L’obiettivo era l’ufficio postale di corso Vittorio Emanuele
I calcoli sbagliati, lo scavo spostato di poche decine di centimetri di lato e i criminali sono dovuti andare via a mani vuote. E’ saltato, intorno alle 11 di ieri mattina, il colpo di una ‘banda del buco’ che aveva preso di mira un ufficio postale del corso Vittorio Emanuele a Napoli.
I rapinatori sono arrivati al di sotto dei locali attraverso un foro che partiva dalle fogne ma, quando stavano completando il tunnel per prendere di sorpresa i dipendenti, hanno rotto il pavimento in corrispondenza di una parete. L’allarme è scattato e loro sono scappati. Sul posto i carabinieri della stazione Quartieri Spagnoli, che hanno perlustrato l’area e il sottosuolo.
La Cupola di “cosa nostra” è tornata. Il capo è un ottantenne, ufficialmente gioielliere di Palermo. Il giudice Falcone lo aveva già arrestato nel 1984 e lui nell’interrogatorio disse: “Non so di che parla”.
La Procura di Palermo diretta da Francesco Lo Voi ha fatto scattare un maxi blitz dei carabinieri nei confronti di 46 fra boss e gregari. E tra i fermati c’è anche il capo dei capi che avrebbe dovuto inaugurare la nuova era mafiosa.
La Cupola di “cosa nostra” è tornata. Il capo è un ottantenne, ufficialmente gioielliere di Palermo. Il giudice Falcone lo aveva già arrestato nel 1984 e lui…
L’opinione.
Nessuna pietà per la criminalità e la corruzione pubblico-politica. La seconda appoggia la prima e la prima vota per la seconda. Parallelamente sono entrambi sul territorio.
Il Magistrato dr. Borsellino diceva:
“Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d’accordo”.
Purtroppo, seppure non al livello dei fatti sopra, i nostri Comuni e Regione sono spesso analoghi, tranne: per chi non può o non vuole vedere e per coloro che negli anni hanno promulgato leggi favorevoli alla criminalità, alla corruzione, compiacenza, connivenza e convittualità.
La vittoria del Napoli negli ultimi minuti di gara contro l’Atalanta ha permesso agli azzurri di tornare a -8 dalla Juventus e mantenere accesa quella flebile fiammella per conquistare il titolo tricolore, anche in vista dello scontro diretto tra i bianconeri e l’Inter.
Ecco quanto scritto dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport: “Prove generali di vivacità, sofferenza e reazione, in attesa della madre di tutte le partite con il Liverpool. Conferma di una caratteristica che sta diventando ormai una legge. Il Napoli, come un buon film, mette in scena nel finale il coup de theatre. E l’Atalanta, quando sembrava avercela fatta, dopo i pari con Milan e Roma e la vittoria sull’Inter, cade per la prima volta contro una grande. Cade sotto la legge del Napoli. Milik si alza dalla panchina, segna al tramonto e lascia un minimo di vivacità al campionato Juve-soccombente. E’ il 14o gol del Napoli nell’ultima mezzora, e quello di Milik è il settimo segnato da invitati a partita iniziata. Entrambi record per il campionato. Segno di rosa ricca. Segno di squadra viva, determinata, consapevole. E, se vogliamo, anche fortunata. Facendo il riassunto degli episodi, dell’andamento della sfida e delle occasioni, l’Atalanta non meritava la sconfitta. Ha pagato, forse, la dormita iniziale e lo sforzo per rimediare. Ma è guarita sotto il profilo del gioco, anche se in zona gol fa sempre un po’ fatica, soprattutto quando manca Ilicic. Questo Napoli no. Quando decide di far male, trova quasi sempre il modo per riuscirci. Che sia coi soliti noti, o coi cambi”.
Un ottantenne, secondo gli inquirenti palermitani, è il nuovo capo di Cosa nostra. Questo è quanto emerge dall’inchiesta della Dda di Palermo che ha portato al fermo oggi, su indicazione della Procura diretta da Francesco Lo Voi, di 46 persone. Ufficialmente faceva il gioielliere, in realtà, secondo gli inquirenti, era il nuovo capo di Cosa nostra.
Settimino Mineo, 80 anni, è tra i 346 fermati oggi dalla Dda di Palermo nell’ambito di una maxi inchiesta coordinata da un pool di magistrati composto dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca e dai sostituti Maurizio Agnello, Francesca Mazzocco, Amelia Luise, Dario Scaletta, Gaspare Spedale e Bruno Brucoli.
A quanto sembra, Cosa Nostra aveva infatti ricostruito la storica cupola che era tornata a riunirsi il 29 maggio scorso. Non accadeva dal 1993. I capi delle famiglie di Palermo si erano ritrovati proprio per eleggere il nuovo Padrino, l’erede di Riina.
Condannato già una prima volta a 5 anni al maxiprocesso istruito da Giovanni Falcone, quando lo avevano arrestato nel 1984 aveva detto: “Cado dalle nuvole”! Poi un nuovo arresto 12 anni fa per poi tornare in libertà dopo una condanna a 11 anni.
Manovra, ancora appelli e trattative sui numeri. “Il clima è cambiato ma servono passi concreti” è l’avvertimento che arrivato ieri da Bruxelles nel giorno della eurogroup.
A due settimane da quello che viene considerato il termine ultimo per scongiurare la procedura di infrazione, il 19 dicembre ultima riunione dell’anno della commissione, il vicepresidente della commissione Dombrovskis, al termine di un incontro con il ministro dell’economia Tria, dice: “Ci aspettiamo correzioni sostanziali, la palla ora è nel campo dell’Italia”. Entrambi, poi fanno sapere che c’è la volontà di trovare al più presto una soluzione.
Si alternano dunque segnali di distensione e di avvertimenti. Per il commissario agli affari economici, Moscovici, se la via del dialogo è aperta, nello stesso tempo anche l’iter della procedura va avanti, perché il GAP con le regole del patto di stabilità e ancora ampio. Intanto i ministri dell’eurogruppo hanno dato il via libera alle indicazioni della commissione sui bilanci, tra cui quella molto critica sull’Italia. Sullo sfondo il pessimismo di Goldman Sachs che parla di rischio recessione stimando, per il 2019, un PIL italiano allo 0,4. La banca d’affari è certa, saranno i mercati ad imporre un cambio di rotta sulle politiche di bilancio del nostro paese
Intanto, tornando ora a vedere cosa succede in Italia, troviamo che anche sul fronte Romano si tratta all’interno del governo per capire cosa ridurre per arrivare ad abbassare al 2% il rapporto deficit PIL. Di sicuro c’è solo che l’approdo in aula della manovra slitta a domani, mercoledì 5 dicembre mentre, a Montecitorio, Matteo Salvini annuncia: limiamo i numeri ma l’Unione Europea non può chiedere 1,9%, e promette che entro l’anno una buona parte dei debiti che gli enti locali hanno con gli imprenditori verranno pagati.
Quota 100 resta, assicura Salvini e secondo indiscrezioni si andrà in pensione con 64 anni e 40 anni di contributi, ma ci andrà soltanto chi ha maturato 2 anni prima i requisiti. (??!!)
Altri punti sono:
i rimborsi ai truffati dalle banche, che arrivano nella misura di 1,5 miliardi che consentiranno ai cittadini di fare causa anche se otterranno il risarcimento,
stretta contro la pubblicità scorretta in sanità,
esclusione di qualsiasi elemento promozionale di strutture private e degli iscritti agli Albi professionali comprese le società di odontoiatri,
Salta invece il vincolo sui fondi per curare i migranti: 30 milioni che confluiranno nella quota indistinta delle risorse per la sanità.
Per finire, e tanto per confermare che la mamma degli imbecilli è sempre incinta come anche che il giudizio della rivista Cuore di anni ed anni fa è un sempreverde, arrivano le amenità sulla presa di posizione, nel nord-est leghista, – nello specifico, a Codroipo, Udine, – dove il Comune cancella dagli asili i riferimenti “a culture diverse” o alle “culture di provenienza” degli alunni: al bando anche i bambolotti con la pelle scura, strumenti musicali che vengono utilizzati in altri Paesi o giocattoli che possano ricordare, appunto, culture diverse.
Nel Nord-Est, fanno sapere Repubblica e Il Messaggero Veneto, sono settimane che crescono le tensioni sul tema dell’integrazione e della multiculturalità per cui si profila un Natale lacerato dalle polemiche. E questo in regioni tutte governate dalla Lega e dalla destra:
a Trieste obbligo di esporre simboli religiosi negli asili e imposto un tetto per gli studenti stranieri nelle classi;
a Trento finanziamenti per le scorte private per i fedeli a messa e Fugatti, nel suo primo discorso programmatico, ha “invitato caldamente” i responsabili scolastici a fare il presepio.
In tutto il Veneto la regione stabilisce un bonus per chi fa tornare in aula natività e pastori. Una situazione che fa crescere l’imbarazzo dentro la stessa Chiesa, scavalcata da obblighi di fede imposti da chi, contemporaneamente, nega l’accoglienza agli immigrati.
In conclusione ne anticipo altra.
Per caso qualcuno ha notato che da qualche giorno, senza che nessuno chiedesse qualcosa di preciso, prima Salvini e poi Di Maio hanno cominciato a dire: “l’Europa non può chiederci di scendere anche sotto il 2%”. ?
Vi rendete conto? Vi dicono qualcosa queste parole? A voi e a quasi tutti, probabilmente no. A me – invece – dice che, furbescamente, stanno preparandosi a scendere al 2% abbandonando i “me ne frego”, “non ci pieghiamo”, non ci spostiamo dal 2,4% per poi, come sempre, far passare la cosa non come una accettazione di quanto voluto dalla UE ma una loro vittoria perché – grandi uomini e politici – NON hanno accettato (ma chi mai lo ha chiesto) di scendere sotto il 2%!
Giochi da pagliacci, insomma, degne di un Circo di infima categoria anzi, pardon, degnissimi del: Circo Montecitorio dove abbondano, da sempre, anche nani e ballerine.
Nello Musumeci, governatore della Sicilia, sarebbe votato dal 27% dei siciliani a fronte del 39,8 per cento con cui fu eletto il 5 novembre del 2017.
E’ uno dei dati di un sondaggio di Keix Data for Knowledge per “La Sicilia” pubblicati stamane sul quotidiano di Catania ad un anno esatto dall’insediamento del governo regionale.
Più impietoso il giudizio sulle politiche del governo: il voto medio è 4: infrastrutture e trasporti 4,34, gestione dei rifiuti 4,24, e turismo 4,22. In fondo alla classifica la lotta alla mafia (3,96) e la spesa dei fondi Ue e l’istruzione e la formazione professionale (3,90)”. Il sondaggio rileva anche come il dato “si ripercuote anche sul giudizio sugli assessori: tutti dietro la lavagna; Pierobon e Turano maglie nere; Razza e Tusa i meno peggio“.
Il quotidiano scrive anche che il 69 per cento dei siciliani boccia anche le opposizioni, di cui insieme viene penalizzato dall’elettorato con un 33% fiducia ed un 31% di gradimento: il 67 non si fida neanche di chi si oppone e Musumeci ed esprime un verdetto negativo su chi dovrebbe rappresentare l’alternativa.
Con una nota sulla propria pagina Fb, il Governatore della Sicilia Musumeci replica: “Stamane è stato diffuso dal quotidiano La Sicilia.it un sondaggio (affidato a chi aveva pronosticato un anno fa la vittoria dei nostri avversari). Non ci meraviglia. Non siamo stati eletti per fare “fuochi d’artificio”, ma per realizzare quello che nessuno aveva fatto prima di noi, in una Regione che detiene il triste primato di essere in coda a tutte le altre. Non esisteva alcuna programmazione nella nostra Isola. Non c’era il Piano dei #rifiuti che adesso è già pronto per essere approvato dalla Giunta. Non c’era l’#AutoritàdiBacino e dopo 29 anni l’abbiamo istituita. Non c’era il Piano sulla #qualitàdellaria e noi l’abbiamo approvato. Non si era riusciti a fare partire la #Formazione e noi l’abbiamo rimessa in campo. Non si erano erogati contributi alle #imprese e solo in queste due settimane la Corte dei Conti ha registrato decreti per oltre cento milioni di euro. Non si rinnovava il contratto del #personale regionale da dieci anni e oggi è pronto per la firma. Non si assumeva #personalemedico, con un pubblico concorso, da molto tempo e oggi sono oltre 500 le posizioni a tempo indeterminato messe a bando. Per non parlare delle oltre tremila procedure di stabilizzazione dei #lavoratori. Potrei continuare e lo farò in settimana quando presenteremo il report sul primo anno di lavoro appena compiuto. Non ci stupisce, quindi, il risultato di un sondaggio molto discutibile, se al momento del nostro insediamento abbiamo detto: lavoriamo in silenzio. Non paga oggi, anche perché abbiamo dovuto dire e continueremo a dire tanti no. Ma pagherà nel futuro. Noi rispondiamo ai siciliani e non vogliamo fare l’errore di chi dedica più tempo a comunicare e quasi nulla a lavorare. Si è visto come è finito… C’è un tempo per ogni cosa. Verrà la stagione del raccolto, oggi è tempo di proseguire a lavorare. È il dovere del silenzio o, se volete, il silenzio del dovere”.
L’immagine in calce è tratta dalla medesima pagina fb di replica del Governatore Musumeci,
Lancio di bombe carta e fumogeni contro i tifosi del Napoli, tensione all’esterno dello stadio Atleti Azzurri d’Italia di Bergamo
Tensione all’esterno dello Stadio Atleti Azzurri d’Italia di Bergamo: secondo quanto riportano i colleghi di Mediaset, sarebbe in corso un lancio di bombe carta e fumogeni da parte dei tifosi dell’Atalanta all’indirizzo dei tifosi del napoletani. “A fine partita, all’uscita dei tifosi del Napoli, è partito dall’altra parte della strada un fitto lancio di bombe carta e bengala. Pronto l’intervento delle forze dell’ordine che hanno tenuto sotto controllo la situazione. Durante i 90 minuti sono stati cantati i cori ‘Odio Napoli’. A fine gara uno di quei cori è stato ripetuto”. A Tiki Taka: “Si sta completando il deflusso dei tifosi del Napoli. A fine partita, una volta che i tifosi del Napoli sono usciti e si sono concentrati fuori, è partito dall’altra parte della strada un fitto lancio di bengala e di bombe carta, ne abbiamo contate almeno una ventina. Le forze dell’ordine hanno tenuto sotto controllo la situazione”
Le parole di Lorenzo Insigne al termine del match Atalanta Napoli ai microfoni di Sky
Le parole di Lorenzo Insigne al termine del match Atalanta Napoli ai microfoni di Sky: “Abbiamo fatto una bella partita, non era facile contro l’Atalanta. Siamo felici per la vittoria e per il gol di Milik. Era importante fare gol e ci abbiamo messo tutto. Liverpool? Abbiamo un giorno di riposo domani, prima pensiamo al Frosinone, ogni partita è difficile. Nuovo stile di gioco? Venivamo dal trienno di Sarri con un stile di gioco ed eravamo diventati prevedibili, ora con Ancelotti siamo più verticalizzati e cerchiamo subito la porta. Dobbiamo ancora migliorare perché si può crescere ancora. Ogni partita ha una sua storia. A Liverpool dobbiamo fare più di stasera”
Serie A, i match della 15esima giornata: Juventus-Inter, Napoli in casa contro il Frosinone
Archiviata la quattordicesima giornata con la vittoria del Napoli sull’Atalanta nel posticipo di Serie A, è tempo di pensare alla prossima giornata. Occasione d’oro per il Napoli in casa contro il Frosinone. Gli uomini di Ancelotti possono sfruttare il passo falso di Inter o Juventus che si sfideranno nell’anticipo della quindicesima giornata.
Questo le gare della 15esima giornata di Serie A:
Il commento della SSC Napoli al termine del match contro l’Atalanta
Il Napoli vince a Bergamo contro l’Atalanta, al termine di un match intenso. Tre punti importanti per gli azzurri che vogliono mantenere il passo della Juventus.
Questo il commento della società partenopea pubblicato sul sito ufficiale
“Un lampo di Milik a notte fonda squarcia il cielo di Bergamo. Arek, in girata piega l’Atalanta e illumina d’azzurro la Pianura Padana. A 5 minuti dal 90esimo si scrive il finale thrilling di una storia intensa e appassionante nella cornice degli Atleti Azzurri d’Italia. Napoli che colpisce in testa e decide in coda. Apre la serata Fabian Ruiz che infila in velocità un passaggio coi giri millimetrici di Insigne. Prima dell’ora pareggia Duvan. Poi è lotta senza sosta, duello palla su palla con orgoglio e fierezza. E con la voglia di vincere di Ancelotti che mette dentro Milik per la scossa finale. Passano 3 minuti: Arek raccoglie un cross di Mario Rui, lo domina di sinistro e lo scarica in porta con una frustata che si infila sotto la traversa. Il bagliore di Fabian all’inizio, il lampo di Milik alla fine. E’ il testa-coda della vittoria che illumina d’azzurro il cielo della Pianura Padana”
Ancelotti: “Partita intelligente, ma potevamo essere più precisi! Ci spaventava l’Atalanta vista contro l’Inter! Nel finale…
Il tecnico del Napoli, Carlo Ancelotti, è intervenuto in conferenza stampa dopo la vittoria per 1-2 ottenuta sul campo difficile dell’Atalanta.
Queste le sue parole:
“Abbiamo fatto una partita intelligente. Quando c’era da difendere lo abbiamo fatto, quando si doveva attaccare non ci siamo tirati indietro” Rispetto per l’Atalanta?“Potevamo essere più precisi in costruzione. E’ stata una partita di maturità, abbiamo difeso con intelligenza e abbiamo provato a ripartire. Nel finale la partita è cambiata per ragioni fisiche”. Serve crescere per competere in Champions? “Per vincere devi attaccare e difendere bene. Se fai una sola cosa bene non vinci né le partite né le competizioni. La squadra mi dà tranquillità ed è un segnale positivo”. Come si riprende la Juventus?“Non dipende solo da noi, dovrebbe avere un calo la Juve. Dobbiamo fare il nostro senza guardare alla classifica, che è molto buona, ma pensando ad una partita per volta. Tutte le gare sono complicate. Basti pensare al Chievo”. Differenza tra Napoli ed Inter? “Ogni partita fa storia a sé. La gara dell’Atalanta contro l’Inter ci ha spaventato un po’. Quello spavento ci ha dato ancora maggiori motivazioni e più concentrazione”.
Statistiche Opta – Il Napoli è la squadra più prolifica nell’ultima mezz’ora di gioco
“Il Napoli è la formazione che ha segnato più gol nell’ultima mezz’ora di gioco in questo campionato (14). Finali.” Questo il dato pubblicato da OPTA, società di elaborazione dati sportivi, sui propri account ufficiali. Quello di Milik contro l’Atalanta è stato il quattordicesimo goal siglato allo scadere dalla formazione azzurra.
14 – Il @sscnapoli è la formazione che ha segnato più gol nell’ultima mezz’ora di gioco in questo campionato (14). Finali. #AtalantaNapoli
Le parole di Carlo Ancelotti al termine del match Atalanta Napoli ai microfoni di Sky
Le parole di Carlo Ancelotti al termine del match Atalanta Napoli ai microfoni di Sky:
“L’Atalanta ha un gioco molto aggressivo. Non abbiamo giocato come ci eravamo preparati. Il pareggio della squadra di Gasperini era meritato. Sostituti? Gli entrati hanno dato una mano importante, il gol di Milik è importante sia per lui che per noi, ha passato un brutto periodo. Quando c’è da attaccare si attacca, quando c’è da difendere si difense. Il gol di vantaggio ci ha spinto ad essere prudenti. Non sempre si può giocare il calcio champagne, in campo ci sono gli avversari ed l’Atalanta è forte. Il pubblico di Bergamo è stato maturo, è stata una bella serata, c’è stato un bel segnale di come deve essere di come devono essere le partite dentro e fuori dal campo. Venerdì? Sarà una bella sfida tra Inter e Juventus”
Atalanta-Napoli, record personale per José María Callejón: 200 presenze in Serie A!
L’attaccante del Napoli, Josè Callejon, stasera in campo dal primo minuto nella vittoria ottenuta contro l’Atalanta, ha raggiunto il traguardo delle 200 partite in Serie A. Per l’attaccate spagnolo, giunto alla sua sesta stagione con la società partenopea, si tratta di un nuovo record personale. Le sue 200 presenze con la maglia azzurra sono state condite da 57 goal.
Le parole di Arek Milik al termine del match Atalanta Napoli ai microfoni di Sky
Le parole di Arek Milik al termine del match Atalanta Napoli ai microfoni di Sky: “Gol importante per me dopo diverse giornate. Felice per la vittoria e pensiamo alla prossima partita. Voglio giocare di più, ma dobbiamo andare avanti così. Europa? Prima pensiamo a Frosinone, ovviamente contro il Liverpool vogliamo vincere ma sappiamo che sarà dura”
Milik la riprende, Napoli di nuovo secondo: +3 sull’Inter, distacco invariato dalla Juve [CLASSIFICA]
Si è da poco concluso il posticipo della 14esima giornata di Serie A. A Bergamo il Napoli batte una pimpante Atalanta che era riuscita a spaventare gli uomini di Ancelotti con il goal del pareggio dell’ex Duvan Zapata. La riprende Milik con il goal del 1 – 2 allo scadere.
Prossima turno Napoli-Frosinone, Juventus-Inter.
La classifica:
Il Napoli vince allo stadio Atleti Azzurri d’Italia grazie alle reti di Fabian Ruiz ed Arek Milik. Nonostante il 57% di possesso palla per l’Atalanta non trova il pareggio dopo il gol di Duvan Zapata. Per quanto riguarda i passaggi, vanno meglio i padroni di casa con 473 passaggi completati contro i 391 dei partenopei.
Il Napoli ha affrontato in trasferta, all’Atleti Azzurri d’Italia di Bergamo, l’Atalanta, nel postitico del lunedì. Vittoria per 1-2 grazie ai gol di Fabian Ruiz e Milik e a quello di Duvan Zapata per i padroni di casa. Questi i voti di ViVicentro.it:
Ospina 6; Maksimovic 6, Albiol 6.5, Koulibaly 6.5, Mario Rui 7; Callejon 6, Allan 6, Hamsik 6.5, Fabian 7; Mertens 6, Insigne 7. A disp. Karnezis, Meret, Malcuit, Luperto, Hysaj, Ghoulam, Diawara, Rog, Zielinski 6, Younes, Milik 7. All. Ancelotti 6.5.
Castellammare di Stabia– Nel corso della puntata de “Il Pungiglione Stabiese” programma a cura della nostra redazione e in onda sulla pagina Facebook “Stabiesi al 100%”, abbiamo avuto il piacere di presentare Trapani- Juve Stabia con un ex giocatore delle vespe, Renato Mancini. Ecco le sue parole:
“Sono estremamente legato alla Juve Stabia e alla piazza stabiese. Mi sento gialloblu e tifo per le vespe. Sono contentissimo per quanto sta facendo la squadra. Ho avuto l’occasione di vederla dal vivo a Catanzaro e ho visto una squadra compatta che sa difendersi bene per poi sfruttare le occasioni che crea. Il punto di forza credo sia la grande difesa che respinse ogni attacco del Catanzaro. Nel pacchetto arretrato ci sono tante individualità importanti che stanno facendo bene. Mi auguro di cuore che le vespe continuino cosi, si sta creando entusiasmo e a Castellammare l’entusiasmo è contagioso. Le gare che verranno saranno difficili perché le squadre forti, che ora stanno arrancando, per forza di cose verranno fuori con i loro ottimi valori.
Castaldo? Ha un po’ il dente avvelenato per alcune situazioni. Anche se non mi aspettavo un’esultanza del genere.
Trapani? Ha avuto problemi societari in estate ma poi ha allestito una grande squadra che sta facendo molto bene. In casa le ha vinte tutte e sicuramente è una squadra pericolosa. Ma le vespe possono fare bene anche in terra siciliana.
Ai tifosi dico di stare vicino alla squadra perché darà tante soddisfazioni. La piazza stabiese è molto passionale e nel mio cuore ci sarà sempre la grande vittoria per 0-2 a Cava quando il derby era sentito e “cattivo”.
Infine mi preme esprimere un pensiero per Paolo D’Arco. Gli sono vicino.