non andrà neppure in aula al Senato per noi sarà impossibile allearci coi dem», spiega Marco Furfaro. «Mai coalizzati con chi boicotta queste norme», gli fa Alessandro Capelli, rivolto ad Alfano. Dentro Campo progressista spiegano che il dialogo col Pd «sarà portato avanti fino all’ultimo su punti di merito». Ma in caso di fallimento non è escluso un avvicinamento a Grasso, che Pisapia conosce da molti anni.

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