In commissione Welfare la situazione del mendicicomio dei Cristallini
Napoli – La commissione Welfare, presieduta da Maria Caniglia, ha discusso oggi delle prospettive della struttura dell’ex mendicicomio di Via dei Cristallini. E’ intervenuta l’assessora al Welfare della Terza Municipalità Laura Marmorale.
Una struttura di proprietà comunale un tempo dedita all’accoglienza di persone anziane indigenti, gestita da un ordine monastico che alla metà degli anni Novanta ha esaurito la sua funzione. Un progetto di riqualificazione dell’edificio, patrimonio Unesco, finanziato con fondi europei e con fondi comunali per una cifra complessiva di 12 milioni di euro, portato a termine nel 2015 con un preciso vincolo di destinazione socio-sanitaria. Questa la situazione dell’ex mendicicomio di Via dei Cristallini alla Sanità, descritta dalla consigliera Marta Matano (Movimento 5 Stelle), che ha richiesto la riunione odierna per capire come mai, a tre anni di distanza, la struttura sia ancora inutilizzata ed esposta ad atti vandalici che rendono vani i lavori di riqualificazione svolti. Serve quindi discutere delle prospettive di riapertura dell’edificio e dei progetti in corso per la sua valorizzazione.
L’assessora al Welfare della IIIa Municipalità, Laura Marmorale, ha ripercorso le tappe che hanno portato alla riqualificazione dell’edificio in funzione della sua originaria vocazione. Si tratta di una struttura di circa 7000 metri quadrati (dei quali 5000 coperti) che ospita diversi ambienti distribuiti su cinque piani, che è intollerabile vedere inutilizzati ed esposti a rischi di vandalizzazione e di incuria. Ci sono una serie di nodi da sciogliere, in particolare quello della destinazione d’uso – l’accoglienza di persone anziane in stato di indigenza – non più compatibile con l’attuale configurazione del Welfare su scala nazionale: è infatti impossibile che un ente locale possa sostenere la totalità delle spese per l’assistenza degli anziani indigenti, serve perciò una riflessione per rispettare il vincolo rendendo tuttavia sostenibile la sua riapertura. Un’ipotesi avanzata dalla Municipalità potrebbe essere quella della creazione di un polo delle politiche sociali territoriali trasversale, che accolga anziani indigenti secondo un principio di housing sociale (includendo in questa categoria quegli anziani che percepiscono la pensione sociale in grado di poter pagare un minimo contributo) ma anche anche altre fasce sociali del territorio , in modo da generare una commistione costruttiva anche per creazione di un polo di sviluppo territoriale. Serve quindi una nuova progettazione, per consentire i collaudi ed il completamento degli ultimi dettagli, al fine di mettere a bando i diversi servizi che la struttura potrà offrire al territorio.
Per il consigliere Vincenzo Moretto (Prima Napoli) è necessario portare avanti un progetto condiviso che coinvolga tutti gli assessorati competenti – Welfare, Patrimonio, Politiche urbane, Attività produttive – e immaginare formule idonee per la gestione dell’immobile, che è inaccettabile sia inutilizzato da così tanto tempo. Un’ipotesi potrebbe essere una fondazione, che è più idonea a contemperare la funzione “mista” che la struttura potrebbe avere, ma è anche importante avere a disposizione le relazioni tecniche sui rischi idrogeologici connessi alla prossimità del costone dei Camaldoli.
Un’attività da iniziare, ha concluso la presidente Caniglia, che convocherà al più presto un tavolo tecnico con tutti gli assessori competenti e con il Direttore Generale per riconsegnare la struttura alla città.





Ancora una provocazione da parte di Francesco Mangiacapra, l’attivista ed escort napoletano autore del controverso dossier sui preti gay: guai a definire provocazioni ciò che Mangiacapra preferisce piuttosto annunciare come azioni politiche. L’avvocato “marchettaro”, come lui stesso si è dichiarato nel suo libro autobiografico, questa volta annuncia che a breve metterà all’asta le ali utilizzate dal “suo” angelo durante l’apparizione (è il caso di dirlo!) al Gay Pride tenutosi sabato 14 luglio a Napoli. Proprio Mangiacapra, pochi giorni prima della manifestazione, aveva annunciato che si sarebbe presentato travestito da Gesù Cristo in versione omosex, accompagnato da un giovane angelo efebico dalle enormi ali in piume di struzzo. E aveva mantenuto la promessa, esibendosi pubblicamente in un bacio gay immortalato dai fotografi con l’angelo in perizoma, coperto soltanto da due enormi ali bianche piumate. E per interpretare l’angelo Mangiacapra aveva voluto Mirko Varlese, ventenne napoletano, di notte ballerino, performer e trasformista e di giorno catechista e ministrante. Varlese era stato notato da Mangiacapra sull’altare come ministrante di don Michele Madonna durante la celebrazione liturgica del funerale di Vincenzo Ruggiero, il giovane attivista gay assassinato brutalmente. Proprio a Vincenzo Ruggiero «un angelo che ho avuto il privilegio di conoscere e che è volato in cielo troppo presto», come lo aveva definito Varlese, erano dedicate le enormi ali bianche che il trasformista fervente cattolico aveva indossato durante la parata e che ora finiranno all’asta on line. Mangiacapra e Varlese si erano presentati alla manifestazione accompagnati da un bambino che manteneva un cartello con la citazione evangelica “Dove c’è amore, c’è Dio” : «Proprio pensando ai bambini vittime della pedofilia di diversi sacerdoti, – dichiara Mangiacapra – ho immaginato di mettere all’asta le ali utilizzate al Napoli Pride per dimostrare che spesso carnefici della nostra libertà sono proprio le persone che di quella stessa libertà usufruiscono abusivamente. I proventi della vendita andranno in beneficenza all’associazione “Rete l’abuso” che si occupa di fornire tutela legale alle vittime dei preti pedofili e di monitorare i loro spostamenti».



