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Uccise per una rapina, due donne morte a Catania

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Ancora un episodio di furto, due anziane trovate senza vita nel catanese.

Nel catanese due donne anziane sono state trovate senza vita nella loro abitazione di Ramacca. Dalle prime ricostruzioni, per le modalità utilizzate, sembrerebbe che si tratti di un tentativo di rapina. Ancora da chiarire la vicenda, infatti ad indagare sul posto ci sono ancora i carabinieri, incaricati dalla procura di Caltagirone di seguire le indagini.

Fonte: Ansa

Grandissimo risultato per lo zoo di Napoli: nasce un cucciolo di Siamango!

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Grandissimo risultato per lo zoo di Napoli: nasce un cucciolo di Siamango!

Grandissimo risultato per lo zoo di Napoli che annuncia con orgoglio la nascita di un cucciolo di Siamango, il cui nome scientifico è Symphalangus syndactylus. La straordinarietà dell’evento consiste nel fatto che la specie, dell’ordine dei primate, è attualmente considerata dalla International Union for conservation of Nature in via di estinzione. La minaccia più grande che mette a rischio la sopravvivenza della specie è la perdita di habitat, infatti l’areale delle foreste pluviali tropicali in cui questa specie sopravvive è sempre più ridimensionato. Per questo motivo il ruolo dei giardini geologici, in questo caso quello di Napoli, è fondamentale per preservare la specie.

Infine da sottolineare una caratteristica di questi animali che si riproducono solamente in situazioni di benessere, ossia quando le loro condizioni sono ottimali. Questo a confermare che la struttura di Napoli ad oggi rientra tra i migliori giardini zoologici europei.

‘La domenica bisogna riposare’- l’appello di Papa Francesco

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“Il riposo è un diritto di tutti”-  Papa Francesco durante la sua tradizionale udienza del mercoledì.

Papa Francesco durante la sua udienza del mercoledì ha ribadito il significato della domenica, la sacralità del riposo che alcune società sembrano aver smarrito. Secondo il pontefice :“E’ necessario ravvivare questa consapevolezza, per recuperare il significato della festa, del riposo che ristora l’anima e il corpo”.  Anche durante il concilio è stato sottolineato il valore primordiale della festa cristiana, momento di ristoro e di sospensione da ogni attività concernente il lavoro; inoltre ha tenuto a sottolineare che “l’astensione domenicale dal lavoro non esisteva nei primi secoli: è un apporto specifico del cristianesimo . Per tradizione biblica gli ebrei riposano il sabato, mentre nella società romana non era previsto un giorno settimanale di astensione dai lavori servili. Fu il senso cristiano del vivere da figli e non da schiavi, animato dall’Eucaristia, a fare della domenica – quasi universalmente – il giorno del riposo”. Il suo discorso sembra arrivare giusto in tempo, in un  momento difficile per il mondo, all’interno di una società che richiede sempre di più forza lavoro “no limits”, costringendo a volte, anche ad esercitare la propria mansione all’interno di luoghi degradanti, a discapito della propria dignità e senza senso della misura. E’ doveroso ricordare anche quanto sia ancora troppo diffuso nel mondo del lavoro lo sfruttamento minorile, in particolare nel sud del mondo.

Ironia Herbert Ballerina: “Spalletti hai visto?”

“Di mercoledì è un altro sport”

Luigi Luciano, famoso comico meglio noto come Herbert Ballerina e dichiarato tifoso del Napoli, ha postato sul proprio profilo Twitter un messaggio per l’allenatore dell’Inter Luciano Spalletti.

Il tecnico nerazzurro, dopo le dichiarazioni di Sarri sul calendario che rende il calcio un altro sport, rispose che se avesse voluto giocare a ‘pallone’ poteva classificarsi settimo o ottavo ed evitare di giocare il mercoledì in coppa. In seguito alla gara vinta soltanto ai tiri di rigore dall’Inter contro il Pordenone (squadra che milita nel campionato di Serie C), il comico partenopeo ha ironizzato scrivendo: “Spalletti lo vedi che ha ragione Sarri? Giocare ogni tre giorni è un altro sport”.

Migranti. Amnesty International accusa. Ue e Italia complici dei torturatori libici

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Migranti. Il rapporto dell’Ong svela il sistema di violenza e sfruttamento da parte della Guardia costiera di Tripoli, sostenuta dai governi europei

«I governi europei, e in particolare l’Italia, sono complici delle torture e degli abusi sui migranti detenuti dalle autorità libiche» è la denuncia contenuta nel rapporto di Amnesty International, presentato ieri a Bruxelles.

«I governi europei non solo sono pienamente a conoscenza di questi abusi, ma sostengono le autorità nel trattenere le persone in Libia» ha spiegato il direttore di Amnesty per l’Europa, John Dalhuisen. L’Ong ricorda che 500mila persone sono bloccate in Libia, dove subiscono terribili violenze, fino a finire all’asta nei moderni mercati di schiavi.

IL RAPPORTO DI AMNESTY, intitolato Libia: un oscuro intreccio di collusioni, descrive come l’Ue stia sostenendo un sofisticato sistema di sfruttamento dei migranti da parte della Guardia costiera libica, delle autorità addette ai detenuti e dei trafficanti: «In centinaia di migliaia sono in balia delle autorità locali, delle milizie, dei gruppi armati, spesso in combutta tra loro per ottenere vantaggi economici», spiega Dalhuisen.

Dalla fine del 2016, l’Ue e l’Italia hanno cercato di sigillare la rotta migratoria.

La cooperazione con i libici, spiega l’Ong, prevede: supporto al Dipartimento che gestisce i centri di detenzione; addestramento ed equipaggiamento della Guardia costiera libica; accordi con autorità locali, leader tribali e gruppi armati per incoraggiarli a bloccare il traffico di esseri umani.

Dopo il 2011 le milizie sono state integrate nella struttura di sicurezza dello stato: «I gruppi si sono trovati ben pagati e protetti dall’affiliazione alle istituzioni. Così hanno rivolto la loro attenzione anche al controllo della costa».

Nel 2017 le motovedette di Tripoli hanno intercettato 19.452 persone. Un uomo del Gambia, detenuto per tre mesi, ha raccontato: «Volevano soldi per rilasciarmi. Telefonavano ai miei a casa, mentre mi picchiavano con un tubo di gomma, per costringerli a cedere». Pagato il riscatto, è stato messo su un’auto diretta a Tripoli. L’autista ha chiesto altri soldi: «Fino a quando non avessi pagato, avrei dovuto rimanere con lui oppure mi avrebbe venduto».

LA PRESENZA, nella legislazione libica, del reato d’ingresso irregolare e l’assenza di norme per la protezione dei richiedenti asilo generano la carcerazione di massa: torture, lavori forzati, estorsioni, uccisioni, stupri sono la quotidianità per almeno 20mila persone. Altre migliaia sono imprigionate da gang criminali. Spiega Amnesty: le guardie torturano per estorcere danaro e, quando lo ricevono, passano le vittime ai trafficanti, che organizzano la partenza con la complicità della Guardia costiera. A fine settembre, l’Oim aveva identificato 416.556 migranti presenti in Libia.

La nave dell’Ong Sea Watch, mandata dal Centro di coordinamento di Roma, è stata costretta ad allontanarsi dal personale libico. Un video mostra i migranti a bordo della Ras Jadir frustati con una cima, un uomo si getta in acqua e viene travolto dalla motovedetta, nessuno prova a salvarlo.POI CI SONO LE ACCUSE all’Italia. Video mostrano una motovedetta libica, la Ras Jadir, provocare il 6 novembre scorso l’annegamento di almeno 50 persone: ignorando i protocolli operativi, non ha lanciato in acqua gli scafi di salvataggio ma ha accostato un gommone in avaria provocandone il semiaffondamento, molti migranti sono finiti in mare.

La Ras Jadir è stata donata dall’Italia alle autorità libiche con due cerimonie (a Gaeta il 21 aprile, ad Abu Sittah il 15 maggio), in entrambi i casi c’era il ministro Marco Minniti, grande sponsor degli accordi con Tripoli.

Secondo Amnesty, è la prima volta in cui viene documentato che la marina libica ha provocato morti in mare utilizzando mezzi forniti da un governo europeo, quello italiano. L’Italia, prosegue Amnesty, per garantire che la Guardia costiera libica sia il primo attore a intercettare i migranti ha anche agito per limitare il lavoro delle Ong, di nuovo con il sostegno dell’Ue: «La priorità dei governi è la chiusura della rotta del Mediterraneo, con poco riguardo per la sofferenza che ne deriva». Amnesty chiede che l’Europa attivi percorsi legali per i migranti e si impegni affinché «le autorità libiche pongano fine alla detenzione arbitraria, consentano piena operatività all’Alto commissariato Onu per i rifugiati».

Amara la conclusione: «I paesi Ue non dovrebbero fingere shock per il costo umano quando collaborano assiduamente con i responsabili». Il commissario europeo alle migrazioni, Dimitris Avramopoulos, respinge le accuse: «Siamo consapevoli ma non complici».

EPPURE LE ACCUSE di Amnesty sono state confermate dai naufraghi sbarcati ieri ad Augusta, salvati dalle Ong Proactiva open arms e Sos Méditerranée. «Sulla spiaggia le guardie in uniforme ci hanno puntato contro le pistole e costretto a salire sul gommone» ha raccontato un ragazzo. «In cella in Libia – ha aggiunto una donna del Camerun – ci picchiavano: mani e piedi legati, appesi a testa in giù, ci hanno colpito per tre giorni sulle articolazioni. Quando gli europei venivano a visitarci, le guardie ci dicevano di non parlare, sceglievano loro chi mostrare. Io però ho parlato, mi hanno punito trascinandomi in strada per 200 metri».

ilmanifesto/ Adriana Pollice

Papa Francesco: “Don Riboldi era la voce di chi non ha voce”

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Il messaggio di Papa Francesco per ricordare Don Riboldi

Anche Papa Francesco I ha voluto ricordare Don Riboldi, il monsignore che durante i suoi 19 anni vissuti ad Acerra ha combattuto la camorra e il terrorismo, schierandosi in prima persona contro la malavita in terra partenopea. Queste sono le parole del Santo Padre su Don Riboldi, che sono pervenute a monsignor Di Donna: «Pastore premuroso e voce di chi non ha voce. E stato sempre accanto ai più deboli richiamando la società ad operare per la giustizia ed il bene comune».

Montervino: “Hamsik avrebbe bisogno di qualche turno di riposo”

“Il Napoli ha bisogno dare segnali forti a gennaio”

Francesco Montervino, ex capitano del Napoli, è intervenuto in diretta su Radio Marte rilasciando alcune dichiarazioni sulla sua ex squadra e sul momento che attraversa.

Ecco le sue parole:
“Hamsik ci ha abituati ad altri numeri, vedere uno score così basso di gol ti suscita qualche domanda. Forse a livello mentale sta soffrendo un pò, forse un paio di turni di riposo possono aiutarlo in tal senso. Quando ci sono infortuni come quelli di Ghoulam e Milik c’è poco da fare, credo che Sarri abbia la situazione chiara su chi schierare ma è fuori discussione che c’è troppa differenza nel minutaggio. Solo una cosa non condivido nella gestione di Sarri: non capisco perchè c’è bisogno di aspettare così tanto per vedere Rog,  Ounas o Mario Rui. Non credo che giocatori di questo livello possano metterci tanto tempo nel capire gli aspetti tattici. Ci aspettiamo un segnale forte dalla società sul mercato”.

Napoli, domani si ritroveranno alcune commissioni, ecco quali

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Domani alcune commissioni del comune di Napoli, si ritroveranno per discutere di diversi argomenti. Ecco il comunicato a cura dell’ Ufficio Stampa del comune partenopeo:

ore 9 commissione Giovani su nuove assunzioni nel Corpo della Polizia locale.

ore 10 commissione Cultura, sopralluogo alla casa natale di S. Alfonso
Maria de Liguori.

ore 12 commissione Welfare incontro con l’assessora Gaeta per la
relazione finale delle delibere esaminate nelle sedute dell’11 e 13
dicembre 2017.

ore 12 commissione Trasparenza su refezione scolastica anno 2017-18,
procedure di gara e affidamento del servizio.

ore 12 commissione Bilancio esame di delibere di variazione di bilancio.

ore 12 commissione Scuola esame delibere n. 634 (variazione al
bilancio 2017/2019 piani di azione e coesione infanzia – Ambito N06),
n.643 (variazioni del bilancio di previsione 2017/2019 relative alla
manutenzione ordinaria scuole della Municipalità 7), n. 659 (
variazione del bilancio 2017/2019 relativa alla Municipalità 8) del
29/11/2017.

Sempre alle ore 12, infine, nell’aula del Consiglio comunale si
svolgerà la conferenza stampa di presentazione del programma “Un
Natale per i bambini all’insegna dell’integrazione e dell’amicizia”
organizzato dall’associazione culturale Belarus con il patrocinio del
Comune di Napoli e dell’Ambasciata in Italia della Repubblica di
Belarus.

Napoli, la Commissione Giovani vuole la riqualificazione del centro di Piscinola

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La riqualificazione del Centro Polifunzionale di Piscinola è l’obiettivo della Commissione Giovani

La commissione giovani del Comune di Napoli, si è ritrovata per parlare del Centro Polifunzionale di Piscinola, con una sua riqualificazione. Ecco il comunicato a cura dell’ ufficio stampa del comune partenopeo: Serve a breve un confronto con l’ufficio Patrimonio, con il servizio Politiche per la casa ed il servizio Valorizzazione sociale degli spazi di proprietà comunale e beni comuni per un bilancio sui lavori di riqualificazione di alcuni spazi del Centro Polifunzionale di Piscinola. Questi i prossimi obiettivi della commissione presieduta da Claudio Cecere, per il quale un confronto è necessario anche per conoscere lo stato dei lavori sulla realizzazione della “buvette” all’interno della struttura, i criteri di scelta adoperati nella redazione dei bandi per manifestazioni di interesse, e la situazione di altre aree, come la piscina per tuffi, e gli spazi verdi assegnati alla società di produzione Cinerapa s.r.l, sottoposti a sequestro giudiziario a seguito degli incendi dolosi che si sono susseguiti negli anni.

L’attenzione sul Centro Polifunzionale di Piscinola, ha concluso Cecere insieme ai consiglieri intervenuti Francesca Menna (Movimento 5 Stelle) e Federico Arienzo (Partito Democratico) – inaugura una serie di incontri per fare il punto sulle aree abbandonate presenti in tutte le Municipalità.

De Maggio: “Simeone potrebbe diventare più forte di Higuain a Napoli”

“Due anni sarebbero sufficienti. Per quanto riguarda Sturaro…”

Valter De Maggio, giornalista e direttore di Radio KissKiss Napoli, è intervenuto durante la trasmissione ‘Radio Goal’ rilasciando alcune dichiarazioni su Simeone, Sturaro e del suo messaggio sul Pordenone.

Ecco le sue parole:
“Devo essere sincero, io credo che in una piazza come Napoli il ‘Cholito’ Simeone diventerebbe più forte di Gonzalo Higuain ed il più forte al mondo nel giro di due anni. Sturaro non deve rispondere alle provocazioni, tantomeno quelle di un bambino dodicenne tifoso del Napoli: gli è stato scritto ‘Juve me**a’, non è carino ma il calciatore risponde ‘scusa Gomorra, ti faccio piangere per tre giorni’. Sturaro è un campione, non può scrivere ‘ritardato che non sei altro’. Bisogna essere campioni in campo e nella vita, rispondere così non è bello. Ieri mi hanno scritto che sono la feccia dei giornalisti, capisco che la gente non stia bene con la testa se scrivono cose del genere dopo un messaggio sul Pordenone”.

Napoli, il futuro di Sarri è ancora difficile da decifrare

Ancora nessun incontro in programma

Ancora nessun incontro in programma tra Maurizio Sarri e Aurelio De Laurentiis per il rinnovo di contratto dell’allenatore del Napoli. Il suo futuro è ancora in bilico, anche se ogni discorso in questo momento appare prematuro.

Ciro Venerato, esperto di calciomercato della RAI, nel corso della trasmissione ‘Si Gonfia la Rete’ in onda sulle frequenze radiofoniche di Radio KissKiss Napoli, ha dichiarato che non sono in programma incontri per il nuovo contratto con la soluzione che potrebbe sbloccarsi in primavera.
l’attuale contratto di Sarri prevede una clausola rescissoria da 8 milioni e la possibilità per il Napoli di scioglere unilateralmente il vincolo versando 500 mila euro nelle tasche del tecnico.

Nocera, rissa sfiorata tra due medici del Pronto Soccorso: tutti i dettagli

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I due medici dell’ Ospedale di Nocera sono stati prontamente divisi

Al Pronto Soccorso dell’ ospedale Umberto I di Nocera Inferiore si è sfiorata una rissa tra due medici. Uno dei due dottori, non era in servizio, ma si era recato presso il nosocomio nocerino per visitare uno dei genitori, all’ altra ( è una donna, ndr.) avrebbe dato fastidio questo suo atteggiamento e sarebbero passati ad insulti tra di loro. Dopo una serie di botta e risposta verbali tra i due, secondo alcune indiscrezioni, stavano per venire alle mani, ma sono stati prontamente divisi dal resto del personale sanitario presente in quel momento presso l’ Ospedale Umberto I. Non sono esclusi provvedimenti da parte della direzione del nosocomio.

Questa sera si recita a soggetto, al CTB il “teatro nel teatro” di Pirandello

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Lo spettacolo è inserito nella Stagione di Prosa 2017/2018 che è realizzata grazie al sostegno dalla Fondazione ASM e del Gruppo A2A di Brescia.

Questa sera si recita a soggetto
di LUIGI PIRANDELLO
regia MARCO BERNARDI
scene GISBERT JAEKEL
costumi ROBERTO BANCI
con PATRIZIA MILANI, CARLO SIMONI

e con (in ordine alfabetico) EMANUELE CERRA, KAROLINE COMARELLA, CORRADO D’ELIA, ALESSIO DALLA  COSTA, ANDREA DEANESI, STEFANO DETASSIS, SABRINA FRATERNALI, JACOPO GIACOMONI, PAOLO  GROSSI, SEBASTIANO KINIGER, ALESSANDRA LIMETTI, MARTA MARCHI, MAX MERANER, ANTONELLA  MIGLIORETTO, GIAMPIERO RAPPA, GIOVANNA ROSSI, IRENE VILLA, RICCARDO ZINI
produzione TEATRO STABILE DI BOLZANO

Durata dello spettacolo 2 ore (compreso intervallo)

Un happening teatrale, moderno e spiazzante. Questa sera si recita a soggetto, la celebre opera di Pirandello, culmine della trilogia del metateatro, sarà in scena dal 14 al 17 dicembre alle ore 20,30 al Teatro Sociale (via F. Cavallotti, 20) per la Stagione di prosa del CTB Centro Teatrale Bresciano. Una produzione Teatro Stabile di Bolzano con Patrizia Milani e Carlo Simoni per la regia di Marco Bernardi.

Nell’anno in cui si celebrano i 150 anni dalla nascita del Premio Nobel per la letteratura Luigi Pirandello, è interessante rileggere Questa sera si recita a soggetto, un capolavoro di caos organizzato, un testo spiazzante,  moderno e antico allo stesso tempo, posto a emblematica conclusione della “trilogia del teatro nel teatro” inaugurata  clamorosamente nel 1921 con Sei personaggi in cerca di autore.
Una commedia che, al suo debutto, ha entusiasmato il pubblico, proiettato nell’atmosfera di una prova teatrale, con  il vantaggio di una drammaturgia magistralmente progettata da un fuoriclasse della letteratura. Quella che è considerata l’opera più compiuta della trilogia dal punto di vista della riflessione sul teatro, racconta di Hinkfuss, un regista sperimentale e megalomane, che tenta di mettere in scena uno spettacolo costringendo i suoi attori a improvvisare la parte sulla base di pochi elementi tratti da un breve racconto di torbida gelosia siciliana. Ma il conflitto tra regista e compagnia esplode inevitabilmente, mentre il pubblico rumoreggia perplesso e scandalizzato: tra divertimento da commedia e discussioni sull’arte teatrale gli attori si ribellano a Hinkfuss, con risultati sorprendenti…

Scritto da Pirandello nell’inverno 1928/1929 durante il suo esilio volontario a Berlino, dopo lo scioglimento della  Compagnia del Teatro d’Arte, da lui fondata, diretta e finanziata, Questa sera si recita a soggetto nasce dalla concreta esperienza capocomicale appena conclusa e dal contatto con l’effervescente scena berlinese dominata  dall’espressionismo – mentre si affacciavano gli astri di Piscator, Brecht e Weill. Un’opera con un intento polemico che si regge in funambolico equilibrio tra la piccola storia italiana e l’Europa del teatro dei grandi registi.

«Questa sera si recita a soggetto è un’opera con due anime: quella del “teatro nel teatro”, che entra in pieno nel  dibattito europeo sulla funzione del teatro e sulle diverse estetiche che lo stavano radicalmente cambiando, e quella  della provincia siciliana, famigliare, torbida, ossessiva.» racconta il regista Marco Bernardi. «C’è un’intensa dialettica tra il Pirandello scrittore anteguerra, innestato ancora nel verismo regionale, e il drammaturgo innovatore che si proietta con calcolata audacia nella novità dell’esperimento scenico».

BIGLIETTERIA

INTERO
Platea 27 €
Galleria Centrale 19 €
Galleria Laterale 13 €

RIDOTTO GRUPPI*
platea 24 €
Galleria Centrale 17 €
Galleria Laterale 12 €

RIDOTTO SPECIALE**
Platea 19 €
Galleria Centrale 14 €
Galleria Laterale 11 €

RIDUZIONI
* La riduzione Gruppi è riservata ad Enti convenzionati con il CTB.
** La riduzione Speciale è riservata a giovani fino a 25 anni, ultrassessantacinquenni e possessori di carta d’argento.

Acquisto presso:
TEATRO SOCIALE
Via Felice Cavallotti, 20 – Brescia
Tel. +39 030 2808600
biglietteria@centroteatralebresciano.it

Orari botteghino
Nei giorni di spettacolo:
30 minuti prima dell’inizio dello spettacolo
Giorni Feriali (tranne lunedì, giorno di chiusura) dalle 16.00 alle 19.00
Domenica dalle 15.00 alle 18.00

PUNTO VENDITA CTB
Piazza della Loggia, 6 – Brescia
Tel. +39 030 2928609
biglietteria@centroteatralebresciano.it
Orari di apertura
dal martedì al venerdì (esclusi i festivi) dalle 10.00 alle 13.00

ON-LINE
sul sito www.vivaticket.it e in tutti i punti vendita del circuito modalità di pagamento: carta di credito o bancomat

Napoli, Vrsaljko dice si ad un contratto quinquennale. C’è anche un piano B…

Ora la palla passa all’Atletico Madrid

Il giornalista RAI, Ciro Venerato, ha parlato della situazione riguardante Sime Vrsaljko terzino destro dell’Atletico Madrid, durante la trasmissione ‘Si Gonfia la Rete’ in onda su Radio CRC.

Ecco quello che ha riferito:
“Vrsaljko ha detto si al Napoli, se l’Atletico Madrid decide di venderlo allora verrà. Contratto di 5 anni e 6 mesi, c’è l’accordo privato con l’agente Riso. In questo momento il problema del Napoli non è la concorrenza di Roma e Juventus. In questo momento ha detto si al Napoli, non mi risulta che la Juve abbia fatto una trattativa per gennaio e la Roma non ha gli argomenti per convincere l’Atletico Madrid. Il Napoli ha fatto un’offerta ufficiale per gennaio, la Juve può farla a giugno e la Roma ha già speso molto. Il ragazzo ha fatto capire che se il Napoli chiude in questi giorni, il problema in questo momento è l’Atletico Madrid. Se arrivasse allo stesso momento un’offerta della Roma e del Napoli, la Roma potrebbe avere un vantaggio che si chiama Di Francesco. Il Napoli è pronto a fargli un contratto di 4 anni e 6 mesi, poi l’anno dopo di rinnovare un altro anno. L’Atletico Madrid prima di vendere Vrsaljko dovrebbe trovare un sostituto, a gennaio ci sono già due stipendi da far entrare. Nel frattempo il Napoli non ha mai abbandonato la pista Grimaldo, c’è stato un nuovo colloquio con l’entourage del calciatore”.

X Factor, tutto pronto per la finalissima di domani sera

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I Maneskin, Enrico Nigiotti, Lorenzo Licitra e Samuel Storm si affronteranno nella finalissima di X Factor

E’ tutto pronto per la finale di X Factor 11 che domani sera andrà in scena al Forum di Assago. I finalisti, sono i Maneskin, autentica rivelazione di questo programma, guidati dal frontman degli Afterhours, Manuel Agnelli, Enrico Nigiotti e Lorenzo Licitra, i quali hanno come giudice la producer Mara Maionchi e infine Samuel Storm capitanato dal cantante rapper Fedez.         Quest’ ultimo parte con gli sfavori del pronostico, avendo rischiato nell’ ultimo live l’eliminazione, vincendo il ballottaggio con i Ros. I favoriti assoluti per la vittoria del programma sono i Maneskin, band romana, che con il loro modo di fare un po’ arrogante, hanno conquistato migliaia di fans, con il loro inedito “Chosen” che viaggia a suon di vendite su iTunes e Spotify.

«Stiamo pensando al modo per mangiarci il palco – dice Damiano dei Maneskin il quale ha più volte sottolineato la sua volontà di rimanere in un futuro nel gruppo-  Finora il Forum lo abbiamo visto vuoto e gli spazi ci sembrano infiniti». La parola passa poi al loro vero outsider, Enrico Nigiotti, il quale a suon di musica italiana è riuscito a conquistare la fiducia dei fans e dei giudici: «Mi spiace molto che gli inediti saranno concessi agli ultimi due in gara, commenta Enrico Nigiotti il quale ha già partecipato ad un’ altra gara canora- perché io l’inedito spero di riuscire a cantarlo». Sono stati confermati come ospiti Ed Sheeran, Tiziano Ferro, James Arthur e i Soul System, i quali su quel palco sono stati i vincitori la scorso anno. E allora che lo spettacolo abbia inizio.

Vergognoso Sturaro, insulta un dodicenne napoletano tramite social

“Scusa Gomorra, non rompere il ca**o”

Stefano Sturaro si è reso protagonista di un increscioso e vergognoso episodio con un dodicenne napoletano. Il centrocampista bianconero è caduto nelle provocazioni dell’adolescente con una vera e propria caduta di stile.

E’ nata una bufera. Sturaro ad un ‘Juve merda’, ha sbottato rispondendo con uno: Scusa Gomorra” e continuando, dopo altre provocazioni: “Stai buono che ti faccio fare una figura di mer*a che manco ti immagini e poi piangi per tre giorni. Vai a giocare con i Pokemon e non rompere il ca**o, ritardato che non sei altro”.

Unimpresa: “Il Governo deve insistere con la legge di bilancio”

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Il presidente di Unimpresa Giovanna Ferrara ha lanciato il proprio pensiero

Attraverso una nota stampa, Unimpresa ha voluto comunicare il proprio pensiero sul governo del premier Paolo Gentiloni. Ecco il comunicato:

“Ci preoccupiamo quando i dati sono negativi  e tiriamo un sospiro di sollievo quando i segnali sono positivi. Dunque ci fa piacere notare che la produzione industriale gode di buona salute. Tuttavia, vogliamo utilizzare questa circostanza positiva per lanciare  l’ennesimo messaggio al governo di Paolo Gentiloni, affinché nell’ultimo scorcio di questa legislatura trovi il coraggio per insistere con misure di rilancio della crescita economica”. Lo dichiara il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara, commentando i dati diffusi oggi dall’Istat. “La legge di bilancio all’esame del Parlamento, che per ora si è rivelata assai deludente, è l’ultimo treno per rilanciare il Paese” continua il presidente di Unimpresa.

Penisola Sorrentina, da domani chiuso un tratto sulla statale

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L’ Anas ha comunicato che un tratto della statale resterà chiuso per dei lavori

Da domani un tratto della statale sorrentina resterà chiuso per dei lavori. Ecco un comunicato dell’ Anas, che annuncia i lavori in corso in quel tratto stradale:

Anas comunica che, per consentire l’esecuzione dei lavori al sovrappasso ferroviario da parte dell’Impresa Edil Cava, saranno in vigore delle limitazioni al transito veicolare sulla strada statale 145 “Sorrentina” nel territorio comunale di Castellammare di Stabia in provincia di Napoli.

Nel dettaglio, nella notte tra domani  e venerdì 15 dicembre – nella fascia oraria compresa tre le 22.00 e le 6.00 del giorno successivo – sarà chiuso al traffico il tratto compreso tra il km 1,650 ed il km 7,200 (svincolo Gragnano) compresa la chiusura delle rampe di uscita e di immissione dello svincolo Castellammare Ospedale al km 3,600.

Nelle ore di chiusura, il transito veicolare verrà deviato sulla viabilità locale segnalata sul posto con percorso sulla ex strada statale 145 “Sorrentina” e la ex strada statale 366 “Agerolina” in corrispondenza dello svincolo Autostradale di Castellammare e dello svincolo di Gragnano.

All’approssimarsi delle aree di cantiere vigerà il limite di velocità di 30 km/h ed il divieto di sorpasso per tutte le categorie di veicoli.

Anas raccomanda prudenza nella guida e ricorda che l`evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile sul sito web www.stradeanas.it oppure su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all`applicazione “VAI” di Anas, disponibile gratuitamente in “App store” e in “Play store”. Inoltre si ricorda che il servizio clienti “Pronto Anas” è raggiungibile chiamando il numero verde gratuito, 800.841.148.

Giuffredi (agente Valdifiori): “C’è disinformazione su di lui, Sarri voleva tenerlo”

“Io mi imposi per la cessione”

L’agente di Elseid Hysaj, Mirko ValdifioriMario Rui, Mario Giuffredi, è intervenuto durante la trasmissione ‘Si Gonfia la Rete’ in onda sulle frequenze di Radio KissKiss Napoli.

Ecco le sue dichiarazioni:
“Mario Rui farà vedere tutte le sue qualità. E’ stato fermo quasi un anno per l’infortunio e i primi mesi a Napoli ha giocato pochissimi minuti, basta vedere le sue ultime prestazioni, sta migliorando sempre di più. Con la Fiorentina ha fatto vedere già chi è, più passerà il tempo e più dimostrerà di essere un calciatore da Napoli. La squadra di Sarri è in un periodo no, ma tutti hanno dei cali durante la stagione. Gli azzurri non hanno avuto ko come quelli della Juventus e poi la Fiorentina sta in un gran momento. Certi giocatori sono stanche, ma la storia della squadra di Sarri ha sempre un calo tra novembre e dicembre. Valdifiori affronterà i suoi vecchi compagni, con il cambio modulo sta trovando più spazio nel Torino. Mirko è ancora legatissimo alla città di Napoli e ai suoi tifosi, a Napoli non aveva spazio perchè avanti c’era Jorginho che è tra i migliori del campionato. Ciro Venerato dà cattiva informazione. E’ disinformato sulla questione Valdifiori, non è assolutamente vero che Sarri non lo voleva. Prima di passare al Napoli, eravamo in macchina per andare al Torino ed è stato proprio Sarri a fermarci per convincerci a trasferirci a Napoli. Sarri voleva tenerlo anche quando arrivò Diawara, sono stato io a portare Mirko a Torino”.

Il caso Tenco, le verità nascoste e rivelazioni sconvolgenti

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Restano ancora dubbi, ipotesi e molti lati oscuri del caso Tenco ma, servendosi delle indagini condotte nel tempo, da esperti tenchiani e giornalisti è possibile tracciare un sentiero entro il quale si è mossa l’opinione dei media e del pubblico per far pensare a qualcosa di più di un semplice suicidio di protesta.

Era il 27 gennaio 1967 quando Luigi Tenco venne trovato senza vita nella sua stanza 219 dell’albergo dell’Hotel Savoy di Sanremo. Tenco era a Sanremo per gareggiare al Festival con il brano “Ciao amore ciao”. Ad accompagnarlo nella gara Dalidà, cantante di grande successo in quegli anni. La RCA, casa discografica di Tenco all’epoca del Festival, decise di far affiancare per la kermesse la star francese del momento, affinché questo potesse dare più visibilità a Tenco, ma anche fungere da manforte in una roulotte russa come quella di Sanremo degli anni 60.  Dalidà era però più di una collega di lavoro: in quegli anni era nota a tutti la loro relazione. A Sanremo quell’anno, presente anche l’ex marito di Dalidà, grande discografico francese, famoso per la gelosia nutrita nei confronti dell’artista. Daniele Piombi, riporta l’intervista fatta a Tenco, qualche giorno prima della vicende ed è interessante notare come l’artista sia assolutamente convinto della sua partecipazione, ma ancora di più della sua vittoria perché ad affiancarlo c’è Dalidà:

«P: Tu speri in un’affermazione, in un’entrata in finale o in una vittoria…?

T: Io spero in una vittoria.

P: Una vittoria a Sanremo?

T: Sì.

P: Allora diciamo che il pronostico di Luigi Tenco per questo XVII° festival della canzone italiana è a favore di Luigi Tenco.

T: È a favore di Dalida, quindi indirettamente a favore di Luigi Tenco»

Ebbene si, Tenco era convintissimo di vincere; lo era perché credeva di avere le spalle coperte, eppure le cose non andarono proprio così. Facciamo un passo indietro e ripercorriamo quella sera del 26 gennaio. C’era la finale di Sanremo: Mike Buongiorno è sul palco e Tenco e Dalidà erano pronti per entrare in scena; chi , con loro dietro le quinte aspettava per esibirsi, ha sempre sostenuto di aver visto Luigi agitato, confuso e stralunato. Aveva bevuto un po’ troppo, mischiando l’alcool al Pronox. Come riportato su Wikipedia: <<all’amico Paolo Dossena, che lo rimproverava di bere troppo prima dell’esibizione, Luigi Tenco chiese: «Sei così amico da metterti fra me e il whisky, ma saresti così amico da metterti fra me e la pallottola di un mio nemico?». A quella frase Dossena non diede troppa importanza, ma se ne ricorderà quando entrerà nella stanza 219 trovando Tenco morto>>. Dopo la performance canora però il brano venne eliminato: ricevette solo 39 voti su 900. Restava un’unica speranza, cioè il ripescaggio, ma nemmeno quello ebbe buon esito; rientrò in gara “La Rivoluzione” di Gianni Pettinati, per Tenco fu la fine. Luigi Tenco era pallido e assente. Dalida gli si avvicinò per rincuorarlo: «Ma che te ne importa? Venderemo più dischi noi di tutti gli altri. Succede sempre così ai Festival». Lello Bersani, augurando le migliori fortune alla coppia, annunciò le proprie dimissioni dalla commissione. Tenco, incontrando Piero Vivarelli si innervosì con lui, avviandosi poi verso l’uscita e incrociando sulle scale Cesare Gigli. La delusione era dovuta ai soli 38 voti su 900 presi dal pubblico: «Cesare, il prossimo anno mi devi scrivere una canzone che si intitola Eqqueqquà – disse citando la battuta di Pappagone personaggio di Peppino de Filippo in voga in televisione in quegli anni – così il popolo italiano sarà tutto contento >> (Fonte: Guarneri-Ragone, “Le ombre del silenzio. Controinchiesta sulla morte di Luigi Tenco). Uscito dall’Ariston disilluso ed amareggiato, Tenco accompagna Dalidà al ristorante U’nostromo, dove la RCA si riuniva per la cena, ma lui sceglierà di non restare e ritornare all’Hotel Savoy. Da quel momento buio su Tenco, anzi è meglio dire che restano soltanto ombre : << secondo l’ultima ricostruzione ripresa anche dai programmi televisivi d’inchiesta TV7 (Rai Uno) e Chi l’ha visto? (Rai Tre) Luigi Tenco si recò nella sua stanza, la 219, ed effettuò due telefonate. La prima a Ennio Melis (capo della Rca) non ottenne risposta; la seconda a Valeria (sua fidanzata dal 1964) ebbe buon esito. I due parlarono di progetti, di intenzioni da realizzarsi a breve, e Luigi Tenco – secondo quanto avrebbe riferito la stessa Valeria ad alcuni giornalisti nel 2002 – asserì di avere scritto dei fogli con nomi e cognomi denunciando «fatti che vanno ben al di là della manifestazione»(Fonte: Wikipedia). Esattamente alle 2:10 il cropo di Tenco venne scoperto da Dalidà ed alle 2:45 venne allertata la polizia dell’accaduto. Strana però la telefonata di Arrigo Molinari all’Ansa per comunicare il decesso di Tenco prima ancora di recarsi sul luogo del delitto; di Molinari si scoprirà fosse iscritto alla Loggia P2, ma più che i suoi orientamenti politici, non da prendere comunque sotto gamba in questa storia, ci interessa sapere come faceva  ad avere la certezza della morte di Tenco a tal punto da avvertire a priori la stampa ? Ma perché anche la Dott.ssa Vincenza Liviero, presente sulla scena del crimine, prima ancora di attendere la fine degli esami in corso e prima di saperne gli esiti davanti ai media esclama: “è un suicidio al di là di ogni ragionevole dubbio, non parlatene più ?” Questo è solo uno dei mille interrogativi che restano di quella notte. L’isola verde, il fun club di Luigi Tenco, che si occupa da anni dell’artista, sia per il suo valore musicale, per il peso che esercita ed ha esercitato sulla storia della canzone italiana, ma anche a favore della tesi di un depistaggio delle indagini, nonché un’ipotesi di omicidio, ha pubblicato un documento interessante sul sito che si intitola “Le 5 prove a favore dell’omicidio di Luigi Tenco“; voglio prendere in considerazione questa testimonianza dei fan e delle persone più vicine alla storia di Tenco per continuare il mio discorso ed andare ad analizzare le ipotesi, per dovere di cronaca è giusto sottolinearlo, che farebbero pensare ad un omicidio e non ad una battaglia persa con la vita, ad una resa davanti ad una squalificazione. Diciamo questo perché ciò che la stampa ci fornisce è una lettera, consegnata da Dalidà alle 5:25 alla polizia, scritta da Tenco, sembrerebbe prima di morire, che testimonia la volontà di farla finita, uccidendosi PER PROTESTA. Fa rabbrividire questa idea, sembra scivolare troppo veloce nella mia testa andandosi a schiantare contro il buon senso, non personale ma quello di Luigi. Nella lettera le parole usate sono state le seguenti: «Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda Io tu e le rose in finale e ad una commissione che seleziona La rivoluzione. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi».  Questo è solo uno stralcio di una lettera più lunga, di cui manca una pagina. Come sostiene uno dei membri de La verde isola : <I calchi di parola trovati da me e Billy100 ( mio ex collaboratore fino a Febbraio 2008 ) sul biglietto ( le parole sono “gioco” e “già” ), rafforzano l’idea che su quel foglio Luigi scrisse….si ma su pagine precedenti appoggiate su quell’ultimo foglio. Dunque….quella era una lettera di denuncia e quel faccio questo ERA RIFERITO A QUELLO CHE ANDAVA DICENDO DA MESI! Erano mesi che andava dicendo che si sarebbe ritirato dalle scene musicali!!! Cosa credavate che facesse quella notte, credavate forse che si stesse struggendo dal dolore? Era incavolato nero e con le idee MOLTO CHIARE: utilizzare il “Pretesto” dell’esclusione per BEN MOTIVARE LA DECISIONE DEL SUO RITIRO>>. E’ stato fatto uno studio molto approfondito sulla calligrafia di quel biglietto  ed in effetti le anomalie sembrano essere diverse, ma non è tutto perché tra i tanti enigmi resta anche quello della pistola, studiata nel documento dell’Isola verde, ma anche dalla Controinchiesta fatta nel 2013; secondo questa indagine aperta dai giornalisti Nicola Guarneri e Pasquale Ragone l’arma di Tenco non è mai appartenuta alla scena del crimine e che il bossolo repertato dalla polizia all’epoca riporta i segni di una beretta modello 70 in calibro 7,65 mm. A sostegno di ciò, i giornalisti dopo aver consultato i documenti ufficiali della polizia contestarono agli inquirenti, come riportato da Wikipedia: 

  1. importanti errori in fase di analisi del bossolo trovato nella stanza di Tenco
  2. l’assenza di residui dello sparo sulla mano di Tenco
  3. l’assenza di testimoni che affermano di avere sentito lo sparo
  4. una frattura alla mastoide destra che indicherebbe che Tenco è stato tramortito prima di essere ucciso
  5. la mancata indicazione da parte del Dott. Luca Tajana di una frattura femorale che Tenco si procurò anni prima, mettendo dunque in discussione l’attendibilità delle conclusioni medico-legali del 2006
  6. l’assenza del segno di Felc sulla mano destra del cantautore
  7. l’assenza di microspruzzi sul dorso della mano destra di Tenco
  8. i segni sul bossolo e al foro d’entrata tipici di uno sparo con l’uso di un silenziatore

Un’altra anomalia che si ritrova sempre nella controinchiesta fatta dai due giornalisti e riguarda le informazioni messe agli atti dalla polizia: alle 3 non risultava ancora né il biglietto né la pistola che non erano nemmeno presenti quando la polizia effettivamente entrò. Le fotografie che abbiamo a disposizione invece, mostrano una pistola sotto il corpo diversa rispetto a quella utilizzata presumibilmente da Tenco: si tratta di una Bernardelli mod.60, ma questo perché il corpo venne riportato dopo un primo trasporto e sopralluogo nuovamente nella stanza per i giornalisti: Tenco viene sballottolato fuori e dentro la stanza e nell’atto di ricostruire la scena venne usata un’altra arma. Nella ricostruzione della Controinchiesta inoltre: “troverebbero corrispondenza le parole di Paolo Dossena, che aveva affermato di essere entrato fra i primi nella stanza 219 e di non avere visto armi accanto al cadavere. Troverebbe in parte corrispondenza anche la versione di Mino Durand, giornalista del Corriere della Sera, che era entrato nella stanza e aveva detto d’avere visto una “Beretta cal. 22″ nella mano di Tenco, ricordo che – a detta dei due autori – nel tempo si sarebbe distorto confondendo la Beretta con la Bernardelli per via del medesimo calibro e alcune similitudini fra le due. Per Guarneri e Ragone ad avere ucciso Tenco sarebbe stata una Beretta mod. 70 in cal. 7.65 mm, convintisi di ciò dopo avere analizzato gli atti originali prodotti dall’ERT. Coadiuvati da Martino Farneti – esperto di balistica, già Direttore della Sezione Balistica dell’ERT di Roma – sostennero che l’accertamento balistico era stato fatto senza rispettare il protocollo scientifico in materia e confondendo le tracce che lascia una Ppk con quelle prodotte da una Beretta” (Fonte:Wikipedia). Nonostante il grande lavoro di Guarneri e Ragone nel 2013 , la procura non ha ritenuto opportuno riaprire il caso, nonostante la richiesta di Ragone, cioè la “Richiesta di riaccertamento del bossolo relativo alla morte di Tenco Luigi, però rifiutata dalla procura di Imperia”. Sempre riferendoci alle prove dell’Isola verde, inoltre alla lettera e alla pistola, sembra interessante aprire una parentesi anche sulle contusioni presenti sul corpo di Tenco; riprendendo le parole del referto della scientifica del 1967: “Nell’obitorio di questo Cimitero di Valle Armea, esaminato il cadavere, alla presenza del S. Procuratore, non sono state riscontrate altre ferite, lesioni o segni particolari sul corpo ad eccezione della ferita d’arma da fuoco sulla regione temporale destra.”  Eppure, dalle foto scattate, tra cui una inedita, prima del trasporto verso il cimitero e poi il ritorno in albergo, sembrerebbe intravedersi un ematoma, 2 ferite lacero contuse, un taglio sotto la bocca, un taglio sotto il mento ed un gonfiore sotto l’occhio sinistro. Inoltre, tra il raffronto tra la prima foto e quelle successive sembrerebbe che Tenco abbia due camicie diverse, la prima era sporca di sangue e la seconda no, lo si nota dal colletto, questo vale anche per la sabbia che si intravedeva sul suo viso, nel ritorno in albergo non più presente. L’ultima questione riguarda le parole di Lucio Dalla che si trovava nella stanza accanto a Tenco e quindi rappresentano più un’ipotesi che una prova anche per la stessa Verde isola : Nel 2011, Lucio, a conoscenza del lavoro che stava conducendo “la verde isola”, mi ha confidato durante un suo concerto ad Ancona ( e facendomi promettere di non parlarne fino alla sua morte ) di aver sentito fuori dalla sua stanza un trambusto, come qualcosa di pesante che veniva trascinato. Cosi’ si affaccio’ per capire cosa stava accadendo e vide “quasi di spalle” due uomini con accento straniero trasportare il corpo penzolante di Luigi Tenco in camera. Lui sulle prime pensò che Tenco fosse solo ubriaco ma poi entrando in stanza per accertarsi delle sue condizioni, si rese conto di quel che era successo”. (fonte : la verde isola). 
Ad oggi, la nipote di Luigi Tenco, secondo il sito di Wikipedia, ha confermato l’ipotesi di suicidio. Ad oggi, ognuno porta il ricordo di Luigi che appartiene alla propria vita, alla propria musica o a quella maledetta notte. Ciò che continua ad esistere, in chi ama Tenco, in chi l’ha conosciuto e chi lo ha sempre sentito cantare nei dischi, come me, è l’arte. Essa è l’eterna essenza della vita, immortale ed indistruttibile dal male.

 

a cura di Annalibera Di Martino

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