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Napoli, il Segretario Pd Martina: “La Lega restituisca i soldi che ha rubato, imbarazzante silenzio grillino”

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Il Segretario Pd Martina in visita a Napoli: “La Lega restituisca i soldi che ha rubato, imbarazzante silenzio grillino”

La Lega e il suo leader rispettino le sentenze come ogni comune cittadino deve fare ogni giorno e restituiscano i soldi pubblici agli italiani” questo quanto dichiarato dal segretario del Pd, Maurizio Martina, ex Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, a margine dell’ inaugurazione del circolo di Secondigliano, alla periferia Nord di Napoli. “Stiamo parlando – ha aggiunto – di una cifra enorme, quei 50 milioni di euro pubblici sono uno scandalo nazionale”.
Martina non risparmia neanche gli alleati di governo: “C’è un assordante silenzio grillino in queste ore sui 50 milioni di euro pubblici che la Lega deve restituire agli italiani. Dove sono i tromboni della morale a cinque stelle? Sono in silenzio perché per loro il potere è più forte della verità ora“.
Ha fatto scalpore il recente atteggiamento di Di Maio nei confronti di alcuni cronisti che lo avevano interrogato sulla questione. Il vice Premier grillino si era chiuso in un silenzio imbarazzante, coperto dai suoi collaboratori, per evitare di rispondere alla domanda. Eppure, insieme a Di Battista, appena pochi mesi prima della formazione del governo aveva attaccato energicamente il suo attuale alleato di Governo, Matteo Salvini, intimandogli di restituire i soldi rubati dal suo partito.
Dal suo canto, Salvini ha scelto la narrativa del complotto, giudicando la sentenza che obbliga il sequestro dei conti della Lega come un atto politico contrario alla democrazia.

Fecondazione Eterologa, segni di apertura alle coppie lesbiche: Tribunale accetta ricorso, Corte Costituzionale si esprimerà a breve

Il Tribunale accoglie la richiesta di verificare la costituzionalità della legge che vieta l’eterologa alle coppie lesbiche, la Corte Costituzionale si esprimerà a breve

A pochi giorni dal Gay Pride che si è svolto contemporaneamente in più città italiane, arrivano alcuni segnali di apertura nei confronti di coppie LGBT che intendono formare una famiglia.
Il Tribunale di Pordenone, infatti, ha accolto la richiesta di una coppia di donne lesbiche che avevano chiesto di verificare la costituzionalità delle norme che attualmente vietano in Italia l’accesso alla procreazione medicalmente assistita alle coppie di donne. Sul procedimento si pronuncerà a breve la Corte Costituzionale: se dovesse stabilire che quelle norme violano la Carta, aprirebbe di fatto la possibilità alle donne lesbiche unite civilmente di effettuare l’eterologa in Italia. Parti importanti della legge 40 sono già state smontate dai giudici perché violavano i diritti fondamentali delle persone.
Alla coppia, riferisce il Corriere della Sera era stato rifiutato la fecondazione eterologa (cioè l’inseminazione di una delle due donne con il seme di un donatore) dal Servizio per i trattamenti di procreazione medicalmente assistita (pma) presente nell’Azienda sanitaria 5 di Pordenone.
Le donne avevano a quel punto richiesto al giudice di superare il rifiuto chiamando in causala Corte Costituzionale. Il giudice ha ritenuto rilevante e non manifestamente infondata la questione. Secondo l’avvocata della coppia, Maria Antonia Pili, «sarà ora la Corte Costituzionale a pronunciarsi su tale discriminazione basata esclusivamente sull’orientamento sessuale delle persone, ormai intollerabile anche nel nostro Paese dati i precedenti sia legislativi sia giurisprudenziali intervenuti in tale ambito».
In altri paesi europei come Spagna, Francia, Regno Unito, Olanda e Danimarca, l’eterologa è aperta anche alle coppie lesbiche o alle donne non sposate. E infatti sono alcune centinaia le donne lesbiche o single italiane che vanno all’estero per quello che è stato ribattezzato «turismo procreativo». Dopo la fecondazione assistita realizzata all’estero con lo sperma di donatori, le donne tornano in Italia dove danno alla luce i bambini senza di solito dichiarare che sono stati concepiti con l’eterologa. La coppia di Pordenone ha chiesto di poter effettuare la stessa procedura in Italia, come attualmente è possibile solo per le donne che sono in coppie eterosessuali (in quel caso il padre è per legge genitori del nascituro anche se non ha legami genetici con lui). Sarà adesso la Consulta a stabilire se il divieto di accesso all’eterologa per le donne lesbiche contenuto nella legge 40 sia incostituzionale.

Non sarebbe nel caso la prima volta che i giudici abrogano delle parti della norma sulla fecondazione assistita, approvata nel 2004 e poi sottoposta a referendum. La legge 40 è stata infatti uno dei provvedimenti più contestati della storia repubblicana, tanto da essere messa in discussione nei tribunali, da quelli di primo grado fino alla Corte Costituzionale e la Corte europea dei diritti di Strasburgo per ben 33 volte. I giudici hanno eliminato 4 misure contenute nella norma: il divieto di produrre più di tre embrioni e di crioconservarli, l’obbligo contemporaneo di impianto di tutti gli embrioni prodotti (su cui è intervenuta appunto la Consulta nel 2009), il divieto di diagnosi preimpianto e di accesso alle coppie fertili ma portatrici di patologie genetiche e, appunto, il divieto di fecondazione eterologa, nel 2014 . Finora è rimasta in vigore la parte che esclude la fecondazione assistita per i single e le coppie lesbiche.

Napoli, furto in un centro culturale: materiale didattico sottratto e muri sfondati

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Furto nella notte in un centro culturale di Ponticelli, a Napoli: materiale didattico sottratto e muri sfondati da malviventi

Nella notte tra martedì 3 e mercoledì 4 luglio alcuni soggetti ignoti sono entrati nel Centro di Cultura e Animazione “Giorgio Mancini”, che ospita dal 1999 i Laboratori di Educativa Territoriale del Comune di Napoli a Ponticelli, con l’intento di sottrarre il materiale didattico per le attività giornaliere. Ma i malviventi non si sono fermati qui: molti i danni procurati alla sede dei laboratori, tra muri sfondati, porte danneggiate e uffici messi a soqquadro.
In particolare, i ladri avrebbero sottratto macchine fotografiche, computer, strumenti musicali, un proiettore, un telo di proiezione, un tavolo da ping pong e altro ancora. Rovinata e svuotata la Camera Oscura del centro: un colpo alle attività che, da quasi 20 anni con il  “Progetto Catrin”, Arci Movie realizza a Ponticelli.
L’ex centro di documentazione di Ponticelli, che svolge attività rivolte ogni giorno a 50 bambini e ragazzi del nostro territorio, al fine di prevenire e arginare processi di emarginazione ed esclusione sociale, è stato ristrutturato da Arci Movie tra il 2016 e il 2017 con il contributo di un progetto ministeriale.
Pochi mesi fa, riferisce il MeridianoNews, c’è stata la cerimonia d’intitolazione del centro a Giorgio Mancini, un’occasione di festa e di riflessione sull’impegno e sulla attività che Arci Movie svolge su questo territorio da tempo, a partire dalla storia collettiva dell’associazione fatta di cura per bambini, persone, relazione e luoghi.
Con questo gesto– fanno sapere i responsabili del Centro – si mette a rischio tutta la futura attività del centro, privando così di un luogo di aggregazione i ragazzi del quartiere. Un duro colpo per Arci Movie che con fatica resta un presidio di cultura, legalità e solidarietà nel quartiere di Ponticelli e che porta avanti una battaglia che, spesso, come in questi momenti, sembra ‘matta e
disperata’.
Di fronte a queste cose, accadute già in passato – hanno aggiunto i responsabili del Centro – la nostra reazione è stata e sarà sempre la stessa… andare avanti e ad insistere con tutto quello che facciamo! La volontà di Arci Movie è dare un contributo a questa complicata realtà di periferia, per far sì che i giovani abbiano spazi ed opportunità in cui incontrarsi e crescere con uno spirito giusto di comunità”.

Scafati, l’ex sindaco Aliberti resterà in carcere: la decisione del Tribunale

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L’ex sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, resterà nel carcere di Fuori Salerno: le sue condizioni di salute sono compatibili con la detenzione

Lo stato di salute dell’ex sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, è compatibile con la detenzione in carcere. Questo quanto avrebbe riferito questa mattina in udienza il perito nominato dal tribunale di Nocera Inferiore, dottore Carlo Pagano, chiamato ad esporre sull’eventuale incompatibilità dell’ex sindaco con il regime carcerario.
Nonostante la dipendenza da un particolare tipo di farmaco, riferisce ilMattino, Aliberti in carcere può essere controllato e seguito da appositi specialisti, già operativi presso la casa circondariale di Fuorni.
Il resoconto del consulente è stato esposto questa mattina, presso l’aula “Marcello Torre” di Nocera Inferiore, durante l’udienza tecnica del processo “Sarastra”. L’impianto accusatorio, che ha già decretato lo scioglimento del consiglio comunale, mira a fare luce su quel presunto patto tra la classe politica ed esponenti di clan di camorra nell’Agro nocerino, quello dei Loreto-Ridosso.-
Tra le accuse quella di scambio elettorale politico-mafioso, minaccia, violenza privata e abuso d’ufficio, aggravate dal metodo mafioso. L’ex sindaco era ristretto agli arresti domiciliari, in una casa a Roccaraso, prima di finire nuovamente in carcere per un aggravamento della misura. Questo, dopo indagini della Dia, coordinate dall’Antimafia di Salerno. L’ex primo cittadino, indagato insieme al fratello e alla moglie e consigliera regionale, Monica Paolino, pur essendo sottoposto ai domiciliari aveva inviato delle lettere ad alcuni parenti e ad altre persone a Scafati. Non solo, aveva anche utilizzato programmi di chat per comunicare, seppur gli fosse stato severamente vietato in virtù del regime cautelare. E sarebbe stato pronto a ricevere dei telefoni con delle nuove schede Sim, per poter comunicare senza pericolo di essere intercettato. La sua posizione è stata peggiorata da alcune intercettazioni nelle quali vengono forniti dettagli sulle schede sim dal fratello. Inoltre la moglie Monica Paolino a telefono con un’amica avrebbe incautamente confessato che il malore del marito pochi giorni dall’udienza era, in realtà, una messinscena per alleviare la sua posizione e chiedere un regime cautelare più favorevole.
Il processo ripartirà il prossimo 11 luglio, con la definizione da parte del collegio di alcune eccezioni della difesa, prima di aprire ufficialmente la fase dibattimentale

Castellammare, Matteo Renzi parla di Scafarto: “Lo vogliono assessore in giunta di Forza Italia, a pensar male si fa peccato”

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L’ex premier Matteo Renzi parla dei rumors che vedono Scafarto prossimo assessore alla sicurezza di Castellammare:”Giunta FI gli offre un ruolo politico, a pensar male…”

Gianpaolo Scafarto sta per impegnarsi in politica. Come anticipato dalla redazione di ViViCentro, il capitano dei carabinieri del Noe sarebbe ad un passo dall’accettare la nomina di assessore alla legalità e alla sicurezza nella sua città natale, Castellammare di Stabia.
A offire al militare di entrare nella sua giunta è stato il nuovo sindaco della città, Gaetano Cimmino di Forza Italia.  “Ci siamo parlati, abbiamo preso un caffé insieme. L’interlocuzione c’è”, dice il primo cittadino all’edizione locale di Repubblica. “Ci sto pensando. Mi piacerebbe contribuire a rendere questa città più vivibile”, sono invece le parole di Scafarto.
Intanto Matteo Renzi, in una sua consueta live su Facebook, ha commentato tale rumors: “Ho saputo dai giornali che Forza Italia ha offerto un ruolo politico al mio oppositore indagato per aver manomesso le prove del Caso Consip, di cui nessuno parla più: gli è stato offerto un posto come assessore in una giunta guidata da Forza Italia in una città in Campania (Castellammare ndr). A pensar male si fa peccato, lo diceva un vecchio senatore”.
In queste ore sarebbe arrivato anche l’ok di FdI sulla scelta di Cimmino di affidare l’assessorato a Scafarto, che resta indagato per aver, secondo i pm, alterato le prove a carico di Tiziano Renzi per trascinarlo nell’inchiesta Consip

Nocera, il Consiglio Comunale di Cuofano boccia la fusione, il Comitato: “Deciderà il popolo”

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Il Consiglio Comunale di Nocera Superiore boccia la fusione con Nocera Inferiore, la risposta del Comitato Pro Unione: “Deciderà il popolo”

In uno dei giorni forse più attesi dai nocerini pro fusione arriva l’amara risposta del sindaco di Nocera Superiore: con a quattordici voti su quattordici, il consiglio comunale ha approvato la delibera del sindaco Giovanni Maria Cuofano per dire no alla fusione con Nocera Inferiore.
“Ora – ha detto il sindaco Giovanni Maria Cuofano – si passa al cambio del nome, la città si chiamerà Nuceria”.
Ma il Comitato pro unione non si arrende e in una nota dichiara: “Abbiamo grande rispetto per chi la pensa diversamente da noi e abbiamo grande considerazione delle Istituzioni cittadine anche se non abbiamo compreso la tempistica e abbiamo molti dubbi sulla legittimità e l’efficacia della delibera approvata. Avremmo gradito essere coinvolti prima e non al termine di una discussione animata ma paradossale, tutta chiusa all’interno del palazzo e già proiettata verso la prossima campagna elettorale. Ringraziamo il presidente Monetti per la sensibilità istituzionale ma prendiamo atto della netta chiusura al dialogo e della incomprensibile paura per il confronto. Non ci preoccupa l’esito di un Consiglio Comunale inefficace che ha abdicato al proprio ruolo, favorire il confronto e rappresentare tutti i cittadini, e ha esaurito, a questo punto, la sua funzione, orientare e determinare le scelte future. Non cambia niente dal punto di vista procedurale perchè gli unici soggetti legittimati a dire No alla Fusione sono le popolazioni interessate, così come recita l’articolo 133 comma 2 Costituzione della Repubblica italiana. Continueremo a parlare di Fusione fino a quando non si consentirà a tutti i nocerini di decidere il proprio futuro liberamente, attraverso il Referendum, il cui iter è chiaro e non può essere “bloccato” nemmeno da una celibera Consiliare”.

Sorrento, Alessandro Borghese in penisola: decreterà il migliore ristorante della zona

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Lo chef Alessandro Borghese atteso in penisola per il suo programma tv: sceglierà il miglior ristorante della zona tra Sorrento, Meta, Sant’Agnello e Vico Equense 

Per la terza puntata di Alessandro Borghese 4 Ristoranti, la produzione originale Sky prodotta da DRYMEDIA – in onda giovedì 5 luglio alle ore 21.15 su Sky Uno – il noto chef sarà in visita in una delle mete estive per eccellenza: la Penisola Sorrentina.
Tra il profumo di limoni e la brezza di mare – lo chef Alessandro Borghese andrà alla scoperta del miglior ristorante di cucina di terra e di mare. A darsi battaglia per aggiudicarsi l’ambito titolo di miglior ristorante della zona saranno Il Verricello (Meta di Sorrento), la Trattoria da Emilia (Sorrento), La Marinella (Sant’Agnello) e l’Osteria Torre Ferano (Vico Equense).
Quattro ristoratori di una stessa zona si sfidano per stabilire chi tra di loro è il migliore in una determinata categoria. Le regole sono semplici: ogni ristoratore invita a cena gli altri 3 che, accompagnati da chef Borghese, commentano e votano con un punteggio da 0 a 10 per location, menu, servizio econto. In palio per il vincitore di ciascuna puntata, il titolo di miglior ristorante e un contributo economico da investire nella propria attività.
Ogni cena è preceduta dalla scrupolosa ispezione di chef Borghese della cucina del ristorante. Nel corso della cena si concentra sul personale di sala, che mette alla prova su accoglienza, servizio al tavolo, descrizione del piatto e del vino. Solo alla fine scopriamo il giudizio di chef Borghese che con i suoi voti può confermare o ribaltare l’intera classifica che incorona il migliore ristorante della puntata. Inoltre, Alessandro ha a disposizione un bonus di 5 punti che gli permette di giudicare un elemento in più e che rende la sfida ancora più imprevedibile.
Alessandro Borghese 4 Ristoranti farà poi tappa a Padova, sulle coste della Sardegna e nel Parco del Pollino.

Napoli, deve subire un trapianto di cuore: 18enne sostiene l’esame di Maturità al Monaldi

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Ricoverato da un mese in attesa di un trapianto cardiaco: maturando sostiene l’esame all’interno dell’Ospedale Monaldi di Napoli

Un maturando nell’Azienda Ospedaliera dei Colli, presso il reparto di Cardiochirurgia Generale dell’Università Luigi Vanvitelli dell’Ospedale Monaldi di Napoli, diretto da Marisa De Feo, Pasquale: un ragazzo di 18 anni, in attesa di trapianto cardiaco e ricoverato da circa un mese, ha sostenuto l’esame di maturità scientifica. Questa mattina, infatti, grazie all’autorizzazione del direttore dell’ufficio scolastico regionale della Campania, Luisa Franzese, si è riunita la commissione del Liceo Virgilio di Pozzuoli e il giovane paziente ha sostenuto la prova di Italiano, scegliendo una traccia sulla paura; domani toccherà alla prova di matematica e il 9 luglio alla terza prova scritta. Mentre il 12 luglio Pasquale sosterrà il colloquio orale.
«Mio figlio aveva un po’ di timore a svolgere l’esame in ospedale perché, ovviamente, avrebbe preferito farlo a scuola insieme ai suoi compagni. Ma ha affrontato la prova con grande serenità e coraggio anche in una stanza di ospedale. Vorrei ringraziare i medici e il personale del reparto che si sono impegnati per fare in modo che Pasquale riuscisse a sostenere l’esame al meglio», ha spiegato la mamma del giovane maturando a ilMattino.
«Questo episodio rientra nelle attività dell’Uoc di Cardiochirurgia Generale che opera in sinergia con l’Unità operativa semplice dipartimentale di Cardiochirurgia dei Trapianti ed assistenze meccaniche diretta da Ciro Maiello», spiega Marisa De Feo. «Da sottolineare – aggiunge – l’eccezionalità dell’ultimo mese che ha visto un incremento sensibile proprio dell’attività trapiantologica con 6 trapianti di cuore in una settimana, tutti con esito positivo. Inoltre, proprio sabato scorso, sempre presso questa Unità operativa, Andrea Petraio ha effettuato, in urgenza, un impianto di Berlin Heart biventricolare in un giovane di 20 anni in lista trapianti urgente da 7 giorni e per il quale non è stato possibile avere un cuore compatibile». 
«Nell’ambito di questa proficua collaborazione tra unità operative prosegue anche l’attività di assistenza ambulatoriale per pazienti trapiantati ed in lista di attesa confermando l’importanza dell’Ospedale Monaldi come unico punto di riferimento campano per la gestione terminale dello scompenso cardiaco e delle patologie ad esso correlate», conclude.
«L’integrazione tra scuola e mondo sanitario è fondamentale, il mio plauso al personale delle strutture interessate per il lavoro svolto con professionalità ed abnegazione», commenta Antonio Giordano, commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliera dei Colli.

Figli e figliastri: Eletti e non Eletti. Il caso di Tony Troja (VIDEO)

Tony Troja è un cantante rocker autore di canzoni satiriche nonché candidato senza successo – dal momento che, nel maggio del 2017, si trovò costretto ad annunciare il ritiro della sua candidatura a causa della difficoltà a trovare un pubblico ufficiale che autenticasse le firme raccolte a sosteno della presentazione della lista – a sindaco della città con la lista SìAmo Palermo.

All’epoca Troja dichiarò di essersi trovato “di fronte ad un muro di gomma impenetrabile” e aveva presentato un esposto in Procura. Qualche giorno fa Troja aveva dedicato il suo “pensiero domenicale” proprio a tutti coloro che durante la campagna elettorale delle amministrative lo avevano “deriso dall’alto della vostra ignoranza politica e dal basso della vostra miseria umana”.
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A loro – scrive il cantante – “va tutto il mio sincero disprezzo e tutta la mia soddisfazione nel vedervi amministrati da un autodefinitosi stronzo che millanta di saper fare il sindaco ma che, a conti fatti, si sta dimostrando un inetto al pari di un grillino qualunque”. Da sempre “cane sciolto” della politica Troja nelle sue canzoni ha criticato sia Renzi che Berlusconi che la “democrazia diretta” di Beppe Grillo.

Ora la moglie di Tony Troja, Maria Rosaria Zoppi, attraverso Facebook lancia una notizia che ha dell’incredibile eppure è vera. Un collaboratore della nostra redazione, loro amico, essendo a conoscenza di questa assurda vicenda ci ha chiesto di pubblicare, unitamente alla storia, la lettera aperta della moglie di Tony Troja indirizzata proprio al magistrato di sorveglianza, il dottor Pietro Cavarretta e pubblicata su Affari italiani che, a sua volta, ha scritto un articolo a loro sostegno.

Questa la lettera della signora Maria Rosaria Zoppi, moglie di Tony Troja:

“Egregio Dottor Pietro Cavarretta, avrei voluto scrivere una lettera al Presidente Mattarella, ma mi è sembrato giusto e doveroso, prima di tutto, inviare queste poche righe alla Sua attenzione. Sono la moglie dell’artista Tony Troja, quest’ultimo agli arresti domiciliari, dal 19 aprile, per una banale diffamazione a mezzo stampa. Scrivo “banale” perché oggi è troppo facile essere querelati per una parola detta o scritta su un social network. A mio marito è stato detto di tutto: mafioso, essere immondo, criminale, disonesto. Ma ogni volta che ha sporto querela, è stato tutto archiviato. Però dare del buffone (semanticamente) ad un generale della Guardia di Finanza, come ha fatto mio marito, pare sia decisamente più grave. Ma io ritengo che la cosa più grave sia vedere mio marito trattato come un criminale. 

Io non lo so se Lei sia lo stesso magistrato di sorveglianza che nel 2004 ha deciso di concedere la semilibertà ad Angelo Izzo (già uno dei responsabili del “Massacro del Circeo” del 1975) e che, proprio grazie alla semilibertà del 2004, ha ucciso due donne un anno dopo, nel cosiddetto “Massacro di Ferrazzano”. Non so se sia Lei o sia un caso di omonimia. Ma so benissimo che mio marito non è Angelo Izzo e si trova agli arresti domiciliari per gravi e palesi errori di burocrazia e di giustizia. Errori che siamo pronti a dimostrare in qualunque sede ma che potremo, comunque, dimostrare solo al termine di questa assurda condanna a cinque mesi di detenzione domiciliare. 

Le scrivo questa lettera per farle sapere che trovo inammissibile che una persona di specchiata onestà morale e famosa in tutti gli ambienti a lui vicini per la propria rettitudine, si trovi ad essere trattato come un criminale qualunque. Stendo un velo pietoso sui controlli che sono stati fatti anche di notte (in presenza di un minore e con i risvolti psicologici di conseguenza) e anche tre volte in un solo giorno, come se fossimo in presenza di un serial killer o di un pedofilo (e non mi venga a raccontare che tutto ciò sia normale). Lei potrebbe pensare che mio marito, per essere finito ai domiciliari, si sia meritato questa detenzione. Esattamente come la pensano tutti quei detrattori che criticano duramente mio marito solo perché sa fare il proprio mestiere.  Ma non è così, altrimenti non le scriverei questa lettera.

Caro Magistrato, ma lei pensa davvero che un uomo come mio marito, che non ne lascia passare una a nessuno, improvvisamente si disinteressi di un procedimento a proprio carico che lo avrebbe portato finalmente in tribunale per spiegare il motivo per il quale ha apostrofato come buffone il generale della Guardia di Finanza Domenico Achille, e si disinteressi di contattare l’UEPE per essere affidato in prova ai servizi sociali preferendo paradossalmente una detenzione domiciliare? O ancora peggio, che oltre a disinteressarsi delle cose di cui sopra, decida di non farsi trovare in casa durante i controlli e quindi essere tradotto in carcere? E Lei pensa che io sia stata così idiota da lasciare che mio marito si disinteressasse di tutto questo? 

Sicuramente lei non conosce mio marito e, giustamente, secondo i suoi parametri e secondo quel motto scritto in tutte le aule dei tribunali, Lei pensa che la Legge sia uguale per tutti. Ebbene, caro Magistrato, le dico che la Legge non è uguale per tutti. Perché, pur potendo usufruire di permessi premio come tutti i detenuti, Lei ha negato a mio marito il diritto di mantenere i rapporti familiari (come prevede la Legge) non facendolo partecipare alla comunione di nostra nipote (nonché mia figlioccia), perché secondo Lei non si trattava di una “ragione di necessità”. E per lo stesso motivo, Lei ha negato a mio marito di concedere un’intervista radiotelevisiva nella quale avrebbe spiegato le ragioni di questa assurda detenzione. Perfino a Raffaele Cutolo fu concessa l’intervista con Enzo Biagi. Ritiene forse che mio marito sia più pericoloso di Raffaele Cutolo? 

Caro Magistrato, Le scrivo questa lettera perché vorrei che sapesse quanto io, moglie di un uomo detenuto ingiustamente (con prove alla mano), stia vedendo i danni psicologici, fisici e di immagine che sta subendo mio marito anche per le Sue scelte nel negare diritti che un qualunque criminale avrebbe e ha avuto. È stata protocollata un’istanza per visite mediche più di venti giorni fa e ancora Lei non ha deciso se autorizzarle. Per quale motivo? Lei lo sa che mio marito, in questo momento, sta prendendo degli antidepressivi e ha cominciato a soffrire di attacchi di panico (mai avuti prima d’ora)? Cosa dovrei fare, chiamare il 118 e far portare mio marito in ambulanza al pronto soccorso e farlo stare lì almeno otto ore inutilmente in codice bianco per poi rispedirlo a casa, sottraendo risorse ospedaliere a chi, sicuramente, ne ha più di bisogno? Mio marito ha bisogno del suo medico, della persona che, dopo i suoi genitori e me, lo conosce meglio di tutti. 

Perché tutto questo accanimento nei confronti di mio marito? Lo ritenete davvero così pericoloso? Ma poi, pericoloso per cosa, avete paura che vi prenda a parolacce a tutti quanti? Siamo seri. E allora per essere seri, Le dico che La ringrazio (anche se non ne avrei minimamente il motivo, perché non si tratta di un favore) per aver concesso a mio marito di svolgere la sua attività di artista. Ma a breve riceverà un’istanza con la richiesta per poter usufruire di un barbiere e della possibilità di poter comperare un paio di pantaloni, visto che mio marito non taglia i capelli e la barba dal 19 aprile e non può di certo andare a lavorare in maniera impresentabile e con i pantaloni logori. 

Nella stessa istanza troverà la richiesta affinché mio marito possa andare a trovare il padre malato di tumore. Mi raccomando: neghi anche questo diritto perché ritiene che non si tratti di una “ragione di necessità”. Lei decide le sorti di persone che nemmeno conosce ma è pronto a negare loro diritti fondamentali. Scusi lo sfogo. Sicuramente mi sbaglio su di Lei, e proprio per questo La invito a casa nostra per conoscere me e soprattutto mio marito e la sua storia. Ma se la Legge è uguale per tutti, e di conseguenza questa è la giustizia italiana e questa è l’Italia, mi vergogno di essere italiana e ho paura di vivere in uno Stato in cui la gente paga per errori altrui“. 

Maria Rosaria Zopp

A quanto pare, pertanto, Troja è stato processato in contumacia e condannato a cinque mesi di reclusione (pena convertita in arresti domiciliari) “per aver dato del buffone ad un generale della Guardia di Finanza, secondo Tony reo di aver preso sottogamba e con leggerezza una richiesta di aiuto”. La moglie fa riferimento ad alcune anomalie che sarebbero presenti nel processo in contumacia e nell’entità della pena da scontare che però saranno riviste “una volta conclusa la condanna”:

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Che Troja sia uno che “non le manda a dire”, ebbe a scrivere Giovanni Drago su next, si evince anche dal tono dei suoi post su Facebook dove criticava apertamente e stigmatizzava i comportamenti dei colleghi musicisti e gestori di locali palermitani. Senza disdegnare qualche punzecchiatura ai politici e ai potenti di turno.

Secondo la moglie – che probabilmente esprime anche il pensiero di Troja – il cantante “ha solo la colpa di vivere in uno Stato in cui le cose non funzionano”.

La condanna, oltre alla rabbia, ha suscitato un forte senso di rassegnazione perché – scrive sempre Maria Rosaria Zoppi – “sappiamo che la malagiustizia e la malaburocrazia sono all’ordine del giorno e che qualcosa di simile poteva capitare”.

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In un post successivo, sempre pubblicato sull’account della moglie, i coniugi Troja ringraziano per la solidarietà e fanno sapere che prima di dare altre comunicazioni dovranno attendere l’incontro con l’avvocato.

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Tra il 2011 e il 2012 Tony Troja è stato autore per il fattoquotidiano.it con un blog dallo spirito “satirico sarcastico, ironico, pungente. Normalmente acido” assieme al concittadino Massimo Merighi jazzista e blogger. Su Internet Troja però è noto per le sue canzoni satiriche, alcune registrate in collaborazione con Merighi altre da solista come la famosa “Vaffansilvio“. Tra gli ultimi brani pubblicati da Troja sul suo canale YouTube quello dal titolo “4 marzo 2018: il voto a perdere“.

L’ultimo post di Troja su Facebook risale al 19 aprile 2018 e si limita ad annunciare un suo possibile abbandono di Facebook e il trasferimento verso il social network russo Vkontakte.

Napoli e provincia, scoperto florido business del sesso: i dettagli

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Prostituzione e ricatti nella provincia di Napoli: un florido business che potrebbe alimentare il sistema delle estorsioni

Prostituzione in provincia di Napoli, un business da capogiro che coinvolgerebbe politici, insospettabili professionisti vesuviani e grossi imprenditori. Luogo degli incontri una serie di abitazioni isolate situate nella parte alta di alcuni comuni vesuviani. Esisterebbe un vero e proprio tariffario del sesso che può sfiorare anche i 1000 euro a prestazione . Il compenso medio per un cliente ordinario si aggirerebbe attorno ai 50 euro; il contatto con le signore del sesso a pagamento avverrebbe attraverso siti specializzati che mettono in bella mostra “prodotti” di ogni genere, per tutti i gusti e le tasche, inserzioni sui giornali e frequentazioni di noti privé situati nell’hinterland partenopeo.
Su internet, riferisce il Gazzettino Vesuviano, è estremamente facile trovare annunci di sesso a pagamento pubblicati da meretrici che operano tra Napoli, Pompei, Torre Annunziata, Ercolano, Torre del Greco, Castellammare e Portici.
A vendere il proprio corpo donne di estrazione ed età diverse : impiegate, casalinghe, particolarmente gettonate le cosiddette milf, matricole universitarie che per potersi permettere abiti graffati e cellulare alla moda incontrerebbero in squallidi alberghetti noti commercianti, professionisti d’età e persino appartenenti al clero. In alcuni casi gli incontri hard sarebbero “conditi” dall’uso di sostanze stupefacenti con particolare riferimento alla cocaina.
Secondo quanto emerso da alcune indiscrezioni, ultimamente sarebbero nate tensioni: ricatti tramite filmini girati all’insaputa dei protagonisti o foto compromettenti nei confronti di personaggi in vista potrebbero alimentare l’intramontabile sistema delle estorsioni spingendo di conseguenza qualche vittima esasperata dalla situazione a denunciare il tutto alle autorità competenti.

Napoli, Vomero: a via Scarlatti un cumulo di rifiuti invade il marciapiede

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Vomero, via Scarlatti: un cumulo di rifiuti invade il marciapiede. Intervengano le autorità competenti per la tutela della salute dei cittadini

“Fino a quando si sarà costretti ad assistere a situazioni come quella che si verifica, oramai con frequenza quotidiana, in via Scarlatti al Vomero, nei pressi del civico 59, il problema della presenza della spazzatura, nel capoluogo partenopeo, non potrà mai ritenersi risolto – stigmatizza Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. Una montagna di spazzatura, addossata ai contenitori della differenziata, anche con rifiuti organici e materiali d’imballaggi, è cresciuta a dismisura di ora in ora, invadendo buona parte del marciapiede, contestualmente ai miasmi, generati dalla putrefazione, accelerata dalle temperature estive di questi giorni,  odori nauseabondi che hanno invaso anche gli esercizi commerciali e  le abitazioni dei fabbricati circostanti “.

” Con l’ulteriore aggravante – puntualizza Capodanno – che nel tratto di strada, posto tra piazza Vanvitelli e via Morghen,  dove si registra tale incredibile situazione, lungo il quale peraltro si aprono diverse attività commerciali per la vendita e la somministrazione di alimenti, transitano, in gran numero, i turisti che si recano nell’area di San Martino. Stamani alcuni di essi fotografavano l’enorme cumulo di spazzatura che, di certo, non costituisce un incentivo per gli stranieri a venire a visitare le tante bellezze del capoluogo partenopeo “.

” A nulla, fino ad oggi, sono valse le numerose segnalazioni fatte per risolvere il problema – continua Capodanno – Una situazione che si manifestata da tempo e che, perdurando la mancanza  d’idonei quanto efficaci provvedimenti, rischia di continuare a ripresentarsi anche nei prossimi giorni. L’ennesima plastica testimonianza, che si aggiunge a tante altre evidenziate anche in altre zone, del mancato decollo della raccolta differenziata nell’ambito dell’area collinare della Città “.

“ Con l’occasione, vorremo conoscere che fine hanno fatto i tanto reclamizzati, in passato, vigili ecologici che dovevano appioppare salatissime contravvenzioni a coloro che depositavano i rifiuti, imballaggi compresi, fuori dall’orario consentito – puntualizza Capodanno -.  Gli unici a gioire per questo stato di cose potrebbero essere  i topi che, dai rifiuti depositi per strada, attratti dai cattivi odori emanati, traggono notoriamente il loro nutrimento, anche per proliferare. Al riguardo, pure a seguito delle tantissime segnalazioni, riportate, in questi giorni, sui siti social, di cittadini esasperati per la presenza di numerosi ratti e di colonie di blatte, è auspicabile che  gli uffici competenti varino, in tempi rapidi, un energico quanto efficace calendario d’iniziative per la derattizzazione e disinfestazione dell’intero territorio collinare “.

 Sull’assurda quanto inaccettabile situazione di degrado igienico-sanitario che si sta determinando, con eccessiva frequenza, segnatamente lungo alcune arterie dell’area collinare della Città,  per la presenza di cumuli di rifiuti abbandonati per strada, ma pure per i numerosi avvistamenti e segnalazioni di topi e blatte, Capodanno richiama l’attenzione delle autorità competenti, affinché vengano promosse tutte  le opportune indagini tese anche a individuare eventuali responsabilità, provvedendo, nel contempo,  immediatamente e sistematicamente a eliminare tutti gli inconvenienti lamentati, per la salvaguardia della tutela della salute dei cittadini.

 

Vico Equense, appalto per la gestione delle strisce blu: la vicenda

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Vico Equense, appalto per la gestione delle strisce blu: la vicenda

Vico Equense, sembrerebbe essere conclusa la vicenda sull’appalto per la gestione delle strisce blu. Una vicenda che, come riportato dal giornale Metropolis, dura da diversi mesi, cominciata, con esattezza,  nel gennaio dello scorso anno, quando venne assegnata la gestione alla Park Life. La ditta Terzo Millennio, arrivata seconda in graduatoria,  decise di fare ricorso al TAR perché asseriva che la Park Life non avesse dichiarato alcuni errori professionali commessi nei comuni di Ravello e Latina. Il ricorso fu accolto e il TAR decise di sospendere l’assegnazione del bando.

Di conseguenza il Comune, per l’assegnazione dell’appalto, decise di scorrere in graduatoria, scegliendo la ditta arrivata seconda, per l’appunto la ditta Terzo Millennio. La ditta park Liofe, si servì a sua volta del ricorso al TarI colpi di scena però non terminarono, in quanto la ditta Park Life decise di ricorrere anch’essa al TAR e al Consiglio di Stato. Questi, qualche giorno fa, hanno respinto le argomentazioni della società. L’appalto non sarà revocato.

Castellammare, blitz della Guardia Costiera: ritrovato deposito di attrezzature per la pesca di datteri di mare

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Castellammare, blitz della Guardia Costiera: ritrovato deposito di attrezzature per la pesca di datteri di mare

Si è conclusa oggi un’operazione complessa che ha visto gli uomini della Direzione Marittima della Campania impegnati nel contrasto ad ogni tipologia di illecito sull’intera filiera della pesca, dalla pesca in mare all’utilizzo di attrezzi non consentiti, alle frodi alimentari fino agli illeciti di carattere sanitario. Varie le fattispecie penali ed amministrative rilevate al termine dell’operazione, nel corso della quale sono state sottoposte a controllo numerose attività commerciali e mercati ittici su tutto il territorio della regione: elevati 86 verbali amministrativi per un ammontare complessivo di circa 60.000 euro ed effettuati 53 sequestri di cui 13 penali e 40 amministrativi per oltre 1000 kg di prodotti ittici sequestrati, di cui 3 kg datteri di mare e 40 di pesce spada. Nel corso dell’attività sono stati inoltre deferite alla competente Autorità Giudiziaria 17 persone per le seguenti violazioni: cattivo stato di conservazione del prodotto ittico, frode in commercio, ricettazione, detenzione di datteri di mare. detenzione prodotti ittici sotto misura (anche pesce spada), etichettatura del prodotto ittico non conforme alle disposizioni, inosservanza delle norme sulla tracciabilità dei prodotti.

Tra le operazioni di maggior rilievo si segnala il rinvenimento di un deposito di attrezzature per la pesca del dattero di mare in un garage a Castellammare di Stabia, nel corso del quale sono stati sequestrati tre kg d datteri ed il soggetto responsabile è stato deferito all’Autorità Giudiziaria.

Torre del Greco, incidente in via Postiglione: trovato il colpevole, i dettagli

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Torre del Greco, incidente in via Postiglione: trovato il colpevole, i dettagli

Torre del Greco, sembrerebbe essere stato identificato il responsabile dell’incidente, verificatosi nella serata di ieri a Torre del Greco, in via Postiglione. Come riportato dal giornale “InterNapoli”, si tratterebbe di un cittadino ucraino di 22 anni, in Italia senza permesso di soggiorno, risultato sotto gli effetti di stupefacenti al momento dell’impatto.

Sarebbe stato il ragazzo a provocare l’incidente, finendo nello scontro,  contro un auto, provocandone il ribaltamento e conseguente ferimento dei passeggeri. Le forze dell’ordine hanno prima arrestato e poi espulso il ragazzo.

Pompei, reperti archeologici rubati: ritrovati sul marciapiedi, i dettagli

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Pompei, reperti archeologici rubati: ritrovati sul marciapiedi, i dettagli

Questa mattina, durante il controllo del territorio, i poliziotti del Commissariato di Polizia Pompei hanno notato alcuni cittadini che richiamavano la loro attenzione. Tutti segnalavano degli oggetti posti sul marciapiede nei pressi di uno dei cancelli del Parco Archeologico degli Scavi di Pompei, in Via Plinio.

Gli agenti di pattuglia hanno rinvenuto sul marciapiede due frammenti di colonne in marmo di colore bianco, di circa 25 cm di altezza e 15 cm di diametro. Recuperati i frammenti, li hanno consegnati al funzionario archeologo del parco, il quale ha riferito che i reperti risalivano all’epoca romana e che verosimilmente appartenevano al contesto archeologico locale.

Sono in corso indagini, da parte della Polizia di Stato per accertare la dinamica dei fatti. Sembra chiaro che ci sia stato un tentativo di furto. Non si sa bene se da parte di criminali o da parte di turisti. Non è la prima volta che accade al Parco Archeologico, ma sembrerebbe che questa volta, i ladri abbiano avuto un ripensamento. Intanto le forze dell’ordine sono all’opera per scovare i malfattori.

Merkel alle Ong: “Rispettate il Diritto Internazionale”

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Merkel alle Ong: “Rispettate il Diritto Internazionale”

La Cancelliera, Angela Merkel, ha chiesto alle ong che salvano i migranti nelle acque del Mediterraneo di di rispettare il diritto internazionale. «Se ora c’è una guardia costiera libica che puo’ agire sempre meglio, il diritto internazionale deve essere rispettato  anche da tutti coloro che operano nella zona marittima e questo  vale anche per le organizzazioni non governative». L’appello lo ha rivolto nel  suo discorso in Parlamento in occasione del dibattito generale  sul bilancio del 2018. Merkel ha ricordato che la missione europea Sofia ha investito molto per educare e formare la guardia costiera libica.

Castellammare, primo incontro tra Fratelli d’Italia ed il Sindaco Cimmino: i dettagli

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Castellammare, primo incontro tra Fratelli d’Italia ed il Sindaco Cimmino: i dettagli

Castellammare di Stabia, a poche settimane dalla vittoria di Gaetano Cimmino, Fratelli d’Italia ha effettuato il primo incontro con il sindaco. Il vertice a Palazzo Farnese è stato sulla giunta: ciò su cui sono fermamente d’accordo è su nomi di valore ed alto profilo.

All’interno di un comunicato a noi inviato, si legge: “L’incontro è stato più che positivo ed è andato a rafforzare la nostra convinzione su progetti e programmi della nuova amministrazione. Ieri mattina come Fratelli d’Italia abbiamo effettuato un primo incontro con il Sindaco di Castellammare di Stabia Gaetano Cimmino. Ringraziamo il primo cittadino per la disponibilità: l’incontro è stato più che positivo ed è andato a rafforzare la nostra convinzione su progetti e
programmi della nuova amministrazione.”

Conclude la nota: “Dopo questo proficuo e produttivo incontro, siamo sicuri che il Sindaco saprà individuare, per l’esecutivo che lo affiancherà nei primi mesi di governo della città, nomi di valore e di alto profilo su cui tutte le forze politiche della maggioranza potranno convergere.”

Trecase, rapina bar armato di pistola: è caccia al ladro, i dettagli

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Trecase, rapina bar armato di pistola: è caccia al ladro, i dettagli

Trecase, paura in un bar situato in Via Vittorio veneto. Come riportato dal giornale “Metropolis”, un uomo armato di pistola e con il volto coperto da casco integrale, nella serata di ieri, ha messo a segno una rapina all’interno di un bar. Il rapinatore  avrebbe, per prima cosa,  minacciato il titolare per farsi consegnare l’incasso dopodiché si è dileguato in sella ad uno scooter facendo perdere le proprie tracce. In totale sono stati sottratti all’esercizio commerciale, circa 1000 euro.

Sul posto sono giunti i carabinieri per ricostruire i fatti, i quali stanno investigando sulla vicenda aiutatti anche dall’acquisizione dei video delle telecamere di sorveglianza, per cercare di risalire al colpevole del raid.

 

Sanità, 20 milioni di italiani non sono in grado di curarsi per mancanza di soldi: i dettagli

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Sanità, 20 milioni di italiani non sono in grado di curarsi per mancanza di soldi: i dettagli

Il dato è choccante. Sono circa 20 milioni gli italiani in difficoltà nel gestire la propria salute, tra chi rinuncia alle cure o  si indebita per farlo. «Circa 12 milioni di italiani rinunciano a   curarsi per difficoltà economiche; oltre 7 milioni si sono indebitati   per farlo; 2,8 milioni hanno venduto casa per sostenere le spese per  la salute. Sono invece 11 milioni quelli che si sono assicurati per la  copertura sanitaria».

I numeri frutto di una rielaborazione di dati  Istat e Censis, sono stati diffusi da Confcooperative Sanità, all’assemblea nazionale in corso  a Roma. (Fonte “Il Mattino”).

Castellammare, Scala di LeU: “Pupi sfrattati, un’ondata di indignazione”

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Il consigliere comunale di Leu Tonino Scala annuncia una lettera al sindaco Cimmino

Castellammare di Stabia, stupore, sconcerto, infine indignazione. Queste sono le reazioni della maggior parte degli stabiesi alla notizia, diffusa dai responsabili del Museo dei Pupi, Violetta Ercolano e Aldo De Martino, alla notizia che la straordinaria esposizione di pupi, oltre tremila pezzi, dovrà lasciare i locali della Reggia di Quisisana.

L’avviso di sfratto, firmato dal commissario prefettizio, è stato loro notificato il 25 giugno scorso, con ordine di lasciare entro un mese la struttura, come se fossero ordinari occupanti abusivi di suolo pubblico. In realtà la Compagnia degli Sbuffi aveva precedentemente chiesto di regolarizzare la propria posizione relativamente agli spazi occupati. In risposta, la richiesta dell’esoso canone di tremila trecento euro mensili, e, in seguito, davanti all’impossibilità di sostenere questa spesa, l’intimazione di sgombero.

<<E’indecente – dichiara il consigliere comunale di Liberi e Uguali Tonino Scala – che una realtà così importante venga trattata alla stregua di un qualsiasi occupante abusivo. La loro collezione di pupi e marionette è unica al mondo, la loro attività sul territorio ha coinvolto tante scuole e migliaia di bambini, avvicinandoli al mondo antico e fantastico del teatro di figura. Farò il possibile perché il museo resti dov’è, e che i locali vengano loro concessi gratuitamente o, al massimo, con la sola copertura delle spese. La loro attività è meritoria e importante, così come lo era la loro bellissima rassegna di “Burattini nel verde” che per tanti anni si è svolta nelle Antiche Terme, aprendo gli occhi e la fantasia di tante generazioni di bambini stabiesi e non solo. Invece di essere premiati, vengono cacciati. Bene, continuiamo così, chiudiamo i musei e apriamo altre sale giochi dove i nostri ragazzi potranno tranquillamente instupidirsi davanti ai soliti giochi elettronici, diventando perfetti cittadini che non fanno domande, non si interrogano sul futuro e non conoscono il passato. Non credo che il sindaco Gaetano Cimmino voglia inaugurare la sua legislatura confermando lo sfratto di una realtà culturale così importante; gli scriverò una lettera e gli chiederò un incontro per chiedergli di sostenere la Compagnia degli Sbuffi e il suo Museo, e anche per far ritornare a Castellammare “Burattini nel Verde”. Mi auguro e spero che voglia ascoltarmi, e che non voglia privare la città che si sta accingendo ad amministrare di una così bella e importante collezione.>>