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Hysaj: “Arrabbiati per la partita persa con l’ Atalanta, ma bisogna guardare avanti”

Ecco le parole di Hysaj

Il difensore del Napoli, Elseid Hysaj ha parlato ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli. Ecco le parole del difensore azzurro:

Siamo tutti arrabbiati per la sconfitta con l’Atalanta. Fa male, ma dall’altro lato ci darà la forza per andare avanti in campionato. Ormai non si può far niente, siamo usciti fuori. Bisogna prendere il male e trasformarlo in bene per il futuro. Bisogna ripartire subito, già contro l’Hellas. Dobbiamo essere aggressivi e fare il massimo per vincere. Vogliamo mantenere livelli alti, vincere le gare e cominciare bene l’anno. L’ Atalanta? E’ una squadra bella, sta mettendo in difficoltà tante squadre. Ma ora pensiamo soltanto alla prossima partita.Mi piace Napoli, mi piace stare qui perché facciamo un grande calcio. Sarri ci chiede di giocare il nostro gioco, mettere la cattiveria giusta. Siamo giocatori intelligenti, capiamo subito dove abbiamo sbagliato per migliorare e aggiustare le cose. Restiamo calmi, perché è lunghissima. Bisogna pensare partita dopo partita, cercare di vincerle tutte. E’ troppo presto per pensare allo scudetto e ad altre cose. Potrebbero inserirsi anche Roma ed Inter in questa lotta con noi e la Juventus, ci sono tante gare. Proprio per questo noi dobbiamo pensare a noi stessi. Voglio vincere le partite, dare il massimo per il Napoli. Stiamo crescendo mentalmente. Abbiamo la consapevolezza di essere forti, siamo cresciuti in questi anni grazie al lavoro e al gruppo. Non vogliamo sbagliare nessuna partita, lavoriamo giorno dopo giorno e pensiamo solo a migliorare in campo. Siamo un gruppo molto unito, ogni gara ha una sua importanza, anche quelle più facili. Quando si vince siamo tutti contenti. Milik e Ghoulam? Sono importanti per questa squadra, speriamo che rientrino bene e ci diano la loro mano. E’ bene che il San Paolo sarà caldo. Spero che i tifosi ci capiscano, stiamo dando il massimo per vincere ogni partita. Speriamo di vedere lo stadio sempre così pieno, come sarà sabato. Ora siamo belli carichi”.

1° Torneo dell’Epifania: Asd San Paolo, allo stadio per Angelo

1° Torneo dell’Epifania: Asd San Paolo, allo stadio per Angelo

Un torneo di calcio per raccogliere fondi e ricordare Angelo Celentano, vittima del giorno di Natale. Un’iniziativa di Sabatino Scala che con la sua Asd Giallo Blu, insieme alle altre partecipanti, Virtus Junior Gragnano, Asd San Paolo e Accademy Montella, daranno vita ad un mini torneo a Gragnano, al campo sportivo San Michele. Fischio d’inizio alle 11:30, proseguirà il tutto alle 12:30 con gli scontri diretti dei Pulcini. Tutti invitati all’evento, la redazione di ViVicentro seguirà per voi con interviste  e video.

Gatta Da Pelare (Lo Piano e SaintRed)

Prima gatta da pelare per Nello Musumeci: la Regione Sicilia per il 2108, ha di fatto quasi azzerato i Contributi Regionali nei confronti di alcune Fondazioni anticorruzione  e Centri antimafia. Questa decisione era stata gia’ presa dal precedente Governo Crocetta, quello attuale, l’ha solo messa in pratica e ratificata.
Fra gli Istituti colpiti vi sono la fondazione Pio La Torre e il Centro Antimafia Falcone, al primo, su una richiesta documentata di una somma pari a 279 mila euro (a chiusura dell’anno 2017), il nuovo Governo Siciliano, ne ha riconosciuti 16.800. Al secondo, sono stati disposti tagli piu’ che drastici, di cui se ne sconosce l’entita’.
La Fondazione Pio La Torre e’ nata 32 anni fa, quella dedicata a Falcone da 25 anni, entrambe, a detta dei responsabili, in tutti questi anni hanno svolto un utile e prezioso lavoro, che e’ stato attuato da numerosi intellettuali, Siciliani, Italiani e figure di spicco anche a livello europeo.
Lo scopo e’ stato sempre quello di far avvicinare i giovani alla legalita’, al vivere civile, e al tempo stesso di tenere viva la memoria di Pio La Torre e Giovanni Falcone, due pilastri di una Sicilia che non vuole, ne’ deve, essere sottomessa al malaffare.
Vincenzo Consolo cosi’ ha esordito : 
Forse abbiamo sbagliato nella difesa di una memoria antimafia, come quella di Pio La Torre, orgoglio di Sicilia, legata strettamente e sempre all’impegno sociale e civile di cambiamento? Polemica anche dalla fondazione Falcone:
“Apprendiamo dalla stampa”, ha esordito la figlia del giudice Falcone, “del taglio dei fondi che la Regione avrebbe destinato alla nostra fondazione; una fondazione che da 25 anni si dedica all’educazione, alla legalità e alla diffusione della conoscenza della criminalità organizzata, per creare nelle nuove generazioni una consapevolezza e una coscienza antimafiosa”.

“Troviamo francamente grave che l’attività che da un quarto di secolo portiamo avanti sia stata sottovalutata proprio da chi, come la Regione che della Fondazione è socio fondatore”.
Questo e’ stato l’amaro commento di Maria Falcone, Presidente della Fondazione che porta il nome del magistrato ucciso dalla mafia.

“Le parole del presidente Musumeci, che ha esplicitamente fatto riferimento ad una iniquità nelle ripartizioni delle risorse stabilite dal Governo precedente”, aggiunge Maria Falcone, “ci rendono tuttavia fiduciosi che si possa trovare una soluzione per il presente e che si torni comunque nel futuro a criteri di valutazione giusti e rispondenti al reale lavoro e allo sforzo che quotidianamente la Fondazione svolge nelle scuole di tutto il Paese e nella società civile”.
Inutile dire che questa decisione abbia scatenato una serie di polemiche, la diatriba fra i 2 centri colpiti e la Regione Sicilia, e’ appena nata, nei prossimi mesi vedremo quali potranno essere gli ulteriori sviluppi.

ESCLUSIVA – Il coord. Sica: “La politica come azione solidale”, le calze ai più piccoli di Castellammare

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La politica solidale di Gioventù Nazionale scende a Castellammare al sole 365 per la Befana Tricolore, l’avv.Sica: “Come sempre la solidarietà è costante e concreta”

Oggi presso il supermercato sole 365 a via Pietro Carrese dalle ore 17.00 alle 20.00, la Gioventù Nazionale Stabia svolgerà, come ogni anno, la “Befana Tricolore”. L’evento consiste nel raccogliere dolciumi in modo tale da riempire le calze della befana che verranno donate ai bambini stabiesi che versano in stato di indigenza. Tiene a sottolineare uno dei partecipanti, il coord. di Fdi-AN Ernesto Sica: “Come sempre la solidarietà è costante e concreta”. Dentro e fuori la politica, a favore di chi soffre e di quelle famiglie della comunità che non possono permettersi un piccolo dono, quello che forse per altri sembrerà parte della routine delle tradizioni, l’epilogo delle feste ed un momento magico per i propri figli, ma per alcuni è un sacrificio: “La solidarietà non è uno spot elettorale – continua Sica –  infatti noi tutto l’anno ci impegniamo in raccolte alimentare e varie iniziative a favore dei poveri italiani stabiesi”. A tal proposito, abbiamo posto alcune domande sull’evento e sull’impegno sul proprio territorio all’avvocato Ernesto Sica, dirigente nazionale di Gioventù Nazionale, nonché coordinatore cittadino di FdI-AN a Castellammare di Stabia.

Come nasce l’iniziativa?

“Non è un’iniziativa nuova, infatti sono 4 anni che almeno 2 volte al mese noi, cioè la realtà politica di Fratelli d’Italia, facciamo la raccolta alimentare a favore delle famiglie disagiate stabiesi. Ogni befana da 4 anni organizziamo la raccolta di dolciumi per i bambini disagiati stabiesi. Per le nostre raccolte individuiamo le famiglie davvero bisognose tramite fonti confidenziali che abbiamo nei vari quartieri“.

Chi è coinvolto nell’evento?

“Svolgiamo questa attività solidale con le sigle politiche di Fratelli d’Italia e Gioventù Nazionale (movimento giovanile di FdI). Ci teniamo a sottolineare che il nostro aiuto è rivolto solo agli italiani in difficoltà e non anche agli stranieri”.

Quali sono i negozi coinvolti?

“Sono varie le attività commerciali che contribuiscono ma principalmente le nostre raccolte sono frutto della generosità dei passanti che a termine della propria spesa al sole 365 ci lasciano qualcosa”.

Per quanto tempo ci sarà l’evento?

“L’evento sarà solo oggi dalle 17.00 alle 20.00, ma come raccolta alimentare noi siamo attivi tutto l’anno perchè il nostro non è un semplice spot politico, ma un aiuto concreto e costante per cui sacrifichiamo molto del nostro tempo”.

Fuori dalla politica o con la politica per i bambini stabiesi?

“Noi siamo con i cittadini più piccoli di questa città perché abbiamo la visione della politica come azione solidale, come attività  nell’interesse del popolo e con il popolo, ispirandoci ai valori della Destra Sociale”.

a cura di Annalibera Di Martino

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La ferita delle Leggi razziali (VIDEO: Ebrei di Roma)

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Fra l’estate e l’autunno del 1938 il regime fascista varava le Leggi razziali. Una decisione che di colpo trasformava i circa 47.000 ebrei italiani in cittadini di serie B. I fatti storici e le responsabilità sono noti, quel che fa ancora riflettere sono le reazioni che gli italiani ebbero in quel periodo. Giovanni Sabbatucci analizza le due facce di questa pagina nera della nostra storia unitaria: l’adesione, soprattutto iniziale e senza troppi scrupoli, alla posizione governativa discriminatoria anti-ebraica e l’opposizione alle deportazioni dei cittadini e della Chiesa dopo il 1943.

Leggi razziali, il silenzio dei conniventi

Le due facce della pagina più nera nella nostra storia unitaria: nel 1938 gli italiani aderirono senza troppi scrupoli alla discriminazione anti-ebraica, dopo il ’43 molti cercarono di ostacolare la deportazione

 Se è vero che gli anniversari servono non solo a celebrare le glorie passate, ma anche a interrogarsi sui momenti bui e sulle pagine nere, allora l’Italia del 2018 non potrà fare a meno di riflettere, ottanta anni dopo, sulla vicenda più vergognosa della sua storia unitaria: la legislazione antisemita varata dal regime fascista fra l’estate e l’autunno del 1938. Un dispositivo che di colpo, e senza apparente motivo, trasformava i circa 47.000 ebrei italiani in cittadini di serie B, negando loro, fra l’altro, l’accesso alle cariche pubbliche e all’insegnamento, limitandone le attività economiche e vietando i matrimoni misti.

I fatti sono stati largamente studiati, a partire dall’opera fondamentale di Renzo De Felice (Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo ) pubblicata nel lontano 1960. E le responsabilità sono ben delineate, soprattutto, e ovviamente, per quel che riguarda il ruolo di Mussolini: nessuno studioso serio oggi crede più alla leggenda – che pure ancora circola nell’opinione popolare – di un duce costretto alla scelta antisemita dalle pressioni (che non vi furono) del suo alleato Hitler. E nessuno può pensare che a spingerlo sulla via del razzismo siano state le sollecitazioni di pochi pseudo-scienziati o di giornalisti in cerca di notorietà.

Il tema che ancora intriga, e che sollecita ulteriori riflessioni, riguarda piuttosto le reazioni, o meglio le mancate reazioni, a misure così radicali e divisive da parte di una società civile già assuefatta all’autoritarismo fascista.

Perché non vi furono, salvo rare eccezioni, pubbliche prese di distanza negli ambienti dell’alta cultura? Perché tanti professori non si fecero scrupolo di occupare le cattedre lasciate vacanti dai loro colleghi «dispensati dal servizio»? Perché i senatori di nomina regia, e in quanto tali inamovibili, rimasero in silenzio nella quasi totalità? Perché il tema trovò così poco spazio nella letteratura dell’epoca, compresi gli scritti (epistolari e diari) non destinati alla pubblicazione? Perché molti uomini di Chiesa accettarono la discriminazione, limitandosi tutt’al più a criticarne le motivazioni razziali e areligiose? Perché non pochi imprenditori e commercianti approfittarono della condizione di minorità degli israeliti per liberarsi di qualche concorrente? Perché nemmeno nei ceti popolari si registrarono proteste, magari silenziose, rispetto a quanto stava accadendo?

Certo nell’Italia fascista esprimere dissenso, anche in forme contenute, poteva comportare un prezzo, in termini di lavoro e di carriera. Ma, nella maggior parte dei casi, non risulta che si rischiasse la vita

La versione consolatoria

In realtà, sull’argomento ha a lungo prevalso, e prevale ancora, una versione consolatoria e in fondo autoassolutoria. Le leggi razziali, si dice, non furono accompagnate da manifestazioni di fanatismo o di consenso popolare. Gli italiani, al contrario, le accolsero con distacco e con qualche perplessità. Ma non è detto che questa sia una scusante valida. Proprio perché difficilmente comprensibile ed estranea alla cultura politica e giuridica italiana (il razzismo coloniale era cosa recente e non certo una peculiarità nazionale), la legislazione razziale avrebbe dovuto suscitare un rifiuto più netto e, nei limiti del possibile, più esplicito. Se questo non avvenne, lo si dovette soprattutto a una diffusa insensibilità ai temi delle libertà individuali e dello Stato di diritto, anche di fronte a norme in evidente contrasto con lo Statuto, che voleva i cittadini uguali davanti alla legge.

Diciamoci la verità: quella degli italiani nel tempo della discriminazione razziale fu – sempre fatte le dovute eccezioni – una storia di meschinità, di egoismi, di tradimenti: nel migliore dei casi, di superficialità e di sottovalutazioni. Venne però il momento in cui quella storia si tramutò in tragedia: con l’occupazione nazista dell’Italia centro-settentrionale, con la nascita della Repubblica Sociale e soprattutto con la razzia nel ghetto di Roma del 16 ottobre 1943, la discriminazione diventò persecuzione aperta. E le leggi razziali del ’38 diventarono premessa e fattore coadiuvante della deportazione e dello sterminio di 6800 ebrei italiani

È vero. Come è vero che non mancarono in questa fase le delazioni, le consegne ai carnefici, le persecuzioni in proprio operate dagli uomini di Salò. E la caccia agli ebrei sarebbe certo stata più difficile senza gli elenchi puntigliosamente stilati, proprio in ossequio alle leggi razziali, dalla burocrazia dello Stato fascista

Non solo delazioni

Ma è anche vero che la grande maggioranza degli ebrei italiani si salvò grazie all’aiuto di altri italiani, magari gli stessi che pochi anni prima non si erano dati troppa pena per il macroscopico sopruso perpetrato a danno degli israeliti. Fondamentale fu l’intervento della Chiesa che, soprattutto a Roma nel «lungo inverno» 1943-44, diede ampio asilo in chiese e conventi a chi fuggiva dalla persecuzione. Ma moltissimi furono i comuni cittadini che nascosero parenti, amici e conoscenti nelle loro case, spesso fornendoli di documenti falsi, pur sapendo di andare incontro a rischi (questa volta sì) davvero mortali. Come se l’entità del pericolo favorisse, anziché scoraggiare, i comportamenti virtuosi di tanti eroi per caso.

Si potrebbe dunque concludere questa riflessione con una nota di ottimismo. Se non fosse per una coda che ci riporta all’inizio della storia. Una volta finita la guerra e caduto il fascismo, l’amministrazione dello Stato democratico si mostrò poco generosa, e soprattutto poco efficiente, quando si trattò di reintegrare ai loro posti le vittime della discriminazione e di risarcirle dei danni subiti. Come dire che, passata la tempesta, molti italiani trovarono naturale ricadere nei vecchi vizi burocratici e in quelle pigrizie mentali che avevano impedito loro di cogliere, nel 1938, i segni della tragedia incombente.

vivicentro.it/CULTURA
vivicentro/La ferita delle Leggi razziali (VIDEO)
lastampa/Leggi razziali, il silenzio dei conniventi GUIDO SABBADUCCI

Tragedia sulla Domiziana, donna attraversa la strada e viene investita

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Una donna ha provato ad attraversare la Domiziana, è deceduta poco dopo

Questa notte sulla Domiziana, è stata investita una donna. Si tratta di una 30 enne di origine ucraina. Il tutto è avvenuto all’ altezza di Mondragone, dove non ci sono nè strisce pedonali che permettono l’ attraversamento stradale e nemmeno illuminazione sufficiente per permettere una giusta visibilità. L’ auto che ha investito la 30 enne era di una donna italiana, la quale immediatamente si è fermata, è scesa dalla sua vettura ed ha chiamato i sanitari del 118. La donna è spirata poco dopo l’ arrivo dei sanitari, nel frattempo le forze dell’ ordine stanno indagando sul caso per risalire alla dinamica di questo tragico incidente.

Amichevole, Juve Stabia-Berretti: data e ora del match

Amichevole, Juve Stabia-Berretti: data e ora del match

S.S. Juve Stabia e il settore giovanile del club rendono noto che domenica 7 gennaio allo stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia sarà disputato un test in famiglia tra la prima squadra e la formazione Berretti, in programma alle ore 14,30. Gara per prepararsi al meglio in vista del nuovo inizio del campionato.

Under 15 Torneo Terre d’Irpinia, Juve Stabia-Salernitana 1-1: Iengo non basta!

Under 15 Torneo Terre d’Irpinia, Juve Stabia-Salernitana 1-1: Iengo non basta!

Nella seconda gara giocata allo stadio Partenio, relativa al Torneo Terre D’Irpinia (CLICCA QUI per la prima contro l’Avellino), categoria Under 15, la Juve Stabia, di Belmonte, pareggia contro la Salernitana con il risultato di 1-1. A sbloccarla sono le Vespette con Iengo, ma su punizione è Valisena a trovare il pareggio. Una gara combattuta, un vero derby.

Così in campo:

JUVE STABIA – Tornincasa, Criscio, Vinciguerra, Fabrizio, Di Pasquale, Affinito, Roma, Errico, Martino, Iengo, Tosto. A disp. Borrelli, Campagnuolo, Caputo, Sannino, Migliaccio, Damiano, Lettera. All. Belmonte

SALERNITANA – Abate, Serdoz, Fiore, Lamberti, Senatore, Arcella, Marzigno, Citro, Marino, Valisena, Grande. A disp. Sica, Sesia, Saadaouikm, Carpentieri, Carucci, Costa, Carbone. All. De Santis

a cura di Ciro Novellino

Amichevole Under 14, Dieci Più-Juve Stabia 2-2: Minasi e Di Serio in gol!

Amichevole Under 14, Dieci Più-Juve Stabia 2-2: Minasi e Di Serio in gol!

Finisce 2-2 l’amichevole giocata questa mattina dagli Under 14 della Juve Stabia in trasferta, a Nocera Inferiore, contro la Dieci Più. In gol le Vespette Minasi e Di Serio (2005). Annullato un gol per fuorigioco ancora a Di Serio, mentre Fusco non è riuscito a sfruttare due ghiotte occasioni. Avversari in campo con quasi tutti classe 2003 e pochi 2004, vespette invece con tutti 2004 e qualche 2005. Tra questi proprio Di Serio andato in gol. Buona la prova dei ragazzi di mister Franzese.

 

Così in campo:

Arrichiello, Ventrone, Ferraiuolo (Capo), Marino, Abbruscato, Ruggiero, Esposito (Russo), Prisco, Cavaliere (Di Serio), Balzano Fusco (Minasi). All. Franzese

a cura di Ciro Novellino

Under 15 Torneo Terre d’Irpinia, Avellino-Juve Stabia 1-0: sconfitta immeritata!

Under 15 Torneo Terre d’Irpinia, Avellino-Juve Stabia 1-0: sconfitta immeritata!

Un tiro in porta di Esposito al settimo per l’Avellino e arriva una sconfitta immeritata per la Juve Stabia, categoria Under 15, contro i pari età dell’Avellino, nella gara giocata questa mattina durante il torneo Nazionale Terre D’Irpinia che si sta svolgendo allo stadio Partenio. Episodio dubbio nel primo tempo con un rigore negato per fallo su Romilli ma buona prova da parte dei ragazzi di mister Belmonte che escono sconfitti ma a testa alta dal match. Da evidenziare, nel rispetto delle scelte del club, che, in campo sotto età, sono andati due classe ’04, Lettera e Noviello.

Così in campo:

AVELLINO – Gammone, De Luca, Luminoso, Visconti, Giordano, Guarracino, Capasso, Rossi, Rinaldo, D’Angelo, Esposito. A disp. Genovese, Parisi, Palladino, Festa, Chiocchi, Ruotolo, De Masi. All. Bevilacqua

JUVE STABIA – Spina, Campagnuolo, Errico, Roma, Lettera, Esposito, Noviello, Affinito, Damiano, Romilli, Abissinia. A disp. Borrelli, Migliaccio, Caputo, Sannino, Tosto, Vinciguerra, Criscio. All. Belmonte

a cura di Ciro Novellino

Epifania, la notte della ‘Sanità tà tà’ : musica e cultura al Rione Sanità

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Decine di artisti gratis per proporre al pubblico le bellezze del quartiere dove ha vissuto il grande artista Totò.

Serata di festa nel quartiere Sanità a Napoli dove nella notte dell’Epifania decine di artisti si alterneranno su sette palchi allestiti lungo le strade del popoloso rione dove nacque e visse la sua infanzia Totò. Tutti gli spettacoli sono preceduti da visite organizzate all’interno del rione: “Dopo il grande successo dello scorso anno – si legge in un comunicato degli organizzatori – la notte tra il 5 ed il 6 gennaio riproponiamo, con numeri ed attrazioni decisamente maggiori, ‘Sanità Tà Tà’ evento di chiusura di una serie di iniziative che hanno omaggiato Totò in occasione dei 50 anni dalla sua morte“. Sanità Tà Tà Musica e cultura nel cuore della città è un format ideato dalla 3 Municipalità di Napoli in collaborazione con la Jesce Sole, commercianti, associazioni e abitanti del territorio. L’obiettivo è quello di far emergere la bellezza socio-culturale del quartiere capovolgendo l’immagine mediatica che siamo abituati a vedere.Tutti gli artisti – tengono a precisare gli organizzatori – si esibiranno senza percepire alcun compenso mentre l’allestimento dei luoghi dell’evento e’ stato finanziato dal Comune di Napoli“. A curare la parte artistica dell’evento sono Massimiliano Jovine e Gianni Simioli.

Ecco riportato di seguito il programma dell’evento:

ore 10.00 Piazza San Severo I colori della musica A cura di Cooperazione San Gennaro 

ore 10.00-17.00 Acquaquiglia del Pozzaro, Via Fontanelle 106 Visite guidate Ingresso libero 

ore 18.00 Piazza Sanità Totò a colori  

ore 18.00 DjSet Infinity: DJs Emanuele Esposito, Nunzio Santagata 

ore 18.00  Necropoli Ellenistica di Neapolis Associazione culturale Celanapoli Ingresso con visita guidata e gratuita su prenotazione per 25 unità  Prenotazione obbligatoria: 347 559 72 31 

ore 18.00 partenza dalla Basilica Santa Maria della Sanità Madonna dell’Arco con gran concerto bandistico città Monte di Procida S.Cecilia Associazione Maria SS. Dell’Arco “LA CENTRALE” via Sanità 124 (presso basilica) Associazione Maria SS. Dell’Arco e Volto Santo. Via fontanelle Associazione Maria SS. Dell’Arco e Addolorata. vicoletto canale ai cristallini Associazione Maria SS. Dell’arco e S. Rita. Vico tagliaferri 

ore 18.00 e ore 19.00 Catacombe di San Gaudioso Visita guidata gratuita Prenotazione obbligatoria: 0817443714 -prenotazioni@catacombedinapoli.it Ingresso dalla Basilica in Piazza Sanità 14 

ore 18.30 Sul Palco Crociferi si esibiranno:  Alessandro Brunelli, DJ Domenico Minichino, Dolores Melodia, Banda Studentesca Scampia diretta dal Maestro Michele Montefusco, Compagnia Danzacqua di Dora Livigni, Sestetto Junior, S.M.S. Benedetto Croce con allievi Sanitansamble junior diretta dal Maestro Michele Montefusco, Compagnia Palcosenico (e bazzariota da Sanità), Alessia Mauriello, Gruppo Musicale L’Arrocco, Show Barber Shop Hair Curt&Shaves Davide Di Marzio, Salvatore Noviello, Rosario Granato, DJ Domenico Minichino, Alice Venessa Bever: Varietà cant help it, Stefano Di Foggia con Bruno Troisi con gli allievi dello studio Tempo Musica 

ore 19.00 Chiesa di Santa Maria della Misericordia ai Vergini, via Vergini n. 1 SGUARDI / 100 ritratti della Sanità di Alberto Lista A cura di SMMAVE Centro per l’Arte Contemporanea Ingresso libero  Info: info@smmave.it 

ore 19.00 e ore 20.30 Sanità Acquedotto Augusteo del Serino Ingresso con visita guidata su prenotazione  A cura di Associazione Vergini-  Info e prenotazioni 3407031630 Contributo suggerito: 3 euro 

ore 19.00 Sul Palco Fuoriporta si esibiranno: DJ Diego Barretta, DJ Lino Di Meglio, Mc Seba, Frank Lomanis, Gokay, Mc Mariotto, Nicola Vorelli,  Salvatore Iodice, Drago, Two 4 Funk, Dj Paolo Viparelli, Vania Fereshetian di “a puteca e l’arte”, Enzo mautone e Pino Urriano “E’ son ancora”, Peppe Malenza “Casa Tolentino 

ore 19.30 DjSet Poppella: Domenico Moscatiello Mosca Sound 

ore 20.00 Su Palco Biforcazione si esibiranno: Max Puglia, Sasa’ Mendoza, Edmilson Cruz Lemos, Batá Ngoma 

ore 20.30 Sul Palco Gradoni si esibiranno: Assurd, Joe Petrosino & Rockammorra, Massimo Mollo e Gianfranco Amodeo 

ore 21.00 Complesso Monumentale Vincenziano, Chiesa di S. Vincenzo de’ Paoli e Cappella delle Reliquie Visita al Complesso Monumentale Vincenziano A cura di Associazione Getta La Rete Contributo suggerito: 3 euro  Prenotazione obbligatoria: 3476065947 – 3460784370 – associazione@gettalarete.it 

ore 21.30 Sul Palco Sanità “Bianca Azzurro” si esibiranno: Gianni Simioli,  Sal Da Vinci, Ida Rendano, Tony Tammaro, Valentina Stella, Lucariello, Daniele Sepe, Andrea Tartaglia, Valerio Jovine, Massimo Jovine, Ivan Granatino, Ciro Giustiniani, Loredana Simioli, Dj Uncino  

 

Napoli, furti nei negozi ai Colli Aminei: “Ci hanno presi di mira”

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Napoli, boom di furti ai Colli Aminei: commercianti presi di mira

Napoli, sono stati fatti tre furti in tre negozi, tutti in via Nicolardi. I commercianti si sentono presi di mira e non credono siano casi isolati, di conseguenza richiedono più sorveglianza e controllo da parte delle forze dell’ordine. “Una sola volante in tutta la zona è troppo poco” dicono all’unisono. Effettivamente così non si riesce ad avere un controllo reale della zona soprattutto di sera e di notte. I commercianti stanno cercando di coinvolgere tutti i residenti della zona, per combattere e denunciare l’indifferenza delle istituzioni.

Gennaro Acampora, Consigliere del Pd della Terza Municipalità afferma che bisogna fare di più, bisogna farsi sentire sempre di più e per questo bisogna prestare massima attenzione per salvaguardare il quartiere. Questi avvenimenti purtroppo non rimangono quasi mai un caso isolato, si spera solo che le autorità si rendano conto con tempestività della situazione, prima che in una rapina, possa scapparci anche il morto.

Irlanda, è morta Lucy Parke, la bambina nata vecchia

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Irlanda, è morta Lucy Park, la bambina di 8 anni intrappolata nel corpo di un’anziana di 100 anni

Irlanda, oggi si è spenta Lucy Parke, la bambina di otto anni che soffriva di una rara malattia, la sindroma di Hutchinson- Gilford, diagnosticatale poco tempo dopo la nascita. Questa è una malattia rarissima che non le dava la possibilità di vivere come gli altri bambini, ma Lucy non ha mai perso il sorriso. Questa malattia genetica comporta l’invecchiamento precoce del corpo, non alterando però la mente. I bambini affetti da questa malattia non superano i 20 anni di vita.

E’ stata la madre ad annunciare la morte della figlia attraverso il social facebook, dedicandole una poesia. La vita di Lucy, seppur breve è stato un grande esempio di coraggio che ha toccato il cuore di diverse persone in tutto il mondo. Scrive la madre: ” La nostra piccola ha smesso di lottare, il suo corpo era ormai debole, ma il suo cuore era forte e il suo amore per la vita e il suo meraviglioso sorriso ci hanno reso orgogliosi di essere i suoi genitori”. Riposa in pace piccola Lucy.

vivicentro.it/CRONACA

L’evoluzione medica, la prima mano ‘hi-tech’ su una donna italiana

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 Almerina Mascarello la prima donna italiana ad usare la mano hi-tech, il neurologo Micera: “L’obbiettivo è rendere questa tecnologia utilizzabile clinicamente“.
Si chiama Almerina Mascarello la prima donna italiana di origine veneta a testare una speciale mano bionica capace di restituire il senso del tatto. A raccontare all’Adnkronos Salute la sua storia, racconta anche dalla Bbc, è Paolo Maria Rossini, responsabile della Struttura complessa di Neurologia del Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma, che ha seguito la paziente. “Abbiamo operato e seguito dal 2009 fino ad ora 5 persone, nel corso della sperimentazione di una mano bionica in grado di restituire il senso del tatto, è stata la prima donna, la prima italiana e la prima a indossare l’impianto per sei mesi, anche al di fuori del laboratorio. E’ andata al ristorante, ha raccolto dei fiori, ha fatto cose normali in situazioni normali”, dice RossiniLei è anche la prima a poter uscire con la mano hi-tech perché, rispetto al 2014 ora l’elettronica è racchiusa in uno zainetto. Questo, ha spiegato Micera, “racchiude il sistema che registra i movimenti dei muscoli e li traduce in segnali elettrici, poi trasformati in comandi per la mano; un altro sistema trasforma l’informazione registrata dai sensori della mano in segnali da inviare ai nervi e quindi in informazioni sensoriali“. Ma come funziona il dispositivo? La mano protesica ha dei sensori che rilevano informazioni sulla consistenza di un oggetto. Questi messaggi sono inviati a un computer in uno zaino che converte i segnali in un linguaggio che il cervello è in grado di comprendere. L’informazione viene trasmessa al cervello tramite piccoli elettrodi impiantati nei nervi della parte superiore del braccio. Nei test, Almerina – che era bendata – è stata in grado di dire se l’oggetto che stava toccando era duro o morbido. La sensazione è spontanea – ha raccontato la donna alla tv britannica – come se fosse la tua vera mano. Sei finalmente in grado di fare cose che prima erano difficili, come vestirti, indossare scarpe, tutte cose banali ma importanti. Ti senti completo”. “Stiamo andando sempre più nella direzione dei film di fantascienza, come la mano bionica di Luke Skywalker in Star Wars – spiega Silvestro Micera, un neuro-ingegnere dell’Epfl di Losanna – una protesi completamente controllata e totalmente naturale, identica alla mano umana”. “Ci stiamo avvicinando sempre più a una mano naturale – concorda Rossini – Ora è anche sensorizzata”. E la ricerca va avanti. “Tutto è stato miniaturizzato e studiato in modo tale che il prossimo paziente a completare la parte sperimentale, in teoria potrebbe indossare gli elettrodi a vita“, spiega il neurologo della Cattolica. “Dopo sei mesi l’impianto è stato tolto. L’obiettivo ultimo – ha concluso Micera – è rendere questa tecnologia utilizzabile clinicamente. Lo zainetto è stato uno step intermedio e il prossimo passo è miniaturizzare l’elettronica“.

Cinema, tanti film italiani d’autore in questo 2018

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Un 2018 all’insegna del cinema italiano. Tanti gli autori nostrani attesi con film che potrebbero calcare le scene dei Festival più blasonati.

FILM PIU’ ATTESI

Il 2018 inizia con Il ragazzo invisibile seconda generazione di Gabriele Salvatores, atteso sequel de Il ragazzo invisibile. Ma l’anno si annuncia ricco di film capaci di privilegiare la cronaca del nostro Paese. Nel segno della cronaca c’è l’atteso Loro di Paolo Sorrentino, ritratto surreale di un politico e imprenditore ispirato alla figura di  Silvio Berlusconi, interpretato dall’istrionico Toni Servillo. Sempre ispirato al mondo della politica/finanza la storia di un magnate condannato per frode fiscale che si ritrova a passare un anno ai servizi sociali, raccontata da Daniele Lucchetti in Io sono tempesta con Elio Germano, Eleonora Danco e Marco Giallini.

Marco Bellocchio dedica Il Traditore alla complessa figura del pentito Tommaso Buscetta la cui famiglia fu interamente sterminata dai Corleonesi, suoi rivali mafiosi. Altro fatto di cronaca ispira Sulla mia pelle di Alessio Cremonini, che vuole ripercorrere la vicenda di Stefano Cucchi, massacrato il 22 ottobre del 2009 nel carcere di Regina Coeli, attraverso l’iter processuale fino alla richiesta di rinvio a giudizio di cinque carabinieri. Tralasciata la parentesi fantasy, Matteo Garrone torna alla cronaca nera con Dogman, ambientato nella Roma di trent’anni fa nel quartiere della Magliana quando Pietro De Negri, tolettatore di cani, commise violenze indicibili sul piccolo criminale Giancarlo Ricci dopo averlo rinchiuso in una stretta gabbia.

Gabriele Muccino torna a parlare di legami familiari – più o meno difficili – con A casa tutti bene che vanta un cast stellare composto da Accorsi, Crescentini, Tea Falco, Favino, Sandrelli, Gerini, Ghini e Impacciatore. Atteso Figlia Mia di Laura Bispuri con Valeria Golino e Alba Rohrwacher, film selezionato in concorso a Berlino. Per la Bispuri è la seconda volta a Berlino dopo l’esordio nel 2015 con Vergine giurata interpretato ancora una volta dalla poliedrica Rohrwacher.

Torna per la terza volta dietro la macchina da presa il cantautore Luciano Ligabue con Made in Italy, interpretato da Accorsi, Smutniak e Filippo Dini che ha per protagonista un uomo onesto arrabbiato con il suo Paese.

 

Castellamamare di Stabia, chiusura del discount Tuodì

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Castellammare di Stabia, chiusura, probabilmente definitiva, del discount Tuodì

Castellammare di Stabia, si tratta del caso Tuodì, il discount presente anche a Torre del Greco, Gragnano, Pompei, Boscotrecase, Pomigliano d’Arco, Napoli e Cava de’ Tirreni. Non è prevista la riapertura del punto vendita stabiese, a differenza degli altri punti vendita italiani,123 in tutto, che sono già stati riaperti. In Campania ancora tutto tace, e in questo modo stanno rischiando il posto 160 dipendenti, che sono ormai in cassa integrazione da tre mesi. Ed è proprio a tre mesi dalla cassa integrazione che l’azienda, con i soldi risparmiati dagli stipendi dei lavoratori, ha riaperto i restanti punti vendita, mentre la Campania è ferma. Comprensibile di rimando l’ira dei lavoratori che hanno iniziato la prima protesta già stamane con il presidio organizzato davanti alla filiale in via Acquaviva a Napoli. I lavoratori esigono ed hanno diritto a delle risposte, in quanto temono per il futuro delle loro famiglie.

Più di undicimila balle di rifiuti speciali scoperte in 13 capannoni a Pompei

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Scoperti 13 capannoni contenenti rifiuti speciali, tra i materiali c’erano scarti di lavorazione tessile, tre responsabili denunciati.

All’interno di 13 capannoni di Pompei appartenenti al territorio agricolo sono state ritrovate oltre 11mila balle di rifiuti speciali dalla Guardia di Finanza Tre persone sono state denunciate. All’interno delle balle erano stoccate carta, cartone, pellami, stracci e indumenti e scarti di lavorazione tessile.  Si tratta di 11.500 balle di rifiuti speciali per un peso di oltre 6.000 tonnellate. L’intera area è stata sottoposta a sequestro e tre responsabili sono stati denunciati all’autorità giudiziaria competente.

Napoli, incendiate le giostre all’aperto di Fuorigrotta

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Napoli, incendiate le giostre all’aperto di Fuorigrotta: “Ridateci le giostre per l’Epifania”

Napoli, Fuorigrotta, sono state incendiate le giostre all’aperto di Piazza Italia. Sono proprio i bambini della zona a chiedere al comune la restituzione delle amate giostrine.

Ad oggi la zona dove erano situate le giostre, sono un orinatoio e una discarica incendiata, infatti alcuni residenti hanno affermato su i social ” La decima Municipalità festeggia il 2018 con un vero e proprio disastro ambientale”. Inoltre la polemica incalza su i social; i residenti di Fuorigrotta si sentono abbandonati ormai, da quasi 20 anni, in quanto gli ultimi investimenti si sono avuti negli anni ’90. Anche Viale Augusto è in un degrado totale, con le palme devastate e rifiuti ovunque, anche organici. I residenti chiedono progetti di riqualificazione, come per Via Marina, con fondi europei.

Napoli, 21enne maltratta cardellini e canarini: denunciato

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Napoli, ragazzo di 21 anni maltratta e vende online canarini e cardellini: denunciato

Napoli,F.M, ragazzo di 21 anni, è stato scoperto e denunciato perché maltrattava e vendeva online canarini e cardellini. Il ragazzo di Caivano, è stato fermato alla stazione della metropolitana di Scampia dalle Guardie zoofile di Agriambiente e dai Carabinieri di Scampia.

Le indagini si sono spostate presso la sua abitazione al Parco Verde, dove sono stati trovati 28 canarini e 10 cardellini in condizioni igienico-sanitarie pessime e sovraffollamento; in più sono state trovate anche due tartarughe.

Gli animali sono stati sequestrati, mentre l’uomo è stato denunciato per maltrattamento e violazione della legge sulla fauna protetta. I poveri uccellini sono stati affidati alle cure dell’ASL Veterinaria di Napoli centro, Cras Frullone per le cure.

Tassa di soggiorno per i turisti: la resuscitata dopo due anni di blocco

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Dopo due anni di blocco, sono cento le città che hanno deciso di far pagare la tassa di soggiorno ai turisti. Altri Comuni, dove già c’era, ne hanno aumentato l’importo. Un’accelerata dovuta al tesoretto da 650 milioni di euro che le casse comunali si aspettano di incassare. Una decisione che ha scatenato le polemiche delle associazioni degli albergatori che la considerano un «bancomat dei Comuni».

L’accelerata dei Comuni sulla tassa di soggiorno. Un tesoretto da 650 milioni

Nel 2018 cento città introducono l’imposta per turisti. Raffica di rincari in tutta Italia. Insorgono gli albergatori

ROMA – La corsa ai rincari è iniziata un attimo dopo che il governo a metà 2017 ha tolto il divieto, ma il grosso degli aumenti è scattato lunedì scorso. Dopo due anni di blocco da quest’anno saranno così 100 in più i Comuni italiani dove i turisti dovranno pagare la tassa di soggiorno. Quello dell’imposta sui turisti, rimasta congelata per due anni come tutte le altre imposte locali, e unica gabella a essere poi scongelata, è infatti un vera manna per le casse di tante amministrazioni locali, una specie di «bancomat dei comuni» denunciano gli albergatori. Solo l’anno passato ha prodotto oltre 460 milioni di euro di gettito destinati a diventare più di 500 quest’anno se non addirittura a 650 grazie agli accordi con Airbnb e le altre piattaforme a loro volta sottoposte sempre da quest’anno a questo prelievo.

Addio zone No tax  

Molti Comuni che ancora non avevano introdotto l’imposta di soggiorno hanno rimediato di corsa e nei prossimi mesi anche loro passeranno all’incasso. Chi invece l’aveva già fatto in passato ha colto l’occasione per aumentarla. Le prime città a muoversi già lo scorso luglio sono state Atrani e Bolsena, poi è arrivata Agrigento. A seguire molte località di montagna, da Cortina ad Alleghe, da Selva di Cadore ad Asiago, intenzionate a cogliere subito i frutti della stagione invernale.

Negli ultimi sei mesi del 2017 sono stati 22 i comuni che hanno adottato l’imposta di soggiorno, segnala il Centro ricerche Jfc, mentre solo una l’ha cancellata (Lodi). A questi si aggiungono altri 35 Comuni che hanno approvato i nuovi regolamenti sul finire dell’anno.

 E così dal 1 gennaio anche chi sceglie di soggiornare ad Asti, Piacenza, Mantova, San Pellegrino Terme, Arezzo, Assisi, Todi, Capaccio Paestum, Pompei e Realmonte dovrà pagare. E lo stesso dovranno fare nei prossimi mesi chi sceglierà Portofino, Rapallo, Santa Margherita Ligure, Zoagli, Ventimiglia e Sestri Levante, oppure Bellano, Sirolo Jesi, Volterra, Villaputzu e Cupra Marittima. A Cervia e Milano Marittima, solo per citare una delle poche zone a forte vocazione turistica rimasta finora zona «No tax», l’imposta di soggiorno scatterà invece ad aprile, con gli stessi importi di Rimini e Riccione. L’Osservatorio nazionale sulla tassa di soggiorno di JFC segnala poi che in altri 102 comuni la discussione è in corso pre cui ogni giorno la lista si allunga. Occhi puntati soprattutto su Liguria, Sardegna e Friuli Venezia Giulia, ultima Regione in ordine di tempo ad introdurre la tassa sui turisti.

Il risultato finale è che dai 13 Comuni che per primi nel 2011 hanno adottato l’imposta di soggiorno (apripista Roma che applicando la tassa più alta d’Europa cercava di tappare i buchi di bilancio) si è passati ai 377 del 2012 e quindi ai 724 del 2015. Finito il blocco, l’anno passato, è stata toccata quota 746 con la previsione di arrivare quest’anno addirittura a 845 tra città d’arte e comuni turistici. Sui 460 milioni raccolti nel 2016 ben 126 sono finiti a Roma capitale, a seguire Milano (41,4 milioni nel 2016), Firenze (30), Venezia (29), Rimini (7), Torino (6,25), Napoli (5,9) e Bologna (5,5).

Ondata di rincari 

Anche i rincari già varati o annunciati, subito contestati dalle associazioni degli albergatori, non sono da meno. Nell’Italia dei mille campanili, in assenza di una normativa nazionale, ognuno si muove come meglio crede e ogni città impone tariffe, periodi di applicazione (dall’intero anno sino a pochi mesi) ed esenzioni (minori, accompagnatori, anziani, ecc…) differenti. La legge infatti fissa solo un importo minimo (10 centesimi) e un tetto massimo di 5 euro a persona per notte (7 euro a Roma nei 5 stelle dove il limite massimo è fissato a quota 10). E così a Firenze, da quest’anno, il prelievo cresce di 50 centesimi per gli alberghi da 1 a 3 stelle, di 30 per quelli a 4 stelle e raddoppia da 1,50 a 3 euro per affittacamere ed Airbnb. A Venezia invece rincarano solo le imposte a carico dell’utenza delle strutture extra-alberghiere dove da 1euro e 50 si passa a 2-5 euro. A Riccione aumenti del 20-30%: da 0,30 euro per i 3 stelle fino a un euro in più per i 5 stelle. In Trentino 50 centesimi in più per tutte le tipologie di alberghi a San Martino di Castrozza, Primiero e Vanoi. Sull’isola di Ischia 5 Comuni su 6 hanno invece uniformato l’imposta estendendola a tutto l’anno. A Matera aumenti del 100% con gli hotel a 4 e 5 stelle che passano da 2 a 4 euro, mentre B&b e case vacanze salgono a 1 a 2 euro.

Tasse raddoppiate sugli alberghi di lusso (4 euro per i 5 stelle) e a scalare per gli altri anche a Jesolo: a poco sono valse le proteste dei vertici delle associazioni albergatori che prima di Natale si sono dimessi in blocco dai loro incarichi e ora a Bibione e Caorle si preparano a fare altrettanto. Olbia invece ha rimodulato le sue tariffe: i 4 stelle son scesi da 3 euro a 2,50 mentre i B&b passano da 2,30 a 2,50 e i 5 stelle salgono a 4. Scelte inevitabili? A detta di molti amministratori locali pare di sì. «L’imposta di soggiorno – spiega Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc – rimane per molti Comuni un’importante fonte di entrate, di fatto l’unica imposta che possono ancora manovrare. Nel 2018 si supereranno infatti i 504 milioni di gettito che potrebbero diventare 656 se si trovasse un accordo governativo con le piattaforme di home tourism».

Proteste e polemiche  

Dal Veneto alla Campania, dall’Umbria alla Puglia le associazioni degli albergatori masticano amaro. «Appena è stato tolto il blocco i comuni hanno dato libero sfogo alle loro esigenze di far cassa» spiega il direttore generale di Federalberghi Alessandro Nucara, secondo il quale «pagare le tasse è un dovere civico, ma un maggiore coinvolgimento degli operatori nella fase delle decisioni aiuterebbe. E poi ci deve essere un ritorno effettivo a favore dei servizi turistici offerti ai clienti, altrimenti è troppo facile dare una legnata in testa al turista perché tanto non vota nel Comune dove va in vacanza».

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lastampa/L’accelerata dei Comuni sulla tassa di soggiorno. Un tesoretto da 650 milioni PAOLO BARONI