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Circumvesuviana, vandali nuovamente in azione: sventato un raid

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Circumvesuviana, vandali nuovamente in azione: sventato un raid

Continua la guerra contro i writes nelle stazioni della Circumvesuviana. Questa notte intorno alle 4:30 tre writers erano pronti a imbrattare la stazione di San Giovanni a Teduccio. Ma grazie al tempestivo intervento dei vigilantes dell’Eav sono stati scoperti prima che potessero agire. Tuttavia le guardie giurate non sono riusciti ad bloccare i vandali.

A darne la notizia è stato il presidente dell’Eav Umberto de Gregorio tramite un post sul social Facebook: “Stanotte alle 4:30 alla stazione di San Giovanni a Teduccio le Guardie Giurate hanno beccato tre writers sui treni.  Sono scappati ma abbiamo preso le bombolette.  Anche alla stazione di Agnano vandali in azione.  È una guerra che si combatte ogni notte ed ogni giorno. Quando le autorità interverranno per affrontare con misure eccezionali una ondata di vandalismo che invade strade, palazzi , monumenti , stazioni, treni e bus?”

Givova Scafati corsara a Legnano, la pratica Final Eight ancora aperta

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Givova Scafati corsara a Legnano, pratica Final Eight ancora aperta

La  Givova Scafati fa sua la prima sfida ufficiale del 2018, ottenendo una vittoria importantissima per la classifica e per il morale. Il recupero della undicesima giornata di andata del girone ovest del campionato di serie A2 si è rivelato fortunato e fondamentale per continuare a sperare nell’aggancio al treno Final Eight, quando manca una sola giornata al termine del turno di andata. Al PalaBorsani di Castellanza (Va), la FCL Contract Legnano ha issato bandiera bianca al cospetto della formazione salernitana, che si è resa protagonista di una gara caparbia in difesa (imbavagliati i due statunitensi Mosley e Raivio) e lucida in attacco, meritando ampiamente il successo.

I due punti conquistati tengono ancora aperto il discorso qualificazione alla Coppa Italia, rimandato all’ultima e decisiva sfida di Casale Monferrato. Ma quanta fatica per i ragazzi di patron Longobardi, protagonisti di una prestazione quasi perfetta, su un campo difficile e contro uno dei più quotati avversari della categoria, mostrando segnali importanti di crescita sia sotto il profilo del gioco (rispettato in pieno il piano partita), che sotto quello mentale (rendimento e tenuta costante fino alla sirena conclusiva).

Martini e Pullazi rispondono subito (5-5 al 4’) all’avvio al fulmicotone di Sherrod e Ammannato, che cominciano la sfida a testa bassa, palesando le reali intenzioni della Givova Scafati. Il centro toscano è il vero mattatore di questa prima fase, capace di rintuzzare ogni tentativo di allungo di Pullazi e Martini (10- 10 al 8’). Mentre Raivio e Mosley, tenuti a bada dalla difesa gialloblù, faticano ad entrare in partita, sono Tomasini e Martini a rendersi pericolosi (18-10 al 10’), prima che i canestri finali di Lawrence chiudano sul 18- 15 la frazione iniziale.

Le forze fresche di Ranuzzi e Romeo sono preziose per Crow e compagni, che iniziano di gran carriera il secondo periodo ed allungano 20-28 al 14’. La via del canestro viene trovata con sempre minore continuità, sia da una parte che dall’altra, per merito delle difese, quella scafatese in particolare, capace di mettere la museruola alle bocche da fuoco locali e menare le danze sul parquet (26-32 al 19’). Neanche la crescita progressiva di Mosley riesce ad arrestare la furia agonistica dei viaggianti, che vanno al riposo avanti 30-35, grazie ad una tripla allo scadere di un Ammannato particolarmente ispirato.

Il buon momento del team dell’Agro si conferma tale anche a canestri invertiti: facendo leva su una difesa accorta, aggressiva e capace di recuperare possessi importanti, Santiangeli, Lawrence e Sherrod puniscono i locali, ampliando la forbice del divario (32-42 al 23’). Coach Ferrari striglia i suoi, che si affidano a Zanelli e Mosley per ricucire lo strappo (37-42 al 25’). Cresce, col trascorrere dei minuti, l’intensità della sfida, costellata da numerosi errori in fase realizzativa, che agevolano il gioco dei locali: il lavoro del pivot di colore consente di ridurre al minimo lo svantaggio (44-45), un attimo prima che Lawrence chiuda però il terzo quarto 44-47.

Un finora dormiente Raivio ha un sussulto d’orgoglio e, come un’araba fenice, risorge dalle proprie ceneri, realizzando i primi due canestri della sua partita, che valgono il ritrovato vantaggio biancorosso (50-49 al 32’). Le difese prendono il sopravvento sui rispettivi attacchi, evidenziando gli errori in fase conclusiva di entrambi i quintetti, che in campo si equivalgono (53-54 al 38’), rimandando alle battute conclusive il verdetto finale. Martini e Zanelli ci credono e mettono un’ipoteca sui due punti in palio (57-54 al 39’). Il successivo gioco da tre punti di Ammannato vale però il pareggio (57-57), che rimanda tutto al supplementare.

Il canovaccio della sfida resta invariato anche all’over time. Mosley sotto le plance alza la voce (63- 59 al 43’). Gli rispondono Spizzichini dalla lunetta e Lawrence dalla lunga (63-64 al 44’). Dopo il canestro di Raivio (65-64), Sherrod si procura il fallo che vale il 65-66 e soprattutto l’uscita di scena di Mosley per raggiunto limite di falli, prima di inchiodare la schiacciata del 65-68 che, di fatto, chiude la sfida, anche se la stessa, in virtù del ricorso al fallo sistematico, termina poi con il risultato di 67-70.

Queste le parole di coach Giovanni Perdichizzi al termine della gara: «E’stata una partita dura, giocata molto bene in difesa, meno in attacco per la mancata fluidità dei giochi. Anche Legnano ha difeso bene, ha chiuso l’area e ha scoraggiato le nostre penetrazioni con Mosley. Le difese, per lunghi tratti della sfida, hanno preso il sopravvento sui rispettivi attacchi. Quando abbiamo smarrito la fluidità offensiva, sono stati bravi i locali a recuperare lo svantaggio, ma noi per fortuna non abbiamo perso la testa ed abbiamo proseguito a fare il nostro lavoro difensivo. Abbiamo avuto anche la possibilità di chiuderla nei tempi regolamentari, però nel suppletivo abbiamo messo il cuore in campo e cercato di isolare il loro principale terminale offensivo e siamo riusciti a limitare Raivio. E’ una vittoria importante, perché venivamo da due sconfitte consecutive fuori casa e perchè abbiamo disputato una buona prova di squadra, su un campo caldo. Mi complimento con i miei ragazzi per aver tenuto alta e costante la concentrazione per tutti i 45’ di gara».

FCL CONTRACT LEGNANO 67 GIVOVA SCAFATI 70 FCL (18-15; 12-20; 14-12; 13-10; 10-13) 

CONTRACT LEGNANO: Tomasini 7, Zanelli 5, Roveda 2, Maiocco 4, Martini 15, Gazineo, Toscano n. e., Berra, Tosi n. e., Raivio 9, Mosley 15, Pullazi 10. ALLENATORE: Ferrari Mattia. ASS. ALLENATORI: Mazzetti Alberto e Saini Silvio Guidi.

GIVOVA SCAFATI: Lawrence 18, Crow 4, Trapani, Spizzichini 4, Romeo 2, Ranuzzi 2, Ammannato 21, Pipitone, Santiangeli 3, Sherrod 16. ALLENATORE: Perdichizzi Giovanni. ASS. ALLENATORE: Marzullo Alessandro.

ARBITRI: Bartoli Enrico di Trieste, Di Toro Claudio di Perugia, Nuara Salvatore di Selvazzano Dentro (Pd).

NOTE: Tiri dal campo: Legnano 25/66 (38%); Scafati 26/70 (37%) Tiri da due: Legnano 19/45 (42%); Scafati 21/47 (45%). Tiri da tre: Legnano 6/21 (29%); Scafati 5/23 (22%). Tiri liberi: Legnano 11/16 (69%); Scafati 13/16 (81%). Falli: Legnano 18; Scafati 18. Usciti per cinque falli: Mosley. Espulsi: nessuno. Rimbalzi: Legnano 45 (35 dif.; 10 off.); Scafati 45 (33 dif.; 12 off.). Palle recuperate: Legnano 5; Scafati 10. Palle perse: Legnano 16; Scafati 14. Assist: Legnano 16; Scafati 11. Stoppate: Legnano 4; Scafati 2. Spettatori: 1.750 circa.

Oggi avvenne: Un gol di Improta nel 1970, il primo di Corradini nel 1989

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Oggi avvenne: Un gol di Improta nel 1970, il primo di Corradini nel 1989

Il giorno 4 gennaio il Napoli ha giocato dieci partite, nove in serie A ed una in coppa Italia, ottenendo tre vittorie ed un pareggio, con sei sconfitte.

Nel 1989, in Napoli-Ascoli 3-0 di coppa Italia, il primo gol in maglia azzurra di Giancarlo Corradini.

Ricordiamo il 2-1 al Verona nella quindicesima giornata della serie A-1969/70

Questa è la formazione schierata da Giuseppe Chiappella:

Zoff; Monticolo, Pogliana; Zurlini, Panzanato, Bianchi; Hamrin, Juliano, Manservisi, Montefusco (46′ Improta), Canzi

I gol: 20′ Bui, 56′ Hamrin, 70′ Improta

Il Napoli chiuse quel torneo in sesta posizione, con 31 punti, alle spalle del Cagliari campione d’Italia e di Inter, Juventus, Milan e Fiorentina.

Il gol della vittoria porta la firma di Gianni Improta. Soprannominato il baronetto di Posillipo, Improta vanta 22 gol nelle sue 179 partite in maglia azzurra: 15 in 131 partite di campionato, 6 nelle 37 di coppa Italia ed uno nelle sue u11 presenze in Europa.

 

Fonte: sscnapoli.it

Hysaj: “Siamo tutti carichi per la partita contro il Verona, vogliamo vincere”

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Le parole del difensore del Napoli Elseid Hysaj ai microfoni di premium

Il difensore del Napoli, Elseid Hysaj ha parlato microfoni di Premium: “La partita di Coppa Italia ci ha lasciato  con un po’ di amarezza e arrabbiatura, si poteva fare di più. Penso che ora siamo tutti carichi per questa partita contro il Verona, vogliamo vincere e tornare fare il nostro gioco. Abbiamo capito dobbiamo metterci più cattiveria e aggressività, lo dimostreremo in campo. Il Verona è diventata una squadra che può dar fastidio, dobbiamo preparare bene questa partita. Campioni d’Inverno? Bisogna essere campioni alla fine non a metà campionato. Non bisogna pensarci, dobbiamo solo essere concentrati e avere più cattiveria per vincere le partite. L’Atalanta è una squadra che può mettere tutti in difficoltà, faremo vedere chi è il Napoli in casa loro. Il campionato è ancora lungo, possono tornare Roma e Inter da un momento all’altro, ci sono ancora tanti punti in ballo. Milik e Ghoulam sono due giocatori che ci daranno una grande mano per la fine del campionato. Con il Verona vogliamo vincere per Sarri, per noi e per tutta la città“.

Crisi del commercio al Vomero: altre saracinesche abbassate, l’accusa di Capodanno

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Crisi del commercio al Vomero: altre saracinesche abbassate, l’accusa di Capodanno

Il presidente del Comitato Valori collinari, Gennaro Capodanno analizza la presenza di attività commerciali presenti al Vomero e sottolinea come negli ultimi anni sia vittima di una forte crisi.

Il numero di attività commerciali, molte delle quali storiche, che, dopo essere passate di generazione in generazione, hanno chiuso o si sono trasferite, è lievitato col passare del tempo. Mentre, al loro posto, sono spuntate come funghi attività legate ai pubblici esercizi, principalmente bar, ristoranti e paninoteche. L’ultimo negozio che proprio in questi giorni mostra le saracinesche abbassate è quello di un’altra storica attività di accessori, molto conosciuta, posta nel cuore dell’isola pedonale di via Scarlatti” commenta amaro Capodanno che accusa: “il quartiere collinare, negli ultimi dieci anni, ha dovuto fare i conti con l’aggravamento dei problemi legati alla viabilità, determinati, tra l’altro, dall’adozione di alcuni provvedimenti di pedonalizzazione, tra i quali quelli di alcuni tratti di via Scarlatti e di via Luca Giordano, non accompagnati dalla contestuale creazione di infrastrutture, come parcheggi pubblici. Tutto ciò, in uno alle ben note carenze nel sistema del trasporto pubblico cittadino, ha notevolmente contribuito ad allontanare i potenziali consumatori che un tempo raggiungevano il quartiere anche con la propria autovettura e che ora devono fare i conti con i prezzi stellari dei pochi parcheggi privati, dal momento che gl’insufficienti stalli delle strisce blu, che peraltro hanno ridotto l’ampiezza delle già striminzite carreggiate,  sono per lo più occupati dalle auto dei residenti”.

Eppure – conclude Capodanno – basterebbe poco per tentare di arginare questa vera e propria ecatombe di esercizi commerciali al Vomero, molti dei quali storici. Infatti, seppure al momento appare per lo più rimasta sulla carta, nel 2014 è stata varata una legge regionale, la n. 11, per la valorizzazione degli esercizi e le botteghe storiche della Campania che avrebbe dovuto, seppure con notevole ritardo, allineare la nostra regione alle altre, dove tale normativa è presente da lustri. Risulta invece che, in tutta la Regione, sono state censite solo 18 attività che possono usufruire dei benefici di detta legge, 16 delle quali ubicate nel territorio del Comune di Napoli, e di esse tre nel territorio del Vomero: due pizzerie e un chioschetto di fiori in piazza Vanvitelli. Un dato che, a distanza di oltre tre anni dall’entrata in vigore della legge appare fortemente sottodimensionato e che lascia perplessi anche sulla possibilità di erogare gli appositi fondi indicati all’art. 6 nella stessa legge che per il solo anno finanziario 2014 ammontavano a 160mila euro”.

Cutrufo risponde sulla bufera mediatica sui punti di penalizzazione

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Il presidente Cutrufo risponde con una nota sul sito facebook della società per quanto riguarda i punti di penalizzazione

Nota del presidente Gaetano Cutrufo

“La scadenza del 18 dicembre è stata rispettata nella parte che riguarda gli stipendi. Un ritardo potrebbe essere contestato per quanto riguarda la porzione contributiva dell’impegno, ma i nostri commercialisti sono al lavoro per evitare il deferimento e, fino a quando una decisione non sarà assunta dagli organismi federali, stiamo parlando del nulla. Il catastrofismo, soprattutto di una parte della città che ignora le sorti della squadra e si fa viva solo in queste circostanze, è assolutamente fuori luogo. Ho sempre detto e ribadisco oggi che fino a quando ci sarò io la parola fallimento non potrà essere associata al Siracusa”.

Così il nostro presidente del Siracusa commenta le indiscrezioni sul possibile deferimento della società per un presunto ritardato assolvimento della scadenza di dicembre.

“Abbiamo sempre rispettato gli impegni e i nostri tifosi, quelli veri, sanno che lo abbiamo fatto senza avere sostanzialmente alcun sostegno e con grandi sacrifici personali e familiari, a partire, ad esempio, dalla fidejussione personale da 300mila euro. Questo è il momento di dimostrare di essere legati alla società e ai nostri giocatori. Ma sono sempre più scoraggiato e convinto che impegnarsi nel calcio a Siracusa sia del tutto inutile perché interessa solo a poche persone. Per il resto non si fa altro che aspettare uno scivolone. Il Siracusa non fallirà, ma questo non vuol dire che io resti al timone della società. Ho perso tutto l’entusiasmo”.

La Fiat Regata ES è stata la prima auto dotata di Start & Stop

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La Fiat Regata, auto degli anni 80, ha il merito di ‘aver indossato’ per prima il dispositivo start & stop come auto di serie.

Automobile prodotta dalla casa torinese, la Fiat Regata aveva la piattaforma in comune con la Fiat Ritmo. Entrambi furono modelli molto diffusi negli anni 80.

Fiat Ritmo Restyling
Con la Fiat Ritmo Restyling

Considerando gli accordi in essere all’epoca tra Fiat e Seat, la Fiat Regata aveva moltissimi punti in comune con la meno fortunata Seat Malaga.

Seat Malaga
Pubblicità Seat Malaga

Presentata al Salone di Francoforte nel settembre 1983, la Fiat Regata si presenta come una berlina media. Motori e cambi venivano invece condivisi con la Lancia Prisma, seppur i motori della casa dello Scudo blu erano di solito più potenti. Avrebbe dovuto chiamarsi “Fiat Azzurra” in onore dell’omonima barca a vela dell’America’s cup del 1983, finanziata anche dall’Avvocato Agnelli, ma la scelta ricadde sulla denominazione di “Fiat Regata”.

Caratterizzata da una linea estremamente pulita, filante e molto moderna per l’epoca, era dotata di grande abitabilità e di un bagagliaio tra i più ampi della categoria, fu venduta in varie versioni con motore benzina e diesel.

Due gli allestimenti disponibili, normale e “S” di Super, queste ultime con alzacristalli elettrici e chiusura centralizzata di serie, accompagnate da una strumentazione più completa e, a richiesta, l’aria condizionata. Caratteristico della Regata “S” era il gruppo comandi della climatizzazione, a controllo elettronico, con led che indacavano portata e temperatura dell’aria. Nel 1984 venne presentata anche la versione Weekend, che avrebbe sostituito la Fiat 131 Panorama.

Oltre alle versioni tradizionali, venne messa a listino una serie speciale, denominata Fiat Regata ES (acronomo di Energy Saving) che presentava migliorie aerodinamiche localizzate nel sottoscocca, sui finestrini anteriori, nei coppe-copriruota appositamente ridisegnati e nell’aggiunta dello spoiler posteriore. Anche il motore da 1.301 cc e 65 CV vantava un aumento del rapporto di compressione, una modifica della fasatura delle valvole. La Regata ES montava di serie un innovativo sistema denominato “Citymatic”, che prevedeva lo spegnimento automatico del motore a vettura ferma, cambio in folle e pedale della frizione sollevato, ed era dotata di accensione elettronica digitale “Marelli Digiplex”. La trasmissione presentava invece un rapporto più lungo della quinta marcia.

Fiat Regata ES - Interni
Fiat Regata ES – Interni

 

La Regata ES, nonostante fosse in grado di abbattere sensibilmente le medie di consumo di emissioni, non fu molto apprezzata dal pubblico. Il dispositivo start & stop creava ansia nell’utenza: al semaforo o ad un incrocio, si temeva che il motore potesse non ripartire. Ne furono prodotte solamente 5.000 esemplari. Probabilmente il mercato non era ancora pronto per una tale innovazione, che fu invece molto apprezzata in Svizzera, dove già all’epoca ai semafori si potevano ammirare dei cartelli che ricordavano di spegnere il motore in caso di sosta prolungata.

Con il senno di poi, si può affermare che la Fiat Regata ES è stata antesignana, e con ben oltre 20 anni di anticipo, del sistema Start & Stop che oggi è montato su tutte le automobili in circolazione.

Non potevo esimermi da non conservarne una nel mio box, che è come nuova, e a me molto molto cara.

Fiat Regata ES - Gennaio 1985
Fiat Regata ES – Gennaio 1985
Fiat Regata ES - Gennaio 1985
Fiat Regata ES – Gennaio 1985

Nel 1986, fu lanciata la serie restyling e furono modificati numerosi particolari estetici, tra cui le maniglie delle portiere, la linea di cintura che non era più orizzontale ma seguiva l’inclinazione del cofano e fu disegnata una nuova grafica per il quadro strumenti.

Fiat Regata Restyling
Fiat Regata Restyling

Prodotta in Argentina, in Sud America e nel Nord Europa la vettura era venduta come “Regatta” con due “t” mentre in Turchia è stata commercializzata come Tofaş Şahin, vettura di fatto di derivazione della Fiat 131 ma con molti particolari estetici della Fiat Regata.

Non mancano gli appassionati e diversi i gruppi facebook dedicati alla Regata in tutto il mondo.

Al via la tappa italiana del circuito di Coppa del Mondo under 20 di spada e fioretto

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Al via la tappa italiana del circuito di Coppa del Mondo under 20 di spada e fioretto

Parte da Udine il viaggio della scherma internazionale del 2018. Sarà il capoluogo friulano ad ospitare infatti il primo appuntamento agonistico del nuovo anno: la tappa italiana del circuito di Coppa del Mondo under20 di spada e fioretto.

Sabato 6 e domenica 7 gennaio calcheranno il Palaindoor “Ovidio Bernes” ben 636 atleti in rappresentanza di 45 Paesi. E’ proprio questo dato particolarmente interessante che emerge alla chiusura delle iscrizioni: a gareggiare sulle pedane friulane infatti ci saranno Nazioni da tutti e cinque i Continenti, tra cui alcune alla loro “prima” ad Udine, quali Libano, Qatar, Jamaica, Paraguay, Malesia e Filippine.

I primi a salire in pedana saranno gli spadisti provenienti da 33 Paesi (record per singola gara nella manifestazione udinese) sabato 6 gennaio alle 8.30, seguiti dalle fiorettiste alle 10.30.

Le finali di giornata inizieranno alle ore 18, precedute dal Gran Galà con la cerimonia delle bandiere.

Domenica 7 gennaio alle 8.30 toccherà ai fiorettisti e alle 10.30 sarà la volta delle spadiste. Le finali domenica inizieranno alle 17.30.

All’Italia, per qualità e tradizione, spetterà il ruolo di favorita in tutte e quattro le competizioni, ma grande attenzione andrà posta agli storici rivali di Russia e Francia, senza dimenticare le possibili soprese provenienti da Paesi emergenti.

Nel dettaglio, nella spada maschile tireranno, tra gli altri, il numero 1 del ranking mondiale, il ceco Jakub Jurka, il numero 2 Valerio Cuomo (Italia), vincitore a Udine nel 2017 e argento ai Campionati del Mondo; e il numero 3 Egor Guzhiev (Russia).

Il fioretto femminile vedrà impegnate la numero 1 del ranking Serena Rossini (Italia) e la numero 3 Leonie Ebert (Germania), oro a Udine nel 2017; l’italiana Martina Favaretto (11 del ranking) ha già trionfato due volte in stagione a Londra in settembre e a Bochum in ottobre.

Nel fioretto maschile in pedana saliranno il numero 2 del ranking, il francese Roger Wallerand, il numero 5, l’egiziano Mohamed Hamza, bronzo 12 mesi fa al PalaIndoor, il 6 Grigoriy Semenyuk (Russia) e il numero 8 Augusto Antonio Servello (Argentina), vincitore della tappa di Guatemala City.

La spada femminile quest’anno parla decisamente italiano: le numero 1, 2 e 3 del ranking sono Federica Isola (vincitrice a Burgos nell’ultima tappa), Alessandra Bozza (vincitrice in Lussemburgo a inizio dicembre) e Beatrice Cagnin (seconda in Lussemburgo e terza a Udine nel 2017); a contendere loro la vittoria ci penseranno la Campionessa del Mondo Aliya Bayram (Francia) e la numero 5 del ranking la russa Anastasia Soldatova, oro a Udine nel 2017.

I risultati saranno pubblicati online sul sito federscherma.it

Live Streaming dalle 17.30 di ogni giorno su ElevenSport e FederScherma.it

Questo il programma gare

Sabato 6 gennaio

Spada maschile: inizio gara ore 8.30

Fioretto femminile: inizio gara ore 10.30

Domenica 7 gennaio

Fioretto maschile: inizio gara ore 8.30

Spada femminile: inizio gara ore 10.30

Sidigas Avellino, al via la prevendita per il match contro Virtus Bologna

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Sidigas, al via la prevendita per il match contro Virtus Bologna

La prima gara casalinga dell’anno, valevole per la 14° giornata del campionato LBA, vedrà i lupi di coach Sacripanti affrontare la Virtus Bologna: che si giocherà domenica 7 Gennaio alle ore 20:45 e potrà essere seguita in diretta su Eurosport Player e su Rai Sport.

La Società ricorda che oggi 4 Gennaio ha inizio la prevendita dei tagliandi per la suddetta gara, che possono essere acquistati presso il botteghino del PalaDelMauro, presso i consueti punti vendita (qualsiasi rivenditore Go2, il cui elenco è disponibile al sito www.go2.it) oppure online collegandosi al sito www.boxol.it fino alle 12:00 di domenica 7 Gennaio.

Questi i prezzi dei tagliandi:

Curve Sud\Nord: 15,00€

Distinti: 20,00€

Tribune Superiori Montevergine\Terminio: 32,00€

Tribune Inferiori Montevergine\Terminio: 45,00€

Tribune VIP Montevergine\Terminio: 120,00€

La vendita presso la biglietteria del PalaDelMauro rispetterà i seguenti giorni ed orari di vendita:

– giovedì 4 Gennaio dalle 16:00 alle 19:00;

– venerdì 5 Gennaio dalle 16:00 alle 19:00;

– sabato 6 Gennaio dalle 16:00 alle 19:00;

– domenica 7 Gennaio dalle 17:00 fino all’inizio del match.

Napoli, l’annuncio del bando per i locali della Galleria Principe

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Napoli, l’annuncio del bando per i locali della Galleria Principe

Presieduta da presieduta da Claudio Cecere, la commissione Giovani ha discusso oggi con Alberto Corona dell’assessorato ai Giovani, del bando per l’assegnazione dei locali della Galleria Principe di Napoli.

 Entro dieci giorni verrà pubblicato il bando per l’assegnazione di altri cinque locali nella galleria Principe di Napoli. Ad annunciarlo oggi è stato Alberto Corona alla commissione Giovani, durante la quale sono intervenuti i consiglieri Federico Arienzo (Partito Democratico) e Luigi Felaco (Dema).

I locali che saranno oggetto del bando sono quelli corrispondenti ai civici 19 e 20 (che dopo la rinuncia dei legittimi assegnatari vengono ora messi a bando come unico locale), al civico 21, al civico 22, più altri due locali. Per il locale presente al civico 18, invece, si procederà allo scorrimento della graduatoria.

Non saranno messi a bando i locali pertinenti alla sala Gemito, per i quali si sta valutando l’ipotesi di una modifica nella destinazione d’uso e la realizzazione di un ascensore al fine di rendere maggiormente fruibile anche la sala.

Lavori sugli impianti elettrici delle gallerie e degli svincoli sull’autostrada ME-CT

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Lavori in tutti gli impianti elettrici delle gallerie e degli svincoli Autostrada ME-CT

La Direzione e gli uffici tecnici  del Consorzio hanno proceduto alla “consegna dei lavori” alla impresa che dovrà eseguire tutti gli interventi di manutenzione egli impianti elettrici delle gallerie e degli svincoli della A 18 da terminare entro 100 giorni.

Importo dei lavori € 784.306,39 al lordo del ribasso d’asta (importo base € 992.390,67).

Alla gara (cig:7055635E2E) sono state ammesse tutte le 16 imprese che hanno inoltrato la richiesta di partecipazione secondo il bando pubblicato nei modi di legge anche nel sito istituzionale del CAS.

La gara (procedura negoziata ai sensi dell’art. 16 c.2 lettera b del D.Lgs 50/2016) è stata aggiudicata dallA.T.I. ELLEBI-s.t.s.r. (Impresa Mandataria) – Augusto snc Di Bella CAMERA GIANNI & DANILO (impresa mandante cooptata) di Roma che ha offerto un ribasso pari a 27,579% .

Di seguito  l’elenco degli interventi che saranno eseguiti:

  • riparazione guasti, cambio lampade, ripristino cavidotti e dorsali danneggiati e passaggio cavi in sostituzione dei conduttori danneggiati, ammalorati o trafugati;
  • interventi sugli impianti di media e bassa tensione con relative pertinenze costituite da cabine elettriche e dagli impianti di illuminazione e ventilazione negli svincoli autostradali della barriera di Catania, degli svincoli di Giardini Naxos e Taormina e delle gallerie Giardini, Taormina, S. Antonio Capo Pietre;
  • ristrutturazione della galleria svincolo della stazione di Taormina con rimozione dell’impianto di illuminazione esistente e sostituzione dello stesso con plafoniere del tipo a Led, previa esecuzione della pulizia della galleria, rifacimento dell’impermeabilizzazione delle pareti con captazione e regimentazione delle venute d’acqua, risanamento corticale e rivestimento drenante dei piè dritti;
  • interventi nei fabbricati di stazione, nelle gallerie presenti nell’autostrada ME-CT ed altre prestazioni che si renderanno indispensabili nella tratta per garantire l’efficienza di tutti gli impianti sopra elencati.

L’impresa e gli uffici tecnici hanno convenuto l’apertura dei cantieri a metà della prossima settimana. Il CAS si riserva di comunicare, di volta in volta, le necessarie modifiche viarie in parallelo ai lavori da attuare.

Queste le parole del Presidente Dott. Rosario Faraci:”I tempi sono stati fissati dal rigoroso rispetto della normativa in materia di appalti e lavori, ora siamo finalmente in grado di fare un ulteriore passo per migliorare la sicurezza autostradale di una tratta che mostra tutti i suoi anni di costruzione“.

UFFICIALE: Walter Mazzarri è il nuovo allenatore del Torino!

Mazzarri ha appena firmato il contratto

Walter Mazzarri è il nuovo allenatore del Torino. L’ ex tecnico del Napoli, arriva al posto di Sinisa Mihajilovic esonerato dopo la sconfitta in Coppa Italia rimediata contro la Juventus. L’ ultima esperienza dell’ allenatore toscano è stata quella in Premier League, alla guida del Watford. Ecco il comunicato della società granata:

“Il Torino Football Club comunica di aver affidato al signor Walter Mazzarri l’incarico di allenatore della Prima Squadra. Il nuovo tecnico – che il Presidente Urbano Cairo accoglie con il più cordiale benvenuto e con l’augurio di buon lavoro – dirigerà oggi pomeriggio la sessione in programma allo stadio Filadelfia a porte chiuse”.

Agropoli, trovato un cadavere in una casa: ecco tutti i dettagli!

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La donna era ad Agropoli per le vacanze

Ad Agropoli, in provincia di Salerno, una donna, cittadina cinese è stata rinvenuta morta nella sua abitazione presa in affitto per le vacanze natalizie. La donna si chiamava Lin Suqing, era di 49 anni e viveva nel napoletano. Le forze dell’ ordine hanno trovato il suo corpo morto, probabilmente, da tre o quattro giorni. Ancora non si sa chi sia stato ad imbavagliarla ed a soffocarla, ma gli inquirenti sono al lavoro per risalire all’ identità del malvivente. E’ stato il proprietario della casa ad allertare le forze dell’ ordine.

Hysaj: “Arrabbiati per la partita persa con l’ Atalanta, ma bisogna guardare avanti”

Ecco le parole di Hysaj

Il difensore del Napoli, Elseid Hysaj ha parlato ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli. Ecco le parole del difensore azzurro:

Siamo tutti arrabbiati per la sconfitta con l’Atalanta. Fa male, ma dall’altro lato ci darà la forza per andare avanti in campionato. Ormai non si può far niente, siamo usciti fuori. Bisogna prendere il male e trasformarlo in bene per il futuro. Bisogna ripartire subito, già contro l’Hellas. Dobbiamo essere aggressivi e fare il massimo per vincere. Vogliamo mantenere livelli alti, vincere le gare e cominciare bene l’anno. L’ Atalanta? E’ una squadra bella, sta mettendo in difficoltà tante squadre. Ma ora pensiamo soltanto alla prossima partita.Mi piace Napoli, mi piace stare qui perché facciamo un grande calcio. Sarri ci chiede di giocare il nostro gioco, mettere la cattiveria giusta. Siamo giocatori intelligenti, capiamo subito dove abbiamo sbagliato per migliorare e aggiustare le cose. Restiamo calmi, perché è lunghissima. Bisogna pensare partita dopo partita, cercare di vincerle tutte. E’ troppo presto per pensare allo scudetto e ad altre cose. Potrebbero inserirsi anche Roma ed Inter in questa lotta con noi e la Juventus, ci sono tante gare. Proprio per questo noi dobbiamo pensare a noi stessi. Voglio vincere le partite, dare il massimo per il Napoli. Stiamo crescendo mentalmente. Abbiamo la consapevolezza di essere forti, siamo cresciuti in questi anni grazie al lavoro e al gruppo. Non vogliamo sbagliare nessuna partita, lavoriamo giorno dopo giorno e pensiamo solo a migliorare in campo. Siamo un gruppo molto unito, ogni gara ha una sua importanza, anche quelle più facili. Quando si vince siamo tutti contenti. Milik e Ghoulam? Sono importanti per questa squadra, speriamo che rientrino bene e ci diano la loro mano. E’ bene che il San Paolo sarà caldo. Spero che i tifosi ci capiscano, stiamo dando il massimo per vincere ogni partita. Speriamo di vedere lo stadio sempre così pieno, come sarà sabato. Ora siamo belli carichi”.

1° Torneo dell’Epifania: Asd San Paolo, allo stadio per Angelo

1° Torneo dell’Epifania: Asd San Paolo, allo stadio per Angelo

Un torneo di calcio per raccogliere fondi e ricordare Angelo Celentano, vittima del giorno di Natale. Un’iniziativa di Sabatino Scala che con la sua Asd Giallo Blu, insieme alle altre partecipanti, Virtus Junior Gragnano, Asd San Paolo e Accademy Montella, daranno vita ad un mini torneo a Gragnano, al campo sportivo San Michele. Fischio d’inizio alle 11:30, proseguirà il tutto alle 12:30 con gli scontri diretti dei Pulcini. Tutti invitati all’evento, la redazione di ViVicentro seguirà per voi con interviste  e video.

Gatta Da Pelare (Lo Piano e SaintRed)

Prima gatta da pelare per Nello Musumeci: la Regione Sicilia per il 2108, ha di fatto quasi azzerato i Contributi Regionali nei confronti di alcune Fondazioni anticorruzione  e Centri antimafia. Questa decisione era stata gia’ presa dal precedente Governo Crocetta, quello attuale, l’ha solo messa in pratica e ratificata.
Fra gli Istituti colpiti vi sono la fondazione Pio La Torre e il Centro Antimafia Falcone, al primo, su una richiesta documentata di una somma pari a 279 mila euro (a chiusura dell’anno 2017), il nuovo Governo Siciliano, ne ha riconosciuti 16.800. Al secondo, sono stati disposti tagli piu’ che drastici, di cui se ne sconosce l’entita’.
La Fondazione Pio La Torre e’ nata 32 anni fa, quella dedicata a Falcone da 25 anni, entrambe, a detta dei responsabili, in tutti questi anni hanno svolto un utile e prezioso lavoro, che e’ stato attuato da numerosi intellettuali, Siciliani, Italiani e figure di spicco anche a livello europeo.
Lo scopo e’ stato sempre quello di far avvicinare i giovani alla legalita’, al vivere civile, e al tempo stesso di tenere viva la memoria di Pio La Torre e Giovanni Falcone, due pilastri di una Sicilia che non vuole, ne’ deve, essere sottomessa al malaffare.
Vincenzo Consolo cosi’ ha esordito : 
Forse abbiamo sbagliato nella difesa di una memoria antimafia, come quella di Pio La Torre, orgoglio di Sicilia, legata strettamente e sempre all’impegno sociale e civile di cambiamento? Polemica anche dalla fondazione Falcone:
“Apprendiamo dalla stampa”, ha esordito la figlia del giudice Falcone, “del taglio dei fondi che la Regione avrebbe destinato alla nostra fondazione; una fondazione che da 25 anni si dedica all’educazione, alla legalità e alla diffusione della conoscenza della criminalità organizzata, per creare nelle nuove generazioni una consapevolezza e una coscienza antimafiosa”.

“Troviamo francamente grave che l’attività che da un quarto di secolo portiamo avanti sia stata sottovalutata proprio da chi, come la Regione che della Fondazione è socio fondatore”.
Questo e’ stato l’amaro commento di Maria Falcone, Presidente della Fondazione che porta il nome del magistrato ucciso dalla mafia.

“Le parole del presidente Musumeci, che ha esplicitamente fatto riferimento ad una iniquità nelle ripartizioni delle risorse stabilite dal Governo precedente”, aggiunge Maria Falcone, “ci rendono tuttavia fiduciosi che si possa trovare una soluzione per il presente e che si torni comunque nel futuro a criteri di valutazione giusti e rispondenti al reale lavoro e allo sforzo che quotidianamente la Fondazione svolge nelle scuole di tutto il Paese e nella società civile”.
Inutile dire che questa decisione abbia scatenato una serie di polemiche, la diatriba fra i 2 centri colpiti e la Regione Sicilia, e’ appena nata, nei prossimi mesi vedremo quali potranno essere gli ulteriori sviluppi.

ESCLUSIVA – Il coord. Sica: “La politica come azione solidale”, le calze ai più piccoli di Castellammare

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La politica solidale di Gioventù Nazionale scende a Castellammare al sole 365 per la Befana Tricolore, l’avv.Sica: “Come sempre la solidarietà è costante e concreta”

Oggi presso il supermercato sole 365 a via Pietro Carrese dalle ore 17.00 alle 20.00, la Gioventù Nazionale Stabia svolgerà, come ogni anno, la “Befana Tricolore”. L’evento consiste nel raccogliere dolciumi in modo tale da riempire le calze della befana che verranno donate ai bambini stabiesi che versano in stato di indigenza. Tiene a sottolineare uno dei partecipanti, il coord. di Fdi-AN Ernesto Sica: “Come sempre la solidarietà è costante e concreta”. Dentro e fuori la politica, a favore di chi soffre e di quelle famiglie della comunità che non possono permettersi un piccolo dono, quello che forse per altri sembrerà parte della routine delle tradizioni, l’epilogo delle feste ed un momento magico per i propri figli, ma per alcuni è un sacrificio: “La solidarietà non è uno spot elettorale – continua Sica –  infatti noi tutto l’anno ci impegniamo in raccolte alimentare e varie iniziative a favore dei poveri italiani stabiesi”. A tal proposito, abbiamo posto alcune domande sull’evento e sull’impegno sul proprio territorio all’avvocato Ernesto Sica, dirigente nazionale di Gioventù Nazionale, nonché coordinatore cittadino di FdI-AN a Castellammare di Stabia.

Come nasce l’iniziativa?

“Non è un’iniziativa nuova, infatti sono 4 anni che almeno 2 volte al mese noi, cioè la realtà politica di Fratelli d’Italia, facciamo la raccolta alimentare a favore delle famiglie disagiate stabiesi. Ogni befana da 4 anni organizziamo la raccolta di dolciumi per i bambini disagiati stabiesi. Per le nostre raccolte individuiamo le famiglie davvero bisognose tramite fonti confidenziali che abbiamo nei vari quartieri“.

Chi è coinvolto nell’evento?

“Svolgiamo questa attività solidale con le sigle politiche di Fratelli d’Italia e Gioventù Nazionale (movimento giovanile di FdI). Ci teniamo a sottolineare che il nostro aiuto è rivolto solo agli italiani in difficoltà e non anche agli stranieri”.

Quali sono i negozi coinvolti?

“Sono varie le attività commerciali che contribuiscono ma principalmente le nostre raccolte sono frutto della generosità dei passanti che a termine della propria spesa al sole 365 ci lasciano qualcosa”.

Per quanto tempo ci sarà l’evento?

“L’evento sarà solo oggi dalle 17.00 alle 20.00, ma come raccolta alimentare noi siamo attivi tutto l’anno perchè il nostro non è un semplice spot politico, ma un aiuto concreto e costante per cui sacrifichiamo molto del nostro tempo”.

Fuori dalla politica o con la politica per i bambini stabiesi?

“Noi siamo con i cittadini più piccoli di questa città perché abbiamo la visione della politica come azione solidale, come attività  nell’interesse del popolo e con il popolo, ispirandoci ai valori della Destra Sociale”.

a cura di Annalibera Di Martino

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La ferita delle Leggi razziali (VIDEO: Ebrei di Roma)

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Fra l’estate e l’autunno del 1938 il regime fascista varava le Leggi razziali. Una decisione che di colpo trasformava i circa 47.000 ebrei italiani in cittadini di serie B. I fatti storici e le responsabilità sono noti, quel che fa ancora riflettere sono le reazioni che gli italiani ebbero in quel periodo. Giovanni Sabbatucci analizza le due facce di questa pagina nera della nostra storia unitaria: l’adesione, soprattutto iniziale e senza troppi scrupoli, alla posizione governativa discriminatoria anti-ebraica e l’opposizione alle deportazioni dei cittadini e della Chiesa dopo il 1943.

Leggi razziali, il silenzio dei conniventi

Le due facce della pagina più nera nella nostra storia unitaria: nel 1938 gli italiani aderirono senza troppi scrupoli alla discriminazione anti-ebraica, dopo il ’43 molti cercarono di ostacolare la deportazione

 Se è vero che gli anniversari servono non solo a celebrare le glorie passate, ma anche a interrogarsi sui momenti bui e sulle pagine nere, allora l’Italia del 2018 non potrà fare a meno di riflettere, ottanta anni dopo, sulla vicenda più vergognosa della sua storia unitaria: la legislazione antisemita varata dal regime fascista fra l’estate e l’autunno del 1938. Un dispositivo che di colpo, e senza apparente motivo, trasformava i circa 47.000 ebrei italiani in cittadini di serie B, negando loro, fra l’altro, l’accesso alle cariche pubbliche e all’insegnamento, limitandone le attività economiche e vietando i matrimoni misti.

I fatti sono stati largamente studiati, a partire dall’opera fondamentale di Renzo De Felice (Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo ) pubblicata nel lontano 1960. E le responsabilità sono ben delineate, soprattutto, e ovviamente, per quel che riguarda il ruolo di Mussolini: nessuno studioso serio oggi crede più alla leggenda – che pure ancora circola nell’opinione popolare – di un duce costretto alla scelta antisemita dalle pressioni (che non vi furono) del suo alleato Hitler. E nessuno può pensare che a spingerlo sulla via del razzismo siano state le sollecitazioni di pochi pseudo-scienziati o di giornalisti in cerca di notorietà.

Il tema che ancora intriga, e che sollecita ulteriori riflessioni, riguarda piuttosto le reazioni, o meglio le mancate reazioni, a misure così radicali e divisive da parte di una società civile già assuefatta all’autoritarismo fascista.

Perché non vi furono, salvo rare eccezioni, pubbliche prese di distanza negli ambienti dell’alta cultura? Perché tanti professori non si fecero scrupolo di occupare le cattedre lasciate vacanti dai loro colleghi «dispensati dal servizio»? Perché i senatori di nomina regia, e in quanto tali inamovibili, rimasero in silenzio nella quasi totalità? Perché il tema trovò così poco spazio nella letteratura dell’epoca, compresi gli scritti (epistolari e diari) non destinati alla pubblicazione? Perché molti uomini di Chiesa accettarono la discriminazione, limitandosi tutt’al più a criticarne le motivazioni razziali e areligiose? Perché non pochi imprenditori e commercianti approfittarono della condizione di minorità degli israeliti per liberarsi di qualche concorrente? Perché nemmeno nei ceti popolari si registrarono proteste, magari silenziose, rispetto a quanto stava accadendo?

Certo nell’Italia fascista esprimere dissenso, anche in forme contenute, poteva comportare un prezzo, in termini di lavoro e di carriera. Ma, nella maggior parte dei casi, non risulta che si rischiasse la vita

La versione consolatoria

In realtà, sull’argomento ha a lungo prevalso, e prevale ancora, una versione consolatoria e in fondo autoassolutoria. Le leggi razziali, si dice, non furono accompagnate da manifestazioni di fanatismo o di consenso popolare. Gli italiani, al contrario, le accolsero con distacco e con qualche perplessità. Ma non è detto che questa sia una scusante valida. Proprio perché difficilmente comprensibile ed estranea alla cultura politica e giuridica italiana (il razzismo coloniale era cosa recente e non certo una peculiarità nazionale), la legislazione razziale avrebbe dovuto suscitare un rifiuto più netto e, nei limiti del possibile, più esplicito. Se questo non avvenne, lo si dovette soprattutto a una diffusa insensibilità ai temi delle libertà individuali e dello Stato di diritto, anche di fronte a norme in evidente contrasto con lo Statuto, che voleva i cittadini uguali davanti alla legge.

Diciamoci la verità: quella degli italiani nel tempo della discriminazione razziale fu – sempre fatte le dovute eccezioni – una storia di meschinità, di egoismi, di tradimenti: nel migliore dei casi, di superficialità e di sottovalutazioni. Venne però il momento in cui quella storia si tramutò in tragedia: con l’occupazione nazista dell’Italia centro-settentrionale, con la nascita della Repubblica Sociale e soprattutto con la razzia nel ghetto di Roma del 16 ottobre 1943, la discriminazione diventò persecuzione aperta. E le leggi razziali del ’38 diventarono premessa e fattore coadiuvante della deportazione e dello sterminio di 6800 ebrei italiani

È vero. Come è vero che non mancarono in questa fase le delazioni, le consegne ai carnefici, le persecuzioni in proprio operate dagli uomini di Salò. E la caccia agli ebrei sarebbe certo stata più difficile senza gli elenchi puntigliosamente stilati, proprio in ossequio alle leggi razziali, dalla burocrazia dello Stato fascista

Non solo delazioni

Ma è anche vero che la grande maggioranza degli ebrei italiani si salvò grazie all’aiuto di altri italiani, magari gli stessi che pochi anni prima non si erano dati troppa pena per il macroscopico sopruso perpetrato a danno degli israeliti. Fondamentale fu l’intervento della Chiesa che, soprattutto a Roma nel «lungo inverno» 1943-44, diede ampio asilo in chiese e conventi a chi fuggiva dalla persecuzione. Ma moltissimi furono i comuni cittadini che nascosero parenti, amici e conoscenti nelle loro case, spesso fornendoli di documenti falsi, pur sapendo di andare incontro a rischi (questa volta sì) davvero mortali. Come se l’entità del pericolo favorisse, anziché scoraggiare, i comportamenti virtuosi di tanti eroi per caso.

Si potrebbe dunque concludere questa riflessione con una nota di ottimismo. Se non fosse per una coda che ci riporta all’inizio della storia. Una volta finita la guerra e caduto il fascismo, l’amministrazione dello Stato democratico si mostrò poco generosa, e soprattutto poco efficiente, quando si trattò di reintegrare ai loro posti le vittime della discriminazione e di risarcirle dei danni subiti. Come dire che, passata la tempesta, molti italiani trovarono naturale ricadere nei vecchi vizi burocratici e in quelle pigrizie mentali che avevano impedito loro di cogliere, nel 1938, i segni della tragedia incombente.

vivicentro.it/CULTURA
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lastampa/Leggi razziali, il silenzio dei conniventi GUIDO SABBADUCCI

Tragedia sulla Domiziana, donna attraversa la strada e viene investita

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Una donna ha provato ad attraversare la Domiziana, è deceduta poco dopo

Questa notte sulla Domiziana, è stata investita una donna. Si tratta di una 30 enne di origine ucraina. Il tutto è avvenuto all’ altezza di Mondragone, dove non ci sono nè strisce pedonali che permettono l’ attraversamento stradale e nemmeno illuminazione sufficiente per permettere una giusta visibilità. L’ auto che ha investito la 30 enne era di una donna italiana, la quale immediatamente si è fermata, è scesa dalla sua vettura ed ha chiamato i sanitari del 118. La donna è spirata poco dopo l’ arrivo dei sanitari, nel frattempo le forze dell’ ordine stanno indagando sul caso per risalire alla dinamica di questo tragico incidente.

Amichevole, Juve Stabia-Berretti: data e ora del match

Amichevole, Juve Stabia-Berretti: data e ora del match

S.S. Juve Stabia e il settore giovanile del club rendono noto che domenica 7 gennaio allo stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia sarà disputato un test in famiglia tra la prima squadra e la formazione Berretti, in programma alle ore 14,30. Gara per prepararsi al meglio in vista del nuovo inizio del campionato.