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Cilento Experience: un territorio da vivere con Eugenio Finardi

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Cilento experience, il territorio tra arte e musica con lo spettacolo di Eugenio Finardi.

Eugenio Finardi partecipa al sesto appuntamento di Cilento Experience: Un territorio da vivere. Arriva, uno degli artisti di maggiore spessore della musica italiana, a presentare il suo ultimo lavoro #FINARDIMENTE. L’artista condurrà il pubblico in un percorso di racconti musica e parole riproponendo anche i classici immancabili, accompagnato da un’eccellente orchestra.

Sta per arrivare al Cineteatro Tempio del Popolo intitolato a Giovanni Di Benedetto, di Policastro Bussentino, #FINARDIMENTE, il nuovo show di Eugenio Finardi, sesto appuntamento di Cilento Experience: Un territorio da vivere. Il concerto, ad ingresso gratuito, si terrà sabato 20 gennaio a partire dalle ore 21.

Dopo il successo dei suoi precedenti lavori “Acustica”, “Suono”, “Il Silenzio e Lo Spirito” e “Parole e Musica”, Eugenio Finardi, uno dei pilastri della musica Italiana, torna sul palco con un nuovo progetto, partito il 3 novembre scorso, dal titolo #FINARDIMENTE: Una parola composta che è insieme un avverbio, un nome, un verbo. Tre modi per rispondere al dubbio su cosa sia la Verità nell’Arte. Sul palco del Cineteatro Tempio del Popolo, accompagnato da una formazione inusuale e raffinata (chitarra, violoncello e percussioni), Eugenio Finardi condurrà il pubblico in un percorso di racconti tra musica e parole, aneddoti e considerazioni, grandi classici e brani mai interpretati, dove il cantautore cercherà di svelare la sua verità dietro ogni forma di rappresentazione artistica, con un racconto sincero e sfacciato delle emozioni di intere generazioni e ovviamente la sua musica.

In scaletta, insieme ai brani fondamentali della sua lunga carriera, anche alcune chicche mai eseguite dal vivo, che ciononostante sono diventate nel tempo dei classici, come “Il Vecchio Sul Ponte” e “Shamandura”. Sul palco insieme a lui, Giovanni “Giuvazza” Maggiore alle chitarre, Claudio Arfinengo alle percussioni e Federica Finardi Goldberg al violoncello.

«Sempre più spesso – dichiara Eugenio Finardi – quando le persone mi aspettano per un saluto a fine concerto, mi ringraziamo per ciò che ho rappresentato nelle loro vite. Da ragazzo questa cosa mi inorgogliva, adesso invece sento principalmente gratitudine e rispondo che sono io a ringraziare loro perché è attraverso la loro percezione che sono diventato la persona che sono»”.

L’evento “Cilento Experience: Un territorio da vivere” è finanziato dalla Regione Campania a valere sulle risorse del PROGRAMMA OPERATIVO COMPLEMENTARE (POC) 2014-2020 LINEA STRATEGICA 2.4 “RIGENERAZIONE URBANA, POLITICHE PER IL TURISMO E CULTURA” AZIONE 3 –  “INIZIATIVE PROMOZIONALI SUL TERRITORIO REGIONALE

 

Fonte: COMUNICATO STAMPA

Terzigno, ingoiavano la coca per non farsi scoprire: 4 arresti

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Operazione Gulp a Terzigno: 4 arresti, ingoiavano coca per nasconderla.

Questa mattina nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dalla procura di Nola, i carabinieri del comando compagnia di Torre Annunziata hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misura cautelare personale emessa dal gip presso il tribunale di Nola nei confronti di quattro indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di spaccio di sostanza stupefacente di tipo cocaina. Le indagini, condotte dalla stazione nelle zone di Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano hanno portato alla certificazione delle attività illecite di cessione delle sostanze stupefacenti nei tre centri vesuviani.  Subito i Carabinieri hanno fermato gli spacciatori che, in diverse circostanze, non esitavano ad ingoiare le dosi di cocaina per non farsi scoprire; sono finiti così agli arresti domiciliari Angelo Armenio, Pasquale Cirillo, Pasquale Randaccio e Felice Salvati. Proprio per l’abitudine di ‘nascondere’ la cocaina ingoiandola, l’indagine è stata denominata “Operazione Gulp”.

Modella italiana vende all’asta la sua verginità a 18 anni: già raggiunti un milione di euro

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Modella italiana mette all’asta la sua verginità a 18 anni: già raggiunti un milione di euro

In vendita la sua verginità per pagarsi gli studi. E’ la scelta di una ragazza italiana di 18 anni, studentessa e modella. Il suo sogno? Trasferirsi nel Regno Unito per studiare business a Cambridge. Per realizzarlo si è rivolta ad un’agenzia di escort, che ha il compito di dirigere e far fruttare le offerte per l’asta in cui Nicole, nome di fantasia scelto dalla giovane, offre il suo corpo per la prima volta ad un’altra persona.

Per il momento la cifra più alta offerta, per trascorrere una notte con lei, è di un milione di euro. A dare la notizia è il tabloid britannico The Sun.

“Ho deciso che la mia verginità era preziosa quando avevo 16 anni”, ha raccontato la 18enne: “Volevo una buona istruzione quindi ho cominciato a guardare il web in cerca di modi per finanziare i miei studi e ho trovato una serie di pubblicità di aste e scoperto che c’erano ragazze che si erano vendute per 3,5 milioni di euro, quindi ho deciso che avrei fatto lo stesso a 18 anni”. E poi: “Spero di prendere il più possibile per finanziare i miei studi, aiutare mia sorella e la mia famiglia e comprare una casa ai miei genitori”.

Al salone dell’auto di Detroit la svolta di Marchionne

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Dal salone dell’auto di Detroit, l’ad di Fca Sergio Marchionne illustra l’agenda del gruppo: “Con il nuovo piano ci sarà piena occupazione in Italia” e aggiunge che “il debito sarà azzerato già a metà giugno”.

“Fca, con il nuovo piano piena occupazione in Italia”

Marchionne promette: il debito sarà azzerato già a metà giugno

DETROIT – Il suo obiettivo, con il piano industriale 2018-2022 che presenterà il 1° giugno a Balocco, è di garantire la piena occupazione negli stabilimenti italiani anche nel prossimo futuro, azzerando la cassa integrazione già a fine anno. Se questa è la notizia più importante per la provincia tricolore, l’orizzonte che delinea Sergio Marchionne parlando al salone dell’auto di Detroit è di più ampio respiro. Tanto da rilanciare la corsa in Borsa di Fiat Chrysler Automobiles, che pure è da inizio anno che straccia tutti i record. E poi l’auto elettrica: l’ad di Fca annuncia la produzione di una Jeep Wrangler ibrida nel 2020. Del resto, «fra sette anni – assicura – metà delle auto sarà ibrida o elettrica». L’amministratore delegato di Fca non si risparmia, alternando annunci e battute a effetto. Come quando dice che l’obiettivo di azzerare il debito a fine 2018 potrà essere anticipato di sei mesi, vista l’ottima situazione dei conti. «Se ci riusciamo – aggiunge sornione ai giornalisti il manager perennemente col maglioncino nero – il primo giugno a Balocco mi vedrete con la cravatta». Come 14 anni fa quando, il 1° giugno 2004 al Lingotto, si presentò per la prima volta a spiegare come avrebbe rimesso in piedi la Fiat.

Quattordici anni dopo Marchionne può serenamente dire: missione compiuta. Da una Fiat che l’allora socio Gm aveva messo a bilancio a valore «0», lui si appresta a lasciare (a fine anno, anche se resterà fino all’assemblea di bilancio nella primavera del 2019) un insieme di aziende che capitalizza oltre 70 miliardi di euro. La sua politica di estrazione del valore ha portato prima alla separazione di Fiat Auto da Cnh Industrial, poi alla fusione di Fiat con Chrysler con la nascita di Fca, infine allo scorporo di Ferrari. E il 2018, ha confermato ieri, sarà l’anno dello spin off di Magneti Marelli. «Porterò la proposta al consiglio di amministrazione di febbraio», spiega Marchionne, che aggiunge che l’azienda verrà quotata solo a Milano, anche se avrà sede come le altre del gruppo ad Amsterdam, in Olanda. Fca, comunque, ora non ha bisogno di alcun partner. Il discorso fatto ormai tre anni fa sulla necessità di un consolidamento del settore auto per risparmiare sull’enorme uso («abuso», dice Marchionne) di capitale utilizzato, non è più di attualità. Fca ha proseguito per la sua strada. «Siamo arrivati alla pari degli altri. A zero debiti rientriamo nella categoria dei sani. Non abbiamo bisogno di nessuno».

Nessuna trattativa in vista con i cinesi, dunque: a Detroit si presenta una Fca «indipendente», che ieri in Borsa ha aggiornato i massimi storici toccando 19,6 euro. Marchionne conferma i target 2017 (i conti si conosceranno il 25 gennaio) e le previsioni per il 2018. Sulla partita italiana chiarisce: l’impegno è quello di eliminare qualsiasi dubbio sull’attività di Fca nel nostro Paese. «Andrà confermato in maniera ufficiale con il piano. Stiamo cercando di usare gli stabilimenti che abbiamo. Ritengo che il piano che presenteremo a Balocco dovrà per necessità affrontare la conclusione del processo di ristrutturazione industriale in Italia». E ancora: «L’impegno verso l’Italia è definire questo ciclo di sviluppo di Maserati e Alfa Romeo, dobbiamo completarlo. Non possiamo lasciare l’Alfa così com’è: ha due soli modelli, è un valore incompiuto. Nonostante il successo tecnico, i due marchi non hanno ancora un impegno finanziario e commerciale per stabilire un impatto a livello internazionale: questo è un lavoro che bisogna continuare, e hanno bisogno anche di altri prodotti».

Guardando all’Italia, Marchionne non è preoccupato per le elezioni: «L’importante è sapere con certezza chi governa». Quanto alle tasse, l’ad di Fca si definisce scettico su una possibile riforma simile a quella varata negli Stati Uniti. «L’Italia è il terzo Paese più indebitato al mondo, prima di fare un discorso sulle riforme fiscali è meglio vedere se possiamo permettercelo. Serve un’infrastruttura industriale che possa rispondere con rapidità, in Italia non so se c’è». Con la presentazione del piano dovrebbe essere annunciato il successore dell’attuale ad, pescato all’interno del gruppo. «Sarà il consiglio di amministrazione a sceglierlo. E in corsa non c’è alcuna donna», spiega, tagliando così la testa alle illazioni circolate ancora recentemente. Fca inoltre, di fronte a un cash flow ancora positivo, potrebbe favorire un buyback. «Il mercato è cambiato moltissimo. Ritengo sia più intelligente comprare azioni, piuttosto che pagare dividendi». Il tema resta comunque il futuro dell’auto. «O l’industria si reinventa o è a rischio. Fra sette anni metà delle auto sarà ibrida o elettrica».

vivicentro.it/ECONOMIA
vivicentro/Al salone dell’auto di Detroit la svolta di Marchionne
lastampa/“Fca, con il nuovo piano piena occupazione in Italia” TEODORO CHIARELLI – INVIATO A DETROIT

De Gennaro: “Vogliamo qualificarci al turno successivo: contro Zielona match fondamentale”

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Appuntamento alle 20:30 il 17 gennaio al PaladelMauro: team Sacripanti contro Zielona Gora.

Al PalaDelMauro torna l’appuntamento con la Champions League: questa volta a sfidarsi il 17 gennaio alle 20:30 saranno il team di Sacripanti contro quello dello Zielona Gora.  Il coach De Gennaro, parlando di questa penultima partita fondamentale per il passaggio al secondo turno della Regular Season ha affermato: “Vogliamo assolutamente qualificarci e quindi, per superare il turno, dobbiamo obbligatoriamente passare per questa vittoria, per poi pensare, volta per volta, alle successive gare. Chiediamo il supporto del nostro pubblico, affinché ci spinga come ha sempre fatto fino ad ora”.

 

La Champions League torna al PalaDelMauro: mercoledì 17 gennaio alle ore 20.30 gli uomini di coach Sacripanti affronteranno i polacchi dello Zielona Gora. Per gli irpini si tratta della penultima partita casalinga della competizione europea per quanto riguarda la Regular Season, importante ai fini del passaggio al secondo turno. Queste le considerazioni di coach Gianluca De Gennaro sull’imminente sfida:

 

“Affrontiamo Zielona, squadra che ha recentemente cambiato coach:  i polacchi sono ben allenati e giocano un’ottima pallacanestro, fatta di triangoli offensivi e di molti giochi che prevedono la palla in post basso. Vengono da un momento positivo, frutto di una vittoria in casa contro il Besiktas e che sicuramente avranno voglia di ripetere al DelMauro. Ricordiamo molto bene la partita d’andata, di conseguenza conosciamo le difficoltà di incontrare un roster profondo come quello di Zielona: basti pensare al loro playmaker Koszarek, che il nostro coach conosce benissimo, oppure il tiratore Kelati e il loro centro Dragicevic, che nell’ultima gara ha messo a referto ben 37 punti. Hanno inoltre una panchina lunga, con Florence che attacca benissimo in 1 vs 1 o Gecevicius, specialista del tiro dall’arco.

Dal canto nostro, dovremo disputate una partita solidissima in difesa, stare attenti al loro modo di giocare (fatto di molti tagli e chiusura di triangoli offensivi), limitando il più possibile la loro circolazione di palla e tenendo un’intensità difensiva molto alta per tutti i 40 minuti. Vogliamo assolutamente qualificarci e quindi, per superare il turno, dobbiamo obbligatoriamente passare per questa vittoria, per poi pensare, volta per volta, alle successive gare. Chiediamo il supporto del nostro pubblico, affinché ci spinga come ha sempre fatto fino ad ora”.

 

La società informa inoltre che da questo pomeriggio partirà la prevendita per la gara contro lo Stelmet Enea Zielona Gora. Sarà possibile acquistare i tagliandi presso il botteghino del PalaDelMauro, nei consueti punti vendita (qualsiasi rivenditore Go2, il cui elenco è disponibile al sito www.go2.it) oppure online collegandosi al sito www.boxol.it fino alle 13.00 di mercoledì 17 dicembre.

 

Questi i prezzi dei tagliandi:

Curve Sud\Nord: 15,00 €

Distinti: 20,00 €
Tribune Superiore Montevergine\Termino: 32,00 €

Tribune Centrali Montevergine\Terminio: 45,00 €

Tribune Vip Montevergine\Terminio 120,00 €

La vendita presso la biglietteria rispetterà i seguenti giorni e orari: martedì dalle ore 16.00 alle ore 19.00. Mercoledì la biglietteria sarà aperta al pubblico dalle ore 17.00 fino all’inizio della gara. La società ricorda che il giorno della partita di Champions non verranno rilasciati i mini abbonamenti valevoli per il girone di ritorno del campionato italiano; la vendita delle tessere riprenderà quindi giovedì 18 gennaio: gli orari e le modalità di vendita degli stessi sono descritti al seguente link: https://goo.gl/sVdWkT.

Avellino, 16 Gennaio 2018“.

Fondamentale sarà quindi, come sottolinea il coach il supporto del pubblico e un gioco tattico e strategico in modo tale da arrivare ai successivi ‘step’.

 

Fonte: Ufficio Stampa Sidigas Basket Avellino

 

Nocera Inferiore, uomo arrestato per contrabbando di sigarette

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Nocera Inferiore, un uomo di Pagani è stato arrestato perché trovato in possesso di sigarette di contrabbando

A Nocera Inferiore le Fiamme Gialle, durante un controllo hanno trovato un uomo di Pagani in possesso di 435 pacchetti di tabacchi lavorati esteri di contrabbando, pronti per essere immessi in vendita.
Il responsabile, già noto alle Forze dell’Ordine, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore (SA) e segnalato alla competente Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per l’irrogazione delle conseguenti sanzioni amministrative. Non si è ancora a conoscenza dell’ammontare complessivo in euro dei prodotti illegali trovati.
L’operazione è stata eseguita nell’ambito di una costante attenzione da parte del Corpo, nel contrastare i fenomeni illeciti, proprio come quello del contrabbando di sigarette, che possono arrecare gravi danni ai consumatori e ai commercianti, che sono rispettosi della legge e delle regole di mercato.

Crotone, contrabbando di prodotti petroliferi: 21 denunciati

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Crotone, la Guardia di Finanza hanno eseguito 6 ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari e 5 misure coercitive di obbligo di dimora nei confronti di un sodalizio delinquenziale dedito al contrabbando di prodotti petroliferi

Crotone, l’operazione diretta dalla Procura crotonese e condotta dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria e della Compagnia di Crotone, conclusa con la denuncia di 21 persone, ha permesso di ricostruire una frode, all’Iva e alle accise, per oltre 1 milione di euro, con conseguente immissione illegale di 1 milione e 400 mila litri di pseudo gasolio.

L’indagine è nata grazie al controllo economico del territorio svolto dal Comando Provinciale e, nello specifico, in virtù del sequestro in data 04.04.2016 nei pressi di Cutro, di un’autocisterna polacca che trasportava l’anomalo prodotto petrolifero sulle strade della provincia di Crotone. L’indagine ha permesso di ricostruire l’articolata frode posta in essere dal sodalizio: il prodotto, fabbricato in Polonia, veniva  venduto a società operanti nella Repubblica Ceca. Il prodotto petrolifero aveva le stesse caratteristiche energetiche (e visive) del gasolio e quindi veniva commercializzato come tale.

A capo di tutto vi era un ristretto gruppo con base in Calabria, nella
cittadina di Torretta di Crucoli, ma già operante è conosciuta in altre zone d’Italia.  I provvedimenti giudiziari, hanno riguardato i seguenti soggetti: C. F.detto “u’ Baron”, C. G. P. detto “Gianpiero” con i ruoli di promotori e
capi dell’associazione a delinquere, M. V. detto “Mandarino” quale
“rappresentante” del prodotto con il compito di piazzarlo e di intessere affari con altri soggetti, S. M. la “testa di legno” delle società, nel tempo fittiziamente destinatarie del prodotto, ma dai cui conti partivano bonifici per i fornitori esteri per centinaia di magliaia di euro; C. S., C.
M., G. N., E. G., B. ., A. G. e M. C., ciascuno con ruolo di partecipante e con
mansioni coadiuvanti gli organizzatori del sodalizio criminale, fornendo il loro
contributo alla realizzazione del programma delinquenziale.

Sorrento, allarme baby gang: pestati due ragazzi di Positano

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Sorrento, baby gang in azione: pestati due ragazzi di Positano

Anche a Sorrento è allarme baby gang . Nella notte tra sabato e domenica sono stati picchiati due giovani di Positano. Ad esporsi al riguardo è il Sindaco Cuomo, il quale ha dichiarato: “Quello che è accaduto l’altra notte a Sorrento, ai danni di due giovani di Positano, è un atto increscioso che coinvolge tutta la nostra comunità”. Il sindaco condanna fermamente l’aggressione avvenuta nel corso della notte tra sabato e domenica ai danni di due ragazzi reduci da una serata trascorsa presso un locale di via Capo. Il pestaggio è stato così forte che ha portato al ricovero dei ragazzi presso l’ospedale Umberto I di Nocera, dove però un dei due è in prognosi riservata a causa di un’emorragia cerebrale. Il ragazzo è grave ma non in fin di vita, infatti i medici stanno aspettando che l’emorragia si fermi per poter sciogliere la prognosi.

E’ da almeno un mese che in Campania, e nella fattispecie a Napoli, si è diffusa a macchia d’olio il pericolo delle baby gang. Nessuno si aspettava che questa “moda” potesse espandersi fino ad arrivare nella tranquilla città di Sorrento, eppure è accaduto. Si spera che le istituzioni fermino questo fenomeno al più presto, prima che possa scapparci direttamente il morto.

Castellammare, ospedale San Leonardo in tilt: via alle denunce

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Castellammare di Stabia, solita questione al pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo:l’ ospedale in tilt da il via alle denunce

A Castellammare di Stabia soliti avvenimenti accadono al pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo. Come, quasi sempre, il pronto soccorso verte nel caos: le attese per i pazienti sono lunghissime: fino a 3 ore di attesa per ricevere una prestazione sanitaria. E può capitare persino che all’accettazione si dimentichino di rilasciare l’autorizzazione agli accertamenti diagnostici. tutto questo è stato registrato dal coordinatore regionale del movimento di tutela dei diritti del malato “Dimensione Civica”, Andrea Morgone, insieme con Antonio Esposito, segretario territoriale dell’associazione civica, che affermano: “Negli ultimi anni sono stati depauperati ospedali, quali quello stabiese, quelli di Sorrento, Vico Equense, Torre Del Greco, strutture dove si deve fare i conti con una forte carenza di personale infermieristico, di medici e operatori sanitari”. I rappresentanti di Dimensione Civica puntano il dito contro le disfunzioni dell’ospedale San Leonardo che definiscono «quello con maggiori carenze, inefficiente e incapace di rispondere ai bisogni sanitari dei cittadini». E ne sono prova le continue denunce di aggressioni subite dal personale al Pronto soccorso. Il San Leonardo è l’ospedale di riferimento dei paesi dei Monti Lattari, della Penisola Sorrentina e di tutto il versante Sud napoletano, di conseguenza è stato richiesto che venga potenziato con professionalità mediche e infermieristiche e tecnologie adeguate in modo da funzionare da filtro per non ingolfare alcuni ospedali napoletani con ricoveri in barella nei corridoi. In primis i pazienti si trovano spesso ad avere delle indicazioni sbagliate all’ingresso, di conseguenza chi ha bisogno di una prestazione medica è costretto a recarsi da un reparto all’altro. Ma non solo,   accadono attese snervanti  corridoi vuoti e privi di personale addetto. Infine, nell’ambulatorio dell’otorino si scopre che il sistema di riscaldamento dell’acqua non c’è. Insomma tutto questo è sintomo di degrado assoluto in quella che dovrebbe essere l’istituzione di cui ci si dovrebbe prendere maggior cura, insieme alle scuole, eppure le cose all’ospedale stabiese non sono mai veramente cambiate.

Campagna elettorale: prevedibili promesse farlocche e polemiche razziste

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Tempesta sul centrodestra per una frase choc di Fontana sull’immigrazione: “Non possiamo accettare tutti, la nostra razza bianca è a rischio” e per Salvini che imbarazza gli alleati con la proposta di: riaprire le case chiuse.

Per Marcello Sorgi “ era inevitabile che il tema dell’immigrazione irrompesse nella campagna elettorale ”. E ora “ci troviamo di fronte a una polemica a due facce”.

I due fronti della sfida sui migranti

Era inevitabile che il problema dell’immigrazione facesse irruzione nella campagna elettorale, dato che è stato argomento continuo di polemiche da almeno tre anni. Ma era francamente imprevedibile che Fontana, il neo-candidato leghista alla guida della Regione Lombardia, a una delle sue prime uscite paventasse addirittura la scomparsa della «razza bianca», un rischio mai minacciato neppure dal suo leader Salvini, pur avvezzo a parlare in termini crudi di immigrati, e di «ruspe» come rimedio per spazzare via i campi profughi dalle periferie delle nostre città.

LEGGI ANCHE: Per il centrodestra il razzismo è una gaffe

I paradossi di questa vicenda sono due. Il primo è che per quanto il centrodestra, soprattutto al Nord dove mira a stravincere, e dove l’immigrazione è argomento ultrasensibile, punti a farne il tema-chiave della propria propaganda, il problema degli sbarchi nel corso del 2017 ha subito un drastico ridimensionamento. Basta solo leggere i dati pubblicati sul sito del ministero dell’Interno per rendersi conto di cosa è accaduto.

Dai 181.436 sbarchi del 2016 (con 5022 morti annegati nel Canale di Sicilia) si è passati ai 119.247 dell’anno appena concluso, con un decremento del 34 per cento: vuol dire che per ogni tre immigrati giunti due anni fa, l’anno scorso ne sono arrivati due.

Se poi si passa a scomporre questi dati, si scopre che nella prima metà del 2017, da gennaio a giugno, si erano registrati oltre 83.000 arrivi, con un incremento, in questo caso, sul periodo corrispondente del 2016, del 18 per cento. Da luglio a dicembre, invece, sono approdati sulle coste siciliane (ma anche, in misura assai minore, calabresi, pugliesi e campane) «solo» 36.000 profughi, il 67 per cento in meno. Significa, per usare lo stesso paragone, che per ogni tre immigrati sbarcati nel 2016, nella seconda parte del 2017 ha toccato terra solo uno, o anche meno.

Con un flusso come questo, che, va detto, non è affatto facile tenere costante, quest’anno il totale degli sbarchi potrebbe addirittura dimezzarsi. Si può discutere sul fatto che centomila o cinquantamila immigrati siano ancora troppi per l’Italia. E può darsi che effettivamente lo siano, è da vedere. Ma se contemporaneamente cominciasse a funzionare un po’ meglio il meccanismo della redistribuzione in Europa – che prevedeva che 160.000 fossero accolti nei Paesi partner dell’Unione, mentre ne sono stati ricollocati solo 31.000, e non soltanto dall’Italia – il problema, se non proprio risolto, potrebbe essere considerato gestibile, come appunto ha cominciato ad essere negli ultimi mesi.

Il merito di questo capovolgimento della situazione, e della reale cancellazione della pretesa «invasione» degli immigrati (quella, per intendersi, di cui parla tutti i giorni Salvini e il gruppo dirigente della Lega e che ha portato Fontana a lanciare il grottesco allarme per la «razza bianca») è del ministro dell’Interno Minniti. Minniti è stato anche criticato da chi pensa che nel chiudere gli accordi che ha firmato in Libia con il nuovo (ma non dappertutto riconosciuto) governo, con le milizie e con le tribù, per frenare il flusso delle partenze, abbia adoperato forse troppa disinvoltura, senza curarsi, o senza curarsene troppo, del destino di coloro che avevano attraversato il deserto per imbarcarsi e venivano invece bloccati, non sempre in condizioni decenti o umanitarie, prima di affacciarsi sul mare. Un’inchiesta dell’Associated Press ha documentato come alcuni degli interlocutori del nostro ministro potessero essere precedentemente impegnati nel traffico di migranti, e forse proprio per questo si siano rivelati così efficaci nel rallentarlo. Dubbi e accuse da dimostrare, ovviamente. Mentre è sicuro che da quando Minniti, a febbraio 2017, ha firmato il primo accordo, nel giro di alcune settimane il grande fiume della migrazione ha cominciato a prosciugarsi.

Qui però si materializza il secondo paradosso di questa storia. Un governo normale, una coalizione normale, un partito normale avrebbero tutto l’interesse a valorizzare il lavoro del proprio ministro. Se non lo fanno, o non lo possono fare, è perché all’interno di quel governo, di quella coalizione che peraltro deve ancora nascere e di quel partito esiste una scuola di pensiero che considera il lavoro di Minniti discutibile, non in linea con lo spirito di solidarietà che il Pd e il centrosinistra dovrebbero dimostrare, o addirittura contrario al dovere di accoglienza verso i disperati che arrivano dall’Africa. Non li sfiora l’idea che questi legittimi sentimenti possano trovare migliori soddisfazioni se il numero dei profughi diminuisce, anziché aumentare a dismisura, com’era accaduto nel 2014, ’15 e ’16. E soprattutto, al momento, nel Pd e nel centrosinistra l’immigrazione è tabù: perché se la Bonino si accorge di quel che ha combinato Minniti, potrebbe saltare la coalizione con i Radicali.

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lastampa/I due fronti della sfida sui migranti MARCELLO SORGI

VIDEO ViViCentro- Open Day III Circolo Didattico di Castellammare: “L’Obbiettivo è mettere in contatto i cittadini con la scuola”

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Open Day presso il III Circolo Didattico di Castellammare di Stabia, un incontro con la scuola e i cittadini del domani.

Questo pomeriggio al III Circolo Didattico di Castellammare di Stabia secondo evento dedicato all'”Open Day”, dalle 16,30-18,30, iniziativa  volta a promuovere un’ interazione tra la scuola ed alunni sul territorio. Obbiettivo del III Circolo, come quello delle scuole inserite all’interno di questa iniziativa, è farsi conoscere con una serie di attività dedicate ai bambini che racchiudono la sintesi perfetta dell’insegnamento didattico, non solo relegato alla nozionistica delle materie canoniche, come l’Italiano e la matematica, ma volto ad aprirsi, attraverso le arti visive e non solo, allo sviluppo della creatività del bambino. E’ questo l’obbiettivo dei diversi percorsi proposti all’interno di queste due giornate: Laboratori manuali, come quelli proposti anche dal plesso San Giovanni Bosco, con l’utilizzo di materiali di diversa natura come la ceramica, ma anche informatici, oppure attività di lingua francese ed inglese, che all’interno di un’epoca di globalizzazione, permette ai bambini di potersi confrontare ed interagire in maniera serena e spensierata anche con altre culture. Continua il programma investendo sulle arti visive: dal disegno che permette l’interazione toccata ‘con mano’ dei concetti di spazio, linea e colore, inoltre all’apprendimento delle competenze basilari della storia dell’arte, visti i percorsi che la scuola offre dedicati, tra gli altri, a Mirò, Picasso e Kandiskji , fino alla drammatizzazione dei testi per i bambini offrendo la conoscenza della dimensione del teatro, in lingua italiana ed inglese. Sempre all’interno delle arti va ascritto anche un laboratorio dedicato alle favole, ma anche alla salute con un percorso volto ad un’educazione alimentare che permetta al bambino di diventare un futuro cittadino del domani ‘in salute’ .  

Inclusi tutti all’interno delle giornate dell’Open Day anche i più piccoli, i bambini della scuola materna, come ci spiega l’insegnante Rosa Iezza della Scuola San Marco Evangelista: “Il progetto per il percorso curriculare della scuola materna è dedicato alle “Stagioni” ed in particolar modo all’inverno, i bambini saranno coinvolti in attività di laboratorio che prevedono l’allestimento di un tavolo di degustazione dove ci saranno dei frutti di stagione che sarà possibile assaggiare, toccare, annusare, coinvolgendo il discorso sensoriale. Inoltre i bambini parteciperanno alla realizzazione di alcuni manufatti utilizzando varie tecniche ed avranno modo di realizzare oggetti da distribuire alle persone che vorranno assistere a queste attività, ma da esporre all’interno della scuola e saranno visibili anche ai bambini ed i genitori nei giorni successivi all’evento. I bambini hanno 4 anni e parteciperanno in maniera molto calorosa, essendo già abituati a lavorare all’interno della realtà del laboratorio. Questo discorso va fatto non solo per il plesso San Marco, ma anche per i plessi “Rami d’Ulivo” e “Don Ciro Donnarumma”; anche li ci saranno attività laboratoriali, in particolare nel plesso “Rami d’Ulivo” poiché trattasi di sezioni eterogenee: le colleghe hanno curato la realizzazione di un paesaggio utilizzando anche materiale che non viene ritenuto solitamente di facile consumo”.

Come sottolinea la Preside Cinizia Vicinanza, all’interno del contesto dell’Open Day tutto l’organico della scuola è coinvolto a 360° ed infatti, sia il personale ATA che la segreteria con i suoi uffici, offrono servizi eccellenti per l’istituto, non solo da relegare al contesto dell’evento “performativo- didattico“.

A parlare per gli Uffici di Segreteria è proprio uno dei collaboratori, Giovanni Celotto: “L’obbiettivo della segreteria è cercare di essere disponibili verso tutta la platea con cui ci confrontiamo nel nostro lavoro quotidiano:  dall’organico della scuola al personale docente fino ad arrivare ai genitori e gli alunni. Nonostante gli orari fissi della nostra attività, ci rendiamo disponibili per ogni evenienza ed esigenza, sia nel caso, per quanto riguarda i docenti, che siano a tempo indeterminato che determinato.  A livello informatico cerchiamo di aiutare coloro che, tra docenti a tempo determinato e genitori, hanno difficoltà nelle diverse pratiche di cui si potrebbe avere esigenza durante il percorso scolastico. Collaboriamo in maniera serena con gli insegnanti ed il personale Ata che, qui come noi, si tiene a disposizione anche al di fuori dell’orario di lavoro“.

Infatti, come sottolinea il Sign. Tobia Stile del Personale Ata : “Siamo a disposizione per qualsiasi esigenza delle maestre, per i progetti, siamo di loro supporto in qualsiasi momento come anche per i genitori quando chiedono aiuto, recandosi presso la portineria della scuola . Nostra premura è mantenere tutto nel massimo igiene possibile affinché i bambini possano trascorrere quell’intorno di tempo formativo in maniera sicura ed igienicamente adeguata“.

 

a cura di Annalibera Di Martino

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RETROSCENA: “Il Napoli aveva già fissato le visite mediche per Verdi”

La Repubblica parla di questo retroscena su Verdi

Il Napoli non ha preso bene il rifiuto di Simone Verdi. Secondo quanto riporta l’ edizione odierna del quotidiano La Repubblica, erano già state prenotate le visite mediche del calciatore ex Empoli. Ecco uno stralcio dell’ articolo: “Il Napoli non l’ha presa bene, ovviamente. Era già tutto pronto per accogliere Verdi, le cui visite mediche erano state prenotate da De Laurentiis per dopodomani mattina a Roma, a Villa Stuart. Il club azzurro aveva fretta di concludere e non vedeva l’ora di mettere il nuovo acquisto a disposizione di Sarri, con dietro l’angolo la ripresa del campionato. In attacco c’è bisogno urgente di un rinforzo, infatti, visto che la tentazione di fare arrivare subito Inglese dal Chievo è definitivamente sfumata. Il centravanti si è anche infortunato a un ginocchio e dovrà restare fermo almeno per un mesetto, dopo il consulto effettuato proprio ieri mattina con l’ortopedico Mariani. Pure per questo De Laurentiis si era convinto a stringere i tempi con il Bologna, a sua volta allettato dalla prospettiva di incassare una ventina di milioni durante il mercato invernale”. 

Torre del Greco, muore dopo 14 ore in sala operatoria: 5 medici indagati

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Torre del Greco, una donna di 61 anni muore dopo aver passato 14 ore sotto ai ferri in una sala operatoria: 5 medici indagati

Torre del Greco, il 20 ottobre Gina Fiordigiglio, 61 anni, è morta all’ospedale Ascalesi, dopo 17 giorni di agonia passati nel reparto di rianimazione del suddetto ospedale. La donna, madre di tre figli e nonna di svariati nipoti, era titolare  con i familiari di una pasticceria molto apprezzata nel centro di Torre del Greco. Per la sua morte, da ieri sono indagati il primario del reparto di urologia dell’Ascalesi e quattro membri della sua equipe che hanno eseguito l’intervento. La Procura di Napoli ha aperto un fascicolo e, secondo le informazioni in possesso dell’avvocato della famiglia della donna, Antonino Baldinelli, a breve sarà depositata la consulenza autoptica.

La donna, dopo vari accertamenti, dovuti a dei problemi all’apparato urinario, aveva scoperto di essere nata senza uretere, il tubicino che collega i reni alla vescica. I medici le avevano perciò indicato un intervento di giuntoplastica per l’inserimento dello «stent ureterale», in pratica un tubo artificiale. Il 2 ottobre la donna è stata ricoverata e si è preparata all’intervento del giorno successivo, eseguendo tutti gli esami necessari che avevano tutti rivelato esito positivo.

Il 3 ottobre la donna entra in sala operatoria alle ore 8.30 ed esce alle ore 22 in fin di vita. In quelle ore aveva dovuto ricevere oltre 20 trasfusioni di sangue. Secondo la famiglia, il medico che ha operato la Signora, non si è fatto più vedere, per evitare i familiari della vittima usciva dall’ospedale dalla porta sul retro. Anche se i familiari e il loro legale devono aspettare l’esito della’autopsia, il corpo della donna sembrerebbe aver subito una brutta emorragia, causata probabilmente dalla recisione di una vena principale.

Maldini su Ghoulam: “In quel ruolo è uno dei migliori al mondo”

Maldini parla di Ghoulam

Ieri l’ ex capitano del Milan, Paolo Maldini è stato ad Algeri per premiare Faouzi Ghoulam, con il pallone d’ oro d’ Algeria. L’ ex milanista ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano algerino Le Buteur dove ha espresso un ottimo giudizio sulle fantastiche prestazioni del calciatore in maglia azzurra. Ecco le sue parole: “Faouzi è uno dei giocatori più forti in quel ruolo se non il migliore che c’è. Ha meritato di vincere il Pallone d’oro per quello che ha fatto vedere in difesa. Può fare ancora bene. Non trascurerei però un altro talento come Mahrez che sta facendo vedere delle cose davvero incredibili in Premier League”

Lutto per il mondo della musica: è morta Dolores O’Riordan, la cantante dei Cranberries

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Dolores O’Riordan, leader del gruppo musicale irlandese “Cranberries” si è spenta all’età di 46 anni: lutto per il mondo della musica

E’ morta improvvisamente Dolores O’Riordan, leader del gruppo musicale irlandese dei “Cranberries”. A darne il triste annuncio è la sua manager, la quale ha dichiarato che la cantante era a Londra per una breve sessione di registrazione. Non sono disponibili al momento ulteriori dettagli, cio che è certo è che i  familiari sono distrutti dall’aver appreso la notizia e hanno chiesto di rispettare la loro privacy in questo momento molto difficile.

Dopo l’annuncio della morte sono emersi dei particolari forniti da voci vicino alla famiglia, le quali hanno rivelato che ultimamente la donna era molto depressa. Attualmente le cause della morte rimangano sconosciute, si sa solo che la cantante è stata trovata morta nella sua stanza nell’hotel Hilton a Londra. La polizia ha fatto sapere che gli agenti sono stati chiamati poco dopo le 9 di lunedì mattina in un albergo in cui una donna di 40 anni era stata trovata priva di vita.

Precedentemente, nel 2017 la cantante aveva avuto dei problemi di salute a seguito dei quali la band aveva annullato l’intero tour europeo. All’epoca si era parlato di «problemi alla schiena». In realtà la donna aveva avuto diversi problemi in passato, come l’anoressia e il disturbo bipolare della personalità, inoltre nel 2013 aveva anche tentato di togliersi la vita.

Il mondo della musica è in lutto per la morte della cantante e tanti hanno twittato dei pensieri rivolti a lei e alla famiglia,riferiti all’artista di fama mondiale e la donna che era Dolores. I funerali si terranno in Irlanda, dove poi verrà cremata.

Verdi – Napoli: ecco i motivi del rifiuto del calciatore agli azzurri

Si parla del rifiuto di Verdi al corteggiamento del Napoli

Simone Verdi ha detto no al Napoli. E’ questa la notizia bomba della giornata. Il calciatore ha preferito restare a Bologna, nonostante l’ appeal del Napoli fosse allettante. L’ edizione odierna del Resto del Carlino spiega i motivi del rifiuto del calciatore. Ecco uno stralcio dell’ articolo:

“Il sostituto manca e per ora persistono i dubbi di Verdi nell’accettare la corte del Napoli. Perchè all’ombra del Vesuvio i rinforzi più e meno recenti arrivati non hanno trovato spazio: chiedere agli ex rossoblù Giaccherini e Gabbiadini, ma pure a Pavoletti e Ounas. Non solo. Lo stesso Sarri, in scadenza, non ha ancora firmato il rinnovo e Verdi corre il rischio di ritrovarsi tra sei mesi senza l’allenatore che ha fatto carte false per averlo. In più c’è il legame del ragazzo con la piazza: perché Verdi sente che Bologna gli calza a pennello. Sotto le Due Torri ha trovato la fiducia e la continuità necessarie per emergere, ed è seriamente convinto di dover ancora mostrare il meglio di sè e completare il percorso di crescita intrapreso”

Per il centrodestra il razzismo è una gaffe

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 RAZZISMO – Attilio Fontana, prima la farneticazione: “Non possiamo accettare tutti, la nostra razza bianca è a rischio” poi la scusante, sostenuta ed appoggiata anche da tutto il centrodestra: “Un lapsus”.

Il razzismo è una gaffe

Ieri il candidato leghista alla presidenza della Lombardia, Attilio Fontana, ha detto due cose. Prima, che la «razza bianca» va difesa dall’immigrazione. Seconda, che la prima frase era dovuta a un lapsus. Ecco, forse la frase sul lapsus è più interessante di quella sulla razza, visto che il razzismo è ampiamente tornato nel nostro discorso quotidiano, anche se facciamo finta di non accorgercene (giorni fa un signore mi ha scritto su Facebook: «Io uomo bianco cristiano occidentale! Sono un mostro se non voglio avere contatti con gente di colore? Se non inviterei mai a cena una donna di colore?».

Naturalmente stava sostenendo di non essere razzista). Soprattutto, ora il Pd si scandalizza ma è immemore di quando, sei mesi fa, una di loro, Patrizia Prestipino, mise giù qualche idea «per continuare la nostra razza». Lei non parlò di lapsus, parlò di errore. Allora come oggi forse a qualcuno sarà tornato in mente un libretto d’inizio millennio del filosofo Flavio Baroncelli, «Il razzismo è una gaffe – Eccessi e virtù del politicamente corretto». Baroncelli non c’è più, ma si può azzardare una sintesi sbrigativa affidandosi a Nanni Moretti: «Chi parla male pensa male e vive male».

E siccome si parla sempre peggio, si pensa sempre peggio, nella giustificazione del politicamente scorretto, che prima aveva sostenitori fra i nemici dell’eufemismo ipocrita e adesso ne ha fra gli amici dell’idiozia. E sotto c’è una platea ampia e degna, ubbidiente alla sentenza di Baroncelli: «I neri sono neri perché i razzisti sono razzisti».

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vivicentro/Per il centrodestra il razzismo è una gaffe
lastampa/Il razzismo è una gaffe MATTIA FELTRI

Sky: “Nessun colpo di scena. Il Bologna e Verdi continueranno insieme”

L’ ex Empoli resterà fino a fine campionato a Bologna

Simone Verdi non vestirà la maglia del Napoli, almeno nel mese di gennaio. Come riportato QUI . Il Napoli nella giornata di ieri aveva dato un ultimatum di 24 ore al calciatore, il quale avrebbe dovuto decidere cosa fare del suo futuro. Secondo quanto riporta il collega di Sky, Gianluca Di Marzio, attraverso un post pubblicato sul suo profilo ufficiale di Twitter, non sono previsti colpi di scena, Verdi resterà sicuramente a Bologna, almeno fino alla fine di questo campionato. Ecco il Tweet del giornalista di Sky Sport: “Non sono previsti colpi di scena rispetto a ieri sera: oggi Verdi e il Bologna comunicheranno di voler continuare insieme e quindi niente Napoli”.

Lega choc con Fontana su razza e Salvini su prostituzione

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Una frase choc sull’immigrazione: “Non possiamo accettare tutti, la nostra razza bianca è a rischio”. Così il candidato di centrodestra per la Lombardia Attilio Fontana ha scatenato la bufera. E non sono bastate le scuse: “Un lapsus”. Intanto Salvini imbarazza gli alleati con la proposta di riaprire le case chiuse.

“La razza bianca è a rischio”. Fontana choc, poi le scuse

Bufera sul candidato di centrodestra per la Lombardia, lui: «Un lapsus». E Salvini imbarazza gli alleati con la proposta di riaprire le case chiuse

MILANO – La difesa della razza corre nell’etere, a Radio Padania. Attilio Fontana, candidato leghista alla Regione Lombardia, risponde a un ascoltatore sull’immigrazione. Dice che l’Italia non può «accettare tutti», poi purtroppo spiega anche perché. «Non possiamo perché tutti non ci stiamo, quindi dobbiamo fare delle scelte. Dobbiamo decidere se la nostra etnia, se la nostra razza bianca, se la nostra società deve continuare a esistere o se deve essere cancellata. Qui non è questione di essere xenofobi o razzisti», no, per carità, «ma di essere logici o razionali. È una scelta». Conclusione: «Non possiamo accettarli tutti, perché se dovessimo farlo, non saremmo più noi come realtà sociale, come realtà etnica».

A Radio Padania, nessuna reazione sulla «razza bianca». Nel resto del mondo, sì. Di fronte al moltiplicarsi delle condanne, dalla campagna elettorale Fontana rettifica e spiega: «È stato un lapsus, un errore espressivo. Intendevo dire che dobbiamo riorganizzare un’accoglienza diversa, che rispetti la nostra storia e la nostra società». E la razza? «Rispetto a quella frase, ascoltando il mio discorso per intero si capiva cosa intendevo dire».

Vabbé, è stato un errore. Ma intanto la gaffe è diventata la notizia del giorno. Ed è gara a commentarla, per lo più male. Matteo Salvini difende però il suo candidato: «Al governo normeremo ogni presenza islamica nel Paese». Ma almeno Salvini garantisce che «il colore della pelle non c’entra». Ieri, via Twitter, il leader del Carroccio ha anche proposto di riaprire le case chiuse «tassando la prostituzione come nei Paesi civili». Un’uscita che ha suscitato il gelo degli ambienti cattolici e l’imbarazzo degli alleati. La maggioranza di loro non ha voluto commentare, concentrandosi sull’«incidente lessicale» di Fontana a Radio Padania.

Paolo Romani, Forza Italia, ha spiegato: «La frase assolutamente infelice è sicuramente frutto di un incidente cui Fontana ha già rimediato». Però Renato Brunetta fa sapere che lo «scivolone lessicale del nostro amico leghista» è meglio «dell’opportunismo di Renzi e della sinistra al caviale».

Sarà. Ma di certo a quei «soliti radical chic» (sempre Brunetta) degli avversari è stata servita la polemica su un vassoio d’argento. Il candidato del Pd, Giorgio Gori, fa dell’ironia su Facebook: «C’è chi parla di razza bianca. Noi parliamo di formazione, lavoro, crescita, Europa. Scegliete voi. #FareMeglio si deve, senza isterismi e demagogie». E poi dal vivo infierisce: «Fontana è un Salvini in giacca e cravatta. Anzi, un Borghezio»

Ironizza anche il sindaco di Milano, Beppe Sala: «Probabilmente prima della fine della campagna elettorale dirà: tutti quelli che si chiamano Calogero e vengono dalla Sicilia hanno un mese di tempo per tornare a casa». Il guardasigilli Andrea Orlando bolla le parole di Fontana come «pericolose e razziste», la Comunità ebraica di Roma ricorda che è da «ignoranti» parlare di razza bianca. E i grillini per una volta possono commentare una gaffe altrui: «Parole vergognose – dice il loro candidato alla Regione, Dario Violi -. Fontana si occupi del problema della legalità nel suo partito».

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lastampa/“La razza bianca è a rischio”. Fontana choc, poi le scuse ALBERTO MATTIOLI

Sarno, rubano 60mila euro in tre minuti: caccia ai criminali

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In una cittadina vicino Sarno, Castel San Giorgio, sono stati rubati 60mila euro in tre minuti: caccia alla banda del bancomat

A Castel San Giorgio, una cittadina vicino Sarno, sono stati rubati sessanta mila euro in tre minuti. La rapina è avvenuta presso uno sportello bancomat della filiale della banca Monte dei Paschi di Siena. Hanno agito in tre in quella che è stata una rapina molto veloce; hanno agito nella notte tra venerdì e sabato, in via Francesco Conforti. Dai filmati delle telecamere della società di vigilanza incaricata dall’istituto di credito per la sicurezza, i ladri avrebbero usato una fiamma ossidrica per aprire la cassa dello sportello automatico, per poi svuotarlo del tutto. Tutto durato all’incirca tre minuti. La vigilanza ha allertato contestualmente i carabinieri della Compagnia di Mercato San Severino, che sono giunti sul posto quando già la banda era riuscita a fuggire.

Sono stati rubati dai malviventi, all’incirca 60 mila euro, ovvero il totale dei soldi contenuti nel bancomat. Sul Luogo del “delitto” sono stati lasciati anche gli attrezzi che sono stati usati per fare il furto. Le forze dell’ordine stanno controllando i video della sorveglianza della banca e stanno setacciando il luogo della rapina per poter individuare particolari rilevanti che possa permettere l’individuazione e la cattura dei tre individui.