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Harry in barca con in braccio Lillibet senza salvagente: è polemica sui social

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(Adnkronos) – Ha suscitato un vero e proprio dibattito, con commenti polemici e repliche a difesa, lo scatto diffuso da Meghan Markle che ritrae il marito Harry seduto a bordo di un'imbarcazione teneramente abbracciato alla figlia, la principessa Lillibet.In apparente violazione delle norme in vigore in California per i bambini di età inferiore ai 13 anni che si trovano a bordo di barche in movimento, la bambina non indossa infatti un giubbotto di salvataggio, è stato sottolineato in diversi commenti sul servizio diffuso in occasione della Giornata internazionale della donna.

Nell'immagine si vede Harry – che indossa short e berretto da baseball – con in braccio la bimba di tre anni, con leggins e maglietta ma senza giubbotto. Il dibattito online ha toccato in particolare il tema delle responsabilità genitoriali e quello delle norme in vigore nello stato americano sul giubbotto di salvataggio, che – si precisa – deve essere conforme alle prescrizioni della Guardia Costiera, in buone condizioni e adatto all'attività da svolgere, indipendentemente dalle dimensioni del natante, fatte salve alcune eccezioni legate a particolari imbracature, alla permanenza in cabina o situazioni eccezionali.  La mancata osservanza di queste norme può potenzialmente comportare conseguenze legali per gli operatori delle imbarcazioni, sottolinea il sito GbNews, che non manca però di far notare che i Sussex sono noti per essere genitori molto attenti con Lilibet e il fratello maggiore Archie e non esclude che il natante potrebbe essere stato ormeggiato al momento della fotografia.  Malgrado ciò, sottolinea il sito, che ha cercato di mettersi in contatto con i Sussex per un commento, le reazioni degli utenti sono state anche molto allarmate: "Un bambino su una barca senza giubbotto di salvataggio mi fa rabbrividire.Abbiamo avuto diversi casi di annegamento nel nostro stato proprio per questo motivo", ha scritto un lettore. "Che cosa irresponsabile.

Persino i proprietari di animali domestici mettono i giubbotti di salvataggio ai loro cuccioli quando vanno in barca", ha aggiunto un altro.Ma molti hanno difeso la coppia, suggerendo che le circostanze potrebbero essere diverse da come appaiono.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Formula 1, guai per Verstappen: zero grip in Australia. E lui scuote la testa – Video

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(Adnkronos) – Giornata da dimenticare per Max Verstappen.Dopo le prime due sessioni di prove libere della stagione, la Red Bull si dimostra indietro rispetto ad altri team della griglia, confermando così i problemi emersi nel finale della scorsa stagione.

Una situazione difficile da digerire per l'olandese, campione del mondo in carica, che non ha nascosto il suo malcontento durante i primi giri in Australia, che lo hanno visto chiudere con il quinto tempo.Sedicesimo posto invece per il compagno di squadra Liam Lawson. A Melbourne la macchina di Vertappen ha mostrato poco grip, sbandando all'uscita dalle curve, con l'olandese che ha dovuto fare gli straordinari per mantenerla all'interno del tracciato.

Nonostante non si sia lasciato andare a parole, visto anche il nuovo e durissimo regolamento Fia contro parolacce e imprecazioni, Max ha scosso più volte la testa, chiaro segno di tensione e insoddisfazione all'interno del box Red Bull.  
"Oggi il grip non era eccezionale e stavamo faticando con tutte e quattro le gomme, in particolare nel primo e nell'ultimo settore.Sembra che non siamo lassù al momento, ma lavoreremo per trovare più ritmo.

Non ci sono grossi problemi di bilanciamento, quindi penso che questo renda le cose un po' più difficili da risolvere.Ma questo non è qualcosa che non ci aspettavamo quando siamo arrivati qui.

Positivamente, penso che siamo rimasti sorpresi dal ritmo mostrato dalla macchina", ha detto a caldo Verstappen.  "Storicamente, non siamo mai stati così bravi qui a Melbourne dopo il nuovo aggiornamento dell'asfalto, quindi vedremo come andremo durante il fine settimana.Tuttavia, continueremo a lavorare per trovare un po' più di ritmo in vista delle qualifiche", ha concluso l'olandese. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Carlo Conti compie gli anni, la dedica della moglie Francesca: “Ti amo per tutto ciò che sei”

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(Adnkronos) –
Carlo Conti ha spento 64 candeline.Il conduttore televisivo ieri, giovedì 13 marzo, ha festeggiato il compleanno e per l'occasione la moglie Francesca Vaccaro ha condiviso sui social una dedica speciale a corredo di una carrellata di foto inedite del conduttore nella sua quotidianità, lontano dai riflettori.  "Buon compleanno amore!

Ti amo per tutto ciò che sei, tutto ciò che sei stato, tutto ciò che devi ancora essere.Per l’occasione ho pensato di fare una carrellata della tua frenetica vita mondana, ti amo", ha scritto la moglie Francesca a corredo degli scatti che ritraggono il conduttore del Festival di Sanremo 2025 durante alcune attività mondane come risolvere le parole crociate, andare a pesca, dormire sul divano accanto al figlio Matteo (nato nel 2014).

E ancora: mentre osserva le galline.  L'ultimo scatto, ma non per importanza…il selfie di Carlo Conti con Topo Gigio, direttamente dal backstage della kermesse canora.   Immediata la replica del conduttore, che ha commentato con un dolce: "Amoreee".

Non sono mancati poi gli auguri dei colleghi di Carlo Conti, come Mara Venier, Caterina Balivo, Roberta Capua e Antonella Clerici che ha aggiunto tante emoji sorridenti.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Omicidio Willy, i fratelli Bianchi: “Non siamo mostri”. Oggi la sentenza d’Appello bis

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(Adnkronos) – “Siamo addolorati per la morte di Willy e per il dolore della sua famiglia ma non siamo dei mostri”. È quanto hanno sostenuto Marco e Gabriele Bianchi nel corso delle dichiarazioni spontanee davanti ai giudici della Corte di Appello di Roma nel processo d’Appello bis sull’omicidio di Willy Monteiro Duarte, il ventunenne ucciso durante un pestaggio a Colleferro la sera del 6 settembre 2020.La procura generale nelle scorse udienze ha chiesto per entrambi la condanna all’ergastolo, senza il riconoscimento delle attenuanti generiche.

In giornata è attesa la sentenza.  “Volevo replicare quanto detto in questi anni – ha sostenuto Gabriele Bianchi presente in aula per l’ultima udienza del processo – sono stufo: da quattro anni e più vengo definito come una persona che non sono.Non vivevo di delitti, avevo una frutteria, mi svegliavo alle tre del mattino per lavorare.

Io e mio fratello abbiamo commesso degli errori e siamo pronti a pagare.In carcere sono la persona che sono sempre stata, mi sto laureando, svolgo il mio lavoro con serietà e impegno e non ho mai litigato con nessuno.

Ripeto quello che ho dichiarato nel processo per quattro anni: voglio pagare per le colpe che ho, ma non ho mai colpito Willy, non l’ho toccato.Non posso confessare una cosa che non ho fatto, sono pronto a morire in carcere ma non dirò mai che l’ho colpito.

Sono addolorato per la morte di Willy – ha detto Gabriele rivolgendosi alla madre della vittima – ho chiesto un incontro con i familiari per poterli guardare negli occhi.E se potessi cambierei le sorti di quella sera.

Prego tutte le notti che mi venga data la speranza di poter abbracciare mio figlio fuori dal carcere”.  Videocollegato dal carcere ha preso la parola anche Marco Bianchi dicendosi dispiaciuto per quello che è accaduto “per il dolore che ho dato alla famiglia di Willy.Sono responsabile per il calcio al fianco ma non quando era a terra, mi dispiace per mio fratello che è stato coinvolto in questa situazione ma non ha mai colpito Willy.

Pagherò per la mia responsabilità, ma non siamo mostri.Non meritiamo tutto questo odio mediatico, spero in una pena giusta”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Emergenza maltempo a Firenze, annullato l’evento FdI ‘Spazio Cultura’

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(Adnkronos) – A causa dell'emergenza maltempo in Toscana, l'evento "Spazio Cultura, valorizzare il Passato immaginare il futuro" organizzato a Firenze dai gruppi parlamentari di Fratelli d'Italia della Camera dei deputati e del Senato, è stato annullato.Lo rende noto l'ufficio stampa di Fdi della Camera e del Senato. L'iniziativa, una due giorni di lavori dedicati alla cultura a tutto tondo -beni archeologici, pittura, audiovisivi, ma anche danza, musica e teatro- era stata presentata in Sala Nassiriya, in Senato, dai due capigruppo del partito di maggioranza, Lucio Malan per il Senato, e Galeazzo Bignami, per la Camera.

Con loro il responsabile dell'attuazione del programma di Fdi, Francesco Filini e il responsabile cultura del partito, Federico Mollicone.  Oltre a Mollicone, erano attesi gli interventi di Giovanni Donzelli deputato Fdi, responsabile dipartimento Organizzazione e Arianna Meloni, responsabile segreteria politica e adesioni di Fratelli d'Italia, moderati in sala da Davide Desario, direttore Adnkronos. Avevano assicurato la loro presenza i ministri Luca Ciriani (rapporti con il Parlamento), Alessandro Giuli, titolare dei beni culturali e Tommaso Foti, ministro per gli affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione, al tavolo con i principali dirigenti di partito.Tra gli artisti annunciati invece c'erano i nomi di Mogol, presidente onorario della Siae, del direttore d'orchestra Beatrice Venezi e del cantautore Marco Masini, per la musica, declinata in tutte le sue accezioni. Nell'evento dedicato al Cinema ('Il cinema e l'immaginario nazionale: raccontare l'italia attraverso il grande schermo') dovevano essere presenti, tra gli altri, Giampaolo Letta, vicepresidente e amministratore delegato di Medusa Film, Federica Lucisano, produttrice cinematografica, il regista Federico Moccia e l'attore Giorgio Pasotti.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Blitz di Robin Hood a Termini, manomesse le panchine anti-clochard

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(Adnkronos) –
Blitz di Robin Hood a Roma Termini.Manomesse le panchine 'anti-clochard', nella notte tra giovedì 13 e venerdì 14 marzo.

L'azione è stata rivendicata da attivisti anonimi a firma 'Robin Hood' che hanno rimosso i divisori delle panchine e portato i bracciali metallici, insieme al comunicato stampato e al simbolo degli attivisti, il cappello di Robin Hood, davanti al ministero dei Trasporti, alle Ferrovie dello Stato e al Campidoglio.  “Volete abituarci a una città che esclude, investendo sulla normalizzazione dell’odio.Noi però scegliamo di ribellarci – si legge nel comunicato affisso per le strade di Roma – E di continuare a sabotare ogni tentativo di svendere o imbruttire socialmente lo spazio comune.

Per questo abbiamo rimosso questi divisori e li abbiamo portati davanti ai palazzi delle autorità competenti.Sindaco Gualtieri, non servono divisori, ma più case popolari e meno palazzi sfitti, che siano pubblici o privati.

Ministro Salvini, invece che prendersela con i chiodi, finanzi il sistema degli Help Center di Ferrovie dello Stato". "E se il governo ha spiato giornalisti, attivisti e preti, manca soltanto la figura folkloristica: Robin Hood si candida per Paragon”, conclude il comunicato. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Golotta (AbbVie): “In sviluppo Jak inibitore per Lupus eritematoso sistemico”

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(Adnkronos) – Con un'esperienza "ultraventennale in reumatologia" con l'obiettivo di "migliorare gli standard di cura e migliorare i risultati clinici per i pazienti che soffrono di queste malattie", oggi "AbbVie è impegnata a sviluppare un possibile strumento ulteriore per rispondere alle esigenze dei pazienti che soffrono di lupus eritematoso sistemico.Il Les è una malattia autoimmune estremamente complessa, caratterizzata dalla produzione di autoanticorpi che possono colpire in maniera variegata ed eterogenea diversi organi e sistemi: il sistema polmonare, il muscolo-scheletrico, la cute e il sistema nervoso centrale.

Chiaramente i sintomi variano a seconda del tipo di organo distretto coinvolto, ma ha un decorso cronico estremamente elevato e un'evoluzione estremamente imprevedibile".Lo ha detto Caterina Golotta, direttore medico AbbVie Italia, all'Adnkronos Salute, sottolineando che, "per rispondere ai bisogni insoddisfatti", la farmaceutica sta lavorando su un "inibitore di Jak, upadacitinib.

Frutto dello sforzo in ricerca e sviluppo interno, è al momento in corso di sperimentazione clinica in questo contesto". Si tratta di "un inibitore selettivo e reversibile della janus chinasi – spiega Golotta – ed è attualmente approvato e rimborsato in una serie di patologie immunologiche: l'artrite reumatoide, la spondilite anchilosante, l'artrite psoriasica, la colite ulcerosa e la dermatite atopica.Rimaniamo fiduciosi in attesa dei risultati della molecola nel programma di sviluppo del lupus eritematoso sistemico.

Tra l'altro, l'upadacitinib è attualmente in studio anche in altre 2 patologie dell'ambito immunologico: la vitiligine e l'alopecia areata".  AbbVie, evidenzia il direttore medico, "è un'azienda fortemente votata alla ricerca e sviluppo.In Italia siamo presenti con 78 studi clinici che coinvolgono circa 400 centri sperimentali.

A livello globale, l'impegno in ricerca nel 2024 è stato pari a circa 13 miliardi di dollari, che rappresenta un incremento del 66,66% rispetto all'impegno del 2023". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Modena, Pagliuca e Gerbo: Ci vorranno passione e sostegno del pubblico per l’obiettivo salvezza

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La S.S. Juve Stabia 1907 si prepara ad affrontare il Modena in un match cruciale per la stagione. Nella conferenza stampa pre-partita, tenutasi oggi presso lo stadio “Romeo Menti”, mister Pagliuca e Alberto Gerbo hanno sottolineato l’importanza della sfida e l’esigenza di un sostegno massiccio da parte dei tifosi.

Le parole di mister Pagliuca

“È una partita importante, serve grande passione come la stiamo mettendo da due anni”, ha esordito mister Pagliuca, evidenziando l’impegno costante della squadra. “I ragazzi si sono allenati bene, ma il focus deve essere sulla prestazione. Affrontiamo una squadra forte, costruita bene in tutti i reparti”.

Il tecnico ha poi ricordato i risultati ottenuti con un budget limitato: “Stiamo facendo cose importantissime con uno dei budget più bassi della categoria. È importante difendere i 120 punti fatti in questi due anni e per questo c’è bisogno dell’aiuto di tutta Castellammare”.

Pagliuca ha lanciato un appello alla città: “La partita di domani è una partita che ci potrebbe avvicinare all’obiettivo stagionale, deve essere un orgoglio per tutti e c’è bisogno che tutta la città di Castellammare domani aiuti la squadra, non solo a vedere la partita ma a spingere i ragazzi per tutti i 90 minuti. Domani dobbiamo dare l’ultima spinta prima della sosta”.

Riguardo all’avversario, ha dichiarato: “Mi aspetto un Modena ben organizzato con forti individualità”. Infine, ha espresso apprezzamento per la classe arbitrale: “Penso che tutti coloro che sono all’interno dell’ambito sportivo hanno l’ambizione di migliorarsi, come facciamo noi sacrifici anche gli arbitri li fanno ed è per questo che sabato mi son sentito di congratularmi. Penso siano tutte persone di livello altissimo”.

L’appello di Alberto Gerbo

“Sono qui perché è arrivato il momento di spingere ancora di più questi ragazzi”, ha dichiarato Gerbo, sottolineando il momento cruciale della stagione. “Domani è una partita importantissima, domani devono essere i nostri tifosi ad aiutarci per arrivare all’obiettivo. Dal riscaldamento vogliamo sentire il calore dei nostri tifosi, abbiamo fatto un percorso bellissimo ma per raggiungere l’obiettivo c’è bisogno di tutti”.

La Juve Stabia si prepara quindi ad affrontare il Modena con la determinazione di conquistare punti preziosi, forte del sostegno dei propri tifosi.

 

Groenlandia replica a Trump: “Nessuna annessione”

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(Adnkronos) –  La Groenlandia "non è aperta all'annessione" con gli Stati Uniti.In un incontro con i giornalisti, all'indomani delle nuove dichiarazioni del presidente americano secondo cui "l'annessione si farà", il ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen ha replicato secco: "Né in base al Trattato della Nato, della Carta dell'Onu o del diritto internazionale, la Groenlandia è aperta all'annessione".

L'isola è un territorio autonomo sotto la sovranità della Danimarca.  Ieri, in un incontro nello Studio Ovale della Casa Bianca con il segretario generale della Nato Mark Rutte, Trump ha pubblicamente espresso la sua fiducia nell'annessione della Groenlandia da parte degli Stati Uniti, indicando lo stesso Rutte come potenziale figura chiave nel facilitare tale acquisizione. "Penso che" l'annessione "avverrà.Sarà importante non solo per la nostra sicurezza, ma anche per la sicurezza internazionale", dice riferendosi al futuro del territorio autonomo danese. "Penso che accadrà.

Non ci ho pensato molto prima, ma sono seduto qui con un uomo che potrebbe essere molto determinante.Mark, ne abbiamo bisogno per la sicurezza internazionale", dice Trump cercando, senza successo, la complicità del numero 1 della Nato. Le elezioni di domenica scorsa in Groenlandia hanno certificato il successo del centrodestra, con l'exploit degli indipendentisti: "Sono state delle buone elezioni per noi.

La persona che ha fatto meglio è una brava persona per quanto ci riguarda, quindi ne parleremo ed è molto importante", dice. Gli Usa "ordineranno 48 rompighiaccio" e questo aiuterebbe a rafforzare la posizione degli Stati Uniti "dato che tutta quell'area sta diventando molto importante.Quindi dovremo fare un accordo su questo e la Danimarca non è in grado di farlo", dice riferendosi alla protezione che può essere garantita al territorio.

La Danimarca, dice Trump, è tagliata fuori: "Non ha nulla a che fare con questo.Una barca è attraccata lì 200 anni fa o qualcosa del genere e dicono di avere i diritti?

Non so se è vero…Abbiamo un paio di basi lì e abbiamo dei soldati, forse ne manderemo molti altri…". . —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Brignone, la favola continua: trionfo nel SuperG, Coppa del Mondo a un passo

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(Adnkronos) –
Federica Brignone a un passo dalla Coppa del Mondo.La sciatrice azzurra ha trionfato nel SuperG di La Thuile, in Valle d'Aosta, in una gara accorciata dalle nevicate e dalle temperature miti dei giorni scorsi.

Brignone ha chiuso in 57"95, precedendo Sofia Goggia, seconda a un solo centesimo di ritardo e la francese Romane Miradoli, distante cinque centesimi.Per Federica è il decimo successo in stagione, e grazie a questo successo si prende il primo posto anche nella classifica dei SuperG. "Sto vivendo una giornata fantastica.

Ci tenevo a venir giù in luce verde a casa mia", ha detto a caldo Brignone, che ora ha 382 punti di vantaggio sulla svizzera Lara Gut-Behrami.Un distacco che, a quattro gare dal termine della Coppa del Mondo, da disputare a San Valley, negli Stati Uniti, mette virtualmente il trofeo nelle mani dell'azzurra. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Iran e la ‘primavera nucleare’, Cina e Russia con Teheran contro Trump

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(Adnkronos) – Diplomazia, ripresa dei negoziati contro "sanzioni, pressioni o minaccia dell'uso della forza".Stop alle "sanzioni unilaterali illegali".

Cina, Iran e Russia parlano così, con un'unica voce, nel giorno dei colloqui di Pechino dedicati al dossier nucleare iraniano.Poco dopo le parole di Donald Trump, convinto che di fronte all'Iran ci siano solo due opzioni, un nuovo accordo, verso il quale spinge il presidente degli Stati Uniti, o la 'via' militare. "Le parti interessate dovrebbero impegnarsi ad affrontare le cause alla radice della situazione attuale e abbandonare sanzioni, pressioni o minacce di uso della forza", si legge nel comunicato congiunto diffuso dai media del gigante asiatico, con i tre Paesi che "ribadiscono l'importanza" del Trattato di non proliferazione nucleare. Dopo i colloqui a Pechino, che hanno visto seduti intorno allo stesso tavolo il vice ministro degli Esteri cinese Ma Zhaoxu e gli omologhi di Russia e Iran, Sergei Ryabkov e Kazem Gharibabadi, i tre Paesi chiedono di "evitare azioni che possano portare a un'escalation in modo da creare un clima favorevole e condizioni per il lavoro della diplomazia".

E così, rilevano gli osservatori, la Repubblica Popolare lavora con l'obiettivo più ampio di posizionarsi come leader globale, in alternativa agli Stati Uniti, una 'meta' che i dirigenti cinesi considerano più vicina alla luce dell'"America First". Tutto mentre l'Iran, che ha sempre rivendicato la natura "pacifica" del suo programma nucleare, ha accelerato sull'arricchimento dell'uranio.Da qui l'intensa attività diplomatica, anche europea.

La Cina – osserva Tong Zhao del think tank Carnegie Endowment for International Peace di Washington, citato dalla Cnn – "è sempre più motivata ad approfondire il proprio coinvolgimento (nel dossier nucleare iraniano) per salvaguardare i propri interessi, allargare l'influenza nella regione (con l'occhio alle risorse) e rafforzare l'immagine di potenza globale responsabile", anche dopo essersi resa protagonista lo scorso anno del disgelo tra Iran e Arabia Saudita. E, con Russia e Iran, "potrebbe anche puntare a sottolineare l'importanza degli approcci non occidentali per risolvere le sfide globali".Due Paesi con cui la Repubblica Popolare ha appena concluso esercitazioni navali congiunte che dal 2019 vedono Pechino, Mosca e Teheran insieme ogni anno nel Golfo dell'Oman.

Senza contare la cooperazione tra Iran e Russia, con i droni iraniani che hanno sostenuto le forze di Vladimir Putin nel confitto in Ucraina, innescato dall'invasione russa avviata il 24 febbraio di tre anni fa. In questo contesto si inserisce la lettera di Trump alla Guida Suprema dell'Iran, Ali Khamenei, al quale nella Repubblica Islamica spetta sempre l'ultima parola su tutto.Il presidente degli Stati Uniti ha detto di "sperare" che Teheran voglia "negoziare, perché sarebbe molto meglio" per l'Iran, altrimenti "dobbiamo fare qualcosa, perché non possiamo permettere loro un'altra arma nucleare". E Khamenei è tornato a criticare il "bullismo".

Per l'Iran, i colloqui in Cina "sono un'opportunità simbolica", perché "può continuare a dimostrare l'allineamento con Russia e Cina" e "portare avanti il messaggio di ricerca di 'engagement'", commenta Sanam Vakil, responsabile del programma Medio Oriente e Nord Africa di Chatham House, citato dalla rete americana. Nel 2018, al suo primo mandato alla Casa Bianca, Trump decise per il ritiro degli Stati Uniti dall'accordo internazionale sul nucleare iraniano (Jcpoa), sottoscritto tre anni prima all'epoca dell'Amministrazione Obama, e per il ripristino di sanzioni contro la Repubblica Islamica.E' da allora che Teheran ha iniziato a fare passi indietro rispetto agli impegni assunti con quell'intesa che imponeva restrizioni alle attività iraniane in cambio della revoca di sanzioni. Il Jcpoa sottoscritto da Iran, Cina, Francia, Germania, Regno Unito, Russia, Ue e Usa è stato sempre sostenuto da Pechino, che criticò il ritiro degli Stati Uniti, contestando le sanzioni americane contro la Repubblica Islamica.

E la "massima pressione".Oggi non è chiaro quale forma potrebbe avere un eventuale nuovo accordo con l'Iran.

Tra le incertezze c'è lo spettro dello "snapback", il meccanismo previsto dal Jcpoa – in scadenza formale a ottobre – che consente il ripristino delle sanzioni Onu e che potrebbe essere attivato entro quella data. "Siamo chiari che adotteremo tutte le misure diplomatiche per impedire all'Iran di ottenere l'atomica, questo comprende il ricorso allo snapback, se necessario", ha detto mercoledì il vice ambasciatore britannico all'Onu, James Kariuki, come riporta la Bbc. Intanto, da Pechino, Cina, Iran e Russia – in tipico stile diplomatico cinese – affermano che ogni "dialogo" deve basarsi sul "principio del rispetto reciproco".In un Iran da sempre diviso sul nucleare e 'indebolito' dai raid israeliani dello scorso anno, "hanno visto l'approccio imprevedibile, molto prepotente nei confronti di Zelensky (lo scontro del 28 febbraio nello Studio Ovale tra il presidente ucraino e il presidente e il vice presidente degli Stati Uniti) e le sue proposte stravaganti su Gaza", conclude Vakil citato anche dalla rete britannica.

E "non vogliono essere messi in quella posizione". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Egpa, Emmi (UniTs): “Arrivo anti-IL5 cambiamento epocale”

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(Adnkronos) – "E' stato un cambiamento epocale.Prima dell'avvento di questi farmaci anti-interleuchina 5, in questi pazienti non era sostanzialmente possibile pensare nel buon controllo della malattia a una riduzione, o addirittura, come riusciamo a fare oggi, a una interruzione della terapia steroidea.

Oggi questi sono obiettivi tutti raggiungibili: i pazienti con Egpa, in una buona percentuale dei casi, hanno la malattia controllata anche con la riduzione del cortisone e, in una percentuale un po' più piccola, sono in grado anche di avere la malattia controllata senza steroidi, una cosa inimmaginabile qualche anno fa".Così Giacomo Emmi, professore ordinario di Medicina interna, Dipartimento di Medicina, chirurgia e scienze della salute dell'Università di Trieste, commenta all'Adnkronos Salute, a 2 anni dal lancio di mepolizumab, l'impatto del trattamento nella gestione dell'Egpa, granulomatosi eosinofilica con poliangite, una rara e complessa patologia che coinvolge i vasi sanguigni di piccole e medie dimensioni.  Poter controllare la malattia riducendo e "addirittura eliminando, in alcuni casi, il corticosteroide" ha "un impatto importante sulla qualità di vita di queste persone – aggiunge Emmi – Il cortisone è un grande farmaco, ma a lungo termine – come nel caso di questi pazienti che, in assenza di alternative, dovevano assumerlo per tutta la vita – ha molti effetti collaterali come osteoporosi, fragilità cutanea, ma anche insonnia e un aumentato rischio di infezioni e problemi cardiovascolari".

Mepolizumab "migliora la qualità della vita perché, molto meglio tollerato, controlla la malattia e riduce drasticamente le conseguenze a lungo termine del cortisone.L'efficacia del nuovo trattamento si può ipotizzare" essere collegata al "blocco dell'interleuchina 5 che orchestra la" complessa "risposta immunitaria che sostiene la patologia". In una patologia "sistemica cronica e così complessa, ovviamente, l'approccio multidisciplinare è fondamentale – sottolinea Emmi – Questa malattia coinvolge tanti organi e apparati: alte e basse vie aeree, cuore, reni e sistema nervoso.

In questi pazienti il medico di riferimento è il reumatologo o l'immunologo clinico che si avvalgono della collaborazione di pneumologi, cardiologi, neurologi e nefrologi". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Malattie rare, Torracca (Apacs): “Primo farmaco per Egpa una rivoluzione nella cura”

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(Adnkronos) – "L'Egpa è una malattia rara, per tanti versi ultra rara, che ha avuto un'accelerazione nelle prospettive di cura e di diagnosi, negli ultimi anni, a seguito dello sviluppo di alcuni farmaci.L'approvazione del primo farmaco indicato per la patologia, 2 anni fa, ha cambiato molto le prospettive dei pazienti rispetto a quello che poteva essere prima, quando sono stata diagnosticata io, 10 anni fa, quando sostanzialmente l'unica terapia era quella con corticosteroidi per bocca, per anni e ad alte dosi.

Oggi il paziente sta sicuramente molto meglio di quanto non stesse 10 anni fa".Lo ha detto Francesca R.

Torracca, presidente Apacs (Associazione pazienti sindrome di Churg Strauss o Egpa), all'Adnkronos Salute, a 24 mesi dall'arrivo di mepolizumab nella cura della granulomatosi eosinofila con poliangioite, nota anche come sindrome di Churg Strauss, che coinvolge i vasi sanguigni di piccole e medie dimensioni. "L'avvento dei nuovi farmaci, quindi la possibilità di non prendere più il cortisone a vita, come era un tempo – osserva Torracca – fa sì che la qualità di vita, proprio in termini di salute percepita, di possibilità di svolgere attività quotidiane e di effetti collaterali, sia totalmente cambiata.Anche il rapporto con i medici è cambiato.

Come associazione abbiamo visto, da parte dei medici, specie nelle nuove generazioni, la volontà di creare con il paziente un'alleanza che favorisce una relazione di fiducia che facilita tutto il processo di cura e anche l’aderenza terapeutica, quindi il successo" del trattamento. "La cosa più difficile, ancora adesso, è la diagnosi – sottolinea Torracca – La malattia, infatti, esordisce con dei sintomi che sono comuni a molte altre patologie respiratorie come asma e poliposi nasale, che sono spesso delle comorbidità.Un'effettiva diagnosi, soprattutto in passato, arrivava in seguito alla manifestazione vasculitica vera e propria, e quindi con un danno d'organo, a volte permanente, che portava il paziente ad essere ricoverato in urgenza.

La terapia con i nuovi farmaci permette un percorso meno traumatico di un tempo", ma purtroppo ancora "molte diagnosi arrivano tardi – rimarca – mentre a fare la differenza sul controllo dei sintomi e qualità di vita è il trattamento che si riceve" nel "lasso di tempo che intercorre tra la comparsa dei primi sintomi e la manifestazione vasculitica".  Anche il momento della diagnosi è complesso. "Da un lato c'è una sensazione di sollievo nel dare un nome e cognome alla condizione che per mesi, per anni, ti ha fatto stare male – riflette la presidente Apacs – Dall'altro c'è l'impatto di fronte alla notizia che sia una malattia cronica che è rara e che fino a qualche anno fa, digitando su 'dottor Google', dava 5 anni di vita, cosa che non era vera neanche anni fa, per fortuna.Adesso, grazie al lavoro dei medici, dell'associazione", della ricerca "delle case farmaceutiche, c'è molta più informazione.

Questo però non cambia l'approccio individuale" con l'Egpa "e per questo la nostra associazione offre annualmente dei percorsi di coaching di gruppo, per affrontare un po' quello che è il problema psicologico legato alla patologia". Oggi, come associazione "stiamo lavorando anche per il riconoscimento dell'invalidità civile, perché la patologia – spiega Torracca – non ha un codice proprio di invalidità: la malattia è attualmente valutata, in percentuale, a quella più affine, che è l'asma e che non tiene conto della maggiore complessità dell'Egpa.La patologia ha comunque un suo codice di esenzione e negli ultimi anni si sono sviluppati, in diverse regioni, dei Pdta, il percorso di diagnosi, di terapia e di cura dei pazienti con Egpa.

E' stato fatto un enorme passo avanti – sottolinea – anche grazie alla nostra associazione che, essendo l'unica, da quanto sappiamo, non solo in Italia, ma anche in Europa ad occuparsi esclusivamente di Egpa, ha fatto un grande lavoro istituzionale con la comunità scientifica, con i medici, creando una rete che ha poi fornito un supporto sul territorio coprendo praticamente tutte le regioni italiane, a sostegno dei pazienti". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Femminicidi, report: 113 donne uccise nel 2024, 61 per mano del partner

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(Adnkronos) – Nel 2024 le donne uccise sono state 113, 99 delle quali in ambito familiare o affettivo.Di queste 61 hanno trovato la morte per mano del partner e dell'ex partner.

E' quanto emerge dal report di analisi '8 Marzo–Giornata internazionale della donna', elaborato dal Servizio Analisi Criminale, che esamina, attraverso l’elaborazione degli elementi acquisiti dalla Banca dati delle Forze di polizia, la tematica della violenza di genere e della relativa azione di contrasto.  Per quanto riguarda gli omicidi con vittime donne, nel 2024 si registra per la prima volta negli ultimi anni una flessione.Dopo un costante incremento dal 2021 al 2023, infatti, il numero degli omicidi con vittime donne nel 2024 è risultato il più basso degli ultimi anni (-6% rispetto al 2023 in cui erano state uccise 120 donne).

E per quanto riguarda le vittime degli omicidi in generale, emerge che quelle di genere femminile costituiscono il 35% del totale sia nel 2023 che nel 2024.Nel biennio, l’incidenza delle vittime maggiorenni supera il 95%; nel 2024 quella delle vittime italiane si attesta all’80% del totale (86% nel 2023). 
In ambito familiare o affettivo a fronte di un andamento sostanzialmente costante degli omicidi commessi, quelli con vittime donne mostrano un progressivo decremento a partire dal 2021, facendo registrare il dato più basso nel 2023 e un leggero incremento nel 2024 (+3%).

In questo ambito le vittime di genere femminile costituiscono il 65% del totale sia nel 2023 che nel 2024.Nell’ultimo anno il 95% delle vittime donne erano maggiorenni, l’82% erano italiane. Focalizzando l’attenzione sulle persone uccise dal partner o dall'ex partner dai dati emerge che il numero degli eventi e quello delle relative vittime di genere femminile mostrano un trend sostanzialmente sovrapponibile fino al 2023.

Il 2024 fa, invece, registrare un andamento divergente: infatti, mentre il numero totale degli omicidi commessi da partner o ex partner risulta in aumento, quello delle relative vittime donne è in diminuzione: rispetto alle 64 del 2023, sono risultate essere 61, con un decremento di circa il 5%.Nel 2024 si continua a registrare la forte predominanza delle vittime di genere femminile, con un’incidenza pari all’86% (91% nel 2023).

Di queste, il 98% risulta maggiorenne e il 74% di nazionalità italiana.  Considerando i soli eventi commessi in ambito familiare o affettivo, dal report emerge che, mentre le donne, nella maggior parte dei casi, sono vittime di partner o ex partner (67% nel 2023 e 62% nel 2024), gli uomini trovano la morte prevalentemente per mano di altri parenti o conoscenti (48% nel 2023 e 44% nel 2024).Nel 2023, il 40% degli omicidi con vittime uomini è avvenuto per mano di genitori o figli (37% nel 2024) mentre per le vittime donne l’incidenza si attesta al 23% nel 2023 e al 28% nel 2024.  Per quanto riguarda il modus operandi, negli omicidi volontari di donne avvenuti nel 2024 in ambito familiare o affettivo, si rivela preminente l’uso di armi improprie o armi bianche, che ricorre in 32 casi, seguito da quello delle armi da fuoco (30 casi).

Le modalità di asfissia o soffocamento e strangolamento sono state invece utilizzate in 23 omicidi, le aggressioni in 12 casi e l’avvelenamento in soli due casi.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Yvonne Sciò: “Il no a Brad Pitt? Era troppo bello. Naomi Campbell? Mi ha picchiata, c’era sangue ovunque”

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(Adnkronos) – Da ‘Non è la Rai’ al rifiuto a Brad Pitt, Yvonne Sciò si è raccontata in una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, ripercorrendo la sua carriera, sin dagli esordi: “A cinque anni posavo per Vogue Bambino, facevo campagne, sfilate.Sono cresciuta così”.  Yvonne Sciò è stata uno dei volti di 'Non è la Rai', anche se per un breve periodo, e infatti oggi si pente di aver firmato per un contratto breve: "Sono pentita di aver rifiutato un contratto lungo.

Avrei guadagnato tanto, ma a quell’età credi negli ideali, i soldi non ti interessano e io avevo paura di chiudermi in una gabbia.Forse è per questo bisogno di libertà che non ho avuto una carriera lineare, ma nella vita non puoi far finta di essere qualcun altro".  Dopo il programma, Yvonne si è trasferita a Los Angeles: "L’idea che lì nessuno mi conoscesse mi spronava ancora di più ad arrivare.

Non mi importava essere popolare, volevo essere brava.Troppe volte mi è stato detto che, se ero bella, non potevo essere brava".

E su quegli anni trascorsi in America, l'attrica ricorda: "Ho fatto film e serie che qui non ha visto nessuno, magari piccoli ruoli, ma ne vado fiera.La mia mentore è Fran Drescher, che ha scritto, diretto e interpretato la serie 'La Tata', venduta in tutti i Paesi". È noto che Yvonne rifiutò più volte Brad Pitt, e al Corriere della Sera ha spiegato: "Perché era Brad Pitt: troppo bello, mi metteva soggezione.

La prima volta, a una festa a Los Angeles, lui, dall’altro lato della sala, viene diritto verso di me.Mi guarda e dice: 'You look so beautiful'.

Io muta, con la mascella aperta.Ogni volta che l’ho visto, mi ha chiesto il numero.

Voleva prendere lezioni di italiano e gli consigliai di chiedere al nostro Istituto di Cultura". Nel 2005 denunciò Naomi Campbell per averla aggredita, ma il motivo non l'hai mai capito: “Forse, quella sera era di cattivo umore. È alta due metri, muscolosa, io sono piccolina, me la sono ritrovata addosso, c’era sangue dappertutto.Eravamo amiche da anni, l’avevo raggiunta a Roma dove stava girando uno spot, ma lì disse che volevo rubarglielo: una follia”.

E ha concluso: “Le ho fatto causa soltanto perché volevo che si scusasse, ma non si è scusata”.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Formula 1, Norris primo in Australia? Lo ‘spoiler’ sul tabellone di Melbourne – Video

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(Adnkronos) –
Lando Norris campione del mondo?Alla vigilia dell'inizio della nuova stagione di Formula 1, il pilota McLaren è sicuramente uno dei favoriti per la vittoria finale.

Prima però ad attendere l'inglese c'è il Gran Premio d'Australia, il primo della stagione, in programma domenica 16 marzo.Una gara a cui Norris arriva con alte aspettative e uguali ambizioni, come confermato anche dagli stessi organizzatori della gara.  A Melbourne sono infatti in corso le prove generali, con gli addetti ai lavori che stanno curando tutto nei minimi dettagli.

Tra le prove effettuate ci sono anche quelle sui maxi schermi.Un video, che sta spopolando sul web, mostra il tabellone annunciare il primo posto proprio di Norris.

Lando, secondo lo scorso anno in classifica Piloti e decisivo per la vittoria del mondiale Costruttori, spera che sia di buon auspicio, la Ferrari, la più veloce nelle seconde prove libere australiane, un po' meno. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Genoa-Lecce: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – Torna in campo la Serie A.Oggi, venerdì 14 marzo, il campionato italiano inaugura la 29esima giornata con la sfida tra Genoa e Lecce.

A Marassi Vieira vuole migliorare la sua classifica e togliersi definitivamente dalla lotta per non retrocedere, mentre i salentini di Giampaolo cercano punti preziosi per allontanare la zona rossa.  La sfida tra Genoa e Lecce è in programma oggi, venerdì 14 marzo, alle ore 20.45.Ecco le probabili formazioni: 
Genoa (4-3-3): Leali; Sabelli, De Winter, Vasquez, Martin; Frendrup, Badelj, Masini; Miretti, Pinamonti, Zanoli.

All.Vieira 
Lecce (4-3-3): Falcone; Guilbert, Baschirotto, Jean, Gallo; Coulibaly, Berisha, Helgason; Pierotti, Krstovic, Morente.

All.Giampaolo  Genoa-Lecce sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali SkySport, ma trasmesso anche su Dazn.

Il match sarà visibile in streaming sull'app SkyGo, su NOW e sulla piattaforma Dazn. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Università, Bianchini (Ssc Napoli): “In Campania nuove opportunità in settori chiave come lo sport”

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(Adnkronos) – La formazione universitaria gioca un ruolo sempre più strategico nell’orientare i giovani verso le professioni del futuro.In Campania, una regione in forte crescita economica, emergono nuove opportunità in settori chiave come lo sport.

Le Università, in sinergia con le imprese, stanno sviluppando percorsi di laurea sempre più mirati alle esigenze del mercato del lavoro.Il settore sportivo, trainato da realtà di livello internazionale e da una crescente attenzione all’innovazione nel management e nel marketing, offre sbocchi professionali in ambiti quali la gestione di club e impianti sportivi, la comunicazione e l’applicazione delle nuove tecnologie allo sport. Di questi temi si è discusso presso la Sala D’Amato dell’Unione Industriali Napoli, durante l’evento Muoversi nelle professioni e sul territorio, promosso dalla Luiss e dedicato alle Lauree magistrali dell’ateneo, a cui ha partecipato Tommaso Bianchini, chief revenue officer della Ssc Napoli.
 "Per noi – ha detto Bianchini – è fondamentale mantenere un rapporto sempre proficuo con le Università, in particolare con la Luiss, che per me ha anche un valore sentimentale, essendo il mio ateneo di formazione ormai vent’anni fa.

Il forte legame con il mondo del lavoro è ciò che più distingue questa Università.Oggi il mondo del calcio è alla ricerca di figure con un solido background digitale: intelligenza artificiale, digital marketing e data analysis sono strumenti fondamentali per far crescere le strutture dei nostri club.

Tuttavia, alla base di tutto deve esserci una formazione solida, e in questo la Luiss rappresenta sicuramente un’eccellenza". —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maltempo Roma, albero cade a Rocca di Papa: niente feriti ma danni a auto

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(Adnkronos) – Un albero di circa 15 metri è caduto, stamattina poco prima delle 7 in via del Prato Fabio a Rocca di Papa (Roma) a causa del maltempo.Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Rocca di Papa che hanno messo in sicurezza l'area in attesa dei vigili del fuoco che hanno rimosso il tronco.

L'albero ha ostruito l’ingresso di un'abitazione e ha danneggiato un'auto parcheggiata, ma fortunatamente nessuno é rimasto ferito.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, Aiom: “In Italia i pazienti vivono più che in Europa”

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(Adnkronos) – Gli importanti progressi nella prevenzione e nel trattamento si riflettono nella riduzione delle morti oncologiche.In 10 anni (2011-2021), nel nostro Paese i decessi per cancro sono diminuiti del 15%, percentuale migliore rispetto all'Unione europea in cui il calo si è fermato al 12%.

Anche negli Stati Uniti la mortalità complessiva per tumori è diminuita del 34% dal 1991 al 2022, con circa 4,5 milioni di decessi evitati (oltre 268mila nella nostra nazione fra il 2007 e il 2019).Gli Usa sono al vertice della ricerca mondiale contro il cancro e il nostro Paese si colloca nella 'top five' della classifica degli studi oncologici.

E' la dimostrazione della qualità del lavoro dei nostri ricercatori, ma l'Italia deve definire nuovi modelli, velocizzando i tempi di avvio dei trial ed eliminando gli ostacoli burocratici, per non restare indietro e tenere il passo degli altri Paesi.L'appello viene dalla terza edizione del 'Clinical Research Course', il corso organizzato dall'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) in collaborazione con l'American Society of Clinical Oncology (Asco), che si apre oggi a Roma.  "I lavori scientifici italiani in ambito oncologico pubblicati su riviste mediche internazionali sono oggetto di migliaia di citazioni da parte di altri autori e pongono il nostro Paese tra i primi 5 al mondo in questa speciale classifica – spiega Francesco Perrone, presidente nazionale Aiom – L'oncologia italiana, se adeguatamente supportata dalle istituzioni, può affermarsi come un motore di sviluppo in ambito non solo scientifico, ma anche economico e sociale".  L'obiettivo del corso Asco-Aiom è "fornire a giovani ricercatori provenienti da tutto il mondo gli strumenti per comprendere la metodologia delle sperimentazioni cliniche, implementare idee di ricerca e imparare a valutare la letteratura scientifica.

Offriamo – aggiunge Perrone – una visione esaustiva della metodologia, che spazia dagli studi di fase I a quelli delle fasi successive, fino alle sperimentazioni che seguono la disponibilità del farmaco nella pratica clinica, che dovrebbero essere svolte soprattutto nell'ambito della ricerca indipendente.Aiom supporta, oltre che l'iscrizione al corso di tutti i partecipanti selezionati, anche le spese di viaggio per alcuni colleghi provenienti dall'estero, in particolare da nazioni a reddito medio-basso, come alcuni Paesi asiatici, africani o dell'Europa dell'Est". Il Regolamento europeo n.536 del 2014 per la ricerca clinica ha stabilito tempi di autorizzazione degli studi clinici allineati per tutti i Paesi membri: da un minimo di 60 giorni a un massimo di 106, a partire dalla data di sottomissione. "Un quadro regolatorio identico in ciascun Stato membro dovrebbe garantire la conduzione degli studi clinici in una modalità univoca, con tempi definiti e certi – sottolinea Perrone – Inoltre, dovrebbe rendere più facile e veloce l'arruolamento dei pazienti e la chiusura degli studi.

Nel 2023, l'Agenzia italiana del farmaco ha autorizzato 212 trial sulle neoplasie".In Italia "l'oncologia resta l'area in cui si concentra il maggior numero di sperimentazioni – evidenzia il presidente Aiom – che hanno raggiunto nel 2023 il 34,7% del totale, in calo del 5,2% rispetto al 2022.

Nel nostro Paese, nonostante il Regolamento europeo, l'iter di approvazione delle sperimentazioni cliniche risulta più lungo e difficoltoso rispetto alla media continentale, soprattutto a causa delle procedure amministrative, che in troppi casi comportano mesi di attesa prima di attivare i centri italiani.Queste criticità mettono a rischio l'attrattività del nostro Paese per i promotori profit e ritardano l'opportunità della partecipazione agli studi per i pazienti.

E' fondamentale puntare alla semplificazione". "Le possibili cause della riduzione del numero di studi clinici condotti in Italia vanno trovate, ad esempio, nella carenza di figure professionali dedicate, nei ritardi nell'approvazione da parte dei comitati etici e nella firma del contratto a livello delle direzioni aziendali e nella lentezza nell'arruolamento dei pazienti – elenca Massimo Di Maio, presidente eletto Aiom – Negli ultimi anni le sperimentazioni cliniche hanno effettuato una vera e propria migrazione verso Paesi a più alta attrattività, che sono riusciti ad investire sempre di più in ricerca e sviluppo.Sono molte le situazioni cliniche per le quali la partecipazione ad una sperimentazione è considerata la miglior opzione terapeutica – continua Di Maio – Va inoltre sottolineata la tendenza, in molte situazioni cliniche, a ridurre il numero di pazienti complessivamente inclusi negli studi che precedono l'autorizzazione all'impiego clinico.

Se metà delle nuove molecole anticancro lanciate nel 2023 nel mondo è stata studiata in trial con almeno 500 pazienti, dall'altro lato la ricerca su popolazioni con bisogni ancora insoddisfatti e in setting specifici (ad esempio tumori caratterizzati da una specifica alterazione molecolare) implica spesso il coinvolgimento di meno malati".  Un'altra svolta riguarda il superamento del modello istologico che, per molti anni, ha governato la ricerca in oncologia, le decisioni regolatorie e la pratica clinica. "In questo approccio il punto di partenza è rappresentato dall'organo da cui la malattia ha origine – spiega Giuseppe Curigliano, membro del direttivo nazionale Aiom – Negli ultimi anni le prospettive sono cambiate, anche in seguito all'approvazione di molecole con indicazione cosiddetta 'agnostica', cioè indipendente dal tessuto di origine della neoplasia.Nella ricerca e nella pratica clinica, si sta pertanto affermando un nuovo modello, definito 'mutazionale'.

Si tratta di una vera e propria rivoluzione scientifica e culturale, destinata a condurci lontano.Questa strategia terapeutica si basa su un importante nuovo paradigma, nel quale la firma genomica supera il valore della sola caratterizzazione istologica.

Diventa quindi essenziale la profilazione genomica, cioè l'individuazione delle mutazioni o delle alterazioni molecolari che giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo delle neoplasie, indipendentemente dalla sede del tumore". Nel 2025 negli Usa sono stimati oltre 2 milioni di nuovi casi di cancro (390.100 in Italia nel 2024) e circa 618mila decessi. "La mortalità oncologica sta progressivamente diminuendo sia negli Usa che in Italia – sottolinea Saverio Cinieri, presidente di Fondazione Aiom – Uno dei dati più sorprendenti della realtà americana è l'aumento delle diagnosi di cancro tra le donne e i giovani adulti.Per la prima volta, i tassi di incidenza dei tumori tra le donne di età compresa tra i 50 e i 64 anni hanno superato quelli degli uomini.

E nelle donne under 50 sono ora più alti dell'82% rispetto ai coetanei maschi.Il fenomeno è particolarmente evidente nel caso del carcinoma polmonare, che è diventato più comune nel sesso femminile sotto i 65 anni.

Anche in Italia questa neoplasia è sempre più 'rosa', per la diffusione dell'abitudine del fumo di sigaretta in questa parte della popolazione".  "Nel nostro Paese, nella pratica clinica – rimarca Cinieri – osserviamo sempre più casi di cancro nei giovani.I dati devono essere ancora definiti, ma la tendenza è chiara anche in Italia.

Le cause vanno ricercate in fattori di rischio che sono purtroppo molto comuni: sedentarietà, dieta scorretta, sovrappeso, obesità, fumo e consumo di alcol.Altre ragioni restano da capire.

Per esempio, sono in corso ricerche su alcuni fattori inquinanti, anche ambientali, e sugli additivi alimentari.Resta sempre valido l'appello a seguire stili di vita sani, che consentono di prevenire il 40% dei casi di tumore". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)