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Manifestazione per l’Europa, una piazza ‘democratica’ e ‘popolare’ ma anche ‘anziana’

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(Adnkronos) – Le aspettative di Michele Serra, il padrone di casa, sono state soddisfatte.Doveva essere una manifestazione per l'Europa, senza troppe contaminazioni partitiche e ideologiche, e una Piazza del Popolo piena ha risposto all'appello.

Con tre bandiere a colorarla, quelle blu euoropee, quelle della pace e quelle dell'Ucraina: tre identità che riescono a riempire uno spazio pensato per essere soprattutto delle persone, della società civile.E' sicuramente una piazza 'democratica' e 'popolare', senza bandiere di partito e senza slogan 'contro'.

E' una piazza che ascolta, che partecipa, estremamente ordinata e composta.Una piazza matura, e questa è sicuramente una nota che deve fare riflettere, anche per una evidente connotazione anagrafica: è una piazza mediamente 'anziana', con pochi giovani e una proiezione al futuro che resta inevitabilmente connotata nella ricerca di qualcosa che è stato o che avrebbe dovuto essere.  Le parole d'ordine sono quelle che Michele Serra riassume nella sua breve ma intensa introduzione, dopo l'apertura sulle note dell'Inno alla gioia.

La premessa che fa richiama un concetto che ricorrerà più volte, quello di popolo, "la più democratica delle parole", che mette insieme persone che "sono diverse tra loro, e che su tante cose non la pensano nello stesso modo".Lo scrittore, il giornalista, l'intellettuale si sarebbe detto con altra retorica, vuole evidenziare il valore di queste posizioni che convergono: "Una piazza che unisce le persone diverse è uno scandalo che si chiama democrazia".  Altro concetto chiave, che si trasmette di intervento in intervento, è la rivalutazione del dubbio che si lega al rifiuto della propaganda: "Questa piazza non ha risposte ma ha ben chiare le domande".

Serra, che "ringrazia" i politici che ci sono e "rispetta" quelli che hanno scelto di non esserci, si rivolge alla politica con una provocazione che vuole censurare la tendenza ad avere la verità in tasca: "Cercate di essere più stupidi".Vuol dire, in altri termini, semplificare il messaggio in "Dite qualcosa di europeo".

E poi fatelo.  Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che guida la lunga lista di sindaci che hanno promosso l'iniziativa, dice una cosa che va nel senso delle parole di Serra e che raccoglie uno degli applausi più lunghi e convinti della folla: "Da questa piazza emerge un messaggio politico profondo, quello di un'Europa popolare e non populista".  Dal palco parlano in tanti, forse troppi vista la lista interminabile di contributi che si susseguono, ma c'è una voce che più delle altre sorprende per lucidità e capacità di focalizzare l'obiettivo della manifestazione.Corrado Augias in tre frasi sintetizza un manifesto che riassume il senso della piazza di oggi: "Stavamo a casa, siamo usciti, abbiamo fatto il primo passo".

Ovvero, il valore della partecipazione che si lega alla seconda frase: "Non credete a chi dice che questa piazza non serve a niente".E poi un altro frammento di manifesto politico: "E' in corso uno scontro globale per il possesso del mondo che richiede un quarto protagonista, l’Europa".

E, quindi, "oggi questa piazza è di nuovo Ventotene". Ventotene, lo spirito dei padri fondatori.Dal palco risuonano ripetutamente i nomi di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni che richiamano a un passato ormai lontano più di ottant'anni.

E' una piazza che guarda lì, prima ancora che all'oggi, con tre nomi, quelli di Donald Trump, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, che per una volta finiscono in secondo piano.  Ci prova Antonio Scurati a riportare l'orologio del tempo in avanti.Prima dice quello che non siamo, né Putin né Trump. "Non siamo gente che invade (…) che uccide con gusto sadico (…) non deportiamo i bambini".

E aggiunge anche, guardando agli Stati Uniti, che "anche voltandoci verso ovest, vediamo quello che non siamo".Poi l'ammissione che interroga l'intera piazza: "Chi siamo, cosa siamo… diventa più difficile dirlo".

E tanto vale chiudere con il videomessaggio di Jovanotti: "Mi piace pensare che siamo all'inizio di un grande futuro, ma c'è ancora tanto da fare e da lavorare".Il prossimo passo deve essere portare in piazza anche chi il futuro ce l'ha tutto davanti, quei giovani che si incontrano fuori da Piazza del Popolo, che si muovono a frotte nel centro di Roma, girando intorno a una manifestazione che dovrebbe riguardare soprattutto loro e che invece, sostanzialmente, ignorano. (Di Fabio Insenga)  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Jim Morrison è vivo? Una docu-serie ‘risveglia’ il mistero

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(Adnkronos) –
Jim Morrison sarebbe ancora vivo.A 'risvegliare' questa vecchia teoria è la docu-serie 'Before the End: Searching for Jim Morrison'.

Secondo lo show, disponibile su Apple Tv+, il leggendario leader dei Doors non sarebbe morto a Parigi nel 1971 – a seguito di un'insufficienza cardiaca provocata probabilmente da un'overdose – ma potrebbe aver inscenato la sua morte per vivere sotto un'altra identità a Syracuse, nello stato di New York.  Il regista Jeff Finn, che si dichiara un grande fan dei Doors, nella sua indagine presenta alcune testimonianze di persone che dichiarano che Morrison si farebbe chiamare Frank.Inoltre, avrebbero notato una cicatrice sul volto identica a quella del celebre artista.  'Before the End: Searching for Jim Morrison' prova a dare una spiegazione su cosa avrebbe spinto il cantante a prendere una scelta così drastica.

Tra i motivi, spunta il rifiuto della fama.La docu-serie aggiunge così un nuovo sguardo su questa vicenda da sempre avvolta nel mistero.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Igor Cassina a Verissimo, di nuovo papà: “Si chiamerà Atena”. Il gender reveal da Silvia Toffanin

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(Adnkronos) –
Igor Cassina ha condiviso a Verissimo la gioia di diventare di nuovo papà.Il campione olimpico nella specialità della sbarra a Atene 2004 è stato ospite oggi, sabato 15 marzo, nello studio di Silvia Toffanin insieme alla sua famiglia: la compagna Valentina e i due figli, Eleonora e Riccardo (nato dalla precedente relazione di Valentina).  In studio, insieme a Igor Cassina anche la compagna Valentina, che è in dolce attesa: "Sono all'inizio del settimo mese, il parto è previsto a fine giugno", ha detto.

E sulla loro storia d'amore, Valentina ha scherzato: "Anche quella è stata una gravidanza".Igor ci ha messo nove mesi per il primo bacio: "Un po' di pazienza serve sempre, e ancora oggi, dopo 11 anni è una donna tutta da scoprire", ha detto il campione olimpico. Poi il momento del gender reveal: il sesso del nascituro è stato infatti svelato, in esclusiva, nello studio di Verissimo.

Per la famiglia Cassina, è in arrivo una femminuccia.Igor Cassina ha anticipato il nome della futura bimba: "Si chiamerà Atena per ricordare le Olimpiadi del 2004, che per me sono state la realizzazione di un sogno, come lo è questa bimba", ha detto Cassina che ha sempre sognato di avere due gemelline.   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Addio a Silvia Giacomoni, giornalista e scrittrice era sposata con Giorgio Bocca

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(Adnkronos) – E' morta a Milano, all'età di 87 anni la giornalista e scrittrice Silvia Giacomoni.Sin dalla fondazione nel 1976 lavorò per il quotidiano 'La Repubblica', occupandosi a lungo di cultura e di moda.

In seguito approdò a temi più complessi e spirituali, lei agnostica, che diventò amica del cardinale Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano, e di altre personalità della teologia e della spiritualità come Paolo De Benedetti, Enzo Bianchi e Camillo De Piaz, per citarne solo alcuni.Giacomoni è stata sposata in seconde nozze con il grande giornalista Giorgio Bocca, scomparso nel 2011.

Aveva avuto due figli, Guido e Davide, dall'avvocato Mario Besana, e crebbe con Bocca la prima figlia di lui, Nicoletta.Con "il Bocca", come diceva lei, aveva vissuto dal 1965. Silvia Giacomoni, anche insegnante e traduttrice, ha svolto un'intensa attività, dispiegatasi soprattutto nell'ambito del rapporto tra letteratura, giornalismo e società, dagli anni Settanta in poi, con particolare riferimento alla città di Milano.

Personalità poliedrica e dai numerosi interessi, Giacomoni estese la sua attività dalla traduzione alla narrativa, dal giornalismo alla saggistica, con una particolare sensibilità e attenzione ai rapporti tra società e religione.  Tra le opere più importanti di Silvia Giacomoni si segnalano "L'ira di Dio" (1995), antologia di scritti di Carlo Maria Martini; l'epistolario con il cardinale Carlo Maria Martini ("Diavolo di un cardinale.Lettere 1982-2012", a cura di Laura Bosio, Milano, Bompiani, 2021); la parafrasi dell'Antico Testamento pubblicata nel 2004 (La Nuova Bibbia Salani), alla quale ha fatto seguito, nel 2007, una riscrittura del Vangelo di Matteo ("Dice Matteo").

Il suo impegno nel campo degli studi biblici è testimoniato anche dal libro intervista (con Pietro Mariani Cerati e Luigi Rigazzi) del 2017 "Bibbia, libri e giornali".Nel 2008 è uscito il saggio "Alessandro Manzoni: quattro ritratti stravaganti", una riflessione che, tra le tematiche affrontate, mette in luce anche l'influenza della Bibbia sull'opera del grande scrittore.

In precedenza Giacomoni ha pubblicato inchieste giornalistiche e romanzi: "Miseria e nobiltà della ricerca in Italia" (1979); "L'Italia della moda" (1984); "Designer italiani" (1988); "La stanza vuota" (1989); "Ecce coppia" (1990); "Vieni qua, assassina" (1993). (di Paolo Martini) —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sei Nazioni, Italia-Irlanda 17-22: azzurri chiudono torneo con sconfitta

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(Adnkronos) – Perde l'Italia del rugby.All'Olimpico, gli azzurri vengono sconfitti dall'Irlanda 22-17 nell'ultima partita del Sei Nazioni nonostante un ottimo primo tempo.

La Nazionale di ct Quesada chiude quindi a 4 punti, con l'unica vittoria conquistata nella gara d'esordio, proprio all'Olimpico, contro il Galles.Quella con l'Irlanda è invece la quarta sconfitta dopo quelle rimediate contro Scozia, Inghilterra e Francia.  L'Italia approccia bene la partita e trova subito una meta al 12', con Ioane che trasforma una bella azione dopo una giocata di piede di Garbisi.

Allan trasforma il calcio successivo e gli azzurri volano sul 7-0.L'entusiasmo però è un'illusione.

L'Irlanda prende pian piano confidenza e reagisce, la meta di Bealham viene annullata ma poco dopo sono Keenan e Crowley a firmare il pareggio.L'Italia se la gioca e sfrutta bene le proprie occasioni, ma all'intervallo è sotto 12-10. Nella ripresa l'Irlanda è più convinta e schiaccia gli azzurri, con Sheehan che piazza una meta.

L'espulsione di Vintcent, a pareggiare i conti dopo quella di capitan Lamaro nel primo tempo, serve a poco.Il gioco è ancora nelle mani dei verdi: l'arbitro annulla la meta di Keenan per passaggio in avanti ma concede quella di Sheehan.

L'allungo irlandese è quello decisivo, nonostante la meta azzurra nel finale.Termina quindi 17-22 all'Olimpico. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Studio sui pigmenti dei colori usati negli affreschi di Pompei

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(Adnkronos) – Gli artisti dell’antica Pompei, per realizzare i loro straordinari affreschi, mescolavano sapientemente le materie prime per ottenere un’innumerevole gamma di tonalità cromatiche. E tra di esse spicca, per novità assoluta nel mondo romano, un pigmento grigio dalle sfumature uniche. E’ quanto rivela un articolo scientifico dal titolo “Pompeian pigments. A glimpse into ancient Roman colouring materials” pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale “Journal of Archaeological Science”. La ricerca è il frutto di una collaborazione del Parco Archeologico di Pompei con il gruppo di ricerca di Mineralogia e Petrografia del Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università degli Studi del Sannio, in collaborazione con gli studiosi del Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse dell’Università Federico II di Napoli. 

Un risultato eccezionale dello studio è stato il primo utilizzo, finora conosciuto, di un nuovo colore grigio in cui la presenza di barite e alunite, forniscono la prima prova dell’utilizzo del solfato di bario nel Mediterraneo in epoca antica. 

L’indagine ha avuto come oggetto lo studio dei pigmenti rinvenuti in alcuni eccezionali contesti pompeiani, che vanno dal III secolo a.C. all’eruzione del 79 d.C., coprendo la quasi totalità della tavolozza pittorica degli antichi pittori. La gamma cromatica è composta da pigmenti naturali e sintetici, inorganici e organici e la composizione dei pigmenti è stata rivelata grazie a un approccio analitico non invasivo che combina la microscopia con la spettroscopia, concepito per preservare tali beni per il futuro. Tale collaborazione scientifica prevede anche lo studio dei colori negli affreschi pompeiani, cogliendo le possibilità scientifiche offerte dai nuovi ritrovamenti negli scavi in corso, dove le analisi diagnostiche non invasive vengono condotte coordinandosi con le operazioni di restauro. L’ultima campagna ha riguardato la stanza rossa della “Casa del Tiaso”, recentemente scoperta.  

“Questo studio rappresenta un significativo passo avanti nella comprensione delle tecniche pittoriche degli antichi Romani”, ha dichiarato Celestino Grifa, professore associato di Petrografia e Petrologia presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università degli Studi del Sannio. “La possibilità di quantificare accuratamente i composti coloranti nelle miscele ci ha permesso di rivedere il processo artistico delle pitture murali, che prevedeva miscelazione dei pigmenti puri -in particolare il blu egizio, il bianco e il rosso piombo- che venivano sapientemente proporzionati per creare la palette desiderata”. 

“È uno studio essenziale anche ai fini del restauro degli affreschi pompeiani, che sono molto fragili e richiedono una conoscenza approfondita per una corretta conservazione – aggiunge il direttore del Parco, Gabriel Zuchtrieghel – Simili analisi sono già in corso per la megalografia dionisiaca recentemente scoperta. Esemplare sinergia tra ricerca e tutela che esprime l’eccellenza italiana in questo settore”. 

Eredità, speciale ‘viva l’amore’ stasera 15 marzo: le coppie vip in gara

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(Adnkronos) – Questa sera, sabato 15 marzo, va in onda l'appuntamento speciale de 'L’Eredità', intitolato 'Viva l’Amore'.Il celebre game show, condotto da Marco Liorni e realizzato in collaborazione con Banijay Italia, dedicherà una serata speciale all’amore in tutte le sue forme.

L'appuntamento è alle 21:30 su Rai 1. Sei coppie note, legate da un rapporto artistico e/o sentimentale – Francesco Paolantoni e Gabriele Cirilli, Selvaggia Lucarelli e Lorenzo Biagiarelli, Simona Izzo e Ricky Tognazzi, Rossella Erra e Attilio Russo, Giulia Salemi e Pierpaolo Petrelli, Daniela Ferolla ed Eleonora Daniele – si sfideranno per conquistare il montepremi finale, che sarà interamente devoluto in beneficenza alla Fondazione Futuro Ets.  Dopo una serie di prove emozionanti, la competizione raggiungerà il suo culmine con il Triello, da cui emergerà il vincitore della puntata, pronto ad affrontare l’iconica Ghigliottina, il momento più atteso del programma. Ad accompagnare il conduttore ci saranno, come sempre, le due amatissime Professoresse, Greta Zuccarello e Linda Pani.Inoltre, non mancheranno musica, ospiti a sorpresa e colpi di scena, tra cui una scossa speciale con Edoardo Leo e Pilar Fogliati, protagonisti al botteghino con “Follemente”, per una serata all’insegna dello spettacolo e del divertimento. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Arezzo, uccise il vicino che gli stava demolendo casa: al via processo per omicidio volontario

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(Adnkronos) – Con l'accusa di omicidio volontario, ha preso avvio oggi, sabato 15 marzo, il processo davanti alla Corte di Assise di Arezzo nei confronti di Sandro Mugnai, l'artigiano aretino che il 5 gennaio 2023 uccise a fucilate il vicino di casa, Gezim Dodoli, 59 anni, che con una ruspa gli stava buttando giù l'abitazione a San Polo, frazione del comune di Arezzo.  La Corte d'Assise è stata costituita con la presidente Anna Maria Loprete, con a latere il giudice togato Giorgio Margheri e sei giudici popolari.La prima un'udienza è stata di natura prettamente tecnica.

La Corte ha ammesso tutti i testi citati dalle parti: i parenti presenti la notte dell'Epifania di due anni fa nella casa attaccata, alcuni connazionali della vittima albanese, i carabinieri e gli specialisti del Ris di Parma che hanno condotto le indagini, i consulenti di parte.  L'imputato Sandro Mugnai era assente in aula.Per i suoi difensori avrebbe agito per difendere sé stesso e la sua famiglia.

Secondo le parti civili, Mugnai avrebbe, invece, iniziato a sparare prima che la ruspa si lanciasse all'attacco della sua casa.Le parti civili hanno anche richiesto anche la trascrizione della chiamata al 112 effettuata quella tragica sera.

L'udienza è stata aggiornata all'8 aprile: saranno ascoltati i testi citati dal pubblico ministero Laura Taddei. La sera del 5 gennaio 2023 Mugnai e la sua famiglia si trovavano all'interno della loro casa quando ci fu l'assalto con la ruspa da parte di Gezim Dodoli.Con un escavatore, dopo aver travolto quattro auto sul piazzale, la vittima cominciò a distruggere l'abitazione.

A quel punto Mugnai, dopo aver imbracciato il fucile da caccia sparò cinque colpi uccidendo il vicino di casa.  Mugnai venne arrestato dai carabinieri per omicidio volontario.Pochi giorni dopo il giudice per le indagini preliminari Giulia Soldini lo scarcerò, riconoscendo nella sua condotta la legittima difesa.

Quando tutto sembrava orientato verso l'archiviazione, il pubblico ministero Laura Taddei chiese e ottenne il rinvio a giudizio per Mugnai: l'ipotesi di reato contestato dalla Procura era quello di eccesso colposo di legittima difesa e per questo chiese in aula 2 anni e 8 mesi di condanna.  A quel punto ci fu il colpo di scena: secondo il gup Claudio Lara non fu eccesso colposo di legittima difesa né di legittima difesa.Il giudice ha poi chiesto alla Procura di procedere con un nuovo capo d'imputazione: omicidio volontario.

Da questa ipotesi di reato è partita la nuova udienza preliminare, che si è conclusa lo scorso 24 gennaio con la richiesta di rinvio a giudizio.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

MotoGp, ancora Marquez: pole in Argentina. Bagnaia solo quarto

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(Adnkronos) – Prima fila tutta Marquez nella MotoGp in Argentina.Marc Marquez con la Ducati ufficiale festeggia la pole position, la seconda consecutiva dopo quella in Thailandia, e oggi 15 marzo può condividere la gioia con il fratello Alex, secondo sulla Gresini.

In terza posizione partirà la Honda di Johann Zarco, seguito dall'altra Ducati ufficiale, quella di Pecco Bagnaia, quarto e ancora distante dal compagno di squadra. Quinta posizione per Pedro Acosta, poi Fabio Di Giannantonio e Fabio Quartararo.Un ottimo Franco Morbidelli, dominatore del Q1, si prende l'ottavo posto, mentre Marco Bezzecchi partirà dalla decima.

Chiudono la griglia Joan Mir, Brad Binder e Alex Rins.  1.Marc Marquez (Ducati) 2.

Alex Marquez (Ducati Gresini) 3.Johann Zarco (Honda) 4.

Francesco Bagnaia (Ducati) 5.Pedro Acosta (KTM) 6.

Fabio Di Giannantonio (Ducati Gresini) 7.Fabio Quartararo (Yamaha) 8.

Franco Morbidelli (Ducati Pramac) 9.Marco Bezzecchi (Aprilia) 10.

Joan Mir (Honda) 11.Brad Binder (KTM) 12.

Alex Rins (Yamaha) 13.Jack Miller (Yamaha) 14.

Fermin Aldeguer (Ducati Pramac) 15.Ai Ogura (Aprilia) 16.

Luca Marini (Honda) 17.Miguel Oliveira (Yamaha) 18.

Raul Fernandez (Aprilia) 19.Somkiat Chantra (Honda) 20.

Maverick Viñales (KTM) 21.Enea Bastianini (KTM) 22.

Lorenzo Savadori (Aprilia)  "Oggi abbiamo fatto un bello step rispetto alle libere di ieri, abbiamo capito la strada soprattutto per il passo gara.Abbiamo fatto una bella qualifica e mi sono trovato bene senza avere scie davanti.

Il passo di Alex, Pecco e Johann è molto buono quindi sarà difficile allungare nella classifica del Mondiale", ha detto Marc Marquez a caldo ai microfoni di Sky Sport. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Brunori in purezza conquista i Palasport, partito da Vigevano il tour

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(Adnkronos) –
Tra poesia, rock'n'roll e ironia sorniona, è partito ieri sera da Vigevano il Brunori Sas Tour 2025, una full immersion in 8 date nell’immaginario del cantautore calabrese.Tra i protagonisti assoluti della 75esima edizione del Festival di Sanremo, che l’ha visto conquistare il terzo gradino del podio e aggiudicarsi il Premio Sergio Bardotti per il Miglior Testo con il brano “L’albero delle noci”, Brunori Sas è pronto ora a portare tutto il suo mondo di cantautore sui palchi dei principali palasport italiani.  Prodotto da Vivo Concerti, il tour segna l’atteso ritorno dal vivo di Dario Brunori a distanza di tre anni dall’ultima avventura nei palazzetti, nonché la primissima occasione per ascoltare live – insieme ai grandi classici di una carriera lunga più di quindici anni – i brani del nuovo progetto discografico “L’albero delle noci”, pubblicato il 14 febbraio per Island Records e forte di un debutto ai vertici delle classifiche Fimi e nella top10 degli album più ascoltati al mondo su Spotify. 
Proprio intorno al nuovo album è costruita la scaletta, un viaggio lungo 23 canzoni che abbraccia anche tutto il repertorio dell'artista, riarrangiato per l’occasione con una band di 8 elementi, tra cui una piccola sezione fiati: Stefano Amato (basso elettrico, violoncello e mandola contralto), Dario Della Rossa (pianoforte, piano elettrico, sintetizzatori), Simona Marrazzo (voce, solina, percussioni), Mirko Onofrio (sax alto, flauti traversi, clarinetto basso, vibrafono, synth, cori), Max Palermo (batteria e percussioni), Luigi Paese (tromba e flicorno soprano), Gianluca Bennardo (trombone e flicorno baritono) e Lucia Sagretti (violino, viella, voce, theremin), con la direzione musicale di Riccardo Sinigallia. Spaziando tra momenti intimi e toccanti – tra gli altri, un intenso ricordo di famiglia sulle note di 'Per non perdere noi' – e sezioni dal tiro più trascinante e rock’n’roll, lo show mette al centro assoluto la musica, la condivisione e l’alchimia tra gli strumenti, senza effetti speciali o trovate sceniche fini a sé stesse.

E Dario Brunori non manca di intervenire tra un brano e l'altro, con la sua proverbiale ironia, in un dialogo con il pubblico, che si snoda tra richieste e risate.  Brunori Sas Tour 2025 è rappresentare le canzoni per come sono state concepite, senza sovrastrutture e senza sequenze: tutto è suonato interamente dal vivo, in omaggio alla musica nella sua essenza più pura, dove la dimensione live restituisce tutta l’autenticità delle esecuzioni, con le loro sporcature e imperfezioni. Il palco – dalla forte carica evocativa – omaggia le geometrie del concept grafico, dove l'arredo è fatto da una vera e propria distesa di cavi, strumenti e amplificatori: un ambiente caldo, avvolgente e coinvolgente, ideale per l'abbraccio tra musicisti e pubblico fin dai primi istanti, quando dopo l’inizio con le luci di sala ancora accese e Dario sul palco in solitaria per tutto il primo brano (Il pugile), la band fa il suo ingresso. Partendo dall’idea di dare una connotazione quasi teatrale all’allestimento, giocando con gli elementi scenografici per ricreare una sorta di carillon-teatro nel contesto dei palasport, i light & stage designer Francesco Trambaioli e Daniele Serra hanno ideato un ciclorama formato da grandi superfici che prendono sempre nuovi colori, dando vita ad ambientazioni suggestive che arricchiscono il racconto in musica dello show. Diviso in un grande quadro centrale e due quinte laterali che stringono verso il centro, il backdrop incornicia la scena privilegiando un racconto cinematografico del particolare e focalizzando l’attenzione su Brunori e i suoi 8 musicisti, posizionati su una grande pedana a quattro livelli: una struttura semicircolare di legno scuro, ispirata alla forma di una noce, a richiamare una sezione de L’Albero delle Noci.
 Il parco luci del Brunori Sas Tour 2025 è progettato per esaltare i momenti di intensità del live, lasciando respiro a quelli più intimi, con 7 fari che – appesi a dei pantografi – vengono calati nel corso dello show a creare ulteriore dinamicità. Dopo la partenza di Vigevano, la traversata live di Brunori Sas proseguirà a Firenze con l’appuntamento del 16 marzo al Mandela Forum (sold out), per poi fare tappa a Roma il 19 marzo al Palazzo dello Sport (sold out), passando per l'Inalpi Arena di Torino il 22 marzo, il PalaPartenope di Napoli il 26 marzo, l’Unipol Arena di Bologna il 28 marzo, e gran finale con la doppia data di Milano il 30 marzo (sold out) e il 31 marzo all’Unipol Forum. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, bruciate bandiere Ue al corteo di Potere al popolo – Video

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(Adnkronos) – Bruciate le bandiere europee al corteo di Potere al popolo a Roma. "Contro la piazza bellicista ed europeista voluta da Michele Serra" hanno detto prima di dar fuoco con i fumogeni a tre bandiere europee, stese sull'asfalto.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump colpito dal microfono, la reazione del presidente – Video

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(Adnkronos) – Donald Trump si prende un colpo di microfono in faccia.Il presidente degli Stati Uniti, prima di decollare dalla base di Andrews per volare in Florida, si ferma per rispondere alle domande dei cronisti sulla pista.

Una giornalista, mentre Trump ascolta una domanda su Gaza, perde apparentemente il controllo del microfono che finisce dritto sul volto del presidente.   Trump, sorpreso, incassa: prima si guarda attorno perplesso, poi 'fulmina' la giornalista. "E' appena diventata una grossa notizia stasera", dice rivolgendosi alla giornalista.   La scena ricorda per certi versi l'episodio che vide protagonista Silvio Berlusconi a Catania nel 1996.Il leader di Forza Italia, assediato dai giornalisti, venne colpito da un microfono: "Cribbio, nei denti me l'ha dato!", esplose il Cavaliere. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Manifestazione per l’Europa oggi a Roma, folla e bandiere Ue in piazza del Popolo

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(Adnkronos) – E’ il giorno della ‘piazza grande’ per l’Europa, senza simboli di partito e tante bandiere europee.Una mobilitazione volta a riaffermare i valori fondanti dell'Unione Europea: sono attese 15.000 persone in Piazza del Popolo ma la piazza è già pronta e prima che tutto cominci è stato intonata tra la folla 'Bella ciao'.  In piazza anche due grosse bandiere della pace.

Dei bambini le attraversano tenendo in mano la bandiera con il blu stellato dell’Unione europea.Ai piedi dei lenzuoli arcobaleno dei cartelli dove si legge: “Per un’Europa che sostiene i diritti umani, la difesa civile, la ricerca scientifica, la transizione ecologica, la cooperazione e la solidarietà tra i popoli”.

Nel secondo: “Per un’Europa che combatte le disuguaglianze tra i paesi ricchi e quelli poveri, riducendo la povertà e le migrazioni forzate”.Nel terzo: “Per un’Europa che si afferma come comunità politica, democratica ed economica in un sistema multilaterale senza dipendere dalla deterrenza militare”.

E infine nell’ultimo: “Per un’Europa che promuove una politica estera comune, fondata sulla cooperazione, la pace, la giustizia, la non violenza, il disarmo e il rispetto del diritto internazionale” Tra in tanti cartelli c’è anche una partecipante che indossa una maschera della morte con appeso al collo la scritta ‘nazionalismo’.Un altro tiene in mano la targa che indica il luogo ‘piazza del Popolo, con l’aggiunta della scritta ‘’europeo’.

Tra gli altri cartelli si legge: ‘l’Europa siamo noi’; ‘senza Europa siamo solo isole nel nulla’.Tra le prime file di continua a cantare ‘Bella ciao’.  “Dove si manifesta contro le armi e contro la guerra, contro la distruzione e la morte, ci saremo sempre.

Ancor più contro una occupazione brutale, contro il genocidio che stiamo subendo.Giusto essere oggi qui, in questa piazza e non nell’altra, per affermare anche il nostro diritto alla resistenza, alla difesa e per dire no alla guerra”.

Lo dice all’Adnkronos il presidente della comunità palestinese di Roma e Lazio, Yousef Salman, in piazza Barberini con i movimenti riuniti per dire no al riarmo.Quanti oggi manifestano contro la guerra sostengono con forza la possibilità di risolvere le controversie internazionali senza armi.

Anche in Medio Oriente. “Assolutamente sì- spiega Salman – Basterebbe applicare le centinaia di risoluzioni delle Nazioni Unite e che Israele non ha rispettato nè voluto applicare. È per questo che la guerra e l’occupazione vanno avanti”. La manifestazione è promossa dai sindaci di 14 città che hanno raccolto l'appello del giornalista e scrittore Michele Serra dalle colonne di Repubblica.Sarà proprio lui ad aprire gli interventi sul palco dove si alterneranno in presenza o con interventi video, i tre senatori a vita Renzo Piano, Liliana Segre ed Elena Cattaneo.  E poi Antonio Albanese, Claudio Amendola, Corrado Augias, Fabrizio Bentivoglio, Claudio Bisio, Luca Bizzarri, Gianrico Carofiglio, Javier Cercas, il sindaco di Barcellona, Renata Colorni, Lella Costa, Alessia Crocini (Famiglie Arcobaleno), Maurizio De Giovanni, Roberto Vecchioni, Corrado Formigli, Roberto Gualtieri, Jovanotti, Luciana Littizzetto, Gaetano Manfredi, Alice Manone (coordinatrice Acli giovani), Stefano Massini, Daniel Pennac, Pif, Andrea Riccardi, Antonio Scurati, Paolo Virzì, Gustavo Zagrebelsky.  Una piazza che vedrà la presenza dei leader di partito di opposizione (Elly Schlein, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli, Riccardo Magi, Matteo Renzi, Carlo Calenda) e l'assenza di Giuseppe Conte secondo il quale "oggi manifestare per questa Europa significa manifestare per il piano di riarmo".

Tante le associazioni e organizzazioni che hanno aderito: dalle tre grandi confederazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil all'Anpi, dalla Comunità di Sant’Egidio all’Agesci, dalla Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace a Legacoop.Insieme a loro cittadini comuni che stanno sventolando le bandiere europee e della pace e qualcuno alza cartelli per l’Europa.

Sono arrivati con i pullman da ogni parte d'Italia.L’aspettativa è quello di un grande raduno per esprimere – secondo le parole del sindaco Gualtieri – "un sentimento europeista, senza condizionamenti di appartenenza politica".  Pace, unità e futuro, in un momento di grandi difficoltà e cambiamenti nel mondo, i temi al centro. "Credo che questo sentimento di Europa come mancanza, come qualcosa che stiamo aspettando e vorremmo costruire sia diffuso non solo nel mondo politico ma tra i cittadini comuni", ha detto Michele Serra presentando nei giorni scorsi la manifestazione. "La reazione della gente comune è stata molto empatica.

E senza fare troppi distinguo – ha spiegato – , questi sono arrivati da chi fa politica per mestiere, ma è nella realtà delle cose e capisco.Quando mi chiedono quale sia la piattaforma politica della manifestazione rispondo: 'vogliamo l'Europa', gli europei ci sono e vorrebbero che ci fosse di più l'Europa.

Una piazza che pone delle domande e cerca di stringersi attorno a un sentimento europeo mi sembra importante".Sarà "una grande polis di diversi; sul palco saranno rappresentate diverse idee di Europa ma tutte europeiste, che provano a chiedere un'Europa più strutturata, che acceleri il processo di unità". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sardegna, l’offerta culturale delle aree interne: un patrimonio da valorizzare

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(Adnkronos) – Spopolamento e invecchiamento della popolazione ma anche un’offerta culturale da valorizzare.Le aree interne del Paese sono, allo stesso tempo, aree problematiche e un patrimonio da difendere.

Secondo la nuova mappatura della Strategia nazionale delle aree interne (Snai), il 48,3% dei Comuni italiani si trova in territori caratterizzati dalla difficoltà ad accedere a beni e servizi fondamentali, ovvero sanità, istruzione e mobilità.Il 44,8% dei Comuni delle aree interne si concentra nelle regioni del Mezzogiorno, particolarmente in Basilicata, Molise, Sardegna e Sicilia.  Nei Comuni delle aree interne vivono circa 13 milioni di persone e i territori sono diffusamente caratterizzati da spopolamento e invecchiamento della popolazione.

Nonostante le diverse fragilità, tali territori sorprendono per la ricchezza e la varietà dell’offerta culturale: il 29% dei Comuni delle aree interne ha almeno un museo, un monumento o un sito archeologico.  Rispetto al totale di 4.416 luoghi della cultura censiti in Italia dall’Istat nel 2022, 1.740 si trovano nei Comuni delle aree interne, pari al 39,4% del totale, percentuale che sale al 48% quando si tratta di aree o parchi archeologici. A livello nazionale, le aree interne più ricche di siti e strutture del patrimonio culturale si trovano in Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna e Lombardia.In Sardegna, a fronte di 263 tra musei, gallerie, aree archeologiche, complessi monumentali, 178 sono localizzati nelle aree interne.  Il dato espresso in valori percentuali corrisponde a quasi il 68% del totale delle strutture culturali sull’Isola, nettamente superiore alla media nazionale del 39,4% e, a livello regionale, dietro soltanto a Basilicata (86,8%) e Molise (71,4%). In particolare, la Sardegna si distingue per il numero di aree archeologiche, 61 su 298 del totale nazionale, pari al 23,2%.

Dei 61 siti archeologici dell’Isola, il 78,7% si trova nelle aree interne e spesso meno frequentate dai grandi flussi turistici che si concentrano, per lo più, lungo le coste.  La densità di offerta culturale varia notevolmente da un’area interna all’altra del Paese.Infatti, se nel 2022 la media nazionale è di 2,7 luoghi del patrimonio culturale ogni 10 mila abitanti delle aree interne, il numero cresce sino a 13 in Valle d’Aosta, seguita dal Piemonte con 6,5 e dal Friuli con 6,3.

La Sardegna si piazza al sesto posto con 5,1 strutture culturali per 10 mila abitanti. Dei 178 luoghi della cultura e strutture culturali censiti dall’Istat nel 2022 nelle aree interne sarde, 107 sono musei, gallerie, raccolte e collezioni d’arte, 48 sono aree o parchi archeologici, 23 monumenti o complessi monumentali.  In percentuale, sul totale del patrimonio culturale dell’entroterra della Sardegna, il 60% sono musei e gallerie d’arte, poco più del 27% è rappresentato da siti archeologici, il 13% circa è costituito da monumenti e complessi monumentali.  Entrando nel dettaglio delle diverse tipologie del patrimonio culturale, oltre un quarto dell’offerta dell’entroterra sardo è costituito da aree archeologiche (25,3% del totale).Seguono con il 16,9% del totale le strutture etnografiche e antropologiche, quindi quelle archeologiche con il 10,7%. Numeri che raccontano della storia e della cultura millenaria del territorio, ma non mancano strutture dedicate all’arte moderna e contemporanea, che rappresentano il 7,3% del totale dell’offerta culturale dell’entroterra sardo.  Per quanto attiene alla titolarità delle strutture, il patrimonio culturale delle aree interne della Sardegna nell’80,3% dei casi appartiene a soggetti pubblici, una delle percentuali più elevate tra le regioni italiane.

Per contro, solo il 19,7% ha titolarità privata.  Complessivamente, nel 2022, sono stati 1.194.593 i visitatori dei musei e delle strutture delle aree interne della Sardegna, dei quali oltre 923 mila hanno pagato un biglietto di accesso.Da notare che oltre l’87% di tali strutture prevede una forma di accesso a pagamento, una percentuale decisamente superiore a tutte le altre regioni, mentre solo l’11,8% è gratuito.  In quanto all’affluenza per singola struttura, il 33,1% ha registrato un numero inferiore a mille visitatori, il 35,4% ha avuto tra 1.001 e 5.000 visitatori.

Solo una percentuale minima (0,6%) ha avuto un numero elevato di visitatori compreso tra 100mila e 500mila.  Quasi il 60% dei luoghi della cultura dell’entroterra sardo ha registrato una netta maggioranza di visitatori italiani ovvero oltre il 70%.Nel dettaglio, il 26,9% delle strutture ha registrato tra il 50% e il 70% di pubblico italiano.

Parallelamente, c’è anche il 3,4% di strutture che non ha registrato nessun visitatore straniero.  Musei e istituti similari delle aree interne sarde vedono impiegati nel complesso 1.110 addetti con una media di 6 persone per struttura, in linea con la media nazionale.Nello specifico, il 30,3% di esse ha tra 6 e 10 addetti, il 23% ha 4 o 5 lavoratori, il 20,2% ne ha 2 o 3.

Soltanto il 5,6% delle strutture ha più di 15 impiegati, ma c’è anche l’1,7% che non dichiara alcun occupato in maniera prevalente.  Per funzionare, le strutture culturali fanno affidamento sia sugli introiti dei biglietti d’accesso che su altri proventi.In fatto di incassi dovuti ai biglietti, la percentuale più elevata di strutture ovvero il 17,3% ha entrate lorde comprese tra 2.501 e 5.000 euro, segue il 16,7% che incassa meno di mille euro.

Solo nell’1,3% del totale la vendita dei biglietti porta entrate considerevoli, comprese tra 500 mila e 1 milione di euro. Tra le altre tipologie di entrate, il 49,4% delle strutture ha proventi derivanti da servizi offerti al pubblico, il 48,3% da contributi e finanziamenti pubblici, il 10,3% da finanziamenti privati, ovviamente alcune strutture usufruiscono di più d’una tipologia. Musei e strutture similari delle aree interne della Sardegna si distinguono rispetto a quelle di molte altre regioni per una serie di supporti digitali e attività offerte al pubblico parallelamente alla proposta culturale.  Tra i supporti alla visita disponibili, in particolare, il 33,7% propone video e touch-screen, il 28,1% QR code e sistemi di prossimità, il 25,3% allestimenti interattivi, ricostruzione virtuale, realtà aumentata.In tutte le categorie indicate, le strutture culturali delle aree interne dell’Isola hanno un’offerta superiore rispetto alla media nazionale delle pari strutture.  In aggiunta, i musei sardi offrono ulteriori esperienze al pubblico, quali visite guidate (93,8% delle strutture, media nazionale 87,6%), spettacoli dal vivo e animazione culturale (54,5% delle strutture, media nazionale 46,1%), laboratori didattici (50,6% delle strutture, media nazionale 44,8%).  Per cercare di valorizzare i luoghi della cultura delle aree interne, l’Istat ha prodotto una graduatoria della tipologia di servizi e attività strategiche sulle quali le strutture sarebbero disposte ad investire.

Dall’osservazione dei dati emerge che il 44,9% delle strutture della Sardegna investirebbe in campagne di comunicazione e informazione per attrarre più visitatori. La seconda attività strategica su cui puntare per valorizzare l’offerta culturale è l’organizzazione di manifestazioni ed eventi, indicata dal 33,7% delle strutture, segue la necessità di interventi di ristrutturazione e/o di adeguamento degli impianti, indicata dal 27% delle strutture.  A livello di governance regionale, dal mese di gennaio 2025 è stata avviata la nuova Programmazione Territoriale, nell’ambito della nuova politica di coesione Italia 2021-2027 cofinanziata dall’Unione europea.Il Programma prevede oltre 400 milioni di euro di risorse, la maggior parte delle quali, oltre il 61% del totale, per interventi di valorizzazione ambientale e culturale.

Per fare il punto sull’avanzamento delle iniziative e programmare i nuovi interventi della Programmazione Territoriale, la Regione Sardegna ha avviato un ciclo di incontri territoriali con le amministrazioni locali, i partner privati e la società civile.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bayern, il nuovo inno è ‘Montagne Verdi’. Marcella Bella: “Che emozione”

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(Adnkronos) – Da Sanremo all'Allianz Arena.Cosa c'entrano il Bayern Monaco e Marcella Bella?

Più di quanto si possa pensare.In occasione dei 125 anni della squadra bavarese, il club ha deciso di adottare un nuovo inno, ovvero un riadattamento di 'Montagne Verdi', brano con cui la cantante italiana ha partecipato al Festival di Sanremo nel 1972.

La versione 'da stadio' è stata scritta da Gianni Bella su testo di Giancarlo Bigazzi e ed è stata registrata lo scorso dicembre, dopo la partita di Bundesliga all'Allianz Arena contro l'Heidenheim. A partecipare al brano, oltre a circa 8mila tifosi, anche il tenore Jonas Kaufman, protagonista del ritornello in italiano: "Il mio destino è di stare accanto a te/Con te vicino più paura non avrò/E un po’ bambino tornerò".In tedesco invece il resto del testo, cantato dai tifosi: "Per sempre forza Bayern.

Campioni di Germania, orgoglio di Monaco.Noi vogliamo celebrarti in ogni stadio, noi siamo i tifosi del Bayern.

Come abbiamo fatto per oltre cento anni, lo faremo fino alla morte.Il nostro club: Fc Bayern, nei colori bianco e rosso".  Il nuovo inno, presentato con un video sui profili social del Bayern che ripercorre la storia del club, ha debuttato lo scorso weekend in occasione della sfida di campionato contro il Bochum.  "Una grandissima emozione scoprire che il nuovo inno del Bayern Monaco per festeggiare i 125 anni di storia della società è totalmente ispirato a 'Montagne Verdi', ha commentato Marcella Bella sul proprio profilo Instagram.  "Non solo, il ritornello viene interpretato in italiano dal celebre tenore Jonas Kaufmann.

Grazie a tutti i tifosi di questa grande squadra che fanno rivivere uno dei miei più grandi successi". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Marco Carta a Verissimo, chi è il cantante: la vittoria a Sanremo, il coming out e l’arresto alla Rinascente

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(Adnkronos) –
Marco Carta sarà ospite oggi, sabato 15 marzo, a Verissimo.Il cantante, reduce della partecipazione di 'San Marino Song Contest 2025' torna nello studio di Silvia Toffanin per un'intervista ritratto: il percorso del cantante, tra luci e ombre, fino alla sua rinascita.  Classe 1985, Marco Carta è nato e cresciuto a Cagliari.

Ha trascorso la sua infanzia insieme alla nonna materna e al fratello maggiore, perché orfano di entrambi i genitori: all’età di 8 anni ha perso il papà, malato di leucemia, e a 10 anni la mamma, affetta da tumore. La sua carriera nel mondo della musica comincia nel 2008 quando Marco Carta partecipa ad ‘Amici’, talent show di Maria De Filippi, arrivando in finale e ottenendo la vittoria.Firma un contratto con la Warner Music Italia e pubblica così il suo primo disco, intitolato ‘Ti rincontrerò’.  Nel 2009 partecipa al Festival di Sanremo con il brano ‘La forza mia’ conquistando il primo posto sul podio.

Pubblica il secondo album, che ha raggiunto il disco di platino e comincia a portare la sua musica in giro per l’Italia.  Nel 2010 Marco Carta pubblica il singolo, ‘Quello che dai’, scritto per lui dal cantautore inglese James Morrison, che anticipa il terzo disco del cantante cagliaritano, ‘Il cuore muove’, certificato disco d’oro.  Nel 2011 torna nella scuola di Amici e insieme ad altri ex concorrenti, tra cui Emma Marrone, Alessandra Amoroso, Annalisa e Valerio Scanu, prende parte all’edizione vip del talent show di Maria De Filippi, 'Amici Big'. Nel 2015 debutta come scrittore, con il suo primo libro ‘Ho una storia da raccontare’.E nel 2016 parte per l’Honduras per sbarcare all’Isola dei Famosi, dove raggiunge la semifinale.  Qualche anno dopo, torna in un reality, questa volta partecipa a ‘Tale e Quale show’, il programma condotto da Carlo Conti su Rai 1, ottenendo la vittoria.

Nel 2019 esce il suo secondo libro, ‘Libero di amare’. Il 28 ottobre del 2018, ospite di ‘Domenica Live’, Marco Carta ha fatto coming out per porre fine alle domande riguardo alla sua sessualità.E ospite a Verissimo, il cantante ha detto: "I miei amici lo sapevano ed ero fidanzato, quindi non ha cambiato nulla nella mia vita privata.

Ho scelto di farlo solo perché ero stufo delle domande idiote che mi faceva la gente.Sentivo la costrizione di doverlo fare e io la vivevo malissimo". Nel 2020 aveva dichiarato di essere fidanzato con Sirio: "Stiamo insieme da sei anni e siamo molto affiatati, sono molto innamorato.

Visto tutto quello che abbiamo superato insieme, abbiamo capito che la nostra storia è per sempre: quando finirà la pandemia ci sposeremo.Lui non credeva nel matrimonio, ma forse per me e per il nostro amore ha cambiato idea!". Sempre a Domenica Live, Marco Carta aveva dichiarato di aver subito a giugno del 2018 un malore che lo ha obbligato a un intervento d’urgenza durato diverse ore.  “Mi sono sentito male in treno, tanto che il capotreno ha fermato il mezzo e chiamato un medico.

Mi hanno tenuto ad Arezzo per qualche ora sotto sorveglianza.Ho reagito bene e sono andato a cantare, anche se stavo malissimo”, ha raccontato il cantante che poi è stato portato dagli amici in ospedale a causa dei forti dolori. “L'intestino si era perforato, ma fortunatamente si è riparato da solo, con l'aiuto degli antibiotici.

Mi hanno messo 37 punti”, aveva spiegato. Il 31 maggio del 2019 Marco Carta è stato arrestato alla Rinascente di Milano, con l'accusa di furto aggravato per aver rubato alcune t-shirt del valore di 1200 euro.Il cantante è stato sottoposto a processo, ed erano stati chiesti otto mesi di reclusione, ma nell'ottobre del 2020 è stato ufficialmente assolto.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terremoto oggi ai Campi Flegrei, nuova scossa di magnitudo 3.9

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(Adnkronos) – Nuova scossa di terremoto oggi, sabato 15 marzo, nell'area dei Campi Flegrei.Secondo l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia è stata di magnitudo 3.9 con una profondità di 3 chilometri ed epicentro a Pozzuoli.

Il sisma si è sentito anche in diversi quartieri di Napoli e nella provincia del capoluogo campano.Anche ieri sera l'ultima scossa di magnitudo 3.5 con epicentro a Bagnoli si è sentita nel quartiere Chiaia e nel Vomero del capoluogo partenopeo.

Tanta paura tra gli abitanti, ma non ci sono stati danni.  Dopo lo sciame sismico dei giorni scorsi nell'area dei Campi Flegrei, i vigili del fuoco fanno sapere che nelle ultime 24 ore ci sono state oltre 170 verifiche di stabilità nelle zone di Bacoli, Bagnoli e Pozzuoli.Tra queste anche quella di una palazzina nel quartiere Bagnoli che, dopo la scossa di magnitudo 4.4 di tre notti fa è stata evacuata.

Nella palazzina c'erano 40 famiglie che sono state costrette a lasciare lo stabile.Alcuni disabili sono stati portati via con l'ambulanza. Secondo l'Osservatorio Vesuviano da giovedì scorso si sono verificati oltre una ventina di terremoti con una magnitudo massima di 4.4.

L'evento bradisismico è stato avvertito in tutti i quartieri di Napoli, oltre ad Avellino e Salerno.Per il direttore dell'Osservatorio Vesuviano, Mauro Di Vito, "questo segnale, assieme ad altri, ci dice che il processo sta continuando a una velocità sostenuta e possiamo aspettarci altra sismicità".  Alla domanda sull'intensità dei prossimi eventi bradisismici, la direttrice dell'Osservatorio Francesca Bianco ha risposto che "si tratta, comunque, di terremoti, che sono imprevedibili". "Una scossa pesante, si balla" ha detto all'Adnkronos il sindaco di Bacoli, Josi Della Ragione. "E' in corso il monitoraggio delle scuole e sono in allestimento altre due aree di attesa", informa il sindaco. "Una nel centro di Bacoli all’area mercatale e l’altra nel campo di calcio a Cuma, che si aggiungono al centro accoglienza già predisposto, dove stanotte hanno dormito nove persone e che è stato aperto anche per i cittadini di Monte di Procida". “Sono in corso i controlli" dice all'Adnkronos il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni. "C’è stato un grande spavento anche se la magnitudo di questo evento bradisismico è stata inferiore rispetto alla scossa di tre notti fa e questo perché, a quanto pare, la scossa è avvenuta a 2.8 chilometri dalla Solfatara, quindi al centro del Comune di Pozzuoli”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Latina, l’auto finisce contro un albero e prende fuoco: morto conducente

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(Adnkronos) – Ha perso il controllo della propria auto finendo fuori strada e impattando contro un albero.A causa dello scontro violentissimo, la Mini cooper ha preso fuoco con il conducente, ancora da identificare, all'interno.

E' successo la notte scorsa sulla via Litoranea, a Latina.  Sul posto, insieme ai vigili del fuoco e ai sanitari del 118 che non hanno potuto che constatare il decesso della persona al volante, sono intervenuti i carabinieri della Stazione Borgo Sabotino e della Sezione Radiomobile della Compagnia di Latina.  La salma è stata portata all'istituto di medicina legale, in attesa di eventuali accertamenti che saranno disposti dall’Autorità Giudiziaria.Sono in corso indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell'incidente: la macchina è stata sequestrata. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giorgetti: “Lite con Meloni? Tutte balle”

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(Adnkronos) – Leggo che "io avrei litigato con Meloni" all'ultimo Consiglio dei ministri "naturalmente sono tutte balle, ma se i giornalisti decidono che è cosi è inutile che smentisci".E' quanto ha detto oggi, sabato 15 marzo, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti a 'Tutta un'altra economia, la sfida del valore', il primo dei tre eventi della Lega che porteranno al Congresso Federale. "Trump fa casino, vuole mettere i dazi perché lui pensa che in questo modo difende i giusti diritti delle imprese americane – sottolinea Giorgetti -, io dico che è l'occasione buona per discutere di come difendere i giusti diritti delle imprese italiane, anche delle migliaia di imprenditori che hanno dovuto chiudere per la concorrenza sleale che arrivava dalla Cina e da questi Paesi". "Questa è l'occasione buona – sottolinea – per andare a riscrivere le regole della competizione globale". Le grandi banche "fanno grandissimi profitti però forse si dimenticano di fare quello per cui sono nate, cioè fare credito alle imprese e soprattutto alle Pmi". "E quindi se io devo prendere una decisione devo fare in modo che continui a sopravvivere quella che qualcuno ha chiamato la biodiversità bancaria, grandi banche, piccole banche, banche attente al territorio, attente ai grandi gruppi e banche attente anche alle Pmi", aggiunge. La risposta per consentire alle imprese di crescere passa per la flat tax e anche la pace fiscale. "Partendo dei piccoli è esattamente il tipo di risposta a questa realtà economica per l'impresa che ha bisogno di lavorare senza troppi casini e troppe regolamentazioni", afferma il ministro, sottolineando che "anche proposta che sta venendo avanti adesso per pace fiscale va in questa direzione". Bisogna "fare in modo che gli imprenditori possano crederci, lavorare, continuare investire", afferma ancora Giorgetti, sottolineando l'importanza di "dare fiato e respiro agli imprenditori vecchi e nuovi che sono la molla per lo sviluppo economico".

E per fare questo "prima di tutto la politica deve ispirare fiducia", conclude Giorgetti. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Iginio Massari chi è, il pasticciere a Verissimo: gli esordi in Svizzera, la famiglia e l’incidente

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(Adnkronos) –
Iginio Massari sarà ospite oggi, sabato 15 marzo, a Verissimo.Un racconto intenso della lunga carriera del maestro pasticciere italiano più celebre al mondo.

Vincitore, dal 1964, di oltre 300 concorsi, premi e riconoscimenti nazionali e internazionali, ecco chi è Iginio Massari. Iginio Massari è nato a Brescia il 29 Agosto del 1942.Già dall’infanzia scopre il piacere per la cucina: la mamma Rachele era cuoca e il papà Pietro, direttore di una mensa.  A 16 anni, dopo qualche mese di lavoro in un panificio del centro città, si trasferisce in Svizzera, nei cantoni francesi dove in quattro anni, acquisisce la prima esperienza di pasticceria e cioccolateria.

Esperienza che lo avvicina alla sapienza del Maestro Claude Gerber, uno dei primi grandi maestri cioccolatieri.Terminato il primo percorso di formazione, Massari torna in Italia.

La sua carriera, tuttavia, subisce un arresto a causa di un brutto incidente stradale in moto che lo costringe a un lungo periodo di immobilità.  Nel 1968 si sposa con Maria Damiani, conosciuta pochi anni prima mentre lavorava nel laboratorio della storica pasticceria Camera di Brescia dove lei faceva la cameriera. Successivamente comincia a lavorare per Bauli, dove consolida le proprie conoscenze in paste lievitate.Diventa quale responsabile e capopasticcere dei FLLI Cervi e dirigente tecnico in STAR del settore artigianale e industriale dal 1969 al 1971.

Nello stesso anno, per volere della moglie, apre la Pasticceria Veneto, che si classifica prima nella selezione della guida del Gambero Rosso dal 2011 al 2016.Nel marzo 2015, in occasione dell'evento enogastronomico, gli viene conferito il Leone d'oro alla carriera. Considerato da molti il padre putativo del pandoro e del panettone, in occasione dell’Expo 2015 di Milano, realizza una rivisitazione del classico dolce natalizio milanese conciliando tradizione e innovazione. Comincia a farsi conoscere come volto televisivo in qualità di giudice e ospite fisso a partire dalla seconda edizione di Masterchef Italia.  Dal 2017 è il protagonista del programma ‘Iginio Massari – The Sweetman’, dove i concorrenti si cimentano nella creazione del loro dolce migliore.

A marzo del 2018 apre a Milano la sua seconda pasticceria ottenendo un immediato successo. Massari è papà di due figli, Debora e Nicola, entrambi lavorano con lui nell'attività di famiglia. Per alcuni, Massari è un personaggio televisivo troppo "severo" con i concorrenti dei talent di cucina.In un’intervista a cookist, ha rivelato: “Le persone affibbiano marchi continuamente ed è difficile toglierseli.

La tv non mi pesa perché non bado alle telecamere, non costruisco domande e risposte, sono proprio fatto così.Esprimo i giudizi che direi senza problemi ai miei ragazzi in pasticceria.

Non recito: così come mi vedi in televisione sono nella vita". “Il mio sogno – ha spiegato il pasticciere a Cookist – è di arrivare a 200 libri scritti, un obiettivo che conto di raggiungere ma mancano ancora parecchi volumi".  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)