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Penisola sorrentina, arrivano buone notizie: riapre la Statale Amalfitana

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La strada era stata chiusa dopo il crollo di una piazzola di sosta

Stando a quanto comunicato dall’Anas, da domani sera sarà riaperto al traffico leggero il tratto della statale 163 Amalfitana al confine tra il territorio di Piano di Sorrento e quello di Meta, chiuso dal 7 febbraio scorso a causa del cedimento di una piazzola di sosta.

L’arteria potrà essere percorsa anche dai mezzi pesanti: una svolta importante che consentirà di decongestionare i centri abitati e il corso Italia dalle migliaia di pullman turistici e minivan che affollano la Costiera durante l’estate. Dopo il crollo della piazzola di sosta e  di un muro occorso in corrispondenza della confluenza di alcuni sottoservizi al chilometro 1000, Anas ha eseguito i lavori di contenimento del rilevato stradale. Questo intervento ha reso necessaria la realizzazione di una paratia di micro-pali di grande diametro, ancorati per il tramite di file di tiranti, infissi nel terreno per una profondità di oltre venti metri: opere che hanno richiesto più tempo di quello inizialmente previsto a causa del maltempo di marzo, di un ulteriore crollo verificatosi a breve distanza, della necessità di installare un numero maggiore di micro-pali rispetto a quello stimato e di spostare i tubi di acqua e gas al di sotto della carreggiata.
Solo dopo lo spostamento di queste interferenze da parte dei vari enti gestori, Anas ha potuto realizzare ex-novo il rilevato stradale e procedere alla ripavimentazione provvisoria in corrispondenza dell’area di cantiere con l’obiettivo di ripristinare la circolazione almeno al traffico leggero. Prima del periodo di Ferragosto, infine, con l’ultimazione di lavorazioni complementari, il tratto di statale 163 al confine tra Meta e Piano di Sorrento tornerà interamente fruibile.

Ponticelli, erano in possesso di una pistola con caricature di 15 cartucce: arrestate due persone

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L’arma è stata sequestrata

I poliziotti del Commissariato di Ponticelli erano all’interno del cortile dell’abitazione di un uomo, in via Eugenio Montale, che doveva essere sottoposto a controllo quando sono sopraggiunti alcuni scooter con a bordo uomini armati di pistole ed un mitra, travisati da bandane e cappellini.

L’immediato intervento degli agenti ha impedito che il gruppo armato potesse portare a termine la sua azione verso l’obiettivo predestinato.  Nell’inseguimento i quattro si erano tuttavia liberati dei cappellini che hanno consentito ai poliziotti di riconoscerli e di far scattare una denuncia in stato di irreperibilità per porto abusivo di armi e minacce.
Ieri sera gli agenti hanno arrestato due dei quattro componenti della banda armata di lunedì. Si tratta di Umberto dello Iacolo e Carlo Esposito,  rispettivamente di 22 e 24 anni, entrambi napoletani. Dovranno rispondere del reato di detenzione e porto abusivo di arma semi automatica con caricatore contenente 15 proiettili. I poliziotti hanno notato due giovani dapprima a bordo di uno scooter con il quale si sono allontanati, facendo perdere momentaneamente le loro tracce. Ma gli uomini del Commissariato Ponticelli hanno continuato a perlustrare il rione Fiat, incrociando di nuovo i due giovani a bordo di una Lancia Y. A questo punto li hanno inseguiti e fermati. Nell’auto i poliziotti hanno rinvenuto, accanto allo sportello, una felpa e al suo interno una pistola modello Sig-Sauer priva di matricola e completa di caricatore di 15 cartucce calibro 9. L’arma è stata sequestrata,  mentre Esposito e Dello Iacono sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Poggioreale.

Napoli, sorpreso a spacciare droga: 48enne finisce in manette

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L’uomo era già noto alle forze dell’ordine

Giuseppe De Palma, 48enne già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dagli agenti della Polizia di Stato della  sezione falchi della Squadra Mobile di Napoli per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza di stupefacente.

I poliziotti, nel corso di un’attività di indagine, hanno notato l’uomo in via San Paolo De Palma, fuori l’uscio della sua abitazione,  che veniva avvicinato da un giovane, il quale, dopo avergli dato una banconota, si allontanava velocemente, nascondendo in tasca una dose di sostanza stupefacente.
Gli agenti, prontamente intervenuti, sono riusciti a bloccare entrambe le persone, trovando nella mano destra  dell’acquirente 1,69 grammi di hashish e nella tasca di De Palma una banconota da 5 euro. Dal controllo effettuato nell’abitazione dell’uomo, i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato in un cassetto della cusina un’altra dose di hashish. L’acquirente è stato sanzionato amministrativamente, mentre De Palma è stato arrestato e su disposizione dell’Autorità Giudiziaria e’ in attesa del rito per direttissima.

Portici, lancia padella incandescente contro la sorella: arrestato

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L’uomo era già noto alle forze dell’ordine

G.D.P., 30enne napoletano, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dagli agenti del Commissariato della Polizia di Stato Portici Ercolano. L’uomo era stato affidato in prova ai servizi sociali  per di reato di lesione aggravata, minacce e violenza privata.

Poco dopo le 13.00 di ieri, i poliziotti sono intervenuti in Portici alla Via Poli, dove era stata segnalata una lite in famiglia. L’uomo aveva aggredito, lanciando una padella incandescente contro la sorella, che colpiva il padre ustionandolo al braccio. La Polizia accertava che la vittima, unitamente alla moglie, alla figlia ed al nipotino di pochi mesi, venivano continuamente aggrediti dal figlio, che al momento si era allontanato dall’abitazione. In tarda serata il 30enne, rientrato a casa, irato per la denuncia sporta nei suoi confronti dai suoi familiari, li aggrediva nuovamente. Pertanto i poliziotti si recavano nuovamente a casa del giovane, arrestandolo. Successivamente è stato condotto alla Casa circondariale di Poggioreale.

Napoli, in cura per problemi psichiatrici si dà fuoco nell’ambulatorio

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L’episodio è avvenuto a Bologna

Era in cura presso un ambulatorio perchè aveva problemi psichiatrici. Ma un uomo originario di Napoli si è dato fuoco stamattina all’interno della Casa della Salute di via Svampa nella quale era in cura, nel quartiere Navile a Bologna.

È accaduto al primo piano, dove si trovano gli ambulatori per le visite. Ha riportato ustioni al petto, alle spalle e al cuoio capelluto.
È stato soccorso immediatamente dal personale presente e poi portato d’urgenza all’ospedale Maggiore, in condizioni in media gravità. Sono intervenuti anche polizia e vigili del fuoco. La struttura sanitaria è stata evacuata e le visite mediche sospese. L’uomo avrebbe problemi relativi alla sua situazione abitativa.

Scampia, l’asilo di suor Edoarda: “Ho resistito alle pistole”

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Nel 2018 ha avviato il progetto ‘Servizi 0-6: passaporto per il futuro’

Suor Edoarda è una collaboratrice di “Mission Bambini”, fondata nel 2000 dall’ingegnere Goffredo Modena (tutt’oggi presidente), che da 18 anni offre un aiuto concreto ai bambini poveri e senza istruzione e ha contribuito ad aprire o ampliare nidi per la prima infanzia su tutto il territorio nazionale, specialmente nelle periferie delle grandi città del Sud Italia.

Nel 2018 inoltre ha avviato il progetto “Servizi 0-6: passaporto per il futuro” con l’obiettivo di offrire opportunità educative di qualità creando ancora più offerte, estendendo le fasce orarie dei nidi e aumentando dal 25 al 40 per cento la quota dei posti riservati a famiglie in difficoltà economiche, che pagheranno una retta agevolata. A Napoli hanno realizzato il progetto per i piccoli più vulnerabili di Scampia nel nido “Spago”, gestito dall’Associazione Celus, che già sostengono dal 2012. A portare avanti il progetto c’è il team coordinato da suor Edoarda, 70 anni secondo l’anagrafe ma una giovincella piena di energia e voglia di aiutare i più sfortunati.
Originaria di Brindisi con alcuni anni di esperienza ‘in una zona complicata di Roma’, suor Edoarda arriva al Lotto G per occuparsi di bambini 30 anni fa. “All’inizio era difficile anche farsi solo ascoltare” ricorda. “Mi svegliavo presto e facevo il giro del quartiere andando a prendere i bimbi da portare al nido. Se non andavo io, le famiglie si disinteressavano completamente della formazione di questi piccoli”. All’epoca era complicato anche delle famiglie vere e proprie. “I nuclei erano disgregati, c’era più disagio sociale, molta tossicodipendenza, nessuno che lavorava e tanti finivano in carcere o peggio ancora morivano. Mi sono scontrata anche con padri violenti, che torturavano i figlioletti e mi hanno puntato la pistola in faccia”.
Da allora suor Edoarda ammette che “qualcosa è cambiato. I primi anni la dispersione scolastica era altissima, anche perché le mamme stesse non erano scolarizzate e quindi non in grado di seguirli nei compiti a casa. Si pensava alla sopravvivenza e basta. Il nostro spazio per tante è diventato un punto di riferimento, un aiuto al timore di vedere persi in brutti giri i propri figli, perché la criminalità cerca la manovalanza tra i minori”. Quando dopo anni dal Lotto G si sono spostati verso Cupa Perillo, molte mamme erano deluse perché la scuola era distante. “Adesso però abbiamo un pulmino per il servizio quotidiano”.

I costi della retta sono bassissimi perché sostenuti da ‘Mission Bambini’ così durante l’anno ci sono circa venti bimbi, ma in estate aumentano le classi: “Un gruppo la mattina fino a 3 anni, poi una sezione 4-5 anni, e ora anche quelli dai 6 a 13 anni. Anche durante l’anno li seguiamo, con doposcuola con attività ludico-ricreative come judo, arte, ballo e altro”. Tanti anche i bimbi rom “e in questo caso dobbiamo lavorare il doppio. Il problema sono gli adulti, rom e non, che inculcano ai figli idee difficili da estirpare. Lavoriamo per la solidarietà”.
Se un tempo aveva a che fare con povertà e tossicodipendenza, oggi il problema è la mancanza della presenza genitoriale. “Le mamme non si preoccupano della crescita psicologica, culturale, morale. A loro basta vestirli e sfamarli, poi li lasciano da soli davanti la televisione o playstation. Questo non è educare: crescerli in maniera sana significa prendersi cura di loro con tenerezza. È probabile che anche a loro è mancato tutto questo, solo che se lasciati soli, questi bambini formano le babygang e giocano a fare i duri, gli adulti. Per me queste bande senza controllo sono il pericolo più grande. E la responsabilità è solo dei genitori”.
L’impegno di suor Edoarda è una goccia nel mare ma le soddisfazioni non sono tardate a venire. “Adesso abbiamo sei ragazzi di 17 anni volontari al doposcuola: Rita, Sara, Gaia, Pietro, Vincenzo e Carmine sono tutti del quartiere e ex dell’asilo. E poi Angela e Miriam, che stanno lavorando come educatrici nei nostri centri che venivano quando erano piccole. Questo passaggio di testimone è la soddisfazione più grande”. Per tanti ragazzi salvati dalla strada, resta una delusione: “C’è un ragazzo che rappresenta la mia sconfitta perché ho tentato di salvarlo in ogni modo. È finito in carcere per spaccio e una volta uscito, nonostante la mia mano tesa, ha preferito restare nel clan”.

Saggio di fine anno a Torre del Greco il 30 giugno: sul palco anche Enzo e Sal e Cosimo Barra

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Natalia Titova tiene a battesimo cento ragazzi della scuola Lisa Dance Academy

Natalia Titova madrina di cento giovani ballerini. Sarà la nota artista televisiva e compagna di Massimiliano Rosolino, la protagonista del saggio di fine anno della scuola di danza Lisa Dance Academy, in programma sabato 30 giugno nell’area all’aperto di via Nazionale (a ridosso del santuario del Buon Consiglio) e che si annuncia come una grande serata di festa, ricca di artisti. Oltre a Natalia Titova, che presenterà la rassegna insieme al Conte Max, sul palco saliranno anche Enzo e Sal, duo comico portato agli onori della ribalta dalla trasmissione Made in Sud, e i dj di Radio Ibiza. Molto attesa poi l’esibizione di Cosimo Barra, reduce dalla bella esperienza nel serale di Amici di Maria De Filippo e allievo proprio di Lisa Dance Academy: “Sarà lui – afferma la titolare della scuola, Elisabetta Sorrentino – che è insegnante nella nostra accademia per le coppie di Latino ed ha vinto l’ultimo campionato europeo di danza sportiva, a portare sul palco l’esperienza di chi, con sacrificio e impegno, ha fatto della propria passione una fonte di lavoro”.

Festa per tutti i cento ragazzi e in particolare per Giuseppina Federico, che il 30 giugno concluderà il suo ciclo di apprendimento con il conseguimento del diploma: “Un’occasione – spiega ancora Elisabetta Sorrentino – per poter iniziare a operare anche come istruttrice”.

Lisa Dance Academy si apre insomma ancora una volta al territorio. E lo fa rivolgendo lo sguardo anche all’aspetto sociale: l’accademia infatti donerà un paio di scarpette firmate da Natalia Titova all’Oasi San Francesco, realtà che a Castellammare di Stabia assiste gli anziani in difficoltà, e che potrà mettere in vendita il gadget per ricavarne fondi da destinare alle proprie attività. “Un modo semplice ma diretto – conclude Sorrentino – per mostrare la nostra vicinanza alle realtà che sul territorio si adoperano per i soggetti più deboli”.

Per maggiori informazioni sulla manifestazione e sulle tante iniziative su Facebook Lisa Dance Academy.

Napoli, parroco lancia un appello contro la camorra su Facebook: insultato e minacciato

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“I carabinieri accerteranno i reati, ma non alimentiamo la rabbia”

Don Salvatore Purcaro, parroco di Brusciano (Napoli), aveva lanciato un appello ai camorristi attraverso il proprio profilo Facebook: “Svegliatevi, pentitevi e convertitevi prima che i Carabinieri vi sveglino all’alba per arrestarvi”.

Il parroco voleva commentare un’operazione antiracket condotta nei giorni scorsi nel napoletano, ha scatenato la rete, ma anche i clan. Solidarietà, appoggio, ma anche offese (volgari) e minacce. A scrivere i post ci sono parrocchiani, amici e giornalisti, ma anche persone che si definiscono vicine o imparentate con gli arrestati.
Il sacerdote ha fatto sentire la sua voce ribadendo un messaggio dai contenuti analoghi dello scorso Natale: “Voglio scuotere dal sonno gli uomini e le donne della malavita. Ho visto i vostri occhi pieni di lacrime quando abbiamo celebrato i funerali dei vostri cari defunti. Il mio compito non è portarvi in carcere ma in Paradiso. E per questo vi imploro: convertitevi! Siete ancora in tempo, chi sta decidendo la morte del rivale di clan sta preparando la propria”.

 

Napoli, arrestati tra carabinieri per false accuse ad immigrato

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Sostenevano che custodisse armi clandestine e fosse coinvolto in attività di terrorismo internazionale

Volevano ottenere una promozione. Così tre carabinieri in servizio alla compagnia di Giugliano, a Napoli, hanno pensato bene di nascondere armi, documenti e piantine di marijuana per incastrarlo nell’abitazione di un giovane ghanese.

I tre sono stati arrestati in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Napoli Nord. Avrebbero arrestato un extracomunitario accusandolo falsamente di custodire armi clandestine e ventilando addiritura l’ipotesi di un suo coinvolgimento in attività terroristiche.
I militari, due sottufficiali e un appuntato, sono stati già sospesi dall’Arma. Le accuse a loro carico sono di falso ideologico, calunnia, detenzione e porto illegale di armi clandestine. Secondo gli investigatori, il loro obiettivo nel mettere in piedi la falsa indagine era quello di ottenere un encomio. Le indagini sono state condotte dalla Guardia di Finanza di Aversa (Caserta).
Secondo il procuratore aggiunto della Repubblica, Domenico Airoma: “Le articolate attività di indagine hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dei destinatari della misura cautelare”.

Napoletani scomparsi in Messico, c’è l’identikit del boss

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Don Angel pagò per il sequestro

Le indagini sui tre napoletani scomparsi il 31 gennaio scorso, sequestrati dalla polizia locale e consegnati nelle mani di un malavitoso locale, potrebbero avere degli sviluppi. E’ stata la famiglia ad accendere la lampadina dopo aver chiesto lumi sul malvivente che per 43 aveva preso in consegna gli ostaggi, quel “Don Angel” di cui i tre hanno parlato dal primo momento.

La richiesta di mantenere alta l’attenzione venne anche presentata al presidente della Camera, Roberto Fico, il quale promise che l’oblìo non sarebbe calato sulla vicenda. E proprio in seguito alle parole dei familiari, sostenuti dall’avvocato Claudio Falleti, anche i media messicani hanno riacceso i fari chiedendo alle autorità locali di non abbassare la guardia e mettendo in moto nuove investigazioni gionalistiche dalle quali è venuto fuori un dettaglio che potrebbe essere determinante. L’emittente televisiva ‘Imagen’ è riuscita ad entrare in possesso di una copia del faldone sul caso dei napoletani, e anche il Mattino ne ha potuto conoscere i contenuti: oltre alla denuncia ufficiale sulla scomparsa di Raffaele Russo assieme al figlio Antonio e al nipote Vincenzo Cimmino, in quel faldone, la ‘carpeta de investigacion’ sono conservate anche le copie degli interrogatori ai poliziotti corrotti dai quali emergono particolari fondamentali su ‘Don Angel’, l’uomo al quale sono stati consegnati gli italiani, che fino ad ora in questa vicenda è stato solo ‘un nome’, senza nessun altro dettaglio. L’agente interrogato, invece, fornisce dettagli che portano a un primo identikit dal quale potrebbero svilupparsi nuovi filoni di investigazione.

Terra dei Fuochi, rifiuti utilizzati come ampliamento della corsia di decelerazione della Nola-Villa Literno

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Accertamenti realizzati dai carabinieri del Noe di Caserta

La Strada Statale 7 quater, quella che porta da Nola Villa Literno, è diventata l’arteria simbolo del degrado ambientale che taglia in due le province di Caserta e Napoli attraversando tutti i comuni della cosiddetta “Terra dei Fuochi”. Infatti, lungo tutto il percorso si trovano rifiuti in plastica, detriti da demolizione e costruzione, mattonelle e pneumatici fuori uso prelevati da due aree adibite a discariche abusive e usati come sottofondo stradale per l’ampliamento della corsia di decelerazione per l’immissione in un’area di servizio in fase di allestimento.

E’ quanto emerso dagli accertamenti realizzati dai carabinieri del Noe di Caserta, che hanno sequestrato a Villa di Briano, nel Casertano, due aree dell’estensione complessiva di circa 2000 metri quadrati con quasi 1200 metri cubi di rifiuti, e alcuni mezzi meccanici utilizzati per le operazioni di scavo e trasporto di rifiuti, per un valore di circa 750mila euro.
Gli investigatori dell’Arma hanno accertato che i lavori sulla statale, affidati ad una società aversana operante nel settore edile e della movimentazione terra, venivano materialmente eseguiti da una ditta subappaltatrice di Giugliano, che però lavorava senza alcuna autorizzazione per il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti; i dipendenti di quest’ultima, è emerso, prelevavano i rifiuti speciali da due aree di Villa di Briano e li portavano nel cantiere sulla Nola-Villa Literno. I rappresentanti di entrambi le società e gli operai sono stati tutti denunciati per il reato smaltimento illecito di ingenti quantitativi di rifiuti speciali, costituendo di fatto una discarica abusiva.

Bocciata la Buona Scuola di Renzi: si mette fine alla chiamata diretta degli insegnanti

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Bocciata la Buona Scuola di Renzi: si mette fine alla chiamata diretta degli insegnanti

Un accordo, fortemente voluto dalla UIL scuola, è stato firmato da FLC Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e dalla Gilda. Di fatto mette fine alla «chiamata diretta» da parte dei dirigenti scolastici e, finalmente – spiegano i sindacati – rende oggettivo e non discrezionale il passaggio dall’ambito alla scuola. Cade, quindi, un altro tassello della Legge 107/15.
È stato firmato tra Miur e i sindacati, l’accordo che prevede che il personale docente venga assegnato alla scuola dall’Ufficio scolastico territoriale attraverso i titoli e il punteggio della mobilità. Dunque si prevede il passaggio dei docenti dall’ ambito territoriale alla scuola «disapplicando» la chiamata diretta prevista dalla Buona Scuola.

Previste due fasi: innanzitutto la copertura dei posti disponibili prioritariamente con personale che ha ottenuto la mobilità su ambito con una delle precedenze previste dall’art. 13 del Contratto nazionale sulla mobilità; la copertura dei posti residuati col restante personale, secondo il punteggio di mobilità. Quest’ultimo personale, nella presentazione della domanda, che avverrà a partire dal 27 giugno tramite l’apposita sezione di istanze on line, indicherà la scuola da cui partire.

Nel caso di mancata indicazione sarà considerata la scuola capofila dell’ambito. Queste operazioni saranno concluse entro il 27 luglio. Successivamente saranno effettuate le operazioni per l’assegnazione della sede per il personale neo immesso in ruolo. Anche in questo caso si seguirà il punteggio di graduatoria. I vincitori di concorso ordinario precederanno i docenti provenienti dalle graduatorie ad esaurimento. L’assegnazione della sede di incarico avverrà contestualmente all’assegnazione dell’ambito di titolarità. (Fonte “Il Mattino”)

Vico Equense, abusivismo edilizio: scattano i controlli a Seiano

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Vico Equense, abusivismo edilizio: scattano i controlli a Seiano

Vico Equense, scattano i controlli per abusivismo edilizio. Nei giorni scorsi il comune di Vico Equense è stato costretto a emanare un diktat nei confronti di una struttura della località Seiano che era stata realizzata senza alcun titolo presso un preesistente fabbricato. Nella fattispecie, erano stati avviati dei lavori di restyling di una struttura, senza che però ci fosse l’autorizzazione a procedere.

Come riportato dal giornale Punto Stabia News, in base ai controlli effettuati da parte dell’ufficio tecnico insieme a quelli del comando dei vigili urbani di Vico Equense, è stato subito emesso un decreto e intimati 3 proprietari a provvedere subito a pagamento come indennità risarcitoria di 2 mila e 500 euro, per sanare il danno arrecato in corso Caulino, in località Seiano a Vico Equense.

Ma il Comune ha deciso di continuare ad effettuare i controlli, che avverranno senza sosta, per contrastare il fenomeno dell’abusivismo edilizio soprattutto nelle aree marine protette di Vico Equense.

Fico sui vitalizi: “«Tagli dal 40 al 60%, risparmio di 200 milioni in 5 anni”

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Fico sui vitalizi: “«Tagli dal 40 al 60%, risparmio di 200 milioni in 5 anni”

«Oggi è un giorno storico per tutti gli italiani. Dopo anni di battaglie contro i privilegi della politica, finalmente iniziamo l’iter per porre fine a una ingiustizia sociale. Attraverso il taglio dei vitalizi, annunciato stamani dal presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico, in questa legislatura faremo risparmiare ai cittadini circa 200 milioni di euro». Così sul Blog delle Stelle un post firmato Movimento 5 Stelle. «Una vittoria che ci riempie di grande emozione e che dedichiamo a tutti voi che avete sempre creduto nel MoVimento!», prosegue, e ancora «a chi ci attacca dicendo che stiamo togliendo un diritto acquisito, rispondiamo che i vitalizi sono un privilegio rubato! Ed è chiaro che per il MoVimento i privilegi rubati non possono esistere». (fonte “Il Mattino).

Vico Equense, 91enne muore investito da un’auto: i dettagli

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Vico Equense, 91enne muore investito da un’auto: i dettagli

Vico Equense., un uomo di 91 anni è stato investito da un’auto, ieri mattina a Moiano, nella frazione collinare di Vico Equense. Si tratta di Vincenzo Apuzzo, il quale è stato  travolto nei pressi della sua abitazione, in via Raffaele Bosco, da cui si era improvvisamente allontanato e in cui viveva insieme alla moglie Rosa.

come riportato dal giornale “Il Mattino”, con ogni probabilità l’uomo era uscito di casa per sbrigare qualche commissione, non riuscendo nell’impresa, in quanto nell’attraversare è stato infatti investito. L’ambulanza è arrivata tempestivamente, e i primi soccorsi sul posto sono durati più di un ora. Dopodichè si era pensato di portare l’anziano  all’ospedale Cardarelli di Napoli, ma a causa di complicazioni sopraggiunte durante il viaggio, i sanitari hanno deciso di fermarsi all’ospedale di Castellammare di Stabia, dove è morto dopo poche ore.

Al momento dell’incidente, in casa dell’uomo vi era anche la figlia Angela. Vincenzo lascia la moglie, due figlie, nipoti e pronipoti. La Procura ha aperto un’inchiesta per omicidio stradale; iscritto nel registro degli indagati il conducente della vettura, docente di musica presso la scuola della frazione collinare.

Pompei, il Rosario della Madonna oscilla ancora: tutti gridano al miracolo, i dettagli

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Pompei, il Rosario della Madonna oscilla ancora: tutti gridano al miracolo, i dettagli

Pompei, i cittadini gridano di nuovo al miracolo: sembrerebbe che si sia ripetuto il mistero del rosario oscillante. Lo scorso aprile ci fu il distacco della coroncina, stretta tra le mani della statua della Madonna posta sulla facciata della Basilica, ma la vicenda fu catalogata come evento normale da attribuire al vento.

Come riportato dal giornale “Il Mattino”, sono dovuti intervenire nuovamente i vigili del fuoco per saldare ancora una volta, a distanza di due mesi e mezzo, la corona del Rosario che oscillava dal tetto del Santuario. Il 15 aprile scorso,  tutti avevano già pensato al miracolo o a qualche premonizione divina, invece il giovane vicerettore del Santuario don Ivan Licinio affidò a Facebook la sua spiegazione: «Si è semplicemente sganciato il tirante che fissa la corona alla base della statua. Per questo motivo il vento ha fatto oscillare la corona per un po’ fino a quando, grazie ai Vigili del Fuoco, è stato ripristinato l’aggancio. Tutto qui. Il vero miracolo accade quando il vento dello Spirito fa oscillare il cuore verso la conversione. Quando cambiamo vita, allora sì che la Madonna è contenta! La fede è una cosa seria».

Questa volta, però, sembrerebbe che i fedeli non siano d’accordo con questa spiegazione, e di fatto si sono riuniti nuovamente in preghiera davanti al Santuario.

Castellammare, riflessione di LeU sul voto e le elezioni: i dettagli

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Il voto a Castellammare, le riflessioni di Leu: <<Mai avremmo potuto votare la destra>>

Castellammare di Stabia, in base ad un comunicato a noi inviato da Liberi e Uguali, ecco il pensiero del partito riguardo il voto e le elezioni stabiesi.

Si legge: “Il voto in Italia e nella nostra città ci consegna un dato è chiaro: la sinistra rischia di essere sradicata dalla società. Un tema enorme, che va affrontato senza pensare che esistano torsioni leaderistiche o proposte improvvisate che nel breve possano consentire un ribaltamento dei rapporti di forza e di consenso che i voti hanno fotografato con assoluta crudezza. La riflessione sul voto di Castellammare va impostata sulla base di un forte rispetto reciproco, sul riconoscimento che le diverse posizioni hanno uguale dignità.

Non ci siamo presentati uniti – ci riferiamo a quel mondo che in vario modo nel passato abbiamo denominato centrosinistra –  a causa di valutazioni diverse sullo scioglimento anticipato di due Amministrazioni a guida Pd; sulle caratteristiche e la composizione delle coalizioni che le avevano sostenute, sulla chiarezza dei programmi, su alcune scelte compiute. I temi e i fatti li conosciamo tutti.

Questo dato di partenza, non sappiamo spiegarci le ragioni, è stato rimosso dalla discussione di queste ore. Uniti avremmo vinto? E’ difficile dirlo. La verità è che non ci abbiamo neanche provato seriamente.

Partendo da queste riflessioni, prima della formazione delle liste, abbiamo proposto e organizzato incontri anche pubblici, affermando che servivano:

  • un programma di svolta su cui avremmo potuto lavorare assieme;
  • una coalizione non prigioniera dei signori dei voti e di liste civiche non legate a temi e iniziative vere;
  • un Pd che, dopo due scioglimenti, avrebbe dovuto passare la mano;
  • un nome nuovo e condiviso da candidare a Sindaco, meglio se scelto sulla base di un’ampia consultazione con la città;
  • che si annunciasse prima la squadra degli assessori, per sottrarli a logiche spartitorie.

Abbiamo impostato male il lavoro? Può darsi. Per ragioni, su cui non vogliamo insistere, quei tavoli sono saltati; ognuno è ritornato a costruire le coalizioni su cui stava già in realtà lavorando.

Che cosa è accaduto al Pd, nel suo rapporto con il centro destra, nel centrodestra stesso, perfino nei 5 stelle, è noto a tutti.

Noi, senza spocchia, abbiamo dato un giudizio su ciò che si andava aggregando e scelto, dopo il fallimento del percorso richiamato, di correre da soli, e abbiamo sentito poche voci elevare grida preoccupate perché tali divisioni avrebbero potuto consentire alla destra di prevalere.

Siamo stati ritenuti ininfluenti e minoritari, votati solo a fare testimonianza: i video e le interviste stanno li a confermare queste affermazioni. La verità è che tutti si sentivano sicuri, o presumevano, di potercela fare e di non aver bisogno di nessuno.

Anche il mese di campagna elettorale, 30 giorni, si è svolto con questi toni.

C’è chi ancora pensa che siamo sempre solo noi ad aver sbagliato?

I risultati del primo turno sono noti. Noi abbiamo giudicato il consenso assegnatoci dagli elettori importante, ma non ci siamo fermati. Il 13 giugno, in vista del ballottaggio, abbiamo detto con chiarezza che mai avremmo potuto votare a destra, abbiamo presentato alcune priorità, compresa la richiesta che la giunta fosse indicata prima. Il documento è pubblico.

Su esso si è espresso Andrea Di Martino, ed è apparso evidente che non ci poteva essere nessun rapporto con Gaetano Cimmino. Lo abbiamo detto con chiarezza.

E del resto, il risultato del ballottaggio, oltre al forte astensionismo, consegna un dato positivo per Di Martino, il quale ha visto incrementato il suo consenso di oltre 1000 voti, segno evidente che una parte del mondo del popolo del centrosinistra lo ha sostenuto.

Invece, si è preferito da parte di alcuni usare strumentalmente una posizione personale “sbagliata” ed il malessere esistente tra alcuni militanti per il modo in cui LeU e la sinistra sono stati trattati, invece di costruire convergenze più solide e alleanze. Si è preferito far passare che avremmo gradito Cimmino eletto, perché in questa eventualità sicuramente per LeU sarebbe scattato il consigliere; i numeri e i voti assegnati hanno smentito anche questa indegna storiella.

Non siamo stati in vendita, né per ottenere il consigliere, né per un assessore sottobanco.

Due stranezze, delle quali invece nessuno parla, necessita rilevarle:

  • Nessuno parla, o critica la scelta fatta dal Pd di astenersi al ballottaggio. Non ha avuto un peso per determinare l’esito finale?
  • Noi abbiamo mostrato grande rispetto per le decisioni assunte dai candidati in vista del ballottaggio; nessuno però si è interrogato se sarebbe stato più giusto da parte del candidato a Sindaco Andrea Di Martino proporre il collegamento con le liste di LeU e del Pd, o almeno con uno delle due?

Sarebbe stata una sfida e una verifica della reale volontà di tutti di sbarrare la strada alla vittoria del centrodestra.

Ovviamente si sarebbe dovuto rinunciare a qualcosa, chi a posizioni politiche assunte, chi a qualche consigliere comunale.

Per onestà non sappiamo, per il tipo di coalizione che sosteneva Di Martino, se in LeU sarebbero prevalsi i favorevoli o i contrari. Un fatto è certo: la proposta di collegamento da parte del candidato a Sindaco, per ragioni che non conosciamo, non è mai arrivata, ma non per questo abbiamo cambiato opinione sul fatto che LeU non avrebbe votato a destra.

Pensiamo, infine, che nelle prossime settimane si debba lavorare per costruire, dentro e fuori il Consiglio Comunale, un lavoro comune con tutte le forze, le associazioni, le competenze disponibili, per lanciare una sfida sui contenuti nell’interesse di Castellammare; per contrastare derive pericolose e sbagliate di cui il centrodestra è portatore.

Il tema della sconfitta riguarda Castellammare, ma riguarda tutto il Paese. Castellammare da questo punto di vista, ritorni, in un passaggio così amaro e difficile, a essere un ambizioso laboratorio politico.”

 

La Valetta, Joseph Muscat: la nave Lifeline sarà sequestrata, migranti in otto paesi

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La Lifeline sarà sequestrata a Malta, dove le autorità intendono indagare sulla sua attività, mentre i migranti a bordo saranno assistiti in otto Paesi dopo che anche il Belgio ha dato il suo assenso. E’ quanto ha spiegato oggi in conferenza stampa a La Valetta, il primo ministro maltese, Joseph Muscat.

“La Lifeline sarà trattenuta per avviare l’indagine necessaria. Il capitano dell’imbarcazione ha ignorato le leggi internazionali e le direttive italiane”, ha detto Muscat, che ha definito quello della Lifeline “un caso molto particolare”: “Non c’è stato un disaccordo tra due Stati membri”, ma “un capitano che ha ignorato le leggi internazionali”, ha aggiunto.

Adesso, ha proseguito Muscat, “chi richiederà asilo sarà protetto dagli Stati membri”, mentre “inizieranno immediatamente le procedure per chi non rispetta le leggi per la richiesta d’asilo”. Secondo il primo ministro è però “ancora troppo presto per fornire dati sulla ridistribuzione dei migranti”: “abbiamo promesse concrete dagli Stati membri, ognuno accoglierà secondo la sua capacità ma non voglio dare numeri. Prima di tutto dobbiamo accertarci delle persone a bordo, del loro profilo, della loro situazione, di quelli che cercano asilo e di coloro che sono migranti economici”, ha insistito il premier maltese.

CRONACA

Torre Annunziata, Servizio Civile con “Garanzia Giovani”: ammessi in ventotto

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Torre Annunziata, Servizio Civile con “Garanzia Giovani”: ammessi in ventotto

Torre Annunziata. “Garanzia Giovani”, ventotto giovani ammessi al progetto di “Monitoraggio e diffusione del Piano di Protezione Civile” che si svolgerà sul territorio di Torre Annunziata. In seguito all’integrazione del bando di selezione dello scorso aprile, la Regione Campania ha provveduto ad ammettere i candidati risultati idonei alla partecipazione ai percorsi di Servizio Civile Nazionali previsti dalla proposta progettuale presentata dall’assessorato alle Politiche Giovanili del Comune oplontino.

«Siamo molto felici di poter accogliere altri giovani nella nostra città – afferma l’assessore Vaccaro -. Daremo loro l’opportunità di fare qualcosa di positivo per la comunità e, allo stesso tempo, avranno la possibilità di acquisire esperienza e competenze utili per il loro percorso di crescita umana e professionale».

La data di inizio del progetto è fissata per lunedì 2 luglio.

 

ESCLUSIVA – Castellammare, il Sindaco Cimmino: “La mia priorità per la città è la sicurezza”

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Castellammare, il Sindaco Cimmino: “La mia priorità per la città è la sicurezza”

Castellammare di Stabia, questa mattina presso l’aula consiliare “Falcone e Borsellino” del Municipio stabiese, si è tenuta la proclamazione del nuovo Sindaco della città delle acque, Gaetano Cimmino. Erano anni che Castellammare non aveva un’amministrazione di centrodestra, l’ultima fu quella di Luigi Bobbio. In questo contesto politico stabiese, Cimmino è stato da subito il più votato alle elezioni del 10 giugno, e ampiamente riconfermata la preferenza del popolo stabiese, anche al ballottaggio, con una differenza di voti dal suo competitor, Andrea Di Martino, di 1800 voti. Il nuovo Sindaco di Castellammare è stato votato arrivando a 10233 voti validi.

La Redazione di Vivicentro.it è stata presente alla proclamazione ed ha avuto modo di parlare il neo eletto sindaco.

In queste elezioni ha portato a casa un grandissimo risultato, fortemente voluto IL 10 giugno e riconfermata la preferenza del popolo stabiese anche al ballottaggio. Cosa ne pensa?

Penso che i cittadini stabiesi abbiano capito quale è il nostro programma e cosa vogliamo mettere in campo per risollevare le sorti di questa città, in che modo individueremo la squadra di giunta, quindi, credo sia stato premiato il lavoro di squadra. 

Quale è la sua priorità per Castellammare?

Sicuramente la sicurezza, perchè in campagna elettorale ho ascoltato i cittadini, ed ognuno di loro mi ha riferito che c’era qualcosa che non andava sulla sicurezza. Noi siamo siamo stati eletti, siamo qui, per ripristinare, anche insieme ai cittadini stessi, la sicurezza in città.

 

a cura di Vincenza Lourdes Varone

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