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Morto a 105 anni ultimo pilota sopravvissuto alla Battaglia d’Inghilterra

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(Adnkronos) –
John 'Paddy' Hemingway, ultimo pilota sopravvissuto alla Battaglia d'Inghilterra, è morto: aveva 105 anni.La Royal Air Force (Raf) ha comunicato il decesso avvenuto lunedì 17 marzo nella sua residenza di Dublino.

All'epoca dei combattimenti, Hemingway aveva vent'anni.  Nato a Dublino nel 1919, si arruolò nella Raf nel 1938.Diventato capitano di squadriglia Hemingway si ritirò dalla Raf nel 1974.

Era l'ultimo testimone dei 'The Few' (I Pochi), quel gruppo di ardimentosi piloti che respinsero le forze armate tedesche durante la Battaglia di Inghilterra, nonostante fossero in inferiorità numerica. Hemingway svolse un ruolo fondamentale nella difesa della Gran Bretagna contro gli incessanti raid aerei condotti dalla Luftwaffe, la forza aerea tedesca, dal luglio al settembre 1940, dopo la caduta della Francia.La squadriglia del pilota riuscì ad abbattere 90 aerei nemici nell'arco di 11 giorni nel maggio 1940, ha ricordato la Raf. Nel corso degli scontri aerei con i velivoli tedeschi, nell'agosto del 1940, Hemingway fu costretto a due lanci con il paracadute dal suo cacciabombardiere Hurricane.

In una di queste occasioni ammarò al largo della costa orientale inglese, prima di riaggregarsi al suo squadrone e riprendere le operazioni.Nel 1941 ricevette la Distinguished Flying Cross per il coraggio dimostrato in combattimento.

In un'intervista rilasciata alla Bbc nel 2020, Hemingway rifiutò le attribuzioni di eroismo, dichiarando: "Il mondo era in guerra, e non si poteva andare da qualche parte e dire: 'Sono in pace e non combatto guerre'.L'abilità principale era la fortuna.

Dovevi essere fortunato, non importa quanto fossi bravo.Per esempio, il mio capo, Dickie Lee, era il miglior pilota che abbia mai visto, ma è stato abbattuto e ucciso.

Quindi non ha avuto fortuna.Io ho avuto una fortuna incredibile".  Hemingway ha proseguito il servizio nella Royal Air Force durante gli anni successivi, durante la Seconda guerra mondiale: mentre duellava contro i caccia nazisti, precipitò colpito dalla contraerea nei cieli italiani durante una missione di attacco al suolo per colpire una colonna corazzata tedesca nell'aprile 1945.

Fu una famiglia italiana a nasconderlo e proteggerlo, ancora tramortito dall'atterraggio di emergenza.Fu una bambina di nove anni di Coccanile di Copparo (Ferrara), Carla Fabbri, che lo salvò accompagnandolo verso le linee angloamericane, travestito da contadino. Nel 2023 attraverso 'Il Messaggero' l'ex aviatore irlandese lanciò un appello per incontrare quella bimba italiana, che però non c'era più da una decina d'anni.

Nel 2024 però, ha potuto incontrare, a Dublino, Lina Volpi, la figlia di Carla Fabbri, che di anni ne ha 62 e che è cresciuta con i racconti di quella storia, di quel pilota straniero arrivato in casa loro in cerca di aiuto, accolto, rifocillato e aiutato a fuggire.  Il primo ministro inglese, Keir Starmer, ha reso omaggio a Hemingway, dichiarando: "Sono addolorato dalla notizia della scomparsa di John 'Paddy' Hemingway, l'ultimo pilota noto della Battaglia d'Inghilterra.Ottant'anni fa, il coraggio e la determinazione di Paddy e di tutti i coraggiosi piloti della Raf contribuirono a porre fine alla seconda guerra mondiale.

Hanno sorvolato senza paura il territorio nemico per proteggere il Regno Unito e i suoi alleati, rischiando la vita".In un post sui social media il principe William ha scritto: "Dobbiamo molto a Paddy e alla sua generazione per le nostre libertà di oggi.

Il loro coraggio e il loro sacrificio saranno sempre ricordati".  —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sciopero treni 19 marzo, chi si ferma e orari

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(Adnkronos) – I treni si fermano ancora.Domani, mercoledì 19 marzo 2025, è sciopero nazionale del personale del Gruppo FS, Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord.

I convogli potrebbero subire cancellazioni o variazioni dalle 9:01 fino alle ore 16:59.   L'agitazione sindacale può comportare modifiche al servizio anche prima dell’inizio e dopo la sua conclusione fa sapere Trenitalia.Come sempre, i treni che si trovano in viaggio a sciopero iniziato arrivano comunque alla destinazione finale se è raggiungibile entro un'ora dall'inizio dell'agitazione sindacale; trascorso tale periodo, i treni possono fermarsi in stazioni precedenti la destinazione finale.  L'agitazione indetta da Orsa, Ugl e Fast potrebbe avere ripercussioni anche sul servizio suburbano e aeroportuale.

Trenord infatti fa sapere che le corse sui collegamenti aeroportuali Malpensa Express e S50 Malpensa Aeroporto-Bellinzona potranno subire variazioni e cancellazioni.Saranno previsti autobus sostitutivi, senza fermate intermedie, per le corse del servizio aeroportuale non effettuate tra Milano Cadorna (da via Paleocapa, 1) e Malpensa Aeroporto e tra Stabio e Malpensa Aeroporto.  I passeggeri che intendono rinunciare al viaggio possono chiedere il rimborso a partire dalla dichiarazione di sciopero fino all’ora di partenza del treno prenotato, per i treni Intercity e Frecce e fino alle ore 24:00 del giorno antecedente lo sciopero stesso, per i treni Regionali.

In alternativa possono riprogrammare il viaggio, a condizioni di trasporto simili, non appena possibile, secondo la disponibilità dei posti.Trenitalia garantisce comunque alcuni treni a lunga percorrenza. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gaza, 59 gli ostaggi ancora prigionieri di Hamas: solo 24 sarebbero vivi

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(Adnkronos) – Sono 59 gli ostaggi ancora trattenuti nella Striscia di Gaza da Hamas e altri gruppi attivi nell'enclave palestinese.Si ritiene solo 24 siano vivi, come riportano i media israeliani.

Per tutti loro torna con forza la mobilitazione dei parenti che accusano il governo di Benjamin Netanyahu di averli "abbandonati" dopo i nuovi raid aerei israeliani che nella notte hanno colpito l'enclave palestinese, finita nel 2007 in mano a Hamas.  Stamani un esponente di Hamas citato da Al-Alaby Al-Jadeed parlava dell'uccisione di uno degli ostaggi e del ferimento di altri nei nuovi raid dopo che per mesi la Striscia è stata teatro di operazioni dei militari israeliani scattate in risposta all'attacco del 7 ottobre 2023 in Israele quando vennero fatte prigioniere 251 persone.Il 19 gennaio era entrato in vigore l'accordo per un fragile cessate il fuoco tra Israele e Hamas, con la prima fase conclusasi dopo 42 giorni.

E nelle ultime ore Netanyahu ha dato ordine di attaccare Gaza accusando Hamas di aver "ripetutamente rifiutato di rilasciare" gli ostaggi e di aver respinto "le proposte che ha ricevuto dall'inviato del presidente Usa, Steve Witkoff, e dai mediatori".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Kings League, Nainggolan furioso: “Io figure di m***a non le faccio” – Video

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(Adnkronos) – L'esperienza di Radja Nainggolan in Kings League non è iniziata nel migliore dei modi.Tesserato come wild card dai Caesar Fc, squadra con presidenti gli youtuber Er Faina ed En3rix, l'ex centrocampista di Roma e Inter ha debuttato nel torneo a 7 ideato da Gerard Piqué, e sbarcato quest'anno in Italia, andando incontro però a una pesante sconfitta.

La sua squadra infatti, ultima in classifica con zero punti conquistati, è stata battuta per 8-3 dalle Zebras nonostante la buona prestazione del Ninja, nominato MVP del match.   Nainggolan, intervistato a fine partita, non ha preso bene la sconfitta: "Se devo essere onesto qui mancano giocatori di qualità.Anche oggi tre gol sono stati segnati dalle wild card e la squadra in sé non è abbastanza competitiva secondo me.

Devo essere onesto, non hanno personalità.Questo gioco lo sai fare o non lo sai fare.

Se sai giocare a calcio a undici è una cosa, ma se devi giocare a calcio a cinque o a sette è un altro gioco", è stata la dura analisi di Nainggolan, che non è sicuro di proseguire la sua avventura in Kings League, "ci devo pensare.Perchè va bene MVP ma a me non interessa.

Figure di m***a a me non piace farle". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Grande Fratello, puntata 17 marzo: tutto quello che è successo

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(Adnkronos) –
Tommaso Franchi è stato eliminato dal Grande Fratello tramite televoto flash.Il concorrente ha dovuto abbandonare la Casa nel corso della puntata del reality show andata in onda ieri, lunedì 17 marzo.

Ecco il riassunto della quarantesima puntata.  Il tanto atteso chiarimento tra Shaila Gatta e Lorenzo Spolverato si è trasformato durante la puntata in un accesso scontro.I due, che ormai non sono più una coppia, pare non riescano più a stabilire una tregua. "Indossi una maschera da quando ci siamo lasciati.

A me fa rabbia perché io voglio bene a lui e il mio sentimento esiste.Mi chiedo se ho idealizzato", ha detto l'ex velina. Il televoto vedeva in nomination Helena Prestes, Shaila Gatta, Chiara Cainelli, Mariavittoria Minghetti e Javier Martinez, ed è proprio il pallavolista argentino a dover abbandonare la Casa.

Tuttavia, il concorrente ha avuto la possibilità di rientrare in gioco perché, in quanto veterano del GF, ha ottenuto un bonus, la seconda vita.L'argentino è rientrato nella Casa pochi minuti dopo la sua eliminazione. Il cerchio si stringe e la finale si avvicina.

Il prossimo televoto decreterà l'eliminato della semifinale di questa edizione del Grande Fratello.Il pubblico è chiamato a scegliere chi salvare tra Helena Prestes, Giglio e Chiara Cainelli. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alex Vittur, chi è l’amico e nuovo agente di Jannik Sinner

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(Adnkronos) –
Jannik Sinner cambia agente.Nella giornata di ieri, 17 marzo, il tennista azzurro ha annunciato un cambio nel proprio management, lasciando la StarWing Sports per affidarsi ad Avima, società che già da un anno gestiva la comunicazione del numero uno al mondo.

L'assenza dai campi per squalifica, arrivata dopo un'accordo con la Wada che prevede tre mesi di inibizione per il caso Clostebol, sta servendo quindi a Sinner per sistemare alcune questioni personali e gestire i propri rapporti professionali.Il nuovo manager sarà l'amico Alex Vittur, ma chi è Vittur?
  L'addio a Lawrence Frankopan, Ceo di StarWing Sports, e l'investitura di Alex Vittur come agente unico sono stati annunciati da Sinner con un comunicato pubblicato sui propri canali social.

La Avima Sports & Business Management è un'agenzia fondata proprio Lawrenc Alex Vittur, ex tennista professionista e amico di Jannik da quando aveva 13 anni. Vittur è stato al fianco dell'azzurro in tutte le scelte più importanti della sua carriera, lo convinse a lasciare lo sci alpino per dedicarsi al tennis e si trasferì con lui a Bordighera quando Sinner, all'inizio della carriera, si allenava con Riccardo Piatti.E proprio nel divorzio da Piatti e la scelta di affidarsi a Simone Vagnozzi, a cui si è aggiunto poi Darren Cahill, c'è stata la mano di Vittur, sempre presente come consigliere speciale di Sinner.  Ora il suo obiettivo sarà quello di aumentare i ricavi di Sinner, che è stato tra gli sportivi più pagati del 2024 con circa 57 milioni di entrate, preservando i vecchi accordi di sponsorizzazione e chiudendone di nuovi.

Al momento, nonostante la squalifica e le polemiche intorno all'accordo con la Wada, l'immagine di Jannik è rimasta indenne, con gli sponsor che gli sono rimasti a fianco.  Il numero uno del tennis mondiale è ormai anche un’icona non solo in campo, ma anche fuori.Sinner oggi appare in svariate pubblicità, presta il suo volto a tante iniziative ed è spesso invitato come guest star a grandi eventi.

Gucci è stato uno dei primi marchi a puntare su di lui, proprio come Nike, con cui il numero uno al mondo ha un accordo da circa 15 milioni l'anno. In tv lo vediamo spesso negli spot di Fastweb e Lavazza, brand che sponsorizza diversi tornei del circuito.Ma nell'ultimo anno, quello dell'ascesa e della consacrazione, Sinner ha stretto accordi anche con De Cecco, Enervit, Alfa Romeo, Parmigiano Reggiano, Technogym, L'Oreal e anche Pigna, che ha lanciato una nuova linea di oggetti scolastici ispirati all'azzurro. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Accesso a Medicina, anestesisti: “Disponibili a collaborare su orientamento”

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(Adnkronos) – La Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti) accoglie con interesse l'approvazione definitiva della riforma dell'accesso ai corsi di laurea in Medicina e chirurgia, odontoiatria e Medicina veterinaria e si rende disponibile a collaborare con il ministero dell'Università e della Ricerca (Mur) per l'attuazione delle iniziative di orientamento nelle scuole secondarie superiori.Uno degli aspetti qualificanti della riforma – spiega la società scientifica in una nota – è proprio l'attività di orientamento, che rappresenta un'opportunità concreta per avvicinare gli studenti alle discipline sanitarie, promuovendo la consapevolezza dell’importanza e il fascino di specialità mediche come l'Anestesia e rianimazione.

Siaarti ritiene fondamentale sensibilizzare i giovani sulla necessità di coltivare una vocazione verso queste specializzazioni, cruciali per il sistema sanitario e per la gestione delle emergenze ad alta complessità. "Siamo pronti a offrire il nostro contributo nell'ambito dell'orientamento scolastico – afferma Elena Bignami, presidente Siaarti – affinché gli studenti possano maturare scelte più informate e motivate verso le professioni sanitarie, in particolare quelle dell'area critica".Accanto alle opportunità offerte dalla riforma, permangono tuttavia alcune preoccupazioni.

La presidente Siaarti esprime dubbi sulla capacità delle università di garantire una didattica di qualità e un'adeguata formazione pratica con l'incremento degli studenti ammessi. "Numeri così elevati – osserva Bignami – rischiano di compromettere la qualità della didattica frontale e della formazione pratica nei tirocini, con possibili ripercussioni sul livello di preparazione dei futuri medici e specialisti.Non siamo convinti che questo nuovo assetto organizzativo possa realmente garantire un effettivo diritto allo studio e una formazione equa per tutti, soprattutto per la parte pratica". A destare ulteriori timori è il combinato disposto tra questa riforma e le disposizioni del cosiddetto 'Decreto Calabria' e dei successivi provvedimenti, che consentono ai medici specializzandi, già dal secondo anno di corso, di partecipare ai concorsi per le assunzioni nelle aziende sanitarie. "Se non si pone un'adeguata attenzione alla qualità della formazione – avverte la presidente Siaarti – il rischio è che i giovani medici vedano ridotti non solo gli anni di formazione effettiva, ma anche la loro preparazione a causa del sovraffollamento e della necessità di entrare subito in mondo del lavoro caratterizzato dalla carenza di organico.

Ciò – aggiunge – potrebbe avere ripercussioni negative sulla qualità dell'assistenza sanitaria, specialmente nelle discipline ad alta complessità come la nostra". Siaarti ritiene che sia il momento di aprire una riflessione più ampia sulla durata del percorso formativo in Medicina e Chirurgia e sulla specializzazione. "Potremmo immaginare un corso di laurea in Medicina ridotto a 4 anni, con un percorso di specializzazione della durata di altri 4 anni: i primi 2 senza possibilità di assunzione e gli ultimi 2 con una crescente autonomia professionale – suggerisce Bignami – Questa potrebbe essere una strada per garantire una formazione più mirata e di qualità, evitando il rischio di medici formati in tempi ridotti ma con competenze non adeguate".  Siaarti auspica che i decreti legislativi attuativi della riforma tengano conto di queste criticità e si rende disponibile a un confronto costruttivo con le istituzioni per individuare soluzioni che possano coniugare l'aumento dell'accesso con la necessaria garanzia di qualità formativa. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Draghi: “Nostra sicurezza messa in dubbio, Europa è più sola”

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(Adnkronos) – Mario Draghi torna per la prima volta in Parlamento dopo la fine del mandato da Presidente del Consiglio.E, davanti alle commissioni riunite Bilancio, Attività produttive e Politiche Ue della Camera e del Senato, lancia l'allarme sulla sicurezza dopo la svolta di Donald Trump. "La nostra sicurezza è oggi messa in dubbio dal cambiamento nella politica estera del nostro maggior alleato rispetto alla Russia che, con l’invasione dell’Ucraina, ha dimostrato di essere una minaccia concreta per l’Unione Europea", afferma l'ex premier presentando il suo Rapporto sulla competitività, già illustrato al Parlamento europeo il 17 settembre scorso. "L’Europa – osserva – è oggi più sola nei fori internazionali, come è accaduto di recente alle Nazioni Unite, e si chiede chi difenderà i suoi confini in caso di aggressione esterna – e con quali mezzi".  Sottolineando che la questione della difesa è tra le maggiori vulnerabilità a cui è esposta l’Unione europea, Draghi ricorda che "l’Europa avrebbe dovuto comunque combattere la stagnazione della sua economia e assumere maggiori responsabilità per la propria difesa in presenza di un minore impegno americano da tempo annunciato.

Ma gli indirizzi della nuova amministrazione hanno drammaticamente ridotto il tempo disponibile.Speriamo ci spingano con eguale energia ad affrontare le complessità politiche e istituzionali che hanno finora ritardato la nostra azione". "La difesa comune dell’Europa diventa un passaggio obbligato per utilizzare al meglio le tecnologie che dovranno garantire la nostra sicurezza.

Persino la nostra valutazione dell’investimento in difesa, oggi basata sul computo delle sole spese militari, andrà modificata per includere gli investimenti su digitale, spazio e cybersicurezza che diventano necessari alla difesa del futuro.Per tutto ciò occorre iniziare un percorso che ci porterà a superare i modelli nazionali e a pensare a livello continentale". Per l'ex premier "occorre definire una catena di comando di livello superiore che coordini eserciti eterogenei per lingua, metodi, armamenti e che sia in grado di distaccarsi dalle priorità nazionali operando come sistema della difesa continentale". "Dal punto di vista industriale ed organizzativo questo vuol dire favorire le sinergie industriali europee concentrando gli sviluppi su piattaforme militari comuni (aerei, navi, mezzi terresti, satelliti) che consentano l’interoperabilità e riducano la dispersione e le attuali sovrapposizioni nelle produzioni degli Stati membri", afferma. "Nelle ultime settimane, la Commissione ha dato il via a un ingente piano di investimenti nella difesa dell’Europa.

Mentre si pianificano nuove risorse – sottolinea Draghi – occorrerebbe che l’attuale procurement europeo per la difesa – pari a circa 110 miliardi di euro nel 2023 – fosse concentrato su poche piattaforme evolute invece che su numerose piattaforme nazionali, nessuna delle quali veramente competitiva perché essenzialmente dedicata ai mercati domestici.L’effetto del frazionamento è deleterio: a fronte di investimenti complessivi comunque elevati, i Paesi europei alla fine acquistano gran parte delle piattaforme militari dagli Stati Uniti". "Tra il 2020 e il 2024, gli Stati Uniti hanno fornito il 65% dell’importazione di sistemi di difesa degli Stati Europei aderenti alla Nato.

Nello stesso periodo l’Italia ha importato circa il 30% dei suoi apparati di difesa dagli Stati Uniti", rileva Draghi. "Se l’Europa decidesse di creare la sua difesa e di aumentare i propri investimenti superando l’attuale frazionamento, invece di ricorrere in maniera così massiccia alle importazioni, essa ne avrebbe certamente un maggior ritorno industriale, nonché un rapporto più equilibrato con l’alleato atlantico anche sul fronte economico.Questa grande trasformazione – osserva l'ex presidente della Bce – è in realtà necessaria non solo per le complessità geopolitiche cui stiamo assistendo, ma anche per via della rapidissima evoluzione della tecnologia che ha stravolto il concetto di difesa e di guerra".   Parlando delle conseguenze per l’Europa del ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump, evocato solo indirettamente, il primo pensiero di Draghi va ai dazi annunciati da Washington. "Quando la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, mi ha chiesto di redigere un Rapporto sulla Competitività, i ritardi accumulati dall’Unione apparivano già preoccupanti.

L’Unione Europea ha garantito per decenni ai suoi cittadini pace, prosperità, solidarietà e, insieme all’alleato americano, sicurezza, sovranità e indipendenza.Questi sono i valori costituenti dell'Unione europea, la nostra Unione europea". "La nostra prosperità, già minacciata dalla bassa crescita per molti anni, si basava su un ordine delle relazioni internazionali e commerciali oggi sconvolto dalle politiche protezionistiche del nostro maggiore partner.

I dazi, le tariffe e le altre politiche commerciali che sono state annunciate avranno un forte impatto sulle imprese italiane ed europee", aggiunge.  "Una seria politica di rilancio della competitività europea deve porsi come primo obiettivo la riduzione delle bollette, per imprese e famiglie", scandisce Draghi, per il quale "occorre certamente accelerare lo sviluppo di generazione pulita e investire estesamente nella flessibilità e nelle reti.Ma occorre anche disaccoppiare il prezzo dell’energia prodotta dalle rinnovabili e dal nucleare da quello dell’energia di fonte fossile.

Non possiamo però unicamente aspettare le riforme a livello europeo". "In Italia sono disponibili decine di gigawatt di impianti rinnovabili in attesa di autorizzazione o di contrattualizzazione. È indispensabile semplificare e accelerare gli iter autorizzativi, e avviare rapidamente gli strumenti di sviluppo.Questo abiliterebbe nuova produzione a costi più bassi di quella a gas, che rappresenta ancora in Italia circa il 50% del mix elettrico (a fronte di meno del 15% in Spagna e di meno del 10% in Francia)".

Inoltre, "senza aspettare una riforma europea, possiamo slegare la remunerazione rinnovabile da quella a gas, sia sui nuovi impianti che su quelli esistenti, adottando più diffusamente i Contratti per differenza (Cfd) e incoraggiando e promuovendo i Power purchasing agreement (Ppa)", aggiunge.   —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terremoto oggi a Potenza, forte scossa di magnitudo 4.2

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(Adnkronos) – Terremoto oggi martedì 18 marzo a Potenza.Registrata alle 10.01, la potente scossa di magnitudo 4.2, si è verificata – secondo i dati dell'Ingv – a sei chilometri dal Comune di Vaglio Basilicata e a una profondità di 14 chilometri.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Zahalka: Peccato non essere tornato alla Juve Stabia. Thiam? Spero che diventi il migliore portiere gialloblù

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Milan Zahalka, ex portiere della Juve Stabia, è intervenuto nel corso della trasmissione “Il pungiglione stabiese”, in onda sui canali social di Vivicentro.it. Durante l’intervista, Zahalka ha ripercorso con entusiasmo la sua esperienza a Castellammare di Stabia, ricordando con affetto i momenti salienti della sua carriera in gialloblù.

“Ho vissuto a Castellammare di Stabia un’annata splendida”, ha esordito Zahalka, “arrivai in corso d’opera perché c’erano dei problemi tra i pali e per fortuna il presidente Fiore mi scelse per venire ad aiutare la Juve Stabia in quell’anno. Nella C2 che facemmo noi c’erano dei super giocatori, ad esempio Riganò e Molino ed anche noi avevamo bei giocatori, era tutto un altro livello. Fu un’annata molto divertente, con un gruppo splendido, un allenatore fantastico ed un presidente carismatico che manca al calcio di oggi”.

Zahalka ha poi elogiato la figura del presidente Fiore, sottolineando il suo carisma e il suo sostegno alla squadra: “Il presidente Fiore ci ha sempre aiutato anche nei momenti più difficili, entrando anche negli spogliatoi per dare la giusta carica e fiducia sia a noi che all’allenatore senza condizioni; quando vincevamo delle partite difficili entrava negli spogliatoi e creava un’atmosfera allegra. La nostra parola magica era ‘premio’ (ride) e il presidente acconsentiva. Fiore era parte del gruppo e ci sosteneva, penso che quell’anno diede il più possibile e anche nel mercato invernale portò nuovi giocatori; riuscimmo a centrare la salvezza che era la cosa principale, con una giornata d’anticipo, facemmo il massimo possibile”.

L’ex portiere ha ricordato anche l’importanza del gruppo squadra e del mister Pierino Cucchi: “C’era un gruppo splendido, mi sento ancora con i miei ex compagni. Pierino Cucchi raggiunse appunto con noi il risultato della salvezza. Era un padre per tutti che eravamo un mix tra giovani e calciatori di esperienza e lui riuscì a fare integrare i calciatori giovani nel suo modulo di gioco. Ogni giorno noi credevamo nell’obiettivo prefissato, c’erano delle difficoltà anche economiche, il mister ci dava sempre fiducia ed ha sempre dato il massimo, era una persona davvero speciale”.

Zahalka ha poi espresso alcuni rimpianti per la sua carriera, tra cui la mancata possibilità di tornare alla Juve Stabia dopo il fallimento del Como: “Ho vari rammarichi per la mia carriera, ad esempio quando fallì il Como diedi mandato al mio procuratore di tornare alla Juve Stabia che era appena salita dalla D, però non ci fu interesse da parte della nuova società e fu un po’ una delusione.

Dopo l’esperienza alla Juve Stabia nel giro di poco tempo, mi ritrovai dalla C2 ad un gruppo di serie A nella squadra del Como, ero molto giovane e purtroppo mi ritrovai in una società fallita dopo una manciata d’anni. Pensavo di essere nel club giusto ed invece saltò tutto. Poi uscirono fuori le regole nuove tra cui quella degli Under che resero l’inserimento in altre squadre tutto molto più complicato. Ho girato anche altre piazze, ma è stato tutto difficile con la crisi economica e le regole che sono cambiate; alla fine ho preso la decisione di andare a Cipro che in quegli anni iniziava a salire di qualità ed ho giocato lì tra serie A e B. Il più grande rammarico è quindi che dopo tante stagioni fatte bene ho trovato difficoltà a trovare una sistemazione. Sarei volentieri tornato in C2 alla Juve Stabia. Castellammare mi ha sempre dato calore”.

Infine, Zahalka ha ricordato con emozione il rigore parato a Torre Del Greco e ha espresso la sua gioia per essere considerato uno dei portieri più forti della storia della Juve Stabia: “Il rigore parato a Torre Del Greco fu una grande soddisfazione, me lo ricordano sempre tutti, ci diede un buon input con motivazione e grinta per le partite successive perché non venivamo da risultati positivi; arrivammo stremati alla fine della partita. Ho passato cinque mesi a fare riabilitazione alle terme di Castellammare, era tenuto nascosto, mi stirai un legamento della spalla ed ho giocato 7\8 partite con un braccio solo (ride), ogni partita erano antidolorifici e terapia alle terme.

Giuseppe Vives era uno dei giocatori di talento che Cucchi inserì nella rosa, diede una mano e noi lo aiutavamo a cancellare lo stress emotivo in alcune partite. Sono stato contento che abbia fatto una bella carriera, è stato un piacere averlo come compagno di squadra. E’ un motivo di orgoglio essere inserito tra i portieri più forti della storia della Juve Stabia, fa piacere che le persone mi ricordino in modo positivo, io ricambio questo stato d’animo”.

Zahalka ha concluso l’intervista con una promessa: “E’ un po’ che programmo di venire a trovarvi, ma è dura, tra lavoro e famiglia, ma vi prometto che tornerò. Attualmente sono in Repubblica Ceca e lavoro nella ristorazione, ho un ristorante-pizzeria italiano qui che funziona molto bene. Ho provato a restare nel mondo del calcio come preparatore dei portieri ma il mondo degli allenatori e dei collaboratori è molto difficile e molto breve. Se hai fortuna riesci ad avere il tuo spazio in questo ambiente, ma è un mondo di élite. Ho deciso quindi di chiudere con il calcio perché bisogna mantenere la famiglia e quindi ho preso una strada diversa. L’importante è essere soddisfatti di quello che uno ha fatto in passato, poi si chiude un capitolo e ne inizi un altro e non bisogna essere delusi di non aver sfondato nel calcio che fa parte della mia vita, ma non è tutto.

Demba Thiam ha delle qualità, nonostante la giovane età, è anche lui molto alto e speriamo che in futuro si possa dire che sia stato uno dei migliori portieri della Juve Stabia”.

Trump-Putin, quando c’è il colloquio oggi e cosa diranno

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(Adnkronos) – Si terrà oggi, martedì 18 marzo, tra le 16 e le 18 (ora di Mosca, 14-16 in Italia) il colloquio tra il presidente Usa Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin.A confermarlo, come si legge sulla Tass, è stato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.  Trump e Putin parleranno della "ulteriore normalizzazione delle relazioni" tra Stati Uniti e Russia, oltre che della situazione in Ucraina, ha detto ancora Peskov. "Ci sono già stati colloqui (tra Usa e Russia).

L'inviato degli Stati Uniti, Steve Witkoff, è stato a Mosca, c'è stato un round di colloqui a Istanbul e c'è stato un primo colloquio tra i presidenti – ha detto Peskov – Ma ci sono molte questioni (in agenda), l'ulteriore normalizzazione delle nostre relazioni bilaterali e la soluzione della questione ucraina.Ci si aspetta che i Presidenti parlino di questo".  "Non siamo mai stati così vicini a un accordo di pace", ha detto Trump alla vigilia del colloquio con Putin.

Parole confermate a stretto giro dalla Russia: "Non siamo mai stati più vicini di cosi alla pace.Siamo sulla linea delle 10 yard della pace", ha detto Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, con una metafora legata al football: la meta è vicina e per centrare l'obiettivo, secondo le indiscrezioni, Trump potrebbe arrivare a riconoscere la Crimea come russa.  L'Ucraina dal canto suo attende l'esito del colloquio e intanto continua a tessere la sua tela diplomatica.

Il presidente Volodymyr Zelensky ha avuto una conversazione telefonica con il presidente francese Emmanuel Macron. "L'Ucraina è pronta per un cessate il fuoco incondizionato di 30 giorni – ribadisce Zelensky – Tuttavia, per la sua attuazione, la Russia deve smettere di porre condizioni.Ne abbiamo parlato anche con il presidente Macron.

Inoltre, abbiamo parlato del lavoro dei nostri team nel formulare chiare garanzie di sicurezza.La posizione della Francia su questa questione è molto specifica e la sosteniamo pienamente". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Serena Rossi debutta a teatro con l’omaggio alla sua città: “Con SereNata a Napoli realizzo un sogno”

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(Adnkronos) – Non ama definirsi una diva (“diva a chi?”).Forse un’antidiva, che non si prende mai sul serio.

Non conosce la rabbia (“non serve per farsi rispettare o volere bene”).Ma, al contrario, nel corso della sua carriera ha saputo trasformare gentilezza e semplicità nella sua forza.

Sì, perché Serena Rossi è arrivata dove è arrivata perché è così, proprio come si vede sullo schermo, non avendo mai paura di mostrare le sue fragilità, la sua risata (una melodia per le orecchie) e il suo stupore (come quello di una bambina).Serena è ‘mille culure’ come la Napoli cantata da Pino Daniele.

Ed è proprio alla sua città che l’attrice rende omaggio con il suo primo spettacolo ‘SereNata a Napoli’ (prodotto da Agata Produzioni e Savà Produzioni Creative): un viaggio fatto di musica e parole, che si intrecciano come amanti per raccontare una città leggendaria e dalle mille contraddizioni: “È la mia serenata a Napoli, per lei provo un amore viscerale ma anche conflittuale, in alcuni momenti”, dice all’Adnkronos l’attrice.Per lei “è un sogno che si realizza, ce lo avevo nel cuore da tantissimo tempo.

Io credo che le cose si concretizzino nel momento giusto.Prima forse non lo era, mi sono concentrata sulle esperienze televisive e cinematografiche” e soprattutto “ho cercato di fare la mamma il più possibile.

Ora mio figlio è un po’ più grande, mi sono presa il lusso di fare questo spettacolo che è molto impegnativo e mi porterà via da casa per un po’”.  
La tournée partirà il 22 marzo al Teatro Colosseo di Torino (data già sold out) e proseguirà l’1 aprile all’Auditorium della Conciliazione di Roma (sold out), il 10 aprile al Teatro Verdi di Firenze, dal 5 al 9 maggio al Teatro Augusteo di Napoli (sold out), il 21 maggio al Teatro Duse di Bologna e il 6 giugno al Teatro Arcimboldi di Milano.Rossi sarà in tour anche questa estate.

Il 24 giugno alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, il 17 luglio al Real Sito di Carditello San Tommaso, il 29 luglio all’Anfiteatro degli Scavi di Pompei, l’1 agosto al Teatro Verdura di Palermo, l’8 agosto al Teatro Romano di Spoleto, il 10 agosto al Teatro della Versiliana di Marina di Pietrasanta, il 23 agosto all’Arena Virgilio di Gaeta, il 27 agosto allo Sferisterio di Macerata, il 5 settembre all’Oasi dei Battendieri di Taranto e il 13 settembre al Teatro Romano di Verona.Serena Rossi riporta in vita Napoli attraverso la leggenda di Partenope, il canto dei vicoli, i suoni delle feste popolari e ninne nanne che hanno cullato generazioni.  “Non parlerò di me, non volevo che lo spettacolo fosse egoriferito”, ma “ci sono dei momenti legati alla mia famiglia, quando parlo della guerra e dei treni dei bambini, come ho raccontato nel film di Cristina Comencini.

Mia nonna è stata una di quei bambini”.Inoltre, racconto di una mia antenata che è stata la prima cantante femminista della storia, sapere che ho dentro un po’ di lei mi commuove molto”, anticipa l’attrice (di recente nominata ambasciatrice del World Food Programme), che si dice essere “in una fase in cui voglio raccontare la mia visione di questa città per farla scoprire a chi non la conosce, a chi pensa di conoscerla e riscoprire a chi la conosce”.

E lo fa accompagnata da un’orchestra composta da sei elementi, parte viva dello spettacolo, guidata dal Maestro Valeriano Chiaravalle. “C’è tanta musica, i brani sono 18.Spazieremo da ‘Reginella’ a ‘Dove sta Zazà’ fino a ‘Io mammeta e tu’ e ‘Lacreme napulitane’”.  Nel corso della carriera “nessuno ha mai visto la mia napoletanità come un difetto, ma spesso mi hanno detto ‘non è questo che ci serve al momento’.

Quando sono arrivata a Roma – ricorda Rossi all’Adnkronos – mi sono sentita un pesce fuor d’acqua e inadeguata, così cercavo di darmi un tono quando parlavo”. È stato “mio marito (il collega attore Davide Devenuto, ndr) a farmi vedere la mia napoletanità come una grande forza consigliandomi di non nasconderla perché avrei perso la mia naturalezza.L’ho ascoltato ed è andata bene”.  Ed è proprio così.

Rossi è sinonimo di successo: al cinema, in televisione e anche in sala doppiaggio. È stata la voce di Anna di ‘Frozen’ ma anche di Mary Poppins nel film con Emily Blunt e della Regina Cattiva nella versione live-action del classico d’animazione Disney ‘Biancaneve’, dal 20 marzo nelle sale.Rossi interpreta i brani del villain, interpretato da Gal Gadot: “Dopo ‘Uonderbois’ ci ho preso gusto con le ‘cattive’”, dice tra le risate Rossi. “Questa per me è stata una sfida perché la Regina Cattiva ha una durezza e una rabbia nella voce, canta con i bassi.

La mia, invece, è una vocalità molto leggera.Spero di essere riuscita a diventare la più cattiva del reame”.

La tournée porterà l’attrice lontana dai set per alcuni mesi ma, come anticipa all’Adnkronos, “ci sono un paio di cose belle in cantiere, ma non posso dire nulla.Forse riesco a girare una cosa prima dell’estate e una subito dopo”.

La speranza di Rossi è quella “di portare ‘SereNata a Napoli’ ancora un po’ più in là”.Per l’attrice questo “è un momento di grande fermento, di scegliere bene e di essere saggi”.  I rumors su di lei a Sanremo in veste di co-conduttrice nell’edizione di Carlo Conti hanno circolato per mesi, chissà se il prossimo anno possa davvero succedere: “Sarebbe bellissimo, un sogno.

Da buona napoletana ti dico 'vene quanno adda venì'".In questo momento “mi sento abbastanza completa.

Quello che desidero per la mia carriera è di continuare ad essere curiosa e smaniosa di cercare nuove sfide che mi possano gratificare e darmi tanto.Ma ammetto che già così sono molto felice", conclude. (di Lucrezia Leombruni) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Treni, ritardi e disagi sulle linee del cosiddetto ‘nodo di Milano’

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(Adnkronos) – Circolazione dei treni rallentata oggi, martedì 18 marzo, sulle linee del cosiddetto 'nodo di Milano' per un inconveniente tecnico che ha coinvolto la stazione di Milano Centrale.  I treni alta velocità, Intercity e regionali hanno registrato da questa mattina ritardi, che in alcuni casi hanno raggiunto i 60 minuti.Sono possibili variazioni e cancellazioni.  I tecnici di Rfi sono al lavoro per accertare le cause e avviare gli interventi per il ripristino del servizio.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Zelensky: “Testato con successo drone a lungo raggio che vola 3mila km”

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(Adnkronos) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che le Forze armate hanno condotto con successo il test di un drone a lungo raggio, che può volare fino a tremila chilometri. "Questa è una buona notizia – ha detto durante il consueto discorso serale, al termine di un incontro con i vertici militari – Il nostro drone ha superato il test dei tremila chilometri". "Possiamo dire di essere soddisfatti con i risultati degli attacchi – ha aggiunto Zelensky – ma dobbiamo produrre più missili, più droni e ne parleremo con i nostri partner questa settimana".  Nei giorni scorsi, il presidente ucraino aveva già annunciato anche il test di un nuovo missile balistico, il Neptune, con una gittata di mille chilometri, in grado di colpire Mosca.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maratona Roma, al via ‘Acea Water Fun Run’, maratona dell’acqua per famiglie e bambini

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(Adnkronos) – Al via oggi a Roma l’Acea Water Fun Run, la maratona dell’acqua per famiglie e bambini dedicata al risparmio idrico.La corsa non competitiva di cinque chilometri, che il Gruppo Acea sostiene insieme alla Acea Run Rome The Marathon di domenica 16 marzo, celebra così il profondo legame tra Roma e l’acqua attraverso lo sport.

Ed è record di adesioni alla manifestazione di oggi con oltre 20mila iscritti, di cui più di 4mila stranieri provenienti da 97 nazioni.Per Acea ha partecipato la Presidente Barbara Marinali (VIDEO). Lungo il percorso della Acea Water Fun Run, che si snoda attraverso uno dei luoghi al mondo più ricchi di storia e di arte, il gruppo Acea ha dislocato punti di ristoro dove l’organizzazione della maratona distribuirà 330mila brick d’acqua, tra oggi e domani.

Al Circo Massimo è stato inaugurato l’Acea Water Village che ospiterà fino a domani iniziative dedicate all’educazione idrica, per sottolineare l’importanza dell’acqua nella pratica sportiva e nella tutela della salute e del pianeta: da una ruota per la produzione di energia ad uno spazio interattivo per l’utilizzo di visori di realtà virtuale, dal gaming Casa Net Zero Water Building al photo booth “Ogni goccia conta, ogni passo vale”.  All’Acea Water Village presenti i vertici Acea, l’ex nuotatore e campione olimpico Massimiliano Rosolino e i nuotatori della Rari Nantes di Firenze, una delle squadre che Acea sostiene all’interno di un progetto dedicato territorio che unisce “acqua e sport”, a favore dei giovani e della loro formazione.Oggi pomeriggio, invece, nello stand Acea allestito presso l’Expo Village Acea Run Rome The Marathon al Palazzo dei Congressi dell’Eur sono previste diverse attività di sensibilizzazione sul tema acqua: da T.E.D.D.I.

il cane robot simbolo dell’innovazione tecnologica ad un’esperienza immersiva tramite visori di realtà virtuale, dal Marathon Water Wall fino ad un nasone con una postazione per scaricare l’App Acquea di Acea, pensata per atleti, cittadini e turisti, che permette di individuare, tra 3.500 punti idrici geolocalizzati a Roma, la fontana, il nasone o la Casa dell’acqua Acea più vicina per dissetarsi.Previsto anche il talk show “Il benessere di un atleta: un perfetto equilibrio tra acqua, sport e salute” presso lo stand Acea, alle ore 17, moderato dal Presidente della Commissione Federale Atleti Fidal Carlo Cantales a cui parteciperanno gli sportivi Manuela Di Centa, Angelika Savrayuk, Stefano Pantano, Silvia Di Pietro, Davide Passafaro, Daniele Del Signore, il presidente di Acea Acqua Enrico Resmini e il direttore della Comunicazione di Acea Virman Cusenza. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump: “80mila documenti sull’omicidio di JFK saranno pubblicati”

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(Adnkronos) –
"Rilasceremo tutti i file del caso Kennedy, la gente aspetta da decenni".Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, durante la visita al Kennedy Center annuncia che oggi, martedì 18 marzo, saranno diffusi i documenti relativi all'inchiesta sull'omicidio del presidente John Fitzgerald Kennedy. JFK fu ucciso a Dallas nell'attentato compiuto il 22 novembre 1963.

Il presidente fu colpito mentre l'auto che lo trasportava si trovava nella Dealey Plaza.L'omicidio venne attribuito a Lee Harvey Oswald, che venne arrestato e poi ucciso due giorni dopo in un nuovo attentato, compiuto da Jack Ruby nella centrale di polizia di Dallas, prima del trasferimento nella prigione della contea. "Ho dato istruzioni a diverse persone, coordinate da Tulsi Gabbard", direttrice della National Intelligence. "I documenti saranno rilasciati" martedì 18 marzo, "si tratta di un'enorme quantità di materiale, ci sarà molto da leggere.

Ho dato disposizione di non editare nulla", dice Trump. "Rilasceremo i file, è un grande annuncio.L'avevo promesso durante la campagna elettorale e sono un uomo di parola.

I documenti verranno diffusi nel pomeriggio.Saranno molto interessanti, sono circa 80mila pagine: vi farete un'idea da soli", dice il presidente rispondendo alle domande dei giornalisti.  Trump a gennaio ha firmato l'ordine esecutivo che ha avviato l'iter per la diffusione dei documenti.

A febbraio, l'Fbi ha affermato a febbraio di aver scoperto circa 2.400 nuovi file. Nel 2023, gli archivi nazionali hanno concluso la revisione dei documenti classificati relativi all'assassinio, con il 99% dei documenti resi pubblici.Cia, Pentagono e Dipartimento di Stato hanno documenti classificati: alla base della scelta, in particolare, la necessità di tutelare l'identità di fonti riservate che sono o potrebbero essere ancora vive.  Dopo l'attentato, il presidente Lyndon B.

Johnson – successore di Kennedy – creò la Commissione Warren, incaricata di condurre un'inchiesta sull'omicidio.L'organismo sposò la tesi che attribuiva l'omicidio ad un unico cecchino.

Nel 1976 l'attentato fu nuovamente oggetto del lavoro di una commissione, la United States House Select Committee on Assassinations (HSCA).Nuovi elementi, comprese le analisi acustiche dei colpi esplosi, nel 1979 portarono a ipotizzare la presenza di un secondo tiratore.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Neonata arrivata in nave da Marocco in busta della spesa per esser venduta

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(Adnkronos) – Avevano portato una neonata in nave dal Marocco, trasportandola in una busta della spesa, con l'obiettivo di rivenderla in Italia.La Polizia di Stato di Torino, lo scorso 12 marzo, ha eseguito un provvedimento di fermo a carico di due marocchini, marito e moglie, indagati di aver introdotto illegalmente una neonata.

Nella medesima circostanza sono stati arrestati altri due loro connazionali per favoreggiamento personale per aver favorito la permanenza illegale della minore sul territorio nazionale.   La complessa attività investigativa è iniziata dopo una segnalazione arrivata in Procura che una famiglia marocchina, residente a Torino, aveva ospitato per qualche settimana una neonata, estranea a quel nucleo familiare, con l’intenzione di venderla a terzi.  Tale notizia è stata confermata da una serie di circostanze.La bimba, presumibilmente nata ad agosto 2024, arrivata in Italia con la donna della coppia nello scorso ottobre su una nave proveniente da Tangeri, era stata trasportata senza essere registrata nella lista passeggeri in una busta della spesa.

Il viaggio, particolarmente lungo, aveva creato degli scompensi alla minore, tant’è che una volta arrivata in città era stata portata dalla donna in ospedale per essere visitata.  La neonata, di cui sono in corso accertamenti volti ad individuarne la madre biologica, sarebbe stata ceduta da quest’ultima all’indagata, perché fosse trasportata dal Marocco in Italia e verosimilmente venduta a una terza famiglia.Una volta in Italia, la coppia, al fine di eludere eventuali investigazioni, ha trovato due connazionali, un uomo e una donna, compiacenti a tenere temporaneamente la minore, in attesa di individuare una sistemazione definitiva per la stessa. La complessa attività d’indagine ha permesso, infatti, di accertare che gli indagati erano alla ricerca di qualcuno che fosse disposto a prendersi cura della bambina, ottenendone la custodia in cambio di denaro o, in alternativa, qualora attraverso le investigazioni la minore fosse stata rintracciata, di trasportarla all’estero, prima che fosse localizzata, al fine di garantirsi l’impunità e che la piccola non fosse mai trovata.  Dopo settimane di indagine, lo scorso 12 marzo, è stata individuata finalmente l’abitazione della coppia che stava temporaneamente tenendo con sé la minore.

La bimba, che risultava in buona salute, è stata a quel punto immediatamente trasportata in ospedale per gli accertamenti sanitari del caso, in attesa di essere collocata in una famiglia affidataria. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Delitto di Garlasco, dall’orario della morte al numero di scarpe nulla porta a Sempio

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(Adnkronos) –
L'omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, ha un colpevole: è Alberto Stasi, l'allora fidanzato, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per il delitto.Lo dice la sentenza di Cassazione che è ancora valida dopo ben sette tentativi di riaprire il caso, l'ultimo ancora una volta vede al centro Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, indagato per omicidio.  Rigettato il primo tentativo della difesa del condannato di ricorrere in Cassazione con un ricorso straordinario, così come sono stati respinti i due tentativi di revisione dalla Corte d'Appello di Brescia (nel secondo caso anche dalla Cassazione), ci sono poi state già due denunce avanzate e archiviate dalla Procura di Pavia e, infine, il ricorso alla Corte europea dei Diritti dell'Uomo che ha recentemente stabilito che il processo a Stasi è stato equo.
 
A leggere ora le "nuove" carte più che un'indagine contro Sempio sembra uno pseudo tentativo di revisione per Stasi che non ha fatto formale istanza alla Corte d'Appello di Brescia e che vede il suo fine pena fissato nel 2030 (per buona condotta potrebbe tornare libero già nel 2028).

La procura è intenzionata ad analizzare nuovamente i risultati del Dna sotto le unghie della vittima, riguardare le impronte dattiloscopiche catturate quasi 18 anni fa nella villetta di via Pascoli e a fare una consulenza sull'impronta insanguinata della scarpa per determinarne la misura.  
Per puntare il dito contro Sempio, oggi trentasettenne, serve però smontare la sentenza del 2015, bisogna 'togliere' Stasi dalla scena del crimine o supporre che abbia agito in concorso (nell'avviso di garanzia si parla di "concorso con altri soggetti o con Alberto Stasi") con Sempio.Se la seconda ipotesi appare inverosimile, anche sulla prima mancano tanti tasselli che hanno portato i giudici della Cassazione a scrivere che contro 'il biondino' "ciascun indizio risulta integrarsi perfettamente con gli altri come tessere di un mosaico che hanno contribuito a creare un quadro d’insieme convergente verso la colpevolezza di Alberto Stati oltre ogni ragionevole dubbio".   Se la Procura di Pavia punta su Sempio deve essere pronta a rivedere anche l'orario dell'omicidio: Chiara muore tra le 9.12 e le 9.36 del 13 agosto 2007, mentre Andrea Sempio è a casa con il padre, solo dopo prenderà l'auto per raggiungere Vigevano come mostra lo scontrino del parcheggio.

Scontrino pagato alle ore 10.18 (prevista un'ora di sosta) quando la ventiseienne è già morta.Difficile spostare più avanti le lancette dell'orologio per il delitto, anche perché Sempio continua ad avere un alibi.

E a voler credere almeno che l'assassino scappi in bici, come dichiara una testimone ritenuta attendibile dai giudici, bisogna 'correggere' anche in questo caso la sentenza passata in giudicato perché se Stasi ha una bicicletta nera da donna (e il cambio pedali è un altro elemento che gioca a suo sfavore), Sempio invece possiede una bici rossa.  Tra le prove contro Stasi – nei trentadue faldoni di un'inchiesta lunga anni – c'è anche l'impronta di una scarpa numero 42.Una perizia indica non solo la taglia esatta, ma individua anche la marca, e Sempio calza il numero 44.

Difficile pensare che una nuova consulenza della Procura possa mettere in dubbio un'analisi che risponde a una domanda di un giudice e che la Cassazione certifica.Ed è difficile superare l'impronta di quella scarpa lasciata sul tappettino del bagno dove l'assassino va sicuramente: per vedere se è sporco di sangue si ritiene adesso; per lavarsi le mani a voler credere alle sentenze.

Una foto mostra, sul pigiama della vittima, la mano insanguinata di chi colpisce Chiara Poggi alla testa con un oggetto mai trovato, a maggior ragione quindi il killer va in bagno a ripulirsi.Sul dispenser restano due impronte di Stasi e nessuna traccia di sangue di Chiara a dimostrazione – è la conclusione dei giudici – che è stato lui, oggi 41 anni, l'ultimo a toccare il dispenser portasapone. Tutti i periti convergono sul fatto che le altre tracce trovate su quell'oggetto non siano identificabili, o comunque non utili, e per ora – salvo sorprese – diventa difficile scalfire questa prova contro l'allora fidanzato.  Le nuove tecnologie nel campo della genetica nulla potranno aggiungere alle conclusioni sulle tracce trovate sotto le unghie della ventiseienne: il materiale è stato utilizzato completamente, si è arrivati a concludere che i risultati non erano comparabili (decisione presa da tutte le parti presenti nel processo) e ora la rivalutazione dei risultati, solo sulla carta, rischia in astratto di determinare un falso in perizia. Anche se la traccia genetica sulle unghie fosse di Sempio (difficile immaginare un movente), il ragazzo frequentava casa Poggi e il Dna non è databile, cioè potrebbe aver lasciato la traccia (è una molecola resistente e non vola) settimane prima.

C'è un altro dato di cui in questa storia bisogna tener conto: dal 2015 a oggi, sono una quarantina i magistrati che si sono occupati del delitto di Garlasco e tutti hanno convenuto sulla responsabilità di Stasi oltre ogni ragionevole dubbio.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pensioni, cos’è la pace contributiva: requisiti e iter per la domanda

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(Adnkronos) –
L'Inps comunica requisiti e iter per accedere alla 'pace contributiva', misura di riscatto che consente ai lavoratori di coprire buchi contributivi della propria carriera lavorativa, purché non siano originati da omissioni contributive e che può essere applicata a periodi in cui non vi era alcuna contribuzione.Si tratta di una misura di tipo volontario, in cui il lavoratore può decidere di versare contributi per migliorare il proprio trattamento pensionistico. È una facoltà che permette di riscattare, per il biennio 2024/2025 e nella misura massima di cinque anni, periodi non soggetti a obbligo contributivo e non già coperti da contribuzione, comunque versata e accreditata, presso qualsiasi forma di previdenza obbligatoria. La facoltà di riscatto può essere esercitata dagli iscritti all'Assicurazione Generale Obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, e alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, legge 8 agosto 1995, n. 33), privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 e non già titolari di pensione.

Possono essere riscattati, in tutto o in parte, nella misura massima di cinque anni, anche non continuativi, i periodi successivi al 31 dicembre 1995 e precedenti al 1° gennaio 2024. Il periodo deve essere compreso tra l'anno del primo e quello dell’ultimo contributo comunque accreditato (obbligatorio, figurativo, da riscatto) nell’Assicurazione Generale Obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti e nelle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché nelle gestioni speciali dei lavoratori autonomi e nella Gestione Separata (di cui all’articolo 2, comma 26, legge n. 335/1995).Non è richiesto che il primo e l’ultimo contributo, da prendere a riferimento per collocare il periodo da riscattare, siano versati o accreditati nella stessa gestione in cui si intende esercitare la facoltà di riscatto. Il periodo da ammettere a riscatto non deve essere coperto da contribuzione obbligatoria, figurativa, volontaria o da riscatto, non solo presso il Fondo cui è diretta la domanda stessa, ma anche in qualsiasi forma di previdenza obbligatoria.

Inoltre, sono riscattabili soltanto i periodi non soggetti a obbligo contributivo.L’onere per il riscatto è determinato con il meccanismo del calcolo a percentuale previsto dall’articolo 2, comma 5, del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184, applicando l’aliquota contributiva di finanziamento in vigore alla data di presentazione della domanda nella gestione pensionistica dove opera il riscatto.   La base di calcolo dell’onere è costituita dalla retribuzione assoggettata a contribuzione nei 12 mesi più vicini alla data della domanda ed è rapportata al periodo oggetto di riscatto.

Questa retribuzione è attribuita temporalmente e proporzionalmente ai periodi riscattati.La rivalutazione del montante individuale dei contributi disciplinato dalla legge n. 335/1995 ha effetto dalla data della domanda di riscatto. L’onere di riscatto può essere versato in un'unica soluzione o in un massimo di 120 rate mensili, ciascuna di importo non inferiore a 30 euro, senza applicazione di interessi per la rateizzazione.

La rateizzazione dell’onere non può essere concessa nei casi in cui i contributi da riscatto debbano essere utilizzati per la immediata liquidazione di una pensione diretta o indiretta o nel caso in cui gli stessi siano determinanti per l’accoglimento di una domanda di autorizzazione ai versamenti volontari; qualora ciò avvenga nel corso della dilazione già concessa, la somma ancora dovuta dovrà essere versata in unica soluzione.I periodi oggetto di riscatto sono parificati a periodi di lavoro. Condizione per l’esercizio della facoltà di riscatto in argomento è l’iscrizione dell’interessato a uno dei regimi previdenziali richiamati dalla norma stessa.

L’interessato non deve essere titolare di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.L’eventuale acquisizione di anzianità assicurativa anteriore al 1° gennaio 1996 determina l’annullamento d’ufficio del riscatto già effettuato, con restituzione dell’onere al soggetto che lo ha versato senza riconoscimento di maggiorazioni a titolo di interessi.

Ulteriore condizione per l’accesso alla facoltà in esame è che il beneficiario non sia già titolare di un trattamento pensionistico diretto, in qualsiasi gestione pensionistica obbligatoria. La presentazione della domanda di riscatto è limitata al biennio 2024/2025.La domanda può quindi essere presentata fino al 31 dicembre 2025 (termine ultimo per l’esercizio della facoltà di riscatto).

La domanda può essere presentata dal diretto interessato o dai suoi superstiti o, entro il secondo grado, dai suoi parenti e affini.In entrambe le ipotesi, per le domande presentate dall’1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2025, l’onere versato è deducibile dal reddito complessivo di chi l’ha sostenuto. Per i lavoratori del settore privato, la domanda di riscatto può essere presentata anche dal datore di lavoro dell’assicurato destinando, a tal fine, i premi di produzione spettanti al lavoratore.

In tal caso, l'onere versato è deducibile dal reddito di impresa e da lavoro autonomo e, ai fini della determinazione dei redditi da lavoro dipendente, rientra nell’ipotesi di cui all’articolo 51, comma 2, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.La domanda di riscatto può essere presentata dal datore di lavoro nel corso del rapporto lavorativo.

Nei casi in cui la domanda sia presentata dal parente o affine o dal datore di lavoro, in fase di presentazione della stessa è necessario che sia acquisito il consenso del soggetto interessato. La domanda da parte del diretto interessato, suo superstite o, entro il secondo grado, dal suo parente e affine si presenta online all'INPS attraverso il servizio dedicato.In alternativa, può essere effettuata tramite: Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164164 (a pagamento in base al piano tariffario del gestore telefonico, da rete mobile); enti di patronato e intermediari dell'Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

Nel caso di presentazione della domanda da parte del datore di lavoro, in attesa dell’implementazione della procedura per l’invio telematico, le domande sono presentate utilizzando il modulo disponibile online.Il termine per la definizione del provvedimento è stato fissato in 85 giorni dal Regolamento per la definizione dei termini di conclusione dei procedimenti amministrativi adottato dall’INPS ai sensi dell’art. 2 della legge n. 241/1990. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Genova, incendio in un appartamento: morto 29enne, 4 feriti

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(Adnkronos) – Tragedia nella notte a Genova in via Galliano, nel quartiere di Sestri Ponente, dove un ragazzo di 29 anni è morto in un incendio nell'appartamento in cui abitava.L'incendio ha coinvolto 15 persone di cui quattro rimaste ferite, la più grave la madre del 29enne, ricoverata in codice rosso al San Martino.

Altre tre persone sono state ricoverate in codice giallo all'ospedale di Villa Scassi.Sul posto la polizia che indaga sulla dinamica.  Dalle prime informazioni si sarebbe trattato di un gesto volontario del giovane che si sarebbe dato fuoco. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)